Informazioni sul sito
Se vuoi aiutare LUOGOCOMUNE

HOMEPAGE
INFORMAZIONI
SUL SITO
MAPPA DEL SITO

SITE INFO

SEZIONE
11 Settembre
Questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego.
 American Moon

Il nuovo documentario
di Massimo Mazzucco
 Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!
 Menu principale
 Cerca nel sito

Ricerca avanzata

TUTTI I DVD DI LUOGOCOMUNE IN OFFERTA SPECIALE


Economia : Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Inviato da Redazione il 14/7/2014 19:24:35 (8985 letture)

di Maurizio Blondet

Il 14 luglio si terrà a Fortaleza (Brasile) l’annuale riunione dei BRICS, i Paesi emergenti di successo. Con una novità: su invito ufficiale di Brasile, Russia, India, Cina e Africa del Sud, vi parteciperà Cristina Kirchner, la presidentessa dell’Argentina, che non è un BRICS, al contrario. Il senso politico dell’invito è inequivocabile. L’Argentina è sotto persecuzione e minaccia degli USA per la questione del debito.

Ricapitoliamo: nel 2001 l’Argentina (pagando l’errore di agganciare la sua moneta al dollaro per tentare di non svalutarla) fece crack. In piena rovina, cessò i pagamenti sul debito sovrano, pari 80 miliardi di dollari. I possessori di titoli del Tesoro argentino, per lo più, nel corso di lunghe trattative, si sono accontentati di ricevere il molti anni dopo 30 per cento, condonando il 70%. Non così Paul Singer, miliardario ebreo-americano possessore di un fondo speculativo, lo Elliott Capital Management: costui, dopo il crack, ha comprato da creditori titoli di debito argentino per 220 milioni di dollari a prezzi stracciati, pagandolo soltanto 49 milioni, meno di un quarto del suo valore facciale: dopodiché, s’è appellato ai tribunali americani per esigere il pagamento pieno dei titoli in suo possesso. Valore che, dopo 13 anni, è salito 832 milioni.

È il modus operandi tipico dei «Fondi Avvoltoio», che si nutrono di cadaveri. O più precisamente, che pretendono la polpa dagli ossami dei cadaveri dentro cui puntano i loro becchi. Singer – con l’appoggio delle leggi e tribunali americani – è riuscito a spolpare il poverissimo Congo nel 2002, obbligandolo a pagargli 90 milioni di dollari per i 20 milioni di titoli di debito pubblico congolese in suo possesso, e prima aveva obbligato il Perù a versargli 58 milioni per gli 11 milioni di titoli sovrani peruviani che aveva raccattato.

Per l’Argentina, i profitti attesi dall’avvoltoio sono molto maggiori. [...]


E siccome un tribunale USA ha dato ragione a Singer nel 2012 ingiungendo a Buenos Aires di pagargli titoli secondo il valore facciale (più interessi), al saccheggio si sono uniti altri fondi speculativi di Wall Street, come Aurelius Capital Management e Blue Angel, che detengono insieme 1,3 miliardi di dollari di debito argentino. Ma c’è di peggio in vista , per il Paese debitore. Se accetta di pagare questi avvoltoi, tutta una schiera di creditori internazionali con i suoi titoli in default nel portafoglio pretenderanno lo stesso trattamento: si calcola che esigeranno subito 15 miliardi di dollari, la metà delle riserve argentine. E nel complesso il Paese potrebbe trovarsi di fronte ad un debito totale di 120 miliardi.

La completa rovina economica, senza più remissione, per un intero popolo.

Buenos Aires ha fatto appello alla Corte Suprema USA. La quale, però, ha rifiutato di discutere il caso: siccome gran parte del debito argentino è stato emesso sotto il diritto vigente a New York, la questione nemmeno si pone. L’Argentina deve pagare Singer e i suoi altri imitatori, oppure incorrere in sanzioni — sequestro delle sue merci e delle sue navi nei porti americani, blocco dei suoi conti esteri, qualunque cosa la legge USA preveda per i debitori insolventi privati. Per intanto, gli USA minacciano di «isolare» politicamente il Paese, e fargli il vuoto attorno: nessuno presenterà più un soldo all’Argentina. In tal modo, il Paese sarà reso uno Stato-paria come l’Iran o si tenta di far diventare la Russia; il mondo finanziario essendo globalizzato secondo i princìpi del capitalismo occidentale, è in pratica sotto giurisdizione americana, che pretende di divenire universale di fatto. È effettivamente successo lo scorso ottobre che in Ghana, un tribunale locale ha consentito a Singer di sequestrare una nave da carico argentina, la ARA Libertad.

La sentenza americana è stata criticata – ed è tutto dire – persino dalla bibbia del liberismo anglosassone, il Financial Times: «La società deve dare alla gente un modo per ricominciare; è per questo che abbiamo il diritto fallimentare», ha scritto Martin Wolf: «Anzi, consentiamo alle imprese, di gran lunga i più importanti attori privati nelle nostre economie, di godere della “responsabilità limitata”. La facilità con cui le corporations americane possono liberarsi dei creditori è stupefacente. Una simile logica si deve applicare agli Stati».

Ed invece no, ed è questo il punto filosofico, di civiltà, per cui i BRICS mostrano disposti a battersi:

I giudici USA non riconoscono la sovranità degli altri stati. È questo che hanno dimostrato con questa sentenza: mettono l’Argentina, come un debitore privato, sullo stesso piano di un Hedge Fund, il privato creditore che la trascina in giudizio. Anzi peggio: trattano l’Argentina peggio di una loro azienda privata. Questa può utilizzare le leggi fallimentari per fare bancarotta controllata; l’Argentina no. Deve pagare sempre, interamente e in eterno. Senza remissione.

Gli USA hanno vietato il Giubileo periodico che persino la legge ebraica riconosce (evidentemente, valeva solo per altri ebrei).Già questo dovrebbe suggerire la natura di hubrys satanica che Washington pretende di imporre al mondo intero come «libertà di business».

È il diritto assoluto, totale e incondizionato del creditore ad essere pagato fino all’ultimo centesimo, quello che si intende affermare. E attenzione perché qui non si parla solo dell’Argentina.

La Germania sta imponendo questo principio assoluto in Europa ai Paesi europei «periferici». Alla Grecia ha imposto la più spietata austerità perché pagasse i suoi debiti — ossia, essenzialmente, perché pagasse le banche tedesche, che avevano indebitato la Grecia fino alla follia, fino all’ultimo euro. Un condono del debito greco avrebbe scongiurato la crisi in cui siamo precipitati. Ma la Germania, dura, ha fatto valere «il diritto». Il diritto del creditore. Il risultato è che «dopo sei anni di recessione provocata dall’austerità, il taglio delle spese sanitarie del 40%, la disoccupazione salita al 26,8% e quella giovanile più che doppia, la Grecia si trova con un debito pubblico cresciuto al 169 per cento del Pil» ( Mark Weisbrot, co-direttore del Center for Economic and Policy Research). Al confronto, e nonostante gli indubbi errori del suo Governo, la popolazione argentina sta molto meglio di quella greca; la moratoria sul debito, con la svalutazione del peso argentino che ha prodotto, ha innescato una ripresa dell’economia, dell’export, persino un principio di ri-localizzazione di industrie dall’estero. Anche se ora la ricaduta nei vecchi errori provoca lo estancamiento economico (con alta inflazione), per la gente sono stati 13 anni guadagnati in benessere — laddove i greci hanno perso 7 anni in miseria e devastazione sociale.

