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Energia e Ambiente : Il biocarburante che ci lascerà a secco
Inviato da Abulafia il 25/8/2007 10:00:00 (9911 letture)

di Giorgio Venzo

La crescente apprensione verso i livelli d'inquinamento da idrocarburi, sommata a quella per l'annunciato picco petrolifero, di recente ha spinto sempre più i biocarburanti sotto i riflettori dell'aspettativa generale. Primo tra tutti per fama e volumi prodotti è il bioetanolo, cioè il comune alcool etilico ricavato da materie prime vegetali, che può sostituirsi del tutto o in parte alla storica benzina. Il presente articolo si propone d'illustrare le cause dell'ampia diffusione di questa sostanza, le ragioni dietro la selezione di determinati tipi di sementi per la sua produzione e le conseguenze a livello mondiale di tale scelta, con particolare accento sulla nazione che più di tutte ne influenza il essemercato: gli Stati Uniti d'America.

Governi & biocarburanti: così fan tutti.

La fama dell'attuale Presidente USA in fatto d'ambientalismo e sviluppo sostenibile è notoriamente tra le peggiori del pianeta. Tuttavia nell'ultimo “discorso sullo stato dell'Unione 2007” ha annunciato un forte impegno nello sviluppo di fonti rinnovabili e biocarburanti per autotrazione ma, come movente accanto a quelli di cui sopra, ne ha aggiunti altri più coerenti alla sua tradizionale linea politica:

"Per troppo tempo la nostra nazione è dipesa dal petrolio straniero. E tale dipendenza ci lascia più vulnerabili a regimi ostili ed a terroristi che potrebbero causare gravi interruzioni dei rifornimenti e aumenti del prezzo del petrolio e provocare un forte danno alla nostra economia. [...] Dobbiamo proseguire gli investimenti in nuovi modi per produrre etanolo usando di tutto, dagli scarti di legname alle erbe, agli scarti delle colture agricole. [...] Stanotte, chiederò al Congresso di unirsi a me nel perseguimento di un grande obiettivo. Facciamo un passo avanti e riduciamo l'utilizzo di benzina negli USA del 20% ...

... nei prossimi 10 anni. Potremo così ridurre le nostre importazioni totali di una quantità equivalente ai 3/4 di tutto il petrolio che ora importiamo dal Medio Oriente. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo aumentare la disponibilità di carburanti alternativi stabilendo una normativa obbligatoria sui carburanti per ottenere 35 miliardi di galloni (circa 130 miliardi di litri - NdT) di carburanti alternativi e rinnovabili nel 2017; cioè cinque volte tanto l'attuale. [...] E queste tecnologie ci aiuteranno a servire meglio l'ambiente e a combattere la sfida impegnativa del riscaldamento globale. [1]

Non è però questa la prima iniziativa in materia da parte dell'attuale governo: da tempo è in corso una gara al rialzo nella pianificazione pubblica relativa alla produzione di biocarburanti. Eccone alcune:
1) l'Energy Policy Act del 2005 imponeva per l'etanolo da mais un aumento di volume dai 4,5 miliardi di galloni previsti per il 2006 ai 7,5 entro il 2012 (1 gallone US = 3,78 litri);
2) l'US Department of Energy (DoE) auspica la sostituzione del 30% dei carburanti fossili per autotrazione entro il 2030;
3) singoli Stati come il Minnesota sopravanzano la legislazione federale aumentando le quote d'etanolo miscelato al 20% entro il 2010. [2]

Di certo gli USA non corrono da soli verso simili traguardi: ([3])
4) una trentina di Paesi dell'est e sud-est asiatico stanno rafforzando la produzione di biodiesel da palme da cocco per diminuire le importazioni di petrolio; la Malaysia ha in progetto piantagioni su larga scala per esportarlo in Europa; [4]
5) il Governo australiano ha deliberato entro il 2010 un aumento della produzione di bioetanolo pari a cinque volte l'attuale;
6) l'Unione Europea ha imposto una quota di bioetanolo pari al 5,75% entro il 2010 ed al 20% entro il 2020; [5]
7) il Canada ha comandato l'uso di miscele al 10% di etanolo in tre Province;
8) il Sudamerica non è da meno:
"Il patto Lula-Bush è il primo passo di una corsa globale ai raccolti destinati a biocarburanti. Canna da zucchero, olio di palma e piantagioni di soia per biocarburanti stanno rimpiazzando foreste e pascoli in Brasile, Argentina, Colombia, Ecuador e Paraguay. La coltivazione della soia ha già causato la deforestazione di 21 milioni di ettari in Brasile e 14 milioni in Argentina ([6]), senza soluzione di continuità poichè i prezzi dei cereali sui mercati mondiali continuano a salire." [7]
Il Brasile, maggior esportatore mondiale di bioetanolo, mira a raddoppiarne le esportazioni entro il 2010 espandendo il proprio mercato in molti altri Stati quali Giappone e Nigeria; ha investito inoltre 9 miliardi di dollari in dozzine di nuove infrastrutture per gestire l'aumento di produzione. [8]

Nonostante le parole del Presidente Bush fossero esplicitamente rivolte all'uso di erbe e scarti agricoli (steli, foglie e cortecce) più economici da coltivare e dalle maggiori rese per ettaro, il 95% dell'etanolo prodotto in USA deriva oggi dal mais e così sarà ancora per molto tempo, rendendo le sue parole poco più d'una velleità. Perchè?



L'amena genesi del bioetanolo.

Dopo aver alimentato il primo motore a Otto tra XIX e XX secolo, l'etanolo è stato utilizzato in USA negli anni '30 della depressione, in Italia durante il regime fascista e in modo crescente sin dagli anni '70 in Brasile ed USA fino ad oggi. Fu la crisi seguita all'embargo dei Paesi del Golfo che spinse il Governo USA a promuovere sussidi favorenti il risparmio di petrolio tramite miscelazione d'etanolo e benzina attraverso l'Energy Tax Act del 1978, ma l'aumento successivo nei prezzi del mais rese il bioetanolo così poco conveniente che nel 1986 lo United States Department of Agricolture (USDA) dichiarò che il comparto agricolo-industriale ad esso collegato non sarebbe sopravvissuto a meno di ulteriori massicci incentivi. La legge del '78 disciplinava l'introduzione di un 10% di etanolo nella benzina (la famosa miscela "gasohol") attraverso agevolazioni comprendenti riduzioni delle accise alla pompa e forti sconti sugli investimenti per le infrastrutture di produzione da biomasse, possedute principalmente da compagnie petrolifere quali Texaco, Chevron e Amoco. Dal 1988 invece si cominciò ad imporre l'etanolo come agente ossigenato per ridurre le emissioni di monissido di carbonio. Nel 1994 si registra un'altra grande vittoria quando il Renewable Oxigen Standard emanato dall'Environmental Protection Agency (EPA) stabilisce che almeno il 30% dell'etanolo usato per carburanti sia da fonti rinnovabili, cioè bioetanolo. Tale norma è poi dichiarata incostituzionale ma le fondamenta per la supremazia del mais nella produzione di bioetanolo sono già solide e il relativo comparto ben avviato. [9]

Anche in Europa si assiste ad uno sviluppo simile, negli anni '90, dovuto agli incentivi della Comunità Europea all'agricoltura. Poichè questi favorivano le colture ad alta resa per ettaro mentre i cereali pregiati ne avevan di minori, si assistette ad un aumento di produzione di granaglie scadenti destinate alla distruzione in quanto inutili all'industria alimentare. Che farne, allora? Trasformandole in etanolo si sarebbe potuto ottenere l'ETBE, additivo ossigenato per la benzina in sostituzione del vecchio piombo tetraetile. E' l'epoca della benzina verde e su indicazioni del Ministero dell'Ambiente un 20% circa del parco macchine italiano dovrà subire modifiche per adeguarsi al nuovo carburante imposto per legge dal 2002. Così, acquistando a basso prezzo le eccedenze in parte già pagate dai contribuenti, le raffinerie ricavano un prodotto finale da vendere ai contribuenti stessi millantando svolte ecologiste... nonostante tra gli additivi inizialmente usati nella verde ci fosse anche l'MTBE che in USA fu proibito in molti stati sin dagli anni '90 in seguito ai danni provocati dall'infiltrazione di falde acquifere in ben 43 di essi.
Ora che il trend del bioetanolo è consolidato, nel 2006 l'Europa ha registrato aumenti record di produzione: +73% rispetto al 2005, accompagnati da sconti sulle accise pari spesso al 100%. [10]

Dunque i biocombustibili nacquero essenzialmente come sostituti della benzina in tempi di magra dovuti a rialzi nei prezzi del petrolio o al riutilizzo di eccedenze agricole. Ma allora quale fattore ne ha davvero decretato l'ascesa costante in USA lungo questi trent'anni? Ce lo spiega addirittura un Governatore:
Una volta chiesi al Governatore Tom Vilsack dell'Iowa, durante una conferenza stampa, perchè mai i californiani e gli abitanti degli stati del nord-est dovessero essere costretti a mettere etanolo nella loro benzina quando la Scienza chiaramente mostra che non ha benefici ambientali - ricorda Paul Rogers del San Jose Mercury News.
"E' perchè aiuta gli agricoltori del mio Stato ad espandere il loro mercato", rispose lui.
"Ma allora immagino lei sosterrebbe una nuova legge federale per imporre a tutti gli abitanti di Des Moines
[capitale dell'Iowa - NdT] l'acquisto di un computer per aiutare la gente della Silicon Valley ad espandere i loro mercati?", chiesi io. Non fu d'accordo. [11]



Il "capitalismo" dei sussidi statali.

Attualmente il bioetanolo in USA gode di incentivi economici a livello federale e statale conferiti a tutti i principali soggetti della filiera, dal campo coltivato alla pompa di servizio. La benzina miscelata si giova di riduzioni fiscali sulle accise; altri sconti fiscali sono attivi per i distillatori che arricchiscono i propri carburanti con bioetanolo. Non solo, ma in certi stati si pagano direttamente gli agricoltori un tanto al gallone prodotto, il che in Minnesota ha fatto schizzare la produzione di 380 volte dal 1987 ad oggi.

Parlando di "chi riceve quanto" delle suddette elargizioni, si scopre che il 25% dei totali sussidi federali targati USDA vanno all'1% dei soggetti richiedenti ([12]). Si passa al 73% dei sussidi assegnati al 10% dei richiedenti: tra i maggiori beneficiari sono le compagnie del cosiddetto agribusiness. Le somme non sono dappoco: 165 miliardi di dollari tra il 1995 ed il 2005, di cui il mais occupa il 31% costituendo la voce di maggior sovvenzione. [13]

Tra le tante compagnie che beneficiano di queste politiche una delle maggiori per dimensioni ed importanza è senza dubbio la Archer Daniels Midland (ADM). Essa è la prima produttrice di alimenti per umani ed animali tanto che negli anni '90 ha adottato il soprannome di "supermercato del mondo" potendo nutrire fino a 300 milioni di persone oltre a svariati milioni di capi di bestiame. E' oggi la multinazionale leader mondiale nella produzione di bioetanolo: grazie al suo recente boom ha letteralmente visto impennare i propri guadagni facendolo oggetto di ambiziosi progetti per il futuro. La ADM è anche famosa per la tradizione decennale nella manipolazione illegale del prezzo di diverse sostanze al fine di creare un cartello artificiale dei prezzi, faccenda risoltasi in una sequenza di scandali, incarcerazioni e risarcimenti milionari da guinness dei primati, terminati i quali ha ritenuto prudente rivalutarsi attingendo dal comparto petrolifero ed assumendo come amministratore delegato la Sig.ra Patricia Woertz, ex alto dirigente della Chevron.

A cosa si deve tanto successo?
L'avventura dell'ADM nei biocarburanti è cominciata alla fine degli anni '70, ai tempi dell'Energy Tax Act, quando si pose il problema di gestire senza perdite una sovrapproduzione di mais e si optò per il bioetanolo. Da allora l'attività di lobby sulla sfera politica non si è mai fermata, nemmeno durante gli scandali che la coinvolsero. Per assicurare i propri investimenti, essa ricorre al finanziamento di entrambe le parti politiche affinchè il mais resti l'elemento base per la produzione di biocarburanti negli stati della corn belt americana. In cambio, la ADM dal 1980 ha ricevuto 10 miliardi di dollari in contributi federali. Si stima che soltanto fino al 1995 ogni dollaro da essa guadagnato nel solo mercato del bioetanolo ne sia costati 30 al contribuente americano redendola così, al pari d'altre multinazionali, una realtà avulsa dai meccanismi di rischio in proprio e pari concorrenza conferendole invece quelli dell'assistenzialismo e connivenza politica tipici del corporate welfare. [14]

E' risaputo come purtroppo tale semente comporti oneri di coltivazione assai elevati rispetto ad altre; si potrebbe pensare allora che una simile politica artificiale sia destinata all'insuccesso grazie alla possibilità di acquistare bioetanolo dall'estero, ad esempio dal Brasile. Ciò purtroppo non accade poichè grazie alle lobby dello zucchero tanto il bioetanolo quanto la canna da zucchero importate in USA sono gravate da pesanti dazi, rendendole meno convenienti e mantenendo così il mercato interno sotto una campana di vetro. Non a caso la strategia dell'ADM a breve termine è quella di continuare a puntare sul mais.

