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news internazionali : Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Inviato da Redazione il 28/5/2008 2:30:00 (14419 letture)

Nella nostra società, il lavaggio collettivo della coscienza è un fenomeno tanto ricorrente quanto inevitabile: per ogni crimine che la società commette, in modo più o meno cosciente, c’è sempre un momento in cui la Storia ritorna per presentare il conto. E per quanto lo si sia riuscito a negare inizialmente, prima o poi quel crimine deve essere riconosciuto da tutti come tale, se lo si vuole davvero superare e mettere per sempre alle spalle.

Il problema sorge nel momento in cui, invece di affrontare, rivalutare, ed eventualmente espiare quella colpa con i giusti parametri, si crede di liberarsene con un semplice discorso di circostanza, un’anonima cerimonia cittadina, o al massimo la costruzione di un qualche monumento “alla memoria” delle vittime.

E purtroppo, nel mondo dell’informazione rapida e globale, questo accade sempre più spesso: è appena successo con Ratzinger, che ha creduto di liberarsi dei fantasmi della pedofilia clericale accennandovi – in modo nemmeno tanto contrito, oltretutto - nel suo recente viaggio in USA, ed è successo ieri con la Germania, che evidentemente si è illusa di cancellare la macchia di certe persecuzioni naziste con un “monumento in onore delle migliaia di omosessuali perseguitati dai nazisti fra il 1933 e il 1945”.

Naturalmente questa operazione solleva più problemi di quanti ne volesse mai risolvere. Prima di tutto, non si comprende perchè vada onorata la memoria degli omosessuali perseguitati e uccisi durante il nazismo ma non, ad esempio, quella dei Rom che fecero la stessa fine ...

... sotto lo stesso regime.

Il fatto poi che l’operazione sia stata sponsorizzata dal sindaco gay di Berlino, Klaus Wowereit, ne riduce ulteriormente la valenza storica. (Se per caso non fosse stato gay, il "pentimento" non ci sarebbe stato?)

A rendere ancora più risibile l’intera operazione, ci viene spiegato che “il memoriale consiste di un monumento di cemento [nella foto del titolo], con una finestra da cui si possono vedere due uomini che si baciano”.

Ovvero, si vorrebbe riconoscere l’ingiustizia con cui è stato negato agli omosessuali il diritto di comportarsi come credono, amandosi apertamente fra di loro, ma invece di mostrarli nel farlo finalmente in modo aperto e legittimo, li si può vedere solo “attraverso una finestra” che ricorda fin troppo da vicino quelle dei Sex-Shop del Quartiere a Luci Rosse di Amburgo.

Roba da prendere in mano il dizionario e riscrivere daccapo la definizione di “ipocrisia”.

Forse coscienti, loro stesse, della inadeguatezza del gesto, le autorità tedesche si sono premurate di far sapere che “il monumento è costato ben 600.000 Euro”. Peggio la toppa del buso, quindi, nuovamente: visto che gli omosessuali perseguitati o uccisi dal nazismo sono stati circa 55.000, fanno poco più di 10 euro per ogni omosessuale. Non era meglio insultarli direttamente uno per uno, a questo punto?

E poi, quanto ci vorrà prima che qualcuno si domandi quanti soldi hanno ricevuto mediamente gli ebrei, come risarcimento per i danni subiti durante il nazismo? E che cosa diranno invece i Rom, quando magari un giorno si vedessero “onorati” con un monumento che li valuta solo 5 euro ciascuno?

E’ chiaro che nel momento stesso in cui si mette una qualunque somma di denaro, non importa se grande o piccola, al posto del vero processo di catarsi collettiva, si introduce una graduatoria fra le minoranze che paradossalmente finirà per replicare, nel tempo, le stesse differenze che già costarono loro le persecuzioni in primo luogo.

Tutto questo per non parlare della cosiddetta “Pink Swastika”, ovvero del fatto che il nazismo stesso ebbe origine nel noto gruppo di omosessuali di Monaco che frequentavano il Bratwurstgloeckl, il gay bar fra cui si notavano già da allora personaggi come Adolf Hitler, Ernst Roehm, Rudolf Hess, Joseph Goebbles ed Hermann Goering. Ma questo naturalmente è un altro discorso ancora.

