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storia & cultura : "L'altra Dallas" (presentazione film)
Inviato da Redazione il 18/6/2008 9:20:00 (10973 letture)

Il film “L’Altra Dallas” analizza tutti i fatti relativi all’assassinio di Robert Kennedy, avvenuto il 6 giugno 1968 nelle cucine dell’Hotel Ambassador di Los Angeles, e conferma come il caso sia tutt’altro che risolto: nonostante vi siano almeno venti persone che hanno visto Sirhan Sirhan sparare a Kennedy, infatti, sono emersi nel corso del tempo svariati elementi che tendono decisamente a scagionarlo.

Quello più importante è il numero totale di colpi sparati: furono 11, mentre la pistola di Sirhan poteva contenerne soltanto 8. Questo fatto basterebbe, da solo, a confermare la presenza di un secondo sparatore nelle cucine dell’albergo, e quindi di un complotto per uccidere Kennedy. Una registrazione audio, analizzata di recente da diversi laboratori specializzati, conferma che furono almeno dieci i colpi sparati quella sera.

L’autopsia e le testimonianze inoltre suggeriscono che nessuno dei colpi mortali possa essere partito dalla pistola di Sirhan, il cui ruolo sarebbe stato invece quello di attrarre su di sè l’attenzione dei presenti, mentre il vero assassino – un professionista assoldato per l’occasione - agiva indisturbato alle spalle di Kennedy.

°°°

Il film è accompagnato da una raccolta di materiali storici, fra cui un'intervista inedita di Sirhan dalla sua prigione in California, e alcuni dei più importanti discorsi fatti da Robert Kennedy ...

... nella sua breve carriera politica. Quello che segue è uno dei più noti ed efficaci:




Seguono alcuni estratti degli altri discorsi di RFK che compaiono nei “Contenuti Speciali” del DVD.

Dal discorso di CAPE-TOWN, Sud Africa - 6 giugno 1966

Negli anni bui dell’apartheid Robert Kennedy improvvisa una visita in Sud Africa, mette in totale imbarazzo l’establishment politico locale, e accende nel popolo dei neri una fiamma di speranza destinata a durare fino alla conquista dell’indipendenza nazionale.

ESTRATTO: ”Al cuore della libertà individuale sta la libertà di parola, il diritto di esprimere e comunicare le proprie idee, di differenziarsi dai rozzi animali della foresta; il diritto di richiamare i governanti ai loro doveri e ai loro obblighi; e soprattutto il diritto di affermare la nostra appartenenza a un corpo politico - la società – fatta dalle persone che condividono la nostra terra, le nostre tradizioni ed il futuro dei nostri figli.

Alla pari con la libertà di parola sta il diritto di essere ascoltati, di avere voce nelle decisioni dei governi che determinano la vita degli uomini. Tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta - la famiglia, il lavoro, l’educazione, un luogo in cui allevare i propri figli e riposare la propria mente - tutto ciò dipende dalle decisioni dei governi, e tutto ciò può essere spazzato via in un attimo da un governo che non dia ascolto alle richieste della sua gente. E io parlo di tutta la gente.

I diritti fondamentali dell’uomo possono essere protetti e preservati solo laddove vi sia un governo che risponda non solo ai ricchi, non solo a quelli di una certa religione, non solo a quelli di una certa razza, ma a tutti gli uomini della società.”



Dal discorso di CLEVELAND - 5 Aprile 1968

Il giorno dopo l’assassinio di Martin Luther King, Kennedy pronuncia a Cleveland, in Ohio, il suo più famoso discorso contro la violenza.

ESTRATTO: “Ogni volta che la vita di un americano viene spezzata da un altro americano, ogni volta che viene lacerato quel tessuto vitale che un altro uomo ha così pazientemente e dolorosamente intrecciato, per se stesso e per i suoi figli, l’intera nazione ne viene umiliata.

Eppure noi tolleriamo un livello sempre crescente di violenza, che ignora sia la nostra comune umanità che le nostre pretese di civiltà. Accettiamo tranquillamente resoconti giornalistici di civili che vengono massacrati in terre lontane. Glorifichiamo l’assassinio sugli schermi del cinema e della TV, e lo chiamiamo “intrattenimento”. Troppo spesso giustifichiamo coloro che vogliono costruire le proprie vite sui sogni infranti degli altri.

