Informazioni sul sito
Se vuoi aiutare LUOGOCOMUNE

HOMEPAGE
INFORMAZIONI
SUL SITO
MAPPA DEL SITO

SITE INFO

SEZIONE
11 Settembre
Questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego.
 American Moon

Il nuovo documentario
di Massimo Mazzucco
 Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!
 Menu principale
 Cerca nel sito

Ricerca avanzata

TUTTI I DVD DI LUOGOCOMUNE IN OFFERTA SPECIALE


terrorismo : Indagine sul caso Moro
Inviato da Redazione il 26/3/2008 7:40:00 (59607 letture)

In occasione del trentennale del sequestro Moro, proponiamo agli utenti che conoscono l’argomento di dare il proprio contributo a un specie di “indagine collettiva”, riassumendo i fatti noti e supportandoli, ovunque possibile, con adeguati link.

Il suggerimento è di evitare ipotesi gratuite o “preconfezionate”, per arrivare invece ad un elenco completo dei dati fissi e verificabili che abbiamo a disposizione: che cosa sappiamo, di certo, che ci può aiutare a fare luce su quella vicenda? Che cosa possiamo dedurre, dai risultati della Commissione Pellegrino? Che cosa hanno dichiarato la moglie e il figlio di Moro? Quali sono le “coincidenze” che rischiano di non essere state tali? Che cosa possiamo dire, di certo, delle “Brigate Rosse”, e quali sono invece le contraddizioni nel loro percorso storico? Quali sono le testimonianze affidabili, sulle quali fare perno per ricostruire la verità? Eccetera...

Cerchiamo prima di costruire una mappa con dei paletti fissi, e a quel punto vedremo quali e quante ipotesi sarà possibili formulare.

.

Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - OK Notizie


Altre news
28/11/2015 10:00:00 - Il nuovo sito è pronto
26/11/2015 19:40:00 - Fulvio Grimaldi a Matrix
24/11/2015 11:00:00 - Caccia russo abbattuto dai turchi
22/11/2015 20:20:00 - Ken O'Keefe: "ISIS = Israeli Secret Intelligence Service"
21/11/2015 21:00:00 - L'uomo che uccise Kennedy
19/11/2015 19:00:00 - La solitudine
18/11/2015 21:21:31 - Vladimir Putin - conferenza stampa al summit del G20
17/11/2015 13:50:00 - Dopo Parigi
15/11/2015 22:30:00 - Commenti liberi
14/11/2015 9:40:00 - À la guerre comme à la guerre
13/11/2015 23:00:00 - Nuovi attentati a Parigi
11/11/2015 19:50:00 - Atleti russi dopati, brutti e cattivi
10/11/2015 19:30:00 - Fini, Grillo, Travaglio - e il giornalismo che non fa i conti con sé stesso
9/11/2015 18:30:00 - "Bag it!" Documentario (Ita)
8/11/2015 9:09:03 - Commenti liberi

I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Redazione
Inviato: 26/3/2008 7:43  Aggiornato: 26/3/2008 7:44
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Indagine sul caso Moro
Se possibile, per facilitare la rilettura rapida dei dati disponibili propongo, dove possibile, di adottare questa formula:

FATTO: L’ex-vicepresidente del CSM, Giovanni Galloni, ha dichiarato in un’intervista TV che poco prima del rapimento lo stesso Moro gli aveva confidato “di avere per certo che le BR sono state infiltrate dai servizi americani e israeliani”. Nella stessa intervista Galloni dichiara anche che non sempre la CIA teneva informati i corrispettivi italiani delle loro attività sul nostro territorio. (LINK)

FATTO: La Commissione Pellegrino ha accertato che i presunti rapitori di Moro non avevano nessuna esperienza con le armi da fuoco, ed erano stati al Poligono di Tiro soltanto un paio di volte in tutto. (LINK)

...

spettatore
Inviato: 26/3/2008 8:55  Aggiornato: 26/3/2008 8:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da:
Inviati: 883
 Re: Indagine sul caso Moro
Procurarsi il film "Piazza delle cinque lune" di Renzo Martinelli.
Si ribadisce l'eliminazione di Moro per la paventata apertura al PCI di allora, ma , per chi sa leggere, tra le sequenze del film ci sono parecchie "cosette" interessanti.
Da non perdere.


Lo spettatore

Citazione:
Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza.
ilberneri
Inviato: 26/3/2008 9:01  Aggiornato: 26/3/2008 9:01
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/3/2006
Da: Coimbra
Inviati: 238
 Re: Indagine sul caso Moro
vi segnalo che ieri su nessuno tv è andata in onda una interessantissima trasmissione sul caso moro
in studio proprio giovanni pellegrino

"l'utopia esiste, è radicata nello spirito degli uomini.Credo che sempre di più il capitalismo le sue logiche appaiano inutili.Il mio cervello,il mio sapere,i miei desideri non hanno più bisogno di un padrone:io, individuo lavoro nella mia autonomia
Pausania
Inviato: 26/3/2008 9:06  Aggiornato: 26/3/2008 9:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: Indagine sul caso Moro
Per una visione d'insieme, il sempre ottimo sito di Paolo Franceschetti:

Moro fu davvero rapito dalle brigate rosse?

Da conoscere anche il sito dell'archivio Flamigni, il più importante studioso del caso Moro, che all'epoca venne tacciato di "dietrologia" (cioè di essere un complottista) e invece....

http://www.archivioflamigni.org/

Assolutamente da leggere "La tela del ragno" e tutti i libri di Flamigni a riguardo.


Spettatore Citazione:
Procurarsi il film "Piazza delle cinque lune" di Renzo Martinelli.

A parte la qualità infima del film, di fatto è solo una versione ridotta dei libri di Flamigni (che fu pure consulente del film)

sigmatau
Inviato: 26/3/2008 9:45  Aggiornato: 26/3/2008 9:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
A ben guardare, più di una analogia esiste tra l’assassinio di Aldo Moro e l’assassinio dei fratelli Kennedy. In entrambi i casi tra i possibili ‘mandanti’ sono indicati la CIA, il KGB, la criminalità organizzata [Mafia e ‘Ndrangheta nel nostro caso…] e le onnipresenti ‘multinazionali’ [il nome di Aldo Moro fu citato a proposito di due famosi ‘scandali’ degli anni ’70, lo ‘Scandalo Lockeed’ e lo ‘Scaldalo dei petroli’…]. Quello che è certo, al di là di tutte le pur ragionevoli ‘ipotesi’ che si possono trarre dai molti ‘misteri’ ancora oggi non chiariti a proposito del ‘Caso Moro’ , è che nessuno dei componenti il commando brigatista che rapì ed assassinò Aldo Moro [Valerio Morucci, Raffaele Fiore, Prospero Gallinari , Franco Bonisoli, Mario Moretti, Alvaro Lojacono, Alessio Casimirri, Barbara Balzerani, Rita Algranati e Bruno Seghetti…] ha mai lasciato trapelare alcun indizio che permetta di risalire ai ‘mandanti’. La stessa cosa, sia pure su scala più ridotta trattandosi di un singolo individuo, si è verificata per ‘l’assassino’ di Robert Kennedy, un palestinese di nome Sirhan Sirhan: a quarat’anni di distanza dai fatti continua a ripetere di aver ‘agito da solo’, non ostante l’imponente mole di elementi che dimostrano il contrario. Un significativo particolare è dato dal fatto che cinque anni prima si era dovuto eliminare il [presunto] assassino del fratello John Fitzgerald Kennedy [Lee Oswald], proprio per evitare che rivelasse i nomi di chi lo aveva ‘usato’. Alcuni esami psichiatrici condotti su Sirhan hanno stabilito senza ombra di dubbio che egli era stato sottoposto a trattamento ipnotico e questo spiega il motivo per il quale da lui nessuno riuscirà mai a ricavare alcuna informazione riguardo ai ‘mandanti’. Il ‘Caso Moro’ è successivo di dieci anni all’assassinio di Robert Kennedy per cui si deve dedurre che le tecniche sopra descritte si siano notevolmente ‘raffinate’. Se osserviamo con attenzione molti ‘attentati islamici’ degli ultimi 10 anni [11 settembre, attentato alla USS Cole, bombe di Londra e Madrid,…] ci accorgiamo che anche in questi casi dai ‘sopravvissuti’ delle organizzazioni che hanno in qualche modo ‘rivendicato’ gli attentati non è mai stato possibile ricavare alcuna informazione su possibili ‘mandanti’. Questo a me pare un dettaglio estremamente significativo…

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
ulfton
Inviato: 26/3/2008 9:51  Aggiornato: 26/3/2008 9:51
So tutto
Iscritto: 13/5/2005
Da: Inglewood
Inviati: 24
 Re: Indagine sul caso Moro
Da leggere assolutamente questi documenti sul rapimento Moro, disponibili sul sito "Misteri d'Italia"




Moretti


Moro

"...and you will know that my name is the Lord, when I lay my vengeance upon thee." (Ezechiele, 25 17)
il mio blog
redna
Inviato: 26/3/2008 11:14  Aggiornato: 26/3/2008 11:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Sul film 'piazza delle cinque lune' ci sono opinioni discordanti.
Qui c'è l'intervista al regista del film Renzo Martinelli:

http://www.avvenimentitaliani.it/cinquelune.html

Chi l'ha visto è d'accordo che il film racconti molto....quindi la critica,a mio avviso, tende proprio a smorzare questi 'racconti' facendolo passare per film mediocre.

edit-
a mio avviso il caso moro ha molto a che vedere con il delitto mattei...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
BigLie
Inviato: 26/3/2008 11:16  Aggiornato: 26/3/2008 11:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Vi consiglio questo link in cui si riassumono alcuni punti
salienti dell'inchiesta congiunta di Flamigni e Gambino (ex
giornalista di Avvenimenti, compianta rivista di vero giornalismo).
Segnalo, in particolare, il brano in cui si parla della macchina stampatrice
rinvenuta all'interno della tipogravia BR in via Foà, stampatrice già
in possesso dell'allora RUS (Raggruppamento Unità Speciali) del
Sisde, uno degli uffici che dirigeva GLADIO.
Che altre prove servono?

http://www.fisicamente.net/index-593.htm

BigLie
Inviato: 26/3/2008 11:32  Aggiornato: 26/3/2008 11:32
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Interessante anche il dossier di comedonchisciotte.com, diviso
in tre parti:
http://www.comedonchisciotte.org/site/downloads/moro2a.pdf
http://www.comedonchisciotte.org/site/downloads/moro2b.pdf
http://www.comedonchisciotte.org/site/downloads/moro2c.pdf

Segnalo la dichiarazione della figlia di Moro sul fatto che il padre doveva
trovarsi sull'Italicus il giorno della strage (sarebbe interessante
recuperare questa dichiarazione), il libro di Andreotti "Il Ministro
morirà alle 13", un fanta (?) thriller che racconta della morte di un
ministro riformista e scomodo (a proposito, è stata ricostruita l'ora
della morte di Moro? ).
Da notare ancora la strana figura di Senzani, un criminologo (!!!)
presunto irriducibile guerrigliero!
Ora, chi conosce un pò la storia della criminologia come branca
accademica sa che è storicamente di (ultra) destra. Del resto,
le ipotesi stesse alla base di tale disciplina evidenziano un substrato
teorico elitario che non può che indirizzare verso un pensiero di destra.
E Senzani che c'entra in tutto ciò?
E' decisamente una figura anomala, tanto più che sembra aver goduto
di una borsa di studio dell'USIS, famoso istituto statunitense che forgia cervelli per la "controinsurgency", per frequentare corsi a Berkeley.
Certo che 'sti guerriglieri assomigliano troppo agli sbirri per essere
credibilii.

stg44
Inviato: 26/3/2008 11:47  Aggiornato: 26/3/2008 11:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/3/2008
Da:
Inviati: 79
 Re: Indagine sul caso Moro
Grazie alle conoscenze balistiche tramandatemi da mio nonno,posso illustrare un solo fatto:
I poveri agenti di scorta furono sterminati in modo molto professionale,nessuno di loro ebbe il tempo di estrarre un'arma dalla fondina (addestramento balordo,un agente di scorta dovrebbe tenere il ferro in mano,col colpo in canna,sempre puntato fuor di finestra).
E dire che lo insegnano anche ai Boy Scout: ESTOTE PARATI.
La maggior parte dei colpi furono sparati da un unico attentatore munito di uno Sten Mark 2.
L'azione denota quindi la scarsissima preparazione degli agenti contro l'ottimo addestramento degli terroristi,tanto da chiedersi:
Chi dei due era lo sbirro?

Si dice che il male trionfa perchè nessuno fa niente per impedirlo,la verità è che il male trionfa comunque.

Quelli che operano per il male hanno le palle quadrate,mentre i fautori del bene possono al massimo attaccarsi un cartello al collo e cantare "NO RAIN" sotto il diluvio (di proiettili).

redna
Inviato: 26/3/2008 12:02  Aggiornato: 26/3/2008 12:02
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Il maresciallo Lonardi fu il primo ad essere ucciso da un personggio vestito da aviere.Gli fu sparato dal finestrino.
Questo personaggio NON si è MAI trovato.
Gli altri della scorta avevano le armi nel bagagliaio perchè, la moglie di un agente lo disse in una intervista, si diceva 'tanto chi vuoi che uccida moro?'(quindi nessuno correva rischi...)

Qui non credo che c'entri il bene e il male...casomai è che nessuno,finora, ha avuto le palle quadrate da andare in fondo a questa vicenda.Anche perchè dopo la fine di pecorelli, varisco e dalla chiesa....penso che la voglia di indagare a fondo passi un pò a tutti.

PS-ai brigatisti si erano anche inceppate le armi....non si conosce il nome di chi sprò la maggior parte dei proiettili.
I primi testimoni dissero che videro moro vicino ad un giiovane e camminava verso la macchina che lo portò via...Nessuno vide che lo trascinavano a forza...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
pereira
Inviato: 26/3/2008 12:17  Aggiornato: 26/3/2008 12:17
So tutto
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 5
 Re: Indagine sul caso Moro
Ciao a tutti, é qualche anno che seguo luogocomune, ma solo adesso sono registrato, invogliato probabilmente dalla discussione sul caso Moro.
Ho letto e riletto i libri di Flamigni, dei quali stimo l'autore che con il procedere della stesura dei testi non pone mai verità scontate, anzi, si pone come osservatore.
Vorrei portare a conoscenza di un'ulteriore libro uscito quest'anno, scritto dal giudice dell'inchiesta "Ferdinando Imposimato" e Sandro Provvisionato dal titolo "Doveva Morire" ed.Chiarelettere dove sono contenute ulteriori interviste a personaggi come Piecznik e vari aggiornamenti delle ultime inchieste.

BigLie
Inviato: 26/3/2008 12:31  Aggiornato: 26/3/2008 12:31
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Pereira, personalmente ho parecchi dubbi sul personaggio
Imposimato, in particolare perchè sostiene ancora l'ipotesi
bulgara sull'attentato al papa.
Voglio dire, come si fa a credere che i russi assoldino i Lupi
Grigi, organizzazione legata a doppio filo con la CIA, per far sparare
al papa con una calibro 22. Come potevano confidare nel silenzio
dei Lupi Grigi? Probabilmente la CIA l'avrebbe saputo il giorno stesso
delleventuale accordo.
Inoltre, la morte del papa avrebbe scatenato una reazione mondiale che
avrebbe contribuito a smantellare l'impero sovietico ben prima di
quanto è avvenuto. Non credo che i russi fossero così stupidi.
E poi, gli spara da 5 metri e non gli fa un cavolo?
No, è molto più probabile che siano stati gli americani proprio per
sfruttare l'effetto "morte del papa" e che all'ultimo qualcuno abbia
fermato la mano del killer, almeno parzialmente, in modo da ottenere
un effetto ridotto che però consentisse al Vaticano di conservare un
prezioso strumento di penetrazione e colonizzazione quale il carisma
di Wojtila.
Essere gabbati in questo modo non deve essere piaciuto particolarmente
agli USA. In questo senso, come monito a non intralciare più i piani
degli USA, va letto secondo me il sequestro della Orlandi e della Gregori.
Per tutto questo, non mi fido di Imposimato.

pereira
Inviato: 26/3/2008 13:00  Aggiornato: 26/3/2008 13:00
So tutto
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 5
 Re: Indagine sul caso Moro
BigLie.
Concordo con te sul fatto dell'antentato al papa.
Secondo me, nella stesura del libro Imposimato segue le orme di Flamigni aggiungendo ulteriori contributi come dichiarazioni dei vari attori fatte nelle commissioni d'inchiesta e interviste riportate sull'agenzia Ansa. Non che questo significhi verità scontate, ma potrebbero essere dei tasselli che se analizzati dal lettore e valutate con logica porterebbero ad un approfondimento del caso solamente anche per capire quali falsità e depistaggi sono state dette e fatte negli ultimi 10 anni. Non che ciò che dice Imposimato, io lo prenda come oro colato, tanto per capirci a pag 117 nello stralcio di intervista a Piecznik, Imposimato pone all'analisi del lettore il ruolo che ha avuto il comitato di crisi presieduto da Cossiga nei 55 giorni di prigionia dell'onorevole Moro.
Le mie domande sono:
- quando Moro ha capito di essere stato abbandonato, cosa ha detto?
- che interesse avrebbero avuto le BR (intese come nucleo politico) uccidere Moro?
- perchè proprio Moro?

Ciao

SMU
Inviato: 26/3/2008 13:31  Aggiornato: 26/3/2008 13:31
Ho qualche dubbio
Iscritto: 30/1/2007
Da:
Inviati: 158
 Re: Indagine sul caso Moro
FATTO:
"Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana.
Venne rapito il 16 marzo 1978 ed ucciso il 9 maggio successivo da appartenenti al gruppo terrorista delle XXXXXXx (censurato perchè non costituisce un fatto)."

"Fino al 1968 ricoprì la carica di Presidente del Consiglio alla guida di governi di coalizione con il Partito Socialista Italiano, insieme agli alleati tradizionali della DC: i socialdemocratici ed i repubblicani."

"Il 10 marzo 1977 Luigi Gui esponente democristiano, venne rinviato all'Alta Corte per lo scandalo Lockheed. In questo frangente, Aldo Moro, con un lungo discorso al parlamento difese l'operato della Democrazia Cristiana e dei suoi uomini pronunciando una frase "Non ci lasceremo processare in piazza" che divenne famosa, perché emblematica di un certo periodo e di un certo pensiero. La frase contenuta nel discorso di Moro, sia pur tardivamente, era la risposta all'incitamento a processare pubblicamente la DC che Pier Paolo Pasolini scrisse il 28 agosto 1975, sul Corriere della Sera, nelle pagine della sua rubrica "tribuna libera" [2].

In seguito a questi avvenimenti fu uno dei leader politici che maggiormente prestarono attenzione al progetto del cosiddetto Compromesso storico di Enrico Berlinguer, che nell'anno precedente pubblicamente aveva fatto lo strappo con Mosca, rendendosi quindi accettabile agli occhi democristiani. Il segretario nazionale del Partito Comunista Italiano aveva infatti proposto una innovativa solidarietà politica fra i Comunisti, Socialisti e Cattolici, in un momento di profonda crisi economica, sociale e politica in Italia.

All'inizio del 1978 Moro, allora presidente della Democrazia Cristiana fu l'esponente politico più importante fra coloro che individuarono una strada percorribile per un governo di "solidarietà nazionale" che includesse anche il PCI, sia pure senza suoi ministri nella prima fase di attuazione."

"Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, l'auto che trasportava Moro dall'abitazione alla Camera dei Deputati fu intercettata in via Fani da un commando delle XXXXXXX (censurato vedi sopra). In pochi secondi, i terroristi ne uccisero la scorta e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.

Dopo una prigionia di 55 giorni il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato il 9 maggio nel cofano di una Renault 4 a Roma, in via Caetani, emblematicamente vicina sia [3] a Piazza del Gesù (dov'era la sede nazionale della Democrazia Cristiana) e via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano)."



LINK

...a buon intenditor, poche parole...
BlSabbatH
Inviato: 26/3/2008 13:38  Aggiornato: 26/3/2008 13:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Il suggerimento è di evitare ipotesi gratuite o “preconfezionate”

mettici tutti i punti fissi che vuoi, ci saranno sempre eserciti "attivissimi" impegnati a smentire..

per quel che possa fregare alla collettività dirò la mia personale opinione:

il compromesso storico DC-PCI pensato da Moro, dal punto di vista strettamente politico, era una boiata pazzesca. Andava a cozzare con la spartizione decisa a Jalta nel 45 tra Stalin Roosevelt e Churchill. Seguendo l'onda democratica che vedeva il PCI (il più grande partito comunista europeo) sempre più supportato dalle masse, includendolo nel governo Moro avrebbe creato una vera e propria "breccia" informativa, dalla quale sarebbero passati segreti militari dell'alleanza atlantica nelle fauci dei paesi del patto di varsavia (leggasi urss). il "pericolo" visto dagli usa era fondato, e per mia personale opinione, non abbiamo assaggiato "spaghetti in salsa cilena" (tipica specialità kissingeriana) non solo per il nostro passato, già segnato da una dittatura, ma grazie anche all'impegno dello staterello simpatico che sta al di là del tevere, il quale, guardacaso, nell'ottobre del 78 ha eletto, un papa polacco sostenitore di solidarnosc.. (5 mesi dopo la morte di Moro)..

eccetera eccetera..

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
pereira
Inviato: 26/3/2008 13:55  Aggiornato: 26/3/2008 13:55
So tutto
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 5
 Re: Indagine sul caso Moro
Piano,piano raga!
Sono perfettamente consapevole del perchè, proprio Moro é stato assassinato.
Sono a conoscenza della situazione politica degli anni di piombo in Italia e della sua creazione e strumentalizzazione.
Probabilmente mi sono spiegato male.
Le mie domande del post precedente sono inerenti ad alcune dichiarazioni fatte da Piezcnik nell'ultima intervista concessa ad un interlocutore tutt'ora sconosciuto, però tale intervista é stata riportata dall'ansa, il quale Piezcnik conclude la sua analisi con delle considerazioni che, secondo me insultano l'intelligenza del lettore arrivando al punto tale di affermare che l'uccisione di Moro ha portato alla stabilizzazione politica italiana (...su questo punto, e dal suo punto di vista non posso dargli torto, visto come ci ritroviamo oggi)
Ora le mie conclusioni sono:
-Moro, quando ha visto che non vi erano più margini per la sua salvezza, avrebbe potuto vuotare il sacco e cercare di salvarsi la vita, se le BR fossero state veramente un nucleo politico.
-Le BR avrebbero avuto tutto l'interesse ad avere documenti e dichiarazioni inerenti alla struttura del governo, in quanto avrebbero potuto negoziare o quantomeno avere strumenti di ricatto nei confronti del governo stesso.
Per questo ritengo che l'uccisione di Moro come ora ce la vogliono far apparire non sta in piedi.
Ciao.

redna
Inviato: 26/3/2008 14:06  Aggiornato: 26/3/2008 14:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Moro ha vuotato il sacco...

http://www.rifondazione-cinecitta.org/cinquelune.html

probabilmente,dopo, sono successe altre cose.
Che non ci vogliono raccontare.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Holden
Inviato: 26/3/2008 14:14  Aggiornato: 26/3/2008 14:14
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/9/2005
Da:
Inviati: 48
 Re: Indagine sul caso Moro
FATTO: Una stampatrice proveniente dal RUS del SISMI , l’ufficio che si occupava della gestione dei corpi speciali come GLADIO , era finita nella tipografia di via Foà dove venivano stampati i volantini delle BR e di gruppi appartenenti all’ultrasinistra e all’Autonomia.

http://cloroalclero.blogspot.com/2007/06/laffaire-moro-esclusivo-i-parte.html

http://www.almanaccodeimisteri.info/relazioneBielli.htm



FATTO: L'irruzione nella tipografia avviene il 17 maggio, otto giorni dopo l'uccisione di Moro. All'interno la polizia trova una macchina stampatrice AB DIK 360 proveniente dal Rus (reparto unità speciali), uno degli uffici del Sismi - lo sappiamo solo adesso - da cui dipende "Operazione Gladio". Con quella macchina le Brigate rosse stampavano i loro volantini durante il sequestro. A portarla nella tipografia, stabiliranno le indagini, era stato il solito Moretti.

http://www.macchianera.net/2004/04/12/il_caso_moro_3.html

BlSabbatH
Inviato: 26/3/2008 14:16  Aggiornato: 26/3/2008 14:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
avrebbe potuto vuotare il sacco e cercare di salvarsi la vita, se le BR fossero state veramente un nucleo politico.

appunto, SE. Voglio dire, ma questo vale per qualsiasi gruppo terrorista dal tempo di Lenin (se non prima) in poi! Tutti i nuclei sovversivi sono infiltrati dal potere e assumono gonzi ideologizzati per il lavoro sporco..
Citazione:
-Le BR avrebbero avuto tutto l'interesse ad avere documenti e dichiarazioni inerenti alla struttura del governo, in quanto avrebbero potuto negoziare o quantomeno avere strumenti di ricatto nei confronti del governo stesso.
Per questo ritengo che l'uccisione di Moro come ora ce la vogliono far apparire non sta in piedi.

sono 30 anni che continuano con la solita tiritera.. e se ci fai caso, ogni telegiornale ha dato la solita notiziola ed ogni programma di approfondimento non è andato oltre i concetti "BR - sequestro moro - indignazione generale"..

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
SirPaint
Inviato: 26/3/2008 14:24  Aggiornato: 26/3/2008 14:24
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
@stg44 wrote

La maggior parte dei colpi furono sparati da un unico attentatore munito di uno Sten Mark 2.


Sei sicuro dello Sten Mark II?

ciao SirPaint

No Plane!
stg44
Inviato: 26/3/2008 14:43  Aggiornato: 26/3/2008 14:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/3/2008
Da:
Inviati: 79
 Re: Indagine sul caso Moro
Per REDNA:
Le armi nel bagagliaio?
Mi sto mettendo le mani nei capelli al solo pensiero di fare l'agente di scorta senza il ferro a portata di mano...
Tanto valeva chiedere a quei poveracci di strangolarsi da soli (per sapere come si fa guardate Full Metal Jaket).

La storia dello Sten l'ho vista in un film,magari è una cazzata,non so...

spettatore
Inviato: 26/3/2008 14:51  Aggiornato: 26/3/2008 14:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da:
Inviati: 883
 Re: Indagine sul caso Moro
@ pausania:

accidenti....io volevo cominciare con un piccolo calibro ( il film) per poi finire con gli obici ( i libri e l'archivio di Flamigni).


Lo spettatore

Citazione:
Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza.
nike
Inviato: 26/3/2008 15:26  Aggiornato: 26/3/2008 15:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 7/3/2006
Da:
Inviati: 845
 Re: Indagine sul caso Moro
Trovo l'articolo che lessi un po' di tempo fa, e l'avevo nei preferiti, interessante potrebbe contribuire:

Pieczenik, l'uomo delle cospirazioni


[...] Dopo avere concluso, nel modo che ben conosciamo, l'affaire Moro, Pieczenik ha fornito - sono parole di Alex Jones, che l'ha recentemente intervistato (qui l'intervista integrale) - una expertise psicopolitica a George Schultz, quand'era Segretario di Stato, occupandosi dei rapporti con Siria, Giordania e Israele - un'area che, oggi più che mai, scotta. Viene definito "infowarrior", un risolutore di crisi internazionali. Nell'intervista a Jones - una sorta di confessione di una mente pericolosa - racconta con candida nostalgia quando fu inviato a comunicare a Noriega che gli Stati Uniti non gradivano più la sua presenza a Panama e ricorda a tutti che Noriega era "un generale che controllava il narcotraffico".[...]

Citazione:
Quelli che creano sono duri di cuore. Nietzsche, Friedrich. Così parlò Zarathustra: II, Dei compassionevoli
BigLie
Inviato: 26/3/2008 15:28  Aggiornato: 26/3/2008 15:28
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Vabbè, poi ci sarebbe la questione del simbolo adottato
dalle BR, ma li si entra in un vero calderone...

BigLie
Inviato: 26/3/2008 15:38  Aggiornato: 26/3/2008 15:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Perchè mai dei guerriglieri che si definiscono comunisti
dovrebbero adottare come proprio logo un simbolo, il
pentalfa, di forte valenza esoterica?
E si badi bene, il simbolo veniva rappresentato con gli incroci
ben visibili, come appunto nel pentalfa.
Voglio dire, mettiamo che sia un caso e che qualcuno abbia
pensato, tanto per essere originali, di utilizzare la storica stella
dei movimenti rivoluzionari, racchiudendola però in un cerchio.
Ma perchè non disegnarla piena come si era sempre fatto fino ad allora?
Perchè farla assomigliare in modo così incredibile al pentalfa?

DrHouse
Inviato: 26/3/2008 16:31  Aggiornato: 26/3/2008 16:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/11/2007
Da:
Inviati: 2394
 Re: Indagine sul caso Moro
Come in altri casi analoghi, il primo paletto da piantare è porsi la famosa domanda:
Chi ci ha guadagnato? Chi ha avuto l'interesse, il movente e la capacità di coprire il tutto?

È una premessa indispensabile per poter arrivare a una conclusione logica.

E dopo 10 anni, siamo a discutere se il Volo 77 è arrivato proprio lungo questa linea, o piuttosto è arrivato due metri più a sinistra, o due metri più a destra? (Perle complottiste)
redna
Inviato: 26/3/2008 16:36  Aggiornato: 26/3/2008 16:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
stg44

la armi nel bagagliaio...

ne parlano anche nel film piazza delle cinque lune....gli agenti della scorta sono usciti dalla macchina proprio per prendere le armi che avevano nel bagagliaio...
Ma è anche plausibile pensare che 'fossero sicuri' che non sarebbe successo nulla a moro....come appunto ha detto la vedova di un agente.
Allora m chiedo chi gliela ha data tanta sicurezzza. Anche perchè erano 5 (dico cinque) uomini di scorta.Quindi il pericolo esisteva!

Ogni volta che si parla di questo caso sembra di leggere il libro di Marquez "cronaca di una morte annunciata" ....annunciata per tutti, ma non per le vittime, esattamente come nel libro.

Teniamo anche presente che un non vedente il giorno prima della strage di via fani aveva sentito una conversazione nella quale dicevano che moro sarebbe stato rapito.E' sorprendente che in quel posto ci sia stato solo un non vedente che ha sentito...Una radio locale qualche ora prima della strage aveva dato la notizia del sequestro di moro....

dr.House
da quello che sembra è che 'qualcosa' è andato storto...è stato un sequesto 'anomalo'.

BigLie
prova a vedere su wikipedia : Hyperion.
Non è solo una scuola di lingue ma un pianetino....piuttosto...strano.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 26/3/2008 16:48  Aggiornato: 26/3/2008 17:11
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Al di là della moltitudine di ‘tesi’ più o meno fantasiose circa il ‘Dna delle BR’, la figura di Mario Moretti, il vero e unico regista del rapimento e uccisione di Aldo Moro, è di gran lunga quella che solleva ancor oggi il maggior numero di interrogativi mai risolti. Ecco qui alcune ‘stranezze’ del suo ‘profilo’ che sono dei veri e propri ‘enigmi cifrati’…

- cresce in una famiglia di stampo nettamente ‘conservatore’ e con conoscenze assai ‘altolocate’. A scuola è ricordato da compagni e insegnanti come ‘estremista di destra’
- quando si trasferisce nel ‘68 a Milano non partecipa in alcun modo alle turbolente manifestazioni che ancora oggi caratterizzato quell’anno nella ‘memoria collettiva’
- assunto alla Sit-Siemens entra in contatto con il Collettivo Politico Metropolitano, movimento fondato da Renato Curcio e Mara Cagol che poi diverrà il ‘nucleo storico’ delle BR, ma solo tre anni più tardi, nel 1971, ne entrerà a far parte
- nel 1974 Curcio e Franceschini, i ‘capi storici’ delle BR che, in contrasto cin Moretti, promuovevano una linea di ‘violenza simbolica’ che escludeva stragi e ‘assassini mirati’ , sono arrestati a Pinerolo in conseguenza della delazione di Fratello Mitra [al secolo Silvano Girotto…]. Moretti avrebbe dovuto cadere anch’egli nella rete, ma viene avvertito da una misteriosa ‘telefonata anonima’ a non recarsi al luogo dell’appuntamento. In seguito sosterrà di non aver potuto in alcun modo avvertire i ‘compagni’ della imboscata preparata per loro
- divenuto capo incontrastato del movimento Moretti impone subito la ‘linea dura’ che si concreterà quattro anni dopo con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. La ‘ristrutturazione’ delle BR da lui operata farà sì che ciascun membro del movimento in pratica conoscesse solo l'elemento della 'piramide' i posto ‘immeditamente sopra’ o ‘immdiatamente sotto’ rispetto a lui, da cui rispettivamente ricevere e a cui trasmettere ordini operativi. Di fatto da quel momento in poi Moretti sarà il solo a conoscere tutti i dettagli operativi delle BR e nessuno sa ancora oggi chi stesse sopra di lui nella ‘piramide’
- durante la prigionia di Aldo Moro Moretti fu il solo a diretto contatto permanente con il prigioniero e fu il solo ad interrogarlo. Fu lui poi a raccogliere il ‘Memoriale Moro’, del quale solo in parte sono state rinvenute poi delle copie. Nessuno è mai stato in grado di stabilire quanto materiale informativo riservato e attinente la sicurezza nazionale sia stato acquisito da Moretti nel corso di quegli ‘interrogatori’ e a chi sia stato consegnato
- Moretti è stato l’ultimo leader delle BR ad essere arrestato [1981] e il primo a beneficiare della ‘semilibertà’ [1994], non ostante la condanna a sei ergastoli e il fatto che non si sia mai dissociato dalla lotta armata. Da 14 anni lavora [con retribuzione adeguata all’incarico…] come dirigente informatico presso la Regione Lombardia

Mi sembra proprio che il ‘profilo’ che ora ho brevemente delineato si presti a far nascere una ‘qualche perplessità’ in più di uno di voi… o no?…

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
rekit
Inviato: 26/3/2008 17:05  Aggiornato: 26/3/2008 17:05
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Indagine sul caso Moro
solo una cosa sigmatau, NONOSTANTE e non NON OSTANTE come hai gia scritto un paio di volte....
scusa se faccio il maestrino, ma non sono riuscito a trattenermi!

tornando in topic, l'ultimo tuo messaggio e'quantomeno rivelatore...

pierone
Inviato: 26/3/2008 17:29  Aggiornato: 26/3/2008 17:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 14/10/2005
Da:
Inviati: 299
 Re: Indagine sul caso Moro
Ciao a tutti e a Massimo in particolare. Non intervengo da tanto tempo.

A proposito di armi nel bagagliaio e altre cosette interessanti ascoltate questa intervista

florizel
Inviato: 26/3/2008 18:02  Aggiornato: 26/3/2008 18:02
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Il suggerimento è di evitare ipotesi gratuite o “preconfezionate”, per arrivare invece ad un elenco completo dei dati fissi e verificabili che abbiamo a disposizione: che cosa sappiamo, di certo, che ci può aiutare a fare luce su quella vicenda?


Hai ragione pure te, Redazzucco. Ma “fare luce” significa (anche in questo caso) ipotizzare, considerando che (anche in questo caso 2) la verità giace sotto una pesante coltre di innumerevoli pezzetti di un puzzle dalle dimensioni gigantesche…e tra percorsi tracciati da un mare di “piste”.

Comunque:

"Poco prima del rapimento Moro erano stati sciolti apparati antiterrorismo come l’ispettorato antiterrorismo del questore Santillo ed il nucleo antiterrorismo del generale Dalla Chiesa, lasciando scoperta un’attività di intelligence assai importante."

Materiali vari.

Il caso MORO dalla A alla Z.

Pereira (benvenuto).

Citazione:
il quale Piezcnik conclude la sua analisi con delle considerazioni che, secondo me insultano l'intelligenza del lettore arrivando al punto tale di affermare che l'uccisione di Moro ha portato alla stabilizzazione politica italiana


Non sono poi così assurde, quelle considerazioni.
Nel contesto politico internazionale degli anni ’70, è inevitabile considerare che il PCI di Berlinguer si trovava ad un bivio: o l’entrata nel “governo”, o la perdita di contatto con quella parte di società civile fortemente influenzata dall’allora recentissima messa in discussione dei movimenti del ’68.
Ma c’era da conciliare le due tendenze politiche fondamentali della società civile italiana: da una parte, le “masse operaie”, anch’esse reduci da una severa critica della sinistra “istituzionale”, e che proprio “da sinistra” invocavano un cambiamento radicale, e dall’altra quell’elettorato che fino ad allora si era riconosciuto nella matrice “cattolico-cristiana” della DC.

La “soluzione compromesso storico” di Berlinguer e Moro prefigurava la possibilità di quella “conciliazione”, e preannunciava il graduale spostamento al centro del più forte partito comunista europeo.
Il PCI NON POTEVA ignorare la portata della fase politica che si stava avviando con Moro; né questo, nè che non gli sarebbe stato possibile “accogliere” le spinte sociali che lo avrebbero costretto, una volta al governo, alla coerenza tra enunciati programmatici e decisioni reali, e che lo avrebbero sdoganato dalla logica della contrapposizione tra “atlantismo” e “sovietismo”.
Evidentemente, questo non conveniva agli allora fautori degli assetti politici internazionali.
Come non si poteva non sapere che solo un cataclisma delle dimensioni del rapimento Moro fosse l’unica forma di “stabilizzazione” per assicurare a TUTTE le componenti politiche di “cambiare tutto per non cambiare niente”?

Citazione:
- che interesse avrebbero avuto le BR (intese come nucleo politico) uccidere Moro?


Tutto lascerebbe credere che sarebbe stato più “coerente” prendersela con Berlinguer.
Cosa sarebbe accaduto se così fosse stato, considerando che, in quello scenario, il PCI si attestò come il garante della traghettatura del popolo di sinistra verso la difesa delle istituzioni?

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Pyter
Inviato: 26/3/2008 18:38  Aggiornato: 26/3/2008 18:38
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Visto che qualcuno ha parlato di legame tra omicidio Moro e Mattei...


C'era solo una persona che, se nel 1978 fosse stata viva, avrebbe potuto
mettere il bastone tra le ruote del Potere, che avrebbe avuto l'"autorevolezza" (parole che non gli piaceva) per poter dire cose scomode semza venire preso per pazzo. Era lo stesso che pensava che Mattei era stato assassinato, uno dei pochi che sapeva cosa stava succedendo in quegli anni.Ucciso anche lui da un schizofrenico sbandato.

...DISGRESSIONE PARAFILOSOFICA...
Il XX secolo può essere ricordato come il secolo dei mentecatti psicolabili
che, non avendo niente di più semplice da fare o qualcosa di più terra terra
con cui prendersela, se ne vanno in giro ad ammazzare personaggi potenti e scomodi.E dopo pochi giorni schiattano immancabilmente pure loro.
E questa, per le persone che ci vogliono capire qualcosa, è una vera sfiga.
Va bene che sono sempre i buoni che muoiono, che l'erba cattiva non muore mai,ma il secolo scorso si ha un pò esagerato.
All' inizio del XXI Secolo le cose però stanno lentamente evolvendo, anche perchè si rischiava di essere un pò ripetitivi...gli schizofrenici psicolabili stanno cambiando tattica... hanno capito che morti per morti tanto valeva unire le forze e in 19 nel 2001 si sono suicidati direttamente tanto per non lasciare dubbi al temerario investigatore, che è notoriamente vittima dell'immancabile dietrologia.


"Al lettore può sembrare che , ormai , molto di quel che è stato scritto da Pasolini ,sia sostanzialmente scontato e che lui stesso ripeteva i concetti in maniera quasi paranoica e in maniera assoluta , forse eccessiva , ma , tenendo conto del fatto che sono ormai trascorsi quasi quarant’anni dagli “Scritti Corsari” , ci si dovrebbe sorprendere ! Il poeta friulano individuò l’inizio della nuova egemonia “neocapitalista” – che oggi definiamo neoliberista e neoconservatrice – nel periodo immediatamente successivo al
Sessantotto e capì che questa egemonia assumeva caratteri totalitari , pur presentandosi coi volti della libertà , del permissivismo e della nuova società edonista del consumo , dello spettacolo e dei divertimenti. Un Potere , quello nuovo , che si presentava con connotati “anarchici” e che faceva tabula rasa delle regole e della morale (in economia la chiamano “deregulation”) diffondendo un clima di eccentuata violenza (in apparenza
tutto viene permesso)."


LINK di cui sopra

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Oldboy
Inviato: 26/3/2008 19:42  Aggiornato: 26/3/2008 19:46
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2007
Da:
Inviati: 411
 Re: Indagine sul caso Moro
Come è noto, gli USA hanno organizzato decine di sanguinosi colpi di Stato, negli ultimi sei decenni, e non hanno disdegnato nemmeno l'omicidio politico.
(Basti pensare ai diversi tentativi di assassinare Fidel Castro.)

Ma una vicenda come il caso Moro è ben diversa.
Non risultano operazioni simili, nella pur lunga e sanguinosa storia della politica estera americana.
Infiltrare un gruppo di tupamaros per poi fargli uccidere il presidente della DC sarebbe un'operazione cervellotica, a dir poco.

Senza contare che le fonti sono discordanti: alcune parlano di un Kissinger furioso con Moro per la sua politica filo-PCI.
Ma altre dicono il contrario: ci sono documenti CIA - desecretati negli ultimi anni - in cui gli analisti americani consigliano un accordo con il PCI di Berlinguer.
Portare il PCI al governo sarebbe stata la cosa più utile, per stabilizzare la situazione politica italiana, proprio nell'interesse americano.

Teniamo presente che il PCI dell'epoca era ormai comunista solo di nome.
Aveva ormai abbandonato - di fatto - il marxismo-leninismo, ed era diventato un partito socialdemocratico paragonabile a quello tedesco o francese.
Anche i legami con l'URSS erano ormai allentati, se non ancora troncati del tutto.
Non era più un pericolo per gli USA, anzi poteva essere un utile strumento.

Mi permetto di consigliare "I falsi misteri del caso Moro", di Vladimiro Satta.
(Confuta moltissimi dei sospetti a proposito di tutta la faccenda.)

hi-speed
Inviato: 26/3/2008 20:13  Aggiornato: 26/3/2008 20:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/12/2004
Da: preda lunga
Inviati: 3211
 Re: Indagine sul caso Moro
Gli USA temevano più Berlinguer, il suo catto-comunismo e l'avvicinamento a Francia e Spagna. Breznev ed il suo apparato erano soci in affari con lobby USA.
Il motivo era screditare il PCI, toglierli il consenso, incanalarlo al PSI di Craxi-Signorile (con l'ausilio del simpaticone Pertini) e cominciare con le mazzate alla "classe operaia" e non.

Hi-speed

Cosa Sta Succedendo? Madre, madre Ci sono troppi di voi che piangono Fratello, fratello, fratello Ci sono troppi di voi che stanno morendo Sai che dobbiamo trovare una maniera Per portare un pò di amore qui oggi
Oldboy
Inviato: 26/3/2008 20:32  Aggiornato: 26/3/2008 20:32
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2007
Da:
Inviati: 411
 Re: Indagine sul caso Moro
Ma per togliere consensi al PCI, il sistema migliore era proprio portarlo al governo, logorandolo e privandolo del suo ruolo di opposizione.
(E infatti era questo che pensavano di fare, astutamente, parecchi dirigenti della DC.)

Nelle elezioni del 1979 il PCI subì una grave sconfitta, segno evidente che lo stesso elettorato pciista rifiutava il compromesso storico con la DC.

BlSabbatH
Inviato: 26/3/2008 20:35  Aggiornato: 26/3/2008 20:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Infiltrare un gruppo di tupamaros per poi fargli uccidere il presidente della DC sarebbe un'operazione cervellotica, a dir poco.

prima o poi si dovevano evolvere.. non è che potevano continuare a bombardare il parlamento dei paesi "democraticamente irresponsabili"..
Citazione:
Ma altre dicono il contrario: ci sono documenti CIA - desecretati negli ultimi anni - in cui gli analisti americani consigliano un accordo con il PCI di Berlinguer.

l'elite statunitense è come tutte le elites, con fazioni che propengono per diverse strategie..
Citazione:
Aveva ormai abbandonato - di fatto - il marxismo-leninismo, ed era diventato un partito socialdemocratico paragonabile a quello tedesco o francese.
Anche i legami con l'URSS erano ormai allentati, se non ancora troncati del tutto.
Non era più un pericolo per gli USA, anzi poteva essere un utile strumento.

molto probabile, tuttavia l'altra visione, quella che ha prevalso, aveva ragioni non indifferenti.. rischiare o non rischiare?
Citazione:
Gli USA temevano più Berlinguer, il suo catto-comunismo e l'avvicinamento a Francia e Spagna. Breznev ed il suo apparato erano soci in affari con lobby USA.
Il motivo era screditare il PCI, toglierli il consenso, incanalarlo al PSI di Craxi-Signorile (con l'ausilio del simpaticone Pertini) e cominciare con le mazzate alla "classe operaia" e non.

per queste cazzatine bastava solo uno scandalo sessuale (calcolando che era pure nella DC!) . Maneggiare gruppi terroristici, organizzare il rapimento, corrompere i "servi dello stato" per nascondere le prove.. naa.. troppo importante. E non dimentichiamoci che il caso moro era quasi alla fine della cosiddetta strategia della tensione, iniziata a fine anni 60 proprio per il motivo di cui sopra, evitare che l'Italia diventasse il cavallo di troia sovietico.

p.s. non per ripetermi, ma ricordiamoci che 5 anni prima gli usa hanno destituito e ucciso Allende, un presidente democraticamente eletto.. la rabbia della sinistra extraparlamentare derivava anche da quello.. e calcoliamo anche quanti "compagni" (obesi e non) informavano la CIA

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Pyter
Inviato: 26/3/2008 21:06  Aggiornato: 26/3/2008 21:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Ma per togliere consensi al PCI, il sistema migliore era proprio portarlo al governo,


E tanti saluti alla "strategia della tensione".

E' quindi ovvio che a far fuori Moro è stato il KGB.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Oldboy
Inviato: 26/3/2008 21:10  Aggiornato: 26/3/2008 21:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2007
Da:
Inviati: 411
 Re: Indagine sul caso Moro
Colpi di Stato gli USA ne hanno organizzati a decine (anche se nessuno in Europa, a dire il vero).
Ma infiltrare le BR per poi guidarle a rapire e uccidere Moro - dopo due mesi di sequestro - sarebbe stata un'operazione cervellotica, e forse inutile.

Inutile perché l'Italia era pur sempre un paese a sovranità limitata, come oggi, e gli USA avrebbero avuto altri mezzi - molto più semplici e meno clamorosi.
Inoltre Moro non era certo un ingenuo idealista: era un consumato politico, e non si sarebbe messo in un pericolo simile.

Se i documenti CIA di cui parlavo dicono il vero, poi, gli analisti americani auspicavano l'entrata del PCI al governo (ben sapendo che quel partito - di comunista - aveva ormai solo il nome).
Fra Craxi e Berlinguer, poi, non so chi fosse più rassicurante per gli USA, ma non mi stupirei se fosse proprio il leader pciista.

redna
Inviato: 26/3/2008 21:17  Aggiornato: 26/3/2008 21:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Moro non andava bene nè ali USA nè all'URSS.
Allora il mondo era diviso in due blocchi distinti, con tanto di muro di Berlino.
Moro,che pensava all'italia invece, visto che il PC era forte, voleva anche che partecipasse al governo.
Quindi pensava al di fuori degli schemi definiti da Yalta.
Come Mattei pensava in grande, pensava che l'italia era uno stato che aveva la possibilità di uscirne alla grande.
Ma c'era chi pensava al 'mediterraneo' e vedi caso l'italia si affaccia sul mediterraneo...quindi è uno stato 'strategico'' e che liberamente faccia le sue scelte a qualcuno non va giù ancora.
Teniamo presente che Craxi con la storia di sigonella....(mediterraneo) si è giocato ....forse l'esilio.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Oldboy
Inviato: 26/3/2008 21:31  Aggiornato: 26/3/2008 21:31
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2007
Da:
Inviati: 411
 Re: Indagine sul caso Moro
Ma non dimentichiamo che Moro aveva sempre approvato l'aggressione americana in Vietnam, senza esitazioni.
Moro era un politico esperto, ai vertici della DC da vent'anni: non era un imprudente idealista.
Sapeva come muoversi, e mi risulta avesse la stima dell'amministrazione Carter.

Ma anche ammesso che gli USA fossero terrorizzati dall'arrivo di Berlinguer al governo (figuriamoci!), avrebbero potuto impedirlo in modo molto più semplice e meno rischioso.

Anche l'ipotesi KGB è campata in aria: i rapporti politici e commerciali Italia-URSS erano buoni, considerato che l'Italia era pur sempre un paese NATO.

BlSabbatH
Inviato: 26/3/2008 21:33  Aggiornato: 26/3/2008 21:36
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
E' quindi ovvio che a far fuori Moro è stato il KGB.

te l'ha detto Scaramella o Guzzanti?
Citazione:
Ma infiltrare le BR per poi guidarle a rapire e uccidere Moro - dopo due mesi di sequestro - sarebbe stata un'operazione cervellotica, e forse inutile.

le BR sono state fondate nel 1970, e ad essere particolarmente ingenui, si può pensare che furono già infiltrate l'anno successivo.. a pensar male invece (che quasi sempre ci si azzecca) che furono fondate apposta per la strategia della tensione, che ricordo, essere iniziata 9 anni prima di tale rapimento, a piazza fontana..
edit: è come avere una macchina da 8 anni, conoscerla a puntino e non usarla (facilmente) quando serve..

scusami se insisto

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Pyter
Inviato: 26/3/2008 21:49  Aggiornato: 26/3/2008 21:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Oldboy:
gli analisti americani auspicavano l'entrata del PCI al governo

Si...e Mario Capanna Ministro degli Esteri.

Ricordiamoci che si era su due piani: uno politico, l'altro SOCIALE.
Se pur era vero che il partito comunista non era comunista era però vero che la Società era DIVISA, il POPOLO era diviso e molta gente prendeva sul serio
le ideologie.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Oldboy
Inviato: 26/3/2008 21:56  Aggiornato: 26/3/2008 21:57
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2007
Da:
Inviati: 411
 Re: Indagine sul caso Moro
Pyter,

guarda che l'idea di portare il PCI al governo, per logorarlo e privarlo del ruolo di oppositore, non era per nulla balzana, anzi.
Era la stessa idea di parecchi dirigenti della DC, e non ci sarebbe da stupirsi se fosse condivisa anche dagli analisi della CIA all'Ambasciata americana.

Sta di fatto che il PCI subisce una dura sconfitta alle elezioni del 1979, dopo tre anni di compromesso storico (prima progettato e poi in parte attuato, con l'entrata del PCI nella maggioranza fino all'inizio dello stesso anno).
Questo dimostra che lo stesso elettorato pciista rifiutava di votare per un partito di governo alleato dei democristiani.

redna
Inviato: 26/3/2008 22:03  Aggiornato: 26/3/2008 22:03
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Questo dimostra che lo stesso elettorato pciista rifutava di votare per un partito di governo alleato dei democristiani.
---
Poteva anche significare che la classe dirigente (leggi DC) senza Moro per i comunisti non era affidabile...o forse sentivano odore di 'inciucio?

Per quanto riguarda la CIA e l'ambasciata americana....lo sappiamo che è proprio da li che arriva l'avvallo ....per i vari personaggi che hanno popolato e popolano la nostra politica ( e dal vaticano che è stato fin dall'inizio il garante degli anglo-americani....e poi non ha più smesso,a quanto pare).

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
HAVEADREAM
Inviato: 26/3/2008 22:10  Aggiornato: 26/3/2008 22:10
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/8/2005
Da:
Inviati: 209
 Re: Indagine sul caso Moro
Già le dichiarazioni e i pareri discordanti dei due tra i capi storici delle BR, Curcio e Franceschini lasciano già intendere che qualcosa NON sappiamo.
Curcio afferma nel suo libro "A viso aperto" che le BR erano preparate militarmente, mentre Franceschini in una intervista televisiva ha affermato di essere rimasto "sorpreso" dalla capacità militare delle BR.
Ma si conoscono 'sti signori, o qualcuno recita a soggetto?

Poi se si ascolta Moretti, Morucci e compagnia cantando, le versioni cominciano ad essere altre ancora.

E' evidente che non è servita la lezione del "quarto uomo" Germano Maccari, che secondo il "gruppo di fuoco" guidato da Moretti non sarebbe mai esistito......

Kolza
Inviato: 26/3/2008 22:35  Aggiornato: 26/3/2008 22:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/6/2004
Da: MMMMMMonza
Inviati: 916
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Colpi di Stato gli USA ne hanno organizzati a decine (anche se nessuno in Europa, a dire il vero)


Ah si? E quello in Grecia del 1967, detto anche "dei colonnelli"?

shm
Inviato: 26/3/2008 22:48  Aggiornato: 26/3/2008 22:49
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/8/2007
Da: perugia
Inviati: 1802
 Re: Indagine sul caso Moro
...

“Se un ebreo ortodosso mi considera "immondo" o mi saluta per primo per non dover essere costretto a rispondere al mio saluto, la cosa non preoccupa più di tanto.” (John)
9/11 anomalies
pereira
Inviato: 26/3/2008 23:19  Aggiornato: 26/3/2008 23:19
So tutto
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 5
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:

E' quindi ovvio che a far fuori Moro è stato il KGB.

Mi sembra, a parer mio, tirata per i capelli stà conclusione.
Quale sarebbe stato il meccanismo per il quale una volta arrivato al potere il PCI avrebbe perso consensi?

Pyter
Inviato: 26/3/2008 23:28  Aggiornato: 26/3/2008 23:28
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Pyter:
E' quindi ovvio che a far fuori Moro è stato il KGB.
pereira :
Mi sembra, a parer mio, tirata per i capelli stà conclusione.

Pyter:
E' OVVIO che è tirata per i capelli:
Per il semplice motivo che era una frase palesemente IRONICA.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
pereira
Inviato: 26/3/2008 23:37  Aggiornato: 26/3/2008 23:37
So tutto
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 5
 Re: Indagine sul caso Moro
Pyter:

Per il semplice motivo che era una frase palesemente IRONICA.

Pereira:

Ops!!! non l'ho capita.

Redazione
Inviato: 26/3/2008 23:59  Aggiornato: 27/3/2008 0:12
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Indagine sul caso Moro
Come prima giornata di caccia direi che abbiamo portato a casa pochino: tanti link generici, ma di “fatti” utili e verificabili solo 3: la stampatrice, lo scioglimento degli apparati antiterrorismo, e la discordanza fra Curcio e Franceschini.


(BIGLIE) Il brano in cui si parla della macchina stampatrice rinvenuta all'interno della tipogravia BR in via Foà, stampatrice già in possesso dell'allora RUS (Raggruppamento Unità Speciali) del Sisde, uno degli uffici che dirigeva GLADIO. Che altre prove servono?

http://www.fisicamente.net/index-593.htm

***

(HOLDEN) Una stampatrice proveniente dal RUS del SISMI , l'ufficio che si occupava della gestione dei corpi speciali come GLADIO , era finita nella tipografia di via Foà dove venivano stampati i volantini delle BR e di gruppi appartenenti all'ultrasinistra e all'Autonomia.

http://cloroalclero.blogspot.com/2007/06/laffaire-moro-esclusivo-i-parte.html

http://www.almanaccodeimisteri.info/relazioneBielli.htm


(HOLDEN) L'irruzione nella tipografia avviene il 17 maggio, otto giorni dopo l'uccisione di Moro. All'interno la polizia trova una macchina stampatrice AB DIK 360 proveniente dal Rus (reparto unità speciali), uno degli uffici del Sismi - lo sappiamo solo adesso - da cui dipende "Operazione Gladio". Con quella macchina le Brigate rosse stampavano i loro volantini durante il sequestro. A portarla nella tipografia, stabiliranno le indagini, era stato il solito Moretti.

http://www.macchianera.net/2004/04/12/il_caso_moro_3.html

***

(FLORIZEL) "Poco prima del rapimento Moro erano stati sciolti apparati antiterrorismo come l'ispettorato antiterrorismo del questore Santillo ed il nucleo antiterrorismo del generale Dalla Chiesa, lasciando scoperta un'attività di intelligence assai importante." http://culturitalia.uibk.ac.at/paginaitaliana/moro/moro_resoconto.html

***

(HAVEDREAM) Curcio afferma nel suo libro "A viso aperto" che le BR erano preparate militarmente, mentre Franceschini in una intervista televisiva ha affermato di essere rimasto "sorpreso" dalla capacità militare delle BR.

***

Per il resto, molte affermazioni interessanti, ma non supportate:


(SIGMATAU) – [Moretti] cresce in una famiglia di stampo nettamente ‘conservatore’ e con conoscenze assai ‘altolocate’. A scuola è ricordato da compagni e insegnanti come ‘estremista di destra’
- quando si trasferisce nel ‘68 a Milano non partecipa in alcun modo alle turbolente manifestazioni che ancora oggi caratterizzato quell’anno nella ‘memoria collettiva’
- assunto alla Sit-Siemens entra in contatto con il Collettivo Politico Metropolitano, movimento fondato da Renato Curcio e Mara Cagol che poi diverrà il ‘nucleo storico’ delle BR, ma solo tre anni più tardi, nel 1971, ne entrerà a far parte
- nel 1974 Curcio e Franceschini, i ‘capi storici’ delle BR che, in contrasto cin Moretti, promuovevano una linea di ‘violenza simbolica’ che escludeva stragi e ‘assassini mirati’ , sono arrestati a Pinerolo in conseguenza della delazione di Fratello Mitra [al secolo Silvano Girotto…]. Moretti avrebbe dovuto cadere anch’egli nella rete, ma viene avvertito da una misteriosa ‘telefonata anonima’ a non recarsi al luogo dell’appuntamento. In seguito sosterrà di non aver potuto in alcun modo avvertire i ‘compagni’ della imboscata preparata per loro
- divenuto capo incontrastato del movimento Moretti impone subito la ‘linea dura’ che si concreterà quattro anni dopo con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. La ‘ristrutturazione’ delle BR da lui operata farà sì che ciascun membro del movimento in pratica conoscesse solo l'elemento della 'piramide' i posto ‘immeditamente sopra’ o ‘immdiatamente sotto’ rispetto a lui, da cui rispettivamente ricevere e a cui trasmettere ordini operativi. Di fatto da quel momento in poi Moretti sarà il solo a conoscere tutti i dettagli operativi delle BR e nessuno sa ancora oggi chi stesse sopra di lui nella ‘piramide’
- durante la prigionia di Aldo Moro Moretti fu il solo a diretto contatto permanente con il prigioniero e fu il solo ad interrogarlo. Fu lui poi a raccogliere il ‘Memoriale Moro’, del quale solo in parte sono state rinvenute poi delle copie. Nessuno è mai stato in grado di stabilire quanto materiale informativo riservato e attinente la sicurezza nazionale sia stato acquisito da Moretti nel corso di quegli ‘interrogatori’ e a chi sia stato consegnato
- Moretti è stato l’ultimo leader delle BR ad essere arrestato [1981] e il primo a beneficiare della ‘semilibertà’ [1994], non ostante la condanna a sei ergastoli e il fatto che non si sia mai dissociato dalla lotta armata. Da 14 anni lavora [con retribuzione adeguata all’incarico…] come dirigente informatico presso la Regione Lombardia

***

(OLDBOY) ci sono documenti CIA - desecretati negli ultimi anni - in cui gli analisti americani consigliano un accordo con il PCI di Berlinguer. Portare il PCI al governo sarebbe stata la cosa più utile, per stabilizzare la situazione politica italiana, proprio nell'interesse americano.

***

(BIGLIE) Segnalo la dichiarazione della figlia di Moro sul fatto che il padre doveva trovarsi sull'Italicus il giorno della strage (sarebbe interessante recuperare questa dichiarazione).

***

(REDNA) Il maresciallo Lonardi fu il primo ad essere ucciso da un personggio vestito da aviere.Gli fu sparato dal finestrino. Questo personaggio NON si è MAI trovato.

***

Come "collettivo di investigazione" non siamo proprio il massimo...

beat
Inviato: 27/3/2008 0:18  Aggiornato: 27/3/2008 0:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/2/2006
Da:
Inviati: 288
 Re: Indagine sul caso Moro
salute,
moro-moretti-morucci
via gradoli....solo depistaggio, il presidente non fu mai in quel loco...ma forse come dice il buon franceschetti...messaggio criptato....grado 51 o maestro del gladio...
via caetani....teatro principale del sequestro e dell'omicidio.
moretti....figlio n.n. sotto la tutela dei marchesi casati e studi scuole private di alto livello....villa di arcore per intenderci
piazza delle 5 lune...film interessante, criptico, verosimile....
pentalfa cerchiato e b.r.di lato....oBRa de dio
e poi ci sono tutta una serie di coincidenze, misteri che continuano a rimanere irrisolti....vedi i vari OP di pecorelli(fratello) riportati nel blog di franceschetti....decisamente molto valido ed esauriente....
a proposito se capita firmate la petizione sulla maTToneria.
salute a tutti

gobbo
Inviato: 27/3/2008 1:18  Aggiornato: 27/3/2008 1:42
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 19/9/2005
Da: Neverland
Inviati: 1347
 Re: Indagine sul caso Moro
Fatto N° 1:
Il Primo comunicato(file in pdf) delle BR dove viene annunciato il sequestro dice in modo inequivocabile:
I comunicati verrano battutti tutti con la stessa machina:questa.
Fatto N°2 :
Il falso comunicato N.7 quello dove si annuncia l’avvenuta esecuzione di Moro, il cui corpo si troverebbe “nei fondali limacciosi del lago della Duchessa.”
è stato prodotto dal falsario Antonio Chichiarelli
il quale era elemento di spicco della banda della Magliana e nello stesso momento era legato anche ai servizi segreti.
Fatto N°3:
Secondo i proff. Mario Franco e Mario Sorrentino che sono autori di quasi tutte le perizie grafiche e dattilografiche del Caso Moro, il comunicato N.1 e il falso comunicato N.7 sono stati redatti dalla stessa machina da scrivere o dalla stessa testina rotante.

Riflessione
Visto i fatti le domande sono due :
Che fine hanno fato i veri comunicati delle BR se mai ci sono stati e perché le BR non hanno mai disconosciuto la paternità del Comunicato N.1 ?
Le implicazione del caso sul Comunicato N.1 sono facilmente intuibili.

Fatto N°4
L’ANSA nella giornata di 18 Marzo riporta questo comunicato alle ore 18:13 – "valide ai fini delle indagini sono state considerate dagli inquirenti le fotografie che la signora Cristina Rossi, abitante in via Fani, ha scattato dalla finestra della sua abitazione mentre era in corso la sparatoria. Il negativo del rollino scattato dalla testimone è stato passato dai funzionari della questura al magistrato inquirente che lo ha esaminato, mantenendo tuttavia sul suo contenuto uno stretto riserbo".
Più tardi l'ANSA precisa che la donna si chiama Giuseppina Rossi (e non Cristina) e che è stato il marito a scattare le foto.

Riflessione
Su queste foto si sono fatti molte speculazioni, ma rimane sempre una semplice domanda:
Che fine hanno fatto i rullini?


il gobbo

I LINK.VOGLIO VEDERE I LINK,PLEASE.
hi-speed
Inviato: 27/3/2008 1:43  Aggiornato: 27/3/2008 1:45
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/12/2004
Da: preda lunga
Inviati: 3211
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Come prima giornata di caccia direi che abbiamo portato a casa pochino: tanti link generici, ma di “fatti” utili e verificabili solo 3: la stampatrice, lo scioglimento degli apparati antiterrorismo, e la discordanza fra Curcio e Franceschini.


Bastano ed avanzano con il riporto.

Ne bastava una di queste a caso nel 1980 per farci balzare dalle sedie. Ricordo ai tempi del sequestro i discorsi increduli della gente sulla disinvoltura con cui le presunte BR si destreggiavano a Roma per i comunicati e per i rifugi. E pure gli sfottò a caramba e pula.

Aggiungiamoci anche i due fatti citati da Gobbo.

Hi-speed

Cosa Sta Succedendo? Madre, madre Ci sono troppi di voi che piangono Fratello, fratello, fratello Ci sono troppi di voi che stanno morendo Sai che dobbiamo trovare una maniera Per portare un pò di amore qui oggi
Holden
Inviato: 27/3/2008 2:25  Aggiornato: 27/3/2008 2:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/9/2005
Da:
Inviati: 48
 Re: Indagine sul caso Moro
Se può servire...
link

Piuttosto interessante. Si parla del caso Moro nella puntata "Storia delle Brigate Rosse - 1" (verso la fine). Ma per avere una visione più globale dell'intreccio degli eventi, e per meglio mettere a fuoco alcuni argomenti, consiglio anche la visione delle puntate: "Storia delle BR -2", "La stagione delle stragi" e "Poteri occulti", presenti qui), più questa: "Le lettere di Moro", presente qui.

Saluti.

marco_m
Inviato: 27/3/2008 3:21  Aggiornato: 27/3/2008 3:21
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
cerco di attenermi alle condivisibili indicazioni; premetto solo che voglio occuparmi di un paio di dettagli, ovverosia la famosa 128 bianca con targa diplomatica su cui avrebbero preso posto Moretti e la Faranda, e la nazionalità di alcuni membri del commando.
FATTO: in via Fani NON vi fu alcun tamponamento violento tra la 128 bianca e la 130 blu; uno sguardo a foto e filmati dell'epoca permette di vedere che i paraurti delle due auto sono perfettamente intonsi, e che sull'asfalto non vi è traccia alcuna di frenate.
FATTO: stando all'autopsia effettuata sui corpi dell'autista della 130 blu di Moro e del caposcorta Leonardi che gli sedeva a fianco (ricordiamo che sulla Fiat 130 blu c'erano l'autista, il caposcorta sul sedile del passeggero, e il solo Moro sul divano posteriore), entrambi sono stati uccisi da colpi che provenivano da dietro e che li hanno "attinti", come si dice in gergo, alla schiena. A entrambi è stato poi sparato alla testa un colpo di grazia. Ciò significa, come efficacemente ricostruito da Minoli alcune sere fa, che gli occupanti della 128, che precedeva la 130, sono scesi ognuno dal proprio lato, si sono diretti verso la 130, sono giunti all'altezza delle portiere posteriori, si sono girati e hanno fatto fuoco verso i due occupanti i sedili anteriori, colpendoli alla schiena con un tiro incidente di circa 45 gradi diretto in avanti, la sola modalità che desse la certezza assoluta di 1) non colpire Moro; 2) non colpirsi a vicenda (visto che sparavano da entrambi i lati della vettura).
IPOTESI: sulla base di questi fatti, ritengo che l'ipotesi più logica e, a mio avviso, l'unica che spieghi razionalmente i fatti, sia che la famosa 128 bianca con targa diplomatica fosse in realtà parte integrante del corteo delle auto di Moro. Mi spiego meglio: credo che qualcuno abbia comunicato a Leonardi che, quella mattina, un'auto civetta della polizia ("la riconoscerete facilmente, ha targa CD e a bordo ci sono un uomo e una donna") si sarebbe unita al corteo lungo il tragitto e li avrebbe guidati lungo un percorso sicuro (così si spiegano la scelta altrimenti cervellotica di usare una targa diplomatica, che sembra fatta apposta per attirare l'attenzione, e la certezza matematica del commando che Moro sarebbe transitato proprio in via Fani). Questo "qualcuno", ovviamente, non poteva che essere un funzionario di grado sufficientemente elevato da potersi permettere di dare indicazioni al caposcorta del Presidente della Repubblica in pectore. A questo punto si può azzardare una ricostruzione della scena: la 128 si ferma allo stop e, ordinatamente, frenano e si fermano anche la 130 e l'Alfetta bianca con i 3 poliziotti a bordo. L'uomo e la donna scendono e si avviano tranquillamente verso la 130; Leonardi non ha nulla da temere, i due, per quel che ne sa, sono poliziotti (può anche essere che si fosse comunicato a Leonardi la necessità di trasferire Moro sulla 128 per maggiore sicurezza, data la delicatezza e la tensione di quel giorno). Una volta giunti all'altezza delle portiere posteriori, con Moro forse pronto a scendere non appena i due gli avessero aperto la portiera, accade l'incredibile: i due finti poliziotti estraggono armi corte (direi pistole o pistole mitragliatrici ultra compatte come le skorpion) e con due brevi raffiche quasi a bruciapelo uccidono i due carabinieri. È solo a questo punto che i 4 o 5 avieri sbucano fuori, corrono verso l'Alfetta e sparano senza alcuna remora lunghe raffiche dal lato sinistro, tanto a bordo ci sono solo poliziotti e Moro è già inerme. Il famoso super-killer, poi, come riportato dai testimoni, fa un balzo per portarsi quasi dietro l'Alfetta, in modo da colpire l'unico poliziotto che è riuscito a reagire ed è sceso dal lato destro. Verrà infatti ucciso da una raffica alla schiena.
COROLLARIO: nell'azione di via Fani sono coinvolti gli apparati della forza italiani (o pezzi di tali apparati), visto che hanno ingannato Leonardi e pianificato il trucco della 128 con targa CD; tra gli "avieri" c'erano probabilmente almeno due tedeschi, verosimilmente esponenti della Raf, visto che: 1) i testimoni hanno sentito uno degli avieri parlare in tedesco; 2) le modalità dell'azione sono la fotocopia del sequestro Schleyer del '77; 3) il nome dato dalle bierre all'azione era Operazione Fritz (certo, ci possono essere mille spiegazioni diverse per questo, tra cui quella degli stessi brigatisti, ossia che Fritz si riferisse alla frezza bianca dei capelli di Moro; però i bierre sono bugiardi matricolati, per cui...)

