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politica italiana : La gregarietà culturale del Partito democratico
Inviato da Redazione il 7/11/2008 4:48:39 (4432 letture)



La gregarietà culturale del Partito democratico. Walter Veltroni: “Io credo all’insostituibilità dell’America”

di Gennaro Carotenuto

Su Repubblica di oggi (p. 10) [ieri, n.d.r.] Goffredo de Marchis intervista Walter Veltroni che dichiara:
“Io credo all’insostituibilità dell’America. Il mondo non può accettare l’isolamento degli USA, non può rinunciare alla sua leadership morale”.

Sarebbe bene che il segretario del Partito Democratico spiegasse se il destino di 20 anni di storia della sinistra italiana sia stato passare da una gregarietà a un’altra, dal ruolo guida dell’Unione Sovietica all’insostituibilità degli Stati Uniti, dalla patria dei lavoratori alla leadership morale degli Stati Uniti.

In questi vent’anni il percorso che ha portato dal PCI al PD non è stata la necessaria ricerca di una nuova modernità e di un nuovo modello di sviluppo che superasse il ‘900 e la sconfitta ineludibile del socialismo reale. Questo percorso è stato invece una resa culturale incondizionata ...

... e l’inchinarsi ad una serie di primazie che testimoniano la totale mancanza di elaborazione propria e l’importazione di modelli altrui. Se Gramsci teorizzava la necessità dell’egemonia culturale della sinistra e Berlinguer, strappando da Mosca, l’eurocomunismo come modello di socialismo in democrazia, qual è il contributo di Veltroni?

Primazia del mercato, ma non del mercato in quanto tale ma della Confindustria, ovvero la primazia del capitale sul lavoro. Primazia del Vaticano, che ha oramai il diritto di veto sulla vita politica del paese. Primazia della Casa Bianca, “insostituibile leadership morale del mondo” anche se fino a ieri era occupata da un criminale come George Bush. Gioverebbe ricordare a Veltroni che l’Italia resta una democrazia e che né il presidente della Confindustria, né il Papa, né l’inquilino della Casa Bianca sono eletti dal popolo sovrano italiano e quindi non è possibile cedere sovranità a queste pur rispettabili istituzioni.

Leggere quanto ha affermato Veltroni fa pertanto gelare il sangue nelle vene: “Io credo all’insostituibilità dell’America. Il mondo non può accettare l’isolamento degli USA, non può rinunciare alla sua leadership morale”.

Dunque il destino dell’Italia, un grande paese di 60 milioni di abitanti, è quello di seguire altri che penseranno, sceglieranno per noi e ci indicheranno il cammino? Ma che succederà se Barack Obama non chiuderà Guantanamo per esempio? Che Guantanamo diverrà un bene solo perché Obama non avrà il potere di chiudere quel lager?

Quale sarebbe il sogno americano per un ragazzo italiano? Arrivare secondo perché il primo posto, nello sport come nella scienza, spetta di diritto a uno statunitense? Io sogno un’Italia che non sia prima usando la forza, ma non sia seconda a nessuno usando i suoi valori.

Secondo Veltroni, la nostra democrazia non può avere alleati, paesi amici con i quali collaborare e condividere scelte anche gravi, ma deve inchinarsi alla leadership morale di qualcuno.

Nelle nostre scuole, nelle nostre famiglie, le nostre madri, le nostre nonne, caro Veltroni, ci hanno insegnato che non c’era nessuno di fronte al quale togliersi il cappello. Poi ci hanno insegnato che tutti sono necessari ma nessuno è insostituibile. E infine ci hanno insegnato a pensare con le nostre teste, senza essere sudditi di nessuno e non accodandosi alla “leadership” di qualcun altro.

Un uomo, una donna, l’umanità, Walter Veltroni, hanno dignità quando possono andare in giro a testa alta intorno ai propri simili, quando hanno amici, non capi ai quali obbedire e modelli da copiare. Un uomo, una donna, l’umanità, Walter Veltroni, sono tali quando sanno stare con la schiena dritta e sanno pensare il proprio futuro con la propria testa, non appiattendosi sulle idee altrui. Un paese, Veltroni, e l’Italia è una grande nazione, ha alleati, non paesi guida.

L’Italia è un grande paese Veltroni, e nessuno è insostituibile. E se non è insostituibile l’America, figuriamoci il segretario del Partito Democratico.

Gennaro Carotenuto

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Thibault
Inviato: 7/11/2008 5:48  Aggiornato: 7/11/2008 5:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Un mondo folle
Inviati: 343
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Bell'articolo,
Quantomeno la vera sinistra (quella di Berlinguer) è rimasta fuori dal parlamento, la vera destra (quella di Almirante) è morta e sepolta.

E' una tranquilla notte di regime
Red_Knight
Inviato: 7/11/2008 6:20  Aggiornato: 7/11/2008 6:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 31/10/2005
Da:
Inviati: 3121
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Finché ti morde il lupo, pazienza. Quel che ti secca è quando ti morde una pecora.

