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politica italiana : "Io", e "noi"
Inviato da Redazione il 2/3/2007 20:40:00 (2647 letture)

È inutile girarci intorno: qui parliamo di 11 settembre, parliamo di medicina ammalata, parliamo di Global Warming, ma il vero problema che ci attanaglia tutti, da vicino, è quello elettorale.

Il maledetto stallo in cui ci troviamo al momento di scegliere fra il non votare e votare il meno peggio, comporta in ciascuno di noi - indipendentemente dalla scelta fatta - una frustrazione tale da annebbiare ogni altro sentimento di rinascita, ogni altra voglia di ricominciare, ogni altro anche solo lontano pensiero di poter vivere in un mondo appena più decente di questo.

Eppure si potrebbe; ma è la nostra stessa cecità a impedirci di raggiungere quel traguardo. (…)

Leggendo i commenti ai vari articoli usciti in questi giorni sulla crisi politica italiana, se ne trae un quadro tanto variopinto dal punto di vista delle posizioni personali quanto monotono poiché costituito proprio, nella stragrande maggioranza, da posizioni "personali".

"Io" non voto, quindi non competemi le scatole. "Io" voto il meno peggio, sbaglia chi non fa come me. "Io" voto convinto di quello che faccio, perchè credo fermamente in questo sistema. Io, io, io. E gli altri?

Persino noi, assidui frequentatori di un luogo di comune ragionamento, che siamo disposti ogni giorno a metterci in discussione, e che pretendiamo che gli altri facciano lo stesso, ricadiamo nell'atavico istinto di "farsi i cazzi propri" quando si tratti di prendere decisioni che invece sono proprio intese ad avere un significato se operate in senso collettivo. Ma fra tutti i commenti che ho letto, non ne ho trovato uno che dicesse "E se noi...... ". Solamente io qui e io là, contrapposti in maniera più civile di una volta, certamente, ma sempre e comunque isolati e quindi, in ultima analisi, ininfluenti.

Finché non capiremo che la risposta parte da "noi", e dalla ricacciata dell' "io" nelle tenebre dell'egoismo, avrà avuto ragione chi nei diversi secoli si è adoperato per tenerci regolarmente l'uno contro l'altro.

Massimo Mazzucco

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
rumenta
Inviato: 2/3/2007 22:03  Aggiornato: 2/3/2007 22:21
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: "Io", e "noi"
È inutile girarci intorno: qui parliamo di 11 settembre, parliamo di medicina ammalata, parliamo di Global Warming, ma il vero problema che ci attanaglia tutti, da vicino, è quello elettorale.

LOL.... mi stupirei del contrario.
in fondo sono questi "signori" quelli che ci tengono per le palle, e tutto quello che li riguarda è ovvio ci tocchi molto da vicino.

Il maledetto stallo in cui ci troviamo al momento di scegliere fra il non votare e votare il meno peggio, comporta in ciascuno di noi - indipendentemente dalla scelta fatta - una frustrazione tale da annebbiare ogni altro sentimento di rinascita, ogni altra voglia di ricominciare, ogni altro anche solo lontano pensiero di poter vivere in un mondo appena più decente di questo.

mah, parlando per me, ho superato la fase dello stallo, oramai vado tranquillo a farmi una passeggiata o resto in casa a cazzeggiare al pc piuttosto che andare a "votare"....
quanto al mondo appena più decente di questo cerco di sopravvivere fino a quel collasso che ritengo inevitabile.... organizzandomi per superarlo, ovviamente.

Eppure si potrebbe; ma è la nostra stessa cecità a impedirci di raggiungere quel traguardo. (…)

Leggendo i commenti ai vari articoli usciti in questi giorni sulla crisi politica italiana, se ne trae un quadro tanto variopinto dal punto di vista delle posizioni personali quanto monotono poiché costituito proprio, nella stragrande maggioranza, da posizioni "personali".


beh, non direi proprio monotono

"Io" non voto, quindi non competemi le scatole. "Io" voto il meno peggio, sbaglia chi non fa come me. "Io" voto convinto di quello che faccio, perchè credo fermamente in questo sistema. Io, io, io. E gli altri?

gli altri sono, appunto, gli altri, e non è compito mio costringerli a fare qualcosa, per quanto possa essere convinto che dicano/facciano delle cazzate.
l'unico "compito" che posso autoassegnarmi è cercare non di convincerli che la mia posizione sia quella giusta, ma cercare di farli ragionare anche da una prospettiva diversa dalla loro.

