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politica italiana : Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Inviato da Redazione il 15/5/2009 5:40:00 (7296 letture)

di Marco Cedolin

Si stanno gradualmente spegnendo i riflettori dell’attenzione mediatica intorno ai terremotati d’Abruzzo. Si stanno spegnendo, dal momento che dopo avere costituito una passerella senza paragoni per faccendieri politici di ogni risma e colore, recatisi all’Aquila come tanti Re Magi a portare in dono “parole di solidarietà”, ora il tempo delle parole sembra essere terminato, mentre sta sopraggiungendo quello della ricostruzione, per realizzare la quale occorrono i denari che la politica della commozione televisiva non sembra avere alcuna intenzione di scucire.

Proprio in merito ai finanziamenti per ricostruire le case crollate e gravemente lesionate, la situazione si sta facendo ogni giorno che passa più surreale, con il governo impegnato in complessi esercizi di equilibrismo, volti a salvaguardare i risultati della campagna elettorale. Risultati che rischierebbero di venire compromessi qualora fosse chiaro a tutti che i cittadini abruzzesi si vedranno costretti a sovvenzionare la ricostruzione di tasca propria, attingendo ai propri risparmi o indebitandosi con le banche.

In un emendamento al decreto legge per L’Abruzzo il governo ha scritto che "il contributo è determinato in ogni caso in modo tale …

… da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, la ricostruzione nello stesso comune, o l'acquisto di un alloggio equivalente che rispetti le misure antisismiche". Quanto basta per potere affermare trionfalmente in TV e sui giornali che lo Stato coprirà al 100% le spese di ricostruzione per i terremotati.

All’interno dello stesso emendamento si può però leggere che l’erogazione dei contributi funzionerà “anche con le modalità del credito di imposta e di finanziamenti agevolati". Ed ecco l’inghippo, probabilmente destinato a concretarsi dopo la chiusura delle urne, in virtù del quale i cittadini abruzzesi scopriranno di essere costretti a “tirare fuori” in prima persona la maggior parte dei denari necessari per ricostruire le loro abitazioni.

Immaginando un “contributo statale” di 150.000 euro (limite massimo fissato dal governo) questo sarà infatti ripartito con tutta probabilità in tre parti. Un acconto di 50.000 euro verrà anticipato realmente e costituirà l’unico contributo sul quale il disgraziato terremotato potrà effettivamente contare. Altri 50.000 euro verranno offerti sotto forma di credito d’imposta. Il terremotato potrà cioè scalarli man mano dalle tasse che dovrà pagare negli anni a venire, sempre che egli continui ad avere un lavoro e pertanto a percepire un reddito sul quale pagare le tasse.

Gli ultimi 50.000 verranno concessi per mezzo di un mutuo agevolato. Il terremotato potrà insomma farsi carico di un mutuo presso le banche, da restituire in prima persona, detraendo la rata del prestito dai suoi redditi futuri, sempre ovviamente che questi esistano.

I terremotati abruzzesi che possiedono sufficienti risorse finanziarie potranno insomma ricostruire le proprie case a loro spese, con un contributo dello Stato che andrà da uno a due terzi, a seconda del fatto che essi abbiano o meno la fortuna di continuare a percepire un reddito negli anni a venire.

Quelli che non posseggono le risorse finanziarie, saranno destinati ad albergare a tempo indefinito nelle baracche, nelle tende o nelle cuccette delle carrozze ferroviarie dimesse, continuando a chiedersi come sia potuto accadere, dal momento che il governo aveva assicurato la copertura del 100% delle spese di ricostruzione, prima delle elezioni.

Marco Cedolin

http://ilcorrosivo.blogspot.com/
http://marcocedolin.blogspot.com/

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Autore Albero
manneron
Inviato: 15/5/2009 9:16  Aggiornato: 15/5/2009 9:19
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
è la solita storia, però a costo di sembrare impopolare ho una considerazione da fare:
se hai comprato una casa o un appartamento in una delle zone più sismiche d'italia e non ti sei premurato di verificarne l'antisismicità, almeno sulle carte, prima di acquistarlo, direi che non mi sembra per nulla giusto che vi sia un contributo statale a carico di tutti. solo in caso di sismicità fuori da qualsiasi previsione avresti diritto ad essere rimborsato, perchè se lo stato mi dice che devo fare una casa che regga a 7 della scala richter perchè i terremoti vanno da 0 a 6.5 e poi va a 7.5 allora si, ma fino a 7 sarebbero cazzi di chi compra. inoltre, se la tua casa fuori norma crolla, e fa danni a terzi, dovresti pure pagare i danni.
quindi direi che il governo ha fatto pure troppo in questo senso. non ha fatto proprio nulla invece per quel che riguarda tutte le strutture pubbliche fuori norma. Andiamo, è ridicolo che in caso di terremoto crolli per prima la prefettura.

nosh1t
Inviato: 15/5/2009 10:27  Aggiornato: 15/5/2009 15:22
Ho qualche dubbio
Iscritto: 30/9/2008
Da:
Inviati: 143
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
si' hai ragione manneron, sembri molto impopolare, almeno dalle mie parti.
Ti chiedo scusa se a me non sta bene avere un italia di stronzi che pensano solo al profitto fottendosene di indigenti, anziani, extracomunitari, rom, sfrattati, teremotati, single senza lavoro, omosessuali, atei o quantomeno non-cristiani, i deboli e poveri in genere ma non solo; stronzi che rubano e razziano da nord a sud inculando chi non e' stronzo come loro, intortando tutto questo fotti-fotti con una frase emblematica: FINALMENTE (siamo) CATTIVI e tutto in nome dell'italia, della sovranita' popolare. La verita' e' che i potenti, oggigiorno oggi piu' che mai, hanno in pugno le palle del paese e ai potenti - c'e' 'n cazzo da fa' - i "miserabili" non gli piacciono se non nei romanzi, loro vedono l'italia come un grande villaggio turistico dove fare quel cazzo che gli pare, serviti e riveriti da solerti e silenziosi schiavi percio' scusa se l'italia che voglio io e' un'altra, un tantino piu' sinceramente vicina alla gente che non e' o non vuole esse governata da figli di puttana.

Ghilgamesh
Inviato: 15/5/2009 11:02  Aggiornato: 15/5/2009 11:02
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/10/2005
Da:
Inviati: 3001
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Posto che anche io non sono d'accordo a far pagare a tutti noi la delinquenza di alcuni.

Va detto che nel momento in cui le autorità competenti ti certificano la casa come antisismica, il notaio te la fa comprare come antisismica ... cazzo devi fare? Far esplodere una testata nucleare nel sottosuolo per vedere se casa tua regge?

Chiaramente la ricostruzione andrebbe fatta pagare INTERAMENTE ai delinquenti che hanno costruito le case, ai delinquenti che hanno certificato la sicurezza della struttura, ai delinquenti che hanno approvato i progetti, ai delinquenti, che agli stessi delinquenti che hanno costruito le case, faranno costruire il ponte sullo stretto e così via.

Lezik85
Inviato: 15/5/2009 11:03  Aggiornato: 15/5/2009 11:03
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/4/2009
Da: Freedonia
Inviati: 1463
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Citazione:
se hai comprato una casa o un appartamento in una delle zone più sismiche d'italia e non ti sei premurato di verificarne l'antisismicità, almeno sulle carte, prima di acquistarlo, direi che non mi sembra per nulla giusto che vi sia un contributo statale a carico di tutti


Non so se lo sapete ma dal sesto grado in su lo Stato è COSTRETTO a risarcire i danni del 100%; mentre gira voce che i dati ufficiali siano stati manipolati di quel poco da restringere la soglia...infatti con astuta precisione la magnitudo è stata collocata a 5.8
E comunque vi ricordo che a questo proposito il grado di sismicità fu abbassato di un punto proprio per consentire l'edilizia selvaggia del "costruiamo tutto in barba alle regole". Se non sbaglio sotto la gestione Del Turco.

Ma ciò che mi preme farvi leggere è questo memorandum:

«Berlusconi in lacrime: non vi abbandoneremo... È stata una lunga notte quella del premier, arrivato in Molise alle dieci di sera e ripartito alle due del mattino, dopo aver visitato anche gli ospedali di Larino e Termoli: “Su che ce la fate a uscire presto di qui, vi vedo in gamba”, ha detto a quelli che stavano meglio»
(«Corriere della Sera», San Giuliano di Puglia, 2 novembre 2002).

