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opinione : La caduta del Mito
Inviato da Redazione il 11/3/2014 21:00:00 (6523 letture)

Passano le settimane, ma di Michael Schumacher non si sente più parlare. E questo è un pessimo segno. Ormai si comincia a temere che, anche nella migliore delle ipotesi, Michael Schumacher resterà un invalido, semi-paralizzato, incapace di muoversi e di esprimersi in modo normale.

Mentre non possiamo che augurare al campione tedesco una completa guarigione, non possono non venire in mente vicende simili, accadute nella storia recente: Mohammed Alì, l'uomo che gridava al mondo "I am the greatest" dopo aver schiacciato campioni come Simpson, Frazier e Foreman, che si trovò improvvisamente in balia del morbo di Parkinson: tremante ed incerto, faticava a stare in piedi, a muoversi e a parlare.

Un altro caso simile è quello di Christopher Reeve: il perfetto Superman, colui che ha incarnato per anni il supereroe dei fumetti per antonomasia, si è ritrovato di colpo su una sedia a rotelle, paralizzato dal collo in giù, per una stupida caduta da cavallo. Del grande super eroe restava soltanto il ciuffo, mentre il ghigno sicuro del salvatore dell'umanità si era trasformato in una smorfia amara, dalla quale usciva soltanto un flebile rantolo.

E poi ancora: Ambrogio Fogar, un uomo che ha circumnavigato il globo in solitario, ...

... ed ha attraversato il pack arrivando fino al Polo Nord, si è improvvisamente ritrovato a vegetare su una sedia a rotelle, paralizzato dal collo in giù.

La prima cosa che colpisce, in questi casi, è il divario enorme, apparenemente incolmabile, fra l'uomo di prima e l'uomo di poi. Ciascuno di loro è stato costretto, dal proprio destino, ad imparare sulla propria pelle quanto siano effimeri la gloria ed il successo.

Dopo essere stato colpito dal Parkinson, Mohammed Alì ha detto: "E' stato Allah che ha voluto insegnarmi una lezione: ero troppo presuntuoso, cieco e stupido. Ora ho imparato cosa significa l'umiltà."

Ma forse c'è anche qualcosa di più, nell'improvvisa caduta nel baratro di questo personaggi apparentemente invincibili, poichè essi hanno rappresentato anche, durante la loro vita, il successo e la gloria nell'immaginario collettivo. Costoro sono cioè diventati delle figure "mitologiche" della nostra società, e forse la loro impensabile caduta serve anche da lezione per l'intera umanità.

Forse addirittura - almeno per chi crede alla reincarnazione - queste sono anime che hanno deciso di sacrificarsi, per venire ad insegnare al mondo, attraverso il loro destino amaro, il significato dell'umiltà.

In un caso come nell'altro, un fatto resta di certo: ogni Mito esiste soltanto per essere adottato, vissuto, distrutto e poi superato. Grazie anche alle vicende sfortunate di personaggi come questi.

Massimo Mazzucco

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
ByB
Inviato: 11/3/2014 21:43  Aggiornato: 11/3/2014 21:43
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/5/2011
Da:
Inviati: 382
 Re: La caduta del Mito
bè nel caso di Mohammed Alì (il più grande) lui stesso ha detto: "la mia malattia? ben poca cosa per pareggiare con quello che ho avuto dalla gioventù"
vorrei anche ricordare che la poesia più breve mai scritta è ancora la sua:
"io, noi"
consiglio la visione di "quando eravamo re" di Leon Gast

notomb
Inviato: 11/3/2014 22:28  Aggiornato: 11/3/2014 22:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/2/2012
Da:
Inviati: 127
 Re: La caduta del Mito
Socmacher di mitologico ha ben poco. Nemmeno a spinta riesco a farlo entrare nel concetto dell'articolo ma ovviamente sono solo mie considerazioni personali.

