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palestina : La discriminazione come diritto inalienabile
Inviato da Pausania il 13/8/2007 10:30:00 (7433 letture)

di Giorgio Mattiuzzo

Il Presidente del Consiglio Prodi, qualche tempo fa, ha auspicato l'avvento della pace in Medio Oriente tra Israele e Palestina “come garanzia per i popoli della Regione e per Israele ad esistere come stato ebraico”[1]. La Dichiarazione di Indipendenza di Israele, proclamata il 14 maggio 1948, recita: “Noi, membri del Consiglio del Popolo [...] dichiariamo la fondazione di uno Stato giudaico in Eretz-Israel, denominato Stato di Israele”[2].

Come si può vedere da questi e da moltri altri esempi, che Israele venga ritenuto uno stato “ebraico”, cioè fatto per “gli Ebrei” è opinione largamente condivisa, anche da chi critica aspramente la politica dei governi israeliani. “Ogni giorno il Parlamento israeliano deve scegliere se approvare delle leggi che rendano Israele uno stato Giudaico sempre più democratico oppure se farlo diventare uno stato Giudaico razzista”[3]; così si esprime Haaretz, importante quotidiano israeliano. Tuttavia – a differenza di una certa vulgata che si sta imponendo – questo progetto non è nato per dare rifugio agli Ebrei europei scampati alle persecuzioni naziste del decennio hitleriano. L'idea di uno Stato ebraico, inteso nell'accezione moderna di Stato, è nata qualche tempo prima che il Nazionalsocialismo si affermasse come movimento politico. L'idea di uno Stato ebraico è stata pensata e sviluppata dal Sionismo, una dottrina politica nata alla fine dell'800.

Il termine “sionismo” nasce probabilmente nel 1891, mentre la nascita del Sionismo come movimento è di qualche anno successiva: fu Theodor Herzl nel 1897 a fondare ufficialmente il “movimento di rinascita nazionale dei Giudei. Esso sostiene che i Giudei sono un popolo e che quindi hanno il diritto all'autodeterminazione all'interno della loro nazione. Esso mira ad assicurare e sostenere una nazione – legalmente riconosciuta – per i Giudei nella loro patria storica, e mira ad iniziare e stimolare una rinascita della vita, ...


... della cultura e della lingua nazionale giudaica.”[4] E' importante tenere a mente che il Sionismo non è una dottrina religiosa, ma politica. Non è quindi un movimento di religiosi e non è una corrente dell'ebraismo. Infatti essere sionisti non significa necessariamente essere di religione ebraica: alcuni cristiani sono sionisti, in quanto ritengono che la seconda venuta di Cristo sulla Terra debba essere preceduta dal ritorno del popolo ebraico in Israele.[5] E come non tutti i sionisti sono ebrei, così pure non tutti gli ebrei sono sionisti. “Ogni Giudeo deve decidere da solo se è un sionista.”[6]

Con la nascita di Israele le idee del Sionismo sono divenute realtà. Con la nascita di Israele è nato anche il primo Stato ebraico. Alla luce di quanto detto, appare quindi del tutto corretto riferirsi ad Israele come Stato sionista che si auto definisce ebraico. Naturalmente il primo enorme problema di uno Stato che si definisce ebraico è il rapporto che si instaura tra le stituzioni stesse e tutti i cittadini non-ebrei che lo abitano. Problema che si moltiplica per Israele, in quanto Stato nato dall'immigrazione.

Sostanzialmente l'appartenenza ad Israele si determina in base ad una sorta di ius sanguinis che ricorda quello italiano; non è cioè necessario essere nati e cresciuti all'interno dei confini di Israele, ma è sufficiente essere ebrei per aver accesso ai diritti di cittadinanza in Israele. La definizione di “ebreo” è stabilita dalla cosiddetta Legge del Ritorno, che regola la modalità con cui viene attribuita la cittadinanza agli ebrei che vanno a vivere in Israele.[7]

L'emigrazione ebraica verso la Palestina è cominciata prima della nascita dello Stato di Israele, ed ha conosciuto diverse fasi[8]. Ma dal 1948 in poi, sotto la tutela della Jewish Agency, il flusso migratorio è stato costante, organizzato e finalizzato alla creazione dello Stato stesso. Dal 1948 al 2006 i dati ufficiali dichiarano che oltre 3.100.000 persone si sono trasferite in Israele [9]. Nel1945 la popolazione dell'allora Mandato Britannico di Palestina era di circa 1.700.000 individui, di cui il 60% musulmani, il 31% ebrei, l'8% cristiani[10]. Nel 1948 l'area che sarebbe divenuta Israele ospitava 736.000 arabi (quasi la metà di tutta la popolazione araba del Mandato Britannico)[11], mentre la popolazione totale ammontava a 806.000 individui. Nel 2006 la popolazione ha raggiunto i 7.150.000 individui, di cui il 76% Giudei, il 20% Arabi e il restante 4% di altre religioni[12]. Questo significa che da una popolazione ebraica di circa 550.000 abitanti del 1945[13] si è arrivati ad una popolazione di circa 5.400.000 ebrei nel volgere di 60 anni, grazie al contributo di 3.100.000 immigrati.

E' evidente quindi come il progetto sionista si stia realizzando e stia trasformando il territorio palestinese in uno Stato ebraico vero e proprio. E' altrettanto evidente come la popolazione araba lì presente, pur essendo cresciuta in senso assoluto, sia divenuta minoranza all'interno dello Stato ebraico. Ed è infine evidente – ed è logica conseguenza di quanto finora analizzato – che Israele sia uno Stato fondato sulla discriminazione dei suoi abitanti e sulla discriminazione su base religiosa e culturale dell'immigrazione che lo ha fatto nascere. Questo problema è strutturalmente diverso dalla questione palestinese e dall'occupazione dei territori che non appartengono a Israele e non va con questo confuso[14]. In questa sede non tratteremo delle condizioni degli abitanti non-ebrei di Israele, ma ci limiteremo ad analizzare un recente caso notevole che riguarda l'immigrazione.

Per uno Stato che vuole mantenersi ebraico la prima necessità è quella di avere al suo interno una popolazioni ebraica che tenda idealmente al 100%. La sola fertilità non permette ad Israele di raggiungere questo obiettivo[15] e la sua classe dirigente è seriamente preoccupata per la futura composizione etnico-religiosa del Paese.[16] Come si è visto più sopra la storia di Israele ci ha insegnato che dove non può la fertilità si ricorre all'immigrazione.

Non apparirà dunque fuori luogo l'affermazione che lo Stato sionista intende affermarsi come lo Stato degli ebrei e che per fare questo ricorre ad una politica migratoria discriminatoria. E non apparirà strano che questo sollevi critiche da molte parti. Critiche che però vengono respinte in maniera coerente all'intera ideologia sionista. Vediamo un caso recente.

In Israele opera lo Jewish National Fund (JNF), un fondo nato nel 1901 “allo scopo di acquistare terreni nella Palestina controllata dall'Impero Ottomano”. Il fondo avrebbe dovuto essere “proprietà del popolo giudaico nel suo complesso”. Dopo la nascita dello Stato di Israele, il compito dello JNF mutò di natura, essendo iniziata la tumultuosa immigrazione verso Israele. “Alla fine della guerra i compiti del JNF erano concentrati sulle imprese fondamentali per la costruzione del nuovo Stato: colonizzare nuove aree; assorbire gli immigrati e fornire loro un impiego come lavoratori agricoli; la bonifica a scopi agricoli [...]”[17]. Di fatto, dopo un secolo di attività, il fondo è divenuto talmente ricco e importante da costituire un vero e proprio organo para governativo, che agisce per conto dello Stato nella distribuzione della terra. Come si vede chiaramente il problema dell'immigrazione è fortemente legato al problema della terra. In un Paese che territorialmente è rimasto lo stesso, la popolazione è passata da meno di due milioni di abitanti a oltre sette milioni, e bisogna trovare lo spazio fisico per vivere e lavorare. La terra e l'immigrazione sono quindi le due facce della stessa medaglia, lo Stato di Israele. E proprio a questo proposito sul Jerusalem Post (quotidiano di Gerusalemme in lingua inglese, su posizioni vicine alla destra) si è potuta leggere una interessante discussione.

In un editoriale a firma di E. Schechter la legislazione che regola l'operato del JNF viene definita apertamente “segregazionista” e volta a tenere le comunità ebraiche “etnicamente pure”. E la polemica sorge in seguito ad una proposta di emendamento della legislazione sull'amministrazione della terra che, secondo l'editorialista, “continuerà a permettere allo stato di discriminare i gentili quando si troverà a rappresentare lo JNF”. Schechter definisce questa manovra “razzista”.[18]

Sempre sul Jerusalem Post un altro editorialista, J. Tobin, è di diverso avviso. Pur essendo conscio che questa “politica di colonizzazione esclusivamente ebraica della terra che [lo JNF] possiede è vista da alcuni israeliani come una discriminazione contro gli arabi uguale a quella contro gli ebrei della Diaspora”, non condivide affatto le critiche. O meglio, la pratica di non assegnare terra ad alcuni gruppi sociali o etnici è da considerarsi – giustamente – orribile.

