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elezioni Usa : Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Inviato da Redazione il 6/2/2008 2:30:00 (7616 letture)

Ha destato un certo scalpore l’“endorsement”, cioè l’appoggio ufficiale alla causa, dato da Maria Shriver Kennedy a Barak Obama, in vista della cruciale tornata delle primarie in California, in corso in queste ore. Non tanto perchè la Shriver sia la nipote di John Kennedy (in fondo anche Ted Kennedy, il fratello del presidente ucciso, ha appena fatto la stessa cosa, unitamente alla sorella Caroline ), ma perchè nel contempo è la moglie di Arnold Schwartznegger, il Governatore della California che ha appena dato il suo endorsement al repubblicano John McCain.

Verrebbe da liquidare il tutto come una buffonata da teatrino di provincia, dove “in fondo è tutto già deciso”, ma le cose possono anche essere più complesse di così.

Che alla presidenza debba arrivare una persona gradita ai poteri forti è indubbio, infatti, ma è altrettanto vero che “graditi” non si nasce, lo si diventa lungo il percorso.

Man mano che si procede verso l’alto, cioè, si viene sottoposti a filtri sempre più rigorosi, che impediscano ad un elemento estraneo di bloccare i meccanismi che agiscono a quel determinato livello, e questo porta a dedurre che chi riesce ad uscire dal forellino più alto di tutti - quello della Casa Bianca – debba avere ormai perso ogni caratteristica individuale, per essere diventato un perfetto e anonimo burattino.

Può anche succedere, però, che il sistema di filtratura si inceppi, ...

... e che qualcuno più grosso delle maglie riesca comunque a raggiungere la vetta.

E’ stato il caso, molto probabilmente, di Papa Luciani, che sin dal primo giorno di pontificato ha sconcertato l’intera curia dichiarando che “Dio è maschio è femmina insieme”, con tante altre cose del tutto inaccettabili da parte dell’establishment di allora. Sarà solo una coincidenza, ma Papa Luciani è passato a miglior vita prima che il mondo potesse accorgersi di ciò che andava predicando.

Ma è stato certamente il caso di John Kennedy, e qui ci si riallaccia al discorso iniziale.

Nel 1960 il grande favorito alla presidenza era Richard Nixon, che dopo la vicepresidenza accanto ad Eisenhower sembrava destinato a portare con grande facilità la fiaccola repubblicana nel nuovo decennio.

A quel punto della sua carriera, inoltre, Nixon non aveva nemmeno bisogno di essere “filtrato”, poichè era egli stesso un “prodotto di laboratorio”: scovato e allevato da Prescott Bush (nonno dell’attuale presidente) sin dagli anni ‘40, si preparava ora a incarnare il perfetto burattino, a completa disposizione di chi lo aveva portato fino a lì.

Talmente scontata sembrava la vittoria di Nixon, che le “maglie del sistema” non si preoccuparono di verificare troppo da vicino lo “spessore” di John Kennedy, l’ignoto candidato democratico che appariva nettamente distaccato nei sondaggi nazionali.

Ma chi aveva puntato su Nixon non aveva fatto in conti con la mafia, strettamente legata al padre di John Kennedy fin dai tempi del proibizionismo. Accade così che, con l’aiuto insperato di Sam Giancana e dei suoi ”picciotti”, alla Casa Bianca ci finì proprio Kennedy.

Diventa qui interessante leggere i resoconti dei vari personaggi di potere di quell’epoca, che si trovarono improvvisamente fra i piedi questo presuntuoso irlandese uscito dal nulla, che era addirittura convinto di poterli comandare a piacimento.

Ciò che accadde nei tre anni di presidenza Kennedy meriterebbe ore di analisi, e non è ancora stato sviscerato fino in fondo. Di certo sappiamo che si mise contro l’FBI di Edgar Hoover (voleva riportarla sotto il controllo del Ministero di Giustizia, che aveva affidato al fratello Bob), contro la CIA di Allen Dulles (voleva letteralmente smantellarla, e dopo il disastro della Baia dei Porci arrivò addirittura a licenziare Dulles), contro la Chiesa cattolica (per nulla contenta dell’annunciato ritiro dal Vietnam, che avrebbe significato la perdita dell’avamposto cristiano nella terra dei bonzi), contro il complesso militare-industriale (ancora meno contento, ovviamente, per lo stesso ritiro), contro la mafia che lo aveva aiutato (il fratello Bob non voleva saperne di lasciare in pace Jimmy Hoffa), e contro i banchieri che gestivano la Federal Reserve (aveva inizato a stampare dollari d’argento governativi).

Diciamo che a quel punto gli mancava solo l’associazione dei bidelli dell’Oklahoma, per avere contro gli interi Stati Uniti d’America. Inevitabili quindi i proiettili di Dallas, ai quali il Presidente andò incontro - a mio personale parere – perfettamente cosciente di quanto lo aspettasse.

Di fatto, a Dallas quel giorno c’erano sia George H. Bush (figlio di Prescott, e padre dell’attuale presidente), che lo stesso Richard Nixon.

La storia di Kennedy dimostra quindi come il sistema di filtratura esista, ma sia tutt’altro che infallibile, e debba in certi casi ricorrere a rimedi estremi, per non aver saputo funzionare a dovere negli stadi precedenti.

E’ in questa luce che si possono leggere sia l’ascesa vertiginosa di Barak Obama in questi ultimi giorni, sia gli endorsements di Ted e Caroline Kennedy, che rendono il suggello di Maria Shriver Kennedy un fatto tutt’altro che superficiale.

Massimo Mazzucco


Aggiornamento alla chiusura degli exit-polls: Hillary Clinton ha vinto i due stati più importanti, California e New York, ma a causa del complesso meccanismo dei delegati, e grazie al fatto di aver vinto molti altri stati minori, Obama rimane pienamente in corsa per la nomination democratica.

Fra i repubblicani invece la vittoria finale di McCain appare ormai scontata, anche grazie a Huckabee che ha tolto a Romney – come previsto – una quota sufficiente di voti da non fargli vincere praticamente nulla di significativo.

Costante e imperturbabile, Ron Paul ha continuato raccogliere il suo 5% medio dei voti a livello nazionale.

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Autore Albero
Descartes
Inviato: 6/2/2008 6:09  Aggiornato: 6/2/2008 6:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 21/6/2006
Da: Christ = Sun God
Inviati: 1087
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Sto seguendo la cosa qui:

http://www.msnbc.msn.com/id/22997326/

Ma nonostante tutta l'enfasi che vedo sulla rimonta di Obama, sono ancora convinto che non gli permetteranno di vincere. D'altronde se vincesse sarebbe ammazzato da qualche fanatico razzista il giorno dopo.

Oppure... c'è la remota possibilità che i massoni abbiano davvero deciso di far crollare l'economia americana per fare l'Amero, e intendessero fin dalll'inizio scaricare la responsabilità su di un presidente nero.. una sorta di agnello sacrificale.