Vi sono americani che vanno all’estero a predicare la non-violenza, ma poi in casa nostra si dimenticano di metterla in pratica. Vi sono coloro che accusano altri di incitare le rivolte, quando in realtà sono loro a fomentarle, con il loro comportamento.

C’è anche un altro tipo di violenza, molto più lenta ma devastante quanto un colpo di fucile o una bomba nella notte. E’ la violenza delle istituzioni; l’indifferenza, l’inanità, la lenta apatia. Questa violenza colpisce i più poveri, e avvelena le relazioni fra gli uomini che hanno una pelle di diverso colore. È nella lenta distruzione di un bambino per fame, nelle scuole senza libri, e nelle case senza riscaldamento d’inverno.

Quando insegni ad un uomo a odiare e temere suo fratello, quando insegni che l’altro è inferiore a te per il colore della sua pelle o per quello in cui crede, quando insegni che quelli diversi da te minacciano la tua libertà, il tuo lavoro o la tua famiglia, insegni anche ad affrontare gli altri non come concittadini ma come nemici, e ad essere accolto da loro non con cooperazione ma con sopraffazione, ad essere soggiogato e reso schiavo.

Alla fine impariamo a guardare ai fratelli come estranei, come persone con cui condividiamo le strade ma non la comunità; come persone legate a noi dal luogo in cui vivono, ma non da uno sforzo in comune. Impariamo a condividere soltanto una paura comune, un comune desiderio di distanziarci l’uno dall’altro, una spinta comune a rispondere alle differenze con la violenza.

Dobbiamo riconoscere la vanità delle false differenze fra gli uomini, e imparare a crescere nello sforzo di far crescere gli altri. Dobbiamo riconoscere di fronte a noi stessi che il futuro dei nostri figli non può essere costruito sulle disgrazie degli altri. Dobbiamo riconoscere che questa breve vita non potrà mai venir nobilitata nè arricchita dall’odio o dalla vendetta. La nostra vita su questo pianeta è troppo breve, e il lavoro da fare è troppo grande, per permettere che questo odio continui a diffondersi nel nostro paese.

Di certo non si può cancellare il problema con un semplice programma, o con una legge.

Forse però potremo ricordarci, almeno ogni tanto, che coloro che vivono con noi sono nostri fratelli, e che condividono con noi lo stesso breve istante di vita; che essi desiderano, esattamente come noi, solo la possibilità di vivere in pieno la loro vita, raggiungendo il massimo delle proprie soddisfazioni e delle proprie finalità.”


Dal discorso di S. Josè, California – 3 giugno 1968

La decenza umana è il cuore del problema: è indecente che un uomo si spezzi le mani sotto il sole tutto il giorno, senza avere la possibilità di vedere un giorno suo figlio frequentare un’università. È indecente che un uomo che vive nei quartieri poveri di New York, di Chicago o di Los Angeles, debba consegnare la propria vita - l’unica vita di cui mai disporrà -nelle mani della disperazione e della disfatta.

Ed è indecente che noi mandiamo i nostri giovani e a morire in uno stagno dall’altra parte del mondo. Chi di loro avrebbe potuto scrivere un poema? Chi di loro avrebbe potuto trovare la cura per il cancro? Chi di loro avrebbe potuto diventare un campione sportivo? Chi di loro avrebbe potuto regalarci la magia di una risata dal palcoscenico, avrebbe potuto costruire un ponte, oppure un’università? Chi di loro avrebbe potuto insegnare a leggere a un bambino? Ecco perchè dobbiamo riportare a casa i nostri uomini dal Vietnam.


Il 5 Giugno 1968, nella sua stanza dell’Ambassador, Kennedy concede una intervista TV in cui prosegue il discorso sul VIETNAM:

ESTRATTO: La guerra in Vietnam ci pone delle importanti questioni di ordine morale. Che diritto abbiamo, noi in America, di andare ad uccidere decine di migliaia di persone, di rendere milioni di persone dei senzatetto, di uccidere donne e bambini come stiamo facendo?

Ogni anno nel Vietnam del Sud rimangono senza gambe e senza braccia 35.000 persone, e altri 50.000 civili perdono la vita. Migliaia di bambini vengono uccisi in seguito alle nostre azioni militari. Che diritto abbiamo, negli Stati Uniti, di compiere queste azioni, solo perché vorremmo proteggerci, o per evitare un problema maggiore per noi?

Io mi domando seriamente se abbiamo o meno quel diritto. Dovremmo poterlo sentire, qui negli Stati Uniti, cosa avviene quando lanciamo il napalm, un villaggio viene distrutto, e i civili vengono uccisi.