Il nuovo capogruppo del Ppe al parlamento europeo, Manfred Weber, ha espresso con speciale arroganza l’ideologia sancita dai tribunali americani, rispondendo al discorso inaugurale di Matteo Renzi: «L’Italia ha il 130% di debito. Dove prendete i soldi? (1)». Renzi, sì, ha chiesto «più tempo per fare le riforme», ma «Barroso lo ha concesso alla Francia» e «le riforme non si sono mai viste», con la conclusione tipica della nuova ideologia: «I debiti non creano il futuro, lo distruggono» — che è una ipocrita falsità anche economica.

Difatti Renzi ha risposto per le rime rilevando l’ipocrisia («L’Italia non accetta lezioni di morale») e rilevando la menzogna in questa ipocrisia: «Se Weber parlava a nome della Germania, gli ricordo che nella scorsa presidenza italiana, ci fu un Paese cui non solo fu concessa flessibilità ma anche di violare i limiti, ed essere oggi un Paese che cresce».

Ma ciò non basterà – sono solo parole – perché nell’Europa siamo così assuefatti alla cessione di sovranità, da non saper porre la questione alta e cruciale. I BRICS evidentemente sono molto più consapevoli del rischio mortale che il «nuovo diritto sovrannazionale globale» fa pendere sulle società umane. È la questione di filosofia politica fondamentale: se si accetta incondizionatamente il diktat «legale» americano a favore del miliardario Singer e dei Fondi Avvoltoio, si accetta il seguente principio:

Nel mondo esiste un solo stato sovrano, gli USA, e gli altri stati non sono che sue «aziende»,soggette alle sue leggi.

Ciò era già stato proclamato nel 2002, quando la Casa Bianca di G. W. Bush pubblicò la «nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America». Nel documento, l’America vi afferma il suo diritto storico a usare la sua «ineguagliata superiorità militare»senza limite legale alcuno. Letteralmente, essa minaccia «l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica contro qualunque Stato»del pianeta che l’America consideri pericoloso, e ciò in maniera “preventiva”. Nel nostro piccolo, fummo i primi in Italia a notare (2) l’aspetto radicalmente eversivo di questa nuova dottrina politica la quale «liquida l’ordine che ha governato le relazioni internazionali fin dal trattato di Westfalia del 1648». Il Trattato di Westfalia, che pose fine alla «Guerra dei Trent’Anni», riconobbe la legittimità delle autorità degli Stati, grandi o piccoli, potenti o non potenti. Di fatto, fu stabilito il principio della sovranità e della sua legalità: persone giuridiche, gli stati potevano legarsi tra loro con trattati (come le personalità private con contratti), e questi trattati avevano forza legale. Nell’instabilità del mondo, fu un punto fermo decisivo. Un altissimo atto di civiltà, che mise un argine fondamentale allo stato di «guerra perpetua», inarrestabile, quale fu appunto la guerra dei Trent’Anni.

Naturalmente, nessun politico in Europa capì che l’Amministrazione Bush jr., proclamando il diritto americano a colpire qualunque stato del pianeta – 1) dichiarava ogni altro Stato illegittimo; 2) Dichiarava gli USA l’unico Stato sovrano veramente esistente nel mondo; e 3) faceva dipendere la sua sovranità dalla sua «ineguagliata superiorità militare», grazie alla quale si arrogava (come scriveva nero su bianco) di fare «uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica contro qualunque Stato» del pianeta che a suo giudizio turbasse i suoi interessi, e ciò in modo «preventivo».

Gli USA hanno così affermato il primato della forza bruta sul diritto nelle relazioni internazionali. È un arretramento epocale della civiltà.

La civiltà consiste infatti negli sforzi organizzati per adottare istituzioni, che riducano la forza (nei rapporti tra uomini, come tra nazioni) ad «ultima ratio». Gli USA adesso, sono in stato di sfida perpetua verso il resto del mondo. Qualunque Paese voglia far valere la sua sovranità, deve dotarsi della forza; una forza tale, da tenere a bada la superpotenza americana. E rischiare la guerra, che nello stato presente sarebbe la fine dell’umanità.

Senza nemmeno rendersene conto, l’Unione Europea ha adottato lo stesso incivile principio: oggi la Germania è «più sovrana» dell’Italia, Grecia o Spagna, e può «dare lezioni» ed imporre austerità e rigori ormai chiaramente distruttivi agli stati più deboli, perché è più grossa. Il principio di parità viene cancellato — adesso comanda il più grosso. È un arbitrio, una prepotenza che, ovviamente, si ammanta di «giuridico» — come le leggi USA che hanno dato ragione all’Avvoltoio su uno Stato estero non-più-sovrano.

Questo è il punto da capire. Noi non l’abbiamo capito, e infatti ci siamo lasciati legare dal «diritto» incivile iscrivendo in Costituzione il patto di stabilità, il limite del 3% del deficit e tutto il resto delle normative austeritarie germaniche, a favore esclusivo dei creditori per lo più germanici.

I BRICS invece hanno capito: e per questo hanno invitato l’Argentina – Stato-paria per la finanza globale sotto giure americano – fra di loro. La Russia (la R dei BRICS) l’ha sottolineato esplicitamente: «Ciò mostra che l’Argentina è pienamente inserita nelle relazioni internazionali, non ‘isolata dal mondo’. Soltanto, non si adatta alle politiche dei paesi centrali a qualunque costo», ha detto Nicolai Tereschuk (che insegna all’Università di Buenos Aires). Interessante il fatto che è stata l’India (la I) ad avere l’idea di invitare la Kirhner. Dice l’economista Fernanda Vallejos, Università di Buenos Aires: «La proposta dell’India, con cui il commercio bilaterale è aumentato del 30% nel 2013, validata dal Brasile e dal Sudafrica, smentisce il tema del supposto isolamento del nostro paese nel mondo».

È stata la stessa Goldman Sachs a valutare che i BRICS ‘pesano’ per un quarto del prodotto intero lordo globale, con il 43% della popolazione, il 45% della forza-lavoro mondiale e il 20% dell’investimento globale. Hanno una produzione agricole di 2 mila milioni di tonnellate anno, e riserve per 3 mila miliardi di dollari.

Si noti che l’invito dei BRICS all’Argentina ha quasi coinciso con l’annuncio, il 28 maggio, dell’accordo firmato da Cristina Kirchner con il «Club di Parigi» ( i maggiori creditori globali), a cui doveva sulla carta 9,7 miliardi di dollari (dopo il default di 13 anni fa). A caro prezzo, Buenos Aires mostra la volontà di volersi reintegrare al mondo in materia finanziaria», a tornare ad apparire agli investitori esteri «un paese in via di sviluppo con forte potenziale».

Bisogna infatti capire che gli «investitori» che hanno tanto bisogno di indebitare, quanto i debitori di indebitarsi, anzi – coi bassi interessi che si lucrano oggi nel mondo – anche di più. E l’Argentina, oltre che la potenza agricola mondiale che tutti sanno, ha le seconde riserve mondiali di litio, è il terzo esportatore mondiale di potassio, è un notevole produttore di oro (10 mila tonnellate), di rame (500 milioni di tonnellate), d’argento, e produttore petrolifero e di idrocarburi «non convenzionali». Abbastanza da far gola agli speculatori di Wall Street.