Questa pratica è stata applicata contro gli stessi ebrei e contro gli afro-americani ed è vietata dalla legislazione americana. Tuttavia nel caso dello JNF i parametri di giustizia devono essere modificati, perché “la terra in questione non è un semplice bene immobile. La proprietà dello JNF è l'eredità dell'intero popolo giudaico; [...] Israele non è, dopo tutto, una nazione come le altre. E' l'unico stato giudeo del mondo. [...] Le regole dello JNF sono specificamente modellate per risolvere il problema storico della mancanza di una casa per gli ebrei [...]”. Secondo Tobin la questione è fondamentale e si basa sul fatto che gli Israeliani non dovrebbero “permettere al timore di essere visti come limitati” di far loro accettare “la nozione che lo Stato di Israele appartenga unicamente ai suoi attuali cittadini, invece che essere un'istituzione per il popolo Giudeo.”

Tobin continua, affermando a chiare lettere quello che si è cercato di dimostrare all'inizio. Israele deve sì mantenere la forma democratica “mentre deve rimanere fedele al contempo alla sua missione di realizzazione del Sionismo. I non-giudei che vivono in Israele possono essere irritati da questa situazione, ma il fatto che non vengano danneggiati e che vengano sostenuti i loro diritti di fronte alla legge non da loro il diritto di abrogare le fondamenta del fine sionista di Israele.”

E quindi Tobin afferma una sacrosanta verità: le politiche di Israele riguardano “la legittimità del Sionismo, non la discriminazione”.[19]

Si può quindi arrivare ad una conclusione, dopo aver analizzato il percorso storico e le attuali posizioni di una certa élite sionista riguardo allo Stato di Israele. Che esso non sia uno Stato ebraico, ma che debba essere più correttamente definito “Stato sionista”, in quanto voluto e realizzato secondo i progetti del Sionismo, e non dell'Ebraismo. Che questo Stato sionista si fondi sulla discriminazione dei propri cittadini su base culturale e religiosa e che questa discriminazione non possa essere messa in dubbio, pena la distruzione dello Stato sionista. E non si può non pensare che ogni volta che sentiamo parlare di “diritto di Israele di esistere in quanto Stato ebraico”, in realtà siamo di fronte al diritto di Israele di discriminare in quanto Stato sionista.

Giorgio Mattiuzzo (Pausania)

-------------------

[1] Prodi a Olmert: «Israele ha diritto alla pace», Il Sole 24 Ore, 9/7/2007.
[2] Declaration of the Establishment of State of Israel, sito ufficiale del Ministero per gli Affari Esteri Israeliano. In questa come nelle seguenti traduzioni dall'inglese i termini Jew e Jewish sono resi con l'italiano “Giudeo” e “Giudaico”, per rendere conto della differenza tra Jew ed Hebrew, presente nella lingua inglese. Anche se storicamente “Giudeo” ed “Ebreo” non sono esattamente sovrapponibili, nell'uso comune corrente ed in questa sede sono da considerarsi equivalenti.
[3] A racist Jewish state, Haaretz, 26/7/2007.
[4] Zionism definitions, Zionism on the Web.
[5] D. Krusch, Christian Zionism, Jewish Virtual Library.
[6] Vedi n. 4.
[7] In realtà le due legislazioni non sono uguali, ma si rifanno ad un principio assimilabile. Per approfondimenti cfr. le voci Cittadinanza italiana e Law of Return di Wikipedia.
[8] Cfr. Immigration, Jewis Virtual Library.
[9] Immigration to Israel since 1948, Jewish Agency for Israel.
[10] British Mandate of Palestine, Wikipedia; per una analisi dell'immigrazione in Palestina, sia araba che ebraica, prima del 1948 v. The Population of Palestine Prior to 1948, MidEastWeb Group.
[11] Ibidem.
[12] Latest Population Figures for Israel, Jewish Virtual Library.
[13] Il dato del 1945 è da riferirsi al territorio del Mandato Britannico, che era più esteso dell'attuale Israele.
[14] Per una visione d'insieme cfr. The Palestinian Minority Citizens of Israel, Arab Association of Human Rights; The Palestinian Minority in the Israeli Legal System, Adalah; M.G. Bard, Human Rights in Israel and in the Territories, Jewish Virtual Library; per riferimenti e bibliografia cfr. Arab citizen of Israel, Wikipedia.
[15] Arab population on the rise, ynetnews.com, 28/9/05.
[16] P. Brennan, Isreal's Population Bomb in Reverse, NewsMax.com, 19/10/2002; J.E. Dougherty, Will Israel Become an Arab State?, NewsMax.com, 12/1/2004.
[17] Dal sito ufficiale del Jewish National Fund.
[18] E. Schechter, Say goodbye to the JNF, Jerusalem Post, 5/8/2007.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
shevek
Inviato: 13/8/2007 10:56  Aggiornato: 13/8/2007 10:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 1249
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Salut y Libertad Giorgio!


Complimenti per la tua opera di "raddrizzamento dei nomi"... Inoltre, dalla realtà delle cose, mi pare inevitabile aggiungere un'altra definizione: Israele è uno stato teocratico, al pari di alcuni stati arabi che lo circondano e a differenza di molti altri. Cosa che viene assolutamente nascosta dai suoi tanti supporter neo/teocon che vedono la teocrazia solo dove gli fa politicamente comodo.


Shevek

"Il potere è l'immondizia nella storia degli umani" - F. Guccini
www.portadimassa.net - WEB-TV e non solo di Filosofia
Yezidism
Inviato: 13/8/2007 12:09  Aggiornato: 13/8/2007 12:09
So tutto
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 2
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Sempre curioso vedere gli italiani che guardano la pagliuca negli occhi altrui ma non scorgono la trave che hanno nei loro stessi occhi. Una fragorosa ilarità mi coglie quando vedo gli italioti impietosirsi per i palestinesi quando poi sono colti da totali amnesie quando:
1) Circa 500 000 meridionali ogni anno vengono obbligati dal governo italiano ad emigrare altrove per trovare lavoro e farsi una vita.

2) Dal 1861 quando l'italia fù fatta non mediante un referendum ma dalle cannoniere inglesi che supportarono l'invasione militare dei piemontesi e la distruzione dello stato pontificio.

3) Non solo che ai meridionali fu applicata la prima pulizia etnica dell'era moderna (lombroso, cavour, e i briganti calabresi) ma sembra che i meridionali italiani dal 1861 siano mantenuti dallo stato sotto il seguetne slogan:" O briganti O emigranti".

4) Nonostante i meridionali vengano obbligati ad emigrare lo stato italiano li sostiutisce con Rumeni, Marocchini, Rom, Pakistani ecc.

5) A chi piace tanto occuparsi degli eventi di Gerusalemme sarebbe bene che tenga in mente che la prima persona in italia che ha denunciato pubblicamente le condizioni inumane con cui lo stato italiano mantiene i meridionali dal 1861 non era un prete ma un ebreo torinese di nome Carlo Levi con il suo libro:" Cristo si è fermato a Eboli!"

Conoscendo bene l'italia e gli italioti io sono dell'opinione che molti italioti prima di nominare Israele è bene che si lavino la bocca!
Anzichè pensare ai palestinesi perchè nessuno pensa a come sono brutalmente trattati i meridionali in italia?
Prima che torni il secondo Messia gli italiani l'avranno terminata la salerno-reggio? oppure stanno aspettando il ritorno del messia in modo che con i miracoli si faccia anche il ponte sullo stretto.

sitchinite
Inviato: 13/8/2007 12:51  Aggiornato: 13/8/2007 12:51
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/6/2007
Da: Roma - Pomezia
Inviati: 3270
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Determinate cose non si possono dire dappertutto. Mi complimento per il tema trattato sperando che il fatto di aver parlato in questi termini di israele non abbia ripercussioni negative...

eco3
Inviato: 13/8/2007 12:55  Aggiornato: 13/8/2007 12:55
Ho qualche dubbio
Iscritto: 4/10/2006
Da:
Inviati: 229
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Citazione:
Conoscendo bene l'italia e gli italioti io sono dell'opinione che molti italioti prima di nominare Israele è bene che si lavino la bocca!


Forse più che lavaggi della cavità orale dovresti consigliare azioni atte a prevenire successivi lavaggi straordinari dei pavimenti e quindi invitarli a munirsi di un catino, una bacinella, una conca, un vaso... insomma, di un qualsiasi contenitore.

motus in fine velocior
Bambooboy
Inviato: 13/8/2007 12:56  Aggiornato: 13/8/2007 13:12
Mi sento vacillare
Iscritto: 27/12/2006
Da:
Inviati: 535
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Citazione:

Prima che torni il secondo Messia gli italiani l'avranno terminata la salerno-reggio?


..."torni il secondo"...vorresti dire che il "secondo" già è venuto almeno una volta??? e il "primo" allora, che fine avrebbe fatto?
...vabbè la grammatica non è per tutti.

l'importante comunque è non sbagliare i verbi quando si danno gli ordini di sparare con i cannoni dei carriarmati su bambini che tirano pietre, se no si rischia che i soldati non capiscano e non premano il grilletto.

Redazione
Inviato: 13/8/2007 13:23  Aggiornato: 13/8/2007 20:39
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
YEZIDISM: il tuo commento è completamente fuori luogo. Se vuoi parlare della storia di Italia scrivi un articolo, oppure apri un forum.