Persino noi, assidui frequentatori di un luogo di comune ragionamento, che siamo disposti ogni giorno a metterci in discussione, e che pretendiamo che gli altri facciano lo stesso, ricadiamo nell'atavico istinto di "farsi i cazzi propri" quando si tratti di prendere decisioni che invece sono proprio intese ad avere un significato se operate in senso collettivo.

sì, in effetti farmi i cazzi miei mi riesce particolarmente bene
il problema è trovare qualcuno che riesca altrettanto bene a farsi gli stessi cazzi che mi faccio io

Ma fra tutti i commenti che ho letto, non ne ho trovato uno che dicesse "E se noi...... ". Solamente io qui e io là, contrapposti in maniera più civile di una volta, certamente, ma sempre e comunque isolati e quindi, in ultima analisi, ininfluenti.

mah, se cercavo un partito politico mi iscrivevo a sforza itaglia.....
se son capitato qua è perché cercavo un posto dove poter discutere, anche animatamente, con esseri pensanti (possibilmente NON acritici, anche se non sempre è facile )

Finché non capiremo che la risposta parte da "noi", e dalla ricacciata dell' "io" nelle tenebre dell'egoismo, avrà avuto ragione chi nei diversi secoli si è adoperato per tenerci regolarmente l'uno contro l'altro.

non fa una piega, ma una minoranza, anche se decisa, non può cambiare un intero sistema..... a meno che non ci si ritrovi in una rivoluzione

----------------------- EDIT -------------------------

oltre tutto non credo convenga, di questi tempi, esporsi più del dovuto.
come dice un proverbio giapponese, "il chiodo che sporge riceve la martellata".......



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."
Sertes
Inviato: 2/3/2007 22:44  Aggiornato: 2/3/2007 22:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: "Io", e "noi"
I veri schieramenti politici si sono mostrati apertamente durante le votazioni per l'Indulto, una schifosa riforma che ha visto contrapposti il 95% dei partiti a favore e Di Pietro contrario, tanto che dal suo sito internet il ministro aveva chiesto ai suoi elettori se doveva dimettersi.

Se noi tutti vogliamo avere un alternativa dobbiamo impegnarci, consci che un politico per quanto onesto come lui non possa coprire al 100% le idee di ognuno, e che talvolta seguirà strade che non ci sono piacevoli, ma che comunque sta provando a fare del suo meglio per la collettività.

Perchè questo fa un buon politico: pensare onestamente al gruppo prima che al singolo, essere coerenti e difendere le proprie scelte.

---

Dal punto di vista del sito questa scarsa omologazione è però stata sempre un sintomo di forza: pure provenedo da estrazioni politiche profondamente diverse chi passa un po di tempo qui tipicamente si convince di certe verità che viaggiano ad un livello più alto delle politiche delle singole nazioni, e non essere catalogabili come un sito schierato fa la forza di luogocomune.

Altrimenti l'alternativa è scrivere una costituente e fondare il partito di luogocomune: noi gli utenti di luogocomune visto il bassissimo livello morale dei nostri rappresentanti decidiamo di votare quale nostro portavoce i seguenti rappresentanti perchè raccolgano le nostre idee e le presentino nel luogo atto dalle istituzioni al dialogo... e via discorrendo

Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
Redazione
Inviato: 2/3/2007 23:11  Aggiornato: 2/3/2007 23:15
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: "Io", e "noi"
RUMENTA: "Noi" non significa partito politico. Contrapposto a "io" significa "molti".

Citazione:
"non fa una piega, ma una minoranza, anche se decisa, non può cambiare un intero sistema"


Hai mai visto qualcosa nascere che fosse subito "maggioranza"? Hai mai visto un bambino nascere già adulto? Hai mai visto nascere un sito con già seimila iscritti all'attivo?