Ma i BRICS, a Fortaleza, intendono porre le fondamenta di una loro Banca di Sviluppo regionale, alternativa agli organismi tipo FMI e Banca Mondiale. La Banca disporrebbe di 50 mila milioni di dollari per finanziare infrastrutture nei sei Paesi, e un fondo di riserve comuni di 100 mila milioni di dollari come cuscinetto contro la volatilità dei mercati. «L’Argentina potrebbe accedere a finanziamenti presso questa banca a tassi molto più favorevoli di quelli onerosissimi che esigono le organizzazioni internazionali» e i privati investitori, dice Diego Coatz, del Centro Studi dell’Unione Industriali d’Argentina.

Ma qui l’economia è politica. Affermazione della sovranità. Leggiamo da Voice of Russia:

«Il 10 giugno Sergei Glaziev, consigliere economico di Putin, ha pubblicato un articolo in cui sottolinea la necessità d’ instaurare una alleanza internazionale fra i Paesi che vogliono liberarsi del dollaro nel commercio internazionale e non usare il dollaro nelle loro riserve. Lo scopo ultimo è di spezzare la macchina di stampa monetaria di Washington che alimenta il complesso militare-industriale e dà agli USA ampie possibilità di spargere il caos nel mondo, innescando guerre civili come in Libia, Siria, Iraq e Ucraina».

Un progetto velleitario, secondo gli esperti occidentali, date le difficoltà tecniche. Ma adesso la direttrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, ha svelato una soluzione definita «elegante» dal sito Zero Hedge. «Stiamo discutendo con la Cina e i nostri partners BRICS la creazione di un sistema di swap multilaterali che consentirà il trasferimento di risorse ad uno od altro Paese. Parte delle riserve valutarie può essere diretta a questo». Madame Nabiullina sarà a Pechino la settimana prossima per mettere a punto l’idea di uno swap rublo-yen; prima di partire per la capitale cinese, ha incontrato Putin per metterlo al corrente dell’avanzamento dei lavori.

Secondo ZH, gli swap in valuta tra le banche centrali BRICS faciliterebbero il finanziamento del commercio scavalcando il dollaro; e di più, sarebbe un sostituto di fatto del Fondo Monetario, consentendo a membri dell’alleanza di dirigere risorse al finanziamento dei paesi deboli. Usando a questo scopo di rimpiazzo del Fondo Monetario la «parte in dollari» delle loro riserve, ridurrebbero l’ammontare dei titoli in dollari comparti dai più grossi creditori esteri degli USA (un nome a caso: la Cina).

La missione resta comunque difficilissima. Altro sarebbe il caso, se importanti Paesi si unissero al progetto. Va detto che il capo della Banca Centrale di Francia, Christian Noyer, ha ventilato – come rappresaglia della multa stellare (9 miliardi) che la legge americana ha imposto a BNP Paribas – di cominciare gli scambi commerciali con la Cina in euro o yuan. E siccome a volte le cose corrono in fretta, la Banca Centrale di Francia (e quelle del Lussemburgo) hanno reso noto a fine giugno di aver firmato un trattato di swap con la banca centrale di Pechino. La Cina ha anche annunciato il progetto di aprire banche per il clearing dello yuan a Parigi e in Lussemburgo. Una linea di swap valutario yuan-euro è stata aperta nel 2013 dalla BCE, però per un importo modesto e durata di tre anni. In ogni caso, l’idea avanza.

Forse per questo il 29 giugno scorso, persino Foreign Affairs, la prestigiosa rivista del Council on Foreign Relations (lo storico think-tank dei Rockefeller) ha criticato «il pericoloso fondamentalismo» della Corte Suprema USA e del sistema giuridico americano che ha messo in ginocchio l’Argentina, ma – aggiunge – rende più difficile per gli stati di liberarsi dal peso del super-indebitamento, sarà un grosso danno per i mercati dei capitali internazionali, e sì, sminuisce la sovranità nazionale. Titolo: «Hedge Funds contro Sovrani». Sottotitolo: «Come i tribunali USA sovvertono la finanza internazionale». Persino loro l’hanno capito…

Prossimo crack Made in USA

L’inevitabile nuovo collasso tipo-subprime (quello del 2007) è preconizzato dall’ultimo rapporto della Banca dei Regolamenti internazionali di Ginevra. Che punta il dito sulla «Federal Reserve che pompa trilioni di dollari nei mercati finanziari e produce rialzi azionari mai visti, mentre l’economia reale sottostante ristagna: (anzi) l’economia USA si è contratta del 3% nel primo trimestre (contro un +2,6% della previsione ufficiale falsissima, ndr), ma il mercato azionario è salito comunque, nella convinzione che la stagnazione continua porterà all’iniezione di altro capitale a bassissimo costo.

La politica dei tassi ultra-bassi, iniziata per superare gli effetti della crisi del 2008, fa sì che «gli investitori non danno più un prezzo al rischio», prestando a destra e a manca (tanto la FED poi li salverà). I prezzi britannici degli immobili sono alle stelle, come negli anni pre-subprime. «Se la Cina, sede di un boom finanziario mostruoso, dovesse vacillare, gli effetti sarebbero gravi. Sarebbero rovinati soprattutto gli stati esportatori di commodities che hanno goduto di forte credito, rincari dei prezzi delle materie prime che esportano, e hanno (quindi) accumulato alto debito e alti prezzi immobiliari».

Ciò che viene descritto è un super-vulcano finanziario imminente. Il peggio lo descrive Paul Craig Roberts (ex sottosegretario al Tesoro sotto Reagan): «Il dollaro è tenuto a galla dai mercati finanziari manipolati e dalla pressione che Washington esercita sui suoi vassalli: questi devono far girare la loro macchina da stampa monetaria per sostenere il valore della valuta americana comprando dollari».

Questo, Craigs Robert l’ha scritto una settimana prima del giorno (3 luglio) quando Draghi ha annunciato la creazione dal nulla di altri mille miliardi di euro – diconsi mille miliardi – con la scusa di «dare spinta al credito alle imprese e famiglie» in Europa. in realtà, tutto si riduce a comprare dollari per sopravvalutarli… sull’orlo del vulcano.

«Per mantenere a galla il dollaro gran parte del mondo conoscerà l’inflazione», scrive l’ex reaganiano: «Sergei Glaziev, consigliere di Putin, ha detto al presidente russo che solo un’alleanza contro il dollaro per farlo affondare può frenare l’aggressione di Washington. E’ quel che io penso da molto tempo. Non ci sarà pace finché Washington può creare denaro a volontà per finanziare le sue guerre. Come ha dichiarato anche il governo cinese, è il momento di dis-americanizzare il mondo».

E cosa fa nel frattempo la UE in segreto?

