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Economia : Condannati al rumore
Inviato da Redazione il 21/7/2008 9:40:00 (3978 letture)

di Antonello Angius

Cos'hanno in comune i prezzi impazziti di un mercato finanziario e il consenso populista? Il caso italiano, fra dramma e operetta.

Noise: con questo titolo l’economista Fischer Black esponeva a una platea attonita, presso la American Finance Association, le sue tesi sul condizionamento del “rumore” nei mercati. Era il 1986, Black era conosciuto come un esperto di valutazione dei beni di investimento, sui quali aveva costruito una rigorosa teoria dell'equilibrio dei prezzi. Ma accanto al modello teorico aveva coltivato lo studio delle dinamiche reali dei mercati, giungendo infine a dichiarare che “il prezzo si colloca rispetto al valore con un fattore 2, ossia può andare dalla metà del valore reale al doppio“. Inutile quindi illudersi che i prezzi dei mercati finanziari corrispondano a stime tecniche. Perchè nel mondo reale, dice Black, un numero considerevole di scambi viene effettuato da individui non informati, i “fools and gamblers”, gli sciocchi e gli speculatori, che con ruoli complementari vivono nel rumore. Gli unici peraltro che secondo Warren Buffet, uno dei massimi esperti mondiali di mercati finanziari, potevano alimentare i cosidetti “derivati” che hanno innescato l'ultima bolla speculativa e la successiva crisi economica planetaria.

Dunque anche se esistono le stime tecniche dei valori (appraisals), per chi le sa e le vuole leggere, una parte rilevante – e in alcuni periodi preponderante – dei mercati con il proprio corollario di banche e di fondi lascia che l'informazione venga sovrastata dal rumore: voci, dati giornalistici inaccurati, erronei o “pettinati”, indicatori di mercato marginali assunti come bussola per le fiammate e le scommesse di un giorno, in attesa del rumore del giorno dopo quando i giornali di ieri saranno al macero.

Se questo accade nell'economia, dove comunque non mancano analisti indipendenti, metodi e algoritmi per identificare oscillazioni di prezzi ragionevolmente vicine ai valori reali, come si alimenta il rumore in politica, e come distinguerlo dall'informazione? Anche chi vota un politico fa un investimento, scambiando consenso per risultati attesi, e ha diritto a una corretta informazione prima e dopo le sue scelte. Ma dove sono, nel caso della politica, gli analisti indipendenti?

Prendiamo un respiro profondo e dalle acque di superficie della politics italiana, schiumeggianti dei titoli del giorno, immergiamoci in profondità, ...

... dove passano le correnti delle policies di sviluppo dei paesi europei. E' di fresca pubblicazione (25 giugno 2008) nel sito del National Audit Office, l'autorevole istituto inglese di valutazione indipendente delle politiche pubbliche, l'ultima verifica dei progetti nazionali per l'accesso all'alta istruzione. Scorrendo le oltre 60 pagine qualsiasi cittadino inglese può controllare i risultati ottenuti dalle proprie istituzioni: non quelli autodichiarati, bensì quelli rilevati dagli esperti del NAO. Sono state vagliate le istituzioni nazionali di coordinamento delle politiche per l'alta istruzione e le singole università, per ognuna delle quali è espressa con facili indicatori grafici (bollini grigi, verdi e rossi) la capacità di contrastare le discriminazioni socio-economiche, principale barriera di accesso all'alta istruzione. Un “Ufficio per l'Equo Accesso” controlla che ogni università raggiunga il proprio target relativo all'accesso di studenti provenienti da aree e da classi sociali svantaggiate. E' di prezioso supporto a tale scopo una specifica agenzia statistica per l'alta istruzione, che suddivide le famiglie di provenienza degli studenti in ben otto classi sociali, secondo reddito e occupazione, raggruppandole in lower e upper socio-economic backgrounds.

In Italia non esistono simili statistiche “di classe” mirate sul problema. Non esistono neanche progetti specifici, con target assegnati a ogni università, contro le barriere all'accesso. E non esiste un prestigioso istituto di valutazione come il NAO (per la verità è stata creata sulla carta, dal recente ministro Mussi, una mini Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca, l'Anvur, ma a tutt'oggi non ne è chiaro il funzionamento).

