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opinione : I tiranni della democrazia
Inviato da Redazione il 12/10/2007 9:30:00 (4292 letture)

di Gianluca Freda

Nella sua evoluzione finale, la democrazia diventò una potente arma di legittimazione del sopruso da parte del potere. La più potente mai vista. Ci fu un tempo in cui il potere rispondeva in proprio delle scelte impopolari compiute, tenendosi pronto a fronteggiarne le conseguenze. Un aumento del prezzo della farina scatenava rivolte e sommosse. Ogni nuova imposta sui generi alimentari rischiava di sfociare nella ribellione del popolo, rendendo cauti i sovrani nell'adottare questo tipo di misure. Occorreva, per prudenza, tenersi pronti alla repressione, mobilitare le forze di polizia, esporsi ad un calo di popolarità che di certo non metteva a rischio il trono, ma sminuiva l'autorità dei governanti e rendeva più difficoltoso l'esercizio della potestà. Quando non c'era la democrazia, il popolo riconosceva il potere come altro da sé ed era capace, se non di combattere il nemico, per lo meno di rendersi conto della sua esistenza e della sua ubicazione.

La democrazia è il pretesto che ha reso invisibile il potere, liberandolo dalla responsabilità delle proprie scelte e consentendogli di operare dietro un muro di sicurezza. Il trucco è quello di scaricare sul popolo la colpa delle scelte sciagurate. Far credere al popolo, attraverso una serie di accorgimenti fittizi, ...

... che esso sia la causa della propria stessa rovina. Ogni nuova tassazione, ogni provvedimento lesivo della sicurezza economica e lavorativa dei cittadini viene fatto passare, grazie all'invenzione del teatrino democratico, per una scelta imputabile alle sue stesse vittime, anche se sarebbe fin troppo semplice smascherare l'inganno. Con la "democrazia" al suo culmine, nessun lavoratore incolpava più il governo della propria fame: incolpava gli altri lavoratori che quel governo avevano "eletto", un po' anche se stesso per non aver saputo esprimere attraverso il voto una scelta migliore. La democrazia è l'arma finale con cui il potere è riuscito non solo a scongiurare ogni rischio di rappresaglia, ma anche a frantumare le schiere dei potenziali nemici. Li ha resi litigiosi e infuriati con i propri compagni, li ha costretti a rinfacciarsi in eterno errori mai commessi e scelte mai compiute, ha trasfigurato il sopruso trasformandolo in senso di colpa collettivo e in inimicizia perenne tra le schiere dei ribelli. La democrazia è un capolavoro di strategia. L'arma con cui i tiranni possono impoverire e uccidere restando nell'ombra, accusando della malversazione coloro che la subiscono.

Non c'è esemplificazione migliore di quanto appena detto del disgustoso referendum sul welfare proposto ieri dalle organizzazioni sindacali. Verrebbe voglia di definirlo una buffonata, se non fosse che esso è invece un gioco di prestigio estremamente sofisticato che non manca mai di raggiungere il proprio scopo. Il referendum era, naturalmente, un finto referendum. La materia del contendere era già stata decisa lo scorso luglio tramite un accordo stretto tra governo e sindacati. Un accordo rovinoso per i lavoratori, concluso in fretta e furia, nottetempo, senza che gli interessati avessero alcuna voce in capitolo, giustificato dalla necessità di ringraziare il "governo amico" per il denaro avuto in regalo grazie allo scippo del TFR, la cui accettazione è stata imposta d'autorità al direttivo della CGIL. Che senso ha chiedere ai lavoratori di esprimere un parere su una decisione già presa, su un accordo già concluso alla chetichella poco prima delle vacanze? Qualcuno crede davvero che questa squallida parodia di una consultazione referendaria abbia altro valore che quello di legittimare a posteriori - e con metodi assai dubbi - un tradimento già perpetrato, per l'ennesima volta, ai danni degli operai?

