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media : Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
Inviato da Redazione il 28/8/2008 11:20:00 (6335 letture)

[Avviso: nell’articolo viene parzialmente rivelata la trama del telefilm]

di Mauro Quagliati

La scorsa settimana si è conclusa, completamente in sordina, la trasmissione di uno dei telefilm più coraggiosi e interessanti degli ultimi anni. Perché spendere parole su un serial televisivo made in USA (trasmesso dalla CBS)? Perché Jericho è il miglior esempio del corto-circuito tra fiction e realtà che caratterizza la cultura americana post - 11 settembre, oltre ad essere un ottimo prodotto, girato con pochi mezzi.

La storia mette in scena il più inquietante degli incubi americani, l’olocausto nucleare, vissuto dal punto di vista di una piccola cittadina del Kansas (Jericho, appunto). Ma non si tratta di un attacco missilistico, bensì di un atto terroristico coordinato in cui vengono esplosi contemporaneamente una ventina di ordigni nucleari nelle più importanti città americane. Gli Stati Uniti collassano: i territori scampati alla distruzione e alle radiazioni sono falcidiati dalla fame; razzie, sciacallaggio e bande para-militari imperversano per il paese. La nazione precipita nell’anarchia, ma dalle sue ceneri nascono due autorità in conflitto: ad Est ciò che rimane del governo federale, ad Ovest una nuova coalizione, gli “Stati Alleati d’America”.

Chi è il nemico? Chi è il responsabile del più grande attacco terroristico della storia, compiuto (non casualmente) nel mese di settembre? Questo è l’interrogativo che anima la prima stagione del telefilm, e che troverà una risposta grazie alle informazioni messe in campo dal personaggio chiave della storia, ...




... un agente della CIA in incognito, rifugiatosi a Jericho con la famiglia pochi giorni prima che scoppiassero le bombe. Egli infatti sapeva in anticipo ciò che sarebbe successo.

Il telespettatore navigato a cospirazioni atlantiche non fatica molto ad intuire che qualcosa non quadra nella versione dei fatti trasmessa dalla televisione. La verità ufficiale governativa, secondo cui Corea del Nord e Iran sarebbero i mandanti degli attentati, si rivela ovviamente falsa. Già, ma quale governo si fa vivo dopo mesi di black-out? Dopo che la piccola comunità di Jericho ha dovuto affrontare l’inverno isolata dal mondo ed è stata costretta ad ingaggiare battaglia contro una cittadina vicina per l’accaparramento dei campi coltivabili?

L’ordine viene ristabilito nell’area dalle forze militari e para-militari del neo-governo degli Stati Alleati dell’Ovest. Ma il comportamento delle nuove autorità appare ben presto sospetto ai protagonisti della vicenda. La ricostruzione e l’amministrazione sono gestite da una grande corporation appaltatrice della Difesa, la sicurezza e la giustizia sono affidate ai dipendenti senza scrupoli di una società privata di “contractors” dell’esercito (già operativa in Afghanistan e Iraq). La matrice eversiva del nuovo governo è manifesta persino nei nuovi testi di storia per le scuole, informati ad un revisionismo di estrema destra. La propaganda dei nuovi leader del paese attribuisce la caduta degli Stati Uniti alle “arrendevoli” politiche del passato: “Un nuovo secolo americano sta per cominciare…”

In un colpo di scena finale, viene scoperto che gli attacchi nucleari sono stati eseguiti secondo le modalità descritte in uno studio strategico riservato che era stato redatto dieci anni prima proprio dagli esperti della Jennings & Rall, l’azienda che sta ricostruendo il nord America a sua immagine, e che si è ormai sostituita allo stato in tutte le sue funzioni.

E’ fin troppo chiaro. La sceneggiatura di Jericho è un condensato di tutto ciò che le teste pensanti hanno imparato sugli attentati “false flag” dell’11 settembre 2001. Che il Pentagono menta su una gran numero di questioni concernenti la “Homeland Security” è un leit-motiv che conoscevamo fin dai tempi di X-files. Ma la conferma che elementi criminali del governo di Washington pianifichino stragi per ottenere i loro obiettivi strategici è una faccenda che è diventata palese solo nel XXI secolo. Obiettivi che peraltro erano già noti in anticipo, poiché pubblicati nel famoso documento “Project for the New American Century”.