Massimo Mazzucco

Fonte BBC

Il libro completo “The Pink Swastika”

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Autore Albero
Tiferet
Inviato: 28/5/2008 4:05  Aggiornato: 28/5/2008 8:38
So tutto
Iscritto: 16/4/2006
Da: Boston
Inviati: 3
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Caro Massimo,
spero tu ti renda conto della totale mancanza di sostanza del libro a cui fai riferimento.

Il libro e' un ben noto prodotto di ambienti della destra (religiosa) americana e si spinge ad indicare Platone come il fondamento, la sorgente del Male da cui il nazismo e' scaturito (se non altro perche' Platone lega l' accettazione dell' omosessualita' alla democrazia nel Simposio: "Ovunque è stabilito che è riprovevole essere coinvolti in una relazione omosessuale (letteralmente: «Soddisfare gli amanti, charizesthai herastais») ciò è dovuto a difetto dei legislatori, al dispotismo da parte dei governanti, a viltà da parte dei governati" (Simposio, 182 d).

Per quanto riguarda Hitler, e' noto che egli abbia avuto anche relazioni sessuali (piuttosto depravate) con donne, come Eva Braun, per cui se si vuole essere precisi, si deve parlare al piu' di un bisessuale.

Che all' interno del fenomeno del militarismo si sviluppino sentimenti/tendenze omosessuali questo e' ben noto, ma questo non significa che l' omosessualita' sia sovrapponibile a questi fenomeni. Purtroppo per noi moderni l' omosessualita' si ipostatizza nel mero atto sessuale; nell´antichità invece
l´omosessualità non era un problema, perché l´attenzione non era rivolta all´atto sessuale, ma
all´amore tra persone (charizesthai herastais) che poteva trascendere il sesso, perché capace di includere dimensioni culturali, spirituali ed estetiche. Nel caso di Hitler e dei suoi "amichetti" penso saremo d' accordo che di amore non si puo' parlare.

Questa era la ragione per cui il legislatore attico Solone considerava l´erotismo omosessuale troppo elevato per gli schiavi, ai quali, per questo, andava proibito. Lo stesso motivo ritorna nella letteratura islamica sufi dove la relazione omosessuale è assunta come metafora della relazione spirituale tra uomo e Dio.


Per quanto riguarda i rom hai perfettamente ragione... permettimi pero' di osservare questo:
almeno se nasci rom, negro o ebreo non devi fare la fatica di dirlo ai tuoi genitori...

"Palermo, accoltella il figlio perché gay
Era troppa la vergogna di sopportare un figlio gay, inaccettabile il disonore. Per questo un uomo di 53 anni, pregiudicato, ha aggredito suo figlio 18enne, colpendolo prima a pugni e poi ferendolo al braccio e alla mano destra con un coltello da cucina."... ti assicuro, per esperienza che quando a tentare di ucciderti sono i tuoi genitori fa tutto un altro effetto!


Nec ridere, nec lugere, neque detestari, sed intelligere.
B. Spinoza
Red_Knight
Inviato: 28/5/2008 4:12  Aggiornato: 28/5/2008 8:36
Sono certo di non sapere
Iscritto: 31/10/2005
Da:
Inviati: 3121
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Sono molto ignorante sui fattacci privati di Adolf. Ma era omosessuale davvero? Cioè, chi lo dice? Datemi gossip!

Redazione
Inviato: 28/5/2008 5:56  Aggiornato: 28/5/2008 8:37
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
TIFERET: “spero tu ti renda conto della totale mancanza di sostanza del libro a cui fai riferimento”.

Assolutamente no. Anzi, quando lo lessi lo trovai pieno di validi riferimenti e sostanzialmente credibile (altrimenti non l’avrei citato). Ma se vuoi passarmi dei link in proposito, non ho nessun problema a riesaminare la faccenda.

Peraltro, ricordo che non sostenesse affatto la completa omosessualità di Hitler, e i suoi rapporti con donne mi sembrano facilmente dimostrabili.

Poi, se si vuole dissertare sulle diverse “colorazioni” all’interno dell’universo gay, va benissimo; ma trovo comunque ironico che della gente del genere abbia finito per mettere al bando proprio gli omosessuali.

