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chiesa e religione : Non c’è solo Ratzinger
Inviato da padrealdo il 24/6/2007 9:20:00 (6863 letture)

di Giovanni Giavelli

“So di non sapere. Per questo indago.”
Padre Aldo Bergamaschi

Vorrei che le poche note che seguono fossero intese non come necrologio, bensì come omaggio sincero a un uomo ignoto ai più e, anche per questo, incredibilmente grande.

Padre Aldo Bergamaschi - frate francescano deceduto poco tempo fa - non avrebbe mai potuto salire agli onori delle cronache, né ricoprire cariche “importanti”: una vita, la sua, troppo virtuosa, una cultura sconfinata, un miscuglio di talenti esplosivo per le menti... E’ morto a ottant’anni, come Platone, l’ammirato filosofo della classicità - assieme a Socrate - cui spesso si rifaceva per rafforzare, laicamente, qualunque dei suoi tanti teoremi che prendevano forza dalla lettura consapevole e adulta del Vangelo.

Ebbi l’ardire di adottarlo come padre spirituale (credo si dica così) quando, da ventenne inappagato qual ero, avevo urgente bisogno di riferimenti spirituali e culturali che mi fornissero le chiavi di lettura per le tante incongruenze e contraddizioni di cui la vita è intessuta. Mi ha aiutato a trovare risposta a mille interrogativi, ad amare il più inutile e insieme indispensabile deposito di conoscenze, la filosofia, tra i cui esponenti, remoti, moderni e attuali, si muoveva con sorprendente scioltezza. Ogni ateo consapevole avrebbe trovato in lui l’interlocutore ideale.

Frequenti, eruditi, ma mai pedanti, erano i suoi rimandi ai “fari” della letteratura (su tutti, il Manzoni), della teologia, della scienza. Fedele all’omnia munda mundis, affrontava tutti i temi, compresi quelli che il comune sentire etichetta come scabrosi, ...

... con il pragmatismo del chirurgo, evidenziando la calda passione di chi è innamorato del vero. Nella sua feconda produzione omelica mai ha affrontato i testi secondo la tradizione, e nemmeno alla luce del libero esame, ma ha fatto ricorso alla chiave infallibile della razionalità, guidato dal principio di non contraddizione, mostrando come Dio parli alla ragione dell’uomo e come questi possa umilmente ricercare, e talvolta scorgere laVerità.

La “Parola di Dio”, quella che ha attraversato venti secoli di storia senza apparentemente scalfire il nostro rapportarci con l’altro e con lo stesso divino (homo homini lupus e homo religiosus), ha trovato in lui un interprete acuto e vivace, capace di tradurre in modo spesso sorprendente una novità esistenziale sconvolgente, dove sacro e divino non sono concepiti come dimensione eterna che domina la storia, bensì come salvezza ab intrinseco del divenire (quel divenire che Severino traduce con “apparire dell’eterno”). Cristo uomo-Dio è l'oximoron che viene a chiudere l'epoca delle religioni e degli stati sovrani: due mali che opprimono l’umanità e rendono impossibili pace e giustizia.

Quanti libri, conferenze, omelìe, saggi, discorsi, carteggi, interviste, corrispondenze, sceneggiature di presepi! E quanta incomprensione, durezza di cuori, avversioni, ostilità e condanne, a cominciare dagli stessi confratelli e gerarchie! (Il poi futuro presidente CEI, non ancora porporato, era di casa da queste parti...) Solo un accenno ad alcune delle sue stimolanti tesi:

- I comandamenti possono essere dieci o cento, ma tutti derivano dall’unico “amatevi come io vi ho amato”; senza profitto.

- Il cristianesimo proclamato dal Nuovo Testamento non è una religione; e la vicenda terrena di Gesù non dovrebbe lasciare dubbi al riguardo.

- Il cristianesimo storico, da Costantino in poi, è caduto al rango di religione (religione cristiana), si è mescolato al potere e ne ha “consacrato” le aberrazioni; questa disgrazia perdura tuttora.

- Gli stati nazionali e i differenti idiomi - con le tante disparità e discriminazioni che forzosamente vi convivono all’interno - sono all’origine di tutte le tensioni, di tutti i conflitti: se proprio è necessario compartimentare l’umanità, non lo si faccia per confini geografici, ma per segmenti dell’etica (Per il cristiano, ogni Paese straniero è patria, e, ogni patria è Paese straniero).

- Il cristianesimo non è “la” soluzione dei problemi sociali, ma il cristiano, tale per conversione (metanoia) e non per nascita, è chiamato al conseguente manifestarsi del suo credo nel quotidiano, con l’esempio del suo comportamento nei rapporti tra singoli, nella famiglia, sul lavoro, in campo sociale.