Cheyco
Inviato: 7/11/2008 8:16  Aggiornato: 7/11/2008 8:16
So tutto
Iscritto: 13/6/2008
Da:
Inviati: 19
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Gran bell'articolo!

Quando l'ultimo fiume sarà prosciugato, quando l'ultimo albero sarà abbattuto, quando l'ultimo animale sarà ucciso solo allora capirete che il denaro non si mangia."
sigmatau
Inviato: 7/11/2008 8:18  Aggiornato: 7/11/2008 8:18
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Se non ricordo male quattro anni or sono, allorchè Walter Veltroni meditava di dedicarsi alle popolazioni africane una volta scaduto il mandato di sindaco di Roma, in occasione delle elezioni presidenziali americane nelle quali i sondaggi davano Kerry in vantaggio su Bush, i Ds affermavano più o meno le stesse cose e anzi sostenevano che sotto la guida di un presidente democratico la 'guerra globale al terrorismo' avrebbe acquistato piena e totale legittimità ...

Lascio a voi ogni commento ...

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
desbouvet
Inviato: 7/11/2008 8:51  Aggiornato: 7/11/2008 8:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da:
Inviati: 541
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Una volta chiesero a Travaglio come rimediare a questa brutta classe politica italiana e lui, che non è cospirazionista nè disfattista, disse semplicemente: "Infiltrate i vostri partiti".

Spiegando meglio: "Prendete la tessera, fate tutta la trafila, ma nel frattempo contatevi, e quando arriverete a un congresso, non votate per le solite facce. Se siete in buon numero, ci saranno facce nuove".

Quindi, se fra di noi c'è ancora qualcuno che non vomita all'idea di entrare in una sezione di un qualunque partito, faccia questa cosa. Che gli altri penseranno a fare qualcos'altro.

E chiuso. Senza tanti piagnistei o fondi-pagina mirabolanti.

cocis
Inviato: 7/11/2008 9:19  Aggiornato: 7/11/2008 9:19
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico



http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_815159818.html

il presidente del Consiglio e' rientrato in albergo. Qui, davanti ai giornalisti che lo attendevano, non si e' sottratto alle domande ed anzi ha rincarato la dose. ''Perche'? C'e' qualcuno che ha obiettato? Uno puo' sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione e' buona'', ha detto nella hall del grande albergo del centro che lo ospita.

alexg
Inviato: 7/11/2008 9:32  Aggiornato: 7/11/2008 9:32
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/5/2006
Da: Sybar
Inviati: 179
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Provo il piu' profondo disprezzo per Veltroni, Berlusconi e i loro compagni cortigiani.
Sono come i vermi che proliferano su un cadavere.
Il cadavere dell'Italia.

Condivido cio' che propone desbouvet, ma ci vedo il nostro limite piu' grande: anche fra di noi siamo divisi e non riusciamo a fare muro contro il nemico comune.... per non parlare del fatto che siamo pochissimi.

Ne ha voglia Massimo a lamentare quanti "falsi illuminati" popolano il forum.
Ha cosi' ragione nell'osservazione che fa che e' inutile aggiungere altro.

Ma quali soluzioni ci sono?
Siamo come prigionieri di un campo di detenzione.
Ci sono regole, certo, ma fatte apposta per controllare i detenuti, per evitare che scappino o che nuociano alla pace della comunita'.
I direttori di questo campo di detenzione sono al di sopra di queste regole e le guardie carcerarie sono autorizzate all'abuso di potere.

La scelta e' fra:
1) stare muti e continuare a vivere da detenuti.
2) evadere.
3) prendere il controllo del campo di detenzione con la violenza.

Analizziamo un attimo la terza strada.
Siamo sucuri che TUTTI i detenuti siano cosi' ansiosi di un cambio di regole e dirigenza?
E' qui il punto dolente: ogni potere ha bisogno della stabilita' data dal consenso della maggioranza del popolo.
Non si spiegherebbe altrimenti la farsa elettorale della democrazia, gli auto-attentati pseudo-terroristici e tutte le cazzate che si ascoltano in TV.

Ma la maggioranza del popolo non e' mai a favore delle novita'.
E' molto piu' comodo e rassicurante che le cose continuino come sempre. Alla fine che male c'e' ad accontentarsi di pasti caldi e un letto comodo? e poi stasera in TV non danno La Talpa?

Amici miei, la Verita' ci rende liberi solo con la fantasia.
Siamo pochi e siamo soli.

Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità...non andare fino in fondo, e non iniziare.

"Democrazia" è due lupi e una pecora che decidono ai voti cosa mangiare.
"Libertà" è la pecora ben armata che contesta il voto.
desbouvet
Inviato: 7/11/2008 9:46  Aggiornato: 7/11/2008 9:46
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da:
Inviati: 541
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
@ alexg

Io non propongo quella cosa, la propone l'illuminatissimo Marco Travaglio. Io dico soltanto:

a tutti quelli che ancora si castigano i maroni contando i peli sulla testa del cavaliere o contando i nei sulla lingua del comboniano di pezza, risolvete il dramma interiore, e fatela voi, la politica dei partiti e della "democrazia liberale".

