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media : "300", fra Storia e Rappresentazione
Inviato da Pausania il 14/4/2007 10:40:00 (21262 letture)

Come è nata la Storia? Difficile risposta, ma il primo che ci ha provato, Erodoto di Alicarnasso, ci dice il perché: per fare in modo che le opere grandi e meravigliose compiute dai Greci e dai non-Greci venissero ricordate nel tempo e non perdesso la fama che meritavano.

E cosa sceglie di narrare il nostro primo storico? Le Guerre Persiane, cioè il duplice tentativo (nel 490 a.C. e nel 480/79 a.C.) da parte dell'Impero Persiano di annettere la Grecia al suo immenso territorio.

E davvero Erodoto consegnerà al ricordo perenne le gesta di quegli uomini, se ancora oggi i figli di quella cultura affollano le sale dei cinema per ammirare le gesta dei Greci che combattono e sconfiggono i Persiani. Parliamo di 300, il film di Zack Snyder presentato all'ultimo Festival del Cinema di Berlino, che molto sta facendo discutere.

Il film, come è noto, narra della battaglia delle Termopili, un manipolo di fanti greci ad affrontare un enorme esercito persiano. Il film è tratto da un fumetto, anzi, da un “romanzo grafico”, come si usa dire oggi. Tuttavia la storia, di per sé molto semplice, è quella raccontata da Erodoto, nel settimo libro delle sue Storie.

Per prima cosa cerchiamo di sgombrare il campo dagli impacci: la verosimiglianza e la storicità. In questo caso occorrerà portare il discorso sul piano di una doppia aderenza: ...

... alla realtà storica e al racconto erodoteo. Vediamo il perché.

Dal punto di vista della realtà storica e oggettiva, le critiche possono essere numerose. L'armamento degli Spartiati non è corretto: manca la corazza a protezione del busto; lo scudo non era di metallo ma di legno riforzato con metallo; le lance non erano strumenti da lancio (bisticcio di parole, lo so); le spade non avevano quella forma. La tecnica di combattimento (a parte il primo scontro) non è quella descritta dal film, dove si vedono duelli tra singoli: la potenza degli eserciti greci non stava nell'abilità di far roteare spada e scudo , ma nella compattezza della falange. Gli uomini stavano spalla a spalla, schierati su linee parallele, ogni uomo proteggendo con il proprio scudo non sé stesso, ma il compagno alla propria sinistra. La falange, finché rimaneva compatta, era praticamente insuperabile. Gli Spartiati erano superiori agli altri Greci non tanto per l'abilità del singolo a maneggiare le armi, quanto per la disciplina assoluta che permetteva loro di mantenere sempre lo schieramento e per la capacità di manovrare e cambiare disposizione sul campo di battaglia senza sbavature, cosa questa estremamente difficile da ottenere e che richiedeva un grandissimo esercizio (e gli altri Greci, che non erano guerrieri di professione, non ne erano in grado). Altri piccoli dettagli possono essere notati, come ad esempio il fatto che ogni fante aveva con se almeno un servitore che si occupava del trasporto dell'armatura (provate voi a camminare per centinaia di chilometri sotto il sole dell'estate greca ricoperti di piastre di metallo e reggendo uno scudo di 8 chili) e del vettovagliamento. Inoltre i servitori partecipavano alla battaglia come truppe armate alla leggera, probabilmente di fionde o altre armi da lancio. Il colpo d'occhio doveva essere ben diverso da quello proposto dal film: oltre ai soldati, c'era un seguito di servitori, di animali da soma, di carri e di tutto quello che poteva servire. Poco poetico, ma molto utile.

Detto questo, possiamo anche dimenticarcene. Perché altrimenti dovremmo stendere un velo pietoso su tutti i film precedenti ambientati nell'antichità, e perché la seconda questione posta, quella dell'aderenza al testo di Erodoto, è quella che renderà del tutto – o quasi – ininfluente il problema filologico.



Dunque il film si uniforma sostanzialmente con il racconto storico, tuttavia vi sono anche cose su cui diverge in modo assai sensibile. Leonida, uno dei due re di Sparta, non getta nel pozzo della città l'ambasciatore persiano, perché questo era accaduto dieci anni prima, ai tempi della prima invazione persiana, sia a Sparta che ad Atene, quando i legati del Re dei Re giunsero in Grecia a chiedere “l'acqua e la terra” (formula di rito che indicava la richiesta di assoggettarsi al potere del re di Persia). Infatti Serse, che aveva capito l'antifona, al tempo dei fatti narrati, mandò ambasciatori ovunque tranne che a Sparta ed Atene.

Poi c'è il punto più importante: alle Termopili non erano in trecento, ma in un numero che si aggira tra i cinque e i settemila. Trecento erano gli Spartani, ma vi erano combattenti da tutto il Peloponneso; come in ogni alleanza militare qualcuno doveva comandare, e fu naturale affidare il comando ai migliori combattenti della Grecia.

I Persiani riescono a vincere con l'inganno, perché un traditore greco indicherà un passaggio tra le montagne che permetterà loro di aggirare i Greci e prenderli da dietro. Nel film Efialte il traditore è un uomo di origine spartana, deforme dalla nascita, che si è salvato dal programma eugenetico spartano e che desidera combattere in prima fila. Vistosi rifiutare il permesso di prendere le armi, Efialte andrà dai Persiani e parlerà. Erodoto ci racconta una storia molto più semplice: Efialte tradisce per brama di denaro.

Ecco, per chi avrà voglia di accanirsi contro il film, questi sono gli unici elementi cui appoggiarsi.

Tentiamo invece una lettura diversa da quella che finora è stata proposta. Innanzitutto, perché abbiamo distinto tra adesione alla realtà storica e adesione al racconto di Erodoto? Per un motivo molto semplice: che il racconto e la realtà non coincidono. Non dobbiamo farci ingannare dalle parole; benché Erodoto dica di scrivere “storia”, dobbiamo sempre tenere a mente che il moderno concetto di metodologia storica era del tutto sconosciuto agli antichi e massimamente ad Erodoto. Inoltre le sue Storie non erano destinate ad un gruppo ristretto di studiosi, come accade oggi, ma erano racconti orali destinati ad intrattenere un largo pubblico che voleva sentire parlare di quelle grandi e meravigliose imprese da cui Erodoto stesso fa nascere un progetto compositivo. Ecco quindi che Erodoto ci dice che l'esercito di Serse era composto di quasi due milioni di soldati e che, sommati i servitori, le donne, gli artigiani e tutte le persone che facevano funzionare il tutto, si arrivava alla impressionante cifra di cinque milioni di uomini in movimento. Storicamente questo non è vero, ma non era questo ciò che Erodoto voleva. E non era quello che il suo pubblico voleva.

Ecco perché diciamo che la storia ed il racconto di Erodoto scorrono paralleli, ma non si sovrappongono che per caso.

Ed il film 300, con molta intelligenza, sceglie di evitare entrambe queste posizioni.

Su La Repubblica è apparsa una recensione del film che inizia in maniera conciliante:

”Per apprezzare un kolossal come 300 [...] bisogna sbarazzarsi di un pregiudizio. E cioè che il film [...] sia una pellicola storica. Con pretese di realismo, di precisione filologica, di fedeltà alle fonti e ai documenti.

Questo è vero, il problema è che – temo – in pochi hanno capito quale sia stato l'esito del film. Infatti, prosegue la nostra critica cinematografica:

”Se invece si affronta la pellicola per quello che è - la trasposizione di una graphic novel di culto, realizzata dall'autore di Sin City e del batmaniano Il ritorno del Cavaliere oscuro - allora la faccenda diventa interessante. E anche divertente. [...]”

Il nodo centrale per comprendere il film sta qui: 300 non è la trasposizione di un romanzo grafico; non è la ricostruzione storica dell'evento; non è il racconto Erodoteo.

300 è la descrizione su pellicola di ciò che le Guerre Persiane rappresentavano per i Greci. 300 riesce a condensare tutta l'ideologia greca in due ore; riesce a cogliere l'essenza di un mito di fondazione, la duplice invasione persiana, che rimarrà il pilastro di tutta la cultura ellenica a venire.