Redazione
Inviato: 6/2/2008 7:25  Aggiornato: 6/2/2008 7:25
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
La cosa interessante è che oggi i sondaggi di opinione della California davano Barak e la Clinton praticamente alla pari, mentre lei ha vinto con un netto distacco (55-38, credo) solo perchè moltissima gente ha votato in anticipo, via posta, quando ancora non era partito il “ciclone Obama”.

Sarà quindi interessante vedere cosa succede adesso.

bunter24
Inviato: 6/2/2008 9:24  Aggiornato: 6/2/2008 9:24
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/9/2005
Da: Nebbiosa pianura padana
Inviati: 150
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Molto interessante la tua analisi Massimo, solo che l'atteggiamento di Obama sulle leggi pro Iraq mi lasciano l'amaro in bocca, premesso comunque che non esiste il candidato perfetto.
Tornando alla tua disanima mi quadra un pò di più adesso quello che sta accadendo... d'altronde la Lario a momenti votava per Prodi :D


"Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare: ma bisogna prenderla, perchè è giusta."
Martin Luther King
bigdaddy
Inviato: 6/2/2008 9:33  Aggiornato: 6/2/2008 9:36
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/1/2006
Da: roma
Inviati: 293
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Vi ricordo di tenere sott'occhio le manovre di sottecchi del sindaco Bloomberg, che a quanto pare, starebbe usando OBAMA come cavallo di troia per una sua candidatura a "sorpresa" dell'ultim'ora.
Tra l'altro nel reportage di ballarò sulle USA '08 dell'altra sera, nell'inquadratura finale si vedevano proprio OBAMA e BLOOMBERG seduti in un tavolo di un bar a chiacchierare ed a ridacchiarsela...

Votarsi alla materia Frantuma le anime

Trovarsi nello spirito Unisce gli uomini

Vedere sé nell'altro Edifica mondi
Calvin
Inviato: 6/2/2008 10:32  Aggiornato: 6/2/2008 10:32
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/3/2007
Da:
Inviati: 61
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Al momento tutto sembra abbastanza in bilico.
Anche sul frronte repubblicano "risorge" Huckabee e complica le cose a McCain.
Ciò che è sembrato cerrto in questo supermartedì è che i sondaggi hanno "ciccato" le previsioni...
Dovremo attendere ancora qualche settimana per fare un bilancio della situazione e, in qualche settimana, può succedere di tutto...ma proprio "di tutto"!

Non sono ignorante.E' solo che ho la padronanza di informazioni assolutamente inutili.
Calvin & Hobbes
skywalker
Inviato: 6/2/2008 10:52  Aggiornato: 6/2/2008 10:52
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/3/2006
Da: Cesena
Inviati: 231
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
TOTALE DELEGATI DEMOCRATICI
Delegati
Hillary Clinton 758
Barack Obama 679

c'è qualcosa che non quadra... ieri su repubblica (http://www.repubblica.it/2008/01/speciale/altri/2008primarie/supermartedi/supermartedi.html) leggevo che sarebbero stati eletti, durante il supertuesday, 2084 delegati.. al momento mancano pochissime schede da scrutinare ma i conti non tornano..

Massimo hanno scritto male loro l'articolo o i dati qui sopra riportati?

skywalker
Inviato: 6/2/2008 10:58  Aggiornato: 6/2/2008 10:58
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/3/2006
Da: Cesena
Inviati: 231
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
sul sito http://www.msnbc.msn.com/id/22997326/ la situazione non mi sembra aggiornat.. danno HC a 582 delegates e BHO a 485..

se per vincere servono 2025 delegates ancora la crsa è lunghissima.. BHO è staccato, sembra di 70-80 delegates, e se la gara proseguo di questo passo neanche il 4 marzo porterà alla vittoria uno dei due..

cocis
Inviato: 6/2/2008 12:16  Aggiornato: 6/2/2008 12:16
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta

skywalker
Inviato: 6/2/2008 12:51  Aggiornato: 6/2/2008 12:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/3/2006
Da: Cesena
Inviati: 231
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
cocis "bel" video...

maledetti americani.. ora insieme alla democrazia dovranno esportare anche dei carrozzieri..

Spooky_max
Inviato: 6/2/2008 13:30  Aggiornato: 6/2/2008 13:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/9/2007
Da: vetrina
Inviati: 99
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Ricordo che il berlusca l'aveva proprio detto che in Iraq gli unici problemi sono agli incroci...

Max "the spooky"

"The future is unwritten" John Graham Mellor
DrHouse
Inviato: 6/2/2008 14:28  Aggiornato: 6/2/2008 14:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/11/2007
Da:
Inviati: 2394
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Inevitabili quindi i proiettili di Dallas, ai quali il Presidente andò incontro - a mio personale parere – perfettamente cosciente di quanto lo aspettasse.

Non ti seguo su questo punto, Massimo. Che cosa volevi dire esattamente? Che Kennedy era conscio del proprio destino?

E dopo 10 anni, siamo a discutere se il Volo 77 è arrivato proprio lungo questa linea, o piuttosto è arrivato due metri più a sinistra, o due metri più a destra? (Perle complottiste)
solenero
Inviato: 6/2/2008 14:34  Aggiornato: 6/2/2008 14:34
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/7/2004
Da: Valle Seriana Superiore
Inviati: 846
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Può anche succedere, però, che il sistema di filtratura si inceppi ... e che qualcuno più grosso delle maglie riesca comunque a raggiungere la vetta.


Già... Solo che nel '60 gli scrutini non li faceva la Diebold...

Lentamente, inesorabilmente, la sabbia del tempo ricopre la mente.
- Frankie hi-nrg MC -
Redazione
Inviato: 6/2/2008 15:20  Aggiornato: 6/2/2008 16:03
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
SPOOKYMAX: Citazione:
“Ricordo che il berlusca l'aveva proprio detto che in Iraq gli unici problemi sono agli incroci...”
Il carro armato aveva ragione: veniva da destra (da cui si deduce che gli iracheni sono refrattari alla democrazia ).

***

DR_HOUSE: Citazione:
Non ti seguo su questo punto, Massimo. Che cosa volevi dire esattamente? Che Kennedy era conscio del proprio destino?
Diciamo che era fatalista. Uno che si ritrova solo contro tutti, e quando va in Texas (lo stato che più lo odia) decide di rinunciare alla capotte blindata della limousine, o è scemo del tutto oppure ha scelto di seguire la sua strada fino in fondo, senza farsi condizionare dalla paura e dalle intimidazioni (su un quotidiano locale del giorno prima, ad esempio, era uscito un annuncio mortuario a suo nome a tutta pagina).

Sempre a proposito dei rischi che correva, una volta JFK disse: “Da vivo ormai non mi possono più toccare, e da morto non potranno comunque farmi più nulla”.