Poche ore dopo questa intervista Kennedy fu ucciso.

Massimo Mazzucco


QUI potete vedere una sintesi del film (25 minuti), oppure ordinare il DVD.

Approfitto per comunicare che questo sabato, 21 giugno, il film “Il Nuovo Secolo Americano” sarà presentato al Festival di Taormina.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Redazione
Inviato: 16/6/2008 19:53  Aggiornato: 16/6/2008 19:53
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: "L'altra Dallas"
Il video dovrebbe essere disponibile a breve.

LoneWolf58
Inviato: 16/6/2008 20:06  Aggiornato: 16/6/2008 20:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: "L'altra Dallas"
Fantastico...
mi ricorda (in piccolo) una serata di Grillo sul P.I.L....
a Grillo sembra sia andata meglio che a Rob...
Parole pesanti... altroché JFK...

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
Skafloc
Inviato: 16/6/2008 21:46  Aggiornato: 16/6/2008 21:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/3/2006
Da: ROMA
Inviati: 188
 Re: "L'altra Dallas"
Grillo portò l'esempio del ponte che crolla.
Il lavoro per ricostruirlo fa aumentare il PIL.
Il PIL come strumento di misura della crescita di un paese è una bufala!

Le cose urgenti vanno fatte con calma
LoneWolf58
Inviato: 16/6/2008 21:50  Aggiornato: 16/6/2008 22:02
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: "L'altra Dallas"
No nello spettacolo che ho visto parlava proprio del PIL e dei fattori che lo compongono...
Beppe e il PIL

edit appena trovo il trailer lo posto...

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
davlak
Inviato: 16/6/2008 22:12  Aggiornato: 16/6/2008 22:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/6/2006
Da:
Inviati: 678
 Re: "L'altra Dallas"
un mio sfizio è di appendere a una parete dei fogli contenenti frasi o discorsi che hanno per me un valore particolare.
ce n'è per tutti i gusti, compresa una controversa citazione dal discorso di Ratzinger il 6 gennaio scorso: un evento di cui i media hanno dato un riscontro minimo, quando a mio avviso meritava una seria e massiccia divulgazione, anche in considerazione del fatto che rappresentava una inversione a U rispetto ai glorificati appelli di Woytila-santo-subito.
cmq. questo discorso di Bob Kennedy è in cima alla mia lista...da decenni.
in occasione del 40mo anniversario avevo pubblicato sul mio account youtube una versione da me tradotta dell'originale:

http://www.youtube.com/watch?v=Kt-alKyUaZ4

ho sempre pensato che Bob Kennedy sia stato vittima di due complotti: il primo lo ha portato alla tomba, il secondo ne ha diffamato la memoria ... mi riferisco alla storia della Monroe in particolare.
ovviamente non ne ho le prove ma credo che questo secondo complotto sia servito ad attenuare il peso del primo, screditando la vittima.

«Proclamare il diritto all'uguaglianza in una società che ha bisogno di una massa di schiavi salariati vuol dire aver perso la testa» (F. Nietzsche)
Redazione
Inviato: 16/6/2008 22:47  Aggiornato: 16/6/2008 22:50
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: "L'altra Dallas"
DAVLAK: Anch'io sono partito da quel filmato, anche se alla fine ho cambiato quasi tutte le immagini. La fatica maggiore è stata trovare l'audio originale SENZA la musica sotto.

Riguardo a Marylin, temo di avere delle tristi notizie per te. Non so (e non mi interessa più di tanto sapere) se anche Robert fosse diventato il suo amante, ma di certo quel pomeriggio fece un viaggio di nascosto, in elicottero, da S. Francisco a Los Angeles, per andare a trovarla e valutare di persona se la sua minaccia di rendere pubblica la storia con il presidente fosse ancora in qualche modo contenibile.

La notte stessa Marylin fu trovata morta.

Thibault
Inviato: 16/6/2008 23:14  Aggiornato: 16/6/2008 23:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Un mondo folle
Inviati: 343
 Re: "L'altra Dallas"
Il P.I.L. semplicemente dice quanto è grosso economicamente un paese, non quanto è ricco o altro.
Fa esattamente quello che dice il suo nome, semmai il problema è come viene descritto

E' una tranquilla notte di regime
Ermes
Inviato: 17/6/2008 11:24  Aggiornato: 17/6/2008 11:24
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/11/2005
Da:
Inviati: 44
 Re: "L'altra Dallas"
Quanta rabbia e tristezza, indiscrivibile... pensare come queste persone, e mi riferisco anche a MalcomX,Luther, e JFK, avrebbero contribuito a dare un senso alla vita.

