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terrorismo : Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Inviato da Redazione il 26/10/2009 6:10:00 (8215 letture)

In questa intervista rilasciata a Russia Today il 20 ottobre scorso, Webster Tarpley conferma le accuse lanciate da Ahmadinejad, e spiega i retroscena che collegherebbero la CIA al gruppo Jundallah che ha rivendicato gli attentati della scorsa settimana in Iran.



Fra le altre cose, l’intervista suggerisce quanto sarebbe diverso il mondo se in TV si potesse parlare liberamente.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
peonia
Inviato: 26/10/2009 7:48  Aggiornato: 26/10/2009 7:48
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
E' la conferma a cio' che ho subito pensato, sia per le motivazioni, anche se io non mi ero spinta troppo in la', quanto che Amhadinejad sia molto meglio di come ce lo descrivono,cosa che penso da tempo!
Quello che mi piacerebbe capire e' se dietro gli USA e la GB ci sia anche Israele...

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Redazione
Inviato: 26/10/2009 8:03  Aggiornato: 26/10/2009 8:03
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
PEONIA: "Quello che mi piacerebbe capire e' se dietro gli USA e la GB ci sia anche Israele..."

Dietro, davanti... o dentro?

AlbaKan
Inviato: 26/10/2009 10:12  Aggiornato: 26/10/2009 10:12
Ho qualche dubbio
Iscritto: 6/3/2009
Da:
Inviati: 117
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Citazione:
Fra le altre cose, l’intervista suggerisce quanto sarebbe diverso il mondo se in TV si potesse parlare liberamente.


Credo che questa sia la parte più importante dell'intervista.
La legalità non è un valore assoluto, per chi detiene il potere (soprattutto attraverso i media), può tranquillamente nascondere i propri crimini e mettere in mostra quelli degli altri.

Un'esempio è la propaganda contro l'Iran...quando poi Omama s'impegna a mantenere segreti gli arsenali di Israele
...per riprendere anche il discorso di chi si chiede se dietro tutto ci possa essere anche la mano di Israele...
la domanda giusta non è "se ci può essere", ma :
"quante probabilità ci sono che non ci sia?"

"Ai liberali che non sono tutti usurai, chiedo: come mai gli usurai sono tutti liberali"? Ezra Pound
Freeman
Inviato: 26/10/2009 10:14  Aggiornato: 26/10/2009 10:16
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 31/7/2006
Da: NiggahCity
Inviati: 2092
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Premesso che trovo quanto dice Tarpley verosimile (conoscendo bene il background dietro le sue affermazioni), vorrei far notare che:
- c'è un errore nei sottotitoli, il giornalista citato è Seymour HERSH non HIRSH;
- Tarpley dice che Gates nelle sue memorie di quando era vice-direttore della CIA scrive che aveva l'idea di fondare una legione araba ma non lo fece, e lui risponde "per me invece significa che lo fece". Non è un tantino "forzata", come interpretazione? Capisco che Tarpley avesse i secondi contati, e non ha avuto la possibilità di spiegare il perché di questa interpretazione, ma messa così ammetterete che fa ridere. Uno che legge al volo senza conoscere i restroscena né i modus operandi della CIA che Tarpley dà per scontati, non può che pensare che la logica è andata a zoccole...

poliziotto: "ho interrogato il sospetto, il quale ha detto che non è stato lui ad uccidere la zia; per me, questo significa invece che è stato proprio lui".

A me fa ridere -.-

"Non siamo noi a trovare la Verità. È la Verità a trovare noi. Dobbiamo solo prepararci. Si può invitare un ospite che non si conosce? No. Ma si può mettere la casa in ordine, così che, quando l'ospite arriva, si è pronti a riceverlo e a conoscerlo".
Halo1367
Inviato: 26/10/2009 10:16  Aggiornato: 26/10/2009 10:16
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/6/2006
Da: Bengodi
Inviati: 174
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Dentro, Peonia, dentro...

...e la verità ci renderà liberi o solo sempre più infuriati ed impotenti?

Una volta essere infuriati era propedeutico alla ribellione, oggi che siamo tutte cellule che comunicano tra loro su LC (ad esempio) piuttosto che con il resto del corpo fisico che compone la società reale, cosa c'è da aspettarsi ancora per il futuro?

A parte la consapevolezza di chi e perché ti sta straziando il presente ed il futuro...

"Voi lasciatemi battere e controllare la moneta di una nazione e a me non interesserà chi ne faccia le leggi".
Nathan Rothschild, 1791
Halo1367
Inviato: 26/10/2009 10:23  Aggiornato: 26/10/2009 10:23
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/6/2006
Da: Bengodi
Inviati: 174
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
"Uno che legge al volo senza conoscere i restroscena né i modus operandi della CIA che Tarpley dà per scontati, non può che pensare che la logica è andata a zoccole..."

?Perché Freeman?

Minimo si fa capire a chi di dovere che è possibilissimo farlo in qualsiasi momento...

"Voi lasciatemi battere e controllare la moneta di una nazione e a me non interesserà chi ne faccia le leggi".
Nathan Rothschild, 1791
Halo1367
Inviato: 26/10/2009 10:30  Aggiornato: 26/10/2009 10:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/6/2006
Da: Bengodi
Inviati: 174
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
E a proposito di S. Hersh:

“O lascia che sia il Pentagono a gestire lui, oppure si deve mettere a gestire lui il Pentagono,” ha detto Hersh. Se non lo farà, “questa storia sarà la rovina della sua presidenza”.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6405

"Voi lasciatemi battere e controllare la moneta di una nazione e a me non interesserà chi ne faccia le leggi".
Nathan Rothschild, 1791
desbouvet
Inviato: 26/10/2009 11:29  Aggiornato: 26/10/2009 11:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da:
Inviati: 541
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
" Cose davvero sconvolgenti ". E SE LA RIDE.


X Halo1367

Citazione:
[...] oggi che siamo tutte cellule che comunicano tra loro su LC (ad esempio) piuttosto che con il resto del corpo fisico che compone la società reale [...]


Sono d'accordo con la tua visione delle cose. E' anche la mia. Che fare ? Personalmente penso che "portare la conoscenza nel mondo" sia fonte di tante illusioni. Forse al mondo dobbiamo portare qualcosa di più e di diverso.

alsecret7
Inviato: 26/10/2009 11:55  Aggiornato: 26/10/2009 11:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/6/2007
Da:
Inviati: 561
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
israele e dapertutto ed e lartefice di tutto questo, non ci sono dubbi israele e dentro gli stati uniti, israele ricopre tutte le istituzioni mondiali finanziarie isrele e nel mondo, tramite la massoneria sono loro che tirano le fila di tutto compresi gliattentati che sono successi e che succederanno e cosi via.

Freeman
Inviato: 26/10/2009 11:58  Aggiornato: 26/10/2009 11:58
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 31/7/2006
Da: NiggahCity
Inviati: 2092
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Citazione:
?Perché Freeman?

Si chiama non sequitur a contrario, il perché. Fate vobis, a me i conti non tornano ^^

"Non siamo noi a trovare la Verità. È la Verità a trovare noi. Dobbiamo solo prepararci. Si può invitare un ospite che non si conosce? No. Ma si può mettere la casa in ordine, così che, quando l'ospite arriva, si è pronti a riceverlo e a conoscerlo".
Vinci
Inviato: 26/10/2009 12:00  Aggiornato: 26/10/2009 12:00
So tutto
Iscritto: 25/10/2009
Da:
Inviati: 15
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Appena sentita la notizia il 20 ottobre avevo già intuito che dietro ad essi c'era la CIA. Ciò che mi preoccupa di più è che temo che gli Stati Uniti stiano portando tutti noi verso una Terza Guerra Mondiale. Fino a questo momento è stato soltanto il "buonesenso" di chi vedeva i propri interessi contrastati dall'imperialismo americano (Russia, Cina) ad evitare la Terza Guerra Mondiale. Ma fino a che punto potrà durare questo "buonsenso"?

Freeanimal
Inviato: 26/10/2009 12:22  Aggiornato: 26/10/2009 12:22
Mi sento vacillare
Iscritto: 17/5/2009
Da: Codroipo (UD)
Inviati: 705
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Mi associo alle preoccupazioni del mio compaesano, a cui do il benvenuto, riguardo alla preparazione, in quell’area, di un grosso conflitto. O anche le mie preoccupazioni sono pilotate dalla casta massonica che domina il mondo e io ho solo l’illusione di essere libero nei miei giudizi? A parte quest’ultimo dubbio mio personale, è innegabile che i 49 morti iraniani faranno aumentare l’odio verso gli americani, dato che, a quel che sembra, il presidente iraniano è una figura carismatica a cui i suoi concittadini credono ciecamente. E poi non è la prima volta che si parla degli USA come del Satana americano. Quello che mi chiedo è come fa la CIA ad arruolare arabi che si fanno saltare in aria uccidendo altri arabi. Li drogano? Gli fanno qualche lavaggio del cervello? E soprattutto mi chiedo: nel conflitto prossimo venturo tra Israele e Iran verranno usate anche le armi atomiche o solo quelle convenzionali? No, perché nel secondo caso, non mi tange più di tanto, ma nel primo, beh, insomma, vorrei almeno confessarmi e prendere l’estrema unzione…

Mullah
Inviato: 26/10/2009 12:44  Aggiornato: 26/10/2009 12:44
So tutto
Iscritto: 14/10/2009
Da:
Inviati: 13
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Jundallah può avere interesse a servirsi della CIA e viceversa. Come la Cia ha avuto interesse a servirsi dei Mujahideen e questi ultimi hanno avuto interesse aservirsi della CIA nella guerra contro l'Unione Sovietica.

Peraltro, non ho mai sentito o letto che Jundallah sia parte di Al Quaeda.
Al Quaeda, che avrebbe interesse a combattere soltanto i "nemici vicini", ossia i governi reputati corrotti dell'arabia saudita e dell'egitto (gli altri poi, caduti questi, cadrebbero da sé) ha reputato (a torto o a ragione; per valutare ci si deve collacare nella posizione di Al Quaeda, non nella nostra) di dover combattere prima il nemico lontano (Gli Usa) che finanzia, arma e protegge i nemici vicini. Per questo ha dichiarato guerra dapprima agli Stati Uniti (1991, mi sembra), poi al popolo degli Stati Uniti (1993, mi sembra).
Fino a quando gli Stati Uniti non si saranno disintegrati - Al Quaeda e in fondo anche il Mulla Omar hanno sempre considerato di voler essere uno dei fattori che condurranno alla disintegrazione dell'impero statunitense - al Quaeda non ha alcun ineteresse ad avere altri forti nemici, come l'Iran sciita (che potrà essere combattuto, nell'ottica di Al Quaeda, quando Pakistan, Egitto e Arabia saudita saranno stati da essa conquistati) e infondo anche israele.

