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news internazionali : Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Inviato da Redazione il 14/1/2012 3:50:00 (7713 letture)

Nel corso delle primarie repubblicane è successo un fatto assolutamente imprevedibile, che rischia di influenzare in modo sostanziale il dibattito pubblico sul futuro della nazione – e quindi in qualche modo del mondo intero.

Gli stessi paladini del capitalismo selvaggio hanno messo a nudo gli aspetti più cruenti ed immorali del capitalismo selvaggio, nel corso di una lotta intestina talmente feroce ed avvelenata da aver completamente capovolto le regole del gioco.

Tutto ruota attorno a Newt Gingrich, una vecchia volpe del partito repubblicano, con un passato molto controverso, che ha improvvisamente deciso di candidarsi per la nomination repubblicana. Partito senza un minimo di supporto, Gingrich ha saputo sfruttare la sua grande esperienza ed è salito velocemente nei sondaggi, mentre i vari candidati “di cartone” crollavano miseramente uno dopo l’altro.

Alla vigilia dell’Iowa Gingrich era addirittura in testa ai sondaggi, e rischiava di battere l’unico vero candidato papabile dei repubblicani, Mitt Romney. Gingrich infatti non è proponibile per la candidatura finale, poichè il suo passato da “falco”, e la sua nota personalità da “prepotente”, gli impedirebbero di ottenere i voti degli elettori indipendenti che sono necessari per conquistare la Casa Bianca. (Romney invece è un moderato, e può tranquillamente riuscirci).

A questo punto Romney ha commesso un errore madornale: invece di aspettare che Gingrich cadesse da solo, ha rovesciato su di lui 10 milioni di dollari di pubblicità negativa – una cifra mostruosa per un piccolo stato come l’Iowa – che elencavano tutti gli episodi più spiacevoli del passato di Gingrich, facendolo crollare nei sondaggi nell’arco di soli tre giorni. Alla fine Newt Gingrich è uscito dall'Iowa con un umiliante quarto posto.

A quel punto Gingrich giel’ha giurata. Invece di ritirarsi in buon ordine …

… ha annunciato non una serie di contro-pubblicità negative, ma addirittura un documentario di 30 minuti che avrebbe “mostrato al mondo il vero volto di Mitt Romney”.

E’ nato così “When Mitt Romney came to town”(“Quando Romney giunse in città”), che sta spopolando in rete da qualche giorno, ed è diventato ormai l’argomento centrale del dibattito politico americano.

Il documentario rivela come negli anni ’90 Mitt Romney abbia condotto una vera e propria campagna predatoria di tipo finanziario, coprendo quasi tutti gli stati americani, mentre era alla guida della sua società di investimenti Bain Capital.

Si scopre così che l’uomo che si propone oggi come un “creatore di posti di lavoro” per la classe media americana passava il suo tempo a demolire società traballanti, acquistandole per pochi soldi e riempiendole di debiti prima di “ritirare” tutto il contante disponibile e poi dichiarare fallimento. Con l’immancabile aiuto degli amici di Goldman Sachs, che manipolavano a suo favore i ratings delle sue società, in pochi anni Romney ha messo da parte una cifra stimata intorno al mezzo miliardo di dollari.

Era in realtà un segreto di Pulcinella, perchè nessuno pensava che Mitt Romney si fosse arricchito in quel modo scavando il carbone con le proprie mani, ma una cosa è sentirsi dire che Romney è “un businessman di grande successo”, ben altra è vedere le interviste delle persone lasciate sul lastrico da Romney, che dicono “di noi e del nostro futuro se ne fotteva ampiamente, lui pensava solo ad arricchirsi nel modo più veloce possibile”.

Queste interviste sono state viste ormai da milioni di persone, ed hanno causato a Romney un danno probabilmente irreparabile. Se anche vincesse la nomination, Obama lo travolgerebbe come un rullo compressore, utilizzando le stesse identiche armi usate da Newt Gingrich.

Ma il vero aspetto interessante della faccenda inizia qui. Il fatto che questo attacco devastante sia arrivato da uno di loro ha messo in crisi l’intero partito repubblicano, perchè il documentario di Gingrich non ha svelato al mondo un semplice scheletro nell’armadio di Mitt Romney, ma ha svelato la vera strategia nascosta perseguita da tutti i candidati repubblicani da trent’anni a questa parte: chiedere meno tasse e meno ingerenza governativa “per rilanciare l’economia della nazione”, quando il vero scopo è di togliere di mezzo ogni possibile ostacolo alla massimizzazione del profitto, ricorrendo con grande disinvoltura a licenziamenti e outsorcing dovunque necessario.

Negli ultimi 20 anni di deregolamentazione selvaggia (a cui ha contribuito anche Clinton, non dimentichiamolo) il reddito medio del 99” degli americani è rimasto praticamente immutato, mentre quello del rimanente 1% è quasi triplicato.

Non a caso gli altri candidati repubblicani si sono detti “scandalizzati” per questo attacco a sorpresa di Gingrich a Mitt Romney. “Quello che è successo è orribile – dicono in coro – un attacco del genere è accettabile finchè arriva dai “soliti” democratici in odore di socialismo. Anzi, da parte loro è quasi obbligatorio, glielo impone il gioco delle parti. Ma da uno di noi è inconcepibile! Qui stiamo mettendo alla sbarra i principi stessi del libero mercato”.

Ed infatti Romney si trova adesso fra l’incudine e il martello: da una parte dovrebbe giustificare davanti alla nazione la sua eccessiva “rapacità” e mancanza di umanità ai tempi di Bain Capital, ma dall’altra deve difendere a testa alta il proprio operato di fronte all’establishment repubblicano, che continua ovviamente a credere nel capitalismo selvaggio come ha fatto fino ad oggi.

L’unica differenza è che adesso lo sanno tutti, perchè il dispettoso bimbo Newt ha fatto la spia, e quindi bisogna affrontare la questione a viso aperto: se Romney riafferma con coraggio il diritto di agire come fece lui nel passato vincerà certamente la nomination repubblicana, ma a meno di pentirsene in modo convincente non potrà mai vincere le presidenziali.

Nel frattempo, grazie a questo carnevale, la differenza fra “venture capitalism” (capitalismo imprenditoriale) e “vulture capitalism” (capitalismo degli avvoltoi) sta entrando nel pensiero mainstream, ed il messaggio finora confuso di "Occupy Wall Street" comincia a diventare più chiaro per tutti. E questo è sicuramente un passo avanti.

Massimo Mazzucco

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
PikeBishop
Inviato: 14/1/2012 7:19  Aggiornato: 14/1/2012 7:19
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Che palle, Andreott, pardon, Henry Kissinger, ehm, Obama di nuovo alla Casa Bianca, lui e la dottrina dei conflitti limitati ovunque.

La vendetta dei morti viventi, ovvero dai Falchi di Bush agli Avvoltoi di Rockefeller.

E gli indignati li a farsi seghe.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
ivan
Inviato: 14/1/2012 7:27  Aggiornato: 14/1/2012 7:33
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Un articolo un pò OT ma che parla degli effetti che può avere la comunicazione.

Citazione


La comunicazione? E’ un’arma a doppio taglio
Può determinare la fortuna e nel medesimo tempo distruggere una reputazione. La verità tuttavia viene sempre alla luce. Sarà vero? In teoria sì, certo è che di questi tempi senza morale i rischi si moltiplicano. Come si fa a distinguere tra chi gioca sporco e chi affronta la realtà con limpidezza di sguardo?

...

Ogni comunicazione distorta è il pretesto perché qualcuno ci speculi, e così diventa tutto più difficile, tanto che uscirne fuori senza danni non è così scontato.



Link articolo

Akane
Inviato: 14/1/2012 8:23  Aggiornato: 14/1/2012 8:23
Ho qualche dubbio
Iscritto: 5/7/2011
Da: Austria
Inviati: 135
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Filmato molto inquietante...non ci sono molte possibilità per replicare...votare Romney a questo punto significherebbe essere masochisti

Spiderman
Inviato: 14/1/2012 9:02  Aggiornato: 14/1/2012 9:02
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 19/9/2009
Da:
Inviati: 2722
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Citazione:
votare Romney a questo punto significherebbe essere masochisti


Votare, significa essere masochisti, chiunque ci sia sul cartello elettorale.

"Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno chiunque tu sia, e mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi. (Renato Zero)
Jurij
Inviato: 14/1/2012 10:07  Aggiornato: 14/1/2012 10:14
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Massimo
Citazione:
… Nel frattempo, grazie a questo carnevale, la differenza fra “venture capitalism” (capitalismo imprenditoriale) e “vulture capitalism” (capitalismo degli avvoltoi) sta entrando nel pensiero mainstream, ed il messaggio finora confuso di "Occupy Wall Street" comincia a diventare più chiaro per tutti. E questo è sicuramente un passo avanti.

