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news internazionali : La strategia delle pipelines
Inviato da Redazione il 3/8/2007 20:00:00 (8901 letture)

Quella che vedete nell’immagine non è la rampa di lancio di un missile con testate atomiche, ma la struttura esterna di un pozzo di trivellazione di gas naturale nell’Isola di Sakhalin, nell’estrema Russia orientale. Quello che 50 anni fa era la potenza atomica, oggi lo sta diventando il possesso e il controllo delle risorse energetiche.

Una volta individuati tutti i maggiori giacimenti di petrolio, che rendono i paesi del Golfo Persico e il Venezuela le regine indiscusse del mercato, si sta delineando una nuova mappa degli equilibri mondiali, determinata dalle nuove sorgenti di gas naturale e dai percorsi dei gasdotti che collegano queste sorgenti ai porti di destinazione.

E di ieri la notizia del ricatto, sfacciato e plateale, della Bielorussia da parte della Russia, che ha obbligato la sua ex-provincia a pagare per intero i conti arretrati del gas - 460 milioni di dollari in contanti - a rischio di vedersi chiudere i rubinetti con l’inverno in arrivo.

Insieme alla Bielorussia, anche Georgia e Ucraina accusano i russi di praticare prezzi da strozzinaggio, ma Mosca risponde che quelli sono i prezzi di mercato, e che è semplicemente finita la manna del sussidio centralizzato dei tempi dell’Unione Sovietica. Come dire, “avete voluto giocare a fare gli occidentali? Ora pagatene le conseguenze, e adeguatevi alle dure leggi di mercato”.

Ma il vero perno dei nuovi equilibri mondiali si è spostato da qualche tempo in Estremo Oriente. Con Giappone e Corea che consumano quasi il 50% del gas naturale nel mondo, e con la Cina che li segue da vicino, la battaglia per portare il gas a quei paesi è ormai a tutto campo, ...

... e a farla da padroni sono sempre i russi: sono loro infatti che controllano il mega-progetto Sakhalin-1 e Sakhalin-2, destinato a produrre nei prossimi anni qualche miliardo di metri cubici di gas.

L’isola russa di Sakhalin, situata a nord del Giappone, sta subendo una trasformazione radicale nelle infrastrutture, mentre nuove tecnologie ERD (“multi-condotto”) scavano il sottosuolo a poche miglia dalla costa.



L’operazione è un progetto congiunto Gazprom e Mobil-Exxon (russi e americani), con partecipazione degli indiani e dei giapponesi, ma sono naturalmente i russi ad avere il coltello dalla parte del manico. E proprio di recente questi ultimi hanno annunciato che “purtroppo non potremo vendere il gas di Sakhalin alla Cina, come previsto negli accordi con la Exxon, perchè rischiamo di lasciare a corto di combustibile le nostre lontane province orientali.”

La Siberia, che una volta era considerata il castigo dei dannati, diventa improvvisamente una regione da coccolare e da tenere al caldo tutto l’anno.

Gli americani per ora abbozzano, visto che nel frattempo stanno portando avanti il famoso gasdotto dal Caspio all’Oceano Indiano, via Afghanistan, che gli permetterà di imbarcare il gas dalle coste pakistane per venderlo sui mercati orientali.

Chi resta a secco è quindi la Cina, che inizialmente doveva essere attraversata dal gasdotto originante nel Caspio, ma che è stata aggirata via Afghanistan-Pakistan grazie al provvidenziale “cambio di regime” di Kabul, dovuto all’altrettanto provvidenziale follia di Osama bin Laden.

Come vediamo, si torna sempre al punto di partenza: l’undici settembre, e le conseguenze di portata incommensurabile che sta avendo sulle sorti del mondo la colossale bugia che ci viene raccontata da quel giorno.