Slobbysta
Inviato: 11/3/2014 22:31  Aggiornato: 11/3/2014 22:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/7/2013
Da:
Inviati: 2227
 Re: La caduta del Mito
In teoria può esser pure così ...ma bisogna esser predisposti a comprendere gli "insegnamenti" e soprattutto applicarli!

Ma in pratica c'è un sentimento meno nobile che rotea nel finto dispiacere rivolto al campione di turno caduto in disgrazia ...direi peggio addirittura del classico mal comune mezzo gaudio! Un po' come quando la gente si ferma a guardare il pedone investito..e mica per aiutarlo! No io penso che la massa sia morbosa...e non trae nessun insegnamento...forse quando viene toccata personalmente è più predisposta ad aprir la mente...ma difficile!

Pyter
Inviato: 11/3/2014 23:14  Aggiornato: 11/3/2014 23:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: La caduta del Mito
Il Mito non cade e mai cadrà. Se cade, non è un Mito.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
peonia
Inviato: 12/3/2014 7:08  Aggiornato: 12/3/2014 7:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: La caduta del Mito
Credo che, sia per l'uomo in sè, sia per ciò che rappresenta come simbolo per gli altri, la "caduta" e la malattia siano un mezzo per apprendere una qualche lezione di vita e quindi un esempio.
Ho pensato la stessa cosa, in altro ambito, per i giovani morti come Aldrovandi, Sandri, e tutte le altre giovani vittime di odiosi omicidi (che non sto a nominare perché purtroppo troppi), che diventano anch'essi una sorta di eroi....
Bellissima la sintesi poetica di Mohamed Alì: IO, NOI.....infatti ....

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
manneron
Inviato: 12/3/2014 8:18  Aggiornato: 12/3/2014 8:21
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: La caduta del Mito
solito maschilista che si dimentica delle donne. Lois Lane,Margaret Ruth Kidder(Kidder). Possa la boldrini comparirti in sogni erotici vestita di pelle e col frustino per le prossime 2 settimane e ogni frustata ti urli: "lei è un potenziale violentatore".

onemanband
Inviato: 12/3/2014 8:20  Aggiornato: 12/3/2014 8:20
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/10/2013
Da: Praga
Inviati: 89
 Re: La caduta del Mito
Il concetto era ben chiaro anche in tempi passati (Memento mori), ma non e´ facilmente razionalizabile nel momento in cui e´ vissuto. Forse il concetto di Mito non andrebbe applicato in toto ma solo in quell´arco temporale in cui l´eccezionaita´ avviene. Cassius Clay quando era campione dei massimi, Ambrogio Fogar quando completava le sue imprese, etc. L´essere umano in quanto tale e´ destinato ad un inevitabile declino.

Sertes
Inviato: 12/3/2014 8:41  Aggiornato: 12/3/2014 8:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: La caduta del Mito
Bah, temo di avere ben'altra definizione di Mito, piuttosto di uno che per lavoro fa le gare in auto da corsa.

Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
Pyter
Inviato: 12/3/2014 10:00  Aggiornato: 12/3/2014 10:03
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: La caduta del Mito
O che si mette un costume ridicolo e fa il pirla di fronte a una cinepresa.

Il mito è la descrizione di eventi che cercano di piegare l'origine delle cose e che hanno come protagonisti esseri antropomorfi o immortali, che attraverso i loro poteri influivano sulle cose umane.

Nasce da ciò la conseguenza che l'uomo era una cosa il dio un'altra.

La concezione moderna invece ha ribaltato tutto, partendo dal presupposto che in realtà ci furono avvenimenti in cui l'uomo era protagonista, per cui adesso è lui che viene mitizzato, praticamente una parodia del mito.