Bell’articolo Massimo, complimenti, proprio quello che piace a me e che porto avanti da anni.

Quoto tutto in pieno, ci vorrebbe anche un Newt Gingrich modello liberal, che sputtanasse un po’ anche l’amico “cet bon le tartufon” …

http://www.youtube.com/watch?v=BQ3GfgOla2M

Sveglierebbe un pochino il gregge usa-e-getta.

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
Jurij
Inviato: 14/1/2012 10:23  Aggiornato: 14/1/2012 10:24
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Lo so che è triste da dire, ma una delle poche speranze che rimangono alla gente comune è quella che lassù due aquile si facciano battaglia e aprano qualche vaso di pandora.

Immaginatevi un rampollo dei Rockefeller che un giorno avesse un disaccordo piuttosto acido con un Rothschild, ve lo immaginate cosa potremmo riuscire a sapere ?

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
SuperFed
Inviato: 14/1/2012 11:25  Aggiornato: 14/1/2012 11:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/6/2011
Da: Città stressante nord Italia
Inviati: 168
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Nota Bene: ora mi inacidisco volontariamente nella speranza di dire cose odiose proprio per essere smentito al più PRESTO:

Secondo me in USA c'è una gran voglia, dietro le quinte, di smantellare finalmente lo stato federale, e si serviranno del sentiment manipolato della massa del 99%.

Massa, questa, che dal canto suo rimane nel suo fondo, drogata e nascostamente ancora innamorata del capitalismo. Solo che alla fine, ma proprio in ultimo ultimo ultimo, si sono accorti di non avere quasi più soldi in tasca.

A me sembra che basterebbe che a questi 99 venisse rimpinguato una buona volta il conto in banca e tutto tornerebbe come prima. Ma come prima le cose non torneranno, la vecchia forma-stato non tiene più ed in altre sedi che non sono le piazze si è deciso di superarla.

Ma davvero si crede che i giovani di Occupy riuscirebbero a disintossicarsi al punto di smetterla di sciamare come vacue falene attorno alla luce fatua della mela mursicada? Nel tristemente ripetuto fino alla nausea "motto" del gran guru passato, almeno lui, a miglior vita, era usato se non sbaglio il verbo "to stay". Allora traduciamolo un po' meglio alle nostre orecchie italiote: STATEVE murt'e di FAME e STATEVE issciuti pazzi.

E tali sono, precisamente od oggi, le masse del 99%: impoveriti e un po' fuori di testa. Esattamente il materiale che serve alle rivoluzioni strumentali.

La gran bolla del capitalismo privato è scoppiata, è vero, tutti dietro a criticare il capitalismo, è vero, ma guardate dove tutto quanto va a scaricarsi: contro gli stai-nazione.

Onore a te Takuro Nakai genio incompreso dei manga[img align=right]
levitor
Inviato: 14/1/2012 12:30  Aggiornato: 14/1/2012 12:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 19/12/2011
Da:
Inviati: 290
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Solo galli di un pollaio che i grandi burattinai hanno già deciso di demolire per rifare la fattoria (NWO).
Nel nuovo sistema che sta per arrivare, e che transiterà per una fase intermedia di "emergenza" (crollo economico mondiale, guerra allargata) non ci srà più nemmeno posto per i noachidi di bassa lega.
Saranno gli eletti a detenere direttamente il potere.
Se tutto andrà secondo i loro piani "protocollari", ovviamente.

trotzkij
Inviato: 14/1/2012 12:49  Aggiornato: 14/1/2012 12:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono
Rickard
Inviato: 14/1/2012 12:57  Aggiornato: 14/1/2012 12:57
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/9/2007
Da: Un mondo pervaso di follia
Inviati: 1609
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Beh, questa svolta "imprevedibile" sembra confermare la "prevedibilità" del fatto che le elite che tirano i fili della politica americana abbiano deciso di far stare il burattino Obama sulla scena per altri 4 anni.

Io ci vedo questo nell'improvviso quanto conveniente "colpo di testa" di Newt.

In questa tornata elettorale i candidati repubblicani sembravano uno più dell'altro pagliacci ineleggibili che non avrebbero sconfitto la propria nonna. Ora, grazie al "colpo di testa" di Newt, sembra che la certezza sia granitica.

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
infosauro
Inviato: 14/1/2012 13:23  Aggiornato: 14/1/2012 13:23
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/5/2008
Da: questo mondo (credo)
Inviati: 2376
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Ci sono 2 cose che non mi tornano in questo articolo.
I sondaggi nazionali dicono che la popolarità di Mitt Romney sta addirittura raggiungendo un nuovo picco, a parte quelli in South Carolina dove effettivamente sta precipitando, quindi la frase: Queste interviste sono state viste ormai da milioni di persone, ed hanno causato a Romney un danno probabilmente irreparabile, sembra per ora azzardata.
Secondo: che relazione c'è tra Gingrich e il video? Il sito linkato dice che il documentario non è stato finanziato da nessun candidato (si noti che io sono il primo a non crederci perché le ricerche e le interviste non sono gratis), perciò qual è il ruolo di NG in tutto questo?

"It's just a ride"
William Melvin "Bill" Hicks, l'ultimo degli hippy, il primo dei complottisti (a comparire in TV).
alsecret7
Inviato: 14/1/2012 15:02  Aggiornato: 14/1/2012 15:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/6/2007
Da:
Inviati: 561
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
io credo che se si continuera credere che chi e ricco e fatto la grana tanta grana sulle spalle della gente, e viene ritunuto una persona intelligente e quindi meriti di essere apprezzato dalla comunita, non si andra mai da nessuna parte. la gente vota le persone per la ricchezza ecnomica e non sanno valutare se anno una moralita e lonesta. e questo il problema principale se non si valutano queste cose, ma si guarda solo come si e arrichito quella persona e lo si ritiene quindi una persona capace di governare, senza sapere invece che il contrario.un approffittatore e basta ripeto la furbizia non e intelligenza ma solo cattiveria. basterebbe un po piu di maturita da parte dei cittadini e vedrete che questi se ne starebbero a casa. comunque l'ignoranza non a confini l'italia ne un esempio palese di come il luccichio del denaro a fatto in modo di mandare al governo uno come berlusconi. l'uomo piu stupido del mondo ma con una furbizia altissima a capito che i cittadini sono piu stupidi di lui, e li usati facendogli credere che potevano diventare come lui. se qualcsa si muove come dice massimo, purtroppo siamo ancora molto indietro.kennedy risorgi perche qui siamo messi male.

martian
Inviato: 14/1/2012 15:38  Aggiornato: 14/1/2012 15:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/6/2011
Da:
Inviati: 52
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Io non direi che il "capitalismo distrugge sé stesso", ma che tutto prosegue secondo i piani dell'élite finanziaria/capitalista.

I media vogliono farci pensare che questa crisi fosse "imprevedibile", che sia venuta fuori dal nulla e che sia fuori controllo.

In realtà, come ormai molti sanno, la crisi è stata voluta e pilotata, già da prima degli anni 70. Per citare un paio di "svolte" con conseguenze tremende: gli accordi di Basilea, e l'aver rimosso il Glass–Steagall Act.
Per quanto riguarda l'Italia, per me è stato illuminante questo articolo.

Quelli ai vertici che prendono queste decisioni non sono (tutti) idioti.
Ci sono "menti raffinatissime" che sapevano benissimo quali sarebbero state le conseguenze dell'ultra-liberismo, della deregulation, del laissez-faire, delle privatizzazioni, ecc...
Guarda caso, non solo le iniziative politiche/finanziare erano mirate a favorire il presente caos, ma NON sono state intraprese iniziative per arginare i "disastri della speculazione" prima che si arrivasse al danno colossale di oggi.

Questo "nuovo ordine mondiale" di cui parlano presidenti, papi, banchieri, politici è in sostanza un governo unico mondiale con moneta unica. Ormai si sa.
E come ci si arriva? Con una crisi enorme, con crollo di euro, dollaro e yuan, guerriglie, ecc... Guarda caso, è proprio quello che rischia di succedere ora. Sono troppo pessimista?

Per il resto, compatisco anche il povero "Americano medio", obeso, ignorante e instupidito come da programma, che ancora pensa ci sia qualche rilevanza se viene su Romney, se resta Obama, o se arriva quel cavallo di troia di
Ron Paul.

trotzkij
Inviato: 14/1/2012 17:21  Aggiornato: 14/1/2012 17:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono
VIMS
Inviato: 14/1/2012 17:25  Aggiornato: 14/1/2012 17:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/11/2011
Da: Ai piedi del monte
Inviati: 334
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
La dinamica del capitalismo che distrugge se stesso mi sembra ben evidenziata in questo articolo.
Credo, però, che questo fatto vada letto in un disegno più ampio in cui chi comanda veramente (banche/multinazionali/poteri religiosi) ormai non teme più (o forse prende sottogamba?) questo tipo di accadimenti.

