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Economia : “Confessioni di un sicario economico”
Inviato da Redazione il 28/7/2008 8:10:00 (7449 letture)

Fra di loro si definiscono confidenzialmente “E.H.M”, o Economic Hit-Man (sicario economico), anche se ufficialmente sono dei noti e rispettati personaggi della finanza mondiale.

Uno di questi è John Perkins, che dopo una lunga e brillante carriera nel settore ha pubblicato un libro, “Confessions of an economic hit-man”, nel quale racconta per filo e per segno come venisse pagato profumatamentre per aiutare gli Stati Uniti a ingannare i paesi poveri nel mondo, con prestiti di miliardi di dollari che questi paesi non avrebbero mai potuto ripagare. In questo modo le corporations americane potevano in seguito impadronirsi della loro intera economia, arrivando a costruire quello che Perkins definisce un vero e proprio impero moderno.

A parte la “conversione” ben poco convincente di Perkins, il meccanismo da lui descritto aiuta a comprendere meglio dozzine e dozzine di situazioni nel mondo che inizialmente ci appaiono velate da una strana ambiguità. Come dice il proverbio, “follow the money”, e arrivi sicuramente alla verità. (M.M.)

°°°

Seguono alcuni estratti dell’intervista che Perkins ha concesso a “Democracy Now!” di Amy Goodman.

“Confessioni di un sicario economico” – di John Perkins

Venivamo preparati per il nostro lavoro, che era quello di costruire l’impero americano. Dovevamo creare delle situazioni in cui la maggior parte possibile di risorse fluisse verso il nostro paese, verso le nostre corporations, il nostro governo, e in questo abbiamo avuto un grande successo.

Abbiamo costruito il più grande impero nella storia dell’umanità. Ciò è accaduto negli ultimi cinquant’anni, a partire dalla seconda guerra mondiale, e con un uso assolutamente minimo di forza militare. Soltanto in casi eccezionali, come quello dell’Iraq, ...

... si utilizza l’esercito come ultima risorsa.

Questo impero, a differenza di ogni altro impero nella storia, è stato costruito prima di tutto attraverso la manipolazione economica, attraverso l’inganno, attraverso la frode, attraverso la seduzione degli altri verso il nostro modo di vita, e attraverso l’uso dei sicari economici come me.

Fui reclutato in una scuola di economia, sul finire degli anni 60, dalla NSA (National Security Agency), la più grande e meno compresa organizzazione di spionaggio nazionale. Ma in ultima analisi lavoravo per le corporations private.

Il primo vero sicario economico risale agli anni 50: era Kermit Roosevelt, il nipote di Teddy, che rovesciò il governo dell’Iran - un governo democraticamente eletto – di Mossadegh. Kermit fu così bravo nell’ottenere quel risultato senza versare una goccia di sangue – beh, un po’ di sangue fu versato, ma non vi fu un intervento militare – e con una spesa di alcuni milioni di dollari rimpiazzammo Mossadegh con lo Scià dell’Iran. A quel punto capimmo che questa idea del sicario economico era ottima.

Quando agivamo in questo modo, non dovevamo preoccuparci della Russia. Il problema è che Roosevelt era un agente della CIA, era un impiegato del governo, e se fosse stato scoperto avrebbe causato notevoli complicazioni. A quel punto si prese la decisione di utilizzare le organizzazioni come la CIA e la NSA solo per reclutare potenziali sicari economici come me, per poi mandarli a lavorare per compagnie private di consulenza, società di ingegneria, compagnie di costruzione, in modo che se fossimo stati scoperti non vi sarebbe stato alcun collegamento con il governo.

Io lavoravo per una compagnia chiamata Chas. T. Main di Boston, nel Massachusetts. Eravamo circa 2 mila impiegati, e io ero il capo del settore economico. Sono arrivato ad avere fino a 50 persone che lavoravano per me. Ma il mio vero lavoro era quello di concludere affari. Facevo dei prestiti ad altre nazioni, prestiti enormi, molto più grandi di quelli che avrebbero mai potuto ripagare. Una delle condizioni del prestito – diciamo ad esempio un miliardo di dollari, ad un paese come l’Indonesia o l’Ecuador - era che il paese avrebbe dovuto restituire il 90% del denaro a una società americana che costruisse le sue infrastrutture, come la Halliburton o la Bechtel, che erano le più grandi.