Se non si tiene conto di questo importane fatto, allora la pellicola apparirà come una infantile sciocchezza.

Per i Greci le Guerre Persiane, le battaglie di Maratona, delle Termopili, di Platea, di Salamina erano parte integrante del complesso sistema di valori, tradizioni, storia e cultura che noi definiamo “mitologia”. Ed il mito, per l'uomo greco, non era una “favola”, ma parte viva del proprio bagaglio culturale. Non vi è soluzione di continuità tra la cosmogonia, le lotte fra dei, la guerra di Troia e le le Guerre Persiane. Achille non è personaggio meno reale di Leonida; Leonida non è più reale di Edipo. Bisogna abbandonare la mentalità moderna per capire che mito e storia, in Ellade, vivevano nella stessa dimensione. E così come la guerra di Troia era reale, le Guerre Persiane erano un mito.

Per i Greci le Termopili non era importanti perché dimostravano che la scelta del campo favorevole e la pianificazione tattica potevano ribaltare le sorti della battaglia (come si legge nelle pagine di storia militare). Per i Greci le Termopili erano fondamentali perché dimostravano che tutto ciò in cui credevano, che la loro educazione e il loro modo di vivere li rendeva imbattibili, superiori agli altri, anche se mille volte inferiori per numero.

La recensione di Close-up.it coglie nel segno:

”La battaglia delle Termopili non è raccontata con specifiche ricerche di una qualche forma di verità storica, ma con occhio consapevolmente confitto nel corpo della leggenda. Gli eventi, nella loro grezza naturalità, sono come investiti dalla possente luce del mito e restituiti con intatto senso di epica.”

E' importante notare che il non ricercare una presunta verità storica è esattamente la grandezza di questo film. Perchè una verità storica a riguardo non esiste, e non è quella che ha costruito il pensiero greco nei secoli.

Altra recensione:

”Il racconto di un evento basato sui principi fondanti della cultura greca [...] dovrebbe avere un taglio meno ostentativo dei sensazionalistici colpi di scena e delle figure dai tratti mostruosi (come quelli dei vari messi persiani o del deforme guerriero Daxos): dovrebbe cioè essere più vicino alla storia, magari anche strizzando l'occhio al mito classico, e meno al fumetto moderno.”

Ecco ancora che da un lato riemerge il desiderio tutto moderno di rappresentare i fatti “come erano andati veramente”, una chimera irraggiungibile (a quale storia ci riferiamo? A Erodoto forse, che parla di cinque milioni di uomini e donne in marcia per prendere la Grecia?). E dall'altro la riproposizione di una vera e propria leggenda moderna, quella del “mito classico”, la “reinvenzione” del mondo greco operata da scavatori settecenteschi in cerca di tesori, che hanno creato dal nulla l'ideale della grecità candida, serena, imperturbabile, del mare azzurro e delle colonne marmoree. Niente di più falso.

”Colui che cade sotto il peso di questa impostazione è purtroppo il protagonista Leonida, interpretato da Gerard Butler. Più che un condottiero o un eroe, spesso il suo atteggiamento è quello dello sbruffone di quartiere: si riferisce ad Atene come un luogo di «filosofi e checche omosessuali» e invita i persiani a venire a «prenderle».

E ancora si cade nello stereotipo moderno. Non era uno sbruffone Leonida, c'è solo un po' di anacronismo, ma il giudizio su Atene molto spesso era quello. E non è uno sbruffone Leonida quando grida ai Persiani di venire a prendere le armi: è il racconto di Plutarco che ci narra di questo piccolo episodio di sfida. ????? ???? è ancora oggi il motto del Primo Corpo d'Armata della Grecia.

Il film invece riesce a condensare tanti aspetti della mentalità greca che spesso sono ignorati. Quando la moglie di Leonida recita la formula di rito che le donne spartane dicevano ai propri uomini prima della loro partenza per la guerra, “o con questo (scudo) o sopra di questo”, afferma uno dei simboli più importanti della cultura greca: lo scudo come uno dei fondamenti dell'etica cittadina, lo scudo che non serviva a proteggere chi lo indossava, ma chi stava al suo fianco. Lo scudo che era insuperabile finché la falange, cioè la comunità di uomini liberi schierati a battaglia, rimaneva compatta, diveniva il più grande impaccio nel momento in cui il fante era solo. Tornare senza scudo significava una cosa sola: che si era fuggiti. Perché quando si fuggiva, la prima cosa che si abbandonava era quell'enorme, ingombrante e pesante collante sociale, lo scudo.

Il film insiste particolarmente sul disprezzo degli Spartani nei confronti delle frecce. Anche questo era un aspetto fondamentale dell'ideologia spartana: la guerra era un contatto fisico tra uomini. Le frecce erano lo strumento dei vigliacchi e dei codardi, di chi non era all'altezza e doveva ricorrere all'inganno. Ogni epoca ha la sua morale bellica; ogni tempo ha le sue armi bandite. Insistere sull'uso delle frecce da parte della Persia significa bollarla come perfida e vigliacca.

Comedonchisciotte.org riprende un commento al film, particolaremente aspro:

”Con un enorme desiderio di vendere e stupire, "300" è una pura fantasia in cui l'esercito persiano è descritto come composto da demoni privi di cultura, sensibilità o umanità e, in contrasto con i nobili Greci, gli Iraniani sono ritratti come persone assetate di sangue che non pensano a null'altro che ad aggredire ed uccidere altre persone. Da perfetta immagine irresponsabile e distorta dell'antica Persia, "300" descrive il re persiano, Serse, ed i suoi selvaggi soldati come decadenti, sessualmente eccessivi e di natura malvagia.

Come si è visto, 300 non è pura fantasia, non più di quanto lo siano il Vangelo per i Cristiani o il Corano per i fedeli del Profeta. E' mito fondante. Gli Iraniani nel film non sono assolutamente descritti. Con una banalità sconcertante, infatti, il commento afferma (ma non dimostra, ovviamente) una completa sovrapposizione tra l'Impero di Dario e Serse e l'Iran moderno e quindi parla di Iraniani all'epoca delle Termopili. Come ciò possa essere seriamente detto non è dato di capire. Sarebbe come se qualcuno affermasse che l'Italia è l'Impero Romano. Una posizione insostenibile, per pure ragioni di buon senso.

Il film non descrive i Persiani come assassini (non più di quanto descriva gli Spartani come assetati di sangue). E' la storia giunta a noi che li descrive come “mostri”, cioè come portenti della natura, al di fuori dell'orizzonte naturale conosciuto dai Greci. Erano i Greci a vederli così: immaginate di essere un contadino dell'Attica o dell'Arcadia, che non è mai uscito dalla sua città, schierato in prima fila, senza la possibilità di indietreggiare, con un scudo di legno che vi dovrebbe proteggere dall'assalto di un animale mai visto, spaventoso, altissimo, che emette suoni tremendi, con zanne che spuntano dalla bocca, e sopra il quale siedono degli uomini alti, neri, che si esprimono in una lingua incomprensibile. Immaginatevi insomma di dover affrontare un elefante da guerra. E senza aver mai visto Super Quark!

Pensate di vedere una massa d'uomini enorme che corre contro di voi (che avete sempre quello scudo di legno retto dal vicino di casa alla vostra sinistra come unica difesa) e che dopo l'urto vi fissa negli occhi a pochi centimentri dalla faccia: uomini di tutte le razze, Arabi, Indiani, Battriani (cioè afghani, non serve aggiugnere altro), Etiopi, Fenici che vi gridano con suoni mai uditi tutto il loro odio mentre cercano di infilzarvi il collo o gli occhi (le uniche parti vulnerabili) con una lancia.

Posto che sopravviviate a tutto questo, quando tornate a casa, come descriverete quello che avete visto? Come una cultura millenaria dedita alla pace e alle scienze? Oppure, mentre vi guardate la veste sporca di sangue ed escrementi (non necessariamente i vostri), racconterete a tutti dei mostri che avete affrontato, degli uomini terribili che avete ammazzato a mani nude, della ferocia e dell'odio che avete subito?