Di sicuro, in entrambi i casi, deve essere un campanello di allarme per chi ancora non riesce a vedere la vera struttura della società in cui viviamo.

VIMS

La Virtù sta nel mezzo
Jurij
Inviato: 14/1/2012 17:51  Aggiornato: 14/1/2012 17:51
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Trotzkij, interessante il tuo post.

Che il petrolio provenga dai minerali e non da “resti di animali e vegetali” mi sembra plausibile.

Quello che mi chiedo è, se si rifà veramente questo petrolio, allora non mi spiego il calo produttivo di quasi tutti i pozzi, a meno che tutto questo sia stato pianificato a tavolino.

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
Jurij
Inviato: 14/1/2012 17:57  Aggiornato: 14/1/2012 18:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Rickard
Citazione:
Beh, questa svolta "imprevedibile" sembra confermare la "prevedibilità" del fatto che le elite che tirano i fili della politica americana abbiano deciso di far stare il burattino Obama sulla scena per altri 4 anni.

Io ci vedo questo nell'improvviso quanto conveniente "colpo di testa" di Newt.

In questa tornata elettorale i candidati repubblicani sembravano uno più dell'altro pagliacci ineleggibili che non avrebbero sconfitto la propria nonna. Ora, grazie al "colpo di testa" di Newt, sembra che la certezza sia granitica.

Come diceva il mitico De Curtis “ sto ragionamento non fa una grinza”.

Voglio proprio vedere anch’io se fra 4 anni si permetteranno sputtanamenti di questo livello.

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
Redazione
Inviato: 14/1/2012 18:09  Aggiornato: 14/1/2012 18:09
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
INFOSAURO: Citazione:
Ci sono 2 cose che non mi tornano in questo articolo. I sondaggi nazionali dicono che la popolarità di Mitt Romney sta addirittura raggiungendo un nuovo picco, a parte quelli in South Carolina dove effettivamente sta precipitando, quindi la frase: Queste interviste sono state viste ormai da milioni di persone, ed hanno causato a Romney un danno probabilmente irreparabile, sembra per ora azzardata.
Il danno è a lungo termine. Romney vincerà la nomination (perchè ai repubblicani PIACE il falco finanziario) ma poi perderà le elezioni (perchè alla maggioranza degli americani NON PIACE il falco finanziario).

Citazione:
Secondo: che relazione c'è tra Gingrich e il video? Il sito linkato dice che il documentario non è stato finanziato da nessun candidato (si noti che io sono il primo a non crederci perché le ricerche e le interviste non sono gratis), perciò qual è il ruolo di NG in tutto questo?
Tutte le pubblicità negative sono prodotte dai Superpac, che sono un’invenzione ipocrita per permettere ai candidati di insultarsi a vicenda senza metterci sotto il proprio nome.

Redazione
Inviato: 14/1/2012 18:21  Aggiornato: 14/1/2012 18:21
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
PIKE: "Che palle, ... Obama di nuovo alla Casa Bianca".

Purtroppo è così. Ormai il golden boy ha raccolto così tanti soldi da Wall Street che da lì non lo spodesta più nessuno.

SuperFed
Inviato: 14/1/2012 18:48  Aggiornato: 14/1/2012 18:48
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/6/2011
Da: Città stressante nord Italia
Inviati: 168
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Vorrei proseguire facendo un discorso plausibile e coi piedi ben piantati in terra:

Il meccanismo col quale secondo me prima o dopo verranno a capo della bolla finanziaria è quello della Bad bank. Butteranno tutta la spazzatura in "cestino", solo che verosimilmente questo cestino sarà LO STATO.

Quindi, quando questo marasma sarà finito, ci accorgeremo che dello stato-nazione non sarà rimasta pietra su pietra, mentre invece il capitalismo rinascerà dalle sue ceneri come l'araba fenice. Il capitalismo è così, è un fermento che non si cancella, ma cova sempre sotto le ceneri.

Quando l'economia ripartirà, sia che lo stato sia ufficialmente eliminato, sia che sopravviva come mero contenitore vuoto, ognuno di noi non avrà altra rappresentanza che quella facente capo a se stessi. Secondo il diritto commerciale internazionale, ogni individuo sarà concepito come una company, con il preciso dovere di avere il proprio bilancio di entrate uscite in ATTIVO. In caso contrario verrà dichiarato FALLITO. Gli verranno di conseguenza tolti i diritti di accesso alle aree urbane residenziali e produttive e scaricato negli slums suburbani come senzatetto. E qui STARA' ben HUNGRY e FOOL.

Mentre nell'altro thread si polemizza vivacemente su provvedimenti di pura cosmesi economica, l'attuale ministro piangente come una madonnina ha già spiegato, HA GIA' SPIEGATO, che anche in ITALIA d'ora in avanti sarà estesa ai PRIVATI CITTADINI la procedura di fallimento uguale a quella delle imprese. E questi sono i fatti veri, in tutta la loro amara realtà.

Onore a te Takuro Nakai genio incompreso dei manga[img align=right]
berna85
Inviato: 14/1/2012 19:58  Aggiornato: 14/1/2012 19:58
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/1/2011
Da: Amsterdam
Inviati: 154
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Una cosa non capisco, come si fa a chiamare "capitalismo selvaggio" l'attuale sistema americano con migliaia di regolamenti federali in materia economica che di fatto danno la possibilità alle lobby di richiedere poteri monopolistici dallo stato?

Il libero mercato si basa semplicemente sul libero scambio di beni fra persone e ovviamente sulla possibilità di accumulare tali beni e di considerarli propri, capitalismo e proprietà privata.
Quando lo stato ha il potere di regolare tali scambi e di imporre regole arbitrariamente si aprono le possibilità per le lobby di fare pressioni per avere dei privilegi speciali che tutti gli altri non possono avere. Ecco creati i così detti poteri forti, il matrimonio fra stato e corporazioni, ed ecco che si spiega la lotta fra frazioni politiche tutte intente ad avere la possibilità di erogare concessioni alle aziende predilette.

Cosa cè di cosi malvaggio nella libertà?

ohmygod
Inviato: 14/1/2012 20:01  Aggiornato: 14/1/2012 20:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 16/10/2007
Da:
Inviati: 3652
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
articolo
Qui stiamo mettendo alla sbarra i principi stessi del libero mercato

Cosa non vorrebbe dire? o anche cosa vorrebbe dire?

Paul Ron pensa:sono un repubbli-chino,così diverso dai repubbli-chani
cosa ne posso ricavare?
Ps ma è ancora in gioco?

edo
Inviato: 14/1/2012 20:27  Aggiornato: 14/1/2012 20:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
leggermente OT, ma ve li segnalo lo stesso:

Vi preghiamo di ricordare questo discorso ogni volta che accendete il televisore ed ogni volta che sfogliate un quotidiano e vi preghiamo anche di farlo leggere a quante più persone possibili perché solo la consapevolezza ci può aiutare a migliorare la situazione.

Quello che segue è il discorso che John Swinton, l’allora redattore-capo del New York Times, pronunciò in occasione di un banchetto con i suoi colleghi presso l’American Press Association:

“In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io.
Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr’ore la mia occupazione sarebbe liquidata. Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente? Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle pros..te intellettuali.”

[Fonte: Richard O. Boyer e Herbert M. Morais, Labor's Untold Story, United Electrical, Radio & Machine Workers of America, NY, 1955/1979]
Vi preghiamo di ricordare questo discorso ogni volta che accendete il televisore ed ogni volta che sfogliate un quotidiano e vi preghiamo anche di farlo leggere a quante più persone possibili perché solo la consapevolezza ci può aiutare a migliorare la situazione.

link:http://lalternativaitalia.blogspot.com/2012/01/ricordate-questo-discorso-ogni-volta.html

e QUESTO con i link all'interno, moltissimo interessantissimi!!

martian
Inviato: 14/1/2012 20:39  Aggiornato: 14/1/2012 20:39
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/6/2011
Da:
Inviati: 52
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
@berna85
Citazione:
Cosa c'è di malvagio nella libertà?


Una cosa è la libertà.
Un'altra è l'illusione di libertà propagandata dai mass-media.

L'aver tolto quei paletti che ci proteggevano dalla speculazione selvaggia, può essere vista come una concessione di "libertà"... ma è una "libertà" per la gente senza scrupoli di speculare senza ritegno, fino a che non si raggiungerà un'implosione totale. Per gli altri è la libertà di trovarsi senza nulla da un giorno all'altro.