Aseptik
Inviato: 17/6/2008 13:27  Aggiornato: 17/6/2008 13:27
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: Messapia
Inviati: 139
 Re: "L'altra Dallas"
Con quelle idee, non mi stupisco che l'abbiano fatto fuori..
Immaginatevi un nostro politico fare un discorso del genere..

Non ce la fate? Be' .. nemmeno io.

La politica è l’arte cortese di ottenere voti dai poveri e finanziamenti dai ricchi, promettendo di difendere gli uni dagli altri.
Oscar Ameringer
davlak
Inviato: 17/6/2008 15:41  Aggiornato: 17/6/2008 15:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/6/2006
Da:
Inviati: 678
 Re: "L'altra Dallas"
@Massimo Mazzucco: se può farti comodo ho il file audio del discorso (ovviamente l'originale senza musica) debitamente trattato con adobe audition 3 e si sente molto bene.
se lo ritieni utile lo metto a tua disposizione.

riguardo al resto, sulla Monroe, la mia percezione dei fatti che hai citato è totalmente diversa...proprio la coincidenza degli eventi mi fa sospettare che quella visita di Bob fù usata da terzi...
comunque siano andate le cose non cambiano di una virgola la mia considerazione per la figura del politico Robert Kennedy. ciao.

«Proclamare il diritto all'uguaglianza in una società che ha bisogno di una massa di schiavi salariati vuol dire aver perso la testa» (F. Nietzsche)
Redazione
Inviato: 17/6/2008 20:05  Aggiornato: 17/6/2008 20:06
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: "L'altra Dallas"
DAVLAK: "... debitamente trattato con adobe audition 3..."

Il mio invece è trattato con i piedi, e (come avrai sentito) fa letteralmente schifo. Accetto quindi l'offerta al volo, visto che sto mixando il DVD.

Ci sentiamo in PM, grazie.

davlak
Inviato: 17/6/2008 22:59  Aggiornato: 17/6/2008 22:59
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/6/2006
Da:
Inviati: 678
 Re: "L'altra Dallas"
@Massimo: fatto.
ciao.

«Proclamare il diritto all'uguaglianza in una società che ha bisogno di una massa di schiavi salariati vuol dire aver perso la testa» (F. Nietzsche)
Redazione
Inviato: 18/6/2008 9:53  Aggiornato: 18/6/2008 9:53
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: "L'altra Dallas"
DAVLAK: Ho rifatto il montaggio, e ho messo il tuo audio.

E' tutto un'altra cosa.

Grazie.

CiEmme
Inviato: 18/6/2008 11:25  Aggiornato: 18/6/2008 11:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/2/2008
Da: Roma
Inviati: 446
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
I diritti fondamentali dell’uomo possono essere protetti e preservati solo laddove vi sia un governo che risponda non solo ai ricchi, non solo a quelli di una certa religione, non solo a quelli di una certa razza, ma a tutti gli uomini della società

... bello sognare tutti belli buoni ed in salute, un mondo senza violenza, senza poveri, senza affamati, senza disuguaglianze..... ma chi stabilisce i diritti fondamentali dell'uomo?

Noi occidentali?

I talebani?

Gli hutu'?

I thug dell'India?

Li facciamo sedere tutti intorno ad un tavolo e discutiamo se e' un diritto fondamentale quello di avere tre mogli o se va rispettato il diritto di quell'uomo ad avere tre mogli secondo la sua cultura affermatasi nel corso di secoli o se una qualsiasi delle tre ha il diritto di rifiutarsi di essere laprimalasecondaolaterza.

Mah.

Bello in teoria, in pratica...pitagorismo!

... il mondo si regge sui contrasti, non sull'omogeneita'. La natura non e' violenta. Solo che la gazzella, se vuole sopravvivere sa che deve correre piu' del leone ed il leone, se vuole sopravvivere, deve correre piu' della gazzella....e quando l'acchiappa, il sangue della gazzella schizza dappertutto.