«San Giuliano, case nuove per 500 persone. Consegnati i prefabbricati di legno. Berlusconi: sono provvisori, entro sei mesi partirà la ricostruzione.. Il premier ha ringraziato Corriere e Tg5 che hanno raccolto oltre 12 milioni di euro: “Sono orgoglioso di quello che lo Stato e la Protezione civile hanno saputo fare”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non ha risparmiato i complimenti, ieri pomeriggio, durante l'inaugurazione del villaggio provvisorio, in prefabbricati di legno, che accoglie 146 nuclei familiari rimasti senza casa dopo il terremoto del 31 ottobre. Appena messo piede a terra, all'eliporto del nuovo villaggio, ha incontrato il presidente della Rcs Editori, Cesare Romiti, il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, e Vito Oliva, in rappresentanza del Tg5. Berlusconi ha ringraziato calorosamente per la raccolta di fondi organizzata dalle due testate giornalistiche, 'Un aiuto subito terremoto del Molise': “Con i 12 milioni di euro che avete messo a disposizione la Protezione civile ha potuto costruire il nuovo villaggio. Il governo ne ha aggiunti 5 e mezzo. Un grande successo nella collaborazione tra privato e pubblico”. Berlusconi, durante la visita del nuovo insediamento, si è assunto un preciso impegno: “Queste case sono comode, ma sono comunque provvisorie. Entro 6 mesi inizierà la ricostruzione di San Giuliano. La valutazione sismica del terreno è stata completata, entro pochi mesi si deciderà quali case ricostruire e quali aree destinare al verde”»...
(«Corriere della Sera», 29 marzo 2003).

«Gli abitanti ancora nei prefabbricati. Il comitato delle vittime: “Sarà un autunno caldo”. San Giuliano senza rinascita. Due anni dopo il sisma ferme ricostruzione e perizia sulla strage. “L'unica cosa positiva è che il villaggio provvisorio è fatto bene. Per il resto è stata la fiera delle promesse non mantenute. Quando è venuto Berlusconi, subito dopo il terremoto, ci ha detto che San Giuliano sarebbe stata ricostruita in due anni. Poi quando è tornato, a Natale del 2002, ha corretto: 'Due anni, dal momento in cui avremo in mano il progetto definitivo della ricostruzione'. Ma il presidente della regione Molise, Michele Iorio, nominato commissario per la ricostruzione, ha fatto approvare il progetto soltanto nel luglio scorso. Per di più in tutto questo tempo non sono state completate le demolizioni.. Ci sono ancora 20 case da abbattere. In un anno nessuno ha fatto niente. Ci sono ancora da rimuovere le macerie delle demolizioni completate nel giugno del 2003. Ma le rimozioni, guarda caso, sono iniziate solo dieci giorni fa, quando è stata annunciata la visita del presidente del Consiglio”... Per quanto riguarda i tempi della ricostruzione, siamo allo scaricabarile. Luigi Barbieri, il nuovo sindaco di San Giuliano, eletto nel giugno scorso, elenca gli errori del suo predecessore e le responsabilità del presidente Iorio: “Come commissario delegato, doveva predisporre il piano di ricostruzione d'intesa col comune. Ha nominato due tecnici che dovevano seguire il piano. Quando questi sono entrati in conflitto con i tecnici del comune e si sono dimessi, lui non li ha sostituiti”. Tranquillo il commissario delegato per la ricostruzione, Michele Iorio: “Sono tempi che potrebbero apparire eccessivi - osserva - ma non credo di poter dire che ci sia stato un ritardo”...»
(«Corriere della Sera», 30 ottobre 2004).

«San Giuliano, a tutti i soldi delle collette. La decisione contro il parere della Protezione civile. Assegnata anche un'una tantum di 1.000 euro ai parenti dei defunti negli ultimi 3 anni. Il sindaco distribuisce fondi. E chi non ha subìto danni li usa per auto e viaggi. Lunedì il terzo anniversario dal sisma. Nel 2007 la fine dei lavori di ricostruzione della scuola... “Provo mortificazione e disgusto per tale obbrobriosa decisione...”. A Carmela Ferrante, che si sente morta ormai da tre anni, da quando il terremoto schiacciò la scuola di San Giuliano e la vita della sua bambina più grande, a Carmela l'unica parola che viene è quella: mortificata. Un'altra volta. “Spartire i soldi in questo modo è irrispettoso. Che cosa resta della solidarietà che tutto il mondo ci ha dimostrato? Nulla. Un pugno di mosche. È un insulto. Un'offesa alla memoria di chi non c'è più. È umiliante che diano un contributo uguale per tutti. Offensivo per me che ho perso una figlia. Imbarazzante per chi non ha avuto neanche un danno”. Il 31 ottobre 2002 si mosse il mondo, su San Giuliano. La scuola crollata. I 27 bambini e le loro maestre sotto. Le tv dal Canada e dal Giappone. Le sottoscrizioni, le collette, i vaglia, gli sms. Australiani commossi che ritagliavano dai giornali la foto d'un terremotato molisano, graffettavano cento dollari e sulla busta scrivevano: 'Please, dateli a lui...'. Tre anni dopo, le lacrime sono finite e i soldi anche. Se li sono spartiti. Nessuno l'ammette, tutti lo sanno: chi s'è fatto la macchina bella e chi il parquet nelle case popolari mai lesionate; chi s'è regalato l'hi-fi e chi la vacanza alle Maldive... Gli ultimi due milioni e mezzo di euro, gli aiuti spediti dal mondo intero 'senza vincolo di destinazione', il sindaco Luigi Barbieri li ha divisi così: 2.250 euro a testa. Come i pacchi di Pupo. Un ‘contributo simbolico’ a chiunque. Vecchi e neonati. Ricchi e poveri. Single e famiglie numerose. E siccome i soldi avanzavano ancora, che cosa ci si è inventati? Un bonus ai morti. Ma mica a quelli del sisma: quelli che, pace all'anima loro, se ne sono andati anche un mese fa. Mille euro una tantum, a chiunque dal 2002 a oggi abbia avuto in famiglia un lutto qualsiasi, la nonna presa dal coccolone o lo zio malato. L'Enalotto del terremoto non ha ridato sorrisi. Tre anni dopo, San Giuliano è un paese distrutto. Non solo nei muri. Il marito di Carmela, che è poi l'ex sindaco Antonio Borrelli, a gennaio sarà processato per omicidio e disastro colposi, assieme a progettisti e costruttori della scuola: il suo bambino viene insultato in strada, 'figlio d'un assassino', i fiori sulla tomba della figlia morta li strappano e li buttano via. Sono cominciati i lavori di ricostruzione, i cantieri hanno l'ordine d'assumere i terremotati, “abbiamo fatto mille solleciti - si stupisce Massimiliano Di Pietro Paolo, direttore degli appalti per la chiesa -, ma nessun operaio è della zona: qua litigano e basta”. L'ultima, è la lite sui soldi. Benedetti dal sindaco Barbieri, che ci ha fatto la campagna elettorale. Maledetti da qualcun altro... Il primo a non starci, e per iscritto, è il capo della Protezione civile Guido Bertolaso: quando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (febbraio 2005) autorizzò il sindaco a utilizzare i 'fondi non vincolati', quando si capì che a San Giuliano quei soldi non li avrebbero impiegati in opere, Bertolaso (10 marzo 2005) suggerì d'evitare almeno il bonus ai morti di morte naturale. Il parroco, le vittime, il tecnico: voci inascoltate. A San Giuliano hanno acchiappato, poco e subito, e oggi sono sempre tutti lì, nel villaggio prefabbricato, fra rancori e rimpianti, ad aspettare una scuola nuova che ancora non c'è, le case nuove che non si vedono. Data fine lavori: 2007 (forse). Lunedì, terzo anniversario, si piangeranno i bambini morti. Il presidente Ciampi s'era inchinato alla loro memoria con 27 medaglie d'oro. Ma le onorificenze stanno ancora in un cassetto: tre anni dopo, al contrario dei soldi, nessuno ha fretta di consegnarle»
(Francesco Battistini, «Corriere della Sera», 28 ottobre 2005).