L’estrapolazione fanta-politica di Jericho è immediata ed efficace, poiché resuscita il fantasma della guerra civile americana, portando alle estreme conseguenze gli elementi della crisi che sono, in questi anni, sotto gli occhi di tutti. L’apparato statale gestito da Entità fuori dal controllo dei cittadini. Guerre scatenate e crimini contro l’umanità perpetrati, non per gli interessi nazionali, ma per foraggiare i bilanci di certe società multinazionali. Operazioni militari sempre più gestite da privati (i consulenti della Casa Bianca al posto dei generali, i “contractors” al posto dei soldati). Leggi speciali anti-terrorismo promulgate in nome della Sicurezza Nazionale. Il collasso del tessuto sociale americano di fronte a crisi improvvise (l’esperienza dell’uragano Katrina), che rivelano la storica assenza di ogni forma di solidarietà nazionale.

Anche il piano dei nuovi padroni degli Stati dis-Uniti post-atomici, che sembra del tutto folle, autolesionista e fantascientifico (decine di milioni di morti e le grandi metropoli americane rase al suolo), proviene in realtà dalle lezione della storia. Le vicende del ‘900 ci insegnano la più desolante verità sullo scopo ultimo delle guerre moderne: distruggere per poter ricostruire. L’assetto economico capitalista obbligato nelle sue fasi alterne di crescita e recessione ha bisogno di resettare periodicamente la situazione per riprendersi. La Prima e la Seconda Guerra Mondiale sono state scatenate scientemente dai gruppi di potere finanziario che ancora oggi determinano le sorti dei governi, e in molti frangenti sono state combattute dagli stati maggiori seguendo una strategia che ha portato a massimizzare le perdite.

Gli sceneggiatori di Jericho hanno preso tutto questo e l’hanno dato in pasto al pubblico americano, inserendovi però un messaggio di speranza: la solidarietà di una piccola comunità che fa fronte comune ad avversità estreme, laddove molti altri cedono allo sciacallaggio o alla legge marziale. La lealtà alla bandiera di uomini dell’esercito che rifiutano di prendere ordini da superiori illegittimi e criminali.

Purtroppo, la risposta in termini di ascolto non è stata soddisfacente per il network, per cui, la serie viene abortita dopo 7 episodi della seconda stagione. Anche in Italia la programmazione del telefilm, che l’anno scorso veniva annunciato su Rai2 con tutti gli onori, è stata retrocessa dalla prima alla seconda serata, e infine relegata a mezzanotte. Evidentemente il grande pubblico americano è più interessato alle storie di fantasmi e di serial killer che troviamo in serie ben più fortunate, piuttosto che essere messo di fronte ai mostri reali generati da un governo ormai fuori dal controllo democratico.

Mauro Quagliati (Quaglioz)

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Sertes
Inviato: 28/8/2008 11:31  Aggiornato: 28/8/2008 11:33
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
Non capisco tutta questa inquietudine, eccovi un promo:

http://www.youtube.com/watch?v=FJr-QOqi-lU


Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
Redazione
Inviato: 28/8/2008 11:41  Aggiornato: 28/8/2008 11:43
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
La fiction – cinematografica e televisiva – è un affascinante metro di misura della società, perchè è doppiamente ambigua: da un lato permette di esorcizzare le paure collettive (inconscie), dall’altra può contribuire ad alimentarle, in maniera altrettanto inconscia. Ma può anche fare da veicolo a sogni inespressi, incanalandoli e soddisfandoli in maniera virtuale (e quindi diminuendo la loro esigenza di essere realizzati nel mondo reale), mentre può anche scatenare ideali imprevisti e altrettanto incontenibili.

Nella “teoria della scrittura” (cinematografica) si distinguono due tipi di protagonista: quello “descriptive” e quello “prescriptive”. Uno è il protagonista con il quale ti identifichi per “somiglianza reale” (Forrest Gump), l’altro è quello con cui ti identifichi per “sogno ideale” (Rambo).

In altre parole, “quello che sei” da una parte, “quello che vorresti essere” dall’altra. Io credo che il vero livello di “angoscia” (paura inconscia) di una società si possa misurare nella distanza fra questi due archetipi, più che nel confronto con eventi più o meno catastrofici.

Non è tanto l’uomo contro l’ignoto che misura la paura, ma la distanza fra i suoi sogni e la realtà che lo circonda.