Una bussola non dispensa dal remare.
sigmatau
Inviato: 18/6/2008 11:34  Aggiornato: 18/6/2008 11:34
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
Riguardo il ‘problema’ del numero di proiettili calibro 22 sparati quella sera nelle cucine dell’albergo e in particolare il proiettile che poi è risultato essere ‘fatale’ al senatore Robert Kennedy da tempo ho una mia ‘tesi alternativa’… tanto una più o una di meno non guasta ... Un primo 'elemento incognita' che ho personalmente riscontrato è la ‘scelta’ dell’arma da parte di Sirhan Sirhan. E’ noto a tutti coloro che hanno una conoscenza anche superficiale di armi che la ‘calibro 22’ è quella di calibro più piccolo tra tutte le armi in circolazione e che per produrre la morte della vittima il proiettile deve raggiungere un punto assolutamente vitale… il che in pratica significa il cuore o il cervello. In quest’ultimo caso, data la limitata ‘capacità di penetrazione’ del proiettile, è necessario che il colpo sia esploso ’abbastanza da vicino’. E’ vero che uno dei ‘testimoni’ afferma di aver visto la guardia giurata della Ace Security sparare, che costui si trovava dietro la vittima e che tra i presenti [oltre ovviamente a Sirhan Sirhan…] è stato l’unico trovato in possesso di un’arma da fuoco. Dal momento però che l’arma in dotazione alla guardia giurata della Ace Security non era di calibro 22 bensì di calibro superiore e che nessun altro è stato trovato in possesso di armi fa fuoco se ne deduce che solo Sirhan Sirhan è stato in grado di sparare il colpo letale. Dai risultati dell’autopsia appare però ormai accertato definitivamente certo che il proiettile che ha leso il cervello di Robert Kennedy è stato sparato da dietro [o quanto meno di lato…], da una distanza non inferiore ad un pollice e non superiore a tre pollici, e con traiettoria dall’alto verso il basso… e quindi a sparare il colpo mortale non può essere stato Sirhan Sirhan. E’ chiaro che a questo punto è lecito porsi la seguente domanda: è possibile una ‘spiegazione convincente’ a tutto ciò?… Mettendo insieme i vari elementi a disposizione la ‘risposta’ al quesito [secondo me…] è: sì ma solo se si ipotizza l’uso di armi da fuoco ‘non convenzionali’. Proviamo per un momento [tutto ciò è ovviamente solo una ‘ipotesi’…] a supporre che l’arma da fuoco da cui è partito il ‘colpo di grazia’ che ha leso irreparabilmente il cervello di Robert Kennedy non sia del tipo ‘convenzionale’ e proviamo quindi a cercare di che tipo sia. Si da il caso che l’autore di queste righe possiede un esemplare dell’edizione dell’aprile 1966 del Department of the Army Techical Manual [una raccolta di manuali tecnici pubblicati trimestralmente dal Pentagono…] dal titolo Unconventional Warfare Devices and Techniques. Alla pagina 379 del manuale possiamo veder l’interessante arma mostrata nella figura che segue…




Come è evidente si tratta di una ‘penna spara-proiettili’, resa celebre dal film di James Bond Never say never again [Mai dire mai…]. Così apprendiamo, con non poca sorpresa in verità, che questo ‘giocattolo’ non è stato ideato né dal Secret Service, né dalla Cia e neanche dal Kgb, bensì dai guerriglieri Viet Cong, che hanno iniziato a farne uso a partire dal 1965. L’arma, la quale ha tutta l’apparenza di una comune penna stilografica, è in grado di sparare un singolo colpo calibro 22 una volta che si è svitato il cappuccio, dopo di che, riavvitando quest’ultimo, riassume il suo aspetto innocuo e può tranquillamente superare qualsiasi ‘normale perquisizione’. Leggiamo sul manuale le sue caratteristiche tecniche…

Descrizione: l’arma ha l’aspetto di una normale penna stilografica con chiusura a vite. Lunga cinque pollici [127 mm] e larga ½ pollice [12.7 mm], può sparare un singolo proiettile calibro 22. Il raggio d’azione dell’arma è limitato a 5 piedi [circa 1.5 m]. Per caricarla è sufficiente rimuovere il cappuccio e inserire la cartuccia. La molla del percussore viene compressa ruotando l’apposita chiave in avanti e a sinistra e posizionandola nell’anello di sicurezza. Quando la chiave è ruotata verso destra, la molla si rilascia azionando il percussore e il protettile viene sparato.

Commenti: non si conoscono gli esiti dei test ai quali l’arma è stato sottoposta. Il dispositivo sembra sia operativo.