Io_sono
Inviato: 28/5/2008 9:13  Aggiornato: 28/5/2008 9:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 16/4/2008
Da: Nürnberg
Inviati: 373
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
x Red Knight:

Hitler non era gay ma quantomeno bisessuale. E in generale nel corpo delle S.A. di Röhm gli omosessuali erano molti e le pratiche omosessuali erano normali. Tanto che ho letto che Hitler fece uccidere Röhm e altri capi delle SA anche per questo motivo. Non voleva infatti che "sporcassero" il nome della razza ariana pura con pratiche considerate da "depravati e invertiti"... C´era ovviamente anche una ragione politica ben più profonda, ovvero la paura di un colpo di stato ai suoi danni (all´epoca le SA erano ancora più forti e numerose delle SS e costituivano di fatto un esercito parallelo a quello regolare).
Tra l´altro ho letto che proprio nella "Notte dei lunghi coltelli" ( se nn sbaglio era quella) quando Hitler andò di persona all´hotel dove alloggiavano Röhm e i capi delle SA per ucciderli, lo stesso Röhm fu colto in flagrante con un suo giovane.
Ma magari questa è solo una leggenda.

snoopy
Inviato: 28/5/2008 10:57  Aggiornato: 28/5/2008 10:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/6/2006
Da: phuket - thailandia
Inviati: 106
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
no , non e' leggenda , hai visto giusto " io_sono " !


ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti ...
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

P.P. Pasolini

http://www.corriere.it/speciali/pasolini/ioso.html
Pausania
Inviato: 28/5/2008 11:06  Aggiornato: 28/5/2008 11:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Il nucleo fondante delle SA della prima ora era noto per essere non solo omosessuale, ma particolarmente depravato e amante dei giovinetti, oltre ad essere anche dei criminali comuni.

Era un fatto noto e conosciuto già allora.

Il fatto dell'hotel è vero e confermato, anche se c'è da dire che queste persone non vennero eliminate perché omosessuali, ma perché non erano più utili agli scopi di Hitler.

Io_sono
Inviato: 28/5/2008 11:47  Aggiornato: 28/5/2008 11:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 16/4/2008
Da: Nürnberg
Inviati: 373
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Si, si Pausania, anche io sapevo che le ragioni erano politiche più che non altro.
Di fatto l´ho anche scritto nel post precedente.

edo
Inviato: 28/5/2008 12:23  Aggiornato: 28/5/2008 12:25
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Colpisce il riferimento a "qualche migliaio", sembra fondamentale ogni volta che si parla di nazismo e campi di sterminio, precisare che ci sia un gruppo di uccisi "minore" ed uno "maggiore".
Stabilire delle gerarchie è fondamentale se vogliamo che a governarci sia la logica gerarchica e niente quanto il "numero" è così profondamente gerarchico e implicitamente rafforzativo di questa idea; mentre paradossalmente, niente come la morte è così altrettanto fortemente "egualitario".
Se avesse senso, ci si potrebbe chiedere se e in che modo siano stati considerati i gay-ebrei morti nelle stesse circostanze.

harvey
Inviato: 28/5/2008 12:45  Aggiornato: 28/5/2008 12:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/4/2008
Da:
Inviati: 339
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Un monumento è solo un monumento, non un risarcimento.
E' assurdo valutare l'adeguatezza di un monumento commemorativo in base al suo costo.

audisio
Inviato: 28/5/2008 16:44  Aggiornato: 28/5/2008 16:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 29/4/2008
Da:
Inviati: 3471
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Citazione
Stabilire delle gerarchie è fondamentale se vogliamo che a governarci sia la logica gerarchica e niente quanto il "numero" è così profondamente gerarchico e implicitamente rafforzativo di questa idea; mentre paradossalmente, niente come la morte è così altrettanto fortemente "egualitario".
-----------------------------------------------------------------------

Bè, se fosse il numero a guidare le riflessioni storiche sui campi
di sterminio nazisti e non altre logiche, si sarebbe da tempo evidenziato
che, in termini percentuali, le vittime maggiori furono i rom e, in
subordine, i comunisti che, da partito fortissimo e con un gran numero
di consensi elettorali, fu praticamente decimato.
D'altronde, ecco quali erano stati i risultati delle elezioni del 15 marzo
1933 e come Hitler ottiene la maggioranza assoluta con un espediente
(che mi ricorda le performances recenti di Uolter Veltroni), ossia
dichiarando fuorilegge e, dunque, cancellando dal Parlamento il PC
tedesco e abbassando in questo modo il quorum per far passare le leggi
naziste:

Le elezioni del 15 marzo 1933
Con una propaganda martellante attuata soprattutto attraverso la radio Goebbels cerca di convincere la popolazione che le misure usate per soffocare ogni dissenso nei confronti del nazismo sono state necessarie per impedire ai comunisti e ai loro "alleati marxisti" (i socialdemocratici) di portare a compimento il colpo di stato avviato con l'incendio al Reichstag. La teoria è ribadita sui giornali nazisti, i soli presenti nelle edicole, e sui manifesti che tappezzano i muri di città e villaggi. Intanto Goering fa presidiare strade e piazze dalla polizia ausiliaria: il terrore riduce al silenzio chi non condivide le teorie naziste.
Hitler ha voluto le elezioni convinto di ottenere la maggioranza assoluta e, con questa, il potere totale, ma i risultati lo deludono profondamente: il partito ottiene il 43,9%, la maggioranza relativa: il 56,1% dei tedeschi gli ha votato contro, i comunisti hanno ottenuto 81 seggi e i socialdemocratici 120. Gli altri presenti in parlamento sono i cattolici (due partiti, per un totale di 92 seggi), i nazional-tedeschi (52), i democratici (5) e i populisti (2).
Avvalendosi dei poteri che gli ha concesso Hindenburg sottoscrivendo la legge del 28 febbraio, Hitler scioglie il partito comunista e ne annulla la rappresentanza parlamentare, riducendo così il numero dei seggi del Reichstag a 559: con i suoi 288 seggi il partito nazista ha dunque la maggioranza assoluta. Goering è rieletto presidente del Reichstag ed è nominato presidente del consiglio, Goebbels è ministro della propaganda del Reich.
Esecutivo, esercito, economia (anche il presidente della banca centrale, Hjalmar Schacht, ha aderito al nazismo): mancano ormai solo i poteri interdipendenti .

audisio
Inviato: 28/5/2008 16:51  Aggiornato: 28/5/2008 16:51
Sono certo di non sapere
Iscritto: 29/4/2008
Da:
Inviati: 3471
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Per chiarire meglio:
Nelle ultime elezioni del Reichstag della Repubblica di Weimar, il 6 novembre 1932, i nazionalsocialisti avevavano perso due milioni di voti rispetto alle elezioni del 31 luglio 1932, mentre i comunisti avevano guadagnato 600.000 voti, raggiungendo il magico numero di 100 mandati al Reichstag GRAZIE AL 24% OTTENUTO. Il successo del partito comunista (KPD) alimentò il timore di una guerra civile e questo timore divenne il più potente alleato di Hitler, soprattutto tra le autorevoli classi alte conservatrici. Dovette alla loro intercessione presso Hindenburg se il 30 gennaio 1933 il Presidente del Reich lo nominò Cancelliere del Reich al vertice di un gabinetto prevalentemente conservatore.

uhura
Inviato: 28/5/2008 18:13  Aggiornato: 29/5/2008 9:36
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/5/2008
Da:
Inviati: 133
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Con troppa facilità si erigono monumenti “alla memoria” o “per non dimenticare” quando non solo non c’è stata catarsi ma nemmeno elaborazione. Soprattutto, mi sembra ancora più stonato erigere monumenti del genere che dovrebbero significare superamento e riappacificazione quando è propria dei nostri tempi una recrudescenza di fenomeni quali razzismo, omofobia e xenofobia sui quali quale occorre molto riflettere e che dimostrano che certi sentimenti non sono affatto sopiti. Si vuole forzatamente riconciliare ciò che non è stato affatto superato e che alligna indisturbato fra le pieghe della società.
Per non parlare del buon gusto mostrato dal Governo tedesco nel rendere nota la cifra spesa per la realizzazione di quel capolavoro di sensibilità artistica (un monumento di cemento con una finestra: che fantasia!) che ricorda tanto la cella di una prigione. Almeno a me ha fatto quest’effetto.
Più che erigere monumenti che lasciano il tempo che trovano sarebbe forse opportuno utilizzare quei soldi per formare e informare (o come si dice oggi sensibilizzare) i ragazzi delle scuole medie e superiori (forse anche gli atenei, sarebbe il caso) organizzando incontri e promuovendo dibattiti, perché il seme delle nuove intolleranze è stato piantato e germoglia fecondo proprio lì. Lasciamo perdere le celebrazioni fanfarone e pensiamo a come arginare questo fenomeno spaventoso dell’intolleranza che se la ride delle targhe e delle cerimonie. Verrà il tempo in cui potremo davvero erigere un monumento che onori e compianga tutti gli emarginati e i perseguati appartenenti ad ogni minoranza sparsa sulla terra ma lo si potrà fare solo dopo un autentico processo di catarsi collettiva. Farlo prima e con certe modalità suona davvero ipocrita e offensivo.