A chi rinfaccia a veltroni la sudditanza psicologica per l'america, dico: siete sudditi psicologici dei suoi nei.

Buttatelo a mare, lui, i suoi romanzi di armony e i suoi loft abbarbicati al tempio di salomone. E idem per quell'altro imbecille. A chi gli rinfaccia la sua servitù dalla mafia o da licio gelli, sappia che è servo a sua volta delle sue esternazioni e delle sue "carinerie".

Senza complottismo, se ci credete, liberatevi dai vostri demoni.

edo
Inviato: 7/11/2008 9:47  Aggiornato: 7/11/2008 10:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
qual è il contributo di Veltroni?

Basta guardarlo, è un prete mancato ma come ogni prete ha bisogno di una gerarchia (una e una sola), a cui fare riferimento, da cui sentirsi "protetto", a cui dedicare ogni suo sforzo; la sua scelta "americana" gli è coerente e lo sarà finchè gli USA saranno i più forti.
Ci sono preti e preti e Walter ricorda don Abbondio più che don Milani, la sua natura "de coccio" richiede "bravi" protettori.
Per quanto riguarda le presunte battaglie di Walter a favore degli oppressi, mi permetto di porgere un piccolo esempio: quando veniva iin vacanza a Villasimius, "litigò" con una ragazza che "pretendeva" le diecimilalire all'ora per fargli le pulizie in casa, purtroppo il nostro paladino degli umili e degli oppressi con la sua espressione perennemente da prete poteva dargliene al massimo ottomila... non ho dubbi, la "visione ecumenica" di Walter è quella che salverà il mondo con queste premesse!

fefochip
Inviato: 7/11/2008 10:00  Aggiornato: 7/11/2008 10:00
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
Io_sono
Inviato: 7/11/2008 10:11  Aggiornato: 7/11/2008 10:11
Mi sento vacillare
Iscritto: 16/4/2008
Da: Nürnberg
Inviati: 373
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Fefochip, non vorrei fare lo scassa palle, ma io di esilarante non ci trovo nulla in quell´articolo.
C´è da piangere!!!!!
Quello lì è il Presidente del consiglio, Cristo!!!!!!
Come cazzo si fa a fare certe uscite, io provo sempre più schifo per un paese che accetta certe cose come se nulla fossero! Provo vergogna ad essere italiano...

fefochip
Inviato: 7/11/2008 10:16  Aggiornato: 7/11/2008 10:16
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Citazione:
Fefochip, non vorrei fare lo scassa palle, ma io di esilarante non ci trovo nulla in quell´articolo.

Citazione:
Come cazzo si fa a fare certe uscite,.....

non è che confondi le dichiarazioni di berlusconi con l'efficace commento dell'articolo?
io infatti non rido della battuta di berlusconi ma del pungente commento dell'autore ...sono cose differenti ...

Citazione:
C´è da piangere!!!!!

molti invece di piangere ridono e viceversa ...si sa

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
Cassandra
Inviato: 7/11/2008 11:09  Aggiornato: 7/11/2008 11:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Non capisco cosa ci sia di strano.
E' una battuta in stile film di Boldi e De Sica.

E gli italiani avranno certo riso, come ridono a milioni affollando i cinema per Boldi e De Sica. Nessuno di essi la trova una battuta "vergognosa", ci sono abituati, è il normale stile di battute dei comici che vedono tutte le sere in TV e del capocomico che hanno votato proprio perché è simile a loro.

Siamo in 4 a scandalizzarci.

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
cocis
Inviato: 7/11/2008 11:10  Aggiornato: 7/11/2008 11:11
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico

Io_sono
Inviato: 7/11/2008 11:21  Aggiornato: 7/11/2008 11:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 16/4/2008
Da: Nürnberg
Inviati: 373
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Scusa Fefo,
ho reagito d´istinto anche perchè avevo appena ricevuto una brutta notizia da casa...
Non volevo essere così aggressivo.
Scusa

L´articolo in sè è effettivamente pungente e bello.
Le dichiarazioni fatte da quello lì sono drammatiche...

fefochip
Inviato: 7/11/2008 11:45  Aggiornato: 7/11/2008 11:54
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Citazione:
ho reagito d´istinto.....

no problem

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
fefochip
Inviato: 7/11/2008 11:52  Aggiornato: 7/11/2008 11:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Citazione:
E gli italiani avranno certo riso, come ridono a milioni affollando i cinema per Boldi e De Sica. Nessuno di essi la trova una battuta "vergognosa", ci sono abituati, è il normale stile di battute dei comici che vedono tutte le sere in TV e del capocomico che hanno votato proprio perché è simile a loro.


se è vero che hai colto una sfumatura del problema ritengo però che non hai messo ha fuoco l'essenza di esso.
chi decide se una battuta è piu o meno divertente ?
si può tranquillamente ridere di qualunque battuta il problema è il contesto.

non è l'arguzia in se dell'ironia piu o meno da intellettuale o triviale è il buon senso che dovrebbe guidare nel farla in un certo contesto e berlusconi ha sbagliato contesto perche a pensarci la battuta non sarebbe male ...ma in un salotto, non certo in ambito internazionale riferendosi prossimo capo della piu potente nazione al mondo ancora avvelenata da odi razziali .