Queste società andavano nel paese e costruivano un sistema elettrico, dei porti, o delle autostrade, che in realtà servivano solo alle poche famiglie benestanti del paese, mentre la povera gente restava con un debito sulla gobba che non avrebbe mai potuto ripagare. Un paese come l’Ecuador oggi deve versare più del 50% per suo prodotto lordo nazionale per pagare i suoi debiti, e in realtà non ce la può fare. Con loro abbiamo quindi il coltello dalla parte del manico. Se un giorno, ad esempio, vogliamo più petrolio, andiamo in Ecuador e diciamo: “Voi non siete in grado di ripagare vostro debito, per cui date alle nostre società le vostre foreste amazzoniche, che sono piene di petrolio”. Dopodichè noi arriviamo, distruggiamo la foresta dell’Amazzonia e obblighiamo l’Ecuador a darla noi, a causa del debito che ha accumulato.

Quando facciamo questi grandi prestiti, la maggior parte dei soldi torna comunque negli Stati Uniti, mentre il paese rimane con il debito, più un interesse enorma da pagare, e questi diventano praticamente i nostri servi, i nostri schiavi. È un impero, non c’è altro modo di definirlo. È un impero enorme, e in questo noi abbiamo avuto grande successo.

Quando mi hanno reclutato, quelli della NSA mi hanno sottoposto a una lunga serie di test della verità. Hanno scoperto tutte le mie debolezze, e mi hanno immediatamente sedotto. Hanno usato le droghe più potenti della nostra cultura, il sesso il potere e i soldi, per convincermi a passare dalla loro parte.

Se non avessi vissuto la vita di un sicario economico, farei molta fatica a credere che queste cose accadano. Ora invece ho scritto questo libro perché il nostro paese ha bisogno di capire: se la gente di questa nazione capisce come funziona davvero la nostra politica economica, che cosa è l’aiuto ai paesi poveri, come funzionano le nostre corporations, dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse, so che esigerà un cambiamento.

Ricordate, quando all’inizio degli anni ‘70 l’OPEC faceva tutto quello che voleva, e ci razionava le importazioni di petrolio? Noi facevamo lunghe code in macchina alla stazione di servizio, e il paese aveva paura di dover affrontare un'altra depressione come quella del ’29. Questo per noi era inaccettabile, e a quel punto il Ministero del Tesoro ha reclutato me e alcuni altri sicari economici, e siamo partiti per l’Arabia Saudita.

Sapevamo che l'Arabia Saudita era la chiave di volta per uscire dalla nostra schiavitù e prendere in mano la situazione. E così abbiamo messo a punto un accordo, grazie al quale la Reale Casa saudita avrebbe rispedito negli Stati Uniti la maggior parte dei petroldollari, e li avrebbe investiti in titoli governativi. Il Ministero del Tesoro avrebbe usato gli interessi di questi titoli per finanziare società americane che costruissero in Arabia Saudita nuove città e nuove infrastrutture -cosa che abbiamo fatto.

La Casa Reale saudita si impegnava a mantenere il prezzo del petrolio entro limiti accettabili per noi - cosa che negli anni ha sempre fatto - mentre noi ci impegnavamo a mantenere al potere la Reale Casa saudita.

Questo è uno dei motivi principali per cui siamo scesi in guerra con l’Iraq. In Iraq avevamo provato a implementare lo stesso tipo di strategia che aveva avuto così tanto successo in Arabia Saudita, ma Saddam Hussein non ci era cascato.

Quando i sicari economici falliscono nel loro obiettivo, entrano in gioco gli sciacalli, ovvero gli agenti della CIA, che si infiltrano nel paese e cercano di fomentare un colpo di stato, o una rivoluzione. Se anche quello non funziona, provano con l’assassinio vero e proprio. Ma nel caso dell’Iraq non riuscivano a colpire Saddam Hussein, che aveva molti sosia e delle ottime guardie del corpo, e non si riusciva a farlo fuori. A quel punto è subentrata la terza linea strategica, nella quale i nostri giovani uomini e donne vengono mandati a uccidere ed essere uccisi, che è quello che chiaramente è successo in Iraq.

