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Medicina : Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Inviato da Redazione il 8/12/2009 7:20:00 (14259 letture)

Le nuove frontiere della marijuana medica

Nel 1964 lo scienziato Raphael Mechoulam riuscì ad isolare il THC, il composto psicotropico della marijuana responsabile per il noto senso di euforia provato da chi la fuma, ma fino alla metà degli anni ’80 – come racconta lui stesso - nessuno era ancora riuscito a capire come facesse il THC ad interagire con il corpo umano. Fu solo con la scoperta dei cosiddetti “endocannabinoidi” che fu stabilita una diretta relazione fra la marijuana e gli effetti che provoca nel nostro corpo, grazie alla capacità di molti suoi composti di “legarsi” chimicamente ad una serie di ricettori presenti in molte delle nostre cellule, soprattutto nel cervello. (Ricettori CB1 e CB2, per gli esperti).

Gli endocannabinoidi sono una serie di composti chimici prodotti dal nostro organismo, con una vasta gamma di funzioni di primaria importanza, che replicano in modo assolutamente speculare i composti – detti appunto cannabinoidi – presenti nella pianta di cannabis.

Questa apparente “casualità”, propostaci dalla natura, sembra celare la chiave di un rapporto millenario, ancestrale, ...

... fra la pianta e l’uomo, che potrebbe portare alla cura di una tale quantità di malattie da rendere del tutto inutile l’industria farmaceutica dall’oggi al domani.


Massimo Mazzucco

Il video originale è stato rimosso, per evitare la diffusione di uno spezzone altamente incompleto. Verrà sostituito appena possibile con la versione definitiva. (Si tratta del capitolo sugli endocannabinoidi, dal film sulla marijuana in preparazione).

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
jerimum
Inviato: 8/12/2009 10:10  Aggiornato: 8/12/2009 10:10
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/1/2006
Da: Modena
Inviati: 249
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Great! è da tempo che cercavo qualcosla sulla cannabis medica, i pochi documentari che ho visto non mi hanno soddisfatto, e nessuno finora ha saputo spiegare il perchè di effetti cosi benevoli. Potrebbe esserre un medicinale dalle grandi potenzialità, se solo si facessero ricerca e sperimentazione in maniera seria.

Quanto alla cannabis per utilizzo ludico, la prima cosa da fare sarebbe di toglierla dalle mani della criminalità organizzata e lasciare al cittadino la liberta di coltivarsi le proprie piante. E servirebbe anche educazione per usarla nella maniera giusta e la massima serietà nella regolarizzazione del prodotto.

Se poi un giorno vuoi fare un film sulla falsa riga di SUPER HIGH ME io mi offro per il ruolo di protagonista !

"Accominzamo, con nova promissa, sta gran sulenni pigliata pi fissa!"
La paura di Montalbano, Camilleri
Freeanimal
Inviato: 8/12/2009 11:38  Aggiornato: 8/12/2009 11:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 17/5/2009
Da: Codroipo (UD)
Inviati: 705
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Notizie come questa fanno aumentare il senso d’impotenza che il singolo ha nei confronti delle industrie farmaceutiche: siamo nelle loro mani, riescono a manipolarci, chimicamente e mentalmente, come più gli fa comodo. Forse la demonizzazione della Cannabis è iniziata in America nel secolo scorso, ad opera di Dupont, Rockefeller e Hearst, che hanno dato una svolta alle merci e ai consumi della società occidentale. Negli stati cosiddetti canaglia, dove ora si combatte, la sigaretta di cannabis è considerata normale, e forse è in questa refrattarietà degli arabi a non volersi uniformare agli usi e costumi dei bianchi, a non lasciarsi allegramente globalizzare, una delle ragioni per cui l’America gli ha dichiarato guerra. La presenza di endocannabinoidi mi ricorda le endorfine, cioè quel sistema di anestesia di cui l’organismo animale è dotato, che entra in funzione in situazioni di trauma violento. Molte vittime di omicidio, grazie alle endorfine, muoiono con il sorriso sulle labbra. Endorfine e endocannabinoidi dimostrano che c’è un’antica relazione tra il nostro corpo (e quello degli altri animali) con il mondo esterno. Siamo figli della Terra, più che delle stelle. E siamo anche imparentati con le altre specie terrestri. Intanto, la demonizzazione della Cannabis continua ininterrotta, come si può leggere qui:

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=83403&sez=NORDEST

sitchinite
Inviato: 8/12/2009 12:01  Aggiornato: 8/12/2009 12:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/6/2007
Da: Roma - Pomezia
Inviati: 3270
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Molto bello e interessante... mi pare di dedurne quindi che la cannabis NON fumata ma assunta in qualche altra maniera abbia effetti curanti nei confronti del cancro.
Gli studi che invece correlano la cannabis con l' aumento dei tumori evidenziano che questo effetto dannoso c' é quando la cannabis viene fumata, e principalmente dal benzopirene che si forma nella combustione.
Io aspetto di vedere tutto il documentario finito, spero che contenga gli studi provenienti dai due filoni di ricerca.

PikeBishop
Inviato: 8/12/2009 14:01  Aggiornato: 8/12/2009 14:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Citazione:
Gli studi che invece correlano la cannabis con l' aumento dei tumori

Sono delle puttanate volutamente fuorvianti.

Il benzopirene si sviluppa dalla combustione di praticamentequalsiasi cosa, dal tabacco al gasolio, dai rifiuti al legno.
Percio' sarebbe esatto dire che e' il fumo ad essere dannoso e, viste le proporzioni dei combustibili in uno spinello, probabilmente la cannabis attenua addirittura gli effetti cancerogeni del tabacco - il principale combustibile dello spinello - fumato con essa, specie quando si usi una pipa ad acqua che diminuisca la temperatura del fumo inalato.

Il resto e' voluta disinformazione di regime che fa capolino anche su queste pagine con inquietante regolarita'.

Chiaramente se si e' un minimo furbi la cannabis la si assume in altre maniere che oltretutto sfruttano meglio le potenzialita' della pianta, sia ludiche che terapeutiche.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
totonno
Inviato: 8/12/2009 14:11  Aggiornato: 8/12/2009 14:11
Ho qualche dubbio
Iscritto: 6/3/2007
Da:
Inviati: 93
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Bravo Massimo tutto giusto e molto interessante , c'è molta gente che sostiene l'uso della cannabis a scopo terapeutico , cosi come ci sono molti scienziati e medici che concordano con questa tesi.Ma caro Massimo restiamo sempre quattro gatti che , dalla massa lobotomizzata , vengono presi per matti , per non parlare dei nostri cari politici sempre pronti a criminalizzare chiunque osi toccare l'argomento , basta ricordare cosa è successo al povero Cucchi solo perchè possedeva un pugno di cannabis !!!!!

titusnefasto
Inviato: 8/12/2009 14:13  Aggiornato: 8/12/2009 14:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/5/2004
Da: daumpa
Inviati: 417
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Chiaramente se si e' un minimo furbi la cannabis la si assume in altre maniere che oltretutto sfruttano meglio le potenzialita' della pianta, sia ludiche che terapeutiche.

ottima erba aromatica, con le uova ci sta da dio

dove ci sono dei grassi, la signora, ci sguazza a piacere.