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
fefochip
Inviato: 7/11/2008 11:57  Aggiornato: 7/11/2008 11:57
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
dall'articolo

Citazione:
il nobile discorso dello sconfitto McCain: "Il popolo ha scelto. Ho avuto l'onore di salutare il nuovo presidente degli Stati Uniti. È una giornata storica"


berlusconi dopola sconfitta con prodi:"tacci sua ha imbrogliato"


lo stile si riconosce sia se vince sia se perde,sia se fa battute ...

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
sigmatau
Inviato: 7/11/2008 11:59  Aggiornato: 7/11/2008 18:27
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Ragazzi...
... ma è possibile che in risposta alle [giuste] critiche di 'insufficienza culturale' dei 'democratici' di casa nostra fatte da Carotenuto non abbiate di meglio che dare addosso al Berluska!... non capite che vi state tirando la zappa sui piedi!...

Carotenuto stesso ve lo dice chiaro...

http://www.gennarocarotenuto.it/4358-lincontinenza-del-cavaliere-e-quella-della-stampa-di-sinistra-che-si-fa-dettare-lagenda-da-silvio-berlusconi/

... a dettare l'agenda ai giornali di sinistra è addirittura Berlusconi!...

... complimenti!!! ...

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
totonno
Inviato: 7/11/2008 12:11  Aggiornato: 7/11/2008 12:11
Ho qualche dubbio
Iscritto: 6/3/2007
Da:
Inviati: 93
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
"non può rinunciare alla sua leadership morale”. Ma allora questo c'è o ci fà????

nosh1t
Inviato: 7/11/2008 12:28  Aggiornato: 7/11/2008 12:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 30/9/2008
Da:
Inviati: 143
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
se vogliamo prendere a calci nelle palle Wallie Weltronee io ci sto - se lo merita per come ha inteso e perpetrato il 'rinnovamento' della sinistra, e forse servirebbe anche per forgiarne il flaccido carattere.
Se pero' vogliamo usare come scarpone la frase “Io credo all’insostituibilità dell’America. Il mondo non può accettare l’isolamento degli USA, non può rinunciare alla sua leadership morale”, no.
Non vedo proprio cosa ci sia di sbagliato nell'ammettere che gli USA oggi siano un paese che ha influenza nel bene e nel male sull'intero pianeta e con cui bisogna fare i conti.
Trovo poi sbagliato attribuire all'italia il blasone di GRANDE PAESE per usarlo come metro di paragone - dov'e' che siamo un grande paese che non contiamo un cazzo a nessun livello? Abbiamo un'industria allo sfascio, un'economia da paese del terzo mondo, diritti disattesi e livello morale medio da trafficante marsigliese per non parlare poi dello stato penoso in cui versa l'istruzione pubblica - e mica dall'odierna sciagurata epoca gelminana ma da quando andavo alle medie io (fine anni '70). Facciamo gia' pena solo senza parlare della classe politica, figuriamoci se mettiamo pure quella nel calderone.

Secondo me sarebbe bene, prima di parlare tra di noi, di guardarci allo specchio e di capire chi siamo o cosa siamo diventati prima di criticare qualcuno perche' senno si rischia di non centrare il bersaglio e di dar ragione a chi invece merita di essere preso a sberle.

hendrix
Inviato: 7/11/2008 12:52  Aggiornato: 7/11/2008 12:52
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2006
Da:
Inviati: 1048
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Massimo Cacciari, ( che non è andato al Circo Massimo perchè aveva definito demagogica una manifestazione indetta 5 mesi prima dal PD ):

" Spero che nessuno sia così patetico da appropriarsi della vittoria di Obama.
Spero che alcuni esponenti del nostro governo abbiano quel residuo senso del pudore di non dire che assomigliano a Barack.
Ma neanche il Partito Democratico a niente a che fare con Obama.
Quando vedrò il Pd rinnovarsi, non dico a livello di presidenti, ma di consiglieri comunali, con qualche quarantenne in più, allora ne parleremo.
Per quanta stima e affetto io abbia per Veltroni, è comico - afferma Cacciari - metterlo accanto a un evento di questa portata epocale.
E sarebbe vergognoso se il tentativo di dire assomigliamo a Obama venisse da chi fino a ieri diceva di essere amico di Bush ".
(da l’Unita.it)

Cassandra
Inviato: 7/11/2008 13:09  Aggiornato: 7/11/2008 13:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
fefochip,
quello che volevo dire è che al Berlusca interessano esclusivamente i SUOI elettori. E a loro sapeva che la battuta non sarebbe dispiaciuta, magari ci avrebbero anche riso. Quello è lo stile dettato da tempo a cui si attiene.
Del resto della popolazione se ne frega, se lo attaccano è per via che sono comunisti.
Dell'opinione pubblica mondiale... beh, per lui non esiste neppure.