«New L'Aquila: una città tutta nuova in 24 mesi, al massimo in 28. La promessa di Silvio Berlusconi nel giorno del dramma abruzzese ha il fascino degli effetti speciali. Il presidente del Consiglio la chiama 'new town', termine britannico per indicare gli insediamenti satellite, ma che in italiano ha un grande modello concreto: Milano 2, la prima creatura del Cavaliere, l'inizio della sua epopea. Le frasi pronunciate dal premier a L'Aquila hanno però qualcosa di ‘déjà vu’: “Entro due anni gli abitanti riavranno le case”. Ricordate? Era lo choc di San Giuliano, il paesino del Molise dove il 31 ottobre 2002 il terremoto si era accanito contro la scuola uccidendo 27 bambini e la loro insegnante. Tre giorni dopo la strage, il premier convocò una conferenza stampa: “Mi sono intrattenuto con degli amici architetti per mettere a punto un'ipotesi di progetto per la costruzione di una nuova San Giuliano”. Anche allora il disegno era quello della new town, la città satellite: “Un quartiere pieno di verde con la separazione completa delle automobili dai percorsi per i pedoni e per le biciclette. Un progetto che potrebbe portare in 24 mesi a consegnare agli abitanti di San Giuliano dei nuovi appartamenti funzionali, innovativi, costruiti secondo le nuove tecniche della domotica”.. Non sembrava un'impresa difficile: nel paese colpito gli abitanti erano soltanto 1.163 e gli edifici poche centinaia. “Vorrei in questa occasione dare risposte con dei tempi assolutamente contenuti e certi”, ribadì il premier. E tutto il governo mostrava ottimismo, come sottolineò il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu davanti al Parlamento: “Il presidente del Consiglio ha assicurato che entro 24 mesi il comune verrà riconsegnato alla completa e normale fruibilità degli abitanti”. Ma sette anni dopo, la ricostruzione di San Giuliano è ancora lontana dalla fine. E di domotica, ossia di edifici 'intelligenti' ad altissima tecnologia, non se n'è vista proprio. Persino per completare la nuova scuola - questo sì un istituto d'avanguardia, definito 'il più antisismico d'Italia' - di anni ce ne sono voluti quasi sei. Berlusconi ha fatto in tempo a finire il governo, lasciare la poltrona a Romano Prodi e tornare a Palazzo Chigi: è stato lui a presenziarne l'inaugurazione nello scorso settembre. Come è lontano quell'autunno del 2002 quando il premier volò a San Giuliano con il suo architetto di fiducia, quel Giancarlo Ragazzi che è stato uno dei progettisti di Milano 2 nel lontano 1970 e che dieci anni dopo aveva replicato l'opera con Milano 3...»
(Gianluca Di Feo, «l'Espresso», 7 aprile 2009)

Corsi e ricorsi storici?

sisifo
Inviato: 15/5/2009 11:03  Aggiornato: 15/5/2009 11:03
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/4/2008
Da:
Inviati: 58
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Già, è colpa dei cittadini se paesi interi sono costruiti senza rispettare le norme sismiche. Poi, però, si conviene che perfino le strutture pubbliche non erano in norma.
Naturalmente si trova giusto che una persona nata in una zona sismica cui, per esempio, i genitori o addirittura i nonni abbiano comprato una casa, e che essa sia crollata per un sisma, debba pagare i danni derivati dal crollo oltre a doversi ricostruire la casa.
Ecco, ora lamentatevi della deriva sociale, politica, culturale, del belusconismo, della televisione, delle veline e di ogni altra piaga che affligge la società italiana, ma mi raccomando di tenere sermpre al primo posto la logica del profitto fine a se stesso che, per alcuni, pare essere l’unica garanzia per costruire case antisismiche.

manneron
Inviato: 15/5/2009 11:44  Aggiornato: 15/5/2009 11:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Citazione:
Va detto che nel momento in cui le autorità competenti ti certificano la casa come antisismica, il notaio te la fa comprare come antisismica ... cazzo devi fare? Far esplodere una testata nucleare nel sottosuolo per vedere se casa tua regge?


no, se le carte sono in regola farai causa al costruttore o lo stato metterà a disposizione gratuitamente gli avvocati per fare causa. se poi risulta sparito o incapace di far fronte allora giustamente lo stato pagherà con soldi pubblici, occupandosi ovviamente di far finire in galera chi di dovere. quindi può anche anticipare le somme se ritiene che opportuno a prima della causa.

Citazione:
Poi, però, si conviene che perfino le strutture pubbliche non erano in norma.

questo è un punto molto dolente. non ho visto accusato il prefetto di non aver fatto fare i controllo antisismici alla prefettura. questa dovrebbe essere la prima testa che salta e va in galera.

Citazione:
Naturalmente si trova giusto che una persona nata in una zona sismica cui, per esempio, i genitori o addirittura i nonni abbiano comprato una casa, e che essa sia crollata per un sisma, debba pagare i danni derivati dal crollo oltre a doversi ricostruire la casa.

se i suoi nonni hanno costruito una casa non antisismica, mi sembra giusto che se la ricostruisca a spese sue. tale casa andava abbattuta da tempo e ricostruita a norma. se egli ne ha beneficiato per un certo periodo ringrazi e se si è salvato ringrazi ulteriormente. Se ti sembra un assurdo prova a pensare che c'è chi non ha neppure la casa dei nonni e comunque anche abbattendo la casa, gli resta sempre il beneficio di avere il terreno, beneficio che molti non hanno.

Citazione:
La verita' e' che i potenti, oggigiorno, hanno in pugno le palle del paese e ai potenti - c'e' 'n cazzo da fa' - i "miserabili" non gli piacciono se non nei romanzi,

non ho capito cosa ci sia di diverso dal passato. mi sembra che sia sempre stato così.

Citazione:
Ti chiedo scusa se a me non sta bene avere un italia di stronzi che pensano solo al profitto

credo che questi stronzi di cui parli siano sia i potenti che i non potenti. non ho visto in generale comportamenti diversi da parte della gente comune rispetto ai ricchi. mi sembra sempre che ci sia solo un cambio di scala nella grandezza dell'approfittarsene, ma solo un cambio di scala, non di qualità morale.

peo2001
Inviato: 15/5/2009 12:04  Aggiornato: 15/5/2009 12:04
Ho qualche dubbio
Iscritto: 21/8/2007
Da:
Inviati: 65
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Penso che ciascuno debba avere cura della propria proprietà.

le case si assicurano (come le automobili, i rischi del comportamento dei figli, i cani ecc ecc).

ovviamente il premio per una casa ben fatta sarà più basso di quello di una catapecchia pericolante. Così da solo chi possiede una casa sarà portato a migliorarla per abbassare il premio dell'assicurazione. Altrimenti se casca per il terremoto... ciccia!

Quì siamo al caso assurdo che il tipo che si è costruito la casa per bene, ha speso di puù, prima è stato sbeffeggiato dai compaesani, poi ha dovuto ospitarli e fare usare loro il suo bagno, visto che gli altri sono distrutti, poi vede fiumi di soldi (anche suoi) che vanno a beneficio di chi ha mal costruito.

Il costo dell'assicurazione è uno dei tanti (spesso nascosti, come i costi ambientali, di mobilità, di smaltimento, di urbanizzazione ecc ecc) del possesso di un immobile. Alla fine, se tutti questi costi ricadessero per bene e chiaramente sul proprietario sarebbe ben chiaro che possedere immobili non è un invesrtimento, ma un costo, e il mercato immobiliare si orienterebbe maggiormente sugli affitti, come negli altri paesi civili.

Ma quì sembra che la crisi la debba risolvere tutta il settore edilizio ....

Eugenio.

Ghilgamesh
Inviato: 15/5/2009 12:14  Aggiornato: 15/5/2009 12:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/10/2005
Da:
Inviati: 3001
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Autore: manneron Inviato: 15/5/2009 11:44:23

Citazione:

Va detto che nel momento in cui le autorità competenti ti certificano la casa come antisismica, il notaio te la fa comprare come antisismica ... cazzo devi fare? Far esplodere una testata nucleare nel sottosuolo per vedere se casa tua regge?



no, se le carte sono in regola farai causa al costruttore o lo stato metterà a disposizione gratuitamente gli avvocati per fare causa. se poi risulta sparito o incapace di far fronte allora giustamente lo stato pagherà con soldi pubblici, occupandosi ovviamente di far finire in galera chi di dovere. quindi può anche anticipare le somme se ritiene che opportuno a prima della causa.



Si, ma bisogna tralasciare il piccolo particolare che l'attuale premier ha affidato alla ditta responsabile di molti dei crolli la costruzione del ponte sullo stretto.

Che l'attuale premier ha già dato abbastanza prove di non avere scrupoli a cambiare le leggi vigenti per salvare i suoi amici (oltre a se stesso) dai processi.