Oppure, se proprio desideri approfondire la materia, proponi ad esempio una divagazione sulla Nakba. Quella sì che rimane comunque in tema.

°°°

Gli altri utenti sono invitati a non seguire il post di Yazidism, chiaramente inteso a spostare l'attenzione lontano dal problema che Pausania ha saputo esporre in maniera impeccabile.

Redazione
Inviato: 13/8/2007 13:29  Aggiornato: 13/8/2007 20:39
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
STICHNITE: "Determinate cose non si possono dire dappertutto. Mi complimento per il tema trattato sperando che il fatto di aver parlato in questi termini di israele non abbia ripercussioni negative..."

Finchè si dice la verità, le uniche ripercussioni negative può averle chi ha la coscienza sporca. Lo ripeto, cercate Nakba e poi ne riparliamo.

Il ragionamento di Pausania non fa una piega, e le cose più imbarazzanti dell'articolo non le ha dette certo lui, ma gli stessi sionisti, che sono puntualmente citati in coda.

Linucs
Inviato: 13/8/2007 13:47  Aggiornato: 13/8/2007 13:48
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
RIMOSSO - LA POLIZIA POLITICA MONDIALE.

Che tedio, è uscito l'avviso dopo che avevo scritto tutto per bene.


Freeman
Inviato: 13/8/2007 14:07  Aggiornato: 13/8/2007 14:07
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 31/7/2006
Da: NiggahCity
Inviati: 2092
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Davvero un bell'articolo.
Asciutto, conciso, preciso, rigoroso.
Da stampare e spedire a Bertinotti, Napolitano e compagnia gentile...

"Non siamo noi a trovare la Verità. È la Verità a trovare noi. Dobbiamo solo prepararci. Si può invitare un ospite che non si conosce? No. Ma si può mettere la casa in ordine, così che, quando l'ospite arriva, si è pronti a riceverlo e a conoscerlo".
javaseth
Inviato: 13/8/2007 14:17  Aggiornato: 13/8/2007 19:14
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/3/2006
Da:
Inviati: 1182
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
RIMOSSO

LA REDAZIONE

(vedi sotto)

"..io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe"
Pausania
Inviato: 13/8/2007 17:05  Aggiornato: 13/8/2007 19:15
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Ciao Shevek!

Citazione:
mi pare inevitabile aggiungere un'altra definizione: Israele è uno stato teocratico


Dipende... bisognerebbe chiedere a certi signori, gli stessi che hanno formulato le politiche di cui sopra, se lo Stato ebraico è tale dal punto di vista religioso oppure... come dire? Ehm... razziale... mi si perdoni l'ardire.

°°°

PARZIALMENTE RIMOSSO

LA REDAZIONE

(vedi sotto)

baciccio
Inviato: 13/8/2007 17:24  Aggiornato: 13/8/2007 17:24
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/1/2006
Da: Genova
Inviati: 536
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Citazione dall’articolo:

Ed è infine evidente che Israele sia uno Stato fondato sulla discriminazione dei suoi abitanti e sulla discriminazione su base religiosa e culturale dell'immigrazione che lo ha fatto nascere. Questo problema è strutturalmente diverso dalla questione palestinese e dall'occupazione dei territori che non appartengono a Israele e non va con questo confuso.In questa sede non tratteremo delle condizioni degli abitanti non-ebrei di Israele.

Articolo pienamente condivisibile.
Un solo appunto, mi permetto: non si affronta quello che a mio parere è il problema maggiore del sionismo: il diritto che si arroga di “colonizzare” ovvero espropriare territori altrui che spopolati proprio non sono, per accrescere il proprio territorio.
Nel resto del mondo le guerre di conquista sono finite da un pezzo, o sbaglio?
Non è forse vero che Israele è il solo stato al mondo che non riconosca propri confini ufficiali?
Fino a quando potrà perseverare in questa anomalia in Medio oriente non ci sarà pace.

targaryen
Inviato: 13/8/2007 17:33  Aggiornato: 13/8/2007 19:15
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/10/2006
Da: Trono di Spade
Inviati: 213
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
bravo pausania!!!

PARZIALMENTE RIMOSSO

LA REDAZIONE

(vedi sotto)

Mai accettare di diventare Primo Cavaliere
Thibault
Inviato: 13/8/2007 18:16  Aggiornato: 13/8/2007 19:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Un mondo folle
Inviati: 343
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Quando si hanno due gruppi per quanto si ingrandisca il primo non raggiungerà mai il 100% del totale. A tale scopo occorre quindi abbassare drasticamente il numero del secondo gruppo portandolo il più possibile vicino allo zero, ma vedo che ance su questo fronte si sta intervenendo con efficienza.

°°°

PARZIALMENTE RIMOSSO

LA REDAZIONE

(vedi sotto)

E' una tranquilla notte di regime
Redazione
Inviato: 13/8/2007 19:17  Aggiornato: 13/8/2007 19:17
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Ragazzi, se e io chiedo di non rispondere a un certo post fate il piacere di non rispondere e basta. Se no io qui cosa ci sto a fare?

Capisco la tentazione di dare quello che si merita a un intervento del genere, ma è proprio su quello che conta il provocatore.

Cerchiamo di impararlo una volta per tutte.

Pausania
Inviato: 13/8/2007 19:18  Aggiornato: 13/8/2007 19:18
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Ciao baciccio Citazione:
Un solo appunto, mi permetto: non si affronta quello che a mio parere è il problema maggiore del sionismo: il diritto che si arroga di “colonizzare” ovvero espropriare territori altrui che spopolati proprio non sono, per accrescere il proprio territorio.

Secondo me bisogna distinguere la fase pre 1948 da quella post 1948 (cioè nascita dello stato di Israele). Se controlli le fonti (credo quella alla nota uno) vedrai che il sionismo delle origini non si proponeva di annettere militarmente territori del mandato britannico, ma di comprare dei terreni da lavorare. Ragione per cui nacque il JNF, che infatti ha sempre comprato i terreni su cui ha poi aiutato gli immigrati a trasferirsi.


Tuttavia questa filosofia era in diretto contrasto con l'altro assunto del sionismo, cioè quello di avere uno stato vero e proprio. Infatti lo Stato, uno qualunque, non è la stessa cosa di un insieme di terreni acquisiti da singoli. E naturalmente non esiste stato al mondo che sia nato senza violenza e conquista a mano armata di territori altrui (ovviamente Italia compresa).

Quindi dopo il 1948 lo Stato di Israele si comporta, da questo punto di vista, come un qualunque Stato moderno, anche perché è nato con la violenza come tutti gli altri suoi compagni di merende europei.

Il problema fondamentale è la doppia morale non tanto dei sionisti, che in questo sono assolutamente chiari e coerenti, ma dei "giornalisti" e degli "intellettuali" nostrani. Immaginiamo di sentire Prodi affermare che l'Italia ha il diritto di esistere in quanto stato cattolico e che l'immigrazione verso l'Italia deve favorire quasi esclusivamente i cattolici sparsi per il mondo.

O sentire un leader arabo affermare lo stesso ma per i musulmani.

Verrebbe giù il mondo. Invece per certi argomenti scatta automatico il double-speak, il double-think e tutto il resto di double che abbiamo imparato a conoscere.

A volte chiamare le cose con il loro nome è peggio che assaltare la Bastiglia.

andal
Inviato: 13/8/2007 20:19  Aggiornato: 13/8/2007 20:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 4/10/2006
Da:
Inviati: 58
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Grazie dell’articolo ,

se non mi sbaglio il movimento sionista era ritenuto razzista dalle nazione unite fino agli anni 60 o 70 per poi essere (su pressione usa-Israele) ritenuto un movimento legittimo.

Non c’è dubbio che ogni volta che si parli di Israele o del movimento sionista(al meno in Europa) si tocca un argomento delicato e si cerca di essere chiari il più possibile.

Cercherò di essere chiaro, al mio avviso quando viene trattato l’argomento Israele e il movimento sionista viene a galla automaticamente la questione palestinese, sono due cose legate insieme. per esempio quando gli israeliani festeggiano la creazione del loro stato il 14 maggio 1948 dall’altra parte c’è il popolo palestinese che ricorda quella data con amarezzaun popolo che si è trasformato in una nazione di rifugiati. 750.000 Palestinesi sono stati espulsi dalle loro case e sono stati costretti a vivere nei campi profughi. Molti di quelli che non sono riusciti a scappare sono stati uccisi. Ovvero la NAKBA.

Il movimento sionista aveva in serbo molti progetti e diverse località per creare lo stato ebraico oltre la Palestina c’erano altri stati come l’Argentina e fu Hertzel personalmente a proporre anche la Kenya come posto per la creazione dello stato ebraico nel 1903.

I sionisti hanno capito fin dal inizio che gli arabi costituiscono la maggioranza in quella terra, e che la Palestina è il loro paese da migliaia di anni, ed erano concordi con gli europei che gli arabi rappresentano una razza culturalmente inferiore, e che questo “popolo primitivo” sarà il primo a “giovare” di tale presenza, il movimento sionista avrebbe rappresentato l’Europa e l’uccidente in quell’aria cosi strategica e avrebbe costituito un ponte fra le due sponde oriente occidente. Infatti i piani di cui sentiamo oggi parlare (il medio oriente grande o nuovo) non sono altro che una vecchia visione sionista che vede il medio oriente come serbatoio di grandissima produzione economica dove gli ebrei rappresentano il cervello e gli arabi la mano d’opera. In altre parole il sionismo non è differente dal concetto coloniale del otto o nove cento, quando si diceva che quella gente non sa fare da sola dobbiamo aiutarla colonizzandola, oggi ti dicono quella gente non è democratica dobbiamo aiutarla. La storia si ripete.