Leggete qui: si parla del negoziato segreto che gli eurocrati conducono con gli USA per il Trattato Transatlantico di Commercio. Fino ad oggi, vi abbiamo detto che con questo Trattato, gli Stati Uniti si appresterebbero ad asservirci una volta per tutte all’ultra-liberalismo; le loro mega-corporations multinazionali trascineranno i nostri Stati davanti ai tribunali arbitrali di cui noi europei le abbiamo nominate arbitre, e questi – con la motivazione che ostacolano il loro business e diminuiscono i loro profitti – ci obbligheranno a smantellare tutti i benefici rimasti dello stato sociale, servizi pubblici sussidiati, sanità, pensioni… Tutto questo è vero. Ma dobbiamo fare un’importante correzione, segnalata dall’economista Paul Jorion: “Siamo noi europei (meglio: gli eurocrati) che in questi giorni usano i negoziati del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) per imporre agli americani che smantellino la loro nuova legislazione sul settore finanziario, essendo molto più esigente della nostra”»!

Sì, avete capito bene: sono i nostri eurocrati ad approfittare del Trattato per imporre l’ultra-liberalismo agli americani! O una versione più estrema del liberismo dogmatico. In evidente collusione con i fondamentalisti di Wall Street, che (evidentemente) pagano i nostri alti funzionari.

Lo ha rivelato il Corporate Europe Observatory, che è riuscito a venire in possesso di un documento riservato della UE.

Maurizio Blondet

Fonte

1) I tedeschi moralisti fanno finta di non capire che è la stessa politica di deflazione e recessione che impongono all’Italia (e agli altri deboli) a rendere più difficile il dis-indebitamento. Se il Pil decresce invece di salire, il rapporto debito/Pil ovviamente cresce. Tutto il loro moralismo serve ai loro immorali e miopi interessi.

2) Maurizio Blondet, «Chi comanda in America», EFFEDIEFFE, 2002. Capitolo 23, Chi è l’Anticristo?

(L'articolo è stato pubblicato con il permesso dell'Autore)

Voto: 9.00 (4 voti) - Vota questa news - OK Notizie


Altre news
28/11/2015 10:00:00 - Il nuovo sito è pronto
26/11/2015 19:40:00 - Fulvio Grimaldi a Matrix
24/11/2015 11:00:00 - Caccia russo abbattuto dai turchi
22/11/2015 20:20:00 - Ken O'Keefe: "ISIS = Israeli Secret Intelligence Service"
21/11/2015 21:00:00 - L'uomo che uccise Kennedy
19/11/2015 19:00:00 - La solitudine
18/11/2015 21:21:31 - Vladimir Putin - conferenza stampa al summit del G20
17/11/2015 13:50:00 - Dopo Parigi
15/11/2015 22:30:00 - Commenti liberi
14/11/2015 9:40:00 - À la guerre comme à la guerre
13/11/2015 23:00:00 - Nuovi attentati a Parigi
11/11/2015 19:50:00 - Atleti russi dopati, brutti e cattivi
10/11/2015 19:30:00 - Fini, Grillo, Travaglio - e il giornalismo che non fa i conti con sé stesso
9/11/2015 18:30:00 - "Bag it!" Documentario (Ita)
8/11/2015 9:09:03 - Commenti liberi

I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
polaris
Inviato: 14/7/2014 20:02  Aggiornato: 14/7/2014 20:02
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2012
Da: Tlön
Inviati: 1640
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Ringrazio polaris per la segnalazione.

(Eh, si, sono un vanaglorioso...)


Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.. - Shakespeare
JohnTitor
Inviato: 14/7/2014 20:02  Aggiornato: 14/7/2014 20:05
Mi sento vacillare
Iscritto: 27/11/2010
Da: Tampa
Inviati: 602
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Ottimo articolo.
Si può condensare estrapolando una sola frase:

'I giudici USA non riconoscono la sovranità degli altri stati. '

Maksi
Inviato: 14/7/2014 21:45  Aggiornato: 14/7/2014 21:45
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/10/2011
Da:
Inviati: 1219
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Tutti gli Stati sono debitori, nessuno escluso (compresi gli USA). Le banche centrali amministrano il debito, che si puo' dire essere l'unico sovrano. OGNI STATO che ha una banca centrale, non dipende piu' da se stesso ma dagli investimenti finanziari. Tutto il circuito finaziario e' legato al controllo del sistema creditizio in mano alle banche capeggiate da potentissime dinastie usuraie di etnia e formazione giudaica.

... ma non solo...

La formazione di questo Stato delle cose non e' solo un concetto capitalista di accumulo del capitale (e' solo una conseguenza), ma una vera e' propria "rivelazione religiosa" che segue l'idea che tutto il globo terraqueo (ma anche l'universo intero) e' di propieta' di un certo dio. Noi in realta' non possiamo possedere niente (volete forse elevarvi a dio?), ma possiamo solo farci prestare - o indebitare - un bene, amministrato da istituzione di diretta emanazione "divina". La moneta, emanata dalla banca centrale, e' il contratto che sancisce l'accordo dell'indebitamento (la firma del governatore della BC, garantisce la validita' giuridica dell'"accordo"). Il "beneficiario" (noi) che accetta tale contratto puo' usufruire del bene prestato, pero' a patto che ne restituisca il valore intero... + un valore aggiunto (interessi), che non ne' nient'altro che una percentuale sulla.... vita. Gia', perche' per ogni persona che nasce, questi ha gia' un codice fiscale e si ritrova con un debito lungo tutta l'esistenza.

Questa e' solo una parziale e molto accorciata versione del Diritto marittimo, che regola tutti i rapporti commerciali e tra soggetti giuridici (ricordiamo, che noi non abbiamo diritto di nessuna proprieta', nemmeno di noi stessi... in quanto il nostro nome e' un codice giuridico). Per approfondire in maniera piu' completa consiglio questo forum (segnalatomi tempo fa da un utente): http://www.finanzaonline.com/forum/lamaca/1502065-domine-dirige-nos-alla-scoperta-della-city-london-corporation.html

Allora, Rothschild & Co?
Loro sono i custodi dell'oro per diritto divino... e sono proprio tali custodi che detengono il controllo del sistema creditizio, ovvero amministrano la proprieta' di dio stesso... almeno finche' non si fara' "vivo" lui...
Anche l'oro vaticano e' in parte custodito da Lorsignori (gli altri sono gesuiti e maltesi). Il Vaticano stesso sa' che dio ha scelto il suo popolo eletto, l'unico che puo' custodire certi "tesori divini". Infatti gli ebrei erano sempre quelli che amministravano le finanze vaticane, non per scrupoli morali, ma perche' solo loro potevano.

La curiosita' piu' spiccata risiede nel constatare che il potere mondiale e' custodito da tre piccoli statarelli: la City di Londra (corporazione privata, custode di tutti i beni commerciali del pianeta), Washington DC (Distretto di Colombia... soggetto al Diritto marittimo e quindi diretta emanazione delle corporations: per questo gli interessi degli USA non sono nazionali ma delle multi-nazionali... Il Pentagono risiede in questo territorio e quindi l'esercito USA e' PRIVATO) ed il Vaticano (Stato a se' che vive di rendita... il suo e' il potere piu' importante: quello sacerdotale... quello che il volere di dio lo "traduce"). City - potere finanziario, Washington - potere militare, Vaticano - potere religioso... La sinarchia di Sion.