Che qualcuno che si deve ricostruire casa e che ha perso il lavoro non ha soldi per gli avvocati (che lo stato NON PAGHERA')

Voglio dire lo stato pure quando c'era la "sinistra" ha usato gli avvocati per difendere rete4 alla corte europea ... credi davvero che il mafioso metterà a disposizione anche un solo avvocato per far causa ai suoi amici?

sisifo
Inviato: 15/5/2009 12:37  Aggiornato: 15/5/2009 12:37
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/4/2008
Da:
Inviati: 58
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
citazione:
se i suoi nonni hanno costruito una casa non antisismica, mi sembra giusto che se la ricostruisca a spese sue. tale casa andava abbattuta da tempo e ricostruita a norma. se egli ne ha beneficiato per un certo periodo ringrazi e se si è salvato ringrazi ulteriormente. Se ti sembra un assurdo prova a pensare che c'è chi non ha neppure la casa dei nonni e comunque anche abbattendo la casa, gli resta sempre il beneficio di avere il terreno, beneficio che molti non hanno.





Era solo un esempio delle molte varianti possibili.
Il fatto è che qui non si tratta di una casa crollata, ma di una moltitudine di edifici che non hanno retto al sisma.
Se si considera che il tutto si svolge all’interno di un sistema incancrenito dalla corruzione e dal clienteralismo, finisce sempre che i furbi trovano il loro tornaconto e lasciano agli altri i coccci da pagare.
Con buona pace della legalità.

titano75
Inviato: 15/5/2009 12:58  Aggiornato: 15/5/2009 12:58
Mi sento vacillare
Iscritto: 22/4/2005
Da: Roma
Inviati: 704
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
In quanto propietario assieme alla mia ragazza di una casa a Cagnano Amiterno, precisamente corrucione , frazione sopra a Pizzoli, posso dire che , almeno in quella zona, ma anche fino alla periferia dell'aquila, le case sono in maggior parte di costruzione FAMILIARE ....ossia senza la minima cura ne di norme anti sismiche, ma nemmeno delle più elementari basi ingegneristiche..... Basti pensare che la sabbia di mare è stata usata da parte di chi ha costruito da solo la propria casa in maniera STRA-DIFFUSA...... anzi... mi preme dire che una volta proprio mio suocero disse ad uno dei nostri vicini che si accingeva all'innalzamento di 2 PIANI , dico 2, della propria casa, ".. ma che fai usi la sabbia di mare ??? dovresti comprare quella di fiume.... quella di mare andrebbe prima pulita..." e quell'altro :" ma che sei scemo... costa il triplo... va bene così...tanto... " E VAI ....

eheheh... dico solo che ne vedremo delle belle.... chi prenderà il rimborso senza averne diritto e chi nn lo prenderà avendone diritto.. sono sicuro che finirà così...come sempre....

Emiliano..

Domani mattina vado su... vediamo che aria TIRA VERAMENTE... anche se... l'ultima volta è stata veramente una TRISTEZZA vedere quelle persone totalmente smarrite....

a faccià in giù su di uno specchio d'acqua....
ascolto il mondo e vedo il fondo...
shevek
Inviato: 15/5/2009 13:18  Aggiornato: 15/5/2009 13:18
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 1249
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Salut y Libertad Manneron!

Dici:Citazione:
se hai comprato una casa o un appartamento in una delle zone più sismiche d'italia e non ti sei premurato di verificarne l'antisismicità, almeno sulle carte, prima di acquistarlo, direi che non mi sembra per nulla giusto che vi sia un contributo statale a carico di tutti. solo in caso di sismicità fuori da qualsiasi previsione avresti diritto ad essere rimborsato


Il tuo mi sembra un ragionamento astratto, non fosse altro per il fatto che le normative antisismiche sono molto recenti e la maggior parte delle persone che posseggono una casa non sono nababbi per poter affrontare una spesa enorme per permettere alla loro abitazione di restare indenni di fronte ai livelli di terremoto presumibili, non a L'Aquila, ma nella stragrande maggioranza del territorio italiano.

Io conosco molto bene L'Aquila e l'aquilano - tra l'altro la prima proiezione pubblica dei materiali che sarebbero poi confluiti in "Inganno Globale" avvenne proprio lì ed in queste settimane sono continuamente sul posto per aiutare in vario modo le popolazioni, facendo capo proprio alle persone che organizzarono la suddetta proiezione. Di conseguenza, ho ben presente la situazione di un territorio molto bello dal punto di vista urbanistico, fatto per lo più di case assai antiche - L'Aquila ed i paesi limitrofi hanno quell'aspetto di piccoli presepi così tipico di certo paesaggio italiano - abitate da persone normali, i cui problemi di sopravvivenza quotidiana hanno fatto mettere in secondo piano una questione sicurezza che li interessa mediamente un paio di volte al secolo e che, in circostanze ordinarie, è ben comprensibile si metta in secondo piano o, meglio, si cerchi di dimenticare - tanto i soldi non ci sono...

Detto questo, ognuno può fare le sue scelte: solidarizzare o meno, appellarsi o no a questioni de iure e tralasciare quelle de facto, ecc. Mi auguro solo che, in casi simili che lo potrebbero toccare, chi fa la scelta "desolidaristica" abbia le palle per fare anche in questo caso l'apologia dei suoi simili e non riscopra il valore della solidarietà ad uso personale.

Shevek

"Il potere è l'immondizia nella storia degli umani" - F. Guccini
www.portadimassa.net - WEB-TV e non solo di Filosofia
titano75
Inviato: 15/5/2009 13:31  Aggiornato: 15/5/2009 13:31
Mi sento vacillare
Iscritto: 22/4/2005
Da: Roma
Inviati: 704
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
quoto in todo l'intervento di shevek ......

Spero cmq che gli aiuti monetari siano veramente suddivisi in maniera tale da aiutare chi VERAMENTE ne HA diritto... e no come al solito in ITALIA, di aumentare le richezze di chi ne ha a go-go ..... ( conosco gente nell'aquilano con almeno un milione di euro in banca.... eheheh... ed ora ha perso casa.... sono proprio curioso di vedere che ne sarà di loro.... vi informerò... tanto le voci di paese sono sempre le più-.--- VERITIERE... )

Emiliano

a faccià in giù su di uno specchio d'acqua....
ascolto il mondo e vedo il fondo...
manneron
Inviato: 15/5/2009 13:48  Aggiornato: 15/5/2009 13:57
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Citazione:
I terremotati abruzzesi che possiedono sufficienti risorse finanziarie potranno insomma ricostruire le proprie case a loro spese, con un contributo dello Stato che andrà da uno a due terzi, a seconda del fatto che essi abbiano o meno la fortuna di continuare a percepire un reddito negli anni a venire.


e alla fine non capisco dove stia il problema. se in italia è tutto un magna magna, berlusconi fa la cosa giusta e fa magnà tanto i piccoli quanto i grossi, ovviamente i proporzione. anche perchè quando il grosso si mangia 1 milione di euro, se non dai 50mila al piccolo, questo non sta buono. invece, per poter mangiare il grosso, si da qualcosa al piccolo, così colluso anche lui per la sua parte, ringrazia e vota bene.

Citazione:
Si, ma bisogna tralasciare il piccolo particolare che l'attuale premier ha affidato alla ditta responsabile di molti dei crolli la costruzione del ponte sullo stretto.

in fondo è questo il ragionamento, siccome lo stato è uno stronzo(bella come immagine) e chi è al potere ci mangia, se i potenti non sono responsabili, allora non lo è neanche la gente comune e va risarcita. E vai con l'uomo nuovo del nuovo millennio e col fatto che mentre diventiamo più consapevoli ci liberiamo dalla schiavitù del governo mondiale. Tutte chiacchiere.... che tutto cambi affinchè...

marcocedol
Inviato: 15/5/2009 14:03  Aggiornato: 15/5/2009 14:03
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/6/2006
Da: Torino
Inviati: 1340
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Manneron,
il problema è insito semplicemente nel fatto che un contributo alla ricostruzione al 100% non può essere composto anche da mutui agevolati e credito d'imposta.
Basta semplicemente chiamarlo contributo al 75% (o al 50%) ed il problema non esiste più.
Lo Stato ha il diritto di sostenere la ricostruzione anche solamente al 10%, sempre ammesso che sia disposto a dichiarare la verità ed assumersene le conseguenze.

manneron
Inviato: 15/5/2009 14:20  Aggiornato: 15/5/2009 14:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Citazione:
coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione


se posso chiamare succo alla pesca un succo con 50% di pesca, potrò chiamare contributo integrale un contributo al 50%, o no?

redna
Inviato: 15/5/2009 14:21  Aggiornato: 15/5/2009 14:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Istat: il PIL precipita...