Massimo Mazzucco



In alto a destra, l’isola di Sakhalin. In rosso, il gasdotto attraverso la Cina che non è mai stato costruito, grazie al nuovo percorso via Afghanistan (in verde) che permette ora di aggirarla. (Dal film "La Verità di Cristallo", in preparazione).

Il sito del progetto Sakhalin

Articolo BBC: Gazprom hope for Belarus gas deal.

VEDI ANCHE: La vera partita si gioca lungo i tubi, un articolo sulla BTC, la pipeline Baku-Tblisi-Ceyhan, la cui inaugurazione è passata nel totale silenzio mediatico.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
BlSabbatH
Inviato: 3/8/2007 20:18  Aggiornato: 3/8/2007 20:22
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: La strategia delle pipelines
oltre che giocare con i rubinetti dei gasdotti la russia si diverte anche con le bandierine dei tramezzini..
Una sorta di Cristoforo Colombo moderno, dove le caravelle sono sommergibili e il vento in poppa è l'effetto serra

quando leggi certe cose, a vedere un pannello solare ti viene addosso una pena... non parliamo poi (dell'utilità?) dello scioglimento dei ghiacci

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Redazione
Inviato: 3/8/2007 20:25  Aggiornato: 3/8/2007 20:25
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La strategia delle pipelines
BLSABBATH: la tua citazione arriva a puntino:

"Ma con il riaffiorare dei due batiscafi, è emerso anche lo scopo ultimo dell'impresa: provare cioè che la superficie sottomarina è direttamente collegata alla piattaforma continentale russa attraverso la dorsale Lomonov, una sorta di enorme propaggine rocciosa che si protende dal continente in direzione settentrionale. Se la dimostrazione riuscisse, Mosca potrebbe rivendicare la piena sovranità su un'estensione enorme tra la Siberia e il Polo, per 1,2 milioni di chilometri quadrati, considerati una vera e propria riserva di idrocarburi non ancora sfruttati, con giacimenti dall'inestimabile valore economico ed energetico. Vi si troverebbero infatti un quarto delle riserve mondiali di gas e petrolio non ancora sfruttate, 10 miliardi di tonnellate di idrocarburi, nonché stagno, manganese, oro, nichel, piombo, platino e diamanti. Con il progressivo scioglimento dei ghiacciai questa immensa ricchezza diventerà disponibile e potrà essere utilizzata da chi vi avrà accesso."

Ecco a cosa serve il Global Warming!

Tubo
Inviato: 3/8/2007 20:45  Aggiornato: 3/8/2007 20:45
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 16/6/2006
Da:
Inviati: 1663
 Re: La strategia delle pipelines
?

Aseptik
Inviato: 3/8/2007 20:58  Aggiornato: 3/8/2007 21:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/1/2007
Da: Messapia
Inviati: 139
 Re: La strategia delle pipelines
Citazione:
oltre che giocare con i rubinetti dei gasdotti la russia si diverte anche con le bandierine dei tramezzini..


Certo che è assurdo.. sembra che la Russia voglia ricominciare la guerra fredda.
Nonostante per la convenzione del diritto del mare, il polo nord non appartenga a nessuno, avanza pretese impossibili.
Quando dico ai miei amici che il petrolio sta finendo mi prendono per i fondelli, dovrebbero informarsi di più.

Per approfondimenti: link

La politica è l’arte cortese di ottenere voti dai poveri e finanziamenti dai ricchi, promettendo di difendere gli uni dagli altri.
Oscar Ameringer
manneron
Inviato: 3/8/2007 21:11  Aggiornato: 3/8/2007 23:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: La strategia delle pipelines
comunque non capisco perchè si chiami ricatto il prezzo che la russia propone alle sue ex repubbliche
Tale prezzo è superiore a quello dell'italia?
Perchè la russia dovrebbe fare sconti a ex repubbliche per le quali gli stati uniti finanziano costantemente rivoluzioni colorate? che si facciano finanziare dagli stati uniti. Non si tratta di prezzo da usura, ma di poca lungimiranza di tali paesi. non hanno capito che la russia già li finanziava con questi sconti che avrebbero perso in caso di allontanamento politico. D'altronde la russia deve ora aumentare le spese in armamenti per far fronte agli insediamenti americani più vicini. E che sono fessi??? A me la posizione della russia sembra ineccepibile: non è che la russia ora aumenta, è che prima scontava. Se l'italia andasse da gazprom a protestare perchè noi paghiamo il gas al doppio della bielorussia, non avremmo ragione in questa protesta? Un quasi monopolista che fa prezzi di favore a chi vuole? Il prezzo deve essere uguale per tutti. WELCOME IN EUROPE!