Comunque, il collasso degli USA e' irreversibile (preparato gia' da tempo... almeno dalla caudat dell'URSS... ma penso anche prima). Al massimo nel 2016 e saltera' tutto... e poi si faranno vivi "nuovi" attori (BRICS), che ormai sono l'ennesimo passo verso un governo mondiale e multiregionale, gestito da istituzioni intercontinentali, ma sempre emanazione di quei poteri centrali di prima. E' la gestione che cambia, non il potere. Il loro vero intento e' sradicare le nezioni europee. E' molto probabile che servira' una guerra per questo, mentre adesso ci stanno indebolendo il piu' possibile. Purtoppo stanno gia' preparando nel dare la colpa del prossimo conflitto: la Germania (ricordiamo sempre accupata dagli USA, come e piu' dell'Italia... gli USA con l'esercito privato).

fefochip
Inviato: 14/7/2014 23:57  Aggiornato: 15/7/2014 0:00
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
prima di perdermi in trilioni, subprime e piccole lezioni di macroeconomia ho capito una cosa o meglio lho confermata:

aveva ragione chomsky quando denunciava la rottura di principio di reciprocità che sta alla base della guerra in iraq prima ancora delle armi di distruzione di massa e del 911.

è il popolo americano che ha avuto "bisogno" del 911 per muovere le chiappe e andare in guerra presi per il culo con la grande sceneggiata del 911.

ma denunciare il 911 non risolve il problema alla radice perche ce ne potrà essere un altro di inganno o chissà quanti.

bisogna imparare/insegnare principi di diritto e farlo con un popolo che si crede il padrone del mondo la vedo dura.

l'ingiustizia e la dispartità nelle azioni che gli stati uniti hanno fatto post 911(e anche prima ovviamente) travalica di vari ordini di grandezza questioni del tutto marginali come le armi di distruzione di massa e chi cavolo sia stato a ordire l'attentato del 911.

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
ohmygod
Inviato: 15/7/2014 2:53  Aggiornato: 15/7/2014 3:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 16/10/2007
Da:
Inviati: 3652
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Fefochip
aveva ragione chomsky quando denunciava la rottura di principio di reciprocità ...

già il principio di reciprocità ...


Inviato da ohmygod il 17/9/2012 18:01:53

Occorre un riepilogo.
Il riepilogo non è per noi bensì per coloro che non sono noi.
Ho scritto il primo post nel quale ho omesso le generalità dell'attore, accennando ad un suo notorio e intrinseco modo di occupare la scena: leggi la creazione.

Fra gli attori è da quasi un secolo il più camaleontico, una distopica base sulla quale ha eretto le fondamenta del ricrearsi e le colonne portanti del ricreare.

Infine due passaggi:il primo sul pluralismo unilaterale.
Il portavoce del pluralismo unilaterale è il mainstream asservito.La viltà è di casa nei media. Essi costituiscono la principale guardia del corpo del loro datore di lavoro.
Lanciati alla deprecabile conquista del vuoto a perdere mentale della massa comparsa.

Il secondo sul pianificato copione che Huntington ha scritto per l'attore.Niente a che vedere con le crociate di cristiana memoria,ma qualcosa di molto più sottile-rivolto ,anche, per ottenere il consenso delle comparse.

Banalità nientaltro che ovvie banalità anche le mie.Non ho avuto bisogno di leggere Chomsky per comprendere il senso di ciò che è ingiusto.L'ho letto su libri scritti sull'aria.

Amo leggere l'altro degli altri ma non amo "scrivere" per gli altri. Nulla mi vieta di farlo nel modo congeniale allo stato d'animo che mi attraversa.
Così a volte capita che il Fefochip di turno, leggendo lo stato d'animo, imploda in un: tante cazzate per dire poi-ma allora proprio non hai capito una minchia del discorso che ho fatto .vabbè".

Riconosco le sue ragioni d'altronde lui non è Redna anche se nel "proseguio" si comporta come tale. Gli rispondo:"avrei apprezzato un non ho capito nulla. Sarei incuriosito dal chiederti cosa tu hai compreso delle mie cazzate dato che anche quelle sono un modo diverso ma ovvio di parafrasare la banalità di questa realtà".

sinceramente non ho capito quasi una mazza ma se mi permetti il punto non è questo.quando stai su un forum uno cerca si spiegarsi come meglio può cosa che tu hai messo nettamente in secondo piano all tuo ego , cercando di esprimere chissà quale intelligenza nei tuoi arzigogoli .a mio avviso hai espresso solo idiozia e comunque volutamente sei stato criptico in maniera compiaciuta quindi altrettanto sinceramente non ti sforzare di spiegarti meglio :non mi interessa.

La tua non è una risposta pacata, probabile che sia ragionata secondo lo schema mentale che fa capo al proprio subconscio e non al proprio intelletto, dato che ho ammesso: quelle che tu definisci cazzate sono solo un modo diverso di parafrasare l'identica banalità di questa realtà.

Quindi anche se non hai capito una mazza perlomeno avresti dovuto intendere che di base ,su questo argomento, vi è una identica reciprocità.

In questo il tuo: "non mi interessa" ha reso liberi la penna e il pensiero dato che ,fin dalle prime battute, l'ho riconosciuto come un tuo diritto.

[color=006600]se per reciprocità intendi che tu non hai capito una sega di quello che ho scritto cosi anche io di quello che hai scritto tu posso essere daccordo ma ...

A volte mi sorge il dubbio se non ci sei o se ci fai da esca. Presumo che non ci sei dato che il giorno prima avevo riportato la risposta a una tua citazione cioè:
...ripeto va benissimo questa indagine a cui tutti noi partecipiamo ma dovremmo sempre avere in mente quali sono le ingiustizie e le sproporzioni nel mondo...

Credi che sia talmente complicato,per me, capire questo modo ovvio di parafrasare la banalità della realtà.

E ora insisti in una lezione di stile che non è pari alla tua classe dato che se la precedente risposta difettava di pacatezza questa difetta di "cate" resta solo "pazza".

mi spiego meglio allora.hai espresso solo idiozia perche NON TI SPIEGHI questo è EVIDENTE .

Non c'è bisogno che ti spieghi meglio. Il nastro si è magnetizzato.
Pur affermando di non aver compreso quasi una mazza persisti nel recalcitrare: a mio avviso hai espresso solo idiozia.
Fare una disamina sulla ratio di questa frase lascia in me il tempo che trova.
E se proprio ti appare evidente il baratro raggiungiti.

Daltronde ,ed è capitato, se a volte non comprendo l'esposto dell'interlocutore niente di più semplice nel chiedergli: cosa intendi?
Solo un idiota potrebbe fare la "subitanea" equazione: non capisco allora deve essere una cazzata.

quindi o ci/mi spieghi(o almeno ci provi) per esteso e con calma cosa diavolo volevi dire con altre parole

Cioè ora scendi fra i comuni mortali quando prima altezzosamente mi hai "silenziato" con un elegante: non ti sforzare di spiegarti meglio :non mi interessa.

Ho manifestato un pensiero su Redna. Pur non essendo criptico ne hai estrapolato il senso materializzando la tua abnorme sagacia! teminata in un: sarà un caso questo rimpianto?

Sagacia ballerina fra il termine troll e il verbo trollare dato che con questi hai riempito gli spazi delle utime righe.

Ti trovo noiosamente paranoico dato che non ti è ancora possibile scrutare la lealtà del pensiero altrui.Strano che il maestro non te ne abbia accennato.Eppure ne fai uno sfoggio continuo.