Ciò che esiste sicuramente sono le statistiche sull'alta istruzione: nel Regno Unito il 30% della popolazione fra i 24-64 anni ha un'istruzione terziaria (un valore evidentemente considerato inadeguato), mentre in Italia i laureati sono solo il 13 % (Ocse, Education at a glance 2007). Il dato italiano è, semplicemente, il peggiore di tutti i paesi Ocse, Turchia a parte. Ci hanno superato Grecia e Messico, ci ha raggiunto il Portogallo.

Ora risaliamo alla superficie della cronaca politica nazionale (e/o regionale) per porci una domanda italiana: una azione sistematica e puntigliosa come quella condotta in Inghilterra per l'allargamento dell'alta istruzione è di sinistra o di destra? In realtà la lotta agli svantaggi sociali e territoriali che ostacolano l'accesso è un passaggio obbligato se si vogliono conseguire risultati, e il NAO per tradizione e statuto opera in modo indipendente sia in caso di governi laburisti che tories. Grazie anche ai rapporti dell'analista pagato con fondi pubblici, l'elettore inglese sceglie presumibilmente, nel caso dell'alta istruzione come in molti altri campi in cui non mancano (anzi abbondano) analisi dello stesso tipo, la parte politica che gli sembra più adeguata. Quindi attraverso analisi che fanno informazione, e non rumore, è tendenzialmente possibile attribuire una corretta quotazione alla politica di governo.
La comunicazione povera

L'esempio dell'alta istruzione ha un valore speciale quando si parla di rumore: la qualità e integrità di un circuito di comunicazione dipende infatti da chi trasmette, dal mezzo di trasmissione e da chi riceve. I livelli di istruzione eccezionalmente bassi rendono presumibilmente l'Italia un paese i cui cittadini hanno difficoltà e poca disponibilità a ricevere informazioni complesse ed elaborate nel tempo. Un paese pertanto più sensibile alla disinformazione, anche perchè non è solo questione di titoli di studio: le statistiche ci riportano bassissimi livelli di lettura e una predominanza del mezzo televisivo non più riscontrabile negli altri paesi occidentali (Le diete mediatiche degli italiani nello scenario europeo, Censis 2006).

Se in Italia chi “riceve” ha tendenzialmente più difficoltà della media occidentale a distinguere il rumore dall'informazione, cosa accade sul lato “trasmissione”? L'organizzazione Freedomhouse, fondata nel 1941 da Eleanor Roosevelt, nel rapporto sulla libertà di stampa 2008 (relativo al 2007) scrive che “Il punteggio dell'Italia è migliorato da quando Silvio Berlusconi non è più primo ministro, perchè sebbene la rete dei media privati sia ancora concentrata nelle mani di Mediaset, le reti pubbliche non sono più sotto il suo controllo". I lettori traggano le loro conclusioni alla luce degli sviluppi successivi, nonché della cronaca politica recente: vera ghiottoneria per i giornali esteri, con vicende destinate ad alimentare nel tempo più l'aneddotica che la storia, in un vortice di commistioni fra tv pubblica e privata-presidenziale, soubrette che fanno provini da ministre, decreti blocca-intercettazioni e norme blocca-processi “nell'interesse-di-tutti-gli-italiani-per-fatti-commessi-prima-del-30-giugno-2002”.

Chi frequenta ogni tanto le rassegne stampa estere troverà che l'Italia viene considerata un caso politico “interessante”. In che senso? Il tono oscilla fra prudenza e stupore ironico. Come è possibile, ci si è chiesti, che abbia ancora una carriera politica un presidente che aveva inserito nel governo, come ministro della Difesa, un proprio avvocato poi condannato per corruzione di giudici in merito all'acquisizione di una casa editrice da parte del presidente stesso? E in un paese in cui esiste un problema di conflitto di interessi grande come un macigno, come è potuto accadere che le parti politiche di centrodestra e centrosinistra, pur richiamandosi ai valori delle democrazie occidentali – dove a cominciare dagli USA le norme sul conflitto di interessi esistono – non abbiano partorito alcuna normativa in proposito, nei loro turni di governo?

Ha scritto il Newsweek: “The face is all too familiar. Italian billionaire Silvio Berlusconi has held the office of prime minister twice before, and his compatriots have grown comfortable with his slightly saurian grin. They're even complacent about the flamboyant media magnate's myriad conflicts of interest. At 71, he would seem to offer the same old same old” (La faccia è anche troppo familiare. Il miliardario italiano Silvio Berlusconi ha ricoperto la carica di primo ministro due volte in precedenza, e i suoi compatrioti si sono trovati a proprio agio col suo gran sorriso un po' sauriano. Essi sono persino compiacenti circa la vistosa miriade di conflitti di interessi del magnate dei media. A 71 anni, sembrerebbe offrire la fotocopia del passato).