Così come gruppi islamisti possono non voler far capo ad Al Quaeda (Ansar Al sunna in iraq, per esempio) allo stesso modo Al Quaeda può avere e ha interesse che alcuni gruppi islamisti sunniti non facciano ad essa capo.

In ogni caso, se è molto dubbio che Jundallah faccia capo ad Al Quaeda, l'affermazione che quest'ultima sia la "legione araba della CIA" è una stupidagine colossale.
Ciò che abbiamo scritto per l'informazione, i media statunitensi ufficiali e più in generale la cultura statunitense - "La sudditanza culturale nei confronti degli Stati Uniti d’America ha da lungo tempo superato i limiti del ridicolo. Bisogna liberarsene. Sono in gioco, non soltanto la dignità e la personalità del popolo e dello Stato italiano, ma la stessa concreta possibilità di progettare il nostro destino" ( http://www.appelloalpopolo.it/?p=22) - vale anche per la cosiddetta controinformazione: BISOGNA LIBERARSENE.

etrnlchild
Inviato: 26/10/2009 12:56  Aggiornato: 26/10/2009 12:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1200
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Autore: Freeman Inviato: 26/10/2009 11:58:31
Citazione:
Si chiama non sequitur

Mah, Freeman, non saprei.
C'e' anche il detto Escusatio non petita accusatio manifesta
Anche se qui non si tratta propriamente di uno scusarsi ma di una memoria sulla volonta' di creare questa legione araba della CIA, che poi lui stesso dice di non aver fatto.
Per quale motivo avrebbe dovuto anche solo citare una cosa del genere?
Come dici tu, comunque, non c'e' una conseguenza logica schiacciante, ma solo una interpretazione da parte di Tarpley, non del tutto infondata a mio avviso.
Ma Tarpley come fa ad andarsene in giro cosi' allegramente dopo le sue affermazioni? , non se la fa un po' sotto?

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
peonia
Inviato: 26/10/2009 13:17  Aggiornato: 26/10/2009 13:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Ehmmmm, era una domanda retorica......

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Infettato
Inviato: 26/10/2009 13:20  Aggiornato: 26/10/2009 13:20
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
In fondo è semplice altro territorio, stesso risultato.

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
VOLNA
Inviato: 26/10/2009 14:33  Aggiornato: 26/10/2009 14:33
So tutto
Iscritto: 23/6/2009
Da:
Inviati: 24
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Il comunismo e il proletariato in Iran non hanno alleati all’interno dei confini nazionali

Una serie di manifestazioni ha scosso nei mesi di giugno e luglio l’Iran, il più importante paese dell’area mediorientale, cruciale dal punto di vista degli equilibri imperialistici mondiali e quindi da quello, che a noi primariamente interessa, della rivoluzione proletaria mondiale.

Una nazione pienamente capitalista

Oggi l’Iran é un paese pienamente capitalistico. È largamente urbanizzato: con una superficie di 1.648.195 kmq (oltre cinque volte l’Italia), dei circa 72 milioni di abitanti il 70% vive in città. Nell’area urbana di Teheran risiedono all’incirca 13,5 milioni di abitanti, quasi il 20% dell’intera popolazione. Altre importanti città sono Mashad (2,5), Esfahan (1,6), Karaj (1,4), Tabriz (1,46) e Shiraz (1,3). Vi sono poi una quindicina di centri urbani fra i 200.000 e gli 800.000 abitanti e un’ottantina intorno ai 100.000. Oltre la metà della popolazione ha meno di 17 anni e i due terzi meno di trentacinque.
L’Iran é un paese industriale, con una numerosa e combattiva classe operaia.

È noto che é uno dei principali produttori mondiali di petrolio e gas naturale. Nel 2007, con una produzione di 4,1 milioni di barili al giorno di crude oil, petrolio greggio, pari al 4,5% della produzione mondiale, di cui 2,4 esportati, é stato il quarto produttore mondiale dopo Arabia Saudita, Russia e Stati Uniti e il quarto esportatore mondiale dopo Arabia Saudita, Russia e Norvegia. Nel 2008 la produzione é diminuita a 3,6 barili/giorno.

L’industria di estrazione, lavorazione e trasporto del petrolio occupa centinaia di migliaia di lavoratori. Quaranta sono i principali campi di estrazione attivi, 27 onshore, sulla terraferma, e 13 offshore, sul mare, la maggior parte localizzati nella regione Sud-occidentale del Khuzestan, al confine con l’Iraq.

Nove le raffinerie, situate, in ordine di capacità produttiva, presso le città di Abadan, Esfahan, Bandar Abbas, Teheran, Arak, Tabriz, Shiraz, Kermanshah e sull’isola di Lavan. Ventuno i complessi industriali petrolchimici.

I principali terminali per l’esportazione del petrolio sono quelli delle isole Kharg e Lavan, oltre ai minori dell’isola Kish, di Abadan, Bandar Mahshar, tutti nel Golfo Persico, e quello di Neka, sul Mar Caspio.

Le industrie del cemento e dell’acciaio rappresentano significativi settori del capitalismo iraniano, con una quarantina di cementifici, di cui i principali a Teheran (il maggiore, con circa 1.000 operai), Abyek, Fars, Bandar Abbas, Saveh, Sepahan; le due principali acciaierie sono ad Esfahan (che occupa 18.000 operai, 8.000 dipendenti diretti e 10.000 per ditte in appalto) e ad Ahwaz.

L’industria dell’auto occupa nel suo complesso 150.000 lavoratori fra diretti e indiretti delle diverse case automobilistiche – Iran Khodro, Saipa, Kerman e Bahman – tutte in affari con i gruppi europei e coreani (Peugeot Citroën FIAT, Renault, Kia e Hyundai). L’Iran Khodro, il primo gruppo automobilistico del paese e del medioriente, ha 34.000 dipendenti diretti con due grandi fabbriche a Teheran ed una ad Abhar.


La presenza della classe operaia

I lavoratori iraniani negli ultimi anni sono stati protagonisti di numerose ed anche dure lotte, con scontri, arresti e morti.

Il regime borghese iraniano inquadra i lavoratori nella Khane-ye Kargar (Casa dei Lavoratori), una sorta di sindacato di Stato, cui fa capo in ogni azienda con più di 35 dipendenti una Shora-ye Eslami (Consiglio Islamico del Lavoro). Questi organismi furono creati nel 1984, successivamente alla violenta repressione del movimento operaio. Ufficialmente istituiti per tutelare gli interessi dei lavoratori, fungono da vera e propria polizia di fabbrica.

Un emendamento del 2003 al Codice del Lavoro del 1990 ha consentito la formazione di sindacati indipendenti dallo Stato e senza previo permesso dell’autorità, ma con la fondamentale esclusione delle aziende “strategiche” quali la Khodro e quelle del settore petrolchimico. Per gli altri settori il diritto sancito sulla carta é negato nei fatti e i lavoratori che tentano di organizzarsi subiscono svariate forme di repressione, di cui la più comune é il licenziamento. Tuttavia ad oggi in diversi settori si sono formati una decina di sindacati che si autodefiniscono indipendenti, in contrapposizione al sindacato dello Stato “islamico”.

La legge proibisce gli scioperi: i lavoratori però, in teoria, possono non lavorare restando sul posto di lavoro. In tutto il settore pubblico invece lo sciopero é vietato in ogni sua forma.

Paradossalmente il governo ha fissato la soglia di povertà per il 2009 alla cifra di 850.000 tomans, pari a circa 874 dollari, mentre il salario minimo e stato fissato a 263.000 tomans, 270 dollari.

Nel gennaio 2004 la polizia sparò contro alcuni dei 1.500 lavoratori in sciopero della miniera di rame di Khatoonabad, uccidendo quattro operai e ferendone molti altri.

A cavallo fra il 2005 e il 2006 un potente sciopero fu condotto dai tranvieri di Teheran – che in tutto sono ben 17.000 – di cui abbiamo ampiamente riferito su questo giornale nel n. 316 del 2006. I tranvieri e gli operai dell’azienda pubblica di trasporto di Teheran dal 2003 avevano iniziato ad organizzarsi per formare un nuovo sindacato indipendente su basi di classe, il Sindacato dei Lavoratori della Compagnia di Autobus di Teheran e Sobborghi (Sherkat-e Vahed, Sandikaye kargarane sherkate vahed).

A giugno 2008 oltre 2.000 lavoratori della Haft Tapeh Sugar Cane Plantation and Industry Company – azienda statale per la coltivazione e la lavorazione della canna da zucchero nei pressi della cittadina di Shush nella provincia del Khuzestan – dopo ripetuti e lunghi scioperi, con manifestazioni e scontri di piazza, hanno formato un sindacato indipendente.

Gli operai della Iran Khodro sono scesi in sciopero a febbraio e a maggio per rivendicazioni salariali ed ottenendo che fossero accolte.

Il Primo Maggio una manifestazione promossa da ben nove sindacati indipendenti al Laleh Park di Teheran cui partecipavano circa 2.000 lavoratori é stata attaccata dalla polizia che dopo aver picchiato e usato gas lacrimogeni ha arrestato 150 lavoratori. Sempre il Primo Maggio fatti analoghi sono avvenuti a Sanandaj, in Kurdistan, uno dei centri dove più alta é stata in questi anni la combattività dei lavoratori, con 12 arresti.

Il 19 giugno 4.000 operai della Brick Kilns, fabbrica di mattoni in Shabestar, sono scesi in sciopero per ottenere i salari arretrati ottenendo soddisfazione dopo 17 giorni di sciopero.

Pochi esempi questi per descrivere la combattività operaia in Iran.


Le manifestazioni di giugno

A maggio il sindacato dei tranvieri di Teheran ha pubblicato un breve manifesto in previsione delle decime elezioni presidenziali della “Repubblica islamica”. In esso si afferma che il sindacato «non appoggia nessuno dei candidati in lizza» in quanto tutti considerati nemici degli interessi della classe lavoratrice e che «oggi, per i lavoratori e le loro famiglie, l’incoraggiamento a partecipare alle elezioni é una delle cose più prive di senso del presente dibattito».

Fra i candidati Mir Hossein Mousavi si é rivelato il principale sfidante del presidente in carica Ahmadi Nejad. I due, come vari “analisti” borghesi ci hanno spiegato a profusione, sarebbero rappresentanti di opposte fazioni della classe borghese. Mousavi avrebbe il sostegno di una importante fetta del clero islamico composta dai cosiddetti centristi vicini a Rafsanjani (gli ayatollah Javadi Amoli, Amini, Ostadi, Bayat Zanjani), dagli ayatollah “riformisti” (Montazeri, Taheri, Sanei, Mousavi Tabrizi, Mousavi Bojnurdi), dagli islamisti provenienti dagli ambienti universitari allievi di Khomeini, Taleghani, Bazargan e Shariati. Ahmadi Nejad é sostenuto dalla guida suprema Alì Khamenei, la più alta carica prevista dalla costituzione, dalla maggioranza dei ranghi dell’Esercito e delle milizie paramilitari dei Pasdaran e dei Basij che controllano il complesso militar-industriale e varie sfere della vita economica, dalla burocrazia di Stato delle Fondazioni iraniane, col loro giro d’affari esentasse e che rendono conto solo alla Guida Suprema.