Certo che le cose costano fatica, ed è molto più comodo dire "tanto non ce la faremo mai", per evitare di impegnarsi.

Ma se aspetti che siano altri a farlo per te...

SERTES: Non è assolutamente necessario fare il "partito di luogocomune", basta portare avanti le idee, singolarmente, come abbiamo fatto per l'11 settembre. Senza che ce ne dovessimo appropriare, oggi l'Italia conosce il problema 11 settembre, ed è anche grazie a questo che prima di farcene un'altro ci penseranno due volte.

PikeBishop
Inviato: 2/3/2007 23:28  Aggiornato: 2/3/2007 23:28
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: "Io", e "noi"
Mi sembra che il discorso che si stava facendo su Il disgusto e l'abitudine sia stato portato qui.

E' gia' qualche giorno che lo sto dicendo: la questione dell'astensionismo, o per meglio dire della delegittimazione culturale di questo teatrino dell'assurdo che e' diventato il sistema politico (lo e' gia' sempre stato, ma ora non hanno piu' ritegno) puo' essere affrontata solo politicamente con una organizzazione culturale, che non significa ne movimento ne partito politico.

Oltre a questo per ora non so andare. Come ha giustamente detto Massimo nell'altra discussione, alcuni sognano di cominciare a gettare le basi per questo proprio qui, e a ben pensarci, e' proprio quello che stiamo facendo coi nostri interventi.
Ora ci vorrebbe un salto di qualita', ma personalmente non ho idea di come ottenerlo.
Ma a discuterne, magari le idee vengono fuori e ci sono delle teste fini, da queste parti....

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
clausneghe
Inviato: 2/3/2007 23:30  Aggiornato: 2/3/2007 23:30
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: "Io", e "noi"
Ciao,Massimo...

Pensa che strano,giorni orsono mi trovai a fantasticare (complice l'indegna farsa recitata in parlamento che tutti conosciamo)

Sul come sarebbe bello e giusto fondare un nuovo movimento di azione politica,magari partendo dalla piattaforma "luogocomune"

Dai,se ci stai io ti propongo come Presidente&Fondatore Emerito,già da subito..

Ovviamente il "Comitato telematico" è composto dagli iscritti...

Tutti assieme potremmo scrivere il Programma

Resta da vedere come conciliare le diverse "anime" presenti quì come altrove...

Ma si può tentare...Magari inizialmente prendendolo come un gioco,poi si vedrà,nel caso...

Che ne dici-dite?

Saluti da ClausN.

PikeBishop
Inviato: 2/3/2007 23:31  Aggiornato: 2/3/2007 23:31
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: "Io", e "noi"
Citazione:
oltre tutto non credo convenga, di questi tempi, esporsi più del dovuto.

Il fatto e' che questi pescecani sono diventati cosi' tanti e ingordi che pensare di passare inosservati nel banco non ha piu' nessun senso, perche' e' proprio quello che loro stanno sfruttando, il nostro numero.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
PikeBishop
Inviato: 2/3/2007 23:36  Aggiornato: 2/3/2007 23:36
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: "Io", e "noi"
Citazione:
Sul come sarebbe bello e giusto fondare un nuovo movimento di azione politica,magari partendo dalla piattaforma "luogocomune"

Io stavo invece fantasticando su una squadra di maghi bianchi che tolga l'incantesimo e per cui il Re si riveli per quello che e', NUDO.

E tutte le solite frasi fatte e ragionamenti prestatici dal potere in realta' non sono altro che un incantesimo - per davvero, a chi conosca un po' di magia la cosa e' lampante.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
miradio
Inviato: 2/3/2007 23:41  Aggiornato: 2/3/2007 23:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 27/8/2004
Da:
Inviati: 513
 Re: "Io", e "noi"
Citazione:
basta portare avanti le idee, singolarmente [...] oggi l'Italia conosce il problema 11 settembre, ed è anche grazie a questo che prima di farcene un'altro ci penseranno due volte

Credo che l'informazione (sana) sia la medicina per quasi tutti i mali del mondo. L'informazione per alcuni è il male perchè mina le loro fortune basate sul malaffare. Quindi la controllano. E con quella mandria di bovini che sono glli italiani è un gioco da ragazzi: escono certe bufale...