L'aver reso le banche del tutto indipendenti dallo stato ha fatto sì che potentissimi finanzieri e altri esponenti dell'élite rovinassero paesi interi (Soros, vi dice nulla?)... Il tutto nella perfetta "legalità" e... libertà. Libertà, ad esempio, di una lira che è stata attaccata nel 1992, con analogie a quanto è accaduto di recente all'euro. Libertà di certe privatizzazioni del 1993 in cui si "vendette per 2.700 miliardi qualcosa che ne valeva almeno 8 mila." Persino l'Espresso si chiese: «è dunque un regalo quello che l'IRI sta facendo al mercato? Dal punto di vista patrimoniale è così»

In un mondo utopico, la totale libertà di sicuro porterebbe a tanta gioia e perfezione.
Nel mondo attuale la *totale* libertà, soprattutto in materia monetaria ed economica, porta vantaggi solo ai più meschini approfittatori.
Come dire, prova a mettere un rubino prezioso esposto in piazza senza alcun tipo di protezione... secondo te cosa succede? :)
E sia chiaro, non ho idee né marxiste/comuniste o che altro. Penso che se in Occidente non avessero apportato certe modifiche dagli anni 70 in poi vedi qui, oggi non avremo alcuna crisi.

Lo stato di crisi in cui ci troviamo in Europa e in USA dovrebbe essere già di suo una dimostrazione inattaccabile del fatto che le teorie propagandate dai neoliberisti non portano nulla di buono al 99% della popolazione.

@berna85
Citazione:
Quando lo stato ha il potere di regolare tali scambi e di imporre regole arbitrariamente si aprono le possibilità per le lobby di fare pressioni per avere dei privilegi speciali che tutti gli altri non possono avere.


La storia è piena di esempi in qui la popolazione ha avuto solo danni economici e sociali nel momento in cui ci sono state privatizzazioni.
Quanto alle lobby, queste ci sono già e stanno già facendo i loro sporchi affari per conto dei soliti noti.

Chi studia economia all'università e segue le teorie economiche dominanti (= neoliberismo), non si rende conto che - oltre a imparare molte cose utili e corrette - assorbe comunque una buona parte di *propaganda*, ovvero idee sfalsate che portano beneficio solo all'élite dominante...

L'indottrinamento è un'arma potente e assai subdola. Son convinta che ancora oggi - dopo tutti i disastri avvenuti nell'America Latina a causa del neo-liberismo, e alla luce del collasso euro che fa da spauracchio - ci siano ancora studenti ed economisti che sostengono in buona fede le teorie economiche che hanno arricchito solo l'1% della popolazione mondiale... Quando si parla di schiavi felici, eh?

berna85
Inviato: 14/1/2012 21:16  Aggiornato: 14/1/2012 21:27
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/1/2011
Da: Amsterdam
Inviati: 154
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
caro martian,

Io non parlo di utopie ma di etica.
ovviamente libertà non vuol dire libertà di invadere o aggredire verso la proprietà altrui!
Quindi ridimensionando non capisco perchè dovrei concedere la mia volontà di scelta allo stato, come di fatto avviene, e i risultati sono sotto i nostri occhi.
Ma non i risultati del capitalismo ma dell'interventismo statale sulle libere scelte. Le liberalizzazioni di cui parli implicano che prima non erano private, ovvero la stato ha deciso di concedere delle libertà a determinati sogetti che sono negate al resto del pubblico. Il che favorisce lo sviluppo di monopoli e conglomerati di potere. Cerca di vedere l'altra faccia della situazione.
Cosa rappresenrta il tuo rubino? a chi appartiene? alla società forse? e chi ha dato allo stato il diritto di agire a nome di TUTTI? E se appartiene veramente a tutti non si puo usarlo almeno che non si abbia il consenso del 100% della popolazione, non solo la maggiornaza.

PS. Quello che cerco di dire è semplicemente che si esistono persone meschine etc. e se loro aggrediscono verso la proprietà altrui dovrebbero essere chiamate a retribuire il danno. Ma non perchè esiste gente con cattive intenzione bisogna togliera la libertà a tutti.

Il libero mercato di cui parlo io implica la completa assenza dello stato (almeno) negli affari economici. Perche tutto il protezionismo messo in atto, basta dare un occhiata all'immensità dei codici legali in materia economoca, ha portato alla situazione attuale e non il contrario.

barracuda
Inviato: 14/1/2012 21:21  Aggiornato: 14/1/2012 21:21
Ho qualche dubbio
Iscritto: 15/12/2011
Da:
Inviati: 39
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Questo diritto glielo ha dato il Contratto Sociale di cui parla Rousseau.
Riconosco che è un pò vecchiotto e andrebbe aggiornato, ma per adesso vale ancora.
Preferiresti tornare alla legge della giungla?

barracuda
Inviato: 14/1/2012 21:24  Aggiornato: 14/1/2012 21:24
Ho qualche dubbio
Iscritto: 15/12/2011
Da:
Inviati: 39
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Per i neoliberisti la libertà coincide con quella dei maiali di mangiare con tutte e quattro le zampe nel truogolo.
La definizione non è mia, ma di Cesare Cantù.

berna85
Inviato: 14/1/2012 21:30  Aggiornato: 14/1/2012 21:32
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/1/2011
Da: Amsterdam
Inviati: 154
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Preferiresti tornare alla legge della giungla?

No! Ma è anche vero che non ho firmato nessun accordo.

Non mi sembra di aver proposto la legge della giungla. E tu cosa proponi? Di estorcere con forza la proprietà altrui ed usarla per il bene della società?

EDIT: non sono un neoliberista. Ma credo nella libertà di scelta delle persone. E se tu scegli di rubare beh è chiaro che ci saranno conseguenze. O sarebbe meglio tagliare le mani a tutti cosi non potrà più rubare nessuno?

Redazione
Inviato: 14/1/2012 21:46  Aggiornato: 14/1/2012 21:48
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
OHMYGOD: Citazione:
Qui stiamo mettendo alla sbarra i principi stessi del libero mercato

Cosa non vorrebbe dire? o anche cosa vorrebbe dire?
E’ quello che dicono i repubblicani, che difendono il diritto di Mitt Romney di agire come ha fatto, quando era alla Bain Capital.

Citazione:
Ron Paul è ancora in gioco?
In realtà non lo è mai stato. Lui gioca fuori dai parametri consentiti, quindi fa partita a sè. La sua campagna elettorale è in realtà una enorme campagna di propaganda per far conoscere i principi in cui crede.

***

BERNA85: Citazione:
“Una cosa non capisco, come si fa a chiamare "capitalismo selvaggio" l'attuale sistema americano con migliaia di regolamenti federali …”
Il termine “capitalismo selvaggio” di solito non viene usato per definire il “sistema americano” (o il sistema capitalista) nel suo insieme, ma per definire l’uso predatorio che se ne può fare al suo interno, a livello finanziario.

E’ la possibilità di arricchirsi manipolando il meccanismo del prestito a proprio favore che viene criticato, e non ha niente a che vedere con i “sani” principi del classico enterprising.

***

EDO: Citazione:
Vi preghiamo di ricordare questo discorso ogni volta che accendete il televisore ed ogni volta che sfogliate un quotidiano …
Ti perdono solo perchè nel 2004 non eri ancora con noi.

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=278

berna85
Inviato: 14/1/2012 21:54  Aggiornato: 14/1/2012 21:54
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/1/2011
Da: Amsterdam
Inviati: 154
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
@Mazzucco

ok adesso è chiaro
non credi però che sia un paradosso il fatto che il capitalismo selvaggio sia proprio possibile grazie al controllo totale dello stato sull'economia??

Jurij
Inviato: 14/1/2012 22:43  Aggiornato: 14/1/2012 22:43
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Redazione
Citazione:
Tutte le pubblicità negative sono prodotte dai Superpac, che sono un’invenzione ipocrita per permettere ai candidati di insultarsi a vicenda senza metterci sotto il proprio nome.

Ah ah, Massimo ogni giorno da te se ne impara una nuova su questi volponi.

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
martian
Inviato: 14/1/2012 23:27  Aggiornato: 14/1/2012 23:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/6/2011
Da:
Inviati: 52
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
@berna
Citazione:
Il libero mercato di cui parlo io implica la completa assenza dello stato (almeno) negli affari economici.


Forse viviamo in due realtà parallele, ma ciò che è stato fatto negli ultimi 30 anni in Occidente (e non solo), è stato proprio togliere potere allo stato in materia economica e monetaria.
Soprattutto per quanto riguarda l'Unione Europea, con la questione della sovranità monetaria. I paesi europei stanno rischiando danni incalcolabili proprio perché l'Europa non ha moneta sovrana. Uno stato senza moneta sovrana è una preda fin troppo debole ed esposta. Infatti nessuno fa problemi a UK o Giappone, anche se essi hanno un debito maggiore di Italia & co.

Io non mi riferisco ai problemi di chi vuole avviare un'impresa e trova ostacoli burocratici (che andrebbero rimossi). Penso che il topic riguardi questioni più globali e più "in alto".