La posta in gioco é la ripartizione del plusvalore estorto al proletariato d’Iran e, pare, il controllo di settori chiave come il commercio estero e soprattutto l’impiego della rendita petrolifera. A quanto sostengono vari “specialisti” Mousavi sarebbe propenso ad un più disinvolto processo di privatizzazione del vasto settore dell’economia di proprietà statale, ad una maggiore apertura ai capitali stranieri, ad una riduzione della spesa sociale e a una non ben precisata virata nel campo delle relazioni internazionali. Tutte differenze ben difficili da soppesare e da porre a verifica e che dal punto di vista della classe operaia hanno ben poca importanza.

I fatti che hanno dato il via al movimento di protesta sono noti. Una volta resi pubblici i risultati delle elezioni del 12 giugno e in seguito alla denuncia di brogli da parte di Moussavi una prima partecipata manifestazione ha percorso le strade del centro di Teheran. I manifestanti agitavano vessilli color verde a indicare il loro sostegno al capo dell’opposizione e rivendicavano l’annullamento o la revisione delle elezioni.

Le manifestazioni dei primi giorni hanno visto una partecipazione vastissima e si sono presto diffuse ad altre città del paese. Successivamente il numero dei manifestanti é andato diminuendo – pur rimanendo ragguardevole – mentre parallelamente é aumentata la repressione da parte della polizia e delle milizie Basij cui i manifestanti hanno fatto fronte coraggiosamente a costo di centinaia di arresti ed anche della vita.

Lo scontro era previsto dal clan di Ahmadi Nejad, tanto che preventivamente, ancor prima dell’inizio delle manifestazioni, alcune decine di professori dell’Università di Teheran sono stati tratti in arresto e ciò ha contribuito a scatenare la reazione degli studenti. Moussavi quindi ha giocato la carta della piazza pur correndo il rischio che il movimento potesse tralignare i limiti accettabili per entrambe le fazioni borghesi in lotta.

Le manifestazioni hanno avuto vigore per una decina di giorni, raggiungendo l’apice il 22 giugno, giornata durante la quale vi sono state la maggior parte delle vittime. Poi il movimento é andato scemando, riaccendendosi il 9 luglio, per le manifestazioni promosse dagli studenti in occasione della commemorazione della repressione del loro movimento del 1999, e venerdì 17 luglio, in occasione della preghiera tenuta da Rafsanjani, da molti considerato il vero uomo forte alle spalle di Moussavi, all’Università di Teheran.

Non essendo noi fisicamente presenti in Iran e per le difficoltà dovute alla lingua non é possibile farsi un’idea completa del movimento di giugno-luglio. Tuttavia mettendo insieme vari tasselli il quadro é abbastanza definito.

Innanzitutto si può dire cosa il movimento non é stato. Non é stato un movimento di lotta della classe operaia, che ne é rimasta sostanzialmente estranea. Non vi sono stati scioperi nè a Teheran, dov’era il cuore della protesta e dove vi sono i grandi impianti industriali della Khodro, Khodro Diesel, Saipa Diesel, la raffineria di Esma Ilabad, ecc. con decine di migliaia di operai, nè nelle altre grandi città iraniane dove é giunta l’onda del movimento. Questo non vuol dire, come si é letto da più parti, che il proletariato parteggi per Ahmadi Nejad. Piuttosto che questo movimento non é stato percepito come proprio dai lavoratori. D’altronde, almeno in apparenza, il programma di Moussavi, fatto di privatizzazioni e riduzione della spesa sociale per un Iran più “moderno”, appare ancora più antioperaio di quello di Ahmadi Nejad e se può affascinare una parte della società questa é la piccola borghesia o, come ama definirla il giornalismo borghese, la classe media.

Il movimento, poi, ha avuto come centri organizzativi le università e le moschee, gli studenti e la struttura organizzativa a sostegno di Moussavi, con ruolo certamente fondamentale di parte del clero. Ciò é emerso con più evidenza col passare dei giorni. La preghiera di Rafsanjani all’Università di Teheran venerdì 17 luglio ha rappresentato il sigillo finale ad ogni sorta di dubbio in proposito. Le manifestazioni d’altronde hanno avuto come teatro principale il centro cittadino – intorno all’Università Statale e al politecnico Amir Kabir – e i quartieri benestanti nord-orientali, in un’area compresa fra Piazza Enghelab, Piazza Vanak e la moschea di Ghoba, mai i quartieri proletari della capitale e delle altre città.

Insistentemente é stato detto da più parti che Moussavi si é ritrovato a capo della protesta suo malgrado. Ci permettiamo di dubitarne. Se é vero che le manifestazioni hanno oltrepassato spesso il limite accettabile da parte del regime sul piano dell’ordine pubblico, cosa per altro determinata per lo più dall’azione repressiva di polizia e Basij, tuttavia esse non hanno mai messo in discussione lo stesso carattere “islamico” del regime e smesso di gridare “Allah Akbar” ed agitare i vessili verdi.

Pare quindi che debbano andare amaramente deluse le speranze di chi aveva creduto di vedere nelle manifestazioni iraniane di questo inizio d’estate il principio di un movimento che, a mo’ dei grandi processi rivoluzionari, travalicasse i suoi stessi obiettivi, proclamati al suo nascere. A qualcuno potrebbe esser venuto in mente il 1905 russo: il 22 gennaio gli operai marciarono in quella che stava per diventare la Domenica di Sangue, in processione dietro al Pope, innalzando icone sacre e cantando l’inno imperiale per portare una supplica con varie richieste allo zar Nicola II, riduzione dell’orario di lavoro, fine della guerra russo-giapponese... L’esercito aprì il fuoco e fu l’inizio della rivoluzione.

Gli attori del movimento iraniano odierno sono diversi. Nel dicembre del 1904 a San Pietroburgo erano scesi in sciopero decine di migliaia di operai delle officine Putilov. Nel gennaio 1905 gli operai scioperanti avevano raggiunto il numero di 80.000. Nulla di questo é successo oggi in Iran. Gli scontri e i morti non bastano a parlare di rivoluzione e nemmeno di un movimento potenzialmente rivoluzionario. Come nella Russia semi-feudale del 1905-’17, a maggior ragione nell’Iran e in tutto il mondo capitalistico contemporaneo la sola rivoluzione possibile é quella che vedrà protagonista la grande classe dei lavoratori salariati: il proletariato. La rivoluzione sarà degli incolti lavoratori, non dell’acculturata società civile fatta di studenti e “classe media”. E non sarà nemmeno la rivoluzione di proletari, studenti e piccola borghesia “uniti nella lotta” ma della sola classe lavoratrice. Gli strati sociali impoveriti e intermedi fra proletariato e borghesia potranno, nella migliore delle ipotesi, andare a rimorchio del primo, se forte e vincente. Ma, come la storia ha già troppe volte dimostrato, anche in Iran, nel momento in cui la classe operaia si trovasse debole o esitante, saranno sempre pronti a schierarsi con la reazione, con la borghesia, vestendo i panni dei difensori della patria e cantando, a seconda della contingenza, “Allah Akbar” o “Viva il duce”.

Il proletariato iraniano non ha alleati all’interno dei confini nazionali ma solo al di fuori di essi, nei lavoratori, nei contadini poveri e nei diseredati dei paesi vicini e di tutto il mondo. L’unica vera prospettiva é quella della rivoluzione mondiale proletaria. Questo é il solo obiettivo per cui devono lavorare i comunisti degni di questo nome. Chi non dà questa prospettiva ai lavoratori, o la mette “momentaneamente” da parte, con la pretesa di cavalcare l’onda di un movimento che si sa essere estraneo alla classe operaia ma che si vuole presentare come utile ai suoi fini e quindi al comunismo, lega una volta di più le mani dei lavoratori al carro dei suoi futuri carnefici.

È chiaro che non é possibile che i lavoratori iraniani si mettano sulla strada della rivoluzione autonoma e internazionale con le loro sole forze, in presenza di una situazione mondiale priva di questa prospettiva. Perchè ciò sia possibile é necessario un ribaltamento dei rapporti di forza fra le classi a livello mondiale.

Ma per quanto questo obiettivo sia arduo e ardito – nessuno ha mai detto che la strada dei comunisti sia in discesa! – ciò non giustifica in nessun modo l’intraprendere altre strade che sono sempre illusorie e orientate in senso opposto a quello della rivoluzione. La sola strada é quella della ricostruzione del Partito Comunista mondiale sulle sue vere basi. Con le attuali forze a disposizione del Partito ciò oggi passa per un’attività che é per nove decimi di sola analisi e critica dei movimenti sociali in atto. Ma questa é la necessaria premessa alla futura azione non più solo teorica ma finalmente pratica, nel vivo della lotta di classe e della Rivoluzione.

http://www.autistici.org/volna/index.php?option=com_content&task=view&id=5124&Itemid=124

Le idee della classe dominante sono, in ogni epoca, le idee dominanti.

K Marx
http://www.autistici.org/volna/
Redazione
Inviato: 26/10/2009 17:09  Aggiornato: 26/10/2009 17:10
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
FREEMAN: Quello che sembra una contraddizione è in realtà una classica forma ipocrita della cultura anglosassone: negare ufficialmente, per affermare intrinsecamente.

Gates non avrebbe mai potuto scrivere apertamente che fondò la legione araba della CIA, perchè si sarebbe autoincriminato; voleva però farcelo sapere, per cui ha scritto “pensai di fondare una legione araba, ma poi non lo feci”. (Altimenti perchè scriverlo del tutto?)

Anche McNamara, nel film di Errol Morris, dice “in Vietnam decidemmo di usare l’Agent Orange, ma non fui io ad autorizzarlo”. E chiaro che fu lui, visto che allora era ministro della difesa.

Ha fatto quindi benissimo Tarpley a interpretare in quel modo la frase, e a dire “I take it that”, che vuol dire “per me significa che”.

***

MULLAH: “In ogni caso, se è molto dubbio che Jundallah faccia capo ad Al Quaeda, l'affermazione che quest'ultima sia la "legione araba della CIA" è una stupidagine colossale.”