Citazione-

“ che Israele sia uno Stato fondato sulla discriminazione dei suoi abitanti e sulla discriminazione su base religiosa e culturale dell'immigrazione che lo ha fatto nascere. Questo problema è strutturalmente diverso dalla questione palestinese e dall'occupazione dei territori che non appartengono a Israele e non va con questo confuso”

secondo me è il contrario, sono due cose legate strutturalmente fra di loro, intanto lo stato di Israele( intendo il territorio) non appartiene ad Israele e nemmeno al popolo ebraico tanto meno agli inglesi che glielo hanno dato, Israele non ha diritto nella storica Palestina, non vedo come un russo ha il diritto ad avere una casa ed un terreno in Israele, quando questa casa appartiene ad un'altra persona o famiglia, il diritto storico degli ebrei non esiste se non nei loro libri, e quello che vale per loro non deve valere per forza per i palestinesi. è la logica che vuole risolvere il problema della diaspora ebraica creandone una nuova palestinese !!



Due, la discriminazione israeliana è uguale per gli arabi che siano in Israele o che siano nei territori occupati palestinesi e strutturalmente parlando le legislazioni applicate valgono solo per gli ebrei, quindi dai piani urbanistici alle infrastrutture che Israele applica non sono distiate agli arabi. L’intento di tutto questo è costringere gli arabi ad andare via, e rendere Israele pura e di solo ebrei.

chiedo veramente scusa se mi sono allargato !

Redazione
Inviato: 13/8/2007 20:40  Aggiornato: 13/8/2007 20:40
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Grazie ANDAL: Avevo scritto Nabka, ora ho corretto.

edo
Inviato: 13/8/2007 20:53  Aggiornato: 13/8/2007 21:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
grazie Pausania,
articolo di rara chiarezza, compreso il tuo post 2718

baciccio
Inviato: 13/8/2007 21:04  Aggiornato: 13/8/2007 21:04
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/1/2006
Da: Genova
Inviati: 536
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Citazione da Pausania:

Il problema fondamentale è la doppia morale non tanto dei sionisti, che in questo sono assolutamente chiari e coerenti, ma dei "giornalisti" e degli "intellettuali" nostrani. Immaginiamo di sentire Prodi affermare che l'Italia ha il diritto di esistere in quanto stato cattolico e che l'immigrazione verso l'Italia deve favorire quasi esclusivamente i cattolici sparsi per il mondo.

O sentire un leader arabo affermare lo stesso ma per i musulmani.

Verrebbe giù il mondo. Invece per certi argomenti scatta automatico il double-speak, il double-think e tutto il resto di double che abbiamo imparato a conoscere.

A volte chiamare le cose con il loro nome è peggio che assaltare la Bastiglia.

Ben detto! Doppia morale e doppio metro di giudizio sono alla base di tutti i guai che affliggono milioni di persone.

redna
Inviato: 13/8/2007 22:21  Aggiornato: 13/8/2007 22:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
citazione-
L'idea di uno stato ebraico è stata pensata e sviluppata dal sionismo.Una dottrina politica nata alla fine dlel'800.
--
L'idea trainane potrebbe anche essere che i Rothshild sono ebrei.
I priimi fondi vennero dati proprio da loro, in modo che i primo coloni ebrei si insediassero in quel territorio.Quando i banchieri tirano fuori denaro vogliono anche avere riscontri, quindi poi, alla fine, va bene tutto purchè si arrivi allo scopo...
Ufficialmente la dottrina sionista è nata nel 1897, ma secondo alcune fontii questo movimento ha qualche secolo in più.

Purchè l connubio ebraismo-sionismo sembri quasi inevitabile, col tempo, e non molto lontano, bisognerà anche fare i conti con la popolazione che non credo sia eternamente vogliosa di tenersi uno stato in quella maniera e in quelle condizioni.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Pausania
Inviato: 13/8/2007 23:12  Aggiornato: 13/8/2007 23:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Andal Citazione:
se non mi sbaglio il movimento sionista era ritenuto razzista dalle nazione unite fino agli anni 60 o 70 per poi essere (su pressione usa-Israele) ritenuto un movimento legittimo.

Assolutamente sì. Ad essere precisi la risoluzione 3379 della Assemblea Generale delle Nazioni Unite DETERMINES that Zionism is a form of racism and racial discrimination.

Infatti in molti testi si giustifica il Sionismo assimilandolo ai movimenti nazionalisti ottocenteschi nati in Italia e in Germania. E forse non del tutto a sproposito, nel senso che nell'800 il razzismo – cioè l'idea che la specie umana fosse divisa in razze – era un concetto presente e radicato, anche se non aveva le caratteristiche persecutorie che assumerà nel '900. I fautori dell'unità d'Italia parlavano serenamente di razza italica, di legami di sangue e di stirpe, anche se non intendevano affatto dire che per questo ci fossero razze migliori destinate a sterminare le altre. E non è un caso che il razzismo hitleriano si trovi a disposizione una lunga storia di razzismo ottocentesco con il quale può infarcire i suoi discorsi di paroloni e pseudoscienze. Quindi credo si possa sicuramente fare l'amaro paragone tra i nazionalismi italiano tedesco e sionista, e gli inevitabili tragici esiti che ne sono derivati una volta messi in pratica.


Citazione:
secondo me è il contrario, sono due cose legate strutturalmente fra di loro

Questo è fuori di dubbio, perché scaturiscono dal medesimo evento storico, cioè la nascita di Israele. Quando dico che sono problemi diversi, intendo sottolineare il fatto che – partendo dal punto di vista di chi afferma la legittimità di Israele con la famosa dichiarazione dell'Onu (e su questo ci sarebbe da discutere – c'è differenza tra questione palestinese in quanto problema dei Territori occupati, cioè che nemmeno dal punto di vista più favorevole a Israele ha giustificazione alcuna, perché materia di “politica estera”, e questione discriminazione all'interno del territorio legittimamente occupato da Israele, perché materia di “politica interna”.
Il motivo per cui sottolineo questo è che troppo spesso si pensa che il problema degli arabi palestinesi sia quello dei Territori, mentre c'è una discriminazione evidente anche tra gli arabi che vivono in Israele.


Citazione:
intanto lo stato di Israele( intendo il territorio) non appartiene ad Israele e nemmeno al popolo ebraico tanto meno agli inglesi che glielo hanno dato, Israele non ha diritto nella storica Palestina

Qui mi permetto di essere “controcorrente”, nel senso che lo Stato di Israele non ha alcun diritto su quelle terre al pari di qualsiasi stato moderno. A noi appare lampante l'ingiustizia di quello Stato perché il fatto è recente e la messa in sicurezza e il consolidamento dello Stato avvengono sotto i nostri occhi, quindi siamo testimoni delle violenze necessarie per costruire uno Stato. Ma lo stesso è accaduto per l'Italia e la Germania, la Francia e il Regno Unito. Sono entità che si sono imposte con il diritto di spada e che in quanto tali si mantengono.

= = = = = =

redna Citazione:
Ufficialmente la dottrina sionista è nata nel 1897, ma secondo alcune fontii questo movimento ha qualche secolo in più.

Questo è interessante. Avresti qualche riferimento a proposito?

sitchinite
Inviato: 13/8/2007 23:25  Aggiornato: 13/8/2007 23:25
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/6/2007
Da: Roma - Pomezia
Inviati: 3270
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
"Lo stato di Israele è fondato su un valore, e questo valore è il mantenimento del potere ebraico violento su tutta la terra di Israele e sull'altro popolo che vive in questa terra. È il contenuto del valore dello stato di Israele, oggi. È per questo che ha appena versato due miliardi e mezzo ai coloni installati nel Territori, mentre non ha denaro per gli immigrati recenti.... Quello che considera un valore è mantenere il potere sui Territori occupati. Non vi è denaro per migliorare il sistema scolastico. Non vi è denaro per migliorare il sistema sanitario.... ma vi è denaro per gli assassini che si installano nei Territori. Molto denaro: due miliardi e mezzo, l'anno scorso. In nome di questo valore, si sacrifica la salute, l'istruzione, l'integrare gli immigranti. Si sacrifica tutto questo per mantenere il nostro potere sui Territori Occupati."

Yeshayahou Leibowitz

dà da pensare...

Orwell84
Inviato: 13/8/2007 23:25  Aggiornato: 13/8/2007 23:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1114
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Citazione:
La discriminazione come diritto inalienabile


Sebbene da un altro punto di vista, ovvero il parallelo tra la Germania Nazista e Israele Sionista, ho affrontato oggi stesso in un post il discorso della discriminazione in quanto palestinesi. Riporto alcuni pezzi, più che altro estratti di articoli, che penso possano arricchire la discussione:

La Striscia di Gaza è il più grande campo di concentramento del mondo, dove attualmente Israele sta relegando un milione e mezzo di palestinesi, in un inferno che ricorda a tutti gli effetti il ghetto di Varsavia. Campo che oltre ad essere circondato da un muro, possiede anche ogni sorta di strumento di repressione e controllo, comprese recinzioni elettriche e torri di guardia da cui i soldati israeliani, proprio come faceva la Gestapo, sparano a chiunque violi i confini, chiedendo solo successivamente il motivo della violazione.