rumenta
Inviato: 3/8/2007 22:23  Aggiornato: 3/8/2007 22:23
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: La strategia delle pipelines
E di ieri la notizia del ricatto, sfacciato e plateale, della Bielorussia da parte della Russia, che ha obbligato la sua ex-provincia a pagare per intero i conti arretrati del gas - 460 milioni di dollari in contanti - a rischio di vedersi chiudere i rubinetti con l’inverno in arrivo.

scusa, perché ricatto se si tratta di arretrati??
parrebbe che si siano stufati di farsi prendere per i fondelli dai bielorussi.... certo, non si tratta solo di questioni legate ai mancati pagamenti, ma non vedo perché parlare di ricatto



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."
Sarevok
Inviato: 3/8/2007 23:44  Aggiornato: 3/8/2007 23:44
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/4/2007
Da: Pesaro
Inviati: 191
 Re: La strategia delle pipelines
Mi chiedo come reagirà la Cina a tutto questo. Staranno fermi? Cercheranno di fare casino? Mah.

Lunga vita e prosperità.
cocis
Inviato: 4/8/2007 0:00  Aggiornato: 4/8/2007 0:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: V
Inviati: 1430
 Re: La strategia delle pipelines
gli stati uniti si sono fregati il petrolio dell'iraq con la scusa di bin laden ... i russi hanno risposto con la bandiera al polo nord..

theMatrix
Inviato: 4/8/2007 8:23  Aggiornato: 4/8/2007 8:23
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/4/2007
Da:
Inviati: 86
 Re: La strategia delle pipelines
E' una storiella che era stata prevista anche in FAHRENHEIT 9/11, di Michael Moore.

fantozzi
Inviato: 4/8/2007 11:58  Aggiornato: 4/8/2007 11:58
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/12/2005
Da: non da qui
Inviati: 154
 Re: La strategia delle pipelines
Non capisco perché si parla di ricatto....
Gli ha dato il gas a un terzo del prezzo,poi hanno anche 460 milioni di buffi da recuperare da loro e si lamentano pure????
La colpa di tutto ciò non e della Russia ma dei governi occidentali che stano basando tutta l'economia sui combustibili fossili.E se domani arriva uno con i controcaxxi e chiude sti rubinetti cosa succederà?
Noi siamo un gigante con i piedi fatti di grissini,tra tutte le grandi civiltà che si sono susseguite lungo la storia la nostra a me sembra la meno lungimirante e fallimentare in assoluto.

il problema dell'umanita e che gli stupidi sono strasiguri di sè,mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
-bertrand russell-
maurixio
Inviato: 4/8/2007 12:38  Aggiornato: 4/8/2007 12:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: La strategia delle pipelines
Vi invidio, avete le idee chiare sull'energia e sui giochi che si svolgono sullo scacchiere internazionale, trovo che sembra una partita a scacchi dove i giocatori ti fanno vedere solo alcuni pezzi nascondendone altri e tu devi capire la strategia vedendo una sola mossa ed un solo pezzo, insomma un partita impossibile dove le regole non esistono se non nel bisogno dei mercati(ormai mondiali) delle energie. E per di più è irritante il fatto che non ci siano norme radicali per sostenere il solare l'eolico ecc.....Tutto l'intreccio merita senz'altro attenzione, gia report su rai tre qveva toccato l'argomento ... penso che rileggerò la puntata....Ciao