Come ha spiegato Tarpley, la “stupidaggine colossale” è confermata da diverse fonti incrociate, indipendenti fra di loro.

blu23
Inviato: 26/10/2009 17:56  Aggiornato: 26/10/2009 17:56
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Le politiche di USA e GB per l'Iran sono chiarissime, mi vine da ridere se qualcuno mette ancora indiscussione il fatto che AlQueda e tutti questi microgruppi che fanno attentati altamente complicati e spettacolari, non siano finanziati dai secret service occidentali...
Le domanda della giornalista sono imbarazzanti

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
Decalagon
Inviato: 26/10/2009 18:55  Aggiornato: 26/10/2009 18:55
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/8/2009
Da:
Inviati: 6643
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Mamma mia.. scioccante. Avevo già letto degli accenni in articoli analoghi su questo sito, ma ogni volta che ne sento parlare sto male.
Che brutto quando i governi hanno dei segreti... soprattutto in una società che dovrebbe essere democratica.

«Goku è Verità. Io sono la Via, la Verità e la Vita. E risorgo quando mi pare.»
Redazione
Inviato: 26/10/2009 19:36  Aggiornato: 26/10/2009 19:38
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
BLUE23 "Le domanda della giornalista sono imbarazzanti"

Non sarà forse che "fa la stupida" apposta?

Ponendo le domande in quel modo gli serve le risposte su in piatto d'argento. In altre parole, fa finta di "interpretare" l'incredulità popolare, permettendo a Tarpley di smentirla.

Homero
Inviato: 26/10/2009 23:16  Aggiornato: 26/10/2009 23:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/4/2007
Da:
Inviati: 466
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
scusate l'o.t., ma ho appena visto su raidue una porcata immane...
Giacobbo Voyager, con presenza di quelli del CICAP e di un fantomatico circlemaker, hanno "realizzato" un cerchio nel grano...
sul momento non ci volevo credere...insomma, un disegno realizzato durante tutta la notte, con impiego di mezzi immane, partorando una vaccata assurda, che infatti si sono ben guardati da inquadrare bene, visto che l'effetto era a dir poco comico...
davvero, sono ancora scandalizzato/incazzato per quello che ho visto...

qualcuno come me ha visto puntata di stasera?

Homero
Inviato: 26/10/2009 23:21  Aggiornato: 26/10/2009 23:21
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/4/2007
Da:
Inviati: 466
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
per quanto riguarda le cose (verissime) che dice Tarpley segnalo questo documentario di Current

http://current.com/items/89438469_la-guerra-segreta-all-iran.htm

purtroppo sito dice che video non è più disponibile

blu23
Inviato: 27/10/2009 0:12  Aggiornato: 27/10/2009 0:12
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Non sarà forse che "fa la stupida" apposta?

Ponendo le domande in quel modo gli serve le risposte su in piatto d'argento. In altre parole, fa finta di "interpretare" l'incredulità popolare, permettendo a Tarpley di smentirla.

Il fatto che facesse la stupida mi sembrava ovvio, ma come dici giustamente "fa finta d'interpretare l'incredulità popolare". A questo punto se il popolo è giunto a questo livello direi che quanto esposto nel film commedia Idiocracy (http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44723) è veramente alle porte...

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
divert
Inviato: 27/10/2009 10:21  Aggiornato: 27/10/2009 10:21
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/5/2009
Da:
Inviati: 78
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Citazione:
Autore: Homero Inviato: 26/10/2009 23:21:02 per quanto riguarda le cose (verissime) che dice Tarpley segnalo questo documentario di Current http://current.com/items/89438469_la-guerra-segreta-all-iran.htm purtroppo sito dice che video non è più disponibile


il problema con vanguard della current è questo:
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/manifesti-current/1.html

Il documentario che hai linkato si potrebbe trovare anche qui:
America's Secret War With Iran
ma è bloccato:
Contenuto non Disponibile
Spiacenti, questo contenuto non è disponibile per il tuo Paese.

Su youtube c'è e funziona sono 3 parti:
http://www.youtube.com/watch?v=H3n6Sifbh6A
http://www.youtube.com/watch?v=rFxWsUG4X_U
http://www.youtube.com/watch?v=BIzj_jD8NMg

Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza.
(Arthur Bloch)
Duffy
Inviato: 27/10/2009 11:59  Aggiornato: 27/10/2009 11:59
So tutto
Iscritto: 1/5/2009
Da:
Inviati: 3
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
direi di abbinarlo a questo articolo che abbiamo tradotto....
http://www.duffysblog.com/2009/10/gli-stati-uniti-attaccano-l-iran.html

Mullah
Inviato: 27/10/2009 13:33  Aggiornato: 27/10/2009 13:33
So tutto
Iscritto: 14/10/2009
Da:
Inviati: 13
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Per Redazione
Avevo scritto che l'affermazione che Al Quaeda è "la legione araba della cia è una stupidagine colossale"; avete risposto che

"Come ha spiegato Tarpley, la "stupidagine colossale" è confermata da diverse fonti incrociate, indipendenti fra di loro"

Consiglio di rileggere il filmato con fermi immagine per verificare che la vostra affermazione - Trapley avrebbe spiegato che l'essere Al Quaeda la legione araba della cia sarebbe confermato da fonti incrociate e indeipendentui fra loro - è del tutto smentita dal filmato.

Tarpley ha affermato altro.
Dopo aver affermato che Al Quaeda è stata creata dalla Cia durante la guerra Afghana contro l'Urss, Tarpley non ha spiegato, citando fonti incrociate i indipendenti questa affermazione, bensì la diversa affermazione che Jundullah è controllata dalla cia. Questa affermazione è ovvia e a mio avviso non ha bisogno di alcuna prova. In ogni caso Tarpley cita un giornale che cita un "ex agente anonimo di alto livello della cia" e un ex ufficiale del ministero degli esteri americano di cui fa il nome; poi viene interrotto dalla giornalista che ingenuamente chiede perché gli stati uniti avrebbero interesse a finanziare Jundullah. Tarpley spiega l'ovvio. Io avrei ribattuto così "signora, mi dica un solo caso, nella storia drell'umanità, in cui una potenza mondiale non ha finanziato il nemico interno del proprio nemico: lo abbiamo fatto in afghanistan con i Mujhaideen contro l'urss, in kossovo con i narcotrafficanti contro contro milosevic, in irak con una parte dei curdi contro Saddam. Ma non deve credere ingenuamente che siamo cattivi, ogni impero della storia si è comportato così (e anche ogni potenza regionale si comporta così nel proprio ambito di potere, se l'impero lo consente). Non siamo noi ad essere cattivi; è la gente che non sa nulla di storia e pretende di conoscere il presente ad essere ignorante".
Sarebbe stata più efficace la mia risposta o quella del controinformatore Tarpley? Giudichino i lettori.

Dopo la risposta alla ingenua interruzione della intervistratrice, Tarpley cita una terza fonte relativa al rapporto CIA-Jundullah (che si può dare per assodato e io infatti lo avevo dato per assodato): il giornalista Seymour Hirsh, che ha citatio ex agenti cia (le fonti indipendenti dunque sono due ex agenti CIA e un Ufficiale del ministero degli esteri; ma si può credere loro, perché la storia impone di credere che sia l'altra tesi - l'inesistenza di rapporti .- a dover essere dimostrata).

Quando poi la intervistatrice chiede "che mi dice del fatto che Jundullah sia legata ad Al Quaeda? E' gente che gli stati uniti combattono", Tarpley non fornisce prove del rapporto tra Al Quaeda e Jyndullah (che, come ho spiegato nel mio commento precedente è certamente possibile al livello astratto, considerata la ideologia potenzialmente affine dei gruppi; potenzialmenbte affine perché non so se Jundullah sia Waabita, né se sia islamista ma nazionalista, come alcuni gruppi islamisti della resistenza irachena che non appartengono e talviolta combattono Al Quaeda; in concreto, tuttavia, potrebbero esservi interessi di Al Quaeda, che non ha la potenza degli stati uniti, a non combattere, ancora per anni o decenni, l'Iran) e afferma di aver mostrato nella sua ricerca sull'11 settembre che Al Quaeda è "una legione araba della cia", creata dalla Cia ai tempi della querra tra Mujhaideen e URSS e che uno dei fondatori sarebbe stato Rober Gates, oggi ministro della difesa e alliora vice presidente della CIA.

Ora io non so come l'autore abbia dimostrato la sua tesi nella ricerca citata, che io non conosco. So, tuttavia, come la argomentata nel filmato.
Ecco gli argomenti.
1) Nelle sue memorie Robert Gates ha scritto che "aveva intenzione di fondare una legione araba della cia, ma non lo fece". Chiosa Tarpley: "Per me significa che lo fece. Ed è per questo che noi abbiamo a che fare con al Quaeda". E' una prova? L'opinione dell'autore non motivata è una prova? Non scherziamo.

2) Poi Tarpley, un pò illogicamente aggiunge "quindi se si riesce a controllare questi gruppi a metterli gli uni contro gli altri" ecc. ecc. si riscono a raggiungere gli obiettivi geostrategici come "scrive Brezinski nei suoi libri". Qui tarpley ribadisce l'ovvio comportamento di ogni impero, secondo quello che ci dice la storia, e dice giustamente che la strategia è esposta in modo rigoroso nei libri di Brezinski.

DUNQUE, NEL VIDEO TARPLEY NON MENZIONA ALCUNA PROVA CHE AL QUEDA E' LA LEGIONE ARABA DELLA CIA.

Perciò, lasciando da parte la tesi che Tarlpley nel video enuncia dicendo di averla dimostrata in una sua ricerca che non conosco (la mia tesi è diversa Al Quaeda esisterà e sarà un soggetto della geopolitica quando gli stati uniti si saranno disintegrati, principalmente per colpe ed errori propri ma comunque anche per l'impegno di Al quaeda) mi chiedo,

VOI CHE AVETE PROPOSTO IL VIDEO COME AVETE FATTO A CADERE NELL'ERRORE DI CREDERE CHE LE TRE FONTI INVOCATE DA TARPLEY PER DIMOSTRARE CHE LA CIA FINANZIA JUNDULLAH FOSSERO STATE CITATE DALLO SCRITTORE PER PROVARE CHE AL QUAEDA E' LA LEGIONE ARABA DELLA CIA e cioè una affermazione del tutto diversa da quella che tarpley intendeva provare e effittivamente ha provato?