[...] Uno studio di CARE international del 2002 rivela che il 17.5% dei bambini palestinesi fra i 6 e i 59 mesi soffrono di malnutrizione cronica. Il 53% delle donne in età riproduttiva e il 44% dei bambini soffre di anemia (e più del 30% degli ospedali palestinesi manca di ferro per curare questi bambini). [...]

La situazione è ancora più simile a quella del ghetto di Varsavia se si considera che i palestinesi non hanno praticamente la possibilità di lavorare (il 70% di loro è disoccupato), [...] Lo scopo di tutte queste restrizioni è quello di impoverire ulteriormente i palestinesi, in modo da non permettere loro di acquistare cibo per il proprio sostentamento. Una pratica che non si limita ai mezzi di sostentamento, ma anche alle abitazioni dei civili palestinesi, distrutte arbitrariamente. [...] Ecco un rapporto del 1999 di Amnesty International, in cui la condanna alle Demolizioni è inequivocabile:

"Dal 1967, anno dell'occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gerusalemme est e di Gaza, migliaia di case palestinesi sono state distrutte[...] si tratta di abitazioni ammobiliate, occupate sovente da più famiglie con molti bambini, cui spesso vengono dati solo 15 minuti per raccogliere le proprie cose e andarsene. ...", Amnesty International Reports, London. AI 12/1999 Israel and the Occupied Territories Demolitions and Disposession.

Il vero scopo delle Demolizioni delle proprietà palestinesi da parte israeliana è spiegato chiaramente da David Forman, sulle colonne del Jerusalem Post (noto quotidiano antisemita), il un articolo risalente al 26 febbraio del 2005 (Settlers, hands off the olive trees):

"Mi sono unito a un gruppo dell'organizzazione rabbini per i Diritti Umani durante una loro missione sulle colline del sud Hebron[...] La maggioranza dei campi coltivati palestinesi nell'area erano già stati espropriati dal governo (israeliano) per far posto ai coloni e con la scusa di creare "zone di sicurezza" su quello che ora è divenuto terreno di Stato. Sembra che vi sia un piano coordinato dal governo, delle IDF, dell'amministrazione civile (israeliana) e dei coloni per rendere la zona "non-araba". Questa iniziativa comporta la distruzione delle case, delle tende e dei rifugi palestinesi, il blocco dei loro pozzi d'acqua, lo sradicamento dei loro orti, l'avvelenamento dei loro campi per il pascolo e la proibizione per gli arabi di coltivare la propria terra e di allevare il bestiame".

[...] Espediente che ha già precedenti storici, come i Bantustan sudafricani, oppure una dottrina di 60 anni fa riassunta brevemente in questo estratto:

"Senza considerazione per le tradizioni e i pregiudizi, [il nostro popolo] deve trovare il coraggio di unire il proprio popolo e la sua forza per avanzare lungo la strada che porterà il nostro popolo dall'attuale ristretto spazio vitale verso il possesso di nuove terre e orizzonti, e così lo porterà a liberarsi dal pericolo di scomparire dal mondo o di servire gli altri come una nazione schiava"

La fonte è il Mein Kampf di Adolf Hitler. La conclusione di questo post è un estratto di un articolo di Ha'aretz:

"Per reprimere la resistenza palestinese, un ufficiale di alto rango ha sollecitato l'esercito[...] ad analizzare e a far proprie le lezioni su come l'armata tedesca combattè nel ghetto di Varsavia. A giudicare dal recente massacro dell'esercito di Israele nella Cisgiordania - ha colpito le ambulanze e i medici palestinesi, ha ucciso dei bambini palestinesi "per sport" (scritto da Chris Edges del NYT), ha rastrellato e ammanettato e incappucciato tutti gli uomini palestinesi dai 14 ai 45 anni, cui sono stati stampati numeri di riconoscimento sulle braccia (ricorda nulla?, ndt), ha torturato indiscriminatamente, ha negato l'acqua, l'elettricità, il cibo e l'assistenza medica ai civili palestinesi, ha usato dei palestinesi come scudi umani e ha abbattuto le loro case con gli abitanti ancora all'interno - sembra che l'esercito di Israele abbia seguito i suggerimenti di quell'ufficiale. Ma se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smetterla di comportarsi da nazisti", Norman G. Finkelstein, First the carrot, then the stick: behind the carnage in Palestine, 14 april 2002.

*articolo completo


Spero di non essere stato prolisso.

apocalisse
Inviato: 13/8/2007 23:30  Aggiornato: 13/8/2007 23:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 4/6/2007
Da:
Inviati: 47
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Ufficialmente la dottrina sionista è nata nel 1897, ma secondo alcune fontii questo movimento ha qualche secolo in più.

goffredo da buglione può dormire sonni tranquilli...la teoria che mi ha appassionato di più la trovi ne "il santo graal" di leigh - baigent - lincoln...
fantastoria probabilmente, ma piacevole da leggere. però per coerenza mi sarei aspettato uno stato con più monarchia e cristianesimo!
in poche parole i secoli in più sarebbero 9, e il sionismo si farebbe risalire alla prima crociata...però sti arabi sono stati degli ossi duri, ce ne hanno messo di tempo ad annacquarsi!

pensa intergalattico, agisci interplanetario
sitchinite
Inviato: 13/8/2007 23:43  Aggiornato: 13/8/2007 23:43
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/6/2007
Da: Roma - Pomezia
Inviati: 3270
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Non so molto sull' argomento, sto leggendo i vostri posts ma voi descrivete cose già in modo approfondito...
spero di non andare troppo OT ma leggendo di sionismo e del potere che ha non posso non pensare al famoso protocollo degli anziani di Sion...
nei miei bookmarks ho questi articoli a tal proposito...

http://www.theforbiddenknowledge.com/hardtruth/prieure_de_sion.htm

http://www.theforbiddenknowledge.com/hardtruth/illuminatiprotocols.htm

non so come la pensiate in merito, ma li si sostiene che tutto sia in mano a quello che attualmente viene chiamato 'black pope' luciferino, il gesuita Hans Kolvenbach (esiste davvero e vive a Roma).

Chiedo scusa anticipatamente se ste cose non avessero niente a che vedere con il tema trattato.

Redazione
Inviato: 14/8/2007 0:03  Aggiornato: 14/8/2007 0:03
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
L'unica cosa che rende famosi i Protocolli di Sion è che sono palesemente falsi.

redna
Inviato: 14/8/2007 0:09  Aggiornato: 14/8/2007 0:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
da "La cospirazione di Tutankhamen" di Collins-Ogilvie-Herald-ed.Mondadori
---
pag.310-...Fu nel 1896 che il sionismo nazionale ebbe effettivamente inizio, con la pubblicazione di un importante volume intitolato Der Jedenstaat ("lo stato ebreo"), scritto dal Theodor (Binyamin Ze'ev) Herzl (1860-1904), un giornalista, scrittore e drammaturgo di Budapest che fu anche il fondatore della Word Zionist Organisation.
pag.311- ...Ma quelli che si erano stabiliti in Palestina, molti dei quali erano probabilmente scettici quanto alla visione di Herzl di uno stato ebraico, al momento stavano lottando per mantenersi in vita.
...La questione fu discussa nel 1897 al Primo Congresso Sionista che ebbe luogo a Basilea, in Svizzera, e fu il barone Edmond de Rothshild (1845-1934), capo del ramo francese della casata, a decidersi di muovere in loro soccorso. Con l'aiuto di importanti banchieri ebrei, istituì il Jewish Colonial Trust, la prima banca sionista finanziata tramite la quale iniziò ad acquistare ampie porzioni di territorio in Palestina e a distribuirle ai nuovi coloni che via via arrivavano alla Terra Promessa.
...Nel 1902 Neville Chamberlain, il segretario coloniale, offrì agli ebrei britannici la possibilità di avere una patria in Uganda, allora parte dell'Africa orientale britannica.Si trattò di un'opzione che venne discussa e alla fine respinta al Sesto Congresso Sionista l'anno successivo, dove si insistè sul fatto che la loro unica patria era Sion, l'attuale Gerusalemme,dove il re David aveva stabilito la sede del regno di Israele e suo filgio Salomone aveva eretto il Primo Tempio, quasi tremila anni prima.

---
L'impegno di uomini di stato inglesi così importanti nella causa sionista è un fatto che necessita maggiore approfondimento.
...Sapendo ciò, potremo meglio comprendere la ragione per cui personaggi di spicco quali Lloyd George e Lord Balfour fossero disposti ad incoraggare ildibattito su un futuro stato ebraico, è perchè, durante la prima guerra mondiale, essi adoperarono tutto i proprio peso politico per instaurarlo.
...Essi provenivano da una rigida educazione religiosa.
...Inoltre nell'infanzia era rimasto impresssionato dalla teoria di base alla quale"la religione e la civiltà cristiana devono moltissimo all'ebraismo, che purtroppo è stato mal ripagato".
...Stando alle parole di Chaim Weizmann, per queste persone il"ritorno del popolo ebreo in Palestina era una realtà, al punto che noi sionisti rappresentavamo per loro una grande tradizione verso la quale nutrivano un enorme rispetto".
pag.313

-----
Spero che i riferimento siano sufficienti...