alfridus
Inviato: 8/12/2009 19:58  Aggiornato: 8/12/2009 20:04
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/4/2007
Da: Lugoj, Romania
Inviati: 120
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Caro Massimo,
questo nuovo filone d'inchiesta ti porta dritto dritto a BigPharma, e da questa alle industrie chimico-farmaceutiche, che fanno capo a quelle petrolchimiche e delle droghe (tabacco compreso), cioé al NWO ed a quei -pochi e ristetti- gruppi di potere che tirano le fila dagli anni cinquanta a venire ad oggi.
Due considerazioni.
La prima è che abbiamo scoperta l'acqua calda, ciò che conferma che ormai siamo ridotti ad un popolo di decerebrati, grazie al martellamento dei media, alla corruzione delle pubbliche amministrazioni... ed alla cinica incoscienza di chi crede di poter distruggere il mondo riuscendo a preservarne quella piccola parte indispensabile al benessere dei propri discendenti: e questo dà l'esatta misura della completa follia di chi ci sta spingendo nel baratro di un disastro planetario.
La seconda riguarda la perfetta inutilità di mettersi ancora a gridare "Al lupo, al lupo!" da qualsivoglia piazza, balcone o pulpito; perchè ormai, chiunque lo volesse davvero, HA LA POSSIBILITA' di sapere tutto questo, e molt'altro, semplicemente navigando in Internet facendosi intelligentemente guidare dai link lungo il sentiero della conoscenza. Invece, quel che è grave, sembra che qualcosa, o qualcuno, sia riuscito ad ottenebrare le capacità intelletive dell'attuale popolazione, senza via di ritorno da una condizione di alienazione che conduce all'IMMOBILITA' più assoluta.
Migliaia di discussioni, centinaia di migliaia di blog, una cacofonia globale di querelle, ma nessuna iniziativa, e neanche alcuna proposta sensata sul come combattere l'idra...
E' questo, non altro, ciò che ancora ferma il braccio del vero potere dei popoli dal dare inizio alla necessaria rivoluzione, con morti e sangue abbondantemente versato a sconto della nostra ignavia che ha lasciato che tutto ciò accadesse, fino al punto in cui ci troviamo adesso.
Non mi piace la guerra, e tanto meno la rivoluzione; per carattere, e cultura, le mie preferenze vanno alla evoluzione, verso un mondo migliore, cioè semplicemente più equo - si dice anche giusto, ma non uso questo termine perché in realtà significa "secundum ius, secondo la legge"; ed al momento non mi sento di sottoscriverne alcuna.
Sono decenni che l'umanità appare come una frotta di bambinelli dell'asilo che si muovono in giro disordinatamente per l'impaccio della cacca nelle mutandine, e c'è chi se ne sta profittando. Compreso questo, c'è poco altro da dire, se non che occorre tirarsi su le maniche e dare una bella ripulita.

doct.alfridus
--------------------------------------
...se il Padreterno ci ha creati a sua immagine e somiglianza... bhe', c'e' da rifletterci!

[ Andiamo sempre più giù, più giù... Qualcuno deve aver tirata la catena! ]
Trimegisto
Inviato: 8/12/2009 20:21  Aggiornato: 8/12/2009 20:21
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/11/2004
Da: San Francisco
Inviati: 119
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Massimo, se hai bisogno di intervistare un "tossico" che possiede una Cannabis Card regolarmente rilasciata ed accettata in tutta la California fammi sapere, eh

Ottenuta per placare in modo "alternativo" alcuni dolori alla schiena dopo che all'ospedale mi avevano prescritto i soliti cocktails di antidolorifici ed antinfiammatori, ad un costo di $90 di visita medica, la Card mi ha permesso di accedere non solo alla marijuana ma a tutta la serie di prodotti che da essa si possono ricavare.

Quindi, in modo del tutto legale e civile [se non contiamo i soldi della marchetta del dottore, ma siamo all'inizio e va bene cosi'], posso accedere ad una selezione di piante coltivate biologicamente a prezzi che variano dai $3 ai $18 al grammo, estratto di thc, prodotti alimentari con cannabis, oli, tisane o semplicemente il principio attivo in pillole e altre forme.

Da due anni a questa parte non mi curo altro che con vitamina D3, cannabis e altri integratori se non riesco ad assimilare vitamine e nutrienti dalla dieta.

In merito alle proprieta', confermo tuto quello che viene detto nel filmato piu' tutto quello che son sicuro verra' col resto

Altre 2 considerazioni: da quando la cannabis e' stata legalizzata per uso medico, lo "spaccio" a San Francisco, al di fuori delle cooperative legalmente autorizzate a vendere, non e' piu' in mano alla grossa criminalita' ma e' "gestito" da piccoli coltivatori o persone meno abbienti che rivendono a prezzo maggiorato quanto aquistato al cannabis store. E' vero, pero', che bisogna imparare a conoscere la sostanza, ed il rischio - connesso strettamente all'illegalita' della sostanza stessa - e' quello di un abuso che, se da un punto di vista fisico non comporta danni apprezzabili, da quello sociale rischia di inibire le facolta' volitive e motivazionali. Se l'approccio alla cannabis fosse socialmente accettato, tollerato, anzi, incoraggiato, probabilmente gli eccessi diminuirebbero proporzionalmente.

A proposito, i dolori alla schiena sono cessati ed al secondo anno il dottore mi ha rinnovato la carta sulla base dei benefici secondari che gli ho descritto; un uso sociale e moderato di marijuana fa solo che bene sia al corpo che allo spirito... e la mente ci sguazza.

"Everything has Beauty, but not everyone sees it."
Confucius
Redazione
Inviato: 8/12/2009 21:30  Aggiornato: 8/12/2009 21:45
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
JERIMUM: Citazione:
se solo si facessero ricerca e sperimentazione in maniera seria.
La stanno facendo, nonostante tutto. E i risultati, come vedrai, sono sconvolgenti.

***

SITCHINITE: Citazione:
Molto bello e interessante... mi pare di dedurne quindi che la cannabis NON fumata ma assunta in qualche altra maniera abbia effetti curanti nei confronti del cancro.
L’effetto anti-cancro ce l’ha comunque, che sia fumata, ingerita o vaporizzata. Ormai è dimostrato anche clinicamente.

Citazione:
Gli studi che invece correlano la cannabis con l' aumento dei tumori evidenziano che questo effetto dannoso c' é quando la cannabis viene fumata, e principalmente dal benzopirene che si forma nella combustione.
Temo che tu ti sbagli. Una decina di anni fa Tashkian fece uno studio in cui dimostrò non solo la assoluta mancanza di correlazione fra tumori e cannabis, ma riscontrò addirittura una diminuzione dei tumori in chi fumava marijuana rispetto a chi non fumava nulla del tutto.

***

PIKEBISHOP: Citazione:
la cannabis attenua addirittura gli effetti cancerogeni del tabacco
Come appena detto, confermo.

Citazione:
se si e' un minimo furbi la cannabis la si assume in altre maniere
Da quel che ho capito (io non fumo), fumata/vaporizzata arriva subito al cervello, ma l’effetto dura poco, mentre ingerita ci mette di più ad andare in circolo, ma l’effetto persiste anche più a lungo.

Essendo i cannabinoidi della famiglia dei lipidi (grassi), se va nel cervello il THC si attacca subito ai ricettori, mentre se va in giro nel corpo la marijuana "si appiccica" un pò dappertutto, negli organi, e poi si scioglie lentamente.

Chi ha dolori, quindi, la fuma, perchè ha effetto immediato, chi invece ha problemi di insonnia, ad esempio, si mangia un biscottino della nonna prima di andare a dormire. (Se ne mangia due o tre, al mattino ci vogliono le badilate per tirarlo giù dal letto ).

La cosa incredibile è che è IMPOSSIBILE andare in OD. In 4.000 anni non è mai morto nessuno a causa della marijuana.

***

TOTONNO:Citazione:
Ma caro Massimo restiamo sempre quattro gatti che , dalla massa lobotomizzata , vengono presi per matti , per non parlare dei nostri cari politici sempre pronti a criminalizzare...
Secondo me stiamo per assistere ad uno dei più grandi, rapidi e spettacolari voltafaccia nella storia dell’umanità.

***

ALFRIDUS: Citazione:
Migliaia di discussioni, centinaia di migliaia di blog, una cacofonia globale di querelle, ma nessuna iniziativa, e neanche alcuna proposta sensata sul come combattere l'idra...
Come conferma anche Trimegisto, qui in California è in corso una vera e propria rivoluzione. Calcola che ci sono già in giro le petizioni per legalizzarla del tutto, altro che uso medico.

E siccome la California è sempre stata il precursore di tutte le rivoluzioni culturali...

peonia
Inviato: 8/12/2009 22:04  Aggiornato: 8/12/2009 22:04
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Molto interessante, speriamo che presto venga adottata per la terapia del dolore, oltre che terapeuticamente...
Spero anche che presto la ricerca scientifica possa fare a meno di cavie animali....
Posso condividerlo su Facebook?

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Redazione
Inviato: 8/12/2009 22:43  Aggiornato: 8/12/2009 22:43
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
PEONIA: Certamente, come no.