L'epifenomeno vivente del rumore

Difficile legare una spiegazione del caso italiano all'ipotesi del pifferaio magico che ipnotizza i suoi connazionali, vocati al populismo (= ideale rapporto diretto del popolo col leader, mentre le istituzioni e la divisione dei poteri passano in secondo piano) e al torpore etico. Per quanto questa possa essere una tesi storico-giornalistica plausibile: Montanelli diceva che gli italiani non si sono mai liberati del fascismo. Può essere giusto invece il “Basta parlare di Berlusconi”, se si inquadra il personaggio all'interno del circuito del rumore italiano come un epifenomeno: l'epopea di un arcitaliano, istrionico e spregiudicato, che ha saputo creare il più ricco impero del paese (dopo la mafia) su una concessione televisiva ad personam, cimentandosi con sciabola e fioretto nella propria telenovela politico-giudiziaria.

Dunque la cornice esplicativa può essere quella del particolare circuito del rumore italiano, i cui elementi sono stati in parte richiamati: in primo luogo la difficoltà di ricevere informazioni indipendenti sui risultati di governo, perchè tali informazioni non sono istituzionalmente alimentate nel paese e perchè i destinatari sono poco ricettivi per condizione socio-culturale oggettiva. C'è poi da chiedersi chi ci guadagna a vivere in una condizione connotata dal rumore piuttosto che dall'informazione, dove l'informazione, sia in senso economico che politico, implica che quando si dichiara di voler raggiungere un obiettivo (un benchmark, un tasso di istruzione, di occupazione, un livello di potere d'acquisto) ci sarà poi chi controlla autorevolmente se quel risultato è stato raggiunto, comunicandolo con semplicità all'opinione pubblica, la quale magari prenderà il vizio di attaccarsi proprio ai risultati per capire se vi è stata una buona gestione.

Anche in politica come in economia il rumore tocca tutti almeno indirettamente, ma coinvolge più strettamente i soliti “fools and gamblers”, i quali possono essere prevalenti in un periodo storico o in un paese. Gli sciocchi e gli speculatori della politica si trovano nei piani bassi e nei piani alti. I primi, in basso, investono il proprio consenso, sia a destra che a sinistra, in cambio di programmi vaghi e non misurabili e di promesse emozionali. Ai piani alti vi è invece, da noi, la casta per eccellenza, quella della politica parlamentare nazionale e regionale. Sono i gestori dei “fondi comuni di consenso”, che nel circuito del rumore si giocano le adesioni con tecniche pubblicitarie, con la ricerca di immagini “percepite” su parole d'ordine (sicurezza, lavoro ...) oltre che con gli scambi clientelari. Una casta rampicante unica al mondo per quantità di privilegi anche perchè la propria competizione, a differenza di quella dei gestori di fondi finanziari, non ha nulla di feroce: chi perde non rischia drammatici tracolli ma resta nel circuito, alla peggio con un ricco vitalizio dopo comparsate parlamentari.

Alternanza da repulsione

Il circuito del rumore italiano è, naturalmente, anche un circolo vizioso. Che condanna il paese alla regressione, da tempo in atto, di benessere, competitività, prestigio e cultura, mentre il consenso nazionale (e forse anche quello nostro regionale) sembra muoversi a tentoni punendo di volta in volta l'ultimo turno di governo, con una alternanza quindi da repulsione e non da attrazione: un ping pong elettorale interno alla casta, perchè non ha prodotto innovazioni nella trasparenza del contratto fra eletti ed elettori con bilanci d'azione certificati.

Non è sicuro, peraltro, che per uscire fuori da tale spinta involutiva siano utili gli scossoni: un leader caduto in disgrazia può diventare oggetto di lanci di monetine, ma anche le monetine sono rumore, ovvero fanno parte delle reazioni uguali e contrarie “di galleggiamento” degli italiani, come ha dimostrato negli anni '90 il riflusso successivo al periodo di Mani pulite, quando alcuni indagati rimasti a galla grazie a prescrizioni e slalom giudiziari hanno potuto trasformare i giudici che recuperavano capitali e tangenti da eroi in persecutori.