Seguendo questa logica l'uomo dovrebbe essere stato il creatore, cosa assurda.
Per cui si può dire che il mito serve nella misura in cui viene sfruttato per altri fini.
Infatti il pirla di fronte alla cinepresa con la calzamaglia veicola altri tipi di messaggi, ovviamente, magari il vero mito nascosto e sapientemente rielaborato all'uopo.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
aleste85
Inviato: 12/3/2014 10:38  Aggiornato: 12/3/2014 10:38
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/5/2010
Da:
Inviati: 204
 Re: La caduta del Mito
dipende molto dalle passioni personali.
per chi è amante dei motori delle auto e delle corse automobilistiche (e sono tanti) Schumacher può essere considerato un mito... quando vedi che tutte le capacità che tu vorresti avere in un determinato ambito un uomo ce l'ha automaticamente diventa un tuo mito .

Redazione
Inviato: 12/3/2014 11:07  Aggiornato: 12/3/2014 11:07
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La caduta del Mito
E' chiaro che io sto parlando di mito popolare, e non certo di mitologia antica.

Calvero
Inviato: 12/3/2014 11:56  Aggiornato: 12/3/2014 12:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: La caduta del Mito
____________
_______

Il discorso è assai articolato e richiederebbe fare delle analisi per affinare ben bene di cosa si sta parlando. Non è semplice. In sé lo sarebbe, ma per giungere alla genuinità del discorso bisognerebbe fare un gran lavoro ... perciò mi limito a dire la mia, saltando molti concetti a piè pari.

La cosa che io noto è la spietatezza umana e purtroppo non ravviso nessuna lezione, in linea generale, appresa da chi sa chi o che cosa. Non gliene frega nulla a nessuno.

In realtà il rapporto con questi MITI, accettiamoli pure nell'accezione popolare: - è fasullo e meramente cinico. Sono proiezioni legate a una vanità insoddisfatta, che devono colmare le nostre mancanze.

Un percorso personale, di Vita intendo, che tende a insegnarci qualcosa, in questo senso, ci porterebbe a non considerarli nemmeno questo tipo di miti. Invece, come per il Papa, morto uno - se ne fa un altro.

Credo vi siano più livelli in questo senso. Quello più degradato, ad esempio (per stare a casa nostra) è quello del calcio. Il tifoso, dal canto mio, ad esempio (e io lo sono stato) è un essere spregevole, a prescindere. Si possono spezzare delle lance per coloro che sono appena dopo la fase adolescenziale. Più o meno. Poi significa che hai dei problemi. La frase che sintetizza perfettamente lo squallore è quella famosa del tipo che dice - "Oggi abbiamo vinto"... oppure ..."Oggi abbiamo perso". Roba da Croce Verde.

Tornando a SOCMAKER, quindi più nello specifico, non si va tanto più lontani e questi momenti, sono momenti "vino veritas" che la tragedia, come tutte le tragedie, porta alla luce. Viene a galla la verità: - l'eroe sportivo (attinente anche questo come concetto) è solo un mezzo per nascondere a noi stessi le nostre mancanze, le nostre frustrazioni, e proiettarle in una realtà dove prendono nuova forma. Che poi le mancanze, va detto, sono soggettive, cioè è il tuo grado di consapevolezza che le decide come tali. Non hanno un valore oggettivo. Così non fosse, non ci sarebbe la crescita personale.

Schumacher è già morto in verità. Ma non come è morto Senna, da eroe cioè, sublimando in "battaglia" la sua dipartita. Il pilota tedesco ora è in realtà inaccettabile, è una vergogna, uno scempio. Un mostro.

Perché la lezione - il tifoso - non la impara mai, perché accettare che una vita al limite o al massimo, non ti porta a essere comunque un super-uomo, significa accettare le tue lacune e mancanze più profonde ...

... e così, piano piano, tutto scivola nella nebbia di un dimenticatoio gestito all'uopo dalla nostra mente rettile. Non è cambiato nulla dai tempi dell'antica Roma e sinceramente, preferivo una maggiore onestà e sarebbe meno disdicevole assistere allo spettacolo dei gladiatori che si squartano all'ultimo sangue. Il trogloditismo non è assente in queste manifestazioni moderne; poi così edulcorato e carico di eufemismi per renderlo "cosa civile" è il massimo del minimo.