Lezik85
Inviato: 8/12/2009 23:01  Aggiornato: 8/12/2009 23:06
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/4/2009
Da: Freedonia
Inviati: 1463
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Citazione:
La cosa incredibile è che è IMPOSSIBILE andare in OD. In 4.000 anni non è mai morto nessuno a causa della marijuana.


Per esempio, uno dei più autorevoli testi di medicina dice chiaramente che - a parte il rischio di overdose non-intenzionale, di reazioni avverse a contaminanti (“tagli”), di infezioni dovute a mancanza di igiene nella preparazione o nell’iniezione della sostanza (tutti problemi dovuti al mercato nero) - gli oppioidi di per sè sono “sorprendentemente non tossici anche quando sono usati quotidianamente ad alte dosi per molti anni” (C.P.O’Brien in: Cecil Textbook of Medicine, 20th ed., W.B. Saunders 1996, p. 52).

In più uno studio sugli endocannabinoidi:

http://www.neurologiaonline.net/index.php?show=11697&pageNum=1

PikeBishop
Inviato: 8/12/2009 23:07  Aggiornato: 8/12/2009 23:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Citazione:
Chi ha dolori, quindi, la fuma, perchè ha effetto immediato,

Ma se si VAPORIZZA e' molto meglio da ogni punto di vista: non c'e' proprio bisogno di fumarla.

In ogni caso anche il GREEN DRAGON alcolico va in circolo abbastanza velocemente.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
alfridus
Inviato: 8/12/2009 23:46  Aggiornato: 8/12/2009 23:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/4/2007
Da: Lugoj, Romania
Inviati: 120
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
REDAZIONE:
"ALFRIDUS: Citazione:

Migliaia di discussioni, centinaia di migliaia di blog, una cacofonia globale di querelle, ma nessuna iniziativa, e neanche alcuna proposta sensata sul come combattere l'idra...

Come conferma anche Trimegisto, qui in California è in corso una vera e propria rivoluzione."


Di una rivoluzione in California non abbiamo bisogno; credo in ogni caso che sia insufficiente, anche se fosse realizzabile.

In realtà, credo che una strada percorribile possa essere quella suggerita (ripetutamente) dal dottor Barnard [http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=61]:

"...per arginare una macchina mostruosa di queste dimensioni e di questa potenza, c’è una sola strada:

- Studiarla a fondo.

- Formarci in un esercito di attivisti compatto, disciplinato.

- Capire che cosa, in questo periodo della Storia, innesca il cambiamento, quale vettore, quale tipo di interazione umana. Individuare queste chiavi di svolta con precisione, così come si isola una molecola benefica.

- Studiare di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione del mondo della GENTE COMUNE.

- Studiare i metodi per rendere la comunicazione gradevole ma penetrante.

- Diffonderci nei luoghi della gente comune, implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante usando quei metodi attentamente studiati.

- Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsor ‘illuminati’ capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto.

- Sapere che è una strada in salita, poiché si tratta di invitare milioni di persone a scelte impopolari, a rinunce, a mutazioni di stili di vita importanti, e a saper vedere però la convenienza finale di un mondo più in equilibrio.

- Mettere da parte le differenze che separano i nostri gruppi che formano il Movimento, cioè rinunciare ai nostri individualismi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile di attivisti al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse e i metodi di cui sopra. Cioè cambiare il consenso dei popoli, verso la rinascita del primato del Bene Comune. Per un mondo finalmente più giusto.

Non c’è altra strada. Non c'è."

Ovvero, copiare la semplice ed efficace strategia della controparte: combattere con le armi dell'avversario, senza tentennamenti ed illusioni. Sono spiacente se qualcuno non gradisce Barnard; però è l'unico che ho trovato a suggerire una strategia almeno altrettanto valida quanto quella messa in atto da quanti devono essere ora abbattuti.

Ne va della nostra -e di chi ci seguirà- vita equa da cittadini liberi... ed io non sono un catastrofista, ma Un Ottimista Con Esperienza.

Ora sta ai Geni presenti proporre qualcosa di realizzabile ed anche efficace, e diverso da tutto ciò... se possibile.

doct.alfridus
--------------------------------------
...se il Padreterno ci ha creati a sua immagine e somiglianza... bhe', c'e' da rifletterci!

[ Andiamo sempre più giù, più giù... Qualcuno deve aver tirata la catena! ]
Redazione
Inviato: 9/12/2009 1:42  Aggiornato: 9/12/2009 1:44
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
ALFRIDUS: Se dovessimo dare ascolto a Barnard saremmo ancora qui a cercare di capire come hanno fatto a cadere le Torri Gemelle. ("Organizziamoci, ma con mooooolta calma, mi raccomando, e senza agitare troppo la barchetta").

A parte il "dottore" che non doce (casomai nuoce), ma non capisco perchè "non ci sia bisogno" della rivoluzione che sta avvenendo in California (suppongo ovviamente che tu sappia di cosa sto parlando).

Stiamo andando verso la legalizzazione totale.

spettatore
Inviato: 9/12/2009 8:07  Aggiornato: 9/12/2009 8:07
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da:
Inviati: 883
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Molti anni fa, lessi che alcuni scienziati e ricercatori, coordinati dal prof. Gallo, scoprirono che l'interleukina 2 (Ik2) era un potente anti cancerogeno, in quanto "smontava" la rete di vasi sanguigni che il tumore creava per la sua sopravvivenza. Subito iniziarono la produzione chimica e la sperimentazione, dimenticando che l'interleukina viene prodotta dall'organismo umano......ridendo! Proprio così, ridere produce interleukina 2 !!! Adesso, dopo aver visto il video della signora che si sganascia dalle risate dopo l'assunzione di THC, comprendo quanto la risata sia pericolosa per big-pharma, il potere politico, il potere religioso, il potere finanziario ecc. Una risata li seppelirà !!!


Lo spettatore

P.S. Grazie Massimo! Un lavoro egregio!!

Citazione:
Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza.
Kingu
Inviato: 9/12/2009 8:27  Aggiornato: 9/12/2009 8:27
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/11/2008
Da: Treblinka
Inviati: 302
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
ottimo articolo come sempre.
vorrei sapere se esiste una relazione tra gli effetti benefici ed il fatto che è illegale. OVVIAMENTE conosco la risposta ma sarebbe bello discutere anche su questo particolare. cosa spinge questi individui a non volere il bene comune. non credo che sia solo per un aspetto economico.

spettatore
Inviato: 9/12/2009 10:22  Aggiornato: 9/12/2009 10:22
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da:
Inviati: 883
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Dimenticavo.....quando alcuni anni fa, dopo studi sui maiali, venne identificato il recettore per il THC nel cervello umano, esso venne chiamato "anandamide" da ANANDA, che in sanscrito vuol dire BEATITUDINE.


Lo spettatore

P.S. @ pikebishop: ottimo il Green Dragon !!!!

Citazione:
Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza.
Redazione
Inviato: 9/12/2009 10:36  Aggiornato: 9/12/2009 10:40
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
KINGU: "cosa spinge questi individui a non volere il bene comune. non credo che sia solo per un aspetto economico."

Il "bene comune" per molta gente è un male, perchè non è il "proprio" bene personale. Si chiama egoismo.

E l'aspetto economico non è che la misura pratica di quell'egoismo.

Lo sai quanta gente in America vota repubblicano solo "perchè i soldi che mi sono guadagnato io col cazzo che devo dividerli con gli altri"?

Fu Reagan ad inventare quel concetto, togliendo il senso di colpa all'egoismo, ed ottenne un successo strepitoso.

InFlames
Inviato: 9/12/2009 10:44  Aggiornato: 9/12/2009 10:44
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 300
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
E' la pianta a misura d'uomo, se non fosse per lei (giuro) sarei ancora a credere che gli States sono il miglior paese del mondo e che portano la democrazia. Anni di lavaggio del cervello buttati via in una sera grazie a mary e ad un amico.
Sembrerà assurdo ma è così, apre la testa e non la fa più richiudere.

Tutto sarà rivelato
Redazione
Inviato: 9/12/2009 10:45  Aggiornato: 9/12/2009 10:45
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
SPETTATORE: Yes, Anandamide. Vedo che te ne intendi.... (di beatitudine, ovviamente ).