Io mi sono sempre sentito in colpa, fin dall’inizio, ma ero sedotto dal potere delle droghe moderne - sesso potere e denaro - che avevano un forte ascendente su di me. E inoltre venivo continuamente complimentato per quello che facevo, ero “capo economista“, e facevo cose che piacevano molto a Robert Mac Namara.

Ho sempre lavorato molto, molto da vicino con la Banca Mondiale. La Banca Mondiale fornisce la maggior parte dei soldi che vengono usati dai sicari economici. Ma dopo l’11 settembre qualcosa è cambiato dentro di me. Sapevo che questa storia andava raccontata, perché quello che è accaduto l’11 settembre è il diretto risultato del lavoro dei sicari economici. E l’unico modo in cui torneremo a sentirci sicuri in questo paese, l’unico modo in cui torneremo a sentirci bene, è usando i sistemi che abbiamo messo in atto per creare un cambiamento positivo nel mondo. Sono profondamente convinto che questo sia possibile. Io credo che la Banca Mondiale e altre istituzioni possano essere re-indirizzate a fare quello che dovevano fare originariamente, e cioè aiutare a ricostruire le parti più devastate del mondo. Aiutare la povera gente. Ci sono 24 mila esseri umani che muoiono di fame ogni giorno, e noi questo possiamo cambiarlo.

(Traduzione di luogocomune.net)

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Descartes
Inviato: 28/7/2008 9:15  Aggiornato: 28/7/2008 9:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 21/6/2006
Da: Christ = Sun God
Inviati: 1087
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Gli economic hit-men sono sempre esistiti, i Gesuiti furono i più famosi.

Le figure che fanno davvero paura oggi sono quelle nuove che sono nate nell'ultimo secolo, che potrebbero essere chiamate social hit-men o sicari psicologici, capaci di manipolare le società dall'interno influenzando i loro leader.

Un esempio di queste ultime è la rete "Common Purpose":

http://cremationofcare.com/the_nwo_common_purpose.htm

Creata dai massoni Europei con il solo scopo di spingere i paesi con popoli "reticenti" ad accettare l'europa unita manipolando i loro leader nella pubblica amministrazione, nei giornali, nelle scuole, nell'industria, etc.

Quest'ultimo tipo di sicari è superiore al tipo economico, perchè riesce a controllare un paese senza doverlo neanche ricattare con trappole economiche: è il paese stesso che alla fine si getta nella loro mani, pergiunta illudendosi di essere stato lui a decidere.

Io_sono
Inviato: 28/7/2008 10:06  Aggiornato: 28/7/2008 10:06
Mi sento vacillare
Iscritto: 16/4/2008
Da: Nürnberg
Inviati: 373
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Si concordo appieno con quanto dici, Descartes.

E in quest´ottica se vogliamo, possiamo leggere per esempio il modo in cui hanno manipolato l´opinione pubblica per far si che si acettasse per esempio un giro di vite sulle libertà individuali (esercito in strada, impronte digitali etc...). È il popolo stesso che li reclama. Ovvero, sono riusciti perfettamente nel loro intento di manipolarlo verso i loro interessi.

nene
Inviato: 28/7/2008 10:36  Aggiornato: 28/7/2008 10:36
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
si limitasse a questo... provate a cercare the shock doctrine di naomy klein (è il titolo del cortometraggio tratto dal libro the shock economy, sempre della stessa autrice, quella che ha scritto no logo, per capirci)