Il nostro invece continua: ”Dopo tutto, "300" non svilisce soltanto gli Iraniani, è un'evidente aggressione a tutte le società dell'Asia occidentale, dell'Asia centrale, dell'Africa del Nord e dell'Europa Orientale, che una volta nei tempi antichi fecero parte dei vasti imperi iraniani. Il film inoltre degrada una grande comunità di Indiani, Cinesi, Europei ed Americani con origini iraniane ed antenati persiani.”

Questo è puro fanatismo. Il film non fa niente di tutto ciò. Nemmeno la storia lo fa, e nemmeno la leggenda delle Guerre Persiane. I “vasti imperi iraniani” sono un parto della sua mente, niente di più. Chi pensa una cosa del genere, da un lato non conosce la cultura greca, dall'altro concepisce la storia come un modo alternativo per diffondere le proprie idee personali. Tutto questo esiste solo nella fantasia dell'Autore, ma non nelle fonti storiche, non nel mito e non nel film.

Il film descrive gli Orientali come persone lascive dedite al vizio e corrotte dalla ricchezza? Certo, perché così pensavano i Greci degli orientali. Il film pone una contrapposizione tra “noi buoni” e “loro cattivi”? Certo, perché questo era il compito del mito delle Guerre Persiane. E se per questo 300 è un film razzista, allora è bene sapere che le orde di turisti che affollano l'Acropoli di Atene stanno ammirando la più grande opera di propaganda antipersiana che la Grecia abbia mai prodotto.

Come ha scritto un certo "Santaruina" nel suo blog, “sicuramente Leonida e i suoi sono un forte simbolo dell'Occidente, ma di un Occidente quale non esiste più da secoli. Il nuovo Occidente da tempo non crede più nei valori che gli spartiati esaltavano, sacrificio, amor di patria, il rispetto di una legge superiore.”

Ancora, dopo secoli, rieccheggiano nello strumento post-moderno per eccellenza le parole di Demarato, esule spartano alla corte del re Persiano, e il Re dei Re:

“[...] Ma ragioniamo un po' secondo logica: mille, diecimila o cinquantamila uomini, tutti liberi e uguali, senza avere un unico capo, come riuscirebbero a opporsi a un esercito sterminato come il mio? Perché noi siamo più di mille per ciascuno di loro, se loro sono cinquemila. Se obbedissero a un'unica persona, alla nostra maniera, potrebbero avere paura di lui e diventare migliori di quanto siano per loro propria natura, e avanzare, costretti dalla frusta, anche essendo meno del nemico. Ma, lasciati liberi, non farebbero nulla di questo. [...]”

Al che Demarato replicò: [...] “Così sono gli Spartani: individualmente non sono inferiori a nessuno, presi assieme sono i più forti di tutti. Sono liberi, sì, ma non completamente: hanno un padrone, la legge, che temono assai più di quanto i tuoi uomini temano te; e obbediscono ai suoi ordini, e gli ordini sono sempre gli stessi: non fuggire dal campo di battaglia, neppure di fronte a un numero soverchiante di nemici; restare al proprio posto e vincere, oppure morire. [...]”
(Erodoto, Storie, VII 103-104).

Insomma, 300 coglie con impressionante lucidità i tratti caratteristici del mondo greco. Siamo noi moderni a non farlo, e a considerare quindi questo film banale propaganda ollivuddiana.

Non è la storia oggettiva, non è la storia come ci piacerebbe che fosse E' la storia vista con gli occhi di un greco classico, occhi che noi non abbiamo ma che ci dobbiamo sforzare di usare, per non cadere in trappole ideologiche che ci ingabbierebbero ad un pensiero piatto e banale.

Giorgio Mattiuzzo (Pausania)

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Autore Albero
gio911
Inviato: 14/4/2007 11:29  Aggiornato: 14/4/2007 11:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/5/2006
Da: Gela
Inviati: 131
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Ho apprezzato molto questo articolo caro Pausania, e poi il film e da poco che lo visto al cinema. Personalmente tutto quello che hai scritto lo condivido in pieno. Il film riecheggia le gesta degli spartani e del loro modo di vivere le battaglie per l'amor di patria e per la difesa dei propri ideali. E' vero il film non è la storia e nemmeno l'opera grafica, è proprio il succo di quello che era sparta. Anche se è costruito in chiave fumettistica. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico il film mi è piaciuto molto, dalla scelta dei colori, alla brutalità della battaglia, alla caratterizzazione dei personaggi (Serse il "gigante/nemico"), alla voce narrante fuori campo.
Penso di prenderlo appena uscirà in BRD.

Un saluto a tutta la redazione

Serafico
Inviato: 14/4/2007 11:42  Aggiornato: 14/4/2007 11:42
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/3/2007
Da:
Inviati: 95
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Ecco cosa intendo quando dico che la disinformazione non è immune dagli stessi condizionamenti dell'informazione.

300 A me è piaciuto tanto, messaggio semplice, film "leggero" e visivo.

Ma è stato confezionato senza se e senza ma per dare una scrollatina ai giovani "filosofi froci" occidentali, dato che non si trovano più soldati disposti ad una sana esistenza di sangue e merda!

Dopo il film c'è stato un picco di arruolamenti.
La madre del generoso cretino è sempre incinta.

Un apparato gigantesco e complesso che penetra nei costumi e nelle coscienze. Diffonde il messaggio, gestisce il sapere, osserva e vaglia l'animo degli uomini, inquisisce ogni spinta che osi oltrepassarlo.
scipione
Inviato: 14/4/2007 11:43  Aggiornato: 14/4/2007 11:43
So tutto
Iscritto: 29/5/2006
Da:
Inviati: 16
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
GUARDATE QUI....è UNA COSA MOLTO INTERESSANTE...

http://oknotizie.alice.it/go.php?us=120084967655856

Anonimo
Inviato: 14/4/2007 12:02  Aggiornato: 14/4/2007 12:03
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Sai, non capisco una cosa, perché parlare della Storia?

E perché dici che 300 non è basato su una graphic novel?

Il film è IDENTICO al fumetto di Miller.

Nel film c'è giusto quel sub-plot politico con protagonista la moglie di Leonida, che nel fumetto è del tutto assente, (anche la moglie nel fumetto "recita" giusto due battute, e non la si vede più).

L'altra cosa PESSIMA del film, è il doppiaggio in italiano, che davvero lo mortifica.

Se guardate il film in lingua originale vedrete tutt'altro film rispetto alla ciofeca italiana.

Comunque non capisco tutto questo dannarsi per cercare analogie con i tempi moderni.

Al massimo, se si vuol fare questo tipo di lavoro (utilie a cosa?) lo si deve fare prendendo il fumetto.

Dove son presenti altri elementi che nel film sono stati tagliati via.

Tipo la nudità dei soldati, gli allenamenti anche durante la marcia, il tentato suicidio di Efialte, la riabilitazione di Stelios, o la capacità dialettica di Dilios...

Come per "V for Vendetta" deve far fede il fumetto, anche qui dovrebbe essere lo stesso.

Proprio per preservare le fonti "storiche".

Pausania
Inviato: 14/4/2007 12:32  Aggiornato: 14/4/2007 12:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
Sai, non capisco una cosa, perché parlare della Storia?

Perché è di quello che mi interessava parlare: non tanto del film in sè e per sè (come ho scritto non sono un critico né un esperto di cinematografia) ma dell'intrecciarsi di storia, mito, antico e moderno che il film prende come spunto.

Citazione:
E perché dici che 300 non è basato su una graphic novel?

Non prendere quella frase in senso letterale: ho anche detto che non è basato sul racconto di Erodoto, cose che invece è. Perché volevo individuare un qualcosa "oltre"...

Citazione:
Il film è IDENTICO al fumetto di Miller.