Citazione:
«Abbiamo un governo che fa demagogia e confusione di fronte ad una situazione drammatica del Paese - ha detto Massimo D'Alema commentando i dati sul Pil -: i dati di oggi dicono che siamo al crollo, tra l'altro il crollo dell'economia italiana è nettamente superiore alla media europea, e abbiamo il presidente del consiglio che si trastulla».

se c'è un governo che si trastulla nemmeno la 'presunta' opposizione si fa mancar nulla....

Citazione:
Lo Stato ha il diritto di sostenere la ricostruzione anche solamente al 10%, sempre ammesso che sia disposto a dichiarare la verità ed assumersene le conseguenze.



Berlusconi pensa alle veline.... per dire

PIL in caduta libera: il premier, c'e miglioramento...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
EL_GUERCIO
Inviato: 15/5/2009 14:25  Aggiornato: 15/5/2009 14:26
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/11/2006
Da:
Inviati: 177
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
basterebbe "semplicemente" che lo stato assegnasse un contributo sull'adeguamento o la costruzione ex novo di edifici anti sismici, dal momento che gran parte delle persone non ha le risorse per farlo, invece di condonare gli speculatori.

(ovviamente parlavo di prevenzione).

"Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia". Otto von Bismarck
marcocedol
Inviato: 15/5/2009 14:51  Aggiornato: 15/5/2009 14:51
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/6/2006
Da: Torino
Inviati: 1340
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Citazione:
se posso chiamare succo alla pesca un succo con 50% di pesca, potrò chiamare contributo integrale un contributo al 50%, o no?


Questa era bella

Citazione:
se c'è un governo che si trastulla nemmeno la 'presunta' opposizione si fa mancar nulla....


e questa la condivido pienamente

Lezik85
Inviato: 15/5/2009 14:53  Aggiornato: 15/5/2009 14:53
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/4/2009
Da: Freedonia
Inviati: 1463
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
L'importante è che si faccia qualcosa e subito anche perchè c'è un altro perciolo che pende sulle teste degli aquilani...o per meglio dire passa dalle loro narici.

Abbruzzo, terremoto amianto

marcocedol
Inviato: 15/5/2009 15:03  Aggiornato: 15/5/2009 15:03
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/6/2006
Da: Torino
Inviati: 1340
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
E purtroppo si tratta di un pericolo molto grave, Lezik!

EL_GUERCIO
Inviato: 15/5/2009 15:04  Aggiornato: 15/5/2009 15:04
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/11/2006
Da:
Inviati: 177
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Abruzzo, terremoto amianto

prima o poi tutti i nodi vengono al pettine, e la "furbizia" degli italiani gli si ritorce contro.
ma hanno tenuto la notizia riservata per non creare allarme... non era meglio spostare direttamente il campo a 'sto punto, con una scusa qualsiasi?

"Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia". Otto von Bismarck
EL_GUERCIO
Inviato: 15/5/2009 15:07  Aggiornato: 15/5/2009 15:07
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/11/2006
Da:
Inviati: 177
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
cioè, visto che la presenza di amianto era appurata e dato i tempi rapidi delle operazioni, che nn consentono di sicuro smistamenti accurati delle macerie

"Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia". Otto von Bismarck
nosh1t
Inviato: 15/5/2009 15:25  Aggiornato: 15/5/2009 15:26
Ho qualche dubbio
Iscritto: 30/9/2008
Da:
Inviati: 143
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
manneron Citazione:
non ho capito cosa ci sia di diverso dal passato. mi sembra che sia sempre stato così.

hai ragione: ho corretto oggigiorno con oggi piu' che mai visto l'assetto complessivo degli elementi di controllo di questi ultimi tempi, ma rileggendo il mio pezzo non mi pare che il senso sia cambiato e non credo che prendere atto di questo sia un buon motivo per accettare il tuo discorso sommario di lasciare col culo per terra chi si e' costruito la casa non 'a norma'. Ma comunque il mio discorso non vuole solo criticare la tua visione della cosa, che e' solo marginale, ma un po a tutto l'andazzo delle cose di questo paese, di cui l'articolo di Cedolin ne da un piccolo esempio.

manneron Citazione:
credo che questi stronzi di cui parli siano sia i potenti che i non potenti. non ho visto in generale comportamenti diversi da parte della gente comune rispetto ai ricchi. mi sembra sempre che ci sia solo un cambio di scala nella grandezza dell'approfittarsene, ma solo un cambio di scala, non di qualità morale.

certo io parlo di stronzi in generale, mi pareva di averlo messo in evidenza e tu hai colto benissimo quello che volevo dire.

manneron
Inviato: 15/5/2009 16:41  Aggiornato: 15/5/2009 16:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Citazione:
Questa era bella


la battuta è bella, e credo colga esattamente quello che è successo: è così che la pubblicità, di cui berlusconi è il più grande portatore sano, facendo passare qualsiasi cosa senza critica ha modificato il nostro linguaggio.

kabir
Inviato: 15/5/2009 18:17  Aggiornato: 15/5/2009 18:17
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/6/2006
Da:
Inviati: 40
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
A quanto pare il 70% della superfice del nostro paese è ad alto rischio sismico.
A quanto pare anche le strutture antisismiche non reggono il 6° grado della scala richter (così mi sembra di aver sentito in questi giorni) semplicemente crollano in modo più sensato e no si sbriciolano come craker.
A quanto mi risulta se compri una casa dichiarata agibile ed abitabile e idonea così rimane finchè qualcuno non certifica il contrario.
Quindi (anche in caso di abusivismo che andrebbe controllato dagli organi preposti) spetta cmq allo stato vuoi per mancanza di controlli o per negligenza accollarsi i costi di ricostruzione.
Ci saranno molti furbetti ma la maggioranza delle persone è gente normale che tira a campare. E se i costruttori ti propongono di risparmiare il 90% delle persone accetta.
Eticamente deprecabile ??
Sicuro!
Ma l'idea di stato che punisce mi sembra folle. Mi piace di più l'idea di stato che controlla i lavori.
Da i materiali alla sicurezza nei cantieri l'edilizia è una selva e in quanti chiudono gli occhi ?

Il fatto che gli uomini non imparino molto dalla storia è la lezione più importante che la storia ci insegna. www.chaplon.splinder.com
Pasquino
Inviato: 15/5/2009 18:33  Aggiornato: 15/5/2009 18:33
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2005
Da:
Inviati: 234
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
qualcuno sa a quanto ammontino i soldi inviati dagli Italiani alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo con i vari sms, e raccolte fondi dei vari giornali, sigle ecc.ecc.?

solitamente in trasmissioni come Theletlon, con una sola giornata si raccolgono cifre considerevoli, consideriamo poi che in casi come il terremoto, le persone sono portate a dare ancora di più, immagino che la raccolta fondi, dovrebbe portare a fare lievitare tali versamenti, versamenti che secondo me, nel complessivo non raggiungono mai le persone, ma fanno cassa per l'ente che si è preposto per la raccolta, c'è inoltre da considerare che tali versamenti rimangno in cassa per mesi e fanno interessi che non saranno mai distribuiti per l'intento con il quale sono stati creati.

Lo Stato al cittadino pignora, all'industriale elargisce, al banchiere regala.
RedO
Inviato: 15/5/2009 19:19  Aggiornato: 15/5/2009 19:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 2/12/2005
Da: Giulianova
Inviati: 60
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Le soglie Richter? I certificati antisismici? Le Assicurazioni?

In poche parole, non ci interessa aiutare chi ha bisogno. Che restino pure al freddo (e che freddo a L'Aquila) se non hanno assicurato la casa o non hanno il "certificato antisismico". Un po' come quando si avvista un barcone carico di poveracci (che tornino al paese loro) un po' come quando vediamo il ragazzo al semaforo (che vada a lavorare) un po' come quando c'è un tossico in overdose (ehh se l'è voluta) un po' come quando vediamo le case dei palestinesi spianate (ahhh così si imparano a fare i rissosi terroristi).

E la pietà? E la solidarietà?
Quella è riservata per quelli con i documenti a posto, il buon conto in banca e per quelli che hanno una buona igiene personale.


In fondo chi credete che resterà nei container con -10° fuori?
Gentaglia che non aveva il certificato antisismico e l'assicurazione, che gelino tutti, noi lavoriamo sodo e i nostri soldi servono per l'auto, il telefonino e il televisore al plasma... e per l'assicurazione sanitaria integrativa e per il permesso di sopravvivere a testa bassa che tra un po' ci verrà rilasciato per evitare i campi di concetramento che serviranno quando finiremo gli spiccioli ed inizieremo a spararci per procurarci i soldi per operarci ad un'appendicite.

twinge
Inviato: 15/5/2009 19:21  Aggiornato: 15/5/2009 19:23
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/3/2009
Da:
Inviati: 62
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Poche volte mi capita di essere d'accordo un po' con tutti come in questo caso.