Vi rispondo riprendendo un commento che ho scritto sotto l'ottimo articolo relativo alla propaganda

Il problema non è questa televisione o questo video è la televisione e il video in sé stesso: "Qualunque sia la televisione, resta il fatto che la lettura è critica, la visione no. La lettura suscita le immagini, il video le immagini le dà. La lettura segue il ritmo del tuo pensiero, il ritmo del film è scelto da altri. La lettura si interrompe per tornare a leggere una pagina o per cercare il significato di un vocabolo, il film, nonostante la invenzione del lettore, no. Il libro lo scegli tu; il film lo scelgono loro. La lettura è impegnativa, la visione serve essenzialmente a sciacquare il cervello dopo lo stres del lavoro. Cfr. il Manifesto del Fronte Popolare Italiano: "25. Muoviamo dalla consapevolezza della enorme superiorità della scrittura rispetto alle immagini. 26. Sappiamo che la televisione è droga e in particolare sappiamo che è un narcotico. 27. Sappiamo che i narcotici affievoliscono la volontà e così ostacolano l’esplicazione delle capacità" (http://www.appelloalpopolo.it/?p=22).

Se voi dopo la traduzione del video, anziché proporre il video con i sottotitoli lo aveste TRASCRITTO IN UN TESTO CONTINUO SENZA l'accompagnamento del video (a che serve? cosa vi dà? cosa vi dice in più il video rispetto al solo testo?) NON SARESTE CADUTI NELL?ERRORE IN CUI SIETE CADUTI.

UNA GENERAZIONE FORMATA ATTRAVERSO I VIDEO (DOCUMENTARI ANCHE STORICI, FILM, INTERVISTE FILMATE) è NATURALMENTE, LOGICAMENTE E OVVIAMENTE MENO INTELLIGENTE (NEL SENSO CHE HA SFRUTTATO MENO LA POTENZA - 'INTELLIGENZA è UNA POTENZA - CHE AVEVA).

SE VOLETE MIGLIORARE LA VOSTRA CONTROINFORMAZIONE, CHE COMUNQUE è SPESSO PIENA DI SPUNTI INTERESSANTI, QUANDO TRADUCETE UN VIDEO, MOSTRATE IL TESTO SCRITTO E BASTA E CENSURATE LE IMMAGINI. nE DERIVERANNO SOLTANTO VANTAGGI.

Se poi volete vedere un video interessante che mostra cosa sia la propaganda, venite su http://www.appelloalpopolo.it dove si trova in home un video che pochi conoscono e che mostra come NESSUN IRACHENO ERA PRESENTE IN PIAZZA A FESTEGGIARE LA CADUTA DELLA STATUA DI SADDAM. ERA UN FILM. PER FORTUNA IN QUESTA OCCASIONE ABBIAMO IL FILKM SUL FILM, che ci dice la verità.

Grazie, comunque, per avermi concesso di dimostrare (credo di averlo dimostrato) le mie valutazione della enorme superiorità della scrittura rispetto alle immagini e come le immagini ci ingannino al di là della propaganda o della volontà del regista, bensì proprio per la natura intrinseca del video

audisio
Inviato: 27/10/2009 14:11  Aggiornato: 27/10/2009 14:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 29/4/2008
Da:
Inviati: 3471
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
La cosa divertente è che ci descrivono Ahmadinejad come il più estremista nella galassia di posizioni che convivono nell'attuale establishment iraniano.
In realtà, Ahamadinejad è molto malvisto dai pasdaran, lo ritengono troppo "morbido", recentemente hanno bocciato pesantemente la nomina da lui fatta del cognato a non mi ricordo quale ministero.
Il cognato era bollato come troppo riformista.
Nessuno, poi, ha mai sottolineato come il principale candidato battuto da Ahmadinejad, Mousavi, sia stato già Primo Ministro dal 1981 al 1989 durante la guerra Iran-Iraq e, sebbene su posizioni più aperte rispetto a Khamenei, era molto benvoluto da Khomeini e guidò un governo molto duro verso gli oppositori (vedi Wiki in inglese).
invece a noi qui in Occidente ci descrivono sempre questi paesi come monolitici imperi del male, del resto come succedeva per l'URSS.

Paxtibi
Inviato: 27/10/2009 14:15  Aggiornato: 27/10/2009 14:15
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
UNA GENERAZIONE FORMATA ATTRAVERSO I VIDEO (DOCUMENTARI ANCHE STORICI, FILM, INTERVISTE FILMATE) è NATURALMENTE, LOGICAMENTE E OVVIAMENTE MENO INTELLIGENTE

Grande verità.

audisio
Inviato: 27/10/2009 14:37  Aggiornato: 27/10/2009 14:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 29/4/2008
Da:
Inviati: 3471
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Volna, madre de dios!
I VOLANTINI DEL PMLI NO!
Te prego...
Già me li sò sorbiti oltre misura su Indymedia...
Tra l'altro, sempre 'sta retorica operaista, non è la catena di montaggio a definire lo sfruttato.
E', appunto, lo sfruttamento.
E, dunque, la catena di montaggio può essere anche metaforica come quella di un call center.
Pretendere che la catena di montaggio attribuisca automaticamente una maggiore coscienza di classe rispetto ad un centralino telefonico o ad un computer, vuol dire non aver capito nulla.
Se una rivoluzione sociale ci sarà, nel prossimo futuro, verrà dal mondo del precariato e dei sottoproletari acculturati, non certo dagli operai troppo occupati a difendere il loro posto di lavoro dalla concorrenza dei neger e a votare Lega.
Tra l'altro, sono queste nuove aree sociali a possedere gli strumenti per contrastare i moderni strumenti del dominio che sono tecnologia e informazione.

RIRA
Inviato: 27/10/2009 17:40  Aggiornato: 27/10/2009 17:40
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/5/2007
Da:
Inviati: 85
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
basta andare al cinema no audisio

trotzkij
Inviato: 27/10/2009 17:49  Aggiornato: 27/10/2009 17:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Citazione:
I VOLANTINI DEL PMLI NO!


Audisio! Non insultare Volna, non appartiene al PMLI... ma a tutt'altra setta...

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono
Redazione
Inviato: 27/10/2009 17:51  Aggiornato: 27/10/2009 17:54
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
MULLAH: "DUNQUE, NEL VIDEO TARPLEY NON MENZIONA ALCUNA PROVA CHE AL QUEDA E' LA LEGIONE ARABA DELLA CIA."

Hai ragione, Mullah. le citazioni di Tarpley nel video riguardano i rapporti con Jundallah, non la creazione di Al-Queda. Di quella Tarpley parla esplicitamente nel suo libro "terrore sinstetico", che lui cita nell'intervista.

In ogni caso, che Al-Queda sia una creazione USA non è più un segreto per nessuno.

Paulo
Inviato: 27/10/2009 18:57  Aggiornato: 27/10/2009 18:57
Mi sento vacillare
Iscritto: 24/12/2005
Da:
Inviati: 507
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Non mi risulta che Ahmadinejad, Presidente della Repubblica, né Mottaki, Ministro degli Esteri, abbiano accusato né la CIA, né gli USA dell'attentato di Pishin. Chi ha tirato in ballo gli USA è stato Larijani, che, però, è Speaker del Majlis e, quindi, non ha la facoltà di parlare ufficialmente a nome della Repubblica Islamica. Anche il Leader Supremo Kamenei ha parlato di "agenti stranieri" (bella scoperta!).
Che Jundallah sia stato allevato, finanziato ed addestrato dalla CIA è assodato, ma questo non significa, automaticamente, che l''impresa di Pishin sia stata pilotata dal Dipartimento di Stato, né dal Petagono, né dalla Casa Bianca.
Le conclusioni di Tarpley mi sembrano, quindi, un po' azzardate.
Meglio le speculazioni di Kaveh L Afrasiabi su Asia Times Online del 21 ottobre (completo il rimando all'articolo del 3 giugno di quest'anno).
Certo è che finché Obama non renderà pubblico il rendicocnto di come siano stati spesi i 400.000.000 $ stanziati nel 2008 da Bush per destabilizzare l'Iran ogni ipotesi è lecita e va fatta.

Mullah
Inviato: 27/10/2009 19:34  Aggiornato: 27/10/2009 19:34
So tutto
Iscritto: 14/10/2009
Da:
Inviati: 13
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
La discussione si fa interessante.
Voi certamente avete le vostre fonti, credo, ma posso sbagliare, statunitensi. Anche io a suo tempo mi interessai alla materia, facendomi narrare da arabi ciò che scrivevano i giornali arabi e leggendo libri di occidentali che si basavano su fonti arabe o musulmane. E posso dirti che, né i libri, né i musulmani con cui ho parlato hanno mai nemmeno ipotizzato una cosa del genere. Perciò, probabilmente è un probema di fonti. Però escluderei risolutamente che il fatto che Al Quaeda sia creazione della cia non sia un segreto per nessuno.

Credo che si debba essere analitici. Per esempio, il fatto che la Cia abbia amplificato e ingigantito di molto la presenza di Al quaeda in Iraq (per giuistificare la lotta al terrorismo) è un fatto certo. Su internet circolano innumerevoli filmati della resistenza sufi, di quella sciità, dell'esercito islamico in irack, che fa capo al partito Bath, di ansar al sunna (islamisti che per ora non stanno con Al Quaeda) e altri. Peraltro è anche vero che i filmati di al quaeda - lo stato islamico in iraq - sono tanti (centinaia di martiri kamikaze che si vedono esplodere contro le basi e le postazioni statunitensi o del governo fantoccio) e sono cresciuti nel tempo, perché non poche formazioni islamiste irachene hanno aderito al raggruppamento della resistenza che fa capo ad Al quaeda (questo gli ammiratori di saddam come Grimaldi non ce lo dicono e lo negano, perché intendono sostenere che la resistenza è soltanto socialista, nazionalista e araba, anche se trova unità nel richiamo all'islam, non all'islamismo)

Dunque se Al Quaeda è stata creata dagli stati uniti (nel 1991) è certo che ora sta combattendo chi l'avrebbe creata. PERTANTO, se pure fosse esatta la vostra tesi,CHI HA UTILIZZATO CHI?

Osama Bin laden ha concesso soltanto tre interviste ad un giornalista occidentale, che è il grande giornalista Robert Fisk (mi sembra 1996, 1997 e 1998). E' là che troverete gli elementi di verità per conoscere la storia di Al Quaeda. Le interviste sono reperibili facilmente in rete tradotte in italiano (più già segnalo un link).

Tra l'altro scoprirete che Bin Laden ha sfidato gli stati Uniti a combattere in afganistan. Gli stati uniti hanno abboccato e stanno perdendo. Tutto qua. Ricordo parte di ciò che Bin Laden disse nelle interviste rilasciate a Robert Fisk: a) che il petrolio sarebbe arrivato a 100 dollari; b) che i suoi uomini avevano già combattuto in somalia contro gli stati Uniti e avevano scoperto che l'america è una togre di carta: i soldati statunitensi tremavano come foglie; c) che pertanto gli Stati Uniti sarebbero stati sconfitti molto più facilmente che non l'unione sovietica; d) che i mujaheddin avrebbero sconfitto gli Stati Uniti sui monti dell' Hindu Kush: "da questa stessa montagna su cui ora sei seduto, abbiamo spezzato l’esercito russo e abbiamo distrutto l’Unione Sovietica. E io prego Dio che ci permetta di trasformare gli Stati Uniti nell’ombra di se stessi" "http://www.peacelink.it/conflitti/a/13489.html); e) che l'obiettivo di Osama era la disintegrazione degli Stati Uniti (così come si era disintegrata l'Unione Sovietica); f) che noi occidentali avremmo presto avuto notizie di loro, che stavano preparando la guerra.