Ho nominato Redna solo perchè questa donna , a volte, aveva l'impensabile capacità ,parlo di me ma non solo di me, di comprendere quello che gli altri non capivano e al contempo non capiva ciò che gli altri comprendevano.Una disinvolta distonia mentale la sua. Non appropriartene non ti si confa'.

Con questa ti lascio alla tua banale,elitaria reciprocità.
Non mi piace avere l'ultima parola a meno che la tua risposta non superi quel certo grado di ringhiosa "sguaiatezza" presente in ciò che non ho citato.

Prima di mettere mano al "grande mimetico peccato" chomskyano accantono pure l'immagine dell'attore.Il teatro in cui si svolge questa diseducativa rappresentazione è il mondo.

Bisognerebbe altresì chiarire a Chomsky che il principio di reciprocità non è che sia apparso dal nulla dato che le sue radici sono rintracciabili dovunque nel tempo:nei libri,nei film,nei cartoni animati,nella vita.

Essi possiedono un invisibile fluido che per un attimo interagisce con la coscienza collettiva. Dati gli esempi si potrebbe tacciare il chomskyano intervento di "populismo intellettuale". Il termine in se ha persino una accezione positiva che tale resta sulla carta,in esso non è rintraccibile alcun invisibile fluido.

L'articolo:un calderone nel quale immettere quelle ovvie banalità della realtà riscontrabili un pò ovunque nel poco fare e nel molto dire degli altri. Se il poco fare si tramutasse nel fare molto nulla cambierebbe.

La geniale banalità di Chomsky ha forse proposto la sua way to do per uscire da questo impasse?

Oh sì non è giusto che l'attore abbia un arsenale atomico quando poi lo stesso attore si è intromesso negli affari di casa mia, mandando ispettori a casa mia per verificare che nei miei laboratori non ve ne sia traccia.

Non è giusto che quando sono stato attaccato dal mio vicino di casa egli è intervenuto fornendo armi chimiche al mio vicino di casa.Non è giusto che egli ha messo a ferro e fuoco la casa del mio vicino di casa.

Le sue guardie del corpo ci hanno informato che era necessario farlo per rendere il teatro un posto più tranquillo.
Nel frattempo pur non trovando armi chimiche si sono impadroniti delle ricchezze del mio vicino di casa.

Il loro più "uranico" ricordo si trova a casa Falluja. Se mi avesse accusato di nascondere cocaina in casa di certo egli ne avrebbe portata per dimostrare a tutti la mia disonestà.

Non potendomi portare una atomica in casa mi ha lanciato una fatwa.Le sue fatwa le chiamate embargo o risoluzioni ONU.Sono costretto a rispettarle altrimenti mi invade.

Non è giusto che l'attrice ,attuale, compagna dell'attore abbia in essere 72 inevase risoluzioni dell'ONU e nessun ispettore, nessuna guerra per farle rispettare.

Si potrebbero riempire libri interi di ciò che non è giusto o pensi che solo tu e Chomsky siete al corrente di ciò che non è giusto.

E' giusto farsi del male per potersi con dolcezza perdonare fischiettava qualcuno. Non è giusto farsi del male e accusare gli altri per poi invaderli.
Questo è il puritano modo dell'attore quando entra in scena. Questo è il fariseico modo con cui le sue guardie del corpo informano l'opinione pubblica.

Uno schifo nevvero Chomsky? E te ne vieni fuori con l'utopico principio della reciprocità

Dovrebbero essere i principali media a farsi carico del principio di reciprocità.
DOVREBBERO ESSERE GLI STATI A FARSI CARICO DEL DIRITTO DI RECIPROCITA'.
Ma che te lo dico a fare?
Se trovi del tempo spiegalo al tuo discepolo.

comunque per chi volesse "conformarsi" questa è la fonte:
http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=7128&viewmode=flat&order=ASC&start=0
sono solo 2 pagine.

ohmygod
Best regard

JohnTitor
Inviato: 15/7/2014 8:37  Aggiornato: 15/7/2014 8:37
Mi sento vacillare
Iscritto: 27/11/2010
Da: Tampa
Inviati: 602
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Notizie Italia
Lombardia, il governatore Maroni indagato per contratti con Expo. Il pm: reati commessi il 4 luglio scorso

Il 4 luglio è la festa americana. Significa che da Washington è arrivato l'ordine di buttare giù Maroni e mettere un renziano che porti avanti il programma degli americani.

fefochip
Inviato: 15/7/2014 10:35  Aggiornato: 15/7/2014 10:35
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
@ ohmygod
provo a comunicare con te per l'ultima volta
Citazione:
Amo leggere l'altro degli altri ma non amo "scrivere" per gli altri. Nulla mi vieta di farlo nel modo congeniale allo stato d'animo che mi attraversa.

appare chiaro che tu scrivi con uno stile tutto tuo in modo che in definitiva rendi difficoltoso (se non impossibile) capire cosa vuoi dire.
è una purga cercare di capire quello che scrivi mentre altre persone si capisce serenamente il significato delle loro parole(o almeno cosi appare salvo fraintendimenti) e comunque tutti ci provano a spiegarsi invece te no la fai complicata apposta!

Citazione:
dato che ho ammesso: quelle che tu definisci cazzate sono solo un modo diverso di parafrasare l'identica banalità di questa realtà.

il fatto che tu ammetta che scrivi come la sibilla cumana non ti esonera dal tuo peccato che a mio avviso compi ogni volta che scrivi qui su luogocomune:
di rendere complicato e difficoltoso cercare di capire quello che scrivi.

a mio avviso è una forma di maleducazione.
io cerco di parlare chiaro(come tutti gli altri cercano di fare) e tu infarcisci tutto con il tuo stile del cazzo che evidentemente ti piace tanto.

se sei libero di farlo (io al posto di massimo ti caccerei a calci nel culo ma questo è un altro discorso) sono libero anche io di non leggerti e di dire che a mio avviso è da maleducati scrivere come fai tu.

è pesante leggerti e francamente anche se fossi l'autore con piu significati da proporre ti salterei a piè pari come faccio di solito (tranne in questo caso e pochi altri) solo a causa di questa tua maleducazione.

Citazione:
Pur affermando di non aver compreso quasi una mazza persisti nel recalcitrare: a mio avviso hai espresso solo idiozia.

l'idiozia come ti ripeto sta nella tua VOLONTA' PALESE di scrivere come un cojone non nelle cose che scrivi che saranno pure interessanti, ma che per capirle ci devo mettere il doppio (se basta) di altri autori qui sul forum.

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
Nichiren
Inviato: 15/7/2014 10:44  Aggiornato: 15/7/2014 10:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 26/3/2014
Da: Toscana
Inviati: 1061
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
fefochip

Basta ignorarlo,è inutile cercare un dialogo con chi si ostina a esprimersi a cazzo di cane.

a mio avviso è una forma di maleducazione.

Sottoscrivo.

La verità è nel silenzio
Pasquino
Inviato: 15/7/2014 13:05  Aggiornato: 15/7/2014 13:05
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2005
Da:
Inviati: 234
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Europa!!!

Ma quale Europa?

Quella che ci hanno finora messo sotto il naso non ESISTE

SAPERE é POTERE

Lo Stato al cittadino pignora, all'industriale elargisce, al banchiere regala.
infosauro
Inviato: 15/7/2014 17:25  Aggiornato: 15/7/2014 17:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/5/2008
Da: questo mondo (credo)
Inviati: 2376
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Citazione:
[...]Ma c’è di peggio in vista , per il Paese debitore.[...]