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
yarebon
Inviato: 28/7/2008 10:52  Aggiornato: 28/7/2008 10:52
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2366
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
problema-reazione-soluzione, come dice Icke.
Ad esempio nessuno mai desidererebbe avere una violazione delle libertà individuali. Come si porta l'opinione pubblica ad accettare una cosa del genere?
Si crea un problema (spesso falso) o lo si ingigantisce e ci si concentra su di esso, ad esempio le rapine in villa, la delinquenza tra extracomunitari, soprattutto storie su bambini rapiti, stragi scolastiche (come in America), fanno ancora più leva, meglio ancora un attentato terroristico.
Una volta creato il problema si aspetta una reazione abilmente manipolata (essendo i media praticamente controllati dalle elite) reazioni del tipo "cosa dobbiamo fare" oppure "non ce la facciamo più, c'è troppa violenza", ma soprattutto la frase abilmente pilotata che permette a questi signori di poter fare qualunque cosa (una trappola in cui noi cadiamo spesso) è "fate qualcosa per piacere", questo fa si che i governi abbiano tabula rasa, perchè soprattutto un evento traumatico rende la gente e l'opinione pubblica più gestibile (vedere 11 settembre, passata la sbornia la gente è meno credulona alle tesi ufficiali).
Una volta ottenuta la reazione sperata si passa appunto alla soluzione che mira quasi sempre alla centralizzazione del potere (in questo caso americano), comunque pur se dice molte verità, il tizio nell'articolo, non ci dice tutto e la sua "conversione" dopo decenni di inganni e soprusi puzza tantissimo, diciamo che si stanno muovendo alcune cose ed è il momento giusto per parlare di cose del genere.

Io_sono
Inviato: 28/7/2008 11:08  Aggiornato: 28/7/2008 11:08
Mi sento vacillare
Iscritto: 16/4/2008
Da: Nürnberg
Inviati: 373
 Re: “Confessioni di un sicario economico”

Descartes
Inviato: 28/7/2008 11:35  Aggiornato: 28/7/2008 11:38
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 21/6/2006
Da: Christ = Sun God
Inviati: 1087
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
L'attentato in Turchia sembra molto sospetto considerando che ne l'EU ne gli USA sono felici dell'attuale trend di islamizzazione della Turchia.

Dopo un attentato come questo sarà certamente più facile criminalizzare il fondamentalismo islamico, ed impedire che venga legalizzata la sharia come i partiti fondamentalisti stanno cercando di fare (vedi il Guardian: link ).

yarebon
Inviato: 28/7/2008 14:13  Aggiornato: 28/7/2008 14:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2366
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
contenti fino ad un certo punto, l'integrazione della Turchia nell'nwo passa comunque da una sue de-islamizzazione e penso che questo attentato vada in questa direzione, basti pensare che in questi giorni la corte costituzionale turca sta decidendo se dichiarare illegittime le politiche del governo attuale che appunto sta portando verso l'islamizzazione il paese e questo attentato cade a fagiuolo.
Altra considerazione interessante: la balla di al qaeda oramai non fa più presa sulla gente, tanto che persino nello statale tg1 e nel berlusconiano tg5 la prima ipotesi di attentato è quella curda, oramai usano la parola al-qaeda solo in Iraq che attualmente è una zona che non suscita più l'interesse di una volta.

Scusate l'ot.

Mande
Inviato: 28/7/2008 20:10  Aggiornato: 28/7/2008 20:12
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/1/2008
Da: Cologna veneta
Inviati: 1301
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:

Ricordate, quando all’inizio degli anni ‘70 l’OPEC faceva tutto quello che voleva, e ci razionava le importazioni di petrolio? Noi facevamo lunghe code in macchina alla stazione di servizio, e il paese aveva paura di dover affrontare un'altra depressione come quella del ’29. Questo per noi era inaccettabile, e a quel punto il Ministero del Tesoro ha reclutato me e alcuni altri sicari economici, e siamo partiti per l’Arabia Saudita.