_gaia_
Inviato: 4/8/2007 13:48  Aggiornato: 4/8/2007 13:48
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: La strategia delle pipelines
C'era stata una "toccata e fuga" sull'argomento gasdotti anche in questo thread di febbraio:
Italia via dall'Afghanistan? Certo. Nel 2011. Forse.
(post 6 e 13)

In ogni caso, ho ancora un certo casino in testa.. L'unica certezza che ho è che la questione energetica (oltre quella dell'approvvigionamento dell'acqua) è uno dei temi-cardine che determinano lo scacchiere geopolitico mondiale.. con tutte le implicazioni e conseguenze che questo comporta. Tanto, a pagare siamo sempre noialtri.

mangano
Inviato: 4/8/2007 14:57  Aggiornato: 4/8/2007 14:57
So tutto
Iscritto: 12/7/2007
Da: Avigliana (TO)
Inviati: 26
 Re: La strategia delle pipelines
Ho trovato la puntata di Report cui faceva riferimento maurixio, ve la linko per semplicità di accesso per chi fosse interessato:

qui

a mio parere è importante a questo riguardo considerare attentamente anche i fenomeni che negli ultimi anni investono i paesi dell'est europeo, mi riferisco alle rivolte di Serbia, Ucraina, Georgia, Kirghizstan.

spero di non essermi avventurato in un OT con questa frase

"Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare"
Linucs
Inviato: 4/8/2007 17:03  Aggiornato: 4/8/2007 17:03
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: La strategia delle pipelines
La colpa di tutto ciò non e della Russia ma dei governi occidentali che stano basando tutta l'economia sui combustibili fossili.

E chi li ha autorizzati a "basare" l'economia?

E se domani arriva uno con i controcaxxi e chiude sti rubinetti cosa succederà?

Che smette di prendere soldi, tanto per cominciare. Poi succede che diamo una pedata nel culo agli ambientalisti e ci rechiamo tutti insieme a trivellare l'Alaska. E così via.

Noi siamo un gigante con i piedi fatti di grissini,tra tutte le grandi civiltà che si sono susseguite lungo la storia la nostra a me sembra la meno lungimirante e fallimentare in assoluto.

"Come siamo brutti, come siamo sporchi, le altre civiltà invece..."

...si sono susseguite, ergo sono puntualmente finite. E senza neanche l'occasione per piangersi addosso su Internet.

Redazione
Inviato: 4/8/2007 18:02  Aggiornato: 4/8/2007 18:02
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La strategia delle pipelines
MAURIXIO, MANGANO: Molto utile la puntata di Report sul gas, grazie.

Se qualcuno volesse scaricarla, questo è il link diretto:

mms://rntlivewm.rai.it/raitre/report/report2705_01.wmv

(Bisogna usare NetTransport, o qualcosa di simile)

cherubino
Inviato: 4/8/2007 18:47  Aggiornato: 4/8/2007 18:47
Mi sento vacillare
Iscritto: 1/6/2006
Da: Haute-Normandie
Inviati: 430
 Re: La strategia delle pipelines
So cosa succederà ora: una truppa di esquimesi dirotterà due MIG contro il Cremlino e il Bolscioi, e ne vedremo delle belle.

fantozzi
Inviato: 5/8/2007 18:52  Aggiornato: 5/8/2007 18:52
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/12/2005
Da: non da qui
Inviati: 154
 Re: La strategia delle pipelines
Molto costruttivo...
Ma che cosa volevi dire?
Per una volta puoi dire le cose con le tue parole senza citazioni a cui seguono le tue risposte senza senso manco fossi Dalai Lama.