La stessa governance dell'ADM riconosce una maggior efficienza ed economicità di coltivazione nelle materie prime di derivazione cellulosica per la produzione di bioetanolo, nota sin dalla metà degli anni '90, ma la tecnologia per realizzarle con economie di scala vantaggiose va a rilento e non è ancora pronta (si stima lo sarà tra 10-15 anni) e si rimanda l'implementazione ad un prossimo futuro. Non si comprende però in quale modo una soluzione riconosciuta come migliore possa attecchire se la materia prima concorrente, il mais, viene continuamente pompata da sussidi a pioggia. Finchè a un contadino converrà piantare mais, difficilmente sceglierà altri tipi di vegetale e la produzione scarsa di quest'ultimi porterà la rete di distillazione e distribuzione a giustificarsi dicendo che non c'è abbastanza mercato per investire somme notevoli nelle infrastrutture necessarie. E' un serpente che si mordela coda.... e la testa è a Washington.



Sostenibilità del bioetanolo nel mercato artificiale.

La gamma di piante da cui è possibile ottenere bioetanolo è molto ampia, tuttavia solo alcune sono state preferite per coltura intensiva a tale scopo: barbabietola da zucchero, mais, canna da zucchero, orzo e frumento. Stati Uniti e Brasile si contendono il primato mondiale di produzione utilizzando quasi esclusivamente mais il primo, canna da zucchero il secondo. L'Europa invece frumento, orzo e barbabietola. [15]
Tra tutte, il mais è quella che necessita più energia sotto forma di potenti irrigazioni, fertilizzanti, insetticidi, erbicidi ed aumento notevole delle superfici coltivate causa le basse rese per ettaro; le tecnologie per sintetizzare i prodotti chimici necessari sono alimentate da idrocarburi, così come i macchinari usati per l'intensivo processo di coltivazione ed in risposta ad un picco di produzione è dunque prevedibile un aumento delle importazioni di petrolio, non una diminuzione. Ciò potrebbe spiegare la pratica dei cospicui finanziamenti che le compagnie petrolifere elargiscono a diversi centri di ricerca sui biocarburanti. [7]
Inoltre, l'attrattiva per gli agricoltori di ricavare più soldi dal mais destinato a tale prodotto li spinge a modificare le classiche rotazioni agricole del raccolto, adottate per non impoverire i terreni, concentrandosi invece su mais e soia (da quest'ultima si ricava il biodiesel). L'erosione dei terreni è infatti una delle maggiori problematiche connesse alla coltivazione intensiva del mais.

Le leggi che impongono l'uso di bioetanolo han provocato anche altri danni: sull'onda del boom molti impianti di distillazione sono stati costruiti in fretta e furia (la produzione è passata dai 2,7 miliardi di galloni del 2003 ai 4,5 nel maggio 2006 e tra tre anni si prevede di raddoppiarla) ma troppo spesso lesinando su misure di sicurezza al punto che un'inchiesta del 2002 in Minnesota ha accertato che gran parte di essi rilasciavano agenti inquinanti in quantità molto superiori al consentito (e dichiarato), rendendo l'aria tanto irrespirabile per l'odore quanto dannosa entro un'ampia area circostante. [16]
Proprio la ADM nel 2003 è stata costretta a spendere circa 350 milioni di dollari per riadattare alle norme anti-inquinamento 52 impianti in ben 16 stati USA. Non solo, ma un'errata stima per difetto della USDA sulla quantità di distillerie in costruzione sta provocando un aumento imprevisto di domanda di mais per bioetanolo, che nel 2006 ha pareggiato la quota destinata all'esportazione: si calcola che la reale quantità di granaglie processabili dal totale parco distillerie USA superi del doppio quella prevista per il 2008. Ma a meno di non lasciarle inattive, si prevede un'aspra competizione tra settore alimentare ed automobilistico con seria ripercussione sui prezzi. [17]

Alcune cifre: il raccolto USA di mais nel 2008 è stimato intorno ai 12,6 miliardi di bushel ([18]) mentre la capacità complessiva di lavorazione degli impianti USA per la sintesi di bioetanolo in quello stesso anno, emendata dalle sottostime di cui sopra, raggiungerà di 5,4 miliardi di bushel (1 ton di mais = 39,4 bushel) pari cioè a più del 40% del totale raccolto; nondimeno, la quota di combustibili fossili per autotrazione che sarà in grado di sostituire negli USA si aggira sul 6% soltanto. Se invece oggi si convertisse l'intera superficie coltivata USA in mais per etanolo, il consumo di combustibili fossili per autotrazione si ridurrebbe del 16%. Nel 2004 la quota di mais destinata al bioetanolo è stata dell'11% e questo dà un'idea dei progressi annui del comparto.

Quali conseguenze per le tasche dell'automobilista USA?
Gli incentivi al bioetanolo ammontano attualmente ad una quota che va dal 42 al 55% del suo prezzo al dettaglio e servono ad attenuare i maggiori costi di produzione rispetto alla benzina. Purtroppo i vincoli di miscelazione non tengono conto delle rapide fluttuazioni nelle sue quotazioni, provocando notevoli saliscendi dei prezzi alla pompa col risultato che spesso le miscele sono più costose della benzina. Inoltre, occorre ricordare che usando etanolo serve un pieno maggiore per percorrere pari distanze a causa del suo minor contenuto energetico. [19]
Il risultato non sembra stupire: a parte i maggiori costi dovuti alle tecnologie di produzione, come potrà il prezzo divenire realmente competitivo se da anni, grazie alle leggi in materia, la domanda di questo biocarburante supera costantemente l'offerta? ([20]) Questo forte squilibrio nel 2006 ha provocato in USA grosse difficoltà costringendo i produttori ad acquistare bioetanolo dal Brasile in quantità cinque volte superiori all'anno precedente, mentre i dazi d'importazione sono rimasti invariati a quota 0,54 $/gallone. Ciò ovviamente ha innalzato i prezzi alla pompa di benzina. [21]

Sull'onda di piena degli incentivi alcune voci si sono levate per affermare la necessità di selezionare meglio i beneficiari, puntando ad esempio sulle piccole realtà locali d'imprese agricole in modo che possano anche loro inserirsi in un mercato all'apparenza tanto redditizio.
"La ADM una volta dominava più del 60% della produzione di etanolo [in USA - NdT], ma oggi ne controlla meno del 25% a causa della costruzione, in questi ultimi anni, di un certo numero di impianti di proprietà degli agricoltori. La ADM sta progettando di riappropriarsi di una fetta di mercato aumentando la capacità produttiva di 550 milioni di galloni nei prossimi due anni, cioè fino a 1,65 miliardi di galloni, portando la sua quota al 50% della produzione totale." [22]
Sembrerebbe quindi una saggia mossa per sviluppare in modo generalizzato l'economia e l'agricoltura, ma potrebbe rivelarsi un ulteriore elemento di danno per coloro che all'inizio pensarono di beneficiarne: cosa succederà, infatti, quando la bolla del bioetanolo scoppierà? E' assai probabile che i primi impianti a restare a secco saranno quelli degli investitori locali, con spalle meno solide e coperte delle multinazionali concorrenti.



Biocarburanti ed OGM: i promessi sposi?

Su tutto quanto sopra esposto grava un doppio vincolo imprescindibile: la disponibilità di terra necessaria ad una simile espansione e la bassa resa per ettaro delle piante coltivatevi, mais sopra a tutti. Come fare per migliorarla? I dirigenti ADM puntano sulla modificazione genetica, che ha già prodotto risultati incoraggianti:
"La Sig.ra Woertz e gli altri dirigenti ADM affermano di credere che la manipolazione genetica del mais, che ha portato ad un incremento del 75% nelle rese rispetto al 1980, sarebbe in grado di tenere il passo con la domanda crescente di prodotti non alimentari quali l'etanolo."

Non solo, ma con questo accordo le compagnie OGM troveranno un ottimo sfogo alla scarsa tolleranza dell'opinione pubblica verso i prodotti per alimentazione umana... quantomeno a quelli di cui ci si accorge. La manipolazione genetica è oggi vista come il mezzo che consentirà di incrementare le prestazioni dei carburanti vegetali in generale, incluse materie prime di tipo cellulosico come il pioppo ed il miscanthus, avanzando sperimentazioni anche su OGM progettati per ottimizzare la fermentazione delle biomasse. [23]

Quello del tasso di conversione delle superfici da incolte ad arabili è un tema così stringente da veder inclusa nel Farm Bill 2007 una proposta di incremento del 50% dei suoli protetti: le cosiddette wetlands, cioè le zone più fertili che le intensive irrigazioni minacciano di prosciugare. [24]
Dunque prima si inaugura per legge la corsa all'espansione dei terreni coltivati (domanda alle stelle), poi se ne limita per legge l'estensione (offerta zoppa). Con quali conseguenze?



Ripercussioni sul mercato alimentare.

Partiamo dalla premessa fondamentale: gli USA sono in assoluto i primi produttori di mais, detenendo anche il 70% delle esportazioni mondiali. Qualunque scossa nel suo mercato interno avrà dunque effetti immediati a livello mondiale. La maggior richiesta di mais ne farà impennare il prezzo, ma ciò causerà aumenti anche in quello degli altri cereali che verranno acquistati in misura maggiore da chi resterà a secco di mais o non potrà permetterselo. Si aggiunga la concorrenza tra mais ed altre colture nell'espansione dei terreni convertiti a coltura causa la necessità di mantenere comunque costante la produzione per tutti i settori interessati.
Misura di un tale andamento è la progressiva diminuzione delle riserve di cereali (i cosiddetti "surplus") rimasta ad ogni Stato al netto della quota di esportazioni e vendite interne al mercato dell'alimentazione (umana e animale), dell'etanolo e dell'industria della trasformazione: il surplus è dunque l'indice della capacità di ammortizzare senza eccessivi danni le variazioni delle quantità prodotte annualmente.

Un aumento dei prezzi dei cereali scatenato dai sussidi e dalle leggi sulle quote di biocarburanti influirà quindi a catena su tutto ciò che da essi dipende: non solo i lavorati quali pane, pasta e dolci, ma anche tutti i generi derivati da alimentazione animale: carni (pollame, bovini, suini, pesci...) e uova, latte e latticini...
Proprio il mais per bestiame ha registrato raddoppi di prezzo nell'ultimo anno, provocando in molti stati USA un aumentato del prezzo del latte pari al 55%. Persino il gelato costerà più caro. [25]
Si calcola che un quarto di tutte le merci acquistabili in un supermercato dipenda dalla filiera del mais: pannolini, fiammiferi, additivi e coloranti alimentari, lieviti, olii, collanti, sacchetti della spazzatura, dentifrici. Il che aiuta a capire perchè questa semente sia la regina dei cereali e così tanti agricoltori stiano correndo a convertire i propri raccolti in qualcosa che una domanda alle stelle sta rendendo molto promettente nell'immediato. Sempre sulle riserve interviene il direttore esecutivo del World Food Programme, agenzia dell'ONU, lamentando una maggior difficoltà a rifornire di cereali i destinatari degli aiuti umanitari:
"Come risultato della conversione a biocarburanti delle colture di mais e soia in USA e Brasile, le riserve di cibo stanno letteralmente scomparendo. La scorta mondiale di cibo, secondo i dati FAO, è ai minimi dal 1972." [26]

Il mercato alimentare derivato dai cereali è comunque per sua natura fluttuante a causa delle variazioni annuali di raccolto influenzate da fattori quali siccità o maltempo. Tale aleatorietà viene però di solito compensata dirottando gli acquisti su articoli alternativi e meno costosi, ma in generale si accetta una certa elasticità dei prezzi. Il mercato dei carburanti invece è notoriamente molto sensibile ai prezzi ed assai meno elastico: in caso di pessimo raccolto, la concorrenza di un simile rigido comparto porterà grosse difficoltà nell'approvigionamento alimentare. [27]
Anche la Cina se ne è accorta: nonostante abbia annunciato per il III anno di fila un raccolto record, ha ribadito esplicitamente di voler evitare la conversione di granaglie alimentari a biocarburanti, puntando invece sui vegetali di tipo cellulosico. [28]



L'Italia: un caso a parte?