E'un articolo "coraggioso", bravo Pausania.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Ashoka
Inviato: 14/8/2007 0:11  Aggiornato: 14/8/2007 0:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 11/7/2005
Da:
Inviati: 3660
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Citazione:
spero di non andare troppo OT ma leggendo di sionismo e del potere che ha non posso non pensare al famoso protocollo degli anziani di Sion...


E invece non solo vai OT a citare i Protocolli che non c'entrano assolutamente nulla con il tema trattato, essendo un falso creato dalla polizia zarista a inizio novecento (*) ...

...tra l'altro mal copiato dai "Dialoghi agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu" di Maurice Joly (**)...

... ma hai ceduto in modo pavloviano al tema, così come aveva fatto Yezidism, solo in modo antitetico.

Ashoka

(*) se leggete i protocolli contate quante volte si dice che "l'aristocrazia ce l'avrebbe impedito ma..". Si vede lontano un miglio che è pure propaganda.

(**) tanto vale leggere l'originale!

sitchinite
Inviato: 14/8/2007 0:22  Aggiornato: 14/8/2007 0:22
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/6/2007
Da: Roma - Pomezia
Inviati: 3270
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
links a riguardo della loro 'palese' falsità?

utrevolver
Inviato: 14/8/2007 8:57  Aggiornato: 14/8/2007 8:57
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da: Sandalia
Inviati: 411
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
I Protocolli sono un falso, ma descrivono la realtà di un modo di agire che tutti avete sotto gli occhi.

Ashoka
Inviato: 14/8/2007 9:44  Aggiornato: 14/8/2007 9:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 11/7/2005
Da:
Inviati: 3660
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Prima che la discussione degeneri completamente sull'OT, vi invito a discutere dei "protocolli" sul forum, non qui.

Qui l'argomento è un altro.

Ashoka

P.S. Google Mathieu Golovinski

blackhawk
Inviato: 14/8/2007 13:52  Aggiornato: 14/8/2007 13:52
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/8/2007
Da:
Inviati: 305
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
I protocolli in se potranno essere falsi......ma la linea che Israele conduce è quella....

blackhawk
Inviato: 14/8/2007 14:00  Aggiornato: 14/8/2007 18:21
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/8/2007
Da:
Inviati: 305
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
RIMOSSO.

L'invito a non rispondere al commento provocatorio vale anche per te.

LA REDAZIONE (MM)

Paxtibi
Inviato: 14/8/2007 18:24  Aggiornato: 14/8/2007 18:24
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Complimenti a Pausania per l'ottimo articolo: lucido, completo, documentato.

Sul tema, approfitto per far notare che il concetto di "stato etnico" è uno di quelli che in tutti gli altri casi suscita un coro unanime di sdegno, e magari giustifica anche un intervento militare. Il perché nel caso di Israele si possa fare un'eccezione dovrebbe suscitare non pochi interrogativi.

blackhawk
Inviato: 14/8/2007 18:42  Aggiornato: 14/8/2007 18:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/8/2007
Da:
Inviati: 305
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Si buana!


redna
Inviato: 14/8/2007 19:59  Aggiornato: 14/8/2007 19:59
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
cito-Il perchè nel caso di Israele si possa fare un'eccezione dovrebbe suscitare non pochi interrogativi.
---
Non sono gli interrogativi che suscita Israele.
Sono che a questi interrogativi non si trova in giro nessuno che sappia dar risposte.
E questo suscita maggiori interrogativi.
Uno stato anomalo rimane tale anche se le maggiori potenze lo sostengono e lo lodano anche quale stato democratico (?????)

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
fiammifero
Inviato: 14/8/2007 22:08  Aggiornato: 14/8/2007 22:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Citazione:
Sono che a questi interrogativi non si trova in giro nessuno che sappia dar risposte.

creare dei precedenti non è già forse una risposta?
Perfetto Pausania,si è fatta un po' di luce ora va solo diffusa

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
Linucs
Inviato: 14/8/2007 22:27  Aggiornato: 14/8/2007 22:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Il perché nel caso di Israele si possa fare un'eccezione dovrebbe suscitare non pochi interrogativi.

Non è che ci sia un'eccezione "per" Israele: è che non c'è l'eccezione "per" tutti gli stati cosiddetti "occidentali". Non mi risulta che ci siano pressioni strappalacrime per "incrementare la diversità" in Cina, India, Uganda, Giappone, eccetera. Si vede che per qualche motivo non interessa. Eppure dall'America Latina non si arriva mica col gommone, e di aeroporti ce ne sono tanti.

(ohibò che mistero)

Polidoro
Inviato: 15/8/2007 8:20  Aggiornato: 15/8/2007 8:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/4/2005
Da:
Inviati: 488
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Migliorerei la definizione Shevekiana (si può dire?) Israele è uno stato teocratico aggiungendo e pesantemente militarizzato:

Quanti generali al governo ? Rabin ? Sharon ? altri ?


Perché Israele mi sta cercando

Sono un palestinese di Nazareth, un cittadino di Israele e, fino a un mese fa, ero un membro del parlamento israeliano............

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi orizzonti ma nell'avere nuovi occhi." Marcel Proust
redna
Inviato: 15/8/2007 10:10  Aggiornato: 15/8/2007 10:10
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Ho fatto una ricerca su google per sapere della carta costituzionale dello stato di israele.
Non ho trovato nulla.
Qualcuno ne sa qualcosa?
Visto che io confini sono "mobili" e soggetti a continue "modifiche" è uno stato in effetti non ancora costituito?

PS-fiammifero che significa creare precedenti?

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
eco3
Inviato: 15/8/2007 10:35  Aggiornato: 15/8/2007 10:35
Ho qualche dubbio
Iscritto: 4/10/2006
Da:
Inviati: 229
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
redna Citazione:
Ho fatto una ricerca su google per sapere della carta costituzionale dello stato di israele.
Non ho trovato nulla.



E' difficile che tu possa trovare qualcosa perché, mi si corregga se sbaglio, "l'unico stato DEMOCRATICO" del MO... non ha una costituzione.
La proposta fu a suo tempo respinta dal parlamento.

motus in fine velocior
redna
Inviato: 15/8/2007 11:42  Aggiornato: 15/8/2007 11:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Poichè una costituzione esige un determinato territorio costituito con confini ben definiti, non sussistendo per israele una tale premessa ne consegue che non "è ancora in grado di avere una costituzione".
Suppongo che nel mondo ce ne siano pochi stati in queste condizioni, e sarebbe interessante vedere chi non ha ancora una costituzione e perchè.
Insomma "l'unico stato democratico in medio oriente" potrebbe anche essere tutt'altro.
Teniamo presente che sono le "carte" che sanciscono la legalità anche di un popolo.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
eco3
Inviato: 15/8/2007 14:03  Aggiornato: 15/8/2007 14:06
Ho qualche dubbio
Iscritto: 4/10/2006
Da:
Inviati: 229
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
@redna

Bé, non è tanto la costituzione che lo esige.
Il "territorio" è uno degli elementi comunemente considerati costitutivi (o presupposti) dello Stato.
Altri sono, per esempio, il "popolo" e la "sovranità".
E un "territorio" ben preciso nel maggio 1948 c'era pure.
Il rifiuto da parte del Parlamento, cui accennavo, mi sembra che risalga a quel periodo.
Il fatto è che già pochi mesi dopo Israele occupava territori non originariamente assegnati dalle Nazioni Unite.

motus in fine velocior
eco3
Inviato: 15/8/2007 15:14  Aggiornato: 15/8/2007 15:14
Ho qualche dubbio
Iscritto: 4/10/2006
Da:
Inviati: 229
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
@Pausania

Citazione:
E' importante tenere a mente che il Sionismo non è una dottrina religiosa, ma politica. Non è quindi un movimento di religiosi e non è una corrente dell'ebraismo.



Ma c'è anche un "sionismo spirituale" che, anche se non si è mai affermato politicamente, ha avuto (ed ha) una certa influenza sul pensiero politico e sulla letteratura israeliana.
Sionismo spirituale propugnato da A.Ginzburg le cui idee sono state, in tempi recenti riprese da personalità come N.Goldmann e da esponenti della 'nuova sinistra' ebraica, come l'americano N.Chomsky.

motus in fine velocior
slump
Inviato: 15/8/2007 15:47  Aggiornato: 15/8/2007 15:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/6/2006
Da:
Inviati: 199
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
L'articolo di Mattiuzzo è chiarissimo nondimeno a me sorgono molti
dubbi, il primo dei quali è: cosa vuol dire "essere ebreo"?
Eliminata, spero per sempre, l'idea che quella ebraica sia una
"razza" ci resta una religione comune e, per gli ebrei non credenti o
credenti in altre fedi, delle comuni tradizioni culturali. Può questo
distinguere ai nostri occhi gli "ebrei" da molte altre genti tanto da
poterli in qualche modo classificare come qualcosa di particolare nel
contesto umano? Direi proprio di no visto che gruppi di persone
diversi per religione e tradizioni culturali ce ne sono a iosa nel
mondo. Eppure si sente ancora parlare e si legge di "banchieri ebrei
di New York" come se questa frase offrisse qualcosa di più o di
diverso dalla frase simile "banchiere olandese protestante" o
"banchiere milanese cattolico". Continua ad essere purtroppo, ad un
livello forse inconsapevole, che l'etichetta "ebreo" segnala qualcosa
di diverso e perlopiù spregiativo rispetto a qualunque altra
etichetta (ad esempio greco/ortodosso). Come se continuasse a
funzionare un meccanismo psicologico per cui chi è stato pesantemente
colpito e perseguitato nel passato qualche colpa la doveva pur avere:
come se il vecchio retaggio cristiano dell'ebreo colpevole di
deicidio fosse duro a morire.