Riferimenti: Report EODS-65-3 Viet Cong’s Explosive Ordinance Used in South Vietnam, U.S. Naval School, Explosive Ordinance Disposal, Jul 1965, page 1


In parole povere si tratta di un’arma in grado, tra le altre cose, di assestare il classico ‘colpo di grazia’ alla nuca del condannato in modo sicuro e pressoché ‘invisibile’. Dal momento che tale ‘giocattolo’ ha fatto la sua comparsa nel 1965, è del tutto verosimile che tre anni dopo oggetti simili e ancor più perfezionati siano entrati a far parte degli ‘accessori’ di normale dotazione nei servizi segreti più all’avanguardia del mondo, categoria della quale sospettiamo fortemente facesse parte allora e faccia parte anche oggi la ormai famosa ‘Organizzazione X’...

Una domanda per Massimo… e per tutti gli altri che ci seguono ovviamente: nell’ipotesi che per dare il ‘colpo di grazia’ a Robert Kennedy sia stato usato un ‘accessorio’ del tipo che vedete sopra, chi può essere il killer che ha agito?…

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
Pyter
Inviato: 18/6/2008 11:41  Aggiornato: 18/6/2008 14:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
E' secondo me lampante che il 1968 ha rappresentato una specie di spartiacque nel periodo storico che va dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.Dopo il 1945, per motivi che andrebbero indagati più a fondo, la società civile ha seguito un percorso che sembrava portare alla ricerca di cambiamenti radicali,che sfoceranno nei movimenti giovanili degli anni 60.Questi sono scoppiati con veemenza perchè le classi dominanti, intesa come classe dirigente mondiale, aveva cercato in tutti i modi di
mantenere il proprio potere, non accorgendosi o non rendendosi conto che certi cambiamenti erano indispensabili perchè andava creandosi una coscienza collettiva più libertaria e consapevole.Le pecore, in poche parole, minacciavano di uscire dal proprio recinto,diventato troppo piccolo, e alcune già lo avevano fatto.Personaggi come Kennedy e Martin Luther King si inseriscono in questo contesto,ma è difficile dire quanto di sincero c'è nelle loro parole e quanto di studiato,visto che i politici hanno dovuto adeguarsi alla direzione presa dalla società e non viceversa.
La storia che va dalla fine degli anni sessanta ad oggi ha seguito questo procedimento all'incontrario.Le classi dirigenti hanno cercato di mantenere il potere cercando di usare altri strumenti, appropriandosi dei mezzi di comunicazione, accucciandosi nell'ombra e manovrare le leve del comando
in modo meno vistoso e plateale.Gli ultimi 40 anni non sono altro che una lotta a 360 gradi per impedire il reale progresso sociale che stava nascendo, una lotta in cui sono stati usati tutte le armi possibili,propaganda, mimetizzazione di falsi comunisti all'interno di organizzazioni sindacali e giornalisti finto-marxisti usati come doppiogiochisti. Basterebbe solo considerare le frottole che ci sono state raccontate sul pericolo sovietico e le rivoluzioni comuniste, sulla propaganda asfissiante su Fidel Castro e i lager di Stalin, il continuo declassamento del 68, che viene quasi visto come una rivoluzione di condominio o comunque ridimensionata continuamente dai soliti revisionisti storici. Se pensiamo alle parole di Kennedy o a quelle di M.L.King, esse erano comunque "sentite" dalla gente che ascoltava i discorsi nelle piazze e questi personaggi non facevano altro che dire quello loro già pensavano.Se trasportate nel mondo di oggi esse sarebbero ancora più devastanti, ma sarebbero parole al vento perchè la platea ha un recinto più grande dove muoversi liberamente.

Edit-
Ho corretto l'ultima frase riportata male

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
skywalker
Inviato: 18/6/2008 11:58  Aggiornato: 18/6/2008 11:58
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/3/2006
Da: Cesena
Inviati: 231
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
lonewolf credo che grillo l'abbia copiato pari pari..

lui forse parlava di uova fatte dalle nostre galline "domestiche" o cose molto più terra terra rispetto ALL'ALLEGRIA DEI GIOCHI DEI NOSTRI FIGLI..

skywalker
Inviato: 18/6/2008 14:51  Aggiornato: 18/6/2008 14:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/3/2006
Da: Cesena
Inviati: 231
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
dove devo andare x comprare il dvd?

skywalker
Inviato: 18/6/2008 14:58  Aggiornato: 18/6/2008 14:58
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/3/2006
Da: Cesena
Inviati: 231
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
trovato e comprato

Luiggio
Inviato: 18/6/2008 15:51  Aggiornato: 18/6/2008 15:51
So tutto
Iscritto: 15/4/2008
Da:
Inviati: 22
 Re: "L'altra Dallas"
Io vivo molto vicino a Taormina!
Sarai presente al festival?