il problema dell'umanita e che gli stupidi sono strasiguri di sè,mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
-bertrand russell-
trotzkij
Inviato: 6/8/2007 0:50  Aggiornato: 6/8/2007 0:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: La strategia delle pipelines
L'Imminente Conflitto nell'Artico
Russia e US si dividono le Riserve Energetiche Artiche
Vladimir Frolov Global Research http://www.globalresearch.ca/, 17 luglio 2007

Il Presidente Russo Vladimir Putin e il Presidente degli USA George W. Bush hanno passato parecchio del loro tempo al “summit dell'aragosta” a Kennebunkport, Maine, discutendo come prevenire l'accrescere delle tensioni tra i loro due paesi.
I media e gli esperti di affari internazionali hanno dipinto la questione della difesa antimissile in Europa e lo status finale del Kosovo come i due maggiori contenziosi tra Russia e Stati Uniti, con mutue recriminazioni sullo “standard della democrazia” che forniscono la base per gli assai anticipati prodromi di una nuova Guerra Fredda. Ma mentre ciò potrebbe essere vero oggi, lo situazione ha silenziosamente raggiunto un assai grave confronto in un non-così-distante futuro tra Russia e USA – assieme a Canada, Norvegia e Danimarca.
La Russia ha recentemente reclamato una estensione di 1191000 kmq (460800 miglia quadrate) di fondali marini coperti dal ghiacciato Oceano Artico. Il reclamo non riguarda in realtà un territorio, ma piuttosto una enorme riserva di idrocarburi che è nascosta nel fondale coperto dalla cappa di ghiaccio Artico. Tale nuova scoperta di riserve energetiche giocherà un cruciale ruolo nell'equilibrio globale dell'energia, come le esistenti riserve di petrolio e gas in via di esaurimento per i prossimi 20 anni.