_gaia_
Inviato: 27/3/2008 9:52  Aggiornato: 27/3/2008 10:12
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Indagine sul caso Moro
Redaziù
Citazione:
Come prima giornata di caccia direi che abbiamo portato a casa pochino: tanti link generici, ma di “fatti” utili e verificabili solo 3: la stampatrice, lo scioglimento degli apparati antiterrorismo, e la discordanza fra Curcio e Franceschini

Ma i link del buon Pausania non se li è filati nessuno?

Li riporto con qualche stralcio, magari a qualcuno viene la curiosità di sfogliarsi per bene tutto il blog di Paolo Franceschetti, che definire 'ricco di informazioni' è eufemistico.

Riporto qualche stralcio ma davvero consiglio di leggersi tutto, perché ogni riga è un concentrato di fatti interessanti.


Moro fu davvero rapito dalle BR?

"L'azione militare di via Fani viene subito definita da un anonimo ufficiale dei servizi segreti «un gioiello di perfezione» attuabile solo «da due categorie di persone: militari addestrati in modo sofisticato, oppure (il che è lo stesso) da civili che si siano sottoposti a un lungo e meticoloso training in basi militari specializzate in operazioni di commando».
(...)
l'abilità del tiratore scelto di via Fani non poteva non presupporre un addestramento costante, quasi quotidiano, che in Italia possono consentirsi solo pochi uomini”.
I brigatisti non avevano alcun addestramento: “Morucci confermerà che la sola esercitazione affrontata dal commando brigatista prima dell'azione di via Fani era stata tenuta nel giardino di una villa a Velletri (ovviamente, si era trattato di una esercitazione senza "bersagli", né armi e pallottole, poiché gli spari avrebbero creato allarme nelle vicine abitazioni)"

(...)

Ad agevolare la fuga del commando un improvviso black-out interrompe le comunicazioni telefoniche della zona.
Ma il mistero Sip non si conclude con il back-out del 16 marzo 1978.
"Si susseguono durante i 55 giorni di prigionia dell’On. Moro, strane quanto improbabili coincidenze legate all’azienda dei telefoni: il 14 aprile alla redazione de Il Messaggero, è attesa una telefonata dei rapitori; vengono così raccordate in un locale della polizia, per poter stabilire la derivazione, le sei linee della redazione del giornale. Ma al momento della chiamata la Digos accerta l’interruzione di tutte e sei le linee di derivazione e non può risalire al telefonista... L’allora capo della Digos parla, nelle sue dichiarazioni agli inquirenti, di totale non collaborazione della Sip. ...In nessuna occasione fu individuata l’origine delle chiamate dei rapitori: eppure furono fatte due segnalazioni… L’allora direttore generale della Sip era iscritto alla P2, Michele Principe".
Piccolo Particolare:
Circa la vicenda della Sip si legge (Unità dell’11 luglio 1991) in uno scritto di Vladimiro Settimelli:
<Una Gladio della Sip allertata il giorno prima del sequestro Moro. Il nucleo occulto opera ancora nel campo dei telefoni>

(...)

All’interno del famigerato Centro studi Scontrino di Trapani: "la polizia trovò le carte segrete di una serie di logge massoniche coperte, punto d’incontro di massoni, templari, politici, appartenenti a servizi segreti d’Occidente e d’Oriente(...)"
Cosa ci faceva una foto di Moro, con alcune iscrizioni massoniche apposte sulla stessa fotografia, all’interno del Centro studi Scontrino di Trapani?
(...)
"Al di là delle ipotesi, rimane comunque il dato di fatto del rinvenimento, in una loggia massonica, di una fotografia di Aldo Moro del tutto particolare: massoniche erano, infatti, anche alcune iscrizioni apposte sulla stessa fotografia. Queste scritte non furono mai decifrate: la foto, a quanto pare, scomparve immediatamente dagli atti del processo".

(...)

E’ il 02 aprile1978 quando nel corso di una seduta spiritica a cui partecipava, tra gli altri, anche Romano Prodi (recentemente coinvolto in una inchiesta riguardo a truffe ai danni della Comunità europea, che lo indica come affiliato ad una loggia massonica di San Marino) emerge il nome Gradoli.
Era il nome della via in cui si trovava il covo delle Br o quella seduta spiritica aveva un significato più profondo?
Vista l’ingombrante presenza della Massoneria in tutta la vicenda Moro perché non provare a leggere la cosa diversamente?
"Se fosse stato un segnale inviato a chi era in grado di capirlo perché iniziato a quel particolare linguaggio cifrato?
Se il codice fosse stato, per esempio, quello rosacrociano, le lettere indicate dal piattino avrebbero potuto non formare il nome del paesino sul lago di Bolsena, ma essere lette come GRADO-LI (grado 51). Si sarebbe rinviato, cioè, a un livello ancora più occulto del trentatreesimo, un gradino più alto della gerarchia massonica conosciuta. Quale poteva essere questo misterioso Grado LI? Un rarissimo testo pubblicato in Francia intorno al 1870 da Ely Star (pseudonimo di un seguace di Péladan e di Flam-marion), Les Mystères de l'horoscope, svela che nel Cercle de In Rose + Crobc il Grado LI corrisponde al Maìtre du Glai-ve, il Signore del Gladio.

(...)

A Pecorelli legato ai servizi segreti, alla massoneria e buon conoscitore del linguaggio degli iniziati non sfugge uno “strano necrologio” e il 15 marzo, ovvero il giorno prima dell’agguato di via Fani, l’agenzia "Op" scrive:
«Mercoledì 15 marzo il quotidiano "Vita sera" pubblica in seconda pagina un necrologio sibillino:
"2022 anni dagli Idi di marzo il genio di Roma onora Cesare 44 a.C.-1978 d.C.".
Proprio le idi di marzo del 1978 il governo Andreotti presta il suo giuramento nelle mani di Leone Giovanni. Dobbiamo attendere Bruto? Chi sarà? E chi assumerà il ruolo di Antonio, amico di Cesare? Se le cose andranno così ci sarà anche una nuova Filippi?».
Aldo Moro come Cesare?



Tra i commenti al post, c'è anche questo:

MORO, in via Fani, NON ERA IN AUTO.
E’ una spiegazione plausibile alle tante stranezze. Infatti basta pensare che:
- Il commando esplode contro le due auto almeno 93 colpi…tutti morti e Moro resta illeso? Questo è più di un miracolo.
- Nessuno vede Moro uscire dall’auto in via Fani, le testimonianze parlano di un uomo della corporatura di Moro…che è ben altra cosa. Anche’io ho la corporatura di Woody Allen ma non siamo neanche parenti;
- Questo spiegherebbe anche perchè gli uomini della scorta dovevano morire… avrebbero potuto dire che Moro non era in auto;
- A conferma di ciò basti dire che Moro, nelle lettere dal carcere, non fa un solo accenno agli uomini della scorta trucidati sotto i suoi occhi. Eppure era un uomo religioso, perché? Forse perché non lo sapeva?
- Non a caso Pecorelli, nel pezzo citato nell’articolo, parla di uomini mandati all’assalto dell’auto del Presidente (si badi bene…dell’auto) ed è questo il particolare da tenere a mente.



Il blog è questo:
http://paolofranceschetti.blogspot.com


Ricordo anche l'altro link postato da Pausania:
www.archivioflamigni.org

redna
Inviato: 27/3/2008 10:20  Aggiornato: 27/3/2008 10:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
MORO,in Via Fani, NON ERA IN AUTO
---
Dopo 30anni abbiamo capito che quando si sparano tutto quei colpi è difficile,anche per il più esperto e in uno spazio piccolo come l'abitacolo dell'auto, rimanere illesi.
Questo è successo a Moro.
Ma se rteniamo che NON fosse in auto,allora la persona al suo posto poteva benissimo avere una protezione anti-proiettili.
I testimoni dicono che un uomo è uscito dalla macchina e era vicino ad un giovane. Quindi non è stato tirato fuori a forza dalla macchina, ma è uscito a piedi e comminava vicino ad un'altra persona...dopo che aveva visto la mattanza degli agenti di scorta, chi poteva restare in piedi e camminare?Verosimilmente era in preda al panico....Ma è un uomo tranquillo che cammina la prima descrizione dei testimoni.


Resta aperto l'interrogativo: se Moro non era in auto, quel 16marzo1978, dove si trovava?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
silviober
Inviato: 27/3/2008 11:00  Aggiornato: 27/3/2008 11:00
Ho qualche dubbio
Iscritto: 31/5/2006
Da: In bilico
Inviati: 66
 Re: Indagine sul caso Moro
Scusa Massimo ma:
>>Moretti è stato l’ultimo leader delle BR ad essere arrestato [1981] e il primo a beneficiare della ‘semilibertà’ [1994], non ostante la condanna a sei ergastoli e il fatto che non si sia mai dissociato dalla lotta armata. Da 14 anni lavora [con retribuzione adeguata all’incarico…] come dirigente informatico presso la Regione Lombardia<<
mi sembrano fatti, precisi e controllabili. E se pensi a CHI comanda qui in Regione Lombardia (esperienze dirette, non sentito dire...), e non da poco tempo, potresti risalire per li rami e trarne qualche logica conseguenza. Ciao

Citazione:
Finché la gente accetterà la spazzatura, sarà redditizio venderla
sigmatau
Inviato: 27/3/2008 11:35  Aggiornato: 27/3/2008 14:04
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi
per prima cosa prendo atto della ‘ramanzina’ affibiatami da Massimo e corro subito ai ripari. Le ‘notizie’ da me riportate riguardo a Mario Moretti sono tratte da…

http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Moretti

Dal momento che non si tratta in sé di notizie ‘sconvolgenti’ e anzi sono in gran parte note ai più non mi è parso necessario esibire ‘certificati di autenticità’, che comunque per andare sul sicuro d’ora in poi esibirò ogni volta che citerò qualcosa. Esaminando separatamente ciascuna di quelle ‘notizie’, nessuna sembra essere particolarmente ‘eclatante’. L’insieme però si deve convenire che fornisce un ‘profilo’ di Mario Moretti assai… come dire… assai ‘sconcertante’…

Molto interessante la ‘tesi’ portata avanti dal ‘nuovo utente’ marco_m, il quale, a giudicare dai numerosi e dettagliati partiocolari citati, evidentemente da lungo tempo deve essersi interessato alla ‘Vicenda Moro’ . Dal momento che io sono uno che bada ai ‘particolari’ [al punto che spesso mi sfuggono dati essenziali…], sono stato attratto molto dalle seguenti righe…

… l'uomo e la donna scendono e si avviano tranquillamente verso la 130. Leonardi non ha nulla da temere, i due, per quel che ne sa, sono poliziotti [può anche essere che si fosse comunicato a Leonardi la necessità di trasferire Moro sulla 128 per maggiore sicurezza, data la delicatezza e la tensione di quel giorno]. Una volta giunti all'altezza delle portiere posteriori, con Moro forse pronto a scendere non appena i due gli avessero aperto la portiera, accade l'incredibile: i due finti poliziotti estraggono armi corte [direi pistole o pistole mitragliatrici ultra compatte come le Skorpion] e con due brevi raffiche quasi a bruciapelo uccidono i due carabinieri. È solo a questo punto che i 4 o 5 avieri sbucano fuori, corrono verso l'Alfetta e sparano senza alcuna remora lunghe raffiche dal lato sinistro, tanto a bordo ci sono solo poliziotti e Moro è già inerme. Il famoso super-killer, poi, come riportato dai testimoni, fa un balzo per portarsi quasi dietro l'Alfetta, in modo da colpire l'unico poliziotto che è riuscito a reagire ed è sceso dal lato destro. Verrà infatti ucciso da una raffica alla schiena…

Essendoci stati ben cinque processi sul ‘Caso Moro’, si deve arguire che tutti i dettagli della ‘sparatoria’ in via Fani dovrebbero essere stati ’passati al setaccio’ e nessun dubbio debba più sussistere. Viceversa quello che si può affermare con sicurezza è che non si sa ancora con precisione quali armi e quanti ‘killer’ abbiano sparato quel giorno. Riporto alcune fonti…

http://www.pagine70.com/vmnews/wmview.php?ArtID=512

Le armi usate sono disparate: una Smith & Wesson calibro 9 parabellum [8 colpi], una Beretta 52 calibro 7,65 [4 colpi], una pistola mitragliatrice calibro 9 parabellum, una Tz 45 [5 colpi],una Beretta M12 [3 colpi], un Fna o uno Stern [49 colpi]. Sono ben 45 i colpi che investono gli uomini della scorta; Ricci, Rivera e Iozzino hanno ricevuto il colpo di grazia…

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/italia/12334/trentanni-leccidio-fani.htm

Non e' stato mai chiarito se il fuoco fosse incrociato, e quindi la pioggia di colpi partisse da entrambi i lati della vial dubbio venne ai periti balistici quando esaminarono i tramiti dei fori dei proiettili sui corpi degli uomini della scorta del Presidente.
Secondogli esperti (i documenti sono disponibili anche su internet), inoltre, l'azione e' stata messa a segno essenzialmente da due persone: una spara 49 colpi, l'altra 22 su un totale di 91. L'arma che ha esploso i 49 colpi, uno Sten o un Fna 43, non si e' mai ritrovata.

Un testimone raccontera' che il killer fa fuoco con la mano guantata sulla canna per colpire con maggiore precisione. Dopo aver raggiunto Leonardi e Ricci, fa un balzo indietro per allargare il raggio d'azione e puntare sull'Alfa di scorta. Le altre armi sparano molto meno: 4 colpi una, 2 quella di Raffaele Fiore e 8 la Smith&Wesson poi ritrovata in possesso di Prospero Gallinari.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_20693400.html

I primi a cadere furono, dopo che erano stati infranti i vetri anteriori, Ricci e Leonardi, l'autista e il capo scorta di Aldo Moro. Breve efficace, una "azione esemplare" nonostante la dichiarata approssimazione della preparazione militare del commando. I colpi furono sparati da distanza ravvicinata… Questo il "racconto-base" del rapimento fatto da Valerio Morucci, il primo a dare il quadro dell'assalto e a cui si sono rifatti tutti. Tre della scorta, in un mare di sangue, furono finiti con un colpo di grazia alla nuca: Iozzino, Leonardi e Ricci. Solo Iozzino sparò due colpi ma fu subito freddato da altri due assalitori in borghese. Dalle prime dichiarazioni i Br sono via via passati da 7 a 8, poi a 9, poi a 10 ed infine ad 11 (con l'aggiunta della Algranati, poi assolta, ed Etro)… La perizia balistica stabilì che vennero esplosi almeno 91 colpi; 49 furono sparati da una sola arma, uno Fna 43 o uno Sten; 22 da una pistola mitragliatrice, 5 e 3 da altre due pistole-mitra e infine 8 e 4 da due pistole semi automatiche. L'uomo che spara più colpi era in divisa e mostrava grande padronanza. E' lui che fa il grosso del ‘lavoro’ insieme a colui che spara 22 colpi. Nella ricostruzione fatta da Morucci i Br sparano dal solo lato sinistro ma ciò non è vero. Ricci cade a sinistra, Leonardi colpito anche destra mentre cerca di girarsi per coprire Moro. Sono i due specialisti che sparano sulla macchina di Moro senza che il presidente venga colpito. Una perizia, durante il Moro-quater, ha accertato che a via Fani sparò un numero di armi superiore a quello dichiarato dai Br. Almeno 7 e non sei, da destra e sinistra: 4 mitra, 2 pistole semi automatiche -impugnate da due persone- e probabilmente un'altra arma che utilizzava proiettili calibro 7,65 parabellum. Ma i Br affermano che spararono solo in quattro: Bonisoli, Fiore, Gallinari e Morucci. A Bonisoli, però, il mitra si inceppò subito, quello di Morucci ‘quasi subito’. A Gallinari accadde a metà raffica. Fiore ha detto che il suo M12 si inceppò ‘subito’, che sfilò il caricatore e lo sostituì, ma che non partì alcun colpo. Tutti i mitra si incepparano. Chi sparò quindi quel giorno a via Fani?…

http://blog.libero.it/Altaforte/view.php?id=Altaforte&gg=080309&mm=0

Negli istanti successivi i terroristi esplodono un numero impressionante di colpi. Vengono ritrovati 93 bossoli, ma i colpi sparati potrebbero essere di più. In questo inferno di fuoco vengono colpiti tutti gli uomini della scorta di Aldo Moro (Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Raffaele Iozzino e Francesco Zizzi) ma il Presidente della DC resta miracolosamente illeso.Tre uomini della scorta, feriti ma ancora vivi, ricevono il colpo di grazia[1]. Perché? Cosa non dovevano dire?
“Moro non percorreva tutti i giorni la stessa strada: cambiava il percorso in ragione dei vari impegni della giornata…. Eppure, fin dalla sera del 15 marzo i brigatisti attuarono i preparativi per l’imboscata di via Fani: nottetempo vennero squarciate le gomme del pulmino appartenente al fioraio Antonio Spiriticchio che ogni giorno sostava proprio nel luogo dell’agguato. L’audace imboscata terrorista venne preceduta da una meticolosa preparazione logistica: dunque i terroristi fin dal giorno prima avevano l’assoluta certezza che la mattina dopo, verso le ore 9, l’auto di Moro sarebbe transitata in via Fani, e prima ancora che lo avesse stabilito il maresciallo Leonardi”[2].

Come potevano essere sicuri che Moro proprio quel giorno e a quell’ora sarebbe passato da via Fani?
“L'azione militare di via Fani viene subito definita da un anonimo ufficiale dei servizi segreti «un gioiello di perfezione» attuabile solo «da due categorie di persone: militari addestrati in modo sofisticato, oppure (il che è lo stesso) da civili che si siano sottoposti a un lungo e meticoloso training in basi militari specializzate in operazioni di commando». Un parere condiviso anche dal generale Gerardo Serravalle, secondo il quale l'abilità del tiratore scelto di via Fani non poteva non presupporre un addestramento costante, quasi quotidiano, che in Italia possono consentirsi solo pochi uomini”[4].

I brigatisti non avevano alcun addestramento: “Morucci confermerà che la sola esercitazione affrontata dal commando brigatista prima dell'azione di via Fani era stata tenuta nel giardino di una villa a Velletri (ovviamente, si era trattato di una esercitazione senza "bersagli", né armi e pallottole, poiché gli spari avrebbero creato allarme nelle vicine abitazioni)”[5].

Allora chi ha condotto l’imboscata?

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_20693400.html

I primi a cadere furono, dopo che erano stati infranti i vetri anteriori, Ricci e Leonardi, l'autista e il capo scorta di Aldo Moro. Breve efficace, una "azione esemplare" nonostante la dichiarata approssimazione della preparazione militare del commando. I colpi furono sparati da distanza ravvicinata… Questo il "racconto-base" del rapimento fatto da Valerio Morucci, il primo a dare il quadro dell'assalto e a cui si sono rifatti tutti. Tre della scorta, in un mare di sangue, furono finiti con un colpo di grazia alla nuca: Iozzino, Leonardi e Ricci. Solo Iozzino sparò due colpi ma fu subito freddato da altri due assalitori in borghese. Dalle prime dichiarazioni i Br sono via via passati da 7 a 8, poi a 9, poi a 10 ed infine ad 11 (con l'aggiunta della Algranati, poi assolta, ed Etro)… La perizia balistica stabilì che vennero esplosi almeno 91 colpi; 49 furono sparati da una sola arma, uno Fna 43 o uno Sten; 22 da una pistola mitragliatrice, 5 e 3 da altre due pistole-mitra e infine 8 e 4 da due pistole semi automatiche. L'uomo che spara più colpi era in divisa e mostrava grande padronanza. E' lui che fa il grosso del ‘lavoro’ insieme a colui che spara 22 colpi. Nella ricostruzione fatta da Morucci i Br sparano dal solo lato sinistro ma ciò non è vero. Ricci cade a sinistra, Leonardi colpito anche destra mentre cerca di girarsi per coprire Moro. Sono i due specialisti che sparano sulla macchina di Moro senza che il presidente venga colpito. Una perizia, durante il Moro-quater, ha accertato che a via Fani sparò un numero di armi superiore a quello dichiarato dai Br. Almeno 7 e non sei, da destra e sinistra: 4 mitra, 2 pistole semi automatiche -impugnate da due persone- e probabilmente un'altra arma che utilizzava proiettili calibro 7,65 parabellum. Ma i Br affermano che spararono solo in quattro: Bonisoli, Fiore, Gallinari e Morucci. A Bonisoli, però, il mitra si inceppò subito, quello di Morucci ‘quasi subito’. A Gallinari accadde a metà raffica. Fiore ha detto che il suo M12 si inceppò ‘subito’, che sfilò il caricatore e lo sostituì, ma che non partì alcun colpo. Tutti i mitra si incepparano. Chi sparò quindi quel giorno a via Fani?…

Un bel pasticcio, non è vero?… La Commissione Stragi presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino ha cercato di vederci un po’ chiaro ed ha sentito Valerio Morucci, uno dei componenti il ‘gruppo di fuoco’ che ha agito quel giorno. Ecco che cosa ne ha tratto…

Comissione Stragi

FRAGALA’. Signor Morucci, durante il processo lei ha avuto una garbata polemica con le parti civili sul problema del numero degli attentatori di via Fani e da quali parti hanno sparato. Le sue iniziali dichiarazioni sembrano essere state smentite dalla perizia Ugolini che ha dimostrato che gli attentatori sparavano da tutte e due le parti. Lei sa che Franceschini in un recente libro a mo' di romanzo ha sostenuto che il motivo per cui i brigatisti di via Fani erano vestiti con le divise - e quindi contro ogni prudenza di tipo clandestino - è che sparavano da tutte e due le parti - contro ogni prudenza di tipo balistico – trova la sua giustificazione nella presenza di un tiratore scelto che veniva da fuori (quello che viene chiamato Tex Willer da un testimone di via Fani) che con la famosa mitraglietta Skorpion sparò quarantanove colpi su novantuno e fu quello che praticamente uccise tutti gli uomini della scorta. Questa ricostruzione di Franceschini è corretta? Intanto, è vero che i brigatisti erano quattordici e non nove. Lei prima ha detto nove poi si è corretto in dodici, ma risulterebbero quattordici. E’ vero poi che spararono da tutte e due le parti e che vi era un tiratore scelto, che non conoscendo gli altri componenti del commando li fece vestire tutti con una divisa riconoscibile, in modo da non uccidere nessuno dei compagni?

PRESIDENTE. Stempero queste considerazioni facendole diventare domande. Anzitutto vi è il seguente problema: perché in quell'occasione indossate l'impermeabile dell'Alitalia e vi cucite sopra i gradi? Qual è la necessità del camuffamento, che negli altri attentati non avete mai utilizzato?

MORUCCI. Perché in quel caso i tempi di attesa erano imprevedibili. Non solo, ma c'era la possibilità di tornare il giorno dopo, il giorno dopo ancora, e poi chissà quando, perché non c'era assolutamente la certezza che Moro passasse di lì quella mattina.
SARACENI. L'attentato riuscì il primo giorno?

MORUCCI. Sì, il primo giorno. Quindi, la permanenza per troppo tempo in quella via di persone vestite normalmente non era possibile; per altro è una via residenziale, nella quale a quell'ora di mattina non passava praticamente nessuno e ciò ha richiesto di adottare questo stratagemma. Essendo un quartiere residenziale, dei piloti dell'Alitalla potevano non destare sospetto. Per quanto riguarda Franceschini, ha detto lei che Franceschini ha scritto un romanzo e tale rimane, cioè opera di totale fantasia.

FRAGALA’. Ma la perizia balistica non è opera di fantasia.

PRESIDENTE. Secondo la ricostruzione giudiziaria della vicenda, è lei l'uomo che con l'FNA 43 spara quarantanove colpi.

MORUCCI. Esatto, ma il problema è che gli FNA 43 erano due e che la perizia balistica ha accomunato i colpi sparati da entrambe le armi.

PRESIDENTE. L'altro era quello di Fiore?

MORUCCI. Quello di Fiore era un M 12.

PRESIDENTE. Quindi sulla prima macchina sparate lei e Fiore i due mitra...

MORUCCI. Sulla seconda un TZ e un FNA 43. Quindi i quarantanove colpi sono stati tutti accomunati.

PRESIDENTE. L'FNA 43 con cui spara lei non era un'arma delle Brigate rosse.

ZANI. Mi domando che caricatore aveva quest'arma per sparare quarantanove colpi.

MORUCCI. Infatti, è impossibile: quarantanove colpi non entrano in un caricatore.

ZANI. Quanti colpi ha quel caricatore?

MORUCCI. Credo che erano caricati con trentasei-trentotto colpi.

Al di là di evidenti ‘discrepanze’ [chiamiamole così…] presenti nelle varie fonti, sembra accreditata l’ipotesi che la quali totalità dei colpi esplosi quel giorno siano stati sparati da due armi del tipo FNA-43 [rispettivamente 49 e 22 colpi su un totale di 91…]. Domanda ovvia a questo punto è la seguente: di che arma si tratta?… La FNA-43 è un’arma di costruzione italiana così chiamata perché è del 1943 ed è nota proprio per essere stata ampiamente usata dalle formazioni della Repubblica Sociale Italiana. Essa è soprattutto nota con il nome di ‘Mitra Zerbino’ , dal nome dell’allora ministro dell’interno di Mussolini. Dati su quest’arma si possono trovare in…

http://it.wikipedia.org/wiki/FNAB-43

… da cui riportiamo…

Nel 1978, due esemplari di quest'arma, caduti nelle mani delle Brigate Rosse, furono impiegati nella strage di via Fani, che si concluse col sequestro dello statista Aldo Moro. In quella occasione, i colpi sparati furono esplosi prevalentemente dalle due FNAB 43 in dotazione ai terroristi…

Tutto chiaro ragazzi!… uhm!… Il nostro amico marco_m ha accennato al fatto che doveva trattarsi di armi ultracompatte , diversamente non si capisce come i ‘brigatisti’ possano essere arrivati lì senza farsi notare ed averle ‘tirate fuori di tasca’ solo all’ultimo momento. Il sito citato non riporta alcuna fotografia dell’arma in questione. Sapendo che è stata utilizzata dalle formazioni della RSI, non dovrebbe essere difficile rintracciare un qualche foto dell’epoca. Una rapida ricerca mi ha consentito di trovare la bella foto che vedete, dove è ritratto un motociclista della celebre ‘Decima Mas’ …



L’arma in dotazione, il già citato ‘Mitra Zerbino’, è quella portata dal milite 'a tracolla'… davvero ultracompatta, niente da dire!...

saluti!...


--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78


----------------------------------------------------
Sigma ti ho messo a posto il link perchè allargava la pagina.

il gobbo

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
LogorRoico
Inviato: 27/3/2008 11:57  Aggiornato: 27/3/2008 11:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/3/2008
Da:
Inviati: 85
 Re: Indagine sul caso Moro
...ma io mi chiedo...in tutto questo, la famiglia Moro, cosa c'entra?
Possibile che non abbiano sospetti/segreti/dubbi da rivelare? Da sottoporre all'opinione pubblica?

Erano in rapporti stretti con tanti dei politici dell'epoca che anche "pour parler"...
Ed invece nulla?

sigmatau
Inviato: 27/3/2008 12:01  Aggiornato: 9/9/2008 21:06
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
silviober: se pensi a chi comanda qui in Regione Lombardia [esperienze dirette, non sentito dire...] e non da poco tempo, potresti risalire per li rami e trarne qualche logica conseguenza…

Molto bene!… se ‘risaliamo per li rami’ occorre andare a vedere chi governava la Regione Lombardia nell’anno 1994, allorché Mario Moretti è stato ‘assunto’ con la qualifica di dirigente presso la suddetta istituzione pubblica… very easy

http://it.wikipedia.org/wiki/Presidenti_della_Lombardia

Fiorella Ghilardotti 12 dicembre 1992-3 giugno1994 PDS

Paolo Arrigoni 3 giugno 1994-27 giugno 1995 LN

Non ‘per sentito dire’, ma per ‘esperienza diretta' la Regione Lombardia è stata targata Partito Democratico di Sinistra fino al 3 giugno 1994 e Lega Nord fino al 27 giugno 1995

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 27/3/2008 12:19  Aggiornato: 27/3/2008 12:33
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau
visto che ti piacciono i particolari,nel post dove facevi la biografia di Moretti ti sei CLAMOROSAMENTE dimenticato CHI era la "sponsor" di Moretti (cioè la Casati-Stampa..omicidio-suicidio...la villa...)

Non è scrivendo centinaia di link che si trova ...quello he ci vogliono celare!

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
marco_m
Inviato: 27/3/2008 13:12  Aggiornato: 27/3/2008 13:12
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
caro Sigmatau, sì, effettivamente mi interesso da svariati anni del caso Moro, perché è il punto nodale di tutta la storia nazionale recente, esattamente come il 9/11 per gli Usa e, esattamente come il 9/11, la verità avrà effetti dirompenti sul nostro sistema politico, economico e persino sociale, direi.
Ho letto quasi tutti i libri che trattano dell'Operazione Fritz, e i dettagli sconcertanti sono decine. Ma restando sull'azione di via Fani, ritengo che la ricostruzione proposta giorni or sono da Minoli sia in assoluto la più credibile (e del resto è stata effettuata con procedimento scientifico, ossia infischiandosene delle menzogne dei bierre e partendo dalle perizie autoptiche). Di mio, ci ho aggiunto l'ipotesi che la 128 facesse parte del corteo, perché mi sembra il modo più logico di spiegare cose altrimenti irrazionali (la scelta della targa CD, la totale assenza di reazione da parte di Ricci e Leonardi ecc). Poi, se vuoi, posso aggiungere che il famoso super-killer, a mio modestissimo avviso, potrebbe anche essere semplicemente un "buon" killer, perché ha dovuto sparare contro un bersaglio praticamente immobile da distanza abbastanza ravvicinata. Non uno sprovveduto, certo, ma forse nemmeno un fenomeno raro.
Quanto alle armi mi spiace contraddirti, ma non c'è modo di dire quali furono effettivamente usate, lo dice la perizia balistica. Sono stati repertati bossoli e ogive, oltre a un caricatore di M12, ma nessuno può dire con certezza quali armi siano state usate. Io mi fido della Scientifica, che all'epoca fece un lavoro a mio parere eccellente e che, da solo, sarebbe bastato a smontare tutte le menzogne dei bierre, esecuzione di Moro compresa.
Un ultimo dettaglio: hanno infranto i vetri laterali dei due posti anteriori della 130 blu, certo. Ma solo DOPO che Ricci e Leonardi erano stati colpiti alla schiena. Sai perché hanno spaccato i finestrini? Perché per esplodere un colpo di grazia devi mettere la canna a pochi centimetri dalla testa della vittima, per cui se di mezzo c'è un vetro, per quanto lesionato, lo devi prima frantumare, poi infili braccio e arma, poi spari.
Visto che mi hai sfrucugliato, te ne racconto un'altra. I due finti poliziotti sulla 128 bianca avrebbero anche potuto non essere in borghese. Avrebbero anche potuto indossare, loro, uniformi da poliziotti. Per cui l'inganno sarebbe stato ancora più credibile. Perché dico questo? Perché l'ultimo testimone ad aver visto i bierre il giorno dell'agguato, dice di aver visto una donna, in uniforme della polizia, aprire con le chiavi il lucchetto della catena che sbarrava il passo carrabile in prossimità degli stabili appartenenti allo IOR, ossia il punto da cui si perdono le tracce dei rapitori. La "poliziotta", allora potrebbe essere quella seduta di fianco all'autista della 128 bianca. Ma queste sì, sono supposizioni che lasciano il tempo che trovano. Resta il fatto che: 1) non c'è alcuna certezza sulle armi impiegate; 2) l'ipotesi della 128 come finta auto civetta si incastra molto bene con tutti gli elementi concreti

redna
Inviato: 27/3/2008 13:55  Aggiornato: 27/3/2008 13:55
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
La stella a cinque punte si trova anche qui...

http://www.disinformazione.it/pentalfaepaolovi.htm

e marco_m scrive:

...il passo carrabile in prossimità degli stabili appartenenti allo IOR, ossia il punto da cui si perdono le tracce dei rapitori.

Coincidenze?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 27/3/2008 15:37  Aggiornato: 27/3/2008 15:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
marco_m: … quanto alle armi mi spiace contraddirti, ma non c'è modo di dire quali furono effettivamente usate, lo dice la perizia balistica…

Caro Marco
mi pare che al primo ostacolo già ti scoraggi… e questo non farà certo piacere al ‘dittatore’ che ci ha ordinato ‘di indagare’

Supponiamo che la tua ‘tesi’ [ o se vuoi la ‘tesi di Minoli’…] sia vera e vediamo di capire le caratteristiche che doveva avere l’arma usata dalla ‘coppia di killer’ che viaggiava sulla FIAT 128 bianca targata CD. Possiamo riassumerle così…

a) utilizzava munzioni calibro 9 mm Parabellum
b) assai compatta e maneggevole si prestava ad essere facilmente ‘occultata’
c) impugnatura ‘tipo pistola’ per poter sparare il ‘colpo di grazia’ [colpo singolo…]
d) idonea ad essere impugnata ‘a due mani’ [una mano sulla canna…] per migliorare la precisione [vedi una delle testimonianze prima riportate…]
e) in uso già nel 1978
f) assai affidabile e sicura [non come quelle impugnate dal ‘gruppo dei quattro’, che dopo due o tre colpi già erano inceppate…]

Diverse armi citate nelle numerose testimonianze risalgono alla seconda guerra mondiale. Oltre al già citato ‘Mitra Zerbino’ si è detto dello Sten…

http://en.wikipedia.org/wiki/Sten

… e del Beretta M12…

http://it.wikipedia.org/wiki/Beretta_M12

Diciamo subito che possiamo tranquillamente escluderle tutte, in primo luogo per l’ingombro, assolutamente non compatibile con lo scenario descritto da Minoli. Se esaminiamo armi più ‘recenti’ troviamo la valida candidata seguente…

http://it.wikipedia.org/wiki/Vz_61_Skorpion



Si tratta della mitraglietta vz61 Scorpion, della quale si dice tra l’altro…

Anche numerosi gruppi terroristici se ne sono impossessati a più riprese, sfruttando le doti di occultabilità della ‘Skorpion’ e la sua micidialità sulle brevi distanze, dovuta al forte volume di fuoco. Tra questi gruppi, spiccarono l'IRA irlandese e le Brigate Rosse italiane: queste ultime utilizzarono quest'arma in numerosi omicidi…

A prima vista sembra proprio che ci siamo. Le caratteristiche ipotizzate sono infatti tutte quante rispondenti…

… tranne una: il calibro risulta essere 7.62 mm e non 9 mm. Vero è che è stata sviluppata la versione vz68 che utilizzava munizioni Parabellum ma, oltre che essere di dimensioni alquanto superiori al tipo ‘standard’, nel sito citato è definita ‘molto rara’. Una versione della Scorpion utilizzante munizionamento da 9 mm Parabellum, la vz360, è stata sviluppata negli anni ’90 e non era dunque disponibile nel 1978. In effetti comincia a subentrare un poco di sconforto, in quanto dobbiamo concludere che nel 1978 non vi era al mondo nessuna arma rispondente alle caratteristiche che abbiamo elencato dalla a) alla f)…

… nessuna tranne quella descritta qui…

http://fabrizio-pirrello.blogspot.com/2008/01/uzi-diver-watches.html



Alle caratteristiche tecniche riportate aggiungo un dettaglio che potrebbe essere non insignificante: nel 1978 tale arma era in dotazione esclusivamente alle Forze Armate di Israele

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 27/3/2008 17:41  Aggiornato: 27/3/2008 17:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
HAVEADREAM
Inviato: 27/3/2008 18:50  Aggiornato: 27/3/2008 18:50
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/8/2005
Da:
Inviati: 209
 Re: Indagine sul caso Moro
Buonasera a tutti.

Credo sia doverosa una precisazione, che non ho fatto in precedenza: l'affermazione di "sorpesa" da parte di Franceschini è anche una domanda/replica di Scialoja (autore insieme a Curcio di "A viso aperto") presente nel libro succitato e ripreso dalle memorie di Franceschini in "Mara, Renato ed io".

L'intervista televisiva è stata vista dal sottoscritto per ben due volte sul canale satellitare Planet TV un paio di anni fa, e faceva parte di una serie di documentari della Repubblica Ceca (..) inerenti alle cosidette uccisioni eccellenti ma senza colpevoli.
Il titolo della serie purtroppo non me lo ricordo per niente.

francesco7
Inviato: 27/3/2008 19:46  Aggiornato: 27/3/2008 19:46
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Tarentum
Inviati: 886
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Alle caratteristiche tecniche riportate aggiungo un dettaglio che potrebbe essere non insignificante: nel 1978 tale arma era in dotazione esclusivamente alle Forze Armate di Israele …

Ciao sigmatau. Mi potresti riportare il link da cui hai tratto questa conclusione tanto più che nel link che tu stesso hai postato è scritto chiaramente:"Nel 1958 la Uzi entrò nell’arsenale di un paese europeo, venne infatti adottata dall’esercito Olandese, seguito, nel giro di pochi anni, da molte altre forze armate europee".
Comunque è interessante aggiungere che tale arma era in dotazione nel 1981 alle forze di sicurezza del presidente Ronald Reagan, tale arma fu, infatti, impugnata da un agente durante il tentativo di assassinare il presidente degli Stati Uniti.

La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità. (Plutarco)
giop
Inviato: 27/3/2008 20:41  Aggiornato: 27/3/2008 20:41
Ho qualche dubbio
Iscritto: 21/10/2006
Da:
Inviati: 76
 Re: Indagine sul caso Moro
Operazione Gladio andate al min 39 se volete sentire come è andata dalla viva voce della sig.ra Moro.

Ci sono altri video sull'argomento

marco_m
Inviato: 27/3/2008 23:40  Aggiornato: 27/3/2008 23:40
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/3/2008
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
caro Sigmatau, se vai a questo link http://ebooks.gutenberg.us/Wordtheque/it/morocom3.txt tra le altre cose trovi questo passaggio:


3) La perizia balistica dei "Moro quater"
La perizia medico - balistica disposta il 2 giugno 1993 dal pubblico ministero Antonio Marini, nell'ambito del quarto processo Moro, ha ribadito quanto già affermato nella perizia del 1981, ovvero che a sparare in via Fani furono sette armi. I medici legali Silvio Merli e Enrico Ronchetti, con il perito balistico Antonio Ugolini, hanno fornito una ricostruzione dell'agguato divergente rispetto a quella descritta da Valerio Morucci nel suo "memoriale". Secondo Morucci infatti i brigatisti avrebbero colpito la scorta di Moro con il fuoco di quattro mitra e due pistole semiautomatiche, sparando tutti i colpi dallo stesso lato della strada. I periti hanno invece identificato i bossoli di una quinta pistola, una calibro 9, ed hanno accertato che, l'attacco fu portato da entrambi i lati. Inoltre la nuova ricostruzione peritale ha rilevato un altro elemento contrastante con la versione fornita da Morucci nel memoriale e scritto nel 1986: secondo questa versione l'unico del gruppo di fuoco ad avere una pistola calibro 7,65 sarebbe stato Bonisoli, il quale non avrebbe sparato contro il capo scorta maresciallo Oreste Leonardi. La perizia ha invece stabilito che a colpire Leonardi, oltre tutto dal lato opposto della strada rispetto a quanto dichiarato da Morucci, sarebbe stata proprio un'arma calibro 7,65. Il che porterebbe a ritenere che il commando fosse composto da un numero di persone superiore alle nove indicate da Morucci (lo stesso Morucci, Mario Moretti, Barbara Balzerani, Franco Bonisoli, Raffaele Fiore, Prospero Gallinari, Alvaro Loiacono, Alessio Casimirri, Bruno Seghetti).

insomma, Leonardi è stato assassinato da un'arma cal. 7,65, per cui la deduzione che dovesse trattarsi di armi corte o super compatte trova una conferma inoppugnabile.
Ti copio la ricostruzione dell'azione fatta da Vincenzo Tessandori della Stampa di Torino, un giornalista che si è occupato a lungo di questi fatti (http://www.robertobartali.it/marzo03.htm):

"Scatta "l'operazione Frtiz": L'agguato - Alle 8,55 di quel terzo giovedì del mese l'onorevole Moro esce da casa, in via del Forte Trionfale 79. Si sistema sul sedile posteriore di una Fiat 130 blu guidata dall'appuntato Domenico Ricci, al fianco il caposcorta, maresciallo Oreste Leonardi; dietro, un'Alfetta bianca col brigadiere Francesco Zizzi, che proprio quel giorno ha sostituito un collega, e gli agenti Raffaele Iozzino e Giulio Rivera. Il piccolo convoglio piega in via Trionfale dove si trova davanti una 128 bianca. È cominciata l'«operazione Fritz», Il «gruppo di fuoco» è composto da nove. Forse. Al volante dell'utilitaria, «una persona» con i capelli lunghi e biondi: pare una donna, è Mario Moretti, il capo, fra tutti uguali; accanto, un uomo. Da giorni l'auto, con falsa targa diplomatica, sostava poco lontano dalla casa del presidente democristiano, ma nessuno l'aveva notata. Le auto tagliano piazza Monte Gaudio, superano un edificio su cui spicca la scritta: «Signor Padrone, domani ti sparo». E girano in via Fani. Rapide, fino all'incrocio con via Stresa, dove scatta la trappola. La 128 inchioda, ma le luci degli «stop» non si accendono. Inevitabile il tamponamento della 130. Ricostruirà la perizia: «Gli sportelli anteriori della 128 si aprono ed escono i due occupanti i quali, ciascuno dal proprio lato, si avvicinano alla 130 e, da brevissima distanza, aprono il fuoco incrociato contro l'appuntato Ricci e il maresciallo Leonardi. La traiettoria dei proiettili è studiata alla perfezzione in modo da non intercettare il corpo di Moro». Anche l'Alfetta viene investita da due raffiche sparate dal lato sinistro. A portata di mano dei tre agenti la sola Beretta d'ordinanza M92S, matricola X00098Z, di Jozzino; un'altra pistola è in un borsello e non c'è tempo per impugnarla. Avrebbero dovuto avere anche un mitra, si dirà che, forse, era nel bagagliaio: non fu ritrovato. Jozzino balza a terra, spara due volte ed è abbattuto; pure Zizzi scende: è disarmato, tre proiettili lo raggiungono alle spalle; dieci colpiscono Rivera, che si accascia sul volante, l'auto si arresta contro il paraurti posteriore della 130. A terra, 93 bossoli ma i colpi sparati furono assai più numerosi. Moro è illeso."

C'è la "donna", scendono in due dalla 128, fanno fuoco SENZA rompere prima i vetri, la traiettoria è studiata alla perfezione, la 128 procedeva in corteo con il convoglio di Moro da via Trionfale in poi ecc ecc. L'unico errore è il tamponamento, che negli anni è diventato un luogo comune (eh eh), ma non per questo meno falso.

Credo che si potrebbe cominciare a lavorare su chi possa aver dato a Leonardi l'ordine di seguire la falsa auto civetta.
Nei prossimi giorni modererò un incontro pubblico con l'avvocato che ha rappresentato la famiglia di Oreste Leonardi ai vari processi; non mancherò di chiedergli ragguagli su questa ipotesi. E vi farò sapere.

Un'ultima cosa: a breve verrà presentato un libro scritto da Roberto Bartali, Giuseppe De Lutiis, Sergio Flamigni, Ilaria Moroni e Lorenzo Ruggiero, "Il sequestro di verità", Kaos, 2008. Per la serietà degli autori e l'impegno civile che hanno sempre messo nel perseguire la verità, mi sentirei quasi di consigliarlo al buio. Io lo comprerò subito. Del resto gli autori sono la crème della ricerca specialistica sul caso Moro, manca solo il professor Biscione, che però si è occupato solo del carteggio.

fiammifero
Inviato: 28/3/2008 0:12  Aggiornato: 28/3/2008 0:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: Indagine sul caso Moro

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
redna
Inviato: 28/3/2008 0:23  Aggiornato: 28/3/2008 0:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
ore 8,55 moro esce di casa e si sistema...
---
Ci sono testimoni di questo? C'è qualcuno che l'ha visto sistemato in macchina e andar via con la scorta?
Teniamo presente che moro non parlerà mai nelle sue lettere della scorta uccisa....parla di 'prelevamento'...lamentandosi nel contempo che, per motivi economici, non ha potuto avere una scorta migliore che lo proteggesse.

Per quanto riguarda la 128 con targa CD ....non si è mai arrivati a capire di quale corpo diplomatico fosse?
E chi sono i testimoni che hanno visto moretti e un'altra persona sulla 128 targata CD?

E non c'è MAI stato un tamponamento....

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Stevin
Inviato: 28/3/2008 0:50  Aggiornato: 28/3/2008 0:50
So tutto
Iscritto: 25/8/2007
Da: Alba (CN)
Inviati: 6
 Re: Indagine sul caso Moro
Vorrei segnalare una recente puntata di "Mezz'ora con..." di Lucia Annunziata in cui l'ospite era Corrado Guerzoni, già portavoce di Aldo Moro.

In tale puntata l'uomo, in tutta serenità e franchezza, esponeva il segreto di Pulcinella del sequestro Moro, vale a dire che le BR furono infiltrate e guidate dai servizi segreti deviati e dalla CIA.
Guerzoni, che ovviamente ha seguito tutta la vicenda da vicino, invoca la desecretazione dei dossier e denuncia che diverse forze politiche premono perchè questa avvenga non già a 30 anni dai fatti, ma bensì a 30 anni dall'approvazione della legge con cui si consente la desecretazione ... vale a dire a 60 anni dai fatti!
Se questo non è avere la coscienza sporca ...

Tra parentesi, subito dopo la trasmissione il video era disponibile, poi per un certo periodo è stato rimosso ed ora a quanto pare c'è di nuovo.

Questo è il link:

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-In1-2h^17^57517,00.html

Per inciso, poco dopo quest'intervista è stata mandata in onda una puntata di "Enigma" di Corrado Augias in cui si è provveduto a ripristinare la salutare confusione totale e globale, tra sedute spiritiche, interviste a Luttwak (!) e a Paolo Mieli ...

Oggi molti pensano che si possa curare l'AIDS stuprando Topolino, ma ciò non vuol dire che esista un nesso concreto tra causa ed effetto.
SENTIERO
Inviato: 28/3/2008 4:08  Aggiornato: 28/3/2008 4:08
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 24/4/2006
Da: ROMA
Inviati: 1110
 Re: Indagine sul caso Moro
Toglietemi un dubbio o certezza che sia.
Nel '78 avevo 10 anni, ma ricordo che un uomo della scorta di Moro era sopravvissuto e ricordo di aver visto in televisione la sua intervista nel letto di ospedale il giono dopo. Rimasi molto sorpreso della notizia della sua morte avvenuto il giorno seguente all'intervista, in quanto sembrava stesse abbastanza bene.
Ho sempre associato questi ricordi al sequestro Moro. Mi sto confondendo?
Vorrei l'aiuto di qualcuno che ha vissuto direttamente la vicenda all'epoca dei fatti. Anche perche' lo vedo da solo che in nessun post si parla di ferimenti della scorta.
Grazie

La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele
servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha
dimenticato il dono

A.Einstein
PikeBishop
Inviato: 28/3/2008 7:58  Aggiornato: 28/3/2008 7:58
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Nel '78 avevo 10 anni, ma ricordo che un uomo della scorta di Moro era sopravvissuto e ricordo di aver visto in televisione la sua intervista nel letto di ospedale il giono dopo.

Nel '78 io invece ero abbondantemente maggiorenne e plurivaccinato.

Non ricordo una intervista simile, e credo (ma non ne sono sicuro) che magari ti stia sbagliando, perche' l'unico sopravvissuto non sembra essere arrivato vivo all'ospedale. Ma magari vale la pena di cercare ancora.

In ogni caso questo e' uno stralcio da La Storia Siamo Noi

Domenico Ricci
Il carabiniere Domenico ricci, Nasce a San Paolo di Jesi, in provincia di Ancona, nel 1934. Abile motociclista, entra a far parte della scorta di Moro alla fine degli anni Cinquanta. Diviene il suo autista di fiducia e non lo lascia fino alla morte. Il 16 marzo 1978 si trova al posto di guida della Fiat 130 su cui viaggiava il Presidente della DC. A 42 anni lascia una moglie e due bambini.

La moglie Maria Ricci, racconta: “Lui sapeva del pericolo che correva, era molto preoccupato. Mi diceva sempre - Stai tranquilla, tu pensa ai bambini. Ho saputo della sua uccisione dalla radio e sono svenuta. Quando mi sono ripresa c’era la mia vicina ad assistermi. La casa si è riempita immediatamente di gente: non capivo più niente. Il giorno dei funerali, vedendo i politici, ho avuto solo una grande rabbia perché vedevo quelle persone…era come se non gli interessasse la morte di quei cinque uomini. E poi la disperazione: guardavo i figli, li abbracciavo…non pensavo a me, ma a lui che non li avrebbe più visti e a loro che non avrebbero più visto il padre. Ci siamo conosciuti a Staffolo, a casa dei nostri genitori. Mi disse -Tu mi piaci, vorrei fidanzarmi con te. All'inizio non volevo. Poi mio padre mi disse che era una brava persona e così ci siamo fidanzati per circa otto anni. Poi ci siamo sposati. Era un uomo adorabile. Per lui, il primo figlio era un dono di Dio. Ogni volta che andava a parlare con le maestre portava una rosa. Quando mio marito parlava del suo lavoro con il Presidente Moro, sembrava avesse vinto un terno a lotto. Infatti aveva dei bellissimi rapporti d'amicizia con tutta la famiglia Moro. Durante questi vent’anni ho provato tanta disperazione, tanta rabbia ed angoscia. Per me è stata una lotta atroce. Ma avevo fatto una promessa a mio marito. Gli giurai che avrei cresciuto i nostri figli come voleva lui.”

Oreste Leonardi
Oreste Leonardi nasce nel 1926 a Torino. Mentre frequenta il II ginnasio, Oreste rimane orfano del padre che muore durante la seconda guerra mondiale. Da quel momento decide di terminare gli studi e di arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri. Dopo aver lavorato in diverse sedi, viene inviato a Viterbo. Lì diviene istruttore alla Scuola Sabotatori del Centro Militare di Paracadutismo e nel 1963 viene chiamato come guardia del corpo dell'On. Aldo Moro. Il maresciallo Leonardi era l’ombra di Moro, la sua guardia del corpo più fedele: quel 16 marzo del 1978, trovandosi nel sedile anteriore della macchina del Presidente, vicino al posto di guida, è proprio lui a compiere un tentativo estremo per proteggere Moro con il proprio corpo.
A 52 anni ha lasciato una moglie e due figli.

La moglie, Ileana Leonardi ci racconta: “Quella mattina mio marito si è alzato, mi ha portato, come sempre, il caffè a letto e prima di uscire ha aperto l’armadio per prendere le pallottole. Gli ho chiesto perché, e lui mi ha risposto -Così, per sicurezza-. Ad un certo punto mi ha chiamato una mia cugina e per chiedermi dove fosse Oreste: evidentemente aveva sentito qualcosa alla radio. All’inizio nessuno sapeva con precisione come fossero andate le cose. Dopo poco abbiamo saputo che i ragazzi della scorta erano morti tutti. Non mi hanno fatto muovere da casa fino a quando non ci sono stati i funerali. Il giorno dei funerali, penso che se lo ricordino tutti, per noi è stato un incubo tremendo. La mattina dopo mi sono alzata presto e sono andata sola al cimitero per stare un po’ in pace con mio marito. Ci siamo conosciuti a Viterbo, durante una festa di carnevale. Ci siamo piaciuti subito, tanto che il dicembre successivo ci siamo sposati. Quando iniziò a fare la guardia del corpo dell’On. Moro, era entusiasta. Mio marito era innamorato del Presidente. Tra di loro nacque un rapporto d’amicizia e di fiducia così forte che l’On. Moro voleva che Oreste dormisse nella stanza accanto alla sua quando si recavano all’estero. La nostra disperazione è derivata anche dal fatto che durante tutti questi anni ci siamo trovati soli. Lo Stato non ci ha messo a disposizione psicologi, come si usa fare adesso. ”

Francesco Zizzi
Francesco Zizzi, nasce a Fasano, in provincia di Brindisi, nel 1948. Entrato nella Pubblica Sicurezza nel 1972, quattro anni dopo vince il concorso per la scuola allievi sottufficiali di Nettuno. Il 16 marzo del 1978 è il suo primo giorno al servizio della scorta di Moro. Si trova nell’alfetta che precede la macchina dell’Onorevole, seduto al posto del passeggero.
Muore a trent’anni come vice brigadiere di polizia, durante il trasporto all'ospedale Gemelli di Roma.

Adriana Zizzi, la sorella di Francesco ci racconta: “Quella mattina ha sostituito un suo collega; quello era il suo primo giorno di servizio. Provo tanto orrore nell’immaginare la violenza che ha subito in Via Fani. Ero in casa quella mattina. La notizia me la diede mio suocero. Non della morte mio fratello, ma del fatto che avessero rapito l’On. Moro. Mi dispiacqui molto, ma non pensai minimamente che potesse essere capitato qualcosa a mio fratello. Io non sapevo che faceva parte della scorta di Moro. Francesco è stato trasportato al Gemelli subito dopo l’attentato a Via Fani ed è morto alle 12.30. Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto Roma: la città era deserta, non c’era nessuno per strada. Andammo al Viminale e qualcuno ci indicò il nome dell’albergo che dovevamo raggiungere. Arrivati in albergo ancora ignari, abbiamo trovato i familiari degli altri caduti, tutti in pianto; c’era un clima terribile: lì ho capito che era morto mio fratello. Mia madre è stata l’ultima ad uscire dalla camera mortuaria: ha ottenuto di rimanere sola con il figlio. Francesco era un ragazzo molto socievole, amabile, allegro. Frequentavamo insieme l’istituto magistrale, facendo la spola da Fasano a Conversano. In macchina era sempre allegro. Aveva una passione: amava cantare e si esibiva con la chitarra. Quando decise di entrare in polizia lo fece solo per provare. Non c’era il suo progetto di vita. Gli diedero come prima sede Parma. Nel febbraio del ’78 era già stato trasferito a Roma. Chiese il trasferimento lì perché era fidanzato con una ragazza di Latina, Valeria. Ottenne quel trasferimento e fu la fine. Per lunghi anni mi sono sentita diversa, come se portassi un marchio. Ancora succede che le persone mi identifichino come la sorella di Francesco Zizzi. E questa cosa mi turba, mi turba ancora. Mi da agitazione, inquietudine. In questi anni la nostra vita è stata cadenzata anniversari, ricorrenze, manifestazioni, monumenti. Sicuramente queste iniziative ci fanno piacere perché possa rimanere la memoria di questi poveri caduti, un messaggio educativo per nuove generazioni. Per noi però, tutto riapre nei nostri cuori una ferita che non si è mai rimarginata.”

A Francesco Zizzi hanno dedicato la Caserma della Polizia di Stato di Fasano.

Giulio Rivera
Giulio Rivera, nasce nel 1954 a Guglionesi, in provincia di Campobasso. Nel 1974 si arruola nella Pubblica Sicurezza e viene chiamato al servizio della scorta di Aldo Moro. Il 16 marzo si trova alla guida dell’alfetta che precede la macchina del Presidente. Muore a 24 anni all'istante, crivellato da otto pallottole.

Ci ha raccontato Carmela Rivera, sorella di Giulio: “Quella mattina ha fatto le cose di sempre: si è alzato, preparato e andato dall’On Moro. Mi telefonò mia cugina e mi disse che avevano rapito Aldo Moro e che avevano annientato la scorta, ma ancora non sapevamo come fosse accaduto e se qualcuno fosse ancora vivo. Nessuno ci disse niente. Partimmo subito per Roma. Lungo la strada, durante il primo posto di blocco ci fermarono e quando seppero che eravamo i Rivera ci fecero le condoglianze. Dalla sua morte, quando ho qualche problema, vado davanti la foto di mio fratello e gli chiedo di risolverlo. Così mi sento più tranquilla. Se solo chiudo gli occhi e lo rivedo in quella bara…non è piacevole. A casa non ho una sua foto in divisa: non riesco a sopportarlo.”

Angelo Rivera, fratello di Giulio, ci racconta: “Quel giorno sono tornato a casa prima perché mia moglie era incinta. Quando sono arrivato l’ho vista piangere e mi ha detto che mio fratello era morto. Sono subito partito per Roma. Dopo il Viminale ci portarono in Via Fani e ci fecero vedere dov’era accaduto il fatto. Il 18 marzo l’ho visto nella camera ardente. Del funerale ricordo una gran confusione. Erano tutti e cinque vicini. Poi i giornalisti, le telecamere e le grida di noi parenti… Si faceva voler bene da tutti, specialmente dai bambini. Poi ha deciso di fare la domanda in polizia ed è partito. Il 19 marzo, dopo i Funerali di Stato abbiamo rifatto in paese le cerimonie funebri, con lutto cittadino. A volte mi sveglio la mattina e senza dire a nessuno vado al cimitero per stare solo con lui.”

Raffaele Iozzino
Raffaele Iozzino nasce in provincia di Napoli, a Casola, nel 1953. Nel 1971 si arruola nella Pubblica Sicurezza, frequenta la scuola di Alessandria e viene successivamente aggregato al Viminale e quindi comandato alla scorta dell’On. Moro. Il 16 marzo del 1978 si trova nel sedile posteriore dell’alfetta che precede la macchina del Presidente. Muore come agente di polizia a solo 25 anni.

Ciro Iozzino, fratello della vittima, ci racconta: “ Quella mattina si accingevano a fare la loro buona giornata di lavoro, assicurando la massima protezione all’On. Moro. Io ero tra i campi ad aiutare mio padre. Avevo la radiolina accesa quando, purtroppo, interruppero le trasmissioni per dare la notizia del sequestro. Capii subito che quel giovedì era di servizio. Durante quei momenti atroci, mio fratello riuscì a scendere dalla macchina, forse non visto da qualcuno di loro e riuscì a sparare dei colpi rotolando per terra. Non servì a niente perché il fuoco incrociato dai tre lati non gli permise di fare altro. Ci mettemmo subito in contatto con i Carabinieri ma nessuno sapeva niente. Solo dopo qualche ora vennero i carabinieri di Cragnano per portarci a Roma. Da quando lo vidi nella camera ardente, ce l’ho sempre davanti agli occhi. Me lo ricordo come se fosse oggi.”

L’altro fratello di Raffaele, Vincenzo Iozzino ci ha raccontato: “Quella mattina ero solo; ho acceso la televisione e davanti a me si è aperto un quadro terrificante: la prima immagine che vidi fu un corpo a terra con un lenzuolo bianco sopra. Quello era proprio Raffaele. Eravamo una modesta famiglia di campagna, all’interno di un piccolo paese: siamo sempre stati molto uniti Prima di morire, mio fratello ci raccontò che c’era la speranza che Moro diventasse Presidente della Repubblica e quindi ci disse che il suo lavoro sarebbe migliorato. Dalla sua morte, si è persa la tranquillità familiare; durante i primi tempi c’erano continui litigi tra di noi, causati dall’angoscia di tutti."

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
edo
Inviato: 28/3/2008 8:09  Aggiornato: 28/3/2008 8:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Indagine sul caso Moro
leggerò con calma tutti gli interventi perciò non so se qualcuno può averne già parlato: è da tempo che cerco "piazza delle cinque lune" un film sul caso Moro. Qualcuno che l'ha visto, qui c'è?

giop
Inviato: 28/3/2008 9:22  Aggiornato: 28/3/2008 9:22
Ho qualche dubbio
Iscritto: 21/10/2006
Da:
Inviati: 76
 Re: Indagine sul caso Moro
La piazza delle 5 lune lo trovi con prog. peer to peer, ma non aggiunge molto, se ricordo bene.

redna
Inviato: 28/3/2008 10:21  Aggiornato: 28/3/2008 10:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
In piazza delle cinque lune c'è il filmato dell'agguato in via fani....
Sarebbe interessante,se qualcuno lo ha visto, che correggesse certe cose che qui vengono espresse che,a mio avviso,non sono proprio esatte.
Comunque penso che il DVD sia in commercio e quindi acquistabile.

In piazza delle cinque lune per esempio si parla esplicitamente di 'simbologia' e il tutto il rapimento è pieno di simboli.

Teniamo anche presente una cosa, quasi primaria, che le comunicazioni telefoniche nella zona di via fani sono state bloccate per ore.
La SIP non ha MAI dato spiegazioni del fatto, ma per ore l'unica comunicazione in quella zona poteva essere fatta solo tramite radio.

Pecorelli,inoltre, ha sempre parlato di via fani come ...dell'assalto all'auto del presidente....Metropolis,uscita con un fumetto sull'accaduto e subito tolto dalla circolazione, diceva in succo: mentre si fanno le indagini in via fani ai Prati si sta facendo un processo....

PS-le lettere di Moro dicono anche altre cose...
http://www.macchianera.net/2005/09/11/lettere_di_aldo_moro_dalla_pri.html

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 28/3/2008 11:28  Aggiornato: 28/3/2008 11:32
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Allora ragazzi
per prima cosa devo ringraziare francesco7 per la segnalazione circa la inesattezza di quanto da me affermato riguardo la ‘diffusione nel mondo’ della mitraglietta UZI nell’anno 1978. E’ stata colpa della ‘fretta’ con cui ho raccolto e diffuso i dati senza leggere con la dovuta attenzione quello che io stesso ho postato. Per rimediare sono andato un poco a documentarmi e ho trovato il seguente specchio temporale…

http://files.uzitalk.com/reference/pages/timeline-good.htm

Da esso si può dedurre che l’arma in questione [la ‘minigun’ UZI…] già negli anni ’60 non solo era ampiamente esportata, ma era anche prodotta su licenza in Francia. Dati abbastanza aggiornati anche se non del tutto ‘esatti’ [vedi per esempio il calibro dell’arma…] si possono trovare in…

http://it.wikipedia.org/wiki/Mitragliatore_Uzi

Bene ragazzi… dopo il necessario ‘aggiustamento del tiro’ vediamo di proseguire la nostra indagine sulla ‘sparatoria di via Fani’ per cercare di capirci qualcosa di più. Sarà forse per averne recentemente conosciuto uno [sappiamo chi…] , vi dirò che nelle perizie dei ‘periti ballistici’ di casa nostra non nutro ‘illimitata fiducia’ e ritengo più attendibili le notizie ‘alla mano’ che si possono ottenere con una attenta ‘ricerca critica’. Al riguardo riterrei opportuno tornare un attimo sulle seguenti righe, dove ho evidenziato alcuni punti che ritengo di particolare utilità…

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/italia/12334/trentanni-leccidio-fani.htm

Secondo gli esperti [i documenti sono disponibili anche su internet] inoltre, l'azione e' stata messa a segno essenzialmente da due persone: una spara 49 colpi, l'altra 22 su un totale di 91. L'arma che ha esploso i 49 colpi, uno Sten o un Fna 43, non si e' mai ritrovata.

Un testimone raccontera' che il killer fa fuoco con la mano guantata sulla canna per colpire con maggiore precisione. Dopo aver raggiunto Leonardi e Ricci, fa un balzo indietro per allargare il raggio d'azione e puntare sull'Alfa di scorta. Le altre armi sparano molto meno: 4 colpi una, 2 quella di Raffaele Fiore e 8 la Smith&Wesson poi ritrovata in possesso di Prospero Gallinari.

In queste poche righe c’è tutto ragazzi. Come da più fonti evidenziato, tra i numerosi killer assoldati quel giorno, due svolgono quasi per intero il lavoro lasciando agli altri il ruolo di ‘comparsa’, ovviamente a scopo di depistaggio. Le armi in dotazione al ‘gruppo dei quattro’ che le BR vorrebbero farci credere siano i soli ad aver agito, sono residuati bellici i quali, in mano oltretutto a tiratori evidentemente inesperti, sparano pochi colpi prima di incepparsi o non sparano del tutto. L’unica arma affidabile usata dai ‘brigatisti’ [la quale potrebbe anche essere servita per il ‘colpo di grazia’…] sembra essere stata la Smith & Wesson di Gallinari, la quale ha sparato 8 colpi in totale. L’interesse maggiore è dato dall’arma che ha esploso ben 49 colpi e dal killer che la impugnava, quello che nell’ambito della Commissione Stragi è chiamato ‘Tex Willer’. Si è visto proprio dalla deposizione di Morucci che nessuna arma in dotazione ai ‘brigatisti’ aveva un caricatore in grado di contenere oltre 40 colpi [‘massimo 38’ ha affermato Morucci…]. Resta il fatto che la ‘perizia’ parla di 49 colpi esplosi da quell’arma che, dato assai significativo, non si è mai ritrovata

Bene… domanda ovvia a questo punto: quanti colpi contiene il caricatore della UZI?… Andando sul sito segnalato si ha la risposta: nastri contenuti in caricatori da 10, 16, 20, 32, 40 o 50 colpi. Da notare che la Scorpion, ‘rivale’ della UZI nel campo delle armi da ‘difesa ravvicinata’, [anche] da questo punto di vista è decisamente inferiore: caricatori da 10 o 20 colpi. Sembra dunque che abbiamo sistemato un altro ‘tassello’… non è vero ragazzi?…

Senza farci prendere da facili entusiasmi, vediamo se riusciamo a trovare qualche altro elemento che ci permette di ‘aggiungere chiareza’ e separare il fumo dall’arrosto. Un indizio interessante si trova nella frase seguente…

… un testimone raccontera' che il killer fa fuoco con la mano guantata sulla canna per colpire con maggiore precisione…

Anche se a prima vista sembra un dettaglio secondario, di fatto è essenziale. Perché?… Proviamo ad osservare di nuovo il profilo della mitraglietta Scorpion



Si nota subito la presenza di un bracciolo ripiegabile, caratteristico di tutte le armi automatiche di questo tipo. La sua funzione è del tutto intuibile: serve a dare una ‘assetto stabile’ all’arma durante il tiro a raffica, cosa che non sarebbe fattibile se l’arma fosse impugnata come una ‘semplice pistola’. La stessa cosa si potrebbe ottenere impugnando l’arma ‘a due mani’, una sull’impugnatura e ‘col dito sul grilletto’, l’altra ‘sulla canna’. Chiunque abbia sparato una sola volta in vita sua sa bene che non è decisamente consigliabile toccare la canna di un’arma mentre fa fuoco… pena conseguenze assai ‘spiacevoli’ … Per poter fare questo quindi occorre che l’arma abbia almeno due caratteristiche essenziali…

a) la canna sia contenuta in una ‘custodia’ che non conduce calore
b) non siano presenti ‘ingombri’

Se osserviamo l’immagine della mitraglietta Scorpion notiamo subito che la dislocazione del caricatore impedisce l’uso dell’arma ‘a due mani’ e pertento l’unica possibilità di eseguire un ‘fuoco accurato’ è legata all’uso del bracciolo ripiegabile, con tutti gli inconvenienti che ciò comporta. Osserviamo ora di nuovo la mitraglietta UZI…



Very good boys!… la posizione del caricatore è stata [intelligentemente] scelta in modo da consentire ‘l’uso a due mani’, altro decisivo vantaggio di quest’arma nei confronti delle concorrenti. La foto seguente, tratta dal sito da me segnalato nell’ultimo post, è assai ‘eloquente’ al riguardo…



Diciamo pure che un altro tassello è a posto, per cui riguardo all’arma mi pare che rimangano ben pochi dubbi. Molti dubbi invece rimangono circa l’identificazione di ‘Tex Willer’ e occorrerà mettersi al lavoro in questa direzione…

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 28/3/2008 11:52  Aggiornato: 28/3/2008 14:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Diciamo pure che un altro tassello è a posto....
---
Ma và!


..per cui riguardo all'arma mi pare che rimangono ben pochi dubbi.
---
Autoconvincimento, immagino.
E poi il testimone.... che vede ...la mano guantata....(per cortesia...per cortesia...).

Molti dubbi invece rimangono circa l'identificazione di 'Tex Willer'...
---
....che sicurezza.Forse degli altri ne hanno meno.

...e occorrerà mettersi al lavoro in questa direzione...
---
...cioè stai già pensando di riproporci per la terza volta, la mitraglietta Skorpion in tutta la sua bellezza!

edit-
Recentemente Eleonoa Moro ha dichiarato:

http://www.valeriolucarelli.it/blindata.htm

chi consegnò all'agente G71...

http://www.valeriolucarelli.it/arconte.htm

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 28/3/2008 16:09  Aggiornato: 28/3/2008 16:10
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Interessante la seconda lettura [la prima lo è assai meno e non val la pena di spendere tempo in ‘commenti’…] che redna mi ha proposto, anche se poco ha a che vedere con la ‘sparatoria di Via Fani’, ossia l’argomento che sto trattando ora. Tra le altre cose leggo…

… il plico che contiene l'ordine di aprire un canale per la liberazione di Moro è autenticato dal notaio Pietro Ingozzi d'Oristano ed è firmato del Capitano di Vascello della Marina della X Divisione ‘Stay Behind’…

Benissimo!… ciò vuol dire che il notaio in questione detiene, come è obbligo per legge, una copia dell’ordine trasmesso a questo ‘Agente G.71’ e che presto ne esamineremo il contenuto… non vedo l’ora di conoscere i 'particolari'!

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
SirPaint
Inviato: 28/3/2008 16:16  Aggiornato: 28/3/2008 16:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
Teoria Yescopter

C’era un elicottero che volteggiava su Via Fani nei minuti immediatamente successivi all’assalto all’autocolonna di Moro.
Sembrerebbe che questo velivolo abbia sorvolato la zona qualche secondo prima dell’arrivo delle volanti del 113.

1) Testimonianza Studente Liceale

2) Testimonianza Fotografo Ansa

3) Testimonianza di un medicoTestimonianza di un medico

4) Suggerimento criptico di Pecorellii: “(non saranno infatti andati appunto in elicottero a deporre Moro?”)