Si è vociferato a lungo sull’omosessualità di Hitler e guardando le immagini dei documentari che lo vedono presenziare a comizi e cerimonie pubbliche l’intera coreografia dei suoi movimenti e la scelta non causale di un corredo lessicale “duro” sembrano appositamente studiati non solo per sostenere e perorare un regime che della “forza” ha fatto il suo leitmotiv ma per suggerire un’ immagine di sè di indiscussa virilità. Ci teneva molto ad apparire “Uomo”. Nulla di più lontano dal vero probabilmente.
E si è accanito così contro gli omosessuali forse sarò stato non solo e non tanto in quanto rappresentavano una minoranza in qualche modo dannosa (anche se nell’economia del regime sarebbe stato difficile giustificarne la “tolleranza” ) ma forse proprio perché, avendo un vissuto omosessuale non risolto, gli ricordavano di continuo chi fosse in realtà.

Michela

L'ingegno di un uomo si giudica meglio dalle sue domande che dalle sue risposte.

Duca di Lévis
audisio
Inviato: 28/5/2008 18:19  Aggiornato: 28/5/2008 18:19
Sono certo di non sapere
Iscritto: 29/4/2008
Da:
Inviati: 3471
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Michela, tra l'altro la cosa farebbe il paio con le voci che
vogliono Hitler figlio illegittimo di un Rotschild.
Da qui, un rapporto travagliato con un padre e l'essere costui
ebreo, sarebbero alla base del suo odio sia verso gli omosessuali
(il rifiuto e allo stesso tempo il desiderio del padre) che verso
gli ebrei.

audisio
Inviato: 28/5/2008 18:21  Aggiornato: 28/5/2008 18:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 29/4/2008
Da:
Inviati: 3471
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Mi scuso per l'italiano allucinante.
A volte scrivere di getto gioca brutti scherzi.

Pausania
Inviato: 28/5/2008 18:37  Aggiornato: 28/5/2008 18:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Citazione:
. Verrà il tempo in cui potremo davvero erigere un monumento che onori e compianga tutti gli emarginati e i perseguati appartenenti ad ogni minoranza sparsa sulla terra ma lo si potrà fare solo dopo un autentico processo di catarsi collettiva.

Trovo particolarmente triste che non ci si renda conto delle conseguenze di quello che si dice: per criticare il nazismo si chiede la catarsi collettiva, cioà esattamente quello che era l'essenza del nazismo. "Il bene comune sopra il bene individuale", il considerare il singolo un elemento sacrificabile per il tutto (ecco quindi che l'omosessuale è sacrificabile perché inutile agli scopi della comunità), le adunate di Norimberga, il militarismo, le parate, i grandiosi apparati scenografici.

Tutto l'apparato propagandistico nazista era una enorme "catarsi collettiva", però mi si prospetta come soluzione un ulteriore collettivismo catartico, col quale si dovrebbe combattere il collettivismo catartico.

Annamo bene

marco555
Inviato: 28/5/2008 19:17  Aggiornato: 28/5/2008 19:17
Ho qualche dubbio
Iscritto: 15/5/2008
Da:
Inviati: 146
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Un monumento non viene eretto tanto per riappacificare o riconciliare, quanto per ricordare.

E non credo che sia stato detto quanto esso sia costato per "misurare" il grado di pentimento..è un discorso ridicolo.