A cominciare da settembre, per poi salire nei mesi seguenti, nel nostro Paese sono annunciati pesanti aumenti nei prezzi di alcuni generi alimentari: carne, pasta, pane e dolci del 20%; pollame e uova di un 15%; burro del 50%. Il Ministro delle Politiche Agricole Paolo de Castro è però certo che la colpa sia della Cina, che:
"...con un aumento dell'11% del suo PIL ha contribuito al rincaro delle materie prime, dei generi alimentari, e alla carenza nella produzione cerealicola, soprattutto quella del grano duro, che in Italia copre solo la metà dell'offerta richiesta".
Ovviamente per il Ministro i biocarburanti non c'entrano nulla, in quanto in Italia ed Europa:
"...non si può ancora parlare di questo fenomeno, perché le coltivazioni di biocarburanti sono ancora troppo limitate per spiazzare quelle tradizionali". [29]

La carenza di raccolto denunciata dal ministro non può essere di certo quella della Cina, vista la sua tripla annata record: la nazione ad aver subito una battuta d'arresto è piuttosto l'Ucraina. In quanto ai consumi la Cina nelle statistiche degli anni recenti non ha registrato variazioni decisive tanto nella produzione quanto nell'import/export dei maggiori cereali; riguardo al mais, essa è una modesta esportatrice mentre ne importa quasi zero. [30]
Non si capisce inoltre il motivo per cui il ministro escluda l'opzione biocarburanti considerando la sola estensione agricola europea, quando il mercato dei cereali è ormai globale e storicamente ha capitale negli USA: buona parte delle sue esportazioni di mais finiscono proprio in Europa. Il prezzo di questi generi è notoriamente fissato dal mercato USA ed il resto del mondo vi si adegua. In un simile quadro, il peso della sola Europa (figuriamoci l'Italia...) è del tutto secondario. [31]

Allora perchè in Italia aumenteranno i prezzi? Per la convergenza di due fattori. Il primo è la progressiva diminuzione delle coltivazioni di grano duro in Italia, aggravate da un recente cattivo raccolto per siccità: da molti anni una sempre maggior percentuale a basso prezzo e qualità scadente è importata da Paesi quali Canada, Turchia, Siria ed Australia provocando un abbassamento dei prezzi nazionali della materia prima fino all'equivalente di 12 €/quintale del 2006, tanto che il valore attuale di 23 €/quintale è confrontabile con quello del 1985 ([32]). Questo fece sì che nei granai nostrani restassero giacenze inutilizzate, disincentivandone la coltivazione e riducendo sensibilmente anche la superficie di terre ad esso dedicata, con beneficio delle importazioni dall'estero che ora superano il 50% del nostro fabbisogno di grano duro. [33]
La seconda, su cui il ministro ha glissato, sta nel fatto che quei Paesi da cui importiamo il grano duro hanno finito o ridotto le scorte a causa dell'impennata nella corsa globale ai biocarburanti. Il Canada ha annunciato che non venderà grano duro fino a novembre, la Siria invece ha bloccato le esportazioni, l'Australia le ha ridotte. Da ciò gli aumenti nel prezzo della materia prima estera.
E' ovvio poi che un crollo di produzioni per siccità in alcune regioni del pianeta avrà l'effetto d'una grancassa, se le riserve con cui compensarlo sono sempre di meno ed a prezzi più alti.



Conclusioni.

L'affare del bioetanolo è stato capace, lungo i trent'anni che ci separano dalle crisi petrolifere, di unire in una sola voce le istanze d'ambo i fronti politici: i belletti ambientalisti della sinistra, le glorie autarchiche della destra. Gli effetti deleteri sono quelli appena elencati ed originano dalla stessa fonte: l'invasiva pianificazione statale in materia agricola ed energetica.

Nonostante i prezzi dei generi alimentari siano sempre dipesi da quelli delle fonti energetiche necessarie a produrli, un risultato del corso attuale è l'averli letteralmente saldati, ponendo le due merci in diretta competizione. A tal proposito giova riportare le parole di Patricia Woertz nell'intervista al New York Times dell'anno scorso:
Quando la Sig.ra Woertz guarda al futuro, vede i trend gemelli di una crescente popolazione che necessita di cibo addizionale, con una dieta che richiede sempre più proteine, e la sfida di risorse alternative al petrolio per l'energia. Dichiara che l'ADM è 'in una posizione unica' per beneficiare dell'aumento globale di domanda sia di cibo che di carburante. "Abbiamo le tecnologie, abbiamo le risorse e abbiamo le infrastrutture" afferma.

Ricordano molto quelle che il Segretario di Stato USA Henry Kissinger pronunciò quando i prezzi del petrolio e dei generi alimentari ebbero, a partire dal 1975, aumenti vertiginosi del 300-400% in pochi anni:
“Controlla il petrolio e controllerai intere nazioni; controlla il cibo e controllerai le persone.” [7]
Con la sola rilevante differenza che a parlare oggi sono... esattamente gli stessi d'un tempo: perchè mai dovrebbero aver cambiato faccia, ora che tra le maschere più in voga c'è quella ambientalista?

Giorgio Venzo (Abulafia)


***

Note:

[1] President Bush Delivers State of the Union Address - Casa Bianca, 23 gennaio 2007.
[2] History of the Minnesota Ethanol Program - Minnesota Department of Agricolture.
[3] Powering Towards or Away From Food Security? Crawfordfound.com, 15 agosto 2007.
[4] Il mito (e i danni) dei «bio-carburanti» – Marinella Correggia, Il Manifesto, 14 luglio 2006.
[5] I biocombustibili e i biocarburanti - Keinstar Associates, 2006.
[6] Biofuel boom drives cattle, gauchos from Argentina's Pampas - OffNews.info, 14 luglio 2007.
[7] The hidden agenda behind the Bush Administration's bio-fuel plan - GlobalResearch, 25 luglio 2007.
[8] Brazil hopes to build on its ethanol success - USA Today, 28 marzo 2006.
[9] Ethanol milestones - US Department of Energy (DoE), 5 marzo 2003.
[10] La production de bioéthanol dans l'UE - Plateforme Biocarburants 2007.
[11] Drunk on Ethanol - agosto 2004.
[12] Total USDA Subsidies in United States - Farm Subsidy Database.
[13] Top programs in United States, 1995-2005 - Farm Subsidy Database.
[14] Ethanol Keeps ADM Drunk On Tax Dollars - Doug Bandow, Cato Institute, 2 ottobre 1997.
[15] Scheda bioetanolo - Comitato Termotecnico Italiano, 2006.
[16] Gopher state ethanol problems trigger national crackdown - Minnesota Public Radio, 23 settembre 2002.
[17] Distillery demand for grain to fuel cars vastly understated - Earth Policy Institute, 4 gennaio 2007.
[18] Who Will Have Surplus Corn? - C. Hart & B. Babcock, Center for Agricultural and Rural Development, Iowa State University, inverno 2007.
[19] Ethanol gets pricier but could plummet next year - USA Today, 21 giugno 2006.
[20] Monthly U.S. Fuel Ethanol Production/Demand - Renewable Fuel Association, Industry Statistics 2007.
[21] Ethanol shortage could up gas prices - USA Today, 30 marzo 2006.
[22] A bet on ethanol, with a convert at the helm - New York Times, 8 ottobre 2006.
[23] Ecco la pianta dell'energia pulita - Carlo Rubbia, Corriere della Sera, 3 maggio 2007.
[24] "Farm Bill 2007" fact sheet - United State Department of Agricolture, 21 marzo 2007.
[25] Ice-cream makers frozen out as corn price rises - The Times, 16 luglio 2007.
[26] Surge in biofuels pushes up food prices - Financial Times, 15 luglio 2007.
[27] Ethanol and food price volatility - 22 luglio 2007.
[28] Biofuel 'Not at Expense' of Foodgrains - China Daily, 18 dicembre 2006.
[29] Prezzi: De Castro, Rincari Pane e Pasta? Colpa Della Cina - RaiNews24, 28 luglio 2007.
[30] Corn: trade - USDA Economic Research Service, 20 luglio 2006.
[31] Grain: World Markets and Trade - USDA Foreign Agricultural Service, luglio 2007.
[32] La C.I.A. Puglia su grano duro e pane - Newsfood.com, 31 luglio 2007.
[33] La forte riduzione del prezzo del grano duro è causato dalla massiccia importazione di prodotto da Paesi non comunitari - C.I.A., 16 aprile 2002.


Bibliografia supplementare:

The rush to ethanol - Food & Water Watch, 2007.
U.S. Corn for Fuel Ethanol, 1980-2006 - Ricca panoramica delle statistiche USA sulla destinazione delle quote di mais e sugli impianti di lavorazione dell'etanolo.
Ethanol Makes Gasoline Costlier, Dirtier - Jerry Taylor & Peter Van Doren, Cato Institute, 29 gennaio 2007.
Experts foresee efficient ethanol production - Physorg.com, 8 febbraio 2007.
Top All-Time Donor Profiles - Classifica ragionata dei principali gruppi di pressione in USA.
Archer Daniels Midland: A Case Study In Corporate Welfare - James Bovard, Cato Institute, 26 settembre 1995.


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Autore Albero
cocis
Inviato: 25/8/2007 10:28  Aggiornato: 25/8/2007 10:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
a settembre ottobre è gia previsto un aumento del pane e della pasta del 20%..

Linucs
Inviato: 25/8/2007 11:13  Aggiornato: 25/8/2007 11:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
a settembre ottobre è gia previsto un aumento del pane e della pasta del 20%..

"Colpa dei commercianti, ci vorrebbero più controlli del governo!"

Tutti questi problemi si potrebbero ampiamente risolvere con un Piano di Produzione ed un Ufficio Statistiche.

maurixio
Inviato: 25/8/2007 12:18  Aggiornato: 25/8/2007 12:18
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Complimenti, lavoro molto interessante, questo articolo coincide perfettamente con quanto pubblicato alcuni mesi fa sulla rivista Scienze, meno tecnico ma più improntato sulla politica USA e sull'impatto sociale............. Voglio solo dire che mi sembra eccessivo il riferimento al comportamento de governi stranieri, non vivo fuori dalla realtà, mi rendo conto che siamo nel mercato globale ma sono spaventato da quanto questo influenza l'approccio ad ogni tipo di problematica, non avendo, noi comuni mortali, alcun potere decisionale ne di potere influenzare l'andamento generale continuiamo a discutere e a scervellarci invano, in base alle nozioni ed agli stereotipi largamente accettati e propinati dall'informazione di massa......concludo dicendo che bisogna investire sul risparmio energetico non sulla planetarizzazione del consumo così come lo conosciamo e lo intendiamo anche noi Italiani.....per secoli il mediterraneo è stato la culla della civiltà e cosa simo riusciti ad esportare? mafia e corruzione. ....Siamo ridotti non solo ad accettare la globalizazione dei mercati ma anche quella delle idee...................p.s. sul link di Rubbia: mi risulta che il pensiero del Nostro illustre conterraneo sia più ampio e più illuminato a proposito di energie alternative...Ciao

BlSabbatH
Inviato: 25/8/2007 12:25  Aggiornato: 25/8/2007 12:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
si coltiva mais con concimi chimici petrolderivati per produtte un carburante scadente, lo si detassa per renderlo più economico della benzina.. visto l'impoverimento idiota dei terreni a sto punto perchè non basare l'intera nutrizione umana in vertici della catena alimentare come leoni o squali? credo che il BOIA premio-nobel-per-la-pace Kissinger dall'alto della sua intelligenza stia per prendere in considerazione anche questo..
tutto fuorchè il troppoefficiente solare.. che sia mai prendere in considerazione una fonte di energia che ha solo 1 cambio energetico..
vorrà dire che inizierò a fondare dei kibbutz-etico-solari-equosolidali nella periferia est milanese, vestito come san francesco d'assisi.. alla facciaccia di mister-bombarda-Allende

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Davide71
Inviato: 25/8/2007 12:27  Aggiornato: 25/8/2007 12:27
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 2108
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Ciao a tutti: complimenti per l'articolo, molto ben documentato.
Se non ho capito male:
1) il biocarburante non é affatto così "bio" come vorrebbero farci credere.
2) Ci costerà molto di più di quello tradizionale; non tanto per il prezzo in sé, quanto per i trasferimenti di fiscalità che necessita;
3) ci lascerà senza mangiare;

Devo dire che queste conclusioni erano già state raggiunte nei forum.

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
maurixio
Inviato: 25/8/2007 12:39  Aggiornato: 25/8/2007 12:39
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Il mio post è molto sconclusionato, dettato piuttosto dal risentimento nel vedere l'ipegno di menti altrimenti meglio utilizzate.....aggiungo solo una personale interpretazione sulla distribuzione del gas, delle pipelines dei rigassificatori e tutti i soldi spesi per questo sitema globalizante ed offensivo per molte popolazioni...... siamo in estate, l'inverno arriverà consumeremo un sacco di soldi per riscaldare case che dopo mezzora saranno più fredde di prima, mi chiedo se non sarebbe stato meglio abbassare il fabisogno energetico delle abitazioni piuttosto che sprecare energia per riscaldare di continuo, la maggior parte delle case in Italia sono così. Io penso di si, adeguare termicamente le abitazioni avrebbe prodotto lavoro interno e risparmio nazionale e privato a lungo termine, ed invece no ci devono portare il gas fin dentro il cesso e noi siamo convinti che non può essere altrimenti... a voi le belle cose....

neoprog
Inviato: 25/8/2007 12:41  Aggiornato: 25/8/2007 12:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 21/1/2006
Da:
Inviati: 422
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
l'unica alternativa mi sembra la cannabis,da dove si produce buon carburante(e non solo),e non crea problemi alimentari.
saludos

D'you know that one day
We will turn the world upside down
D'you know that one day
We will clean the world inside out
karmelo
Inviato: 25/8/2007 12:58  Aggiornato: 25/8/2007 12:59
So tutto
Iscritto: 2/10/2006
Da: Messina
Inviati: 25
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
salve a tutti
segnalo un articolo in tema sul manifesto di oggi

karmelo

cocis
Inviato: 25/8/2007 13:31  Aggiornato: 25/8/2007 13:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
non so se avete sentito la notizia dell'altro giorno .. . alcuni scenziati sono riusciti a trasferire energia senza fili ..

un pò in ritardo di 100 anni rispetto a tesla..

frnglt
Inviato: 25/8/2007 13:54  Aggiornato: 25/8/2007 13:54
Ho qualche dubbio
Iscritto: 2/5/2006
Da: la Rete
Inviati: 132
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:
l'unica alternativa mi sembra la cannabis,da dove si produce buon carburante(e non solo),e non crea problemi alimentari.

causa però aumento del prezzo della cannabis per uso ludico

grazie a dio sono ateo
l.bunuel
non sono io a dovermi giustificare di fronte a te per non avere fede, sei tu che ti devi giustificare con me per non avermela data
i.montanelli
non sono ateo nè agnostico, definizioni assurde che implicano la privazi...
Pausania
Inviato: 25/8/2007 14:08  Aggiornato: 25/8/2007 14:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
cocis Citazione:
alcuni scenziati sono riusciti a trasferire energia senza fili

Non per dire, ma se io ti tiro un pugno ho trasferito energia senza filli

Scherzi a parte, avresti qualche riferimento più preciso?