Mi piacerebbe sentire qualche biologo, biochimico o esperto in botanica, per cercare di capire la faccenda della compatibilità fra cannabinoidi e ricettori umani, che io trovo strabiliante.

Come dice Mechoulan, l'organismo non crea ricettori "perchè là fuori c'è una pianta che produce quel composto chimico". Ma allora, come è avvenuto il fatto?

InFlames
Inviato: 9/12/2009 10:47  Aggiornato: 9/12/2009 10:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 300
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Piccolo OT: su comedonchisciotte c'è un arrticolo che parla dell'aumento di militari sul suolo americano, circa 1 milione di unità, contro una probabile guerra civile negli States.

Tutto sarà rivelato
Dipende
Inviato: 9/12/2009 11:23  Aggiornato: 9/12/2009 11:23
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/10/2006
Da:
Inviati: 101
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
La molecola endocannabinoide (che è un acido arachidonico) è sostanzialmente diversa dalla molecola del cannabinoide a livello di struttura, ma entrambi si legano a dei recettori comuni (CB1 e CB2)
I CB1 sono presenti in molte parti del cervello, i CB2 in svariate parti del corpo, ma soprattutto nel sistema immunitario)
La funzione degli endocannabinoidi, oltre ad essere ancora non tanto chiara, è notevolmente polivalente.
Ci sono recettori in talmente tanti posti, che le interazioni sono molteplici.
Quando per la prima volta i dottori Raphael Mechoulam e Herbert Schuel individuarono il recettore specifico del THC nell’organismo umano, come prima cosa pensarono: “vuoi vedere che l’uomo in tempi atavici, si difendeva come una pianta…e produceva cannabinoidi?” Poi in seguito si accorsero che quel recettore era li, per un acido che il nostro organismo produce e che serve a regolare un mucchio di cose.
In seguito fu chiamato Anandamide…come lo spettatore ha fatto notare.
Da qui nasce un’intensa ricerca sul sistema endocannabinoide umano.
Si scopre che tutti gli esseri viventi, escluso gli insetti, hanno un sistema endocannabinoide (anche i ragni lo hanno)
Si scopre che è una delle prime interazioni chimiche che avvengono nell’organismo umano, i cannabinoidi danno l’impulso al neonato per alimentarsi…l’istinto di succhiare…
Si scopre che anche il cacao ha anandamidi.
Si scopre che gli endocannabinoidi svolgono un ruolo prevalentemente di equilibrio.
Quando siamo lucidi, in situazioni normali, i nostri neuroni, sono praticamente acquietati dal sistema endocannabinoide. Questo serve al controllo e dosaggio dell’energia. Mo’ vi spiego. Quando arrivano informazioni al nostro cervello, i nostri neuroni vorrebbero sempre eccitarsi come se fosse tutto una novità…anche se le informazioni derivano da una cosa che abbiamo visto un mucchio di volte, ai neuroni non importa…devono fare baldoria…e qui subentrano gli endocannabinoidi che subdolamente “addormentano” l’eccitazione. Lo fanno soprattutto perché sarebbe uno spreco di energia inutile per l’organismo.
Quando ci facciamo una canna i cannabinoidi che, come abbiamo visto, condividono gli stessi recettori degli endocannabinoidi, impediscono a questi ultimi di fare il loro lavoro, usurpandone il recettore. Cioè l’endocannabinoide trova il posto occupato e i neuroni sono liberi di divertirsi.
Da qui lo “sballo” cioè quella sensazione di euforia.
Ma non solo, tutta questa euforia provoca un dispendio di energia, che poi misto all’interferenza che endo/cannabinoidi hanno sull’appetito e la gratificazione, ti provoca la famosa “fame chimica”.
Un altro aspetto importantissimo degli endocannabinoidi è quello di regolare la troppa irruenza dei nostri difensori. A volte il nostro organismo, per affrontare un problema, si lascia prendere la mano e spesso combina più guai, il sistema endocannabinoide regola anche questo.
La maggioranza degli studi sono stati fatti in Israele (grazie a Mechoulam) appena trovo i link ve li posto.
Il discorso è lungo…ci sono tante cose da dire…