Eh beh, la storia quella è, non è che possono cambiarla

Scherzi a parte, non ho tracciato paralleli tra il fumetto e il film per due motivi: primo, non ho letto il fumetto; secondo, non sono un esperto di fumetti. Ed infine non era di quello che mi interessava parlare. Tutto qui.

Citazione:
L'altra cosa PESSIMA del film, è il doppiaggio in italiano, che davvero lo mortifica. Se guardate il film in lingua originale vedrete tutt'altro film rispetto alla ciofeca italiana.

Guarda, non ho nemmeno idea di che voce abbiano i personaggi in italiano, perché l'ho visto nella versione originale...

Krya
Inviato: 14/4/2007 12:47  Aggiornato: 14/4/2007 13:28
Mi sento vacillare
Iscritto: 22/8/2005
Da: Toscana
Inviati: 438
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Il film è un detonatore per aprire una discussione seria, concordo con Pausania sulla pseudorecensione (ammetto avevo detto di non intervenire più, ma questa consideratela un'eccezione di troppo bene che vi porto).
Il film è ben fatto, sono i nostri occhi ad essere mal usati nel vederlo, eccetto alcune punte criptogay (non è un insulto sia chiaro) non a caso mancano corazze e si esaltano solo schinieri e mantelli che mettono in risalto fisici perfetti ed omogenei (ricordate la partita di pallavolo in Top Gun?), ci induce anche a riconsiderare alcune ottiche per noi orrorifiche , ebbene si a Sparta si perpetrava un disegno di selezione più che genetica diciamo di possibilità di sopravvivenza futura (certamente esecrabile con i pensieri moderni), ma pensate che questo avesse la stessa natura e necessità degli orrori recenti?, no assolutamente, non a caso nella non distante Atene non accadeva, pensiamo pertanto che la potenza militare di Sparta non era affiancata dall'opulenza alimentare e dal supporto numerico di Atene.
Nella storia clima, fertilità del terreno, non svantaggio del rapporto abitante/cibo giocavano ruoli essenziali, pensate, esempio vicino, anche alle nostre Regioni e domandatevi perchè la Toscana (regione più o meno a caso) si permetteva il lusso di sfornare "illustri" ed altre regioni si potevano solo permettere il lusso di sopravvivere, non è che poi diventa difficile capire perché etruschi si ed altri no, certo è che scuote i tamburi del romantico nascosto in ognuno di noi un film fatto in questo modo, siamo inevitabilmente portati per schierarci con il disperato di turno, e meno male, se ci pensiamo bene siamo uomini anche per questo, non sempre è divertente vincere facile e pochi contro tanti non è niente male come sfida, in fondo una delle accuse rivolte al colosso USA, da noi Europei, non è forse quella che usano la quantità e non la qualità?

Riccardo

Addendum

Forse e dico forse, abbiamo perso nella solitudine del sopravvivere, il concetto di appoggiarsi ed essere appoggiati da chi è al nostro fianco, ed ancora peggio, la concezione di chi è "re" lo sia perchè in grado di sacrificare il proprio bene comunemente al nostro, e non come oggi, per mettersi al riparo e godere delle miserie altrui.

Ci sono crimini peggiori del bruciare libri, uno di questi è non leggerli. (brodsky)
nike
Inviato: 14/4/2007 14:05  Aggiornato: 14/4/2007 14:05
Mi sento vacillare
Iscritto: 7/3/2006
Da:
Inviati: 845
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Gran bell'articolo Pausania. Adesso sarò costretta a vedere questo film, avevo già declinato leggendo, hai benfatto ad integrare le critiche e le varie recensioni, perchè non mi ispirava granchè. Andrò a vederlo con occhi diversi. Spero solo che non sia violento come dicono.

Citazione:
Quelli che creano sono duri di cuore. Nietzsche, Friedrich. Così parlò Zarathustra: II, Dei compassionevoli
Pausania
Inviato: 14/4/2007 14:11  Aggiornato: 14/4/2007 14:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
Gran bell'articolo Pausania

Grazie

Citazione:
Andrò a vederlo con occhi diversi

Grazie, questo è un complimento ancora più grande

Citazione:
Spero solo che non sia violento come dicono

Qui invece mi sa che ti tocca vedere un bel po' di violenza. Però dipende sempre dal tuo grado di sensibilità...

Lestaat
Inviato: 14/4/2007 15:23  Aggiornato: 14/4/2007 15:23
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/7/2005
Da: Perugia
Inviati: 1774
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Meraviglioso articolo Pausania.
Ma c'è un ma.
Sono totalmente daccordo con te su tutto, certo, ma il tuo articolo è rivolto a quella massa di persone che ancora possiedono un proprio senso critico giusto?
Perchè se così non fosse, e tu ti rivolgessi a tutti non possiamo nascondere altri aspetti del film altrimenti tutto quanto detto sono semplici parole al vento.
Tutti credo, ci rendiamo conto del perchè quel film sia stato prodotto, o sbaglio?
Sappiamo come l'americano medio (dovrei dire l'occidentale medio) si sentirà all'uscita della sala cinematografica, e sappiamo anche quali sono i sentimenti che si volevano stimolare.
Sebbene io da sempre guardo film seguendo l'idea di Kubrik, che ogni volta che gli chiedevano "Cosa voleva rappresentare con quel passaggio...." rispondeva imperterrito "Niente di più di ciò che lei ha visto, è soltanto un film!", non posso dimenticarmi i tempi che corrono e nemmeno della storia del cinema americano, da sempre in prima linea per stimolare opinioni e sentimenti che possono far comodo.
Un vero peccato, perchè molto spesso mi rovina la visione di un bel film.
Quindi se è vero che l'aderenza del film alla mentalità greca dell'epoca è salva, è altrettanto vero che in nessun modo si stimola lo spettatore a comprendere questo fatto, lasciandolo immedesimare in quella mentalità. No?

In nomine libertatis vincula edificamus.
In nomine veritatis mendacia efferimus.
Pausania
Inviato: 14/4/2007 15:52  Aggiornato: 14/4/2007 15:52
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
il tuo articolo è rivolto a quella massa di persone che ancora possiedono un proprio senso critico giusto? Perchè se così non fosse, e tu ti rivolgessi a tutti non possiamo nascondere altri aspetti del film altrimenti tutto quanto detto sono semplici parole al vento.

L'articolo è rivolto a chi avrà la pazienza di leggerlo. Non è retorica: quando scrivo penso sempre "chi leggerà capirà questa frase? Se la mettessi in quest'altro modo potrei generare confusione?" E poi alla fine i dubbi e le critiche emergono immancabilmente riguardo a cose cui nemmeno avevo pensato. Sempre così.

Quindi adesso scrivo per farmi capire, e poi quel che sarà, sarà.

Citazione:
Tutti credo, ci rendiamo conto del perchè quel film sia stato prodotto, o sbaglio?

Non lo so: si può anche pensare che ogni film che esce sia un pezzo di propaganda, e che quindi bisognerebbe evitare di guardare i film. Dici: Citazione:
Sappiamo come l'americano medio (dovrei dire l'occidentale medio) si sentirà all'uscita della sala cinematografica, e sappiamo anche quali sono i sentimenti che si volevano stimolare.

Io personalmente non lo so. Dico sul serio: come posso dire che "mediamente" "l'occidentale" proverà questa determinata emozione? Io non me la sento di dire niente. In sala le donne dicevano "che schifo", i maschi ridevano pensando che il film era un'esagerazione. Ma questo è quello che sentivo a due seggiole da me. Chissà cosa dicevano sei file più avanti? Io no.

Se poi dovessi pensare all'americano medio, allora stiamo freschi: secondo te riuscirebbe mai a capire che la Persia è l'Iran? E quanti di noi, se non c'era l'Iran a recriminare, lo saprebbero?

Citazione:
non posso dimenticarmi i tempi che corrono e nemmeno della storia del cinema americano, da sempre in prima linea per stimolare opinioni e sentimenti che possono far comodo.