Abulafia
Inviato: 25/8/2007 18:18  Aggiornato: 25/8/2007 18:21
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Buonasera,

Maurixio:

Citazione:
Voglio solo dire che mi sembra eccessivo il riferimento al comportamento de governi stranieri...

Per quali motivi?

Citazione:
p.s. sul link di Rubbia...

Nel link in calce all'articolo non c'è la firma di Rubbia ma cercando con Google se ne trova il nome associato alla pubblicazione de “Il Corriere”. Qui c'è un altro pezzo analogo, riassunto del primo, stavolta con firma.



Davide71:

Citazione:
Devo dire che queste conclusioni erano già state raggiunte nei forum.

E allora la prossima volta inserirò solo la lista delle note .

Ironia a parte, l'iniziativa di usare i biocarburanti per autotrazione secondo me è più che legittima, laddove origini da iniziativa volontaria del proprietario del campo, non da quote obbligatorie.
Tanto il mais quanto altri vegetali danno un prodotto con pregi e difetti determinati anche e sopratutto da condizioni locali o contingenti; ad esempio potrebbe convenire agli agricoltori di qualche zona nella corn belt l'associarsi nella costruzione di un piccolo impianto per trattare gli scarti vegetali dei loro raccolti e con l'etanolo ottenuto alimentare i propri mezzi agricoli, quelli del vicino paese ed altre utenze.

...Ars adeo latet arte sua...
benitoche
Inviato: 25/8/2007 19:28  Aggiornato: 25/8/2007 19:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/9/2006
Da:
Inviati: 1941
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Neoprog scrive
l'unica alternativa mi sembra la cannabis,da dove si produce buon carburante(e non solo),e non crea problemi alimentari.

Una volta nei casini vedrai che lo capiranno anche gli stolti
Tu nel frattempo conserva qualche buon semino per i periodi duri
Alla fine questa recessione servirà a far rinsavire anche quelli dalla cervice più dura

arisaludos

la religione è indispensabile
soltanto a un’umanità rescissa dal mondo divino-spirituale.
cocis
Inviato: 25/8/2007 20:21  Aggiornato: 25/8/2007 20:21
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco


in usa un ragazzidno di 13 anni disegna una pistola sulla carta .. sospeso perchè poteva minacciare i compagni..

francesco7
Inviato: 25/8/2007 20:38  Aggiornato: 25/8/2007 20:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Tarentum
Inviati: 886
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Autore: Pausania Inviato: 25/8/2007 14:08:43

cocis -citazione-

alcuni scenziati sono riusciti a trasferire energia senza fili


Non per dire, ma se io ti tiro un pugno ho trasferito energia senza filli

Scherzi a parte, avresti qualche riferimento più preciso?


Anche se la domanda non è rivolta direttamente a me sicuramente Cocis si riferisce al progetto WiTricity da "wireless electricity" ovvero "elettricità senza fili". E' un termine coniato inizialmente da Dave Gerding nel 2005 ed usato dal gruppo di ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) guidato dal prof. Marin Soljačić nel 2007, per descrivere l'abilità di fornire energia elettrica ad oggetti distanti senza l'utilizzo di fili.

La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità. (Plutarco)
maurixio
Inviato: 25/8/2007 20:49  Aggiornato: 25/8/2007 20:49
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
-citazione-
Voglio solo dire che mi sembra eccessivo il riferimento al comportamento de governi stranieri...

Per quali motivi?

in effetti si potrebbe cancellare stranieri, ma per la totale passività dei nostri, ho ritenuto escluderli. Ribadisco l'importanza di trovare una nostra identità in ambito energetico, casomai esportabile.

Aseptik
Inviato: 25/8/2007 21:13  Aggiornato: 25/8/2007 21:13
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: Messapia
Inviati: 139
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Io non so se sono speculazioni dei grossi investitori internazionali http://www.disinformazione.it/speculazioni_alimentari.htm, oppure la scarsita di grano dovuta a siccità, alluvioni e produzione di biocarburante, so solo che il prezzo della farina di grano tenero o di grano duro, ve lo dico per esperienza personale, è aumentato in quest'ultimo di: 3 euro al quintale, dopo tre mesi circa di 5 euro a quintale, poi di 6 euro a quintale e a settembre ci sara un ulteriore aumento di 6 euro al quintale.
Quindi non prendiamocela con gli artigiani, eh?

La politica è l’arte cortese di ottenere voti dai poveri e finanziamenti dai ricchi, promettendo di difendere gli uni dagli altri.
Oscar Ameringer
Abulafia
Inviato: 25/8/2007 22:23  Aggiornato: 25/8/2007 22:24
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Maurixio:

Citazione:
Ribadisco l'importanza di trovare una nostra identità in ambito energetico, casomai esportabile.

Un'idea c'era: si chiamava "hub europeo del gas" e prevedeva un po' di rigassificatori qua e là nella penisola. Ma era nel vecchio programma dell'Unione, prima che Sircana entrasse nelle nostre grigie vite...

Un progetto originale e assolutamente esportabile, che distinguerebbe l'Italia nel panorama internazionale, secondo me potrebbe essere quello di sfoltire un po' l'odissea di scartoffie da compilare per montare un pannello sul tetto, pagare gli incentivi alle rinnovabili tramite adesione volontaria ai prelievi dalle bollette ENEL e smetterla di martellarci con le pubblicità progresso dementi sul miscelatore da rubinetto e il led del televisore rimasto acceso.
Non vorrei però chiedere troppo...

Stranamente, quando agli operatori nel settore si chiede quale sia il primo ostacolo alla diffusione delle rinnovabili, in cima alla classifica c'è da anni sempre una voce: la burocrazia statale.
Avevo sempre creduto che fosse invece la nostra crudeltà verso la natura!

...Ars adeo latet arte sua...
cnj
Inviato: 26/8/2007 0:14  Aggiornato: 26/8/2007 0:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da: Romagna
Inviati: 795
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:
E queste tecnologie ci aiuteranno a servire meglio l'ambiente e a combattere la sfida impegnativa del riscaldamento globale. [1]

prima di parlare i nostri dipendenti/governati si dovrebbero informare a livello scientifico e non parlare con i soli 4 scienziati accreditati!
The Great Global Warming Swindle è da vedere...prodotto da Channel 4.
---------------------------
Ci è stato detto che il surriscaldamento globale sia una conseguenza diretta delle nostre azioni, e il problema principale sia l'aumento nelle emissioni di co2. Non passa giorno senza che ci vengano mostrate nuove ed eclatanti immagini degli effetti devastanti del surriscaldamento globale, assieme a previsioni apocalittiche. Ma è possibile che questa vera e propria campagna del terrore condotta mass-media si basi su labili fondamenti scientifici? Ed è inoltre possibile che questa nuova ortodossia protegga gli interessi di coloro che traggono beneficio dalla diffusione della teoria del riscaldamento globale provocata dall’uomo? Gli scienziati che presentano le loro affermazioni in The Great Global Warming Swindle sembrano convinti della veridicità di queste ipotesi, e presentano solide argomentazioni sul rapporto tra surriscaldamento globale ed attività solare.
http://www.masternewmedia.org/it/2007/06/01/ipotesi_sul_cambiamento_climatico_il.htm

http://video.google.com/videoplay?docid=-3028847519933351566

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. Nikola Tesla
Abulafia
Inviato: 26/8/2007 0:38  Aggiornato: 26/8/2007 0:38
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Aseptik:
Se controlli i dati alla nota n°31 vedrai che il trend di diminuzione degli "ending stocks" è effettivamente in calo, come scritto nel brano di Movisol.org. Trovi anche una breve introduzione con l'elenco dei Paesi che han subito siccità od altri guai. Purtroppo lì ci sono le registrazioni delle sole ultime 5 annate.

Comunque quell'articolo si differenzia da questo perchè il primo ha per oggetto i prezzi del mercato alimentare, di cui la corsa ai biocarburanti è una delle cause, mentre questo ha come oggetto il bioetanolo che ha come conseguenza anche un aumento dei prezzi dei beni alimentari.

A questa pagina c'è l'indice per le statistiche dei vari cereali aggiornate ad agosto 2007, più gli archivi.

...Ars adeo latet arte sua...
Aseptik
Inviato: 26/8/2007 12:45  Aggiornato: 26/8/2007 12:45
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: Messapia
Inviati: 139
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Grazie Abulafia per i link.
Per quanto riguarda le energie rinnovabili e le relative problematiche, vorrei segnalarvi alcuni link e avere i vostri pareri.
http://www.disinformazione.it/energia_adesso_o_mai_piu.htm
http://www.disinformazione.it/energia.htm
link

La politica è l’arte cortese di ottenere voti dai poveri e finanziamenti dai ricchi, promettendo di difendere gli uni dagli altri.
Oscar Ameringer
BlSabbatH
Inviato: 26/8/2007 13:12  Aggiornato: 26/8/2007 13:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:
Citazione:
siamo in estate, l'inverno arriverà consumeremo un sacco di soldi per riscaldare case che dopo mezzora saranno più fredde di prima, mi chiedo se non sarebbe stato meglio abbassare il fabisogno energetico delle abitazioni

da noi il pil lo si fa continuando a costruire, mangiando ogni giorno sempre più territorio con belle casette colorate&disabitate.. aumentare il bubbone immobiliare, altro che ristrutturare per abbassare la voracità energetica delle catapecchie esistenti..

Citazione:
Stranamente, quando agli operatori nel settore si chiede quale sia il primo ostacolo alla diffusione delle rinnovabili, in cima alla classifica c'è da anni sempre una voce: la burocrazia statale.
burocrazia statale voluta a monte.. il gas dei russi, il nostro "supporto" in iraq per la fetta di torta.. se l'italia puntasse sul solare diventeremmo ricchi come a dubai.. e liberi, è questo il punto

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
shevek
Inviato: 26/8/2007 14:25  Aggiornato: 26/8/2007 14:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 1249
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Salut y Libertad Linucs!


Dici:Citazione:
a settembre ottobre è gia previsto un aumento del pane e della pasta del 20%.. "Colpa dei commercianti, ci vorrebbero più controlli del governo!" Tutti questi problemi si potrebbero ampiamente risolvere con un Piano di Produzione ed un Ufficio Statistiche.


Infatti. Senza né commercianti né controlli governativi,


Shevek

"Il potere è l'immondizia nella storia degli umani" - F. Guccini
www.portadimassa.net - WEB-TV e non solo di Filosofia
redna
Inviato: 26/8/2007 15:26  Aggiornato: 26/8/2007 15:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
ctz-Infatti.Senza nè commercianti nè controlli governativi
---
I commercianti fanno quello che vogliono perchè i controlli governativi non esistono.
Pertanto a mio avviso, sarebbe lo stesso se ci fosse un piano di produzione e un ufficio statistiche.(casomai nel 2007 non ci fossero ancora...e perchè no)?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
argon
Inviato: 26/8/2007 19:19  Aggiornato: 26/8/2007 19:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/8/2006
Da: Pordenone
Inviati: 287
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
depopulation - scie chimiche - siccità - bioetanolo - aumento costo delle derrate alimentari - grosse ripercussioni sprattutto nel terzo mondo - depopulation.

I conti tornano e tornano male.

« La sovranità sovrannazionale di banchieri mondiali ed un’èlite intellettuale è preferibile all’autodeterminazione praticata nei secoli passati»
( David Rockefeller)
Abulafia
Inviato: 26/8/2007 19:23  Aggiornato: 26/8/2007 19:23
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Aseptik:

A proposito del link sulle rinnovabili: oggi si possono leggere diversi articoli che elencano le varie soluzioni rinnovabili mostrando con cifre e stime le potenzialità di sostituzione delle fonti fossili. E non ho dubbi che possano davvero farlo... però questo non è il punto; è dopo il cosa che arriva il dunque: chi, quando e come?

Al primo rispondono espressioni come "manca una politica energetica nazionale", "cosa aspettano a prendere decisioni!"; al secondo frasi come "dobbiamo fare in fretta", "non c'è più tempo". Non sarà difficile quindi scoprire il III.

E non stona forse il fatto che in un articolo così lungo per la necessità d'elencare soltanto alcune delle rinnovabili sfugga che proprio questa loro varietà e duttilità le rende del tutto discordi con politiche centralizzate di pianificazione?
Eppure molti di coloro che le auspicano han festeggiato la Finanziaria 2007.


BlSabbatH:

Citazione:
se l'italia puntasse sul solare diventeremmo ricchi come a dubai.. e liberi, è questo il punto

Non credo siano cose come queste a rendere libere le persone. Non credo lo siano le cose in generale.
In quale modo ritieni giusto che un'intera nazione punti al solare?