Del fatto che la battaglia dell'afganistan si inserisse in un più vasto piano per distruggere (far disintegrare) gli Stati Uniti era consapevole fin dal 2001 e sotto i bombardamenti statunitensi il Mullah Omar, che avendo perso tutte le province tranne quattro o cinque asseriva: "non c'è differenza tra una, due o venti: un tempo non avevamo nessuna provincia, poi le abbiamo conquistate tutte" e spiegava agli occidentali che lo consideravano un povero illuso (poveri idioti): “L'attuale situazione in Afghanistan è legata ad una causa più importante, quella della distruzione dell'America. Il piano va avanti e grazie a Dio viene attuato, ma si tratta di un compito enorme, che supera la volontà e la comprensione degli esseri umani. Se avremo l'aiuto di Dio ciò accadrà entro breve tempo. Tenetelo a mente" (http://www.repubblica.it/online/mondo/attacconove/omar/omar.html).

In sintesi, può darsi che abbiate ragione (io non lo credo e comunque la vostra tesi non è pacifica come credete; impiegherei pagine a raccontare ciò che ho appreso su libri e riviste relativamente ad Al Quaeda e che non coincide minimamente con ciò che asserite).
E tuttavia credo che, in questa materia, la migliore e corretta controinformazione implichi: a) che in primo luogo si confronti ciò che dicono gli Stati Uniti con ciò che dice Al Quaeda e il Mullah Omar (perché non teniamo conto mai di cosa dice il nemico degli Usa? non aveva forse ragione Saddam e perfino il comico ministro dell'informazione a sostenere che erano gli americani ad essere circondati e non gli iracheni?); b) che si traduca dalle fonti arabe indipendenti che si riescono ad individuare; c) che si tenga conto delle interviste concesse da Osama a Robert Fisk, salvo pensare che quest'ultimo abbia inventato tutto (astrattamente è possibile, ma non lo credo e comunque bisognerebbe argomentare perché abbia inventato tre interviste mai smentite da Osama Bin Laden, rilasciate anni prima dell'11 settembre, quando nessuno conosceva Osama); d) che si tenga conto di fonti russe (Igor Panarin, il Brezinski di Putin, dice appunto che tra dieci anni Al Quaeda sarà un significativo soggetto della politica internazionale, mentre gli Stati Uniti si saranno disintegrati).

Dunque TRADURRE DALL'ARABO, DAL RUSSO E MAGARI DAL CINESE, NON DALL'INGLESE E DALL'AMERICANO IN PARTICOLARE. SE DOPO ESSERE STATI BOMBARDATI DALLA INFORMAZIONE UFFICIALE STATUNITENSE PROVENIENTE DALLA CIA PER CINQUANTA ANNI, CREDIAMO DI COMBATTERLA CON LA CONBTROINFORMAZIONE AMERICANA STIAMO FRESCHI: è LA SINDROME DEL COLONIZZATO.
Voi che siete stati capaci di creare un sito così bello e interessante, dovreste munirvi di bravi traduttori dal russo, dall'arabo e dal cinese. Vi rendereste conto che miliardi di persone conoscono fatti diversi da quelli a voi noti e danno valutazioni completamente opposte e ciò sia con riguardo alla informazione "ufficiale" sia con riguardo alla informazione indipendente.

Ciao e grazie per avermi consentito di rispolverare conoscenze che avevo acquisito alcuni anni fa

Sertes
Inviato: 27/10/2009 20:08  Aggiornato: 27/10/2009 20:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Citazione:
Dunque se Al Quaeda è stata creata dagli stati uniti (nel 1991) è certo che ora sta combattendo chi l'avrebbe creata. PERTANTO, se pure fosse esatta la vostra tesi,CHI HA UTILIZZATO CHI?


E' certo un par de palle.

Al Quaeda è il nome del database di guerriglieri mujhaeddin reclutati dalla CIA per combattere i russi in afghanistan.

Dal 2001 Al Quaeda è stata usata come capro espiatorio, ma non ha attaccato gli stati uniti. Quindi mancando la premessa, il tuo ragionamento cade da solo.

Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
Mullah
Inviato: 27/10/2009 21:21  Aggiornato: 27/10/2009 21:21
So tutto
Iscritto: 14/10/2009
Da:
Inviati: 13
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Per Sertes

Tu dici "reclutati" (come se avessero combattuto soltanto per conto degli Usa) io dico "finanziati" che è un altra cosa (chi si fa finanziare combatte per scopin propri). Anche Mussolini probabilmente si fece finanziare la fondazione del popolo d'italia (così scrivono non pochi suoi ammiratori, non i detrattori) dai servizi segreti francesi e inglesi. Non mi sembra che si possa dire che lo reclutarono, né che poi sia stato dalla loro parte.

Nella frase da te citata non ho detto che Al Quaeda ha attaccato gli stati uniti. Ho detto che li sta combattendo.
L'attacco è dubbio ed è negato da chi reputa che essa non abbia svolto nessun ruolo l'11 settembre (nemmeno quello di essere stata pilatata, scoperta, lasciata fare e agevolata; oppure per utilizzata per produrre un effetto molto maggiore di quello che sarebbe stata in grd di prdurre).
Diamo per scontato che Al qaeda non ha svolto alcun ruolo l'11 settembre (questa tesi su questo sito è ormai un dogma). CIO NON SIGNIFA CHE ESSA NON STIA COMBATENDO GLI STATI UNITI in iraq (tutti i filmati che trovi dei Mujhaideen con la bandiera nera con un segno bianco nel mezzo fanno capo al ragguppamento di Al uaeda in iraq) e in Afghanistan (i talebani, se cerchi i filmati, sono non soltanto afghani e pachistani, ma anche Uzbechi, Yagichi, tedeschi - si con tanto di famiglie e figli - e bulgari) E avrebbe combattuto gli stati uniti anche in somalia se i gringos non si fossero serviti dei servi eritrei, che comunque sono stati battuti e costretti alla ritirata. Al Quaeda è un concetto, una ideologia, come hamas, la resistenza.

Hai ragone, invece, quando asserisci che Al Quaeda è stato un capro espiatorio. Ma questo può aver cresto dispiacere ai pacificsti occidetali. Non certto agli ideologi di Al Quaeda, che hanno lasciato le loro posizione agiate e anzi agiatissime nelle società mediorentali, nella speranza di riuscire a cambattere gli Stati Uniti. Bin laden, o chi per lui, quando Bush attaccò l'Iraq non poteva credere ai suoi occhi e disse che Bush ( "il pavone") era l'uomo più stupido del mondo. Insomma, se agli occidentali dispiace che Gli stati Uniti si siano serviti di questo capro espiatorio, chi voleva combatterli e distruggerli (e non era in grado di farlo fuori casa) ha festeggiato mer mesi l'aggressione statunitense all'afghanistan e all'iraq.

blu23
Inviato: 27/10/2009 21:26  Aggiornato: 27/10/2009 21:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Alla mia prima obiezione al discorso di Mullah ha risposto Sertes in maniera succinta ma estremamente esaustiva. Mi permetto comunque di controbattere alcune cose

a) che il petrolio sarebbe arrivato a 100 dollari

Se vieni controllato e finanziato da chi fa arrivare il petrolio a 100 dollari diventa assai facile fare previsioni

b) che i suoi uomini avevano già combattuto in somalia contro gli stati Uniti e avevano scoperto che l'america è una togre di carta: i soldati statunitensi tremavano come foglie;

Se ti riferisci al famoso episodio del Black Hawk ti ricordo che per ottenere la liberazione gli americani costò 18 morti agli americani e oltre un migliaio ai somali... Il ritiro in quei casi è puramente politico.

c) che pertanto gli Stati Uniti sarebbero stati sconfitti molto più facilmente che non l'unione sovietica

L'URSS fu appunto sconfitto (se di sconfitta si può parlare) grazie all'indispensabile aiuto USA che con armi e capitali hanno finanziato le truppe irregolari afgane cteando come ricordava Sertes AL QUEDA. Voglio inoltre aggiungere che se USA e URSS utilizzassero il loro pieno potenziale bellico qualsiasi nazione araba verrebbe cancellata dalla carta geografica

d) che i mujaheddin avrebbero sconfitto gli Stati Uniti sui monti dell' Hindu Kush: "da questa stessa montagna su cui ora sei seduto, abbiamo spezzato l’esercito russo e abbiamo distrutto l’Unione Sovietica. E io prego Dio che ci permetta di trasformare gli Stati Uniti nell’ombra di se stessi" "http://www.peacelink.it/conflitti/a/13489.html)

Discorsi buoni per una moschea

e) che l'obiettivo di Osama era la disintegrazione degli Stati Uniti (così come si era disintegrata l'Unione Sovietica);

In effetti è vero, con i soldi dei contribuenti americani e l'appoggio logistico materiale ed effettivo... l'11/9 hanno combinato un bel casino.

f) che noi occidentali avremmo presto avuto notizie di loro, che stavano preparando la guerra.

Anche questo è vero, sfruttando il nome AL QUEDA (oramai è diventato un brand) i servizi a Madrid e Londra ci hanno dato dentro.

Del fatto che la battaglia dell'afganistan si inserisse in un più vasto piano per distruggere (far disintegrare) gli Stati Uniti era consapevole fin dal 2001 e sotto i bombardamenti statunitensi il Mullah Omar, che avendo perso tutte le province tranne quattro o cinque asseriva: "non c'è differenza tra una, due o venti: un tempo non avevamo nessuna provincia, poi le abbiamo conquistate tutte" e spiegava agli occidentali che lo consideravano un povero illuso (poveri idioti): “L'attuale situazione in Afghanistan è legata ad una causa più importante, quella della distruzione dell'America. Il piano va avanti e grazie a Dio viene attuato, ma si tratta di un compito enorme, che supera la volontà e la comprensione degli esseri umani. Se avremo l'aiuto di Dio ciò accadrà entro breve tempo. Tenetelo a mente" (http://www.repubblica.it/online/mondo/attacconove/omar/omar.html).