Ma la psicologia è una sovrastruttura che viene sfruttata da chi
controlla la struttura, cioè il potere politico ed economico: credo
che sia solo lì che vada ricercata la causa della odierna e terribile
situazione in Palestina. E ancora una volta la differenza principale
è tra ricchi e poveri, tra chi comanda e vuole continuare a farlo e
chi ubbidisce e vorrebbe a sua volta comandare di più.

Vi è sicuramente in Israele una classe di potere, cresciuta durante
gli anni della guerra fredda sotto l'ombrello americano, a cui la
situazione attuale di conflitto permanente contro un nemico
ideologicamente ben chiaro, giova moltissimo: questa classe,
servendosi di vecchi relitti ideologici come il sionismo e di quelli
nuovi come la guerra al fondamentalismo islamico, mira a mantenere se
stessa, il proprio potere e quello di chi la sostiene per comuni
interessi. A questa classe ritengo gliene freghi in realtà molto poco
del proprio particolare Dio e delle proprie tradizioni --- così come
gliene frega poco di quelli altrui.

Io cercherei più in questa direzione piuttosto che percorrere altre
strade che sono facilmente manipolabili e assolutamente ambigue
perché rientrano in quel gioco ideologico sovrastrutturale in cui
sguazza il potere reale. E i mezzi materiali violenti per mantenere
il potere sono purtroppo sempre gli stessi, da Sharon a Bush a Putin
a Saddam a qualunque altro potere e la discriminazione pseudoetnica è
uno di quelli principali e peggiori.

"In powerful rain, they laid down their heads to die"
(My Dying Bride)
redna
Inviato: 15/8/2007 16:08  Aggiornato: 15/8/2007 16:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Un terriotorio ben preciso nel maggio del 1948 non c'era.
Il territorio è stato riscritto sia dai britannici che di francesi.
Allo scadere del mandato britannico sulla palestina,il giorno dopo si è proclamata la nascita dello stato di israele.
Gli USA poche ore dopo diedero l'avvallo al nuovo stato e le altre nazioni, per riverenza verso gli USA, poco più tardi.
C'è da notare la tempestività degli USA nel proclamare la nascita dello stato di israele.
Non hanno perso tempo, non si sono chiesti che cosa sarebbe successo nella regione , e gli altri come la pensassero.
La granbretagna fu sempre restia a dare il terrritorio della Palestina ai sionisti/ebrei vedendo che la situazione precipitava se questo fosse avvenuto.

All'interno di israele, per frenare le varie fazioni sioniste e antisioniste esiste lo shin-beth, all'esterno per tenere a bada "gli altri" c'è il mossad.
Il irifiuto da parte del parlamento è logico.Loro vogliono TUTTA gerusalemme e finchè non l'avranno il loro scopo non è raggiunto.
Pertanto è uno stato non definito e quindi niente costituzione.
Ma a quale diritto si appellano per fare leggi se non esiste la costituzione?Il diritto della Torah?
Allora è chiaro che lo stato va bene solo per gli ebrei/sionisti.Per gli altri no.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Pausania
Inviato: 15/8/2007 16:19  Aggiornato: 15/8/2007 16:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Ciao Slump Citazione:
ci resta una religione comune e, per gli ebrei non credenti o credenti in altre fedi, delle comuni tradizioni culturali. Può questo distinguere ai nostri occhi gli "ebrei" da molte altre genti tanto da poterli in qualche modo classificare come qualcosa di particolare nel
contesto umano?

Beh, allo stesso modo in cui si possono classificare come diversi tra di loro cattolici musulmani e scintoisti. Che ci sia una differenza tra me ateo, un cattolico fervente e un boscimane che venera le sue divinità mi pare un fatto abbastanza evidente. Forse il problema sorge quando questa “differenza” diventa o vuole diventare un tratto che definisce una presunta superiorità di un gruppo. Che io sia diverso da uno scintoista è vero, che io sia migliore dello scintoista (o viceversa) in quanto ateo (o viceversa) è falso.


Citazione:
Continua ad essere purtroppo, ad un livello forse inconsapevole, che l'etichetta "ebreo" segnala qualcosa di diverso e perlopiù spregiativo rispetto a qualunque altra etichetta

E' certamente vero che purtroppo questo genere di giudizi vengono espressi da alcuni. Però è interessante notare che ve ne sono altri che indicano negli “ebrei” non il gruppo inferiore, ma quello superiore. Cioè siamo sempre alla solita visione idiota di gruppi omogenei al loro interno ed in competizione con altri gruppi altrettanto omogenei. Cosa che naturalmente non esiste se non nella testa di queste persone.


Citazione:
credo che sia solo lì che vada ricercata la causa della odierna e terribile situazione in Palestina. E ancora una volta la differenza principale è tra ricchi e poveri, tra chi comanda e vuole continuare a farlo e chi ubbidisce e vorrebbe a sua volta comandare di più

Assolutamente sì, ed è per questo che ho scritto l'articolo: per far vedere che chi sfrutta lo stereotipo dell'”ebreo” come gruppo omogeneo non è solo un certo tipo di movimenti “nostalgici”, ma anche le èlite sioniste che si arrogano il diritto di parlare a nome degli “ebrei” senza averne alcun diritto.


Citazione:
Vi è sicuramente in Israele una classe di potere, [...] A questa classe ritengo gliene freghi in realtà molto poco del proprio particolare Dio e delle proprie tradizioni --- così come gliene frega poco di quelli altrui

Vero: e questa classe ha un nome. Sionismo.


Citazione:
Io cercherei più in questa direzione piuttosto che percorrere altre strade che sono facilmente manipolabili

Come sopra: la manipolazione avviene in entrambe le direzioni, ed è comunque errata a prescindere.

eco3
Inviato: 15/8/2007 16:26  Aggiornato: 15/8/2007 16:26
Ho qualche dubbio
Iscritto: 4/10/2006
Da:
Inviati: 229
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
slump Citazione:
...cosa vuol dire "essere ebreo"?
Eliminata, spero per sempre, l'idea che quella ebraica sia una
"razza" ci resta una religione comune e, per gli ebrei non credenti o
credenti in altre fedi, delle comuni tradizioni culturali. Può questo
distinguere ai nostri occhi gli "ebrei" da molte altre genti tanto da
poterli in qualche modo classificare come qualcosa di particolare nel
contesto umano? Direi proprio di no ...


In uno scritto (postumo) di Ben Gurion "Testimonianza sul sionismo" (purtroppo non reperibile - credo - in rete) si legge:

"[...] Ma il popolo ebraico era diverso dagli altri popoli - e si può dire che in una certa misura lo è ancora oggi - non per la scienza, ma per la morale, i cui tre principi fondamentali sono i seguenti:
1) la fede in un unico Dio. Isaia espresse questo principio in una breve frase: "Il sono il Signore; non c'è altri. Io formo la luce, creo le tenebre, opero il bene, creo il male: sono io il Signore che operò tutto questo" (Isaia, XLV, 6-7);
2) l'idea, espressa dagli Ebrei tre volte al giorno, che Dio è inattingibile, non avendo corpo. Un solo popolo sulla terra poteva concepire l'esistenza di una forza universale, eterna e onnipotente, come hanno proclamato Isaia e tutti gli altri profeti d'Israele;
3) la terza grande idea, enunciata per la prima volta da Isaia figlio di Amos e da Michea di Moresheth: "Nazione contro nazione più non leverà la spada, né più s'imparerà a far guerra" (Michea, IV,3). Il popolo ebraico ha preceduto tutti gli altri popoli non solo per la fede in un Dio unico e invisibile, ma anche per altre grandi idee delle quali l'umanità intera ha bisogno. Una di queste è appunto:"Ama il prossimo tuo come te stesso".

L'ebreo è un essere umano come gli altri, ma il popolo ebraico è diverso dagli altri. Il cristianesimo non è la religione di un unico popolo; un inglese può essere cattolico o protestante; un arabo può essere cristiano o musulmano; un giapponese buddista o scintoista. Invece non possono esistere religioni diverse all'interno del popolo ebraico. Vi sono Ebrei non credenti, ma essi restano Ebrei, mentre un ebreo convertito all'Islàm o al cristianesimo non è più ebreo. [...]"

motus in fine velocior
redna
Inviato: 15/8/2007 17:26  Aggiornato: 15/8/2007 17:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
cito-L'ebreo è un essere umano come gli altri, ma il popolo ebraico è diverso dagli altri.
---
Singolare che un popolo fatto di esseri umani "come gli altri" riunito diventi diverso dagli altri.
Qualcuno deve aver alimentato questo nella mente collettiva.