Pyter
Inviato: 28/8/2008 12:30  Aggiornato: 28/8/2008 12:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
Non penso di dire un'eresia se affermo che l'unico genere cinematografico
in grado di darci un quadro credibile della situazione politica mondiale negli
ultimi sessanta anni sia quello fantascientifico.Si può discutere sul fatto
che un film possa essere di serie A o B, ma quando si deve far passare un
messaggio politico o di propaganda attraverso la celluloide, la superficialità
certe volte è sintomo che si sta cercando di fare in modo che certe metafore
più o meno semplici possano essere comprese appieno.
D'altronde nell'immaginario collettivo non sono certo le opere dei cosiddetti
intellettuali che rimangono più nella mente, intellettuali che hanno sempre
dato una descrizione della realtà parziale e personale.
Sul fallimento del cinema cosiddetto impegnato ci sarebbe da dire parecchio.
Come c'è da discutere sul fatto che questa tendenza sia visibile solo dall'11 settembre in poi, come afferma l'articolo.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Linucs
Inviato: 28/8/2008 13:34  Aggiornato: 28/8/2008 13:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
L’apparato statale gestito da Entità fuori dal controllo dei cittadini. Guerre scatenate e crimini contro l’umanità perpetrati, non per gli interessi nazionali, ma per foraggiare i bilanci di certe società multinazionali.

Perché se invece fosse "nell'interesse nazionale" potremmo tollerare guerre e crimini contro l'umanità?

Sarebbe come dire che l'interesse nazionale è l'antitesi dell'umanità, ma dopo aver letto che "la nazione" ("gli stati uniti", "la nazione", notare i plurali...) "precipita nell'anarchia" non ci si poteva aspettare altro.

L’assetto economico capitalista obbligato nelle sue fasi alterne di crescita e recessione

Dovute a cosa?

Obbligato da cosa?

Attendiamo lumi.

ha bisogno di resettare periodicamente la situazione per riprendersi.

Crescita e recessione dovute a cosa?

La Prima e la Seconda Guerra Mondiale sono state scatenate scientemente dai gruppi di potere finanziario che ancora oggi determinano le sorti dei governi, e in molti frangenti sono state combattute dagli stati maggiori seguendo una strategia che ha portato a massimizzare le perdite.

Ripeti un po' come funziona la "crescita e recessione" tipica del capitalismo?

Magari scopriamo da dove saltano fuori le guerre...

trotzkij
Inviato: 28/8/2008 14:35  Aggiornato: 28/8/2008 14:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
Citazione:
Purtroppo, la risposta in termini di ascolto non è stata soddisfacente per il network, per cui, la serie viene abortita dopo 7 episodi della seconda stagione. Anche in Italia la programmazione del telefilm, che l’anno scorso veniva annunciato su Rai2 con tutti gli onori, è stata retrocessa dalla prima alla seconda serata, e infine relegata a mezzanotte.


Che non avesse riscontro presso il pubblico, questa è da vedere (ne hanno fatte due serie, no?) Eppoi s'è avuta una petizione per perorarne la ripresa della produzione. Non so come è finita. Certo è che una delle migliori produzioni TV che abbia avuto modo di vedere.
In Italia, lasciamo perdere, non c'è alcun motivo di spostare la trasmissione dalle 22.00 alle 00.00, solo per metterci davanti quel bambolone di partito di Giacobbo e i suoi 'misteri' di fuffa (padre pio, le profezie sulle pioggie di fuoco, le sciechimiche 'spiegate' dall'Aeronautica Militare...)
Casualmente (o no?) anche un'altra serie TV è stata sospesa, Veronica Mars. Casualmente (o no?) nell'ultima puntata la studentessa-spia scopriva un elenco di 300 affiliati alla società simil-Skull&Bones del posto.
Subito dopo, sospensione sine-die. Anche questa per mancanza di pubblico? Com'è che le serie TV sospese, sono quello che ho ritenuto interessanti, mentre altre produzioni (tipo streghe) abbastanza noiose, vanno (o andavano) avanti raccogliendo vaste messe di pubblico?
Ma sono poi così affidabili le statistiche raccolte (vedi auditel)?
Se uno sponsor investe milioni in una produzione TV, può anche investire spiccioli per crearsi un 'pubblico fedele' presso il campione analizzato. Non so negli USA, ma in Italia è sicuro così (altrimenti non si spiegherebbe la continua presenza in TV di figuri allucinanti come Enrico Papi et similia.)