Per ora vi lascio un’intervista fatta al papà del THC…

Quattro chiacchiere sull'anandamide
Intervista a Raphael Mechoulam e Herbert Schuel
Boulder Weekly, 6 Febbraio 2003
Mai sentito parlare di uno 'sballo naturale'? Be', è saltato fuori che siamo tutti quanti un pochettino 'sballati' di continuo, sia che fumiamo o no marijuana. In effetti, i piaceri che ci provengono da marijuana, sesso e cioccolato hanno in comune analoghe reazioni chimiche nel cervello. In questo stesso momento, è presente nel vostro cervello e nel vostro corpo una sostanza ad azione fisiologica simile al THC, o delta-9 tetraidrocannabinolo: il componente della marijuana che fa 'sballare' gli utilizzatori.
Gli scienziati che nel 1992 hanno scoperto questa sostanza naturale che somiglia al THC, guidati da Raphael Mechoulam dell'Università Ebraica di Gerusalemme, l'hanno chiamata "anandamide", dal termine sanscrito per estasi, "ananda". Le molecole di THC, scoprì Mechoulam, possono legarsi facilmente agli stessi recettori cerebrali delle anandamidi; ma il THC dura più a lungo, saturando i centri cerebrali del piacere e provocando, almeno negli utilizzatori principianti, sensazioni di leggerezza mentale e fisica e quasi di estasi.
Da quasi 30 anni, sono i ricercatori ebrei a dominare nella ricerca mondiale sulla marijuana e sul perchè produce uno sballo se fumata. Il Dott. Mechoulam e la sua controparte all'Università`di Buffalo, Herbert Schuel, hanno spiegato a Boulder Weekly come e perchè la maggior parte delle persone sia in sballo la maggior parte del tempo.
Le ricerche di Mechoulam e Schuel mostrano che le anandamidi sembrano connesse a regolazione e bilanciamento dei sistemi biochimici del corpo, e influenzano o controllano le funzioni di riproduzione, sonno, lotta-o-fuga e il ciclo dell'appetito. "Che il THC agisca sui nostri recettori è una bizzarria della natura", ha osservato Mechoulam. "Siamo stati fortunati a essere il primo gruppo nel mondo a lavorare su questa sostanza".
Tutti i mammiferi, i pesci, gli uccelli e i rettili sembrano avere sistemi di regolazione basati sull'anandamide; che si trova anche nei semi del cacao, da cui si produce il cioccolato. "Nel cioccolato è presente in quantità notevoli, il che può spiegare la sensazione di piacere che ce ne viene ", dice Schuel. Altri ricercatori hanno scoperto che il cioccolato sembra prolungare lo sballo della marijuana, come da tempo hanno sostenuto i fumatori.
La mitologia della marijuana ha sempre sostenuto che essa rende le donne più facili da sedurre, che rende gli uomini impotenti o sterili, che induce sonnolenza, e che prolunga la vita sciogliendo lo stress accumulato. Questi due geniali specialisti, Mechoulam e Schuel, non considerano più queste cose come mitologia.
Gli esperimenti coi ratti, spiega Schuel, mostrano che la marijuana produce un certo "miglioramento delle attività sessuali", almeno nei ratti femmina "che appaiono molto più disponibili dei maschi". I test sugli uomini che usano pesantemente marijuana mostrano un diminuito conteggio spermatico, al punto che la marijuana può essere considerata un contraccettivo efficace; ma "non è una cosa certa e sicura; a volte, quando a fumare sono entrambi, hanno dei bambini". Uno degli studi di Schuel sui ricci di mare rivela che le anandamidi inibiscono il processo di penetrazione dello spermatozoo nella cellula uovo. Quando sono presenti anandamidi o THC, lo spermatozoo del riccio di mare, che in effetti ha recettori dell'anandamide sulla superficie, non riesce a sfondare la spessa copertura proteica dell'ovulo.
Molti considerano la marijuana quasi una panacea, utile per la prevenzione e cura del glaucoma e come ausilio alla digestione, o per il trattamento di asma, nausea, insonnia, stitichezza, dolori mestruali, mal di testa, postumi di sbornia, singhiozzo, disordini alimentari e inappetenza.
Schuel è d'accordo che, con la scoperta delle anandamidi, "si è aperto un potenziale enorme per nuovi farmaci e rimedi casalinghi. Ci sono gli aspetti farmacologici e gli aspetti psicogeni". Le medicine a base di cannabis erano comuni nel XIX secolo e, ipotizzano i due scienziati, potrebbero tornare a esserlo nel XXI. Ricercatori europei già stanno testando un trattamento per l'ictus a base di anandamidi che, dice Mechoulam, dato abbastanza tempestivamente sembra proteggere e isolare il cervello dalle conseguenze più gravi.
Storia della ricerca sul THC
All'inizio degli anni '60 il Dott. Mechoulam, fresco di una laurea all'Istituto Rockefeller di New York, lavorava all'Istituto Weizmann di Rehovot in Israele e cercava un campo di ricerche esclusivo, per essere il primo a esplorarlo e farsi un nome nella scienza.
"Decisi di intraprendere un riesame della chimica dell'hashish", scrisse Mechoulam nel 1998 in un notiziario della Società Internazionale per le Ricerche sui Cannabinoidi. Le indagini preliminari di Mechoulam mostrarono che 4500 anni fa gli antichi assiri già usavano la cannabis a scopi medicinali e di espansione della mente. "Sembrava che a lavorare sulla resina di questa pianta non ci fosse nessuno," scrisse, "nonostante che da un esame attento della letteratura fosse evidente che, a dispetto di numerose affermazioni in contrario, il principio attivo non era mai stato isolato in forma pura e la sua struttura era ancora sconosciuta".
Mechoulam persuase un dirigente dell'Istituto Weizmann a mettersi in contatto col capo della polizia d'Israele "e a chiedere qualche chilo di hashish". "Nel giro di una settimana ero al quartier generale a firmare una ricevuta per 5 chili di hashish - gratis - ancora imballati nei sacchi originali di cotone, col marchio del fornitore libanese".
Mechoulam pensava di aver ottemperato a tutte le norme procedurali per ottenere legalmente la sostanza proibita; ma in seguito scoprì che il solo autorizzato a fornire "narcotici" era il Ministero della Sanità, e che tecnicamente lui aveva infranto la legge. Ma riuscì a restar fuori di prigione e a tenersi la sua scorta di hashish.
Nel 1964, Mechoulam e un compagno ricercatore, il Prof. Yehiel Gaoni, isolarono il THC per la prima volta. Mechoulam si rivolse in USA al NIH, l'Istituto Nazionale della Sanità, per ottenere una borsa di ricerca, ma fu respinto seccamente. "La droga era usata solo dai nativi del Sudamerica", mi dissero, "ed era sconosciuta negli Stati Uniti".
Ma il conflitto politico degli anni '60 sulla marijuana fece cambiare le cose. "Un senatore americano aveva chiesto al NIH se sapessero qualcosa sulla marijuana, perche suo figlio era stato preso a fumarla", scrisse Mechoulam. "Il senatore voleva sapere se il figlio si fosse danneggiato il cervello in modo irreparabile". Il Dott. Dani Efron, a quel tempo capo del settore farmacologico al NIH, contattò Mechoulam immediatamente. "Non volevano sembrare disinformati e chiesero aiuto a me. Così gli fornimmo 10 grammi di THC puro, l'intera riserva mondiale, e ottenemmo il nostro finanziamento. Molte delle prime ricerche in America sul THC furono fatte col nostro materiale, ma Efron tenne segreta la sua fonte di rifornimento".
Da allora il Dott Mechoulam ha continuato ad avere finanziamenti dal NIH. Entro la fine del decennio, aveva isolato la maggior parte degli altri cannabinoidi della marijuana, scoprendo che il delta-9 THC è l'unico a mostrare in laboratorio effetti misurabili sulle scimmie rhesus.
In un articolo del 1970 sulla rivista Science, Mechoulam ipotizzò che il corpo umano trasformasse il THC in un'altra sostanza, e che fosse questa ad agire a livello molecolare producendo lo sballo. Più tardi, scoprì questa sostanza metabolica nell'urina dei mammiferi, aprendo la via all'odierna industria dei test antidroga sulle urine... "e non avevamo pensato a prendere il brevetto!", aggiunge.
Nel 1988, un gruppo di ricerca americano che comprendeva Bill Devane annunciò di aver trovato prova che esiste nel cervello dei mammiferi un recettore dei cannabinoidi. Devane raggiunse Mechoulam in Israele per approfondire la domanda: il cervello umano si è evoluto per ricevere la marijuana? "Ritenemmo che un tale recettore non può esistere in funzione solo di un composto vegetale" fu la conclusione.
Già altre droghe erano state trovate, come l'oppio, che si legano a livello molecolare con recettori cerebrali destinati alle endorfine, gli analgesici naturali del corpo. Mechoulam e Devane decisero di cercare la versione naturale del THC, e nel 1992 annunciarono di aver scoperto una molecola lipidica che si lega in modo naturale al recettore dei cannabinoidi. "A oggi, sono stati pubblicati su di essa circa 12.000 studi", aggiunge Mechoulam con orgoglio.
Come agisce l'anandamide ?
Le anandamidi sono prodotte dal nostro cervello e dal nostro corpo allo scopo di ottenere una specie di equilibrio yin-yang biochimico, e non danno, dice Mechoulam, lo sballo accentuato della marijuana. "Sotto l'aspetto chimico, sono completamente diverse dal THC. Ma si legano agli stessi recettori nello stesso modo". Quando lo scopo è raggiunto, le anandamidi vengono degradate rapidamente, invece di durare a lungo come i metaboliti del THC che restano presenti nel corpo per settimane.
"Per come la vedo io, il nostro corpo contiene sostanze che amplificano le reazioni biochimiche, e sostanze che le riducono e rallentano", dice Mechoulam. "L'anandamide è fondamentalmente un composto che rallenta le reazioni; per esempio, riduce la formazione di molti neurotrasmettitori ad azione stimolante".
Nei cuccioli dei mammiferi, le anandamidi svolgono un compito di sopravvivenza: l'azione istintiva del succhiare il latte sembra sia legata strettamente alla loro presenza. "Se impediamo al sistema di ricevere le anandamidi," spiega Mechoulam, "l'atto del succhiare non si verifica".
Gli scienziati oggi possono creare, con l'ingegneria genetica, ceppi di topi privi dei recettori delle anandamidi. ""Li chiamiamo topi 'knock-out'... e tutto sommato se la cavano abbastanza bene", dice Mechoulam, ma aggiunge che i topi knock-out muoiono più giovani di quelli sensibili all'anandamide, e non si riproducono altrettanto bene. Come vivrebbe un essere umano con l'incapacità congenita di produrre o utilizzare anandamidi? "Non credo che riuscirebbe a sopravvivere fino alla nascita ", risponde Mechoulam. "Comunque è probabile che sarebbe una vita molto difficile".
Ma dopo le scoperte delle precedenti ricerche sul neurotrasmettitore dopamina, è logico supporre che esistano esseri umani che producono troppa anandamide o troppo poca, spiega Mechoulam. "Esistono individui con moltissima dopamina che sono schizofrenici, e altri che non ne hanno abbastanza. "La carenza di anandamide può portare nei mammiferi ad aborti spontanei", dice Mechoulam. "Ed è logico pensare che in uno stato di malattia il sistema delle anandamidi resti bloccato".
Ma in un essere umano, verificare il livello corretto di anandamide richiederebbe una dolorosa puntura spinale, per trovare la specifica sostanza prodotta dalla degradazione delle anandamidi; per questo motivo, la ricerca resta confinata a ratti, topi e ricci di mare. "Non possiamo eseguire su esseri umani, a solo scopo di ricerca, una procedura dolorosa" dice Mechoulam.
In tutto il mondo, in culture diverse con le più disparate strutture socioeconomiche, gli studi hanno mostrato che è sempre un 10% della popolazione che fuma marijuana. Che siano le persone con un basso livello congenito di anandamidi?
Secondo Schoel, domande come questa troveranno presto risposta, ora che paesi come Canada e Olanda consentono l'uso ricreativo di marijuana mentre in Israele e in America continuano le ricerche sulle anandamidi. In America, tuttavia, "c'è un grave scollegamento tra il mondo politico e la scienza della biochimica", che impedirà ancora per molto tempo la legalizzazione della marijuana. Ma già oggi esistono siti Internet che vendono anandamidi e una sostanza sintetica analoga al THC ma legale, che, stima Schuel, è da 100 a 1000 volte più potente della marijuana.
La Israeli Connection
Secondo Schuel, il motivo principale per cui le ricerche su THC e anandamidi hanno la loro base in Israele, invece che in qualche 'Mecca della droga' come Olanda o Canada, è che il Dott. Mechoulam ha deciso di vivere lì. "E' lui il pezzo grosso; io sono solo un pesciolino nello stagno" è il complimento di Schuel al vecchio Mechoulam, che oggi ha 72 anni.
"Oggi c'è un bel po' di gente, centinaia di gruppi che ovunque lavorano sui cannabinoidi", si schermisce Mechoulam. "Il mondo non è più fatto di nazioni isolate. Che i miei colleghi ricercatori siano in Canada, Francia, Spagna, o al NIH o in California, oggi siamo in contatto continuo. Proprio adesso ho in in rassegna diversi studi destinati alla pubblicazione".
Schuel ritiene che la ragione per cui furono gli ebrei ad aprire la strada delle ricerche sulla marijuana risale alla II Guerra Mondiale, e non ha niente a che vedere con le droghe. "Hitler cacciò tutti i fisici ebrei, e loro vennero in America e costruirono la Bomba", dice, riferendosi alla tradizione ebraica dell'indagine intellettuale.
"Studiare per il gusto di studiare è un'intrapresa gloriosa", dice Schuel, notando che oggi nel mondo a studiare i cannabinoidi sono un'infinita varietà di persone di ogni etnia. Rispetto alla loro percentuale sulla popolazione mondiale, gli ebrei sono attratti da carriere nella scienza, nella ricerca accademica o nello scrivere più spesso che altri gruppi demografici, osserva; così è naturale che siano stati ricercatori ebrei a inoltrarsi per primi nel campo esoterico delle ricerche sulla marijuana.
Nel numero di gennaio 2003 della rivista High Times, lo scrittore Chris Bennett afferma che nell'antica civiltà ebraica re e capi religiosi facevano uso di un olio da unzione contenente estratti di marijuana in larga quantità. Da qui Bennet, che appoggia le sue tesi con ampie citazioni storiche e scritturali, passa a parlare di Gesù, che potrebbe esser stato chiamato Cristo perchè unto con questo olio, chiamato "kaneh-bosem" e riservato ai re.
"L'unzione era comune tra i re di Israele; era il segno e il simbolo della regalità", scrive Bennet. "Quei re guidarono il loro popolo grazie alla conoscenza raggiunta con l'uso del sacro olio, che li conduceva a essere 'posseduti dallo spirito del Signore'. La missione di Gesù segnò il ritorno tra gli ebrei dei re-messia, e così il riemergere dell'olio sacro", continua l'articolo. "Gesù fu chiamato il Cristo perchè violò il tabù del Vecchio Testamento sull'olio di cannabis, e lo distribuì liberamente in riti d'iniziazione e per guarire malati e feriti".
Forse le affermazioni dei Rastafariani, che la marijuana è un sacramento che avvicina a Dio, e che loro sono una delle tribù perdute di Israele, non sono troppo lontane dalla verità.
Siamo tutti "sballati" ?
Ogni essere umano (compresi genitori, politici, giudici, poliziotti e carcerieri) è ogni giorno in sballo naturale da anandamide - tranne forse coloro a cui mancano i geni che permettono di produrre e di usare questa sostanza THC-simile.
Grazie a Mechoulam e Schuel, presto avremo cure mediche a base di anandamidi o di cannabinoidi per aiutare gli insonni, gli inappetenti, chi ha avuto un ictus o una malattia cardiaca, chi soffe di asma o di glaucoma, chi è troppo inquieto o troppo ansioso, e per molti altri e svariati problemi.
Quando quel giorno arriverà, forse sarà eretto un monumento a memoria di tutti coloro che hanno sofferto o sono morti in prigione per aver usato o venduto una innocente pianta medicinale; e di chi ha dedicato la vita ad ampliare le conoscenze umane su marijuana, cannabinoidi e anandamidi.