Giusto sostenere che se il contributo reale è del 50% tale deve essere "pubblicizzato".

Giusto anche quanto affermato da manneron. E giuste sono anche a mio avviso alcune delle obiezioni.

Purtroppo però l'Italia è quello che è anche perché gli Italiani sono quello che sono! (vi prego di perdonarmi questa affermazione).

Ditte che costruiscono case di sabbia e le spacciano per antisismiche, gente che se ne frega delle norme e costruisce con la segatura, assenza di controlli o collaudi ecc. Un po' tutti complici e tutti orientati all'interesse/profitto immediato.

Leggendo mi è venuto in mente che qualche mese fa passeggiavo per Amburgo lungo l'Elba e sugli edifici vi erano stampati avvisi tipo "se vi comprate una casa qui, dove il pericolo di acqua alta è elevato, lo fate a vostro rischio..."

Spero che in ogni caso si risolva tutto, anche se sono terrorizzato dal fatto che probabilmente chi non ne ha diritto riceverà (molto) e chi avrà diritto non riceverà nulla. Con il risultato che si rifaranno case di sabbia e segatura secondo il principio "chi ha avuto, ha avuto...chi ha dato, ha dato...scurdammoce 'o passato..."

E la solidarietà? Giusto, ma date le premesse sono sempre meno le persone solidali ad occhi chiusi...

Ciao

eBay: ai confini dell'eticamente scorretto.
Quello che non tutti sanno su eBay Italia
peo2001
Inviato: 15/5/2009 20:01  Aggiornato: 15/5/2009 20:01
Ho qualche dubbio
Iscritto: 21/8/2007
Da:
Inviati: 65
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Le soglie Richter? I certificati antisismici? Le Assicurazioni?

In poche parole, non ci interessa aiutare chi ha bisogno. Che restino pure al freddo [...]

E la pietà? E la solidarietà?
[...]

Ho parlato di assicurazioni e di meccanismi economici di controllo del parco immobiliare per evidenziare come l'idea di possedere una casa nella mente di molti italiani si limita al fatto di spendere per costruirla/comprarla. Poi questo è un bene "immobile" e lo si pensa invariato nel tempo e permanente. nella mente di molti diventa tanto impermanente che addirittura si rivaluta nel tempo.
Chissà per quale misterioso motivo una casa comprata in un certo mercato immobiliare unavolkta invecchiata e posta in vendita in un mercato immobiliare dove ci sono più case debba valere di più!

Nessuno pensa al ciclo di vita della casa, come di qualsiasi prodotto dell'uomo, lungo il quale esistono costi di acquisto, manutenzione, esercizio, ammortamento, rischio ecc ecc.

Se si cambiasse l'ottica dalla proprietà verso il possesso io ritengo potremmo avere meno abusi edilizi, meno catapecchie, meno carenza di manutenzione, meno rischi, meno immobili sfitti, meno cubature, meno speculazioni, meno edificazioni inutili... più ristrutturazioni. E di tanto in tanto poremmo anche vedere una cosa che si vede solo in televisione: qualche demolizione di qualche vecchio edificio, che non è più economicamente sostenibile, ed il più delle volte è pure brutto oltre che pericoloso (es. amianto) da sostituire con qualcosa di più moderno, magari energeticamente sostenibile.

Ma in Italia due mattoni messi uno sopra l'altro diventano inamovibili!

Non sostengo che non vadano supportati i poveracci a cui è cascata la casa in testa (sono un volontario della Croce Rossa, ero all'Aquila già dal lunedì dopo il sisma a portare gente da un campo all'altro). Non c'entra la pietà, ne' la solidarietà.

Crtedo solo che questa sarà un'altra occasione persa per spostare la politica verso una direzione più moderna. Si potrebbe pensare a dare un contributo a chi la casa non la vuole proprio ricostruire, ad esempio. Sapete quante cubature sfitte ci sono in un raggio di 10 Km dall'Aquila? Sapete che una volta (anni 30) c'era un trenino che attraversava la valle? Si potrebbe immaginare una decentralizzazione urbana ed una rivalutazione dell'economia dei paesi limitrofi. una riabitazione delle case (pure antisismiche) costruite negli anni 80 che sono aperte 3/5 giorni l'anno.

Il problema è complesso, ma non sento mai affrontarlo nella sua interezza... bisogna ricostruire le case che c'erano esattamente dov'erano, nella speranza di papparsi un po' di soldi (tutti inquilini, proprietari e costruttori). Poco importa se il Padreterno ha tentato di spiegare che costruire in un certo posto è sbagliato.

Eugenio

EL_GUERCIO
Inviato: 15/5/2009 21:51  Aggiornato: 15/5/2009 21:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/11/2006
Da:
Inviati: 177
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
kabir :"Ma l'idea di stato che punisce mi sembra folle. Mi piace di più l'idea di stato che controlla i lavori."

il lupo a guardia del gregge

"Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia". Otto von Bismarck
florizel
Inviato: 15/5/2009 22:17  Aggiornato: 15/5/2009 22:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Ghilgamesh
Citazione:
l'attuale premier ha affidato alla ditta responsabile di molti dei crolli la costruzione del ponte sullo stretto.


Troverai molto interessante questo articolo di "Left":

"Centinaia di camion per due giorni, a partire dalla domenica di Pasqua hanno scaricato tonnellate di macerie in una specie di tritacarne che li ha ridotti in ghiaia a piazza D’Armi. Qui, in questo inferno di polvere e mezzi meccanici, sono spariti ricordi e tragedie, pezzi di storia e forse anche prove. Prove di malaffari, di cemento fatto con sabbia di mare, ferri da 10 invece che da 15, lisci dove non dovevano esserlo. Tutto è triturato e spalmato sul territorio, amianto compreso come è stato segnalato da molti testimoni. Qui si costruirà il centro amministrativo della new Aquila voluta da Berlusconi."

"E poi c’è il grande business della ricostruzione. Quello dei miliardi di euro, quello delle grandi opere e dei grandi affari. A chi sarà affidato? Anche qui l’autorità giudiziaria sembra voler giocare un ruolo forse scomodo per le semplificazioni dettate dalla politica del fare. Ci sono infatti due filoni di lavoro che sarebbero stati attivati: uno si occupa delle responsabilità pregresse, l’altro punta a prevenire. Prevenire irregolarità, deroghe eccessive, e soprattutto infiltrazioni nelle pieghe degli appalti. In Italia ci sarebbero oggi solo tre soggetti in grado di affrontare opere delle dimensioni imposte dal sisma: Caltagirone, Impregilo, Autostrade. Che, con ogni probabilità, ci lasciano trapelare attraverso qualche indiscrezione, costituiranno un’Ati, un’Associazione temporanea di impresa con tutto il corollario, poi, di subappalti. Stiamo parlando degli stessi del ponte sullo Stretto di Messina con l’aggiunta di Caltagirone. E la società capofila? Ci fanno capire che Caltagirone è sicuramente la più papabile. Prima di tutto perché il colosso Impregilo sta attraversando non pochi guai per alcune opere come l’inceneritore di Acerra e per la partecipazione a un lotto della costruzione dell’ospedale, inagibile oggi, dell’Aquila. Ma c’è anche una ragione politica perché la scelta cada su Caltagirone, ovvero la vicinanza dell’Udc di Casini e quindi un assenso da parte di un pezzo della politica che nei prossimi mesi potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella tenuta dell’attuale maggioranza."

All'interno della rivista online, Left, c'è un articolo interessantissimo, per ora non ancora visibile: "Una questione di manganelli".

Nei prossimi giorni credo sarà visionabile. Si parla dei malumori dei comitati spontanei formatisi nelle tendopoli, e della militarizzazione estrema dei campi e delle operazioni di "soccorso".