Concordo, però sono convinto - nel profondo - che la consapevolezza di essere circondati dalla menzogna non può tramutarsi in rifiuto aprioristico di prendere per vero qualcosa. Credo che se quella consapevolezza deve essere sempre nostra compagna, altrettanto essa non deve tramutarsi in ossessione.

Dobbiamo essere vigili, ma dobbiamo anche saper mantenere la ragione in funzione, perché altrimenti - se mai dovessimo cadere nel tranello dell'ossessione - diventeremmo esattamente quello che la propaganda vuole che diventiamo: degli automi che reagiscono meccanicamente (non importa come) agli stimoli, senza pensare, senza distinguere. Questo è il rischio più grande.

Citazione:
Quindi se è vero che l'aderenza del film alla mentalità greca dell'epoca è salva, è altrettanto vero che in nessun modo si stimola lo spettatore a comprendere questo fatto, lasciandolo immedesimare in quella mentalità. No?

Quello che penso onestamente? Che pochissimi avranno capito questo, senz'ombra di dubbio. E' anche per questo che ho scritto questo articolo: per poter condividere un mio pensiero che in pochi hanno espresso prima di me.

Kirbmarc
Inviato: 14/4/2007 16:06  Aggiornato: 14/4/2007 16:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/5/2006
Da: Arkadia-spazio profondo
Inviati: 1665
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
E' un bell'articolo ,Pausania, tuttavia devo dire chec'è un grosso punto che mi lascia perplesso.
La tua analisi della mentalità greca, molto accurata e convincente, non si sposa con il film.
Anche perchè la tua analisi deriva da una lettura approfondita di Erodoto,da conoscenze ulteriori,che gli autori del film, se anche avevano ,non hanno riversato nell'opera.
Del resto, non mi pare sensato dire che oggi, attraverso un mezzo modernissimo come il cinema, in un film decisamente ricco di effetti speciali ipertecnologici e con tanto di colonna sonora techno si può rirovare la cultura greca dell'epoca.
Al massimo se ne può ritrovare una rappresentazione inevitabilmente moderna, come nei gruppi moderni di "pagani" o di "medievalisti" si trova al massimo una caricatura delle culture dell'epoca (fra l'altro,per inciso, abbiamo testimonianze solo della cultura delle elite dell'epoca; da quella astrarre che fosse la cultura valida per tutti gli uominidi quei tempi mi pare esagerato).
Insomma, la tua analisi è un'analisi del pensiero greco a partire da Erodoto ma nel film, per forza di cose, e non perchè sia un brutto film, quello che scrivi non si può ritrovare.
Questi elementi li può notare solo chi ha una conoscenza pregressa dei classici (come te) quindi dubito che siano elementi che gli sceneggiatori e i registi di 300 volessero esprimere.
Insomma, se trovo ridicola la recensione di Comedonchischiotte,con una assurda estensione "politica" di un film che di politico non ha nulla,la tua analisi, per quanto corretta,della cultura greca nel film non c'è.
E non inviterei chi vole cogliere a cultura greca a vedere 300, ma a leggersi le Storie.

targaryen
Inviato: 14/4/2007 18:05  Aggiornato: 14/4/2007 18:10
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/10/2006
Da: Trono di Spade
Inviati: 213
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
ottimo articolo PAUSA. e se non trovate erodoto, leggetevi lo scudo di talos di manfredi. che e' un bel libro romanzo/storia ambientato in quegli anni.
ma la lingua originale del film qual 'e'? l' inglese od il greco? o il calabrese?
non li vedo bene parlare inglese gli spartani..........scena pozzo: PERCHE' QUESTA E' SPARTA!!!!........BECAUSE THIS IS SPARTA!!!!!! mi suona un po' troppo the pen is on the table....in calabrese: PECCHI' CHISTa E SPHARTH....violentissimo!!!!
certo che se uno si arrula per aver visto sto film e' proprio scemo. e se non c' era il film sempre scemo rimane.
ps : anche hitler amava la eugenetica..........


edit...pausania, sei dentro al libro di manfredi..........ricordi quando ti scambiai per una donna dal tuo nik? shame on me!!

Mai accettare di diventare Primo Cavaliere
Pausania
Inviato: 14/4/2007 19:23  Aggiornato: 14/4/2007 19:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Ciao Kirbmark
Citazione:
c'è un grosso punto che mi lascia perplesso. La tua analisi della mentalità greca, molto accurata e convincente, non si sposa con il film. Anche perchè la tua analisi deriva da una lettura approfondita di Erodoto,da conoscenze ulteriori,che gli autori del film, se anche avevano ,non hanno riversato nell'opera.

In che senso? Io ho cercato di spiegare che invece l'hanno proprio riversata nel film così come lo si vede, ma forse non mi sono spiegato bene. Vediamo di ragionarci sopra.

Citazione:
non mi pare sensato dire che oggi, attraverso un mezzo modernissimo come il cinema, in un film decisamente ricco di effetti speciali ipertecnologici e con tanto di colonna sonora techno si può rirovare la cultura greca dell'epoca.

Dipende. Il mezzo è nuovo e “ipertecnologico”, ma in fondo racconta pur sempre una storia. Gli effetti speciali, nel raccontare una storia, ci sono anche se la scrivi o la racconti. Ed anche in questo caso, un abuso di effetti speciali cerca di nascondere il vuoto che c'è dietro. Dici che non si può ritrovare la cultura greca del tempo. In che senso?

Citazione:
Al massimo se ne può ritrovare una rappresentazione inevitabilmente moderna, come nei gruppi moderni di "pagani" o di "medievalisti" si trova al massimo una caricatura delle culture dell'epoca

Non credo, perché le rappresentazioni dei medievalisti sono caricature nel momento in cui si limitano a far vestire la gente come allora e a comportarsi come noi pensiamo che avrebbero dovuto comportarsi. Il fatto che 300 susciti in te una sorta di chiusura, come a dire “questa non era la Grecia”, può significare molte cose, non ultima quella che il tuo pre-giudizio sulla Grecia non corrisponda alla rappresentazione datane nel film. Il che può significare che il film è sbagliato e la tua idea di Grecia è giusta; che il film è giusto e la tua idea di Grecia è sbagliata; sono sbagliati entrambi; sono giusti entrambi.

Citazione:
la tua analisi è un'analisi del pensiero greco a partire da Erodoto ma nel film, per forza di cose, e non perchè sia un brutto film, quello che scrivi non si può ritrovare.

O forse il film non rappresenta l'immaginario greco antico così come tu ritieni i Greci lo rappresentassero a sé stessi. Ci hai mai pensato?

Citazione:
Questi elementi li può notare solo chi ha una conoscenza pregressa dei classici (come te) quindi dubito che siano elementi che gli sceneggiatori e i registi di 300 volessero esprimere.

E chi ti dice che invece non lo sapessero? E che invece, rompendo gli stereotipi moderni riguardo ai Greci, non ci portino a dire che hanno sbagliato loro?

Citazione:
la tua analisi, per quanto corretta,della cultura greca nel film non c'è

Infatti il film non è una rappresentazione della cultura greca, ma una rappresentazione delle autorappresentazioni che i Greci facevano di sé stessi, in relazione alla mitologia delle guerre persiane. Lo so che è un discorso arzizgogolato, ma è la parte difficile di avere 3000 anni di storia alle spalle

Citazione:
E non inviterei chi vole cogliere a cultura greca a vedere 300, ma a leggersi le Storie.

Beh, per cogliere la cultura greca ci vuole altro che leggere le Storie di Erodoto, credimi. Meglio 300, a questo punto: almeno non c'è nessuna pretesa

Citazione:
fra l'altro,per inciso, abbiamo testimonianze solo della cultura delle elite dell'epoca; da quella astrarre che fosse la cultura valida per tutti gli uominidi quei tempi mi pare esagerato

Ovvio... come di ogni altra cultura: abbiamo solo le testimonianze di chi ha i mezzi per elaborare il proprio pensiero e metterlo in forma scritta. Tuttavia questo limite non ci può fermare nella ricerca, anche perché quel pensiero di elite ha formato il modo in cui io, tu e tutti i nostri amici pensiamo.

mpi
Inviato: 14/4/2007 19:26  Aggiornato: 14/4/2007 19:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/3/2007
Da:
Inviati: 329
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Sono daccordo con Pausania la tua recensione risponde coscientemente a tutte le critiche mosse contro il film.
Ho visto 300 al cinema e conoscevo l' opera di miller. Criticare il film tenendo a mente i 'classici' è come criticare jesus christ superstar perchè ci sono i caccia e sono tutti vestiti da sessantottini !