Non sono stati riconosciuti contrassegni d’identificazione dell’elicottero, anzi sembrerebbe che l’elicottero ne fosse privo.

Per poter sorvolare in CFR la zona di Monte Mario, che comprende anche il forte Braschi, sede dei servizi, Forte Boccea , carcere militare e Forte Trionfale, abitazione di Moro è necessaria una speciale autorizzazione.

Per poter organizzare, su allarme, l’invio e l’arrivo di un elicottero in un generico punto di Roma occorreva almeno una ventina di minuti- mezz’ora.


Saluti

No Plane!
Pyter
Inviato: 28/3/2008 16:34  Aggiornato: 28/3/2008 16:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Mi dispiace, SirPaint, ma in questo caso sono per la teoria NoPlane.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
giop
Inviato: 28/3/2008 18:57  Aggiornato: 28/3/2008 18:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 21/10/2006
Da:
Inviati: 76
 Re: Indagine sul caso Moro
Da http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/03/moro-fu-davvero-rapito-dalle-brigate.html

L’allora direttore generale della Sip era iscritto alla P2, Michele Principe.

E’ il 02 aprile1978 quando nel corso di una seduta spiritica a cui partecipava, tra gli altri, anche Romano Prodi (recentemente coinvolto in una inchiesta riguardo a truffe ai danni della Comunità europea, che lo indica come affiliato ad una loggia massonica di San Marino) emerge il nome Gradoli.

Era il nome della via in cui si trovava il covo delle Br o quella seduta spiritica aveva un significato più profondo?

Vista l’ingombrante presenza della Massoneria in tutta la vicenda Moro perché non provare a leggere la cosa diversamente?

“Se fosse stato un segnale inviato a chi era in grado di capirlo perché iniziato a quel particolare linguaggio cifrato? Se il codice fosse stato, per esempio, quello rosacrociano, le lettere indicate dal piattino avrebbero potuto non formare il nome del paesino sul lago di Bolsena, ma essere lette come GRADO-LI (grado 51).
Si sarebbe rinviato, cioè, a un livello ancora più occulto del trentatreesimo, un gradino più alto della gerarchia massonica conosciuta. Quale poteva essere questo misterioso Grado LI ? Un rarissimo testo pubblicato in Francia intorno al 1870 da Ely Star (pseudonimo di un seguace di Péladan e di Flam-marion), Les Mystères de l'horoscope, svela che nel Cercle de In Rose + Crobc il Grado LI corrisponde al Maìtre du Glai-ve, il Signore del Gladio.

Letto cosi e riferito alla situazione internazionale, quel messaggio poteva essere interpretato in due modi: o come una richiesta di intervento rivolta al fantomatico Signore di quella organizzazione; oppure come l'annuncio che il Grado LI stava per muoversi.

Ma : Vi è stata una persona, iniziata a questo linguaggio, legato ai servizi segreti che, coraggiosamente ha scritto molto sul caso Moro…. sino a quando non è stato ucciso. Era Carmine Pecorelli

Pecorelli coglieva l’atmosfera di dura ostilità verso la politica di Moro, e a partire dalla seconda metà del 1975 cominciò a esprimerla attraverso enigmatiche note di questo tenore: «È proprio il solo Moro il ministro che deve morire alle 13?»; «Moro-bondo»; «Un funzionario, al seguito di Ford in visita a Roma, ebbe a dichiararci: “Vedo nero. C’è una Jacqueline [vedova Kennedy, ndr] nel futuro della vostra penisola”»; «... E a parole Moro non muore. E se non muore Moro...». Il 9 gennaio 1976 “Op” riportò a tutta pagina una caricatura di Moro col titolo: «Il santo del compromesso, Vergine, martire e... dimesso», e le parole: «Oggi, assassinato con Moro l’ultimo centro-sinistra possibile di sedimentazione indolore della strategia berlingueriana...». Era in pratica una sequela di allusioni di morte che Pecorelli non aveva mai rivolto a nessun altro uomo politico

Pyter
Inviato: 28/3/2008 20:03  Aggiornato: 28/3/2008 20:03
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
VIA GRADOLI anagrammato potrebbe anche essere VARI GLADIO.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 28/3/2008 21:06  Aggiornato: 28/3/2008 21:10
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
SirPaint

questa notizia dell'elicottero che volteggiava in via fani non mi sembra sia stata riportata da molti.Anzi è la prima volta che la sento.
Perchè omettere questo particolare in tutte le ricostruzioni dell'agguato?

Se Pecorelli dice "non saranno infatti andati appunto in elicottero a deporre Moro" un motivo c'è.
Come quando,sempre Pecorelli ha detto che in via fani è stata assaltata l'auto del presidente...

Nel primo caso uso il verso deporre ( e moro nelle lettere dice che è stato 'prelevato'), nel secondo parla di assalto all'auto del presidente...come a voler dire che l'interesse è l'auto.

Se mettiamo insieme le due frasi otteniamo: un ellicottero che 'depone' moro e un assalto all'auto del presidente.
Perchè le due cose Pecorelli le distingue?

Via gradoli e il lago della duchessa sono insieme.
Per via gradoli potrebbe essere: via grado51?
Per il lago della duchessa: lago=distesa di acqua dolce
l'ago= per cucire, o per....???

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
SirPaint
Inviato: 28/3/2008 22:18  Aggiornato: 28/3/2008 22:18
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
Via Gradoli è un "evento diversivo" come pure il lago della Duchessa; non c'era nulla di valido nè Via Gradoli nè al lago della Duchessa, se non quello che è stato volutamente fatto "balenare".

Lo psichiatra "americano" che seguiva il caso, diceva di preparare un pò di notizie ogni giorno per accontentare la pubblica opinione.
I due fatti citati mi sembrano tipici di quelle contingenza.

Grazie per le discussioni

No Plane!
redna
Inviato: 28/3/2008 23:14  Aggiornato: 28/3/2008 23:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
il libro nero della prima repubblica - pag.183

L'idea dell'elicottero sembrava solleticarlo (pecorelli): in un altro articolo(20marzo78) si chiedeva:" su quale mezzo è stato trasportato il presidente della DC? Escluso l'elicottero, su qualsiasi altro velivolo".
---
Parla di 'velivolo'....
Una coincidenza che in via fani chi sparava aveva una divisa dell'aviazione civile?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
SirPaint
Inviato: 31/3/2008 0:09  Aggiornato: 31/3/2008 0:09
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
redna wrote

Escluso l'elicottero, su qualsiasi altro velivolo


è errato.

Flamigni scrive "i veleni di Op" pag. 194

Escluso l'elicottero, su qualsiasi altro veicolo.


Lambretta 50cc?

No Plane!
sigmatau
Inviato: 31/3/2008 11:56  Aggiornato: 2/4/2008 16:56
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi buondì!…
Prima di proseguire nel ‘compitino’ affibiatoci dalla spett. Redazione, un paio di considerazioni che mi paiono importanti. Innanzi tutto la ‘traccia’ fornitaci da Massimo verteva su due pivot attorno ai quali ruotare che sono…

a) le rivelazioni di Galloni che parlano di ‘infiltrazioni’ nelle BR da parte di due ben precise ‘strutture’ al servizio di due ben precisi stati esteri: la CIA e il Mossad
b) considerazioni circa il livello di ‘addestramento militare’ delle BR, livello che non avrebbe loro consentito di pianificare e condurre una ‘operazione’ come quella iniziata di via Fani

Finora chi scrive è stato ben attento a non ‘sconfinare’ dai due ‘paletti’ posti sopra e a non deviare il discorso verso le varie ‘bufale’ tipo Gladio, Sismi, P2, P3, Vaticano, Mafia, ‘Ndrangheta, Camorra, Massoneria, Santo Uffizio e chi più ne ha più ne metta. In secondo luogo, specie dopo la ‘ramanzina’ che ho dovuto subire da Massimo, mi premerebbe osservare che quando si riportano ‘testimonianze’ è opportuno non solo citare la fonte, ma altresì riportare ‘più di una campana’ in modo da poter ‘scremare’ il più possibile…

Ciò detto riprendo il discorso la dove lo avevo lasciato, vale a dire dal misterioso terrorista chiamato ‘Tex Willer’. Per prima cosa riporto la seguente importante ‘testimonianza oculare’, quella di un benzinaio che si è trovato in condizione di osservare la scena senza correre il rischio di essere ammazzato…

http://www.democrazialegalita.it/barbara/barbara_ricostruzione_analisi_RAPIMENTO_MORO=19marzo2008.htm

Si fa strada l’idea non certo peregrina che chi ha sparato i 49 colpi sia un professionista, anche grazie alla ormai famosa testimonianza del benzinaio Lalli, che si intende di armi e che afferma:
‘Ho notato un giovane che all'incrocio con Via Fani sparava una raffica di circa 15 colpi poi faceva un passo indietro per allargare il tiro e sparava in direzione di un'Alfetta [...] L'uomo che ha sparato con il mitra, dal modo con cui l'ha fatto mi è sembrato un conoscitore dell'arma in quanto con la destra la impugnava e con la sinistra posta sopra la canna faceva in modo che questa non s'impennasse inoltre ha sparato con freddezza e i suoi colpi sono stati secchi e precisi…
Altri testi parleranno di un uomo che parla in lingua straniera, in tedesco,pare. Ma le inchieste non approdano a nulla, come si evince dalla relazione della Commissione Stragi presieduta dall’onorevole Pellegrino…


Dunque, dunque… che ‘Tex Willer’ sapesse far fuoco come un demonio già lo avevamo intuito… che però parlasse una lingua ‘che sembra tedesco’ è una novità… potrebbe essere un terrorista della RAF?… o un agente della STASI [l’equivalente del Kgb nella DDR]?… Proviamo a cercare qualcosa al riguardo altrove, per esempio qui…

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_20756791.html

… chi era il brigatista del commando che ha sparato più della metà dei colpi?… chi era il brigatista del commando che, secondo diversi testimoni, ha urlato ordini in una lingua straniera [o in un dialetto]?…

Qui si parla non di tedesco bensì di lingua straniera [oppure un ‘dialetto’]… ehmmm!!!… Per saperne di più proviamo qui...

http://www.tripwire.it/?p=56

… la strage, descritta solo con le raffiche e senza alcun particolare tecnico, accredita la presunta capacità dei brigatisti di operare in proprio, sorvolando su un fatto imbarazzante. Alle 9,05 del 16 marzo in via Fani vengono sparati 91 proiettili, 46 dei quali provengono da un’unica mitraglietta, impugnata da un signore che spara senza mirare, muovendosi con estrema professionalità, il quale fulmina quattro dei cinque agenti di scorta di Aldo Moro. Colpisce anche il quinto, il carabiniere Raffaele Iozzino, che tuttavia abbozza una reazione con la sua pistola prima di essere fulminato alle spalle dai brigatisti rossi, che fanno l’unica cosa che sanno fare, sparare a tradimento a un obiettivo facile.
La strage di via Fani è opera di quell’ignoto signore che non parla inglese, né francese, né tedesco, né spagnolo, ma una strana lingua che i testimoni non sanno identificare. Un soggetto così non è un bandito della Barbagia né un sicario della ‘ndrangheta, tanto meno un autodidatta. È uno che ha seguito un addestramento assolutamente peculiare alle truppe speciali


Anche qui si parla non proprio di ‘tedesco’ bensì di ‘strana lingua che non si riesce ad identificare’… Verrebbe da chiedersi a questo punto che cosa c’è in proposito nella ‘documentazione pocessuale’. Dalla sentenza del processo ‘Moro/ter’ leggiamo…

http://www.fisicamente.net/index-1149.htm

… sulla base di alcune dichiarazioni di testi, presenti in via Fani, che avrebbero sentito un brigatista impartire ordini in ‘modo stretto e secco’, in lingua straniera, probabilmente in tedesco, si è sempre prospettata l'ipotesi della presenza di un terrorista tedesco nel nucleo operativo. Ebbene, il giudice istruttore ha ritenuto di dare soluzione al problema attraverso le dichiarazioni de relato di Marocco. Questi riferisce di aver appreso da Ghiringhelli che in via Fani, era presente anche Piancone che, essendo nato in Francia, avrebbe impartito in lingua francese, ordini secchi intesi dai testi come se fossero espressi in tedesco. Questa ipotesi non può essere accettata in quanto Piancone non è indicato da nessuna fonte come componente del nucleo operativo. Peraltro il Morucci esclude espressamente la sua presenza in via Fani…

Anche se può sembrare sorprendente [non tanto però se si riflette giusto un poco…] occorre dire che nei numerosi ‘dibattiti processuali’, il problema della lingua parlata dal ‘nucleo operativo’ che quel giorno ha agito in via Fani [almeno due persone se si scarta l’ipotesi che ‘Tex Willer’ mentre sparava praticasse il soliloquio…] è stato di fatto completamente eluso. Questo nei processi… e in Commissione Stragi?… Riporto nuovamente la ‘audizione’ in Commissione di Valerio Morucci, presente quel giorno in via Fani…

http://www.parlamento.it/bicam/terror/stenografici/steno22.htm

FRAGALA’. Signor Morucci, durante il processo lei ha avuto una garbata polemica con le parti civili sul problema del numero degli attentatori di via Fani e da quali parti hanno sparato. Le sue iniziali dichiarazioni sembrano essere state smentite dalla perizia Ugolini che ha dimostrato che gli attentatori sparavano da tutte e due le parti. Lei sa che Franceschini in un recente libro a mo' di romanzo ha sostenuto che il motivo per cui i brigatisti di via Fani erano vestiti con le divise - e quindi contro ogni prudenza di tipo clandestino - è che sparavano da tutte e due le parti - contro ogni prudenza di tipo balistico – trova la sua giustificazione nella presenza di un tiratore scelto che veniva da fuori (quello che viene chiamato Tex Willer da un testimone di via Fani) che con la famosa mitraglietta Skorpion sparò quarantanove colpi su novantuno e fu quello che praticamente uccise tutti gli uomini della scorta. Questa ricostruzione di Franceschini è corretta? Intanto, è vero che i brigatisti erano quattordici e non nove. Lei prima ha detto nove poi si è corretto in dodici, ma risulterebbero quattordici. E’ vero poi che spararono da tutte e due le parti e che vi era un tiratore scelto, che non conoscendo gli altri componenti del commando li fece vestire tutti con una divisa riconoscibile, in modo da non uccidere nessuno dei compagni?

PRESIDENTE. Stempero queste considerazioni facendole diventare domande. Anzitutto vi è il seguente problema: perché in quell'occasione indossate l'impermeabile dell'Alitalia e vi cucite sopra i gradi? Qual è la necessità del camuffamento, che negli altri attentati non avete mai utilizzato?

MORUCCI. Perché in quel caso i tempi di attesa erano imprevedibili. Non solo, ma c'era la possibilità di tornare il giorno dopo, il giorno dopo ancora, e poi chissà quando, perché non c'era assolutamente la certezza che Moro passasse di lì quella mattina.

SARACENI. L'attentato riuscì il primo giorno?

MORUCCI. Sì, il primo giorno. Quindi, la permanenza per troppo tempo in quella via di persone vestite normalmente non era possibile; per altro è una via residenziale, nella quale a quell'ora di mattina non passava praticamente nessuno e ciò ha richiesto di adottare questo stratagemma. Essendo un quartiere residenziale, dei piloti dell'Alitalla potevano non destare sospetto. Per quanto riguarda Franceschini, ha detto lei che Franceschini ha scritto un romanzo e tale rimane, cioè opera di totale fantasia.

FRAGALA’. Ma la perizia balistica non è opera di fantasia.

PRESIDENTE. Secondo la ricostruzione giudiziaria della vicenda, è lei l'uomo che con l'FNA 43 spara quarantanove colpi.

MORUCCI. Esatto, ma il problema è che gli FNA 43 erano due e che la perizia balistica ha accomunato i colpi sparati da entrambe le armi.

PRESIDENTE. L'altro era quello di Fiore?

MORUCCI. Quello di Fiore era un M 12.

PRESIDENTE. Quindi sulla prima macchina sparate lei e Fiore i due mitra...

MORUCCI. Sulla seconda un TZ e un FNA 43. Quindi i quarantanove colpi sono stati tutti accomunati.

PRESIDENTE. L'FNA 43 con cui spara lei non era un'arma delle Brigate rosse.

ZANI. Mi domando che caricatore aveva quest'arma per sparare quarantanove colpi.

MORUCCI. Infatti, è impossibile: quarantanove colpi non entrano in un caricatore.

ZANI. Quanti colpi ha quel caricatore?

MORUCCI. Credo che erano caricati con trentasei-trentotto colpi.

PRESIDENTE. E in più si inceppò: lei va in via Stresa per disincepparlo.

MORUCCI. Il mio si è inceppato al secondo o al terzo colpo: dopo di che era impossibile esplodere quarantanove colpi.

PRESIDENTE. Questo FNA 43 non è un'arma delle Brigate rosse, ma lei ha sempre detto che era un'arma sua personale.

MORUCCI. No, quello è lo Skorpion. Anche l'FNA 43 fu portato da me nelle Brigate rosse, ma non c'era questa grande distinzione, le armi venivano portate da chiunque.

PRESIDENTE. Che fine ha fatto questo FNA 43?

MORUCCI. E’ rimasto alle Brigate rosse.

PRESIDENTE. Non era fra le armi che furono ritrovate?

MORUCCI. Non era nella base dove ero io e quindi non ho potuto portarlo via; è rimasto alle Brigate rosse, poi è stato trovato non ricordo dove. Comunque se c'era un Tex Willer che ha sparato quarantanove colpi, suppongo che abbia sparato con un'arma moderna. Allora è abbastanza strano che ci sia un Tex Willer che spara con un'arma moderna mentre gli altri sono costretti a sparare con armi della seconda guerra mondiale, con proiettili vecchi che si inceppano.

FRAGALA’. Ma di Tex Willer parla un testimone oculare, non il romanzo di Franceschini.

MORUCCI. I testimoni oculari sono assolutamente inattendibili; ho detto più volte che l'ingegner Marini andava arrestato per falsa testimonianza…


E’ del tutto evidente che dei componenti la commissione i soli Fragalà e Zani sembrano mostrare interesse a capire di più su ‘Tex Willer’. Non così il presidente Pellegrino che appena può ‘svicola’ su argomenti assai meno scabrosi ma da lui evidentemente ritenuti ‘più qualificanti’. Quello che Fragalà riesce a tirar fuori è la ammissione da parte di Morucci che nessuno delle BR ha impugnato la mitraglietta che ha sparato 49 colpi su 91, di fatto l’arma che ha compiuto gran parte del 'lavoro'. Dalla parole di Fragalà si capisce che è convinto che a fare quel lavoro sia stata una Scorpion e questo denota chiaramente che egli non è uno ‘specialista’ , cosa di cui lo possiamo senz’altro ‘perdonare’. Abbiamo già visto infatti che la mitraglietta Scorpion [arma di fabbricazione cecoslovacca…] ha calibro 7.65 mm [e non 9 mm…] e possiede un caricatore di soli 20 colpi [e non 50 colpi come la UZI…]. In Commissione Stragi comunque della ‘lingua indecifrabile’ parlata da ‘Tex Willer’ non si fa il minimo cenno… al presidente Pellegrino è piaciuto evidentemente così…

Diciamo pure a questo punto che la soluzione del ‘mistero’ della ‘lingua che sembra tedesco ma non lo è’ sembra ancora lontana… per saperne di più non perdete la prossima puntata

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 31/3/2008 12:55  Aggiornato: 31/3/2008 13:38
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
SirPaint

Dunque:

Escluso ò'elicottereo, su qualsiasi altro vlivolo ( è errato...però questo c'è scritto...non credo che nessuno non abbia riletto e quindi corretto la parola..)

Escluso l'elicottero, su qualsiasi altro veicolo (è la frase giusta...secondo SirPaint)

Ma che cosa REALMENTE ha scritto Mino Pecorelli?

E Lambretta 50cc. è plausibile per un sequesto?

Sigmatau

il titolo del 3d è: indagine sul caso Moro

Mi sembra che "L'INDAGINE" la stai conducendo alla tua maniera senza considerare quello che altri stanno proponendo.

A quanto sembra tu stia guardando solo UNA PARTE del caso Moro.

Ma ce ne sono ANCHE altre.Qualora tu non volessi tenerle in considerazione,
faccio presente che l'indagine viene fatta "da un solo punto di vista"quindi non è un'indagine ma solo delle considerazione su di un particolare.

Tengo a precisare che sul caso Moro NON ci sono ancora delle verità e per questo occorre considerare tutto NELL'INSIEME.
Pertanto se la famiglia Moro non è andata ai funerali....un motivo si sarà (essendo cattolici...)
Pertanto se in via fani la lapide alla memoria dei cinque della scorta non dice da CHI sono stati uccisi...un motivo ci sarà.
Pertanto se sigmatau continua a pontificare è meglio finirla qui.

PS-è un trattamento da prigioniero...???
http://www.vuotoaperdere.org/articoli/Articolo.asp?ArtID=49

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Pyter
Inviato: 31/3/2008 16:55  Aggiornato: 31/3/2008 16:55
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau:
La strage di via Fani è opera di quell’ignoto signore che non parla inglese,
né francese, né tedesco, né spagnolo, ma una strana lingua che i testimoni
non sanno identificare.

NON SANNO IDENTIFICARE.
---------------------------------------------------------------------------

Un soggetto così non è un bandito della Barbagia...

BONOSCI TUTTI I DIALETTI DELLA BARBAGIA?
---------------------------------------------------------------------------

né un sicario della ‘ndrangheta...

E PERCHE' NON POTREBBE ESSERE UN DIALETTO CALABRESE?
---------------------------------------------------------------------------

tanto meno un autodidatta...

POTREBBE ESSERE UNO CHE SI INVENTA LE LINGUE PER DEPISTARE.
VULCANIANO, KLINGON, LEMURIANO, VENUSIANO O BORG...
---------------------------------------------------------------------------

È uno che ha seguito un addestramento assolutamente peculiare
alle truppe speciali…

CHE NOTORIAMENTE SI ESPRIMONO IN DIALETTO STRETTO (di Messina).
---------------------------------------------------------------------------
almeno due persone se si scarta l’ipotesi che ‘Tex Willer’ mentre sparava
praticasse il soliloquio…

KIT CARSON?
---------------------------------------------------------------------------

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
SirPaint
Inviato: 31/3/2008 17:27  Aggiornato: 31/3/2008 17:27
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
La Lambretta 50cc era ironica, visto che nessuno ha mai criticato la pochezza del parco veicoli dell'organizzazione, così come siamo stati resi edotti dalla versione ufficiale


Amy 8, Dyane, R4 sarebbero state buone per un videclip di qualche menestrello dell'epoca, ma non per un gruppo di operativi.

Grazie per le discussioni

No Plane!
redna
Inviato: 31/3/2008 18:31  Aggiornato: 31/3/2008 18:33
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Pyter
nel video piccolo a sinistra
http://www.vuotoaperdere.org/Libro/Libro.htm
un testimone dice che da un'alfettta è uscito qualcuno con una paletta che parlava ...insomma che non si capiva quello che diceva...

Esclusi gli alieni, possibile che nessuno sapesse che lingua parlavano questi personaggi?

SirPaint

la pochezza dei mezzi...Probabilmente NON ne servivano molti.
Non si sa ancora a quale CorpoDiplomatico era intestata la targa di Moretti.
Non si sa ancora il percorso effettivo che quella mattina ha fatto moro.
Ovvero al processe è stato detto che non erano sicuri per nulla (leBR)che moro avesse fatto quel percorso mentre, invece, era abitudinario con dei programmi bene precisi.
http://www.rifondazione-cinecitta.org/moro23.html

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Pyter
Inviato: 31/3/2008 19:01  Aggiornato: 31/3/2008 19:04
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Redna:
Esclusi gli alieni, possibile che nessuno sapesse che lingua parlavano questi personaggi?

Io faccio fatica già a capire il LINGUAGGIO dei due testimoni...

ps- Qualcuno ha visto "il caso Moro" del 1986, quello con GianMaria Volontè?

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 31/3/2008 19:31  Aggiornato: 31/3/2008 19:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Insomma, l'impressione forte è che le BR nel caso in questione abbiamo fatto la classica figura dell'utile idiota... che siano andati lì chissà per fare cosa e che si siano ritrovati gabbati...è quindi chiaro che non parlano... la presa per il culo
è stata troppo forte per doverlo ammettere..., se si entra un poco nella psicologia dei personaggi coinvolti

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Kolza
Inviato: 31/3/2008 21:00  Aggiornato: 31/3/2008 21:00
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/6/2004
Da: MMMMMMonza
Inviati: 916
 Re: Indagine sul caso Moro
Ciao Pyter,
Il caso Moro l'ho visto, ma Piazza delle Cinque Lune è decisamente meglio, Volontè a parte Buongiorno notte, viceversa lo consiglio agli insonni...

Saludos
Kolza

redna
Inviato: 31/3/2008 21:26  Aggiornato: 31/3/2008 21:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Insomma, l'impressione forte è che le BR nel caso in questione abbiano fatto la classica figura dell'utile idiota...
---
Oltre a fare l'utile idiota, a mio parere, si sono dati da fare per depistare e disinformare....

che sono andati li chissà per fare cosa e che si siano ritrovati gabbati...
---
Non è nemmeno detto che siano andati in via fani.
Guardiamo un pò gli orari: alle nove circa c'è stato l'agguato, subito si sono incolpate le BR.La vedova Moro infatti, quando è stata portata in via fani poco dopo l'agguato ha testualmente detto....mi hanno detto che sono state le BR.Ma lì poteva essere successo di tutto.
Sapevano subito TUTTI che erano state le BR. Alle dieci,cioè un'ora dopo, è arrivato il comunicato della BR nel quale si rivendicava il rapimento di moro.

...quindi è chiaro che non parlano...
---
Questo potrebbe essere che hanno paura a parlare.
Non per la presa per il culo, ma proprio perchè è evidente che non sanno dove andare a parare.Quindi stanno zitti.
Teniamo presente il 1978.Oltre il caso moro ci sono stati, in quell'anno, il susseguirsi di ben TRE papi. Coincidenze?

PS-piazza delle cinque lune vale la pena vederlo. Si capiscono delle cose ...ovvie

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
shevek
Inviato: 31/3/2008 23:04  Aggiornato: 31/3/2008 23:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 1249
 Re: Indagine sul caso Moro
Salut y Libertad a todos!


La questione fondamentale che mi ha fatto pressoché da subito propendere per la tesi "BR pezzottate" - oltre alcune riflessioni sul'impossibilità materiale di mantenere clandestina ed operante una qualsivoglia organizzazione già con le tecnologie investigative di trent'anni fa - è stato il comportamento post-sequestro, con il rifiuto di mettere in circolazione il materiale degli interrogatori, rifiuto giunto al punto della loro sparizione. Un comportamento del tutto folle per un'organizzazione che si diceva rivoluzionaria e che intendeva danneggiare il più possibile "il cuore dello Stato", perfettamente coerente con un'azione controllata e diretta dai servizi. La dico proprio tutta: l'impressione mia è che quegli interrogatori potrebbero addirittura non essere mai avvenuti.


Shevek

"Il potere è l'immondizia nella storia degli umani" - F. Guccini
www.portadimassa.net - WEB-TV e non solo di Filosofia
SirPaint
Inviato: 31/3/2008 23:26  Aggiornato: 31/3/2008 23:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
Ho impiegato trent'anni per incominciare a capire.

All'inizio come potevo immaginare che era tutto artefatto.

Tuttora ho ancora dei dubbi, ma sono piccoli piccoli.

Saludi Shevek

No Plane!
Paxtibi
Inviato: 1/4/2008 0:57  Aggiornato: 1/4/2008 0:57
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Indagine sul caso Moro
Il senso della strategia della tensione è di scavare un fossato sempre più profondo tra la popolazione, così che chi è di sinistra identifichi il proprio nemico in chi è schierato a destra, e viceversa.

In forza di questo scontro irriducibile la gente tende ad essere distratta e accomodante rispetto ai rappresentanti politici della propria fazione, mentre è al contempo attenta e severa nei confronti dei politici "nemici", approfondendo così ulteriormente il solco che la separa dalla fazione opposta.

Ovviamente a tutto vantaggio dei politici dell'una e dell'altra parte, che possono continuare il loro malefico lavoro praticamente indisturbati: una metà della popolazione li sosterrà comunque, magari "turandosi il naso".

La solita domanda "cui prodest" dovrebbe a questo punto rivelare facilmente chi tirava le fila del terrorismo sia rosso che nero.

L'unico terrore è quello di stato. A cos'altro dovrebbero mai servire, del resto, dei servizi segreti*?


* Segreti per noi, ovviamente...

sigmatau
Inviato: 1/4/2008 9:02  Aggiornato: 1/4/2008 9:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi
non dovete pensare che io sottovaluti i ‘contributi’ che vengono da altre parti… anzi…

Prendiamo ad esempio il sito segnalato da redna, ove si parla di un colloquio tra brigatisti in carcere ‘registrato’ …

http://www.vuotoaperdere.org/articoli/Articolo.asp?ArtID=49

Per Panorama il dato più ’interessante’ tra quello che i due si raccontano riguarda il ‘trattamento di riguardo’ riservato all’onorevole Moro… può essere che sia ‘importante’ certo… tutto stà a definire che cosa si intende per ‘importante’… la mia attenzione per esempio, che volete farci, si è incentrata sulle seguenti due righe…

… da colloquio emergerebbe che il sequestro era stato ideato da molto tempo e preparato nei minimi dettagli. La gestione dal punto di vista militare e logistico era stata affidata per intero alla colonna romana. Solo in un secondo tempo ‘sono subentrati altri compagni che hanno ancora tutti gli originali con i nastri dell'interrogatorio’…

Certo sarebbe di estremo interesse saperne di più su questi ‘altri compagni’ , che a quanto pare si sono tenuti i nastri con la registrazione di quanto detto da Aldo Moro nel corso del fantomatico ‘interrogatorio’… non credete anche voi?…

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
Pyter
Inviato: 1/4/2008 11:06  Aggiornato: 1/4/2008 11:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Solo in un secondo tempo ‘sono subentrati altri compagni che hanno ancora tutti gli originali con i nastri dell'interrogatorio’…

Seeeee....
L'unica cosa che rende attendibili le dichiarazioni degli ex brigatisti è la loro inattendibilità.
Questo è uno dei paletti principali.
E' come se un terrorista, ripreso di nascosto a Guantanamo, facesse delle confessioni filmate che poi spariscono.
"No...no...noi quel giorno eravamo ventisei, mica diciannove. Gli altri sette avevano il compito di sequestrare i video del Pentagono e quelli degli alberghi intorno...ma mica per farli vedere al mondo...noooooo, per distruggerli".

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 1/4/2008 11:27  Aggiornato: 1/4/2008 11:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
sigmatau

...Solo in un secondo tempo sono subentrati altri compagni che hanno ancora tutti gli originali con i nastri dell'interrogatorio.
--
Bisogna pur dare un pò di credibilità a tutto!
Quindi 'qualcuno' che NON si identifica ...ha ancora i nastri...allora il mistero continua.
Ma se si sa che 'in un secondo tempo sono subentrati altri compagni...'ha un senso solo che si sa 'quali' compagni sono.
Ma erano veramente 'compagni'?

...Ritorno alla mattina del 16marzo78....
http://www.rifondazione-cinecitta.org/mariafidamoro.html
Secondo quanto dice la figlia di moro, quella mattina il padre stava uscendo con il nipotino di due anni....quindi dove poteva andare con un bambino così piccolo...in parlamento, all'università da qualche parte con la scorta....

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 1/4/2008 12:08  Aggiornato: 1/4/2008 16:36
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi
è possibile che qualcuno di voi si aspetti per oggi da me la ‘decifrazione’ dell’enigma relativo alla ‘lingua sconosciuta’ parlata da ‘Tex Willer’ quella mattina in via Fani… se così è quel ‘qualcuno’ resterà deluso per un semplice motivo: non ho ancora in mano elementi certi per supportare la decifrazione che ho in mente…

Oggi invece ci allontaniamo da via Fani e dal ‘Caso Moro’ per ‘aprire uno spiraglio’ indagando [assai sommariamente a dire il vero…] su un episodio accaduto quasi due anni prima dei fatti in oggetto: il raid israeliano di Entebbe. Il lettore che vuole prima documentarsi troverà materiale di discreta qualità in…

http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Entebbe

Questi i fatti in breve… correva l’anno 1976…

Alle ore 12.30 del 27 giugno il volo 139 Air France decolla dall’aeroporto di Atene con destinazione Parigi. A bordo 12 membri di equipaggio e 244 passeggeri. Pochi minuti dopo il decollo quattro terroristi, due palestinesi appartenenti al FNLP e due tedeschi appartenenti alla RAF, dirottano il volo su Bendasi. Dopo aver qui rifornito l’aereo riparte con destinazione Entebbe, in Uganda, dove comanda Idi Amin, acceso sostenitore della causa palestinese. L’aereo giunge a destinazione senza inconvenienti alle ore 3.15 del 28 giugno. La maggior parte dei passeggeri vengono sbarcati e vengono trattenuti solo i cittadini di Israele o comunque di etnia ebraica. Fin da subito il governo di Israele rifiuta di negoziare con i dirottatori e ordina ai militari di predisporre un piano per la liberazione degli ostaggi. All’operazione sono destinati oltre 100 militari, in gran parte del ‘reparto speciale’ Sayeret Matkal e del Mossad ed essa sarà attuata con pieno successo nella notte tra il 3 e il 4 luglio...

Le varie fasi del raid e i vari ‘accorgimenti’ utilizzati dai soldati di Israele per portare a termine la ‘missione impossibile’ sono descritti nel sito citato e pertanto non ci soffermeremo su tutto ma solo su quello che può avere interesse nel discorso che stiamo portando avanti. Dal punto di vista strettamente militare l’operazione deve essere considerata un ‘successo spettacolare’: le sole perdite in vite umane lamentate dagli israeliani ammontavano a tre passeggeri e al comandante la missione, il colonnello Yonathan Netanyahu, fratello del futuro leader del Likud e primo ministro di Israele. Dal punto di vista ‘stategico’ l’operazione Entebbe ha rappresentato una sconfitta decisiva per i ‘movimenti terroristici palestinesi’ e ha ‘dimostrato a tutto il mondo’ che Israele era in grado di sia di difendersi sia di colpire i nemici in qualunque luogo fossero. Dal punto di vista ‘politico’ l’episodio ha gettato un forte ‘discredito’ sul Fronte Nazionale per la Liberazione della Palestina di Yasser Arafat, il che ha di fatto bloccato il ‘processo di apertura’ nei loro confronti avviato con grande pazienza dall’allora presidente americano Jimmy Carter. Diciamo in breve che da quell’unico episodio Israele ha riportato una vittoria di proporzioni incalcolabili su tutti i fronti. Negli anni successivi la cinematografia ha sfruttato in modo intensivo l’episodio di Entebbe, anche se non sempre rispettando i criteri di ‘fedeltà all’originale’ [spero che Massimo non me ne voglia per questo…]. Due film [Victory at Entebbe e Raid on Entebbe…] sono opera di registi americani, uno [Mivtsa Yonatan…] di un regista israeliano....

Per trent’anni si è celebrata sulla ‘Impresa di Entebbe’ una sorta di ‘epopea’ e nessuno, salvo pochi m’addetti ai lavori’, ha mai sospettato che su più di un ‘dettaglio importante’ fosse stato mantenuto uno stretto segreto. Oggi, vale a dire trenta e più anni dopo i fatti, si è a conoscenza di qualcuno di questi ‘dettagli’ , certo ‘marginali’ quanto si vuole ma di fatto capaci di ‘riscrivere’ l’intero quadro generale della vicenda. Come si è accennato, almeno due dei ‘terroristi’ che hanno preso parte al dirottamento dell’Airbus 300 appartenevano all’organizzazione denominata ‘Banda Baader-Meinhof’ o se si vuole Rote Armee Faction [RAF]. Ebbene, un dettaglio che oggi si conosce e che allora era noto ai pochi ‘addetti ai lavori’ è il seguente: a quel tempo la RAF era ‘infiltrata’ [ o meglio, in linguaggio più ‘tecnico’, eterodiretta…] dal Mossad. La cosa da noi era già nota assai prima che Galloni esternasse le ‘rivelazioni’ che Moro gli aveva fatto poco tempo prima di morire. Di ciò fa fede il verbale seguente della Commissione Stragi, datato 1999, nel quale è riportata la ‘audizione’ di Fernando Imposimato, magistrato che per primo ha parlato di ‘connessioni’ tra le BR i i servizi segreti di alcuni stati esteri. I punti che interessano sono stati da me sottolineati…

http://www.parlamento.it/bicam/terror/stenografici/steno58.htm

PRESIDENTE. Nella sua esposizione lei ha bruciato alcune domande che volevo porle, anche se non ha ancora parlato della seduta spiritica. A un certo punto, però, lei ha pronunciato le parole: ‘tutto sommato’. Vorrei chiederle se si tratta di una somma algebrica o di una somma aritmetica. Lei ha parlato del KGB, dei rapporti con i servizi segreti cecoslovacchi, di una serie di rapporti fra le BR e anche di Prima Linea - lei ha ricordato Sandalo, Donat Cattin e il mondo di intelligence orientale e mediorientale; ha parlato poi anche del Mossad, della P2, della banda della Magliana. Si tratta di elementi che si muovono insieme oppure intorno alla vicenda di Moro si apre una partita con più attori nella quale ognuno gioca una propria partita per i suoi interessi e, probabilmente, in ultimo, tutte queste azioni e controazioni finiscono per bilanciarsi in maniera tale che la vicenda, quasi nessuno lo volesse, finisce con quel tragico epilogo? Oppure ancora esiste una regia che unisce tutti gli attori, la banda della Magliana, Carboni, Santovito, il KGB, il Mossad, i servizi segreti cecoslovacchi e le BR, che poi finiscono per essere burattini mossi dal burattinaio? Io do più credito alla prima chiave di lettura rispetto alla seconda. Infatti, mi sembra difficile tenere insieme elementi così diversi. Che rapporti può avere la banda della Magliana con il KGB? Eppure la banda della Magliana redige il falso comunicato del lago della Duchessa. Anch’io ritengo che quella rappresenti sicuramente un’operazione attiva e una probabile chiave di lettura è che si volesse fare precipitare la vicenda verso il tragico epilogo. La versione di Vitalone è diversa. Egli disse che a lui venne l’idea che a quel punto si poteva creare una forma di sbandamento nelle BR, se fossero riusciti ad emettere un comunicato che formalmente sembrava provenire dalle Brigate rosse; da quel momento in poi sarebbe finita la certezza delle Brigate rosse di parlare autenticamente attraverso la testina rotante. Si tratta di un complotto che assomma attori così diversi e così eterogenei, che è così difficile che potessero avere un fine comune e, a un certo punto, un’oggettiva concordanza di interessi che poi finisce per animare tutti gli attori, oppure ognuno si muove per proprio conto? Lei ha nominato Santovito e Federico Umberto D’Amato, ma sicuramente non andavano d’accordo.

IMPOSIMATO. Ma entrambi facevano parte della P2.

PRESIDENTE. Dalla lettura della lettera di D’Amato si può constatare che non aveva grandi apprezzamenti per il servizio segreto militare e soprattutto per quello dell’epoca di Santovito. Lei ha giustamente affermato di voler rivisitare il lavoro di allora sulla base delle conoscenze di oggi e la sua esposizione è stata drammatica ed interessante ma cosa prevale, in conclusione? L’idea della regia unica di elementi che stavano tutti insieme o quella delle forze contrapposte ognuna delle quali gioca una propria partita e, alla fine, Moro muore perché tutto questo determina una situazione di stallo che poi precipita?

IMPOSIMATO. Mi permetto di ritenere che ci sia stato un interesse convergente ma non rientrante in un'unica strategia, in un'unica direzione strategica, in un unico "grande vecchio" che ha guidato tutta questa manovra. Sono sempre stato molto convinto del fatto che il progetto politico di Moro contrastava nettamente sia con gli interessi dell’Occidente sia con quelli dell’Oriente. Sono sempre stato del parere che le Brigate rosse erano rosse, nel senso che questa operazione nasce proprio come operazione delle Brigate rosse. Tra l’altro, recentemente, lo stesso Gallinari ha voluto parlare con me prima che si verificassero alcuni gravi episodi, come l’omicidio di D’Antona, e ha voluto dichiarare il proprio apprezzamento per il fatto che io ritenessi che le Brigate rosse non fossero contaminate. Infatti, per la verità ho dei dubbi su quanto sostiene Franceschini a proposito della figura di Moretti, ma posso anche sbagliarmi. Ad ogni modo, ritengo che le Brigate rosse fossero rosse.

PRESIDENTE. Lo penso anch’io, ma questo non convince i brigatisti rossi a parlare alla Commissione.

IMPOSIMATO. Il progetto di Moro urtava sicuramente con gli interessi dell’Est e con quelli dell’Ovest. Si sa che Moro era una persona legata ai palestinesi; si sa che in qualche modo aveva toccato anche gli interessi di Israele perché tutte le sue azioni andavano contro gli interessi di quello Stato, come la liberazione degli ostaggi. Credo che la ricostruzione da me esposta sia perfettamente coerente con ciò che si è verificato. Dopo la cattura di Moro le forze contrarie al compromesso storico e che volevano contrastare questa politica – tra cui c’era sicuramente Gelli – a mio avviso avevano interesse ad eliminare Moro.

PRESIDENTE. Lei ritiene che gli interessi convergenti che si attivano in maniera separata l’uno dall’altro concorrono poi tutti a determinare il tragico epilogo della vicenda?

IMPOSIMATO. C’era una anticipazione della strategia di Moro rispetto al superamento dei blocchi contrapposti che, secondo me, è stata ripresa anche nell’ambito dell’attentato al Papa. Ricordo, infatti, che anche il Papa voleva superare questa situazione.

PRESIDENTE. Potremmo quindi sostenere che i fautori dell’equilibrio di Yalta, da una parte e dall’altra, si attivano per impedire la salvezza di Moro.

IMPOSIMATO. Di questo sono convinto. A distanza di anni ho letto un libro di Aldo Mola, peraltro molto documentato, sulla storia della massoneria in cui si parla della vicenda Moro e si rivendica il merito di avere contrastato con tutti i mezzi l’accordo con i russi. Io credo che questo sia un passo importante da tenere presente nella ricostruzione della vicenda perché Aldo Mola parla dall’interno dell’organizzazione massonica. Si parla poi anche della vicenda Kennedy in ordine alla quale si sostiene che anche in quel caso la massoneria aveva avuto un importante ruolo; si fa infatti riferimento a Warren, a Gerardo Forte, a Allan Dalles che erano tutti massoni. Quindi, si rivendica il merito di aver combattuto il comunismo dopo che se ne è dimostrata l’aberrazione. Mentre prima non avevano interesse a fare emergere questa situazione, in seguito hanno rivendicato il merito di essere stati i primi a combattere il progetto di penetrazione del comunismo nel mondo occidentale.

PRESIDENTE. Quindi, rivendicano anche il merito di avere combattuto forme di distensione e di superamento della logica di Yalta e della contrapposizione dei blocchi.

IMPOSIMATO. Certamente. Per quanto riguarda la seduta spiritica, io ricordo di aver letto una dichiarazione – non so se dico cose già note – dell’onorevole Anselmi che mi ha lasciato molto perplesso, perché ella dice di aver saputo da Umberto Cavina, che era il segretario di Benigno Zaccagnini, non solo il nome di Gradoli ma anche l’indicazione della Cassia e il numero che corrispondeva al civico dell’appartamento dello stabile di Via Gradoli dove era la base di Moretti. Tutto questo è in contrasto con quanto dichiarato da Cossiga, il quale non fa riferimento alla vicenda dell’indicazione del numero civico di Via Gradoli e della Via Cassia, per cui il mancato intervento in Via Gradoli il 2 aprile mi lascia molto perplesso, anche perché non credo affatto si sia trattato di una seduta spiritica ma di una informazione venuta dall’Autonomia di Bologna, oppure da altri. Bisognerebbe sapere chi, nell’ambito di questa seduta spiritica, può aver fatto questa rivelazione. Tale rivelazione però era più completa di quella che io potessi immaginare perché c'erano anche questi due dati. Ricordo perfettamente quel verbale. Ritengo poi l’onorevole Anselmi persona della cui attendibilità non sia possibile dubitare.

PRESIDENTE. L’onorevole Anselmi avrebbe dato una versione più ampia?

IMPOSIMATO. L’onorevole Anselmi ha scritto una lettera, che io ho letto, nella quale afferma che il dottor Cavina le ha parlato di questa seduta spiritica riferendole che non solo si era saputo il nome Gradoli, ma anche un numero corrispondente al civico di Via Gradoli e l’indicazione "Cassia". Si tratta di tre elementi che difficilmente potevano portare solamente al paese Gradoli. E’ quanto volevo mettere in evidenza.

PRESIDENTE. I protagonisti della seduta spiritica – almeno quelli che per adesso sono venuti in Commissione – ci hanno raccontato una storia diversa: ci hanno detto invece che il piattino ‘scrisse’ Gradoli, Bolsena e non so che altro.

IMPOSIMATO. Ricordo di aver letto questa lettera dell'onorevole Anselmi inviata alla Commissione Moro. Forse lei ha avuto modo di leggerla, Presidente, comunque si tratta di una delle cose che mi lascia perplesso, se si considera che anche la signora Eleonora Moro avrebbe chiesto notizie in merito.

PRESIDENTE. Cossiga questo lo nega. Per lui questo fa parte della ‘mascalzonata politica’.

IMPOSIMATO. Se l’onorevole Anselmi, che certamente non può essere sospettata di voler intorbidare le acque afferma questo, credo che tali fatti siano reali.

VENTUCCI. Ringrazio i colleghi che mi hanno consentito di parlare per primo e ringrazio anche il magistrato, onorevole Imposimato, per quello che ci ha detto, ma vorrei fare una considerazione. L’altra volta già ebbi modo di dire che più di qualcuno si è impossessato dell’evento, cioè del rapimento Moro. Che poi sia seguita l’uccisione; che poi i Servizi segreti parlano con la malavita; che poi qualcun altro cerca di intrufolarsi; che Moro infastidiva l’accordo di Yalta, perché cercava di eliminare la cristallizzazione che tale accordo aveva determinato in Italia creando un regime, di fatto, perché quando in democrazia non c’è l’alternativa c’è un regime che poi degrada e tutti quanti sappiamo quello che è successo. Però, rimanendo ai fatti dell’evento e non al romanzo successivo (a quel romanzo che, ovviamente, ha scatenato gli appetiti di interessi differenti che lei ha pienamente messo in evidenza), in altra occasione ho detto al Presidente della Commissione, e quindi al dottor Priore, che esiste un elenco stilato dall’Ufficio D del SISMI che è agli atti di una inchiesta su Gladio rossa archiviata nel 1994 e questo elenco non è stato mai trasmesso alla Commissione Stragi. Allora le chiedo se questo elenco è lo stesso di cui si parla nel rapporto del Cesis datato 31.03.83 allegato alla relazione di minoranza della Commissione parlamentare sulla strage di Via Fani del senatore Franco Franchi, in cui si dice che ‘nel 1978 fu completato un elenco di italiani che avrebbero frequentato corsi di addestramento politico e di terrorismo in URSS, Cecoslovacchia, Cuba e Albania’. Poi, ‘i brigatisti rossi Pelli e Franceschini soggiornarono in Cecoslovacchia’, ma questo sembra sia avvenuto negli anni 1973 e 1974 e ciò pare accertato.
Allora le rivolgo questa domanda precisa in relazione all’evento, perché credo sia importante: le distorsioni, gli sciacalli che per interessi diversi poi hanno sfruttato l’evento credo che interessino un po’ meno la politica nazionale perché, come afferma anche il senatore Pellegrino che è stato uno dei primi a dirlo, in quel periodo si è combattuta la terza guerra mondiale. Lei quindi può immaginare quale potesse essere l’attività dei Servizi segreti, perché la terza guerra mondiale non è stata combattuta con le pistole o i fucili bensì con i Servizi segreti. Sappiamo che questi ultimi non sono le ‘Figlie di Maria’ o la ‘Confraternita di San Vincenzo’: se Santovito parla con un mascalzone fa il suo mestiere perché, nella sua vita, ha scelto di fare il capo dei Servizi segreti, cioè di una organizzazione che nella legalità non ci sta o non sa nemmeno che accidenti sia. Se lei può darci un aiuto, vorremmo sapere qualcosa su quelle attività che venivano svolte all’estero e che ovviamente dovevano preparare l’evento.

PRESIDENTE. Se ho ben capito tende a conoscere che probabilità ci sono che tra gli attentatori di Via Fani ci fossero persone particolarmente addestrate all’estero.

VENTUCCI. Il punto è proprio questo.

IMPOSIMATO. Non è stata mia intenzione attaccare i Servizi segreti. La ringrazio per aver fatto questa domanda perché io, in genere, mi limito a parlare di fatti, senza fare di tutt’erba un fascio, perché come nella magistratura ci potrebbe essere qualcuno… così anche nei Servizi segreti. E’ un dato di fatto che Santovito venne arrestato - e poi il processo si estinse per morte del reo - per il fatto che aveva messo del tritolo... Però voglio rispondere alla domanda che lei ha posto sulla possibile partecipazione al sequestro Moro di brigatisti o di personaggi che si sono addestrati all’estero. Io non lo escluderei, tanto è vero che faccio riferimento alla sentenza-ordinanza che ho scritto nel 1982, dove vi è un elenco dettagliato di tutti i collegamenti obiettivi che portavano all’Est dell’Europa. Ho letto il libro di uno storico americano che fa riferimento al fatto che io parlo dei Russi, che si sono molto arrabbiati perché parlavo del KGB come di una organizzazione segreta che certamente aveva avuto collegamenti con una serie di terroristi non solo delle Brigate rosse ma soprattutto di Prima Linea, tra cui questo Folini (però le armi le davano anche alle Brigate rosse). Quindi la presenza di tutti questi Skorpion che io ho indicato nella prima sentenza per me non era un fatto casuale: erano armi che erano state prese in Cecoslovacchia, però nessuno ci ha mai detto nulla di questi collegamenti, né sapevamo che, per esempio, l’onorevole Amendola aveva addirittura parlato con l’ambasciatore cecoslovacco o con quello sovietico per dire di non continuare ad avere rapporti con le Brigate rosse. Io, per la verità, ho parlato comunque con l’onorevole Berlinguer che – devo dire – con molta onestà è stato molto utile per quanto riguarda la collaborazione nella lotta alle Brigate rosse perché erano apparsi diversi volantini in cui si parlava di ‘iene berlingueriane’; quindi certamente Berlinguer all’interno del partito era combattuto dalla parte stalinista del partito stesso. Però, oggi rileggendo il dossier Mitrokhin, rileggendo la mia sentenza con l’elenco delle armi provenienti dalla Cecoslovacchia, rileggendo le dichiarazioni di quei terroristi quasi sconosciuti come Sandalo, come Giai e come altri che hanno parlato dei rapporti con i gruppi armati del 1978 (e qualcuno parla anche del 1977), sono quasi certo che c’è stata una connessione non solo con i gruppi armati terroristici dell’Est Europeo, ma anche con i servizi segreti stranieri, tant’è vero che la stessa RAF si sapeva perfettamente che era un’organizzazione che nella Germania orientale aveva rapporti con i servizi segreti di quel paese. Credo che ormai questa sia una cosa abbastanza certa…


Tutto questo non susciterebbe in verità tanto rumore se non si fosse aggiunta in tempi più recenti una ‘notizia esplosiva’ riportata dal Corriere della Sera, notizia che prontamente ‘Informazionecorretta’ ha classificato come ‘antisemita’ , e che qui riporto…

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=20729

LONDRA — Ci sarebbero stati i servizi segreti israeliani dietro alla drammatica operazione con cui nel 27 giugno 1976 un commando di terroristi palestinesi si impossessò di un aereo di linea dell'Air France con a bordo 229 passeggeri [83 dei quali israeliani] e lo dirottò su Entebbe, in Uganda. Lo Shin Bet avrebbe appoggiato l'operazione organizzata dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina [FPLP], per screditare in Occidente l'Organizzazione per la liberazione della Palestina di Yasser Arafat [foto] e impedire un avvicinamento tra quest'ultima e Washington. Il particolare — sorprendente dato che ad Entebbe proprio le teste di cuoio israeliane intervennero il 4 luglio per liberare con la forza gli ostaggi — è emerso ieri da documenti del governo britannico finora top secret. La possibile complicità dello Shin Bet fu segnalato da un diplomatico britannico con base a Parigi, in una nota inviata al Foreign Office il 30 giugno 1976. Nel raid di Entebbe morirono sette rapitori, tre ostaggi, un soldato israeliano e 20 militari ugandesi…

Dunque, a distanza di quasi trent’anni dagli eventi, la ‘verità vera’ comincia [forse] a fare capolino: la ‘Vicenda di Entebbe’ in realtà sarebbe stata una operazione ‘false flag’ [letteralmente ‘falsa bandiera’…] di Israele

Naturalmente vi è ancora molto da aggiungere… però per il momento mi pare ‘basta e avanza’…

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Coimmedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 1/4/2008 13:01  Aggiornato: 1/4/2008 13:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Pyter
Inviato: 1/4/2008 14:08  Aggiornato: 1/4/2008 14:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
http://www.disinformazione.it/omicidio_massonico.htm

Nel caso del delitto Moro la scena del delitto è intrisa di simbologie, dal fatto che sia stato trovato a via Caetani (e Papa Caetani era Papa Bonifacio VIII, che simpatizzava per i Templari e a cui mossero le stesse accuse rivolte a quest’ordine) alla data del ritrovamento, al fatto che sia stato trovato proprio in una Renault 4 Rossa. Se Renault Rossa sta per Rosa Rossa, la cifra 4 farebbe riferimento al quatre de chiffre (ma forse anche al numero di lettere della parola “rosa”).

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
sigmatau
Inviato: 1/4/2008 14:29  Aggiornato: 1/4/2008 14:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi
per pura curiosità sono andato a leggere nel sito segnalato da redna i ‘ricordi di Maria Fida’ …

http://www.rifondazione-cinecitta.org/mariafidamoro.html

La frase che secondo redna ‘svela tutto l’arcano di via Fani’ presumo sia la seguente…

… ero terrorizzata dall’idea che papà portare Luca con sé, come faceva spesso. Non so perché proprio quel giorno avevo l’imperativo categorico che non lo dovesse fare. Arrivai appena in tempo a fermarlo… mio padre era già sulla porta d’ascensore, con Luca in braccio. Purtroppo, quasi sgarbata: ‘Luca oggi deve stare con me!…’. Lui provò timidamente a resistere, visto che io non potevo nemmeno camminare. Ma fui irremovibile. Lui si rassegnò e lessi nei suoi occhi che aveva capito i miei timori. Entrò nell’ascensore, lo guardai con la consapevolezza che non l’avrei più rivisto…

Indubbiamente si tratta di una testimonianza ‘toccante’ … quale ‘indizio’ fornisca riguardo al nostro ‘mistero’ è un poco difficile comprendere…

Per fortuna però la lettura dei ‘ricordi’ non è stata inutile… anzi!… eh sì perché… sarò anche un imbecille… tutto può essere… ma il fatto è che trovo letteralmente devastante la ‘verità rivelata’ nelle righe seguenti [ho sottolineato i punti che ritengo decisivi] …

… ricordo il 3 agosto del 1974, altra data infausta della storia italiana. Papà allora era ministro degli esteri e avrebbe dovuto raggiungervi in treno a Bellamente, sulle montagne del Trentino, dove di solito trascorrevamo insieme le vacanze estive. Era già salito sulla sua carrozza, alla stazione Termini, e il treno stava per partire, quando all’ultimo momento arrivarono dei funzionari e lo fecero scendere perché doveva tornare per firmare delle carte. A causa di quell’imprevisto perse il treno e fu costretto a raggiungerci in macchina. Un ritardo provvidenziale, perché quel treno era l’Italicus. Non ho alcuna prova per dirlo con certezza, però ho avuto il sospetto che la bomba esplosa poche ore dopo nella galleria di San Benedetto Val di Sambro avesse come obiettivo proprio lui… dal 1974, dopo la strage dell’Italicus , papà volle che avessimo una scorta anche noi figli…

Dunque, dunque… se abbiamo letto bene il primo tentativo di assassinare Aldo Moro è stato compiuto nell’estate del 1974. A quel tempo di ‘compromesso storico’ si parlava nella bouvette del Parlamento tanto per raccontarsi qualcosa e nessuno pensava realisticamente ad una possibile ‘scalata’ dei comunisti al governo, tanto più dopo la batosta elettorale che la sinistra aveva preso nelle elezioni di due anni prima. È invece fondamentale il fatto che a quella data Aldo Moro ricopriva la carica di ministro degli esteri e che l’episodio dell’Italicus destò in lui tali preoccupazioni da richiedere la scorta anche per i propri famigliari… Si tratta di una informazione che, a differenza della prima, è veramente essenziale e di questo ringrazio vivamente redna!…

saluti!…

P.S. Nell’ipotesi che il ‘sospetto’ di Maria Fida che la bomba posta sull’Italicus fosse in realtà destinata a suo padre sia vera, ciò testimonia chiaramente della ‘moralità’ dei potenziali assassini, incuranti del fatto che il raggiungimento del loro obiettivo [l’eliminazione di Aldo Moro…] comportasse la morte di decine di innocenti. La stessa cosa si può dire anche per gli ‘assassini dell’11 settembre’… ovvio…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
BigLie
Inviato: 1/4/2008 14:45  Aggiornato: 1/4/2008 15:28
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
X redna:
immagino che tu faccia riferimento al libro di Fasanella
"Il misterioso intermediario" in cui si suggerisce che Gradoli
stia per Grado LI ossia grado 51, un segretissimo grado della
massoneria di rito egizio il cui titolo identificativo sarebbe
IL SIGNORE DEL GLADIO
In questo sito
PaoloFranceschetti.blogspot.com
alcuni frequentatori di un forum discutono con una certa Solange
il cui padre sarebbe stato un 51° Grado e che sarebbe stato ucciso
misteriosamente.
A me questa interpretazione della seduta spiritica suscita un notevole
interesse.

__________________________________________
Edit
BigLie
Usa il tasto link nel commento e non scrivere direttamente l'indirzzo web perchè allarga la pagina.

il gobbo

BigLie
Inviato: 1/4/2008 15:10  Aggiornato: 1/4/2008 15:10
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Tra l'altro, perchè mai il cattolicissimo Prodi
e i cattolicissimi suoi amici del trust di cervelli de Il Mulino
dovrebbero credere nelle sedute spiritiche e parteciparvi,
sapendo che ciò costituisce peccato mortale per la Chiesa
Cattolica.
Delle due l'una:
o il fatto della seduta è una c...ta oppure i signori in questione
non sono cattolici.
Ricordo che lo spiritismo nacque a cavallo del secolo XX in seno
alla teosofia.

Paxtibi
Inviato: 1/4/2008 15:16  Aggiornato: 1/4/2008 15:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Indagine sul caso Moro
Ma puttana eva li volete editare questi cazzo di link!!!



-------------------------------------------------------------
Edit
Già fatto Pax

il gobbo

BigLie
Inviato: 1/4/2008 15:36  Aggiornato: 1/4/2008 15:36
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Visto che sui link c'è qualche problema riporto per intero
questo brano interessante sull'ancor più inquietante libro
di Fasanella e Rocca:


10 gennaio 2003 - MORO: LIBRO FASANELLA E ROCCA SU MARKEVICH E SEDUTA SPIRITICA
"Panorama"
Moro, l'ultima verità sulla seduta spiritica
di Giovanni Fasanella
Dopo il rapimento, Romano Prodi e alcuni amici interrogarono l'aldilà. Oggi dietro quella famosa riunione spuntano logge, esoterismo e messaggi cifrati. Un libro svela nuovi retroscena e ipotesi sulle trattative con i brigatisti per liberare l'ostaggio
Ricordate la seduta spiritica alla quale partecipò Romano Prodi ai tempi del sequestro Moro? Si è sempre ritenuto che quella strana riunione fosse servita, coprendo la fonte, a inviare un'informazione agli inquirenti.
Giovanni Fasanella e Giuseppe Rocca, autori del libro Il misterioso intermediario, danno una ricostruzione sorprendente: le rivelazioni di Moro rischiavano di destabilizzare l'ordine mondiale e i poteri forti decisero di intervenire.
Attraverso Igor Markevic, il direttore d'orchestra al centro di mille intrecci. Di seguito, alcuni brani del capitolo che ricostruisce proprio quell'oscuro episodio.
La situazione aveva finito per complicarsi perché erano in troppi a cercare una via d'uscita, ma spesso in modo autonomo e confuso.
In quelle condizioni non poteva esserci altra possibilità che cercare una soluzione governata. Era, allora, indispensabile trovare un luogo estremamente discreto e protetto, dove agissero trasversalmente solo interessi e logiche sovrannazionali. E dove a condurre il gioco fossero persone altrettanto discrete e quasi invisibili, nel senso, cioè, di una loro assoluta insospettabilità in quella funzione.
Da quel momento l'affare Moro entrò in un'altra dimensione, fu come inghiottito in una dolina carsica e seguì un suo percorso sotterraneo. Una dimensione esoterica, blindata, assolutamente inaccessibile ai profani.
FLUIDI PARANORMALI
Era il 2 aprile. In pieno allarme internazionale per le rivelazioni del presidente democristiano, in Italia pareva che non si potesse far altro che affidarsi a fluidi paranormali. E così, mentre attorno a Roma un sensitivo, chiamato dal governo, cercava Moro con tecniche da rabdomante, una risposta arrivò dall'Appennino emiliano. Qui, in una casa di villeggiatura, un pacioso gruppo di amici, dopo aver mangiato, insieme alle rispettive famiglie, con la dovizia e la prelibatezza di quelle zone, non sapeva cosa fare: il tempo si era guastato e avevano dovuto rinunciare alla prevista passeggiata. Così, tra le chiacchiere delle mogli e il chiasso dei bambini, avevano deciso di fare una seduta spiritica.
Avevano messo un piattino da caffè al centro di un grande foglio, ai cui bordi erano state scritte le lettere dell'alfabeto, vi avevano puntato tutti un dito sopra e avevano cominciato a porgli domande sull'onorevole Moro e sulla sua sorte. La cosa strana è che quegli amici erano quasi tutti serissimi docenti universitari e che fra loro c'erano un futuro presidente del Consiglio, Romano Prodi, e un futuro ministro, Alberto Clò. Il piattino aveva cominciato a correre con grande decisione da una all'altra delle lettere e aveva composto un nome: G-R-A-D-O-L-I.
È possibile che in un frangente così tragico dei luminari scherzassero con un piattino attorno alla vita di Moro? E se facevano sul serio, pensavano davvero che gli spiriti (sia pure autorevoli) di Alcide De Gasperi e Giorgio La Pira, evocati in quella seduta, potessero rivelare il luogo in cui Moro era tenuto prigioniero? Se lo scopo fosse stato veramente quello di fare arrivare un'informazione coprendone la fonte, non sarebbe stato più semplice ricorrere a una lettera o a una telefonata anonime? Non si sarebbe potuto far correre una voce attivando il passaparola degli amici di amici?
"GRADO 51"
Viene da chiedersi, allora, se sia possibile leggere in qualche altro modo quel messaggio. Lo si potrebbe, per esempio, prendere alla lettera, per quello che è: un messaggio esoterico, appunto, cioè in codice. La seduta spiritica avrebbe segnalato, allora, a chi era in grado di capirlo, che quell'indicazione poteva essere decifrata solo da chi, interno o esterno al gruppo, fosse iniziato a quel particolare linguaggio cifrato. Se il codice fosse stato, per esempio, quello rosacrociano, le lettere indicate dal piattino avrebbero potuto non formare il nome del paesino sul lago di Bolsena, ma essere lette come GRADO-LI (grado 51).
Si sarebbe rinviato, cioè, a un livello ancora più occulto del trentatreesimo, il gradino più alto della gerarchia massonica conosciuta. Quale poteva essere questo misterioso Grado LI? Un rarissimo testo pubblicato in Francia intorno al 1870 da Ély Star (pseudonimo di un seguace di Péladan e di Flammarion), Les Mysteres de l'horoscope, svela che il Grado LI corrisponde al Maître du Glaive, il Signore del Gladio. E l'ipotesi può acquistare una sua perturbante suggestione se si pensa appunto alla rete segreta Gladio e alla circostanza che al numero 68 di via Gradoli abita il pittore Ivan Mosca della loggia Monte di Sion, gran maestro, con il nome esoterico Hermetico, dell'Ordine dei Cavalieri massoni eletti Cohen dell'Universo, confraternita in rapporto di fratellanza con i Rosacroce.
Letto così e riferito alla situazione internazionale, quel messaggio poteva essere interpretato in due modi: o come una richiesta di intervento rivolta al fantomatico Signore di quella organizzazione; oppure come l'annuncio che il Grado LI stava per muoversi.
Questa lettura, del resto, potrebbe essere ulteriormente confermata anche da certe frequentazioni di alcuni dei partecipanti a quella seduta.
I CIRCOLI DI PRODI
È noto, per esempio, quanto il professor Prodi sia vicino, per formazione e rapporti, ad ambienti finanziari anglo-americani, in particolare alla London school of economics. Il prestigioso istituto di formazione finanziaria era nato, nell'alveo di un'altra organizzazione, la Fabian Society, insieme alla Round Table. Alla stessa area di influenza può essere riportato anche un gruppo assai vicino a Prodi, quello del Mulino. L'associazione bolognese di cultura, infatti, nel 1965 era stata tra i fondatori, con il centro studi Nord-Sud e la Fondazione Olivetti, dell'Istituto affari internazionali, promosso da Altiero Spinelli come filiazione italiana del Royal institute of international affaires.
L'idea del Riia era nata a Parigi nel 1919, durante la Conferenza della pace, quando il colonnello Edward House, plenipotenziario del presidente Woodrow Wilson, aveva riunito all'Hotel Majestic un gruppo di delegati anglofoni suoi confratelli della Round Table.
Tra loro, oltre a Bernhard Berenson, gran protettore di Markevic, c'era anche lord Esme Howard, padre di Hubert, il dominus rector di quel Palazzo Caetani attorno al quale ruotano tutti gli enigmi del caso Moro. Era Hubert Howard, il Grado LI, fonte o destinatario del messaggio del piattino?
Era lui il Signore del Gladio indicato con la seduta spiritica? Forse non è un caso che tra i più intimi amici di Howard, uno dei pochissimi ammessi a pescar trote nel fiume di Ninfa, fosse proprio Enrico Mattei, con Paolo Emilio Taviani e Moro fondatore di Gladio.
POTERI PIÙ FORTI DEL GOVERNO
Proprio a ridosso di quell'episodio, Hubert Howard ebbe un contatto con il governo italiano. Non si sa se sia stato chiamato o se sia stato lui a proporsi, magari per comunicare che da quel momento la cosa era in mano a poteri più forti e che non erano gradite interferenze. In qualunque modo siano andati i fatti, è molto probabile che sia stato appunto quell'incontro a segnare l'entrata in azione di Howard e delle due istanze che egli rappresentava. Istanze che lo legavano entrambe a Igor Markevic molto più strettamente di quanto non facesse un matrimonio con due cugine. È probabile, infatti, che l'immagine di Howard come principe consorte di Lelia Caetani celasse altri livelli di operatività. Se il vero compito di Howard a Roma fosse stato quello di fare da tramite fra la Gladio italiana e la rete Stay-behind e insieme l'Authority di quel sistema di protezione? Questo ruolo si saldava, forse, all'altro livello che si potrebbe ricostruire frugando nelle zone ancora oscure e ignote della biografia di Hubert. Andrebbe meglio indagato, per esempio, il lungo rapporto che lo legò a Kermit, il figlio del presidente americano Theodore Roosevelt. Kermit, che svolse un'intensa attività di intelligence nella Cia, era anche uno dei più convinti sostenitori della sinarchia, cioè dell'idea di un Governo mondiale.
Di questo pensiero si trovò una sistematica esposizione in un documento segreto venuto alla luce nel 1935: si intitolava Pacte Synarchique ed enunciava i principi e la strategia per diffondere, in tappe successive, l'Ordine nuovo in tutto il mondo. La gradualità come elemento decisivo per il compimento di un progetto così ambizioso e globale era stata messa a punto dalla Fabian Society, che prese il nome proprio da Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore e puntò molto sulla formazione: The London school of economics fu una sua creazione e divenne modello per molte università, tra le quali Harvard.
LA CITTÀ MAGICA
Nel 1978, Howard appariva solo un gentiluomo di campagna, dedito al riordino e all'amministrazione dell'ingente patrimonio della moglie Lelia (morta l'anno prima), con la quale da molto tempo si era ritirato nel feudo di Sermoneta. Qui i due avevano dedicato tutte le loro cure allo splendido giardino di Ninfa, fatto nascere da Marguerite Chapin tra le rovine di una città morta, che Gregorovius definì "la Pompei del Medioevo". I ruderi, secondo molte voci, ospitavano spesso sedute spiritiche e questo contribuiva ad aumentare la suggestione di quel luogo remoto e protetto. In quest'oasi Hubert Howard è vissuto appartato, ma niente affatto isolato.
Molti dei frequentatori erano dello Iai, altri della Trilateral, delle Conferenze Bilderberg, l'Istituto Atlantico, il Club di Roma fondato e presieduto da Aurelio Peccei. Tutte sigle che in vario modo discendono dal mondialismo della Fabian Society, attraverso la Round Table e il Royal institute of international affaires e costituiscono in Italia una sorta di trasversale Partito angloamericano.
Ecco, allora: dopo che si era avuta la certezza che le rivelazioni di Moro toccavano punti vitali per la sicurezza del Patto Atlantico, questo schieramento angloamericano si era mosso e aveva attivato il Signore di Gladio.
Che si ricordò di un'altra situazione difficile, nella Firenze occupata dai tedeschi, e di un giovane artista che che lo aveva aiutato a uscirne, Igor Markevic. Hubert e Igor, dunque, di nuovo insieme, come 34 anni prima, a trattare ancora una volta sulla sorte di un ostaggio eccellente: durante la guerra, i tesori di Firenze in mano ai nazisti; nella primavera del 1978, Moro in mano ai brigatisti rossi.
QUEL MUSICISTA DALLE MILLE AMICIZIE
I due ultimi Caetani (anche Igor aveva sposato un'erede della famiglia, Topazia, ndr) erano due stranieri: uno dell'Ovest, l'altro dell'Est. Hubert sapeva che, dopo la trattativa per Firenze, Igor aveva mantenuto rapporti con ambienti americani e inglesi; che era intimo amico di Moshe Feldenkrais, il guaritore di Ben Gurion; che aveva intrecciato in Svizzera le relazioni più cosmopolite; e che aveva eccellenti rapporti con il governo francese da cui negli anni Sessanta aveva ricevuto la Legion d'Onore.
Ma Hubert conosceva soprattutto i suoi legami viscerali con la Grande Madre Russia, confermati anche dalle dichiarazioni filosovietiche, al momento di assumere l'incarico a Santa Cecilia. Di Igor, inoltre, Hubert apprezzava l'abilissimo direttore d'orchestra e la sua idea di una prospettiva sonora che armonizzasse in gerarchia le contrastanti sezioni strumentali: una capacità professionale da lui portata a vero virtuosismo, anche perché in quel modo sublimava la sua profonda pulsione a conciliare ogni contrasto.
IL "PRIORATO DI SION" E I SERVIZI SEGRETI
Soprattutto, però, Hubert sapeva quali fossero i fini del misterioso Priorato di Sion, di cui Jean Cocteau, intimo amico e sodale di Igor, era stato Nautonnier (nocchiere, ndr). Ordine dalla fisionomia sfuggente e mutevole, durante la guerra era stato contattato anche dai servizi inglesi per organizzare la resistenza in Francia. Charles de Gaulle se n'era servito per la sua ascesa al potere. E gli americani avevano fatto proprie le due idee fondamentali del Priorato: agire nel campo della psicologia di massa e realizzare il grande disegno di una federazione di stati europei.
Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, gli storici che hanno studiato questo ordine, ce lo descrivono come immerso da qualche tempo in una "sfera piuttosto tenebrosa", dove politica, massoneria, Cavalieri di Malta, Cia, Vaticano, alta finanza "si incontrano, si uniscono temporaneamente per uno scopo o per l'altro, poi riprendono la propria strada".
Anche tutti questi fili del Priorato di Sion, negli anni Settanta, finivano con l'intrecciarsi dentro e attorno a Palazzo Caetani, in una ragnatela di discrete relazioni e di contatti insospettabili fra persone e istituzioni. Nella primavera del 1978, dunque, non poteva che essere convocata lì, a Palazzo Caetani e dintorni, la riunione sinarchica per risolvere i problemi aperti dal sequestro Moro. Su questo piano sovrannazionale Hubert Howard e Igor Markevic avrebbero governato l'intricata matassa di interessi e di posizioni che si aggrovigliavano nel caso Moro.
In un'ipotetica divisione dei ruoli, è possibile che Igor agisse sul campo, per così dire, tornando a fare la spoletta tra le parti, magari anche con il cervello politico delle Br, e Howard tenesse il controllo nella cabina di regia di Palazzo Caetani.