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
fiammifero
Inviato: 15/8/2007 19:13  Aggiornato: 15/8/2007 19:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
ciao redna
Citazione:
PS-fiammifero che significa creare precedenti?

è un discorso molto lungo e complesso,che semplifico con semplici considerazioni:
- in nome di Dio si "frega" un territorio
- guerra preventiva giustificata ( non sono stati gli USA i primi a inventarla)
- ricatto morale e psicologico (vittimismo ad oltranza)
continua tu,che ne trovi altri
Legittimando le radici cristiane-giudaiche dell'Europa cosa ne uscirebbe fuori che già non sta avvenendo ?

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
eco3
Inviato: 15/8/2007 19:57  Aggiornato: 15/8/2007 19:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 4/10/2006
Da:
Inviati: 229
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Citazione:
Legittimando le radici cristiane-giudaiche dell'Europa cosa ne uscirebbe fuori che già non sta avvenendo ?


Sono d'accordo con te.
Le radici di quella che è l'odierna "civiltà", sono profondamente anticristiane.
Chiamarle cristiane, più che legittimazione sarebbe una falsificazione oltre che una calunnia.

motus in fine velocior
redna
Inviato: 15/8/2007 23:02  Aggiornato: 15/8/2007 23:02
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
fiammifero,
tu hai fatto delle considerazioni interessanti, e io a queste considerazioni aggiungerei: a nessuno interessa se questo è vero o falso (parlo dei media, della stampa TV ecc...) e, a chi si interessa dell'argomento e giunge alla conclusione che israele ha invaso la palestina, viene tacciato come antisemita.

cito- in nome di Dio si "frega" un territorio
---
Per arrivare a questo si sono falsificati talmente tanti testi e resi "appropriati" per l'occasione da non dire...

cito-Guerra preventiva giustificata ( non sono stati gli USA i primi ad inventarla)
---
Vero nel 1967 hanno sorpreso gli arabi in questa maniera...con la guerra che hanno dichiarato preventiva.In questo modo hanno "preso"Gerusalemme.

cito-ricatto morale e psicologico (vittimismo ad oltranza)
---
Ma questo era nei piani.Le povere vittime dei campi nazisti dovevano essere rimpianti per poter imporre una "patria ebraica"senza considerare che le ricchezze sequestrare a queste persone sono andate in determinate banche e le proprietà immobili, rimaste senza proprietari, a chi spettavano di diritto?
Il ricatto continua tacciando tutti di antisemitismo non appena si accenna al fatto che i palestinesi hanno il diritto (come tutti i popoli) di avere un territorio e una propria patria.

La legittimazione delle radici cristiano-giudaiche dell'Europa potrebbero essere anche queste un ricatto.
Teniamo presente che israele ha fatto dei passi per entrare nella UE.
Avere le stesse radici del cristianesimo dimostrerebbe una leadershi all'interno della UE e bisognerà anche infine chiedersi perchè la costituzione europea non ha mai inserito nè le radici cristiane nè quelle ebraiche nella bozza.

Avevo accennato in un post iniziale ad un libro...che si chiama "la cospirazione di Tutankamon" e ci si chiederà cosa c'entri...
Ma dopo il titolo c'è scritto: La "vera storia" dell'esodo degli ebrei dall'egitto.
Quali segreti si nascondono dietro le controversie sull'apertura della tomba del grande faraone?"

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
Dusty
Inviato: 16/8/2007 15:28  Aggiornato: 16/8/2007 15:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/10/2005
Da: Mondo
Inviati: 2248
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Alcune notizie in tema prese da un'analisi delle modifiche fatte su wikipedia.

Al-Jazeera says the foundation of Israel was just as bad as the Holocaust
Surprised they bothered saying this on Wikipedia, since isn't it just what they openly say on their broadcasts? Maybe they realize Wikipedia has a wider audience, especially in the English-speaking world.

The Israeli government *REALLY* doesn't like criticism about the West Bank wall.
Someone at the IP address of 147.237.70.14 within the Israeli government twice attempted to delete the entire article on the Israeli West Bank Barrier, replacing it with criticism of the UN's "racist" decision regarding the barrier's illegality, and claiming that "the world is helping the Arab conspiracy theories, and that "Their target is the complete and total distruction of the state of Israel and the Jewish people."

Israel Policy Forum edits regarding politicians and the American Israel Public Affairs Committee
Politicians of interest include Eric Cantor, Norm Coleman, Dennis Ross, and especially Tom Lantos.

Israeli government editor negatively slants Hezbollah entry.
Changes entry to downplay Hezbollah's political and social activities, describing their operations as "mostly military in nature", Cites Israel's "complete withdrawl", ignoring the Shebaa Farms dispute, and cites unwarranted Hezbollah attacks on Israel, without mentioning Israeli violations. (See http://www.csmonitor.com/2006/0801/p09s02-coop.html for details.)

"Tu non ruberai, se non avendo la maggioranza dei voti"
-- Dal Vangelo Secondo Keynes, Capitolo 1, verso 1.
Il portico dipinto
Enrico
Inviato: 16/8/2007 18:11  Aggiornato: 16/8/2007 18:11
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/1/2006
Da:
Inviati: 873
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Comunque Prodi non ha reso solo quelle dichiarazioni riprese dall'articolo di Pausania, ma recentemente ne ha fatta un'altra e Hamas lo ha ringraziato.
Non e' cosuccia proprio da poco e infatti Prodi ha fatto incazzare un po' di gente con queste ultime frasi.

P.S. Invece Giuliani non stupisce affatto.

redna
Inviato: 16/8/2007 18:45  Aggiornato: 16/8/2007 18:45
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Belgio 14.08.2007 19.28.00

Israele chiede al Parlamento Europeo di non ospitare la conferenza di pace in Medioriente

...la riunione della commissione ONU prevista a fine agosto per l'esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese.

...Il parlamento europe avrebbe già respitno la richiesta di una riunione simile già nel 2005 e l'Italia avrebbe fatto lo stesso l'anno successivo.

Il commissario UE Hans Pottering ha precisato che la decisone di mettere a disposizione i locali per la riunione spetta ai leader dei gruppi politici del Parlamento Europeo.

----Tutto l'articolo è sul sito di peacereporter (brevi-altre notizie....)

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
beat
Inviato: 18/8/2007 0:00  Aggiornato: 18/8/2007 0:00
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/2/2006
Da:
Inviati: 288
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Secondo David Yisroel Weiss, un rabbino ortodosso molto rispettato, “il Sionismo ha dirottato il Giudaismo”. Il coraggioso rabbino insiste nel dire che “il Sionismo crea l'antisemitismo... E noi sappiamo... che il Sionismo è la causa prima del dolore, della sofferenza e del massacro del popolo ebraico... e che loro (i sionisti) sono il più importante fattore di antisemitismo in tutto il mondo... Giudaismo e Sionismo non sono la stessa cosa... Sono diametralmente opposti... Non dovremmo confondere l'uno con l'altro. E non dovremmo essere responsabili per le azioni che i sionisti commettono... Ora, un altro dei problemi che derivano in verità dal Movimento Sionista è che usurpa i diritti del popolo palestinese, la popolazione indigena, che vive lì. E questo è terribilmente sbagliato. E' contro ogni idea di Torah... Quindi, qualsiasi cosa facciano, è totalmente sbagliata!”

P.s. che tristezza vedere e sentire il servo "prodiere" di sion ripetere per ben due volte, le frasi di riconoscimento dello stato d'israele come lo "stato ebraico" tanto caro ai seguaci del "der judeen staat" Gran bell'articolo pausania
salute

Pausania
Inviato: 20/8/2007 20:51  Aggiornato: 20/8/2007 20:51
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: La discriminazione come diritto inalienabile
Dalia Itzik: State must apologize to Israel's Holocaust survivors

Knesset Speaker Dalia Itzik said Monday that the State of Israel must apologize to Holocaust survivors for all the funds that the state has withheld from them over the years.

"The State of Israel demanded the reparation money that was transferred from Germany, but wasn't wise enough to channel the funds correctly for the benefit of those who needed and deserved it," Itzik said at the discussion. [...]

Last week, State Comptroller Micha Lindenstrauss published a special report which concluded that the Finance Ministry had delayed and canceled financial support for institutions that assist survivors.

The report found that funds that were designated for survivors were not used for that purpose, nor is the primary body charged with coordinating the activities of survivors' organizations funded at all. According to the report, the problem is a result of mismanagement in the Finance Ministry.

Lindenstrauss further determined that survivors experience years of delays in processing their claims due to bureaucratic obstacles and the lack of adequate manpower.

[...]

MK Sarah Marom Shalev (Pensioners), a Holocaust survivor herself, urged the Knesset not to approve the 2008 budget until the financial aid to survivors is finalized. She said "yesterday I was at the funeral of one of my closest friends, a Holocaust survivor. He died at age 72 with nothing."


Tradotto per chi non ha tempo: il governo Israeliano per 60 anni a lucrato sulla tomba di milioni di persone morte per mano dei nazisti. Con la scusa di aiutare i sopravvissuti all'Olocausto, si è intascano miliardi di dollari, che però non ha mai dato alle persone cui erano destinati.

Complimenti vivissimi. Chi l'avrebbe mai detto?


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