Dipende
Inviato: 9/12/2009 11:34  Aggiornato: 9/12/2009 11:34
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/10/2006
Da:
Inviati: 101
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Volevo dire anche un'altra cosa...a rendere il tutto un po' più confuso (specie per BIG PHARMA) oltre al discorso recettori CB1 e CB2 dappertutto, bisogna tenere a mente, nel caso si voglia sperimentare i cannabinoidi come terapia, che nell'erba che si assume, ci sono una settantina di cannabinoidi. Certo il Delta9THC è quello psicotropo, e quello più importante, ma gli altri, indirizzano, modulano, escludono, potenziano, innibiscono il lavoro dei cannabinoidi principali THC CBD CBN CBG...rendendo tutti i farmaci sintetici fatti in laboratorio, a base di THC o con pochi cannabinoidi, inefficaci

Kingu
Inviato: 9/12/2009 11:36  Aggiornato: 9/12/2009 11:36
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/11/2008
Da: Treblinka
Inviati: 302
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Redazione
Citazione:
Lo sai quanta gente in America vota repubblicano solo "perchè i soldi che mi sono guadagnato io col cazzo che devo dividerli con gli altri"?


gia, e questa scellerata attitudine si sta radicando sempre di piu anche qui, ma questo diciamo è l'aspetto piu tangibile e "terreno" della vicenda. la cosa che invece mi pensare male è...

Spettatore
Citazione:
"anandamide" da ANANDA, che in sanscrito vuol dire BEATITUDINE


InFlames
Citazione:
Anni di lavaggio del cervello buttati via in una sera grazie a mary e ad un amico. Sembrerà assurdo ma è così, apre la testa e non la fa più richiudere.


...che non si vuole far conoscere il proprio potenziale mentale, proprio perchè porterebbe via il giochetto dalle mani di certi "vertici".l'aspetto economico della vicenda è si di primaria importanza , ma è un fattore che non concorre da solo.
rendersi conto cosa puo fare il tuo cervello (anestetizzato da dogmi di vario genere) lasciato libero di ragionare e sperimentare, è un pericolo per l'ordine costituito.Paradossalmente le istituzioni combattono chi fa un certo uso di sostanze stupefacenti (chi per noia o per divertirsi), ma in realtà si compiaciono di avere degli zombi molto utili per il mantenimento di quest'ordine.
le cose devono cambiare e non è piu concepibile la demonizzazione di questa pianta.
la terra ci regala queste opportunità e noi le dobbiamo conoscere.

AlbaKan
Inviato: 9/12/2009 12:40  Aggiornato: 9/12/2009 12:40
Ho qualche dubbio
Iscritto: 6/3/2009
Da:
Inviati: 117
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
...Tutto ciò sarà parte integrante della riforma sanitaria?

"Ai liberali che non sono tutti usurai, chiedo: come mai gli usurai sono tutti liberali"? Ezra Pound
starchild
Inviato: 9/12/2009 14:58  Aggiornato: 9/12/2009 14:58
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/1/2007
Da:
Inviati: 161
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
A parte il fatto che mi auguro si arrivi finalmente all'uso corretto e in campo medico di questa sostanza, invece delle schifezze che ci propinano oggi, c'è da dire che la natura ha già in sé tutto ciò che ci necessita. Il fatto che il corpo umano (e animale e vegetale) abbia simili recettori e produca sostanze chimiche capaci di contrastare le più varie patologie non è un miracolo è solo Natura. Quello che sanno i popoli cosiddetti selvaggi, quello che conoscono gli sciamani e i guaritori indigeni. Ma lo sanno bene anche coloro che comandano e per questo ci intossicano continuamente, per renderci sempre più malati e sempre più rincoglioniti e così ci controllano a bacchetta.
Sarebbe ora di tagliare i fili e magari anche tagliare qualcos'altro.

rekit
Inviato: 9/12/2009 15:29  Aggiornato: 9/12/2009 15:29
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Un po'da bastardo dentro dico:

Vivo in Olanda!!!!!!!!!!!!!!!
Viva l'Olanda!!!!!!!!!!!!!!!!