"Un buon politico è colui che si rende sempre meno indispensabile. Deve creare le condizioni per cui le cose funzionino per il bene dei cittadini anche senza il suo continuo intervento": lo ha scritto l'economista Tito Boeri. In questa frase c'è tutto il senso di buone policies che lascino agire una valida amministrazione pubblica e buone agenzie di sviluppo, l'idea di un lavoro politico che lascia poche tracce personalistiche in favore di tracce più durature, di tipo organizzativo e progettuale. Quanto sono assimilabili a questa cultura e a questo stile le nostre forme di leaderismo? Non esitono colpi di genio nè intuiti personali che possano tirar fuori un paese o una regione da una spirale involutiva di bassa istruzione, produttività e competitività: la strada, incerta e di lungo periodo, è fatta giocoforza di dettagli, metodologie di lavoro, informazione e controlli minuti, nel continuo confronto con le correnti sommerse e silenziose, molto sotto il cronachismo politico nostrano, delle policies di sviluppo più efficaci.

Antonello Angius

L’articolo originale.

Per quanto InSardegna si proponga come sito “regionale”, segnaliamo una notevole quantità di articoli, di ottimo livello, di interesse generale.

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Autore Albero
Ghilgamesh
Inviato: 21/7/2008 11:08  Aggiornato: 21/7/2008 11:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/10/2005
Da:
Inviati: 3001
 Re: Condannati al rumore
Bello, triste ma bello.

E la soluzione è sempre più difficile, basti notare chese anche dovessero metter mano all'istruzione, sarebbe per farla peggiorare, non migliorare.
Agli stupidi delinquenti che ci comandano, servono sudditi più stupidi di loro.


p.s. "ha saputo creare il più ricco impero del paese (dopo la mafia) " Io avrei scritto CON la mafia! hghghg

cocis
Inviato: 21/7/2008 12:18  Aggiornato: 21/7/2008 12:18
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: Condannati al rumore

redna
Inviato: 21/7/2008 13:24  Aggiornato: 21/7/2008 13:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Condannati al rumore
cicis

soldato israeliano spara a sangue freddo a un prigioniero



http://www.effedieffe.com/content/view/3921/167/

«Figlia di Babilonia, votata alla distruzione:
beato chi ti ricambierà di quanto hai fatto a noi;
benedetto chi prenderà i tuoi pargoli
e li sbatterà contro la roccia!».

Sigmond Freud, vedi alla voce «proiezione»: «Proiezione è un meccanismo di difesa arcaico e primitivo con cui il soggetto espelle da sè, e proietta su altre persone, sentimenti o desideri che sono suoi, ma che rifiuta in sè».

Un po’ come chi chiama Ahmadinejad «il nuovo Hitler», sostiene che l’Iran si sta facendo la bomba atomica, ed è un pericolo non solo per Israele, ma per il mondo intero.


Ghilgamesh
E la soluzione è sempre più difficile, basti notare chese anche dovessero metter mano all'istruzione, sarebbe per farla peggiorare, non migliorare.
Agli stupidi delinquenti che ci comandano, servono sudditi più stupidi di loro.
----

Quello che fanno ora con l'istruzione è di far peggiorare quella pubblica ma nel contempo sostengono di più la privata.
Questo significa che il 'gregge' deve avere un pastore che 'pascola' il gregge anche in altra maniera...
Chi ci comanda,d'altra parte, ha avuto il benestare dal vaticano che, ricordo per l'ennesima volta, è stato il garante con gli anglo-americani 60anni fa e continua a fare la sceneggiata con tutta la popolazione italiana. E la popolazione FA FINTA anche di non saperlo e pure i governanti ci esortano a FAR FINTA che non è vero.
Ma sarei contenta solo quando NON per finta il vaticano decidesse di andare 'altrove' (visto che la chiesa è universale non potrebbe universalmente andare ....da altri?)
L'italia è stata condannata ad essere fascista perchè nessuno l'ha 'tirata' fuori da quello stato.
Sono solo arrivati altri occupanti (invitati da 'qualcuno') a cui molti si sono letteralmente 'votati' e gli italiani non hanno più capito che cosa significhi almeno avere un pò di dignità.E per questo ridiamo dei governanti. In effetti siamo condannati a 'ridere' della nostra condizione....(per non disperarsi.,..ovviamente...)