Il valore di una vita umana non si misura da quanto è costato il monumento..

Pyter
Inviato: 28/5/2008 19:34  Aggiornato: 28/5/2008 19:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
marco555:
Un monumento non viene eretto tanto per riappacificare o riconciliare, quanto per ricordare.

Giusta precisazione.
Il fatto che la storia venga "ricordata" in modo parziale o distorto può dipendere quindi da un aumento costante nel tempo dei casi di diabete.

Sarebbe ora di erigere un monumento che ci ricordi che dobbiamo ricordare.
Proporrei un monumento tutto nero in cemento all'uranio impoverito, con una finestra e dentro Retequattro sempre accesa.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
uhura
Inviato: 28/5/2008 20:38  Aggiornato: 28/5/2008 21:32
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/5/2008
Da:
Inviati: 133
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Citazione:
Trovo particolarmente triste che non ci si renda conto delle conseguenze di quello che si dice: per criticare il nazismo si chiede la catarsi collettiva, cioè esattamente quello che era l'essenza del nazismo.




Cos'è la catarsi collettiva? Io la intendo come un processo di rigenerazione, purificazione se vuoi, che deve passare attraverso una meditata presa di coscienza.
Ma da quando i nazisti avevano la prerogativa della catarsi e l'uso del termine è univoco, con una sola accezione? E quale accezione, di grazia?
Il vocabolario mi suggerisce che la catarsi in psicoanalisi è la liberazione da tensioni psicologiche attraverso la rievocazione degli eventi che le hanno causate. Quando sento pronunciare il termine catarsi non mi viene in mente il nazismo. Mi viene in mente Aristotele, la tragedia greca, la psicoanalisi. Ho usato il termine facendo riferimento a quest'ultima.
L'essenza del nazismo una catarsi? L'essenza del nazismo è il male allo stato puro. La crudeltà lucida, il trionfo del sadismo.La pianificazione della distruzione. Dicevano di voler purificare la società? Pure Bush dice di voler esportare la democrazia.
Vogliamo cambiare termine, così capisci meglio? Presa di coscienza collettiva seguita da superamento del trauma e riconciliazione col proprio passato. Espiazione della colpa. Pentimento profondo e redenzione (in senso acattolico).
Caro Pausania, io mi rendo perfettamente conto di quello che dico. E ribadisco che una presa di coscienza collettiva , ma seria, forse sarebbe davvero migliore di un monumentino grigio topo in stile minimalista con due omosessuali carcerati dentro.

Annamo male.

Michela

L'ingegno di un uomo si giudica meglio dalle sue domande che dalle sue risposte.

Duca di Lévis
Pausania
Inviato: 28/5/2008 23:05  Aggiornato: 28/5/2008 23:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Citazione:
Ma da quando i nazisti avevano la prerogativa della catarsi e l'uso del termine è univoco, con una sola accezione? E quale accezione, di grazia?

Le enormi adunate, le folle oceaniche, la sceneggiatura accuratamente predisposta, la recita che il capopopolo metteva in scena di fronte agli spettatori/cittadini erano uno spettacolo volto a convogliare i sentimenti delle persone, a scuoterli nel profondo, ad ammaliarli.

Hitler sapeva che in questo spettacolo grandioso il popolo convogliava le proprie energie, che lui sapientemente sfruttava. Tirava fuori tutte le paure e i timori del popolo e li canalizzava contro il capro espiatorio, il giudaismo bolscevico internazionale; creava il nemico che alla fine, nella rappresentazione, veniva sconfitto dall'eroe, il Nazionalsocialismo.

In questo processo avviene esattamente un "catarsi collettiva", grazie alla quale il cittadino, la singola persona, prima diventa parte di un massa unica e poi si libera di ogni male scaricandolo sul nemico designato, mondandosi del proprio male.


Citazione:
Il vocabolario mi suggerisce che la catarsi in psicoanalisi è la liberazione da tensioni psicologiche attraverso la rievocazione degli eventi che le hanno causate.

E cosa succedeva nelle adunate di Norimberga? Si rievocavano gli eventi che hanno causato le tensioni, cioè la distruzione della Germania da parte dell'ebraismo mondiale, e attraverso questa rievocazione il popolo si liberava di quelle tensioni medesime.