La Russia ha la riserva di gas più grande del mondo, è il secondo esportatore mondiale di petrolio dopo l'Arabia Saudita, ma la sua produzione di petrolio e gas è destinata a declinare dal 2010 se le attuali riserve operative scendessero. Il Ministero delle Risorse Naturali della Russia stima che le attuali riserve petrolifere del paese si esauriranno entro il 2030.
Il BP World Energy Survey del 2005 prevede che le riserve petrolifere degli USA dureranno altri 10 anni, se l'Arctic National Wildlife Refuge non sarà aperto all'esplorazione petrolifera, le riserve della Norvegia sono buone per sette anni e le riserve del Mar del Nord britannico non avranno più di cinque anni – ecco perché le riserve dell'Artico, che sono ancora largamente inesplorate, saranno di cruciale importanza per il futuro energetico del Mondo. Gli scienziati stimano che il territorio contenga depositi per più di 10 miliardi di tonnellate di gas e petrolio. La crosta è di circa 200 metri profonda e la sfida dell'estrazione di petrolio e gas qui appari essere sormontabile, particolarmente se il prezzo del petrolio resta dov'è adesso – sopra i 70 dollari a barile.
Il Kremlino vuole assicurare alla Russia un lungo dominio sul mercato globale energetico. Per assicurarsi ciò la Russia deve trovare nuove fonti di carburanti e l'Artico sembra il solo posto possibile. Ma vi è un problema: il Diritto Internazionale no riconosce alla Russia il diritto a tutto il fondale Artico, a nord della costa Russa.
La Convenzione Internazionale sulla Legge del Mare del 1982 stabilisce a 12 miglia le zone per le acque territoriali e una più ampia zona economica di 200 miglia in cui un paese ha l'esclusivo diritto a sfruttare gli idrocarburi e altre risorse.
La Russia reclama l'intero fondale Artico nel triangolo che termina al Polo Nord con base sulla Russia, ma il Comitato delle Nazioni Unite che amministra la Convenzione sulla Legge del Mare ha rifiutato di riconoscere la richiesta della Russia su tutto il fondale Artico.
Allo scopo di dichiarare legalmente che la zona economica della Russia nell'Artico si estenda ben oltre la zona delle 200 miglia, è necessario presentare una valida prova scientifica che mostri che il fondale dell'Oceano Artico a nord delle coste Russe siano una continuazione della piattaforma continentale Siberiana. Nel 2001, la Russia presentò dei documenti alla commissione dell'ONU sui limiti della zolla continentale, cercando di spingere i confini marittimi della Russia oltre la zona delle 200 miglia. Vennero respinti.
Adesso gli scienziati Russi asseriscono che vi è una nuova prova che la regione settentrionale Artica della Russia sia direttamente collegata al Polo Nord tramite il fondale sottomarino. La scorsa settimana un gruppo geologi Russi è tornato da un viaggio di sei settimane sulla cresta Lomonosov, una zolla sottomarina nel remoto Oceano Artico orientale della Russia. Hanno dichiarato che la cresta è collegata con il territorio della Federazione Russa, spingendo la dichiarazione della Russia sul triangolo ricco di petrolio e gas.
L'ultima scoperta ha spinto la Russia a presentare un'altra richiesta all'ONU per assicurare il proprio diritto sul fondale dell'Artico. Se nessun'altra potenza sfiderà le richieste della Russia, procederà senza ostacoli.
Ma Washington sembra avere un visione differente e cerca di bloccare le anticipate richieste della Russia. Il 16 maggio 2007, il Senatore Richard Lugar (R-Indiana), Repubblicano presso il Senate Foreign Relations Committee, ha fatto una dichiarazione che incoraggia il Senato a ratificare la Convenzione sulla Legge sul Mare, come vuole l'amministrazione Bush. L'amministrazione Reagan negoziò la Convenzione, ma il Senato si rifiutò di ratificarlo per paura che avrebbe limitato la libertà d'azione degli USA sugli oceani.
Lugar ha usato la seguente giustificazione nella sua petizione agli Stati Uniti per la ratifica della convenzione: “la Russia ha usato i suoi diritti nella convenzione per dichiarare una larga parte dell'Oceano Artico con la speranza di reclamare un potenziale deposito di petrolio e gas che potrebbe divenire disponibile se la cappa di ghiaccio polare dovesse ritirarsi a causa del global warming. Se gli Stati Uniti non ratificano la convenzione, la Russia potrà premere per le sue richieste senza che gli USA siano al tavolo dei negoziati. Ciò danneggerebbe gli interessi nazionali degli USA.” Il Presidente Bush ha invitato il Senato a ratificare la convenzione durante la corrente sessione, che termina nel 2008.
Gli Stati Uniti sono stati gelosi dei tentativi della Russia di proiettare la sua influenza nel settore dell'energia e ha cercato di limitare le opportunità per la Russia di controllare le vie dell'export e i depositi energetici esterni al territorio della Russia. Ma la zolla Artica è qualcosa che la Russia ha tradizionalmente visto come sua. Per decenni, le potenze internazionali hanno respinto le richieste della Russia sul settore Artico, e per ovvie ragioni di lontananza e inospitabilità, ma non per molto.
Adesso, con le maggiori potenze economiche del Mondo che accendono la battaglia per l'ultimo barile di petrolio, non è sorprendente che gli Stati Uniti cerchino di introdursi nel giardino della Russia. É ovvio che Mosca cerchi di resistere a tale intrusione egli USA e veda in ogni sforzo degli USA, di bloccare le richieste della Russia sul suo settore Artico, come ostile e apertamente provocatorio. Tuttavia, tale politica attualmente aiuterebbe il Kremlino a giustificare la sua linea dura. Certamente proverà la giustezza delle asserzioni di Mosco che la politica USA verso la Russia è in realtà diretto dal desiderio di garantirsi un accesso privilegiato alle risorse energetiche della Russia. 
Ciò promette essere uno scontro comunque.

Traduzione di Alessandro Lattanzio
http://www.aurora03.da.ru/Eurasia/artico1.htm
http://sitoaurora.altervista.org/Eurasia/artico1.htm

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono

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