Uno stato che non ha il potere di fermare le speculazioni selvagge e i cosiddetti "titoli tossici" è uno stato che va cambiato.
Uno stato che non può emanare delle leggi per proteggersi da avvoltoi come George Soros, è uno stato destinato a fallire.
Uno stato che se la prende con i taxisti invece di rivolgersi alle vere cause della crisi è espressione di un sistema malato al cui vertice ci sono proprio quelle persone che predicano il libero mercato.

@berna
Citazione:
Perche tutto il protezionismo messo in atto, basta dare un occhiata all'immensità dei codici legali in materia economoca, ha portato alla situazione attuale e non il contrario.


Il protezionismo ha portato alla situazione attuale? O__O
Ok, viviamo proprio in 2 realtà parallele Vorrei vivere io in uno stato Protezionista... uno che proibisce l'arrivo di cianfrusaglie cancerogene dalla Cina, uno stato Protezionista che non permette alle ditte di chiudere gli stabilimenti in Italia per aprire in Serbia... Davvero pagherei una tassa per vivere in uno stato che non rischia di finire nel caos perché non ha moneta sovrana.

ps: il rubino era un esempio terra-terra per far capire che qualcosa che fa a gola a tanti (= soldi) deve essere protetto in un mondo in cui gli approfittatori sono in abbondanza. Questo rubino potrebbero essere i risparmi di una vita di gente che ha lavorato per 40 anni. Questi risparmi, in uno stato che ha potere di controllare le questioni economiche e monetarie, sono più sicuri che in uno stato senza sovranità monetaria che non accenna nemmeno ad arginare i fenomeni speculativi. Se cade l'euro, se fallisce l'unicredit... che succede ai risparmi di quella gente?

Jurij
Inviato: 15/1/2012 0:35  Aggiornato: 15/1/2012 0:35
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
martian
Citazione:
Vorrei vivere io in uno stato Protezionista... uno che proibisce l'arrivo di cianfrusaglie cancerogene dalla Cina, uno stato Protezionista che non permette alle ditte di chiudere gli stabilimenti in Italia per aprire in Serbia... Davvero pagherei una tassa per vivere in uno stato che non rischia di finire nel caos perché non ha moneta sovrana.

Questo è il mio sogno.

Bei ricordi, come era il mio paese fino a una 30ina di anni fa.

Adesso hanno venduto tutto, libera circolazione compresa di "Dumping", ci rimangono solo iniziative e referendum, ma quelli c’è li dovranno prendere con la forza.

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
berna85
Inviato: 15/1/2012 3:08  Aggiornato: 15/1/2012 3:08
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/1/2011
Da: Amsterdam
Inviati: 154
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
@martian

Io non mi riferisco ai problemi di chi vuole avviare un'impresa e trova ostacoli burocratici (che andrebbero rimossi)

credo che sia la stessa cosa almeno che non vorresti avere due leggi una per i ricchi e una per i poveri, come avviene d'altronde oggi ma favorendo la parte inversa. Dove tirare la linea allora? Io propongo di avere una legge che valga per TUTTI senza eccezioni, non per le banche, polizia e chi altro.

"Uno stato che non ha il potere di fermare le speculazioni selvagge e i cosiddetti "titoli tossici" è uno stato che va cambiato. Uno stato che non può emanare delle leggi per proteggersi da avvoltoi come George Soros, è uno stato destinato a fallire."

Lo stato attualmente ha questi poteri ma decide di usarli in altri modi. Forse con fortuna sarà eletto qualcuno che implementerà certe leggi ma poi cè sempre il rischio che ritornerà al potere qualcuno che le abolirà. Quindi secondo me la soluzione non sta qui.


la questione della sovranità monetaria
Se non sbaglio sono gli stati che concedono alla BCE i suoi poteri ergo è ancora un potere statale in un certo senso.
Forse protezionismo non è proprio il nome adatto, ma secondo me tutti questi poteri forti e distorsioni nascono perchè è lo stato stesso a concederli. Ora dirai che senza regolamenti sarebbe il far west e staremo ancora peggio, io dico di no. Lo stato dovrebbe assicurare l'inviolabilità della proprietà privata e il rispetto dei contratti. Punto. Se non rubo e non inganno nessuno non vedo dove si creerebbero problemi. La libertà non fa male.

Ogni scambio avverrebbe fra due persone le quali contratterebbero liberamente le clausole, se a una delle due parti lo scambio sembrerebbe inequo nessuno scambio ha luogo. In questo contesto tutte e due le parti escono vincitrici.

Se qualcuno mi vende dei giocattoli al piombo saranno responsabili penalmente e le altre ditte per non perdere clienti potranno ottenere un certificato di qualità.

Chiaro questo è un mondo ancora lontano ma la libera scelta di ognuno è per me la chiave per andare avanti, non il controllo totale. Si cè gente disposta a tutto là fuori ma cè gia oggi e comandano il mondo. Senza un potere centrale contro cui fare pressioni i poteri forti perderebbero il loro potere semplicemente perchè non cè nessuno che glilo può concedere.

Il mio problemo con lo stato oggi è che non ne sono parte volontariamente ma sotto minaccia di incarcerazione. Sono costretto a finanziare tutte le porcherie che comette e rischio di perdere la mia liberà anche se non reco danno a nessuno semplicemente per aver infranto una delle tante leggi che regolano la mia vita.

Voglio stressare il punto che libertà non vuol dire libertà di recare danni ad altri ma di poter liberamente contrattare uno scambio, di essere padrone del mio corpo e bere il latte crudo se voglio

ivan
Inviato: 15/1/2012 4:09  Aggiornato: 15/1/2012 4:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Mi pare che nella maggior parte del mondo "capitalista" - mi si passi il termine - ognuno può liberamente contrattare uno scambio, può essere padrone del suo corpo e può bere il latte nel modo in cui meglio crede.

Il problema sorge quando l'entropia presenta il conto e magari la listeria presente nel latte non pastrorizzato con cui si è fatto il formaggio del cheesburger manda qualcuno all'ospedale: chi paga gli antibiotici, l'infermiera, il dottore e così via ? Nel film di P. Villaggio "Vado, sistemo l'America e torno" la cosa è illustrta in maniera egregia: o c'è la carat di credito o non ti fanno nemmeno entrare al pronto soccorso, hai voglia a gridare.

E se il contratto non è onorato dalla controparte, che si fa ? Se non c'è uno stato superparters che amministra il diritto attraverso l'istituzione "tribunale" che garanzie ci sono che i contratti vengano onorati ?

E' la forza del diritto materializzato attraverso uno stato che fa rispettare le regole che fà si che la macchina economica "giri"; senza regole condivise da rispettare con le buone o con le cattive, non si va da nessuna parte.

Ma tornando I.T., il 3ad s'intitola "Quando il capitalismo distrugge sè stesso".

Ora, se si va a vedere perchè il "il capitalismo" ha soppiantato la società medievale e si è imposto è perchè ha saputo trarre profitto dalla ricerca scientifica trasformandola da pura curiosità estetica a base del sistema produttivo.

Ma questo era il passato, oggi si assiste al fenomeno del "capitalismo che distrugge se stesso" perchè vengono erose le basi su cui esso si poggia (il pensiero scientifico, la libertà di pensiero etc ).

Leggiamo qui link


Citazione

I Repubblicani del Missouri introducono un disegno di legge per obbligare ad insegnare il creazionismo nelle scuole e università ...


La scuola non piu' vista per quel creare che serve (ossia il formare i cittadini e la futura classe dirigente e produttiva fornendo loro un quadro il piu' obbiettivo possibile della realtà) ma vista quale mero strumento di indottrinamento di parte.

Dice l'articolo "Come possono i nostri ragazzi conoscere le scienze reali se se la maggior parte del tempo è sprecato in classe ad illustrare tutte le varie teorie religiose ...?"

Certo, si è liberi di professare qualunque religione, ci mancherebbe altro, ma una cosa è la libertà di religione e di credere nei suoi dogmi, altra cosa è formare i cittadini fornendo loro gli strumenti con cui affrontare con scientificità il quotidiano (è questa la rivoluzione culturale indotta dall'industrializzazione).

snoopy
Inviato: 15/1/2012 7:10  Aggiornato: 15/1/2012 7:10
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/6/2006
Da: phuket - thailandia
Inviati: 106
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Rick Perry sara' il nuovo presidente americano .


SNOOPY

Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti ...
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

P.P. Pasolini

http://www.corriere.it/speciali/pasolini/ioso.html
fiodenamig
Inviato: 15/1/2012 11:04  Aggiornato: 15/1/2012 22:39
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
E' evidente che l'unico candidato valido dei repubblicani è Ron Paul, il quale nonostante abbia i media contro sta andando incredibilmente bene.