...Ars adeo latet arte sua...
BlSabbatH
Inviato: 27/8/2007 14:39  Aggiornato: 27/8/2007 15:10
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:
Non credo siano cose come queste a rendere libere le persone.

intendevo libertà energetica del paese Italia.. zero importazioni nucleari dalla francia, zero accordi con l'impero statunitense per spartirci la fettina di benzina irachena.. e perchè no, alla fine influenze positive anche sui singoli..

tutti i tetti d'italia ricoperti con pannelli fotovoltaici al posto delle tegole d'argilla mesozoica.. da "terroni d'europa" a sceicchi e il sud arretrato avrebbe la sua rivincita sul nord.. (mafia permettendo)
Citazione:
In quale modo ritieni giusto che un'intera nazione punti al solare?

referendum?

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Abulafia
Inviato: 27/8/2007 16:03  Aggiornato: 27/8/2007 16:03
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Buongiorno BlSabbatH,

Citazione:
intendevo libertà energetica del paese Italia

Perchè mai dovremmo puntare all'indipendenza energetica?
Io preferirei puntare sulla facoltà delle persone di scegliere come e da dove ricavare le fonti d'energia per vivere. E se alcune le sceglieranno all'estero, che lo facciano pure: l'importante è che siano coscienti dei pro e dei contro, incluso il fatto che alcune di esse col tempo potranno esaurirsi, aumentare di prezzo o dipendere da decisioni politiche lontane.

Citazione:
tutti i tetti d'italia ricoperti con pannelli fotovoltaici al posto delle tegole d'argilla mesozoica

Non esistono "tecnologie mesozoiche": esistono soluzioni con precise caratteristiche fisiche/chimiche/economiche/... che risultano più o meno adatte a seconda della loro capacità d'adattarsi a particolari necessità.

Citazione:
referendum?

Con che diritto se ne imporrà il risultato anche a chi preferirebbe altre soluzioni (magari ugualmente "rinnovabili")?
Con quale faccia tosta se ne delegherà l'esecuzione allo stesso soggetto che in tale ambito sta creando così tanti problemi?

...Ars adeo latet arte sua...
BlSabbatH
Inviato: 28/8/2007 11:12  Aggiornato: 28/8/2007 11:19
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
buongiorno a te, abulafia
Citazione:
Con che diritto se ne imporrà il risultato anche a chi preferirebbe altre soluzioni (magari ugualmente "rinnovabili")?

viviamo in una (pseudo)democrazia, il referendum è ciò che più si avvicina al concetto di democrazia ideale. Scusa la franchezza, ma personalmente credo che il tuo libertarismo utopico (irrealizzabile) comporti nel mondo reale solo fenomeni di intenso immobilismo.
"Non possiamo fare questo, con che diritto.. se uno vuol fare quest'altro con che diritto imponiamo.." una politica energetica non può tenere conto delle volontà di tutti i singoli: uno potrebbe anche proporre, che so, di produrre energia bruciando zingari (e converrai con me, che a proporlo è ben più di una persona).
Il referendum è lo strumento ideale per eliminare il problema, proprio come fu nell'87 per il nucleare, la maggioranza vince e stop, si fa quel che il popolo ha deciso, punto. Al massimo è tale referendum che deve essere ben esposto, per esempio includendo all' ipotetico quesito sul rinnovabile come scelta energetica, un corposo ventaglio di opzioni: solare, eolico, biomasse.. e magari la non centralizzazione della produzione ma la microgenerazione diffusa.
Citazione:
Con quale faccia tosta se ne delegherà l'esecuzione allo stesso soggetto che in tale ambito sta creando così tanti problemi?

Sono profondamente ateo e come tale cerco sempre di non cedere alle lusinghe riempitive dell'ideologia o dell'utopia anarchica. Nel mondo reale lo stato è necessario e il massimo rendimento lo si ha (almeno sulla carta) con un sistema democratico. E' palese che i problemi (energetici) presenti sono sovranazionali, volontà riconducibili a scelte politiche di mero controllo, fatte da un impero ben al di là di Roma, e lo sappiamo benissimo. Un referendum popolare che opti per una scelta obbligata al rinnovabile sarebbe una gran batosta per la gramigna plutocratica filo-washington in forte aumento oggi in italia, nonchè un segnale di sveglia per gli altri paesi (che comunque, son già più svegli di noi)..

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Paxtibi
Inviato: 28/8/2007 13:53  Aggiornato: 28/8/2007 13:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Il referendum è lo strumento ideale per eliminare il problema, proprio come fu nell'87 per il nucleare, la maggioranza vince e stop, si fa quel che il popolo ha deciso, punto.

E se il popolo decide di produrre energia bruciando zingari, amen.

Sarà giusto così perché: "il referendum è ciò che più si avvicina al concetto di democrazia ideale".

Non si riesce proprio a fare a meno della religione, a quanto pare.

gio911
Inviato: 28/8/2007 14:12  Aggiornato: 28/8/2007 14:12
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/5/2006
Da: Gela
Inviati: 131
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
sabato sono andato a comprare una pizza, e visto un piccolo aumento di prezzo ho chiesto spiegazioni al pizzaiolo. mi ha risposto:

<è aumentata la mozzarella>.....

Abulafia
Inviato: 28/8/2007 22:54  Aggiornato: 28/8/2007 22:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
BlSabbatH:

Grazie per la franchezza. E' un lusso che offende solo gli sciocchi.

A proposito del referendum: auspichi che nel caso in questione si evitino danni formulandolo in modo più preciso ed elencando più scelte, ma si avrebbero tre difetti cruciali:
1) più la domanda è precisa, più persone voteranno "per sentimento" a seconda di quanto letto o sentito poichè non essendo davvero informati non comprenderebbero le domande sulla scheda.
2) il solo referendum che renda plausibile l'elencare più opzioni sarebbe, per assurdo, quello in cui ogni quartiere avesse una scheda dedicata. Qualunque raggruppamento più ampio renderebbe inutile la scelta multipla in quanto conterrebbe siti tanto diversi tra loro da rendere convenienti soluzioni impiantistiche molto diverse tra loro.
3) come potrebbero migliaia di persone sostenere i maggiori costi degli impianti comandati nella loro zona? 3 kW di fotovoltaico costano circa 20.000 €: finchè non li hai ripagati resti in rosso e molti dovranno far debiti con le banche, rischiando l'insolvibilità e tutto ciò che ne deriva (precarietà, rinuncia ad altri investimenti per loro più importanti come un'auto per lavoro, spese per un figlio...). Nemmeno gli incentivi servirebbero poiché se il numero dei beneficiari tende a quello dei contribuenti diverrebbero utili solo a chi nella transazione si trattiene la sua quota. Chi?

Un esempio dei punti 1 e 2 è stato il recente referendum sulla procreazione assistita: testo impeccabile ma prolisso, tema incompreso, più argomenti in un solo quesito. Risultato: voto approssimato e "per fede". Quello sul nucleare invece è stato il classico voto del branco spinto dall'onda emotiva: Chernobyl.
Il guaio delle azioni emotive è che c'azzeccano solo per caso, poichè guidate dall'incoscienza.

Parli poi dell'immobilismo, cioè l'opinione che in mancanza di una regia centrale sarebbe troppa l'inerzia dei molti singoli. Si dimentica però che il principale freno allo sviluppo dell'iniziativa privata in questo campo sono proprio le pastoie burocratiche: non è un incidente temporaneo di percorso, ma una costante di tutti i governi. La famosa "urgenza" oggi sbandierata sarebbe tale se per decenni non si fosse resa un calvario l'iniziativa privata? E' certo infatti che se un'alternativa funziona ed è competitiva il mercato la adotta in fretta senza bisogno di spintarelle.

A proposito poi del rischio di far-west, non vedo come una scelta impiantistica che arrechi danno al prossimo non debba essere contrastata per le consuete vie legali, tenendo conto che si sta discorrendo di pannelli solari, pozzi geotermici o microturbine idrauliche... non di armi di distruzione di massa.


P.S.: e chi Ti dice che tanta “gramigna” non sia ammanicata anche nei meccanismi dietro alle rinnovabili? Si sa ben che “pecunia non olet”...

...Ars adeo latet arte sua...
maurixio
Inviato: 29/8/2007 9:51  Aggiornato: 29/8/2007 9:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Il referendum è lo strumento ideale per eliminare il problema, proprio come fu nell'87 per il nucleare, la maggioranza vince e stop, si fa quel che il popolo ha deciso, punto

scusa ma non ho saputo resistere, se ben ricordo qualche tempo fa ci fu un referendum in cui si proponeva di abolire alcuni ministeri. vinsero i "si" e tra questi "si" c'era la proposta di depenalizzare le droghe leggere, erano piu o meno 10 proposte in cui tra i si e i no gli opposti schieramenti non ci avevano capityo un caxxo figurati gli Italiani, tanto che ironicamente un giornale Inglese a proposito di questo referendum disse: se avessero proposto di abolire la pastasciutta avremmo detto addio anche a quella. Be meno male che il tuo buon senso specifica: Al massimo è tale referendum che deve essere ben esposto.
Non ho niente da aggiungere a questa disussione sempre aperta, che necessita di aggiornamenti, resto molto interessato alle energie alternative, infatti sto leggendo alcuni post (linkati anche in questo sito) di Carlo Bertani (interessante anche quello sulla fusione fredda su comedonchisciotte ) .buon lavoro a tutti. Ciao.

AteNa
Inviato: 29/8/2007 19:57  Aggiornato: 29/8/2007 21:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 14/8/2006
Da: IT (sob.)
Inviati: 283
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:

Abulafia ha scritto:
Dunque prima si inaugura per legge la corsa all'espansione dei terreni coltivati


Si potrebbe coltivare il tetto del Natural History Museums di San Francisco visto che quest'ultimo progetto di Renzo Piano prevede un prato sostitutivo alle tegole



Abulafia, complimenti per il lavoro, non avendo mai seguito il forum ho trovato l'articolo molto interessante e completo.

"Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato." - Antoine de Saint-Exupéry
BlSabbatH
Inviato: 29/8/2007 21:56  Aggiornato: 29/8/2007 21:56
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Saluti Abulafia,
Citazione:
1) più la domanda è precisa, più persone voteranno "per sentimento" a seconda di quanto letto o sentito poichè non essendo davvero informati non comprenderebbero le domande sulla scheda.

Purtroppo l'ignoranza di molti limita il sistema democratico, ma d'altronde un'uguaglianza culturale sarebbe utopia. Sta ai partiti, alle associazioni o ai vari pensatori-scienziati-professori il compito di divulgare appunto, al "volgo". Tu parli di fede, io invece penso che al referendum passato sulla fecondazione assistita almeno il 50% dei votanti (del SI) si sia almeno sforzato di capire i quesiti, e quindi abbia votato con senno.. ahimè visto l'esito catastrofico, hai ragione nel dire che si è trattato di fede, la fede che ha davvero prevalso sulla ragione..
Citazione:
2) il solo referendum che renda plausibile l'elencare più opzioni sarebbe, per assurdo, quello in cui ogni quartiere avesse una scheda dedicata. Qualunque raggruppamento più ampio renderebbe inutile la scelta multipla in quanto conterrebbe siti tanto diversi tra loro da rendere convenienti soluzioni impiantistiche molto diverse tra loro.

il referendum da esito positivo a che so.. il 50% dell'energia totale italiana proveniente solo dal rinnovabile? bene, le regioni gestiscono il tutto grazie a finanziamenti iniziali. Finanziamenti a scendere che servono solo a dare una spinta alla ipotetica nascente industria del solare, dell'eolico o delle piccole turbine ecc.. e che non possono competere con il sacro mercato perchè questo non valuta il reale costo del petrolio, del gas e dell'uranio. Sto parlando del costo di danno ambientale. Si dovrebbe equiparare al costo di produzione di una cella solare quello dell'estrazione di un barile di petrolio, del trasporto, della raffinazione e anche del relativo potenziale distruttrivo. Basta fare qualche calcolo partendo da New Orleans. Altro che 80 dollari.

Non capisco che centra il quartiere..non vedo perchè si debba pianificare il chi e il come di ogni impianto.. il segreto sta nell'incentivo, nel rendere l'impianto rinnovabile appetibile al cittadino medio, per esempio rendendolo molto più appetibile di un suv economico sudcoreano (il quale a sua volta ha un prezzo che è scremato del costo ambientale.. altrimenti sai che economicità)
Citazione:
3) come potrebbero migliaia di persone sostenere i maggiori costi degli impianti comandati nella loro zona? 3 kW di fotovoltaico costano circa 20.000 €: finchè non li hai ripagati resti in rosso e molti dovranno far debiti con le banche, rischiando l'insolvibilità e tutto ciò che ne deriva (precarietà, rinuncia ad altri investimenti per loro più importanti come un'auto per lavoro, spese per un figlio...). Nemmeno gli incentivi servirebbero poiché se il numero dei beneficiari tende a quello dei contribuenti diverrebbero utili solo a chi nella transazione si trattiene la sua quota. Chi?