Il film vuole essere fedele alla 'graphic novel' soprattutto dal punto di vista grafico e ci riesce bene punto.

Non do peso a chi vuole vederci delle contrapposizioni odierne o a chi critica i valori greci e quello che hanno prodotto.
la storia ha diversi livelli di lettura , nessuno oggettivo; se si vuole schematicamente ordinare date ed eventi si ricordi che la guerra di troia , micene la prima guerra persiana erano scaramucce che con il tempo e grazie a menti illustri hanno raggiunto la dimensione del mito .
Come diceva tucidide se non avessimo i resti maestosi di Atene a testimonianza di ciò che è stata la grecia classica ora non staremmo a discutere di verità storiche, e se un pazzo come schielmann non si fosse messo a scavare ora l' illiade e l' odissea sarebbero classificate come bellissime favole.

Ps. Spartiati uomini liberi si ma sul sangue degli iloti ed erano 'valorosi guerrieri' perchè dovevano costantemente dominare una popolazione di schiavi

Pausania
Inviato: 14/4/2007 19:37  Aggiornato: 14/4/2007 19:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
Spartiati uomini liberi si ma sul sangue degli iloti ed erano 'valorosi guerrieri' perchè dovevano costantemente dominare una popolazione di schiavi

E come gli Ateniesi che costruirono la loro fortuna con l'oro dei loro "alleati" portato ad Atene per meglio "proteggerlo"

E comunque gli Spartani erano tutt'altro che fessi: in guerra ci andavano sempre in pochi, ma con gran copia di alleati. Chiamali fessi

UncasO
Inviato: 14/4/2007 19:41  Aggiornato: 14/4/2007 19:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/7/2005
Da: ss11 "Rivoltana"
Inviati: 267
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Gli unici due film che un'appassionato di storia può vedere senza storcere il naso sono "Barry Lindon" e "Il mestiere delle armi", se ve ne vengono in mente altri...

Io 300 l'ho visto sulla tv di casa, audio e video ai limiti dell'accettabile, dunque non ho subito l'innegabile effetto ipnotico del DTS Dolby e del digitale 2k. L'ho trovato francamente palloso, una "variante uguale" dell'orgia epico eroica degli ultimi anni, iniziata con "il gladiatore" e proseguita con la saga di tolkien.

Un consiglio a chi vuol, godersi un ottimo film epico senza dover chinare il capo sulla ciotola della morale wasp: l' islandese "Beowul e Grendel", le note lo descrivono come "Una storia di sangue, birra e sudore, di scherzi di cattivo gusto e paura del buio." Da vedere assolutamente.

Non vorrei mai morire per le mie idee, perchè potrebbero essere sbagliate.
Bertrand Russell
Pausania
Inviato: 14/4/2007 19:45  Aggiornato: 14/4/2007 19:45
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
ma la lingua originale del film qual 'e'? l' inglese od il greco? o il calabrese?

Inglisch

Citazione:
anche hitler amava la eugenetica...

E anche il fondatore dell'Unesco

Citazione:
pausania, sei dentro al libro di manfredi..........ricordi quando ti scambiai per una donna dal tuo nik? shame on me!!

No, in realtà non sono io. Manfredi intende un re di Sparta, io uno scrittore del secondo secolo dopo Cristo. Ma non dirlo a nessuno!

mpi
Inviato: 14/4/2007 19:47  Aggiornato: 14/4/2007 19:47
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/3/2007
Da:
Inviati: 329
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Non difendo atene , non è una partita di calcio dico solo che il mito finisce dove iniziano le tracce archeologiche.
Gli spartiati erano figli dei dorici che avevano sottomesso l' arcadia e licurgo(mito?) stabilisce delle leggi per mantenere lo status quo ciò vuol dire dominazione e isolazionismo
(nella prima guerra persiana i famosi guerrieri se ne stettero a casa e toccò agli ateniesi combattere a maratona nella seconda leonida pretese il comando delle operazioni per muoversi ..io comunque non c' ero mi fido di quello che ho sentito dire )

Gli Ateniesi dominavano da tiranni ? si ma non lo nascondevano vd discorso agli abitanti dell' isola di melo
e poi lo diceva tucidide (sempre lui) che servivano i soldi dell' impero per mantenere la democrazia

Pausania
Inviato: 14/4/2007 19:49  Aggiornato: 14/4/2007 19:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
mpi: scherzavo! Era una battuta

Diciamo che i Greci erano un bel mucchio di stronzetti. Di genio, ma stronzetti

mpi
Inviato: 14/4/2007 19:51  Aggiornato: 14/4/2007 19:51
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/3/2007
Da:
Inviati: 329
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
scherzavo anch'io

davlak
Inviato: 14/4/2007 20:20  Aggiornato: 14/4/2007 20:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/6/2006
Da:
Inviati: 678
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
ho visto il film pochi giorni fa e l'ho apprezzato, sia per la veste estetica sia per i valori che evidenzia.
devo dire che ha cominciato a piacermi dalle prime scene, in particolare quando Leonida spinge nel pozzo il messaggero di Serse con il resto della compagnia...l'apoteosi della trasgressione alla diplomazia
bell'articolo davvero, Pausania.

«Proclamare il diritto all'uguaglianza in una società che ha bisogno di una massa di schiavi salariati vuol dire aver perso la testa» (F. Nietzsche)
gandalf
Inviato: 14/4/2007 21:21  Aggiornato: 14/4/2007 21:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 4/2/2006
Da: TERRA DI MEZZO
Inviati: 498
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Gran bell'articolo Pausania.
Avevo per contro già letto l'articolo di Comedonchisciotte e l'avevo trovato oltremodo forzato, banale, stupido..... Non sopporto questa smania di pararllelismi ad ogni costo, questa superbia che porta sempre qualcuno a fare analisi intelligenti, questa superbia che ci porta a voler rapportare tutto al nostro modo di pensare, alle nostre categorie mentali...
Mentre leggevo l'articolo di Comedonchisciotte mi è venuto in mente un articolo che lessi ai tempi dell'uscita del secondo film del signore degli anelli (le due torri) articlo in cui il regista Peter Jackson fu costretto a giustificarsi del titolo giurando e spergiurando che non voleva fare alcun riferimento all'11settermbre (!!!!) e che non poteva cambiare il titolo (gli americani glielo chiedevano a gran voce) perchè quello era il titolo originale..... E, sempre stando sull'argomento Lord of The ring, mi ricordo una orrenda recensione del terzo film (IL ritorno del re) fatta dal manifesto in cui in pratica si diceva che:
Sauron era Saddam
Aragorn, il re era Bush
Le armate di Sauron (Sudroni e Haradrim) erano vestiti in maniera troppo arabeggiante e erano una allegoria dei cattivi arabi..... insomma il film era tutta propaganda Pro Bush e Pro America...

Da vomitare......
Anche perchè, tornando a 300 e volendo partecipare al giochino idiota di trasporre la realtà descritta dal film a quella odierna questi paralleli Sparta = USA Persiani = Popoli del medio Oriente non regge....
Chi ha l'esercito più potente? Gli Usa
Chi invade territori altrui ? Gli Usa
Chi usa portenti, mostr meccanicii, macchine diaboliche? Gli Usa
Chi compie missioni suicide (come la resistenza dei 300 spartani) sapendo di essere votati a morte certa ma facedolo per portare nell'Ade più nemici possibili e per dare ancora un giorno di speranza alla loro patria? Forse qualche kamikaze palestinse, certamente non chi comanda i predator, aerei senza pilota telecomandati...