C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
winston
Inviato: 21/7/2008 14:32  Aggiornato: 21/7/2008 23:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/10/2005
Da: Eurasia
Inviati: 392
 Re: Condannati al rumore
................................................"Dal rumore mi guardo io, dagli ultrasuoni ci guardi iddio..." Confucio

L’erba del vicino è di un verde sempre più bello...
Bisogna tenerne conto per non bistrattare più del giusto il nostro orticello:
idiomatico in inglese come “spararsi nel piede”, musicato dal ns. menestrello,
quello dell’ Armando, che il fratello picchiava sulla fronte per sembrare lui più bello.

Per principio, inutile estendere al linguaggio la già ammorbante corruzione:
superflui i ”politics, policies & apparaisals” a svilire l’annessa italica espressione.

Passando dal simbolico al concreto:
Siamo messi male, è vero. Ma non è che i foresti stiano poi così meglio...
Per esempio il National Audit Office encomiato come autorevole, sembra trovare nella Corte dei Conti un perfetto equivalente: per funzione e nomina, altrettanto “autonomo e in-dipendente”...

Così come per le statistiche di istruzione: parafrasando le mini-massime Boeri, certe percentuali non solo si contano, ma si pesano.. Provare a dialogare di cultura generale con un laureato forestiero e se ne scoprirà la modestia di fagotto rispetto al bagaglio-a-mano del diplomato nostro più pirlotto. E si discuta con lo straniero su qualcosa fondato su “informazioni complesse ed elaborate nel tempo” e se ne valuti “difficoltà & disponibilità a ricevere”... Cultura come cibaria: oltralpe impera l'emulsionato & omologato, additivi a iosa e preservatives su ogni cosa... Se gli italioti hanno le orecchie sporche, tanto che all'udito fanno intoppo, a certi barbari il cerume fa da vero tappo...

Idem per la Freedomhouse della Sciùra Eleonora..,
solo accidentalmente meno assurda di una Freiheithaus von Frau Göbels...

Per non parlare di Newseweek (settimanale del Washington Post):
Giusto che si chieda come sia possibile di Belusca & Previti in tandem e ri-ciclati... Ma ci facciano il favore: hanno in casa la Famiglia di Boscaglia, il Cazzone Chiney, Hallyburton, Coca-CIA e compagnia, tutti in tri-ciclo (USA & riUSA)... Questo per non dire altro.., o dare i numeri, chiamando con urgenza il 911 oppure il 11-3...

Il Bel Paese certo puzza, e bisogna turarsi il naso, ma il fetore da pozzo-nero (Blackwater) costringe da quelle parti a tapparsi ogni bUSo. Poco diversa per John Bull la percezione di un Bliar, la miopia per un Thatcher
(Mark, per dirne uno), e così via..

E quanto alle sparate con calibro 71 dello stesso, mira la pagliuzza nostra, ma trascura la trave SUA... In fondo il pagliaccio italiano è meglio di un folle veter-ano:“I’m McCain, but I'm not insane” reinforced by Rush “ “He’s Deaf, but He’s Not Dumb”... (“Son Caino ma non pazzo”, riformulato dal so(r)cio Rogna “è sordo ma non scemo”)...
Ipso est, politics & policies... Made in USA.

Sull’ epifenomeno del vivente...
Oltreoceano i Reagan, Schwarzeneggere & compagni di Ventura (wrestling) indossando le mutande con le strisce (magari sopra i pantaloni) diventano Superman (republicans) oppure Mandrake calzando il cappello a cilindro (democratics); similmente oltremanica un Oliver Hardy è meno Ollio (con-grembiule-da-macellaio) solo perchè all'Olimpo "elevato" come Churchill, portano l’ Union Jack come grembiale.

Almeno dalle nostre parti si hanno degli sprazzi di lucidità tali da farci percepire nella loro natura lo spettacolo di nani e ballerine: Gianni e Pinotto restano tali anche incartati nel tricolore... Non che il raffronto sia di gran consolazione, ma se poco influisce sull' alternanza da repulsione, magari mitiga la repulsione da alternanza.