***

SOLENERO: Ciao, è un grande piacere risentirti! (Per chi non lo sapesse, solenero è uno dei ”Padri Fondatori” del sito).Citazione:
Già... Solo che nel '60 gli scrutini non li faceva la Diebold...
Nel caso di JFK non ce ne fu bisogno. Ci ha pensato la mafia a “correggere il tiro” di quel tanto che bastava da capovolgere il risultato finale.

Come vedi, cambiano i tempi e cambiano i metodi, ma lo "spirito" di una leale competizione rimane lo stesso.

***

SKYWALKER: Citazione:
Massimo hanno scritto male loro l'articolo o i dati qui sopra riportati?
Oltre un certo livello non ci capisco una mazza nemmeno io: calcola solo che in certi stati la regola è “winner takes all”, cioè chi vince anche di un solo voto si porta a casa tutti i delegati in palio, mentre in altri, come la California, un terzo dei delegati va al vincitore del voto popolare (somma di tutti i voti ottenuti), mentre gli altri due terzi te li giochi contea per contea (se California=Italia, contea=regione italiana). Può quindi succedere quello che accadde a Gore nel 2000: vinci il voto popolare, ma porti a casa meno delegati, e te la prendi inter chiappas. (Se ad esempio vinci 99-1 tutte le contee “minori”, ma perdi 51-49 quella più importante, vinci più voti ma non te ne fai nulla, nel senso che ogni voto oltre il 51% è comunque in eccesso).

A loro volta, ci sono i delegati “committed”, ovvero impegnati a (ri-)votare per il candidato prescelto, e gli “uncommitted”, che rimangono liberi fino all’ultimo di cambiare idea. Ma solo in certi stati, in altri no.

Poi ci sono stati che votano per “ballot” (urne), altri che votano per “caucus” (assemblea popolare per alzata di mano).

Stati che votano in gennaio, altri a marzo inoltrato.

In certi stati usano le macchinette, in altri usano ancora una lunga leva di ferro che pratica un foro in un cilindro di legno rotante (una specie di "sismografo" primordiale).

E come ciliegina, repubblicani e i democratici usano spesso regole completamente diverse negli stessi stati.

Insomma è un tale casino, come ho scritto, che gli stessi TG americani rinunciano a spiegarlo fino in fondo. Ti confermo però i 2000+ delegati necessari a vincere la nomination democratica (mentre per vincere quella repubblicana, giustamente, ne servono soltanto 1200).

Se no che cacchio di libertà sarebbe, scusa?

Redazione
Inviato: 6/2/2008 16:21  Aggiornato: 6/2/2008 16:36
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Aggiungo un concetto importante che non sono riuscito a infilare nell’articolo:

Sarà anche vero che “chiunque sia il vincitore, non cambia nulla”, ma questo vale solo nei termini in cui noi “vorremmo il mondo”. Nella realtà certe cose cambiano eccome (in America, intendo dire, non da noi): teniamo presente, ad esempio, che Hillary e Barak hanno passato una intera mezz’ora, lo scorso sabato, a confrontare in diretta TV i termini della riforma sanitaria proposta da ciascuno. (*)

Al di là delle differenze, quindi, chiunque dei due andasse Casa Bianca porterebbe una riforma sanitaria che con McCain vedremmo solo dipinta.

“Le cose” quindi non cambieranno in generale, ma stiamo tranquilli che “certe cose” cambiano eccome. (Solo uno sprovveduto potrebbe sostenere che con la vittoria di Al Gore, e la sconfitta dei noecons, avremmo comunque avuto il 9/11).


* E qui torna il discorso dell’impegno elettorale sufficientemente “preciso” da poterlo in seguito rinfacciare al candidato che non lo avesse mantenuto. (Ve li vedete Prodi e Berlusconi che passano solo 5 minuti a discutere “davvero“ sui dettagli di una riforma sanitaria che non intendono fare comunque mai? Sai che risate...)

solenero
Inviato: 6/2/2008 16:42  Aggiornato: 6/2/2008 16:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/7/2004
Da: Valle Seriana Superiore
Inviati: 846
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
M&M: Citazione:
Nel caso di JFK non ce ne fu bisogno. Ci ha pensato la mafia a “correggere il tiro” di quel tanto che bastava da capovolgere il risultato finale.



Le differenze fra stati si vedono anche nella malavita:

In USA la mafia ha fatto eleggere JFK.
In Italia Berlusconi.

...Vuoi mettere?



P.S.
Il piacere è tutto mio. Come sempre continuo a leggervi.

P.P.S. Non ho avuto ancora il tempo per farti i complimenti per "Il nuovo secolo Americano", quindi...
Complimenti per "Il nuovo secolo Americano".
Davvero un buon lavoro.

Lentamente, inesorabilmente, la sabbia del tempo ricopre la mente.
- Frankie hi-nrg MC -
PikeBishop
Inviato: 6/2/2008 17:33  Aggiornato: 6/2/2008 17:33
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
chiunque dei due andasse Casa Bianca porterebbe una riforma sanitaria

Dove l'avevo gia' sentita, questa della riforma sanitaria...ah, si, quando c'era un altro che si chiamava Clinton: nessuna parentela con questa qui?

Alla faccia degli impegni precisi e della serieta' degli americani. Anche Bush diceva di voler tagliare le tasse, vero? Com'e' finita?

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
yarebon
Inviato: 6/2/2008 17:53  Aggiornato: 6/2/2008 17:53
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2366
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
“Le cose” quindi non cambieranno in generale, ma stiamo tranquilli che “certe cose” cambiano eccome. (Solo uno sprovveduto potrebbe sostenere che con la vittoria di Al Gore, e la sconfitta dei noecons, avremmo comunque avuto il 9/11).