Insomma il giochino è idiota a prescindere, ma anche nei giochini idioti non bisognerebbe essere strabici........

PS: oltre allo splendido fumetto di Frank Miller sull'argomento consiglio, al posto dello scialbo Scudo di Talos di Manfredi, il libro Le porte di Fuoco di Steven Pressefield...

Gandalf

"Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui."
F.W.Nietzsche
targaryen
Inviato: 14/4/2007 21:45  Aggiornato: 14/4/2007 21:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/10/2006
Da: Trono di Spade
Inviati: 213
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
pausania, sono andato nello scantinato di lc a beccare sto scambio di battute (quel giorno non ci capivamo, e poi erano i primi post in assoluto che "creavo") :
gaia:
Re: I morti di Gaza
-citazione- targaryen
pausania e' femminile scusa.....



Pausania, scrittore greco

(Comunque i post di Pausania a me paiono molto chiari. Così, en passant.

pausania:
Re: I morti di Gaza
Non solo, un re di Sparta si chiamava Pausania.

Più virile di così

ah ah ah beccato
ps: nel libro di manfredi pausanias fa una brutta fine........leggendolo mi e' tornato in mente lo scambio di battute di cui sopra (una figura emme' cosi quando la si dimentica?).fossi in te mi toccherei....

non diciamolo a nessuno
anche ad eugenio piace la eugenetica....

Mai accettare di diventare Primo Cavaliere
Linucs
Inviato: 15/4/2007 13:02  Aggiornato: 15/4/2007 13:02
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
300 è la descrizione su pellicola di ciò che le Guerre Persiane rappresentavano per i Greci. 300 riesce a condensare tutta l'ideologia greca in due ore; riesce a cogliere l'essenza di un mito di fondazione, la duplice invasione persiana, che rimarrà il pilastro di tutta la cultura ellenica a venire.

Dovevano essere ben strani, questi greci: la loro cultura primitiva non consentiva loro di capire che il mondo è uno, e la Grecia apparteneva tanto ai greci quanto ai persiani, quanto agli Mbutu.

Il nostro invece continua: ”Dopo tutto, "300" non svilisce soltanto gli Iraniani, è un'evidente aggressione a tutte le società dell'Asia occidentale, dell'Asia centrale, dell'Africa del Nord e dell'Europa Orientale, che una volta nei tempi antichi fecero parte dei vasti imperi iraniani. Il film inoltre degrada una grande comunità di Indiani, Cinesi, Europei ed Americani con origini iraniane ed antenati persiani.”

Bla, bla, bla, bla, bla. Bla.

Ma si sa: alcune culture possono permettersi il privilegio di cantar lode alle pedate nel culo invasore, altre no.

E da ciò si evince il gran pregio del film: al pari di quelli di Mel Gibson, far girare vorticosamente i coglioni alle minoranze strafottenti e a chi le usa come scudo per coprire i propri sporchi interessi. Il suono straziante dei loro latrati inorriditi ci fa intendere che le loro posizioni siano tutt'altro che salde.

La firma dei nostri amici di sempre è lampante: le comunità, da sempre presentate come unite e coese, ultimo baluardo di speranza all'interno di una "società" che invece viene descritta come "atomizzata" e "dilaniata dal consumismo", e melma simile.

Evviva Zack e Mel, evviva le sonore pedate nel culo a chi sa di meritarle.

Pausania
Inviato: 15/4/2007 13:08  Aggiornato: 15/4/2007 13:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
alcune culture possono permettersi il privilegio di cantar lode alle pedate nel culo invasore, altre no.

Ed altre non sono imperi espansionisti e militaristi, ma culle di civiltà e di unificazione di popoli diversi per usi e costumi, riuniti in pace ed armonia sotto il benevolo regno dell'unico Re dei Re, sovrano di Persia.

Cassandra
Inviato: 15/4/2007 14:14  Aggiornato: 15/4/2007 14:14
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
Sauron era Saddam
Aragorn, il re era Bush

Infatti, ca**ata immane Gandalf. Probabilmente chi scriveva tali corbellerie non sapeva che la produzione era neozelandese e che gli attori furono accuratamente scelti tra gente di tutto il mondo, molti inglesi, il protagonista danese eccetera.
Più reale invece quella battuta... Bush=Sauron Blair=Saruman Berlusconi=Vermilinguo !!!!!!
Citazione:
Chi ha l'esercito più potente? Gli Usa

Oltretutto avevo letto non so dove che in USA la faccenda di 300 gli si è ritorta contro: un sacco di gente usciva dal cinema identificando l'impero persiano con gli USA e il manipolo di "eroi" con le varie resistenze mondiali!

Come a dire: val più il comportamento che la nazionalità, ad identificare i cattivi...

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
Baco
Inviato: 15/4/2007 16:25  Aggiornato: 15/4/2007 16:25
So tutto
Iscritto: 1/6/2006
Da:
Inviati: 14
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Un'analisi lucida e sapiente di un ottimo film che ha colto in profondità l'essenza dell'ellenismo.
Merito di Frank Miller e del suo meraviglioso fumetto, che a mio avviso, è come al solito migliore del film.
Comunque un forte plauso va anche al regista che ha utilizzato un linguaggio estremamente fumettistico.
Complimenti a Pausania per la sua analisi impeccabile.
Ricca ed intelligente.
Non capisco come certi "scribacchini" abbiano ancora la possibilità di scrivere recensioni cinematografiche pur non conoscendo la storia e non avendo capacità critica.
Ciao a tutti.

Dorian
Inviato: 15/4/2007 16:36  Aggiornato: 15/4/2007 16:36
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/1/2007
Da:
Inviati: 1275
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Sauron era Saddam

Gollum Bush e il suo te$$$oro..




UncasO
Inviato: 15/4/2007 17:46  Aggiornato: 15/4/2007 17:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/7/2005
Da: ss11 "Rivoltana"
Inviati: 267
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Chiedo semplicemente una cosa: un esempio di successo di botteghino degli ultimi anni dove in guerra le forze del Bene e quelle del Male non vengano assolutizzate disumanizzando una parte.

Sappiamo tutti benissimo che questo è un requisito "sine qua non" della propaganda di guerra, dunque perchè volersi ostinare a difendere un'opera che si pone sicuramente nel filone eroico-militarista descritto sopra? Perchè ci piace l'estetica?

I paralleli tra Persiani e Iraniani, marinese e iloti lasciano tutti il tempo che trovano e su questo sono d'accordo, ma il messaggio di fondo è sempre lo stesso: c'è un nemico che va combattutto perchè non ha nulla a che vedere con "noi", dobbiamo annientarlo per la nostra stessa sopravvivenza. Vi ricorda qualcosa?

Non vorrei mai morire per le mie idee, perchè potrebbero essere sbagliate.
Bertrand Russell
Pausania
Inviato: 15/4/2007 18:35  Aggiornato: 15/4/2007 18:35
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
perchè volersi ostinare a difendere un'opera che si pone sicuramente nel filone eroico-militarista descritto sopra? Perchè ci piace l'estetica?

Credo che nessuno qui si stia "ostinando" a fare niente. Si sta discutendo. Possibilmente cercando delle angolazioni ogni volta diverse.

Tra l'altro ti è forse sfuggito (scrivo sempre troppo, me ne rendo conto, e questo non agevola chi legge, soprattutto da uno schermo) che io ho detto esattamente quello che dici tu, che la storia in questione è propaganda, è schieramento tra diversi, è contrapposizione tra "noi buoni" e "loro cattivi".

Citazione:
I paralleli tra Persiani e Iraniani, marinese e iloti lasciano tutti il tempo che trovano e su questo sono d'accordo, ma il messaggio di fondo è sempre lo stesso: c'è un nemico che va combattutto perchè non ha nulla a che vedere con "noi", dobbiamo annientarlo per la nostra stessa sopravvivenza. Vi ricorda qualcosa?