Citazione:
Quando sento pronunciare il termine catarsi non mi viene in mente il nazismo.

Nemmeno a me, ma quando mi parli di "catarsi collettiva" sì.


Citazione:
L'essenza del nazismo è il male allo stato puro. La crudeltà lucida, il trionfo del sadismo.La pianificazione della distruzione.

E non ci sono più le mezze stagioni, non si sa come vestirsi e di questo passo dove andremo a finire, signora mia?


Citazione:
Presa di coscienza collettiva seguita da superamento del trauma e riconciliazione col proprio passato.

Esattamente quello che succedeva a Norimberga.

Santaruina
Inviato: 28/5/2008 23:09  Aggiornato: 28/5/2008 23:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
non esistono colpe collettive.

così come le colpe dei padri non ricadono sui figli.

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
edo
Inviato: 28/5/2008 23:27  Aggiornato: 28/5/2008 23:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Pyter: Il fatto che la storia venga "ricordata" in modo parziale o distorto può dipendere quindi da un aumento costante nel tempo dei casi di diabete.

Sarebbe ora di erigere un monumento che ci ricordi che dobbiamo ricordare.
Proporrei un monumento tutto nero in cemento all'uranio impoverito, con una finestra e dentro Retequattro sempre accesa.

Grandioso!

uhura
Inviato: 28/5/2008 23:28  Aggiornato: 29/5/2008 9:38
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/5/2008
Da:
Inviati: 133
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
L'essenza del nazismo è il male allo stato puro. La crudeltà lucida, il trionfo del sadismo.La pianificazione della distruzione.

Citazione:

E non ci sono più le mezze stagioni, non si sa come vestirsi e di questo passo dove andremo a finire, signora mia?

Lo sai qual'è la cosa più triste? Che un'affermazione che può suonare banale e retorica può racchiudere una mostruosa verità.

Signore mio, l'essenza del nazismo è il male allo stato puro. E' il mio mediocre pensierino della sera. Adesso scusami, dopo le mie elucubrazioni piccolo borghesi vado serenamente a tirare fuori i panni dalla lavatrice. Però ho deciso di non stenderli in giardino, faceva caldissimo oggi pomeriggio ma adesso sta per piovere. Cavolo, non esiste più la mezza stagione!!!

L'ingegno di un uomo si giudica meglio dalle sue domande che dalle sue risposte.

Duca di Lévis
winston
Inviato: 29/5/2008 0:16  Aggiornato: 29/5/2008 8:44
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/10/2005
Da: Eurasia
Inviati: 392
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
"il lavaggio collettivo della coscienza è un fenomeno tanto ricorrente (.)
(.) c’è sempre un momento in cui la Storia ritorna per presentare il conto."


La lavanderia è industriale: la coscienza ed il cervello come zozzura di bordello.
Il trattamento non è nuovo: già i romani usavano il piscio, ma -vuoi mettere- nel presente.., con la liscivia smoderata si fà oltremodo più efficiente.

Poco importa se il tessuto si rovina: pur chi fa scrupolo, anche massimo, per un bucato a mano, poi non rinuncia alla varechina: dall’america il modello, USA & getto resta il concetto.

La Storia aspetta: in vece del conto si segnano storiE sul libretto...
Per pagare, chissà.., magari a babbo morto.

Quanto a zingari & sodomiti uccisi, essendo la discussione del dogma (6milioni) legalmente preclusa, è inutile farne chiosa. Chi col genere si sente solidale e afflitto, non dovrebbe eludere il contesto:

-in GB fino al 1861 = morte! Poi, fino 1967, per gli adescamenti anche solo tentati 2 anni di lavori forzati ,
-similmente USAvano i cugini nei 50 stati, variamente incasinati.
-in USSR, 1934 >1961: definita feccia indegna(§4) : 8 anni 'n gulag per la categoria.

Sempre in contesto, ci si renda edotti con un Solgenitsin -fra i tanti - e i milioni esponenziali tanto per le proporzioni.
E non da meno, per omaggiare giustizia si butti l’occhio al re-cord dei campioni.