Quando si parla di modello culturale è a questo che mi riferisco: un modello culturale assurto a stile politico.

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
mangog
Inviato: 7/11/2008 14:29  Aggiornato: 7/11/2008 14:29
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 5/1/2007
Da:
Inviati: 2857
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Citazione:

Dunque il destino dell’Italia, un grande paese di 60 milioni di abitanti, è quello di seguire altri che penseranno, sceglieranno per noi e ci indicheranno il cammino?


Siccome tutto e' relativo bisogna adottare il giusto metro di paragone per capire quanto e' grande l'Italia ( ovviamente non mi riferisco all'arte o alla nostra cucina ed in ogni modo essere grandi o piccoli mica e' peccato mortale )
Non la caga nessuno in Europa, figuriamoci nel resto del mondo.
Forse e' ora che qualcuno esca dai salotti e cominci a girare, cosi' tanto per prendere almeno un po' di aria fresca.
Ripeto per chi non lo ha capito, non contiamo niente nonostante il nostro prodotto interno lordo entro i primi 10 del mondo.
Obama e' venuto in Europa a farsi un giretto prima di diventare presidente.. e dove e' andato? Di sicuro non a trovare Veltroni.

utrevolver
Inviato: 7/11/2008 14:35  Aggiornato: 7/11/2008 14:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da: Sandalia
Inviati: 411
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Nel pd sono dei venduti, a cominciare da l presidente Veltroni, che in Africa ci ha mandato Prodi a percepire qualche emolumento bonus. Non c'è mai fine al peggio.

effeviemme
Inviato: 7/11/2008 15:02  Aggiornato: 7/11/2008 15:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 28/6/2006
Da:
Inviati: 698
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Alla fine del video, si sente un commento: -chissà per chi vota quello? -

a me non fa che confermare quale sia lo spirito del mandato che anima i politici.
non so di chi fosse la voce, potrebbe essere di qualsiasi dei partecipanti al teatro.
nessuno ha obiettato: no, questa o quella affermazione è sbagliata.

solo: chissà per chi vota quello?

se si riuscirà a cambiare qualcosa in italia e nel mondo, credo che lo si potrà fare
solo attraverso una diffusione tra le persone (in orizzontale, si dice?) di informazione
onesta, condivisione disinteressata delle difficoltà, e, alla lunga forse, un controllo
efficace con interventi "in corsa" da parte di chi ha la "sovranità".
andrebbero eliminate le "leadership morali" da seguire religiosamente.
forse si arriverà anche a: "perchè costui ha detto questo?.

un saluto

fvm

Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera - S. Quasimodo.
shm
Inviato: 7/11/2008 15:10  Aggiornato: 7/11/2008 15:10
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/8/2007
Da: perugia
Inviati: 1802
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Che cosa può spingere la psiche di un uomo a paragonare il numero delle vittime di un giorno con il numero di quelle di una guerra durata anni?

...e per avvalorare tale osservazione fa notare che nella guerra se ne son verificate di più...

Travaglio, Travaglio...

Vai a cagare!

“Se un ebreo ortodosso mi considera "immondo" o mi saluta per primo per non dover essere costretto a rispondere al mio saluto, la cosa non preoccupa più di tanto.” (John)
9/11 anomalies
Siciliana
Inviato: 7/11/2008 15:18  Aggiornato: 7/11/2008 15:18
So tutto
Iscritto: 14/1/2006
Da:
Inviati: 18
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Cassandra scrive:

"Non capisco cosa ci sia di strano.
E' una battuta in stile film di Boldi e De Sica.
E gli italiani avranno certo riso, come ridono a milioni affollando i cinema per Boldi e De Sica. Nessuno di essi la trova una battuta "vergognosa", ci sono abituati, è il normale stile di battute dei comici che vedono tutte le sere in TV e del capocomico che hanno votato proprio perché è simile a loro.
Siamo in 4 a scandalizzarci. "

Siciliana replica:

"e' una battuta in stile linucs. che sia lui a scrivere i testi per il premier?"

Siciliana conclude:

"i razzisti sono tanti, mascherano il loro livore per il successo di Obama con battute da infimo ordine. Ma né quelle di linucs né quelle di Silvio fanno ridere"

Red_Knight
Inviato: 7/11/2008 16:30  Aggiornato: 7/11/2008 16:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 31/10/2005
Da:
Inviati: 3121
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
@shm

Scusa ma non ho proprio capito la tua obiezione.

hendrix
Inviato: 7/11/2008 16:56  Aggiornato: 7/11/2008 16:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2006
Da:
Inviati: 1048
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
IPSE DIXIT