"...che il gregge si trasformi in branco... È questo l’incubo dei potenti"
(Ernst Junger)
rumenta
Inviato: 2/3/2007 23:48  Aggiornato: 2/3/2007 23:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: "Io", e "noi"
Redazione:

Hai mai visto qualcosa nascere che fosse subito "maggioranza"? Hai mai visto un bambino nascere già adulto? Hai mai visto nascere un sito con già seimila iscritti all'attivo?

non fa una piega..... però ricordo anche di non aver MAI visto cambiamenti nella scena politica italiana, solo piccoli aggiustamenti (leggi tangentopoli).
e sì che motivi per rivoltare il sistema ce ne sarebbero stati....
sarò mica un tantinino pessimista??

Certo che le cose costano fatica, ed è molto più comodo dire "tanto non ce la faremo mai", per evitare di impegnarsi.

Ma se aspetti che siano altri a farlo per te...


questo non lo direi se fossi in te.
dopotutto mica ci conosciamo così bene



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."
clausneghe
Inviato: 2/3/2007 23:51  Aggiornato: 2/3/2007 23:51
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: "Io", e "noi"
Pike..uffa..

Ho capito che hai ragione,ma i maghi bianchi non esistono e se esistono non hanno la bacchetta magica giusta...

Perchè anche se nudo,il Re rimane Re

la sua forza sono i maliziosi che non glielo dicono che è NUDO

e che fanno finta di non vedere i sarti truffaldini (meglio farsi i cazzi sua)

Noi potremmo essere il bambino,però questa volta nella versione riveduta e corretta,formato Davide...

Non il sionista , s'intende,ma quel ragazzetto che abbattè con una fiondata il grosso idiota Golia...

La nostra fionda lancia-lancerebbe
informazione...

Che se però non è seguita dall'azione serve a poco,in pratica...

Al2012
Inviato: 3/3/2007 0:27  Aggiornato: 3/3/2007 0:27
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2158
 Re: "Io", e "noi"
Conoscete questo sito ??

http://www.internetcrazia.com/ic/

Cosa ne pensate ?

Potrebbe essere una idea da elaborare ?

“Capire … significa trasformare quello che è"
Redazione
Inviato: 3/3/2007 9:45  Aggiornato: 3/3/2007 9:47
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: "Io", e "noi"
RUMENTA: "questo non lo direi se fossi in te. dopotutto mica ci conosciamo così bene"

Hai ragione, scusami. Correggo la mia frase, dicendo che se tutti la pensassero come te, nessuno inizierebbe mai a far niente.

°°°

Al2012: Ho dato un'occhiata a IC, e mi ha subito colpito questa scritta: " Costruiamo IC- Partecipa alle discussioni ed ai dibatti per creare il nostro partito!"

Continuo a ritenere che una qualunque "organizzazione", anche se fondata sulla più totale buonafede, finisca prima o poi per danneggiare l'idea attorno a cui è nata.

Perchè "partito" siginifica comunque organizzazione, significa comunque direttive, significa quindi comunque omologazione.

Mentre secondo me non c'è bisogno di "aderire"a nulla che non sia la semplice condivisione di certe idee, rispetto alle quali poi ciascuno deve agire di conseguenza.

Anche perchè l'idea - almeno la mia idea - passa attraverso un fase attiva, nella quale il cittadino deve pretendere un certo numero di condizioni precise dai candidati, prima di votarli, e queste condizioni sono necessariamente diverse per ciascuno di noi.

Ci si potrà casomai amalgamare secondo questa lista di condizioni, liberamente, a posteriori, ma non credo lo si possa fare a priori, e un "partito" di qualunque tipo questo te lo impone.

Davide71
Inviato: 3/3/2007 11:43  Aggiornato: 3/3/2007 11:43
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 2108
 Re: "Io", e "noi"
Ciao a tutti.
Che buffo! A me invece della politica italiana non me ne frega niente! Della medicina malata sì...
Peraltro o sono io che ho capito male oppure voi. Sbaglio ma in Italia non si decide un bel tubo di niente? E allora che se ne frega della politica italiana? Manifestare é bello, ma prima di agire bisogna conoscere la verità, e secondo me siamo ancora ben lontani. Perciò io continuo a sforzarmi di conoscerla, che é tutto ciò che posso fare adesso. Quando verrà il momento di agire spero di farlo con cognizione di causa.