Gli incentivi non sono diretti tutti subito a tutta la popolazione! è qualcosa di GRADUALE, come è graduale la spinta all'industria del rinnovabile, la quale ammortizza il costo del singolo pannello, visto l'aumento della richiesta, sul lungo periodo. Inoltre oggi un pannello (che ha un'efficienza ancora mediocre) si ripaga in soli 10 anni, la legge sulla produzione di elettricità pagata il doppio dall'enel c'è, solo che in tv si pubblicizza il ruggente suv da 1 litro ogni 100metri...

1-diverso indice di prezzo delle fonti di energia non rinnovabili, che tenga conto del danno ambientale, 2-inizio di incentivi al cittadino per spingere la crescita dell'industria del rinnovabile 3- sistema di DISINCENTIVI ai mezzi grandi produttori di c02 come gli aerei, il trasporto merci gommato, il trasporto idioti gommato (suv) delle cavolo di leggi che disincentivino i possessori di auto dai grandi consumi a favore del trasporto pubblico elettrico, come metropolitane, tram, filobus, treni..
il solito programma ambientalista trito e ritrito
Citazione:
La famosa "urgenza" oggi sbandierata sarebbe tale se per decenni non si fosse resa un calvario l'iniziativa privata? E' certo infatti che se un'alternativa funziona ed è competitiva il mercato la adotta in fretta senza bisogno di spintarelle.

intendi l'urgenza dei gas serra? Non potevi prendere esempio peggiore in supporto alla tua ottica filo-liberista! ok, in parte concordo, la burocrazia ha impedito in passato l'apertura di attività di giovani imprenditori brillanti, non lo nego.. ma il mercato è ingessato ormai da più di un secolo sul favoloso mondo del petrolio e derivati, da mezzo sull'uranio e da pochi anni sui biocarburanti. Dimmi tu come l'alternativa del rinnovabile possa funzionare senza spinte. Riusciresti a vendere zucchero in un mondo di diabetici??
Citazione:
A proposito poi del rischio di far-west, non vedo come una scelta impiantistica che arrechi danno al prossimo non debba essere contrastata per le consuete vie legali

per questo prevedo meno problemi delle antenne per cellulari. Calcolando che un impianto rinnovabile è + etico e non arreca nessun danno fisico, se non "al paesaggio"...(sic!)
Citazione:
e chi Ti dice che tanta “gramigna” non sia ammanicata anche nei meccanismi dietro alle rinnovabili?

forse il fatto che è da 100 anni che non prendono piede? Forse dal fatto che Bush sta puntando sul mais? :D

p.s. mi piace l'evolversi di questa discussione, come mi piacciono le persone preparate ed educate

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Abulafia
Inviato: 30/8/2007 10:18  Aggiornato: 30/8/2007 10:40
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Buongiorno BlSabbatH,
che il tendere all'uguaglianza culturale sia folle siamo d'accordo, di conseguenza l'attenzione vira sull'opportunità del "sistema democratico". Che vari e diversi organismi privati vogliano informare e convincere mi va punto bene, ma oggi si assiste ad un meccanismo alterato: questa pubblicità, diversamente dalle solite viste in tv, cerca di convincere la gente che ciò che è già deciso da pochi sia cosa buona per tutti.

Il fatto che le soluzioni rinnovabili oggi non possano competere con le fossili non è una colpa (del mercato), ma una semplice conseguenza della realtà che, se si cominciasse ad acquistarle a prezzi così alti, molta gente avrebbe maggiori difficoltà a provvedersi di cose ancor più importanti quali un tetto o un pasto.
Riguardo al danno ambientale, questo è una variabile indipendente dalla fonte energetica utilizzata: è influenzata piuttosto dalla tecnologia di trasformazione ed utilizzo. Vale dunque anche per le rinnovabili.
Inoltre, anche gli attuali prezzi dei fossili non sono affatto determinati dal mercato, ma dai governi o dalle compagnie che ad essi si appoggiano, in stile ADM: sappiamo bene quanto le dichiarazioni sulle riserve nazionali abbiano il potere di scuotere le borse e sappiamo che la menzogna nel diramarle sia la norma. Per quanto riguarda i prezzi alla pompa, bastano due parole: accise, Iraq.

Quella del quartiere era solo un'iperbole per significare che anche su scala tanto ridotta una decisione centralizzata causerebbe gravi danni; ritengo l'incentivo uno strumento possibile e legittimo, qualora sia prelevato solo da soggetti consenzienti.
Il famoso SUV è divenuto un feticcio ecologista: un po' perchè è grosso, un po' perchè è americano. Ma se va così a ruba, nonostante il prezzo poco accessibile, una delle ragioni non potrebbe essere anche la spinta ai consumi protratta dai politici che lo biasimano? Sto parlando di inflazione e tassi d'interesse.

EDIT: a questo link trovi un LCA (life cycle assessment) per diversi tipi di automobili, SUV ed ibridi inclusi, venduti in USA. I risultati sono interessanti.

Ad essere graduale è la distribuzione degli incentivi, mentre il prelievo è immediato: essendo un surplus nelle bollette ENEL, è incluso nella componente A3 che grava su tutti gli utenti a partire dalla mensilità in cui è introdotto. Un investimento a 10 anni poi è un onere non indifferente per gran parte degli italiani.
L'industria che avanza ad incentivi è malsana: l'unico stimolo è quello della domanda; relativamente al problema dei prezzi ancora troppo alti, ci si potrebbe chiedere di quanto diminuirebbero se non vi incidessero tante imposte.
Se lo stato dovesse davvero disincentivare le fonti più inquinanti, allora per non essere ipocrita dovrebbe cominciare a multare le proprie centrali a carbone ed olio combustibile, non i suv.

Parlando di liberismo, per quanto poco ne sia esperto, il termine "mercato ingessato" mi sembra un ossimoro. Essendo composto da milioni di soggetti, è per sua natura sfaccettato e flessibile alla domanda di qualunque gruppo renda conveniente creare un'offerta. Un'ingessatura è invece qualcosa di statico, unilaterale, prepotente (nel senso che sta sopra e copre tutto)... proprio il ritratto di un governo.
Nel caso del petrolio, l'ingessatura è la piramidizzazione della struttura di produzione in collusione coi cartelli privati, resa più facile dalle notevoli proprietà di tale sostanza. Promemoria: oleodotto afghano, Mossadeq.

...Ars adeo latet arte sua...
Ashoka
Inviato: 30/8/2007 10:50  Aggiornato: 30/8/2007 10:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 11/7/2005
Da:
Inviati: 3660
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Se ne son accorti pure su Repubblica..... ma solo perché han letto il Guardian

Ashoka

maurixio
Inviato: 30/8/2007 11:29  Aggiornato: 30/8/2007 11:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
scusa ma non ho saputo resistere, se ben ricordo qualche tempo fa ci fu un referendum in cui si proponeva di abolire alcuni ministeri. vinsero i "si" e tra questi "si" c'era la proposta di depenalizzare le droghe leggere, erano piu o meno 10 proposte in cui tra i si e i no gli opposti schieramenti non ci avevano capityo un caxxo figurati gli Italiani, tanto che ironicamente un giornale Inglese a proposito di questo referendum disse: se avessero proposto di abolire la pastasciutta avremmo detto addio anche a quella. Be meno male che il tuo buon senso specifica: Al massimo è tale referendum che deve essere ben esposto


Magari non è necessario, ma tengo a precisare che non volevo sfottere nessuno, ma soltanto precisare l'inutilità di una prassi non supportata da una adeguata informazione, ne da una necessità immediata, in effetti aprendo il rubinetto il gas esce e la lampadina si accende, è questo che la gente vede.
Personalmente non mi trovo per caso a parlare qui, ora, di una questione energetica che interessa solo lo scacchiere mondiale, se la massa avesse consapevolezza, come ne avete voi, e che io condivido, della necessita di "energia libera" si sarebbero avuti forti investimenti gia con l'ultima legge che prevede incentivi sugli impianti solari, gli investimenti avrebbero avuto un ritorno in circa dieci anni, io non mi intendo di economia, di profitti, e non dispongo dei mezzi economici per affrontare una spesa del genere, ma se paragono l'impianto a pannelli fovoltaici ad una automobile mi accorgo che l'investimento, anzicchè perdere, nel tempo, si tradurrebbe in guadagno. Certo è un paragone che si scontra anche con l'mmaggine e l'apparenza sociale,l'auto ti porta in giro con tutti i comfort piu o meno necesari, ma comunque resta fondamentalmente un bene necessario, indispensabile, per vivere, mentre un pannello solare, anche se l'energia è indispensabile, non te lo porti in giro a farlo vedere, in una società incui apparire sembra di lunga più rilevante che essere, in cui apparire è il metro di misura più rilevante dell'essere. Per cui, dicevo, non mi trovo per caso a parlare qui di questo argomento, (non che qualcuno abbia detto il contrario) mi verrebbe quasi da auspicare un crak mondiale delle energie che serva da stimolo, da trampolino, alla presa di coscienza, della questione "energia libera" .Per cui anche se leggo con interesse, non vedo dove sia l'uscita entrando nel merito della discussione, lodevole, ma tuttavia sterile, nell'analisi dell'attuale sistema energetico e nel vano tentativo di perfezionarlo, o di trovarne il bandolo della matassa. Un giorno diremo: questo sistema ha fatto il suo tempo o forse no, ma allo stato attuale non c'è speranza, così è, e non si tocca. Sono un cinico, e me ne rendo conto, ma non senza speranza.Ciao

Abulafia
Inviato: 30/8/2007 15:23  Aggiornato: 30/8/2007 15:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Buonasera Maurixio,
Citazione:
...mi verrebbe quasi da auspicare un crak mondiale delle energie che serva da stimolo, da trampolino, alla presa di coscienza, della questione "energia libera".

Ci sono due ragioni per cui spero che il levarci da tanto pantano non richieda alcuna "rivoluzione": la prima è che, inevitabilmente, minaccerebbe le persone nella loro stessa esistenza. La seconda è che proprio questo sarebbe il mezzo tanto vano quanto rumoroso per non cambiare nulla.

Le rivoluzioni infatti sono solo un moto di rabbia, essenzialmente emotivo, di persone a cui nulla era importato fino a che non se ne sono trovate direttamente invischiate. La loro sollevazione è pari al colpo di coda con cui distratti bovini scacciano le mosche: punta alle conseguenze ultime lasciando intatte le cause... dopodichè tutto ritorna, ciclicamente.

La rivoluzione è una tempesta al cui rapido passaggio si resiste per istinto e passione, un clima invece è quel pigro assedio contro il quale si richiede una vita intera d'impegno e pazienza.

...Ars adeo latet arte sua...
BlSabbatH
Inviato: 30/8/2007 15:32  Aggiornato: 30/8/2007 15:43
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
hola Abulafia,
Citazione:
questa pubblicità, diversamente dalle solite viste in tv, cerca di convincere la gente che ciò che è già deciso da pochi sia cosa buona per tutti

scusami ma non afferro.. se c'è una fazione pro e una contro mi spieghi come "quello che sarebbe già deciso a monte" possa andar bene ad entrambe le fazioni? Facciamo l'esempio della TAV: ci sono i movimenti pro-tav e quelli contro. E' già deciso che la tav si farà, ma ciò non toglie ai movimenti no-tav di spiegare alla vulgata quanto idiota è il progetto (e a maggior ragione quanto è stupida la filosofia delle merci a crescita infinita.. mia opinione.. )
Citazione:
Il fatto che le soluzioni rinnovabili oggi non possano competere con le fossili non è una colpa (del mercato), ma una semplice conseguenza della realtà che, se si cominciasse ad acquistarle a prezzi così alti, molta gente avrebbe maggiori difficoltà a provvedersi di cose ancor più importanti quali un tetto o un pasto.

anche se mi sembra un concetto un pò troppo estremizzato, lo posso capire. Tuttavia con i fenomeni climatici sempre più drastici, causati da un'economia fossilizzata sui fossili (scusami il gioco) ai 2 pasti giornalieri ci arriverà sempre meno gente in futuro.. (e con la crisi dei mutui pure al tetto). Inoltre consideriamo anche il contesto del terzo mondo, dove non ci sono suv ma spighe di grano. E pure poche.
Citazione:
Riguardo al danno ambientale, questo è una variabile indipendente dalla fonte energetica utilizzata: è influenzata piuttosto dalla tecnologia di trasformazione ed utilizzo. Vale dunque anche per le rinnovabili.

scusa se mi permetto ma qui sbagli. partendo dal presupposto che tutte le energie utilizzabili provengono dal sole (per l'uranio è leggermente diverso) :il fotovoltaico converte il fotone in elettroni tramite fenomeno fotoelettrico, l'eolico converte l'energia cinetica del vento (derivante dal sole) in energia elettrica, le turbine ad acqua convertono anch'esse l'energia cinetica dell'acqua (evaporata dal sole) in elettrica... in tutte queste trasformazioni c'è perfetta chiusura di ciclo: energia solare->energia elettrica. Nell'utilizzo delle fonti fossili, come carbone e petrolio c'è la variante della CO2: il sole ha generato piante (fotosintesi) le quali si sono trasformate in carbone (e petrolio) il quale bruciando libera CO2.. gas che non viene più riassorbito TOTALMENTE da altre piante ma che rimane in eccesso... quindi il danno ambientale è dipendente dal tipo di fonte energetica che si usa. (il peso inquinante di un pannello o di una turbina è trascurabile).
Citazione:
Inoltre, anche gli attuali prezzi dei fossili non sono affatto determinati dal mercato, ma dai governi o dalle compagnie che ad essi si appoggiano, in stile ADM: sappiamo bene quanto le dichiarazioni sulle riserve nazionali abbiano il potere di scuotere le borse e sappiamo che la menzogna nel diramarle sia la norma. Per quanto riguarda i prezzi alla pompa, bastano due parole: accise, Iraq.