Del duo Romney & Gingrich qui di seguito alcune simpatiche avventure (fonte: Cobraf)



MITT ROMNEY

Di famiglia già relativamente ricca di suo, come amministratore delegato di Bain Capital ha messo assieme circa 500 milioni di dollari e si può permettere di spenderne almeno 100 milioni dei suoi per finanziarsi la campagna elettorale.
( http://www.huffingtonpost.com/robert-k-lifton/mitt-romney-bain-capital_b_1205157.html )

Bain Capital è una delle principali società di venture capital, quelle che comprano le società, le ristrutturano e le rivendono. Seguendo le vicissitudini di Romney è possibile avere un esempio della rete di connessioni che contano veramente e che non sono visibili in superficie, perché nella vita è utile essere bravi e competenti ma anche più utile essere entrati a far parte di una network che coinvolga servizi di intelligence di certi paesi.

Bain Capital è proprietaria ora di Clear Channel il gruppo che possiede la maggioranza delle stazioni radio negli USA, quasi tutte le network che ospitano gli show radiofonici e talk show politici più popolari in America (un paese in cui la gente ascolta più la radio che la TV per i talk show).
( http://www.clearchannel.com/ )

In altre parole questa società da sola controlla quasi tutti i talk show di politica e attualità importanti americani (una volta ogni stazione radio era indipendente, ora appartengono tutte a circa tre mega corporation e la principale è Clear Channel).

Quando Mitt Romney faceva la sua carriera in Bain Capital, suo collega è stato per tre anni Benjamin Netanyahu, di cui è da allora grande amico.

Soprattutto Romney ha sempre lavorato assieme Orit Gadiesh che è poi diventata amministratore delegato di Bain Capital dopo che Mitt Romney ne è uscito.

Orit Gadiesh è una donna, figlia di un generale israeliano e cittadina di quel paese che ha iniziato a lavorare nell'intelligence dell'esercito israeliano, è stata assistente di Ezer Weizman, il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano e poi è entrata in Bain Capital nel 1977 dove ha fatto una carriera che l'ha portata al top assieme a Mitt Romney che quando è uscito dal business per candidarsi a governatore in Massachusets l'ha nominata come consulente e parte del suo team di governo.
( http://en.wikipedia.org/wiki/Orit_Gadiesh )

Questa signora Orit Gadiesh mentre lavora in USA da 20 anni è anche membra di organizzazioni in Israele, ad esempio come il Peres Center for Peace, il cui capo è un altro capo di stato maggiore dell'esercito e in cui siede gente che è stata nell'intelligence israeliana come Avner Azulay, il presidente della Fondazione March Rich (il famoso trader miliardario di materie prime che ha fondato Glencore, scappato in Svizzera 20 anni fa con diversi mandati di cattura che gli potevano costare fino a 300 anni di carcere, ma è sempre sfuggito alle trappole dell'FBI grazie appunto sembra alle puntuali soffiate dei servizi segreti israeliani).

Business Week definisce la Glencore di Mark Rich come "...Una network ultra-segreta che domina il mondo del trading di petrolio".
( http://www.businessweek.com/magazine/content/05_29/b3943080.htm )

Come noto benchè fosse il ricercato numero uno per reati finanziari, Bill Clinton come ultimo atto di presidente firmò il perdono a March Rich (in cambio dei finanziamenti che questi tramite la moglie gli aveva fatto e altro).

Romney è fedele ai suoi amici, ad esempio ha dichiarato che la sua prima visita come presidente all'estero sarà in Israele. Quando Obama e Sarkozy sono finiti vittima di una gaffe perchè un microfono è stato lasciato acceso mentre pensavano di essere da soli e Sarkozy ha detto "non sopporto Netanyahu, è un tale bugiardo..." e Obama ha risposto "... dillo a me che ho a che fare con lui tutti i giorni!.." (pensando ovviamente di essere in privato).
( http://www.reuters.com/article/2011/11/08/us-mideast-netanyahu-sarkozy-idUSTRE7A720120111108 )

Romney ha dichiarato che questi commenti (privati) erano "...derogatori nei confronti di Netanyahu.. e mostrano che nel momento in cui lo stato ebraico è isolato e in pericolo non possiamo avere un Presidente che disprezza la nostra speciale relazione con Israele...".

Notare che non esiste alcun trattato di alleanza tra Israele e gli USA, in quanto il primo lo ha sempre rifiutato per poter avere sempre le mani libere. Nonostante questo gli USA donano circa 10 miliardi ogni anno di aiuti militari e finanziari a Israele e ai suoi interessi. E questo ha 200 testate atomiche e il quarto esercito più potente del mondo (dopo USA, Cina e Russia) e date le sei o sette guerre con cui si è allargato forse sono i suoi vicini in pericolo, ma Mitt Romney si preoccupa molto della sicurezza di esso al punto da avere partecipato nel 2007 ad una conferenza organizzata dal Mossad sulla sicurezza di Israele a Tel Aviv.

In sintesi: la corporation che controlla la maggior parte dei programmi radio e talk show politici radiofonici, che in USA sono il veicolo principale di informazione politica, è in mano alla società che Romney ha fondato. Questa società è diretta ora da una sua collega e collaboratrice, una donna nata e cresciuta tra generali dell'esercito e intelligence israeliani. E 20 anni fa Romney era collega in questa società anche di Netanyahu e da allora si è sempre mosso in questa cerchia. Quando vedi dei politici che emergono spesso se controlli trovi che hanno amici, famigliari, colleghi o mentori in questa "network".




NEWT GINGRICH

Sino a due mesi fa nessuno avrebbe scommesso sulla candidatura dell'ex leader al Congresso dei repubblicani durante l'epoca di Bill Clinton alla Casa Bianca, Newt Gingrich, il quale si era praticamente ritirato dalla politica dieci anni fa perchè aveva un immagine stridente ed ostile che lo rendeva un problema per il partito (era il politico più antipatico e con sondaggi molto negativi), ma qualche mese fa uno dei dieci uomini più ricchi d'America, il magnate dei casino di Las Vegas e Macao Sheldon Adelson, ha investito milioni di dollari per rilanciarlo. Una delle donazioni politiche di Adelson a Gingrich (c'è un sistema molto complicato in USA per aggirare le restrizioni e finanziarsi un candidato) è stata la maggiore donazione singola mai registrata in America.
( http://www.cbsnews.com/8301-503544_162-57357085-503544/billionaire-adelson-donates-$5-million-to-help-gingrich-but-does-not-want-publicity/ )

Con i milioni del mega miliardario dei casinò Adelson, Newt Gingrich che fino ad allora non aveva niente, non i volontari, non un manager e staff, nessuna campagna elettorale in piedi, è apparso con tonnellate di pubblicità comprata sulle reti TV e grazie a questa offensiva mediatica è salito di colpo nei sondaggi al secondo-terzo posto.
( http://www.bostonglobe.com/news/nation/2012/01/10/casino-mogul-fuels-gingrich-offensive/X4jEYUxngjIXm2waQGuHQP/story.html )

E Sheldon Adelson ha spiegato tranquillamente il motivo per spendere tutti questi milioni su Gingrich: vuole un presidente al 100% schierato per Israele, anzi per gli oltranzisti in Israele.
( http://www.haaretz.com/print-edition/news/adelson-gingrich-was-right-about-the-palestinians-1.403776 )

Subito infatti Gingrich si è messo a dichiarare che "i palestinesi sono un popolo inventato" e che di conseguenza non hanno il diritto ad una nazione, che occorre che l'America attacchi l'Iran al più presto e finanzi da subito anche operazioni di sabotaggio e infiltrazione per rovesciare il suo governo e che appena eletto entro due ore dall'inaugurazione il suo primo atto di Presidente degli Stati Uniti sarà spostare l'ambasciata USA a Gerusalemme da Tel Aviv (per sancire il fatto che appartiene solo a Israele ovviamente). La prima cosa che farà appena insediato!... immagina quanto prioritario sia per il popolo americano di 300 milioni di persone avere che l'ambasciata a Gerusalemme invece che Tel Aviv. Ma dato che notare queste dichiarazioni strampalate e collegarle all'influenza di miliardari di un gruppo etnico è ovviamente "antisemita", nessuno fiata e si fa finta di non aver sentito niente...
( http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/150515#.TxKXlqVdwkk )

Oggi negli Stati Uniti un magnate dei casinò si compra di peso un candidato presidenziale, pagandogli l'intera campagna, managers, agenzie di pubblicità e spazi pubblicitari sui media e staff completo e il "suo candidato" in cambio promette che come Presidente degli Stati Uniti farà tutto quello che gli dice Netanyahu il quale è un grande amico di Adelson.

Questo Adelson però è un cittadino americano che non si comporta come un "americano", la cosa che gli interessa e che dichiara tranquillo è di utilizzare gli Stati Uniti per fare gli interessi della sua tribù in Medio Oriente.