- La santità non è di chi compie miracoli o lenisce le tribolazioni di poveri e afflitti, ma di chi denuncia e combatte i soprusi, spesso inflitti “in nome di Dio”.

- La Chiesa, per essere credibile non ha bisogno di preti e di ordini religiosi, ma di cristiani; essere cristiani rimane la vocazione più difficile soprattutto nella prassi, quando costringe l’individuo a distinguere il non si può fare dal non si riesce a fare.

- Non esiste felice concordismo fra noi e il cosmo, e bisogna far qualcosa di "pratico" affinché i finalismi umani (es. salute) non incontrino altri finalismi in sé perfetti (es. virus e veleni), volti ad attuare disegni che ci sfuggono a motivo della nostra ignoranza.

Il lui l’aderenza al Messaggio fu totale, radicale, e rafforzata - se mai ve ne fosse bisogno - dalla potente mediazione di San Francesco, suo costante “méntore” assieme a don Primo Mazzolari. Spesso ricorre, negli scritti di Padre Aldo, il pensiero del frate d’Assisi, di questo strano “idiota” che si estranea dagli affari pubblici per rientrarvi in modo salvifico; pensiero che mai viene espresso per concetti, ma per gesti; se Francesco avesse teorizzato la prassi, sarebbe stato il più temibile degli eretici. Padre Aldo, come Francesco, ha rilanciato nella cristianità la imitazione di Cristo e l'attuazione del Messaggio senza mediazioni storiche o linguistiche.

La fatalistica iattura della religiosità naturale viene sempre e inevitabilmente scossa da questi pensatori che, senza rimandare con puntigliosa insistenza al Vangelo, lo rievocano fra le righe di un comportamento coerente, come una speranza di possibile ribaltamento istituzionale. Francesco e il discepolo Aldo hanno avuto il dono di rianimare Cristo nei cuori in cui giace ibernato, facendolo sgorgare senza la mediazione della predicazione dogmatica e del carisma sacramentale, rilanciando la salvezza per la fede mediante il raccordo dell'etica col “fuori sistema”, ossìa con l'Altissimo, e non certo con la Chiesa storica, fonte inquinata della morale pratica.

Ha combattuto con forza contro la religione-paranoia, così focalizzata sulla ricerca della perfezione personale mutevolmente intesa da pecore e pastori. Ne ha denunciato l’ottuso miracolismo, illusorio residuo del messaggio perduto e disatteso. In questa ottica deforme, il cristiano, pure abilitato da Cristo a "fare cose più grandi delle Sue” - e cioè a essere portatore di novità nei tre settori fondanti della società (sesso, danaro, potere) - aspetta grazie personali da Dio o dai suoi santi. Viceversa, qualora i seguaci dei vari rinnovamenti esprimessero una catena di comunità cristiane nel rapporto di lavoro, oltre a colpire il capitalismo nel suo punto vitale, mostrerebbero al mondo il significato autentico dell'amatevi come ho amato voi, posto da Cristo a fondamento della Fede. E invece la storia di tutti i tempi documenta l’intensificarsi dell'opus religionis per cui si vede la religione, ma non si vedono i cristiani, mentre le gerarchie soffrono di frustrato paternalismo e ora cavalcano, ora criticano, la tigre della religiosità volgare (devozionismo) di cui sono infauste amministratrici.

Difficile, adesso, pensare a qualcuno che sappia raccogliere tanta eredità e alimentare con nuova linfa un giardino mentale così rigoglioso e variopinto. Ma il seme sparso talvolta porta frutto, e, nell’attesa, mantiene viva la speranza che sia davvero possibile praticare su questa Terra l’insegnamento del Signore Gesù.

Giovanni Giavelli (“Padre Aldo”)

Gli amici di Padre Aldo Bergamaschi

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
theMatrix
Inviato: 24/6/2007 10:08  Aggiornato: 24/6/2007 10:08
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/4/2007
Da:
Inviati: 86
 Re: Non c’è solo Ratzinger
GRANDE! Finalmente una interpretazione del Vangelo che si avvicini davvero alla mia!

clausneghe
Inviato: 24/6/2007 11:46  Aggiornato: 24/6/2007 11:50
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Non c’è solo Ratzinger
Brava Redazione , per aver pubblicato questa toccante testimonianza...



Riguardo al Padre Aldo che non conoscevo, forse perchè ovviamente poco strombazzato dai sciocchi media il suo nome, si capisce bene perchè non ha fatto carriera...