Spero di poterlo postare appena possibile.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
manneron
Inviato: 15/5/2009 23:52  Aggiornato: 16/5/2009 0:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Citazione:
In fondo chi credete che resterà nei container con -10° fuori?
Gentaglia che non aveva il certificato antisismico e l'assicurazione, che gelino tutti, noi lavoriamo sodo e i nostri soldi servono per l'auto, il telefonino e il televisore al plasma


allora le banche non possono fallire perchè interviene lo stato, allora tu prendi qualsiasi investimento proposto a cazzo, perchè tanto poi non è tua responsabilità che sei un povero ignorante e lo stato deve intervenire.
le case anche se crollano poi deve intervenire lo stato, che tu non te ne intendi e se puoi risparmiare è giusto che tu lo faccia. d'altronde il certificato di abitabilità è valido fino a che non viene rivisto cosa che non succede quasi mai. quindi è colpa dello stato che non rifà i soprallughi, ma a te ti fa comodo che non li faccia, così tiri avanti senza problemi, ma è colpa dello stato.
poi succede il patatrac e le cose non vanno come pensavi. qualcuno si sveglia per favore?

berlusconi lo hanno votato in tanti, e certamente la maggior parte non sono ricconi, ma tanti poveracci anche. ora berlusconi fa ciò che ha sempre fatto e sa fare meglio: la pubblicità, le veline e tutto il resto. ma questi che lo hanno votato lo sapevano e ora si lamentano.

aggiungiamoci anche che i potenti fanno i prepotenti e se ne fregano dei poveracci, e dove siamo andati? siamo tornati al via e ci abbiamo lasciato le penne passando per vicolo corto. altro giro.

redna
Inviato: 16/5/2009 0:07  Aggiornato: 16/5/2009 0:07
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Abruzzo: lo Stato dichiara una magnitude minore per abbassare la quota dei finanziamenti

Un mese e qualche giorno. E’ bastato un periodo così breve a far calare l’Abruzzo e le zone devastate dal sisma in un ricordo da relegare nell’oscurità di notizie rese prioritarie rispetto alla necessità di aggrapparsi alla speranza di una reale e veloce ricostruzione. Si parla del Papa in Terra Santa a reti unificate. Di Berlusconi marito e poco Premier. Di PIL e contro PIL, che all’atto pratico non cambia le sorti economiche del Paese. Si parla. Di Nulla. Di quel grande Nulla tanto utilizzato quando le vicende che questo Nulla copre, sono serie, esasperanti, tragiche. Ma la gente è stanca. Tutta o quasi. Di fare i salti mortali per dribblare gli ostacoli di un’esistenza resa rovente da una Società cui sembra non appartenere più. Di notizie che non trovano traguardi: rimangono sospese, come le parole gettate al vento, pronte ad essere sostituite da nuove parole. E così avanti, a sconvolgere una volta in più le realtà. L’Abruzzo sta già pagando, per la seconda volta.

La prima, dopo un sisma annunciato, se non dalle macchine di Giampaolo Giuliani – peraltro ormai sparito da ogni cronaca – per quelle trecento scosse più o meno forti che avevano il dovere di allertare, non tanto la Regione quanto gli organismi di sostegno e controllo. In primis, la dirigenza della Protezione Civile, che invece, ha continuato a minimizzare. Trecento scosse che hanno percorso le fibre nervose dei cittadini giorno e notte. Fino all’ecatombe. La scossa che ha oscurato tutto. Storia e storie. Vite e futuro. Lavoro e famiglie.

La scossa che forse molti, avevano timore di dover subire. Ma che non hanno trovato altra soluzione se non quella di non sapere quando sarebbe arrivata. Poi, tutto nella corsa folle. Verso uno sprazzo di salvezza, per i più fortunati. Verso l’avvio della macchina dei soccorsi. Verso il conteggio dei morti prima, dei salvi poi. Verso la creazione di tendopoli, fra polemiche –tante – e rabbia (poco espressa) dignità, scambiata già per stupidità. Ed intorno a cittadini attoniti e carenti di ogni cosa, persa fra i frammenti di mura sbriciolate per calcoli edili al risparmio, il grande show del Potere, che trova degno palcoscenico fra i mali della gente che amministra. Sterile demagogia di strada, che si perde subito, in una manciata di giorni. Che se no la popolazione ci crede davvero alle promesse fatte.

Eccoli ora, quei cittadini cui la natura irrequieta ha tolto tutto. In fila dal mattino alla sera per chiedere le piccole cose quotidiane.

La colazione, un pasto caldo, una doccia. I giorni passano. Le cucine sfornano miseri pasti. La carne sparisce dalle tavole. Qualcuno comincia a lamentarsi.

Pochi hanno la voglia di diffondere queste notizie. Che sono la realtà delle cose. Ma coinvolgono poco la Massa, affamata di nuove tragedie, e gossip e numeri.

Quella stessa gente che è sorella e fratello di chi per mano di un evento particolare, ora non ha più gli stessi diritti. Messi da parte. Come extracomunitari cui si debba dare un poco di sostegno. Quel tozzo di pane tanto per non apparire animali. La gente vale poco ormai, sempre meno. E’ palese. Vale poco quando si tratta di dare un minimo fondamentale per vivere. Vale ancor meno, se la stessa gente diviene una serie di problemi da risolvere. Ricostruzioni. Stanziamenti. Nuovi paesi da trarre dalle rovine.

Spiccano intanto, le immagini delle prime ricostruzioni: quelle alle Chiese. Che a quanto pare, con la scusa d’essere “patrimonio” di tutti” vanno recuperate per prime. Strano algoritmo fra carità e sopruso. Cala il silenzio nel frattempo, su eventi che alle prime ore dopo il sisma, facevano già gridare allo scandalo, come il crollo dell’ospedale S. Salvatore dell’Aquila, che si è scoperto essere, non solo non agibile ma persino non accatastato. Un fantasma per lo Stato. Un modo “pulito” per non esser coinvolti più di tanto. Le indagini iniziate. Che fine hanno fatto? Chi se ne cura? Cosa ne sta emergendo? Nulla. Non si deve sapere. Silenzio.

Intanto, inizia a girare un' informazione. Fra le onde del Web. Un tam tam spontaneo o quasi. Poche le testate che ne parlano. A quanto sembra, la magnitudo del sisma più forte, quello della notte del 6 Aprile alle 03:32 non sarebbe del 5.6 della scala Richter, bensi di magnitudo 6.5 cosi come comunicò sia l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia Italiano ed anche – sembra dopo poche ore dall’evento - l’USGS (l’Agenzia Geologica Federale del Governo USA). Una bella disparità di dati. Che oggi, avrebbero ben poca importanza, a morti avvenute e paesi e città distrutte. Ma che d’improvviso diventa un dato sconcertante, tanto quanto l’arresto troppo veloce dell’attenzione sulla Regione Abruzzo.

Si scopre infatti che, nel caso in cui un sisma superi una magnitudo del grado 6.0 della scala Richter, il risarcimento per far fronte alla ricostruzione sarebbe pari al 100%. Al di sotto di questo grado, gli stanziamenti sono notevolmente più bassi. Ma dal Governo, continuano a diffondere un dato che a quanto pare, non corrisponde a realtà. Il dubbio atroce che i dati siano stati contraffatti, non può non nascere. Lo stesso Ingegner Maurizio Floris dell’I.G.V.I., dichiara che "i dati sull’entità del sisma sono stati cambiati, penso volutamente e con raziocinio, per evitare il risarcimento del 100% che sarebbe stato dovuto in caso di sisma maggiore di 6 gradi Richter.” Una dichiarazione che arriva come un pugno nello stomaco. Che rimescola il sangue. Fa urlare di rabbia. Di fronte ai soldi, una volta in più, il genere Umano non conta. Di fronte al denaro, nessuno ha più diritto di esistere. Se non quel gruppicolo di persone che lo stesso genere Umano annientato, continua a supportare col proprio voto, la stima e la fiducia. Di fronte a questi scandali negli scandali, furberie contro la popolazione, pressioni che divengono insostenibili, è necessario aprire bene gli occhi. E dire NO. Un No corale. Netto. Diretto e continuativo. Perché di tempo, ce n’è sempre meno per arrivare al traguardo di una Vita degna d’esser chiamata tale.

Emilia Urso Anfuso
Fonte: www.agoravox.it
Link: http://www.agoravox.it/Abruzzo-lo-Stato-dichiara-una.html
13.05.2009


Di seguito alcuni link sull’informazione:

http://www.gliscomunicati.com/content.asp?contentid=1201

http://www.legambienteabruzzo.it/news/wp-content/uploads/2009/05/5_5_09.pdf

http://ricerca.quotidianiespresso.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2009/05/05/CX6PO_CX601.html

tratto da qui


Si scopre infatti che, nel caso in cui un sisma superi una magnitudo del grado 6.0 della scala Richter, il risarcimento per far fronte alla ricostruzione sarebbe pari al 100%. Al di sotto di questo grado, gli stanziamenti sono notevolmente più bassi. Ma dal Governo, continuano a diffondere un dato che a quanto pare, non corrisponde a realtà. Il dubbio atroce che i dati siano stati contraffatti, non può non nascere. Lo stesso Ingegner Maurizio Floris dell’I.G.V.I., dichiara che "i dati sull’entità del sisma sono stati cambiati, penso volutamente e con raziocinio, per evitare il risarcimento del 100% che sarebbe stato dovuto in caso di sisma maggiore di 6 gradi Richter.” Una dichiarazione che arriva come un pugno nello stomaco. Che rimescola il sangue. Fa urlare di rabbia. Di fronte ai soldi, una volta in più, il genere Umano non conta. Di fronte al denaro, nessuno ha più diritto di esistere.