Se ricordiamo?
Si, ricordiamo eccome. Solo che io ricordo qualcosa di lievemente diverso da quello che ricorda John Perkins.
All'inizio degli anni '70... OPEC... Petrolio....
A me ricorda tanto la fine degli accordi di Bretton Woods.
Cosa successe in quel periodo che l'autore ricorda come razionamento del petrolio da parte del cattivissimo OPEC?
Quasi tutti sono a conoscenza che il petrolio si commercia praticamente in dollari tanto che è stato addirittura coniato il termine "petroldollaro". Questo sistema nacque come conseguenza degli accordi prima citati. Per dirlo in maniera semplice fino alla fine della seconda guerra mondiale la maggioranza delle monete mondiali erano ancorate all'oro. Concluse le guerre però i vincitori saccheggiarono i vinti dell'oro. Ma a questo punto solo USA ed Inghilterra si trovavano nella possibilità di avere un sistema economico funzionante. Gli altri stati cosa avrebbero mai potuto fare? Dovevano forse tornare al baratto?
La magnanimità dei vincenti risolse il problema con dei prestiti. Per l'Europa ci fu ad esempio il Piano_Marshall.
Ma in che cosa consisteva questo piano? Gli americani ci prestavano l'oro per stamparci le nostre monete?
NO. L'idea statunitense era molto più brillante. Prima dichiararono il dollaro convertibile in oro e poi ci prestarono i pezzi di carta.
Alla base degli accordi di Bretton Woods c'è proprio questo. Da quel giorno le valute mondiali erano garantite in dollari ed il dollaro convertibile in oro.
Il gioco sembrerebbe quasi onesto se non fosse per il piccolo particolare che da quel giorno gli stati uniti cominciarono a stampare montagne di carta senza avere in riserva l'oro. E' in pratica un bluff da pokeristi. Finché nessuno gli chiedeva di vedere i "punti" che avevano in mano loro dichiaravano quanto più gli aggradava. Ma come tutti i bluff finisce nell'esatto istante in cui qualcuno pronuncia la famosa parola: "VEDO".
Il "vedo" all'inizio degli anni '70 lo pronunciarono proprio i paesi arabi dell'OPEC. Dissero infatti agli Americani:
"Tu mi paghi il petrolio in dollari... Il dollaro è convertibile in oro su richiesta... Pagami direttamente il petrolio in oro tanto è la stessa cosa".
In meno di due anni il presidente Nixon si accorse che non era per niente la stessa cosa ed il bluff fu svelato. L'America era insolvente.
Nixon quindi disse: "Va bene, abbiamo scherzato. In ogni caso fino ad oggi ci avete dato petrolio in cambio di carta e continuerete anche domani".
Solo a questo punto entrarono in azione i "sicari economici".

Mande
Inviato: 28/7/2008 20:23  Aggiornato: 28/7/2008 20:23
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/1/2008
Da: Cologna veneta
Inviati: 1301
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:

Queste società andavano nel paese e costruivano un sistema elettrico, dei porti, o delle autostrade, che in realtà servivano solo alle poche famiglie benestanti del paese, mentre la povera gente restava con un debito sulla gobba che non avrebbe mai potuto ripagare. Un paese come l’Ecuador oggi deve versare più del 50% per suo prodotto lordo nazionale per pagare i suoi debiti, e in realtà non ce la può fare.

Attenzione a non interpretare male il pensiero dell'autore. Lui conosce la situazione difatti dice che in realtà l'Ecuador non ce la può fare.
Scritto così però sembra che l'Ecuador usi più del 50% del PIL per tentare di ripagare i propri debiti.
Non è assolutamente così!
L'Ecuador usa il 50% del PIL per ripagare il soli interessi sul debito estero.

Gli unici stati che sono riusciti a fuggire dalla trappola del debito sono Venezuela e Russia. Ma sono due casi rarissimi e per farlo hanno svenduto ingenti quantità di materie prime che per fortuna posseggono in abbondanza.
Sarà forse un caso che Venezuela e Russia non siano certo in cima alla lista degli amici degli Americani?

Pausania
Inviato: 28/7/2008 21:10  Aggiornato: 28/7/2008 21:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Ho letto il libro l'anno scorso e devo dire che, a parte questa parte tradotta qui sopra, non dice molto di più. Non di molto di sostanziale in più. Certo, il fatto di averlo trovato sullo stesso scaffale insieme alla Clinton e a Fukuyama avrebbe dovuto farmi capire molte cose, ma tant'è.