Non c'è nemmeno bisogno di citare i credibilissimi brogli perpetrati dalla trimurti sindacale per capire che questo referendum non vale niente. Che valore può avere un referendum su una cosa già decisa da mesi, posto in essere senza alcun controllo, senza organi di supervisione e di sorveglianza, senza autorità che certifichino l'attendibilità dei risultati, senza nessun ufficio a cui poter presentare un esposto in caso di irregolarità? Come si fa a fidarsi dei risultati proclamati da quegli stessi organi sindacali che hanno tramato con il governo all'insaputa dei lavoratori? Come si può non infuriarsi di fronte ai proclami di vittoria dei confederati, in una consultazione sulla quale lo stesso Bonanni ha ammesso, a "Porta a Porta", di non avere alcun controllo? Come non dare di stomaco di fronte alla sfacciataggine con cui si proclama una vittoria dei "sì" contraddetta dai partecipanti alla consultazione e dagli stessi membri della sinistra di governo?

Ma sì, citiamoli i brogli perpetrati dalla trimurti, tanto per far capire alla gente che cosa sia in realtà la "democrazia", quale sia la sua reale funzione. Scrive Gianandrea Zagato su "Il Giornale":

Che al referendum sul welfare si potesse votare non una ma due e, perché no, anche tre volte era solo un sospetto. Adesso, abbiamo la certezza, con tanto di fotografia. Scatti di un broglio avvenuto nel seggio che Cgil-Cisl-Uil hanno impiantato a due passi da piazza San Babila e che ha avuto replay alla Camera del lavoro.

Due crocette sul pacchetto Damiano che si sommano ai 150mila voti - dato della Triplice - raccolti a Milano e Provincia nella giornata di ieri. Centocinquantamila preferenze che, naturalmente, non conteggiano i voti espressi da «una signora, casualmente seguita dalla troupe televisiva di Annozero»: simulazione di un broglio scoperto e denunciato dai confederali che vagheggiano di «tentativo di inquinamento di una straordinaria prova di democrazia sindacale» e di «attacco all'autonomia e al potere contrattuale del sindacato».

Sindacalese che, sua fortuna, Manuela non pratica. Chi è Manuela? Be', è la venticinquenne impiegata di un'azienda tipografica che nel pomeriggio di ieri ha votato due volte (vedi foto a fianco, ndr) sotto l'occhio attento del vostro cronista e sempre presentando la propria busta paga. Busta paga leggera, «neanche ottocento euro», e sempre, anche se non richiesto, un documento d'identità.

Al primo voto, quello in piazza San Carlo, Manuela è tirata o quasi per la giacchetta. «Dài, compagna, dì la tua sul welfare» e lei - jeans, giubbetto militare e coda di cavallo - non se lo fa ripetere due volte. Documenti alla mano e, oplà, ottiene una scheda di votazione già siglata dalla commissione sindacale. Foglietto che invita a sciogliere tutti i dubbi: «favorevole» o «contrario» sull'«Accordo sottoscritto il 23 luglio 2007 tra Cgil Cisl Uil e governo su previdenza, lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibile». La risposta di Manuela? «Non mi ricordo che cosa ho votato».

Va be', anche senza conoscere il voto di Manuela il risultato comunque non cambia. Almeno così sostengono i pasdaran confederali: il referendum, dicono, l'organizzano loro e sempre loro danno il responso del test che incide sull'agenda politica del governo Prodi. Sarà, anche se nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro si respira un'altra aria: gli eredi delle tute blu non la pensano né come Guglielmo Epifani né come i suoi colonnelli milanesi.

Dettagli senza alcuna importanza per Manuela che, attenzione, a votare ci ha preso gusto. E mentre da piazza San Carlo avvertono i dirigenti sindacali che «una troupe tv guasta la festa» - è la troupe di Annozero che in serata sarà denunciata dai sindacati milanesi - Manuela se la fa a piedi sino al seggio pubblico più vicino. Quando mancano dieci minuti alle diciassette entra al civico 43 di corso Porta Vittoria, sede della Camera del lavoro. Sì, nel cuore pulsante del sindacalismo ambrosiano, dove in due minuti scarsi presenta la busta paga, ottiene la scheda e appone un'altra crocetta. Ah, stavolta, Manuela spiega di «aver già votato» ma la bionda scrutatrice intenta a far chiacchiera con la collega di seggio non sembra dar pesa alla notizia. Evvai, un'altra prova provata che questo referendum è falso, che il voto si può truccare e senza troppi problemi.