Non sono molto d'accordo con il tuo discorso, ossia tu affermi che in Italia non cambia niente mentre in Usa qualcosina, il che non è propriamente vero.
In Italia prima dell'avvento dell'euro, sicuramente se si votava Prodi o Berlusconi il sistema non cambiava, ma una minima differenza vi era, ad esempio la destra era maggiormente refrattaria ad adottare l'euro (a causa anche della lega che avrebbe sicuramente creato problemi), mentre il centrosinistra non aveva problemi del genere e prima dell'avvento dell'euro, l'Italia pur essendo sempre nella mani delle elite americane e di diverse lobby in misura maggiore ad altre nazioni (noi abbiamo il culo di avere il vaticano in casa), aveva una seppur minima indipendenza economica (o meglio questa indipendenza era dello stato e non dei cittadini).
Con l'avvento dell'euro, con l'Europa Unita che oramai detta le linee economiche delle nazioni, non esiste una vera e propria differenza tra Prodi e Berlusconi, solamente nei dettagli, ma nelle linee generali la poitica economica non può deviare dai piani stabiliti da Bruxelles (altrimenti rischio multe).
Gli Usa invece da questo punto di vista sono la superpotenza mondiale e quindi devono rendere conto solo a loro stessi, ma negli Usa se non vi è un'istituzione esterna a controllare il suo operato (persino l'fmi e la banca mondiale ed anche l'onu chiudono un occhio davanti problemi o accordi non rispettati dagli usa) e anche vero che negli Usa esistono grandi lobby che da sempre influenzano la vita americana e tu Massimo dovresti sapere che soprattutto in questi ultimi anni il sistema elettorale americano (che è il più complicato del mondo non a caso) fa cilecca e che il vincitore non lo scelgono i cittadini, ma le lobby, lo abbiamo visto con Bush. Se vinceranno i democratici non sarà per volonta popolare insomma.
L'immagine di Bush ha subito uno smacco grave, tutti se ne rendono conto, persino tra i repubblicani avere Bush accanto non è una buona pubblicità, oltretutto otto anni di repubblicani sono troppi, quindi anche per questo le elite favoriranno i democratici, ma non sarà il popolo a far vincere i democratici, ma le elite, che poi possano essere meglio dei neocons può anche darsi, ma questo è dovuto semplicemente al fatto che i tempi sono cambiati (non dimentichiamoci i bombardamenti in Serbia, le azioni umanitarie in Bosnia o Somalia sotto Clinton).
La differenza nella mia visione è che per me gli ideatori dell'11 settembre non sono i neocons, loro ne sono gli esecutori materiali ed in un certo senso coloro che lo hanno pianificato teoricamente, ossia ne hanno descritto le linee guida, ma non i veri ideatori, o meglio i neocons sono una creatura creata per uno scopo che è vecchissimo e che esiste prima dei neocon. Senza l'appoggio delle varie lobby industriali e finanziarie Bush e company come potevano sopravvivere? Ora hanno svolto il compito e come avviene oramai in America, si passa ad un nuovo ciclo e quindi possono essere scaricati.
L'america è in crisi, probabilmente in un futuro molto prossimo vi sarà una grande crisi economica che cambierà di molto le linee di potere attuali e la politica economica. Come già detto da alcuni, si parla di "Amero". Visti i tempi è meglio un governo democratico (per le elite), ma non sarà il popolo a sceglierlo.
Il sistema di filtraggio (come tu lo chiami) può avere degli errori, ma poi essi saranno comunque corretti, quindi le elezioni non sono mai la panacea dei mali, neanche negli Usa, semplicemente per il fatto che il candidato non lo sceglie il popolo.

Redazione
Inviato: 6/2/2008 18:34  Aggiornato: 6/2/2008 18:35
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
YAREBON: "ossia tu affermi che in Italia non cambia niente mentre in Usa qualcosina,..."

Non ho voluto fare un confronto - come dici tu, sono troppo diverse le premesse - ma solo assicurarmi che fosse chiaro che parlavo dell'America e basta.

"Il sistema di filtraggio (come tu lo chiami) può avere degli errori, ma poi essi saranno comunque corretti, quindi le elezioni non sono mai la panacea dei mali, neanche negli Usa, ..."

Nessuno lo ha mai sostenuto infatti. Ho solo detto che non bisogna generalizzare, pensando che sia "tutto deciso dall'inizio", come mi pare che sostenga tu.

Ci sono delle componenti reali di cui tenere conto, all'interno di un meccanismo molto complesso, che contiene diverse variabili del tutto indipendenti l'una dall'altra.

Una di queste, che piaccia o meno, è il voto popolare: chiunque sia il candidato che TU hai prescelto per la Casa Bianca, bene o male devi anche farlo votare alla gente.

Redazione
Inviato: 6/2/2008 18:39  Aggiornato: 6/2/2008 18:40
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
PIKEBISHOP: "Dove l'avevo gia' sentita, questa della riforma sanitaria...ah, si, quando c'era un altro che si chiamava Clinton: nessuna parentela con questa qui?"

Quando Bill Clinton vinse la presidenza, Hillary si illuse di poter fare qualcosa come First Lady, e fu così ingenua da pensare di poter attaccare, da quella posizione, addirittura l'industria farmaceutica.

A quel punto è chiaro che appena aprì bocca fu sepolta da un coro "Torna in cucina, è quello il tuo posto!"

Ma questa volta in cucina ci va Billy.

Nessuna illusione particolare, ovviamente, ma almeno una sincera intenzione io gliela concedo (e non mi sta affatto simpatica, sia chiaro).

Mentre ti posso GARANTIRE che con McCain di riforma sanitaria non sentiresti nemmeno parlare.

Halo1367
Inviato: 6/2/2008 18:40  Aggiornato: 6/2/2008 18:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/6/2006
Da: Bengodi
Inviati: 174
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Le ultime due elezioni presidenziali Usa.
Le ultime lezioni politiche in Italia.
Le ultime elezioni in Kenia.

Ecc.ecc.

Anche qui?

-
http://www.repubblica.it/2008/01/speciale/altri/2008primarie/confusione-dati/confusione-dati.html
-
...mi sembra che si faccia come fa il falegname:
si usa la pialla fino ad ottenere il risultato voluto.

P.S. Spero che Massimo quando sottolinea delle differenze, che secondo lui ci sarebbero comunque (eccome! dice...) tra un presidente democratico ed uno repubblicano, abbia ragione. Spero, ma non credo.
La storia, secondo me, lo nega.
Soprattutto per la politica estera.

"Voi lasciatemi battere e controllare la moneta di una nazione e a me non interesserà chi ne faccia le leggi".
Nathan Rothschild, 1791
Redazione
Inviato: 6/2/2008 18:57  Aggiornato: 6/2/2008 18:57
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
HALO: "La storia, secondo me, lo nega. Soprattutto per la politica estera."

Secondo te con Gore avremmo avuto 9/11, Afghanistan e Iraq?

Tu ricordo inoltre che Clinton era quasi riuscito a far fare un accordo per la Palestina. Fu un errore di Arafat quello di mandare tutto a monte.

DrHouse
Inviato: 6/2/2008 19:01  Aggiornato: 6/2/2008 19:01
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/11/2007
Da:
Inviati: 2394
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Diciamo che era fatalista. Uno che si ritrova solo contro tutti, e quando va in Texas (lo stato che più lo odia) decide di rinunciare alla capotte blindata della limousine, o è scemo del tutto oppure ha scelto di seguire la sua strada fino in fondo, senza farsi condizionare dalla paura e dalle intimidazioni (su un quotidiano locale del giorno prima, ad esempio, era uscito un annuncio mortuario a suo nome a tutta pagina).

Sempre a proposito dei rischi che correva, una volta JFK disse: “Da vivo ormai non mi possono più toccare, e da morto non potranno comunque farmi più nulla”.
Sì, ho capito quello che vuoi dire.