BigLie
Inviato: 1/4/2008 15:46  Aggiornato: 1/4/2008 15:46
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
I proiettili sparati erano in dotazione ai servizi per operazioni
coperte?
Dal sito:
http://www.fondazionecipriani.it/


L'AFFARE MORO

I bossoli di via Fani (Stralcio da Intervento sull'affare Gladio 1991, pubbl.supra sotto Stay behind)

In via Fani, dei cento colpi sparati contro la scorta dell'onorevole Moro, furono raccolti trentanove bossoli sui quali il perito Ugolini, nominato dal giudice Santiapichi nel primo processo Moro, dice quanto segue. "Furono rinvenuti trentanove colpi ricoperti da una vernice protettica che viene impiegata per assicurare una lunga conservazione al materiale. Inoltre questi bossoli non recano l'indicazione della data di fabbricazione". Vi è scritto GFL, Giulio Fiocchi di Lecco e il calibro però non viene indicata, come normalmente fanno le ditte costruttrici, la data di fabbricazione di quei bossoli. Allora, il perito afferma che "questa procedura di ricopertura di una vernice protettica viene usata per garantire la lunga conservazione del materiale.Il fatto che non venga indicata la data di fabbricazione è il tipico modo di operare delle ditte che fabbricano questi prodotti per la fornitura a forze statali militari non convenzionali". Alla luce di tali rilievi, mi chiedo come sia potuto accadere che in via Fani fossero usati proiettili di questo tipo, molto particolari, che le ditte forniscono solo a forze statali militari non convenzionali. In ogni caso, sarebbe interessante sapere come mai questo tipo di proiettili finirono nelle mani delle Br e di quel commando che assassinò la scorta di Aldo Moro.

sigmatau
Inviato: 1/4/2008 16:06  Aggiornato: 1/4/2008 17:39
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi
devo confessarvi che, dopo aver letto i ‘ricordi di Maria Fida’ , non ho resistito alla tentazione di andarmi a rivedere qualcosa sulla ‘Strage dell’Italicus’. Ricordavo vagamente che da sempre quell’attentato era stato definito in modo automatico ‘di chiaro stampo neofascista’, anche se gli autori non sono mai stati identificati. Circa vent’anni fa mi ricordo che per la ‘Strage dell’Italicus’ furono sottoposti a giudizio i due neofascisti Tuti e Malentacchi ma alla fine furono assolti per ‘insufficienza di prove’. Andando a cercare sulla solita Wikipedia si trova…

http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_dell'Italicus

Una bomba ad alto potenziale a base di termite esplose nella vettura 5 dell'espresso Roma-Monaco di Baviera via Brennero. Nell'attentato morirono 12 persone e altre 44 rimasero ferite. La strage sarebbe potuta essere di dimensioni maggiori, si ipotizza centinaia di morti, se l'ordigno fosse esploso all'interno della galleria di San Benedetto Val di Sambro. Aldo Moro era su quel treno il 3 Agosto, in quanto doveva raggiungere la famiglia a Bellamonte, ma poi viene raggiunto da alcuni funzionari che lo fecero scendere per firmare alcune carte al Ministero. L'attentato venne rivendicato dall'organizzazione Ordine Nero attraverso un volantino che dichiara:

‘ Giancarlo Esposti è stato vendicato. Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l'autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti’

I colpevoli della strage non sono mai stati individuati…


Singolare l’utilizzo della termite, un composto di ferro e alluminio che brucia con enorme calore che non risulta essere stato usato in nessun altro attentato in Italia e di cui si ritornerà a parlare a proprio nell’ambito dell’11 settembre. Riguardo all’organizzazione Ordine nero Wikipedia riporta questo…

http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_Nero

… Ordine Nero è stata una associazione segreta di sfondo neofascista che negli anni settanta del XX secolo ha rivendicato alcuni attentati terroristici. Ordine Nero è stata oggetto d'inchiesta della Commissione Parlamentare sulle stragi. Per molto tempo rimase defilata, senza molta visibilità al di fuori degli ambienti dell'eversione di estrema destra, limitandosi a raccogliere i militanti fuoriusciti dalle formazioni storiche della destra eversiva e dalle organizzazioni minori, tra cui Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale. Ordine Nero si prefiggeva obiettivi dichiaratamente terroristici. La filosofia del movimento si rifaceva al pensiero di Julius Evola. Durante l'inchiesta sul movimento, si scoprì che il gruppo era articolato in almeno sette unità territoriali, fra cui la più attiva era probabilmente quella toscana, resasi responsabile di numerosi attentati a linee ferroviarie. Nel complesso a Ordine Nero fu attribuita la responsabilità di circa 45 attentati. Vi erano poi legami operativi molto stretti con il Movimento di Azione Rivoluzionaria, legami così stretti che anche alcuni militanti consideravano Ordine Nero una sorta di braccio armato del MAR…

Tutto chiaro?… non tanto per la verità in quanto una qualsiasi organizzazione è composta di individui e ogni individuo si distingue per nome e cognome… e in Wikipedia l’unico citato per nome e cognome è Julius Evola, che però possiamo ragionevolmente scagionare da ogni responsabilità … uhmmm!… Ho provato allora a ricostruire gli attentati rivendicati da questa organizzazione nell’anno 1974… eccoli qui…



20 gennaio- Una bomba esplode alla stazione Termini di Roma, non ci sono vittime
28 febbraio- Inizia a Cattolica, presso l'Hotel Giada la riunione di fondazione di Ordine Nero, costituito dai resti di Ordine Nuovo e da Avanguardia Nazionale. Il proprietario dell'Hotel Giada, Caterino Falzari è un agente informatore del SID. Verrà scoperto successivamente che non solo il SID era a conoscenza della riunione e del suo oggetto ma che tutto si svolse sotto la protezione del servizio segreto
21 aprile- Attentato contro la linea ferroviaria Bologna - Firenze, nei pressi della stazione di Vaiano, con l'uso di esplosivo al plastico. Un dispositivo automatico, che blocca i treni in caso di interruzione delle rotaie, evita per un pelo il deragliamento del rapido Parigi-Roma. L'attentato è rivendicato dalla organizzazione neofascista Ordine nero
25 aprile- Una bottiglia molotov viene lanciato contro l'auto del giudice Macrì. L'episodio viene rivendicato da Ordine Nero
30 aprile-Vengono lanciate 3 bombe contro uffici della polizia a Milano. Gli attentati sono rivendicati da Ordine Nero
10 maggio-Una serie di attentati dinamitardi vengono rivendicati da Ordine Nero nelle città di Milano, Bologna e Ancona dove una persona viene ferita
28 maggio-Una bomba esplode in Piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione sindacale provocando 8 morti e 103 feriti. La strage di Brescia viene rivendicata da Ordine Nero. Successivamente verranno arrestati Ermanno Buzzi di Avanguardia Nazionale, Nando Ferrari del Fronte della Gioventù e Marco De Amici delle SAM
4 agosto- Una bomba sulla vettura 5 del treno Italicus, l'espresso Roma-Brennero, esplosa nei pressi della stazione di San Benedetto Val di Sambro, provoca 12 morti e 50 feriti. Il volantino di rivendicazione di Ordine nero afferma che il gruppo è in grado di mettere bombe in qualsiasi luogo e in qualsiasi ora e minaccia di ‘seppellire la democrazia sotto una montagna di morti’. Secondo il superteste Aurelio Fianchini la bomba è stata messa sul treno dal gruppo del neofascista aretino di Mario Tuti, per ordine del Fronte nazionale rivoluzionario e di Ordine nero.
6 agosto- Vengono ritrovati 18 chilogrammi di esplosivo all'ingresso della galleria ferroviaria vicino Bologna. L'esplosivo sarebbe stato sufficiente per far saltare il tunnel. Ordine Nero rivendica la tentata strage e annuncia altre azioni simili
5 dicembre-Alcune bombe vengono trovate lungo la linea ferroviaria Genova-Milano

Gli episodi davvero significativi sono due: la Strage in Piazza della Loggia a Brescia e la Strage dell’Italicus. Di entrambe non sono stati mai identificati gli autori. Lo stesso vale per tutti gli altri attentati minori rivendicati da Ordine nero compresi nella lista… Uhmmm!…

Proviamo a vedere che cosa dice al riguardo la ‘Commissione stragi’…

http://www.stragi.it/index.php?pagina=vicenda&par=sigle

Leggiamo…

Secondo la Commissione Parlamentari sulle stragi, ‘Ordine Nero, sulla cui esistenza, fuori dell'ambiente, per lungo tempo non vi fu certezza, raccolse i militanti delle formazioni storiche della destra eversiva e di organizzazioni minori per progetti dichiaratamente terroristici. Il nucleo originario poteva contare su uno zoccolo duro di ‘evoliani’ e di veterani di O.N. e A.N. Si appurò poi che il gruppo era articolato in almeno sette unità territoriali, fra cui la più attiva era probabilmente quella toscana, resasi responsabile di numerosi attentati a linee ferroviarie. Nel complesso a Ordine Nero fu attribuita la responsabilità di circa 45 attentati. Vi erano poi legami operativi molto stretti con il Movimento di Azione Rivoluzionaria, legami così stretti che anche alcuni militanti consideravano Ordine Nero una sorta di braccio armato del MAR’…

A differenza di quasi tutte le altre ‘organizzazioni eversive’ citate dalla Comissione, ad Ordine Nero non è associato alcun nominativo. Sembra in sostanza trattarsi di qualcosa come la mitica Araba Fenice, la quale come si suol dire… che vi sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
BigLie
Inviato: 1/4/2008 16:22  Aggiornato: 1/4/2008 16:22
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
I ricordi di Fida Moro e questa dichiarazione di Cossiga potrebbero
indirizzare anche verso la Stella di Davide (ricordiamo che Moro era
Ministro degli Esteri non solo quando ci fu l'Italicus ma anche al tempo
dell'attentato palestinese a Fiumicino).
Da http://blog.panorama.it/italia/2008/03/06/caso-moro-la-storia-segreta/
"Cossiga afferma anche che furono agenti del Mossad israeliano a far saltare, mentre era in volo, Argo 16, l’aereo utilizzato per i “trasporti clandestini” di Gladio. Fu una ritorsione per la liberazione, voluta proprio da Moro, dei due terroristi palestinesi che avevano tentato di colpire un aereo della compagnia israeliana El Al sulla pista dell’aeroporto di Fiumicino. Infine, l’ex presidente della Repubblica rivela che l’elenco dei 600 gladiatori consegnato a suo tempo al Parlamento da Giulio Andreotti non è completo: “Mancano un bel po’ di nomi. Per esempio quelli di due membri del governo attualmente in carica… Niente nomi. Posso solo dire che sono della Margherita”."

BigLie
Inviato: 1/4/2008 16:24  Aggiornato: 1/4/2008 16:24
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Della Margherita, cioè prodiani?
Membri di Gladio?
Mmmmm, gli spiriti sembrano assai corporei...

Pyter
Inviato: 1/4/2008 19:09  Aggiornato: 1/4/2008 19:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Vabbè...visto che oggi è il primo aprile possiamo spararne quanto vogliamo,
almeno fino a mezzanotte.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 1/4/2008 19:23  Aggiornato: 1/4/2008 19:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
http://www.socialisti.net/archivio32/000011c3.htm

Pellegrino voleva andare ad Hammamet per interrogare Craxi ma ci fu un'autentica levata di scudi....


PS-ringrazio sigmatau che mi ringrazia

E'sempre più evidente che di quella mattina NON si sa nulla...
Ma certe volte è nei particolari che bisogna guardare.

In piazza della cinque lune gli incontri fra il brigatista e il magistrato sono stati in due chiese diverse...e li ha ribadito che il sequestro moro è pieno di simbologie.
Ha accennato anche ai sillogismi: il magistrato è un uomo, l'uomo è mortale, il magistrato è mortale; via gradoli è un covo anomale, moretti è un capo anomalo.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 1/4/2008 20:51  Aggiornato: 1/4/2008 20:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Salute a tutti;

Cossiga ne sa una più del Diavolo.

E anche se sulla questione di Argo 16 ha ragione, qualcosa mi dice che queste sue dichiarazioni siano "mirate" per INDICARE i veri mandanti e per "coprire" i manutengoli etrerodiretti!

Ma secondo me, il discorso più importante per comprendere quei 55 giorni, sono le lettere scritte da Moro, alcune delle quali (solo un terzo delle quali) sono state recapitate, mentre la restante parte è stata censurata!

E su quelle lettere recapitate, sono state spese poche pagine di inchiostro, mentre era proprio questa la direzione che bisognava imprimere alle più approfondite analisi filologiche.

Uno dei pochi che si è dedicato a questa analisi (e che si è immedesimato perfettamente con le condizioni del prigioniero) è stato Sciascia, che ha di fatto, saputo interpretare molte delle metafore e delle "frasi incongrue" utilizzate da Aldo Moro!

Strano che nessuno quì abbia ricordato questo suo lavoro.
Ma dirò di più, Sciascia è stato davvero unico, perchè ha saputo anche predire la morte di "UN MOLTO PARTICOLARE PRESIDENTE" in uno dei suoi più discussi romanzi, TODO MODO!

Ma Sciascia, nelle sue pur importanti analisi di quelle lettere, ad un certo punto si è come fermato ... chissà perchè?

Successivamente, nel 1988 una bellissima rivista di giochi, enigmi, sciarade ecc. (GIOCHI MAGAZINE) pubblicò un interessante servizio, sulle straordinarie capacità che Moro aveva, nel realizzare anagrammi e indovinelli ... e sul fatto che, sapendo di queste sue formidabili doti, alcuni amici si riunirono per diverse serate (durante il rapimento) per tentar di comprendere quello che Moro avrebbe potuto tentar di veicolare ... e questi amici, qualcosa di interessante avevano comunque notato, ma non sono riusciti a comprenderne il senso!

Per la cronaca, la rivista mensile GIOCHI MAGAZINE (in casa ho tutti gli 11 numeri che sono stati pubblicati, dal Maggio 1987 al Marzo 1988 ...) terminò improvvisamente e senza alcuna motivazione particolare, le sue pur interessantissime pubblicazioni, proprio dopo aver pubblicato nel suo ultimo numero ... di questi importanti approfondimenti sulle lettere di Moro!

Secondo voi, decidendo di pubblicare un simile articolo, avevano toccato qualche IMPORTANTE nervo scoperto?

Che ne dite di questa questione?

Cordialmente da Otello

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley

>

Redazione
Inviato: 1/4/2008 21:16  Aggiornato: 1/4/2008 21:16
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Indagine sul caso Moro
Qualcuno può aiutarmi a ritrovare il testo della Commisione Pellegrino? (L'avevo nel computer, ma non lo trovo più, e ora non riesco a trovarlo nemmeno iin rete)

redna
Inviato: 1/4/2008 21:35  Aggiornato: 1/4/2008 21:35
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 1/4/2008 21:48  Aggiornato: 1/4/2008 21:48
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
"Qualcuno può aiutarmi a ritrovare il testo della Commisione Pellegrino? (L'avevo nel computer, ma non lo trovo più, e ora non riesco a trovarlo nemmeno iin rete)"

--------------------------------------------------------------------------------------

Prova quì ... http://www.fisicamente.net/index-98.htm

è molto completo !

Oppure, installa Gogle desktop --- http://desktop.google.com/ sul tuo PC e dopo che questo programmino avrà memorizzato tutto quello che c'è nei tuoi Hard Disk, potrai aprirlo e chiedergli dove si trova quel file che cerchi!

Cordialmente da Otello

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley

>

zaq
Inviato: 1/4/2008 21:49  Aggiornato: 1/4/2008 21:49
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro

Redazione
Inviato: 1/4/2008 21:53  Aggiornato: 1/4/2008 21:53
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Indagine sul caso Moro
Grazie Redna.

zaq
Inviato: 1/4/2008 23:07  Aggiornato: 1/4/2008 23:07
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
A parer mio le audizioni della Commissione sono piu' interessanti della paginetta delle conclusioni.

Già da sola questa audizione del Generale Bozzo offre parecchi spunti di riflessione.

http://www.parlamento.it/parlam/bicam/terror/stenografici/steno28.htm

Si parla di parte dell'arma dei Carabinieri che risponde alla P2...
Si parla del COmandante Generale dell'Arma dei Carabinieri che teme di essere ucciso mentre è in elicottero e poi, stranamente, muore davvero in queste circostanze (ottobre 1977)..

Come già aveva fatto notare "sigmatau" in un precedente post, si nota come Pellegrino piuttosto che tentare di approfondire alcune tematiche con Bozzo, che dice praticamente sempre di non sapere nulla, cerchi di bloccare anche Fragalà che invece le domande le fa.


Sembra la commissione d'inchiesta per l'assassinio di JFK, versione all'amatriciana...

Un estratto:

GUALTIERI. Signor generale, volevo domandarle: il servizio di polizia tedesco manda due esperti di antiterrorismo e gli americani mandano un esperto di trattazione degli ostaggi che si chiama Pieczenik, di origine polacca. Anche quest'ultimo è stato quindici giorni a Roma, partecipava ai comitati, andava al cinema anche lui. Dopo quindici giorni torna in America e dice che non vogliono trovare Moro e circa la sicurezza la sua dichiarazione era: "C'era una falla grande come una casa". Mi domando: ma che tipo di ricerca abbiamo fatto di Moro? Non voglio dire che c'è un complotto, ma abbiamo un disordine totale della magistratura. Mi rivolgo agli avvocati: non è che allora nella legge non fosse contemplata la responsabilità primaria dell'investigazione del magistrato...

PRESIDENTE. Non c'è dubbio.

GUALTIERI. Si lascia il magistrato Infelisi nelle condizioni in cui è stato detto, senza telefono, e dopo un po' sta fuori cinque giorni a cercare la casa di vacanze in Calabria...

BOZZO. Quella era l'atmosfera!

GUALTIERI. Dopo trenta giorni il procuratore Pascalino avoca l'inchiesta. Insomma un disastro totale della magistratura, la quale non si accorge che non è lei a condurre le indagini, ma dei comitati. Non le conduce neanche la polizia giudiziaria. Quello che sto cercando disperatamente di far notare, signor Presidente, è che quando esaminiamo il caso Moro non abbiamo i due titolari delle indagini in caso di rapimento e di omicidio plurimo: da una parte la magistratura e dall'altra la polizia giudiziaria. Nel caso di Moro non c'è stata né la magistratura né la polizia giudiziaria. E poi dopo ci si chiede perché non hanno trovato Moro! C'è gente che ha continuato a fare le carriere politiche, amministrative, eccetera; poi va in televisione una trasmissione intitolata: "Si poteva salvare Moro?". Ma cosa risponde al cittadino? Raccontiamo questo?

BOZZO. Non so risponderle.

zaq
Inviato: 1/4/2008 23:24  Aggiornato: 1/4/2008 23:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
"Diciamo pure a questo punto che la soluzione del ‘mistero’ della ‘lingua che sembra tedesco ma non lo è’ sembra ancora lontana… per saperne di più non perdete la prossima puntata… "

Per prima cosa, se uno parla è perchè c'è qualcun'altro che ascolta.
Ergo: se il "Tex Willer" parlava una lingua straniera incomprensibile, vuol dire che nel commando gli stranieri erano almeno due. E compaesani...


Poi una stupidissima ricerca su wikipedia, che non dimostra proprio nulla, ma è interessante...


Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ebraica#Scrittura_e_fonetica

La pronuncia dell'ebraico ha subito grandi mutamenti nel corso dei millenni della sua esistenza.
Nel XIX secolo, i rinnovatori della lingua ebraica aspiravano ad adottare la pronuncia ebraica spagnola, in particolare quella corrente nella comunità ebraica spagnola di Gerusalemme. Ciò per il prestigio del quale godeva un tempo la comunità ebraica sefardita di Gerusalemme, ed a causa del fatto che la sua pronuncia era oltremodo vicina a quella attestata dal nikud massoretico alla Bibbia.

Però, gran parte dei rinnovatori della lingua ebraica così come i loro sostenitori erano ebrei ashkenaziti dell'Euoropa orientale, e la pronuncia dell'ebraico che essi conoscevano era molto diversa. Nonostante gli sforzi volti a conferire una pronuncia sefarita all'ebraico di nuovo parlato, l'influsso della pronuncia ashkenazita e l'accento della lingua yiddish sono chiaramente percepibili in ebraico moderno.


Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_yiddish

"Lo yiddish (ייִדיש yidish or אידיש idish, letteralmente: "Ebraico") è una lingua germanica, che, dopo l'esodo degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, viene parlata in tutto il mondo e scritta con i caratteri dell'alfabeto ebraico."

sigmatau
Inviato: 2/4/2008 8:56  Aggiornato: 2/4/2008 16:49
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Zaq... facendo onore alla sua nick ... mi ha anticipato sul tempo!...

Anch'io sono fortemente convinto che la 'lingua straniera incomprensibile' parlata dal 'commando' di via Fani fosse lo yiddish, vale a dire la lingua di ceppo tedesco evolutasi e staccatasi dalla lingua germanica nel corso dei secoli e parlata dagli ebrei stanziati nell'Europa Orientale [Polonia, Prussia Orientale, Paesi Baltici, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, ecc...]. E' certo che le prime formazioni militari sioniste come la Haganah, la Palmach e la famigerata Banda Stern fossero formate in gran parte da questi ebrei 'fuoriusciti' dall'Europa dell'Est che palavano unicamente lo yiddish. Se questa lingua, che senza dubbio può essere scambiata per tedesco da chi la sente per la prima volta, sia ancora in uso [o lo fosse nel 1978...] in alcuni 'corpi speciali' delle Forze armate di Israele ancora non sono riuscito ad accertarlo e mi proponevo di 'sciogliere l'enigma' solo dopo una precisa verifica...

Ok comunque... ora so di poter contare sull'aiuto di zaq per 'decifrare' gli eventi di via Fani ... complimenti ancora per la brillante intuizione!...

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 2/4/2008 9:36  Aggiornato: 2/4/2008 9:54
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Credo che la verità sia stata detta dalla figlia di Moro...'c'erano implicati almeno 9 servizi segreti...'

http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=60440

' ...ci sfuggì il viceparroco Don Antonello Mennini...'

http://www.vuotoaperdere.org/articoli/Articolo.asp?ArtID=42

---
Quando si dice 'essere sbadati'

----
Antonello Mennini che la commissione avrebbe voluto audire ma che ha rifutato,trincerandosi dietro lo status di cittadino del vaticano e del ruolo ivi ricoperto.
http://www.paura.info/pagine.php?id=66

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
titano75
Inviato: 2/4/2008 12:16  Aggiornato: 2/4/2008 12:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 22/4/2005
Da: Roma
Inviati: 704
 Re: Indagine sul caso Moro
volevo segnare un link abbastanza interessante sulla faccenda Moro e Via Gradoli ....
cmq penso che SOPRATTUTTO in un paese come l'italia arrivare a poter intravedere spiragli di verità, sia veramente una cosa durissima e forse , anche un pò "contro-natura".....
Trovo che in questo paese ci siano SECOLI di "muri" da abbattere....

Qualcuno ha delle informazioni più dettagliate sull' ANELLO ??
grazie
Emiliano

a faccià in giù su di uno specchio d'acqua....
ascolto il mondo e vedo il fondo...
francesco7
Inviato: 2/4/2008 12:32  Aggiornato: 2/4/2008 12:46
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Tarentum
Inviati: 886
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Qualcuno ha delle informazioni più dettagliate sull' ANELLO ??


Gladio, i gladiatori, mafia e terrorismo

La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità. (Plutarco)
sigmatau
Inviato: 2/4/2008 13:59  Aggiornato: 2/4/2008 15:54
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi buondì…
… credo, arrivati a questo punto, di dover chiarire il perché ieri ho ‘divagato’ su un argomento che con il ‘Caso Moro’ ha tutta l’aria di entrarci come i classici ‘cavoli a merenda’: il ‘Raid di Entebbe’. A ben guardare elementi in comune con i due episodi, avvenuti a distanza di due anni circa uno dall’altro, ci sono e sono più di uno. Ovviamente l’aspetto più ‘clamoroso’ della vicenda è data dalla ‘notizia bomba’, desecreatata dopo oltre trent’anni, secondo la quale all’indomani del fatto al Foreign Office giungeva la segnalazione che il ‘commando terrorista’ che aveva dirottato l’aereo della Air France aveva agito sotto la direzione dello Shin Beth, una delle tre organizazioni di intelligence di Israele insieme alla Aman e al ben più noto Mossad. Diciamo, in linea di massima, che la Aman è la branca informativa della Israel Defence Force e dipende direttamente ed operativamente da questa, il Mossad è destinato ad operare all’estero [in pratica ‘lo spionaggio’ …] e la Shin Beth all’interno dei confini di Israele [il pratica ‘il controspionaggio’…]. Come ben ricordate il ‘commando terrorista’ di cuim parliamo era costituito da due membri del Fronte Nazionale per la Liberazione della Palestina [FNLP] e da due membri dalla Rote Armee Faction. Se quanto riferito da fonte britannica corrisponde al vero, si deve dedurre che il ‘commando terrorista’ abbia agito nella circostanza, coscientemente oppure incoscientemente, sotto la direzione di Israele. Per rispondere al più che legittimo quesito di come ciò sia stato possibile sarà forse di aiuto un ‘particolare tecnico’ relativo alla ‘Operazione Thunderbolt’ che i manuali militari ‘aggiornati’ riportano e che forse è sconosciuto al ‘gran pubblico’. Il ‘particolare tecnico’ è illustrato qui…

http://www.crimelist.it/index.php?option=com_content&task=view&id=396&Itemid=128

… nel frattempo, fin dal 29 luglio, gli specialisti del Mossad sottoponevano gli ostaggi non ebrei liberati ad un’interessante esperienza detta ‘chiaroveggenza viaggiante’, in quanto, pur avendo immagazzinato una notevole quantità di informazioni non le ricordavano in stato cosciente. Gli specialisti del Mossad ipnotizzarono i passeggeri liberati per cercare risposte a molti particolari che riguardano sia il numero degli ostaggi che la specificità dell’azione del commando dei terroristi

Il lettore avrà sicuramente compreso che occorre a questo punto penetrare un capitolo di ’arte della guerra’ assai ‘oscuro’ e compreso da pochi: la guerra psicologica. All’inizio di questa ‘ricerca’ ho accennato, sia pure di sfuggita, all’assassinio dei fratelli Kennedy, tragedia in due atti distanti tra loro un lasso di tempo pari a cinque anni. Penso sia noto a tutti che il presunto ‘assassino’ del presidente John Fitzgerald Kennedy [ossia Lee Harvey Oswald…] è stato ‘eliminato’ due giorni dopo la ‘sparatoria di Dallas’ da un tal Jack Ruby… il quale… rimanga tra noi… tanto per cambiare era di una certa ‘etnia’ che non serve specificare dal momento che tutti hanno compreso … E’ evidente che l’eliminazione di Oswald è stata una mossa ‘azzardata’ sì, ma evidentemente anche obbligata essendo verosimilmente l’unica maniera di impedire agli investigatori di risalire ai ‘registi’ dell’omicidio del presidente degli Stati Uniti. La catena di persone che hanno seguito nella tomba Oswald è poi così lunga che occorrerebbero due pagine per elencarli tutti. E’ chiaro a tutti che questo metodo ‘mafioso’ di procedere, cioè l’eliminazione fisica di chi ‘sa troppo’, comporta molti rischi, il più grave dei quali è che la catena di morte non abbia mai fine o che prima o poi qualcosa ‘si inceppi’ e tutta la verità ‘salti fuori’. Cinque anni dopo, nel caso dell’assassinio di Robert Kennedy, fratello di John Fitzgerald, le cose sono andate in modo del tutto differente. Il presunto ‘assassino’, un palestinese di nome Sirhan Sirhan, gode ancora oggi di ottima salute. Per trent’anni, nonostante gli innumerevoli ‘interrogatori’ ai quali è stato sottoposto e le ‘pressioni’ esercitate su di lui [si è giunti più volte a promettergli la totale ‘cancellazione’ della pena…] non è stato possibile sapere da lui nulla riguardo ai ‘mandanti’ dell’assassinio del senatore Kennedy. Ancora oggi la ‘verità ufficiale’ indica che Sirhan ha ‘agito da solo’… anche se nella calibro 22 aveva solo otto colpi e sono stati rinvenuti non meno di dodici fori di proiettili nella stanza dove avvenne l’episodio… Analisi psichiatriche condotte su Sirhan hanno poi rivelato un dato assai ‘singolare’ oltre che ‘inquietante’ : egli è stato sicuramente sottoposto a ‘trattamento psichiatrico’ comprendente anche ipnosi. Il seguente articolo di Maurizio Blondet può servire da breve ‘introduzione’ [oltretutto su un argomento di cui non ho alcuna conoscenza e sul quale rischierei di prendere solenni cantonate…] per poter proseguire il discorso avviato riguardo a via Fani e alla ‘prigionia’ [conclusasi tragicamente…] di Aldo Moro…

http://www.oism.info/it/societa/spychiatry/hamas_psichiatrico.htm

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 2/4/2008 14:32  Aggiornato: 2/4/2008 14:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Potrebbe essere successo di tutto e di più...
Ma finchè non si risponde con certezza: l'on.Moro era realmente in auto durante l'agguato in via fani..?.non si va da nessuna parte.
Teniamo presente che questo particolare,che pare del tutto trascurabile,non è mai stata una certezza durante tutta l'inchiesta.
Se quella mattina l'onorevole intendeva uscire con il nipotino,era anche chiaro che lo avrebbe riportato a casa,quindi ritornava a casa.
Teniamo presente che moro,secondo la testimonianza di maria fida,era a casa per un fastidioso raffreddore da circa una settimana. Si capisce che quella mattina c'erano meno certezze del solito,eppure erano appostati per l'agguato...come se fosse del tutto CERTO il passaggio.Perchè?
E la scorta da DOVE proveniva,prima di immettersi in via fani?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
BigLie
Inviato: 2/4/2008 15:04  Aggiornato: 2/4/2008 15:04
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau, per me è pacifico che in primo luogo i servizi
USA ma non solo impieghino da molti anni soggetti
"condizionati" mentalmente che vengono attivati al momento
opportuno attraverso "parole chiave".
In sostanza nel soggetto controllato, attraverso particolari
tecniche di programmazione, si decostruisce la personalità
originaria e se ne costruiscono altre che vengono richiamate
attraverso, appunto, speciali "parole" o determinati impulsi.
Questo era lo scopo di campagne di esperimenti quali MK ULTRA.
Sia Oswald che Shiran Shiran erano soggetti controllati così come,
ne sono convinto, la stragrande maggioranza di kamikaze che si
fanno esplodere tra le strade di Baghdad.
In effetti, lo stesso Moretti potrebbe essere un soggetto totalmente
controllato: in questo caso, egli vivrebbe oggi una vita da convinto
militante rivoluzionario mentre all'epoca del sequestro Moro sarebbe
stata attivata la personalità da "membro di Gladio".
E' un sistema altamente efficiente e a rischio zero.
Non hai bisogno neanche di eliminare i complici e i testimoni.

Kolza
Inviato: 2/4/2008 15:22  Aggiornato: 2/4/2008 15:22
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/6/2004
Da: MMMMMMonza
Inviati: 916
 Re: Indagine sul caso Moro
Citazione:
Francis Lee Oswald…

Sigmatau, Oswald si chiamava Lee Harvey...
e sulla certa "etnia" (che etnia non è, basta leggere cos'hanno scritto Zand e Segev) Sirhan Sirhan lavorava per Mickey Cohen... tanto per chiudere il cerchio.

Saludos
Kolza

sigmatau
Inviato: 2/4/2008 15:37  Aggiornato: 2/4/2008 15:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Un sentito 'grazie' a Kolza per avermi ricordato il nome di Oswald [ho corretto il testo...] e per la notizia riguardo Sirhan Sirhan [che ignoravo...]

Un sentito 'grazie' anche a BigLie per la conferma della mia ipotesi circa la 'radice psichiatrica' che si nasconde nel Dna di molti 'terroristi', noti e meno noti...

Mi pare ragazzi che, specie dopo gli interventi di zaq e BigLie, si comincia ad 'ingranare nel verso giusto' e non è escluso di arrivare ad una 'radiografia' del 'Caso Moro' totalmente differente da quella che per anni ci hanno propinato fino alla noia... mai dire mai! ...

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 2/4/2008 15:40  Aggiornato: 2/4/2008 15:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
BigLie
..In effetti, lo stesso Moretti potrebbe essere un osggetto totalmente cntrollato: in questo caso, egli vivrebbe oggi una vita da convinto militante rivoluzionario...
---
Veramente pare che Moretti oggi lavori nella regione lombardia nel settore dell'informatica (dicono...) non credo che sia 'un convinto militante rivoluzionario' mi sembra anzi, un impiegato dell'ente locale...

...mentre all'epoca del sequestro Moro sarebbe statata attivata la personalità da "membro di Gladio".
---
Cioè?
All'epoca di Moro non era un brigatista ma un membro di Gladio?

E' un sistema altamente efficiente e a rischio zero.
---
Però

Non hai bisogno neanche di eliminare i complici e i testimoni.

---
Sarà vero?

Sbaglio o si sta tranquillamente divagando in altri lidi

Sigmatau
invece a me pare esattamente il CONTRARIO.
Cioè si sta passando ad ALTRO argomento.
Tengo a precisare il titolo del 3d: indagine sul caso Moro.
A tutto tondo.A 360 gradi.
E chissà perchè, quando si arriva a qualcosa di concreto, allora si va, invece, oltreoceano a trovare spiegazioni.Quando la spiegazione è davanti agli occhi...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 2/4/2008 15:53  Aggiornato: 2/4/2008 15:53
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Io temo ch vi stiate allontanando un po troppo da Caso Moro, ammenocchè da quello che state dicendo non vi sia un mandante comune!

Ok ! Oswald si chiamava Lee Harwey e pochi giorni dopo aver ucciso Kennedy ed è stato a sua volta ucciso da Jack Ruby, ma non riesco a seguire il filo ...

Devo aver perso qualche passaggio!

Cordialmente da Otello Martini

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley

>

redna
Inviato: 2/4/2008 15:58  Aggiornato: 2/4/2008 15:58
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Otello, salve

probaiblmente si vuole andare a parare verso un'unico aspetto....
più che perdere passaggi....non si vuole rispondere a delle domande

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
BigLie
Inviato: 2/4/2008 16:07  Aggiornato: 2/4/2008 16:07
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Redna, ovviamente mi sono espresso male.
Volevo dire che oggi, o meglio in questi 30 anni, potrebbe
aver vissuto convinto di aver perseguito un progetto
rivoluzionario mentre in realtà all'epoca agiva controllato
psichicamente.
Per il resto, qualsiasi cosa accada al mondo ha la sua centrale
operativa oltreoceano: su questo non ci piove. Sulla reale natura
di chi comanda negli USA possiamo discutere ma solo su questo.
O pensi che dinamiche interne abbiano potuto avere un benchè
minimo peso su cose di importanza mondiale?
Inoltre, se ti meravigli di una semplice costruzione di personalità multiple
cosa farai quando cominceranno (?) ad inserirci chip sottocutanei per
indurre l'adozione di specifici comportamenti con modificazioni
chimiche indotte elettricamente?
Tra l'altro, di personalità multiple si parla in testi di psichiatria.
Un soggetto ne aveva addirittura una cinquantina, ognuna all'oscuro
dell'esistenza dell'altra e totalmente diverse fra loro.
E questo tizio era così in maniera assolutamente naturale.
Immagina se ci si mettono a lavorare fior di cervelloni!
A me comunque, e lo ripeto, la cosa che mi ha lasciato sempre
perplesso è l'assurdità del simbolo delle BR e lo so che tutti lo fanno
risalire al simbolo dei tupamaros ma il cerchio non c'entra nulla, non era
mai stato adottato da nessuno, il cerchio indica comunque un ristretto
nucleo iniziatico e la perfezione che in esso si ricerca...

BigLie
Inviato: 2/4/2008 16:10  Aggiornato: 2/4/2008 16:10
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
E ripeto, anche se nessuno mi segue su questa linea, che la
stessa stella, tradizionale simbolo rivoluzionario che rappresenta
il futuro radioso da raggiungere, era però stata sempre
disegnata piena e invece, in questo caso, vengono tracciate le
linee che congiungono i diversi vertici, cosa che ha un significato
ermetico preciso.

sigmatau
Inviato: 2/4/2008 16:18  Aggiornato: 2/4/2008 16:24
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Otello: ... temo che vi stiate allontanando un po troppo da Caso Moro... ammenocchè da quello che state dicendo non vi sia un mandante comune!...

... un 'mandante comune' nel senso che l'ordine di uccidere John Fitzgerald Kennedy nel 1963 e l'ordine di uccidere Aldo Moro nel 1978 sono stati dati dalla medesima organizzazione?...

... tenendo conto della inevitabile 'evoluzione' avutasi in questa 'organizzazione' nell'arco di 15 anni... potrebbe essere!!!...

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
Pyter
Inviato: 2/4/2008 16:44  Aggiornato: 2/4/2008 16:45
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Potrebbe anche essere che...

I proiettili dei brigatisti (QUELLI VERI) sono stati deviati da Uri Geller.
Nella seduta spiritica,non hanno parlato con De Gasperi e La Pira,
ma direttamente con i FLUIDI MENTALI vorticanti nel cranio vuoto delle BR.

Potrebbe essere che...

Mario Moretti sia un VAMPIRO.
Se così fosse,sono ottimista, perchè prima o poi a furia di mettere PALETTI....

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 2/4/2008 16:50  Aggiornato: 2/4/2008 17:00
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
BigLie
non credo assolutamente che Moretti sia stato fondamentale nelle BR.
Moretti è uno dei tanti del periodo.Probabilmente si voleva un capo e quel capo è stato riconosciuto in lui.
Ma mettere in relazione il caso Moro con quello che succedeva oltreoceano..mi pare del tutto fuoriviante.

...il cerchio indica comunque un ristretto nucleo iniziatico e la perfezione che in esso si ricerca...
---
Oppure anche 'un anello'
oppure questo:
http://www.disinformazione.it/pentalfa.htm

Pyter
altro che vampiro.La regione lombardia deve 'anche'pagarlo

sigmatau
di quale 'organizzazione' parli?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 2/4/2008 17:22  Aggiornato: 2/4/2008 17:22
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
redna: ... di quale organizzazione parli?...

Tempo fa ho scritto una serie di 'appunti' sull'assassinio dei fratelli Kennedy, avvenuto come tutti sanno negli Stati Uniti negli anni '60. In quegli 'appunti' ho supposto che la 'mente organizzatrice' di entrambi gli episodi fosse la stessa e ho denominato questa 'banda' con il nome di 'Organizzazione X'. Da qualche tempo ho inziato a buttar giù un'altra serie di 'appunti', questa volta sul tema dell'11 settembre. In questi 'appunti' ho designato la 'mente organizzatrice' dell'11 settembre con il nome di 'Organizzazione Y'. Questa altro non è che la 'Organizzazione X' evolutasi negli anni ma, cosa essenziale, mantenendo inalterato il 'programma strategico' che si era prefissato di realizzare. La 'mente organizzatrice' del rapimento e assassinio di Aldo Moro possiamo anche denominarla 'Organizzazione Z' se la cosa fa piacere... ritengo però che sia sempre la stessa, con la differenza che una cosa era l'anno 1963, una cosa l'anno 1978 e una cosa l'anno 2001...

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 2/4/2008 18:18  Aggiornato: 2/4/2008 18:18
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau

si possono denominare con le più svariate sigle tutte le cose...
Ma bisogna anche dimostrarne la veridicità.
Il fatto che ci sia un'organizzazione pinco pallino effettivamente, ma non lo si dimostra, equivale che tale organizzazione sia 'di fantasia'.

Comunque un nome,questa organizzazione ce l'ha, soltanto che....forse non è il caso di nominarla?

Ma forse,indagando su fatti concreti e darsi delle risposte che sembrano 'ovvie' ma non lo sono, potrebbe dare più frutti

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
voller07
Inviato: 2/4/2008 20:23  Aggiornato: 2/4/2008 20:50
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/2/2007
Da: pavia
Inviati: 43
 Re: Indagine sul caso Moro
do un piccolo contributo riportando una spiegazione sul significato della stella a cinque punte delle br che inquieta tanto biglie:
Diverso è il significato del simbolo adottato dalle Brigate Rosse che hanno portato in "auge" la Stella a Cinque Punte tanto che alcune persone della Stregoneria o Wicca si sono sentite chiedere se la Stella che portavano significasse una loro appartenenza alle Brigate Rosse. Ricordiamo che la Stella a Cinque Punte delle Brigate Rosse non ha nulla a che vedere con la Stella a Cinque Punte della Stregoneria. Il logo di riconoscimento delle Brigate Rosse fu mutuato nei primi anni '70 dalla Stella a Cinque Punte dei Tupamaros Uruguayani i quali la assunsero modificando il simbolo Massone della Stella a Cinque Punte che in quei paesi, fra l'Uruguay e il Brasile, è un simbolo storico-politico (vedi Garibaldi e la sua attivià in America Latina). Del resto, anche la Stella a Cinque Punte della Repubblica Italiana ha la stessa origine Massonica. Non esistono motivazioni esoteriche alla base della scelta da parte delle Brigate Rosse di adottare la Stella a Cinque Punte. Le Brigate Rosse intendevano probabilmente stabilire una continuità strategica fra l'azione dei Tupamaros e la loro azione in Italia. La Stella a Cinque Punte delle Brigate Rosse si differenziava inoltre per la caratteristica delle due punte rivolte verso il basso molto allungate e la punta della stella in alto molto piccola
fonte:http://www.magiadeinumeri.it/pentalfa.htm
riguardo ai veri mandanti del sequestro io partirei da questa citazione:
"Sappiamo però che sia gli uomini dei servizi segreti, sia quelli della P2 nel caso Moro ebbero un ruolo per certi versi determinante."
http://www.misteriditalia.it/casomoro/misteri/
ossia prima di cia,mossad o altri soggetti internazionali vediamo quali organizzazioni e istituzioni nostrane potrebbero essere state coinvolte in questo sequestro e a quale titolo.

Solo i piccoli segreti hanno bisogno di essere tenuti nascosti perché quelli grandi sono protetti dall'incredulità della gente.
Marshal McLuhan
Otello
Inviato: 2/4/2008 20:27  Aggiornato: 2/4/2008 20:27
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Caro Redna, condivido comunque che per indagare bene, bisogna fare anche qualche "viaggio pindarico" del resto se parliamo di Massoneria deviata, possiamo anche parlare degli ILLUMINATI e di quel gruppo di cui fa parte anche Bush (mi sembra si chiami OSSA !) che in America vanno per la maggiore.

Poi però, bisogna fare un distnguo, per poter arrivare a qualche buon risultato, e bisogna approfondire tutti quegli aspetti che più si avvicinano alle reali analisi, grazie a qualche indizio trovato a cui possiamo fare riferimento.

Naturalmente, per fare questo tipo di lavoro (dato che la tragedia di Moro è sicuramente piena di enigmi ...) bisognerebbe CREARE un GRUPPO DI STUDIO, nel quale ognuno di noi deve studiare e si deve dedicare in maniera esclusiva ad uno e uno solo dei tanti aspetti anomali di questa faccenda altrimenti si rischi di fare confusione ... parlando di tutto e di più!

É quindi molto intrigante, l'analisi e l'ipotesi che ha fatto Zac sull'idioma parlato da almeno due del commando!

Personalmente, ho analizzato ed individuato (come fece Sciascia) nelle lettere di Moro, parecchi elementi importanti!

Elementi che chiariscono molte cose ...

Possibile mi chiedo, che li ho visti e li ho compresi solo io, in trent'anni?

Nessuno di voi li ha notati?

Un saluto da Otello

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley

>

zaq
Inviato: 2/4/2008 20:36  Aggiornato: 2/4/2008 20:37
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
"Zaq... facendo onore alla sua nick ... mi ha anticipato sul tempo!..."


Ci provo ancora: un'altra lingua che sembra tedesco senza esserlo è l'afrikaans.

da: http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_afrikaans

L'afrikaans è una lingua germanica occidentale (affine al nederlandese) parlata principalmente in Sudafrica e Namibia.

Da tenere bene a mente, inoltre, che negli anni 70 il Sudafrica era guidato da un regime razzista e tendenzialmente fascista.

Ho visto ieri per la prima volta "Piazza delle cinque lune", e se la ricostruzione delle sembianze di "Tex Willer" è fatta in base a ricostruzioni attendibili beh, potrebbe essere uno di quelle parti.

All'epoca mi sembra di ricordare che vi fossero accordi segreti tra Israele e Sudafrica nel settore militare, che riguardavano il settore nucleare.
Sarebbe interessante scoprire se la Uzi fosse in dotazione anche a qualche forza speciale sudafricana.
Puo' capitare, infatti, che laddove persistano interessi comuni, servizi di paesi diversi si "prestino" uomini per lavori che è preferibile non far fare ad uno del posto.

Al fine di ipotizzare un qualche nesso tra servizi italiani ed ambienti sudafricani, converrà ricordare che Gianadelio Maletti, pidduista (a sua insaputa dice lui), ex n°2 del SID (servizio segreto italiano) e leader della cordata filo israeliana all'interno di esso, inseguito da un ordine di custodia cautelare, nell'aprile del 1980 ripara proprio in Sudafrica.

zaq
Inviato: 2/4/2008 20:49  Aggiornato: 2/4/2008 20:52
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
"Potrebbe anche essere che...

I proiettili dei brigatisti (QUELLI VERI) sono stati deviati da Uri Geller."


Potrebbe essere invece che, in un commando composto da uno o due professionisti e 5-6 dilettanti, si convenga che fornire un'arma funzionante ai dilettanti è estremamente pericoloso, perchè potrebbero sparare alle persone sbagliate, malgrado il segno distintivo costituito dalla divisa Alitalia.

Questo potrebbe spiegare perchè le armi dei dilettanti (oops.. dei brigadisti rossi) si inceppano quasi subito...

Da tenere a mente anche, riguardo la ricostruzione dei fatti, che non è assodato l'assioma 1 arma = 1 terrorista.

Se nel commando ci sono dei professionisti e lecito supporre che abbiano con se un'arma di riserva, una pistola magari, nel caso finiscano i colpi nel caricatore della mitraglietta.

Inoltre non penso che un professionista intraprenda un'azione del genere, studiata nei minimi particolari (vedi taglio delle gomme al furgone del fioraio), con l'ottica di cambiare 2-4 caricatori durante l'azione (come avverrebbe se a sparare fosse una mitraglietta Skorpion, che per altro ha il calibro sbagliato).

Se "Tex Willer" è armato di Uzi con caricatore da 50 colpi, e si trovano 49 bossoli cosa vuol dire?
Che li ha sparati tutti!
E che forse, a lavoro non ancora finito, ha usato anche una pistola.

Sarebbe interessante anche sapere, ma ci vorrebbe un vero esperto di armi, se era abitudine degli utilizzatori della Uzi non caricare il 50° proiettile per qualche motivo (possibili problemi di inceppamento o altro).

Sarebbe una volta in piu' la riprova del "professionismo" di Tex Willer.

redna
Inviato: 2/4/2008 20:53  Aggiornato: 2/4/2008 21:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Ok..otello
penso che per indagare bene occorre anche avere un sistema.
Nel senso: le cose reali e le cose che si suppongono.
Le cose reali sono i FATTI del giorno.
E sappiamo che di quel giorno NON si sa granchè...
Le cose che si suppongono sono anche le lingue parlate in via fani...
Se come dice la figlia di moro...c'erano almeno 9 servizi segreti implicati...allora che senso ha se si parla una lingua o l'altra, ai fini dell'indagine?

Tutti siamo ed eravamo al corrente che la massoneria in italia la fa da padrona.
Infatti con la scoperta della P2 abbiamo capito che TUTTE le istituzione avevano dei membri iscritti.

Creare un gruppo di studio,come tu asuspichi, porterebbe alle 'scatole chiuse', voglio dire indaga su quella parte, ma è nell'insieme che bisogna guardare.

E'per questo che dico. Se non si sa perchè quel giorno l'on.moro voleva portare il nipotino con se, ha senso se sapeva di andare in parlamento, in università?
Partire dal presupposto che NON si sa nulla forse è più realistico che fare un lavoro nel quale,come pezzi sparsi di un puzzle, si cerca di dare una forma.

Qualora la lingua parlata da due del commando fosse l'Yiddish, che valore occorre dare se altri 8 servizi segreti sono lì quel giorno?

Le lettere di Moro sono interessanti.Ma perchè bisogna leggerle in una certa maniera?
Tutti i suoi scritti devono essere interpretati in una certa maniera, o solo le lettere inviate dalla prigione?E casomai perchè dovrebbe scrivere criptato, quando sa che i carcerieri leggono le lettere e,forse,le capiscono?
Non potrebbe sorgere il dubbio che siano state dettate?
Che motivi ci potrebbero essere per dire il contrario?

D'altra parte,in questa vicenda, fa la sua parte alla grande anche Pecorelli e vedi caso, anche lui scrive in 'una certa maniera'....
Entrambi però,vengono uccisi.

Per quanto riguarda le lettere ....andare alla ricerca del perchè l'intermediardio fra la famiglia moro e il prigioniero fosse un viceparroco, porterebbe a capire qualcosa in più?E perchè 'si sono dimenticati' di mettere proprio il viceparroco sotto controllo, quando TUTTI era sorvegliati?
Qui pare che il prigioniero stia soggiornando nel migliore dei modi, ha chi recapita le lettere e le istituzioni lo lasciano fare, dice quello che vuole 'criptato' (vale a dire che è possibile interpretare il tutto in diversi modi...) scrive TUTTO quello che vuole, da tutte le informazioni possibili e immaginabili ai carcerieri.
Perchè c'è qualcosa che non torna?

Per quanto riguarda il personaggio denominato Tex Willer da franceschini (non si capisce perchè proprio tex willer....sparatori più bravi non ce ne sono?) a mio avviso serviva,in tutto il contesto,per fare un gran casino.La scorta si annientava anche con meno...infatti ancora si sta parlando solo 'di tex willer che ha sparato tanti colpi...'
A quanto pare serviva un gran baccano....e questo, solo per tirar fuori dalla macchina qualcuno?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 2/4/2008 21:50  Aggiornato: 2/4/2008 21:50
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Caro Redna;

analizzando quelle lettere, vengono fuori molti altri interrogativi!

1°) Aldo Moro (come ripeto) aveva una grande passione per gli indovinelli, gli anagrammi, i cruciverba ecc. É assodato!

2°) Aldo Moro (come diceva molto giustamente Sciascia) non poteva di certo criptare e non aveva bisogno di criptare i suoi messaggi, ma avendo la possibilità di scrivere a casa e agli amici, aveva senz'altro la possibilità di "inviare messaggi laterali" grazie ad alcune metafore e a parole chiave che hanno diverse e ben altre interpretazioni, se utilizzate per altri contesti! Mi spiego meglio, Moro poteva senz'altro aggirare le scarse capacità di analisi (e quindi la censura) dei suoi carcerieri ... con frasi "a double intendre"!

3°) Le lettere scritte da Moro, dovevano essere per forza autentiche, altrimenti molte cose non si spiegano ... e il fatto che i suoi carcerieri, hanno lasciato a lui, la possibilità di mediare con le istituzioni, significa che Moro doveva essere perfettamente in grado di intendere e di volere!

4°) Ed è questo che non mi spiego; se i suoi carcerieri volevano ottenere qualcosa di importante in cambio della vita di Moro, dovevano essere loro a dettare le condizioni, tramite i loro comunicati, e senza concedergli di scrivere a casa. Anche perchè, questa concessione doveva appunto poi passare al vaglio della loro censura ... e di volta in volta, con grande dispendio di tempo e di energie!

5°) Certamente importanti sono le lettere che Moro ha scritto e sono state recapitate, ma ancora più importanti (e sicuramente da analizzare filologicamente con più attenzione) sono quelle che i suoi carcerieri hanno deciso di NON RECAPITARE. non credi?

Chissà perchè, alcune si e altre (la maggioranza) no?!

Ci potrebbe essere qualche indizio PIU' VISTOSO in quelle lettere non recapitate?

Un saluto da Otello

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley

>

voller07
Inviato: 2/4/2008 22:03  Aggiornato: 2/4/2008 22:36
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/2/2007
Da: pavia
Inviati: 43
 Re: Indagine sul caso Moro
anche il covo dove e stato detenuto moro presenta spunti interessanti come questo:
" A pochi passi dal covo delle Br, abitavano numerosi esponenti della Banda della Magliana.
L'elenco è molto dettagliato:
"In via G. Fuggetta 59 (a 120 passi da via Montalcini) abitavano Danilo Abbruciati, Amelio
Fabiani, Luciano Mancini; in via Luparelli 82 (a 230 passi dalla prigione del popolo) abitavano
Danilo Sbarra e Francesco Picciotto (uomo del Boss Pippo Calò); in via Vigna due Torri 135
(a 150 passi) abitava Ernesto Diotallevi, segretario del finanziere P2ista Carboni); infine in via
Montalcini al n°1 c'era Villa Bonelli, appartenente a Danilo Sbarra".
In effetti la "prigione del popolo" era situata proprio nel quartiere romano della Magliana, una
zona notoriamente controllata in modo capillare da quel particolare tipo di malavita collegato,
come poi si è saputo con certezza, a settori deviati dei servizi segreti e all'eversione "nera".
Fonte:http://www.misteriditalia.it/casomoro/misteri/MORO(Bartali).pdf
Forse anche la banda della magliana a partecipato al sequestro magari sono stati loro a prelevare Moro e la sparatoria di "tex willer" serviva a distogliere l'attenzione di eventuali testimoni su quello che stava succedendo realmente a Moro in quel momento(lui probabilmente era stato trasferito pacificamente su un altra auto civetta che evidentemente doveva essere notata e ricordata il meno possibile).

Solo i piccoli segreti hanno bisogno di essere tenuti nascosti perché quelli grandi sono protetti dall'incredulità della gente.
Marshal McLuhan
sigmatau
Inviato: 3/4/2008 9:26  Aggiornato: 3/4/2008 9:33
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
zaq: … sarebbe interessante anche sapere, ma ci vorrebbe un vero esperto di armi, se era abitudine degli utilizzatori della Uzi non caricare il 50° proiettile per qualche motivo [possibili problemi di inceppamento o altro…]…

Ancora una volta zaq mi ha battuto sul tempo!… uffahhhh!!!

Non utilizzare tutta la capacità del caricatore di un’arma automatica è un accorgimento che l’esprienza insegna essere utile al fine di evitare ‘spiacevoli soprese’ nel momento in cui si fa fuoco. Andando a vedere che cosa dice la solita Wikipedia a proposito della submachine gun Sten MkII, l’arma automatica maggiormente prodotta in campo alleato durante la seconda guerra mondiale…

http://it.wikipedia.org/wiki/Sten

… alla voce ‘curiosità’ possiamo leggere…

tra i difetti dello Sten c'era quello di non smettere di sparare quando si toglieva il dito dal grilletto e, per evitare che la molla che faceva scorrere i colpi nel caricatore li forzasse troppo, alcuni soldati erano soliti inserire 28 o 30 proiettili al posto di 32. Altri invece tenevano la mano nella posizione scorretta sul caricatore, in modo da essere pronti a toglierlo nell'eventualità che non smettesse di sparare

Va da sé che questo ‘Tex Willer’ doveva proprio essere ‘del mestiere’ e conoscere molto bene tutti i ‘segreti’ della mitraglietta UZI

Riguardo la ‘tesi’ proposta da zaq che nel ‘commando brigatista’ potessero esserci elementi sudafricani occorre dire che ciò rappresenterebbe il primo [e quasi sicuramente unico…] caso in cui militari di quel paese abbiano operato ‘in trasferta’, vale a dire al di fuori del contesto in cui hanno sempre operato, il contesto ‘africano’. Ovviamente lo stesso non si può dire per Israele… proprio no!!!

Bene ragazzi!… mi sembra che zaq, BigLie e chi scrive cominciamo a formare un team affiatato e anche ben 'autocoordinato'!… quanto al ‘gruppo di studio’ che dovrà ‘decifrare’ gli ‘indovinelli’ contenuti nelle lettere di Aldo Moro [che tra l’altro non mi risulta siano mai state autenticate da esperti]… auguro loro un cordiale ‘buon lavoro’!

saluti!…

-------------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
Otello
Inviato: 3/4/2008 10:27  Aggiornato: 3/4/2008 10:27
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Bene ragazzi!… mi sembra che zaq, BigLie e chi scrive cominciamo a formare un team affiatato e anche ben 'autocoordinato'!… quanto al ‘gruppo di studio’ che dovrà ‘decifrare’ gli ‘indovinelli’ contenuti nelle lettere di Aldo Moro [che tra l’altro non mi risulta siano mai state autenticate da esperti]… auguro loro un cordiale ‘buon lavoro’! …

Egregio Sigmatau;

Sento bisogno di alcuni suggerimenti.
Facciamo l'ipotesi che il sottoscritto sia riuscito a risolvere molte metafore utilizzate da Moro in quelle sue lettere.

E che tale soluzione ci porta a reinterpretare "in maniera più particolare" tutta la questione!

A questo punto cosa dovrei fare?
A chi mi potrei rivolgere, per veicolare al meglio le mie analisi?
E come mi posso poi proteggere le spalle, da coloro che hanno tutti gli interessi a non far sapere ...?

Saluti da Otello

>


Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley

>

sigmatau
Inviato: 3/4/2008 10:45  Aggiornato: 3/4/2008 10:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Allora sig. Otello
se Lei intende esporre su Luogocomune i risultati delle sue 'indagini' sulle lettere scritte da Aldo Moro durante i '55 giorni' in cui è stato 'prigioniero' in un non ben precisato 'covo' gestito da un non ben precisato 'gruppo terrorista', mi pare che il sito Le mette a disposizione tutti gli strumenti per farlo...

Se ritiene di non poter fare questo perchè ne verrebbe minacciata la sua sicurezza personale, allora si tratta di un 'problema tecnico' di tutela della sua identità e della sua riservatezza da possibili 'ritorsioni' da parte di terzi. Se è così la cosa che Le raccomando di fare è rivolgersi al proprietario del sito per avere da lui tutte le 'assicurazioni' che Le sarà in grado di garantire...

saluti cordiali!...

----------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 3/4/2008 12:28  Aggiornato: 3/4/2008 12:36
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
voller07
..la sparatoria di tex willer serviva a distogliere l'attenzione di eventuali testimoni su quello che stava succedendo realmente a Moro in quel momento(lui probabilmente era stato trasferito pacificamente su un altra auto civetta che evidentemente doveva essere notata e ricordata il meno possibile).
----
La sparatoria poteva anche servire a non sentire il rumore dell'elicottero che sorvolava la zona.
L'elicottero,visto che è nelle vicinanze di Forte Braschi, se allertato poteva essere in zona dopo 20-30 minuti.Chi ha allertato?
E l'elicottero poteva non solo sorvegliare via fani ma l'INTERA zona...
L'unica testimone,casuale, di quel giorno dice che dalla macchina scendeva TRANQUILLAMENTE una persona e andava sull'auto con targa CD.
Perchè non credere che l'auto del corpo diplomatico fosse li appunto perchè c'era una persona che doveva andare in una certa ambasciata?
Dopo tutto che ci sia stato moretti su quell'auto, probabilmente ce lo dice,appunto,solo moretti.
Da quello che sappiamo il 'prelevamento' di moro poteva essere avvenuto sia prima che dopo l'agguato in via fani.


otello
solo una considerazione riguardo le lettere.
C'è stato qualche altro sequesto di persona nel quale si siano lasciate scrivere così tante lettere?
Nelle lettere non parla mai della scorta uccisa.
Con il maresciallo Leonardi andava a passeggiare quasi ogni giorno...quindi una lettera almeno a lui...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 3/4/2008 13:38  Aggiornato: 3/4/2008 13:38
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Caro Sigmatau;
Ho provato a contattare diverse persone compreso il responsabile di questo sito.
Ma per posta elettronica e tramite internet non è facile, meglio sarebbe a voce e a quattr’occhi, ma non di certo a Los Angeles!
L’argomento è complicatissimo e quindi non facile da comprendere … ed è proprio per questi motivi (presumo) che A. M. non è stato salvato!
Con l’invenzione della scrittura, l’uomo ha fatto un enorme passo in avanti perché “carta manent”, ma al contempo non si è reso conto, che ha moltiplicato a dismisura tutte le possibilità di interpretazione e di comprensione, per coloro che devono leggere uno scritto.
Provo ad esemplificare: se (poniamo) un autore scrive un bel romanzo in chiave romantico-psicologica, e vende circa 200.000 copie di questo suo lavoro, avrà di fatto 200.000 lettori, che (se tutti lo leggeranno) si saranno fatti ognuno per proprio conto - e nonostante lo schema della vicenda sia molto semplice - 200.000 opinioni diverse, grazie alle sensazioni che ognuno di costoro ha accumulato durante la sua esistenza.
Se un autore scrive invece, un giallo medievale ambientato nel 12° secolo, in un Monastero Benedettino di regola Cluniacense, nel quale ruotano figure stranissime, che si muovono fra le pareti di una labirintica e misteriosissima biblioteca, i quali fanno a gara per poter leggere “la copia” di un testo perduto di Aristotele, scritto in quattro lingue (quasi come la stele di rosetta) le pagine del quale, sono intrise di un potente veleno, e a causa di questo veleno si verificano 7 morti che seguono come in un preciso copione le trame dell’Apocalisse di Giovanni … capirai che la questione è ancora più complessa, e che tutti i milioni e milioni di lettori in tutto il mondo, dovranno per forza di cose, tentar di “REINTERPRETARE” in chiave metafisico esoterica e in “filigrana”, tutti i contenuti e tutti gli strati, volutamente introdotti dall’autore.
E questo fatto, creerà e moltiplicherà in milioni di milioni gli interrogativi e le chiavi interpretative più diverse.

E peggio ancora accadrebbe, qualora le nostre capacità di analisi venissero sollecitate e messe a dura prova, da un autore, che si inventasse e scrivesse una ponderosa opera di fantasia, mescolando di tutto e di più, e la intitolasse “IL Codice Da Vinci”! …

Nel Caso di cui stiamo discutendo, abbiamo addirittura, tutti gli elementi sopra esposti con tutte le loro più astruse complicazioni interpretative, ovvero abbiamo l’autore di alcuni messaggi, che può scrivere a casa PER TENTAR DI SALVARE LA PROPRIA VITA, ma ha di fatto alcuni limiti.
Un autore, che ha però grandi capacità espressive e notevoli conoscenze nel campo dell’enigmistica!

Un autore, che probabilmente ha ben compreso il luogo della sua prigionia e che (per salvarsi) deve riuscire a comunicarlo, ma è obbligato a scrivere in maniera assolutamente normale; e quindi deve saper utilizzare strategicamente una “prosa piana e scorrevole”, per non dare nell’occhio e per poter avere qualche piccola possibilità, di inserire qualche mirata “cacofonia o metafora” utili a comprendere quel tipo di segregazione!

Come ti dicevo anche all’inizio, a spiegare tutte queste cose per via multimediale (e aver poi la certezza di essere compresi) non è facile e non è razionale … quando si tratta di questioni come questa, per via orale sarebbe meglio e sarebbe certamente più semplice!

Saluti da Otello

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley
>

Otello
Inviato: 3/4/2008 13:59  Aggiornato: 3/4/2008 13:59
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Caro Redna;
ripondo volentieri ai tuoi interrogativi. ..

"solo una considerazione riguardo le lettere.
C'è stato qualche altro sequesto di persona nel quale si siano lasciate scrivere così tante lettere?
Nelle lettere non parla mai della scorta uccisa.
Con il maresciallo Leonardi andava a passeggiare quasi ogni giorno...quindi una lettera almeno a lui..."

1° Interrogativo: Un caso "parzialmente" simile, è accaduto in Inghilterra a Mary Stuart (in italiano Maria Stuarda) che venne imprigionata dalla Regina Elisabetta I^! In tal caso, Maria Stuarda, incarcerata perchè sospettata di complotto contro la regina, scrisse dal carcere alcune lettere "in codice" ad alcuni suoi amici, i quali furono "intercettati" e tenuti sotto controllo, per tentar di comprendere esattamente, quello che la Stuarda misteriosamente scriveva. Il trucco ha funzionato (si dice) grazie anche agli aiuti di decodificazione, che Giordano Bruno fornì alla Regina Elisabetta I^ ! E la storia ci racconta che, grazie a tale decodificazione Mary Stuart ... perse la testa!

2° Interrogativo: Il motivo per il quale A. M. non parla della scorta uccisa e del Maresciallo Leonardi ... è molto particolare!
Se leggi infatti nella prima lettera a Cossiga, troverai tre frasi molto simili, tre frasi che hanno un identico comun denominatore, perchè con tali frasi A. M. ci invitava a trattenere le lacrime ... e questo era un indizio "semantico e filologico" da comprendere!

Cordialmente da Otello

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley
>

redna
Inviato: 3/4/2008 14:26  Aggiornato: 3/4/2008 14:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
otello
...ovvero, abbiamo l'autore di alcuni messagi, che può scrivere a casa PER TENTAR DI SALVARE LA POPRIA VITA,ma ha di fatto alcuni limiti.
---
La domanda è : perchè può scrivere a casa?Ad un prigioniero quando mai si da la possibilità di scrivere a casa per tentar di salvarsi la pelle?
Chi lo teneva prigioniero era così 'di basso livello' da non capire che una persona come Moro che scriveva discorsi,intellettuale e istruito ed amante dell'enigmistica, che lo poteva gabbare da un momento all'altro....gli dava anche la possibilità di scrivere?Mi sembra,veramente,da banda bassotti!
Tu dici: ...che ha ben compreso il luogo della sua prigionia e che(per salvarsi ) deve riuscire a comunicarlo...Francamente mi sembra un gioco!Il gioco del gatto col topo....o un video game...che del resto nel 1978 non c'erano.

Per quanto riguarda Mary Stuard non so nulla e, quindi, non posso rispondere.
Per quello che concerne la scorta e il fatto che non si stata nominata in nessuna lettera sono dell'avviso che non sapesse della triste sorte,e che nessuno l'abbia messo al corrente. Sembrano quasi che i due fatti (l'uccisione della scorta e il rapimento di moro) non vadano di conseguenza.

Se comunque le parole hanno un senso (specialmente per chi sa come usarle) dire 'prelevato' piuttosto che rapito ha un'altra valenza....