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono
shm
Inviato: 28/8/2008 16:31  Aggiornato: 28/8/2008 16:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/8/2007
Da: perugia
Inviati: 1802
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
...anche i think tank, in un modo diverso, studiano scenari simili:

http://www.iiss.org/whats-new/iiss-in-the-press/press-coverage-2005/may-2005/think-tank-fears-nuclear-disaster/

http://english.peopledaily.com.cn/200608/17/eng20060817_293954.html

Un pò come nel '76, quando si costruiva uno scenario in cui terroristi arabi s'impadronivano di aerei con dei box-cutter ecc. ecc.

“Se un ebreo ortodosso mi considera "immondo" o mi saluta per primo per non dover essere costretto a rispondere al mio saluto, la cosa non preoccupa più di tanto.” (John)
9/11 anomalies
Nieuport
Inviato: 28/8/2008 17:48  Aggiornato: 28/8/2008 17:48
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/12/2007
Da: Firenze
Inviati: 189
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l?11 settembre
Quote

Pyter
Non penso di dire un'eresia se affermo che l'unico genere cinematografico
in grado di darci un quadro credibile della situazione politica mondiale negli
ultimi sessanta anni sia quello fantascientifico. Si può discutere sul fatto
che un film possa essere di serie A o B, ma quando si deve far passare un
messaggio politico o di propaganda attraverso la celluloide, la superficialità
certe volte è sintomo che si sta cercando di fare in modo che certe metafore
più o meno semplici possano essere comprese appieno.

Altro che eresia. Mentre gli artisti (commercializzati) ci propinano teschi ricoperti di diamanti o rane crocefisse è proprio dal cinema di fantascienza che abbiamo la più immediata e radicale descrizione della realtà contemporanea.
E nemmeno da 60 anni, ma anche da più, 80, se ci si ricorda del (pur ambiguo) Metropolis di Fritz Lang. Io non me ne intendo di televisione, ma è probabile che la TV americana, che è migliore generatrice di talenti di quella italiana, dato che c?è meno partitocrazia, abbia abbastanza autori coraggiosi anche se probabilmente, come nei film, saranno costretti a mettere finali consolatori oppure la solita scappatoia per uscire da una storia che si è incartata su se stessa: ?..ma era tutto un sogno?.
A conferma del giudizio di Pyter chiedo: quali libri, quali opere d?arte conoscete che descrivano la realtà che viviamo con la drammatica precisione di film come (e qui metto la lista, visto che il thread parla di spettacolo):
Blade Runner
Brazil
Essi vivono
Terminator (solo il primo)
Robocop (1 e 2)
Strange Days?

Nieuport

Red_Knight
Inviato: 28/8/2008 18:49  Aggiornato: 28/8/2008 18:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 31/10/2005
Da:
Inviati: 3121
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l?11 settembre
Citazione:
quali libri, quali opere d?arte conoscete che descrivano la realtà che viviamo con la drammatica precisione di film come (e qui metto la lista, visto che il thread parla di spettacolo):
Blade Runner
Brazil
Essi vivono
Terminator (solo il primo)
Robocop (1 e 2)
Strange Days?


Metto delle ovvietà:
Nineteen Eighty-four, sopra tutto e tutti;
Matrix (solo il primo);
V for Vendetta - è un po' polpettone per certi versi, ma alcune scene sono notevoli.

Visto che hai parlato di "opere d'arte" e non solo di libri e film, per far storcere il naso a qualcuno metto anche 2 videogiochi:
Deus Ex (il primo e con qualche remora anche il secondo) e Half Life 2.

yarebon
Inviato: 28/8/2008 20:01  Aggiornato: 28/8/2008 20:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2366
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l?11 settembre
io ho sentito anche tanti detrattori della serie e non tanto per i temi (che a quanto leggo sono abbastanza politicamente scorretti), ma per come è svolta, quindi giudizio su un prodotto che comunque rimane d'intrattenimento (comunque si sa che dietro molte di queste operazioni ci sono scopi che vanno molto oltre l'intrattenimento), naturalmente siamo su luogocomune e l'aspetto intrattenimento deve essere secondario e da quel che leggo è una serie coraggiosa nel suo.
Comunque c'è poco da fare, oramai i migliori sceneggiatori e tecnici del settore si stanno spostando tutti alla tv, le serie tv americane sono per costruzione di trama e personaggi, anni luce avanti alla fiction italiana (fatta di storie di carabinieri in amore e robaccia varia) e spesso lontani dalla logica blockbuster, hanno lasciato indietro hollywood.