"… l’orgia laudativa dei nostri circoli politici e culturali è fastidiosa. Insomma, il troppo storpia. È vero che l’America è il paese in cui tutto può accadere. È il Paese in cui si elegge un uomo giovane e di colore alla Casa Bianca, ma è anche il Paese in cui sono stati ammazzati un presidente in carica (J.F. Kennedy) e un candidato forte alla presidenza (Robert Kennedy). È il Paese delle opportunità ma è anche il Paese in cui 50 milioni di cittadini sono privi di assistenza sanitaria. È il Paese dell’innovazione e della ricerca ma è anche il Paese di Wall Street, in cui si sono consumati scandali a ripetizione per collusioni criminali tra manager, agenzie di rating e banche d’affari e commerciali.
È il Paese simbolo della ricchezza ma in cui ci sono anche 40 milioni di poveri veri.
È il Paese della meritocrazia ma è anche il Paese in cui decine di milioni di lavoratori hanno perso in pochi mesi il proprio futuro previdenziale grazie a un capitalismo di rapina.
È il Paese che aiuta a sviluppare la democrazia nel mondo ma è anche il Paese che di volta in volta ha sostenuto Gheddafi, Saddam Hussein e perfino Bin Laden.
È stato giustamente detto che l’America è il Paese delle libertà e delle opportunità ma è ancora priva di quel termine di solidarietà che è l’elemento pregnante della cultura politica europea. Anche noi siamo felici per l’elezione di Obama perché riteniamo che possa essere un grande presidente senza commettere gli errori di Kennedy (la guerra del Vietnam) superando, così, le contraddizioni del suo grande Paese in un mondo che sta cambiando tumultuosamente e che mai come ora chiede una «governance» saggia e condivisa.
La felicità per la sua elezione è fatta per gli amici e per gli alleati.
L'ORGIA LAUDATIVA E' PER LE COLONIE E QUALCHE VOLTA PER I CAMERIERI.”

Chi ha pronunciato queste parole sensate, certo moderate, ma fondate sul buon senso? Forse un riformista di sinistra scampato all’epidemia conformista-cinematografica-hollywoodiana veltroniana?
Siamo seri, dagli ominidi di sinistra possiamo attenderci ormai solo banalità e servilismo senza confini (salvo rare eccezioni che si contano sulle dita di una mano), mentre è ancora possibile raccogliere, da un ex democristiano come POMICINO,
qualche sussulto di dignità.
Allora, fate voi e ditemi se è meglio un destro, il quale vorrebbe evitare che l'Italia facesse la fine del più succube dei protettorati coloniali oppure un sinistro che, mentre il nemico s'avanza, decide preventivamente di abbassare il ponte levatoio per permettere la razzia dei suoi beni e della sua libertà?
Ennesima conferma che la dicotomia destra-sinistra non spiega più un granché di questo mondo eteroclito.

http://ripensaremarx.splinder.com/post/18976212/IPSE+DIXIT

hendrix
Inviato: 7/11/2008 17:19  Aggiornato: 7/11/2008 17:19
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2006
Da:
Inviati: 1048
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Sempre da http://ripensaremarx.splinder.com/
frequentatelo, ogni tanto, ha una posizione estremamente critica sulla sinistra senza essere di destra, ma con articoli decisamente troppo lunghi e pallosi a volte.

Parte II. Elogio degli Stati Uniti

Io non scaricherei la giusta ira contro i filo-Obama di sinistra nostrani, attraverso una serie d’improperi nei confronti del popolo statunitense.

Hanno la democrazia che hanno, che non è un gran che. Tutta basata su bandwagon miliardari dove le lobby potenti contano infinitamente di più di tutti gli americani messi insieme, come contano di più gli strateghi imperiali.

I presidenti democratici USA sono stati tanto, se non più, guerrafondai quanto quelli repubblicani. Il democratico Wilson portò il suo Paese nella I Guerra Mondiale, il democratico Roosevelt nella Seconda. Fu il democratico Truman a far sganciare le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Fu il democratico - e idolatrato da Veltroni - Kennedy a far attaccare Cuba alla Baia dei Porci (per poi svignarsela quando gli invasori le presero di santa ragione), fu sempre lui a iniziare l’intervento americano in Vietnam e fu il suo successore, il democratico Johnson a inventarsi il cosiddetto “incidente del Golfo del Tonchino” e a trasformare quell’intervento nella spaventosa guerra che sappiamo.
Di Clinton abbiamo già parlato fin troppo e si entra nell’attualità.

Sono cose note.
Solo la sinistra, dal Manifesto al PRC al PD, fa finta di non saperle o non ricordarle.

E pur essendo note, tuttavia non credo che debbano impedire di cogliere il significato di queste elezioni.

E’ altrettanto noto, ma non da parte della sinistra e del senatore Gasparri, che Barack Obama si è circondato di consiglieri inquietanti, a partire dal vicepresidente da lui scelto, Joe Biden, promotore delle guerre balcaniche, dell’invasione dell’Iraq e della sua suddivisione etnico-religiosa. E’ da notare tangenzialmente che a parte la stizzita difesa d’ufficio di Obama - e soprattutto degli USA “più importante alleato” - da parte della senatrice PD Anna Finocchiaro, Gasparri è risuscito a ridar fiato, tramite l’On. Luciano Violante, alla solita tesi del giro vizioso guerra-terrorismo, ovvero alla più stucchevole truffa ideologica buonista della sinistra di cui era vate e maestro Fausto Bertinotti, truffa che è servita a non dare mai alle cose il loro vero nome.