ok, l'immacolato concetto utopico di mercato è un pò come il cavaliere senza macchia e senza paura.. ma la realtà? è fatta di cartelli e (finte) leggi antitrust. Senza i governi avremmo solo i primi Per quanto riguarda il prezzo alla pompa auspico un aumento fino a 10 euro al litro. Tutto grasso che cola per il rinnovabile.
Citazione:
Quella del quartiere era solo un'iperbole per significare che anche su scala tanto ridotta una decisione centralizzata causerebbe gravi danni

tua opinione. Se si da la libertà al cittadino di scegliere la fonte che più gli pare.. non mi sembra che i tetti delle case siano spazi affollati 24ore su 24 365giorni l'anno..
Citazione:
Il famoso SUV è divenuto un feticcio ecologista: un po' perchè è grosso, un po' perchè è americano. Ma se va così a ruba, nonostante il prezzo poco accessibile, una delle ragioni non potrebbe essere anche la spinta ai consumi protratta dai politici che lo biasimano? Sto parlando di inflazione e tassi d'interesse.

cioè le parole di due o tre politici verdi (che non contano granchè a livello di seggi) contro i suv influenzano a tal modo la scelta del consumatore medio? più dicono che i suv fanno schifo e più la gente li compra? non mi sembra che rispecchi la situazione di oggi. Personalmente vedo l'acquisto di un suv da parte di un consumatore medio come pura ostentazione di ricchezza che si concentra nel ragionamento: più consumo e più son grosso = più son ricco e quindi, in questa società materialista, più sto in alto. Non è certo l'ottica propagandata da verdi e pdci, ok, ma il biasimo non pesa. Più che altro è il materialismo e l'individialismo che spinge all'acquisto (tutti "valori" propagandati da una parte politica in antitesi con il mio modo di vedere). Per quanto riguarda inflazione e tassi di interesse.. mi prendi impreparato, ne so poco e non riesco a collegare al ragionamento.

per quanto riguarda il link, i risultati mi sembrano un pò falsati.. soprattutto a discapito dell'ibrida prius.. e c'è da considerare che il cosiddetto costo al miglio tiene in considerazione oltre al prezzo del carburante legato al consumo, anche il non trascurabile prezzo iniziale dell'auto! Ergo la general motors, per esempio, può fabbricare stufe di 8mila di cilindrata rigorosamente a benzina (pick-up, suv e altre amenità) e farle pagare 15mila euro all'americano medio.. sfido io che il costo per miglio è basso rispetto alla prius! Non ha mercato perchè di prezzo elevato! e ritorniamo al discorso di prima, cioè che non si tiene conto del costo ambientale.

L'industria che va ad incentivi è malsana, ma io propongo solo un inizio di incentivi. I quali ripeto, sono necessari per far decollare la produzione del rinnovabile che è tenuto artificialmente non competitivo (dalle compagnie) per una sbagliata e voluta valutazione dei costi, che non tiene conto del danno ambientale.
Forse quando qualche tifone arriverà a new york, il concetto farà più presa.

Già, lo stato prima dei pannelli dovrebbe pensare alle sue centrali. Personalmente sono per una strategia di microgenerazione diffusa su tutto il territorio nazionale, il vero cuore energetico.. le centrali dovrebbero avere ruoli marginali, usate con parsimonia solo nei periodi di intensi cali energetici, dovuti che so.. a giornate particolarmente nuvolose o non ventose. A chi mi accuserà di ridicolaggine, rispondo: guardatevi tutta l'industria automobilistica! alla base dei motori ci sta ancora il concetto ottocentesco dei cicli a scoppio e del ridicolo rendimento del 13%!

per quanto riguarda l'ingessatura, cos'è più malsano, un sistema cartelli+governo e finto antitrust o un sistema di cartelli e basta? perchè è così che va nel mondo reale, dove la concorrenza è solo una chimera superficiale.. un pò come la dittatura del proletariato, se vogliamo fare un parallelismo idiota

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
davlak
Inviato: 30/8/2007 15:54  Aggiornato: 30/8/2007 16:08
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/6/2006
Da:
Inviati: 678
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
sono di ritorno da una breve permanenza nelle zone interne dell'Abruzzo, dove ho raccolto alcune testimonianze (avevo intenzione di ricavarne un articolo, vedremo) prese sul posto.
in sintesi estrema: le coltivazioni di grano stanno inesorabilmente cedendo il posto a mais e colza per la produzione di biodiesel.
una volta quelle zone erano il granaio del'Italia centrale, e alimentavano l'industria alimentare della pasta (Fara San Martino) in Abruzzo.
ora il grano arriva per la maggior parte dall'estero, Russia in particolare.
approfitto per segnalare questa "stranezza" unica in Italia a riprova della tendenza.
stranissimo arrivare in un paese dimenticato da dio e dagli uomini e trovarsi di fronte un unico distributore marca Pizzoil ... la cosa mi ha incuriosito al punto di approfondire con gli abitanti del paese e...fare anche una foto:




«Proclamare il diritto all'uguaglianza in una società che ha bisogno di una massa di schiavi salariati vuol dire aver perso la testa» (F. Nietzsche)
Paxtibi
Inviato: 30/8/2007 17:17  Aggiornato: 30/8/2007 17:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
ma la realtà? è fatta di cartelli e (finte) leggi antitrust. Senza i governi avremmo solo i primi

Semmai sono proprio le barriere fiscali e legislative a permettere la nascita e la prosperità dei cartelli, sempre se non vogliamo buttare la logica nel cesso.

Più che altro è il materialismo e l'individialismo che spinge all'acquisto

Veramente il materialismo è un'eredità della sinistra... L'individualismo, invece, non si capisce in base a quale criterio dovrebbe spingere all'acquisto di SUV: si può essere individualisti e circolare in bicicletta, mi pare. Come al solito, i dogmi spuntano come funghi in autunno.

cos'è più malsano, un sistema cartelli+governo e finto antitrust o un sistema di cartelli e basta? perchè è così che va nel mondo reale, dove la concorrenza è solo una chimera superficiale.

Peccato che, nel mondo reale, il sistema sia quello dei cartelli+stato, ed è quindi logico che la concorrenza sia solo una chimera. Senza un governo che legiferi in loro favore, i cartelli perderebbero la loro efficacia, non ci vuole molto a capirlo.

Certo, bisognerebbe prima liberarsi dai dogmi...


Segnalo inoltre una notizia interessante dall'Olanda sulle energie alternative:

'Kinetic Energy Kite'

GRONINGEN, The Netherlands -- Dutch astronaut Dr Wubbo Ockels has successfully demonstrated his new energy concept in a field near the university city of Groningen today. He has flown a high-flying energy kite, creating kinetic energy from huge radio-controlled highflying kites. He has designed 'ladder-mills' to store the kinetic energy and convert it into electricity.

Three such ladder-mills provide enough electricity to power the entire city of Groningen. The experiment was carried out along the northern coastline of The Netherlands where there's usually more than enough wind to raise the gigantic kites into.The radio- controlled, high-flying kites can create some 10,5kw electricity each, Dr Ockels told a local radio station.

"At the moment we are the only developers who have managed to succeeed in this concept, although other groups are also testing it in Italy and Australia," he said. The kites can fly like aeroplanes, so you don't need energy to get it back down again. I want people to stop burning coal and gas for energy and start using these ladder-mills as alternative energy sources," he said.

Linucs
Inviato: 30/8/2007 17:24  Aggiornato: 30/8/2007 17:24
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
ok, l'immacolato concetto utopico di mercato è un pò come il cavaliere senza macchia e senza paura.. ma la realtà? è fatta di cartelli e (finte) leggi antitrust. Senza i governi avremmo solo i primi

Come facciano ad esistere contemporaneamente i "cartelli" e la "concorrenza spietata" lo sanno solo le zebre in Africa.

LaoTzu
Inviato: 30/8/2007 18:27  Aggiornato: 30/8/2007 18:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 1/2/2006
Da: Prefettura di Ku stato di Chu provincia di Henan o forse Gouyang in Anhui o forse ...
Inviati: 672
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:
Linucs wrote:
Come facciano ad esistere contemporaneamente i "cartelli" e la "concorrenza spietata" lo sanno solo le zebre in Africa.


Credo lo sappiano anche gli Gnu, tutti gli altri devono accettare il fatto che di fatto anche se non si sa come, esistono sia i cartelli sia la concorrenza spietata, e che originariamente il mondo era anarchico e liberale, senza tasse e senza canone tv, da quel brodo primordiale è nato il mondo attuale, se Roth & Mis un giorno ci spiegheranno come fare a tornare al brodino, quel giorno: saremo tutti più felici. Per il momento non ci resta che invidiare la sapienza di zebre, gnu, porci e vacche.

Purtroppo bisogna capire ed accettare, una volta per tutte, che il mondo è esattamente come è! E non come dovrebbe essere.

P.S. Pax noto con estremo piacere che sei sopravissuto ai roghi dell'Attica.

Sto quieto a non far nulla, arriva la primavera e l'erba cresce rigogliosa.
FOTO
Abulafia
Inviato: 30/8/2007 22:49  Aggiornato: 30/8/2007 23:22
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Buonasera BlSabbatH,

Citazione:
Facciamo l'esempio della TAV: ci sono i movimenti pro-tav e quelli contro. E' già deciso che la tav si farà, ma ciò non toglie ai movimenti no-tav di spiegare alla vulgata quanto idiota è il progetto.

E ci mancherebbe altro che gli fosse impedito! Ma diversamente da chi ha già deciso di costruirla, i primi non hanno il sostegno delle forze dell'ordine. Non intendevo mica dire che dopo la decisione prepotente di Roma gli italiani sarebbero automaticamente stati tutti d'accordo con essa.

Citazione:
scusa se mi permetto ma qui sbagli. ... il fotovoltaico converte il fotone in elettroni tramite fenomeno fotoelettrico...

E' vero che la cella fotovoltaica in azione (prendo questa ad esempio, ma il concetto vale per tutte le rinnovabili) non emette CO2, ma il bilancio va fatto su tutto il percorso "dalla miniera alla discarica", non soltanto durante l'esercizio. E van contati tutti i prodotti di scarto: ve ne sono di più dannosi della CO2.
La cella è prodotta usando materie prime ceramiche che richiedono alte temperature per separare il silicio, rendendo il processo molto energivoro e dunque costoso anche in termini "ambientali". Inoltre l'impianto finito include anche altri componenti.

Citazione:
in tutte queste trasformazioni c'è perfetta chiusura di ciclo: energia solare->energia elettrica.

Anche il ciclo delle fossili è chiuso, ma più lungo in termini di tempo. Non a caso quello in cui si usano biocarburanti, ad esempio, è definito "short loop cycle". La CO2 infatti è sempre CO2: che venga da bioetanolo o da carbone, le piante ed il mare la assorbono senza distinzione.

Citazione:
ma la realtà? è fatta di cartelli e (finte) leggi antitrust. Senza i governi avremmo solo i primi

Se il gatto e la volpe van sempre in coppia ci sarà un motivo: senza il primo, la seconda fa la fame.

Citazione:
Per quanto riguarda il prezzo alla pompa auspico un aumento fino a 10 euro al litro. Tutto grasso che cola per il rinnovabile.

Direi piuttosto: tutto grasso che cola per chi riscuote le accise. Enormi difficoltà per chi non vi può rinunciare, miseria nera per coloro che non potranno più permettersela... e non parlo solo di automobili ma anche di riscaldamento domestico.
Con che soldi poi compreranno l'impianto a rinnovabili?

Citazione:
Per quanto riguarda inflazione e tassi di interesse.. mi prendi impreparato, ne so poco e non riesco a collegare al ragionamento.

Parlo della spinta ai consumi dovuta alle politiche sui tassi d'interesse delle Banche Centrali ed alla moltiplicazione del credito per riserva frazionaria. Intendiamoci: nessuno li ha obbligati a far shopping ma certe manipolazioni hanno effetti molto profondi anche su chi non ne era direttamente coinvolto, vedi bolla immobiliare USA. Hai notato come in Italia da pochi anni siano letteralmente fiorite le finanziarie che promettono decine di migliaia di euro "facili" a pensionati, indigenti e persino a soggetti con protesti (cioè la versione nostrana dei "subprime" americani), insieme a offerte di mutui più che ventennali coprenti la maggior parte della spesa?

Citazione:
...e c'è da considerare che il cosiddetto costo al miglio tiene in considerazione oltre al prezzo del carburante legato al consumo, anche il non trascurabile prezzo iniziale dell'auto!

Il prezzo al dettaglio di un'auto è direttamente proporzionale ai materiali usati, alle tecnologie di produzione etc... Dunque uno minore implica catene di montaggio meno energivore e perciò un minor impatto ambientale in tale comparto. Che poi questo possa tradursi in un maggior consumo di carburante è cosa che riguarda il comparto "utilizzo", non "produzione". La somma dei costi associati a tutti questi diversi stadi è l'LCA di cui parlavo.

Citazione:
L'industria che va ad incentivi è malsana, ma io propongo solo un inizio di incentivi.