Arrivati a questo punto non sapremo mai la magnitudo di alcun terremoto della penisola. Hanno deciso a priori, anche se terremotati, che dovremo anche essere sempre e comunque dei pirla che non devono sapere nulla.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
RedO
Inviato: 16/5/2009 9:36  Aggiornato: 16/5/2009 9:36
Ho qualche dubbio
Iscritto: 2/12/2005
Da: Giulianova
Inviati: 60
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Non intendevo stigmatizzare uno dei vostri interventi, tutti tendenti a sviluppare un'analisi del cosa era successo e di cosa dovrebbe(ma potrebbe?) succedere.
Sottolineavo che oggi, come per le mille altre tragedie quotidiane, gli amanti del luogocomune(e non parlo del sito) fanno presto a scaricare sulle vittime le colpe del disastro. E questo viene fatto solo per sopire la coscienza ed avere una scusa buona per non corciarsi le maniche e aiutare chi ha bisogno.
Sono terrorizzato da quello che sento e vedo per strada con persone pronte a girarsi dall'altra parte anche quando vedono una persona che fino ad un mese fa gli abitava a 100 km e magari era molto più benestante di lui... Mi immagino come si moltiplichino questi sentimenti razzisti ed egoisti quando si inseriscono anche varianti etniche e culturali, magari amplificate dalla onniscente TV.
Una prova del fatto che qualcosa è cambiato dentro di noi e non fuori... Non è il bisognoso il vero problema ma il tessuto sociale, anzi la Società, ad avere qualcosa che non va... Disgregata, distrutta, impaurita, rifiuta di rispondere umanamente a qualsiasi sollecitazione.

gillescorona
Inviato: 16/5/2009 11:03  Aggiornato: 16/5/2009 11:03
So tutto
Iscritto: 14/5/2005
Da:
Inviati: 10
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Ma non esiste una legge che sotto un certo grado di mkagnitudo del terremoto lo Stato non paga? Il fratello di un mio amico, che ha perso la casa a L'Aquila, ha detto che al comune gli hanno fatto notare questa cosa.
Allora è tutta una balla quella che sta mettendo su il governo, se il sisma non ha superato la soglia minima di legge perchè affrettarsi con la ricostruzione, visto che lo stato potrebbe non pagare, secondo la legge?

Qualsiasi idiota è capace di prendere una tigre per i coglioni, ma solo un eroe può continuare a stringere (Anonimo)
masmor
Inviato: 16/5/2009 12:09  Aggiornato: 16/5/2009 12:09
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/10/2008
Da: pianeta verde
Inviati: 66
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
MANNERON, il tuo ragionamento fila, se lo stato assiste in toto uno che ha in primis la colpa del crollo dellla sua abitazione è come assistesse ognuno che compie un investimento sbagliato...
solo non ho capito se fai o meno una distinzione economica, inquanto un terremotato resta senza un tetto!è al limite dell'indigenza, colpevole o no che sia! - se aveva una sola casa difficilmente ha le risorse per rifarsene una al volo di questi tempi...- al massimo,uqindi, si può ritenere giusto un distinguo in base al reddito, es. se uno ha comunque un altra abitazione o le risorse x arrangiarsi...
qualche passaggio della costituzione che è l'unica cosa che potrebbe dare legittimità - quindi senso - ad uno stato...
art 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

art3
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

redna
Inviato: 16/5/2009 13:14  Aggiornato: 16/5/2009 13:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?

Arriva il "gratta e vinci" per l'Abruzzo
ultimo aggiornamento: 15 maggio, ore 21:25
Roma, 15 mag. - (Adnkronos) - In arrivo il 'Gratta e Vinci' per l'Abruzzo. L'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato comunica che dal 18 maggio, presso tutte le rivendite autorizzate, sara' in vendita la nuova lotteria istantanea prevista dal decreto Abruzzo (articolo 12, comma 1, lettera a del dl 39/2009) dedicata al sostegno e alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile scorso. In tempi rapidi, quindi, Aams, attraverso il contributo organizzativo del Consorzio Lotterie Nazionali e della Federazione Italiana Tabaccai, con 'Gratta Quiz' realizza il primo passo per fornire un concreto aiuto alle popolazioni abruzzesi. Questo progetto di solidarieta' vedra' coinvolti non solo i giocatori, ma anche i soggetti della filiera distributiva. Questi ultimi, infatti, in accordo con Aams si sono resi disponibili a contribuire alla realizzazione del progetto di aiuto con la riduzione del 25% sul compenso, spettante nella vendita del nuovo 'Gratta e Vinci'.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
gillescorona
Inviato: 16/5/2009 13:19  Aggiornato: 16/5/2009 13:19
So tutto
Iscritto: 14/5/2005
Da:
Inviati: 10
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
A proposito della legge sui rimborsi del sisma in base al grado, qualcuno può dirmi numero ed anno della legge? Non trovo queste informazioni da nessuna parte.

Qualsiasi idiota è capace di prendere una tigre per i coglioni, ma solo un eroe può continuare a stringere (Anonimo)
manneron
Inviato: 16/5/2009 16:32  Aggiornato: 16/5/2009 17:04
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
Citazione:
se aveva una sola casa difficilmente ha le risorse per rifarsene una al volo di questi tempi...- al massimo,uqindi, si può ritenere giusto un distinguo in base al reddito, es. se uno ha comunque un altra abitazione o le risorse x arrangiarsi...


va in affitto punto e basta e lo stato costruisce alloggi pubblici se non sono sufficienti quelli privati a disposizione.

gli articolo costituzionali che hai citato, per me non c'entrano nulla. se uno aveva una casa bisogna ricostruirgliela per rimuovere gli ostacoli costituzionali? se non ce l'aveva allora cazzi suoi e non aveva ostacoli?
mettiamola così: adesso è uguale a chi non ce l'aveva, quindi problema uguaglianza risolto. non ci sono problemi di censo. se uno aveva una megavilla comprata come antisismica e poi si verifica che è stato truffato, va aiutato da parte dello stato anche se avesse altre 100 ville sparse in tutta italia e sempre che se le sia fatte onestamente. questo in linea di principio.

bisogna essere chiari su cosa si intende con tutela dei più deboli: se il più debole è debole in questo momento perchè è stato un pirla, questo non va tutelato. se invece è una brava persona ed è stato ingannato allora si deve tutelare, ma se ha fatto il furbo e si trova con le pezze al culo, adesso si deve arrangiare. i pirla si devono estinguere altrimenti si riproducono..., gli onesti vanno aiutati.... questo in termini generali senza alcun riferimento a situazioni specifiche.

gnaffetto
Inviato: 16/5/2009 21:51  Aggiornato: 16/5/2009 21:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 4/1/2008
Da:
Inviati: 336
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
qualcuno sa' dare la definizione di "cosa pubblica" ?

criteri per differenziarla da "proprieta' privata".

quando siamo in presenza di una o dell'altra, quali diritti, obblighi, divieti, garanzie, gestione, ....


quando il pubblico puo' intervenire nel privato, quando il privato puo' intervenire nel pubblico...


ho l'impressione che i privati (confindustria ma non solo) stiano sfruttando la RES PUBLICA e la gente non abbia le idee chiare.
averle potrebbe essere una buona arma per iniziare a ragionare , a difendersi e a riorganizzarsi (vedi recente intervento pilotato dei cobas che chiedono la nazionalizzazione della fiat..)

cosi' anche nelle catastrofi naturali: quando la cosa pubblica deve intervenire su proprieta' private e quando invece no?

Heitz
Inviato: 17/5/2009 13:48  Aggiornato: 17/5/2009 13:48
Ho qualche dubbio
Iscritto: 5/11/2008
Da:
Inviati: 139
 Re: Chi pagherà per la ricostruzione in Abruzzo?
..i pirla si devono estinguere altrimenti si riproducono...

..io direi gli stonzi devono estinguersi, e per questo c'e bisogno di una giusta giustizia..


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