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
Tato_p2p
Inviato: 3/3/2007 11:54  Aggiornato: 3/3/2007 11:54
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/10/2006
Da: da qui a là.
Inviati: 211
 Re: "Io", e "noi"
Trovo giuse le affermazioni di Massimo, ma non capisco bene le conclusioni (= quindi che si fa'?) o meglio ancora vorrei cercare il capire il perchè di questa cosa, da dove deriva, come siamo arrivati fino a qui.

E' vero che parlando di politica si arriva sempre a dire "io ho fatto/faccio così..." ma credo sia perchè è l'atto pratico. L'unica cosa che ci è concessa fare è votare (o non votare) ed ognuno cerca di barcamenarsi come puo', con l'illusione che possa servire. Ogni altra azione viene spesso fagocitata o strumentalizzata dal sistema.
Forse l'errore è proprio quello di aspettarsi una soluzione radicale, definitiva e rapida, dimenticandosi che il tempo e la costanza possono fare molto di più. La gente pensa prima al proprio fondoschiena di quello altrui e questo a partire dal misero lavoratore che non arriva a fine mese, fino al super "paraculato" attaccato ad una sedia...
Spero solo che il tempo e la costanza possa essere d'auito, ma è un lavoro lento e quotidiano...

Un saluto.
M.B.

"...oggi la malattia fa passi da gigante!"
"Quella è la medicina!"
"Vabbè, diciamo che camminano di pari passo, dottore..." -dal film "La matassa" -
arturo
Inviato: 3/3/2007 12:56  Aggiornato: 3/3/2007 12:56
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/3/2007
Da:
Inviati: 265
 Re: "Io", e "noi"
#"Anche perchè l'idea - almeno la mia idea - passa attraverso un fase attiva, nella quale il cittadino deve pretendere un certo numero di condizioni precise dai candidati, prima di votarli, e queste condizioni sono necessariamente diverse per ciascuno di noi."#

La proposta di costituire un movimento di opinione con queste caratteristiche mi sembra interessante.

Non ho però bene afferrato in che modo si penserebbe di rendere effettiva questa struttura

Dovrebbe essere elaborata una Carta d’intenti ?
Dovrebbe anche essere previsto un piano di radicamento fisico sul territorio ?

( mi scuso se ho ripetuto qualcosa che era già stato preso in considerazione )

Ashoka
Inviato: 3/3/2007 13:06  Aggiornato: 3/3/2007 13:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 11/7/2005
Da:
Inviati: 3660
 Re: "Io", e "noi"
Citazione:
Finché non capiremo che la risposta parte da "noi", e dalla ricacciata dell' "io" nelle tenebre dell'egoismo, avrà avuto ragione chi nei diversi secoli si è adoperato per tenerci regolarmente l'uno contro l'altro.


Ma “la risposta che parte dalla ricacciata dell'io nelle tenebre dell'egoismo è quanto invocano “certi personaggi” sin dall'alba dei tempi