"Chi controlla il presente controlla il passato, chi controlla il passato controlla il futuro" Orwell, 1984
BlSabbatH
Inviato: 21/7/2008 15:20  Aggiornato: 21/7/2008 15:21
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Condannati al rumore
quoto Winston, si fa luce sulle pagliuzze nell'occhio altrui ma mai guardare le travi che impalano l'osservatore..
Citazione:
Un “Ufficio per l'Equo Accesso” controlla che ogni università raggiunga il proprio target relativo all'accesso di studenti provenienti da aree e da classi sociali svantaggiate

l'ufficio per l'equo accesso.. ma per favore.. le tasse universitarie vanno in base al reddito! Piccolo esempio: essendo uno studente medio (medio, non sottoproletario..) della statale di milano, facoltà scientifica, in corso pago poco + di mille euro l'anno, fuoricorso la quota scende a meno di mille.. cazzo che tragedia eh!

Se penso alle democratiche nonchè avanzatissime università americane..

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
baciccio
Inviato: 21/7/2008 16:18  Aggiornato: 21/7/2008 16:18
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/1/2006
Da: Genova
Inviati: 536
 Re: Condannati al rumore
" soldato israeliano spara a sangue freddo a un prigioniero".

Sì, però teniamo presente che che, la "vittima" vera è il sodato, in quanto israeliano e, quindi,ebreo.

Orwell84
Inviato: 21/7/2008 16:58  Aggiornato: 21/7/2008 16:58
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: Condannati al rumore
Citazione:
Un “Ufficio per l'Equo Accesso”


Che riceve un'Equa Parte delle Tasse per fare un lavoro inutile. Sempre a parlare di meritocrazia e poi il "diritto" allo studio è sancito in base alla provenienza sociale.

Citazione:
Grazie anche ai rapporti dell'analista pagato con fondi pubblici, l'elettore inglese sceglie presumibilmente, nel caso dell'alta istruzione come in molti altri campi in cui non mancano (anzi abbondano) analisi dello stesso tipo, la parte politica che gli sembra più adeguata. Quindi attraverso analisi che fanno informazione, e non rumore, è tendenzialmente possibile attribuire una corretta quotazione alla politica di governo.


Incredibile. Un individuo che ha passato più anni scolastici a sciropparsi le boiate dello Stato, saprà valutare meglio dei rapporti sullo Stato fatti da gente pagata dallo Stato. Un po' come il report sul 9/11 o i famosi rapporti sull'Iraq stilati dagli atrettanto famosi analisti imparziali.

Citazione:
Dunque la cornice esplicativa può essere quella del particolare circuito del rumore italiano, i cui elementi sono stati in parte richiamati: in primo luogo la difficoltà di ricevere informazioni indipendenti sui risultati di governo, perchè tali informazioni non sono istituzionalmente alimentate nel paese e perchè i destinatari sono poco ricettivi per condizione socio-culturale oggettiva.


Ricordiamo sempre, per sentirci più tranquilli, ricevere informazioni indipendenti sui risultati del governo da gente pagata dal governo. Fortuna che nei due anni passati c'era Prodi, altrimenti sai le leggi sui blog e i tentativi di farli diventare prodotti editoriali per tassarli ed eventualmente chiuderli.

Citazione:
implica che quando si dichiara di voler raggiungere un obiettivo (un benchmark, un tasso di istruzione, di occupazione, un livello di potere d'acquisto) ci sarà poi chi controlla autorevolmente se quel risultato è stato raggiunto, comunicandolo con semplicità all'opinione pubblica, la quale magari prenderà il vizio di attaccarsi proprio ai risultati per capire se vi è stata una buona gestione.


Io ci avrei messo pure una moglie simil-Milla Jovovic.
Poi con semplicità avremmo comunicato i 60 milioni di risultati a tutti i 60 milioni di cittadini. L'aspetto interessante è sempre che il tasso di istruzione me lo misura chi me la impartisce (il che implica che io abbia imparato bene la lezione su Garibaldi e sul Global Warming) e il livello di potere d'acquisto è stabilito da chi stampa il denaro.
Della serie "Oste, è buono il vino?!"

Citazione:
"Un buon politico è colui che si rende sempre meno indispensabile. Deve creare le condizioni per cui le cose funzionino per il bene dei cittadini anche senza il suo continuo intervento":


Insomma è uno che non combina una sega.
Non sentiremo mai dire che un buon ingegnere è uno che è sempre meno utile al prodotto che sviluppa. O che un buon operaio è uno che è superfluo alla sua catena produttiva.
Sia chiaro, in ogni caso la definzione è per certi versi condivisibile, ma va forse chiarita: "Un buon politico è colui che si rende sempre meno indispensabile. Procurandosi una corda e uno sgabello".