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
Pyter
Inviato: 12/3/2014 13:34  Aggiornato: 12/3/2014 13:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: La caduta del Mito
Anche quelli antichi sono definiti dagli studiosi "miti popolari" (questa potrebbe comunque essere un'altra bugia: il mito, il racconto di gesta mitologiche in sè, non è un fenomeno popolare, ma deve poi diventarlo perché, come ho detto prima, persegue determinati obiettivi).

In ogni caso il mito non è nè realtà nè finzione, per cui risulta difficile pensare che un corridore di formula 1 sia più mitologia di un attore di cinema, o viceversa. Realtà e finzione in questi casi si intrecciano, per cui, per definizione, non ci siamo proprio.

Se oggi c'è qualcosa che risponde al vero significato del termine, allora non può essere che l'i"mmaginario collettivo".

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
GPaolo
Inviato: 12/3/2014 14:25  Aggiornato: 12/3/2014 14:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 30/12/2005
Da:
Inviati: 76
 Re: La caduta del Mito
Come da concetto espresso, concordo.

Calvero
Inviato: 12/3/2014 14:33  Aggiornato: 12/3/2014 14:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: La caduta del Mito
Citazione:
In ogni caso il mito non è nè realtà nè finzione, per cui risulta difficile pensare che un corridore di formula 1 sia più mitologia di un attore di cinema, o viceversa.


Probabilmente non sono miti entrambi. Ma l'approccio psicologico è profondamente diverso.

La prima differenza è nel concetto de le ---> GESTA. Concetto che non riguarda personaggi del mondo dell'arte, essendo loro stessi: - rappresentazione. Lo sportivo, di contro, non è rappresentazione. E qui mettiamo già uno spartiacque.

Poi c'è un altro termine che quello sì, può accomunare in qualche modo personaggi e personaggi: ---> la divinizzazione che nel processo moderno/contemporaneo si sintetizza meglio nell'accezione di ---> divismo.

Quello che dici molto bene ed è importantissimo è quello che il mito non è né realtà, né finzione.

Citazione:
Se oggi c'è qualcosa che risponde al vero significato del termine, allora non può essere che l'i"mmaginario collettivo".


Innanzitutto il mito dovrebbe incarnare un modello che a sua volta circoscrive un preciso significato che, ancora a sua volta, trova un ritorno emozionale nello spirito umano. In un certo senso, il mito "materializza" un sapere e un percepire di per sé indefinibile se non appunto, attraverso il mito.

Quindi tornando al discorso di Mazzucco, è corretto e ha ragione a dire che qualcosa CADE e che in qualche modo - un personaggio si era mitizzato, quindi elevato a una idealizzazione che, giunta alla sua prova del nove (leggasi tragedia), mostra i suoi elementi contraddittori e viene ridimensionata o meglio, ci si rende conto del gioco pretenzioso messo in atto ...

.... pretenziosità che non può essere attinente col MITO originale, in quanto la sua figura è a prescindere leggendaria e, soprattuto, relegata a combattere forze avverse che ben poco hanno a che vedere, come concetto, con l'agonismo.

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
f5e
Inviato: 12/3/2014 15:11  Aggiornato: 12/3/2014 15:11
So tutto
Iscritto: 28/8/2012
Da:
Inviati: 25
 Re: La caduta del Mito
Ambrogio Fogar, nelle sue splendide interviste inneggiava, in prima serata sulla raii, alla vita che doveva essere vissuta fino alla fine qualsiasi fosse la condizione di malattia. Ora purtroppo è un personaggio "fuori moda" dato che ogni scusa è buona per giustificare l'eutanasia per riempire gli scaffali del supermercato di organi nuovi.
Dovrebbe essere portato ad esempio per chi cerca sempre un motivo per mollare.