La domanda è: prelevato dove?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 3/4/2008 14:31  Aggiornato: 3/4/2008 14:32
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Caro Otello
anticipando un poco quello che sto per scrivere, dirò una cosa della quale sono ‘quasi certo’: durante la sua prigionia Aldo Moro è stato ‘preso in cura’ da personale altamente specializzato dell’intelligence di un paese straniero. Ciò significa che le ‘lettere di Aldo Moro’ di cui Lei parla, quand’anche fossero state da lui scritte in assenza di ‘condizionamenti esterni’, sono certamente state ‘passate al vaglio’ da detto personale. Ciò significa che se in esse gosse stato presente una qualsiasi forma di ‘comunicazione in cifra’, essa sarebbe stata con ogni probabilità scoperta. Con questo io non voglio minimamente ‘scoraggiare’ il suo assai apprezzabile proposito di ‘analizzare’ il contenuto di quegli scritti, dico solo l’opinione che mi sono fatto che, come tutte le opinioni, può benissimo essere smentita…

Ciò detto , se la sua preoccupazione è quella di poter comunicare in sicurezza le informazioni che sono in suo possesso, sappia che, oggi come oggi, è possibile per chiunque lo voglia comunicare in Internet in condizioni di sicurezza praticamente illimitate. I ‘tools’ per poter far questo non sono certo ‘scaricabili’ dalla rete come un qualsiasi ‘gioco da tavolo’ e quindi occorre che sia Lei a valutare se la ‘delicatezza’ delle cose che ha da comunicare giustifica il loro utilizzo…

Perché anche noi ci si possa rendere conto di questo vorrei fare a Lei una proposta. Perché non riporta una delle lettere di Aldo Moro [la meno ‘compromettente’ se vuole…] con evidenziate le parole che costituiscono la ‘chiave del messaggio nascosto’ in essa contenuto?…

saluti!…

P.S. Il caso della ‘corripondenza cifrata’ di Maria Stuart da Lei citato è ‘un classico’ ben noto a tutti gli studiosi di crittografia, dei quali, anche se decisamente ‘in fondo classifica’, anch’io faccio parte. In quella circostanza a decretare la ‘rovina’ della regina di Scozia fu la combinazione di due circostanze: il tradimento del suo servo che denunciò la ‘corripondenza segreta’ che Maria teneva con i congiurati, tradimento che fece sì che la sua corrispondenza venisse intercettata, e la capacità straordinaria di Thomas Phelippes, segretario del ‘capo della polizia’ Sir Francis Walshingam che riuscì a decifrare la ‘scrittura segreta’ impiegata da lei. A quanto ne so nella vicenda Giordano Bruno non ha avuto alcun ruolo…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
BigLie
Inviato: 3/4/2008 14:32  Aggiornato: 3/4/2008 14:32
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Voller, l'avevo dichiarato in premessa che sapevo della
storia dei tupamaros ma anche che si tralascia la questione
fondamentale del cerchio, i tupamaros non l'avevano, nello
stemma della Repubblica Italiana non c'è.
Dunque?
Poi il fatto che i tupamaros fossero peronisti viene sempre
trascurato.
Peronisti, ossia massoni.
Le repubbliche sudamericane sono state tutte fondate dai massoni.
Bolivar era un massone, anche Salvador Allende lo era.
Ora, essere massoni non significa automaticamente essere malvagio
o cospirare contro l'umanità. Come tutte le cose, un intento
iniziale lodevole si è tramutato nel suo contrario.
Del resto, "le strade dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni".
Guardiamo la rivoluzione russa...
Quindi, dobbiamo intenderci: di quale massoneria stiamo parlando?
In questo senso, forse il particolare che sottolinei può essere molto
importante.
Tu dici che la punta in alto era rimpicciolita e le punte in basso
esaltate. Verissimo e ti ringrazio per avermelo ricordato.
Bene, se ti dicessi che nel pentacolo esoterico la punta in alto
rappresenta il cielo ossia il Grande Architetto Universale e le due
punte in basso, rispettivamente, Satana e l'Uomo-Dio?
Forse quel particolare comincia ad acquistare senso.
A questo punto occorre una breve digressione sul significato delle
punte che richiama anche la Sacra Legge del Tao.

BigLie
Inviato: 3/4/2008 15:06  Aggiornato: 3/4/2008 15:06
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
In un post precedente avevo sottolineato quanto fosse
importante il fatto che la stella delle BR fosse disegnata
non piena bensì mettendo in evidenza una sorta di percorso
che va da una punta all'altra, un percorso che è insieme
iniziatico e cosmologico.
In alto c'è l'UNO, il punto da cui tutto ha inizio dove non esiste
altro che l'essenza: potremmo chiamarlo anche Punto Zero,
la singolarità senza spazio e senza tempo.
Ad un certo punto (un punto nè temporale nè spaziale) l'uno
prende coscienza di sè, della propria esistenza e questo non può
che scatenare un corto circuito perchè l'Io che pensa sè stesso
introduce per forza di cose una limitazione dell'infinità onnipotente.
Nel momento in cui pensa sè stesso non può che percepirsi come
altro da sè. E' questo il momento in cui Dio crea il Mondo, nel momento
in cui percepisce sè stesso come l'altro da sè.
E la Creazione coincide con la follia di Dio, con la frammentazione della
sua Mente. La parte divina che l'UNO non riconosce non è altri che il
Male, Satana, che essendo nato nel momento stesso della Creazione
sarà da quel momento e per sempre il Re della Materia.
Siamo arrivati alla punta in basso a sinistra.
A questo punto entra in gioco un elemento, una forza comune alle
due parti di Dio che non si riconoscono e che è stata identificata
spesso con la loro parte femminile. Infatti, gli gnostici la chiamavano
Hagia Sophia, Santa Sapienza, o Logos.
Il suo compito è cercare di ricondurre Dio alla sua unità, di unire il cielo
alla terra e questo è stato anche il compito di tutti gli avatar e gli
iniziati portatori di Luce (Lucifero, lucis fers, portatore di luce) posseduti
dal Logos. In questo senso, l'accomunare Lucifero a Satana è stata
una sagace mossa della vera Chiesa di Satana in terra, ossia la Chiesa
Cattolica.
Siamo comunque giunti alla punta mediana a destra.
Quali possibilità ha il Logos di raggiungere il suo intento, dopo aver
tentato inutilmente di diffondere il Sacro Verbo della riconciliazione
degli opposti attraverso degli agenti sì santi ma, in fin dei conti, umani?
L'unica strada è ripercorrere in terra ma al contrario il processo che ha
portato alla malattia mentale di Dio. E' un vero e proprio percorso
terapeutico psicanalitico così come viene attuato ancora oggi per curare qualsiasi malattia mentale. Rivivere il trauma.
Ecco quindi che il Logos invia sulla terra Gesù, metà uomo e metà Dio,
la perfetta metafora della terapia da realizzare.
Non a caso è scritto che Maria fu fecondata dallo Spirito Santo, ossia dal Logos, non da Dio. Perchè non si è mai riflettuto su questo particolare
molto significativo?
Siamo giunti alla punta mediana a sinistra.
Ma Gesù è metà uomo e metà Dio, solo in potenza. Questa natura
duale va disvelata nella realtà materiale e ciò può essere conseguito
solo con la morte di Gesù, la morte di Dio, Dio che diventa umano,
che riconosce la Creazione come parte di sè, e con la successiva
resurrezione, l'uomo che supera i vincoli della carne scoprendo la propria
divinità. Inoltre, così facendo Gesù mostra un percorso che tutti gli
umani dovrebbero seguire per realizzare continuamente in terra
l'unione tra divino e umano, le nozze chimiche di Kristian Rosenkreutz.
Siamo arrivati alla punta in basso a destra, l'Uomo-Dio.
L'ultimo tratto che serve per disegnare la stella a cinque punte delle
BR riconduce l'Uomo-Dio all'UNO.
E qui il percorso si compie, l'equilibrio interrotto dalla frattura nella
Mente di Dio è stato ricomposto.
Ora, il fatto che il simbolo delle BR riduca l'importanza della punta in
alto ed esalti le punte in basso, potrebbe significare che di questo
percorso gli adepti accolgano solo la collaborazione tra Satana, il Re
del Mondo e l'Uomo-Dio, ossia Loro, gli iniziati dell'Oscurità, o come li
chiamavano gli gnostici, gli Arconti.

sigmatau
Inviato: 3/4/2008 15:08  Aggiornato: 3/4/2008 15:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi buondì…
oggi lasciamo via Fani [col fermo proposito però di ritornarci più avanti…] e diamo un’occhiata ai ’55 giorni’ in cui Aldo Moro è stato ‘prigioniero’ in un non meglio precisato ‘covo’ che poi si dirà ‘con certezza’ essere localizzato in via Moltalcini a Roma. Diciamo subito che ‘misteri mai risolti’ riguardo a questo capitolo sono assai più numerosi che non quelli di via Fani e che pretendere da parte mia di ‘far luce’ anche solo su alcuni di essi sarebbe assolutamente fuori della mia portata, Tutto quello che potrò fare è mettere in rilevo le numerose ‘contraddizioni insolubili’ presenti nella ricostruzione fatta nel corso di sei processi giudiziari e nella relazione della Commissione stragi. Per avere il necessario ‘’filo consuttore’ mi servirò proprio del materiale prodotto da questa commissione e in particolare della ‘audizione’ di Adriana Faranda…



http://www.parlamento.it/parlam/bicam/terror/stenografici/steno31.htm

Adriana è ricordata soprattutto per essere stata la ‘postina delle BR’ durante i ’55 giorni’, cosa che la ‘espose’ di fatto assai più degli altri brigatisti, tanto che venne arrestata insieme a Morucci già un anno dopo gli eventi che stiamo trattando, nel maggio 1979. Proprio lei e Morucci sarebbero stati contrari alla ‘esecuzione’ del dirigente democristiano, cosa che avrebbe portato rapidamente alla loro ‘estromissione’ dalle BR. Adriana poi sarebbe stata la prima militante delle BR a ‘dissociarsi’ dalla organizazione e accettare di ‘collaborare’ con la giustizia. Tutto ciò le ha consentito di riacquistare la libertà già nel 1994… insieme a Mario Moretti il quale aveva ricoperto un ruolo ed avuto responsabilità enormemente superiori alle sue, aveva scontato tre anni in meno di prigione e non si è mai in alcun modo ‘dissociato’… certamente tra tutti i ‘misteri’ del ‘Caso Moro’ la speciale ‘indulgenza’ accordata a Mario Moretti è uno dei ‘più misteriosi’…

La mia ‘analisi’ della ‘audizione’ di Adriana Faranda sarà assai lunga perchè inframmezzata dai necessari ‘commenti’ e pertanto sarà necessario suddividerla in più ‘tronconi’. Cominciamo ponendoci un interrogativo che secondo me non è semplicemente ‘importante’ , bensi ‘ forse il più importante: perché Aldo Moro è stato sequestrato e non è stato assasinato anche lui in via Fani?… E’ evidente a chiunque l’entità del ‘rischio’ che ha comportato da parte dei brigatisti prima ‘portarsi dietro’ per le strade di Roma e poi tenere segregato per ben 55 giorni in un covo tutt’altro che sicuro un ‘personaggio’ del calibro di Aldo Moro. Perché ci si è acollati un rischio del genere quando, se l’operazione doveva comunque concludersi con l’uccisione dello statista, era di gran lunga più agevole ‘espletare il lavoro’ in via Fani?… Sono più che sicuro che più di uno a questo punto se ne verrà fuori dicendo più o meno : … ovvio no!… si voleva la liberazione dei brigatisti detenuti nelle carceri italiane!… si voleva il ‘riconoscimento’ delle BR come interlocutore!… etc… etc… Ora dal momento che, stringi stringi, alla fine la richiesta di liberazione si limitava ad una sola detenuta che oltretutto era affetta da grave malattia e una ‘argomentazione’ come il ‘riconoscimento’ da parte di uno stato di un gruppo terrorista come ‘intelocutore’ è semplicemente un’offesa all’intelligenza di chi legge, proviamo ad avanzare un’altra ipotesi che è la seguente: obiettivo prioritario della ’Organizzazione Z’ [proviamo a chiamarla così…] era il reperimento di materiale informativo che solo Aldo Moro poteva fornire. E’ noto a tutti in fatto che Aldo Moro durante i ‘55 giorni’ è stato sottoposto a prolungati interrogatori da parte di Moretti e di altre persone rimaste sconosciute. Proviamo dunque a cercare di capirci qualcosa al rioguardo leggendo che cosa dice al riguardo Adriana Faranda. Il primo ad interrogarla è il presidente senatore [comunista] Giovanni Pellegrino…

PRESIDENTE. Quindi, l'interrogatorio di Moro viene condotto personalmente da Moretti?

FARANDA. Sì, per quello che ne so io.

PRESIDENTE. Per quanto ne sa lei, viene registrato?

FARANDA. Inizialmente si parlò di registrazioni, che poi vennero abbandonate e successivamente distrutte per evitare che, nel caso di un loro ritrovamento venisse individuata la voce dell'intervistatore - che parola brutta ‘intervistatore’ – cioè di chi portava avanti l'interrogatorio.

PRESIDENTE. Capisco che le pesi parlare di queste cose ma fanno parte della verità storica e in qualche modo le sottoponevate al processo. Quindi, vi è stato un interrogatorio più che un'intervista!

FARANDA. Sì, un interrogatorio; mi sono corretta.

PRESIDENTE. Difatti, la pubblicistica che se ne è occupata, l'intellettuale, che nella scorsa legislatura era consulente della Commissione stragi e che ha fatto di quel memoriale uno studio molto approfondito anche sotto il profilo filologico, è riuscito addirittura a ricostruire le possibili domande a cui Moro rispondeva. Da quello che sappiamo, però, Moro rispondeva scrivendo. Ecco, lei ha una qualche idea di che fine abbiano potuto fare i manoscritti del memoriale?

FARANDA. Io non li ho mai visti; mi fu detto che erano stati distrutti, però non posso averne la certezza perché non ho materialmente assistito alla loro distruzione.

PRESIDENTE. Questo ci riporta alla frase di Curcio che ricordavo prima: lei esclude che qualcuno di voi potesse usarli come una specie di ultima chance, di carta di trattativa con il potere dato che, ricostruito filologicamente anche nella versione più completa che nasce dal ritrovamento successivo delle carte in via Monte Nevoso, vi sono rimandi che non trovano corrispondenza, per cui sembrerebbe che il dattiloscritto non sia completo? Lei cosa ne pensa, non solo per ciò che sa, ma anche per effetto di successive riflessioni che lei ha potuto fare su tutta questa vicenda?

FARANDA. In coscienza non posso escludere una simile ipotesi per quanto mi appaia abbastanza peregrina e strana, perché poi i protagonisti di quella vicenda sono stati individuati, sono tutti indistintamente finiti in carcere e hanno pagato; quindi, non vedo a tal proposito quale forma di contrattazione possa essere avvenuta negli anni.

PRESIDENTE. Lei dice che non c'è nessuno che poi alla fine l'abbia fatta franca. Si, però la storia del mondo è anche fatta di tante trattative che poi non vanno a buon fine e che ad un certo punto diviene poi pericoloso affermare che le trattative ci siano state. [L'onorevole Saraceni acconsente con un cenno del capo]…


Il ‘cenno del capo’ dell’onorevole Saraceni [deputato della sinistra…] è l’occasione cercata dal presidente Pellegrino per ‘evadere’ [come è sua prassi costante…] da argomenti un poco ‘spinosi’. La Faranda a proposito del famoso ’interrogatorio’ di Aldo Moro rivela in sequenza questo…

a) l’interrogatorio fu condotto personalmente da Moretti
b) l’interrogatorio fu registrato ma i nastri furono distrutti per evitare l’identificazione dello ‘intervistatore’
c) l’interrogatorio fu anche trascritto su carta ma anche i manoscritti sono stati distrutti

E’ del tutto evidente che i punti a), b) e c) sono manifestamente in contraddizione tra loro… infatti se questo ‘intervistatore’ era Moretti che bisogno c’era di evitare la sua identificazione?… e se questo valeva per le registrazioni audio perché sono state distrutti anche i manoscritti?… In circostanze ‘normali’ il presidente della commissione dovrebbe quanto meno cercare di fa luce su questi punti, ma il nostro esimio senatore coiglie al balzo l’assist fornitogli da Saraceni e preferisce ‘scantonare’…

Allorché viene il suo turno, il deputato di An Fragalà tenta di estrorcere da Adriana qualche informazione riguardo agli ‘intervistatori’ di Aldo Moro, ma il rislutato è quello che possiamo vedere…

FRAGALA’. Ed allora, sempre su questo argomento voglio far fare un'altra riflessione. I servizi civili fecero una famosa intercettazione ambientale, dopo il sequestro Moro, nel carcere dell'Asinara, nel famoso padiglione in cui si incontravano i detenuti delle Brigate rosse, all'interno del carcere di massima sicurezza, che non si vedevano da tempo. Era evidentemente fatto apposta perché qualcuno cadesse nella trappola, tanto è vero che è stata ripresa una lunghissima intercettazione ambientale di due brigatisti che, alla fine del '78, si raccontavano tra loro del sequestro Moro, di come erano state preparate prima le domande, degli studi che erano stati fatti sulle correnti della DC, sulla storia della DC, sulla personalità di Moro, di come veniva trattato Moro, di quante docce si faceva, di chi e come lo interrogava, eccetera. Le voglio allora intanto chiedere: di questa famosa intercettazione ambientale depositata tra gli atti processuali del processo Moro lei sa qualcosa? E se lo sa, sa chi erano - adesso si può dire, dopo tanti anni; tra l'altro hanno già scontato la pena - i due brigatisti che sono stati intercettati quella volta all'Asinara?

FARANDA. Io vorrei chiedere venia, ma non ho letto tutti gli atti processo.

FRAGALA’. Quindi lei non ha mai sentito parlare di questa intercettazione?

FARANDA. No.

FRAGALA’. Comunque questa intercettazione risponde alla sua controriflessìone; cioè la preparazione dell'interrogatorio, secondo questi due brigatisti, doveva svolgersi con dei consulenti esperti della personalità di Moro e della storia delle correnti DC del famoso Stato imperialista delle multinazionali che a quanto pare stavano a Firenze.

FARANDA. Ma questa intercettazione a quando risale?

FRAGALA’. Alla fine del 1978, cioè 6-8 mesi dopo il sequestro e la morte di Moro; al novembre-dicembre di quell'anno.

FARANDA. Quindi dopo che erano stati arrestati Azzolini e Bonisoli?

FRAGALA’. Sì. E’ possibile che si tratti di loro? Se lei lo sa, perché non ce lo dovrebbe dire?

FARANDA. Non lo so, sto cercando di arrivarci per deduzione, perché per parlare di simili argomenti doveva essere qualcuno che aveva vissuto quella esperienza, o quanto meno ne aveva sentito parlare da loro o aveva interpretato, in maniera più o meno corretta, delle cose dette da loro; comunque la fonte originaria, che poi poteva essere stata travisata o alterata nel corso del tempo, doveva necessariamente essere uno di loro. Solo da questo nasceva la mia domanda, cioè operavo per deduzione logica, non per conoscenza.

FRAGALA’. Quindi la sua deduzione è che potevano essere o due del comitato esecutivo, o due vicini al comitato esecutivo?

FARANDA. Sì, credo proprio di sì.

FRAGALA’. Ma il contenuto dell'interrogatorio che conduceva Moretti non era a conoscenza, per esempio, sua o di Morucci, ma soltanto dei componenti del comitato esecutivo?

FARANDA. Noi venivamo aggiornati a grandi linee, non ci veniva riportato l'interrogatorio nel suo dettaglio.

FRAGALA’. Quindi non conoscevate quei particolari di come veniva proprio tenuto Moro durante gli interrogatori, di che tipo di reazione aveva? Nelle intercettazioni i due descrivono le reazioni anche psicologiche e fisiche di Moro…

FARANDA. No, a questo livello di dettaglio no.

FRAGALA’. ... che addirittura aspettava ore ed ore per rispondere ad una sola domanda. Lei queste cose non le ha mai ... ?

FARANDA. No, anche perché quando noi incontravamo Moretti, almeno quando lo incontravo io, gli incontri erano sempre molto rapidi, concitati, perché si trattava poi di fare delle cose concrete. Quindi non ci si soffermava molto su questi risvolti, su questi particolari che non erano in quel momento essenziali a mandare avanti la colonna e le operazioni da fare, la consegna delle lettere, bensì sulle valutazioni di altre cose; non tanto sugli atteggiamenti psicologici, sulle reazioni fisiche di Moro, quanto proprio sulle reazioni delle forze politiche.

FRAGALA’. E' plausibile l'opinione che i brigatisti che tennero prigioniero e interrogarono Moro e poi lo misero a morte in effetti lo fecero perché si resero conto, una volta che lo avevano catturato e che lo interrogarono, che Moro era una persona assai diversa da quella che l'ideologia aveva loro rappresentato, che non era il terminale di quel 'SIM', cioè non era il terminale di quel potere delle multinazionali, che era un soggetto che non rispondeva, secondo gli schemi del marxismo-leninismo, come un nemico di classe e quindi credettero che Moro li prendesse in giro, che in realtà era una persona diversa? C'è stato questo tipo di impatto?

FARANDA. Sì, diciamo che, quando io udii Moretti parlare di questo argomento, egli era abbastanza deluso e spazientito, e ricordo che ripeteva spesso: "Ci sta portando in giro, ci sta dicendo delle cose che non interessano proprio per depistarci, per confonderci, con il suo stile, il suo modo di fare politica". Però non so, perché Moretti non lo ammise mai, fino a che punto loro si accorsero che le nostre teorie sullo Stato imperialista delle multinazionali non avevano granché fondamento. Sicuramente un elemento di confusione aggiuntivo fu invece il fatto che loro scoprirono comunque uno spessore umano in Moro che neutralizzava abbastanza il simbolo, o quanto meno lo integrava in maniera per loro poco adatta a proseguire nell'azione con la stessa determinazione di prima.

FRAGALA’. E secondo lei fu questo a determinare la messa a morte di Moro?

FARANDA. No, assolutamente no.

FRAGALA’. E cosa determinò la messa a morte di Moro?

FARANDA. La convinzione delle BR che non avevano alcuna possibilità di ottenere neanche una allusione a quello che avevano chiesto. Si è verificata in quel periodo una escalation simmetrica; più per le istituzioni e per i partiti, per il Governo, il problema del riconoscimento politico diventava una questione di sopravvivenza o meno della Repubblica, più da parte delle BR saliva l'aspettativa, come se questa cosa fosse diventata veramente una ragione di vita o di morte dell'organizzazione stessa e del futuro della lotta armata. Era una cosa simmetrica veramente impressionante…


Con la grinta che lo ha sempre contraddistinto Fragalà qualche informazione la ottiene. Per esempio che i ‘personaggi misteriosi’ che conducono, insieme a Moretti, l’interrogatorio di Aldo Moro sono due [i famosi ‘due compagni’ citati dai brigatisti nella ‘intercettazione ambientale’ svolta all’Asinara…], che la loro ‘sede operativa’ era Firenze e che esssi facevano parte di un non meglio definito ‘comitato centrale’ di cui si parlerà ancora ma del quale, piccolo dettaglio, non si è mai saputo chi ne abbia fatto parte. Oltre a questo Fragalà non riesce però ad estorcere e in sostanza del famoso ‘interrogatorio’ cui è stato lungamente sottoposto Aldo Moro sappiamo questo…

a) le registrazioni audio sono andate distrutte
b) le registrazione manoscritte sono andate distrutte
c) sappiamo di due ‘esterni’ che le hanno condotte ma ignoriamo la loro identità

Diciamo pure che per essere il risultato del lavoro di sei inchieste giudiziarie e di una comissione parlamentare, come risultato non è un granchè. Verebbe da chiedersi perché anche da noi per certi tipi di ‘interrogatori’ non di faccia uso di… ipnotizzatori… se non altro per combattere [si fa per dire…] ad armi pari

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 3/4/2008 17:45  Aggiornato: 3/4/2008 18:04
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
I morti sono sottoterra.

Gli assassini liberi.

E noi non siamo riusciti a fare i conti col nostro passato.


http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/memoria-moro/memoria-moro/memoria-moro.html

In questa ricostruzione indicano dove le due auto della scorta provenivano:erano appena stati in chiesa.
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1980163377
Per il resto la ricostruzione ha molte lacune.O se si vuole,luoghicomuni.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
zaq
Inviato: 3/4/2008 19:29  Aggiornato: 3/4/2008 19:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
"FRAGALA’. Ed allora, sempre su questo argomento voglio far fare un'altra riflessione. I servizi civili fecero una famosa intercettazione ambientale, dopo il sequestro Moro, nel carcere dell'Asinara, nel famoso padiglione in cui si incontravano i detenuti delle Brigate rosse, all'interno del carcere di massima sicurezza, che non si vedevano da tempo. Era evidentemente fatto apposta perché qualcuno cadesse nella trappola, tanto è vero che è stata ripresa una lunghissima intercettazione ambientale di due brigatisti che, alla fine del '78, si raccontavano tra loro del sequestro Moro, di come erano state preparate prima le domande, degli studi che erano stati fatti sulle correnti della DC, sulla storia della DC, sulla personalità di Moro, di come veniva trattato Moro, di quante docce si faceva, di chi e come lo interrogava, eccetera. Le voglio allora intanto chiedere: di questa famosa intercettazione ambientale depositata tra gli atti processuali del processo Moro lei sa qualcosa? E se lo sa, sa chi erano - adesso si può dire, dopo tanti anni; tra l'altro hanno già scontato la pena - i due brigatisti che sono stati intercettati quella volta all'Asinara?"

Fragalà questa cosa dell'intercettazione all'Asinara la chiede a parecchia gente.
Mi sembra che la chiese anche al Generale dei carabinieri Bozzo.

Certo che proprio lui, che tuonò contro le intercettazioni in Sicilia tra politici e imprenditori in odor di mafia, sia cosi' interessato alle intercettazioni del caso Moro suscita un po' di curiosità...

da http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/falcone.html

INTERCETTAZIONI. Era iniziata bene, la stagione. Con un colpaccio messo a segno dagli investigatori antimafia. Agli inizi di giugno era stato arrestato Giuseppe Salvatore Riina detto Salvuccio, 25 anni, figlio di Totò Riina, il capo dei capi. Salvuccio aveva messo le mani su alcuni appalti miliardari a Palermo, Terrasini, Mazara del Vallo. Agiva attraverso un paio di imprenditori, che a loro volta avvicinavano i politici, perché è la politica che decide gli appalti. Uno di questi imprenditori, Mario Fecarotta, è intercettato mentre si rivolge con grande familiarità a un viceministro, Gianfranco Micciché, coordinatore di Forza Italia in Sicilia.

A "Gianfrancuccio" chiede, l'11 giugno 2001, di intercedere per l'apertura di un conto bancario su cui avrebbero dovuto confluire i finanziamenti pubblici per un appalto nel porto di Palermo. "Me la fai questa cortesia, Gianfranco?". Micciché promette di interessarsi. Poi, quando Fecarotta viene arrestato e le intercettazioni diventano pubbliche, scoppia la polemica: non sul fatto che un viceministro della Repubblica sia in contatto con un socio di Riina, ma sull'utilizzo delle intercettazioni telefoniche. Enzo Fragalà, avvocato, ora parlamentare di Alleanza nazionale, rilascia dichiarazioni di fuoco: "Ci troviamo, con tutta evidenza, dinanzi a un altro uso distorto delle intercettazioni telefoniche. Occorre intervenire subito in Parlamento affinché vengano impedite simili azioni di abuso giudiziario per fini politici".

Che dire?
Avrà cambiato idea sulle intercettazioni ...

Otello
Inviato: 3/4/2008 20:43  Aggiornato: 3/4/2008 21:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Caro Sigmatau; (dammi pure del tu, se la cosa non ti dispiace …)

ritieni che sia una preoccupazione da poco, la mia? E per i miei cari …?
Non hai cognizione di quello che è accaduto, a parecchie persone che sapevano o che avevano capito qualcosa di questa storia?

Facciamo così (per fugare tutti i tuoi dubbi sulla questione) io sono disponibile anche ad una collaborazione; quindi se vuoi e puoi aiutarmi a capire come trovare ed utilizzare quegli “strumenti” utili … possiamo andare anche in posta elettronica?!

Al tuo ultimo interrogativo, potrò rispondere successivamente?

Per quanto attiene al tuo P.S. è quasi tutto esatto, manca solo il fatto che le “capacità straordinarie” di tale Thomas Phelippes … erano quelle di Giordano Bruno !

http://www.storialibera.it/epoca_moderna/giordano_bruno/articolo.php?id=342

http://www.kryplos.com/ikthys/Archivio/GiorBruno.htm (nell’articolo ANTIDOGMATICO)

Comunque, nella mia biblioteca personale ho parecchie opere di Giordano Bruno e su Giordano Bruno e mi ricordo di aver letto la precisa ricostruzione di questa faccenda. Se la trovo te la metto in rete!

Cordialmente da Otello

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley

>

zaq
Inviato: 3/4/2008 20:56  Aggiornato: 3/4/2008 20:56
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Otello, senza sbilanciarti se non lo ritieni opportuno .. e salutare, potresti dirci quali sono le parti che ritieni piu' "interessanti" della corrispondenza di Moro?

Otello
Inviato: 3/4/2008 21:32  Aggiornato: 3/4/2008 21:32
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Caro Zac;

ad esempio nella lettera di Moro a Cossiga ...

Alcune frasi emblematiche e sicuramente indicative di qualcosa di molto più particolare sono:

*penso che un preventivo passo della Santa Sede (o anche di altri? Di chi?) potrebbe essere utile*

*Che Iddio vi illumini per il meglio, evitando che rimaniate impantanati*

E poi queste tre, che all'interno di quella lettera ripetono come un intercalare, dando una FORTE eco a tale indicazione ... TRATTENERE IL PIANTO!

--- Prescindo volutamente da ogni aspetto emotivo e mi attengo ai fatti. ---

--- Pensare quindi fino in fondo, prima che si crei una situazione emotiva e irrazionale. ---

--- Queste sono le alterne vicende di una guerriglia, che bisogna valutare con freddezza, bloccando l'emotività e riflettendo sui fatti politici. ---

Ma anche molte altre ...

Cordialmente da Otello

>

Colui che sa leggere, porta con se il potere di valorizzare se stesso,
di moltiplicare i suoi modi di esistere e di fare della propria vita, un'entità,
piena di interesse e significato!

>>--------> Aldous Huxley

>

redna
Inviato: 3/4/2008 21:53  Aggiornato: 3/4/2008 21:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
otello
visto che inizi il discorso delle lettere devo dire che anch'io mi sono chiesta come mai la frase:....sotto un dominio pieno e incontrollato....continua ad avere una parte preponderante quando si parla delle lettere dell'on.moro.
Penso che siano parole che descrivono esattamente dove si trova.
Mi pare comunque che, nessuno,finora ha certezze di quello che esattamente significa il tutto.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 3/4/2008 22:18  Aggiornato: 3/4/2008 22:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Cara Redna,

hai perfettamente ragione ... meno che nella parte finale!

Cordialmente da Ermione (Alias di ...)

redna
Inviato: 3/4/2008 22:40  Aggiornato: 3/4/2008 22:45
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
perchè questa notizia fa pensare:

http://www.adnkronos.com/IGN/Fotogallery/?fid=1.0.1989167254

per esempio perchè dice che il corpo è stato trovato sui sedili e coperto da un sacco.Ma è sempre stato detto che era nel bagagliaio avvolto in una coperta...o no?

otello

le cose si possono dire. Ma a volte solo pochi le capiscono.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 3/4/2008 22:57  Aggiornato: 3/4/2008 22:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Cara Redna;

quella era una notizia ADNKRONOS nella concitazione dei "primi minuti" precedenti al ritrovamento. E del resto la frase inizia con "SEMBRA CHE ..."!

É poi vero che certe cose sono in pochi a capirle, ma NON è assolutamente vero che una volta comprese le si possano tranquillamente raccontare!

Infatti, in trent'anni di chiacchiere fatte attorno a questo caso, molti sono andati all'isola dei beati, e altri, ancora oggi, o hanno in mano una buona assicurazione sulla vita o preferiscono tapparsi la bocca!

Saluti da Ermione

>

Si vive una sola volta,
e qualcuno neppure quella.

>>--------> Woody Allen

>

redna
Inviato: 3/4/2008 23:11  Aggiornato: 3/4/2008 23:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Io,comunque, non la letterei giù così dura.
La notizia l 'ho riportata proprio perchè generalmente è all'INIZIO che NON viene manipolato nulla.
In questo caso,a parte la concitazione del momento, si parla di una R4 rossa vicino a via delle botteghe oscure.Non mi pare che queso dia modo di pensare ad altro.

Ma sulle lettere è possibile saper qualcosa ...o tutto finisce qui


C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 3/4/2008 23:22  Aggiornato: 3/4/2008 23:22
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
"Ma sulle lettere è possibile saper qualcosa ...o tutto finisce qui"

Cara Redna,
se avrò la possibilità di contattare persone serie e in grado di darmi una mano a realizzare il mio progetto, saprai sicuramente qualcosa.

Ma finchè trovo persone, che mi considerano alla stessa stregua di un millantatore - megalomane ... non potrò fare mai nulla di concreto!

Anzi rischio le penne inutilmente ...

Buona notte da Ermione

P.S.

La citazione finale non è dedicata a nessuno dei presenti!

É solo una citazione, che trovo molto arguta.

>

Si vive una sola volta,
e qualcuno neppure quella.

>>--------> Woody Allen

zaq
Inviato: 3/4/2008 23:42  Aggiornato: 3/4/2008 23:42
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
"Si vive una sola volta,
e qualcuno neppure quella."

Da fumatore accanito, conterei di vivere solo una settimana in meno... NON ANNI

Comunque sto provando a capirci qualcosa.
(parlo delle lettere)

redna
Inviato: 4/4/2008 11:44  Aggiornato: 4/4/2008 11:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Visto che si cita,mi ci metto anch'io:
<<La paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire, ma non trovò nessuno>>.

A mio modesto avviso: per capirci qualcosa occorre tornare all'inizio.
Ovvero trovare il bandolo della matassa.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Pyter
Inviato: 4/4/2008 12:19  Aggiornato: 4/4/2008 12:19
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Io partirei da quando Moro è uscito di casa per andare in Chiesa.
E' poi arrivato in via Fani?
Mah...

PS- Ho visto ieri "piazza delle cinque lune".
Interessante dal punto di vista simbolico secondo me i luoghi in cui la gola
profonda si è incontrato con il magistrato.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 4/4/2008 13:26  Aggiornato: 4/4/2008 13:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Pyter


finalmente!

Interessante anche : erano due chiese diverse, la seconda volta il brigatista era in confessionale. Come faceva un birigatista ad essere in quel posto?
Interessantissimo film....

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
BigLie
Inviato: 4/4/2008 13:51  Aggiornato: 4/4/2008 13:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
A' redna, ma lascia perdere 'sto film.
Ma lo sai chi è il regista?
Renzo Martinelli, l'autore dell'ignobile "Il mercante di pietre", un inno
sconcertante allo scontro di civiltà.
Ecco una illuminante pillola di saggezza di questo individuo:
“La soluzione al conflitto esiste e risiede nelle encicliche di Papa Ratzinger. Dio è Amore. Se l’Europa non sbandiera con forza questo messaggio di Amore, non difende con forza i valori cristiani delle sue radici come la difesa imprescindibile della vita, dimostrerà tutta la sua debolezza come accadde nel 1683, ed alla fine la storia presenterà il suo conto”.

BigLie
Inviato: 4/4/2008 14:03  Aggiornato: 4/4/2008 14:03
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Vedo che si continua a non prendere in considerazione
la pista legata ad organizzazioni massoniche o, comunque, elitiste.
Nonostante che a tirare le fila della "trattativa" sia stata la P2,
nonostante che i partecipanti alla seduta spiritica fossero legati
a doppio filo con organizzazioni mondialiste a loro volta facenti capo
alla Round Table, circolo segretissimo fondato da Cecil Rhodes (da
cui Rodesi, ora Zimbabwe)e così chiamato perchè doveva ispirarsi
alla Tavola Rotonda dove lui, chiaramente, era Re Artù.
Stranamente lo stesso intento perseguito da Himmler nel disegnare
le SS come un ordine iniziatico con un Gran Consiglio di 12
cavalieri al suo fianco.
D'accordo, d'accordo, sò tutte c...ate.
Ah, dimenticavo, è OT ma molto divertente.
Ieri ho letto che Soros vorrebbe comprare la Roma tramite una
banca d'affari di sua proprietà.
Indovinate come si chiama questa banca:
INNER CIRCLE

Tsk, tsk, i simboli non contano un kaiser, vero?

redna
Inviato: 4/4/2008 15:05  Aggiornato: 4/4/2008 15:07
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Tsh, tsk, i simboli non contano un kaiser, vero?
---
BigLie
non si è già detto che tutto il sequestro moro è intriso di simbolismo?
Se guardi in diversi post sopra...

Probabilmente stai dicendo che valgono soltanto i simboli che TI interessano..

Ma allora non dire 'a redna...perchè io non dico 'a BigLie...
(nel senso 'esatto' di BigLie...)
e perchè mi inviti a lasciar perdere il film...perchè il regista....
per cortesia...per cortesia...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 4/4/2008 15:29  Aggiornato: 4/4/2008 16:37
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi buondì…
è fuori di dubbio che le lettere scritte da Aldo Moro nel corso dei ’55 giorni’ costituiscono un ‘fulcro essenziale’ per venire a capo della matassa e su di esse al momento opportuno si concentrerà l’attenzione. Quello che mi preme fare prima è però completare l’analisi della ‘audizione’ di Adriana Faranda, con tutti in risvolti più o meno ‘sconvolgenti’ che da essa derivano. Si è visto che nel famoso ‘covo’ il cui indirizzo si vuol far credere fosse ‘via Montalcini 8’ erano soliti far visita con una certa frequenza due ‘strani figuri’ che si diceva essere del ‘comitato centrale’ e che avevano lo specifico incarico di ‘interrogare’ lo statista democristiano. Diciamo che questo è già un discreto ‘via-vai’ per un ‘covo’ che avrebbe dovuto essere ‘supersegreto’ e come tale ‘dare il meno possibile nell’occhio’. Questo però non è tutto e dalle ‘confessioni’ del brigatista Morucci apprendiamo che lo stesso Moretti abbastanza spesso si concedeva una ‘libera uscita’ che impegava per recarsi a Firenze, la già citata sede del fantomatico ‘comitato centrale’. E’ naturale che il presidente Pellegrino, anche magari un poco ‘controvoglia’ è obbligato a chiedere di questo ad Adriana e lo fa cercando di concludere in breve per poi passare ad altro…

PRESIDENTE. Do atto che quel che lei ci dice coincide con quanto ci ha detto Morucci. Morucci però ad un certo punto è sembrato farci un'apertura, darci un suggerimento, offrirci una possibile traccia: ci ha detto che se Moretti o Azzolini o Bonisoli ci dicessero dov'è che l'esecutivo delle Brigate rosse si riuniva a Firenze forse in qualche modo alcune cose diventerebbero più chiare. Dove sì riuniva l'esecutivo a Firenze? Chi era l'ospite attivo?

FARANDA. A queste domande non posso rispondere. Non so cosa potrebbero chiarire in più. E non ho idea di cosa intendesse dire Morucci. Non gli ho mai sentito dire questa frase.

SARACENI. Non può rispondere perché non sa o perché ritiene di non rispondere?

FARANDA. Non lo so. Non sapevo neppure che Morucci avesse la convinzione che questo potesse aggiungere qualcosa.

PRESIDENTE. Sa dove si riunivano?

FARANDA. No, perché non era un’informazione che doveva pervenire fino a me, per motivi di sicurezza.

PRESIDENTE. A Firenze ci potrebbe essere un luogo o una persona, un brigatista rimasto ignoto fino adesso?

FARANDA. E’ possibile che se un prestanome si occupava semplicemente di attrezzare dal punto di vista logistico un luogo nel quale far svolgere le riunioni, costui sia rimasto oscuro agli inquirenti.

PRESIDENTE. Non sarebbe un capo.

FARANDA. Sicuramente no.

PRESIDENTE. Nemmeno un consigliere importante?

FARANDA. Ritengo di no.

PRESIDENTE. Un intellettuale, per esempio?

FARANDA. Un intellettuale è possibile, però sono congetture senza alcuna base, senza alcun elemento che ci possa spingere a ritenerle dotate di qualche fondamento


Adriana ovviamente ‘non sa nulla’ di questo ‘comitato direttivo’ , anzi vuol far credere che a Firenze vi fosse solo ‘un prestanome che si occupava di attrezzare il luogo dove avvenivano le riunioni’ che non era né un ‘capo’, né un ‘consigliere importante’ e neanche un misero ‘intellettuale’. Per il presdente questo basta e avanza… ma ecco che è il turno di Fragalà che, come al solito, parte lancia in resta…

FRAGALA’. Signora Faranda, mi riallaccio subito alla domanda che le ha rivolto il Presidente circa le riunioni che il comitato esecutivo teneva a Firenze. Siamo rimasti incuriositi dalla frase che Morucci - che lei conosce bene - ha tenuto a dirci spontaneamente: ‘Domandate a Moretti, che è una sfinge, dove si riuniva il comitato esecutivo a Firenze e chi era l’anfitrione’. Evidentemente ci ha dato di sua volontà una indicazione particolarmente significativa. Ha definito Moretti una ‘sfinge’, come a dire che secondo lui Moretti tace moltissimo di quello che sa. Ha dato poi l'indicazione relativa a Firenze. A tale proposito, vorrei dire che a rigor di logica non ha senso che mentre a Roma era in corso il sequestro Moro Moretti si recasse al comitato esecutivo a Firenze in treno o in automobile, esponendosi ad un lungo viaggio per relazionare e prendere decisioni in ordine al sequestro. Quindi l'indicazione di Morucci evidentemente ha un significato particolare che però lei ci ha detto di non sapere assolutamente spiegare. Ma le chiedo: si è mai chiesta per quale motivo durante il sequestro Moro, che si svolgeva a Roma, una città stretta in una morsa, circondata da posti di blocco delle forze dell'ordine, l'interrogante di Moro si recasse in un'altra città alle riunioni del comitato esecutivo esponendosi ad un viaggio così lungo e pericoloso? Lei si è mai posta questa domanda?

FARANDA. Non in questi termini come la sta ponendo lei, cioè lasciando intendere che a Firenze poteva esserci qualcuno che appunto contribuisse allo sviluppo del dibattito politico sul sequestro stesso
[sviluppo del dibattito politico sul sequestro!… sic!…] . No, dal punto di vista della sicurezza posso dire soltanto una cosa: è vero che Roma era stretta in un assedio, c'erano moltissimi controlli; basta semplicemente porsi la domanda se era più insicuro che una persona attraversasse lo sbarramento o che lo attraversassero altre tre persone; e a Roma quale poteva essere la base adatta per nascondere con sicurezza tutto l'esecutivo delle Brigate rosse? Io le ribalto la domanda: dal punto di vista della sicurezza, era molto più ovvio che una sola persona attraversasse questo filtro di controlli, anziché che tre persone, che erano gli altri tre componenti dell'esecutivo, entrassero e poi uscissero di nuovo, perché il rischio sarebbe stato moltiplicato; inoltre la permanenza di tutto l'esecutivo all'interno di Roma esponeva sicuramente a molti più rischi

Niente da fare!… la ‘ragazzuola’ non vuol proprio saperne di ‘vuotare il sacco’ e su questo ‘comitato centrale’ con sede a Firenze non si riesce a cavare un ragno dal buco!… Che questo ‘comitato centrale’ avesse dei ‘tentacoli’ assai lunghi è però dimostrato dal fatto che Aldo Moro era tenuto costantemente assai ben informato di tutto quello che si diceva nel corso delle ‘riunioni a porte chiuse’ del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana in Piazza del Gesù. Ecco che allora Fragalà cerca di portare il discorso in quella direzione ma… ahimeh!… l’inesorabile presidente Pellegrino trova subito la maniera di ‘interferire’…

FRAGALA’. Su questo aspetto c'è infatti una cosa che non riusciamo a capire. Nel momento in cui Moro, che aveva sicuramente un canale segreto con la famiglia...

FARANDA. ‘Sicuramente’ lo afferma lei!

FRAGALA’. Le spiego perché dico ‘sicuramente’: Moro era riuscito ad attivare, attraverso Misasi, presidente del Consiglio Nazionale, la famosa riunione del 9 maggio 1978 in cui Fanfani avrebbe annunciato il superamento della fermezza e l'apertura della trattativa con le BR per salvare Moro. Ecco, proprio quel giorno Moretti...

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Fragalà, se la interrompo ma direi che segreto non è più. Nel corso della trasmissione di ieri il rapporto delle Brigate Rosse con Don Minniti, con Rana e forse anche con Guerzoni è stato riconosciuto dai brigatisti.

FARANDA. C'era anche un ritorno? Potenza di Zavoli: lo abbiamo saputo anche noi finalmente.

PRESIDENTE. Che ci sia stato un ritorno non è stato detto.

FARANDA. Allora non è cambiato nulla.

PRESIDENTE. Ma del fatto che ci sia stato un ritorno c'è una prova documentale nel senso che Moro in alcune delle sue lettere sa che cosa Misasi ha detto in una riunione segreta della Democrazia Cristiana.

FRAGALA’. Esatto, questo è sicuro.

PRESIDENTE. Ce lo hanno detto i democristiani. Ci hanno detto che si sono sempre domandati come faceva Moro a sapere che Misasi nelle riunioni tra loro aveva preso una certa posizione: traspare chiaramente da alcune lettere di Moro in cui egli lo ringrazia per aver preso questa posizione.

FRAGALA’. I brigatìsti non lo potevano sapere.

FARANDA. In questo momento vorrei una memoria più precisa.

PRESIDENTE. Aggiungo che Don Mennini ha rifiutato di venire in questa Commissione trincerandosi dietro uno stato di ministro del Vaticano che ci impedisce di farlo venire contro la sua volontà.

FARANDA. Come dicevo vorrei avere una memoria più precisa e ricca di quella che posseggo perché in questo rnomento non riesco a ricordare. Noi, tramite i nostri incontri con Pace, eravamo a conoscenza di molte cose che avvenivano a livello istituzionale tra i partiti e quindi eravamo immediatamente informati di tutti gli sviluppi che potevano portare ad aperture e dunque progetti di riunioni, convocazioni e così via.

PRESIDENTE. Quindi potreste essere stati voi

FARANDA. Potremmo essere stati noi tramite una notizia arrivata dai socialisti. Moro ovviamente ne veniva informato immediatamente anche lui per poter poi decidere, in base a queste notizie, i propri comportamenti, le proprie sollecitazioni e mosse.

PRESIDENTE. Direi che questa è una spiegazione intelligente.

FRAGALA’. Infatti, a partire da questa spiegazione vorrei chiederle se a lei non sembra strano che una riunione del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana che contava decine, forse centinaia, di membri, ufficialmente convocata, con Cossiga ministro dell'interno, in cui Fanfani quella mattina avrebbe dichiarato di aprire le trattative (ci ha riferito Cossiga in questa Commissione di essere uscito di casa con la lettera di dimissioni in tasca perché quel giorno la DC per salvare Moro apriva le trattative con le Brigate rosse ed egli, garante del partito della fermezza, si sarebbe dimesso immediatamente ed aveva già scritto la lettera)....

PRESIDENTE. Non ha detto proprio così, ma più o meno....

FRAGALA’. ...con tutto questo ufficialmente preventivato e stabilito, come mai le Brigate Rosse non hanno saputo o non hanno colto nel senso del loro progetto questa apertura anzi addirittura questa soluzione secondo il proprio progetto di sequestro?

FARANDA. Personalmente avevo ancora molta fiducia che potesse avvenire qualcosa. Non mi aspettavo nulla di particolarmente eclatante ma speravo che ci potesse essere un segnale sia pure minimo. Invece la valutazione di Moretti fu che l'intervento di Bartolomei - non so se ricordo bene - del giorno prima non avesse lasciato intendere che ciò potesse avvenire. C'era pertanto un grandissimo scoramento ed una forte rabbia che percepivo a pelle rispetto a tutti questi rinvii dovuti alle nostre insistenze, alle notizie che arrivavano dal PSI e così via, che a loro sembravano solamente manovre per prendere tempo. Credo che ad un certo punto ebbero paura che potessero essere vicini all'individuazione; si cominciarono a sentire fragili non solo dal punto di vista organizzativo ma anche da quello politico perché ebbero l'impressione crescente, giorno dopo giorno, che fosse una specie di manovra orchestrata per costringerli all'immobilismo.

FRAGALA’. Quindi il comitato esecutivo non seppe che quella mattina il Ministro dell'interno Cossiga si sarebbe dimesso.

FARANDA. No, notizie di questo tipo non ci erano assolutamente pervenute. L'unica notizia che ci era giunta era che in quella sede probabilmente Fanfani avrebbe rotto il fronte della fermezza. Ma non avevamo queste notizie così eclatanti e certe che erano tasselli di un mosaico che poteva far pensare corrispondesse al vero. Il giorno prima Bartolomei forse - mi scuso se la mia memoria non mi aiuta, credo si trattasse di un fanfaniano - in ogni caso ci fu una sortita di un esponente democristiano della stessa corrente di Fanfani che non diede assolutamente alcuna avvisaglia che questa speranza potesse essere reale. Ne derivò quindi una reazione di chiusura da parte degli altri brigatisti: non credevano più alle notizie. Erano giorni e giorni, settimane che i socialisti ci dicevano ‘sta per avvenire’ e non avveniva nulla. Dovete cercare di capire anche la psicologia vicina alla psicosi di chi sta in una situazione del genere e si sente con l'acqua alla gola.

PRESIDENTE. Quanto ci sta dicendo non coincide con quanto ci ha detto Morucci. Secondo lei questa trattativa tra Pace, Morucci e Faranda sembra una vera e propria trattativa con una comunicazione costante di quanto avveniva. Mi sembra invece che Morucci l'avesse un po' minimizzata. Lei ci conferma che attraverso Pace sapevate tutto quello che avveniva?

FARANDA. No, assolutamente non tutto. E’ dimostrato che tante cose io non le avevo sapute.

PRESIDENTE. Ci dirà poi se quelle cose che abbiamo saputo sono vere e sono enfatizzazioni.

FARANDA. Può darsi che siano enfatizzazioni del dopo. Quello che voglio dire è che non eravamo puntualmente informati di tutto quanto avveniva: eravamo puntualmente informati di ciò che il PSI pensava che noi potessimo sapere, probabilmente. Cominciamo a dare ad ognuno la sua parte.

FRAGALA’. Ma di Fanfani lo avevate saputo…


E’ evidente che, senza metodi di interrogatorio un poco ‘efficienti’ [‘tipo Guantanamo’ per intenderci …], da costei, come da tutti gli altri ‘testimoni’ convocati dalla commissione, si può ottenere ben poco!… E’ evidente che il lettore ha già compreso a sufficienza il ruolo assolutamante preponderante giocato in tutto l’arco della vicenda da questo fantomatico ‘comitato direttivo’ che aveva sede a Firenze e che si serviva di Moretti come di una vera e propria ‘marionetta’ e relegava gli altri militanti delle BR al ruolo di semplici comparse e pertanto non spenderò altre parole in commenti. Sorprende invece [ma non tanto in fondo…] come l’esimio presidente Pellegrino nella sua relazione finale abbia ‘categoricamente escluso’ che le BR in tale circostanze siano state ‘eterodirette’… mistero più mistero meno che differenza fa in fondo!

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
Pyter
Inviato: 4/4/2008 16:17  Aggiornato: 4/4/2008 16:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Mi pare che invece di metterli, i paletti, qua si tenda a fare a gara a chi li
dribbla più in fretta.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 4/4/2008 16:36  Aggiornato: 4/4/2008 16:36
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Più che un'indagine mi sembra che ognuno è sicuro di quello che dice.
Vale a dire conferma o smentisce quello che ALTRI hanno detto.
Ma invece non si può pensare in PROPRIO e vedere le relative corrispondenze nella realtà dei fatti?
Visto che sei (dico 6) indagini non hanno 'cavato un ragno dal buco' è così fuori di testa che abbiano sbagliato fin dall'INIZIO a capirci qualcosa?

Non solo si dribblano i paletti ma si fa in modo che chi cerca di dire qualcosa DEVE essere subito smentito.

Si parla di via fani...ok...ma è NECESSARIO interrogarsi sul punto: moro era in via fani? ....perchè se non lo fosse stato allora è necessario rivedere l'azione...
e le commissioni NON hanno mai fatto luce su questo.
E'assodato che ci si sia stato altrimenti tutto deve essere rivisto.
Ma che prove oggettive ci sono della sua presenza in via fani alle nove di mattina di quel giorno quando chi era presente è stato fatto tacere?

Le lettere di moro contengono di tutto e di più...ok....ma chiedersi come mai ad un prigioniero si lascia la possibilità di scrivere, risulta fuori di testa?

I processi ai personaggi della brigate rosse più che far luce sull'organizzazione, alla fine, hanno come scopo di far venir fuori un'immagine di banda de 'noartri'...
Con lo scopo di farli diventare in seguito...dei bravi impiegati.

"chi ben comincia è a metà dell'opera"

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Pyter
Inviato: 4/4/2008 17:45  Aggiornato: 4/4/2008 17:45
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Vediamo un pò:

Paletto 1: Se le BR avessero voluto rapire Moro senza fare tutto
questo casino lo avrebbero potuto fare benissimo, visto le sue abitudini.

Paletto 2: Il fatto di uscire da casa con il nipote significa che non
sentiva nessun pericolo imminente, diversamente da quanto dovrebbe invece essere visto l'aria che tirava e secondo quello che dicono i familiari.

Paletto 3: Il tragitto veniva deciso quindi da Moro e Leonardi non il giorno
prima ma nel momento in cui si partiva al mattino (però non c'è sicurezza).

Palettino 4: C'è un cambiamento di programma. Moro viene "prelevato" (lontano da via fani) e portato via per sopravvenuta urgenza.
Come?
1)Qualcuno avverte Leonardi che c'è un pericolo.
2)E' Leonardi che lo decide, dopo la segnalazione.
3)Qualcuno prende il posto di Moro.
4)Nessuno prende il posto di Moro.

Paletto 5: La scorta arriva in Via Fani. Deve essere fatta fuori e possibilmente inscenando al meglio un rapimento. Bisogna essere sicuri di non colpire l'auto di Moro per NON lasciare sospetti. L'autista e Leonardi
infatti vengono uccisi a bruciapelo, mentre l'auto della scorta dietro è
crivellata di colpi. I brigatisti sparano qualche colpo ...assistendo allo
spettacolo senza pagare il biglietto.

Paletto 6: Il paletto 5 dà dei vantaggi.Se anche nella malaugurata ipotesi le auto in fuga venissero fermate,Moro non ci sarebbe. Qualcuno parla di un elicottero che sorvola la zona...è quindi probabilissimo che nel momento che la scorta viene uccisa, lui sia già nella "prigione del popolo".

PalONE 7: Nelle lettere non c'è il benchè minimo riferimento alla scorta.

PALETTO 8: Da questo momento la gestione del rapimento si fa a compartimenti stagni...quindi cosa di pochi.

Paletto 9: Così come John Kennedy, Martin Luther King e Robert Kennedy, anche Aldo Moro, nel momento cruciale, fu privato della scorta.
Tattica che vince non si cambia.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Otello
Inviato: 4/4/2008 18:39  Aggiornato: 4/4/2008 18:39
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Interrogativo per gli amici del Paletto e del PaLONE:

Ma se Moro non era in macchina,
per quale motivo erano presenti in macchina,
tutte quelle numerose borse DALLE QUALI LUI NON SI SEPARAVA MAI?

Zip zip … saluti da Ermione

>

Gli eroi non hanno un buon odore.

Gustave Flaubert

Pyter
Inviato: 4/4/2008 19:06  Aggiornato: 4/4/2008 19:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Ma se Moro non era in macchina,
per quale motivo erano presenti in macchina,
tutte quelle numerose borse DALLE QUALI LUI NON SI SEPARAVA MAI?


Otello,
Che le borse erano in macchina...costituisce cosa certa?
Tutte?

Cioè, voglio dire, costituisce fatto accertato?
Se io entro in chiesa a pregare, mi porto dietro tutte le borse, sapendo
che c'è la scorta...che fa la scorta?
A meno che...

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
zaq
Inviato: 4/4/2008 19:11  Aggiornato: 4/4/2008 19:11
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
"E’ evidente che il lettore ha già compreso a sufficienza il ruolo assolutamante preponderante giocato in tutto l’arco della vicenda da questo fantomatico ‘comitato direttivo’ che aveva sede a Firenze e che si serviva di Moretti come di una vera e propria ‘marionetta’ e relegava gli altri militanti delle BR al ruolo di semplici comparse e pertanto non spenderò altre parole in commenti."


Non è evidente proprio un bel niente.
Ma questo ‘comitato direttivo’ da dove esce?
Dalla famosa intercettazione ambientale fatta al carcere dell'Asinara?
Quella di cui chiede sempre Fragalà, ma che quasi tutti gli altri non sanno nemmeno sia esistita?

Sappiamo chi è l'itercettatore, il SISDE, e sappiamo il periodo, fine 1978.

Ma da chi è diretto il SISDE nel 1978?

Da: http://www.paolodorigo.it/IL-SISTEMA-OCCULTO.htm

A fine dicembre 1977 la nomina di Santovito ai vertici del SISMI era cosa fatta. Per ciò che concerneva il SISDE si pensò di affidarlo alle mani altrettanto poco sicure di Giulio Grassini, iscritto P2 e generale dei Carabinieri di un grado inferiore a Santovito: si realizzava così la dipendenza di fatto dei civili dai militari, secondo la migliore tradizione italiana. Ma non è ancora tutto. Grassini fu nominato direttore del SISDE il 13 gennaio 1978 e nello stesso giorno assunse l'incarico a cui era stato preposto. Santovito invece ebbe materialmente la disponibilità dell'incarico soltanto il 31 gennaio successivo, nonostante la sua nomina fosse più che sicura ormai da qualche mese. Nei locali di via Lanza il SISDE si insediò definitivamente soltanto il 27 giugno: di fatto, dal 13 gennaio al 27 giugno, periodo in cui ebbe luogo il rapimento Moro e si sviluppò una delle vicende più oscure della storia d'Italia, il Servizio informativo del Ministero dell'Interno fu inesistente.

Quindi questa intercettazione è gestita dal SISDE guidato da un pidduista appena insediato....

Siamo proprio certi che questa intercettazione sia autentica?

E l'incessante interessamento da parte di qualcuno verso di essa, puo' essere letto sia come incrollabile desiderio di conoscenza (salvo scoprire anni dopo che non è per niente favorevole alle intercettazioni dei criminali), oppure, ragionando da maliziosi, come un brillante tentativo di accreditarla.

E sinceramente che Moretti durante il rapimento, con Roma blindata, se ne vada scorazzando in automobile, o in treno, verso Firenze non sembra del tutto verosimile.

Partiamo dal presupposto che molte cose che sappiamo, o crediamo di sapere, potrebbero non essere vere.

Potrebbe non essere vero che Moro fosse in via Fani quella mattina.

Potrebbe essere falso anche Tex Willer, perchè ne parla un solo testimone se ho letto bene. Potrebbe essersi sbagliato, o qualcuno potrebbe avergli "consigliato" cosa dire.

Potrebero non essere vere (in tutto o in parte) anche le lettere di Moro perchè, ricordiamocelo, c'è di mezzo un abile falsario che sembra sprecato per fargli redigere solo uno o due comunicati.
Avrebbe costui, ad esempio, saputo replicare la grafia di Moro?
Se le lettere fossero state scritte da altri spiegherebbe perchè Moro sembra essere a conoscenza di avvenimenti di cui, a rigor di logica, non dovrebbe.

E anche tutta la "trattativa" con le istituzioni potrebbe essere un colossale BLUFF!!
Il suo destino era già segnato il primo giorno, bisognava aspettare solo per ottenere gli effetti politici devastanti che la lunga prigionia avrebbe creato nel quadro politico italiano.... (che meriterebbero una trattazione a parte).

Si aspetta, invece, solo il 55° giorno per farlo fuori, come avvenne pochi mesi prima in Germania per schleyer, rapito dalla "RAF".

In quei 55 giorni, come dice bene Gualtieri nell'audizione che ho postato giorni fa, lo "Stato" in realtà non fa NULLA, fa solo la "mossa", come dicono a Napoli, e schiera frotte di poliziotti e carabinieri per le strade, ma non indaga ... sembra che aspetti...

L'unico, probabilmente, che prova a fare qualcosa è Paolo VI, amico di Moro, ma non riesce a salvarlo.

Certo che se solo fosse vissuto un po' di piu', qualora avesse subdorato qualcosa di diverso di quello che l'ufficialità faceva intendere, avrebbe potuto disporre di mezzi d'indagine decisamente notevoli.

Invece si susseguono le morti eccellenti in quei mesi.
Dopo Paolo VI viene subito meno anche il suo successore, Giovanni Paolo I..



Detto cio', e mi scuso per la "divagazione", stabiliamo dei criteri di veridicità o, almeno, di attendibilità delle informazioni.

Quando l'informazione è vera? Quando attendibile? Quando non attendibile?

E da qui si riparte daccapo, come dice giustamente redna.

Saluti

Otello
Inviato: 4/4/2008 19:17  Aggiornato: 4/4/2008 19:17
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Caro Pyter;

I fatti accertati sono ancora pochi, fra i quali: 55 giorni di prigionia e poi la morte!

Ma se Moro era andato a dare una "sbirciatina" in Chiesa, che ci faceva il Maresciallo Leonardi in macchina, dato che "era la sua ombra" e che non lo lasciava mai? (come le sue borse...)

Saluti da Ermione

>

Il coraggio è spesso l'effetto di una visione poco chiara del pericolo che si deve affrontare, o peggio ancora dell'ignoranza totale del pericolo.

>>-------> Claude-Adrien Helvetius

>

zaq
Inviato: 4/4/2008 20:01  Aggiornato: 4/4/2008 20:01
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
"Paletto 3: Il tragitto veniva deciso quindi da Moro e Leonardi non il giorno
prima ma nel momento in cui si partiva al mattino (però non c'è sicurezza).

Palettino 4: C'è un cambiamento di programma. Moro viene "prelevato" (lontano da via fani) e portato via per sopravvenuta urgenza.
Come?
1)Qualcuno avverte Leonardi che c'è un pericolo.
2)E' Leonardi che lo decide, dopo la segnalazione.
3)Qualcuno prende il posto di Moro.
4)Nessuno prende il posto di Moro."


Che la scorta passerà di li' il commando lo sa dalla sera/notte precedente.
Come fa a saperlo?
(conoscere quando Leonardi lo comunicava è cruciale)

Se non lo sanno come contano di poterli indurre a passare in via Fani?
(il particolare delle gomme del furgone tagliate, è asolutamente accertato?)
C'entra l'auto targata CD?

Se Moro viene prelevato prima, la scorta deve esserne necessariamente a conoscenza.
Se la scorta segue l'auto targata CD, perchè lo fa?
Pensano di dover recuperare Moro da qualche parte?
E perchè accettano di farsi precedere dall'auto targata CD?
Perchè ne è sceso qualcuno che in quel momento è con Moro e che, al pari suo, l'altra auto dovrà recuperare?
Oppure perchè ne è scesa la persona che ha comunicato a Moro il cambio di programma e ne ha preso il posto sull'auto? Ma perche non restare sull'auto targata CD che fa da apripista?

E Moro da dove è partito? Con quale mezzo si è allontanato?
C'entra l'elicottero che volteggia?
Cosa si sa del tragitto della scorta prima che arrivi in via Fani?

Che non ci sia Moro a bordo dell'auto spiega perchè le armi sono nel bagagliaio: non c'è nessuno da difendere in quel momento.

E le borse? Sono in auto perchè, da li' a poco, recupereranno Moro.

Perchè la scorta deve morire? Perchè sanno con chi è Moro.

Se è cosi' il rapimento "tecnicamente" inizia quando la scorta viene uccisa, perchè se l'azione fallisce loro sanno...


Scusate, sto diventanto un po' troppo complottista ...



... ah, dimenticavo, se non posterò piu' messaggi vuol dire che avevo ragione..

redna
Inviato: 4/4/2008 21:44  Aggiornato: 4/4/2008 23:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Vedo con piacere che le domande cominciano a farsi largo.
Questo significa che si ragiona con la propria testa.

Paletto 1- sono d'accordo:Qualora le BR avessero voluto rapire moro lo potevano fare perchè ogni giorno passeggiava con il maresciallo Leonardi.

Paletto 2-quella mattina usciva con il nipotino perchè era giovedì e quel giorno la moglie faceva catechismo.Quindi di solito non lo accompagnava.Potrebbe essere che proprio il giovedì era il gorno giusto,visto che si recava in chiesa senza moglie(vale a dire senza un possibile testimone?)
Si potrebbe anche supporre che è stata una fortuna che il nipotino,all'utimo minuti, sia rimasto in casa.
Teniamo anche presente che era rimasto in casa (secondo la testimonianza di maria fida) una settimana per un raffreddore fastidioso.


Paletto 3- pare anche che moro avesse degli orari precisi.Aveva due chiese nelle quali,secondo gli impegni, OGNI mattina si recava.Erano due perchè in una facevano la messa alle 8,30 e l'altra alle 9:Quindi era conforme gli appuntamenti che aveva che andava in una chiesa o nell'altra.
Infatti,per questo motivo il tragitto lo decidevano ogni mattina...

Paletto 4- C'è un cambiamento di programma...possibile.
Ma gli ordini la scorta da chi li prendeva per poter decidere il cambiamento di programma?
Teniamo presente la notizia della radio alle 8,30 circa che annuncia il rapimento di moro. Nel momento della sparatoria in via fani c'è un elicottero...per arrivare da forte braschi,dopo l'allerta, occorrono 20-30 minuti.Chi ha allertato l'elicottero alle 8,30 circa....? e nel contempo ha mandato la notizia alla radio di quel genere?

Tutto,visto l'orario di dovrebbe essere svolto nelle vicinanze e l'unico punto in cui la scorta si è fermata,per forza di cose dovrebbe essere la chiesa(ci va appunto,ogni giorno).
La radio in macchina c'era anche nel 1978, il telefonino no....e la scorta non aveva la radio in macchina?

Paletto 5- la scorta non ha l'auto blindata.E' facilmente sacrificabile.
Potrebbe dire come si è svolto realemnte il tutto.
Nei processi i brigatisti hanno detto che c'era manovalanza in via fani...quindi trovata probabilmente all'ultimo minuto...
Possibile che ci sia un'unica testimone che dice di aver visto moro uscire dall'auto...nessun altro ha visto nulla?
Basta vestirsi o comuffarsi non si è riconoscibili magari da lontano...

Paletto 6- visto il tempo intercorso potrebbe essere possibile che fosse stato sull'elicottero....

Paletto 7- nelle lettere non c'è mai scritto della scorta e tantomeno si CHIEDONO NOTIZIE della scorta.

Paletto 8 - qualora fosse stato 'prelevato' in elicottero era per portarlo vicino?Probabilmente il viaggio potrebbe essere continuato...in volo (le divise dell'aviazione?).

Paletto 9 - di fatto era privato di una sicurezza.L'auto blindata.

Per quanto riguarda le borse: se le portava sempre con se le avrebbe portate,almeno le più importanti,in chiesa.Infatti si sono trovate le solo le borse senza valore.

Se le armi sono nel bagagliaio non c'è nessuno da proteggere è vero.Solo se si va alla ricerca di un rapito servono. Quindi nessun rapito.

http://www.storicamente.org/05_studi_ricerche/cavallaro_fig4.htm

Via fani quel giorno era molto frequentata:
http://blogvitale.blogspot.com/2008/03/le-presenze-estranee-di-via-fani.html

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Redazione
Inviato: 4/4/2008 23:09  Aggiornato: 5/4/2008 8:40
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Indagine sul caso Moro
AVVISO: Chi avesse visto la trasmissione di Ferrara sul 9/11, di circa due mesi fa (con Massimo Teodori e Alessio Vinci), oppure chi sapesse dove recuperarla, è pregato di contattarmi con urgenza.

Grazie

redazione AT luogocomune.net

redna
Inviato: 5/4/2008 8:34  Aggiornato: 5/4/2008 8:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=218421

da notare:
Il brigatista Franco Bonisoli aveva spiato pe giorni la macchina di Moro mentre il politico democristiano ascoltava la messa in Santa Chiara.

a pag.2
Il pomello di plastica nera che si trovava in cima alla leva del cambio non c'è più.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
SirPaint
Inviato: 5/4/2008 18:54  Aggiornato: 5/4/2008 18:54
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
La chiesa di Santa Chiara è in piazza Giochi Delfici, se fosse stato diretto lì avrebbe fatto Via Cortina d'ampezzo.

Quindi non doveva essere quello il tragitto dii quella mattina.

Il luogo di partenza è Via del Forte Trionfale, il viaggio si è fermato all'incrocio di Via stresa con Via Fani.

Non so come andare avanti....
Google Maps.. aiutami tu!

No Plane!
redna
Inviato: 5/4/2008 19:30  Aggiornato: 5/4/2008 21:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
qui ho trovato anche una mappa

http://www.prontoimprese.it/lazio/roma/roma/parrocchia%7C406116.html

Ma non mi pare che sia in piazza giochi delfici o sbaglio?

..
cito-Il luogo di partenza è Via del Forte Trionfale, il viaggio si è fermato all'incrocio di Via Stresa con Via Fani.
---
Ma chi potrebbe dire che è stato questo il tragitto?

cito-...se fosse stato diretto li avrebbe fatto Via Cortina d'Ampezzo.
---
Ma il tragitto da anni era sempre quello.Se portava il nipote poteva solo andare in chiesa.