Infatti è davvero dura applicare con coerenza il Verbo...

E chi lo fà e si rifiuta per es. di benedire poteri,cannoni e bandiere
trova nemici inflessibili allignanti anche e sopratutto nella Chiesa Madre...

Onore al merito e alla coerenza di un discepolo di Colui che morì vestito solo del povero saio, coricato sulla nuda terra Toscana

manolete
Inviato: 24/6/2007 11:55  Aggiornato: 24/6/2007 11:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 6/2/2005
Da:
Inviati: 470
 Re: Non c’è solo Ratzinger
Salute a tutti,
mi unisco all'omaggio di Giovanni.
Chi, come me, ha avuto la fortuna di entrare in contatto con Aldo Bergamaschi, percepisce nel profondo quanto dal 15 giugno questo mondo sia più buio.
Le sue parole (e i suoi atti, che in lui corrispondono alle parole in totale coerenza) non hanno la caratteristica di "riscaldare l'animo" (ha sempre fatto della "razionalità" il bisturi con cui opera): sono una lanterna con cui ogni viandante può fare luce sul proprio cammino.

Ha lasciato un'eredità "ingombrante": quella di San Francesco morente

Io ho fatto la mia parte, la vostra ve la insegni Gesù Cristo.

Con una simile eredità, non c'è tempo per nulla (dolore, rimpianto, commemorazione, parole che alla fine sono sempre e solo chiacchiere...): si può solo scegliere se far finta che non sia accaduto nulla o rimboccarsi le maniche.

Suerte,
manolete

Redazione
Inviato: 24/6/2007 12:52  Aggiornato: 24/6/2007 12:54
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Non c’è solo Ratzinger
Avevo tenuto da parte la registrazione di un'omelìa di Padre Aldo contro l'affarismo della guerra, ma nella bolgia del mio computer non riesco più a trovarla.

Se qualcuno sapesse dove rintracciarla gentilmente me lo segnali. Grazie

°°°

Ringrazio anche Giovanni (auguri, fra l'altro) Giavelli per questa testimonianza, e per avermi fatto conoscere lui per primo questo personaggio eccezionale.

music-band
Inviato: 24/6/2007 15:08  Aggiornato: 24/6/2007 15:08
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Non c’è solo Ratzinger
Chiedo scusa, trovo alcuni passaggi dell'articolo "difficili"

Non ho capito ad esempio questa frase:
Citazione:
Non esiste felice concordismo fra noi e il cosmo, e bisogna far qualcosa di "pratico" affinché i finalismi umani (es. salute) non incontrino altri finalismi in sé perfetti (es. virus e veleni), volti ad attuare disegni che ci sfuggono a motivo della nostra ignoranza


Che significa "non esiste felice concordismo tra noi e il cosmo?"

Per quale motivo un virus sarebbe un finalismo perfetto?

In cosa consisterebbe la pratica?

E' possibile avere una spiegazione a questa citazione?

fiammifero
Inviato: 24/6/2007 22:50  Aggiornato: 24/6/2007 22:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: Non c’è solo Ratzinger
Quello che dovrebbe rientrare nella normalità quotidiana dei religiosi e dei credenti viene vista come straordinarietà ,stiamo messi proprio bene !
Personalmente mi suggerisce molte cose

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
lamefarmer
Inviato: 24/6/2007 23:54  Aggiornato: 24/6/2007 23:56
Mi sento vacillare
Iscritto: 23/9/2005
Da: vacu°u(m)
Inviati: 334
 Re: Non c’è solo Ratzinger
Citazione:
Non esiste felice concordismo fra noi e il cosmo, e bisogna far qualcosa di "pratico" affinché i finalismi umani (es. salute) non incontrino altri finalismi in sé perfetti (es. virus e veleni), volti ad attuare disegni che ci sfuggono a motivo della nostra ignoranza


Fra i tanti esistono sempre quelli che a tentoni, cercano di muoversi con convinzione verso il giusto.
Ma non credo nel giusto, come ho capito che il bello é parte di un tutto di cui abbiamo visione parziale, settaria e necessariamente razzista.
Ciò richiede il soprravvivere.

Tuttavia nonostante sia allineato con la maggior parte delle tesi esposte, e in generale con le intenzioni, ho di nuovo maggiore conferma di come una visione monoteista conduca sempre inesorabilmene verso un confronto-scontro con il cosmo, quasi come se il medesimo, sulla base di una presunta necessaria soppravvivenza ad esso, significhi sempre non muoversi in accordo con esso.