Makk
Inviato: 9/12/2009 17:37  Aggiornato: 9/12/2009 17:37
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/12/2009
Da:
Inviati: 933
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
cit. Redazione:
(* Il video presentato fa parte del film sulla marijuana attualmente in preparazione).


Grande, Massimo!
Mi sono iscritto (dopo mesi di lurking) proprio per chiederti notizie su una tua produzione sulla cannabis.

Il motivo è che il centro culturale che bazzico sta organizzando delle proiezioni di materiale (possibilmente) autoprodotto, ma comunque che susciti interesse.
A me è venuto subito in mente che i tuoi filmati avevano tutte due le caratteristiche.
Stavo pensando di proporre il Nuovo Secolo per una serata e poi un'altra serata sulla canapa con un "cocktail" di contributi brevi (fra cui il tuo su Dupont, Hearst & c.).
Il problema era la qualità dei filmatini (medio-bassa), ma se stai preparando qualcosa tu, con la tua solita eleganza di montaggio, musiche, speaker, ecc allora fermo tutto e aspetto.

Che tempi prevedi per il film completo?

E, già che ci sono, ci sono problemi di diritti d'autore o di chiederti il permesso per proiettare il tuo materiale pubblicamente?

sono_io
Inviato: 9/12/2009 21:02  Aggiornato: 9/12/2009 21:02
Ho qualche dubbio
Iscritto: 27/11/2008
Da:
Inviati: 73
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Sembra che gli effetti positivi ci siano anche solo pronunciandola: nessun litigio?

Redazione
Inviato: 9/12/2009 22:58  Aggiornato: 9/12/2009 22:59
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
MAKK: Per i diritti nessun problema, i film sono fatti per essere visti.

Per la qualità ti posso passare la copia in HD, dipende da cosa vuoi proiettare esattamente (oppure ci sono i DVD).

Il film su MJ sarà pronto verso metà gennaio. Nel frattempo puoi usare il capitolo "marijuana" dal film sul cancro. (Sconsiglio però di mischiare il 9/11 con altri argomenti - quello da solo basta per rovinare la serata a più di una persona ).

Ciao

(Quando sei pronto per le proiezioni fatti vivo in PM)

Redazione
Inviato: 9/12/2009 23:01  Aggiornato: 9/12/2009 23:01
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
DIPENDE (Omen nomen? ) - Grazie per le succose informazioni. Fra l'altro Mechoulam è gentilissimo e disponibilissimo: gli abbiamo scritto per avere i diritti della sua conferenza, ed ha risposto subito di persona.

Dipende
Inviato: 10/12/2009 10:20  Aggiornato: 10/12/2009 10:20
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/10/2006
Da:
Inviati: 101
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Citazione:
DIPENDE (Omen nomen? )
dipende

Grazie a te Massimo per tutto il lavoro che da anni fai…davvero grazie.
C’è un altro vecchietto simpatico e molto cordiale, lo contattammo (facevo parte di un’ associazione antiproibizionista) qualche anno fa…zio Lester…che ne sa tantissimo anche lui.
Lester Grinspoon psichiatra e professore all’università di Harvard autore di libri e pubblicazioni scientifiche.

"... Quando cominciai a occuparmi della marijuana nel 1967, non dubitavo che si trattasse di una droga molto nociva che, sfortunatamente, veniva usata da un numero sempre maggiore di giovani incoscienti che non ascoltavano o non potevano capire i moniti sulla sua pericolosità. La mia intenzione era di descrivere scientificamente la natura e il grado di questa pericolosità. Nei tre anni successivi, mentre passavo in rassegna la letteratura scientifica, medica e profana, il mio giudizio cominciò a cambiare. Arrivai a capire che anch'io, come molte altre persone in questo paese, ero stato sottoposto a un lavaggio del cervello. Le mie credenze circa la pericolosità della marijuana avevano scarso fondamento empirico. Quando completai quella ricerca, che ha rappresentato la base per un libro, mi ero ormai convinto che la cannabis fosse considerevolmente meno nociva del tabacco e dell'alcol, le droghe legali di uso più comune. Il libro fu pubblicato nel 1971; il suo titolo, Marihuana Reconsidered, rifletteva il mio cambiamento di vedute.

Allora io credevo ingenuamente che, una volta che la gente avesse capito che la marijuana era molto meno pericolosa di altre droghe già legalizzate, avrebbe favorito la sua legalizzazione. Nel 1971 io prevedevo fiduciosamente che la cannabis sarebbe stata legalizzata per gli adulti entro il decennio. Non avevo ancora imparato che le droghe illecite hanno una proprietà molto strana: non sempre chi ne fa uso si comporta irrazionalmente, mentre ciò accade sicuramente a molti non-consumatori. Invece di rendere la marijuana legalmente disponibile agli adulti, abbiamo continuato a criminalizzare molti milioni di americani. Circa 300.000 persone, per lo più giovani, vengono arrestate a causa della marijuana ogni anno, e il clima politico si è ormai deteriorato così gravemente che è diventato difficile discutere sulla marijuana in modo aperto e libero."

Così inizia "Marihuana la medicina proibita"

soulsaver
Inviato: 10/12/2009 14:23  Aggiornato: 10/12/2009 14:23
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/11/2005
Da: Roma
Inviati: 613
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Vi segnalo un grande pezzo di disinformazione da parte della BBC nel documentario: Cannabis The Evil Weed
Della stessa serie avevo visto anche il documentario: Do I drink too much? sull'abuso di alcool che mi era sembrato molto più equilibrato.
Insomma sull'alcool, che sicuramente provoca più danni ed un peso sociale molto più pesante sulla comunità riescono ad essere più obiettivi che sulla maria.
In attesa del contributo di Massimo...

Free from the need to be free "Mommy what's a Funkadelic, George Clinton 1970"
Makk
Inviato: 10/12/2009 19:10  Aggiornato: 10/12/2009 19:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/12/2009
Da:
Inviati: 933
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
cit: dipende (Lester Grinspoon)
Allora io credevo ingenuamente che, una volta che la gente avesse capito che la marijuana era molto meno pericolosa di altre droghe già legalizzate, avrebbe favorito la sua legalizzazione.


L'Advisory Council on The Misuse of Drugs è un organo consultivo al servizio del parlamento britannico.
Composto da scienziati (e non da politici), ha fatto l'errore di voler classificare scientificamente le sostanze nocive.
Ha pertanto creato una hit parade di 20 sostanze, classificate in base, appunto, alla nocività e non all'emotività. L'intento era di mettere lo studio a dispozione dei "policy makers" (legislatori).

Lo studio prendeva spunto dal lavoro di una commissione indipendente (istituita dalla Royal Sciety of Arts), dove si richiamava al fatto che le politiche statali dovrebbero essere indirizzate a ridurre il pericolo derivante dalle sostanze più che a sbattere la gente in galera.
La commissione denunciava che le leggi britanniche erano invece condizionate dal "moral panic" e proponeva (udite udite!) di classificare le sostanze legali e illegali sulla base della loro effettiva pericolosità.

L'Advisory Council si poneva appunto il problema di quale potesse essere un criterio neutro ed oggettivo di classificare la pericolosità delle sostanze.
La metodologia di classificazione aveva come parametri il livello di danno fisico che la sostanza provoca, il livello di dipenza che induce, il danno sociale (nei suoi aspetti di ricaduta sulle famiglie, crimine, costo per il servizio sanitario nazionale).

Per riscontro, il questionario che ne scaturì fu sottoposto a due diversi "panel" di esperti per vedere se il criterio impostato produceva risultati coerenti (li produceva).