Hanno pure perso la finale della coppa.

"It's just a ride"
William Melvin "Bill" Hicks, l'ultimo degli hippy, il primo dei complottisti (a comparire in TV).
Mande
Inviato: 15/7/2014 19:35  Aggiornato: 15/7/2014 19:35
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/1/2008
Da: Cologna veneta
Inviati: 1301
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
infosauro
Citazione:

Citazione:
[...]Ma c’è di peggio in vista , per il Paese debitore.[...]

Hanno pure perso la finale della coppa.


Ti sei accorto che la Kirchner non era presente alla finale? Ufficialmente problemi di salute ma se mi permetti di pensare male è stata più una scelta politica.

I brasiliani non erano certo contenti di aver perso in quel modo con la Germania. Se l'Argentina avesse battuto la Germania la loro umiliazione sarebbe stata totale ed un eventuale festeggiamento da parte della presidentessa avrebbe incrinato molto i rapporti dell'opinione pubblica Brasiliana nei confronti dell'Argentina. Dunque la Kirchner a mio parere si è defilata per non essere associata a sentimenti negativi nel caso della vittoria della sua nazionale.

http://www.corrieredellosport.it/calcio/mondiali_2014/2014/07/14-369336/Argentina,+Kirchner+ammette%3A+%C2%ABMai+visto+una+partita%C2%BB

Mande
Inviato: 15/7/2014 20:00  Aggiornato: 15/7/2014 20:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/1/2008
Da: Cologna veneta
Inviati: 1301
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Ottimo articolo di Blondet.

L'unico appunto lo muoverei al titolo.
Lo scontro di civiltà nasce ben prima della questione argentina.

La legge del più forte che prevarica il diritto.

Un altro esempio famoso?

Il giudice di pace che dichiara l'esistenza del signoraggio a favore delle banche centrali e condanna a risarcire il danno ai cittadini.
Sentenza ribaltata poi in cassazione perché?
... perché un giudice italiano non è competente nel giudicare l'operato di enti sovranazionali.
La sentenza si rivolgeva contro la banca d'italia ma la cassazione decise che questa non era un "braccio" della BCE e dunque sotto accusa doveva essere messa quest'ultima. Ma siccome la BCE non è sotto la giuridistizione Italiana allora i giudici non sono competenti per emettere una sentenza.

In America si è ribaltato il concetto e dunque un giudice ordinario può emettere una sentenza contro uno stato estero che ha le sue leggi. Il caso ricordato appunto anche da Blondet della nave Argentina posta sotto sequestro preventivo per decisione di un giudice americano.

Ma la faccenda non si esaurisce certo qui passando appunto per il TTIP.
L'accordo commerciale tra america ed europa in discussione ora e che prevede la possibilità per le corporation di fare ricorso contro le leggi di una nazione davanti ad un giudice qualora sia loro interesse farlo.

La fine della sovranità dei popoli con il predominio dell'uso della forza (economica e militare) assume varie sfaccettature. La questione Argentina è comunque importante. Dove arriveremo se un giudice di un'altra nazione, in base a leggi tutte sue, arriva a decidere di casi che non gli competono?

Il diritto internazionale non sarà perfetto, come ricordava un'altro utente, ma pur con i suoi problemi limitava l'uso della forza tra stati per risolvere le controversie. Abbattuto questo ultimo baluardo il sequestrare una nave di un altra nazione potrebbe essere ben visto come atto di guerra. Fortunatamente l'Argentina ha reagito in maniera composta inviando avvocati presso il tribunale americano.

Mi chiedo cosa sarebbe successo se uno stato canaglia avesse pignorato una nave americana per debiti...

sonsokh
Inviato: 15/7/2014 20:07  Aggiornato: 15/7/2014 20:09
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/11/2010
Da: Lecco
Inviati: 238
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Massimo ho lasciato un messaggio per te in "chi siamo cosa siamo veramente"

fefochip
Inviato: 15/7/2014 20:34  Aggiornato: 15/7/2014 20:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Citazione:
Massimo ho lasciato un messaggio per te in "chi siamo cosa siamo veramente"

ma scusa che fai leggi ancora omygod?

faccio un po fatica a capire perche non è partita la ciampata nel culo perche è veramente pesante e maleducato con questo "stile" però fino ad allora ignoralo no?

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
Nichiren
Inviato: 15/7/2014 20:39  Aggiornato: 15/7/2014 20:39
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 26/3/2014
Da: Toscana
Inviati: 1061
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
fefochip

perche non è partita la ciampata nel culo perche è veramente pesante e maleducato

La ciampata credo che sia eccessiva,ognuno ha il diritto di esprimersi come meglio crede,ma finchè una persona scrive volutamente in modo incomprensibile non ha nessun diritto di aspettarsi una risposta.
Tutto qui.

La verità è nel silenzio
Santro
Inviato: 15/7/2014 21:13  Aggiornato: 15/7/2014 21:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/11/2005
Da:
Inviati: 748
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Maksi

Citazione:
il mondo finanziario essendo globalizzato secondo i princìpi del capitalismo occidentale, è in pratica sotto giurisdizione americana, che pretende di divenire universale di fatto


A proposito di ciò...
UCC e OPPT

ETERNAL SALVATION
(or triple your money back)
anakyn
Inviato: 16/7/2014 1:34  Aggiornato: 16/7/2014 1:46
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/1/2010
Da:
Inviati: 1428
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Più ci penso e più mi ritrovo a sperare che l'Italia agganci in qualche modo il treno messo in moto dai BRICS, lasciando che vada a deragliare per conto suo quell'altro treno EU della famosa "locomotiva tedesca" (che locomotiva non è).
Considerata la nostra posizione periferica e la cultura di stampo latino, non vedrei particolari ostacoli al di là di quelli politici.

Fa in qualche modo ben sperare l'apertura francese, e della Le Pen in particolare, ai rapporti commerciali con la Russia, in un periodo storico dove EU e USA remano pesantemente contro.

L'idea di realizzare una sorta di "Fondo Monetario BRICS" come alternativa alle sanguisughe del FMI mi sembra tanto buona quanto indispensabile: da un lato "disarma" la principale arma finanziaria dei potentati occidentali, dall'altro promuove una cultura della solidarietà internazionale (ammesso che tale Fondo venga gestito in modo diverso dal FMI).

I BRICS oggi come oggi sembrano essere gli attori più brillanti e lungimiranti sul piano internazionale, sia a livello politico che economico.


P.S.: casualmente i Paesi BRICS si tengono ben stretta la loro sovranità monetaria, che anzi considerano un fiore all'occhiello (vedi autonomia dal dollaro).

Davide71
Inviato: 16/7/2014 13:37  Aggiornato: 16/7/2014 13:37
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 2108
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Ciao a tutti:

quella sì che è una partita da vincere!

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
AlexZion
Inviato: 16/7/2014 15:11  Aggiornato: 16/7/2014 15:11
So tutto
Iscritto: 26/9/2005
Da:
Inviati: 20
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Anche a me come a Santro è venuto abbastanza naturale associare alla seguente frase

Citazione:
il mondo finanziario essendo globalizzato secondo i princìpi del capitalismo occidentale, è in pratica sotto giurisdizione americana, che pretende di divenire universale di fatto


il fatto che molte nazioni siano iscritte al S.E.C. ( Securities and Exchange Commission ) Americano e non fa certo eccezione l'Italia .