Giochetto da ragazzi che potrebbe proseguire ancora in qualche sede dello Spi-Cgil, magari al Gratosoglio ma Manuela si è già stancata: per lei, generazione low cost, è solo tempo perso. Quello che non è, invece, per alcuni dirigenti milanesi dei Comunisti italiani che inondano il telefonino di sms con nomi e cognomi di pensionati disposti a dare il voto «ics» volte.

Anche questo un giochetto facile facile, confida un sindacalista di peso in cambio dell'anonimato: «Si sa il pensionato ha tempo, tanto tempo a disposizione e in qualche sezione sindacale di periferia dà un voto dietro l'altro». L'ultima raffica per chi è fuori dal mondo del lavoro e non s'accorge (o finge) del mal di pancia che quotidianamente esplode nei magazzini, nelle mense operaie e davanti alle macchine utensili. Malessere di un generazione che al «sì» imposto da Epifani and company risponde truccando il referendum, «tanto fanno quello che vogliono».


Chissà cosa penseranno gli operai di Mirafori di questi mirabili esempi di democrazia diretta. Chissà cosa faranno nell'apprendere che secondo i tre marpioni confederati il loro voto avrebbe dato l'avallo alla stessa politica che essi contestano da mesi davanti ai cancelli delle fabbriche. Chissà se hanno già iniziato a inveire contro i propri compagni, accusandoli dell'ennesima sconfitta, o se hanno finalmente iniziato a capire chi sono e con che mezzi operano i loro veri nemici. Chissà che non abbiano imparato, ogni volta che sentono parlare di "democrazia sindacale" e di "democrazia" in genere, a diffidare, boicottare e tenere la mano il più vicina possibile alla pistola.

Gianluca Freda - FONTE

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
cocis
Inviato: 12/10/2007 9:42  Aggiornato: 12/10/2007 9:42
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: I tiranni della democrazia
DEMOCRAZIA IN FRANCIA

Parigi,sicurezza:polemica sui droni
Contestato nuovo sistema sorveglianza
E' polemica in Francia sull'uso dei droni Elsa (Apparecchi leggeri per la sorveglianza aerea) che presto verranno usati dalla polizia per controllare Parigi e le grandi manifestazioni. Un metro di larghezza per 60 centimetri di lunghezza, pesanti un chilo, voleranno a 150 metri dal suolo per sorvegliare città e periferie attraverso una minitelecamera.



pask
Inviato: 12/10/2007 9:49  Aggiornato: 12/10/2007 9:49
So tutto
Iscritto: 3/6/2006
Da: Napoli
Inviati: 19
 Re: I tiranni della democrazia
Non c'è niente da fare, quando c'è la sinistra al governo si chiudono i peggiori contratti aziendali e si gettano le basi, sempre con l'aiuto dei sindacati, per un abbassamento generale delle condizioni di lavoro, sia dal punto di vista economico che di flessibilità: le basi del precariato d'altronde l'hanno gettate nella loro precedente legislatura: e pensare che SAREI di sinistra....mah.

"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" Salvor Hardin...
pask
Inviato: 12/10/2007 9:55  Aggiornato: 12/10/2007 9:55
So tutto
Iscritto: 3/6/2006
Da: Napoli
Inviati: 19
 Re: I tiranni della democrazia
Citazione:
E' polemica in Francia sull'uso dei droni Elsa (Apparecchi leggeri per la sorveglianza aerea) che presto verranno usati dalla polizia per controllare Parigi e le grandi manifestazioni.