trotzkij
Inviato: 28/8/2008 21:46  Aggiornato: 28/8/2008 21:46
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l?11 settembre
Hollywood, in questi anni, dimostra la sua vera natura.
E' un apparato statale, governativo, i film che sforna sono della più becera e spregevole propaganda d'intrattenimento imperialista.
Basta vedere il grado di politicizzazione degli attori (Clooney accanito propagandista per l'intervento USA in Darfur, idem Richard Gere con il Tibet, Angelina Jolie membro del CFR! In pratica degli impiegati di Langley e del Dipartimento di Stato; dei 'Divi di stato' come dice John Kleeves.)
Ed essendo un organismo politico-propagandista, sempre condizionato politicamente (si veda Oliver Stone e il suo film sul 9/11, che 'dice' più di quello che vorrebbe.) gli autori e gli sceneggiatori devono averne avuto abbastanza dell'USIA e dei divi di stato, e delle relative rotture di scatole politicamente orientate. Sono trasmigrati in TV, quando ancora era poco sorvegliata dall'USIA, e di conseguenza Hollywood produce sempre più paccottiglia inguardabile (robaccia come Trasformer).
Tom Hanks, non a caso ci sguazza, per esempio, nella 'commedia' che fa la parodia dell'armamento e reclutamento dei mujahidin afghani da parte della CIA, durante gli anni '80. Ed è solo un esempio. (Un'opera da voltastomaco)
Mentre l'autore di Veronica Mars, per esempio, non solo s'è visto sospendere la serie, ma ha pure perso un altro lavoro che non aveva nulla a che fare con la serie. Chi vuol intendere intenda.

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono
manneron
Inviato: 28/8/2008 22:48  Aggiornato: 28/8/2008 22:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
Citazione:
Non è tanto l’uomo contro l’ignoto che misura la paura, ma la distanza fra i suoi sogni e la realtà che lo circonda.

ecco in una riga un articolo straordinario.
Ma restano da chiarire alcune cose: secondo te lavorano anche per accrescere questo divario? non solo sminuendoci nella nostra realtà e relegandoci a compiti sempre più infimi e limitati, ma anche accrescendo i modelli di eroi cinematografici che ci danno a vedere?

Redazione
Inviato: 28/8/2008 23:44  Aggiornato: 28/8/2008 23:44
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
MANNERON: "secondo te lavorano anche per accrescere questo divario?"

Domanda da un milione di dollari. Tempo rilancio.

manneron
Inviato: 29/8/2008 0:56  Aggiornato: 29/8/2008 0:56
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
Citazione:
Tempo rilancio

non so. io l'ho chiesto ad un professionista, mica a pinco pallo.
Secondo me lavorano su due fianchi. da un lato amplificano il divario. dall'altro lo usano per vendere oggetti tecnologici che diano l'illusione di colmare il gap.

0300
Inviato: 29/8/2008 1:16  Aggiornato: 29/8/2008 1:20
Ho qualche dubbio
Iscritto: 15/11/2007
Da:
Inviati: 51
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
Quella di Jericho è stata praticamente un'eutanasia annunciata. La serie era stata cancellata alla fine della prima stagione perché gli ascolti non erano in linea con quelli attesi e necessari al foraggiamento pubblicitario di un grande network. Dopo la singolare ed originale protesta dei fans che hanno inviato, se non ricordo male, una ventina di tonnellate di noccioline americane alla CBS per protesta (giocando su un gioco di parole relativo all'ultima puntata della prima stagione), il network ha deciso di girare altri sette episodi riservandosi di proseguire la serie se gli ascolti si fossero risollevati. Nonostante il parziale insuccesso della prima stagione la CBS ha (inspiegabilmente?) deciso di programmare i sette episodi della seconda in giorni ed orari ad altissima concorrenza (ad esempio in contemporanea con American Idol che, a quanto pare, fa strage di ascolti). Non mi stupirei se si fosse trattato di un metodo spiccio per essere sicuri di liberarsi definitivamente di un prodotto relativamente "scomodo".

Temi di attualità (terrorismo, deriva autoritaria di forme di governo democratiche, giustizia sommaria) sono affrontati anche in Battlestar Galactica. Addirittura in una serie di puntate viene presentato un ribaltamento di prospettiva con i "buoni" che ricorrono ad attentatori imbottiti di esplosivo per combattere le proprie battaglie e colmare lo svantaggio tecnologico.

Sono anche curioso di vedere come evolverà Burn Notice. Anche qui c'è aria di cospirazione organizzata da "apparati deviati", anche se in realtà è presto per dirlo.