«E la base del nostro accordo non sta forse nel chiederci che cosa possiamo definire il massimo bene per l'ordinamento di una città, quel bene a cui deve mirare il legislatore nella sua opera, e che cosa il male più grande, per poi esaminare se ciò che abbiamo delineato poco fa si adatta alla traccia del bene e discorda da quella del male?»
«Precisamente», disse.
«Ma esiste forse un male più grande per la città di quello che la fa a brani, rendendola molteplice anziché una? O un bene maggiore di quello che la lega insieme, rendendola una?»
«Non esiste».
«E non è elemento di coesione la comunanza del piacere e del dolore, quando tutti i cittadini provano un'uguale gioia e un'uguale afflizione per gli stessi successi e le stesse disgrazie nel grado più alto possibile?»
«Senza dubbio», rispose.
«E viceversa non è elemento di dissoluzione il particolarizzarsi di tali sentimenti, allorché gli uni si disperano, gli altri si rallegrano per le stesse vicende toccate alla città e ai suoi abitanti?»
«Certamente».
«E una cosa del genere non si verifica quando gli abitanti della città non usano concordemente le espressioni "è mio", non é mio"? La stessa cosa vale anche per ciò che è di altri».
«Proprio così ».
«Quindi la città meglio amministrata è quella in cui moltissime persone dicono "è mio", "non è mio" riguardo alla stessa cosa e nello stesso senso?»
«Sicuro!».
«E non è anche quella che più si avvicina a un essere umano? Ad esempio, quando ci viene schiacciato un dito, tutta la comunione di corpo e anima, compresa in un unico ordinamento in virtù del principio che domina in essa, se ne accorge e nella sua totalità partecipa al dolore della parte ferita, e per questo diciamo che l'uomo sente male a un dito. Lo stesso discorso non vale per qualsiasi altro membro del corpo umano, quando si prova dolore per la sua sofferenza o piacere per
la sua guarigione?»
«Sì , è così », rispose. «Quanto alla tua domanda, la città meglio governata è quella più vicina a un organismo umano».
«Se dunque, penso, uno solo dei cittadini è toccato da un evento qualsiasi, buono o cattivo, una città simile condividerà in tutto e per tutto il suo caso, e si rallegrerà o si affliggerà tutta quanta assieme a lui».

Platone, la Repubblica, libro V

ed anche

Tu stai pensando » disse « che la mia faccia è vecchia e stanca. Tu pensi che io sto parlando del potere e che tuttavia non sono nemmeno capace di impedire al mio corpo di invecchiare e decadere. Ti rendi conto, Winston, che l'individuo è soltanto una cellula? E che l'uso, appunto, della cellula costituisce la forza dell'organismo? Muori forse quando ti tagli le unghie? »
Quindi si levò e si allontanò dal letto e riprese a camminare su e giù, con la mano in tasca.
« Noi siamo i sacerdoti del potere » disse. « Iddio è il potere. Ma in questo momento, per quanto riguarda te, il potere è soltanto una parola. Siamo arrivati al punto in cui è bene tu abbia una qualche idea di che cosa realmente significa il potere. La prima cosa che tu devi capire è che il potere è collettivo. L'individuo raggiunge il potere solo in quanto cessa di essere individuo. Tu conosci lo slogan del Partito: "La libertà è schiavitù". Hai mai pensato che si può rovesciarlo? La schiavitù è libertà. Fino a quando è solo e libero, l'essere umano è sempre condannato alla sconfitta. Deve essere co-sì, perché ogni essere umano è condannato a morire, il che costituisce la maggiore di tutte le possìbili sconfitte. Ma se egli riesce a fare una completa, totale sottomissione e rinunzia, se riesce a evadere dalla sua stessa identità, se si può completamente immedesimare nel Partito, in modo da fare che egli sia il Partito, solo allora riesce a essere onnipotente e immortale


Orwell, 1984

***

Tutte belle teorie per legittimare il governo di alcuni (gli “Aristoi”, il Partito, la Maggioranza...) su tutti...

Citazione:
Persino noi, assidui frequentatori di un luogo di comune ragionamento, che siamo disposti ogni giorno a metterci in discussione, e che pretendiamo che gli altri facciano lo stesso, ricadiamo nell'atavico istinto di "farsi i cazzi propri" quando si tratti di prendere decisioni che invece sono proprio intese ad avere un significato se operate in senso collettivo.


Ma è pieno di decisioni che hanno un significato ed un interesse preso in “senso collettivo” (non solo in politica) e non è sempre il “farsi i cazzi propri” la causa del loro fallimento..

- Quante sono le misure che sono state prese (diciamo in buona fede) per risolvere un problema e che si sono rivelate peggiori del problema stesso? Innumerevoli...

...basti pensare quanto la semplice decisioni di ritoccare “il tasso di interesse” influisce direttamente sulla vita di milioni di famiglie (è basso.. evviva facciamo il mutuo a tasso variabile x comprarci la casa! Si rialza.. cazzo non possiamo pagare la rata del mutuo.. siamo rovinati!)