L'avevo letto anch'io e penso che ormai in questa lotta inventata contro il "nulla" ogni nuova tecnologia atta a controllare le persone sarà ben accetta dai governi. Temo che se non ci diamo una sveglia non riusciremo a combattere questa deriva di Orwelliana memoria. E' importante comunque combattere contro "qualsiasi" mezzo atto a controllare in maniera indiscriminata e non far passare il detto "Se non hai nulla da nascondare non hai niente da temere".

"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" Salvor Hardin...
Piero79
Inviato: 12/10/2007 10:22  Aggiornato: 12/10/2007 10:23
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/5/2006
Da:
Inviati: 781
 Re: I tiranni della democrazia
Ottimo articolo! Occhio solo al finale... (di questi tempi) si rischia di venire fraintesi

E' proprio vero quel che dicono lor signori.. "i partiti sono il sale della democrazia" e i sindacati l'olio

cirocat
Inviato: 12/10/2007 10:51  Aggiornato: 12/10/2007 10:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 31/7/2007
Da:
Inviati: 157
 Re: I tiranni della democrazia
Grandissimo articolo , da esporre in tutti i luoghi di lavoro.
Lo sconcerto è .....se anche la democrazia te la mette in quel posto,cosa ci rimane?

Rickard
Inviato: 12/10/2007 11:40  Aggiornato: 12/10/2007 11:40
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/9/2007
Da: Un mondo pervaso di follia
Inviati: 1609
 Re: I tiranni della democrazia
Eeehhh... Tragica analisi di un tragico contesto...
I referendum sono solo un contentino che il potere dà al popolo per illuderlo di essere in possesso di un qualche potere decisionale, questo sul welfare è solo l'ultimo di tanti tristi esempi.
Il referendum sulla preferenza di voto, quello per interrompere il finanziamento ai partiti... Tutte illusioni col tempo dimenticate dai più e ricordate con amarezza dai meno...
Ormai il sistema cosiddetto democratico è diventato un intricato cancro avviluppato quasi ovunque, il solo modo per esacerbarlo definitivamente sarebbe la presa d'atto della situazione da parte delle persone e avere il coraggio di fare la difficile scelta della tabula rasa...
Sia chiaro, non è un invito a compiere atti violenti o nello specifico a fare rivoluzioni, ma questo sistema continua imperterrito a fornire dimostrazioni di quanto sia malato e corrotto, forse troppo per sperare di cambiarlo, per questo la soluzione potrebbe essere la nascita di un nuovo sistema, che soppianti l'attuale. Non sara la cura a tutti i mali ma andando avanti con questo andazzo vedere spiragli di luce diventa sempre più difficile, mentre le tenebre abbondano.

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
shevek
Inviato: 12/10/2007 12:28  Aggiornato: 12/10/2007 12:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 1249
 Re: I tiranni della democrazia
Salut y Libertad a todos...

La democrazia ha anche un ulteriore arma al suo fianco: l'illusione di alternative tra di lei e la dittatura, che porta a frasi come "cosa ci rimane?". Se il gioco si fa troppo scoperto, ecco che si minaccia e/o si attua la dittatura. Se la dittatura perde colpi, ecco la democrazia che ritorna in ballo. Come ho già detto altrove, la democrazia serve a far rimpiangere la dittatura e questa a far rimpiangere la democrazia, in un sistemico gioco perverso per tenere sotto controllo le popolazioni. L'idea di un altro mondo possibile serve anche ad uscire da esso.


Shevek

"Il potere è l'immondizia nella storia degli umani" - F. Guccini
www.portadimassa.net - WEB-TV e non solo di Filosofia
rumenta
Inviato: 12/10/2007 13:00  Aggiornato: 12/10/2007 13:00
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: I tiranni della democrazia
cirocat:

Grandissimo articolo , da esporre in tutti i luoghi di lavoro.
Lo sconcerto è .....se anche la democrazia te la mette in quel posto,cosa ci rimane?


Anarchia è LA soluzione.......



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."
Linucs
Inviato: 12/10/2007 13:28  Aggiornato: 12/10/2007 13:28
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: I tiranni della democrazia
Lo sconcerto è .....se anche la democrazia te la mette in quel posto,cosa ci rimane?