Pyter
Inviato: 12/3/2014 15:13  Aggiornato: 12/3/2014 15:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: La caduta del Mito
Ora purtroppo è un personaggio "fuori moda" dato che ogni scusa è buona per giustificare l'eutanasia

Zanardi la pensa come Fogar e non è fuori moda, anzi... viene conteso da tutti i media.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Slobbysta
Inviato: 12/3/2014 15:21  Aggiornato: 12/3/2014 15:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/7/2013
Da:
Inviati: 2227
 Re: La caduta del Mito
VIGILANDO NELL'INVISO....mai prendere per scontato neppure tua madre...potrebbe esser un'ologramma...fuoriuscita..chiaramente ironica e sdrammatizzante...FORSE !

...certo che spesso ...con le domande mazzucchiane sembra di esser a "squola" a recitar il tema del momento...un gruppo marketing pagherebbe dei tonti che danno gratis il proprio profilo personale di un determinato TARGET, cioè, quelli che non si bevono l'11/9! Statisticamente non farebbe una grinza!...in più i commenti..sono giuridicamente alla cazzo di responsabilità propria..e il "giuoco" è fatto!...della serie che con certe paranoie a volte, ci si azzecca..targato nientepopodimeno ANDREOTTI!

MA nooo è solo MIA insicurezza...il mondo è buono e non duplice...triplice..del bluff del bluff del bluff..ma era pari o dispari? ...in realtà si voleva saper cosa si pensava di Francesco, Schumacher, delle presa propagandistica del femminicidio..raramente tradotto in infanticidio da parte delle DONNE...ecco perché obliare l'evidenza, crea due importanti principali questioni ..chi fa le domande DICIAMO è umanamente in errore dimenticando l'infanticidio e quindi un po' misero come giornalista o umanamente ci prova con altri fini! ..della serie sassolino nella calZza....

BY Slobbysta

Marsi
Inviato: 12/3/2014 19:15  Aggiornato: 12/3/2014 19:15
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 190
 Re: La caduta del Mito
Raggiunto l'apice non si può far altro che decrescere.

ELFLACO
Inviato: 13/3/2014 1:20  Aggiornato: 13/3/2014 1:20
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 1839
 Re: La caduta del Mito
Ovviamente la definizione di MITO per questi personaggi è riferita alla loro popolarità ,spero .

Io preferisco chiamarli " Maggiori esponenti per la distrazione di massa "

OOh, ma a loro insaputa .!!

Loro pensano sul serio di essere stati dei MITI ,ma sono solo dei coglioni come noi solo con più soldi .

“Le persone non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi a dover aver paura delle persone.”
desbouvet
Inviato: 13/3/2014 3:08  Aggiornato: 13/3/2014 3:10
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da:
Inviati: 541
 Re: La caduta del Mito
Citazione:
E' chiaro che io sto parlando di mito popolare, e non certo di mitologia antica.


Cioè ti riferivi alla cosiddetta "icona". Una icona, chiaramente, intesa in senso popolare, volgare. Non importa chi fa cosa fa, ma l'ispirazione che instilla nelle masse (consapevoli o meno).
In questo senso, e non a caso, TUTTE le vere icone che hanno ispirato l'umanità, un giorno o l'altro, sono cadute. Volavano troppo in alto e il fuoco dell'astro le ha bruciate.
Tuttavia... non è per tutti la stessa cosa, c'è una bella differenza per esempio tra Schumacher e Ayrton Senna, non perchè un incidente occorso nel tempo libero sia meno grave di un incidente occorso in gara, sennò si dimentica che un uomo è un uomo SEMPRE, qualsiasi cosa stia facendo.
La cosa che colpisce nella vicenda di Schumi, è la BANALITA' dell'evento.

P.S. .... AUGURI PER LA TUA VOCE... rifletti su questo

Redazione
Inviato: 13/3/2014 9:50  Aggiornato: 13/3/2014 9:50
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La caduta del Mito
DESBOUVET: "P.S. .... AUGURI PER LA TUA VOCE... rifletti su questo"

Sarà che sono appena sveglio, ma non l'ho capita.

lanzo
Inviato: 16/3/2014 18:11  Aggiornato: 16/3/2014 18:11
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: La caduta del Mito
E' chiaro che io sto parlando di mito popolare, e non certo di mitologia antica.