Scusa ma con tutto il rispetto parlando mi faccio 4 grasse risate alla salute della buon anima del Mullah Omar (se mai sia esistito veramente)

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
Mullah
Inviato: 28/10/2009 0:01  Aggiornato: 28/10/2009 0:01
So tutto
Iscritto: 14/10/2009
Da:
Inviati: 13
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Per blu 23

La discussione è pacata, ordinata e interessante e perciò proseguo
Alla mia prima obiezione al discorso di Mullah ha risposto Sertes in maniera succinta ma estremamente esaustiva. Mi permetto comunque di controbattere alcune cose

"a) che il petrolio sarebbe arrivato a 100 dollari

Se vieni controllato e finanziato da chi fa arrivare il petrolio a 100 dollari diventa assai facile fare previsioni"

Era a dieci dollari e non mi sembra che alcuno, a quel tempo, facesse previsioni così azzardate ma esatte. Comunque la previsione è azzeccata-


"b) che i suoi uomini avevano già combattuto in somalia contro gli stati Uniti e avevano scoperto che l'america è una togre di carta: i soldati statunitensi tremavano come foglie;

Se ti riferisci al famoso episodio del Black Hawk ti ricordo che per ottenere la liberazione gli americani costò 18 morti agli americani e oltre un migliaio ai somali... Il ritiro in quei casi è puramente politico".

Il ritiro è sempre politico, salvo una disfatta che per gli Usa non è pensabile almeno in termini tradizionali. I mille morti furono quasi tutti civili. Non è così che si vince una guerra. Gli afghani batterono l'Urss vincendo le battaglie decisive con una media di morti di 13 a 1 per l'Urss. Ma l'Urss non vinse né le battaglie né la guerra.
Le guerre vere non sono le guerre dei soldatini. Non si vincono se ammazzando più nemici. Da sempre chi invade uno stato ha l'obiettivo minimo di instaurare un governo stabile e amico. Se i gringos non otterranno questo obiettivo allora avranno perso. Altrimenti dovremmo dire anche che gli Usa hanno vinto la guerra del vietnam e che i tdedeschi vinsero la guerra contro i sovietici, visto che ammazzarono più sovietici dei morti che ebbero.
Anzi una delle armi decisive è proprio la capacità ddi una delle parti guerreggianti di sopportare un maggior numero di viute umane. Gli usa stanno perdendo la guerra perché non hanno guerrieri disposti a morire. Se inviassero sull'Indu Kush 100.000 uonini disposti a restare lì per uno o due anni, al freddo e ommersi nell'oppini (finirebbero così) può darsi che riucirebbero a vincere la guerra, ma con 80.000 morti. Non ce li hanno 80.000 guerriglieri (altrimenti sarebbero già saliti) e se ne stanno nelle basi. Obama aveva detto che adesso si andava avanti e si mantenevano le posizioni. I morti americani sono triplicati e già ci sta ripensando.
Tutto questo il Mullah OmR LO SA; tu sembra di no, e perciò puoi ridere di ciò che ha dichiarato.


"c) che pertanto gli Stati Uniti sarebbero stati sconfitti molto più facilmente che non l'unione sovietica

L'URSS fu appunto sconfitto (se di sconfitta si può parlare) grazie all'indispensabile aiuto USA che con armi e capitali hanno finanziato le truppe irregolari afgane cteando come ricordava Sertes AL QUEDA. Voglio inoltre aggiungere che se USA e URSS utilizzassero il loro pieno potenziale bellico qualsiasi nazione araba verrebbe cancellata dalla carta geografica"

Vero; ma è anche vero che i soldatio sovietici erano disposti a morire (mi sembra che ne morirono oltre 14.000) I soldati statunitensi no. E' in base a questo argomento che i generali russi hanno sempre dichiaato che gli Usa non potevano vincere la guerra-
Proprio perché i sovietici combattevano (mentre gli usa cercano in tutti i modi di limitare le perdite) essi riuscirono a instaurare un gobverno stabile con un certo solido esercito e potettero ncredere che quel governo sarebbe durato. Così se ne andaRONO E DOVETTERO TORNARE QUANDO IL LORO QUISLING FU UMPICCATO, salvo dover PRENDERE ATTO CHE NON C'ERA NIENTE DA FARE.
Gli Usa non sono arrivati ad ottenere nemmeno un decimo degli obuettivi strategici raggiunti dai sovietici, che poure furono insufficienti. Se se ne vanno, Carzai cade dopo un ora (non dopo sei mesi).
PER VINCERE LE GUERRE SERVONO IN PRIMO LUOGO I GUERRIERI.

"d) che i mujaheddin avrebbero sconfitto gli Stati Uniti sui monti dell' Hindu Kush: "da questa stessa montagna su cui ora sei seduto, abbiamo spezzato l’esercito russo e abbiamo distrutto l’Unione Sovietica. E io prego Dio che ci permetta di trasformare gli Stati Uniti nell’ombra di se stessi" "http://www.peacelink.it/conflitti/a/13489.html)

Discorsi buoni per una moschea"

No è pacifico che stanno vincendo. Discorsi ovvi, che le persone che ragionano e non tifano sapevano fin dall'inizio. Non poteva andare diversamente da come sta andando. Osama aveva ragione. E i fatti lo stanno confermando. Se poi in moschea sanno ragionare e noi crediamo ancora che i marines siano coraggiosi, questo è un problema nostro.

"e) che l'obiettivo di Osama era la disintegrazione degli Stati Uniti (così come si era disintegrata l'Unione Sovietica);

In effetti è vero, con i soldi dei contribuenti americani e l'appoggio logistico materiale ed effettivo... l'11/9 hanno combinato un bel casino."

Qui quindi siamo daccordo

"f) che noi occidentali avremmo presto avuto notizie di loro, che stavano preparando la guerra.

Anche questo è vero, sfruttando il nome AL QUEDA (oramai è diventato un brand) i servizi a Madrid e Londra ci hanno dato dentro".

Non ce l'hanno con noi ma con gli usa. Volevano soltanto spaventare le nostre opinioni pubbliche. E' ovvio che non hanno alcun interesse a compiere parecchi attentati. Certo noi abbiamo creduto che volessero attaccare il colosseo. Li facciamo stupidi, ma si stanno rivelando più intelligenti degli occidentali, per ora.

g) "Del fatto che la battaglia dell'afganistan si inserisse in un più vasto piano per distruggere (far disintegrare) gli Stati Uniti era consapevole fin dal 2001 e sotto i bombardamenti statunitensi il Mullah Omar, che avendo perso tutte le province tranne quattro o cinque asseriva: "non c'è differenza tra una, due o venti: un tempo non avevamo nessuna provincia, poi le abbiamo conquistate tutte" e spiegava agli occidentali che lo consideravano un povero illuso (poveri idioti): “L'attuale situazione in Afghanistan è legata ad una causa più importante, quella della distruzione dell'America. Il piano va avanti e grazie a Dio viene attuato, ma si tratta di un compito enorme, che supera la volontà e la comprensione degli esseri umani. Se avremo l'aiuto di Dio ciò accadrà entro breve tempo. Tenetelo a mente" (http://www.repubblica.it/online/mondo/attacconove/omar/omar.html).

Scusa ma con tutto il rispetto parlando mi faccio 4 grasse risate alla salute della buon anima del Mullah Omar (se mai sia esistito veramente)"

Ho già risposto sub b). Ti chiedo: perché credi che Obama e Busch siano esistiti e siano ancora vivi e credi che Osama e il Mullah Omar non siano mai esistiti o sono morti?

A Sertes ho già risposto che i Mujahideen furono "finanziati", non "reclutati". Combatterono per un loro obiettivo non per denaro. marines americani sono per lo più reclutati. Garibaldi fu finanziato dagli inglesi o reclutato? Agì per realizzare i propri scopi o gli scopi degli inglesi (eventualmente coincidenti)? Nel nostro caso è la stessa cosa. Ho anche precisato di non aver detto che Al Quaeda ha attaccato, bensì che sta combattendo gli Usa. Ed è vero

Redazione
Inviato: 28/10/2009 1:04  Aggiornato: 28/10/2009 1:05
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
MULLAH: Citazione:
Diamo per scontato che Al qaeda non ha svolto alcun ruolo l'11 settembre (questa tesi su questo sito è ormai un dogma).
Permettermi di correggerti, ma un “dogma” è una verità accettata come tale in modo acritico. “Noi” invece (diciamo la maggioranza di chi frequenta il sito, ma non certo tutti) siamo arrivati ad affermare la stessa cosa in base alla ricerca e al confronto dei dati, che ci hanno portato a quella CONCLUSIONE LOGICA.

Potrà essere una conclusione sbagliata, ma non è comunque un dogma.

Citazione:
”Al Quaeda è un concetto, una ideologia, come hamas, la resistenza.”
Può darsi che lo sia diventato. Ma inizialmente, come ha detto Sertes, era il database con la lista dei nomi dei combattenti islamici mandati in Afghanistan per cacciare i russi.

In questo senso si può affermare che Al-Queda sia una “creazione” USA. Poi cosa sia successo fra di loro non lo sapremo mai con certezza.

Di fatto però bin-Laden non è mai stato ricercato ufficialmente dagli USA, per “insufficienza di indizi”. E’ quindi evidente che la tua affermazione che “Al-Queda combatte gli USA” sia del tutto aleatoria.

°°°

Grazie per i tuoi interventi, che dimostrano come su LC si possa convivere anche in pieno disaccordo, nel rispetto reciproco delle opinioni altrui.

blu23
Inviato: 28/10/2009 7:39  Aggiornato: 28/10/2009 7:39
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Ho già risposto sub b). Ti chiedo: perché credi che Obama e Busch siano esistiti e siano ancora vivi e credi che Osama e il Mullah Omar non siano mai esistiti o sono morti?

Perchè di Obama Bush Clinton e compagnia si vede sempre e solo la stessa faccia da caz.... mentre mi sembra che sia stato dimostrato, confrontando le immagini di più video, che di Osama ce ne siano più di uno...

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
VOLNA
Inviato: 28/10/2009 8:53  Aggiornato: 28/10/2009 8:53
So tutto
Iscritto: 23/6/2009
Da:
Inviati: 24
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Quante banalita' e non verita' AUDISIO:

Se non c'e' DIO figurati la MADRE,
il PMLI e' distante anni luce dalla posizioni politiche del partito comunista internazionale (essendo loro stalinisti).
Tengo a precisare che la "retorica operaista" e tutta la pappardella senza senso che segue il tuo discorso e' solo opera tua e non appartiene alla linea di quella corrente politica che incarna il filo rosso del marxismo. Quella linea politica le sue posizioni si possono facilmente trovare in rete.
Cosa tu ti sia "sorbito" su altri siti, non ci interessa, l'argomento del post e' l'IRAN, il nostro post definisce le posizioni della "sinistra comunista".
Insomma potevi leggerlo e commetarlo invece hai preferito dire "non verita" una dietro l'altra.

Mi scuso con gli altri utenti per OT.