Certo, tutto questo servilismo manda in bestia, eppure continuo ad essere del parere che non possiamo guardare alle elezioni USA distratti da queste miserie.

Provo a mettermi nei panni (o meglio “nelle scarpe”, che fa più male, come dicono in certe zone dell’Africa) nelle scarpe degli americani. E’ indubbio che abbiano votato Barack Obama perché non ne potevano più di Bush come non ne poteva più il resto del mondo. Ancora una volta hanno “scelto” tra quel che offriva il mercato (in questo caso in senso quasi letterale), ma pur con questi limiti non me la sentirei di criticare il loro atto di scelta. La loro scelta sì. Ma il loro atto di scelta no. In altri termini, penso che le motivazioni interne del popolo americano debbano essere più attentamente valutate.

E poi l’elezione di Obama mi ricorda, così di pelle, la nomina a imperatori di Roma dei Severi e degli Antonini, i non-italici. Gli Stati Uniti sono veramente un Impero. E ancora una volta l’hanno dimostrato. Hai voglia a considerare gli Americani tutti sciocchi e provinciali.

Al contrario, gli Stati Uniti sono una nazione straordinaria e mi sembra che anche Giellegi (Gianfranco La Grassa) lo abbia riconosciuto polemizzando recentemente contro l’antiamericanismo d’accatto di certa parte della sinistra estrema.

Notturno
Inviato: 7/11/2008 17:59  Aggiornato: 7/11/2008 17:59
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 21/8/2008
Da:
Inviati: 1920
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Citazione:

Autore: sigmatau Inviato: 7/11/2008 11:59:56

Ragazzi...
... ma è possibile che in risposta alle [giuste] critiche di 'insufficienza culturale' dei 'democratici' di casa nostra fatte da Carotenuto non abbiate di meglio che dare addosso al Beluska!... non capite che vi state tirando la zappa sui piedi!...

Carotenuto stesso ve lo dice chiaro...

http://www.gennarocarotenuto.it/4358-lincontinenza-del-cavaliere-e-quella-della-stampa-di-sinistra-che-si-fa-dettare-lagenda-da-silvio-berlusconi/

... a dettare l'agenda ai giornali di sinistra è addirittura Berlusconi!...

... complimenti!!! ...

saluti!...


Sottoscrivo.

Perdiamo meno tempo con le cazzate.

Sembrano predisposte da un regista per allentare la tensione e far ghignare del Nanetto.

Basta.

Soprattutto ai "giornalisti": tornate a fare i giornalisti e non i velinisti. Meno cazzate e più indagini.

Togliamogli l'aria: assilliamoli di inchieste, denunce, contestazioni, ecc....

Adda passà a nuttat'.......

Rende Encomiabili Dire No A
Religiosi Orpelli. Mentire Provoca Eccidii.
(Stefano Bartezzaghi)
TomTom
Inviato: 7/11/2008 19:26  Aggiornato: 7/11/2008 19:26
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/10/2007
Da:
Inviati: 79
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Ma che casino per un po' di abbrozzantura.

Figuriamoci se a qualcuno verra da dire che Obama è incazzato nero.

Personalmente non mi sento di condannare la battuta del BerlusKa anzi tutto sommato non è male......

Il razzismo non si può credere sconfitto se basta una battuta ironica per creare un putiferio. Serve un pò di autoironia.

Io lavoravo con gente di colore che si chiamavano tra loro con 2 termini:
1) Pappone (valli a capire )
2) Negro ( se gliel'avessi detto io sarei uscito senza denti )



PS: Io sono una mozzarella (e neanche di bufala )

peonia
Inviato: 7/11/2008 20:22  Aggiornato: 7/11/2008 20:22
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Ma neanche il Partito Democratico a niente a che fare con Obama.
Quando vedrò il Pd rinnovarsi, non dico a livello di presidenti, ma di consiglieri comunali, con qualche quarantenne in più, allora ne parleremo.
Per quanta stima e affetto io abbia per Veltroni, è comico - afferma Cacciari - metterlo accanto a un evento di questa portata epocale.
E sarebbe vergognoso se il tentativo di dire assomigliamo a Obama venisse da chi fino a ieri diceva di essere amico di Bush ".
(da l’Unita.it)



In effetti sono solo patetici...il guaio e' che ancora qualcunogli da' credito!

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Orwell84
Inviato: 7/11/2008 20:43  Aggiornato: 7/11/2008 20:43
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Ma che succederà se Barack Obama non chiuderà Guantanamo per esempio? Che Guantanamo diverrà un bene solo perché Obama non avrà il potere di chiudere quel lager?