Il fatto e' - parlo da persona che e' vissuta negli U.S. of A per diversi anni in situazione ottimale, posso dire che in realta' esiste una mitologia USA ad uso e consumo USA. Un aereoporto che si chiama John Wayne (il dio della guerra) lo trovi in europa un aereoporto intitolato ad un tipo simile che manco ha fatto un giorno di servizio militare ?
Elvis, e' un semidio, molta gente e' convinta che sia ancora vivo, un ignorante totale, neanche tanto intelligente che non ha mai scritto o composto neanche mezza canzone in vita sua, eppure li' ci vedo la mano divina per talento, bellezza , fotogenia, cantava come nessuno. capacita' di mesmerizzare il pubblico - dal vivo - anche quando si dimenticava le parole di una certa canzone. Marilyn e' un' icona planetaria, Kennedy idem e si potrebbe continuare.
Su Cassius Clay, non mi pronuncerei. Credo sia un mito piu' in Europa che negli USA dove non gli hanno mai perdonato la decisione di non farsi arruolare per il Viet Nam (naturalmente a Bush Junior l'hanno perdonata , ed e' diventato presidente e lo stesso si puo' dire per Clinton. Ma i semidei o dei sono quasi tutti prodotti cinamatografici o TV. La prova della confusione tra realta' e finzione, viene dal fatto delle centinaia di migliaia di lettere che pervenivano e pervengono ai vari (finti) dottori delle serie televisive (Kildare. ma ce ne erani altri) ove i fans chiedevano pareri medici.

Calvero
Inviato: 16/3/2014 18:33  Aggiornato: 16/3/2014 18:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: La caduta del Mito
Citazione:
John Wayne


.. e il mito qui non è caduto, è morto senza che qualcosa lo ridimensionasse. Morto in "vecchiaia" (tumore se non ricordo male). Il punto è - dalla prospettiva del popolino - che un "John Wayne" sarebbe caduto se, ad esempio, avessero trovato un filmino in cui si vedeva che si faceva inchiappettare da un travestito

Citazione:
Elvis, e' un semidio


Verissimo. Ma anche lui è morto addirittura amplificando il processo. Di passaggio, il fatto che fosse, mettiamo pure un coglione, cosa c'entra? ... lui era un cantante e, come si dice in gergo, cantava magnificamente. Era bello e anche questo rientrava nella sua figura artistica. E, anche qui, il Mito non è caduto.

Citazione:
Marilyn e' un' icona planetaria


Inarrivabile, in questo senso. Forse l'icona per antonomasia. Anche lei, come James Dean (te lo sei scordato ) ha amplificato il processo, morendo improvvisamente e dando eternità alla sua figura. Anche qui il mito non è caduto.

Citazione:
Kennedy


AMPLIFICATO AL CUBO: - assassinato per una causa. Più immortale di così. Anche qui il mito non è caduto.

Citazione:
Cassius Clay


C'hanno provato a riabilitarla la sua figura con un film. Fermo rimane che il suo essere mito è legato alle sue abilità sportive.

Forse questo, di CLAY, è l'unico che è un po "caduto", visto che il tipo di malattia che lo ha colpito ha ridimensionato la sua figura. Il fatto di vedere tremare come una foglia la mano che stendeva anche i bisonti fa un certo effetto.

In America credo che la questione sia più sentita essendo il sogno americano un sentimento che ha sdoganato fortemente l'immaginario e il divismo, in questo senso. Senza contare quali danni non ha fatto sulla coscienza collettiva lo Star System con l'industria hollywoodiana.