PS-dopo forte trionfale quale via hanno percorso?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
SirPaint
Inviato: 5/4/2008 23:31  Aggiornato: 5/4/2008 23:31
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
Contrordine redna..

Sembra che la meta del tragitto non fosse la chiesa parrocchiale di Santa Chiara (piazza giochi delfici o Via Zandonai) bensì il Centro Studi De Gasperi alla Camilluccia o l'abitazione di Zaccagnini.

Non so dove abitasse Zaccagnini.

Intervista Ansa

Un sito molto ben fatto

Grazie per le discussioni

No Plane!
redna
Inviato: 5/4/2008 23:41  Aggiornato: 6/4/2008 2:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Nel frattempo ho controllato l'altra chiesa in cui era solito andare l'onorevole.
Oltre piazza del giochi delfici c'era anche la chiesa di monte gaudio.
In quella chiesa andava se era in ritardo.Cioè dopo le 8,30.

Piazza Monte Gaudio

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
SirPaint
Inviato: 6/4/2008 0:02  Aggiornato: 6/4/2008 0:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
Caspita redna


su quella mappa si vede

Via del forte trionfale - abitazione di Moro- partenza del corteo

Via Mario Fani - luogo dell'agguato- fine del corteo

(il tragitto è molto breve, potrebbe essere fatto tranquillamente a piedi).

Sembra che la prossima strada sarebbe stata Via della camilluccia, o verso Nord, o Verso Sud.

Non so neanche il punto esatto dove si trovava la scuola di formazione della DC in Via della Camilluccia.

No Plane!
redna
Inviato: 6/4/2008 11:10  Aggiornato: 6/4/2008 11:10
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
sulla mappa si vede sia il presunto inizio del corteo che la presunta fine del corteo.
Ma da dove effettivamente sono partiri e dove poi si sono effettivamente fermati chi lo può dire?
Via della camilluccia nel 78 era impraticabile, non so in quel tratto.
Ma guardiamo gli orari: la scorta era in via fani qualche minuto dopo le nove.
Quindi era possibile una fermata alla chiesa di monte gaudio.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 6/4/2008 12:13  Aggiornato: 6/4/2008 12:13
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Tenendo pur nel dovuto conto, che tutti i tentativi che state facendo,
per trovare un percorso idoneo ... possono "scontrarsi", con qualche cambiamento, che di fatto può essere avvenuto, nell'uso dei sensi unici in trent'anni ... o no?

Cordialmente da Ermione

>

Tutti sanno che una cosa è sicuramente impossibile da realizzare,
finché non arriva uno sprovveduto, che non lo sa e la inventa.

>>-------> Albert Einstein

>

redna
Inviato: 6/4/2008 14:14  Aggiornato: 6/4/2008 17:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
indubbiamente l'uso dei sensi unici in trent'anni può essere cambiato.
Resta il fatto che :
- ogni mattina andava a messa, quella mattina DOVE è andato a messa?
(vale a dire la scorta SI E'FERMATA prima di arrivare a via fani)
- portava il nipotino, quindi NON andava con lui per motivi d lavoro
e le chiese sono li da PIU' di 30anni.

Se sensi unici ci sono stati in trent'anni...questo non significa nulla...
Ma se devo dire la mia, più che sensi unici qui bisogna guardare in senso 'doppio' o 'binario' oppure anche 'da una parte e della'altra'.

<<la paura non ha mai portato nessuno alla vetta>>
Publilio Siro

PS-qui è scritto più chiaramente:
alle 8,30 chiesa di monte gaudio
alle 9 chiesa dei giochi delfici
http://www.rifondazione-cinecitta.org/moro23.html

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 6/4/2008 22:20  Aggiornato: 6/4/2008 22:20
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Vero anche quello che dici tu.
Ma io aggiungerei un'altro aspetto di analisi attorno alle vostre (interessanti) congetture.

Che orari di accesso, hanno le Chiese al mattino?
Siamo certi che: tutte le Chiese siano visitabili la mattina dei giorni feriali?

Il 16 Marzo 1978 era di Giovedì ...

Cordialmente da Ermione

>

L'audacia è figlia dell'ignoranza.

>>-------> Francesco Bacone

>

redna
Inviato: 6/4/2008 22:53  Aggiornato: 6/4/2008 22:54
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
il 16 mrzo 1978 era di giovedì...
questo è un dato già considerato...

Malgrado una chiesa possa essere chiusa (al pubblico) non è detto che non si possa aprire . Per dei motivi che magari si concordano PRIMA, con una telefonata, per esempio.
Per quanto riguarda comunque l'apertura, se da anni moro andava o a piazza giochi delfici o a monte gaudio...un motivo potrebbe essere stato che a quell'ora erano aperte. E'un dato di fatto che ci andava ogni mattina.
Questo non signifiica che TUTTE le chiese siano aperte, ma nello specifico le due citate.
Quando c'era la DC si diceva che facevano accordi si sacrestia che non occorre spiegare più di tanto qual'era il 'luogo' dell'accordo (o dell'incontro).



Otello/Ermione, ho notato la "sbirciatina" del post di prima...

<<chi sfugge ad un processo confessa la propria colpa>>
Publilio Siro

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 6/4/2008 23:43  Aggiornato: 6/4/2008 23:43
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
"E' un dato di fatto che ci andava ogni mattina."

Si ma nella pagina che hai suggerito di leggere, si dice anche che:

*** ogni giorno Moro dapprima si recava a messa con la moglie, poi faceva ritorno a casa, ed infine usciva di nuovo, questa volta per i suoi impegni lavorativi e politici. Di preferenza, i coniugi Moro avrebbero assistito alla funzione delle 8.30 nella chiesa di piazza Monte Gaudio, altrimenti, se si fossero trovati in ritardo, all’altra delle 9, nella chiesa di Piazza Giuochi Delfici.***

Questo dovrebbe significare che Moro attendeva ai problemi squisitamente religiosi, e quasi sempre assieme alla moglie ***PRIMA*** di quelli politici ... o no?

Poi riportava la moglie a casa, e riusciva con la scorta!
(e da questo punto di vista, è già abbastanza incongruo ... possibile che accettava di utilizzare la scorta, solo quando saliva in auto?!)

Poi, nella stessa pagina si aggiunge ...

*** Aldo Moro transitava in via Fani solo quando non faceva in tempo per la messa di piazza Monte Gaudio, ed in ogni caso lo faceva in compagnia della moglie e, soprattutto, che quando lo statista, dopo essere rientrato nella propria abitazione, usciva di casa per la seconda volta e senza la sig,ra Eleonora, non passava per via Fani, bensì per via Igea e via della Camilluccia, la seguiva per un breve tratto, poi voltava a sinistra per la ripidissima via De Amicis. Un itinerario, quest’ultimo, che nel 1978 era impossibile a causa del senso vietato che il convoglio avrebbe incontrato in via della Camilluccia.***

Che significa (secondo te) questa affermazione?
Passava o non passava per la Via Camilluccia ...?
O altrimenti, come faceva a passare per Via Camilluccia, SE ne 1978 era un senso vietato?

Saluti da Ermione

>

Per fare certe cose, occorre tutto il tempo che occorre.

>>--------> Aldo Moro

>

redna
Inviato: 7/4/2008 9:34  Aggiornato: 7/4/2008 9:48
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
...attendeva ai problemi squisitamente religiosi PRIMA...
---
Ma come dice SirPaint quella mattina non poteva essere stato ai gioghi delfici per il fatto che eventualmente passava per via cortina d'ampezzo e invece ha fatto l'altra strada dove si trova monte gaudio...
Nella abitudni rientrava anche la passeggiata con il maresciallo Leonardi, quindi era sempre accompagnato dalla sicurezza...
Da poco aveva fatto mettere sotto scorta i familiari per cui anche la moglie,che era uscita quella mattina per il catechismo aveva la scorta.
D'altra parte quello che lamentava la scorta era che non c'era l'auto blindata.
Allora perchè pensare all'auto blindata quando ogni giorno si va fuori a passeggiare e si è esposti più facilmente sia ad un rapimento o ad un ferimento.?

Per quanto riguarda via della camilluccia bisgona vedere in QUALE TRATTO della via c'era il senso vietato.Magari raccordansi con un'altra via poi si rientrava.
Via della camilluccia,a guardare sulla mappa, è una via estesa.

Ho trovato solo questo link dove si parla delle abitudini quotidiane.
Bisognerebbe magari trovarne un altro, in modo da fare dei confronti.

PS-il comunicato n1 delle BR inizia con due periodi.
Nel primo parla della cattura dell'on.moro...punto
Nel secondo parla dell'annientamento della scorta...punto
Sembrano due parti ben divise mentre ci hanno detto che la scorta è stata eliminata per rapire l'onorevole.In pratica l'inverso.
-----
<<troviamo che siano di buon senso soltanto le persone che la pensano come noi>> F. de La Rochefoucauld

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Otello
Inviato: 7/4/2008 10:42  Aggiornato: 7/4/2008 10:42
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/4/2008
Da: Perugia - Umbria -
Inviati: 69
 Re: Indagine sul caso Moro
Cara Redna,

se le B.R. sapevano perfettamente da dove sarebbe passato, potrebbe significare ***anche*** che avevano ben previsto e predisposto l'agguato ... in due schemi diversi!

Uno in Via Fani e l'altro (?) sul percorso che faceva abitualmente, dopo essere passato nella chiesa di piazza Monte Gaudio ...

Ecco quindi, che dopo aver atteso quale fosse stata la sua "reale" passeggiata mattutina (e vedendo che non poeva essere andato in Piazza Monte Gaudio ...) lo hanno atteso in Via Fani ...

Elementare Watson!

Saluti da Ermione

>

A proposito di F. de La Rochefoucauld:

Colui al quale confidate il vostro segreto, diventa padrone della vostra libertà.

>>------> F. de La Rochefoucauld


>

redna
Inviato: 7/4/2008 11:57  Aggiornato: 7/4/2008 11:57
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
allora i due schemi delle BR:

- via fani
- l'altro (?) sul percorso che faceva abitualmente

Deduco che la chiesa di piazza di monte gaudio non era aperta.

Resta da vedere allora:
- perchè non sono andati ai giochi delfici (se si sapeva che la chiesa di monte gaudio era chiusa)
- quale è stata la reale passeggiata mattutina per dire che NON poteva essere andato a monte gaudio.

Elementare?
ma anche no

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 7/4/2008 16:42  Aggiornato: 7/5/2008 17:32
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi
le vostre ipotesi intorno alle ‘incertezze’ che potevano aversi sul ‘percorso’ che Aldo Moro avrebbe potuto imboccare la matina del 16 marzo sono assai interessanti e non mancherò di seguirle con vivo interesse. Se la cosa può essere imprtante vorrei ricordarvi un particolare che magari ha il valore che ha: quella mattina Antonio Spiriticchio, il fioraio che sostava tutti i giorni all’incrocio tra via Fani e via Stresa, ha scoperto che durante la notte qualcuno aveva tagliato tutti e quattro i pneumatici del suo furgoncino e sembra probabile che chi ha fatto ciò non lo volesse tra i piedi al momento dell’agguato. E’ abbastanza ovvio pensare che se quel giorno Aldo Moro non fosse passato di lì si sarebbe dovuto tenere in conto che Spiriticchio avrebbe riservato più attenzione al suo furgoncino e un nuovo tentativo di ‘intecettare’ Aldo Moro difficilmente avrebbe potuto seguire lo stesso ‘copione’…

Ho letto poi che qualcuno di voi ha cominciato ad avanzare dei dubbi, prima sulla ‘autenticità’ della ‘intecettazione ambientale’ eseguita all’Asinara alcuni mesi dopo via Fani, poi sulla ‘esistenza’ del sia pure fantomatico ‘vertice strategico’ delle BR per recarsi dal quale Moretti ogni tanto si assentava dal ‘covo’ dove Aldo Moro era tenuto prigioniero, sulla presenza stessa di Aldo Moro in via Fani quel giorno… di questop passo si può arrivare a dubitare dell’esistenza delle Brigate Rosse… e magari anche della Democrazia Cristiana già che ci siamo

Mi peronerete pertanto se mi sento un poco in dovere di ‘tranquilizzarvi’ sulla fondatezza di alcune ‘verità accertate’ dal lavoro di sei collegi giudiziari e due commssioni parlamentari. Per far questo esamineremo, con uncerto dettaglio e spezzandolo in più parti, la deposizione di fronte alla Commissione stragi di un altro ‘brigatista pentito’, Valerio Morucci, il simpatico signore che vedete qui sotto…



http://www.parlamento.it/parlam/bicam/terror/stenografici/steno22.htm

Vi anticipo che anchi qui i ‘protagositi’ si atteranno scrupolosamente alle loro parti: Fragalà cercherà di estorcere qualche utile informazione con i ‘sinistri’, assolutamente compatti ditro al loro presidente Pellegrino, impeganti in un serrato gioco di ostruzione. I risultato finale già lo sappiamo…

La prima questione sulla quale Morucci è ‘investito’ riguarda la famosa ‘seduta spiritica’ nella quale è comparsa la parola ‘Gradoli’. Dal momento che l’argomento merita un discorso a sé, rimandiamo tutto a dopo e passiamo al secondo argomento che ci sta a cuore: la 'intecettazione ambientale' che parla del famoso 'interrogatorio' subito da Aldo Moro...

FRAGALA’. Il tema è questo. Non so se lei - ma penso di sì - sia a conoscenza di una intercettazione ambientale abusiva eseguita dal Sisde nel luogo di smistamento del carcere dell'Asinara nel 1978 fra due appartenenti alle Brigate rosse. In questa intercettazione ambientale, che è stata poi filtrata e naturalmente tradotta, si parlava, tra questi due brigatisti, della presenza del quarto uomo, di questo quarto uomo del quale non si seppe nulla per tanti anni, fino al 1985, durante il sequestro Moro e nella prigione di Moro. Moro veniva definito per tre volte ‘uomo di destra’, l'uomo della destra della borghesia che doveva essere eliminato perché stava facendo la ristrutturazione dello Stato. In questa intercettazione telefonica i due brigatisti addirittura dicono che la ristrutturazione dello Stato doveva passare, secondo il disegno di Moro, attraverso la riforma istituzionale e la Repubblica presidenziale. Ebbene, nel 1988, viene assassinato il professor Ruffilli, persona assolutamente sconosciuta al grande pubblico, anzi quasi a tutti, e viene ucciso dalle Brigate rosse perché, secondo la rivendicazione, era colui che stava facendo, per conto dell'allora esponente della Dc, onorevole De Mita, la ristrutturazione dello Stato attraverso un progetto di Repubblica presidenziale. Le chiedo innanzitutto se lei è in grado o vuole dire alla Commissione il nome dei due brigatisti intercettati all'Asinara, protagonisti di questa conversazione. E poi, dato che in questa conversazione intercettata nel 1978, si indica, contrariamente a quello che era l'immaginario collettivo di sinistra dell'epoca, che Moro doveva essere eliminato non perché autore del compromesso storico e dell'avvicinamento del Pci e della sinistra nell'area del potere ma, al contrario, perché esponente della borghesia di destra, colui che strategicamente stava ristrutturando lo Stato con la Repubblica presidenziale, le chiedo se, in base agli elementi di questa conversazione e poi dell'omicidio di Ruffilli, le Brigate rosse nel 1978 avevano come disegno strategico proprio quello di eliminare tutti coloro che immaginavano o prospettavano una riforma istituzionale in senso presidenzialista.

PRESIDENTE. Il Presidente di questa Commissione conosce la lunga lettera che lei scrisse a Cavedon subito dopo l'uccisione di Ruffilli, e sa come nel tempo lei abbia precisato qual era il ruolo che Moro svolgeva, secondo le Brigate rosse, e per cui dalle Brigate rosse veniva individuato come il ‘cuore dello Stato’, che andava strutturandosi come Stato imperialista delle multinazionali (il Sim) e per questo doveva essere colpito. Comunque risponda.

MORUCCI. L'intercettazione è precedente al sequestro Moro o posteriore?

FRAGALA’.E’ posteriore, evidentemente.

MORUCCI. Lei ha detto 1978, non capivo se era precedente o
posteriore.

FRAGALA’. Si parla della prigionia di Moro, di come è stato trattato, degli interrogatori.

MORUCCI. Già, certo, mi era sfuggito. Mi sembrano dichiarazioni completamente in linea con quanto sempre affermato dalle Brigate rosse, cioè c'è una direzione strategica, c'è l'opuscolo sulla campagna di primavera. In tutti questi documenti le Brigate rosse (ma anche precedentemente, credo anche per l'attentato a Publio Fiori) hanno sempre sostenuto che era in atto in quel momento, perché credevano più loro nello Stato di quanti erano nello Stato, evidentemente, cioè nelle possibilità di una ristrutturazione dello Stato, credevano che fosse in atto una ristrutturazione in senso efficientista, decisionista, autoritario, cioè diciamo di uno snellimento autoritario nella capacità di governo.

FRAGALA’. Un superamento delle contraddizioni.

MORUCCI. Mah! Superamento delle pastoie che rendevano difficoltoso il percorso esecutivo delle decisioni, e credevano che asse di questa ristrutturazione fosse, ovviamente, la Democrazia cristiana e in particolare l'onorevole Moro che in quel momento aveva assunto la Presidenza della Dc, aveva un suo uomo come Segretario della Democrazia cristiana e aveva apertamente, pubblicamente, avviato una fase di riorganizzazione della Democrazia cristiana. Da una parte, i libri della Trilateral, dall'altra queste teorie sullo Stato imperialista delle multinazionali, che sono più vecchie delle Brigate rosse, dall'altra questa iniziativa politica dell'onorevole Moro, il cortocircuito è stato praticamente immediato. Dato che il ragionamento di un gruppo clandestino deve tendere - così come si credeva che fosse quella la direzione verso la quale tendeva lo Stato - alla massima semplificazione, quindi al minor tempo possibile che deve intercorrere tra l'analisi e l'esecutività di un'azione, hanno immediatamente cortocircuitato tutti questi elementi ed hanno identificato nell'onorevole Moro, come dire, la chiave, sì, la chiave di volta di questa ristrutturazione, che poi si può dire presidenzialista, si può dire in tanti modi. Sono argomenti che poi sono stati trattati a iosa negli anni successivi e se ne parla ancora oggi, mi sembra.

GUALTIERI. Ho sentito il nome di Corrado Corghi. Non capisco cosa c'entrasse in questo discorso.

MORUCCI. Mi ha chiesto l'onorevole Fragalà se era intenzione o strategia delle Brigate rosse eliminare tutti gli uomini che facevano capo a questo progetto.

GUALTIERI. Ma perché Corrado Corghi?

MORUCCI. Non lo so.

GUALTIERI. Ho conosciuto Corrado Corghi, che era segretario regionale della Democrazia cristiana negli anni settanta. Non riesco a capire, onorevole Fragalà perché l'abbia richiamato in questo discorso. E’ solo una curiosità, la mia.

FRAGALA’. Ho fatto questa domanda per capire se il professor Corrado Corghi potesse costituire il tramite affinché la notizia su via Gradoli filtrasse tra i professori di Bologna in quanto, come ha detto il senatore, il professor Corghi oltre ad essere un professore universitario e un esponente dei dossettiani bolognesi era anche persona vicina al professor Prodi, al professor Clò e a quell'ambiente dei cosiddetti professori di Bologna. Ho chiesto quindi a lui se lo conoscesse, perché, in caso di risposta affermativa, gli avrei chiesto se questi fosse stato il tramite della notizia. In questa intercettazione ambientale i due brigatisti dopo il sequestro Moro oltre a dimostrare di sapere tutti i particolari della prigionia di Moro e dei suoi interrogatori - dicono, per esempio, che impiegava anche un'ora prima di rispondere alle domande...

PRESIDENTE. Onorevole Fragalà, sarebbe opportuno a questo punto visto che Morucci non lo sa chi sono questi due brigatisti.

FRAGALA’. Signor Presidente, al momento non conosco i nomi dei due brigatisti.

FOLLIERI. Onorevole Fragalà, l'intercettazione allora come l'ha ricavata?

FRAGALA’. L'ho ricavata dal processo Moro perché depositata alla Corte di assise dai difensori di Leonardi e di Ricci ossia dagli avvocati Zupo e Ligotti ed è stata chiesta a tale Corte una verifica su alcuni fatti. Si tratta quindi di un atto processuale ufficiale che ho letto nella trascrizione...

PRESIDENTE. Onorevole Fragalà, si trattava di brigatisti che avevano partecipato al sequestro Moro o erano della prima generazione e quindi detenuti durante il processo?

FRAGALA’. Signor Presidente, secondo me dalla lettura emerge che si tratta di brigatisti che avevano partecipato al sequestro Moro perché per esempio, dicono che per tutta la prima notte Moro - al quale non fu torto un capello e fu sempre trattato bene, servito e riverito -, per distruggerlo psicologicamente, fu fatto rimanere in piedi e insonne e che per quel fatto ebbe un crollo psicologico; parlavano poi ampiamente delle famose bobine delle quali lo stesso Valerio Morucci ha confermato l'esistenza nel 1993, le bobine dell'interrogatorio di Moro. Lei lo ha confermato in un interrogatorio...

PRESIDENTE. E ha detto anche che furono distrutte appena trascritte.

FRAGALA’. La domanda è questa, queste bobine furono bruciate a Moiano oppure no?

MORUCCI. No. A quanto mi sembra di aver letto da qualche parte su dichiarazioni di Bonisoli e di Azzolini, sembra che la registrazione si sia interrotta praticamente subito vista l'impossibilità di interrogare Moro. Non si era all'altezza e il tentativo è stato abbandonato. Si è lasciata poi una serie di domande all'onorevole Moro il quale poi rispondendo ha scritto quel suo memoriale successivamente rintracciato in via Monte
Nevoso. Queste bobine registrate nei primi giorni costituivano poca cosa.

FRAGALA’. Ma esistono ancora?

MORUCCI. No, saranno state distrutte, sovraincise.

FRAGALA’. Lei non lo sa, comunque.

MORUCCI. So che erano state distrutte, ciò che non sapevo è che questo interrogatorio registrato su nastro fosse durato pochissimo...

PRESIDENTE. Quindi il memoriale costituiva una risposta alle domande che gli erano state date per iscritto, perché la sua struttura fa pensare a questo.

MORUCCI. Si trattava di domande per esteso del tipo: ‘Quanto la Democrazia cristiana è coinvolta con il Sim? Quanto è coinvolta nelle stragi di Stato? Quali sono i canali decisionali?’.

PRESIDENTE. Si tratta di un argomento sul quale mi riservavo di farle una domanda e che riguarda molto da vicino i compiti di questa Commissione. Lei e altri brigatisti avete sempre sostenuto che in realtà Moro non vi avesse detto sostanzialmente nulla o che, per lo meno, non avesse dato conferma dell'esattezza del modello teorico del Sim, che era la cosa cui voi tenevate. Si tratta di una valutazione che personalmente non condivido. Non mi sembra affatto che Moro non vi abbia detto niente, anzi vi ha detto moltissime cose e soprattutto abbiamo capito che ciò era accaduto quando a via Monte Nevoso è stata trovata la seconda parte del memoriale, l'edizione integrale e non quella purgata. La mia domanda è questa: potevano essere così cieche le Brigate rosse da non capire la deterrenza politica che era all'interno delle cose che Moro riconosceva, perché parlò di Gladio, parlò con estrema precisione della strategia della tensione, parlò della connivenza e della compiacenza di settori della Democrazia cristiana con la strategia della tensione, parlò di responsabilità interne e internazionali nella strategia della tensione. Perché avete sempre detto, e in qualche modo confermato un’opinione comune, a mio avviso sbagliata, che Moro non aveva detto nulla? O che per lo meno che le cose che diceva non erano utili? Ad un certo punto poi in una delle sue successive audizioni sul memoriale diceste: «Ad un certo punto avemmo l'impressione che il Sim avesse condannato a morte Moro». Questi in qualche modo in una dimensione internazionale poneva le sue dichiarazioni e l'idea che quel mondo lo condannasse a morte non avrebbe dovuto fungere da deterrente all'intenzione di ucciderlo? Il timore di fare un piacere al Sim non affiorava?

MORUCCI. Signor Presidente, a questa domanda potrebbe rispondere molto meglio di me la ‘Sfinge’, ossia Mario Moretti. All'epoca non ero messo a conoscenza di quanto Moro andasse scrivendo o dicendo. Ho letto parte di questo memoriale in carcere quando è stato allegato agli atti durante il processo. Posso dire che Moro non ha detto ciò che le Brigate rosse volevano sentire: ha parlato di una Democrazia cristiana completamente disorganizzata, di sezioni che non c'erano, di enormi difficoltà a far marciare le cose, di una Democrazia cristiana connivente in traffici, come ha detto lei, connivente con la strategia della tensione. Bene, tutte queste cose - per quanto viste oggi e viste con un'altra ottica possono essere rilevanti - contraddicevano l'assunto teorico delle Brigate rosse perché mostravano una Democrazia cristiana assolutamente impastoiata nei problemi di sempre. Non il Sim, non questo Golem che si erge a difesa degli interessi capitalistici pronto a schiacciare senza pietà qualsiasi forma di ribellione con una efficienza assolutamente moderna…


L’interrogatorio va avanti ma noi a questo punto ci fermiamo per puntualizzare alcune cose che sono…

a) la ‘intercettazione ambientale’ all’Asinara è stata eseguita e il materiale di essa è custodito come atto giudiziario
b) la suddetta ‘intercettazione’ ha permesso di stabilire che le ‘rivelazioni’ fatte da Aldo Moro nel corso del famoso ‘interrogatorio’ sono state registrate su alcune bobine che poi si afferma [senza fornire però alcun riscontro…] ‘essere state distrutte perché prive di importanza’
c) per sapere di più del contenuto delle ‘rivelazioni’ di Aldo Moro occorre interrogare ‘la Sfinge’ , ossia Mario Moretti, il solo che, insieme ad altri due ‘compagni’ rimsati però del tutto ‘anonimi’, abbia assistito, effettivamente all’interrogatorio

Se guardiamo con attenzione il punto b) scopriamo poi una evidente contraddizione tra le testimonianze rese dai brigatisti. Mentre la Faranda ha dichiarato [vedi quanto scritto da me la scorsa settimana…] che le bobine erano state distrutte ‘per evitare l’identificazione della persona che aveva interrogato Aldo Moro’, Morucci dichiara invece che ciò è stato fatto perché ‘le cose dette da Moro erano prive di importanza’. E’ ovvvio che ci sarebbe da approfondire di più… ma è altrettanto ovvio che ‘vederci chiaro’ non sembra essere tra gli obiettivi di questa commissione e del suo presidente. E infatti così si prosegue…

PRESIDENTE. Lei esclude che da qualche parte possa esserci un'ulteriore appendice al memoriale?

MORUCCI. Mi sembra abbastanza strano. Tutto il materiale era stato portato in via Monte Nevoso perché bisognava scrivere l'opuscolo sulla ‘campagna di primavera’, che poi non è stato più scritto ed è stato redatto in carcere.

PRESIDENTE. Nelle sue precedenti dichiarazioni lei ha affermato che in realtà non avevate deciso di non utilizzarlo per niente, però volevate fare una pubblicazione da mandare nelle librerie.

MORUCCI. Sì, era una delle ipotesi; in quel momento c'erano tante ipotesi, c'erano dei giornali, c'erano tante storie. Comunque, la scoperta della base di via Monte Nevoso ha fatto saltare tutto. A quanto io posso capire, non vi è motivo per cui in via Monte Nevoso non fosse arrivato tutto il materiale, perché si trattava di una base abitata da due membri del comitato esecutivo delle Brigate rosse, Azzolini e Bonisoli, quindi due persone che avevano seguito la vicenda in tutti i suoi risvolti. Pertanto, non riesco a capire perché mai il materiale non dovesse essere convogliato tutto in quella base, non c'era alcun motivo. Peraltro, appunto, per le Brigate rosse si trattava di materiale poco interessante. Dato che invece è interessante, come ha detto lei, ciò che è stato trovato, allora non si doveva trovare neanche quello.

PRESIDENTE. Ho insistito su questo argomento perché l'idea che Moro non avesse parlato è la valutazione contenuta nella relazione ufficiale della Commissione Moro, ma personalmente non la condivido.

FRAGALA’. In questa famosa intercettazione ambientale, i due brigatisti dell'Asinara sostengono che Moro, per quanto pensasse per ore alle risposte da fornire, aveva parlato, fornendo oralmente le risposte, che poi erano state raccolte nelle bobine (parlano sempre i due brigatisti fra di loro). Quindi dell'esistenza di tali bobine c'è questa testimonianza

PRESIDENTE. Ma su questo, onorevole Fragalà, Morucci ha già risposto. Secondo lui, Moro scrisse il memoriale, oralmente rispose poco e le bobine furono ben presto distrutte. Lei ha qualche elemento per contraddire queste affermazioni?

FRAGALA’. Mi scusi, Morucci, lei ha appena detto al Presidente di non conoscere ciò che scriveva e diceva Moro. Ma lei era il postino, che addirittura portava delle lettere i cui destinatari, dopo averle lette, le restituivano. E’ vero questo?

MORUCCI. Me le restituivano?

FRAGALA’. Sì, gliele restituivano dopo averle lette.

MORUCCI. E’ abbastanza improbabile. Io lasciavo in alcuni posti le lettere che poi venivano ritirate da queste persone.

FRAGALA’. Lei non ha mai consegnato direttamente queste lettere?

MORUCCI. Assolutamente, questo sarebbe fuori da ogni criterio di sensatezza, più che di sicurezza.

FRAGALA’. Lei leggeva le lettere?

MORUCCI. Certo.

FRAGALA’. Quindi lei conosceva tutte le lettere di Moro, nel cc del sequestro.

MORUCCI. Onorevole Fragalà, visionando le carte ritrovate in via Monte Nevoso, ho scoperto che molte delle lettere scritte da Moro non mi erano state consegnate. Quindi, a monte, c'era un vaglio di queste lettere e una decisione da parte di Moretti di darmele per la consegna o meno. Le lettere scritte da Moro sono molte di più di quelle che ho consegnato. Ma io questo l'ho scoperto successivamente: all'epoca ero convinto che tutte le lettere scritte da Moro venissero consegnate. Invece non era così.

FRAGALA’. Lei ha fatto le fotocopie delle lettere che ha consegnato?

MORUCCI. Sì.

FRAGALA’. Quindi lei ha queste fotocopie.

MORUCCI. Io?

FRAGALA’. Lei le ha fatte le fotocopie?

MORUCCI. Sì, ma le restituivo a Moretti…


Niente da fare… cavare qualcosa da costui, validamente ‘spalleggiato’ da gran parte della ‘commssione’ che evidentemente fa del suo meglio per garantire la ‘omertà’ è veramente impresa disperata per il povero Fragalà… Per oggi ragazzi ci fermiamo qui… domani si vedrà…

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
Pyter
Inviato: 7/4/2008 18:28  Aggiornato: 7/4/2008 18:28
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau:
Niente da fare… cavare qualcosa da costui, validamente ‘spalleggiato’ da gran parte della ‘commssione’ che evidentemente fa del suo meglio per garantire la ‘omertà’ è veramente impresa disperata per il povero Fragalà… Per oggi ragazzi ci fermiamo qui… domani si vedrà…

E' abbastanza evidente che questi non sono omertosi, ma completamente
ignoranti..non lo fanno apposta...non sanno proprio niente.
Non capisco perchè continuare a dargli corda...
...evidentemente hai tempo da perdere...
Può esisterte uno che si chiama Spiriticchio?
E' accertato il taglio delle gomme?
E se anche fosse, cosa cambia, visto che probabilmente sono state prese in considerazione almeno due possibili tragitti?
Dare peso a quello che dicono gli "ex brigatisti" è come cercare di ricostruire
l'11 settembre basandosi sugli interrogatori sui prigionieri di Guantanamo.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
zaq
Inviato: 7/4/2008 19:31  Aggiornato: 7/4/2008 19:31
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
"PRESIDENTE. Onorevole Fragalà, sarebbe opportuno a questo punto visto che Morucci non lo sa chi sono questi due brigatisti.

FRAGALA’. Signor Presidente, al momento non conosco i nomi dei due brigatisti.

FOLLIERI. Onorevole Fragalà, l'intercettazione allora come l'ha ricavata?

FRAGALA’. L'ho ricavata dal processo Moro perché depositata alla Corte di assise dai difensori di Leonardi e di Ricci ossia dagli avvocati Zupo e Ligotti ed è stata chiesta a tale Corte una verifica su alcuni fatti. Si tratta quindi di un atto processuale ufficiale che ho letto nella trascrizione...

PRESIDENTE. Onorevole Fragalà, si trattava di brigatisti che avevano partecipato al sequestro Moro o erano della prima generazione e quindi detenuti durante il processo?

FRAGALA’. Signor Presidente, secondo me dalla lettura emerge che si tratta di brigatisti che avevano partecipato al sequestro Moro perché per esempio, dicono che per tutta la prima notte Moro - al quale non fu torto un capello e fu sempre trattato bene, servito e riverito -, per distruggerlo psicologicamente, fu fatto rimanere in piedi e insonne e che per quel fatto ebbe un crollo psicologico; parlavano poi ampiamente delle famose bobine delle quali lo stesso Valerio Morucci ha confermato l'esistenza nel 1993, le bobine dell'interrogatorio di Moro. Lei lo ha confermato in un interrogatorio..."




Ricapitolando: il SISDE (guidato, guarda caso, da un pidduista) dice di aver intercettato, nel supercarcere dell'Asinara, due brigadisti mentre parlano di contatti toscani.
Pero', non si sa bene perchè, non riesce ad identificare questi due brigadisti.
(se mi sbaglio correggetemi)

Ora dico, a parte il fatto che se metti un microfono nella cella di quelcuno sai anche dove lo hai messo, ma comunque in un insieme chiuso come quello di un carcere di massima sicurezza, si potrebbero facilmente identificare anche a posteriori i due brigadisti registrati, dico bene?

Invece non ci si riesce. VERAMENTE STRANO!!!

E Fragalà chiede sempre e (praticamente) solo questo a tutti quanti, compreso un Generale dei Carabinieri (Bozzo, collaboratore di Dalla Chiesa), che dice di non saperne nulla.

Per altro mi sembra che sia proprio Fragalà, in un'altra audizione, a far balenare l'ipotesi che i contatti toscani possano essere elementi del mondo politico od intellettuale...

Pero' per me è ridicolo pensare che Moretti scorazzasse allegramente verso Firenze durante il sequestro.
A meno che non disponesse di coperture sicure, che mi sembra impossibile possano fornire degli intellettuali.


Giorni fa ho scritto di mettersi d'accordo su quali sono i criteri per cui si da, o non si da, credito ad un elemento d'indagine, ma non ho avuto risposta.

Ripropongo la domanda contestualizzata alla questione dell'intercettazione dell'Asinara.

Si puo' credere che due brigadisti siano stati intercettati senza che fossero identificati, nemmeno successivamente?


Infine, di questa intercettazione, vera o presunta, agli atti processuali è finita solo la trascrizione o anche la bobina??

Caro sigmatau, secondo te ha senso che in assenza dell'auto blindata, richiesta e mai pervenuta, la scorta segua il Presidente Moro con le armi nel bagagliaio?

E' sempre logico, secondo te, che la notizia del rapimento sia stata data per radio piu' di mezz'ora prima?

Non era già successo nel 1963, quando quando Oswald, sui giornali della Nuova Zelanda, era già in prima pagina nell'edizione mattutina, mentre negli USA non era ancora ufficialmente ricercato per l'assassinio di Kennedy?

Non ci vedi similitudini?

PS

Da: http://www.primapress.it/index.php?pagina=inc/obj_news_dettaglio.php&id_news=15405

Ileana Leonardi, moglie di Oreste Leonardi: “Lui era innamorato del Presidente Moro. Lo trattava come fosse suo figlio. E quando andavano all’estero l’ on Moro voleva che mio marito dormisse nella stanza accanto perche’ senza di Oreste si sentiva perso- e aggiunge la sig.ra Leonardi- Mi ricordo che mio marito torno’ sconvolto da Washington perche c’era stata una vicenda poco piacevole con Kissinger che aveva detto a Moro che poteva anche tornarsene in Italia, come a dire che era comunista. Erano rimasti malissimo e infatti Moro torno’ in anticipo da Washington”.

redna
Inviato: 7/4/2008 21:47  Aggiornato: 8/4/2008 9:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Il taglio delle gomme al camioncino di fiori che stazionava fra via fani e via stresa ha avuto un senso DOPO l'agguato in via fani.
E'stato messo in relazione per questo.
Ma se l'agguato fosse stato altrove sarebbe stato archiviato come un incidente,magari una bravata di teppistelli.
Non è che invece questo sia stato un avvertimento allo Spiriticchio perchè appunto, stazionando ogni giorno in quell'angolo di via ha visto movimenti 'sospetti'?
E'mai stato interrogato il fioraio?Ha mai voluto testimoniare?Dubito....

Si può credere che due brigatisti siano stati intercettati...
---
A mio avviso il tutto è riconducibile all'immagine mediatica che si stava facendo delle BR. Vale a dire ragazzotti pieni di ideali, che non avrebbero mai fatto del male a nessuno e che addirittura avevano premure verso il 'prigioniero' moro.
Quindi bravi ragazzi da mettere ' a posto '.E infatti.....

Per quanto riguarda la notizia radio data mezz'ora prima del rapimento mi pare, al giorno d'oggi, che la 'fonte' non si conosca ancora.
Strano che una radio mandi in onda delle notizie senza avere una fonte.
Come dire :pubblicare una lettera anonima.La lettera anonima si cestina.
La notizia priva di una fonte certa non si manda in onda.
Da notare però che la notizia diceva del rapimento di moro
ma non dell'uccisione della scorta
Un messaggio per qualcuno?

---la Faranda afferma:

http://www.almanaccodeimisteri.info/moro85a.htm

...si riuscì ad accertare che il presidente DC si recava a messa a santa chiara alle 9 del mattino per questo si studiò un primo progetto di sequestrare moro proprio all'interno della chiesa.
...(che però venne accantonato).-
---
qui si legge anche :
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_20693453.html

In fondo a via della camilluccia .......c'è la chiesa di santa chiara.Moro farà certamente una seconda sosta.
Questa notizia SPARISCE nella nuova edizione del volume pubblicato anni dopo.
----
Perchè dovrebbe sparire questa notizia.Forse il tutto è da mettere in relazione al fatto che il viceparroco Mennini si è sempre opposto a testimoniare? Vale a dire :invece che fare luce sull'accaduto è più opportuno insabbiare...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 8/4/2008 10:48  Aggiornato: 8/4/2008 10:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
zaq: … il SISDE (guidato, guarda caso, da un pidduista) dice di aver intercettato, nel supercarcere dell'Asinara, due brigadisti mentre parlano di contatti toscani. Pero', non si sa bene perchè, non riesce ad identificare questi due brigadisti…

Trattandosi di un ‘servizio informativo’ e non di un ‘organo di polizia qualunque’ è prassi del tutto normale che il SISDE ‘protegga’ le sue 'fonti'. In altre parole al SISDE sanno benissimo chi sono i due brigatisti le cui conversazioni sono state ’intecettate’ all’Asinara, ma [giustamente] non fornisce i loro nomi. Il fatto che l’allora direttore del SISDE fosse iscritto alla P2 piuttosto che al Milan Club di Settimo Milanese non significa nulla. Un ‘servizio’ come il SISDE si giudica esclusivamente in base alla ‘affidabilità’ del materiale informativo che fornisce, non da altro. Nella fattispecie la cosa importante è che questi ‘contatti toscani’ [contatti bidirezionali, nel senso che mentre Moretti spesso si assentava dal ‘covo’ per riferire con l’alquanto misterioso ‘vertice strategico delle BR’, in più occasioni il medesimo inviava nel ‘covo’ i due ‘personaggi’ incaricati, insieme a Moretti, di ‘interrogare’ Aldo Moro…] non sono in alcun modo stati ‘smentiti’ né da Morucci né dalla Faranda

zaq:… per me è ridicolo pensare che Moretti scorazzasse allegramente verso Firenze durante il sequestro. A meno che non disponesse di coperture sicure…

Ritengo personalmente che la fantomatica ‘direzione strategica delle BR’ di cui tante volte si è parlato [e di cui, questa volta sì, non si conoscono ancora oggi i componenti...] non stesse a Firenze. E’ noto infatti che il viaggio in treno da Roma a Firenze e viceversa impiega parecchio tempo [oltre la metà del tempo necessario per andare da Roma a Milano…] e in tutte le ‘tappe intermedie’ sicuramente la Polfer effettuava serrati controlli [non è un caso che i brigatisti che hanno assassinato Dantona e Biagi siano stati intercettati in stazione ferroviaria posta tra Roma e Firenze…]. Ritengo assai più verosimile che stesse nella Capitale o nelle immediate vicinanze e che è stata tirata fuori Firenze solo a scopo di ‘depistaggio’…

redna: … è mai stato interrogato il fioraio?… ha mai voluto testimoniare?… dubito....

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2013267508

… le indagini si incentrano sulla ricostruzione della fuga da via Fani dei brigatisti con il furgone. Viene interrogato per 7 ore il fioraio di via Fani, Antonio Spiriticchio: ‘Non ho mai visto nulla di strano’ dichiara…

saluti!…

------------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 8/4/2008 11:25  Aggiornato: 8/4/2008 11:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
il fioraio dice (dopo sette ore di interrogatorio...per giunta) che non sa nulla...
ma era li da anni...e poi abitava molto lontano da via fani, potevano benissimo fermarlo durante il percorso.L'intimidazione ha funzionato.

Qui si legge nell'ultima parte dell'articolo:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_20693453.html

...nella parte bassa di via fani le BR avevano....un centro di osservazione presso un albergo per studenti.
----
Ma a guardar bene,negli anni pecedenti il 1978 ci sono stati degli eventi a dir poco inquetanti. Perchè non si è fatto nulla per saperne di più?

http://querelles.blogspot.com/2008/03/prima-del-sequestro-moro-interrogativi.html

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 8/4/2008 11:58  Aggiornato: 8/4/2008 11:58
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Veramente interessante [come sempre…] il materiale che redna segnala… grazie infinite!…

Come sia possibile però fissare l’attenzione su un ‘albergo per studenti’ e non sulle righe seguenti è per me un autentico ‘mistero’…

La signora Nora Moro durante il primo processo ha dato un contributo che è stato accantonato troppo facilmente, visti alcuni riscontri che ci sono stati negli anni. ‘Io vorrei sapere - disse Eleonora Moro in aula - cosa è successo il 15 marzo. Perché se il 15 marzo, in via d'ipotesi, mio marito avesse avuto un appuntamento con Zaccagnini: 'andiamo insieme in Parlamento e discorriamo di queste cose', allora sì che via Fani era una strada obbligata. Allora, se questo è stato combinato per telefono, il nostro telefono era sorvegliato, qualcuno poteva sapere con precisione che il giorno dopo l'onorevole Moro passava in via Fani’. Il giudice chiese se avesse fatto riscontri. ‘Sì, ho tormentato tutti quelli che potevo tormentare. Non sono riuscita a sapere con chi si dovesse incontrare. E qualche volta ho avuto anche l'impressione che non mi si volesse dire’…

E’ agevole comprendere che la testimonianza rilasciata dalla signora Nora nel corso del primo processo sia assolutamente decisiva. In effetti essa fornisce una delle ‘chiavi di decifrazione’ di tutto il ‘Caso Moro’ e qui state sicuri che torneremo…

Grazie ancora a redna!…

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 8/4/2008 13:33  Aggiornato: 8/4/2008 13:40
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
sigmatau, salve

per quanto riguarda la testimonianza della sig.a moro direi che è più interessante capire perchè non è ....riuscita a sapere con chi si dovesse incontrare... e ...E qualche volta ho avuto l'impressione che non mi si volesse dire...
Questo significa che non si vuole rivelare la persona con cui l'onorevole doveva incontrarsi.
Ma la scorta lo sapeva e poteva dirlo.

A mio avviso la 'chiave di decifrazione' non è ancora alla portata




PS-ho fissato l'attenzione sull'albergo per studenti per metterlo in relazione al fiorista che era tutti i giorni all'angolo delle due vie.Il giorno prima non ha notato nulla di strano?(per dire...)

E perchè non si deve sapere che moro si è fermato a santa chiara prima di passare in via fani?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 8/4/2008 15:38  Aggiornato: 8/4/2008 16:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi
oggi parliamo del capitolo della cosiddetta ‘Arte della guerra’ che probabilmente è il meno conosciuto dalla ‘gente della strada’. Neppure il sottoscritto, che pure ogni tanto si diletta ad approfondire certi ‘settori poco esplorati’ delle ‘tecniche di guerra’, sa esattamente con che nome questo capitolo sia noto agli ‘addetti ai lavori’. Quello che segue ora è tratto da Marco Picone Chiodo: In nome della resa – L’Italia nella seconda guerra mondiale [1940-1945] nel capitolo che descrive la ‘liberazione’ di Benito Mussolini da parte dei paracadutisti tedeschi comndati da Otto Skozerny…

Il sucesso dell’operazione Achse, fissabile all’11 settembre [1943], aveva consentito ad Hitler di tenere il più lontano possibile dai confini del Reich la linea di combattimento. Appena occupati i due terzi della Penisola, egli attuò la seconda parte del suo programma: la liberazione di Mussolini e la costituzione di un governo sotto la guida di questi. Allo scopo aveva il suo uomo in Otto Skozerny, capo del gruppo speciale ‘Sabotage’. Il 28 luglio questi era sceso alla chetichella a Pratica di Mare, accompagnato da una trentina di uomini delle SS e delle SD e, cosa più importante, con 50.000 sterline false [anche se perfettamente identiche alle vere] a sua completa disposizione. Quanto fosseri utili Skozerny ne ebbe subito la prova, corrompendo con cento sterline un sottoufficiale dei carabinieri e con mille un tenente colonnello, sempre della ‘Benemerita’. Dai due venne a sapere che Mussolini era tenuto prigioniero a Ponza. Poi, improvvisamente, l’agente Wilhelm Hoettl [quello che di lì a poco organizzerà la fuga di Ciano dall’Italia…] venne a sapere a Napoli che l’ex-dittatore era stato portato alla Maddalena. Per evere certezza della cosa Heinrich Himmler [il ’Reichfuhrer SS’ Heinrich Himmler, oltre che essere la massima carica all’interno delle SS, comandava anche la Geheim Staat Polizei [Gestapo]…n.d.r…] ebbe una idea geniale. Ai primi di agosto egli convocò al Wannsee, presso Berlino, due dozzine di astrologi per sapere dove fosse veramente Mussolini. I poveretti erano erano stati i ‘beniamini’ di Rudolf Hess ed erano finiti in campo di concentramento dopo la pertenza in aereo per la Scozia del loro ‘patrono’ [Rudolf Hess, ufficialmente ‘numero tre’ del partito nazionalsocialista subito dopo Hitler e Goering, volò da solo il 10 maggio del 1941 in Scozia per raggiungere il castello del Duca di Hamilton, considerato ‘simpatizzante’ della causa nazista. I motivi di quel viaggio non sono mai stati chiariti, ma l'ipotesi più accreditata vuole che Hess abbia proposto, tramite il Duca, un piano di pace separata all'Inghilterra. Il ‘piano’ non fu accettato ed Hess trascorse il resto della guerra come semplice prigioniero… n.d.r…]. Date le circostanze, essi fecero del loro meglio e il 18 agosto il loro ‘pendolo magico’ si fermò, senza ombra di dubbio, su un punto della carta geografica con un nome di evangelica memoria: l’isola della Maddalena. Skozerny mise subito in piedi un ‘commando’ per raggiungere l’isola, dove giunse il 26 agosto. Tre giorni dopo effettuò, con un piccola flottiglia di cinque siluranti e un centinaio di uomini, un primo tentativo di liberare Mussolini. La cosa però andò storta in quanto poche ore prima l’ex-Duce era stato improvvisamente trasferito nell’appartamento n. 201 dell’albergo di Campo Imperatore al Gran Sasso d’Italia…

Il ‘pendolo magico’ cui accenna lo storico Picone Chiodo è lo strumento impiegato in una speciale ‘pratica’ chiamata radioestesia. In che cosa consite lo potete vedere qui…

http://digilander.libero.it/esoterick/radieostesia.htm

Nella circostanza descritta sopra si direbbe che la radioestesia abbia funzionato egregiamente, riuscendo ad ‘indovinare’ il luogo ove Mussolini si trovava confinato. Quello che tuttavia Picone Chiodo omette di riferire è il seguito, abbastanza singolare, di questa vicenda. Il ‘successo’ messo a segno in quella occasione dagli ‘astrologi’ convinse Hitler, il quale del resto non era insensibile al fascino della ‘stregoneria’ , del ‘mondo esoterico’ e delle ‘scienze occulte’ in generale, ad acordare ‘piena fiducia’ alle informazioni che giungevano da quella ‘fonte’. Accadde così che nel maggio 1944 agli ‘astrologi’ fu richiesto di ‘indovinare’ dove gli Alleati avevano fissato il luogo del loro prossimo sbarco sul continente europeo. Anche stavolta il ‘pendolo magico’ inziò ad oscillare su un ben preciso punto della carta geografica… lo Stretto di Calais

Quello descritto ora è uno dei più sensazionali ‘goal’ messi a segno dal Servizio Segreto di Sua Maestà nel corso della seconda guerra mondiale e costituisce materia di insegnamento nelle scuole dove si formano gli ‘007’. Non sorprende quindi che una simile tecnica di disinformazione sia stata messa in pratica molti anni dopo in Italia nella vicenda nota come ‘Caso Moro’, anche stavolta da un servizio segreto molto efficiente e padrone evidentemente dei più sofisticati strumenti di ‘disinformazione’. Se la cosa può interessare dirò che tra le persone arruolate per ‘scoprire’ il ‘covo’ dove Aldo Moro era tenuto prigioniero vi è stato anche un radioestesista… segno evidente che a tali ‘tecniche’ si attribuisce anche oggi un certa dose di ‘fiducia’. Non è però degli ‘sforzi generosi’ [e purtroppo inutili…] di questo personaggio che intendiamo parlare, bensì di un’altra ‘pratica occulta’ che in quella circostanza ha finito per giocare un ruolo assai imprtante: la seduta spiritica. Il lettore avrà certamente capito a che cosa mi sto riferendo e quindi, senza perdere tempo in commenti, vediamo che cosa ha da dire al riguardo Morucci nella sua ‘audizione’ alla ‘Commissione stragi’. Ovviante il ‘copione’ è lo stesso di sempre, vale a dire Fragalà ch cerca di sapere e il resto della commissione, Pellegrino in testa, a fare ostruzionismo… questa volta poi in maniera assai più ‘spudorata’ del solito…

FRAGALA’. Ringrazio innanzitutto il signor Morucci per la disponibilità a farsi audire dalla Commissione. Entrando subito nel tema indicato dal Presidente, è stato proprio il senatore Andreotti che ha riproposto la non credibilità della teoria della seduta spiritica che avrebbe rivelato a Zappolino, il 2 aprile 1978, ad una comitiva di gitanti, tra cui il professor Prodi, il professor Clò, il professor Andreatta, le loro mogli e alcuni ragazzini, non solo il nome di Gradoli ma anche il numero civico (96) ed alcune indicazioni attraverso le quali si risaliva alla palazzina A di via Gradoli. Tale indicazione ha naturalmente fatto sorgere una serie di quesiti che sintetizzo immediatamente e che a mio avviso possono avere una risposta solo se si valuta e si pensi che da una parte un'ala trattativista delle Brigate rosse intendeva comunque far arrivare gli inquirenti e la polizia a via Gradoli per fermare un progetto ritenuto politicamente sbagliato, quello della soppressione dell'onorevole Moro; e che, dall'altra, vi erano organi inquirenti, esponenti politici o della ‘intellighentia’ i quali, ricevuti quei messaggi, non soltanto non li utilizzavano a dovere ma creavano depistaggi. Alla fine dunque per scoprire il covo di via Gradoli ci volle qualcuno che mise un bastone di scopa di traverso e indirizzò il telefono della doccia contro il muro per fare intervenire i pompieri. Il mio è un ragionamento logico e desidero che il signor Morucci mi dia una sua valutazione e, se può, una risposta attraverso le informazioni in suo possesso. Proprio quella palazzina di via Gradoli 96 era già conosciuta dalla Ucigos, e cioè dalla Direzione generale della pubblica sicurezza, fin dai primi mesi del 1978 perché vi era stata condotta da un esponente, un militante di Potere operaio, tale Giulio De Petra, che era seguito perché aveva un furgone Volkswagen, targato BS 111992, parcheggiato in quella zona e che poi venne anche visto in Calabria nella disponibilità della compagna del professor Piperno. Pertanto la polizia controllava già quella palazzina prima del sequestro Moro. Siccome risulta dagli atti che l'appartamento di via Gradoli 96 è stato per la prima volta preso in locazione da lei nel 1976, quindi era un rifugio vecchio, e poi nel 1978 fu preso in locazione dall'ingegner Borghi, alias Mario Moretti, e risulta che sia la casa che la zona erano controllate dall'Ucigos, voglio porle questa rappresentazione logica. La prima volta che arrivò una notizia che in via Gradoli 96, palazzina A, interno 11, vi era qualcosa che non andava fu la notte del 17 marzo 1978, e cioè all'indomani del sequestro, quando la signorina Lucia Mokbel, residente nella stessa palazzina all'interno 9, e cioè di fronte all'appartamento dell'ingegner Borghi, venne svegliata da strani ticchettii, simili a segnali Morse. Allora questa signorina immediatamente avvisò la polizia; l'indomani, il 18 marzo, via Gradoli fu circondata dalla polizia, ci fu la perquisizione con quel famoso brigadiere Merola che alle 7 bussò alla porta dell'ingegner Borghi. Nessuno rispose, al brigadiere il fatto non parve strano e andò via. Dopo questa perquisizione andata a vuoto per questo motivo, la signorina Mokbel avvisò il suo amico, il vice questore dottor Elio Cioppa, che in quell'appartamento c'era qualcosa che non andava, ma non ci fu nessun intervento. Poi il 2 aprile vi fu la seduta spiritica di Zappolino di Bologna, nel corso della quale il professor Prodi, il professor Clò e il professor Andreatta rappresentarono agli inquirenti il problema di Gradoli, poi finalmente vi fu la scoperta del covo da parte dei pompieri; perché qualcuno all'interno aveva messo in opera uno stratagemma per far scoprire il covo. Le chiedo allora: è possibile che dall'interno delle Brigate rosse vi siano stati vari tentativi per far scoprire il covo e se sì per quale motivo? Forse per bloccare la così detta ala militarista delle Br e il disegno di sopprimere Moro? E chi fornì al professor Prodi e agli altri la notizia che in via Gradoli vi era il covo?

PRESIDENTE. Lei risponda alla domanda dell'onorevole Fragalà e poi io specificherò un'altra domanda.

MORUCCI. La risposta alla prima domanda è no. Lei mi chiede se la così detta ala trattativista interna alle Brigate rosse abbia messo in opera qualsiasi stratagemma - tra cui questo ipotizzato di via Gradoli -per mettere in difficoltà le Brigate rosse: la risposta è no, anche perché l'ala trattativista eravamo io e Adriana Faranda. Quindi, certamente no. Peraltro a quel momento non disperavamo ancora per la sorte di Moro e, per di più, l’eventuale arresto di Moretti avrebbe invece segnato irreparabilmente l’epilogo del sequestro. Gli altri membri del comitato esecutivo disponevano infatti di una ancor minore elasticità.

FRAGALA’. Come spiega logicamente questi fatti?

MORUCCI. Devo dire che mi trovo in difficoltà a dire cosa potesse succedere dall'altra parte: non ho la più pallida idea, né allora né oggi, di cosa sia successo dall'altra parte. Quindi, fare ipotesi su questo mi sembra abbastanza campato in aria, muovendosi peraltro su un terreno piuttosto scivoloso, perché non è cosa di poco conto ipotizzare che apparati dello Stato abbiano svolto un ruolo depistante o di favoreggiamento delle Brigate rosse. Lascio ovviamente alla Commissione scoprire se cose di questo tipo possono essere avvenute, però dubito che questo risultato possa essere raggiunto ascoltando dei brigatisti: mi sembra più che evidente.

FRAGALA’. Ma dall'interno? Perché fu lasciata aperta la doccia?

PRESIDENTE. La versione che avete dato moltissime volte, sia lei che la Faranda, è che lì c'era un'antica perdita, segnalata addirittura mesi prima dall'amministratore del condominio quando lei e la Faranda abitavate in via Gradoli. La cosa che mi lascia perplesso è come mai improvvisamente la perdita si era così aggravata da far arrivare i pompieri, che in generale si muovono quando c'è un allagamento, non quando c'è una macchia di umidità. E’ questa la domanda dell'onorevole Fragalà.

MORUCCI. Si può dire che tutte le cose hanno una fine, quella perdita che per anni ha continuato è arrivata ad un certo punto a dilagare. L'altra possibilità è che Barbara Balzerani, che oltre ad essere miope è sempre stata molto sbadata, abbia lasciato aperta la doccia. Non so esattamente cosa sia stato rinvenuto, né come, né quanto possano essere esatte le relazioni che sono state fatte al momento, sappiamo perfettamente che spesso e volentieri sono abbastanza superficiali se non completamente errate.

CALVI. Se ci sono inesattezze ci dica quali sono!

MORUCCI. Senatore Calvi, sto dicendo soltanto che è possibile che la relazione dei vigili del fuoco su ciò che hanno rinvenuto nel bagno dell'appartamento di via Gradoli possa essere errata su qualche particolare, ad esempio la doccia fissata sulla scopa; non lo so. So soltanto che in quella vasca erano sempre a bagno le innumerevoli camicie di Mario Moretti; quindi, poiché la Balzerani, oltre ad essere fortemente miope era molto sbadata - soprattutto la mattina presto con la pressione bassa - è possibile che abbia disposto malamente la direzione del getto della doccia tanto da provocare un'infiltrazione di acqua che poi ha portato all'arrivo dei pompieri. E’ questa l'ipotesi che posso fare.

FRAGALA’. Ci sono a mio avviso altri due aspetti molto strani e illogici, che vorrei lei spiegasse, se può. Quando fu scoperto quel covo dai pompieri, fu trovato sul tavolo all'ingresso un drappo delle Brigate rosse, alcune armi depositate su questo tavolo e molto materiale propagandistico con la stella delle Br. Era consuetudine delle Brigate rosse (oltre a quella di avere compagne sbadate che lasciavano la doccia in modo strano e soprattutto aperta a causa della pressione bassa la mattina) apparecchiare nei propri covi una specie di palcoscenico per cui chiunque entrasse dovesse subito capire che lì ci si trovava di fronte a un covo delle Br? Come spiega logicamente questo aspetto?

MORUCCI. Posso dire che è abbastanza insolito. Dopo di che, ragionando logicamente, dato che non sono entrato in quell'appartamento il 18 mattina, chi altri avrebbe potuto creare quell'apparecchiatura, come lei l'ha chiamata? Non credo né Mario Moretti né Barbara Balzerani; dubito fortemente che qualcuno avesse le chiavi di quell'appartamento per predisporre una tale apparecchiatura, è probabile che la relazione dei pompieri sia imprecisa su questo particolare.

FRAGALA’. Ci sono le fotografie.

MORUCCI. Ma le fotografie sono state scattate dopo che qualcuno poteva aver tranquillamente tirato fuori ciò che aveva trovato negli armadi. E’ possibile che ci fosse in giro qualcosa, può sempre sfuggire qualcosa in giro: un volantino, un caricatore, un proiettile. Secondo me la base era comunque identificabile una volta entrati i pompieri; per cui da lì ad aprire gli armadi, trovare altra roba e metterla sul tavolo, il passo è breve.

PRESIDENTE. Le voglio fare una domanda più precisa perché il problema è che non crediamo agli spiriti o, per lo meno, non ci crede il Presidente di questa Commissione. Il nome Gradoli affidato ad una seduta spiritica, che poi era collocato tra Viterbo e il lago di Bolsena più che sul paese di Gradoli sito sulla strada romana, sembra chiaramente una notizia filtrata che, come spesso avviene, si modifica e viene quindi percepita in maniera non esatta. L'appartamento di via Gradoli, da quello che mi risulta, fu affittato da Mario Moretti sotto il falso nome di Mario Borghi, dall'ingegner Ferrero e dalla moglie Luciana Bozzi. Da un rapporto della polizia giudiziaria che fa parte degli atti della Commissione di inchiesta sul caso Moro, risulta che la Bozzi era ottima conoscente di Franco Piperno e di Giuliana Conforto, una docente che poi ospitò lei e la Faranda nell'abitazione di viale Giulio Cesare. Lei conferma questa amicizia triangolare Bozzi-Conforto-Piperno?

MORUCCI. No, assolutamente.

PRESIDENTE. E lei sa come Moretti si orientò sull'appartamento di via Gradoli?

MORUCCI. No, non ne abbiamo mai parlato. Credo che la scelta sia stata del tutto casuale, cioè mi sembra abbastanza ‘fuori di senno’ per Mario Moretti affittare un appartamento seguendo non si sa quale canale di amicizie di Franco Piperno. Non c'era questa grande penuria di appartamenti a Roma per dover seguire strade così complicate, e poi Moretti non aveva alcun rapporto con Piperno.

FRAGALA’. A lei non sembra strano che Mario Moretti, per un'azione terroristica così decisiva e pericolosa, scegliesse di usare un appartamento di cui lei aveva la disponibilità già da due anni?

MORUCCI. No, è il contrario, cioè è stato affittato prima da Mario Moretti e poi ci sono andato io.

PRESIDENTE. E’ stato utilizzato da lei e dalla Faranda.

FRAGALA’. Quindi è stato affittato nel 1976.

FRAGALA’. Perché Mario Moretti utilizza un appartamento così vecchio? Non è un'imprudenza illogica? Come lei ha detto chiaramente, a Roma c'erano mille appartamenti. Che senso avrebbe avuto usare un vecchio appartamento che poteva essere già nel mirino degli inquirenti? Come mai Mario Moretti commise questa imprudenza?

MORUCCI. Se Mario Moretti fosse stato nel mirino degli inquirenti sarebbe stato arrestato. Un appartamento più è vecchio più è sicuro perché ha una gestione consolidata. Sono gli appartamenti recenti ad essere pericolosi.

PRESIDENTE. Voi avete dato questa spiegazione anche per l'appartamento di via Montalcini. Avete detto che soprattutto quando si affittava un appartamento e poi si effettuavano lavori di modifica, veniva utilizzato dopo un certo tempo per essere sicuri dell'affidabilità dei vicini.

MORUCCI. Certo, per essere sicuri che la situazione si era stabilizzata.

FRAGALA’. Ma sapevate che via Gradoli era una strada dove vi erano appartamenti nella disponibilità di altri esponenti dell'Autonomia, di Potere operaio e addirittura dei servizi segreti?

MORUCCI. No, l'ho saputo solo una volta uscito dalle Brigate rosse. Che ci fossero strutture dei servizi segreti, invece, lo apprendo ora.

FRAGALA’. Quindi, non vedevate movimenti strani.

MORUCCI. No, anche perché uscivamo la mattina presto, tornavamo la sera e ci chiudevamo dentro l'appartamento: non è che stavamo in finestra a guardare quello che succedeva per strada, né controllavamo.

PRESIDENTE. E sapevate che fosse una zona molto frequentata ed abitata dalla criminalità comune, e quindi come tale oggetto di una particolare attenzione delle forze dell'ordine?

MORUCCI. Bisognerebbe trovare una via a Roma non abitata dalla criminalità comune o di altro tipo! Anche alla Balduina probabilmente!

PRESIDENTE. Non riesce a darci una spiegazione nemmeno in via di ipotesi di come il nome Gradoli sia filtrato fino a Bologna?

FRAGALA’. Dobbiamo pensare quindi che lei creda alla seduta spiritica?

MORUCCI. Credo alle sedute spiritiche, non credo di essere il solo, e mi sembra che in quel periodo fu chiamato un rabdomante per cercare la base dove era tenuto sequestrato Aldo Moro, se non vado errato: quindi anche qualcun altro ci credeva.

CALVI. Non ho capito bene. Morucci, lei crede alle sedute spiritiche?

PRESIDENTE. No, ha detto una cosa diversa: ha detto di credere che ci si affidasse alle sedute spiritiche per cercare di capire dove poteva essere la prigione di Aldo Moro ed è vero che ciò fu fatto anche attraverso metodi strani; però in questo caso la domanda è come fa il
rabdomante in questo caso a trovare l'acqua.

MORUCCI. Non escludo questa possibilità; credo che il mondo che ci circonda sia molto più misterioso di quanto ci vogliano far credere gli scienziati. Mi sembra abbastanza strano che da una seduta spiritica sia proprio sortito il nome Gradoli; posso arrivare a credere che si arrivasse a ‘Grad’, ‘Graoli’ o qualcosa del genere, ma che venisse fuori per intero ‘Gradoli’ mi sembra abbastanza strano.

CORSINI. Occorre una precisazione. Non vorrei che domani la stampa lanciasse uno scoop e cioè comunicasse, sulla base delle informazioni date dall'onorevole Fragalà, che anche l'attuale ministro Andreatta era presente alla seduta, mentre assolutamente non c'era.

PRESIDENTE. E’ indubbio che non ci fosse.

CORSINI. L'onorevole Fragalà quando ha elencato i presenti ha citato anche Andreatta.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a fare le domande senza introdurre le risposte altrimenti il punto di domanda si perde.

FRAGALA’. Lo dico per il collega e amico Corsini: io ho assunto l'informazione che invece il professor Andreatta - non mi sono sbagliato a dirlo - era presente alla seduta spiritica e questa circostanza è stata sempre negata da un libro pubblicato nel 1983 dall'avvocato Zupo e dal responsabile del settore organizzativo del Partito comunista di Roma, di cui in questo momento non ricordo il nome; hanno pubblicato dei documenti, soprattutto una testimonianza dell'ex direttore del Corriere della sera Di Bella sul fatto che [i]il professor Andreatta fosse presente alla seduta spiritica[/u].

Signor Morucci, in questa sfilza di stranezze di cui non riusciamo ad avere una spiegazione logica, non trova assai illogico che quando la polizia ed i vigili del fuoco entrarono per caso nel covo di via Gradoli, immediatamente iniziò una lunga trasmissione televisiva straordinaria che trasmise in tutta Italia la scoperta di quel covo per cui Mario Moretti in seguito dichiarò di aver saputo miracolosamente dalla televisione alle ore 13, mentre era ad una riunione della direzione strategica delle Br a Firenze (quella mattina Moretti era uscito alle 7 non per andare in via Montalcini ma per andare a Firenze) dell'accaduto e di aver detto ai compagni: guardate quella è casa mia, meno male che la televisione ce lo sta comunicando altrimenti stasera io sarei stato arrestato. Siccome gli inquirenti, l'Ucigos ed i reparti speciali dei carabinieri avevano acquisito fin dal 1974 una tecnica investigativa per cui quando si scopriva un covo non lo si diceva a nessuno, come fu a Robbiano di Mediglia, ci si nascondeva dentro e poi si aspettava che ad uno ad uno gli ospiti di quel covo si presentassero per essere arrestati, lei come spiega che in quella occasione invece fu dato mandato alla televisione di avvertire tutti della scoperta?

PRESIDENTE. Più che un mandato, c'è il fatto che la televisione diede notizia del ritrovamento di un covo delle Brigate rosse durante i cinquantacinque giorni del rapimento Moro. Mi soffermavo sulla sua affermazione che era stato dato mandato...

FRAGALA’. Signor Presidente, qualcuno degli organi inquirenti consentì alla televisione di effettuare le riprese interne e far così riconoscere a Moretti, il quale si trovava a Firenze, che era stata scoperta la sua casa, mentre le tecniche investigative...

PRESIDENTE. Onorevole Fragalà, questa non è una domanda; è una sua deduzione, legittima, ma resta tale. Torniamo alle domande.

FRAGALA’. Secondo lei, signor Morucci, questo aspetto che ho sottolineato è frutto solo di casualità e superficialità oppure lei ha avuto notizia in altro modo che è stato frutto di un disegno preciso di tipo depistante o di favoreggiamento?

MORUCCI. Ripeto che non posso aver avuto notizie di nessun tipo di quanto avveniva dall'altra parte. Credo che questa stranezza sia imputabile all'approssimazione, all'orgasmo del momento e al fatto che forse, dato che questa base, a differenza di Robbiano di Mediglia e di altre non è stata rintracciata sulla base di indagini, ma è stata scoperta dal pompieri, è abbastanza probabile che ormai la cosa fosse fuori del controllo della polizia, perché una volta che il pompiere trova un drappo delle Brigate rosse e, tramite radio, avverte la centrale dei pompieri, credo che sia abbastanza difficile per la polizia controllare la divulgazione della notizia. E’ un caso abbastanza diverso da quello che ha citato lei...

FRAGALA’. E quindi far fare le riprese interne...

MORUCCI. Far fare le riprese... siamo in un paese democratico; una volta che una notizia arriva, la televisione si muove, si muovono i giornalisti, non è che si può fermarli e impedirgli di fare il loro mestiere.

FRAGALA’. Signor Morucci, sempre a proposito di via Gradoli, lei ha conosciuto il professor Corrado Corghi?

MORUCCI. No.

FRAGALA’. E’ famoso. Ora le spiego il senso della domanda. Questo professore è un esponente democristiano di Bologna della Sinistra dossettiana, quella che stava a sinistra del Pci...

GUALTIERI. Ma che domanda è questa?

PRESIDENTE. Onorevole Fragalà che modo ha di porre le domande?
Morucci le ha già detto che non lo conosce.

FRAGALA’. Sto spiegando chi è.