Redazione
Inviato: 18/6/2008 21:55  Aggiornato: 18/6/2008 21:55
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: "L'altra Dallas"
Sarai presente al festival?

Purtroppo no, vivo troppo lontano. Sarò però collegato in video-conferenza, per un dibattito sul nuovo cinema fatto da Internet.

NE3RO
Inviato: 20/1/2009 16:01  Aggiornato: 20/1/2009 16:01
So tutto
Iscritto: 20/1/2009
Da:
Inviati: 1
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
Credo fermamente che l'ipotesi finale che emerge dalla visione del film, cioè quella dell'assassino in "trance" corrisponda alla realtà.
Consiglio a tutti la lettura di "Trance formation of America" (scaricabile in inglese su Scribd, o acquistabile in Rete in versione italiana) di Cathy O'Brien e Mark Phillips, oppure il libro "Unshackled - A survivor's story of mind control" di Kathleen Sullivan, scaricabile a questo link http://d.scribd.com/docs/8z2wf7w2cwcg4g069hi.pdf (è in inglese però). Sono entrambi libri scritti da sopravvissuti ai programmi di controllo mentale della CIA. Preparatevi a leggere delle cose agghiaccianti, che vanno oltre ogni insana immaginazione. PS io sono stra-convinto che il contenuto di questi testi corrisponda al vero.

aotearoa
Inviato: 20/1/2009 19:03  Aggiornato: 20/1/2009 19:05
Ho qualche dubbio
Iscritto: 19/12/2007
Da: ogni dove
Inviati: 118
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
Autore: NE3RO Inviato: 20/1/2009 16:01:55[/color]Credo fermamente che l'ipotesi finale che emerge dalla visione del film, cioè quella dell'assassino in "trance" corrisponda alla realtà. Consiglio a tutti la lettura di "Trance formation of America" (scaricabile in inglese su Scribd, o acquistabile in Rete in versione italiana) di Cathy O'Brien e Mark Phillips, oppure il libro "Unshackled - A survivor's story of mind control" di Kathleen Sullivan, scaricabile a questo link http://d.scribd.com/docs/8z2wf7w2cwcg4g069hi.pdf (è in inglese però). Sono entrambi libri scritti da sopravvissuti ai programmi di controllo mentale della CIA. Preparatevi a leggere delle cose agghiaccianti, che vanno oltre ogni insana immaginazione. PS io sono stra-convinto che il contenuto di questi testi corrisponda al vero



Ho letto TranceFormation....... da incubo.

"Nessuno è così schiavo come chi crede falsamente di essere libero".
Johann Wolfgang v. Goethe
Vincent51
Inviato: 30/4/2012 14:03  Aggiornato: 30/4/2012 14:03
Mi sento vacillare
Iscritto: 29/7/2006
Da: Barcelona
Inviati: 326
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
pazzesco a volte, sembra di vivere davvero in un universo parallelo, dove le cose avvengono spostate nel tempo...

qui, e in altri luoghi all'apparenza "sotterranei" se ne parla da anni, letteralmente.
E oggi il ""giornalismo"" arriva "fresco fresco" a dirci che ci sono nuove "formidabili prove" e forse il processo sull'assassinio di RFK si potrebbe addirittura riaprire.... ehhhh che bravi, dai che ce la fateeee !!!

Chi ha ucciso Bob Kennedy? - CORRIERE.IT

Vincent51
Inviato: 1/5/2012 10:45  Aggiornato: 1/5/2012 10:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 29/7/2006
Da: Barcelona
Inviati: 326
 Re: "L'altra Dallas" (presentazione film)
Urca! E' successo di nuovo! Ma allora è vero...

Sembra che la testimonianza di Nina Rhodes-Hughes, che era nella cucina dell'Hotel Ambassador durante l'omicidio di RFK, stia avendo una certa eco...

Una testimone mette in dubbio la versione ufficiale dell'assassinio di Robert Kennedy - EL PAÍS.com (Spagnolo)


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