---==)*(==---

Comunque. Nel merito, nessuno come costui qui sotto, ha tirato la frecciatina migliore alla società ammerigana


Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
illupodeicieli
Inviato: 16/3/2014 19:38  Aggiornato: 16/3/2014 19:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/1/2005
Da:
Inviati: 323
 Re: La caduta del Mito
Penso a chi vede un proprio genitore o una persona che è stata un riferimento, magari un professore o insegnante, il cui fisico ma sopratutto la cui mente, il cervello, vengono oltraggiati da malattie, come alzhaimer o demenza. E rendersi conto di non poter fare , di fatto nulla che non sia regalare un po' di compagnia ed esercitarsi in pazienza. Ritengo che mentre nei casi indicati da Massimo sia anche necessario ricorrere a informazioni o anche a del buon gossip o essere stati fortunati testimoni di incontri di boxe o di conferenze stampa, nei casi da me indicati, con tutti i distinguo possibili, siamo noi ahimé testimoni della loro caduta. Inutile dire che poi, in un modo o nell'altro potrà capitare a noi. E senza voler andare fuori dal seminato, è possibile fare un paragone o effettuare un confronto tra la decadenza e caduta dei miti di oggi, diciamo dal dopoguerra in poi, rispetto a quelli del passato? E si può fare lo stesso tra ciò che magari succede oggi ai nostri "vecchietti" rispetto a ciò che è accaduto ai loro genitori e nonni?

Maksi
Inviato: 16/3/2014 21:28  Aggiornato: 16/3/2014 21:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/10/2011
Da:
Inviati: 1219
 Re: La caduta del Mito
Nessun personaggio e' un mito, ma e' il mito che si manifesta nel personaggio. Questo manifestarsi si strasmette nelle loro gesta e nel loro approccio all'esistenza. Sono l'archetipo che ci portiamo addietro da tempi DAVVERO mitologici, dove l'ideale umano era anche la sua sostanza.

Tralasciando i divi del stoca... hm... cinema, che il loro essere "miti" e' solo una finzione di cartone, oppure le star scoppiate del rock, che erano e sono piu' una parodia del mito, i veri "eroi" piu' espressivi del nostro tempo sono quelli sportivi. Questo perche si esprimono in gesti veri... anche se anche qui, l'invadenza massiccia dei media e del denaro-sterco-del-demonio, ha ridimensionato parecchio il tutto, dove il divismo, di certe discipline sportive, e' praticamente pari al mondo hollywoodiano. Ora anche lo sport non trasmette piu' una sua mitologia, ma e' solo un gioco per bimbiminchia. Sintomo anche questo che siamo davvero alla fine della civilta'.
Ormai siamo sterili e castrati. L'implosione sara' cosi' drammatica e' catastrofica, anche a livello psicologico, che molti, ci scommetto, si suicideranno... infondo abbiamo gia' suicidi a livelli record.

L'ultimo mito, consacrato ad un livello di sacrificio cristico, e' Ayrton Senna (guardate bene la scena dell'incidente, dove il corpo esanime viene estratto fuori dall'abitacolo e poggiato a a terra in una scena quasi da crocifissione). Quel sacrificio paralizzo' il mondo... e me lo ricordo bene. Anche la F1 da li' in avanti e' morta, finendo alla demenzialita' di oggi, dove ormai ci si gareggia con playstation mobili. Anche questi sono segni di fine.

Altri, che mi ricordi a livello sportivo, sono Coppi. Simbolo dello ciclista scalatore e' scalare la montagna, dove ci rimanda al monte Olimpo, all'inseguire l'immortalita' degli Dei. Anche qui si manifesta l'archetipo. La solitudine dello scalatore gioca un ruolo chiave, perche' simboleggia l'idea dell'eroe solo, che affronta il suo Destino. Questo archetipo, poi, si manifesto' anche ad un Pantani e pochi... pochissimi altri.

Sicuramente, lo sport che incarna di piu' certi miti ancestrali sono le gare motoristiche. Qui le leggende si sprecano. Questo perche' le gare, per molto tempo, erano sinonimo di rischio. Il rischio era ("era" perche' oggi il rischio e' solo quello di finire la benzina) rapresentato dal "drago meccanico" - vero simbolo del nemico ancestrale del cavalliere, che combatte il drago per conservare le sue origini umane, simboleggiate con la salvezza della principessa -, che lui tenta di domare e vincere. Con la morte di Senna il drago ha vinto e proprio in un 1° Maggio, data non proprio neutrale a livello esoterico (per esempio anche l'annuncio della "morte" di Bin Laden era data in un primo maggio). A parte tutte le speculazioni franceschettiane, non si piu' certamente escludere che la de-umanizzazione sta procedendo a livelli protocollari, dove si inneggia persino a rivoluzioni demo-cibernetiche.