In realtà tutto il libro non si ferma per mezza pagina a spiegare un bel niente né di economia né di politica, forse perché lo stesso autore non aveva bisogno di capire né l'una né l'altra per fare quel tipo di lavoro (cioè, prendere un sacco di soldi dalle tasche degli americani e farli spendere a cazzo in giro per il mondo, senza nessun rendimento economico reale).

Il povero Perkins, questo è vero, fin dall'inizio cerca di commuoverci col fatto di essersi sentito in colpa, ma francamente non è riuscito a toccarmi il cuore. Se si sentiva in colpa vuol dire che sapeva quello che faceva, il che lo rende responsabile. Se davvero volesse fare un bene all'umanità, dovrebbe spiegare le cose per bene, con nomi e cognomi.

Invece dice cose note e arcinote, riguardo a fatti accaduti mille anni fa. Grazie tante.

Per dire, ha spiegato di più Mande in due post che Perkins in tutto il libro.

Un consiglio: se siete indecisi, non leggetelo. Non si può prendere sul serio uno che scrive: Citazione:
Io credo che la Banca Mondiale e altre istituzioni possano essere re-indirizzate a fare quello che dovevano fare originariamente, e cioè aiutare a ricostruire le parti più devastate del mondo. Aiutare la povera gente.

Appena dopo aver finito di scrivere un libro che dice l'esatto contrario.

BlSabbatH
Inviato: 28/7/2008 21:51  Aggiornato: 28/7/2008 21:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
è la stessa sensazione che ho avuto io senza leggere il libro. Un mare di nè carnenepesce per di più innocuo.

concordo con nene, +ttosto leggiamoci shock economy, l'unico libro leggibile della klein

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Blade1960
Inviato: 28/7/2008 22:18  Aggiornato: 28/7/2008 22:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/11/2006
Da:
Inviati: 264
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Perkins scrive:Abbiamo costruito il più grande impero nella storia dell’umanità. Ciò è accaduto negli ultimi cinquant’anni, a partire dalla seconda guerra mondiale, e con un uso assolutamente minimo di forza militare.

Mi chiedo chi fosse, il sicario economico destinato in Italia alla fine o durante la seconda guerra mondiale, visto il brillantissimo,splendentissimo,luccicantesonante ma pesante debito che non riusciremo mai! a pagare ,caro fratello Ecuador.

nene
Inviato: 29/7/2008 9:02  Aggiornato: 29/7/2008 9:02
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
e intanto grazie a questo e al assolutamente disinteressato interventi degli USA nella II guerra mondiale continuiamo a lasciare ai cari, gentilissimi, buoni, innocenti liberatori americani fare quel cazzo che gli pare... e alla fine cosa si può dire? è verissimo che se l'Italia si ribellasse alla loro influenza improvvisamente il nano malefico farebbe la fine di Saddam, e noi di conseguenza.
mi piacerebbe davvero tanto riuscire a capire, oltre a quello che succede, cosa veramente si può fare per contrastare tutto questo, e non voglio teorie stra usate e logore, ne sentirmi parlare di utopie o discorsi a livello generale. io cosa posso fare? questa è la domanda principale, fino adesso ho cercato di diffondere più possibile fatti sottotaciuti dal sistema, dando spunti di riflessione ma senza imporre chiavi di lettura a nessuno e ho provato a smuovere un po fuori la gente che vive le mie stesse situazioni. evidentemente visto che la risposta è stata da una parte lo sciogliersi del gruppo con cui facevo controinformazione (per la cronaca adesso il problema principale per loro è andare allo stadio a sventolare bandiere antifasciste cercando di "politicizzare" la curva.... ) dall'altra una marea di critiche da "comunea de merda datti fuoco" a "brutta troia" (non sono ne comunista ne una puttana) si vede che qualcosa di sbagliato in fondo ho fatto (tralasciando che vivo in veneto in una città dove ha preso più voli la lega che il pdl)... suggerimenti?

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
Mande
Inviato: 29/7/2008 18:33  Aggiornato: 29/7/2008 18:33
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/1/2008
Da: Cologna veneta
Inviati: 1301
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:

mi piacerebbe davvero tanto riuscire a capire, oltre a quello che succede, cosa veramente si può fare per contrastare tutto questo, e non voglio teorie stra usate e logore, ne sentirmi parlare di utopie o discorsi a livello generale. io cosa posso fare?