Che l'incentivo sia breve o protratto in quanto a durata, se non è volontario resta un furto!

Citazione:
I quali ripeto, sono necessari per far decollare la produzione del rinnovabile che è tenuto artificialmente non competitivo (dalle compagnie) per una sbagliata e voluta valutazione dei costi, che non tiene conto del danno ambientale.

Se le compagnie mantenessero artificialmente alti i prezzi delle rinnovabili per avidità, sarebbe molto redditizio per qualcun altro venderle a prezzi minori: spazzerebbe via la concorrenza. Non dovrebbe nemmeno essere onesto: solo tanto furbo quanto basta per abbassarli un poco.
Se alle rinnovabili venisse meno la sfilza attuale di incentivi e sgravi fiscali allora sì che si saprebbe quanto poco sono competitive.


P.S.: non Ti seguo... le errate valutazioni dei conti, se mai, dovrebbero essere quelle per difetto relative al settore fossile, poichè non comprendono il sovrappiù dovuto ai costi dei danni ambientali.

...Ars adeo latet arte sua...
BlSabbatH
Inviato: 31/8/2007 1:29  Aggiornato: 31/8/2007 1:32
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
saluti Abulafia, questa discussione sta iniziando a sottrarmi un bel popò di tempo.. :)
brevemente:
si, la CO2 chiude il ciclo, il problema è il suo accumulo nell'atmosfera che sarà sempre in aumento.. e quindi il ciclo nella realtà non verrà mai chiuso completamente. Ok per il silicio monocrisallino, il processo è energivoro e costoso.. esistono però anche i pannelli al silicio amorfo e si stanno però sperimentando nuove "vernici" da spalmare direttamente sulle pareti.. vabè ancora fantascienza.. cmq esistono molti processi energivori e al tempo stesso stupidi: la produzione abnorme di bottiglie di vetro e dei vari contenitori di alluminio, dalle lattine sottili alle nuove e spesse bottigliette degli energy drink.. non so se hai mai preso un "burn".. quando lo finisci ti ritrovi un chilo di alluminio da buttare!

per quanto riguarda la mia concezione del cartello: mi si taccia di dogmatismo quando invece è l'esatto opposto.. ammetto le mie lacune in economia (profondissime) eppure mi risulta facile pensare che nella improbabile situazione in cui uno stato vero e proprio non esista non ci voglia poi così molto a prevedere che dei privati si alleino per formare un cartello e dettar legge alla popolazione.. e si che siamo in Italia, paese con "ottimi" esempi.. non so se mi spiego..

ok i 10 euro al litro era una sparata alla Bossi.. ma un aumento graduale del prezzo alla pompa (cioè la situazione attuale) spingerebbe il consumatore medio a rivedere i propri sogni SUVistici per auto più rispettose e parche nel consumare carburante.. per il riscaldamento sarebbe anche ora di puntare alle caldaie a condensazione a gas ad alto rendimento..un pò quello che si è deciso nel mio condominio, dove prima c'era il centralizzato a gasolio (ok, c'è l'incognita del gas russo.. ma per lo meno c'è un buon rendimento!)

per la produzione auto seguo una logica diversa: ok il costo dei materiali, ma contano moltissimo le vendite. Più vendo e più la singola auto costa meno. era questo che volevo sottolineare

ok l'incentivo è un furto, ma in questo caso è positivo perchè tenta di soverchiare un sistema che viaggia ormai da troppo tempo su un binario morto.. quello petrolifero

per quanto riguarda l'ultimo punto.. beh mi sono incartato non poco :) si, il concetto è: l'energia fossile non tiene conto del danno che arreca, quindi un barile di petrolio dovrebbe costare il doppio..

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
AteNa
Inviato: 31/8/2007 1:31  Aggiornato: 31/8/2007 1:31
Ho qualche dubbio
Iscritto: 14/8/2006
Da: IT (sob.)
Inviati: 283
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:

davlak ha scritto:
stranissimo arrivare in un paese dimenticato da dio e dagli uomini e trovarsi di fronte un unico distributore marca Pizzoil


Buongiorno davlak,
sono contenta che la mia terra ti abbia regalato queste sensazioni di profondo calore umano

Citazione:

davlak ha scritto:
una volta quelle zone erano il granaio del'Italia centrale, e alimentavano l'industria alimentare della pasta (Fara San Martino) in Abruzzo.


A me non risulta che l`Abruzzo sia fortemente coltivato, soprattutto a grano o colza, e Fara San Martino non e` rinomata per la quantita` di pasta prodotta, ma per la qualita`, poiche`viene fatta con acqua di sorgente.
Da dove deriva questa informazione?

Aspetto l'articolo

"Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato." - Antoine de Saint-Exupéry
maurixio
Inviato: 31/8/2007 11:06  Aggiornato: 31/8/2007 11:06
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Abulafia!
""quel pigro assedio contro il quale si richiede una vita intera d'impegno e pazienza.""
Il sasso è lanciato.
Sei preparato e volenteroso e sensibile alle questioni di cui sopra, lo stesso potrei dire di me e degli altri che seguono.
Ho bisogno di avere altre informazioni ma l'idea è questa; una raccolta di firme da inviare al ministro competente( o una serie di lettere private) che stimolino il governo ad obbligare i comuni ad installare pannelli solari per un minimo di 20 KW, e con il risparmio energetico ottenuto realizzare posti di lavoro che aumentino e migliorino i servizi nei confronti degli anziani e dei pensionati in genere.
(parlerò con il mio sindaco per avere dettagli sulla bolletta comunale ).
A presto.

maurixio
Inviato: 31/8/2007 11:27  Aggiornato: 31/8/2007 11:27
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Ho volontariamente sorvolato nelle mie intromissioni nella discussione la questione principe, quella dei biocarburanti e delle relative conseguenze sui costi degli alimenti non solo per noi ma anche per i paesi in via di sviluppo che pagheranno il prezzo più alto a causa di queste decisioni di sfruttare i prodotti della terra altrimenti destinati per l'alimentazione umana, ma so che l'alternativa sta nella ricerca di enzimi in grado di ricavare biocarburanti con minori costi di produzione e non dal frutto ma dal fusto delle piante. In ogni caso insufficiente a soddisfare il bisogno di una nazione, in questo caso degli usa.

Orwell84
Inviato: 31/8/2007 12:15  Aggiornato: 31/8/2007 12:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:
maurixio ha scritto:

una raccolta di firme da inviare al ministro competente( o una serie di lettere private) che stimolino il governo ad obbligare i comuni ad installare pannelli solari per un minimo di 20 KW, e con il risparmio energetico ottenuto realizzare posti di lavoro che aumentino e migliorino i servizi nei confronti degli anziani e dei pensionati in genere.


L'unica via per puntare realmente sulle rinnovabili, visto che si parla di ottimizzare, è quella di togliere qualsiasi incentivo statale (che poi in realtà si tratta comunque di un finanziamento redistribuito da privato, visto che sono i soldi delle nostre tasse).
Se dovesse rivelarsi energeticamente più conveniente puntare, ad esempio, sulla micro/cogenerazione (che mi pare sia già alla IV generazione), ci troveremmo a finanziare con i nostri soldi una tecnologia svantaggiosa.

Abulafia
Inviato: 31/8/2007 17:29  Aggiornato: 31/8/2007 17:33
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Buonasera,

Maurixio:
Non vorrei sembrare poco costruttivo, ma l'inviare un riscatto al sequestratore con la preghiera d'accoppare l'ostaggio mi sembra cosa poco sensata. A meno che non si tratti di Tua suocera.


BlSabbatH:

Citazione:
saluti Abulafia, questa discussione sta iniziando a sottrarmi un bel popò di tempo.. :)

Speriamo sia tutto sottratto alla frequentazione del Partito...

Citazione:
cmq esistono molti processi energivori e al tempo stesso stupidi: la produzione abnorme di bottiglie di vetro e dei vari contenitori di alluminio,

Il vetro ha ottime proprietà a scopi alimentari ed è riutilizzabile molte volte, al contrario di altri imballaggi i cui pregi decadono più rapidamente (ad esempio alcuni polimeri).
Produrre alluminio dal minerale bauxite richiede molta energia ma, una volta ottenuto, il metallo fonde a basse temperature (circa 660 °C), motivo per cui in questo caso conviene il riciclo la cui pratica risale ai tempi delle prime produzioni su scala industriale, a cavallo del 1900. E' un materiale molto duttile in senso metallurgico e di potenzialità d'uso... cosa intendi dunque per "stupido"?

Citazione:
non so se hai mai preso un "burn"..

Non bevo energy drink: trovo gratis la mia dose d'emozioni ogni giorno su Italia1, ore 20:10 .

Citazione:
...nella improbabile situazione in cui uno stato vero e proprio non esista non ci voglia poi così molto a prevedere che dei privati si alleino per formare un cartello e dettar legge alla popolazione..

Io non mi ero allargato tanto: stavo parlando del solo settore energetico. Il tema che introduci è interessante ma non vorrei andare fuori tema.

Citazione:
per la produzione auto seguo una logica diversa: ok il costo dei materiali, ma contano moltissimo le vendite. Più vendo e più la singola auto costa meno. era questo che volevo sottolineare

Direi invece che i prezzi di un certo modello non varino granchè anche in caso di vendite nutrite. Le auto sono un prodotto diverso dal pane: hanno vita breve per raggiungere l'obiettivo di vendite previsto, dopodichè esce il modello successivo.
Non sono però un esperto: prendila come un'opinione a voce alta.

Citazione:
ok l'incentivo è un furto, ma in questo caso è positivo perchè tenta di soverchiare un sistema che viaggia ormai da troppo tempo su un binario morto.. quello petrolifero

Mi stai dicendo che il fine giustifica i mezzi? A questo punto il tizio di Italia1 Ti avrebbe già riempito di botte...

Citazione:
si, il concetto è: l'energia fossile non tiene conto del danno che arreca, quindi un barile di petrolio dovrebbe costare il doppio..

Il danno ambientale sarebbe dovuto, nel tema qui trattato, a vari fattori quali gli scarichi industriali, i rifiuti nocivi, smaltimento sostanze pericolose o a scarsa biodegradabilità etc... etc...
Chi oggi dovrebbe vigilare affinchè ciò sia evitato? Chi ha l'autorità d'imporre vincoli per tutelare l'ambiente e la salute di chi lo abita? Perchè questi costi, che dici evasi, non vengono addebitati all'azienda automobilistica?

...Ars adeo latet arte sua...
BlSabbatH
Inviato: 31/8/2007 22:33  Aggiornato: 31/8/2007 22:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Citazione:
Speriamo sia tutto sottratto alla frequentazione del Partito...

ahahaha!! son 10 minuti che rido! il libretto rosso di Mao non l'ho mai avuto.. e nemmeno sto in nessun partito.. in passato 6 mesi in un piccolissimo movimento (e nemmeno troppo spinto) sono bastati ad aprirmi gli occhi da qui all'eternità
il tempo è sottratto allo studio e al fancazzismo universitario, quindi poco male..

per utilizzo stupido del vetro intendo l'abnorme uso che se ne fa, l'energia di fusione, il trasporto del vuoto (che è pesantissimo).. in misura minore l'alluminio certo, ma giusto perchè è riciclato.. senza contare il pet delle bottiglie di acqua! e qui ci sarebbero montagne di critiche da fare..
forse sarebbe ora di pensare ad un nuovo sistema/materiale di trasporto liquidi alimentari, una organizzazione migliore.. chiaramente viva il riciclo! (sperando in un futuro senza tetrapack)

per quanto riguarda le emozioni forti, ognuno ha le sue ..

cavolo, non pensavo di essere così machiavellico! Ho parlato di incentivi al rinnovabile, mica di prendere a fucilate i petrolieri!!
Citazione:
Chi oggi dovrebbe vigilare affinchè ciò sia evitato? Chi ha l'autorità d'imporre vincoli per tutelare l'ambiente e la salute di chi lo abita? Perchè questi costi, che dici evasi, non vengono addebitati all'azienda automobilistica?

veramente un minimo di controllo c'è se gli amici imprenditori preferiscono andare a riversare tonnellate di benzene nello Yangtze piuttosto che nel Po.. (delfini bianchi permettendo..)

ottimo argomento: perchè le auto vecchie non vengono ritirate presso le case automobilistiche e smantellate totalmente in perfetto riciclo? al posto dei vari restyling idioti per rilanciare le vendite.. perchè non un bel sovrapprezzo al consumatore su ogni modello, che tenga conto anche del futuro costo di smantellamento?
Ridurre le carrette ad un cubo e sotterrarle in discarica o buttarle nel mare (perchè è così che si fa, preziosi catalizzatori a parte..) non lo si potrà fare per sempre..

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Abulafia
Inviato: 2/9/2007 17:04  Aggiornato: 2/9/2007 17:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/11/2005
Da:
Inviati: 1612
 Re: Il biocarburante che ci lascerà a secco
Buona domenica,
una novità nel campo delle sorgenti sfruttabili per la produzione di bioetanolo: la pollina, cioè quel misto di deiezioni avicole, residui di mangime e piume che si raschia dalle gabbie del pollame.

Riassunto in italiano: Biodiesel dalla pollina mediante pirolisi.
Articolo originale: Thermochemical process converts poultry litter into bio-oil to provide safer and more environmental solution to waste disposal.

...Ars adeo latet arte sua...

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