Insomma, l'osservazione dell'articolo è sensata: un trend ad includere nelle moderne serie tv argomenti direttamente collegati alla "dubbia" versione ufficiale degli attentati al WTC è abbastanza evidente.

Redazione
Inviato: 29/8/2008 10:02  Aggiornato: 29/8/2008 10:02
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
MANNERON: Nel cercare la risposta, mi è venuto fuori un piccolo articolo.

A presto

Massimo

stg44
Inviato: 29/8/2008 14:27  Aggiornato: 29/8/2008 14:27
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/3/2008
Da:
Inviati: 79
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
"La nazione precipita nell’anarchia"

Se mai precipita nel CAOS, anarchia dovrebbe essere tutt' altra cosa.

Triste vedere articoli scritti da gente che non ha mai aperto un vocabolario...

Kolza
Inviato: 29/8/2008 18:06  Aggiornato: 29/8/2008 18:06
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/6/2004
Da: MMMMMMonza
Inviati: 916
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
In tema di apparati deviati e serie TV non si può non segnalare pure Traveler, chiuso dopo sole 7 puntate, e Alias. Altrimenti ci sono anche videogiochi come Max Payne e Half Life, ma a questo punto andiamo troppo in là

Saludos
Kolza

Quaglioz
Inviato: 30/8/2008 22:15  Aggiornato: 30/8/2008 22:15
So tutto
Iscritto: 25/5/2004
Da: Riviera Ligure
Inviati: 17
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
>> "Triste vedere articoli scritti da gente che non ha mai aperto un vocabolario..."

Triste vedere che nei forum circolano questi "sapientini scuola" che sono più interessati a correggerti le parole piuttosto che capire i concetti.

Quaglioz
Inviato: 30/8/2008 22:24  Aggiornato: 30/8/2008 22:24
So tutto
Iscritto: 25/5/2004
Da: Riviera Ligure
Inviati: 17
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
>> "Perché se invece fosse "nell'interesse nazionale" potremmo tollerare guerre e crimini contro l'umanità?"

hai ragione Linucs, in effetti potevo scriverlo un po' meglio questo passaggio che può sembrare un po' ambiguo.
Per il resto delle tue osservazioni, dato che non le ho capite, non so cosa ribattere.
Mi sono limitato a riportare due dati di fatto del tutto generali, cioé:
- che il capitalismo ha fasi di crescita e recessione,
- che si combattono guerre per distruggere e ricostruire paesi.
Non era questa la sede per una dissertazione sulle teorie economichei alla base del circolo vizioso della nostra civilità.
Quindi non vedo perchè dovrei dare lumi in proposito.

Redazione
Inviato: 30/8/2008 22:31  Aggiornato: 30/8/2008 22:31
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
stg44: Il fatto che una persona sbagli l'uso di un termine non significa che "non abbia mai aperto un vocabolario".

Inoltre l'autore non ha "sbagliato" Roma per Toma, ma ha usato - per quanto inesatta- la valenza corrente del termine. Il senso era chiarissimo in ogni caso, e io stesso non gli ho suggerito di correggerlo per quel motivo.

BRASA
Inviato: 31/8/2008 5:22  Aggiornato: 31/8/2008 5:23
Mi sento vacillare
Iscritto: 28/8/2005
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Inviati: 442
 Re: Jericho e la fiction americana dopo l’11 settembre
Citazione:
Gli sceneggiatori di Jericho hanno preso tutto questo e l’hanno dato in pasto al pubblico americano, inserendovi però un messaggio di speranza: la solidarietà di una piccola comunità che fa fronte comune ad avversità estreme, laddove molti altri cedono allo sciacallaggio o alla legge marziale. La lealtà alla bandiera di uomini dell’esercito che rifiutano di prendere ordini da superiori illegittimi e criminali.


sarà, ma io (che forse sono un po troppo paranoico) ci vedo altri messaggi sotto..

tipo la bellissima scena in cui Jericho (sic) è sotto il lancio di razzi (sic) da parte dei loro vicini (di New Bern) rivoltosi e irrazionali (per non dire altro) e il sindaco fa un ispirato discorso ai suoi concittadini serrando i ranghi, aumentando l'unità, facendo presente che non si sta combattendo per la vita o la morte, ma per la stessa esistenza (sic) di jericho!

dove l'ho già vist.....

ispirazione e visione sono in se stesse il fine ed il risultato

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