Ora io non ho le adeguate conoscenze per dire cosa in realtà questo significhi ma se non ho capito male la nostra Repubblica è o comunque sia è considerata al pari di una qualsiasi altra s.p.a. e a questo punto nella mia ignoranza una domanda mi sorge spontanea.

In una s.p.a. non sono forse gli azionisti a scegliere in qualche modo gli amministratori ?, e se si che senso hanno le elezioni ?, non sono forse una pagliacciata per darci l'idea di poter scegliere qualcosa/qualcuno ?

Mi piacerebbe davvero sapere che ne pensate, anche perché sono quasi certo che tra gli utenti di Luogocomune ci siano persone infinitamente più preparate di me su temi simili, e sarebbe bello saperne un pò di più su una questione tanto importante.

Grazie a quanti vorranno aiutarmi a capire meglio questa situazione,

Alex

experiences are forever
Paulo
Inviato: 16/7/2014 16:08  Aggiornato: 16/7/2014 16:08
Mi sento vacillare
Iscritto: 24/12/2005
Da:
Inviati: 507
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Citazione:
siccome gran parte del debito argentino è stato emesso sotto il diritto vigente a New York


Innanzitutto dovrebbero essere individuati e processati i responsabili argentini dell'emissione di un debito sotto queste condizioni.
Se colpevoli, dovrebbero eesere tenuti a rifondere i danni con le loro proprietà e, qualora non sufficientemente capienti, con il lavoro forzato fino all'ultimo centesimo.

Paulo
Inviato: 16/7/2014 16:48  Aggiornato: 16/7/2014 16:53
Mi sento vacillare
Iscritto: 24/12/2005
Da:
Inviati: 507
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
xMaksi

Citazione:
(compresi gli USA)


???????????????????????

Soprattutto gli USA!
E totalmente insolventi, per giunta.

l1171
Inviato: 16/7/2014 23:19  Aggiornato: 16/7/2014 23:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/8/2011
Da:
Inviati: 31
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
mi scuso anticipatamente con tutti ed in particolare con maurizio blondet ma vorrei tirare per la giacchetta massimo sull'incredibile censura che i nostri amici americani stanno imponendo sulla guerra in ucraina dopo che qualche tempo fa per scontri di piazza( anche durissimi certo) l'argomento era l'apertura di tutti i tg come se fosse fatto imprescindibile il cambiamento del governo in funzione pro nato adesso che in una parte strategica dell'europa per la quale passano lanche gli interessi comunitari (non che io mi senta parte di questa gioiosa macchina da guerra franco tedesca) in materia di rifornimenti energetici, guarda caso dicevo con la guerra quella seria che potrebbe ora della fine coinvolgere anche la potenza militare russa e' di fatto proibitto a tutti gli organi di informazione televisivi di parlare dei bombardamenti sulle regioni filo russe. Ci sarebbe da fare un bell'articolo sulla censura-propaganda americana e io penso anche che i compari israeliani abbiano cominciato la solita bagarre nella striscia di gaza anche per aiutare un po' la sempre meno gloriosa categoria dei giornalisti ad insabbiare vicende che dovrebbero interessarci almeno al pari di quelle in medio oriente se non oggettivamente di piu', mi aspetto, e qui finisco, che si ricominci a parlare di ucraina quando i cattivi russi cominceranno a reagire seriemante spinti dall'opinione pubblica interna

"vorrei essere un tuffatore per rinascere ogni giorno dall'acqua all'aria" ascoltate Flavio Giurato grande cantautore romano
f_z
Inviato: 17/7/2014 10:22  Aggiornato: 17/7/2014 10:22
Mi sento vacillare
Iscritto: 16/1/2012
Da: Un mondo popolato da (troppi)pezzi di merda
Inviati: 958
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Citazione:
Autore: AlexZion Inviato: 16/7/2014 15:11:41

Ora io non ho le adeguate conoscenze per dire cosa in realtà questo significhi ma se non ho capito male la nostra Repubblica è o comunque sia è considerata al pari di una qualsiasi altra s.p.a. e a questo punto nella mia ignoranza una domanda mi sorge spontanea.

In una s.p.a. non sono forse gli azionisti a scegliere in qualche modo gli amministratori ?, e se si che senso hanno le elezioni ?, non sono forse una pagliacciata per darci l'idea di poter scegliere qualcosa/qualcuno ?


Esatto: le elezioni (oggi in gran parte dei paesi del mondo) sono una presa per il culo, perche' chi ha il "vero" potere (i potentati economici) sceglie i candidati che il "popolo" e' chiamato ad eleggere, quindi chiunque noi votiamo e' sempre un loro dipendente!

Se poi qualche capetto si monta la testa, hanno mille modi per farlo fuori.

Questa e' una cosa abbastanza risaputa su questo sito, a parte quelli che ingenuamente sperano ancora che votando M5S possano cambiare qualcosa.

Codardo e' il soldato che "esegue gli ordini".

Eroe e' il soldato che ha il coraggio di sparare in faccia ai suoi "superiori".

Peccato che i soldati siano tutti scelti minuziosamente tra gli appartenenti alla prima categoria.
AlexZion
Inviato: 17/7/2014 18:00  Aggiornato: 17/7/2014 18:00
So tutto
Iscritto: 26/9/2005
Da:
Inviati: 20
 Re: Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Ok f_z, quindi se la situazione è questa e c'è una prova cosi schiacciante a dimostrarlo, non ci sarebbero tutti gli estremi per appellarsi ad un qualche tribunale internazionale ( ammesso che ve ne sia uno imparziale ) ?

Mi sembra evidente che questa sia una palese violazione dei nostri diritti in quanto umani prima di tutto e come Italiani in secondo luogo.

Che voi sappiate, esistono organi competenti in materia ?, ho provato a fare qualche ricerca ma non trovo molto a parte molte chiacchiere come nel caso dell'Europarlamentoo quello delle Nazioni Unite, e se non esiste nulla che possa difendere i nostri diritti dovremmo comunque sia usare questa evidenza per convincere chi è ancora incredulo sulla nostra condizione di schiavitù, e per tappare la bocca a tutti quelli che se la riempiono sempre con parolone come democrazia, o ancora a tutti quelli che sono convinti che votando tizio o caio possa cambiare qualcosa.

Un vecchio saggio diceva "Perché il male trionfi è sufficiente che le persone per bene rimangano a guardare", quindi dovremmo usare tutti i mezzi per convincere la gente per bene a smetterla di rimanere a guardare mentre i nostri diritti vengono frantumati uno dopo l'altro, io non dico che sicuramente riusciremo a cambiare qualcosa, ma di certo vale la pena provarci, e se saremo in tanti magari .......

Grazie per la risposta f_z e spero che questo genere di informazioni inizi ad essere "abbastanza risaputa" anche da tutti quelli che non frequentano questo sito

experiences are forever

Powered by XOOPS 2.0 © 2001-2003 The XOOPS Project
Sponsor: Vorresti creare un sito web? Prova adesso con EditArea.   In cooperazione con Amazon.it   theme design: PHP-PROXIMA