Quanto al monumento... “arte per la vita” o “arte per l’arte” è una vecchia questione: ogni tema merita più di una interpretazione. Sensibile alle istanze di chi per l’altra sponda rivendica “il diritto di comportarsi come credono, amandosi apertamente fra di loro” l’artista attento al politicamente corretto del mo(nu)mento per rimediare al guaio lancia la sua proposta di cippo al tristo gayo: dall’ homonument triangolo moderno alla più classica posizione.

Pinkswastica(sic) come fonte storica (riportato come da co-assiduo del bar-gayo) si direbbe tanto attendibile come certa tradizione orale, o come “la pantera rosa” quale indagine di cronaca. Se questo è l’andazzo, allora si dia credito anche a David Ike & rettiliani: meritoriamente portano la stessa acqua al mulino della “cospirazione”.

"Chi controlla il presente controlla il passato, chi controlla il passato controlla il futuro" Orwell, 1984
trotzkij
Inviato: 31/5/2008 12:41  Aggiornato: 31/5/2008 12:43
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Nella Germania guglielmina, militarismo e omosessualità andavano a braccetto. Agli inizi del '900, un generale morì in tutù, in mezzo ai suoi 'commilitoni'. Almeno a quanto ho potuto leggere in una biografia dei Krupp.
L'omosessualità era diffusa, praticata e accettata (e non era mica considerata una pratica spirituale e casta, come suggerisce qualcuno, tutt'altro!)
Roehm era notoriamente, nel suo ambiente, conosciuto per quel che era; fatto sta che doveva essere liquidato non perchè 'gaio', ma perchè così volevano gli junker, i generali, i magnati dell'industria e delle banche, e le banche internazionali angloamericane; che dopo anni di rifuti, concedettero crediti e prestiti a Hitler, subito dopo la sua elezione.
Condizione per questi sostegni: eliminazione del KPD, in continua ascesa (18% dei voti nel novembre 1932) e emarginazione delle correnti di 'sinistra' del NSDAP o della sinistra nazionalista (Fratelli Strasser, tendenze 'nazionalbolsceviche', lo stesso Roehm). Difatti le SA erano costituite da piccoli borghesi, operai, disoccupati, ecc. Tutta gente che voleva una sistemazione (garanzie sociali, protezionismo, investimenti nell'industria leggera, controllo delle banche, sostituzione dell'esercito con le milizie di partito), e tutto ciò avrebbe portato a creare uno stato a tutt'altro dedito, che non alle avventure belliche.
Ma la guerra produce affari e viceversa, l'investimento nell'industria pesante permetteva di assorbire rapidamente maggiori quote di disoccupati (keynesimo militare) e faceva contenti i magnati industrial-bancari che vedevano profilarsi copiosi profitti.
Perciò, oggi difficilmente vedremo monumenti dedicati a operai, comunisti, e zingari vitttime del nazismo, poco politically correct, e più facilmente monumenti, assai più politically correct, dedicati a israeliti e omosessuali... in questi due casi, i ricchi abbondano...

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono
Linucs
Inviato: 31/5/2008 13:46  Aggiornato: 31/5/2008 13:46
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: Gay e nazismo: il monumento all'ipocrisia
Mi sfugge il motivo per cui vengono tolte risorse allo strato più povero della popolazione tedesca (migranti innanzitutto, sia chiaro!) per gettare nel cesso altro denaro in opere demenziali che non interessano a nessuno.

Né comprendo in che modo il commesso ventenne nell'ultimo negozio del vicolo debba sentirsi "responsabile" in alcun modo.

Mi pare il solito stivale da leccare sborsando soldi rubati, solo che qualcuno è più intelligente e si fa regalare il sommergibile, mentre altri sono più stupidi e si accontentano di questa grottesca patacca. Ma i più stupidi di tutti sono quelli che pagano per leccare a turno lo stivale della minoranza più quotata, perché dall'alto dei loro 20, 30, 40 anni si sentono "colpevoli".

Difficilmente l'essere richiamati quotidianamente a "pentirsi" porterà una maggiore coesione sociale ed una convivenza più pacifica: al massimo inizieranno ad "odiare i froci" nel segreto della loro cameretta, così poi ci potremo stupire per "l'improvvisa esplosione di violenza che non sappiamo spiegare in alcun modo".


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