Personalmente del cosmo non mi preoccupo più di tanto: esiste placidamente e semplicemente oltre di noi, e continuerà a farlo in eterno e comunque in perfettta indifferenza della cosa umana.
Però noto come non esista felice concordismo tra l'uomo e l'uomo e ciò mi pare alquanto più grave.

Inoltre noto che non c'é per fattori semplici e assai poco condivisi: l'uomo nasce per stare in micro realtà, e lo sviluppo di tutta la sua vita, il suo corpo e la sua psiche, lo dimostra. La modernità non gli è necessaria più di quanto non lo sia l'ossessione per il controllo del cosmo che lo avvolge, e che lui percepisce "nemico".

Luomo ama circondarsi di cose manipolate dall'uomo stesso, per allontanare quelle di cui non si sente direttamente o indirettamente il padrone, il creatore e l'indiscusso signore. Ma se si continua a considerare il cosmo (e cioé la realtà di cui possiamo avere esperienza) come semplice terra di saccheggio, come possiamo sperare di non venire ricambiati con uguale moneta?

Non c'é forse in questo un finale contraddittorio? Come posso amare senza mercificare il mio amore, se vivo la realtà come una sfida? Se premetto che non vi può essere vita armonica con ciò che mi circonda?

Indubbiamente l'uomo ha ottenuto raramente armonia con il suo ambiente, e quando anche é riuscito in forme più o meno felici, ha preferito seppellire tali realtà nella polvere, con la massima crudeltà gratuita possibile per un essere vivente verso un altro.

Cheddire? Condoglianze ...
Mi dispiace per l'uomo, di chiare e modeste intenzioni, un po' meno per il fedele, anche se ne ammiro la forza.

Ognuno parla di se stesso, sempre e comunque
mc
Inviato: 25/6/2007 13:57  Aggiornato: 25/6/2007 13:57
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Non c’è solo Ratzinger
Nonostante le differenze di punti di vista, ill messaggio cosi' riassunto e' veramente apprezzabile.

Purtroppo, devo anche concordare, ma credo che pure l'autore in qualche modo accetti amaramente la cosa, con il commento di Fiammi.
Che nel mondo della chiesa ci si stupisca di aver trovato un uomo di puri principi e' molto preoccupante...

mc

Alb
Inviato: 25/6/2007 16:52  Aggiornato: 25/6/2007 16:52
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/1/2006
Da:
Inviati: 719
 Re: Non c’è solo Ratzinger
Grazie a Giovanni Giavelli : il messaggio di Padre Aldo mi ha decisamente ispirato ed ha aggiunto qualcosa di importante al mio personale percorso.

Republic
Inviato: 25/6/2007 20:44  Aggiornato: 25/6/2007 20:44
So tutto
Iscritto: 19/5/2007
Da: Repubblica Corrotta Italiana
Inviati: 7
 Re: Non c’è solo Ratzinger
a questo proposito, versando una lacrima e un sorriso per la scomparsa di una persona così di spessore che non ho avuto la fortuna di conoscere, vorrei lasciare la mia testimonianza.

Occasione un battesimo. Luogo una Chiesa come tante.all'interno dei manifesti disegnati da bambini
E leggere in quei cartelloni il no incondizionato alla guerra, al coinvolgimento degli ordini religiosi nelle questioni militari, all'oscurantismo della Chiesa e a tanti altri peccati della quale la Chiesa si macchia, è stata una sorpresa.

Trovare un sacerdote che esprime concetti che condivido a pieno mi ha fatto tirare un respiro di sollievo.

Ma il peggio deve venire. Chiedendo a tal proposito ho scoperto che il suddetto prete è INFATTI un prete scomodo. Tanto che nella parrocchia dove prima esercitava la sua vocazione stava creando un po troppi problemi fino alle scritte sui muri "meno chiese più centri sociali".
Se ne è visto bene il Vescovo che ha immediatamente provveduto a rimuovere l'ostacolo spostandolo in altra diocesi.

Non credo sia il caso di riferire quale sia il vescovo (noto) e la diocesi incriminata, visti i tempi che corrono. Mi duole scoprire che l'amore di un prete per l'umanità venga così mal ripagato. Di buono c'è che di preti così sparsi per il mondo qualcuno ancora ce nè!!


Signor Ratzinger....mediti e chieda perdono per i suoi peccati!!

Banditi con aerei e con mori/ banditi con anelli e duchesse/ banditi con neri frati benedicenti/ venivano dal cielo a uccidere bambini/ e per le strade il sangue dei bambini/ scorreva lento, come sangue di bambini ...
--Pablo Neruda--

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