Vi segnalo infine un'altra analisi sull'IRAN
http://www.autistici.org/volna/index.php?option=com_content&task=view&id=4524&Itemid=124

Le idee della classe dominante sono, in ogni epoca, le idee dominanti.

K Marx
http://www.autistici.org/volna/
blu23
Inviato: 28/10/2009 13:24  Aggiornato: 28/10/2009 13:24
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Mullah ma tu credi veramente che una nazione come l'URSS che ha sopportato milioni di vittime nella seconda guerra mondiale fosse minimamente spaventata dal fatto che fossero stati persi 14000 uomini? Secondo me no, i russi all'epoca avevano un piano espansionistico in cui l'Afghanistan non doveva esser altro che la prima tappa, ma l'enorme crisi che dilagava in URSS e i motivi che avrebbero di li a poco disintegrato l'URSS li ha spinti al ritiro. Quella era un tipo di guerra, quella che sta "combattendo" la NATo ora è totalmente diversa, hai ragione nel dire che gli americani cercano il numero di vittime minore ma è anchesì vero che gli americani stanno facendo la stessa cosa che hanno fatto in Iraq. Vedrai che una volta raggiunti i LORO obbiettivi la guerra magicamente finirà.

No è pacifico che stanno vincendo. Discorsi ovvi, che le persone che ragionano e non tifano sapevano fin dall'inizio. Non poteva andare diversamente da come sta andando. Osama aveva ragione. E i fatti lo stanno confermando. Se poi in moschea sanno ragionare e noi crediamo ancora che i marines siano coraggiosi, questo è un problema nostro.

A parte il fatto che qui nessuno appartiene al gruppo ultras dell'USMC nessuno sta vincendo nessunissima guerra ciò che è importante per la coalizione è mantenere lo status quo che gli permette di fare vittimismo e proselitismo in occidente sfruttando la propaganda televisiva e di farsi bellamente i cazzi loro in afghanistan. La guerra (sempre che di guerra si possa parlare) finirà quando gli obbiettivi geostrategici saranno acquisiti. E poi ti invito a riflettere sulla domanda "Chi paga cosa?". Come fanno i miliziani ad essere sempre armati di tutto punto come fanno a disporre di così tante riserve di esplosivo... chi paga??? I fedeli? In minima parte forse si, ma come ben sai le guerre sono molto costose.

Come ultima questione visto che tu credi ciecamente alle parole di Bin Laden ti invito a commentare questa notizia che puoi trovare largamente in rete.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/11/01/dubai-mistero-bin-laden-in-ospedale-con.html

Sarebbe interessante che su questo intervenisse anche Massimo visto che cita il fatto nei suoi film

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
franat
Inviato: 28/10/2009 16:55  Aggiornato: 28/10/2009 16:55
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/3/2009
Da: roma
Inviati: 93
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
la discussione è molto interessante ma in fondo cambia poco per noi mortali sapere più o meno con precisione cosa succede davvero (anche se io ci provo continuamente).
molto importante è capire cosa fa bene a noi mortali e qui ringrazio mullah per tutta la parte sulla carenza del video rispetto alla scrittura; è davvero da sottoscrivere.
spero che tale critica sia arrivata senza offesa a mazzucco e che ne prenda nota per migliorare il suo bel sito.

Mullah
Inviato: 28/10/2009 17:16  Aggiornato: 28/10/2009 17:16
So tutto
Iscritto: 14/10/2009
Da:
Inviati: 13
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Per blu23

Il problema dell'URSS sarebbe troppo complicato da affrontare e rischierei di essere generico.
Mentre direi che, sebbene sia sempre difficile determinare gli obiettivi strategici di uno stato aggressore in una guerra di aggressione, certamente essi implicano il controllo diretto o indiretto (mediante l'instaurazione di un governo stabile e affidabile) del territorio.
Rispetto a questo obiettivo, diciamo strumentale, gli Stati Uniti si trovano lontani mille miglia, visto che i Talebani, secondo quanto pacificamente affermano sia questi ultimi che le fonti occidentali, controllano tra il 70 e il 90% del territorio. Dunque hanno riconquistato le province che avevano perduto nel 2001 in seguito alla ritirata strategica (mica potevano restare a farsi massacrare sotto le bombe; né noi possiamo pensare che la ritirata non fosse stata preventivata: non sono tanto stupidi).
Riusciranno gli Usa a conseguire questo obiettivo strumentale, rispetto al quale qualsiasi obiettivo finale è irrealizzabile? Io credo di no.

Quanto al denaro, a parte i fedeli e a parte eventualmente l'oppio, se governano il territorio e amministrano la giustizia, credo che ritirino le tasse (chiamiamole pure tangenti; fa lo stesso; ma credo che si tratti di imposte). Poi c'è l'ISI, il servizio segreto pachistano e la parte di esercito pachistano che sono islamisti.
D'altra parte, la guerriglia usa IED, mine artigianali, esplosivo e mitragliatrici. Insomma i costi che devono sopportare per ciascun combattente saranno pari, sparo una perecentuale magari errata per difetto a 1/500 rispetto a quelli statunitensi.

Come ultima questione visto che tu credi ciecamente alle parole di Bin Laden ti invito a commentare questa notizia che puoi trovare largamente in rete.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/11/01/dubai-mistero-bin-laden-in-ospedale-con.html

La notizia la conosco dal 2001. Converrai che se aveva bisogno di un trapianto se lo è fatto fare. I soldi non gli mancano. E in ogni caso, ad un certo punto, potrebbe pure essere morto. Questo non lo so.
Credo, però, che si dovrebbe tener conto delle riunioni in cui i primi gruppi giurarono fedeltà a Bin laden e dichiararono guerra agli stati uniti e poi al popolo americano; delle tre interviste a Robert Fisk; dei discorsi suoi o di chi lo ha sostituito, che non mi appaiono ingenui, ma talvolta impregnati di una profonda strategia; dei discorsi di Al Zawahairi e di tanto altro.

Dominati come siamo stati per lungo tempo daglli Stati Uniti, siamo stati portati a credere, tutti, me compreso, che ogni azione o fosse statunitense o fosse compiuta da altri con il consenso della Cia, o pilotata da quest'ultima.
Nell'ultimo decennio le cose sono andate diversamente. Putin li ha fermati in Georgia; sono stati gli unici a riconoscere il colpo di Stato contro Chavez e quest'ultimo è tornato al potere dopo tre giorni; con l'Iran e persino con la corea del nord si sono rivelati un can che abbaia ma non morde; i trattati internazionali che avevano escogitato negli anni novanta per fagocitare ancor di più l'america latina sono saltati tutti quanti, per merito di governi, talvolta parzialmente estremisti ma spesso, tutto sommato, moderati; brasile argentina e Uriuguay non scambiano più le loro merci in dollari; la resistenza irachena, diffusa ma divisa, non è stata ancora sconfitta; i talebani hanno riconquistato gran parte delle province perdute; si è formato il Bric (brasile, russia, india e cina) che è, a detta di molti esperti, il futuro economico del mondo; i g8 non servono a niente e servono i g20; i servi eritrei sono stati cacciati dagli islamisti in somalia; la crisi economica è notevole e non hanno più la forza di esportarla; il ruolo del dollaro come moneta di riserva e degli scambi internazionali è stato indebolito e non sono pochi a prevderne il crollo; la cina reagisce ad ogni furbizia e sopruso, con atteggiamento pacato e intelligente; le olimpiadi le ha avute il brasile; in giappone per la prima volta ha vinto un partito diverso da quello che gli Usa misero al potere quando formalmente cessò il protettorato; la donna che è l'ago della bilancia in ucraina è passata recentemente dalla parte della russia; dalle repubbliche ex sovietiche dell'asia centrale gli usa hanno dovuto smobilitare le basi.

Insomma, noi in europa siamo gli unici a non esserci resi conto che la storia stava ricominciando. O ce ne siamo resi conto in ritardo. Che le nazioni, le culture e i popoli pian piano stavano alzando la testa; stipulavano trattati e formavano inedite alleanze; e cominciavano a perseguire i propri interessi disinteressandosi della posizione statunitense o eludendola.

Un ruolo in questo sommovimento della storia lo ha svolto anche ll'islam militante, se non altro perché ha sfidato e comunque combattuto e sta combattendo militarmente gli stati uniti.

Che le classi dirigenti statunitensi, inconsapevoli degli elementi di debolezza che si andavano accumullando, abbiano preso il pretesto per invadere due stati; che come al solito abbiano fatto propaganda e guerra psicologica, creando il mostro mediatico del "terrorismo islamico"; che sia anche possibbile che si siano completamente autoattentati, per creare il precedente per dichiarare guerra; tutto questo non toglie che i diversi gruppoi di islamisti, che hanno combattuto e stanno combattendo gli Stati Uniti abbiano svolto un ruolo se non importante, almeno non irrilevante, nello spingere gli Stati Uniti sull'orlo dell'abisso (questo, forse, relativo al ruolo degli islamisti, è l'unico punto di dissenso tra noi; sull'11 settembre non c'è dissenso, perché non sono sufficientemente informato da poter prendere posizione). Osama Bin Laden è uno di una ristretta cerchia di uomini dell'islam (un altro, un gigante anche per la sua storia personale, è Al Zawahiri) che ha progettato perché ciò accadesse. Se lo ha fatto per vendicare il padre, se non erro morto per la caduta di un aereo sul territorio statunitense, è irrilevante. Se per combattere l'Urss aveva accettato sodli dalla cia e aveva instaurato rapporti con questa è irrilevante. Se è morto nel 2002 o successivamente è anche irrilevante.

Ribadisco che a mio avviso, l'unica differenza sostanziale tra noi è che voi tendete a negare ogni ruolo e capacità progettuale a questo gruppo di persone e ogni capacità e potere di trovare consenso, giungendo anche a negare l'esistenza di persone, la cui biografia somiglia, invece, a quella di Santorre di Santarrosa, Lord Byron, Ciro Menotti, Mazzini e Garibaldi. Uomini con alti ideali (che non sono i nostri, naturalmente o meglio mirano a realizzare interessi non nostri), capaci di martirio e tutt'altro che inefficaci e irralistici sotto il profilo dell’azione pratica.

Alla redazione dico: l'uso del termine dogma era effettivamente del tutto errato.

Vi ringrazio. Ho riflettuto e scritto tanto che ora ho anche il materiale per un post da pubblicare sul nostro sito.

ELFLACO
Inviato: 29/10/2009 12:38  Aggiornato: 29/10/2009 12:38
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 1839
 Re: Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Ma guarda te che notiziuola oggi su La Stampa:


IL FRATELLO DI KARZAI E' DELLA CIA

da un articolo sul New York Times

“Le persone non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi a dover aver paura delle persone.”

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