Adelson è particolarmente aggressivo e sfacciato nel comprarsi il candidato e dichiarare cosa vuole in cambio dei suoi soldi, se senti le interviste e dichiarazioni di Gingrich con le associazioni sioniste o ebraiche sono imbarazzanti per come cerca di leccarli e dimostrare che è quell che merita i loro soldi. Altri sono più sottili, ma mica poi tanto: Bill Clinton ad un incontro pubblico organizzato dalla lobby di Israele (AIPAC) per raccogliere fondi elettorali dichiarò anni fa che "...se Israele fosse stato attaccato ....scenderò in trincea con il fucile per difenderlo" (!). Questo da parte di uno che non ha fatto il militare per gli Stati Uniti, è presidente degli USA e non di Israele e questo ultimo paese ha 200 testate nucleari per cui sono gli altri che si devono preoccupare... Ma per per strappare l'applauso (e i soldi) agli eventi organizzati da AIPAC, AJC e il resto della lobby israeliana in America i politici americani fanno a gara a chi promette di bombardare più paesi arabi o a chi tiene la bandiera di Israele in ufficio (come Sarah Palin come governatore dell'Alaska... immagina uno che visita il governatore dell'Alaska e trova che tiene la bandiera di Israele a fianco a quella USA).




CONCLUSIONE

Oggi i principali candidati e i politici eletti in America sono finanziati e controllati da un piccolo numero di miliardari e anche quando hanno soldi propri, come Mitt Romney, dipendono dai grandi mass media che sono controllati al 90% da sette-otto corporations. Mitt Romney non ha bisogno di soldi perchè è milionario, ma ha bisogno dei media che sono tutti se guardi in mano a gente con gusti simili ad Adelson. Per cui Romney dichiara ogni settimana che gli USA non sostengono abbastanza Israele e promette, ad esempio, che la sua prima visita all'estero come Presidente sarà in Israele.

E' un fenomeno ora diventato così patetico che diversi intellettuali ebrei ne sono imbarazzati, è come quando Netanyahu viene a Washington e lo fanno parlare a sessioni riunite del parlamento e si alzano cinquanta volte in piedi ad applaudirlo, ogni mezzo minuto un applauso come se fosse Fidel Castro all'Avana. Alla fine persino Tom Friedman sul NY Times in dicembre ha fatto un editoriale in cui ha scritto che "...Netanyahu deve sapere che lo applaudono così solo perchè sono comprati dalla lobby israeliana..."
( http://www.nytimes.com/2011/12/14/opinion/friedman-newt-mitt-bibi-and-vladimir.html?_r=1&ref=opinion )

E' tutto visibile, palese e allo scoperto se uno vuole leggere le notizie, chiaro che non se ne parla mai in TV in prima serata, ai telegiornali e sulle prime pagine del New York Times o Washington Post. E dato che i "grandi giornali americani" non ne parlano, poi anche il Corriere o Repubblica fedeli e obbedienti glissano sul fatto che che i candidati alla Presidenza degli Stati Uniti vengono letteralmente comprati per piegare la politica estera degli USA a quella di un altro stato in medio oriente (l'articolo di Friedman che era piuttosto clamoroso non è stato neanche ripreso dai media italiani).

Ma una volta che noti questo incredibile fenomeno poi si spiegano facilmente le guerre in Kuwait, Iraq, Afganistan, Libia, Yemen e il fatto che gli USA sono sempre in Medio Oriente nonchè l'11 settembre.

Se un miliardario di origine araba, cinese, russa o tedesca pagasse milioni per creare dal niente un candidato, finanziandogli l'intera campagna elettorale da cima a fondo e dichiarando che vuole qualcuno alla Casa Bianca che sostenga gli interessi dell'Arabia Saudita, della Cina, della Russia o della Germania forse la cosa creerebbe una sensazione. Ma parliamo qui di un gruppo intoccabile per cui queste cose avvengono sotto gli occhi di tutti e nessuno ne parla.

ohmygod
Inviato: 15/1/2012 15:11  Aggiornato: 15/1/2012 15:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 16/10/2007
Da:
Inviati: 3652
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
articolo
Qui stiamo mettendo alla sbarra i principi stessi del libero mercato
ohmygod
Cosa non vorrebbe dire? o anche cosa vorrebbe dire?

Redazione
E’ quello che dicono i repubblicani, che difendono il diritto di Mitt Romney di agire come ha fatto, quando era alla Bain Capital.

Ciò sarebbe il "cosa vorrebbe dire" del repubblicano
Ridicolo è stata la schiavitù a renderci perfetti!
Ridicolo che la schiavitù sia il frutto di una imperfezione irreale
Forse in questo anche il "cosa non vorrebbe dire" di un mio sconfinato disprezzo

berna85
Inviato: 15/1/2012 15:33  Aggiornato: 15/1/2012 15:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/1/2011
Da: Amsterdam
Inviati: 154
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Si forse sono un pò OT ma è appunto perche credo che non sia il capitalismo a distruggere se stesso ma lo statismo a distruggere se stesso e tutti gli altri con lui.

Il latte crudo è vietato negli stati uniti e se non sbaglio anche nella comunità europea. Attenzione non è vietato il latte crudo contaminato, ma siccome il latte crudo potrebbe essere contaminato allora è tutto fuori legge! La vedi la differenza? È in questo modo che lo stato inibisce la mia libertà.

E se il contratto non è onorato dalla controparte, che si fa ? Se non c'è uno stato superparters che amministra il diritto attraverso l'istituzione "tribunale" che garanzie ci sono che i contratti vengano onorati ?

Non ho detto di voler abolire lo stato, ma ridimensionarlo al suo ruolo di protezione contro aggressioni.

EDIT: io qui in Olanda pago un assicurazione malattia privata e ti assicuro che paragonato all'italia si sta molto meglio cosi. Con circa cento euro al mese ho tutto assicurato incluso il dentista, psicologo, agopuntura e massaggi ed il tutto senza le liste d'attesa italiane. La cosa che è importante capire è che tutti i servizi offerti dallo stato non sono gratis, le paghiamo noi. E preferisco pagare una ditta privata concorrente sul mercato libero che un monopolista impigrito dall'assenza di competitori.
OK ora sono proprio OT

Infettato
Inviato: 15/1/2012 16:57  Aggiornato: 15/1/2012 16:57
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Ciao, una mia considerazione sul titolo dell'articolo, per carità, ognuno è libero di utilizzare i termini che vuole e capisco che per molti direi anche quasi tutti il capitalismo è questo, da osservatore ritengo che il termine appropiato in modo corretto sia truffalismo, (va bene anche come sottotitolo). Come anche il termine speculazione, di per se non è scorretto, tutti noi siamo speculatori, il problema è se si esercita la speculazione utilizzando la giusta etica, non parlo neanche di leggi anzi è proprio grazie a queste che alcuni speculano come lo stesso Romney a danno della comunità . Pagare il prezzo più basso per un prodotto è una speculazione che rientra nel primo caso, prendere profitti socializzando le perdite ed i lavoratori coinvolti per me è una truffa. Imporre l'uso di una valuta è una truffa, i politici, in questo caso i candidati americani, sono troppo vicini ai poteri bancari per continuare il grande trasferimento di ricchezza con la gestione della moneta fiat. In questo caso Ron Paul è il solo che svela gran parte degli arcani commessi dalle banche centrali politici e banche commerciali.Se ricordo bene qualcuno ha scritto che Ron Paul non può vincere il suo interessere è solo far conoscere il suo punto di vista o qualcosa di simile, sono daccordo vincere oggi è impossibile far crescere le persone offrendo un punto di vista (per me condivisibile) alternativo che spieghi in modo corretto in che modo venga intrapresa la truffa economica e politica, e in quale modo si possa uscirne è essenziale. Quindi il documentario uscito mi da un gran piacere, non distrugge il capitalismo distrugge il truffalismo.

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
SuperFed
Inviato: 15/1/2012 17:23  Aggiornato: 15/1/2012 17:23
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/6/2011
Da: Città stressante nord Italia
Inviati: 168
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Infettato, stavo giusto pensando una cosa simile.

Sicuramente il capitalismo IN SALSA YANKEE degli ULTIMI ANNI sta divorando se stesso.

Ma direi di fare attenzione perchè il capitalismo puo' avere diverse declinazioni. C'è il capitalismo in salsa russa, in salsa indiana, in salsa cinese e quest'ultimo pare essere molto efficiente.

Il capitalismo, ripeto, è un fermento che non si cancella, si estende, perdura, puo' cambiare alcuni suoi aspetti, ma non scomparire. Tutto il blocco asiatico, dall'est europa fino a Vladivostock vi si è convertito e da quelle parti direi che indietro non si torna. E che dire delle novità dalla vecchia Cuba? Stanno facendo le prime aperture alla proprietà privata, giusto?

Attenzione a chi vede le cose dal centro degli USA perchè ogni giorno che passa sono sempre meno il centro del mondo e dire che il capitalismo americano si sta evidentemente avvitando su sè stesso non vuol dire che il capitalismo in blocco vada all'estinzione. Direi tutt'altro.