Propongo una dittatura illuminata della Montalcini.

cocis
Inviato: 12/10/2007 13:33  Aggiornato: 12/10/2007 13:33
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: I tiranni della democrazia
leggete che cavolata...

la gente si è prorpio bruciata il cervello...



http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo383241.shtml


Citazione:
"SEMBRAVA L'11 SETTEMBRE"
Paura per frana sulle Dolomiti ma non ci sono feriti


Testimoni: "Sembravano le Twin Towers"
''Sembrava una scena come quando sono cadute le Twin Towers a New York''.




marcocedol
Inviato: 12/10/2007 14:27  Aggiornato: 12/10/2007 14:27
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/6/2006
Da: Torino
Inviati: 1340
 Re: I tiranni della democrazia
Davvero un ottimo articolo che condivido in pieno.

Paxtibi
Inviato: 12/10/2007 15:06  Aggiornato: 12/10/2007 15:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: I tiranni della democrazia
Condivido in pieno il commento di Cedolin.

soulsaver
Inviato: 12/10/2007 15:45  Aggiornato: 12/10/2007 15:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/11/2005
Da: Roma
Inviati: 613
 Re: I tiranni della democrazia
Condivido il commento di Paxtipi che condivide in pieno il commento di Cedolin...

Free from the need to be free "Mommy what's a Funkadelic, George Clinton 1970"
yarebon
Inviato: 12/10/2007 17:14  Aggiornato: 12/10/2007 17:14
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2366
 Re: I tiranni della democrazia
condivido il commento di soulsaver che condivide quello di paxtibi che condivide quello di Cedolin.
C'è poco da aggiungere l'articolo è perfetto in se, sarebbe da far leggere a chi ancora crede al voto e alll'attuale sistema democratico come il migliore dei mondi possibili

Pausania
Inviato: 12/10/2007 19:05  Aggiornato: 12/10/2007 19:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: I tiranni della democrazia
Cedolin, Paxtibi, Yarebon e Soulsaver, siccome vedo che siete una bella combriccola, questa sera vi infliggerete da soli 30 manganellate a testa.

Infatti, siccome siamo in democrazia e stiamo cercando di aumentare la partecipazione del basso, è meglio che facciate tutto da soli. Tanto conoscete le procedure (specie quel valsusino lì).

BlSabbatH
Inviato: 12/10/2007 20:16  Aggiornato: 12/10/2007 20:17
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: I tiranni della democrazia
Citazione:
Ormai il sistema cosiddetto democratico è diventato un intricato cancro avviluppato quasi ovunque, il solo modo per esacerbarlo definitivamente sarebbe la presa d'atto della situazione da parte delle persone e avere il coraggio di fare la difficile scelta della tabula rasa..

vedo già il trittico-marionetta "baffino, baffone e pelatino" esultare dalla soffitta polverosa con tanto di fili made in washington.. lavorare, consumare e votare: nella (molto) improbabile e remota possibilità che si esca dal solco dell'aratro imperiale, prevedo una ramazzata esemplare.. altro che genova

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
francesco7
Inviato: 12/10/2007 20:42  Aggiornato: 12/10/2007 20:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Tarentum
Inviati: 886
 Re: I tiranni della democrazia
<<Nonostante l’impegno di tutto l’apparato, la gente ha fiutato l’inganno, e questo è il peggior danno: quando ho udito – dalla giornalista del TG3 – che il “sì” aveva vinto con l’87% dei consensi, mi sono tornate alla mente le elezioni irachene, dove il 99% votava per Saddam.
Per anni abbiamo irriso la Bulgaria del socialismo reale – terra dove le elezioni venivano abilmente orchestrate dall’oligarchia al potere – al punto che, ancora oggi, delle elezioni platealmente falsificate vengono definite “bulgare”.
La nostra oligarchia, che chiamiamo “Casta”, è riuscita a far di meglio. E tante scuse ai bulgari d’oggi, che hanno imparato la lezione e queste cose – almeno così sfacciatamente – non le fanno più>>.
LINK

La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità. (Plutarco)
psycho
Inviato: 12/10/2007 20:47  Aggiornato: 12/10/2007 20:47
So tutto
Iscritto: 30/7/2005
Da:
Inviati: 23
 Re: I tiranni della democrazia
il titolo dovrebbe essere:

LA DEMOCRAZIA E' L'ALIBI DEL POTERE....

la democrazia è l'alibi del potere
Linucs
Inviato: 12/10/2007 22:55  Aggiornato: 12/10/2007 22:55
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: I tiranni della democrazia
Davvero un ottimo articolo che condivido in pieno.