Opinione personale, naturalmente, ma secondo me Kennedy, più che fatalista o pazzo, era semplicemente presuntuoso. E anche un po' miope. Il difetto più comune a tutti i grandi è quello di ritenersi scelti da Dio per portare a termine una missione storica e, quindi, di sentirsi in qualche modo al di sopra di tutto e di tutti, finendo fatalmente per sottovalutare i pericoli o non valutarli correttamente. Ripeto, è una semplice opinione personale (anche se basata su diversi anni di studio sul caso), ma non credo che Kennedy sia andato incontro consapevolmente al proprio destino. Credo sì, che fosse consapevole di avere gran parte dell'establishment contro di sé, ma credo anche che, infondo, fosse convinto di spuntarla alla fine. Certamente non immaginava che sarebbero arrivati a farlo fuori con un attentato, tanto che non era la prima volta che la sua limousine sfilava tra la folla senza capote.
Citazione:
Sempre a proposito dei rischi che correva, una volta JFK disse: “Da vivo ormai non mi possono più toccare, e da morto non potranno comunque farmi più nulla”.

Se la leggi in quest'ottica, la tua citazione dimostra piuttosto come Kennedy non cogitasse minimamente la possibilità di essere assassinato (tutt'al più avrà pensato che potessero farlo fuori politicamente). Di fatto, sottovalutava (o non aveva ben compreso) la CIA e ciò che essa rappresentava (e ha sempre rappresentato): il braccio operativo della lobby economico-militare che da sempre detta legge negli USA e non accetta condizionamenti da nessuno, né dal Presidente, né dal Congresso.

Più in generale (e mi riallaccio allo spirito del tuo articolo, che in generale condivido) credo che dobbiamo stare attenti a usare la tesi "Kennedy non voleva entrare in guerra in Vietnam, ergo la CIA lo ha fatto fuori", che è poi la tesi su cui si fonda il film di Stone. Questa tesi è in realtà smentita da vari documenti ed è criticata anche da molti storici convinti del complotto. Personalmente, credo piuttosto che il vero motivo dell'assassinio sia da ricercare altrove: quali che fossero le reali intenzioni di Kennedy riguardo al Vietnam, Kennedy riteneva essenzialmente che la CIA dovesse prendere ordini da lui e non viceversa. Detto più brutalmente, era convinto che il presidente fosse veramente colui che dà le carte. La storia successiva al 1963 ha dimostrato, invece, come il presidente americano sia di fatto un fantoccio nelle mani delle lobby. Non che siano mancati momenti di attrito tra le varie amministrazioni e la CIA, ma mai dopo Kennedy un presidente eletto si è sognato di intralciare seriamente i piani della CIA o ha tentato di riportarla sotto il proprio controllo. Se da un lato dobbiamo stare attenti a santificare Kennedy, dall'altro credo si possa affermare che Kennedy è stato l'ultimo vero presidente degli USA. O, quanto meno, l'ultimo che ha cercato di esserlo fino in fondo.

Tutto rigorosamente IMHO.

Citazione:
Di fatto, a Dallas quel giorno c’erano sia George H. Bush (figlio di Prescott, e padre dell’attuale presidente), che lo stesso Richard Nixon.

Per la cronaca, quel giorno a Dallas c'era anche Yitzhak Rabin (lo ha rivelato la moglie Leah nella sua autobiografia). Nessuno ha mai capito bene a fare che cosa.

E dopo 10 anni, siamo a discutere se il Volo 77 è arrivato proprio lungo questa linea, o piuttosto è arrivato due metri più a sinistra, o due metri più a destra? (Perle complottiste)
clausneghe
Inviato: 6/2/2008 21:22  Aggiornato: 6/2/2008 21:22
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Buon articolo dal taglio "complottista" e non poteva essere altrimenti

Citaz.
<<Che alla presidenza debba arrivare una persona gradita ai poteri forti è indubbio, infatti, ma è altrettanto vero che “graditi” non si nasce, lo si diventa lungo il percorso.>>

Questo non è del tutto esatto:Sappiamo come certe famiglie "wasp"
le stesse che Icke cataloga come "rettiliane" abbiano da sempre piazzato per diritto di nascita i propri virgulti nei punti del massimo potere.

Il famoso sangue blu, è sempre quello che và al potere.

C'è una statistica che mostra come abbia sempre vinto la presidenza il candidato con maggiore sangue reale riconducibile ai nobili casati.

E' per questo che mi sento di dire che il prossimo presidente sarà femmina,bionda e wasp.

PikeBishop
Inviato: 6/2/2008 21:24  Aggiornato: 6/2/2008 21:24
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
non credo che Kennedy sia andato incontro consapevolmente al proprio destino

Non vorrei sembrare OT, anche perche' quello che sto per scrivere ritengo sia una ipotesi per spiegare molti punti oscuri del personaggio Kennedy e delle motivazioni che possano spingere un candidato per sfidare l'establishment (anche se essere figlio di papa' l'ha aiutato piu' che ogni altra cosa).

Kennedy era perseguitato da dolori lancinanti e continui, tanto da essere, negli ultimi tempi, costantemente sotto l'influenza di un cocktail tremendo di droghe a cui era assuefatto e che l'avrebbero ucciso.
Era un uomo segnato e sapeva che non sarebbe sopravvissuto ancora per molto.

Gia' durante la guerra aveva dato prova di un coraggio prossimo all'autolesionismo ed aveva raccomandazioni che lo avrebbero tenuto lontano dal fronte, se non avesse fatto di testa sua rischiando ripetutamente la pelle. Ma gia' allora sapeva di essere rovinato fisicamente.

Questo potrebbe spiegare la baldanza suicida a Dallas. Non c'era neanche una folla che potesse giustificare l'andare a passo d'uomo, in Delay Plaza, e non penso che fosse cosi' scemo da non essersi accorto che qualcosa non andava, quando la scorta l'ha abbandonato - avrebbe potuto ordinare di accellerare, invece...

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
cocis
Inviato: 6/2/2008 21:39  Aggiornato: 6/2/2008 21:39
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta

NiHiLaNtH
Inviato: 6/2/2008 22:13  Aggiornato: 6/2/2008 22:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 5/12/2005
Da:
Inviati: 3225
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Secondo te con Gore avremmo avuto 9/11, Afghanistan e Iraq?


certo che no, al era già stato scelto per altri compiti. ognuno deve recitare la sua parte.

Rickard
Inviato: 6/2/2008 23:17  Aggiornato: 6/2/2008 23:17
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/9/2007
Da: Un mondo pervaso di follia
Inviati: 1609
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
intanto in inghilterra gli studenti saranno obbligati a gite turistiche ad Auschwitz.

Per non parlare delle visioni forzate e prolungate di Schindler's list, un film capolavoro che ci mostra tutte le tragedie subite dagli ebrei e che se uno dice che non gli piace come film è un antisemita figlio di puttana che nega la Shoah.

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
Rickard
Inviato: 6/2/2008 23:23  Aggiornato: 6/2/2008 23:24
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/9/2007
Da: Un mondo pervaso di follia
Inviati: 1609
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Secondo te con Gore avremmo avuto 9/11, Afghanistan e Iraq?