La bolla edilizia cinese, ad ora, mi sembra troppo poco per predire tracolli e sfracelli in Cina che siano anche lontanamente paragonabili a quelli dell'Occidente. A meno che non ci siano problemi completamente nascosti veramente gravi.

Onore a te Takuro Nakai genio incompreso dei manga[img align=right]
infosauro
Inviato: 16/1/2012 9:13  Aggiornato: 16/1/2012 9:13
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/5/2008
Da: questo mondo (credo)
Inviati: 2376
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Citazione:
INFOSAURO: Citazione:

Citazione:
Ci sono 2 cose che non mi tornano in questo articolo. I sondaggi nazionali dicono che la popolarità di Mitt Romney sta addirittura raggiungendo un nuovo picco, a parte quelli in South Carolina dove effettivamente sta precipitando, quindi la frase: Queste interviste sono state viste ormai da milioni di persone, ed hanno causato a Romney un danno probabilmente irreparabile, sembra per ora azzardata.


Il danno è a lungo termine. Romney vincerà la nomination (perchè ai repubblicani PIACE il falco finanziario) ma poi perderà le elezioni (perchè alla maggioranza degli americani NON PIACE il falco finanziario).

Citazione:
Secondo: che relazione c'è tra Gingrich e il video? Il sito linkato dice che il documentario non è stato finanziato da nessun candidato (si noti che io sono il primo a non crederci perché le ricerche e le interviste non sono gratis), perciò qual è il ruolo di NG in tutto questo?


Tutte le pubblicità negative sono prodotte dai Superpac, che sono un’invenzione ipocrita per permettere ai candidati di insultarsi a vicenda senza metterci sotto il proprio nome.

Ok, grazie, ho trovato anche questo video che "spiega" i superpac.

"It's just a ride"
William Melvin "Bill" Hicks, l'ultimo degli hippy, il primo dei complottisti (a comparire in TV).
Pispax
Inviato: 18/1/2012 1:55  Aggiornato: 18/1/2012 2:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/3/2009
Da:
Inviati: 4685
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Articolo molto bello Massimo.
Complimenti.



berna85

Citazione:
Il libero mercato si basa semplicemente sul libero scambio di beni fra persone e ovviamente sulla possibilità di accumulare tali beni e di considerarli propri, capitalismo e proprietà privata.


La cosa è più complessa di come la dici tu.
Intanto "la possibilità di accumulare tali beni e di considerarli propri, capitalismo e proprietà privata non è una prerogativa del "libero mercato". Quello è un principio di ordinamento (politico) sociale che più o meno ogni civiltà ha portato avanti (anche perché la proprietà era sopravvivenza); mentre il "libero mercato" è solo quel sottoinsieme dell'economia che permette di calcolare bene, a costo zero e in modo efficente prezzi e costi dell'attività produttiva e commerciale.
Stop.
Non carichiamolo di valori che non ha.

Ti ricordo inoltre che il "libero mercato" proprio secondo Smith è si una cosa che porta notevoli benefici alla collettività, ma lo fa in modo del tutto involontario e malinteso.






Citazione:
Quando lo stato ha il potere di regolare tali scambi e di imporre regole arbitrariamente si aprono le possibilità per le lobby di fare pressioni per avere dei privilegi speciali che tutti gli altri non possono avere. Ecco creati i così detti poteri forti, il matrimonio fra stato e corporazioni, ed ecco che si spiega la lotta fra frazioni politiche tutte intente ad avere la possibilità di erogare concessioni alle aziende predilette.

Cosa cè di cosi malvaggio nella libertà?


Che è come dire che siccome in bagno c'è una mattonella rotta, tanto vale demolire la casa.
Quello che dici tu è sicuramente vero: ma il truccare le carte a proprio vantaggio rientra nella definizione di "capitalismo selvaggio". Unito alla completa perdita di ogni tipo di valore che non sia il valore economico, questo è l'elemento che lo definisce.
E spero che sia proprio questo l'elemento che schiaccerà Romney.

Però vorrei sapere, se puoi, cosa prevede la "libertà del libero mercato" in caso di:

1) inquinamento
2) abuso di posizione dominante
3) cartello di prezzi
4) pubblicità ingannevole
5) vendita di prodotti tossici/nocivi
6) manipolazione delle informazioni economiche

Queste sono tutte cose dove la perfida ingerenza dello Stato indubitatamente "altera" in modo consistente la libertà del Mercato.
(Oppure, in modo molto più banale: 6) giardinetti pubblici)

Purtroppo negli ultimi tempi non ho molto tempo per stare al computer e quindi non mi dilungo in ulteriori esempi.






EDIT:

Citazione:
io qui in Olanda pago un assicurazione malattia privata e ti assicuro che paragonato all'italia si sta molto meglio cosi. Con circa cento euro al mese ho tutto assicurato incluso il dentista, psicologo, agopuntura e massaggi


Compreso il dentista?
PIU' tutto il resto dell'assistenza medica?
MI sembrano troppo pochi per un'assistenza completa.
La cosa mi incuriosisce. Potrei avere qualche dettaglio in più?
(Va bene anche un link, purché non sia in olandese )

berna85
Inviato: 19/1/2012 1:51  Aggiornato: 19/1/2012 2:02
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/1/2011
Da: Amsterdam
Inviati: 154
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
Ciao Pispax,

quello che intendevo dire è che l'unica maniera di assicurare che la proprietà privata sia veramente tale, cioè inviolabile, è nelle condizioni del libero mercato.

Tutti i punti da te elencati avvengono già oggi e avvenivano persino nei paesi socialisti quindi non vedo il nesso con il libero mercato. Si è vero che scenari come quelli elencati non spariranno del tutto ma non vedo perchè dovrebbero peggiorare.

Riguardo la pubblicità ingannevole in specifico vorrei dire qualcosa. Innazitutto non lo ritengo morale di manipolare la gente, secondo alla fin fine la scelta di acquistare on no quel prodotto non mi viene imposta. L'attributo umano per eccelenza è infatti la libera volontà. Si qualcuno mi può convincere di cambiare idea, ma questo è pur sempre un meccanismo interno.
La pubblicità è pubblicità e come tale devo trattarla, inutile aspettarsi un servizio di informazione sui prodotti, che esistono su internet e sono molto più utili per orientarsi. Proteggere la signora credulona non è un bene neanche per lei, magari rimanendo fregata una volta imparerà qualcosa, la spingerà a scegliere un prodotto migliore etc.

Da come la vedo io la volontà di guadagnare (imprenditori) è come l'acqua percorre sempre la strada con meno resistenza. Creando dighe qua e la per cercare di correggere il corso l'acqua si accumula (cartelli, lobby etc.) fino a che non travasa e continua per la sua strada. Alla fine l'acqua arriva sempre a valle ma senza dighe e altri ostacoli la distruzione al paesaggio rimane minima.



Riguardo l'assicurazione, si è una assistenza completa incluso heli-ambulanza, sala operatoria e vari interventi chirurgici. il dentista è parzialmente coperto, ovvero i primi 150 euro li devo pagare e le spese seguenti sono coperte al 70%.
dopo ti trovo il link

PS:
Unito alla completa perdita di ogni tipo di valore che non sia il valore economico, questo è l'elemento che lo definisce.

Concordo con te che l'aspetto economico non è che una piccola parte, irrilevante sotto certi aspetti, dell'umanità. Ma forzando le proprie morali sugli altri cosa cambierebbe? Renderebbe d'avvero quelle persone "buone"? Le leggi si dovrebbero fermare la dove incomincia quella zona soggettiva della morale.

Pispax
Inviato: 20/1/2012 0:18  Aggiornato: 20/1/2012 0:18
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/3/2009
Da:
Inviati: 4685
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
snoopy


Citazione:
Rick Perry sara' il nuovo presidente americano .


SNOOPY


Si ritira Rick Perry: «sosterrò Gingrich
è lui il conservatore di cui abbiamo bisogno»


Meno di 4 giorni.
Quando si dice la tempestività...

Pensoso
Inviato: 22/1/2012 19:05  Aggiornato: 22/1/2012 19:05
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/8/2009
Da:
Inviati: 436
 Re: Quando il capitalismo distrugge sè stesso
ho l'impressione che, ma non solo in USA, gente che ha avuto il pelo sullo stomaco, o il tornaconto, per votare i candidati Repubblicani, e spesso anche Democratici, del passato continueranno tranquillamente a votare Romeny anche se si scoprisse essere Jack The Ripper redivivo , o colui il quale ha messo le corna a tutti loro, oltre che avergli fatto perdere il lavoro, la casa, la macchina ecc...

oltretutto l'alternativa è Santorum o Gingrich... ed alla fine Obama, ossia, a quanto mi insegnate (?), il male in persona, celato dietro la maschera buonista

(uso non improprio di firma)

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