?

Condivido in pieno il commento di Cedolin.

?!

Condivido il commento di Paxtipi che condivide in pieno il commento di Cedolin...

Se lo Stato siamo noi, e voi tre non lo siete, significa che io lo sono quattro volte.

Avrete presto notizie dallo studio legale Pedowski & Molestowitz.

("e la Costituzione mi autorizza a votare per governarvi anche se non mi ha votato un cane!")

Pyter
Inviato: 12/10/2007 23:14  Aggiornato: 12/10/2007 23:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: I tiranni della democrazia
di Gianluca Freda
Nella sua evoluzione finale, la democrazia diventò una ...


...INVOLUZIONE?

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
vincenzo
Inviato: 13/10/2007 0:52  Aggiornato: 13/10/2007 0:53
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/6/2004
Da: u-oy-topos middle Oceania
Inviati: 1304
 Re: I tiranni della democrazia
Citazione:
grazie all'invenzione del teatrino democratico, per una scelta imputabile alle sue stesse vittime, anche se sarebbe fin troppo semplice smascherare l'inganno


Buonasera, mi sono appena iscritto a luogcomune. Leggendo questo articolo mi sono chiesto:"Se è facile smascherare l'inganno democratico perché i più non lo smascherano?"

1 - Non fanno caso, costoro, che quando in Internet compare qualcosa di veramente scottante, scompare nell’arco di pochi minuti? Se invece qualcosa ci rimane per sempre – e pure in bella vista - vuole dire che lì da nascondere c’è ben poco.
Paxtibi
Inviato: 13/10/2007 1:52  Aggiornato: 13/10/2007 1:52
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: I tiranni della democrazia
"Se è facile smascherare l'inganno democratico perché i più non lo smascherano?"

Forse perché “we all dream of being child again”...

florizel
Inviato: 13/10/2007 11:37  Aggiornato: 13/10/2007 11:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: I tiranni della democrazia
Voi siete degli ingrati, non vi rendete nemmeno conto che è la democrazia a consentirvi di fare “politica” e di partecipare quando le istituzioni hanno altro da fare.

Grillo ha capito tutto, e voi siete degli irresponsabili disfattisti.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Piero79
Inviato: 13/10/2007 12:20  Aggiornato: 13/10/2007 12:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/5/2006
Da:
Inviati: 781
 Re: I tiranni della democrazia
qui un altro ottimo articolo di Gianluca Freda

nicoforca
Inviato: 13/10/2007 17:40  Aggiornato: 13/10/2007 17:40
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 161
 Re: I tiranni della democrazia
Un altro imbroglio democratico sono le elezioni del PD di oggi. Con un capo imposto dall'alto Veltroni, e qualche rivale per far finta che sia democrazia.
Sebbene mi piaccia esprimere il voto, per esserne stata privata per tutti gli anni vissuti a Bruxelles, oggi non ci vado e comincio a dare ragione a chi in Italia propone l'astensionismo. A parte che queste elezioni primarie sono quasi un fatto privato, vota chi vuole e paga, non sono delle vere elezioni nazionali, sono un fatto infrapartitico per dare giusto quella parvenza...Perché nessuno parla di un ritorno al proporzionale e continuiamo a scimmiottare gli americani?
Mi disgustano.
Sono colpevoli e consapevoli. Sanno d'ingannarci e lo fanno con dolo. Dovrebbero essere giudicati in un processo popolare. Ma loro tutt'altro che processati, danno bastonate e picconate all'indipendenza della magistratura. Rafforzano le garanzie per non essere giudicati. Ordinano di trasferire i giudici. Minacciano i giornalisti che ne parlano. Sempre più sfrontati, sempre più arroganti.