Immagina i salti mortali che si faranno quando aumenterà le truppe in Afghanistan.

naicles
Inviato: 7/11/2008 22:24  Aggiornato: 7/11/2008 22:25
So tutto
Iscritto: 7/11/2008
Da:
Inviati: 26
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
che gli usa abbiano bene o male influenza in tutto il mondo mi pare giusto,ma penso che il discorso sulla "leadership morale" andrebbe contestato eccome!se non altro con tutte quelle persone che credono ancora al sogno americano e storie come questa...
per il resto sulle affermazioni di veltroni non c'è molto da dire,un certo servilismo non è una novità nè lo sono i motivi delle recenti sconfitte della "sinistra"italiana...mi pare inconcepibile che la gente ormai prenda queste affermazioni per buone così come nulla fosse

edit: ripetizioni

Paulo
Inviato: 7/11/2008 23:53  Aggiornato: 7/11/2008 23:53
Mi sento vacillare
Iscritto: 24/12/2005
Da:
Inviati: 507
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Mi è piaciuto il De profundis intonato da Gennaro Carotenuto sulla defunzione politica di Walter Veltroni.
Fra non molto, quando avrà seguito la strada tracciata da Bertinotti, l'articolo sarà il miglior modo per ricordarlo e farlo conoscere a chi non ne avrà mai sentito parlare.

PikeBishop
Inviato: 8/11/2008 0:00  Aggiornato: 8/11/2008 0:02
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Una sola domanda: perche' stiamo ancora qui ad occuparci di questi pappataci, zanzare, sanguisughe, bacarozzi, parassiti schifosi ed ectoplasmi che esistono solo se qualcuno pensa a loro?

E un bel esorcismo, tanto per liberarsi di loro - e con loro anche di Travaglino di Pappascona - non servirebbe al buon Gennaro e anche a chi lo legge e lo propone?

No, non sono stato onesto, le domande sono due: Gennaro Carotenuto e' Quacchero? Lo domando perche' solo nelle scuole e nelle famiglie quacchere insegnano che non ci si toglie il cappello davanti a nessuno, a non accettare la leadership di nessuno ed a pensare con la propria testa.

PS
Le madri e le nonne? Cosa fanno i papa' ed i nonni, passano tutto il loro tempo libero a violentare le bambine nei vicoli, in quanto maschi ergo violentatori? Ma mi faccia il piacere, mi faccia...

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
slump
Inviato: 8/11/2008 16:47  Aggiornato: 8/11/2008 16:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/6/2006
Da:
Inviati: 199
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Le battute e le indignazioni nei confronti di Uolter e compagnia sono
sacrosante (perché colpiscono non si sa più se idiozia, ipocrisia,
pazzia o un misto terrificante di tutto questo), non va però
dimenticato che oggettivamente quel Uolter e quella compagnia non solo
si mostrano ma SONO alle dipendenze di qualcun altro (diciamo
genericamente USA) di cui supportano gli interessi -- dunque Uolter e
affini sono CONTRO i nostri interessi. Andar contro il nostro interesse
nazionale significa naturalmente e in primo luogo continuare a tenerci
addosso quel peso di paese quasi colonia, se non colonia del tutto,
degli americani e osannare al contempo questa situazione, questa
dipendenza e quel paese di cui siamo ruota di scorta (quando va bene).

Paradossalmente (o forse no) Berluscaz sembra rappresentare di più
quei nostri interessi (sempre nel suo piccolissimo e dopo che ha
salvato i suoi): non a caso nei giorni delle elezioni di Obama era in
Russia a firmare una caterva di accordi economici con Putin e soci (per
fortuna nostra e della nostra economia) mentre i ueltroniani (ma anche
tanti rifondaroli e roba simile) andavano in giuggiole per il
neopresidente USA.

Una volta pensavo che Pannella avesse preso dagli americani più soldi
della DC (in proporzione) ora penso che Uolter e compagnia lo batta di
gran lunga. Non ho le prove naturalmente ma, come disse quel tale, "io
so".

"In powerful rain, they laid down their heads to die"
(My Dying Bride)
shm
Inviato: 8/11/2008 20:32  Aggiornato: 8/11/2008 20:32
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/8/2007
Da: perugia
Inviati: 1802
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Red-Knight:

Scusa ma non ho proprio capito la tua obiezione.

Shm:

Mi riferivo al paragone fatto nella frase di Travaglio, è sproporzionato:

“…e poi ci sono i morti: gli americani sono 4500, cioè molti più di quelli caduti sotto le due torri e poi ci sono quelli caduti in campo nemico che nessuno conta più…”

Se avesse messo in relazione il numero delle vittime americane con il numero di quelle iraquene, sarebbe stata un’altra cosa, come pure se avesse paragonato il numero di vittime americane medio di una giornata di guerra con il numero delle vittime dell’11 settembre 2001…

Per quello commentavo…

“Se un ebreo ortodosso mi considera "immondo" o mi saluta per primo per non dover essere costretto a rispondere al mio saluto, la cosa non preoccupa più di tanto.” (John)
9/11 anomalies
tibberio
Inviato: 12/11/2008 12:23  Aggiornato: 12/11/2008 12:23
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/12/2007
Da: Qui
Inviati: 450
 Re: La gregarietà culturale del Partito democratico
Fermatelo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Non se ne puo' piu'!

link

La storia inizia e si ferma, va avanti e poi si perde e, in mezzo a ogni parola, quanti silenzi, quante parole sfuggono e svaniscono per non essere mai piu' ritrovate. (P. Auster)

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