Probabilmente non si sarebbe chiamato 9/11/2001 ma, che so..., 20/6/2005.
Non credo che sarebbe bastata la vittoria di Gore (che infatti vinse ma coi brogli fu fatto fuori) per scongiurare perennemente la minaccia 9/11.
Suvvia, non crederete mica che l'idea del false flag alla pearl harbor sia venuta solo a Cheney e Wolfowitz mentre veniva redatto il PNAC?
Personalmente ritengo che l'idea sia stata almeno in parte suggerita dagli Illuminati per portare avanti i loro progetti, tra i quali l'Unione Nord Americana e preparare il terreno asiatico fornendo la scusa perfetta per uno stanziamento americano permanente in quelle zone.
Cheney e Wolfowitz sono stati due dei burattinai ma certamente non gli unici.

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
Halo1367
Inviato: 6/2/2008 23:48  Aggiornato: 6/2/2008 23:48
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/6/2006
Da: Bengodi
Inviati: 174
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Dice Massimo: Secondo te con Gore avremmo avuto 9/11, Afghanistan e Iraq?

Tu ricordo inoltre che Clinton era quasi riuscito a far fare un accordo per la Palestina. Fu un errore di Arafat quello di mandare tutto a monte.

Per tutto quello che sappiamo ti sentiresti di dire, Massimo, che per l'attuazione di tutto il piano "9/11" sia stata indispensabile la presidenza USA?
Sappiamo ormai con certezza che gli uomini che hanno ideato ed attuato tutto il piano, non abitavano la Casa Bianca. O no? Bush anche nei momenti cruciali di quel giorno fu "sequestrato" e tenuto in beato isolamento nei cieli americani. Riapparve a cose fatte. Partecipò all'ideazione? Nulla mi appare più assurdo.
E che opposizione, in parlamento e nel paese, ha fatto il partito democratico avversa alle guerre di Bush? Chi, Obama? Non mi risuta. Mi risultano suoi voti a favore delle risoluzioni governative.

E Clinton (con D'Alema e gli altri) in Jugoslavia che ha fatto? Una gita con Monica?

Mentre il mito Kennedy iniziò la guerra in Vietnam. Fu protagonista creativo di quella guerra imperialista e serva dei poteri massonici/mafiosi/vaticanisti che la volevano fortemente. Poi, magari , pensò di tornare sui suoi passi, credendo erroneamente di aver consolidato il proprio potere svincolato da coloro che pure lo avevano fatto eleggere.
E Roosevelt, anche lui democratico, non avallò Pearl Arbour...ecc. ecc.

Non voglio nè dilungarmi nè annoiare nessuno, ma sono davvero convinto che sul piano dell'interesse dei non americani le differenze che mi ASPETTO di poter leggere nel futuro di Obaba o H.Clinton o addirittura McCain sono davvero poche.
Non saranno MAI, veramente loro a decidere il da farsi.

Senz'altro sul piano interno le cose possono essere relativamente diverse, ma questo, qui dalla romagna, pesa meno nelle valutazioni dei personaggi.
E sul significato universale di essere Presidente degli USA.

Mi auguro emozionalmete che abbia ragione chi la pensa come te, Massimo, ma temo che la mia visione più pessimista sia anche più realista

"Voi lasciatemi battere e controllare la moneta di una nazione e a me non interesserà chi ne faccia le leggi".
Nathan Rothschild, 1791
Orwell84
Inviato: 7/2/2008 0:23  Aggiornato: 7/2/2008 0:23
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Tu ricordo inoltre che Clinton era quasi riuscito a far fare un accordo per la Palestina. Fu un errore di Arafat quello di mandare tutto a monte.


In effetti fu un'offerta particolarmente succulenta quella di Israele, che solo Arafat, il Tafazzi con la Kefiah avrebbe potuto rifiutare.
D'altronde chi avrebbe detto di no a una Cisgiordania sezionata in tre blocchi, circondati da truppe israeliane e da coloni ebrei, senza alcun accesso alle proprie frontiere. Anche lo scambio di territori (un 9% palestinese in cambio di un 1% israeliano) che avrebbe dovuto compensare i palestinesi per la perdita di aree cisgiordane coltivabili era particolarmente invitante: una parte di deserto vicino alla Striscia di Gaza che oggi gli israeliani usano come discarica di materiale tossico. Idem per Gerusalemme, di cui venivano offerti alcuni frammenti della parte Est della città, da sempre palestinesi prima del 1967.

Per intenderci con gli accordi di Oslo i palestinesi dissero addio al 78% dei loro territori in cambio di un ipotetico 22% (gli ordierni territori occupati); la "generosa proposta" di Barak e Clinton prevedeva un'ulteriore riduzione e segmentazione di quel 22%.

Huntercrow
Inviato: 7/2/2008 1:18  Aggiornato: 7/2/2008 1:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/10/2006
Da:
Inviati: 38
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Piccolo OT:
nel pomeriggio di oggi 7 febbraio dovrebbe accadere qualcosa tra Stati Uniti e Sicilia...dicono...
Fine OT

DrHouse
Inviato: 7/2/2008 1:36  Aggiornato: 7/2/2008 1:36
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/11/2007
Da:
Inviati: 2394
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Tu ricordo inoltre che Clinton era quasi riuscito a far fare un accordo per la Palestina. Fu un errore di Arafat quello di mandare tutto a monte.
Scusami, Massimo, ma su questo punto devo dare pienamente ragione a Orwell84. Che l'offerta israeliana a Camp David fosse tutt'altro che irrifiutabile e la "ostinazione" di Arafat sia un mito creato ad arte per addossare ai palestinesi le responsabilità del fallimento del vertice è un'opinione non nostra, ma di Robert Malley, all'epoca assistente speciale del presidente Clinton ("Fictions About the Failure at Camp David", New York Times, July 8, 2001)

E dopo 10 anni, siamo a discutere se il Volo 77 è arrivato proprio lungo questa linea, o piuttosto è arrivato due metri più a sinistra, o due metri più a destra? (Perle complottiste)
skywalker
Inviato: 7/2/2008 6:31  Aggiornato: 7/2/2008 6:31
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/3/2006
Da: Cesena
Inviati: 231
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
massimo cosa succede ancora con ste schede che gli 'mericani nn riescono a contare??

i rep si preparano di nuovo a vincere con i brogli??

cocis
Inviato: 7/2/2008 8:53  Aggiornato: 7/2/2008 8:53
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta

DrHouse
Inviato: 7/2/2008 13:55  Aggiornato: 7/2/2008 13:55
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/11/2007
Da:
Inviati: 2394
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Piccolo OT:
nel pomeriggio di oggi 7 febbraio dovrebbe accadere qualcosa tra Stati Uniti e Sicilia...dicono...
Fine OT

Huntercrow,
o hai la sfera di cristallo o hai contatti che noi comuni mortali...

http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/operazione-palermo-ny/operazione-palermo-ny/operazione-palermo-ny.html

E dopo 10 anni, siamo a discutere se il Volo 77 è arrivato proprio lungo questa linea, o piuttosto è arrivato due metri più a sinistra, o due metri più a destra? (Perle complottiste)
Andy17
Inviato: 7/2/2008 14:25  Aggiornato: 7/2/2008 14:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/11/2005
Da:
Inviati: 48
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Huntercrow... mi fai abbastanza paura!!!