florizel
Inviato: 13/10/2007 19:27  Aggiornato: 13/10/2007 19:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: I tiranni della democrazia
Piero79Citazione:
un altro ottimo articolo di Gianluca Freda


Certo che è strano leggere una critica di tale lucidità alla democrazia, come questa espressa dall’articolo che si sta commentando, e poi leggerne uno dello stesso autore che afferma:

"Io non credo che una collettività possa sopravvivere senza forme di organizzazione che si facciano carico di amministrare le sue esigenze. Ma queste forme di organizzazione devono tornare a essere espressione dei cittadini. Devono essere strettamente controllate e modificabili in ogni momento da istanze provenienti dal basso e non dal capriccio dei loro leader. E quando dico “dal basso” non intendo dalla massa in generale, che non ha la cultura né la competenza per controllare o gestire un bel niente, ma da quei gruppi di cittadini che dimostrino con apposite selezioni concorsuali di possedere le qualità necessarie per svolgere questo delicatissimo compito."

Mi sembra si sia saltato un passaggio: quello che spiega, ad esempio, quale differenza ci sia tra la “democrazia” così come descritta dall’articolo di cui sopra, e “forme di organizzazione controllate e modificabili in ogni momento da istanze provenienti dal basso", dove con questo termine (“dal basso”) si indica SOLO "gruppi di cittadini che dimostrino con apposite selezioni concorsuali di possedere le qualità necessarie per svolgere questo delicatissimo compito".

E quello che spiega, inoltre, in cosa consistono quelle “qualità necessarie”.
Tra l’altro, se tali gruppi di cittadini vengono designati dalla “massa” "che non ha la cultura né la competenza per controllare o gestire un bel niente", non si capisce quale garanzia di affidabilità e di "efficacia"possano avere detti “gruppi”.

E, soprattutto, non si chiarisce cosa si voglia realizzare.

Piero, puoi spiegarlo tu?

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Pyter
Inviato: 13/10/2007 19:51  Aggiornato: 13/10/2007 19:51
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: I tiranni della democrazia
FREDA:
"Ma queste forme di organizzazione devono tornare a essere espressione dei cittadini. "

E POI SUBITO DOPO:
"..E quando dico “dal basso” non intendo dalla massa in generale..."



Quindi le "masse" sono una cosa diversa dai "cittadini"...
...oppure Freda soffre di un "leggero" incasinamento di idee?

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
florizel
Inviato: 13/10/2007 20:11  Aggiornato: 13/10/2007 20:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: I tiranni della democrazia
PyterCitazione:
Quindi le "masse" sono una cosa diversa dai "cittadini"...


Quindi, i "cittadini" che dovrebbero nominare quei rappresentanti non sarebbero nemmeno TUTTI i cittadini... o, quanto meno, non sarebbero un numero di cittadini abbastanza considerevole da "rappresentare" la "massa"...

Mi chiedo quale debba essere, quindi, il ruolo della "massa"...

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
nicoforca
Inviato: 14/10/2007 0:31  Aggiornato: 14/10/2007 0:31
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/4/2007
Da:
Inviati: 161
 Re: I tiranni della democrazia
Si le masse sono diverse dai cittadini. Le masse votano mentre i cittadini, non tutti, "dal basso" devono poter controllare i leader e magari revocarli al minimo sgarro. Vi è una differenza tra votare (la massa) e controllare il funzionamento della democrazia (i cittadini). Quel che vuol dire è che non pensa che le masse ne avrebbero le capacità.

florizel
Inviato: 14/10/2007 11:11  Aggiornato: 14/10/2007 11:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: I tiranni della democrazia
Citazione:
Si le masse sono diverse dai cittadini.


Bene. Ne prendo atto. Però tutte queste attribuzioni di competenze danno l’impressione di essere abbastanza aleatorie, e a lungo lasciano le cose esattamente come sono. Mi spiego.