C'e'una categoria mitologica che fa riferimento ad una religiosita' piu' profonda. Sono i profeti. Non nel senso biblico del termine, ma archetipico. Sono manifestazioni inconsce della coscienza in un determinato spazio-tempo, attivando certi avatara che sono il veicolo spirituale di tale manifestazione. Da Krishna, a Buddha, a Cristo, a H... boh, chi lo sa'. Si manifestano non per salvare, ma per acelerare la fine. Lo fanno sacrificandosi. Sono i personaggi piu' mistificati della storia, proprio perche' il loro archetipo e' cosi' potente che non puo' scomparire. Ma certi furbetti hanno fatto un lavoro egregio di manipolazione: hanno invertito il simbolo di tali figure. Il fatto e' che piu' queste figure sono temporalmente lontane da noi, piu' sono reali (anche se soggetti a vari livelli di manipolazione) e piu' sono vicine piu' sono mistificate. Questo perche' l'archetipo col tempo si purifica, perche' la sua origine e' a-temporale. Oggi un vero profeta sarebbe deriso, osteggiato e condannato... e la storia e' li' a dimostrarlo.

Il mito di Casius Clay deriva piu' da ragione politiche che altro. Era un irriverente, che piu' delle volte ha ribadito quanto disprezzava quelli che non appartenevano alla "sua" gente... a l'"altra"gente glielo lasciava comodamente dire. Se fosse stato un bianco non avrebbe avuto lo stesso seguito, anzi, sarebbe stato condannato... oggi sicuro. Forse e probabilmente ha avuto le sue buone ragione, ma lui non mi ha mai comunicato granche'. Era un grande pugile, forse il migliore, ma bisogna saper comprendere quanto l'influenza mediatica gioca il suo ruolo. Il mito di Clay e' profondamente radicato nel "mito" americano, che e' una parodia. Quello che interpretava Superman (che non mi ricordi il nome gia' parla per se') di mitologico non ha niente, tranne il suo personaggio, che e' comunque ripreso da miti ben piu' profondi, per farne un pasticcio. Fogar lo intendo come un visionario, cercando una manifestazione di un oltre-uomo in se stessi. Un ero moderno, dove la lotta non e' contro gli Dei (decaduti), ma contro se stessi. Ammiro sempre queste persone, anche per la loro mentalita' spartana.

Piero68
Inviato: 27/3/2014 13:40  Aggiornato: 27/3/2014 13:40
Ho qualche dubbio
Iscritto: 5/9/2012
Da:
Inviati: 134
 Re: La caduta del Mito
Senza dover necessariamente entrare nel trascendentale l'unica cosa che mi viene in mente, pensando a questi casi, è il titolo di quella telenovela: "Anche i ricchi piangono"!! Ci sono cose nella vita davanti alle quali persino i soldi non possono aiutarti.
Ma detto questo però penso pure a quelle centinaia di migliaia di persone che hanno passato gli stessi guai ma che non hanno la fortuna di chiamarsi Schumacher o Reeve o Cassius Clay. Persone di cui nessuno parlerà mai ma soffrono allo stesso modo. Anzi.... peggio. Visto che magari non hanno nemmeno il conforto dell'agiatezza e non possono nemmeno pagarsi i migliori medici del mondo e le migliori strutture sanitarie.
Come diceva Totò nella sua bellissima poesia: "A mort' sai che è?? E' na livella!" Ovvero davanti alla morte siamo tutti uguali. Ma oggi come oggi finanche davanti alla morte ci sono persone più uguali di altre.


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