Paxtibi
Inviato: 21/7/2008 17:27  Aggiornato: 21/7/2008 17:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Condannati al rumore
Sinceramente, a me più che il rumore preoccupa la puzza.

Ubik
Inviato: 21/7/2008 20:13  Aggiornato: 21/7/2008 20:13
So tutto
Iscritto: 17/7/2008
Da: Profondo Nord
Inviati: 28
 Re: Condannati al rumore
Se in Italia chi “riceve” ha tendenzialmente più difficoltà della media occidentale a distinguere il rumore dall'informazione, cosa accade sul lato “trasmissione”? L'organizzazione Freedomhouse, fondata nel 1941 da Eleanor Roosevelt, nel rapporto sulla libertà di stampa 2008 (relativo al 2007) scrive che “Il punteggio dell'Italia è migliorato da quando Silvio Berlusconi non è più primo ministro, perchè sebbene la rete dei media privati sia ancora concentrata nelle mani di Mediaset, le reti pubbliche non sono più sotto il suo controllo".

Mi chiedo : A) Come si fa ad utilizzare come parametro " un punteggio " e per di piu da una commissione che il solo nome di Orwelliana memoria dovrebbe far riflettere. Si potrebbe poi parlare della liberta di stampa americana, della quale non conosco il livello ma non penso sia ai massimi storici.

B ) ma dove vive ?!?! La situazione migliorata.... ma dove in che film.
Sempre la solita storia non mi sembra che nulla sia cambiato.
Anzi mi sembra che un articolo del genere butti solo fumo negli occhi e promuove strutture gestite dallo stato che dovrebbe controllare se stesso fornendo informazioni " chiare ed indipendenti ".
Rimango poi allibito dall Ufficio per l'Equo Accesso, veramente una struttura degna del peggior socialismo da incubo.

redna
Inviato: 21/7/2008 22:42  Aggiornato: 21/7/2008 22:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Condannati al rumore
baciccio
" soldato israeliano spara a sangue freddo a un prigioniero".

Sì, però teniamo presente che che, la "vittima" vera è il sodato, in quanto israeliano e, quindi,ebreo.

----

Infatti il giovane palestinese bendato e con le mani legate dopo che gli ha sparato il soldato israeliano, quindi ebreo, ha detto che dovevano soccorrere la vera vittima e non lui.
Probabilmente hanno portato al pronto soccorso il soldato israeliano che ha sparato, perchè era la vera vittima, ma il palestinese l'hanno lasciato bendato, con le mani legate e anche ferito.
Ma mi pare che sia una prassi consolidata da MOLTI anni che le vittime siano sempre da una parte sola e chissà perchè sono israeliani, quindi ebrei.
Perchè chi spara in israele è sempre una vittima ? e perchè in italia siamo arrivati ad amenità del genere?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
edo
Inviato: 21/7/2008 23:44  Aggiornato: 21/7/2008 23:46
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Condannati al rumore
...la strada, incerta e di lungo periodo, è fatta giocoforza di dettagli, metodologie di lavoro, informazione e controlli minuti, nel continuo confronto...

Non si parla dell'italia, mi sembra chiaro.

citaz. Redna: Infatti il giovane palestinese bendato e con le mani legate dopo che gli ha sparato il soldato israeliano, quindi ebreo, ha detto che dovevano soccorrere la vera vittima e non lui.

Gli ebrei di oggi sono i palestinesi e l'antisemitismo odierno coinvolge l'atteggiamento complice di chiunque osservi (complice), lo sforzo di chi intende eliminare fisicamente il popolo palestinese, per sradicarlo dalla sua terra e cultura.
Nessuno oggi può dirsi più ebreo dei palestinesi.

Redazione
Inviato: 22/7/2008 1:53  Aggiornato: 22/7/2008 1:53
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Condannati al rumore
Ragazzi, andare in OT per segnalare una notizia va bene, discuterne no. Se volete, aprite un forum apposito.

Grazie.

Infettato
Inviato: 22/7/2008 9:38  Aggiornato: 22/7/2008 9:38
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Condannati al rumore
A proposito di rumore, questo link è rivolto alla maggioranza degli italiani coloro che hanno dato il consenso alla banda dei strombettatori....