Stand up and fight...
I'll stand up with you!!!
Huntercrow
Inviato: 7/2/2008 14:29  Aggiornato: 7/2/2008 14:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/10/2006
Da:
Inviati: 38
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Hehe...ho i poteri! Chissà come ho fatto...

Redazione
Inviato: 7/2/2008 20:17  Aggiornato: 7/2/2008 20:21
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
DrHouse: Citazione:
dobbiamo stare attenti a usare la tesi "Kennedy non voleva entrare in guerra in Vietnam, ergo la CIA lo ha fatto fuori", che è poi la tesi su cui si fonda il film di Stone. Questa tesi è in realtà smentita da vari documenti ed è criticata anche da molti storici convinti del complotto. Personalmente, credo piuttosto che il vero motivo dell'assassinio sia da ricercare altrove: quali che fossero le reali intenzioni di Kennedy riguardo al Vietnam, Kennedy riteneva essenzialmente che la CIA dovesse prendere ordini da lui e non viceversa.
E’ esattamente quello che ho scritto nell’articolo: si era messo contro la CIA per toglierle il potere, mentre si era inimicato il military-industrial complex perchè non voleva fare la guerra. Non ho detto che la CIA lo ha fatto fuori per il Vietnam (e se Stone lo sostiene è solo un ignorante).

***

PIKEBISHOP: Citazione:
Kennedy era perseguitato da dolori lancinanti e continui, tanto da essere, negli ultimi tempi, costantemente sotto l'influenza di un cocktail tremendo di droghe a cui era assuefatto e che l'avrebbero ucciso. Era un uomo segnato e sapeva che non sarebbe sopravvissuto ancora per molto. Questo potrebbe spiegare la baldanza suicida a Dallas. Non c'era neanche una folla che potesse giustificare l'andare a passo d'uomo, in Delay Plaza, e non penso che fosse cosi' scemo da non essersi accorto che qualcosa non andava, quando la scorta l'ha abbandonato - avrebbe potuto ordinare di accellerare, invece...
Anch’io con la schiena sono messo malino, e pure i legamenti delle ginocchia soffrono parecchio. Ma non per questo vado ogni mattina a urlare “son of a bitch” in faccia ai negri di Grand Central, per vedere in quanti decimi di secondo riesco a morire.

***

HALO Citazione:
Per tutto quello che sappiamo ti sentiresti di dire, Massimo, che per l'attuazione di tutto il piano "9/11" sia stata indispensabile la presidenza USA? Sappiamo ormai con certezza che gli uomini che hanno ideato ed attuato tutto il piano, non abitavano la Casa Bianca.
E no Halo, guarda che così finisci dietro la lavagna! Da dove è partito l’ordine di deviare i caccia su Baltimora, quando già stavano puntando sull’ “incoming” del Pentagono? E da dove è partito l’ordine “da non cambiare”, nonostante l’ “incoming“ fosse ormai a 30, 20, e 10 miglia? E da dove è partito il messaggio “Angel is next”? Mica da una cabina telefonica del Missouri!

I Servizi Segreti sono la chiave di ogni colpo di stato americano, perchè sono gli unici a poter soprassedere ogni altro ordine o potere nei momenti di emergenza. E quelli stanno proprio alla Casa Bianca.

O vogliamo davvero credere che Bush sia stato mandato quel giorno in Florida per un puro caso?

***

ORWELL: Citazione:
la "generosa proposta" di Barak e Clinton prevedeva un'ulteriore riduzione e segmentazione di quel 22%.
Verissimo, io stesso scrissi le stesse cose, al tempo. Però almeno Clinton ci ha provato, mentre Bush è riuscito solo a dare il permesso di continuare a costruire il muro. Non si può dire che non ci sia differenza.

***

DrHouse: Citazione:
Huntercrow, o hai la sfera di cristallo o hai contatti che noi comuni mortali...
Oppure vive un fuso orario più avanti di tutti.

Redazione
Inviato: 7/2/2008 20:27  Aggiornato: 7/2/2008 20:27
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
PIKEBISHOP: Per quel che riguarda la faccenda della scorta di JFK, io invece ho sempre avuto il dubbio che non se ne sia mai accorto. Non solo in tutti gli spezzoni esistenti lo vedi guardare sempre davanti, ma proprio per la schiena bloccata dal busto non credo che dall'aeroporto a Dealey Plaza si sia mai girato di oltre 30° alle sua spalle.

Mi piacerebbe sentire il parere di un esperto come Kolza, o Sabatino, in proposito.

Teba
Inviato: 7/2/2008 22:01  Aggiornato: 7/2/2008 22:01
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/9/2007
Da:
Inviati: 1846
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Romney si è ritirato.

1

2

3

Redazione
Inviato: 7/2/2008 23:22  Aggiornato: 7/2/2008 23:22
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Teba: Mi hai preceduto. Sei un flash, ultimamente!

PikeBishop
Inviato: 7/2/2008 23:37  Aggiornato: 7/2/2008 23:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Citazione:
Anch’io con la schiena sono messo malino, e pure i legamenti delle ginocchia soffrono parecchio. Ma non per questo vado ogni mattina a urlare “son of a bitch” in faccia ai negri di Grand Central, per vedere in quanti decimi di secondo riesco a morire.

Non so come sia messo tu, ma Kennedy sembra che fosse messo molto, molto male, e per di piu' drogato da anfetamine:
John F. Kennedy, 1917-1963

In contrast to the grey establishment figures of the Eisenhower years, John F. Kennedy represented everything the USA of 1960 aspired to: youth; vigour; dynamism and a sense that the American dream was in reach again. However, the image was a sham - Kennedy was concealing a secret that could prevent him from becoming president.

Addison’s Disease

For more than ten years he had been suffering from Addison’s disease – the failure of the adrenal glands and the inability to produce the stress hormone cortisol, so vital to the body’s defences. Without a reserve of cortisol, a stressful situation or accident could bring about his physical collapse. When Kennedy’s rival for the presidency, India Edwards, unearthed his secret and made his Addison’s disease public, JFK denied the allegations and the matter was dropped.

Ironically, one of the side effects of Addison’s, namely a bronzed glow, was to prove a huge advantage. In TV debates JFK outshone his Republican rival Nixon with his characteristic healthy tan and radiant smile, and went on to win the presidency. But Kennedy’s ascent to the top was fuelled by daily doses of hydrocortisone (synthetic cortisol).

This new energy-boosting wonder drug was readily available by the end of the 1950s. With cortisone stashed in safety deposit boxes all over the US during his campaign trail, and its prescription by three independent physicians, it is possible that JFK was taking well over the recommended dose. Mental side effects could include increased anxiety, panic attacks, insomnia and an increased libido – perhaps responsible for JFK’s insatiable sex drive.