Lo studio (durato 5 anni) evidenzia come ci sia scarsa relazione fra la pericolosità della sostanza e il livello di persecuzione penale che la sostanza subisce.



celeste: sostanze legali
viola: fino a 2 anni di galera x possesso
rosa: fino a 5 anni
rosso: fino a 7










Pubblicato sulla prestigiosa rivista medica The Lancet, lo studio suscitò notevoli polemiche soprattutto perché sembrava voler suggerire che cannabis e ecstasy hanno una pericolosità inferiore (anche di brutto) a sostanze perfettamente lecite come alcool, tabacco e chetamina.
Tuttavia la *vera* colpa dell'Advisory Council è stata di dimostrare indirettamente che non c'è alcuna giustificazione scientifica al comportamento delle leggi e delle autorità britanniche, che si direbbero più sensibili alle strida delle varie associazioni che alla voce pacata della razionalità.


Ma Gordon Brown non è scienza, è fantascienza.
In crisi di popolarità, nel 2008 si è messo in testa di fare la voce grossa contro la droga nel tentativo - inutile peraltro - di coccolare gli elettori di centro (vi ricorda niente? Walter che spiana i campi nomadi...).
Vuole passare la cannabis da classe C a classe B (= appesantire le pene per chi la detiene).

Brown si reca dunque dal suo Advisory Council e gli dice che devono riconsiderare le loro posizioni e confermare che maryjane è "lethal". Quelli gli rispondono che non ci sono prove. Gordon Brown passa lo stesso la maria in classe B. Con la forte motivazione "that is not unacceptable" (in italiano sarebbe più o meno "e perché no!?'").
Inoltre l'associazione degli ispettori di polizia "è d'accordo", che altro si vuole? (La stessa associazione aveva in precedenza affermato che de-criminalizzando si riparmiavano millemila ore-uomo dei poliziotti, che così si dedicavano - chessò - alla sicurezza dei cittadini, ma fa niente).

E' la prima volta che un governo britannico ignora le raccomandazioni della sua stessa commissione scientifica. Anche gli inglesi hanno il nuovo che avanza, e si vede(sarà questo il "new" di labor?).
Il Dott. Nutt, capo dell'ACMD si dichiara molto sorpreso e ribadisce che la mossa non ha giustificazione razionale. Un mese fa si vede recapitare (via e-mail, quelle finesse) il licenziamento.

Se voleva dimostrare la tesi dell'emotività del law-makers e che la lotta alla marijuana è un bel bocconcino elettorale, beh è forse l'unica mossa politica di Brown che veramente coglie nel segno, perché la dimostrazione è inoppugnabile.

il pdf di Lancet (merita, e sono solo 6 pagg) si trova QUI

sulla riclassificazione di Brown:
http://en.wikipedia.org/wiki/Cannabis_reclassification_in_the_United_Kingdom
http://www.encod.org/info/GORDON-BROWN-SACKS-DRUGS-ADVISOR.html

Dipende
Inviato: 11/12/2009 0:46  Aggiornato: 11/12/2009 0:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/10/2006
Da:
Inviati: 101
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Ricordo la classifica del The Lancet quando fu pubblicata…non posso esprimere un parere perché non conosco bene i termini della ricerca, ma per esperienze con cui sono venuto a contatto, sia personalmente, che tramite mail, in tanti anni di antiproibizionismo, posso dire che mi trovo d’accordo con la pericolosità dell’alcol, ma vedere l’acido lisergico così innocuamente in basso, mi lascia perplesso, non tanto per la sua pericolosità intrinseca, quanto per la consapevolezza che ci vuole per assumerlo…non è acqua…a vedere la classifica sembrerebbe meno pericoloso farti di LSD a vita che fumare qualche sigaretta…poi subito dopo la cannabis c’è un generico “solvents” che non mi suona bene…comunque, le statistiche e le classifiche, le ho sempre evitate…poi figurati in questo caso che parliamo di sostanze psicotrope, che essendo tali, agiscono in maniera molto soggettiva e intima…come si fa a far classifiche?
Comunque Eroina e Cocaina (non la pianta di coca) ai primi 2 posti ci sta! Eccome.
Se non ricordo male, quando in GB decisero di declassare la cannabis da sostanza B a C, cioè meno pericolosa, una voce in capitolo, che il parlamento prese in considerazione, fu quella dei Bobbies.
A parte il fatto, che si erano giustamente rotti i coglioni di correre appresso ai propri concittadini per il solo fatto che si facevano le canne, ma soprattutto perché in tanti anni di sorveglianza negli stadi, si sono accorti che i chiamiamoli “fedelissimi” che si facevano le canne, se ne stavano più tranquilli di quelli che bevevano alcol. Da qui, prima un permesso speciale che bloccava l’alcol nei dintorni dello stadio..e anche oltre, ma tollerava hooligans che si facevano grossi cannoni…poi la declassificazione.

clausneghe
Inviato: 12/12/2009 0:28  Aggiornato: 12/12/2009 0:30
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Ottimo Massimo, non posso che accodarmi ai complimenti che estendo anche agli informatissimi postatori...
La tua è una voce importante per vincere (tentare di) l'assurda guerra proibizionista.
Saluti

Makk
Inviato: 12/12/2009 16:38  Aggiornato: 12/12/2009 16:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/12/2009
Da:
Inviati: 933
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Dipende:
la classifica del The Lancet [...] sembrerebbe meno pericoloso farti di LSD a vita che fumare qualche sigaretta


No.
Dice che la nicotina dà una dipendenza fortissima e ti condanna quasi sicuramente al consumo a vita, con probabile escalation di consumi, sviluppo di malattie e possibile morte per tumore, coronarie o enfisema.
Mentre LSD statisticamente non induce sovraconsumo e coazione a ripetere, al di là degli effetti psicotropi piuttosto potenti non è probabile che il consumatore faccia una brutta fine, né faccia del male a qualcuno, né si rovini, né finisca per richiedere costose terapie.

Quel metodo classificatorio vuole parlare del livello di pericolosità sociale che ha una sostanza, e mettere a disposizione della politica una scala delle sostanze che meritano via via meno attenzione in via economica, legislativa, sanitaria, ecc

Es. fare campagne d'informazione contro l'assenzio non ha molto senso, visto il bassissimo numero di consumatori. Fare leggi contro l'autosomministrazione di cicuta non è ragionevole anche se è pericolosissima. E così via.

l'ACMD voleva suggerire quali sostanze sono *realmente* pericolose per la salute dei cittadini, per morti/anno, livelli di assuefazione (perdita di autocontrollo), danni al patrimonio e peso sul servizio sanitario nazionale.

Poi, certo, i media hanno fatto esattamente quello che fai tu: non leggono le 7 paginette del rapporto, ignorano la metodologia, se la cavano minimizzandone la portata scientifica con una semplificazione.

orkid
Inviato: 13/12/2009 11:02  Aggiornato: 13/12/2009 11:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/2/2006
Da: La Beverly Hills italiana
Inviati: 786
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
Ce ne vuole per uscire da 50 anni di lavaggio del cervello... anche le persone più ragionevoli e razionali ci cascano; cascano nel tranello di pensare allo "sballo" in generale come a qualcosa che provoca danni a priori, che siano essi fisici, sociali, o sanitari; la ricerca di Lancet invece analizza sistematicamente le sostanze a partire dai danni che provocano, non dallo "sballo", e questo mina le fondamenta del pensiero, colonizzato dalla propaganda proibizionista, esattamente come vengono minate le certezze assiomatiche delle persone con la scoperta che forse le torri gemelle non sono propriamente collassate su sè stesse.

Lo schema è sempre lo stesso, e se adesso dovesse emergere che tutto questo castello di carte è stato montato ad arte per nascondere effetti più che benefici, di una pianta curativa millenaria, beh, il mio stupore non sarebbe poi più grande di un sorrisetto sotto i baffi.

Forza Massimo... ti seguo sempre...



Autodidatta Bonsai


"Quando l'uomo comune capisce diventa saggio, quando il saggio capisce diventa un uomo comune."
arukimurakami
Inviato: 21/12/2009 20:27  Aggiornato: 21/12/2009 20:27
Mi sento vacillare
Iscritto: 1/6/2004
Da:
Inviati: 406
 Re: Endocannabinoidi – la marijuana dentro di noi
figata di documentario sarà...
supporto e inoltro...
ps massimo non mi hai accettato tra gli amici di fb... o non sei tu?

un abbraccio a tutti!
la verità è vicina...

l'unica cosa certa è il dubbio...

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