PRESIDENTE. Spieghi pure chi è, ma tralasci i commenti…


Sottoposto al ‘bombardamento’ da Pellegrino, Gualtieri e Corsini, Fragalà è costretto ad arrendersi senza essere riuscito a cavare un ragno dal buco anche stavolta!… Le conclusioni inequivocabili che si possono trarre [inequivocabili però solo per coloro che non credono che il nome ‘Gradoli’ sia venuto fuori per intercessione della bun’anima del defunto La Pira…] sono le seguenti…

a) la ‘seduta spiritica’ in questione altro non è stata che una ben precisa opera di disinformazione attuata allo scopo di distogliere l’attenzione delle indagini indirizzandola verso uno ‘specchio per allodole’ [il ‘covo’ di via Gradoli 96…] appositamente allestito per l’occasione…
b) la suddetta opera di disinformazione è servita, esattamente come la trasmissione messa in onda da ‘Radio Città Futura’ , la ‘falsa indicazione’ relativa al Lago della Duchessa e la macchina da scrivere IBM utilizzata per stilare i ‘comunicati delle BR’ , a ‘dirottare’ i sospetti ‘il più possibile lontano’…
c) come è indubbio che la parola ‘Gradoli’ sia effettivamente uscita nel corso della suddetta ‘seduta’ , è altrettanto indubbio che almeno uno dei partecipanti, in modo cosciente oppure in modo incosciente, abbia operato secondo le ‘istruzioni’ ricevute dalla ben attezzata ‘organizzazione di regia’ che ha curato nei minimi partcolari l’intera vicenda…

Certo a questo punto sarebbe interessante conoscere i nomi di tutti coloro che hanno preso parte alla seduta. Si citano i nomi dei ‘professori’ Prodi [‘Mortadellona’ per gli amici…], Clò e Andreatta… quando poi Fragalà prova a citare anche Corghi… ecco che scoppia il putiferio…

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
BigLie
Inviato: 8/4/2008 16:02  Aggiornato: 8/4/2008 16:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Questa non la sapevo:

"Non esiste un atto ufficiale di fondazione delle Brigate Rosse. Molti ritengono che la nascita dell'organizzazione sia avvenuta nel corso del convegno organizzato dal Collettivo Metropolitano Milanese del 28 Novembre 1969, nell'albergo Stella Maris di Chiavari (di proprietà ecclesiastica, la cui sala convegni fu all'uopo affittata da Curcio), dove si tenne - secondo quanto racconta uno dei capi storici, Alberto Franceschini, nel suo libro dal titolo: "Mara, Renato ed io" - un convegno del neonato Collettivo politico metropolitano (CPM)."
(tratto da wikipedia)


Sarò fissato ma Stella Maris ha un significato ermetico molto
importante. Sarà una coincidenza?

Dockes
Inviato: 8/4/2008 16:06  Aggiornato: 8/4/2008 16:06
So tutto
Iscritto: 1/6/2006
Da:
Inviati: 4
 Re: Indagine sul caso Moro
Ufficialmente i partecipanti alla "seduta" sono i seguenti:

- Prof. Mario Baldassarri
- Ing. Franco Bernardi
- Prof. Grabriella Bernardi
- Prof. Alberto Clò
- Prof. Carlo Clò
- Dr. Emilia Fanciulli
- Dr. Flavia Franzoni Prodi
- Prof. Fabio Gobbo
- Dr. Adriana Grechi Clò
- Prof. Romano Prodi
- Dr. Grabriella Sagrati Baldassarri
- Dr. Licia Stecca Clò


Buon lavoro(peccato vi siete persi lungo un paio di strade corrette...)

BigLie
Inviato: 8/4/2008 16:11  Aggiornato: 8/4/2008 16:11
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Altra stranezza:
la prima operazione delle BR è il sequestro dell'ingegner
Idalgo Macchiarini. Nell'occasione, il cartello appeso al sequestrato
porta, come simbolo, la tradizionale stella rivoluzionaria disegnata
piena. Chi e come fa in modo che il simbolo cambi?
Ed è il cambio del simbolo ad indicare il passaggio dell'organizzazione
sotto il controllo della massoneria deviata?
Ed è in questo momento che matura la svolta violenta delle BR, molto
utile al sistema?

BigLie
Inviato: 8/4/2008 16:16  Aggiornato: 8/4/2008 16:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Nell'elenco di Dockes, vi sono nomi molto interessanti:
c'è la famiglia Prodi (a proposito, che dite vado OT se riesumo i
retroscena esoterici che stanno dietro al delitto di Cogne commesso
dalla nipotina della moglie di Prodi?), il suo maestro e il suo amico più
caro con la sua compagna e l'economista Baldassarri che in questi anni
ha saltabeccato dal PCI a Forza Italia, rimanendo sempre in posti chiave del sistema politico italiano.
Una allegra combriccola di allegri nullafacenti?
Non mi sembra...

Dockes
Inviato: 8/4/2008 16:23  Aggiornato: 8/4/2008 16:23
So tutto
Iscritto: 1/6/2006
Da:
Inviati: 4
 Re: Indagine sul caso Moro
Un'altra piccola intrusione, scusate.

"
Dal novembre 1978 al marzo 1979, Romano Prodi è stato Ministro dell'Industria.
"

Onore al merito..

BigLie
Inviato: 8/4/2008 16:24  Aggiornato: 8/4/2008 16:24
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Dal sito esoteria.org:

RETAGGIO EGIZIO?

E proprio da questa porta pare, sottovoce, farsi strada la figura di quella dea che negli anni del tardo impero aveva conquistato tutta la latinità. Ne fa fede Apuleio. (8) Iside, come la Maddalena, aveva compiuto un viaggio in mare e per questa ragione veniva chiamata stella maris, ad essa era sacro un vaso contenente l'acqua del Nilo, l'Hydreion, così come la Maddalena, nella sua iconografia classica, tiene in mano il vaso dell'unguento. In certi culti orientali, in suo onore si effettuava la sacra prostituzione e si voleva che la Maddalena fosse stata una prostituta redenta da Cristo.. Ma ciò che rende ancora più interessante la comparazione è che il culto di Iside si diffuse a tal punto da raggiungere, sotto 1’impero romano, la Francia del sud. (9) Orbene, da tanti segnali parrebbe possibile concludere che, su un preesistente culto celtico della Grande Madre, si fosse sovrapposto quello di Iside, per giungere poi a quella complessa koinè di tradizioni pagane, gnostiche, ebraiche e cristiane che convergeva nella figura di Maria Maddalena, la prediletta da Cristo. Come abbiamo visto, in questo mito concorrevano tradizioni di varia natura, ma quasi tutte essenzialmente misteriche ed il culto attribuito alla santa penitente sembrerebbe quello della protettrice della femminilità.

BigLie
Inviato: 8/4/2008 16:26  Aggiornato: 8/4/2008 16:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Dunque, le Brigate Rosse nascono in un albergo intitolato
a Iside e assumono un simbolo di grande valenza ermetica.
E' un caso?
Non mi stupirei se il comitato esecutivo fosse composto da 12
membri. Qualcuno potrebbe appurarlo?

BigLie
Inviato: 8/4/2008 16:38  Aggiornato: 8/4/2008 16:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Dalla sentenza del processo Moro:
"La decisione dell'azione contro Moro fu, dunque, presa dagli organi direttivi nazionali (Comitato Esecutivo e Fronti) e ratificata dalla Direzione Strategica. La preparazione e l'esecuzione del sequestro furono affidate alla Direzione della Colonna romana.
Il Comitato Esecutivo all'epoca era composto da: Moretti, Micaletto, Azzolini e Bonisoli. Il Fronte della lotta alla Controrivoluzione da: Micaletto, Piancone, Bonisoli; Nicolotti e Gallinari. Il Fronte logistico da: Moretti, Fiore, Morucci, Azzolini e Dura. La Direzione della Colonna romana era formata all'epoca, come si è detto da: Moretti, Morucci, Faranda, Gallinari, Seghetti, Balzerani."

Quindi, secondo la stessa sentenza del processo Moro, i brigatisti che
decidono, organizzano ed eseguono il sequestro sono:
Moretti, Micaletto, Azzolini, Bonisoli, Piancone, Nicolotti, Gallinari, Fiore,
Morucci, Faranda, Dura, Seghetti e Balzerani.
Sono 13, un capo (Moretti) e 12 apostoli, come Himmler e il suo comitato supremo SS formato da 12 iniziati nel castello di Wewelsburg, come Gesù e i 12 apostoli, come Artù e i 12 cavalieri della Tavola Rotonda, come il Sole e i 12 segni dello Zodiaco ecc. ecc.

redna
Inviato: 8/4/2008 20:49  Aggiornato: 8/4/2008 21:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Interessante BigLie

estremamente interessante, ma, come vedi siamo qui ancora a chiederci che percorso ha fatto l'on.moro la mattina del 16marzo1978.
Non abbiamo conlcuso un granchè...però abbiamo provato.
Le domande sono ancora insolute:
- in che chiesa realmente è stato
- la scorta perchè non ha avvertito via radio qualora avvisasse pericolo
- perchè uccidere la scorta
Ma la simbologia non è solo da guardare dalla parte delle BR.
Ci sono due chiese. Il vaticano vicino. Un compromesso storico che non si vuole fare.

Dockes
se ci siamo persi in due strade corrette perchè allora non sei intervenuto a dire la tua?
E qualora tu abbia capito che ci siamo persi perchè non sei intervenuto?

Propongo comunque che via gradoli/il lago della duchessa sia da lasciar perdere perchè è proprio li che comincia la disinformazione.
Per andare avanti occorre rispondere alla domanda: perchè proprio la mattina di giovedì 16marzo1978?

il 15 marzo qualcuno diceva che avevano GIA' rapito moro:
http://querelles.blogspot.com/2008/03/prima-del-sequestro-moro-interrogativi.html

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
zaq
Inviato: 8/4/2008 22:56  Aggiornato: 8/4/2008 22:56
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Redna:
“Per quanto riguarda la notizia radio data mezz'ora prima del rapimento mi pare, al giorno d'oggi, che la 'fonte' non si conosca ancora.
Strano che una radio mandi in onda delle notizie senza avere una fonte.
Come dire :pubblicare una lettera anonima.La lettera anonima si cestina.
La notizia priva di una fonte certa non si manda in onda.
Da notare però che la notizia diceva del rapimento di moro
ma non dell'uccisione della scorta ”


E’ appunto quello che stavo provando ad interpretare in un post precedente.
Se, e dico se, i due eventi sono distinti, la notizia ha un senso.

E se i due eventi sono distinti alcuni tasselli improvvisamente vanno a posto. Soprattutto il colpo di grazia agli uomini della scorta: dovevano morire assolutamente e non solo essere messi in condizione di non nuocere. Anche la mancata identificazione certa (a quanto ho capito) dell’uomo che scende dall’auto di Moro, può qui trovare una spiegazione….

Chiediamoci con chi aveva appuntamento quella mattina … e chiediamoci anche se l’appuntamento era tale oppure ….. http://www.disinformazione.it/noschese.htm
(l’ho buttata li’ solo come spunto di riflessione)

Comunque perché questo Rossellini (Radio Città Futura) va a parlare dell’annuncio del rapimento, dato più di mezz’ora prima, con Craxi e non con la Polizia? Fragalà ha indagato su questo?


Caro Redna, permettimi anche di dissentire fortemente da quando tu ha scritto giorni fa: “Teniamo presente che Craxi con la storia di sigonella....(mediterraneo) si è giocato ....forse l'esilio.”

Credo che una Sigonella, se non ci fosse stata, Craxi avrebbe dovuto inventarla. Per lui è stata una rendita politica notevolissima, tanto è vero che di Craxi, dopo tanti anni, si ricordano solo i soldi delle tangenti e, appunto, l’affare Sigonella… beh si, si ricorda anche una terza cosa in effetti: era favorevole, quasi l’unico l’unico ad esserlo (l’altro era Pannella mi pare), alla trattativa con le BR.
Mmmm … ma se a tirare le fila della faccenda non erano le BR, allora con chi era la trattativa..???
Mmmm… e se le BR erano la facciata, chi interrogava Moro, e su cosa?
E allora il memoriale come va considerato?
Mi sa che si dovrà tornare su questo argomento prima o poi…


Sigmatau:
“Trattandosi di un ‘servizio informativo’ e non di un ‘organo di polizia qualunque è prassi del tutto normale che il SISDE ‘protegga’ le sue 'fonti'”

Un conto è una fonte, un altro conto è un intercettato a sua insaputa.
Si può proteggere il primo, non il secondo.

Ma la domanda è rimasta senza risposta: ci sono le bobine agli atti o una trascrizione che lascia il tempo che trova?

Lo spirito con cui ho affrontato l’argomento del sequestro Moro è di mettere in discussione tutto. In special modo gli elementi che non hanno trovato riscontri oggettivi nemmeno dopo tanti anni.
L’intercettazione mi pare uno di questi.



Renda:
“ il fioraio dice (dopo sette ore di interrogatorio...per giunta) che non sa nulla...
ma era li da anni...e poi abitava molto lontano da via fani, potevano benissimo fermarlo durante il percorso.L'intimidazione ha funzionato.”

Un intimidazione ha senso e funziona solo se la persona sa di essere stata intimidita.
Il fioraio non lo sapeva, quindi non è un’intimidazione.
E’ una precauzione da parte del commando. Un commando molto professionale direi.

Redna:
“Propongo comunque che via gradoli/il lago della duchessa sia da lasciar perdere perchè è proprio li che comincia la disinformazione”

Personalmente mi sono fatto l’idea che la disinformazione, sul caso Moro, comincia molto prima, al più tardi il 16 marzo 1978.



Rendna:
Per andare avanti occorre rispondere alla domanda: perchè proprio la mattina di giovedì 16marzo1978?”

Perché il 16 marzo? Ma scusa, dov’eri finora? Era il giorno della presentazione del nuovo governo Andreotti, con l’appoggio del PCI…


Per BigLie e Dockes:
Quand’è che cominciamo a parlare degli alieni, dell’Area51 e dei cerchi nel grano?
Sicuramente c’entrano anche quelli, no?
Che la massoneria deviata ci azzecchi è più che probabile, ma che si voglia indagare sull’enigma partendo da Iside francamente mi lascia perplesso … e depresso…

SirPaint
Inviato: 8/4/2008 22:59  Aggiornato: 8/4/2008 22:59
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
Le chiese sono due

Santa chiara a Via zandonai 4-Piazza giochi Delfici messa ore 9.00

San Francesco d'Asiisi a Monte Mario piazza Monte Gaudio messa ore 8.30


Quindi andare a Santa Chiara alle 8.30 e tornare indietro ed andare a Via Fani è poco probabile

E' più probabile andare a San Fracesco alle 8,30 e poi tramite Via Fani andare a Roma centro; oppure


andare in ritardo (9.02) a Santa Chiara per poi andare a Roma Centro.

Su youtube c'è una ricostrzione dove il corteo procede su via fani in direzione EST.

Non ho ancora capito se procedessero su Via fani in direzione Est o direzione Ovest.

il navigatoor Viamichelin consiglia di andare su Via Fani con direzione Ovest per poi procedere su Via stresa e Via della Camilluccia.

No Plane!
zaq
Inviato: 8/4/2008 23:25  Aggiornato: 8/4/2008 23:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Biglie:
“Nell'elenco di Dockes, vi sono nomi molto interessanti:
c'è la famiglia Prodi (a proposito, che dite vado OT se riesumo i
retroscena esoterici che stanno dietro al delitto di Cogne commesso
dalla nipotina della moglie di Prodi?), il suo maestro e il suo amico più
caro con la sua compagna e l'economista Baldassarri che in questi anni
ha saltabeccato dal PCI a Forza Italia, rimanendo sempre in posti chiave del sistema politico italiano.
Una allegra combriccola di allegri nullafacenti?
Non mi sembra...”

Il presunto rapporto di parentela è stato smentito da Flavia Franzoni Prodi (http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Franzoni#Annamaria_Franzoni)
Baldassarri è stato candidato (non eletto) nel 2001 per la casa delle Libertà.
Nel governi Berlusconi II e III ha ricoperto l'incarico di viceministro per l'Economia e le Finanze (2001-2006).
Nelle elezioni politiche del 2006 è stato eletto senatore con Alleanza Nazionale.
Puoi citare la fonte che lo indica politico del PCI?
Non è che devo prendere il tuo nick più sul serio di quanto ho fatto finora? 

voller07
Inviato: 8/4/2008 23:33  Aggiornato: 8/4/2008 23:37
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/2/2007
Da: pavia
Inviati: 43
 Re: Indagine sul caso Moro
16 marzo 1978, ore 8,30.
Numerosi testimoni sostengono di aver ascoltato da Radio Città Futura, emittente di movimento, qualcuno adombrare la possibilità di un attentato contro un personaggio politico. Davanti agli inquirenti, Renzo Rossellini, direttore della radio, ammetterà di aver solo accennato ad un'ipotesi: "Negli ambienti dell'estrema sinistra circolava la notizia: che, in occasione della formazione de nuovo governo di unità nazionale, le Brigate Rosse stessero per tentare, molto prossimamente, forse lo stesso giorno, un'azione spettacolare, forse contro Aldo Moro."

Questo per quanto riguarda l'annuncio via radio,pero quel giorno in via fani c'era anche:
16 marzo 1978, ore 9.
In via Fani, è presente il colonnello Camillo Guglielmi, ufficiale del Sismi, il servizio segreto militare, addetto all'Ufficio "R" per il controllo e la sicurezza. Anni dopo, davanti ai magistrati, il colonnello Guglielmi offre la sua versione: "Stavo andando a pranzo da un collega che abitava in via Stresa, a pochi passi dal luogo della strage"

fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/03/moro-misteri-irrisolti.shtm
Per quanto riguarda gli impegni di Moro quella mattina il presidente della Dc doveva recarsi da Benigno Zaccagnini, il segretario della Dc che voleva dimettersi per protesta dalla carica, perché non condivideva la lista dei ministri stilata da Andreotti per il governo che doveva avere l'appoggio del Pci.E sembra che dovessero incontrarsi al Centro studi Alcide De Gasperi, alla Camilluccia.
fonte:http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_20693453.html

Solo i piccoli segreti hanno bisogno di essere tenuti nascosti perché quelli grandi sono protetti dall'incredulità della gente.
Marshal McLuhan
redna
Inviato: 9/4/2008 0:01  Aggiornato: 9/4/2008 0:22
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
zaq

chiediamoci con chi aveva appntamento quella mattina...
Infatti alla moglie nessuno ha voluto dire con chi aveva appuntamento e la scorta che sapeva è stata freddata...Perchè non si deve sapere?

Per quanto riguarda Craxi, probabilmente mi sono spiegata male, intendevo dire che l'esilio a quel punto era fondamentale per aver salva la vita.
Sapeva troppe cose.E non solo delle tangenti.
TUTTI volevano che non parlasse e la lontananza dall'italia è stata una grazia accordatagli.Altri ci hanno rimesso le penne per meno...

Torno alla faccenda del fioraio.
Era li all'angolo di via fani e via stresa da anni....sapeva i movimenti di quella zona..quella mattina aveva capito (probabilmente...) che tirava una brutta aria.
Prendere un coltello e tagliare i penumatici è così faticoso?
Lo possono fare tutti. Ed è l'unico sistema per cui il camioncino non va..(se si manomette il motore senza essere esperti ...si capisce).
L'intimidazione potrebbe essere stata a parole....e a parole ha avuto la 'dritta'...

Per quanto riguarda la domanda : perchè il 16 marzo ripropongo:
http://querelles.blogspot.com/2008/03/prima-del-sequestro-moro-interrogativi.html

che come si nota dice che la sera del 15 marzo QUALCUNO era al corrente che moro ERA GIA' rapito.
Non credo che c'entrasse più di tanto il nuovo governo Andreotti.
Del resto non era detto che avesse ottenuto l'approvazione.
Potrebbe essere che questa motivazione è solo 'lo specchietto per le allodole'...

Ma non è correndo....che si trova il bandolo della matassa.
Le certezze di volta in volta cadono e si fa largo una sola cosa certa: la versione ufficiale non sembra la più attendibile.

PS-noschese che imita tutti ....E tutti vuol dire anche....

SirPaint
leggi qui:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_20693453.html
dove dicono che certamente avrà fatto una sosta a santa chiara.
Però la notizia è sparita...ne nuovo volume...
Ora perchè far sparire questo fatto invece di controllare se è o meno vero, chiedendo magari a chi gestisce la chiesa dei giochi delfici?
Scusa ma perchè pensare che sia andato a messa? Se avesse dovuto invece trovare qualcuno...o parlare con qualcuno...
E se si fosse fermato?La scorta aveva le armi nel bagagliaio...non c'era nessuno da difendere.

Voller07
sembra che dovessero incontrarsi alla camillucia.....sembra....
La scorta comunque sapeva la direzione esatta.Ma solo loro?Non comunicavano via radio?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 9/4/2008 10:47  Aggiornato: 9/4/2008 12:22
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
zaq:… la domanda è rimasta senza risposta: ci sono le bobine agli atti o una trascrizione che lascia il tempo che trova?… lo spirito con cui ho affrontato l’argomento del sequestro Moro è di mettere in discussione tutto, in special modo gli elementi che non hanno trovato riscontri oggettivi nemmeno dopo tanti anni, l’intercettazione mi pare uno di questi…

Dallo stretto punto di vista dei ‘riscontri oggettivi’ il fatto che la famosa ‘intercettazione ambientale’ abbia effettivamente avuto luogo è del tutto irrilevante. A tutti gli effetti essa potrebbe essere stata addirittura ‘inventata’ da Fragalà allo scopo di ‘estorcere la verità’ a Morucci e alla Faranda… se fosse davvero così quella di Fragalà sarebbe stata una ‘genialata’ degna del Tenente Colombo!…

Il dato essenziale è che sia Morucci sia la Faranda hanno affermato sotto giuramento che Aldo Moro in più occasioni è stato sottoposto a ‘interogatorio’ da parte di Moretti e di altri ‘due copmpagni’ di indentità sconosciuta che provenivano ‘da fuori’. Solo su di un punto le testimonianze di Morucci e della Faranda divergono. Mentre il primo ha affermato che i nastri degli interrogatori sono stati distrutti ‘perché le rivelazioni di Aldo Moro erano prive di interesse’, la seconda ha invece affermato che la distruzione dei nastri era stata fatta ‘per salvaguardare l’identità delle persone che avevano interrogato Aldo Moro’…

Da parte mia sono più propenso a prendere per buono quanto affermato dalla Faranda, dal momento che altre fonti affermano [mi impegno a trovare conferma di questo…] che i due personaggi in questione siano stati ‘visti’ sempre con il cappuccio sulla testa. E’ chiaro dunque che l’identità di costoro doveva restare sconosciuta a tutti i componenti della ‘Colonna romana’ delle BR, non escluso forse lo stesso Moretti

Appurato questo rimane da chiedersi [e si tratta di uno dei ‘nodi essenziali’ della questione…] quale genere di ‘informazione’ si voleva ottenere da Aldo Moro. Che dovesse trattarsi di ‘materia di importanza vitale’ è dimostrato dal fatto che Aldo Moro non è stato ucciso in via Fani e sia stato sottoposto ad una serie estenuante di interrogatori nel corso dei quali per ottenere una sola risposta sono state talvolta necessarie diverse ore [vedi ‘audizione’ di Morucci di fronte alla Commissione stragi…]…

Procedendo ‘per esclusione’, una ipotesi che si può subito scartare è che si volesse da lui qualche informazione ‘di natura politica’. Ben noti infatti e da molto tempo erano ‘disegni politici’ che lo statista democristiano aveva realizzato o aveva in animo di realizzare. Non si dimentichi che proprio lui era stato definito già nei primi anni ’60 nientemeno che il ‘teorico del centrosinista’ ed era ben noto da anni [soprattutto oltreoceano…] l’ambizioso ‘progetto a lungo termine’ che egli coltivava e di cui non aveva fatto mistero: portare definitivamente il Pci nella sfera dell’Occidente e realizzare la cosiddetta ’alternanza di governo’ tra i due maggiori partiti italiani, la Dc e il Pci. E’ da escludere anche che da Aldo Moro si volesse conoscere eventuali dettagli sui ‘contrasti interni alla Dc’ sui quali si era convenuto di mantenere una sorta di ‘segreto’, e questo per la semplice ragione che un segreto del genere sarebbe stato un vero e proprio ‘segreto di Pulcinella’. A mio modo di vedere deve essere esclusa anche l’ipotesi che da Aldo Moro si volessero ‘estorcere’ informazioni attinenti l’ambito militare e della ‘sicurezza nazionale’. Più di uno ha ventilato l’ipotesi che servizi stranieri [in particolare il Kgb…] avessero come obiettivo la conoscenza dettagliata della struttura dell’organizzazione Stay Behind, da noi meglio conosciuta come ‘Gladio’. Una ‘tesi’ di questo genere però contrasta fotemente con alcuni elementi oggettivi che all’epoca erano noti e arcinoti. Proprio per il motivi sopra citati Aldo Moro non aveva mai ricoperto in prima persona incarichi ministeriali ‘strategici’ [Interni e Difesa per intenderci…] e di fatto non aveva mai avuto accesso diretto a informazioni di tipo ‘top secret’, e questo proprio per non ‘irritare’ l’ammistrazione americana, la quale in più di una occasione aveva manifestato nei suoi confronti una malcelata ‘sfiducia’. Se dunque il Kgb o altri avessero deciso, per saperne di più su Gladio o in generale sull’organizzazione della Nato, di ‘correre il rischio’ sequestrando una personalità politica di primo piano, l’ultima ‘personalità’ cui avrebbero potuto pensare era proprio Aldo Moro…

Sia pure ‘precedendo per esclusione’ è stato possibile circoscrivere un poco il campo dell’ìndagine… la via per arrivare alla meta è però ancora lunga e difficile… sia come sia però... mai dire mai!…

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
zaq
Inviato: 9/4/2008 13:25  Aggiornato: 9/4/2008 13:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau:
“Dallo stretto punto di vista dei ‘riscontri oggettivi’ il fatto che la famosa ‘intercettazione ambientale’ abbia effettivamente avuto luogo è del tutto irrilevante. A tutti gli effetti essa potrebbe essere stata addirittura ‘inventata’ da Fragalà allo scopo di ‘estorcere la verità’ a Morucci e alla Faranda… se fosse davvero così quella di Fragalà sarebbe stata una ‘genialata’ degna del Tenente Colombo!…”


E’ proprio Fragalà a dire che l’intercettazione è agli atti del primo processo Moro. E’ lo ribadisce ogni volta gli è possibile, cioè ogni volta che chiede a qualcuno se ne sa qualcosa. E ogni volta che riceve una risposta un tantino scettica riattacca, a mo di mantra, che l’intercettazione e stata messa agli atti.
Alla fine della tiritera, l’unica cosa certa è, appunto, che è stata messa agli atti. Quindi accreditata come vera… per in resto nebbia totale.

Un vero peccato che Fragalà non abbia ritenuto opportuno esprimere il suo “genio”anche in altre direzioni, chissà in questi anni di quanti misteri avremmo potuto avere la soluzione …

Permettimi poi di aggiungere che è assai curioso che uno, che vuole indagare su un mistero, poi bolli come irrilevante l’accertamento della verità su un fatto di grande importanza…

Da parte mia non posso fare altro che ribadire di come mi sia assolutamente inconcepibile che un servizio segreto intercetti qualcuno, ma non sappia chi sia l’intercettato.

zaq
Inviato: 9/4/2008 13:54  Aggiornato: 9/4/2008 13:54
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
redna:
"Torno alla faccenda del fioraio.
Era li all'angolo di via fani e via stresa da anni....sapeva i movimenti di quella zona..quella mattina aveva capito (probabilmente...) che tirava una brutta aria.
Prendere un coltello e tagliare i penumatici è così faticoso?
Lo possono fare tutti. Ed è l'unico sistema per cui il camioncino non va..(se si manomette il motore senza essere esperti ...si capisce).
L'intimidazione potrebbe essere stata a parole....e a parole ha avuto la 'dritta'..."

Qui, entriamo nel campo minato delle supposizioni.

Dal mio punto di vista, dovendo scegliere tra:

1. qualcuno buca le gomme al fioraio per non farlo andare a lavorare, in modo tale da compiere l'agguato senza testimoni ravvicinati, che altrimenti andrebbero uccisi. Anche perchè l' eventuale testimonianza del fioraio avrebbe potuto smentire quella di altri...

e

2. il fioraio si auto-buca le gomme perchè minacciato che l'indomani mattina non deve recarsi a lavorare.

scelgo senz'altro la prima, perchè piu' semplice (rasoio di Occam).
La seconda presuppone il rischio che il fioraio il 15 marzo 1978 potesse avvertire la Polizia e mandare tutto all'aria (oltre al fatto di poter riconoscere l' intimidatore).

Far saltare tutta l'operazione per un dettaglio come questo sarebbe da incompetenti, e quelli non lo erano.

PS: quante ruote trovò bucate il fioraio quella mattina? Una, due o tutte?

zaq
Inviato: 9/4/2008 14:07  Aggiornato: 9/4/2008 14:07
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Redna:
"che come si nota dice che la sera del 15 marzo QUALCUNO era al corrente che moro ERA GIA' rapito.

Qualcuno era al corrente che Moro era già stato rapito?

Allora o era stato già rapito la storia è da riscrivere, pero' a questo punto mente anche la famiglia Moro e questo mi sembra inconcepibile, oppure è un messaggio. Che tipo di messaggio?

1. un via libera all'operazione. Un messaggio un po' troppo esplicito, certo, pero' rileggiti cosa scriveva Pecorelli sulle Idi di Marzo...

2. un tentativo di chi GIA' SA TUTTO, di mettere in guardia lui o apparati non deviati dello Stato.
In questo caso tentativo fallito direi.



Redna:
"Non credo che c'entrasse più di tanto il nuovo governo Andreotti.
Del resto non era detto che avesse ottenuto l'approvazione.
Potrebbe essere che questa motivazione è solo 'lo specchietto per le allodole'..."

Ah beh, allora sarà dipeso da qualche congiunzione astrale sfavorevole...

redna
Inviato: 9/4/2008 14:21  Aggiornato: 9/4/2008 14:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Ieri sera da chiambretti maria fida moro:

http://www.la7.it/intrattenimento/dettaglio.asp?prop=markette&video=11268

Interessante: le BR si sono comportate con la famiglia meglio dei politici.

zaq

il fiorista è un dettaglio...
Quello che volevo dire che ci si focalizza su determinati punti tipo: il fiorista, tex willer, quanti brigatisti c'erano durante la sparatorio.... quando a monte non si sa nemmeno CHI doveva incontrare l'onorevole quella mattina.
Dove è stato PRIMA di arrivare in via fani e SE E' ARRIVATO in via fani.

Comunque dico la mia circa il fioraio:
1-qualcuno buca le gomme
2-se le buca da solo

1-qualcuno deve andare dal fiorista che abita anche lontano da via fani, per bucare le gomme....Un lavoro in più, visto che il giorno dopo c'è da fare di tutto e di più, e non si sa l'esito...
2-dopo avere adeguatamente avvertito il fiorista che la mattina dopo NON deve sostare in quell'angolo gli si dice in che maniera starsene lontano.
Non occorre dire il MOTIVO per cui deve starsene lontano.
Basta dirgli che,altrimenti, non sosta MAI PIU' in quel posto.
Se avverte la polizia che gli dice?Non c'è nessuna prova...solo parole.
Non so quante gomme sono state bucate ma credo che ne bastino due per rimanere fermi.(e potrebbero essere anche state 'risarcite')

zaq
non fare il sarcastico
non c'entrano nulla le congiunzioni astrali sfavorevoli....

quello che intendevo dire è: da tempo si sapeva del compromesso storico, da tempo si sapevano le intenzioni di moro. Non si poteva fermare il tutto prima senza arrivare a delle conclusioni così terribili?
Perchè prendere una persona e uccidere 5 uomini?Solo perchè QUEL GIORNO se ne stava discutendo? Almeno avrebbero dovuto attendere l'esito....oppure boicottare l'esito....senza arrivare alla conclusione di uccidere tante persone....

Per quanto concerne il 15 marzo e la notizia del rapimento di moro e della scorta....Qualcuno avrà almeno informato il capo della scorta di questo?
La moglie del maresciallo Leonardi si ricorda che quella mattina cercava le pallottole...Probabilmente era una cosa che faceva raramente visto che se lo ricorda bene...
Allora servivano perchè ne aveva usate, servivano perchè era necessario usarle?
Se il 15 si sa del rapimento e la mattina del 16 alle 8,30 rossellini dalla sua radio da l'annuncio della notizia e nel contempo un elicottero alle nove è già su via fani, un motivo ci sarà?
Però l'onorevole non era informato di nulla visto che stava uscendo col nipotino da casa sua.

Visto che hai messo un link su noschese forse sarebbe il caso di approffondire.Un ruolo l'ha avuto,senza dubbio,in questa vicenda.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 9/4/2008 15:07  Aggiornato: 10/4/2008 8:47
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi
secondo me per andare avanti e non restare impastoiati è necessario allargare un poco il campo visivo. Vedrete che magari certi scogli che al momento sembrano insuperabili finiranno per sciogliersi da soli…

Oggi proverò a cercare qualche utile spunto esaminando le ‘lettere’ che [si dice] Aldo Moro ha scritto nel corso della sua ‘prigionia’. Come premessa importante dirò subito che, secondo la mia opinione, Aldo Moro nel corso dei ’55 giorni’ è stato sottoposto ad un trattamento psichiatrico intensivo allo scopo di ricavare materiale informativo ritenuto essenziale e pertanto quelle lettere sono state scritte in stato fortemente coercitivo. Ciò non vuol dire che in esse non si possano trovare ‘utili indizi’… tutt’altro!… Le ‘lettere’ di cui stiamo parlando sono consultabili in…

http://www.archivio900.it/it/documenti/finestre-900.aspx?c=1043

Diciamo che le ho affrontate in maniera abbastanza soft, senza concentrarmi su singoli punti e cercando invece alcuni elementi che potessero far suonare in me qualche sorta di ‘campanello’. Questo ‘campanello’ è scattato la prima volta allorché ho letto nella lettera n.3 [indirizzata a Francesco Cossiga e recapitata il 29 marzo…]

http://www.archivio900.it/it/documenti/doc.aspx?id=196

… la frase seguente…

… tutti gli Stati del mondo si sono regolati in modo positivo, salvo Israele e la Germania, ma non per il caso Lorenz

Aldo Moro sta citando esempi in cui alcuni stati hanno accettato di ‘trattare col nemico’ e si sono accordati per uno ‘scambio di prigionieri’ [cita ad esempio l’accordo tra Brezhnev e Pinochet che portò nel 1976 alla ‘liberazione’ dei principali leader di Unidad Popular, tra i quali il segretario del partito comunista cileno Luis Corvalan, in cambio della ‘liberazione’ di alcuni ‘dissidenti’ rinchiusi nei manicomi dell’Unione Sovietica, tra i quali lo scrittore Vladimir Bukowsky…] e indica come ‘esempi da non imitare’ [ossia esempi di ‘stati intransigenti’…] Israele e Germania, precisando però che quest’ultima, nel caso di un individuo di nome Lorenz, si è comportata diversamente. Devo dire che le poche parole scritte sopra hanno in un primo tempo attratto la mia attenzione per un duplice motivo. Il primo motivo è dato dal fatto del tutto evidente che quando si associano Germania e Israele si capisce subito dove alla fine si va a parare. Il secondo motivo è che ignoravo al momento nel modo più assoluto chi fosse questo individuo di nome Lorenz. Ho comunque proseguito la lettura riservandomi di tornare poi sulla cosa. Allorché però sono arrivato alla lettera n. 13 [indirizzata a Paolo Emilio Taviani e recapitata il 9 aprile insieme al comunicato n.5…]

http://www.archivio900.it/it/documenti/doc.aspx?id=206

… sono di nuovo ‘inciampato’ sullo stesso scalino…

… cui l'Italia si rifiuta, dimenticando di non essere certo lo stato più ferreo del mondo, attrezzato, materialmente e psicologicamente, a guidare la fila di Paesi come Usa, Israele, Germania [non quella però di Lorenz], ben altrimenti preparati a rifiutare un momento di riflessione e di umanità…

E’ chiaro che a questo punto mi sono convinto che nelle parole ‘Germania, Israele, Lorenz’ doveva esserci racchiuso un ben preciso messaggio che andava ‘decifrato’. Per prima cosa perciò sono andato a cercare qualche informazione riguardo a questo fantomatico ‘Herr Lorenz’ . Armandomi di grande pazienza ho scoperto che Peter Lorenz era il candidato della CDU alle elezioni municipali di Berlino del 1975 ed è stato rapito il 27 febbraio di quell’anno, poco prima delle elezioni, da un commando dell’organizzazione terroristica ‘Movimento 2 giugno’ , ‘emanazione’ della Rote Armee Faction. Nella circostanza il governo tedesco ha preferito venire a patti con i terroristi acconsentendo alla ‘liberazione’ di alcuni detenuti politici. Lorenz, che nel frattempo era stato eletto sindaco di Berlino, verrà rilasciato qualche settimana dopo. Quello che Aldo Moro [o chi per lui…] non dice è che solo due mesi dopo [il 24 aprile 1975…] la RAF assalterà l’ambasciata tedesca di Stoccolma prendendo degli ostaggi e avanzando ulteriori richieste al governo tedesco. Il rifiuto da parte di quest’ultimo ad ulteriori trattative avrà per conseguenza l’uccisione di due ostaggi. In seguto a ciò la polizia svedese organizzerà un colpo di mano che porrà fine alla vicenda, il cui bilancio finale sarà di due terroristi morti, due ostaggi morti e gli altri gravemente feriti. In questa ottica non sembra che ricordare la ‘vicenda Lorenz’ sia una buona carta in mano ad Aldo Moro per ‘convincere’ i suoi ad adottare una ‘linea morbida’. In fondo la ‘linea morbida’ adottata quella volta dal governo tedesco ha avuto come conseguenza che neanche due mesi dopo si è registrato un nuovo ‘attacco terroristico’ con inevitabili ‘nuove richieste’, alle quali è stato necessario opporre un netto rifiuto, per evitare che la cosa proseguisse all’infinito. Mi sono così convinto che dietro alla ‘vicenda Lorenz’ non si celava alcun particolare messaggio nascosto… e pertanto che esso, se c’era, doveva celarsi dietro il ‘cocktail Germania+Israele'…

Secondo voi… qual è questo ‘messaggio nascosto’?…

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
zaq
Inviato: 9/4/2008 18:04  Aggiornato: 9/4/2008 18:04
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
redna:
“zaq…il fiorista è un dettaglio...
Quello che volevo dire che ci si focalizza su determinati punti tipo: il fiorista, tex willer, quanti brigatisti c'erano durante la sparatorio.... quando a monte non si sa nemmeno CHI doveva incontrare l'onorevole quella mattina.
Dove è stato PRIMA di arrivare in via fani e SE E' ARRIVATO in via Fani.”

Hai ragione, mancano elementi fondamentali e ci si arrangia con quello che si ha a disposizione.


Redna:
“Comunque dico la mia circa il fioraio:
1-qualcuno buca le gomme
2-se le buca da solo

1-qualcuno deve andare dal fiorista che abita anche lontano da via fani, per bucare le gomme....Un lavoro in più, visto che il giorno dopo c'è da fare di tutto e di più, e non si sa l'esito...
2-dopo avere adeguatamente avvertito il fiorista che la mattina dopo NON deve sostare in quell'angolo gli si dice in che maniera starsene lontano.
Non occorre dire il MOTIVO per cui deve starsene lontano.
Basta dirgli che,altrimenti, non sosta MAI PIU' in quel posto.
Se avverte la polizia che gli dice?Non c'è nessuna prova...solo parole.
Non so quante gomme sono state bucate ma credo che ne bastino due per rimanere fermi.(e potrebbero essere anche state 'risarcite')”

Non mi convince ancora del tutto, mi spiace.
Può essere nel caso che il fioraio avesse visto cose che non doveva vedere già dai giorni precedenti l’agguato.

da http://www.kaosedizioni.com/sch_flamigni_IdiMarzo.htm
“Nel gennaio del 1979 Pecorelli annunciò nuove rivelazioni sul delitto Moro: «Torneremo a parlare del furgone, dei piloti, del giovane dal giubbetto azzurro visto in via Fani, del rullino fotografico, del garage compiacente che ha ospitato le macchine servite all’operazione, del prete contattato dalle Br, del passo carrabile al centro di Roma, delle trattative intercorse...». Ma restò un annuncio, perché il 20 marzo 1979 il direttore di “Op” venne assassinato.”

Si riferiva a QUEL FURGONE?


E in effetti trovo su http://www.rifondazione-cinecitta.org/cinquelune.html

. Non dobbiamo dimenticare che nell’autunno del ‘ 78, nel periodo che Dalla Chiesa e Pecorelli avevano preso a frequentarsi, Mino scrisse su <<OP >> uno strano trafiletto dal titolo: << I capi delle BR risiedono in Calabria>>. Segno che il generale stava battendo una pista purtroppo rimasta inesplorata, Una pista che aveva preso avvio dalle “anomale” presenze in via Fani, segnalate al DC Canora dall’uomo della ’ndrangheta Rocco Marrone. Una di queste presenze, ricordiamo, era quella di un “legionario De” di cui Pecorelli aveva parlato nella sua ultima invettiva “Vergogna buffoni” e cioè Giustino De Vauro, poliedrico soggetto criminale che aveva al suo attivo un periodo nella Legione Straniera, l’appartenenza ad una cosca calabrese e la successiva politicizzazione in carcere dov’era divenuto un simpatizzante delle Brigate Rosse. De Vauro era stato anche riconosciuto da alcuni testimoni, nelle sembianze di uno spazzino notato in via Fani nei giorni precedenti il rapimento. E, per concludere, la sua cosca di appartenenza impose alla famiglia di un rapito di pagare un contributo di venti milioni, cifra abbastanza rilevante per quell’epoca, alla misteriosa Hyperion.



Certo che quel << I capi delle BR risiedono in Calabria>> fa pensare...

E a forza di pensare m’è venuto in mente che anche in alcune zone della Calabria si parla una lingua incomprensibile al resto degli italiani. Un dialetto albanese parlato da qualche decina di migliaia di persone: l’arberesco. Forse Tex Willer non parlava una lingua “straniera”.


Redna:
“Non si poteva fermare il tutto prima senza arrivare a delle conclusioni così terribili?
Perchè prendere una persona e uccidere 5 uomini?Solo perchè QUEL GIORNO se ne stava discutendo? Almeno avrebbero dovuto attendere l'esito....oppure boicottare l'esito....senza arrivare alla conclusione di uccidere tante persone....”

Ho già avanzato delle ipotesi che rispondono a queste domande, ne aggiungo una nuova:

a. il Presidente Moro (ho visto l’intervista alla figlia) non era nell’auto, ma gli uomini della scorta sapevano dov’era e con chi era, quindi non potevano restare in vita.

b. Se anche fosse stato nell’auto, i sopravvissuti della scorta avrebbero smontato in 5 minuti la ricostruzione fatta dai brigatisti e fornito importantissime indicazioni per indagini.

c. Ora che ci penso, arberesco è parlato anche in alcune zone della Puglia e del Molise. Giulio Rivera, uomo della scorta, era di Guglionesi, ossia proprio della zona del Molise in cui si parla tale lingua. Quindi se Tex Willer si esprimeva in quell’idioma, tra le poche decine di migliaia di persone in Italia in grado di comprenderlo probabilmente c’era, guarda il caso, anche un uomo della scorta del Presidente Moro. Curioso direi…

d. E se lo scopo del rapimento fosse stato… il rapimento stesso, e quello che ne conseguì nei 55 giorni (oltre l’eliminazione fisica del Presidente che, secondo me, è già decisa a priori, anche se i BR non lo sanno …non tutti almeno)? Forse a causa della giovane età all’epoca dei fatti, non a tutti è chiaro che la situazione politica italiana subisce una sterzata negli anni successivi all’uccisione del Presidente Moro. Qui un’ ottima sintesi. http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/zaccagni.htm

zaq
Inviato: 9/4/2008 18:13  Aggiornato: 9/4/2008 18:37
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau:
"E’ chiaro che a questo punto mi sono convinto che nelle parole ‘Germania, Israele, Lorenz’ doveva esserci racchiuso un ben preciso messaggio che andava ‘decifrato’. Per prima cosa perciò sono andato a cercare qualche informazione riguardo a questo fantomatico ‘Herr Lorenz’ . Armandomi di grande pazienza ho scoperto che Peter Lorenz era il candidato della CDU alle elezioni municipali di Berlino del 1975 ed è stato rapito il 27 febbraio di quell’anno, poco prima delle elezioni, da un commando dell’organizzazione terroristica ‘Movimento 2 giugno’ , ‘emanazione’ della Rote Armee Faction. Nella circostanza il governo tedesco ha preferito venire a patti con i terroristi acconsentendo alla ‘liberazione’ di alcuni detenuti politici. In seguito a questo Lorenz, che nel frattempo era stato eletto sindaco di Berlino, verrà rilasciato qualche settimana dopo. Quello che Aldo Moro [o chi per lui…] non dice è che solo due mesi dopo [il 24 aprile 1975…] la RAF assalterà l’ambasciata tedesca di Stoccolma prendendo degli ostaggi e avanzando ulteriori richieste al governo tedesco. Il rifiuto da parte di quest’ultimo ad ulteriori trattative avrà per conseguenza l’uccisione di due ostaggi. In seguto a ciò la polizia svedese organizzerà un colpo di mano che porrà fine alla vicenda, il cui bilancio finale sarà di due terroristi morti, due ostaggi morti e gli altri gravemente feriti. In questa ottica non sembra che ricordare la ‘vicenda Lorenz’ sia una buona carta in mano ad Aldo Moro per ‘convincere’ i suoi ad adottare una ‘linea morbida’. In fondo la ‘linea morbida’ adottata quella volta dal governo tedesco ha avuto come conseguenza che neanche due mesi dopo si è registrato un nuovo ‘attacco terroristico’ con inevitabili ‘nuove richieste’, alle quali è stato necessario opporre un netto rifiuto, per evitare che la cosa proseguisse all’infinito. Mi sono così convinto che dietro alla ‘vicenda Lorenz’ non si celava alcun particolare messaggio nascosto… e pertanto che esso, se c’era, doveva celarsi dietro il ‘cocktail Germania+Israele'…

Secondo voi… qual è questo ‘messaggio nascosto’?… "


Ricapitolando:
Hai trovato in una lettera del Presidente Moro un incredibile messaggio nascosto che, dopo accurata analisi, si è dimostrato essere inesistente.
Quindi chiedi a noi qual'era il messaggio nascosto...

Ho capito bene?

redna
Inviato: 9/4/2008 18:39  Aggiornato: 9/4/2008 18:39
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Ho messo il video di la7 di maria fida moro, ma ce n'è un altro in cui c'è maria fida e il figlio luca.(sempre nel link che ho segnalato)
Qui viene riportato un episodio che vale la pena sottolinare.
Le BR,dice maria fida, avevano raccolto tutti gli effetti personali del padre in una scatola e li consegnarono alla madre. L'onorevole voleva consegnare al nipote i suoi effetti personali.
La signora mora li mise in un cassetto di una stanza e li rimasero finchè un giorno si intrufolò,senza essere visto da nessuno, qualcuno che prese tutti gli oggetti e lascio al loro posto un milione di lire.
Ritornò in portineria per uscire e tentarono di fermarlo ma non riuscirono.
Ora,maria fida, si chiede se sono stati effettivamente consegnati dalle BR quegli oggetti.

zaq
circa il fioraio...poteva aver visto delle cose già nei giorni precedenti.
E' vero. Ma da qui si capisce che era quello il giorno che NON ci doveva essere e non prima o dopo.

Sono d'accordo che se fosse stato in vita una sola persona della scorta tutto aveva un altro corso. Ma qualcuno è riuscito ad essere accompagnato all'ospedale vivo. Non avrà mai parlato con nessuno.
Dove era stato ferito?
Ricordiamoci che UN uomo della scorta quel giorno era stato SOSTITUITO.
Se ne sa qualcosa in più?

La politica degli anni dopo moro cambia completamente...zaccagnini rimane segretario ancora per due anni. Poi arriva flaminio piccoli (al quale moro ha inviato diverse lettere...elogiandolo...) e poi arrivano i 'socialisti' al governo...che volevano trattare per moro...che sapevano di tutto e di più ...e che hanno favorito un industriale milanese per una favolosa scalata al potere. Del resto abita ancora nella villa dei casati stampa...quelli dell'omicidio-suicidio e della contessa che fu la 'sponsor' di mario moretti che divenne capo (anomalo?) delle BR.

Perchè tutto gira ancora in tondo



C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
zaq
Inviato: 9/4/2008 19:14  Aggiornato: 9/4/2008 19:14
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
redna
"Ricordiamoci che UN uomo della scorta quel giorno era stato SOSTITUITO.
Se ne sa qualcosa in più?"


Purtroppo non ho trovato nulla di sostanziale in proposito.


Renda:
"circa il fioraio...poteva aver visto delle cose già nei giorni precedenti.
E' vero. Ma da qui si capisce che era quello il giorno che NON ci doveva essere e non prima o dopo."

E certo che era quello il giorno.
Quello che sto provando a spiegare, appunto, è che se il fioraio non aveva visto nulla di sospetto i giorni precedenti, non aveva senso minacciarlo mettendolo a conoscenza di un complotto.
Molto piu' semplice tagliargli le gomme, non trovi?



Redna:
"La politica degli anni dopo moro cambia completamente...zaccagnini rimane segretario ancora per due anni. Poi arriva flaminio piccoli (al quale moro ha inviato diverse lettere...elogiandolo...) e poi arrivano i 'socialisti' al governo...che volevano trattare per moro...che sapevano di tutto e di più ...e che hanno favorito un industriale milanese per una favolosa scalata al potere. Del resto abita ancora nella villa dei casati stampa...quelli dell'omicidio-suicidio e della contessa che fu la 'sponsor' di mario moretti che divenne capo (anomalo?) delle BR.

Perchè tutto gira ancora in tondo"

Alla fine ci capiamo.

zaq
Inviato: 9/4/2008 19:35  Aggiornato: 9/4/2008 19:35
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
E penso che si possano trovare interessantissimi spunti di riflessione anche qua:

http://www.macchianera.net/2004/04/12/il_caso_moro_3.html

Pyter
Inviato: 9/4/2008 20:09  Aggiornato: 9/4/2008 20:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Indagine sul caso Moro
Ma il fioraio, nel caso si fosse tagliato le gomme da solo, deve per forza esserci stato costretto da qualcuno, (con o senza minacce)?

E cosa gli avranno chiesto, in ben sette ore di interrogatorio?
Quasi due ore per ogni gomma...

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 9/4/2008 21:36  Aggiornato: 9/4/2008 23:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
zaq

a.il Presidente Moro....non era nell'auto, ma gli uomini della scorta sapevano dov'era e con chi era, quindi non potevano restare in vita.
---
Potrebbe essere.
Ma al momento non si capisce bene dove potesse essere, se non era in via fani.
Visto che il viceparroco di santa chiara, mennini, ha poi fatto da tramite fra la famiglia e il sequestrato...si può supporre che fosse stato nelle vicinanze.
Resta comunque da vedere perchè si è riparato sotto l'extraterritorialità vaticana e ha vantato anche parentele con i vertici dello IOR.
Pare che ora Mennini non sia più in italia ma all'estero.La carriera è avanzata.
Come per Marcinkus il vaticano ha fatto scudo.

b) Se anche fosse stato nell'auto, i sopravissuti della scorta avrebbero smontato in 5 minuti la ricostruzione fatta dai brigatisti e fornito importantissime indicazioni per indagini.
---
Ma soprattutto non era possibile manipolare alcunchè di tutto l'agguato.

d) Se lo scopo del rapimento fosse stato il rapimento stesso...
---
Questo sarebbe successo in un altro momento. Ogni giorno passeggiava con il capo scorta.Probabilmente erano soli. Perchè trovare manovalanza per uccidere i 5 uomini della scorta quando quotidianamente c'era l'opportunità di rapirlo?

Pyter
probabilmente hanno interrogato per sette ore il fioraio perchè,come disse il figlio del mafioso....sette ore m'interrogarono...niente dissi!!!

----
diamo un'occhiata nel 1978 che maretta c'era...
http://www.fondazionecipriani.it/Scritti/calvi.html

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
voller07
Inviato: 9/4/2008 22:05  Aggiornato: 9/4/2008 22:09
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/2/2007
Da: pavia
Inviati: 43
 Re: Indagine sul caso Moro
@redna:
penso che l'incontro tra Moro e Zaccagnini fosse stato stabilito come minimo ill giorno prima e dunque la mattina del 16 marzo la scorta ne fosse già al corrente e ne avrà sicuramente tenuto conto per stabilire il tragitto di quel giorno.
Per me puo essere andata cosi: Moro prima di via Fani e stato in chiesa o per assistere alla messa o per un appuntamento imprevisto sicuramente ad aspettarlo c'era qualcuno che godeva della sua fiducia e che ha potuto prelevarlo senza destare sospetti tra gli agenti della scorta che infatti ripongono tranquillamente le loro armi nel bagagliaio.Dopo il prelevamento l'azione si svolge molto velocemente l'auto con su Moro accelera decisamente supera le auto della scorta e quando attraversa l'incrocio con via stresa le BR danno il via all'attacco alla scorta.
Per quanto riguarda altri misteri sul sito macchianera e segnalato anche questo:
Roma, sabato 18 marzo, ore 9,30
Gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo si presentano al terzo piano della palazzina al numero 96 di via Gradoli, una stradina residenziale sulla via Cassia. Una "soffiata" molto precisa, forse proveniente da ambienti vicini ai servizi segreti, ha segnalato che lì, all'interno 11, c'è un covo delle Br. Gli agenti bussano alla fragile porta di legno, ma nessuna risponde. Apre invece l'inquilina dell'interno 9, Lucia Mokbel, e racconta di aver sentito provenire dall'appartamento sospetto dei ticchettii simili a segnali Morse. Secondo le disposizioni vigenti i poliziotti dovrebbero a quel punto sfondare la porta, o quantomeno piantonare il palazzo. Invece vanno via. Al processo Moro presenteranno un rapporto di servizio grossolanamente falso, costruito a posteriori, stando al quale i vicini avrebbero fornito "rassicurazioni" sull'onestà dell'inquilino dell'interno 11, il ragionier Borghi, alias Mario Moretti. Saranno sbugiardati pubblicamente, ma mai puniti.

e poi aggiungiamoci anche la latitanza di Alessio Casimirri, che vive tutt'oggi in Nicaragua in una bella casa al dodicesimo chilometro della Carretera sur quella che da Managua porta a El Crucero, cento metri a sud e cento metri ad est del Monte Tabor, non lontano dal suo ristorante "La Cueva del Buzo", protetto da un alto muro di cemento armato e da una torretta di legno.Si può dire che anche il ministero degli interni diretto ai tempi da Cossiga a le sue belle responsabilità per quanto riguarda depistaggi e occultamenti vari..

Solo i piccoli segreti hanno bisogno di essere tenuti nascosti perché quelli grandi sono protetti dall'incredulità della gente.
Marshal McLuhan
zaq
Inviato: 9/4/2008 23:54  Aggiornato: 9/4/2008 23:54
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
zaq
"d) Se lo scopo del rapimento fosse stato il rapimento stesso...

redna
"Questo sarebbe successo in un altro momento. Ogni giorno passeggiava con il capo scorta.Probabilmente erano soli. Perchè trovare manovalanza per uccidere i 5 uomini della scorta quando quotidianamente c'era l'opportunità di rapirlo?""


E tu che spiegazione ti sei data?

Io ne ho appena trovata una, di cui non so valutare il "peso"

Dal resoconto di una riunione della segreteria del PCI, del 30 marzo '78, fate attenzione a cosa dice sul finale Perna.
"Perna. ...ci sono cinque morti, come terrebbe la polizia se si trattasse?"

Sostanzialmente, ed intelligentemente, Perna fa notare che la trattativa è fortissimamente ostacolata dal fatto che ci sono cinque uomini della scorta morti. Ed oltre alla polizia, come avrebbe reagito l'opinione pubblica?
Io ero solo un ragazzino all'epoca, eppure mi ricordo che la cosa giusta mi parve la fermezza. Non si poteva trattare con quella gente.

Ma prestate attenzione a tutti gli interventi, sono significativi dello stato di confusione che la prigionia del Presidente Moro viene a creare in quel partito, come anche nella stessa DC, o almeno in parte di essa.

http://www.almanaccodeimisteri.info/espressoverbale1.htm

Personalmente mi resta sempre un bel dubbio sull'autenticità di quelle lettere. Potrebbero anche essere un sapiente mix di vero e falso.
E basta che ce ne sia anche solo una falsa e si capisce subito che per il Presidente Moro non era previsto il rilascio...

La perizia giudico' la grafia "incerta" come un segno di patimento psicologico dovuto alla prigionia.
Puo' essere, ci mancherebbe. Ma puo' anche essere che 35 miliardi di lire siano un po' troppi per la scrittura di un paio di falsi comunicati BR...

BigLie
Inviato: 10/4/2008 0:12  Aggiornato: 10/4/2008 0:12
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi, torniamo allo stranissimo "compagno Moretti".
Non c'è nulla di questa figura che mi convinca.
'Sto tizio si racconta in una sua biografia cercando di
accreditarsi una famiglia operaia e una militanza comunista
sin dalle origini.
In realtà, è un figlio di papà per di più adottato virtualmente
da una nobildonna "nera", studia in un convitto e anche in
questo luogo, non propriamente all'avanguardia, viene
ricordato come un giovane di destra.
Nonostante la buona famiglia e l'amicizia della signora finisce in
fabbrica e anche lì non si distingue per particolare spirito
rivoluzionario, anzi. Addirittura entra nella CISL.
Poi, nel giro di 2 anni, lo ritroviamo nelle BR?????
Ma su, non sta in piedi.
In effetti, sembra il classico identikit delle spie che, all'epoca,
la polizia cercava di infiltrare anche nel semplice ambito sindacale.
Ricordiamo che siamo in un periodo in cui i capi sindacali spesso
dormivano fuori casa per paura di un golpe.
Per me nun ce piove che Moretti sia un uomo dei Servizi, anzi
probabilmente proprio di Gladio.
Se uniamo le stranezze di Moretti a quelle di Senzani, vediamo che
in effetti il Superstato controllava direttamente le due anime delle
BR, l'ala militarista e quella movimentista.

BigLie
Inviato: 10/4/2008 0:25  Aggiornato: 10/4/2008 0:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Se a questo aggiungiamo la stretta amicizia tra i Casati Stampa ed
Edgardo Sogno e le testimonianze di amici d'infanzia di Moretti secondo
i quali Moretti non nascondeva di essere un fanatico fascista, il quadro
mi sembra chiaro:
i Casati Stampa conoscono questo giovane disadattato, probabilmente
con problemi profondi in ambito familiare, e capiscono di poterlo usare
per i propri scopi. Assecondano la sua paranoia filofascista e gli
propongono un compito che a Moretti deve sembrare eroico: passare
alla storia, anche se solo per coloro che sono addentro alle cose, come
colui che ha cancellato ogni ipotesi di sviluppo rivoluzionario.
D'accordo con Sogno e con il Signore del Gladio gli chiedono di infiltrarsi
nelle BR, di divenirne il capo e di utilizzare questa organizzazione come
una branca operativa di Gladio.
Il prezzo da pagare per questo eroico sacrificio sarà qualche anno di galera dorata ma in confronto agli eroi che si gettavano con i MAS
contro le navi nemiche cosa volete che sia?
Teniamo conto che i membri di Gladio erano tutti votati alla morte,
dovendo operare come commandos in territorio nemico nel caso di
invasione sovietica, quindi se erano loro invasati perchè non può esserlo
Moretti?
Questo spiegherebbe anche il suo silenzio per tutti questi anni che non
si spiegherebbe se fosse stato veramente un militante di una
rivoluzione ormai fallita. Guardate le ex spie della Stasi: hanno parlato
ampiamente perchè non avevano più nulla da difendere.
Evidentemente se Moretti non parla vuol dire che la sua "rivoluzione"
non è fallita ma è viva e vegeta, anzi trionfante.

sigmatau
Inviato: 10/4/2008 11:01  Aggiornato: 10/4/2008 13:36
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi buondì…
… è veramente interessante osservare il vostro lodevole impegno nello sviscerare a fondo il ‘mistero del fioraio’ [vale a dire se i pneumatici del suo furgone se li è tagliati lui oppure lo hanno fatto altri… veramente essenziale per decifrare l’intera vicenda!…] oltre a altri ‘misteri’ non meno misteriosi riguardanti la ‘P2’, i ‘servizi deviati’ , le ‘contesse [sessualmente] deviate’ e via andare

Dal momento che su questi elementi veramente fondamentali si è concentrato il vostro sforzo analitico e quindi sono ‘in buone mani’, vorrà dire che potrò concedermi una ‘divagazione’ verso altri ‘territori’ che a prima vista con il ‘Caso Moro’ c’entrano come i classici ‘cavoli a merenda… a rientrare nel discorso si farà comunque sempre in tempo… Per avere però da parte mia la ‘coscienza tranquilla’ avverto che quanto scriverò in questo e nei prossimi postati potrebbe porre Luogocomune all’attenzione [se già non lo è…] di siti come www.informazionecorretta.com … e di chi sta loro dietro…
In ogni caso sono certo che, se ciò dovesse per caso essere giudicato ‘pericoloso’ per Luogocomune, la spett. Redazione saprà prendere per tempo i dovuti ‘provvedimenti’ …

Ciò detto torniamo senz’altro al discorso relativo al ‘messaggio nascosto’ contenuto nelle lettere n. 3 e n. 13 di Aldo Moro, ‘messaggio’ che noto con piacere avete fatto a gara tra voi per ‘decifrare’ … In verità ammetto che nell’ultimo messaggio mi sono espresso male e ciò ha dato luogo a qualche inevitabile malinteso… mi scuso di ciò con voi… Il ‘messaggio nascosto’ che ho ravvisato consiste nella combinazione ‘Israele+Germania+Lorenz’, che, particolare importante, si ripete per due volte a breve distanza nelle lettere scritte nelle due settimane successive a via Fani. Della ‘vicenda Lorenz’ si è parlato e si è visto che, presa da sola, non fornisce utili indizi, anzi rischia di portare completamente ‘fuori strada’. Occorre quindi considerarla insieme agli altri due ingredienti del cocktail e questo porterebbe a cercare di individuare una ‘vicenda significativa’ che ha visto in qualche modo ‘protagonisti’ Israele e Germania e avvenuta prima del rapimento di Peter Lorenz. Se la impostiamo in questo modo è inevitabile che la memoria non vada all’anno 1972, mese di settembre, e al ‘dramma’ associato a questa data: la strage alle Olimpiadi di Monaco del 1972. L’evento è descritto in modo assai preciso e completo alla voce…

http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Monaco

… e pertanto su di essa farò qui alcuni commenti del tutto personali [e pertanto del tutto ‘discutibili’ se si vuole…]. A mio parere l’intera vicenda, anche nei particolari a prima vista ‘secondari’, mostra tutti gli ‘effetti’ [assolutamente disastrosi per la Germania…] di 27 anni di ‘politica di denazificazione tedesca’ attuata dagli Alleati a partire dal 1945. La incredibile carenza dimostrata sul piano organizzativo, addestrativo e anche specificatamente militare da parte di tutta la ‘organizazione di sicurezza’ tedesca ha fatto sì che la vicenda si chiudesse con un bilancio di morti assolutamente sproporzionato: 11 atleti israeliani [tutti quelli presi in ostaggio dai terroristi…], 5 terroristi e 1 poliziotto tedesco. Ma le ‘sorprese’ più incredibili [mi scuso per il termine probabilmente non appropriato…] di tutta la vicenda le ha fornite, con il suo comportamento durante e dopo la ‘crisi’ , il governo tedesco con ‘cancelliere’ Willy Brandt e ‘vicecancelliere’, oltre che ministro degli esteri, Walter Scheel. Che il governo tedesco non si sia dimostrato all’altezza della situazione nel corso degli eventi è ampiamente illustrato e non necessita certo di commenti. A destare vero e proprio ‘sconcerto’ però è la ‘appendice’ avvenuta un mese dopo. I tre terroristi superstiti, due dei quali gravemente feriti, si trovavano in carcere in Germania allorché il 29 ottobre un altro ‘commando terrorista’ dirottava verso Zagabria un aereo della Lufthansa diretto ad Ankara e chiedeva al governo tedesco il rilascio dei tre. Contro ogni aspettativa il governo tedesco [il quale era nel frattempo stato sfiduciato dal Bundestag, il che aveva prodotto la ‘crisi’ con conseguenti elezioni anticipate che si sarebbero tenute il mesi di novembre…] acconsentiva allo scambio. I tre erano quindi caricati su un aereo diretto in Libia e qui giunti saranno accolti con tutti gli onori e rilasceranno una ‘conferenza stampa’ di fronte al mondo intero. Solo dopo le elezioni, che segnavano il pieno successo di Brandt e della sua coalizione, si verrà a sapere ‘in via non ufficiale’ che il ‘dirottamento’ era stato organizzato dallo stesso governo tedesco. La ‘motivazione’ addotta, ossia quella di aver voluto ‘tener lontana la Germania da ritorsioni terroristiche’ , sarà assai poco ‘convincente’ e molto più valida sarà la ‘tesi’ secondo la quale il governo tedesco ha agito così per puro calcolo elettorale. E’ noto che la Germania fece tesoro di questa ‘esperienza’ e avviò immeditamente dopo Monaco la costituzione di una ‘forza speciale’ con specifica funzione ‘antiterrorista’ che prese nome Grenzschutzgruppe 9 ma che è ricordata soprattutto con il nome di ‘Teste di cuoio’. Tale ‘unità’ avrà un brillante ‘battesimo del fuoco’ nel settembre 1977 il quello che è ricordato come ‘Raid di Mogadiscio’, altro ‘episodio di terrorismo’ sul quale sarà opportuno ritornare…

Questi, in estrema sintesi si capisce, i fatti relativi alla ‘Strage di Monaco’. E’ ovvio che più di uno di voi mi chiederà a questo punto che legami vi possano essere con il rapimento di Aldo Moro e perché ritengo che il ‘messaggio nascosto’ formato dalla combinazione ‘Israele+Germania+Lorenz’ si riferisca proprio a questo episodio, accaduto ben sei anni prima… la risposta sarà data prossimamente…

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 10/4/2008 11:37  Aggiornato: 10/4/2008 11:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
zaq
...se lo scopo del rapimento fosse stato il rapimento stesso...intendo dire che se fosse SOLO stato per il rapimento le cose potrebbero essere andate diversamente.Voglio dire se le BR volevano rapire moro lo potevano fare senza tante mese in scena. Lo rapivano, lo interrogavano, probailmente era intenzione anche rilasciarlo....Questo le BR.
Qui si capisce che si sono sommati al rapimento degli altri interessi.
Tipo perchè chi interrogava moro non doveva essere riconosciuto dagli altri.
Dalle testimianze della faranda si capisce che non sapeva molto e tantomeno di dove andava a 'firenze' moretti....quindi all'interno è chiaro che si era formato un gruppo non più del tutto BR.
Perna dice...come terrebbe la polizia se si trattasse.
Quindi questi cinque uomini sono stanti 'funzionali ' anche allo stato più che alle BR che hanno fatto la manovalanza.

Per quanto riguarda le lettere mi sto ancora chiedendo come mai ad un prigioniero si lascia srivere continuamente un sacco di letter, che oltretttuo, devono essere anche rilette, corrette, portate al distinatario e come dice la farando anche fotocopiate.
Perchè tutto questo lavoro lo devono fare le BR....loro potevano scrivere i loro comunicati e dire le condizioni del prigoniero e dare LORO nel contempo la testimonianza del suo stato di salute.

E'interessante vedere come subito,non appena sono arrivate le lettere,quelli della DC hanno messo le mani avanti dicendo che erano state estorte sotto chissà quali trattamenti...senza porsi la domanda di qual'era lo SCOPO di tutte quelle lettere.
In effetti guardiamo ancora alle lettere dell'onorevole e non guardiamo ai comunicati BR. Come è stato fatto il falso comunicato n.7, non potrebbe esserci stata qualche falsa lettera di moro? E perchè un viceparroco (con parentela ai vertici dello IOR) fa da tramite alla famiglia moro?

BigLie
per quanto riguarda moretti e la contessa della nobilta 'nera' ...Si dice nobiltà nera perchè appunto è legata a certi ambienti...politicamente e reilgiosamente....
Non credo che i casati-stampa abbiano adottato il moretti 'gratutitamente'...
Come dice sigmatau ...la contessa (sessaulmente) deviata...
Probailmente dovete leggere di più del delitto casati-stampa (l'omicidio-suicidio)...Il conte uccise la moglie insieme all'amante (giovanissimo) e poi si suicidò. Ma resta il fatto che era lui che 'trovava' i ragazzi con cui la moglie 'doveva' andare (ma che poi doveva abbandonare...). Per l'ultimo non fu così e allora....la tragedia.