Perché vengono prese queste decisioni? Semplicemente per il fatto che “il mondo è bello perché è vario” ed è imprevedibile, complicatissimo, irrazionale, emotivo...

....e pianificare qualcosa diventa necessariamente un azzardo, che può andare bene o male, che può favorire alcuni e mandare in malora molti, spesso non quelli che doveva essere gli originali “destinatari” (vedere ad es. l'ultima finanziaria, deduzioni, detrazioni e l'addizionale Irpef)

***

- Quante sono le misure prese in nome di “un interesse collettivo” (che a volte può essere semplicemente il “prestigio dell'Italia”) o della possibilità o meno di influire nelle decisioni “globali” con la speranza di poter avere un peso nel determinarle?

Basta vedere il recente discorso di D'Alema sulla missione in Afghanistan

“Rimanendo lì.. possiamo chiedere di essere relatori all'Onu.. di fare una conferenza di pace... etc.” (*)

E chi se ne frega se qualche alpino tornerà in Italia dentro una bara coperta dal tricolore...

Era solo un unghia dell'organismo sociale, un bel funerale di Stato e via....

Ashoka

(*) discorso non molto diverso, nella sua logica, dal “due o tremila morti x sedere al tavolo della pace” di qualcun'altro.

rumenta
Inviato: 3/3/2007 14:42  Aggiornato: 3/3/2007 14:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: "Io", e "noi"
[eric clapton - pretending]
Massimo,
hai ragione e torto insieme quando dici:
Correggo la mia frase, dicendo che se tutti la pensassero come te, nessuno inizierebbe mai a far niente.

hai ragione perché senza l'impegno di tutti le cose difficilmente cambiano, hai torto mettendomi tra quelli che latitano.
se così fosse non credo che sarei qui a confrontarmi con te e con gli altri utenti del forum (o degli altri forum ai quali partecipo).
mi dirai che starsene seduti dietro un monitor è ben lontano dalla "vera" partecipazione.
e potresti anche aver ragione, non fosse per il fatto che da dietro questo monitor posso informarmi ed informare più di quanto non sia possibile fare nella vita "reale".
se poi aggiungi il fatto di esporre le proprie idee ed i fatti che si acquisiscono in rete ad una cerchia di persone sempre più grande (anche pensando alla vita "normale") ecco che questa pseudo-partecipazione diventa più importante.
certo, non può mai sostituire l'azione diretta, ma è un ottimo mezzo per conoscere, informare/informarsi e, soprattutto, arricchire se stessi ed imparare a superare i propri limiti.

[via verdi - diamond]
è comunque difficile aggregarsi e trovare punti di convergenza.
solo una condivisione molto forte degli obiettivi comuni può far si che un gruppo possa influenzare le decisioni del sistema.
un esempio lo abbiamo avuto a vicenza, anche se non è servito a molto visto che con la "pseudo-crisi" di governo hanno distratto l'opinione pubblica dalla frode che stanno perpetrando alle nostre spalle.
più in piccolo, un altro esempio c'è stato a genova quando, in 4 gatti, siamo riusciti a bloccare la conversione in inceneritore della centrale enel in porto.
lo faranno comunque, probabilmente, anche perché di raccolta differenziata non si parla né mai se ne parlerà (troppi soldi intorno al business dei rifiuti), ma almeno non lo faranno in mezzo alla città......

[Wackside feat. Sister Sledge - Lost In Music (Mandy Club Mix)]
il succo di quel che volevo dire (lo so sono un po fumoso ma ho ottimi maestri ) è che un'organizzazione stabile porta sempre dei problemi, e l'esempio lampante lo abbiamo ogni giorno davanti agli occhi quando seguiamo le evoluzioni dei nostri (vostri, la mia legittimazione è un po che non ce l'hanno ) rappresentanti nelle "istituzioni democratiche".
molto meglio, secondo me, le aggregazioni spontanee finalizzate alla risoluzione di UN problema, nelle quali si raccolgono di volta in volta coloro che sono/si sentono coinvolti dal problema, il tutto in un contesto di informazione quanto più completa possibile dalla quale, ovviamente, non si può prescindere.