Use of Amphetamines

Another serious condition plagued Kennedy. Born with one leg shorter than the other, he suffered from chronic back pain that required rocking chairs and heating devices, but most importantly injections of powerful painkilling drugs. Max Jacobsen, a.k.a. Doctor Feelgood, began to supply JFK with amphetamines (speed), which he claimed were vitamins, hormones and enzymes.

By the time JFK discovered the true content of his injections, it was too late: he was hooked. When, on October 15th 1962, US spy planes witnessed Russian nuclear missiles being constructed on Cuba, the future of the western security lay with a compulsive risk taker dependent on both steroids and amphetamines. Even during this dangerous game of nuclear brinkmanship Doctor Feelgood is alleged to have visited Kennedy. Fortunately, despite JFK’s increasing recklessness, Khrushchev stepped down and war was averted.

When an assassin’s bullet ended Kennedy’s life, his secret medical history played a decisive role. On that fateful day in the limo it was the back brace that held him in an upright position, even after the first bullet struck, so that the second bullet entered his head and ended his life.


Citazione:
proprio per la schiena bloccata dal busto non credo che dall'aeroporto a Dealey Plaza si sia mai girato di oltre 30° alle sua spalle.

E' possibile, certamente, ma anche se non si fosse girato avrebbe dovuto accorgersi e mi sembra strano che nessun altro sulla macchina non se ne fosse accorto. Ma mi da l'impressione che non lo sapremo mai...

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
Kolza
Inviato: 7/2/2008 23:50  Aggiornato: 7/2/2008 23:50
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/6/2004
Da: MMMMMMonza
Inviati: 916
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Sulla faccenda della scorta, accadde tutto così rapidamente che nessuno si accorse, se non rivedendo a ritroso il filmato Zapruder , o riscontrando la messe di testimonianze che parlarono di "scorta disorientata" e di "autista che rallenta al momento degli spari".
Tutta la procedura messa in atto dal Secret Service era lacunosa, però da qui a ipotizzare una partecipazione all'attentato da parte della scorta... diciamo che ho qualche dubbio.
Sicuramente il comportamento dell'autista non fu professionale, vero. Sicuramente c'è una foto (Altgens) che mostra la scorta di Johnson in perfetta efficienza al momento dello sparo, mentre quella di Kennedy è in ambasce. Sicuramente non c'era Oswald al 6° piano del TSBD (Marrion Baker docet).
E qui mi fermo.
Non sconfino nella fantascienza parlando di amfetamine, anche perchè non c'è un'autopsia con resoconto dello stato degli organi presidenziali... o mi sbaglio?

Saludos
Kolza

Freeman
Inviato: 8/2/2008 21:10  Aggiornato: 8/2/2008 21:10
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 31/7/2006
Da: NiggahCity
Inviati: 2092
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
Blondet interviene sulle elezioni in USA, cercando di dimostrare quello che io e pochi altri andiamo dicendo da tempo: che vinca Obama o la Clinton, la lobby ha già vinto.
Il resto è spettacolo circense buono per i nostri TG-spazzatura.

And the winner is…

bah

"Non siamo noi a trovare la Verità. È la Verità a trovare noi. Dobbiamo solo prepararci. Si può invitare un ospite che non si conosce? No. Ma si può mettere la casa in ordine, così che, quando l'ospite arriva, si è pronti a riceverlo e a conoscerlo".
Teba
Inviato: 9/2/2008 11:41  Aggiornato: 9/2/2008 11:41
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/9/2007
Da:
Inviati: 1846
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
si fa quel che si può...


X KOLZA: semplicemente MITICO AVATAR, grande Giove!

NERONE
Inviato: 10/2/2008 22:13  Aggiornato: 10/2/2008 22:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/9/2004
Da:
Inviati: 441
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
In merito all’articolo di Mazzucco ho letto altrove quanto segue :


Nel 1960 il grande favorito alla presidenza era Richard Nixon, che dopo 4 anni di vicepresidenza accanto ad Eisenhower sembrava destinato a portare con grande facilità la fiaccola repubblicana nel nuovo decennio.

Veramente Nixon è stato vicepresidente di Eisenhower per otto anni, e non quattro. Ma tant'è, potrebbe anche essere una svista.

A quel punto della sua carriera, inoltre, Nixon non aveva nemmeno bisogno di essere “filtrato”, poichè era egli stesso un “prodotto di laboratorio”: scovato e allevato da Prescott Bush (nonno dell’attuale presidente) sin dagli anni ‘40, al momento giusto aveva sposato la figlia di Eisenhower, e si preparava ora a incarnare il perfetto burattino, a completa disposizione di chi lo aveva portato fino a lì.

Questa invece non è una svista, ma sono fatti inventati di sana pianta. Nixon non ha mai sposato una figlia di Eisenhower, per il non trascurabile fatto che Eisenhower non ha avuto figlie femmine. Sarebbe bastata una ricerca su wikipedia per sapere che fu una figlia di Nixon a sposare un nipote di Eisenhower, nel 1968 per giunta: quindi questo matrimonio non poteva avere nulla a che fare con l'elezione del 1960, essendo avvenuto otto anni dopo. Aggiungeteci il fatto che ad Eisenhower Nixon non piaceva affatto, tanto che si rifiutò -ed in modo sprezzante anche- di sostenerne la candidatura alle elezioni del 1960: quando ad una conferenza stampa un giornalista gli chiese se avesse mai messo in pratica una idea di Nixon, Ike rispose più o meno così:"Datemi una settimana di tempo per pensarci, al momento non ne ricordo neppure una". Solamente alla fine della campagna elettorale Eisenhower (che era un cosiddetto RINO, republican in name only, cioè un repubblicano solo di nome) decise di appoggiare la sua candidatura, troppo tardi comunque per influire sull'esito delle elezioni. Quindi l'idea mazzucchiana che Ike e Nixon fossero pappa e ciccia è sostanzialmente falsa.

http://www.crono911.net/phpBB2/viewtopic.php?t=447


Se quanto detto da questo sito corrisponde al vero, sarebbe doverosa una rettifica di quanto detto nell’articolo da parte di Mazzucco. E’ una mia opinione, non una pretesa, quindi la posto come tale.

Redazione
Inviato: 11/2/2008 0:08  Aggiornato: 11/2/2008 0:08
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
ti ringrazio Nerone, l'errore mi era stato segnalato fin da ieri, e avevo già provveduto a correggere.

stilx
Inviato: 11/2/2008 17:43  Aggiornato: 11/2/2008 17:43
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/9/2007
Da:
Inviati: 119
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
all'anima della svista....a casa mia si dice "pitticca sa cazzara".

viko
Inviato: 15/2/2008 0:39  Aggiornato: 15/2/2008 0:39
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/10/2007
Da: Bari
Inviati: 37
 Re: Supertuesday: le primarie americane alla svolta
sarebbe interessante stilare una classifica con le previsioni più gettonate...


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