Cara nene, se ti hanno offeso è forse perché hai usato toni troppo politicizzati.
La politica, o meglio le differenze tra schieramenti politici, non esistono se non di facciata. Servono solo per dividere le persone.
Ma la cosa più importante è cosa vuoi o sei in grado di fare...

L'esempio!

L'esempio vale più di mille parole.

Vuoi combattere il sistema?

L'indipendenza è il primo passo. Indipendenza energetica, alimentare, ect.
Il sistema si regge sulla nostra dipendenza da esso.
Senza un buon imprenditore che ci offre generosamente un lavoro come possiamo fare a sopravvivere?
Senza una moneta come l'Euro come possiamo scambiarci i nostri prodotti ed il nostro lavoro?
Senza una forza di polizia come possiamo difenderci?
Senza un ospedale come possiamo curarci?

Se veramente vuoi fare qualcosa cerca di ottenere l'indipendenza dal sistema per te, i tuoi cari, la tua comunità.

Oggi, soprattutto qui da noi in Veneto non manca nulla e le persone offrono una enorme resistenza al cambiamento...

Questo però non durerà in eterno ed è bene essere preparati. Se non hai la possibilità di fare nulla per ora tutto quello che hai appreso prendilo e scrivilo nero su bianco. Conservalo e tienilo da parte. Arriverà il giorno in cui verranno da te e ti diranno:
"Il mondo era una illusione e mi è crollata addosso. Ma avendo sempre vissuto in una illusione ora sono perso e non so cosa fare. Cosa posso fare?"

La domanda che ora tu lanci qui domani la riceverai di ritorno. E se saprai rispondere allora avrai fatto quanto basta.

nene
Inviato: 29/7/2008 19:39  Aggiornato: 29/7/2008 19:39
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
è difficile, non impossibile, o meglio, per me ora le cose che hai detto sono imposibili, in un futuro neancche tanto prossimo alcune no.
per il momento perpetro l'unica indipendenza che sono in grado di tenermi stretta,e di cui, a mio avviso, le altre sono derivate... quella celebrale
comunque grazie

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
Cassandra
Inviato: 30/7/2008 0:26  Aggiornato: 30/7/2008 0:26
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Leggetevi Shock Economy di Naomi Klein.
E' un capolavoro di giornalismo che spiega come funziona davvero l'economia mondiale. Il libro di Perkins sta alla Klein come zio Paperone sta a Berlusconi...

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
Orwell84
Inviato: 30/7/2008 1:02  Aggiornato: 30/7/2008 1:02
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:
Leggetevi Shock Economy di Naomi Klein.
E' un capolavoro di giornalismo che spiega come funziona davvero l'economia mondiale. Il libro di Perkins sta alla Klein come zio Paperone sta a Berlusconi...


In realtà anche per il libro della Klein andrebbe benissimo il commento di Pausania pochi interventi più sopra. É l'ennesimo "fidati dello Stato, partecipa allo sforzo globale, accetta ogni laccio, così andremo tutti verso una Nuova Realtà benevola". Perkins non spiega nulla, e addirittura propone di re-indirizzare le istituzioni (ovvero nuove e più stringenti regole) che come lui stesso ammette sono la causa del problema.
Idem per Naomi Klein, che ci dice che le cose non vanno bene (come se non ce ne fossimo accorti) e da la colpa agli alfieri del liberismo, come George W. Medicare Bush e più in generale alle aziende private che operano sul mercato. Come se la Halliburton senza i taxpayer americani sarebbe potuta andare in Iraq a fare il bello e il cattivo tempo.

Insomma tutti a farci notare che le cose adesso non vanno bene, ma la colpa non è di chi le gestisce (FMI, Banca Mondiale, Fed, BCE,...).

mc
Inviato: 30/7/2008 11:31  Aggiornato: 30/7/2008 11:31
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Pausania,
Citazione:
Un consiglio: se siete indecisi, non leggetelo. Non si può prendere sul serio uno che scrive:
Citazione:
Io credo che la Banca Mondiale e altre istituzioni possano essere re-indirizzate a fare quello che dovevano fare originariamente, e cioè aiutare a ricostruire le parti più devastate del mondo. Aiutare la povera gente.