Una domanda, allora: perché non si dovrebbero notare anche altre cose del film, come ad esempio il fatto che gli Spartani, nella loro ideologia, preferivano morire combattendo piuttosto che servire un re?

Perché nessuno nota che la storia ci racconta di uomini che sgozzano i nemici agonizzanti perché questi nemici hanno deciso di prendersi la terra?

Perché nessuno nota che gli Spartani rifiutano di avere alcun uomo sopra di loro, e che preferiscono prendere le armi in mano per difendere la propria libertà?

Forse perché tutti quanti in fondo vediamo quello che vogliamo vedere e scartiamo quello che non si conforma al nostro pre-giudizio?

Citazione:

Linucs
Inviato: 15/4/2007 19:38  Aggiornato: 15/4/2007 19:38
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
I paralleli tra Persiani e Iraniani, marinese e iloti lasciano tutti il tempo che trovano e su questo sono d'accordo, ma il messaggio di fondo è sempre lo stesso: c'è un nemico che va combattutto perchè non ha nulla a che vedere con "noi", dobbiamo annientarlo per la nostra stessa sopravvivenza. Vi ricorda qualcosa?

Cosa ne dici di "c'è un nemico non invitato da nessuno che va combattuto, eccetera?"

UncasO
Inviato: 15/4/2007 19:54  Aggiornato: 15/4/2007 19:54
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/7/2005
Da: ss11 "Rivoltana"
Inviati: 267
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Evidentemente ho male indirizzato le mie critiche che non erano rivolte all'articolo in sè, ma ai numerosi commenti positivi che ho letto riguardo al film in generale.

Non ho volutamente provato a sottolineare parallelismi con qualsivoglia guerra, perchè non è questo lo scopo di questa cinematografia, non è necessario identificare precisamente un nemico piuttosto che un altro, solo porre lo schema della contrapposizione quasi naturale tra opposti.

L'importante è far comunemente accettare che possano esistere nemici disumani o meno umani, una base di partenza per qualunque tipo di ordine proveniente dall'alto o per azioni ispirate da un'opportunamente manipolato istinto di sopravvivenza.

Non vorrei mai morire per le mie idee, perchè potrebbero essere sbagliate.
Bertrand Russell
Paulo
Inviato: 15/4/2007 22:14  Aggiornato: 15/4/2007 22:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 24/12/2005
Da:
Inviati: 507
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Ho visto di recente un film "storico": "L'ultimo Re di Scozia".
Ero molto curioso di vedere da quali nteressi scaturiva questa voglia di ricostruire, in questo momento, la vicenda di Idi Amin Dada, appartenente ad un passato recente, ma definivamente tramontato e chiuso.
Ne ho dedotto che era un film di propaganda; subdola, ma evidente propaganda.
Ho capito che l'immagine di Hugo Chavez che la CIA cura di diffondere e mantenere nel mondo è liberamente ispirata a quella del gangster ugandese.
Entrambi militari, entrambi obesi, entrambi spacconi venuti dal nulla, entrambi populisti, utopici, velleitari, inconcludenti. Ingenuotti, forse anche simpatici, ma prepotenti.
Il film non è assolutamente un'analisi storico-politica. Solo una serie di mmagini, capci di evocare, però, nello spettatore le analogie volute. Anzi, alla prossima volta che Chavez verrà criticato e motteggiato per qualche sua iniziativa, verrà trattato in modo tale che gli spettatori de "L'Ultimo Re di Scozia" ricorrano subito all'analogia.
Idi Amin non fu che uno dei tanti gangster che gli anglo-samericani misero al potere nelle fasi immediatamente successive alla decolonizzazione. A loro è sempre andato benissimo, finchè non si mise contro gli ebrei. Da allora divenne un tiranno malvagio e crudele.
Nella ricostruzione d'epoca è stato trascurato un particolare importantissimo, anzi, l'unico che assicurerà all'insignificante tirannello una memoria futura. Vedi l'immagine
Il particolare era contrario agli interessi propagandistici ed è stato, di conseguenza, tralasciato.

fiammifero
Inviato: 15/4/2007 23:43  Aggiornato: 15/4/2007 23:43
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Ma siete sicuri che lo spettatore medio sappia cogliere tutte queste finezze?
Fino ad ora sono state espresse giuste valutazioni da persone culturalmente preparate,che hanno solide basi di storia e politica e che sà unire i puntini,fare analogie , paragoni e collegamenti.
Alla fine della proiezione non c'è sul palco nessun critico,nessun dibattito e quello che rimane impresso sono le spettacolarità di certi combattimenti,le scenografie,i colori e la storia ritenuta" passata".
Quanto vorrei invece che fosse diverso,che soprattutto ai giovani venissero fatti capire certi concetti e analogie,altrimenti rimane tutto un banale video gioco di guerra in max schermo

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
Pausania
Inviato: 16/4/2007 0:26  Aggiornato: 16/4/2007 0:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
Ma siete sicuri che lo spettatore medio sappia cogliere tutte queste finezze?

Penso di no.

Citazione:
Fino ad ora sono state espresse giuste valutazioni da persone culturalmente preparate,che hanno solide basi di storia e politica e che sà unire i puntini,fare analogie , paragoni e collegamenti.

E non è forse un bene che vengano qui a discuterne pubblicamente?

Citazione:
quanto vorrei invece che fosse diverso,che soprattutto ai giovani venissero fatti capire certi concetti e analogie,altrimenti rimane tutto un banale video gioco di guerra in max schermo

Siamo qui per quello, nel nostro piccolo

Punkaster
Inviato: 16/4/2007 16:06  Aggiornato: 16/4/2007 16:06
Ho qualche dubbio
Iscritto: 19/12/2006
Da: Aliens-Nations
Inviati: 98
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Insomma l'ennesimo polpettone tipo Maciste contro fracchia, da vedere per i succulenti effettispeciali, i colori e le luci, da mettere su divvuddì dopo averlo adeguatamente scaricato
Ovviamernte in stile propagandistico olliwudiano, coi buoni e i cattivi chi sia chi astopunto a poca importanza!

P.S. Frank Miller è uno dei peggiori fumettari esistenti al mondo!

Molto meglio "Che" A&E.Breccia, Oesterheld della Topolin edizioni.

"Abbasso il capitalismo! Abbasso la falsa democrazia borghese! Viva la repubblica mondiale dei Soviet!"
Sempre vostro, V. Lenin
gandalf
Inviato: 16/4/2007 19:50  Aggiornato: 16/4/2007 19:50
Mi sento vacillare
Iscritto: 4/2/2006
Da: TERRA DI MEZZO
Inviati: 498
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Punkaster:
Mi sembra tu non abbia compreso al 100 % l'articolo di Pausania........
Quanto al giudizio su Frank Miller mi trovi in assoluto disaccordo.....

Gandalf

"Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui."
F.W.Nietzsche
Paulo
Inviato: 16/4/2007 23:39  Aggiornato: 16/4/2007 23:39
Mi sento vacillare
Iscritto: 24/12/2005
Da:
Inviati: 507
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Citazione:
Ma siete sicuri che lo spettatore medio sappia cogliere tutte queste finezze?


Sono sicuro ce lo spettatore medio non sia in grado di coglierle. Alrimenti la propaganda non sarebbe così efficace.
Hai seguito il forum "Capire la Propaganda". I link all'opera di Gustave Le Bon sono particolarmente interessanti. "300" e "L'ultimo Re di Scozia" sono piccoli esempi di esercizio di propaganda. Non capitano fuori in questo momento solo per caso.

Punkaster
Inviato: 18/4/2007 17:35  Aggiornato: 18/4/2007 17:35
Ho qualche dubbio
Iscritto: 19/12/2006
Da: Aliens-Nations
Inviati: 98
 Re: "300", fra Storia e Rappresentazione
Gandalf, chissà se io non ho!; più che comprensibile in fin de conti "De gustibus non disputandum est" E poi è pura sovrastruttura.

"Abbasso il capitalismo! Abbasso la falsa democrazia borghese! Viva la repubblica mondiale dei Soviet!"
Sempre vostro, V. Lenin

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