[paul carrack - how long]
ho aggiunto anche qualche notazione musicale, hai visto mai facendoti leggere il post mentre ascolti gli stessi pezzi io non riesca a spiegarmi meglio



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."
rumenta
Inviato: 3/3/2007 14:54  Aggiornato: 3/3/2007 14:54
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: "Io", e "noi"
Basta vedere il recente discorso di D'Alema sulla missione in Afghanistan

“Rimanendo lì.. possiamo chiedere di essere relatori all'Onu.. di fare una conferenza di pace... etc.” (*)

E chi se ne frega se qualche alpino tornerà in Italia dentro una bara coperta dal tricolore...

Era solo un unghia dell'organismo sociale, un bel funerale di Stato e via....

Ashoka

(*) discorso non molto diverso, nella sua logica, dal “due o tremila morti x sedere al tavolo della pace” di qualcun'altro.


di tutto questo mi spaventa che NESSUNO si chieda perché e soprattutto PER CHI siano importanti queste cose.
a me, francamente, che l'italia fosse relatrice all'onu, non è mai interessato (e questo a prescindere dal giudizio personale sull'organismo in questione) e, soprattutto, questo fatto non ha migliorato la mie condizioni di vita, come d'altronde NON le ha migliorate al resto degli italiani.
il paragone finale, poi, non fa che confermarmi nell'opinione che non esistano una destra né un centro né tanto meno una sinistra, ma solamente dei loschi figuri che si ingrassano non solo su noi ma anche sui nostri cadaveri.
peggio delle zecche, insomma.......



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."
Redazione
Inviato: 3/3/2007 22:08  Aggiornato: 3/3/2007 22:08
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: "Io", e "noi"
ARTURO: Ti ho lasciato un PM

Pausania
Inviato: 3/3/2007 23:29  Aggiornato: 3/3/2007 23:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: "Io", e "noi"
Non me ne abbiate se riparto dall'inizio, ma Rumenta a mio avviso ha toccato un punto nodale:

Citazione:
non fa una piega, ma una minoranza, anche se decisa, non può cambiare un intero sistema.....

Io credo invece che siano sempre le minoranze ben organizzate che fanno la storia, che cambiano le cose. Ed ancor più organizzate, sono le minoranze determinate, che hanno uno scopo che gli fa tenere dritta la barra del timone.

Le maggioranze non esistono. Esiste solo chi ha una visione e la determinazione necessaria; e tutti gli altri.

NERONE
Inviato: 4/3/2007 11:37  Aggiornato: 4/3/2007 11:37
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/9/2004
Da:
Inviati: 441
 Re: "Io", e "noi"
a me pare strano che un forum che fa dell'informazione, della controinformazione e della controdisinformazione la propria arma...non si renda conto della potenza dell'arma che ha in mano, la possibilità di aprire gli occhi a tanta più gente possibile in modo chiaro e razionale, dimostrando coi fatti e documentando le magagne e le distorsioni che ci propina questo sistema e la sua propaganda, operazione da fare possibilmente in modo serio e senza dare letture politiche.
Invece adesso di cosa stiamo parlando...è una crisi di identità?

rumenta
Inviato: 4/3/2007 17:09  Aggiornato: 4/3/2007 17:09
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2006
Da: Repubblica di Genova
Inviati: 801
 Re: "Io", e "noi"
Pausania:

Io credo invece che siano sempre le minoranze ben organizzate che fanno la storia, che cambiano le cose. Ed ancor più organizzate, sono le minoranze determinate, che hanno uno scopo che gli fa tenere dritta la barra del timone.

Le maggioranze non esistono. Esiste solo chi ha una visione e la determinazione necessaria; e tutti gli altri.


è vero, ma sono necessarie delle condizioni ben precise che, secondo me, oggi non si sono ancora verificate.
le minoranze determinate possono influenzare gli avvenimenti solo in condizioni estreme, perché sono viste come punto di aggregazione e stabilità dalla massa degli sbandati.
oggi come oggi nessun cambiamento sarebbe possibile in questa società di "sedati" e disinformati.......



"La verità dev'essere brutale, violenta, armata ed arrabbiata. Altrimenti soccombe."

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