Appena dopo aver finito di scrivere un libro che dice l'esatto contrario.

Vero. Ma non si sottovaluti la "lingua biforcuta" di alcuni personaggi.
Se il libro non spiega niente, non ci sono rivelazioni eccezionali, ma nemmeno esclusive, e non si dice nulla di realmente nuovo, mentre invece, l'unico messaggio che emerge e' questa incoerenza tra i suggerimenti e i fatti raccontati, innescando un meccanismo automatico di rifiuto per le stesse cose suggeritesi.. beh... se come si puo' immaginare, questi personaggi sono molto scaltri, ma soprattutto, da sempre, degli squallidi mezzi per "intortare" la gente, non mi sentirei a mio agio a trarne conclusioni di quel tipo:
potrebbero essere proprio le conclusioni che voleva/volevano si traessero...
(pretendere che un organo internazionale inizi a funzionare per cio' per cui e' stato fondato, per esempio sarebbe ben piu' grave per questi figuri, della sua totale eliminazione...)


mc

mc
Inviato: 30/7/2008 11:37  Aggiornato: 30/7/2008 11:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:
da la colpa agli alfieri del liberismo

E' giusto :
Le istituzioni sono delle strutture, ma sono le persone interessate che le corrompono.

Se qualcuno mi spara addosso, mica do la colpa al fucile...

mc

Linucs
Inviato: 30/7/2008 11:59  Aggiornato: 30/7/2008 11:59
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Ci dev'essere una parte del "liberismo", sconosciuta ai più, secondo cui è legittimo fottere denaro al taxpayer, stamparne altro, e darlo in prestito alla Badombia, della quale non fotte nulla a nessuno.

Dev'essere parente del "capitalismo" di Blondet, un altro che si diverte a giocare con le parole, ma solo quando gli fa comodo.

Orwell84
Inviato: 30/7/2008 12:04  Aggiornato: 30/7/2008 12:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:
Se qualcuno mi spara addosso, mica do la colpa al fucile...


In realtà, rimanendo in tema col tuo esempio, se qualcuno spara addosso a Naomi Klein lei da la colpa al frullatore in cucina.
Il Medicare (ma avrei potuto metterci anche uno Stimulus) all'interno di George W Bush era messo lì apposta per far notare quanto poco di liberale ci fosse nella politica economica del presidente statunitense.

mc
Inviato: 30/7/2008 12:06  Aggiornato: 30/7/2008 12:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:
e darlo in prestito alla Badombia, della quale non fotte nulla a nessuno.

Tranne quando i badombiani invadono il proprio pezzettino di cortile.

mc

mc
Inviato: 30/7/2008 12:13  Aggiornato: 30/7/2008 12:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:
era messo lì apposta per far notare quanto poco di liberale ci fosse nella politica economica del presidente statunitense

Si, era chiaro.
L'esempio e' piu' calzante per chi vorrebbe abbattere le istituzioni invece di eliminare coloro i quali hanno il solo interesse piu' per il personale, piuttosto che per l'istitutivo.

mc

Linucs
Inviato: 30/7/2008 13:15  Aggiornato: 30/7/2008 13:15
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Tranne quando i badombiani invadono il proprio pezzettino di cortile.

Evidentemente avevano i mezzi per arrivarci.

mc
Inviato: 30/7/2008 13:30  Aggiornato: 31/7/2008 12:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: “Confessioni di un sicario economico”
Citazione:
Evidentemente avevano i mezzi per arrivarci.

Evidentemente.

Sono i pochi fortunati, anche questo e' evidente (e pensa un po' quelli sono i FORTUNATI, cazzo!).
Altrimenti il Tuo pezzettino di cortile sarebbe NON piu' tuo gia' da un pezzo... spartito tra 20000 badombiani, per esempio, invece che condiviso con uno solo (anche molto meno statisticamente).

mc


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