Primo, fatidica domanda: dal momento che quei gruppi di cittadini “eletti” deputati a controllare le classi dirigenti farebbero da “cuscinetto” tra le “masse” ed i governanti, chi controlla i controllori?
O siamo così ingenui da ritenere che i politici non abbiano risorse sufficienti da corrompere i “controllori”, col rischio di creare un’altra “casta” intermedia?

Secondo: un’organizzazione sociale simile sarebbe in grado di scardinare i meccanismi di fondo di “altri” poteri che regolano le leggi degli stati, e di conseguenza le sorti di milioni di individui? Lo chiedo perché ho la sensazione che la proposta non tenga conto del fatto che gli stati sono a loro volta asserviti ad una gerarchia che opera a livello mondiale. O, se ne tiene conto, ritengo che la sua funzione risulti inefficace al controllo di ben altri piani non stabiliti direttamente dagli stati.

Terzo: a livello di pianificazione economica, cosa cambierebbe? Resterebbero valide le stesse logiche finanziarie? C’è il rischio che una proposta simile, ottemperando alle esigenze immediate delle “masse”, lasci poi uno sbocco ai grandi piani predisposti a livello mondiale? E perché mai ciò non dovrebbe influire sulle singole società civili, nonostante i “controlli”?

Quarto: sorvolo sulla creazione e sulla funzione storica delle “masse”, ma se finora esse sono letteralmente SERVITE, come una forza di “manovra”, a guidare le grandi transizioni sociali ad uso e consumo di stati e mondo politico internazionale, cosa impedirebbe che questo non continuasse a verificarsi?
Insomma, credo che la proposta tenda ad ottemperare contingentemente, limitatamente e solo provvisoriamente alle esigenze degli individui intesi come “società civile”.

Citazione:
Vi è una differenza tra votare (la massa) e controllare il funzionamento della democrazia (i cittadini).


Questo mi pare abbastanza lampante, oltre ad essere ampiamente dimostrato dai fatti. E, ritornando con la memoria all'utilizzo delle "masse" da parte delle organizzazioni politiche (e dei partiti), non mi pare bizzarro che tali proposte vengano proprio da un'area politica che mentre si autoproclama paladina dell'emancipazione delle "masse", ne stempera le possibilità che esse avrebbero di incidere sul potere statuale.

Forse sarebbe il caso di tornare a discutere di questo.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Pyter
Inviato: 14/10/2007 11:41  Aggiornato: 14/10/2007 11:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: I tiranni della democrazia
nicoforca :
Si le masse sono diverse dai cittadini. Le masse votano mentre i cittadini, non tutti, "dal basso" devono poter controllare i leader e magari revocarli al minimo sgarro. Vi è una differenza tra votare (la massa) e controllare il funzionamento della democrazia (i cittadini). Quel che vuol dire è che non pensa che le masse ne avrebbero le capacità.


1..............MASSA

2..........CITTADINI ILLUMINATI
(industriali,opinionisti,scienziati,creazionisti,
apostoli del del quinto avvento ecc.. ecc..)

3........TAVOLA ROTONDA
(valvassori, valvassini)

4........... STATO
(Feudatario)


In questo ordine oppure lo devo capovolgere?

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
apemaia
Inviato: 15/10/2007 19:17  Aggiornato: 15/10/2007 19:17
So tutto
Iscritto: 16/8/2006
Da: Barletta
Inviati: 11
 Re: I tiranni della democrazia
Toh,che bella notiziola.I sindacati hanno fatti "finte riunioni"nelle fabricche...tanto il giochi erano già fatti.
Firmati e sigilati.
Brogli negli voti???...ma che bella notizia.Magari senza i "doppioni"il resultato era un "NO"quanto un grattacielo.
Noi non siamo altro che burattini,che le caste dei burattinai fa muovere,tramite le loro corde.
Vediamo fin a quando la gente abbassa la testa,e riceve bastonate sul collo,come tanti "ciucciarelli"

Non guardare le stelle...perchè voresti tornare li.

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