"il can che abbaia non morde" nel caso specifico è stato ammaestrato talmente bene che oltre a non abbaiare apre anche la porta ai ladri.

Avrei anche un impropero sulla punta del dito ma ve lo risparmio.

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
Giusan
Inviato: 22/7/2008 11:31  Aggiornato: 22/7/2008 11:50
So tutto
Iscritto: 22/7/2008
Da:
Inviati: 6
 Re: Condannati al rumore
Se fosse vero, come qualcuno sopra ha scritto, che chi è pagato dallo Stato non può fare valutazioni indipendenti, i giudici non condannerebbero mai lo Stato a risarcire dei cittadini che hanno subito un torto dallo Stato: invece questo accade, per fortuna. Magari non tutti i giudici onorano il principio di indipendenza ma questo è un altro discorso.

L'Italia è stata "obbligata" a introdurre la valutazione indipendente (con bandi di gara) dalla UE per verificare la spesa dei propri fondi strutturali, purtroppo questa prassi non è nella nostra cultura e tradizione. La Corte dei Conti svolge un lavoro utile in paesi come l'Italia e la Francia, ma è "magistratura contabile", mentre le valutazioni tecniche degli interventi pubblici richiedono team di esperti in materie economico-sociali più che giuridiche. Nel Regno Unito esiste una tradizione di valutatori indipendenti che risale all'800 e si è riflessa in tutti i paesi del mondo anglosassone: non è certo un male studiarla e conoscerla, e i molti documenti scaricabili dal sito del National Audit Office interessano svariati settori e ambiti operativi.

Riguardo le statistiche dell'istruzione, con i numeri pessimi per l'Italia, sarà pur vero che vanno "pesate", ma sempre con criteri scientifici, non a sensazione. E quando questo si fa ...: i test scolastici PISA (Programme for International Student Assessment) ci inducono a ritenere ad esempio che un diplomato italiano abbia meno abilità e conoscenze rispetto alla media dei diplomati dei paesi industrializzati.

Quando si fanno paragoni fra l'Italia e altri paesi per riscontrare delle nostre debolezze (un deficit di democrazia, di informazione, di istruzione...), bisognerebbe resistere alla tentazione di evidenziare le debolezze altrui: si può fare, ci mancherebbe, ma è un cambiare discorso ed è una magra consolazione.

solenero
Inviato: 22/7/2008 17:19  Aggiornato: 22/7/2008 17:19
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/7/2004
Da: Valle Seriana Superiore
Inviati: 846
 Re: Condannati al rumore

Lentamente, inesorabilmente, la sabbia del tempo ricopre la mente.
- Frankie hi-nrg MC -
solenero
Inviato: 23/7/2008 14:42  Aggiornato: 23/7/2008 16:08
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/7/2004
Da: Valle Seriana Superiore
Inviati: 846
 Re: Condannati al rumore
E a proposito dell'informazione, e dei nostri grandi giornali nazionali che snobbano e screditano l'informazione che viene da internet, bè... pare che la snobbanoi solo quando fa comodo a loro.

Altre volte, invece, rubacchiano da internet e spacciano per farina del loro sacco, come ad esempio fa il Sig. Amedeo Balbi (sempre che esista), la cui lettera Severgnini, nella rubrica "Italians", pubblica sul sito del Corriere della Sera:


Articolo originale di Maurizio Blondet "Ragazza, imparate i codici"


Lettera pubblicata dal Corsera "Il pericolo per tante ragazze"



P.S. Tengo a precisare che lo scoop non è mio (non si sa mai... ):
la segnalazione è stata fatta da un lettore di effedieffe, nei commenti a questo articolo.

Lentamente, inesorabilmente, la sabbia del tempo ricopre la mente.
- Frankie hi-nrg MC -
franco8
Inviato: 23/7/2008 15:32  Aggiornato: 23/7/2008 15:32
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/12/2005
Da:
Inviati: 1561
 Re: Condannati al rumore
Citazione:

...esempio fa il Sig. Amedeo Balbi (sempre che esista), la cui lettera Severgnini, nella rubrica "Italians", pubblica sul sito del Corriere della Sera:
..

Ah ah ah
Grande! che sputtanamento!
Me certo che non esiste, dai! Hai provato a scrivergli?

.... ....io non mi definisco affatto volentieri ateo, non più di quanto io sia a-MickeyMouse.
..
(detto, fatto)

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