Sigmatau
sto cercando di capire qualcosa su quanto hai proposto...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 10/4/2008 12:25  Aggiornato: 10/4/2008 15:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Cara redna
mi rendo conto che il ‘sentiero’ che ho iniziato a percorrere non sembra proprio essere quello che porta alla ‘soluzione dell’arcano’. Proverò a farti capire il mio intento citando un esempio preso dalla ‘Storia dalla Matematica’. Il più notevole contributo alla Matematica [una disciplina per la quale, probebvilmente lo avrete capito, chi scrive ha decisamente ‘un debole’...] dato dagli italiani è stato certamente la soluzione dell’equazione algebrica di terzo grado, scoperta dal pavese Gerolamo Cardano nel XVI° secolo. L’approccio con cui Cardano risolse un problema attorno al quale ci si era inutilmente dibattutti per 1500 anni è considerato ancora oggi ‘assolutamente geniale’. Rimaneva però un ‘angolo buio’ che Cardano, con suo grande rincrescimento, non era riuscito a svelare e che egli aveva chiamato ‘caso irriducibile’. Esso si verifica allorchè l’equazione ammette tre radici reali e nessuno è riuscito dopo Cardano a venire a capo della questione per altri duecento anni. Solo nel XVIII° secolo il grande Eulero, nato in Svizzera e poi emigrato in Russia, scoprirà la formula che porta il suo nome, formula che lega le funzioni circolari alle funzioni esponenziali passando per il dominio complesso e grazie alla quale è possibile risolvere l’equazione di terzo grado nel ‘caso irriducibile’…

Dal mio modestissimo punto di vista ritengo che questa ‘indagine’ sul Caso Moro che Massimo ci ha voluto affidare somigli un poco al ‘caso irriducibile’ della equazione di terzo grado. Finchè si gira intorno a ‘via Fani’, il ‘covo delle Br’, le ‘lettere dalla prigione’, la P2, i ‘servizi deviati’, il ‘compromesso storico’ , il Vaticano, il ‘camioncino del fioraio’ , la ‘contessa deviata’ e altre cose del genere secondo me non si va lontano. Pemettimi dunque di fare un tentativo prendendo un sentiero differente in modo da arrivare al problema ‘facendo un largo giro’… se il sentiero porta ad una palude pazienza… sarà sempre possibile per me ‘tornare sulla retta via’

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 10/4/2008 13:21  Aggiornato: 10/4/2008 13:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Il mio punto di vista sigmatau, è che questo caso è come un puzzle.
Se si vuole vederlo nella sua interezza, cioè realmente, occorre sistemare TUTTI i pezzi e non sbagliarne alcuno.
Andando a casaccio (tipo 'n do cojo cojo...) si arriverà mai a qualcosa?
Questo non significa che si possano percorrere diverse strade ma, nel contempo, bisogna ricollegarne ad, altre.
Ponendosi la domanda: le lettere di moro sono TUTTE vere? e non dando nel contempo una risposta al quesito....come possiamo iniziare a 'leggerle'?

Questo non significa che bisogna abbandonare quella strada.Ma certezze sull'autenticità delle lettere non ce n'è.

Otello/Ermione stava parlando di questo, ma non è più presente alla discusione.

Stiamo parlando da tempo delle due chiese.
Io ho trovato su questo su monte gaudio:
http://roma.archeologia.com/blog/8/chiesa-san-lazzaro-roma/luoghi-roma/
che definirei interessante...specialmente dove dice che era luogo di incontro di cardinali ed ambasciatori...

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
BigLie
Inviato: 10/4/2008 14:37  Aggiornato: 10/4/2008 14:37
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Scusate ragazzi, ma nel procedere (interessantissimo) dei
ragionamenti ho perso il filo conduttore.
Qual è l'obiettivo della nostra ricerca?
Cosa cerchiamo di scoprire (sigh!)?
I veri mandanti dell'omicidio Moro?
Il movente?
Stabilre se le BR erano strumentalizzate?
Le reali modalità del sequestro e della sua gestione?
Direi che sui punti 1 e 3 ci siano pochi dubbi, al limite quello
che possiamo fare è allargare la cerchia dei responsabili.
Il punto 2 è molto controverso e, secondo me, l'aspetto più
interessante riguarda l'attualità o meno di quelle motivazioni.
Sul quarto punto, senz'altro il più misterioso, ho dei dubbi
sull'utilità, in termini speculativi, dell'eventuale soluzione.
Qualcuno può darmi delucidazioni in merito?

sigmatau
Inviato: 10/4/2008 14:57  Aggiornato: 10/4/2008 15:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Il fatto che sia un puzzle non è un buon motivo per rinunciare prima ancora di aver tentato… tanto più che finora qualche risultato lo si è pur raggiunto… o almeno mi pare…

A questo proposito, prima di proseguire ‘in solitaria’ , tornerò ancora per una volta in via Fani. Per ‘documentarmi’ un poco di più sono andato sabato a cercare il libreria qualche libro che parlasse della vicenda. E’ ovvio che il materiale disponibile al riguardo riempiva un’intera parete e così ho esaminato tutte le opere esposte cercando quella che meglio servisse alle mie esigenze. La scelta è caduta sullo scritto di Giovanni Bianconi Eseguendo la sentenza- Roma, 1978. Dietro le quinte del sequestro Moro ed. Einaudi. A farmi propendere per questa scelta è stata la ‘presentazione’ che stava dietro la copertina e che diceva…

Se pensavate di sapere già tutto sul sequestro e l’omicidio di Aldo Moro, allora leggete questo libro. Un libro che poteva essere scritto soltanto oggi. Interrogando oggi i testimoni e i documenti di allora. Compresi alcuni, dimenticati o ignorati, che vengono proposti al pubblico per la prima volta…

L’ultima frase ha decisamente solleticato il mio interesse e così mi sono deciso all’acquisto. Di ciò non ho dovuto pentirmi poiché di ‘novità’ del genere il libro è pieno. Ecco per esempio il ‘testo originale’ delle dichirazioni fatte dal fioraio che avrebbe quella mattina dovuto essere in via Fani [pag. 53]…

Sono fioraio ambulante con posto fisso in via Stresa, angolo via Mario Fani. Ogni mattina, da circa due anni, verso le 8.15 mi reco sul posto di lavoro dove mi trattengo fino all’imbrunire. Questa mattina sono uscito di casa verso le 6.45 per prendere il mio furgone Ford erecarmi prima al mercato dei fiori e poi sul posto di lavoro. Nel salire sull’automezzo mi sono accorto che tutte e quattro le gomme erano state squarciate. Sul momento ho pensato che potesse trattarsi di qualche dispetto e ho provveduto a sostituire le quattro gomme. Durante questa operazione, per la quale ho utilizzato l’autovettura di un mio conoscente, per radio ho sentito che avevano rapito Aldo Moro. Ritornando a casa poco dopo per lavarmi le mani, sono stato chiamato da un’inquilina del palazzo la quale mi ha fatto ascoltare la radio che parlava del fioraio che lavorava in via Stresa. Subito mi sono recato sul posto e lì ho saputo della tragedia. A domanda risponde: nei giorni scorsi non ho notato persone o automezzi che sostavano o passavano con atteggiamento sospetto. Preciso che quel punto di strada è molto trafficato…

Si tratta di una testimonianza tutto sommato ‘attendibile’ e sicuramente chi indagava ha fatto tutti gli accertamenti del caso, interrogando tutti coloro che potevano confermare quanto detto dal fioraio. Alla pagina successiva [pag. 54] si trova una testimonianza ‘inedita’ che però, alla luce delle considerazioni fatte finora, avrebbe potuto rivelarsi decisiva se ben valutata. Eccola…

Sono residente a Roma in via Mario Fani n. 123. Questa mattina, verso le ore 9, mi trovavo nel bagno della mia abitazione e stavo vestendomi. A un tratto ho sentito due colpi e subito dopo una serie di colpi in rapida sucessione […] Sono corsa ad affacciarmi alla finestra del salone […] Erano ferme tre autovetture, delle quali non ho notato né il tipo né il colore […] Vicino all’autovettura di centro si trovava un individuo che indossava una divisa blù scuro che a me è sembrata quella dell’Alitalia. Costui impugnava un mitra, con il calcio del quale ha infranto il vetro anteriore sinistro dell’autovettura stessa. Ciò fatto ha sparato ha sparato ripetute raffiche […] Subito dopo, guardando verso in centro dell’incrocio, ho visto una ragazza con le spalle rivolte alle macchine descritte e che impugnava un mitra corto con entrambe le mani. Quasi contemporaneamente ho visto l’on. Moro sorretto da due sconosciuti che indossavano la stessa divisa da me descritta. Qualche istante dopo ho visto salire l’on. Moro con i suoi due accompagnatori su un’autovettura che era ferma al centro dell’incrocio, che è ripartita su via Stresa in direzione via Trionfale…

Direi che, grosso modo, in questa testimonianza gli elementi essenziali ci sono tutti. Che Aldo Moro sia stato ‘prelevato’ in via Fani e non altrove non credo possano più sussistere legittimi dubbi. La ‘novità decisiva’ invece sta nella ‘ragazza’ che impugnava un mitra corto con due mani. Quale fosse all’epoca il solo ‘mitra corto’ al mondo che poteva essere ‘impugnato a due mani' lo abbiamo già detto, come abbiamo già detto di quale ‘esercito’ ne facesse uso e quali fossero gli idiomi in uso in questo ‘esercito’. Questa testimonianza è una ulteriore importante conferma [per l’arma, non per l’idioma…] e questo significa che qualche ‘risultato utile’ nell’indagine promossa da Massimo in fin dei conti lo si è ottenuto… anche se a distanza di così tanti anni… speriamo almeno che Massimo sia contento! … La teste parla poi di una ‘ragazza’ e questo ci fa pensare che non si tratti di ‘Tex Willer’ ma un altro elemento del ‘commando’… forse quello la cui arma ha sparato 22 colpi, più di tutti i colpi sparati dall'intero 'complesso brigatista’…

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 10/4/2008 15:33  Aggiornato: 10/4/2008 15:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
BigLie

veramente il titolo del 3d è: Indagine sul caso moro...e penso che questa sia a tutto tondo, nel senso che non c'è un solo verso da guardare l'intera faccenda.

I risultati? Mi sembra di capire che, al momento, si sta ancora valutando...

sigmatau

le testimonianze non sono determinanti...nel senso ....il testimone di via fani 123 aveva visto di persona l'onorevole per dire con esattezza che era lui?
Viene descritta una ragazza con il mitra in mano....ma,con i capelli lunghi, poteva essere anche un ragazzo....Insomma la certezza non c'è.
Un'altra testimone dice,invece, che moro camminava verso l'auto 'tranquillamente' vicino ad un giovane. A chi credere?

Una cosa balza agli occhi: il testimone che dice che l'auto, con a bordo il rapito, da via stresa andava in direzione di via trionfale.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 10/4/2008 17:02  Aggiornato: 10/4/2008 17:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
redna: … viene descritta una ragazza con il mitra in mano...ma, con i capelli lunghi, poteva essere anche un ragazzo... insomma la certezza non c'è…

Ottima osservazione!… a questo proposito ritengo interessante un piccolo ‘anticipo’ di quanto diremo in dettaglio più avanti. Il 10 aprile 1973, nell’ambito di una ampia ‘strategia contro il terrorismo’ decisa dal governo di Israele quale ritorsione per i fatti di Monaco che abbiamo or ora ricordato, fu attuata l’operazione denominata ‘Sorgente di gioventù’. La mattina presto alcuni gommoni approdarono sulla spiaggia prospiciente Beiruth e scaricarono un ‘commando’ della Unità speciale Kidon denominata Sayaret Maktal. Ad attendere il 'commando' vi erano alcuni agenti del Mossad con alcune automobili prese in affitto. Del ‘commando’ facevano parte anche Amnon Lipkin Shahak [futuro leader del partito di centro israeliano…], Amiram Levine [che farà carriera tra i vertici del Mossad…] e il futuro primo ministro Ehud Barak. Gli edifici obiettivo erano tre. In due di essi si nascondevano i terroristi e in un terzo alloggiavano altri terroristi di rango minore, militanti del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina di George Habbash. Per non dare nell’occhio, fu deciso di travestirsi da coppie di innamorati che camminavano ‘mano nella mano’. Per l’occasione, Ehud Barak si travestì da ragazza bruna e Amiram Levine indossò una parrucca bionda

Direi proprio che la presenza in via Fani quella mattina di una ‘coppia di innamorati’ [un ragazzo e una ragazza…] che all’improvviso hanno estratto la UZI e si sono messi a sparare all’impazzata è niente altro che la ‘replica’ di un ‘copione’ già andato in onda in precedenza

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
zaq
Inviato: 10/4/2008 17:28  Aggiornato: 10/4/2008 17:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Redna:
"zaq ...se lo scopo del rapimento fosse stato il rapimento stesso...intendo dire che se fosse SOLO stato per il rapimento le cose potrebbero essere andate diversamente.Voglio dire se le BR volevano rapire moro lo potevano fare senza tante mese in scena. Lo rapivano, lo interrogavano, probailmente era intenzione anche rilasciarlo....Questo le BR.

Ma se le BR sono dirette dall'esterno, questo ragionamento non vale piu'.
Che poi singoli esponenti delle BR volessero liberarlo non ho difficoltà a crederlo, ma significa semplicemente che non avevano assolutamente la percezione di cosa stavano facendo e di cosa stava accadendo intorno a loro.


"Qui si capisce che si sono sommati al rapimento degli altri interessi."

Io penso invece che gli "iteressi" precedono il rapimento, lo organizzano e lo portano a compimento, con l'ausilio di qualche terrorista da operetta (armio che non sparano, simulazioni senza proiettili a Velletri), che funge da parafulmine.

Redna:
"Tipo perchè chi interrogava moro non doveva essere riconosciuto dagli altri.
Dalle testimianze della faranda si capisce che non sapeva molto e tantomeno di dove andava a 'firenze' moretti....quindi all'interno è chiaro che si era formato un gruppo non più del tutto BR."

Ulteriore dimostrazione di come le decisioni dipendessero dall'esterno, non dalle BR.


Redna:
"Perna dice...come terrebbe la polizia se si trattasse.
Quindi questi cinque uomini sono stanti 'funzionali ' anche allo stato più che alle BR che hanno fatto la manovalanza."

Perna dice che la via della fermezza per il PCI, ma anche per la DC, è obbligata.
Quindi chi ha fatto la scelta di uccidere la scorta ha già deciso l'esito del rapimento.
Insisto molto su questo tasto, perchè permette di inquadrare la storia in una prospettiva diversa.

E torniamo all'inizio, se le BR (o alcuni di loro) sono favorevoli alla liberazione, ma la liberazione non si puo' fare con 5 poliziotti uccisi, i BR questo non lo capivano da soli quando hanno pianificato l'attentato?

Allora sono stati loro a pianificarlo ed eseguirlo????

E sell'esito del rapimento era, come sospetto, già deciso in partenza, perchè non farla finita subito?
Perchè lo scopo "politico" del rapimento è modificare la situazione italiana, che aveva preso una direzione che non piaceva in molti ambienti.

Se la faccenda è in questi termini possiamo dire che lo scopo è stato raggiunto perfettamente.

I 55 giorni hanno lo scopo di seminare veleni e divergenze tra le forze politiche, affinchè un nuovo ordine delle cose (o il ripristino di uno vecchio), venga costituito.

zaq
Inviato: 10/4/2008 19:01  Aggiornato: 10/4/2008 19:12
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
BigLie:
"Scusate ragazzi, ma nel procedere (interessantissimo) dei
ragionamenti ho perso il filo conduttore.
Qual è l'obiettivo della nostra ricerca?
Cosa cerchiamo di scoprire (sigh!)?

1) I veri mandanti dell'omicidio Moro?
2) Il movente?
3) Stabilre se le BR erano strumentalizzate?
4) Le reali modalità del sequestro e della sua gestione?

Direi che sui punti 1 e 3 ci siano pochi dubbi, al limite quello
che possiamo fare è allargare la cerchia dei responsabili.
Il punto 2 è molto controverso e, secondo me, l'aspetto più
interessante riguarda l'attualità o meno di quelle motivazioni.
Sul quarto punto, senz'altro il più misterioso, ho dei dubbi
sull'utilità, in termini speculativi, dell'eventuale soluzione.

Qualcuno può darmi delucidazioni in merito?""


Mi piacciono le tue domande, aiutano a fare chiarezza.

Procedo quindi con la mia personale risposta ai vari quesiti che poni, partendo dalla fine:

4) Reali modalità del sequestro e della sua gestione
Non potremo mai scoprirle noi, leggendo le informazioni si internet.
Possiamo rilevare incongruenze e sollevare dubbi su quello che ci è stato propinato come versione ufficiale, ma non abbiamo assolutamente i mezzi per venirne a capo.
E temo che nessuno li abbia piu' ormai, a 30 anni dagli eventi.

Pero' possiamo decidere una buona volta delle regole per cui un fatto puo' essere ritenuto vero, probabilmente vero, probabilmente falso o decisamente falso.


3)Stabilre se le BR erano strumentalizzate
Questo è piu' facile da scoprire.
Non direttamente certo, ma indirettamente.
Ripercorrendo gli eventi, comparando i fatti, le dichiarazioni agli atti e le bugie acclarate, si puo' desumere la verità su questo punto.
Credo che su questo versante l'"indagine" abbia già prodotto dei risultati.


2) il movente
Come in ogni indagine che si rispetti, il movente è centrale.
Abbiamo davanti a noi il movente ufficiale ed anche piste alternative da battere, e lo stiamo già facendo.

Collocare gli eventi nel loro contesto storico-temporale è fondamentale e, come sempre, conviene porsi la famosa domanda "a chi giova?"
Il sequestro del Presidente Moro ha giovato alle BR? Non mi pare...
Allora a chi?
I miei ultimi inteventi, in effetti, miravano a chiarire il quadro affinchè ognuno di noi si potesse dare una risposta.
Tutte le risposte vanno bene?
No, la risposta non deve essere in contrasto coi fatti accertati.
Ma cos'è veramente accertato? Molti "fatti" accertati sono controversi, come l'attribuzione delle lettere, ad esempio.
E questo ci rimanda di nuovo al punto 4.
Sembra una strada senza uscita!

Ma se noi avremo fissato i paletti che dicevo, possiamo venirne a capo.


1) I veri mandanti dell'omicidio Moro
Per fare un colpevole ci vogliono i soliti tre elementi:
- movente
- opportunità
- mezzi

Ed ecco che a sorpresa, si fa per dire, le BR già vengono a mancare di un elemento essenziale: I MEZZI!
NON AVEVANO I MEZZI PER PREPARARE E PORTARE A TERMINE L'AGGUATO.
Agguato la cui complessità appare decisamente minimizzata nelle risultanze ufficiali, affinchè non venga a mancare uno del tre elementi cardine di ogni indagine che si rispetti.

Da notare, sempre in relazione ai mezzi, che dopo l'omicidio di Moro le BR verranno smantellate in pochissimo tempo.
Un tempo cosi' breve che non depone a favore dei mezzi di cui poteva disporre questa organizzazione.


L'opportunità?
Beh, come ha ripetuto varie volte Redna, l'opportunità ci sarebbe stata anche in altre situazioni, e con minore necessità di mezzi.
Allora perchè progettare un piano che necessiata di mezzi sproporzionati che non si hanno a disposizione?
Risposta: ma era delle BR il piano?
E se non era delle BR, di chi era?


E se proprio vogliamo sottilizzare, quale sarebbe il movente? La lotta allo stato delle multinazionali?

I mandati vanno cercati tra chi aveva il movente, l'opportunità ed i mezzi necessari. Le BR, per quanto mi riguarda, sono solo uno dei mezzi a disposizione del mandante.


Spero di non essermi dilungato eccessivamente

zaq
Inviato: 10/4/2008 19:22  Aggiornato: 10/4/2008 19:22
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau:
"Dal mio modestissimo punto di vista ritengo che questa ‘indagine’ sul Caso Moro che Massimo ci ha voluto affidare somigli un poco al ‘caso irriducibile’ della equazione di terzo grado. Finchè si gira intorno a ‘via Fani’, il ‘covo delle Br’, le ‘lettere dalla prigione’, la P2, i ‘servizi deviati’, il ‘compromesso storico’ , il Vaticano, il ‘camioncino del fioraio’ , la ‘contessa deviata’ e altre cose del genere secondo me non si va lontano"



Se vuoi convincermi che non sono queste le cose su cui indagare, devi fornire degli elementi concreti che possano portare all'individuazione di un colpevole per altre vie.

Ricorda pero' che anche tu devi sottostare alle regole dell'indagine, e definire movente, opportunità e mezzi per il colpevole.

Es: se tu mi dici che sono stati i marziani per me va bene, pero' devi dirmi perchè lo volevano morto, trovarmi le tracce del disco volante in via Fani, e magari anche qualche "colpo" di pistola laser.


redna
Inviato: 10/4/2008 21:09  Aggiornato: 10/4/2008 21:31
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau

ti seguo con interesse...e ho capito dove stai guardando....

zaq

dici che non avevano i mezzi per compiere l'agguato.
Ma dimentichi le targhe diplomatiche che giravano quel giorno.
Quante macchine diplomatiche c'erano in giro per roma quel giorno?
Quante ambasciate ci sono a roma?
Perchè la macchina,che dicono di moretti, aveva la targa diplomatica?
Solo quella doveva avere la targa diplomatica (che vedi caso era stata rubata tempo prima...)
Quello che voglio dire è che di LORO non avevano mezzi...però se guardiamo bene c'era chi poteva fornire il tutto ...

infatti dici: le BR sono solo dei mezzi a disposizione del mandante.
E allora il mandante ai mezzi avrebbe fornito anche ' i mezzi'.

I tasselli del puzzle sono quelli che sono. Perchè pensare che qualcuno si travesta per compiere un agguato? Per non essere riconosciuti basta solo nascondersi il viso.
Perchè dalla macchina di moro doveva uscire solo lui e da una macchina con targa diplomatica doveva uscire moretti?
Se moretti,condannato a diversi ergastoli, dice questo, sarà credibile?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
SirPaint
Inviato: 10/4/2008 22:21  Aggiornato: 10/4/2008 22:21
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/5/2005
Da: Laputa
Inviati: 355
 Re: Indagine sul caso Moro
@redna

Su

Soluzione completa del caso Moro


c'è tutto, anche il nome di Tex Willer, gli snipers che sparano i primi due colpi; unico errore è la foto di via fani che è stata proposta speculare; con un programmino di fotoedit la puoi vedere in forma corretta.

Non ho trovato nulla di meglio; grazie per le discussioni.

No Plane!
zaq
Inviato: 10/4/2008 22:30  Aggiornato: 10/4/2008 22:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Redna:
"dici che non avevano i mezzi per compiere l'agguato.
Ma dimentichi le targhe diplomatiche che giravano quel giorno.
Quante macchine diplomatiche c'erano in giro per roma quel giorno?
Quante ambasciate ci sono a roma?
Perchè la macchina,che dicono di moretti, aveva la targa diplomatica?
Solo quella doveva avere la targa diplomatica (che vedi caso era stata rubata tempo prima...)
Quello che voglio dire è che di LORO non avevano mezzi...però se guardiamo bene c'era chi poteva fornire il tutto ..."


Non mischiamo mezzi e mandanti. Parlavo dei primi.

Quando dico che le BR non avevano i mezzi per compiere l'agguato non sto parlando di automobili, parlo di capacità di organizzare e realizzare un agguato del genere.
Parlo del volume di fuoco e della sua precisione.
Parlo anche di calibri utilizzati che non erano nel loro arsenale.
E' un'azione di concezione militare, che non era nel bagaglio tecnico delle BR.
I BR erano essenzialmente gambizzatori a tradimento. Poi, improvvisamente, diventano come De Niro nel film Ronin. E lo fanno allenandosi senza proiettili in quel di Velletri.. stupefacente!
(Mi riporta alla mente qualcosa avvenuto parecchi anni dopo.. l'11 settembre 2001, quando dei dilettanti del pilotaggio diventano improvvisamente emuli del barone rosso, in quanto a manovre)

E l'assurdo è che gli stessi BR dichiarano di non aver sparato loro tutti quei colpi, anzi, di aver sparato poco e niente. Ma non sanno indicare chi l'abbia fatto.
E' una barzelletta.



Riguardo i mezzi intesi come veicoli, oltre "quella di Moretti", quale altra auto targata "CD" era in circolazione?

redna
Inviato: 10/4/2008 23:06  Aggiornato: 10/4/2008 23:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
SirPaint

soluzione 'completa' del caso moro?
Non mi sembra, una parte non è stata considerata.

zaq

è un'azione di concezione militare.
---
E'un'azione militare uccidere a sangue freddo due agenti prima che l'auto si fermi?
E'un'azione militare uccidere la scorta che ha le armi nel bagagliaio?
Mi sembra di più un assassinio concepito perchè non ci dovevano essere testimoni.
Siamo ancora qui a pensare alla potenza di fuoco quando con poche pallottole potevano uccidere (nella maniera che l'hanno fatta) tutti e cinque gli agenti.
Quindi? Il resto mi sembra scena.
E non si pensa più all'elicottero che volteggiava che nessuno sa da dove è partito e perchè era li...

Per quanto riguarda quello che ho scritto circa la targa CD.
Non si potevano prendere altre taghe (o rubarle come è stato fatto,dicono, per la targa CD)?
Perchè proprio la CD?
Le ambasciate non godono forse dell'extraterritorialità? o sbaglio?

In questa ricostruzione leggiamo:
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1980163377
..davanti al piccolo corteo delle auto si inserisce una 128 targata CD 19707...
---
quindi questa auto (che era quella di 'moretti') arrivava con il corteo delle auto dell'onorevole.Pertanto si presume che sia stato per controllare il percorso che facevano.Nessuno l'ha vista prima di via fani?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
zaq
Inviato: 11/4/2008 0:21  Aggiornato: 11/4/2008 0:21
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Redna:
"E'un'azione militare uccidere a sangue freddo due agenti prima che l'auto si fermi?
E'un'azione militare uccidere la scorta che ha le armi nel bagagliaio?"

Eh si.... Concepita militarmente. E con almeno un tiratore di grande capacità.
Ma tu sei certa che sapessero che le armi erano nel bagagliaio?


Redna:
"Mi sembra di più un assassinio concepito perchè non ci dovevano essere testimoni.
Siamo ancora qui a pensare alla potenza di fuoco quando con poche pallottole potevano uccidere (nella maniera che l'hanno fatta) tutti e cinque gli agenti.
Quindi? Il resto mi sembra scena."

Potresti esserti risposta da sola. Oppure le cose possono essere andate diversamente da come pensi e da come è stato riportato.

Girarono voci all'epoca... strane voci...
Voci che dicevano di gente vestita da pilota vista sulla Cassia, di cui uno sembrava ferito...
Giravano voci che di questi qui si persero le tracce laddove, dicevano sempre le voci, partiva un tunnel segreto che dalla Cassia andava verso Civitavecchia..

Questa la leggenda, ma non ti dimenticare due fatti:

1) non si sa con precisione il numero di colpi sparati. Si dice 93 perchè sono stati repertati 93 bossoli, ma è tutto quello che si sa.
2) il magistrato inquirente, per una serie di motivi, andò sul posto dell'agguato la prima volta dopo 14 giorni dall'evento...

Fai tu...

zaq
Inviato: 11/4/2008 0:42  Aggiornato: 11/4/2008 0:42
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Redna:
"In questa ricostruzione leggiamo:
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1980163377
..davanti al piccolo corteo delle auto si inserisce una 128 targata CD 19707..."

Nel link che hai postato ci sono notizie che non mi sembrano corrette:

- Si attribuisce il black-out delle linee telefoniche all BR ...

- Si avvalora la tesi che la sparatoria inizia con sventagliate di mitra, il che è improbabile con Moro dentro l'automobile.

Pero' anche notizie interessanti che non avevo ancora letto da altre fonti:

- le gomme tagliate al fioraio erano tutte e quattro.

- la traccia di sangue sulla 132 ... si è mai capito di chi era? C'entra con la leggenda metropolitana dell'uomo del commando ferito?
Peccato non ci fosse il test del DNA all'epoca...
Questa traccia di sangue è stata conservata in qualche modo?


Pero' prima parlavi di piu' di una macchina targata "CD", ma dov'è che compare?

zaq
Inviato: 11/4/2008 1:05  Aggiornato: 11/4/2008 1:05
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
SirPaint:
"Su

Soluzione completa del caso Moro


c'è tutto, anche il nome di Tex Willer, gli snipers che sparano i primi due colpi; unico errore è la foto di via fani che è stata proposta speculare; con un programmino di fotoedit la puoi vedere in forma corretta."


Ci sono molte verita storiche, e la dinamica dei fatti dichiarata dall' ex gladiatore è tecnicamente fattibile con facilità da un professionista.
Leggo su forum militari di tiri a segno a guidatori di mezzi in movimento da oltre 2000 metri..
Parliamo di corpi speciali evidentemente.


Pero' manca una parte importante sulle verità storiche, che permetterebbe di comprendere meglio tante cose: la parte restante degli iscritti alla P2, quella mai rinvenuta (a quanto si sa).

zaq
Inviato: 11/4/2008 1:12  Aggiornato: 11/4/2008 1:12
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
Piccola e fortunata ricerca:

Qui si legge qual'era l'arma che usavano gli snipers dei marines nel 1978.

"308 Remington 700, bolt action, floating barrel, with a scope"

http://answers.yahoo.com/question/index?qid=20070906192715AANOITq

Si parla di portata di 1000 yards.

redna
Inviato: 11/4/2008 10:21  Aggiornato: 11/4/2008 10:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
prendendo spunto sempre dall'articolo:
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1980163377
si nota che dicono che moro è stato caricato su di una 128 scura seguita da una altra...Di queste due macchine nessuno ha visto la targa?Ci sono testimoni che hanno visto ma di questi particolari nessuno se ne ricorda?
Sono anche d'accordo che la 'sventagliata di mitra' non ci spoteva essere stata con moro dentro.
Resta valida l'ipotesi che il capo scorta e l'autista siano stati fredddati prima.
Quindi, ripeto, tutto quelll'inferno di proietili perchè servivano?
Perchè fare tanto casino?
Per attirare la gente che li vede in viso, malgrado abbiano le divise di avieri?
E perchè nell'azione non si sono coperti il volto?Per poi andare a prendere i rullini alle persone che hanno fatto le foto?
La macchina che segue la 128 con (presumibilmente ) dentro moro rapito perchè ha tanto l'aria di una scorta?Una macchina sola fa presto ad andare, due si notano prima e tanto più con a seguito la moto di grossa cilindrata.
Per quanto riguarda il ricovero al gemelli, anche qui cade un'ombra...L'uomo della scorta ferito si sa dove è stato colpito e se non ha mai parlato?


l Per a traccia di sangue sulla 132 d'accordo che allora non c'era l'esame del DNA ma ora si può fare.Nessuno ha pensato a questo,finora?

La ricostruzione postata da SirPaint, parla apertamente di Sindona, Calvi e di tutta la finanza dei cosiddetti 'banchieri di dio ' ma clamorosamente non da spazio al fatto che erano tali perchè esisteva lo IOR e il banchiere di dio a quel tempo era Marcinkus. Dal 1971 e per 17 anni ha tenuto le sorti dello IOR a cavallo di tre papi (paolo VI lo aveva voluto, ma a mio avviso, aveva anche avuto dei dissidi; Papa Luciani ha avuto vita breve, ma con Woityla tutto è andato bene tanto da essere diventato il suo 'gorilla').
La lista della P2 con tutto l'elenco dei nomi è talmente custodita bene che Gelli a Montecarlo fa quello che ha sempre fatto.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
sigmatau
Inviato: 11/4/2008 10:44  Aggiornato: 11/4/2008 10:50
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Ragazzi buondì…
… prima di proseguire il discorso sulla Strage di Monaco del 1972 e sulle conseguenze ‘a lungo termine’ che ne sono derivate, facciamo un piccolo passo intero… più che altro per accontentare l’amico zaq che ‘sbava’ dal desiderio di conoscere ‘prove e moventi’…

Prima una piccola premessa che spero non mi dipinga come un ‘becero maschilista’. Se dovessi fare una affermazione del tipo ‘Filomena ha due tette da sballo’ è chiaro che è differente dal dire, per esempio, ‘Maria Pia ha un fondoschiena che è la fine del mondo’. Nel caso specifico la prima affermazione si riferisce a Filomena e la seconda a Maria Pia. Sarebbe una ‘errata ricostruzione’ di quanto da me affermato l’affermazione ‘Filomena e Maria Pia sono due gran tocchi di f…’… e il perché è evidente… Orbene uno dei ‘paletti’ posti da Massimo all’inizio recita testualmente così…

L’ex-vicepresidente del CSM, Giovanni Galloni, ha dichiarato in un’intervista TV che poco prima del rapimento lo stesso Moro gli aveva confidato ‘di avere per certo che le BR sono state infiltrate dai servizi americani e israeliani’. Nella stessa intervista Galloni dichiara anche che non sempre la CIA teneva informati i corrispettivi italiani delle loro attività sul nostro territorio…

Per come è riferita la prima parte della frase si capisce chiaramente che, secondo quanto a Moro ‘risultava certo’, CIA e Mossad si erano infiltrate nelle BR. La seconda parte della frase cita la sola CIA e di fatto induce che legge a ritenere che delle due ‘agenzie’, la CIA sia stata quella che nella vicenda ha giocato il ruolo più ‘significativo’. Stessa cosa in pratica si legge sulla ‘Soluzione completa del Caso Moro’ che l’amico Sir Paint ci ha cortesemente segnalato. Volendo essere un poco meno superficiali tuttavia, un paio di domande sarebbero quanto meno doverose…

a) la ‘infiltrazione’ di CIA e Mossad nelle BR era avvenuta come ‘operazione congiunta’ o per lo meno erano state ‘contemporanee’?…
b) CIA e Mossad, per tramite delle BR, perseguivano lo stesso ‘disegno’ oppure due ‘disegni’ differenti?…

Per cercare di capire qualche cosa al riguardo mi sono andato a leggere con attenzione le ‘audizioni’ della Commissione stragi, la quale ha terminato i lavori nell’anno 2000… e lì si trova chiaramente scritto che i ‘contatti’ tra le BR e il Mossad erano già noti da tempo prima delle ‘dichiarazioni’ di Galloni e risalivano addirittura all’anno 1974. Oltre che del Mossad nella ‘audizione’ [che poi è quella di Valerio Morucci…] è nominato, sia pure 'di sfuggita' e dal solo Fragalà, il Kgb… della CIA invece nessuna traccia…

http://www.parlamento.it/parlam/bicam/terror/stenografici/steno22.htm

PRESIDENTE. Lei poco fa, se non sbaglio, ha definito Moretti ‘la Sfinge’: ho sentito bene?

MORUCCI. Sì.

PRESIDENTE. Recentemente, nel corso di audizioni svolte in Commissione, il messaggio che ci è stato lanciato, la valutazione che ci è stata proposta è che le Brigate rosse fossero una cosa, mentre le Brigate rosse più Mario Moretti fossero cosa in parte diversa. Lei su questo può dirci nulla? La ritiene una valutazione errata? Mario Moretti è soltanto il capo dell'area militarista, che obbedisce a questa consequenzialità logica che però poi lo portava, come è successo, inevitabilmente ad una sconfitta, o c'era qualcosa di diverso attorno a Moretti?

MORUCCI. Alla risultanza dei fatti e degli atti non vedo cos'altro potesse esservi! Non rintraccio nessun elemento che possa consentire...

FRAGALA’. Glielo posso suggerire io!

MORUCCI. Me lo dica.

FRAGALA’. Sia Franceschini, in una dichiarazione a Courmayeur del 1993, sia altri esponenti delle Brigate rosse ad un certo punto hanno detto che Moretti era qualcosa in più delle Brigate rosse, nel senso che faceva parte di una internazionale terroristica di cui facevano parte anche l'Ira irlandese e la Baader-Meinhof tedesca; ancora di più, che era stato prima contattato dal Mossad, che aveva interesse a contrastare una politica filo-araba di esponenti democristiani come Moro ed altri e poi, invece, che era stato contattato dal Kgb. Lei su questo sa nulla?

MORUCCI. No.

PRESIDENTE. Per completare la domanda, cosa dice del riferimento fatto tante volte all'Hyperion?

MORUCCI. Moretti prima di aderire alle Brigate rosse era vicino al cosiddetto Superclan e cioè alle persone che poi hanno dato vita in parte all'Hyperion. Inizialmente era un gruppo un po' più magmatico e complesso, quello che poi ha dato origine alle Brigate rosse. Il cosiddetto Superclan teorizzava la necessità di percorrere comunque una strada terroristica, però iperclandestina, non nel senso delle misure di sicurezza ma nel senso di non pubblicità degli intenti. Ci fu una spaccatura su ciò da parte di coloro che fondarono poi le Brigate rosse, i quali invece ritenevano che un processo rivoluzionario che utilizzasse nella sua strategia la violenza e le armi dovesse avvenire alla luce del sole, dovesse cioè essere pubblico, pubblicizzato, fondato sulla parola, sulla propaganda, sulla divulgazione della teoria politica e dei propri obiettivi. Stando a quanto so, Mario Moretti abbandonò quasi immediatamente questa piccola frazione e aderì in toto alle Brigate rosse. Da qui può sorgere una certa animosità di Franceschini nei suoi confronti per via di questo brevissimo trascorso di Moretti in questa frazione politica. Da quel momento in poi Mario Moretti è stato all'interno delle Brigate rosse e tutti i contatti sono stati decisi dal comitato esecutivo, passati attraverso quest'ultimo ed anche attraverso di me che non ero nel comitato esecutivo: quindi non erano decisi, stabiliti e praticati soltanto dal comitato esecutivo all'insaputa degli altri regolari dell'organizzazione. Io sapevo dei contatti di Moretti con i palestinesi, con la Baader-Meinhof, dei contatti che Moretti cercava di stabilire con altri gruppi europei; sapevo che questo era un punto del programma politico delle Brigate rosse e sapevo che questi rapporti, come sempre nelle Br, erano subordinati alla discussione politica. Moretti rifiutò più volte offerte di armi.

FRAGALA’. Da parte di chi?

MORUCCI. Credo di Action directe, non ricordo bene: ci fu un'offerta di bazooka o di altro, ma la rifiutò perché i rapporti tecnici erano subordinati a quelli politici. Ci doveva essere prima un accordo politico sulle strategie comuni con cui condurre la lotta armata in Europa, successivamente venivano i rapporti tecnici: questo era l'impianto, il mandato che l'esecutivo aveva dato a Mario Moretti.

FRAGALA’. Quindi rispetto ai tempi di Curcio e Franceschini c'è un salto di qualità enorme e cioè l'internazionalizzazione della lotta armata.

MORUCCI. No, credo che contatti con la Baader-Meinhof ci furono anche prima, all'epoca di Curcio e Franceschini, e credo che il tentativo da parte del Mossad sia avvenuto quando questi ultimi erano ancora liberi, se non vado errato è precedente al loro arresto. Non riguardano dunque Moretti ma erano diretti alle Brigate rosse e comunque sono stati immediatamente rifiutati.

PRESIDENTE. Quindi lei esclude una continuità di contatti tra Moretti e l'Hyperion.

MORUCCI. Sì, assolutamente…


Ancora una volta Fragalà è intervenuto al momento giusto e ha colto nel segno!… Morucci dunque [cascando anche stavolta a colpo sicuro nel ‘tranello’ tesogli da Fragalà…] ha confermato che prima dell’arresto di Curcio Franceschini [avvenuto nel mese di ottobre del 1974…] il Mossad ha ‘contattato’ le Br poichè ‘aveva interesse a contrastare la politica politica filo-araba di esponenti democristiani come Moro ed altri’ . E’ del tutto evidente, anche se al resto della commissione probabilmente la cosa è sembrata irrilevante, l’entità di queste affermazioni e gli elementi che da esse si possono ricavare. Se è vero che la ‘offerta di collaborazione’ da parte del Mossad era stata ‘immediatamente rifiutata’ dai ‘capi storici’ delle BR prima del loro arresto, è pensabile che ulteriori ‘contatti’ non vi siano stati dopo, e questa volta con Moretti come ‘interlocutore’?… o è pensabile il contrario?…

Un dieci e lode a Fragalà!… e notare la 'genialità' di Morucci il quale prima alla domanda di Fragalà 'lei sa qualcosa dei contatti tra BR e Mossad?...' risponde 'no' e poi afferma che tali 'contatti' sono avvenuti prima dell'arresto di Curcio e Franceschini...

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
sigmatau
Inviato: 11/4/2008 11:14  Aggiornato: 11/4/2008 11:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
redna: … dicono che Moro è stato caricato su di una 128 scura seguita da una altra... di queste due macchine nessuno ha visto la targa?… ci sono testimoni che hanno visto ma di questi particolari nessuno se ne ricorda?…

Da Giovanni Bianconi- Eseguendo la sentenza- Roma, 1978. Dietro le quinte del sequestro Moro – ed. Einaudi pag. 22…

L’onorevole Pino Rauti, deputato del Movimento Sociale Italiano- Destra Nazionale, è un accanito avversario politico di Aldo Moro. Stamane sta per recarsi alla Camera per votare contro il governo fortemente voluto dal presidente della Dc. Lui, da vecchio fascista che è stato pure in galera con laccusa di aver preso parte alle ‘trame nere’, vede come il fumo agli occhi una compagine che per la prima volta raccoglierà anche il consenso dei comunisti. Il segretario del partito Giorgio Almirante si è raccomandato di essere puntuali, alle 10, a Montecitorio. I voti dei missini saranno tra i pochi contrari al nuovo governo e devono esserci tutti. Per questo Rauti si è mosso con largo anticipo e alle 9 è già nel garage di via Stresa dove abita, per salire sulla sua 1300. In macchina si ricorda di aver lasciato sparsi sulla scrivania i fogli del libro a cui sta lavorando, il sesto volume della ‘storia del Fascismo’. Un’opera cui tiene moltissimo. Decide di risalire per riordinare quelle carte, sennò finisce qualcuno in casa, ci mette le mani, e poi chissà che confusione. Tanto c’è tempo. Torna su e , mentre raggiunge il tavolo, dalla strada sente un crepitare di colpi. Un asventagliata, poi un’altra. La figlia Isabella che lo aveva appena salutato si spaventa: ‘Stanno sparando a papà!…’. Subito però si accorge che il padre è lì, in casa. Rauti si affaccia alla finestra giusto in tempo per vedere una persona con una borsa in mano che s’affretta a salire dentro una macchina e un’altra schizzare via. Riesce a distinguere il modello e annotare il numero di targa. Poi si accorge della auto rimaste ferme con gli sportelli aperti, del sangue e di un cadavere a terra…

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
BigLie
Inviato: 11/4/2008 11:29  Aggiornato: 11/4/2008 11:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Tento di mettere carne al fuoco approfittando di
una notizia di ieri assolutamente clamorosa:
è stato arrestato Roberto Sandalo, uno dei capi storici
di Prima Linea, con l'accusa, udite udite, di guidare una
formazione terrorista fondamentalista cristiana (!!!) che ha
portato a termine numerosi attentati incendiari contro
moschee e luoghi di ritrovo islamici a Milano.
Questa formazione, il Fronte Cristiano Combattente, incita
alla guerra contro l'Islam ed è ritenuta dal giudice Spataro
estremamente pericolosa perchè potrebbe attirare elementi
della Lega desiderosi di passare all'azione.
Ma non è questa la cosa più incredibile: sapevo già di questa
incredibile virata a U di Sandalo, i giornali ne avevano già
parlato perchè era stato coinvolto in scontri tra leghisti (Sandalo
è stato anche Guardia Padana) e anarchici. L'attribuivo, però, ad
un disadattamento tipico di un ex che ha perso i riferimenti della
sua vita.
Ma le cose non sono così semplici.
Innanzitutto, Sandalo è sposato con un'avvocatessa milanese ed è,
qundi, tutt'altro che un disperato. Secondo, questa avvocatessa è
un elemento di spicco di SOS Italia, organizzazione fondata da Maurizio
Scelli, l'ex plenipotenziario forzista della Croce Rossa che ha tramato
parecchio in Iraq e che si dice molto vicino ad ambienti dei servizi
segreti.
Terzo, il racconto che fa Spataro della vita di Sandalo e degli interrogatori
al tempo di Prima Linea, condotti dallo stesso giudice, è allucinante.
Questo rivoluzionario di rango aveva fatto il militare come ufficiale degli
Alpini (?), cosa ben strana per un rivoluzionario. Non solo, quando
Spataro iniziò ad interrogarlo si mise sugli attenti proprio come fa un
militare e cominciò a spiattellare vita, morte e miracoli di Prima Linea
facendo arrestare un bel pò di suoi compagni.
Terzo, fu condannato a soli 11 anni in quanto pentito e di questi ne ha
fatti solo 3 (!!!).
Ragazzi, a casa mia 2 + 2 fa 4 e ormai ci sono ben pochi dubbi sul fatto
che le organizzazioni combattenti di estrema sinistra degli anni '70 fossero
un ramo operativo dei servizi.
Mi sembra chiaro, infatti, che Sandalo stia facendo oggi come allora
lo stesso lavoro. Ieri, l'obiettivo era impedire che l'Italia cambiasse
veramente fermando un movimento, quello del '77, che era
potenzialmente in grado, per numero di adesioni, entusiasmo e capacità
critica, di portare l'Italia ad essere il primo paese europeo che si sottraeva
alla logica dei blocchi contrapposti mettendo in discussione il potere
delle elites e i loro interessi.
Oggi, il compito di Sandalo è contribuire a scatenare un'ondata di
progrom antiislamici nel Nord Italia in funzione scontro di civiltà e
secessione del Nord. Credo che sarebbe interessante, per le elites,
realizzare nel Nord una repubblica in cui concentrare la direzione delle
speculazioni finanziarie e dei traffici di droga, armi e rifiuti in Europa.

BigLie
Inviato: 11/4/2008 11:44  Aggiornato: 11/4/2008 11:44
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Sigmatau, dall'interrogatorio di Morucci ho colto una
bella contraddizione.
Dunque, Morucci afferma che il Superclan era un gruppo
magmatico e complesso da cui, comunque, nacquero le BR.
Successivamente, sostiene che Franceschini era incavolato
con Moretti per aver fatto parte quest'ultimo del Superclan.
Ma Franceschini è stato uno dei fondatori delle BR e se si dice
che le BR sono un prodotto del Superclan allora anche
Franceschini deve averne fatto parte e dunque, prima di arrabbiarsi
con Moretti, avrebbe dovuto arrabbiarsi con sè stesso.
L'unica soluzione logica a questa apparente contraddizione è che, in
realtà, le Br fossero nate prima dell'avvento di Curcio e Franceschini,
i quali probabilmente pensarono erroneamente di essere riusciti a
prenderne il controllo strappandolo al Superclan.
Per questo vedono Moretti come un nemico, come un uomo del
Superclan e come un infiltrato dei servizi (ci sono testimonianze dirette
di Franceschini su questa diffidenza verso Moretti) ed è per questo che
Moretti li fa arrestare in quanto pericolosi per i suoi disegni.
Da non trascurare il fatto che Morucci rivela contatti con il Mossad prima
dell'arresto di Curcio e Franceschini con rifiuto, da parte dei due, di una
collaborazione con Israele.
Secondo me è anche per questo che si procede alla loro cattura...

sigmatau
Inviato: 11/4/2008 12:16  Aggiornato: 11/4/2008 12:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
Riguardo a questo fantomatico ‘Superclan’ la solita Wikipedia riporta…

http://it.wikipedia.org/wiki/Superclan

Il cosiddetto Superclan fu un gruppo terroristico costituitosi a partire dai nuclei delle Brigate Rosse intorno agli anni 1970-71. Sulla sua fondazione, sugli effettivi componenti, sulle sue azioni per ora non è ancora stata fatta chiarezza, ma dalle testimonianze dei fondatori delle Brigate Rosse ed in particolare da quella di Alberto Franceschini emergerebbe l'ipotesi che il Superclan fu costituito da un gruppo di superclandestini capeggiati forse da Corrado Simioni, elemento chiave nelle vicende di quegli anni e forse anello di congiunzione [ad insaputa di molti suoi ‘collaboratori’] tra la sinistra extraparlamentare e i servizi segreti di molti paesi anche al di fuori dell'Europa, e reso operativo da Mario Moretti, già nel gruppo di comando delle Brigate Rosse insieme a Curcio, Mara Cagol, e Franceschini [1971-74]…

Uhmmm!!!… chissà perché questo Superclan mi ricorda in qualche modo Ordine nero, altra fantomatica ‘formazione terroristica’ che è ritenuta responsabile dei due più rilevanti ‘episodi stragistici’ dell’anno 1974 [Piazza della Loggia a Brescia e Treno Italicus…] e di cui, piccolo dettaglio, ancora oggi non si conosce chi ne abbia fratto parte

... sarà forse per il nome ‘Superclan’… che, proprio come ‘Ordine nero’… suona decisamente ‘stonato ed artefatto’…

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Diviona Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
BigLie
Inviato: 11/4/2008 12:24  Aggiornato: 11/4/2008 12:24
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Tanto per ricordare chi è Simioni:
(raccomando di leggere tutto l'articolo sul sito
http://diapason.typepad.com/diapason/2007/04/index.html)

Con una certa superficialità Corrado Simioni è stato spesso identificato con l’improbabile immagine del “grande vecchio” delle BR: più realisticamente, la Commissione Stragi l’ha qualificato come “figura enigmatica”. Scriverà su La Repubblica del 31 maggio 1999 Giorgio Bocca: “Mi toccò di andare a Chamonix per incontrare uno dei pretesi ‘grandi vecchi’, il professor Simioni del Superclan, che non era come si può pensare una specie di Spectre, ma un gruppo di giovani intellettuali ‘superclandestino’ che aveva saputo da alcuni esperti di informatica che il capitalismo sarebbe crollato nel 1973 e si preparava a sotterrarlo nel più assoluto segreto. Il tutto avveniva a Parigi, dove aveva aperto una scuola di lingue, la Hyperion. Il luogo dell’incontro era degno di un grande vecchio, nella casa di legno di Balmat, il leggendario scalatore del Monte Bianco. Il professor Simioni era amico degli eredi del giro dell’Abbé Pierre. Mi parve di capire che Simioni e i suoi ringraziassero il cielo di essere espatriati in tempo e di non essere entrati nella catena infernale del terrorismo”. Nato a Venezia nel 1934, dalla fine degli anni Cinquanta Corrado Simioni milita nella corrente autonomista del PSI in stretto contatto con Bettino Craxi e Silvano Larini, ma nel ’65 viene espulso dal partito con la non meglio precisata accusa di “condotta immorale”. Trasferitosi a Monaco di Baviera, collabora con Radio Europa Libera – che con le sue frequenze riesce a inondare di informazioni democratiche i Paesi d’oltre cortina. Sempre a Monaco frequenta un corso di teologia. Nel ’67 lo ritroviamo a Milano, dove lavora alla Mondatori collaborando però anche con l’USIS (United States Information Service), un’istituzione culturale americana, e non solo, vista la sua fornitura di intelligence alla CIA. Nel 1970, dopo la rottura con Curcio [entrambi figurano tra i fondatori del CPM, il collettivo politico metropolitano all’interno del quale si formò il nucleo primigenio delle Brigate Rosse], Simioni fonda il Superlcan, criticando l’avventurismo delle nascenti BR. Ma anche lui è soggetto a critiche, anzi, a veri e propri sospetti: per Lotta Continua è un confidente della polizia, per Avanguardia Operaia del SID. Poi per un decennio di Simioni si perdono le tracce, finché in un’intervista Bettino Craxi dichiara: “forse il grande vecchio delle BR è qualcuno che ha fatto l’università in mezzo a noi”. Nell’82 il leader socialista invierà una lettera a Simioni a Parigi, in cui dichiarerà di non aver mai fatto il suo nome in quell’intervista.

BigLie
Inviato: 11/4/2008 12:26  Aggiornato: 11/4/2008 12:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Inoltre, il suo amico e braccio destro Duccio Berio è
figlio di un medico ebreo con cittadinanza israeliana
sospettato di essere capocentro del Mossad a Parigi.
Grandi, 'sti rivoluzionari che studiano teologia, che fanno
il saluto militare come Sandalo, che amano Mussolini come
Moretti.
Ancora cerchiamo prove su chi ha eterodiretto le Br?

redna
Inviato: 11/4/2008 13:06  Aggiornato: 11/4/2008 13:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
BigLie

pensa che non è ancora stata data una risposta certa alla domanda:
l'on.moro quella mattina c'era realmente in via fani?
Questa domanda,alla quale con certezza non è stato risposto, è fondamentale perche, al di la delle inchieste e processi vari, se NON ci fosse stato e fosse stato altrove tutta l'azione di via fani assume una piega completamente diversa,
vale a dire, quel giorno si dovevano SOLO assassinare gli uomini della scorta.
E,se permettete, non è una cosa da poco.
La lapide dedicata ai cinque agenti della scorta non ha NESSUNA relazione a moro. E non viene nemmeno detto da CHI sono stati uccisi (per non mettere in relazione il tutto con moro?).

La lapide è stata anche profanata:
http://news.centrodiascolto.it/view/162430

ripropongo la lapide alla memoria degli uomini della scorta:
http://www.storicamente.org/05_studi_ricerche/cavallaro_fig4.htm

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
BigLie
Inviato: 11/4/2008 14:50  Aggiornato: 11/4/2008 14:50
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Dallo stesso sito:

Brigate Rosse
11 novembre 2007
lezione di francese
I primi ad accennare all’esistenza di una centrale eversiva a Parigi furono, nel 1974, Giulio Andreotti e Guido Giannettini […] Andreotti parlò di Parigi nel famoso articolo in cui affermava che coprire l’agente Giannettini “fu uno sbaglio grave” e Giannettini parlò diffusamente di questa centrale parigina in un memoriale che scrisse durante il volo verso l’Italia quando, anche in seguito all’intervista di Andreotti, decise di costituirsi all’ambasciata italiana a Buenos Aires. Nell’intervista Andreotti, rispondendo a una domanda del giornalista, disse: “Sono ancora convinto che una centrale fondamentale, che dirige l’attività dei sequestri politici per finanziare i piani d’eversione e che coordina lo sviluppo terroristico su scala anche europea, si trova a Parigi. Probabilmente sotto la sigla di un organismo rivoluzionario”. La polemica su Giannettini divenne rovente e il giornalista, che viveva a Buenos Aires, l’11 agosto 1974 si costituì all’ambasciata italiana di quella città. Nel volo verso Roma riempì quaranta pagine manoscritte nelle quali affermò, tra l’altro, che nei primi mesi del 1973 sarebbe stata costituita a Parigi una centrale terroristica di estrema sinistra controllata dai servizi segreti israeliani. Il suo nome in codice, secondo Giannettini, sarebbe stato Think-Tank. La prima vittima del Think-Tank sarebbe stata Luis Carrero Blanco, presidente del Consiglio spagnolo. Secondo Giannettini, gli atti di terrorismo organizzati da questa centrale – che avrebbe avuto connotazioni esteriori di sinistra – avrebbero risposto all’esigenza del Mossad e del governo israeliano di impedire che nei vari paesi prevalessero tendenze filoarabe e antiisraeliane. Strumenti del Mossad all’estero, secondo Giannettini, sarebbero stati i partiti socialisti e le formazioni rivoluzionarie della sinistra extraparlamentare […] Nella stessa estate del 1974 il giudice istruttore di Milano Gerardo D’Ambrosio acquisì anche una lettera-memorandum che Giannettini aveva indirizzato – egli afferma fin dal marzo 1973 – al generale Gian Adelio Maletti, all’epoca capo del reparto D del SID, nella quale elencava alcune fra le ricerche operative che egli avrebbe compiuto negli anni precedenti per conto del SID […] Nel memorandum si legge tra l’altro: “Estate 1967, sui retroscena degli interventi della CIA per le aperture a sinistra in Europa […] 1968, sulle centrali americana e britannica della internazionale della contestazione […] Inizio 1969, sui movimenti della sinistra extraparlamentare in Italia e sui suoi collegamenti internazionali […] 1973, su centrale clandestina di estrema sinistra operante sul vertice dell’Esercito italiano, in contatto con i servizi speciali di Brandt […] 1973, sull’internazionale della contestazione europea, suoi collegamenti e sue attività”. È il caso di ricordare che Mino Pecorelli nel 1977 pubblicò stralci di un documento attribuito allo SDECE, il servizio segreto francese, nel quale si sostiene la stessa tesi di Giannettini. Scriveva Pecorelli: “Nel 1973 a Bruxelles, dietro gli organismi ufficiali della Quarta Internazionale, è sorta una centrale rivoluzionaria mondiale che i servizi politico-militari occidentali hanno indicato con la sigla TT [Think-Tank]. In quella struttura operano congiuntamente trotzkisti filoamericani e israeliani del Mossad, l’agguerritissimo servizio segreto di Tel Aviv, al fine di impedire che in seno a movimenti extraparlamentari europei possa prevalere la componente filo-araba”. Le affermazioni di Giannettini e Pecorelli non hanno avuto conferme in atti giudiziari e pertanto possono solo essere registrate con il beneficio d’inventario, ma sulla basse delle successive dichiarazioni di brigatisti che hanno collaborato con la magistratura, sembrano emergere tre tentativi del Mossad di stabilire contatti con le Brigate Rosse, di cui i primi due furono sicuramente respinti. È peraltro da rilevare che anche sequestri di uomini politici o di industriali avvenuti in Sud America e attribuiti a gruppi di estrema sinistra presentano alti tassi di ambiguità.

BigLie
Inviato: 11/4/2008 14:53  Aggiornato: 11/4/2008 14:53
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Dunque, l'operazione Moro sarebbe stata portata a
termine dal Mossad e, in questo senso, acquista peso
l'ipotesi che la lingua straniera incomprensibile sentita in
via Fani possa essere stata l'yiddish.
Questo spiegherebbe anche le inspiegabili posizioni attuali,
ad esempio, di un Sandalo.

BigLie
Inviato: 11/4/2008 15:30  Aggiornato: 11/4/2008 15:30
Mi sento vacillare
Iscritto: 26/10/2007
Da:
Inviati: 331
 Re: Indagine sul caso Moro
Se andate a leggere la pagina Hyperion del sito di cui sopra,
c'è un'interessantissima interpretazione del giudice Priore che,
a prescindere dall'intervento dei vari servizi esteri, dà una lettura
politica interna stuzzicante.
Priore sostiene che le organizzazioni della lotta armata in Italia
erano a stretto contatto con il PSI, come poi si vedrà anche
nella fase della trattativa del sequestro Moro.
Penso non sfugga il fatto che quello del PSI fu per Moro un
abbraccio mortale: lo spingere oltremodo sulla questione del
riconoscimento, impossibile, delle BR come interlocutore
politico ha di fatto sancito la condanna a morte di Moro.
Ma Priore va oltre e afferma che il sequestro Moro fu attuato
per impedire la nascita dell'asse DC-PCI che avrebbe escluso il
PSI.
E teniamo conto che il Superclan si installa a Parigi con la copertura
di Mitterand che sogna di utilizzare l'internazionale guerrigliera come
suo braccio operativo per costituire un terzo polo in Europa.
Un'Europa "socialista" con una propria "force de frappe", una nuova
Superpotenza. Un progetto, però, che fallisce in quanto a 30 anni
di distanza ancora non è nata un'Europa con queste caratteristiche.
E qui la cosa si fa complessa.
Perchè, ovviamente, la parola "socialista" in quegli anni può tradursi
in altro modo ossia come "massoneria". Mitterand, infatti è
notoriamente massone. Basti pensare alla piramide, un obbrobbrio
architettonico, che fa costruire come accesso al Louvre.
E' il PSI di Craxi a fornire buona parte (o viceversa) degli affiliati alla
loggia P2. E' Craxi ad appoggiare il "fratello" Berlusconi nella
scalata al potere mediatico ecc.
Dunque, quello che si delinea è il riemergere di una potenza
massonica non più sotterranea bensì palese, addirittura egemone
in Europa e dotata di proprie armi nucleari.
Cos'è che fa crollare questo progetto?
Forse i massoni europei sono andati troppo oltre, alterare un
equilibrio consolidato è troppo rischioso e i "fratelli" d'oltremare
e con la kippah decidono di interrompere questo gioco.
Avrà avuto un ruolo in tutto questo anche l'attentato al papa?
Chissà.
Sta di fatto che proprio l'operazione Moro sembra (?) l'inizio della
fine per la ragnatela sapientemente tessuta dalla massoneria
occulta. Infatti, le organizzazioni combattenti di estrema sinistra
vengono rapidamente smantellate e di lì a poco vengono a galla
le liste della P2.
Ma potrebbe essere, e per me è così, solo una ritirata strategica.
Qualcuno a Washington e a Tel Aviv ha fatto presente che non era
il caso di armare tutto 'sto casino e di andare ad uno scontro
pericoloso con il potere della Chiesa e dell'allora ancora forte PCI.
In quel momento occorreva perseguire un obiettivo più stringente
e più facilmente perseguibile, la fine del Patto di Varsavia per il quale
la Chiesa era fondamentale.
D'altra parte, il Vaticano potrebbe essersi incazzato ed aver contribuito
a smantellare la P2 di cui conosceva molto per gli affari intercorsi con
Marcinkus e quindi, ad esempio, i sequestri della Orlandi e della Gregori
potrebbero essere intesi come un perentorio invito a cessare le
ostilità.
Qualcuno ha detto che la storia è semplicemente il racconto della
lotta tra società segrete...

sigmatau
Inviato: 11/4/2008 15:44  Aggiornato: 11/4/2008 16:18
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Indagine sul caso Moro
BigLie: ... dunque l'operazione Moro sarebbe stata portata a
termine dal Mossad e, in questo senso, acquista peso
l'ipotesi che la lingua straniera incomprensibile sentita in
via Fani possa essere stata l'yiddish...


Ragazzi
a quanto pare la ‘verità’ comincia a fare capolino e da parte mia sono felice di aver avuto ragione quando ho identificato in BigLie un valido aiuto… very good!…

Dopo la necessaria parentesi proviamo a riprendere il discorso da dove lo abbiamo lasciato, vale a dire ‘il giorno dopo’ il massacro degli 11 atleti israeliani avvenuto nel corso delle Olimpiadi di Monaco del 1972…

http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Wrath_of_God

Immeditamente dopo questo ‘incidente’ il primo ministro di Israele Golda Meir creava il cosiddetto ‘Comitato X’ , un ristretto gruppo di ufficiali e funzionari governativi, presieduto da lei stessa e dal ministro della difesa Moshe Dayan, incaricato specificatamente [ e semplicemente…] di ‘studiare la risposta più appropriata’. Il sudetto ‘comitato’ non impegò molto tempo a formulare tale ‘risposta’ e pervenne alla conclusione che il miglior modo di ‘scoraggiare’ futuri attentati terroristici fosse quello di ‘assassinare in modo da dare esempio chi aveva attuato o anche solo supportato il massacro’. Contrariamente a quello che si afferma da più parti tale ‘risposta’ venne decisa [e anche in parte attuata…] prima del [falso] dirottamento dell’aereo della Lufthansa di cui si è accennato e che era servito al governo tedesco quale ‘espediente’ per rimettere il libertà i tre terroristi superstiti. La prima fase operativa della ‘risposta’ fu affidata Mossad il quale, con l’aiuto di diversi servizi segreti europei ‘amici’ , preparò un elenco di nominativi di persone da ‘giustiziare’ che è passato alla storia con il nome di ‘Lista di Golda’. I nominativi contenuti nella ‘prima versione’ della ‘lista’ [essa sarà sucessivamente ‘aggiornata’ e con ogni probabilità esiste ancora oggi…] non sono mai stati resi noti e si fa lì’ipotesi che vi fossero dai 20 ai 40 nomi di membri dell’organizzazione ‘Settembre nero’ e del Movimento per la Liberazione della Palestina. Un requisito essenziale del ‘piano di risposta’ ideato dal ‘Comitato X’ era la cosiddetta plausible deniality, consistente in una procedura assai sofisticata per ‘mascherare’ le reali responsabilità di Israele per questi crimini. Una procedura del genere era stata attuata dagli Alleati nel corso della seconda guerra mondiale in più di una occasione. Allorché ad esempio si veniva a conoscenza tramite ULTRA della rotta che avrebbe percorso un piroscafo italiano diretto in Libia con un prezioso carico destinato all’Africa Korps, non solo si predisponeva l’invio di unità navali o aeree che avrebbero affondato il piroscafo, ma si aveva l’accortezza di inviare prima un aereo da ricognizione sulla rotta che si sapeva il piroscafo avrebbe percorso in modo che questo venisse avvistato e il suo successivo affondamento avesse una ‘plausibile giustificazione’. Questo particolare deve essere tenuto ben a mente poiché è essenziale per la comprensione di quello che verrà. Oltre a questo, quasi ciò non bastasse a ‘illuminarci’ sulla vera indole del ‘Popolo eletto’, un altro ‘requisito essenziale’ doveva essere soddisfatto. Di cosa si tratta ce lo ha spiegato l’ex-capo del Mossad David Kimke…

… lo scopo da raggiungere non si limitava alla sola ‘vendetta’ … assai più importate era incutere terrore , in modo che sapessero di dover morire ma non sapessero né come né quando… troppo facile tendere loro un agguato in una strada buia e farla finita con un solo colpo di pistola…

Suggerirei vivamente di tenere bene a mente quanto detto da Kimke, poiché tutto il loro significato sarà assolutamente chiaro più avanti. La seconda fase operativa del ‘piano’ predisposto dal ‘Comitato X’ è passata alla storia col nome di Operation Wrath of God [letteralmente ‘Operazione Ira di Dio’…] e prossimamente ne esamineremo i ‘dettagli’. Quello di cui ci interessiamo ora riguarda le ‘Unità speciali’ a cui fù affidata l’attuazione del ‘piano’ predisposto dal ‘Comitato X’. Si tratta delle ‘Unità speciali Kidon’…

http://en.wikipedia.org/wiki/Kidon

Si tratta di vere e proprie ‘bande di assassini’ nate in pratica subito dopo la fine della seconda guerra mondiale allo scopo di ‘assassinare in modo sommario’ chi in qualsiasi modo avesse preso parte, non importa con quale grado di ‘coinvolgimento’, al cosiddetto ‘Olocausto’. Non è mai stato appurato, neppure in modo approssimativo, quanti sono stati i ‘nazisti’ o loro ‘collaboratori’ deceduti per mano delle ‘Squadre Kidon’. Con la nascita di Israele e le guerre che ne sono derivate, i ‘tipi di missione’ affidate alle ‘Squadre Kidon’ si sono alquanto ‘diversificati’. Il sito indicato ne indica specificatamente due [è probabile però siano di più, ma di fatto assai poco si conosce su questo tipo di ‘unità’… ]

a) il primo tipo di missione è definita ‘emergenza operativa’ e consiste nel ‘soccorso a vite amiche’, tipicamente civili israeliani presi in ostaggio salvare la cui vita costituisce obiettivo primario della missione
b) il secondo tipo cosiste nel ‘giustiziare’ individui il cui nome rientra nelle cosiddette ‘execution list

Il secondi tipo di missione comprende a sua volta tre ‘sottoclassi’ che sono descritte in dettaglio e sulle quali perciò non ci soffermeremo più di tanto. E’ invece assiltamante essenziale quanto riportato nelle ultime righe, dove si capisce a pieno il significato del termine ‘execution list’. Consiglio prima di leggere di stropicciarsi gli occhi e rendervi conto che quello che state per leggere… corrisponde al vero …

The common denominator is that those targeted must have killed either Israeli soldiers and civilians or Jews. They can also target those who are planning to conduct or finance these acts, either in fact or in prospect. If a hit is requested, the prime minister will pass the matter to a judicial investigator so secret few Israeli jurists and no Israeli citizens have ever heard of him. The investigator holds a court with the charge read out, a prosecutor and a defender. If Mossad's request is confirmed, the matter goes back to the prime minister for his signature. Then the order is given to a Kidon unit to eliminate the target…

Apprendiamo così che la stesura della ‘Lista di Golda’ non è stato un ‘episodio isolato’ verificatosi all’indomani del massacro di Monaco e che poteva avere una qualche ‘giustificazione’ nello stato d’animo del momento. Di fatto da sempre la stesura di queste ‘liste di morte’ è prassi comune in Israele

Non so se voi per oggi ne avete abbastanza… da parte mia ne ho abbastanza e ci risentiamo prossimamente…

saluti!…

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
redna
Inviato: 11/4/2008 17:20  Aggiornato: 11/4/2008 17:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Indagine sul caso Moro
Dunque, l'operazione Moro sarebbe stata porta a termine dal Mossad...
---
Non mi sembra una conclusione ovvia .E nemmeno corretta.

...l'ipotesi che la lingua straniera inconprensibile sentita in Via fani possa essere stata l'Yddish.
---
Potrebbe anche essere stato semplicemente il 'tedesco' magari parlato alla maniera dialettale. Per fare un esempio:l'italiano parlato da un romano è diverso da quello parlato da un siciliano...
Quindi perchè cercare tanto in idiomi stranieri quando potrebbe essere stato esattamente come era: cioè il tedesco?
Nel 1978 non è che a roma TUTTI conoscessero il tedesco..Potrebbe essere stato riconosciuto più facilmente dalla gente del norditalia che confinano con l'austria (e parlano il tedesco).

I voli pindarici portano a delle conclusioni del tutto inaspettate.
Ma come dice zaq ci sono dei criteri per un'indagine.
E bisognerebbe attenersi a quelli che ricordo sono:
- movente
- opportunità
- mezzi.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
zaq
Inviato: 11/4/2008 17:41  Aggiornato: 11/4/2008 17:41
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2006
Da:
Inviati: 94
 Re: Indagine sul caso Moro
BigLie, come da nick, sta facendo solo disinformazione.

Mischi qualcosa di vero con illazioni e baggianate.

Mitterand nel 1978 è all'opposizione in Francia.
Diventerà presidente nel maggio 1981, tre anni dopo la morte di Moro.

ALLORA COME AVREBBE FATTO A FAVORIRE QUALCOSA NATO ANNI PRIMA DELLA SUA PRESIDENZA?

E ricordati che Mitterand varo' un governo in Francia con 4 ministri del PCF (Partito Comunista Francese) e il PCF non aveva rotto con Mosca come il PCI.
Quando le teorie personali fanno a cazzotti coi fatti, bisogna credere ai fatti, non alle teorie personali.



Aspetto ancora che mi rispondi riguardo l'appartenenza al PCI di Baldasarre.
Allora, qual'è la fonte?