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1 Utenti anonimi
Autore |
Discussione |
Votata: 6 Voti |
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Pausania |
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #151 |
Sono certo di non sapere
Iscritto il: 6/4/2006
Da
Messaggi: 3872
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Comedonchisciotte ha tradotto e pubblicato un interessante articolo di sintesi sulla guerra in Libano della scorsa estate: L’INVASIONE ISRAELIANA DEL LIBANO, 2006
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #152 |
Dubito ormai di tutto 
Iscritto il: 7/3/2006
Da Ground Zero
Messaggi: 1114
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[*rainews24]
Rapporto Winograd, "gravi errori" nella guerra in Libano. Olmert: non mi dimetto
La Commissione Winograd ha consegnato al premier israeliano Ehud Olmert l'atteso rapporto sui fallimenti della guerra in Libano dell'estate scorsa contro il movimento sciita libanese dell'Hezbollah.
Il premier Ehud Olmert, il ministro della difesa Amir Peetz e il capo di stato maggiore Dan Halutz sono i maggiori responsabili della decisione di andare in guerra contro gli Hezbollah, secondo la commissione Winograd. Il giudice Winograd ha detto che "i ministri hanno votato per una decisione che non hanno capito e hanno approvato il conflitto senza sapere poi come uscirne".
[...] In un filmato della breve seduta con i membri della commissione di inchiesta, diffuso dall'ufficio stampa governativo, Olmert appare teso, con un sorriso nervoso, mentre ringrazia gli inquirenti per il compito "non facile" da loro svolto. Il giudice Winograd non ha sorriso nemmeno una volta. Il ministro della difesa Amir Peretz è apparso scuro in volto.[...]
Olmert aveva delineato pubblicamente gli obiettivi da conseguire con l'offensiva militare in Libano lanciata il 12 luglio 2006: liberare i due soldati israeliani rapiti lo stesso giorno da Hezbollah, e annientare il gruppo estremista sciita. Entrambi gli obiettivi sono stati mancati dall'esercito israeliano: i soldati sono ancora tenuti in ostaggio e l'Hezbollah è riuscito a resistere a 34 giorni di guerra, accreditandosi come icona della "resistenza all'oppresssione sionista" in vasta parte del mondo arabo.
[...] Il canale 10 della tv israeliana, che ha ottenuto in anticipo una copia del rapporto, ha riferito che la Commissione esprime dure critiche nei confronti del premier e del suo ministro della Difesa, ma non ne chiede le dimissioni. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, 15 dei 29 deputati del Kadima sarebbero d'accordo nel chiedere le dimissioni di Olmert, i cui sostenitori starebbero cercando invece di allargare le responsabilità del conflitto: "E' impossibile dare la colpa a una sola persona quando tutti i ministri, tutto il Kadima e la maggioranza del Parlamento lo ha appoggiato nelle sue scelte", ha spiegato un collaboratore del premier.
[...]
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #153 |
Sono certo di non sapere
Iscritto il: 3/4/2005
Da Atene
Messaggi: 8134
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Germania: IDF coinvolta in tre "incidenti" al largo delle coste libanesiUn portavoce delle forze armate tedesche ha comunicato venerdì che forze della difesa israeliane sono state coinvolte in tre "incidenti" con il contingente navale di pace dell'ONU sotto il comando tedesco al largo del litorale libanese.
Il portavoce ha confermato un rapporto dal quotidiano Rheinische Post, che sarà pubblicato nell'edizione cartacea di sabato, secondo cui diversi caccia dell'aeronautica militare israeliana avrebbero approcciato mercoledì la fregata tedesca Niedersachsen al largo del litorale libanese.
Il rapporto ha aggiunto che il 30 aprile la Niedersachsen aveva segnalato di essere "pronta per il combattimento" a bordo quando un motoscafo israeliano si è avvicinato al vascello viaggiando a circa 30 nodi senza inizialmente identificarsi.
Sempre secondo lo stesso rapporto, un giorno prima le forze dell'IDF si sono avvicinate ad un motoscafo svedese facente parte anch'esso del gruppo dell'ONU.
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #154 |
Mi sento vacillare 
Iscritto il: 2/8/2006
Da
Messaggi: 826
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USA: legittimi i bombardamenti contro i campi profughi in LibanoIl portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, Sean McCormack, ha oggi dichiarato che l'attacco dell'esercito libanese contro i miliziani islamici nel campo profughi palestinesi nel nord del paese sarebbe stato legittimo. La forze armate avrebbero infatti condotto l'operazione allo scopo di garantire un "ambiente sicuro e stabile" alla popolazione libanese, difendendola dalle "provocazioni e dagli attacchi di violenti estremisti". Almeno 70 persone sarebbero morte negli ultimi due giorni e i carri armati continuano a bombardare i campi profughi vicini alla città di Tripoli, nel Libano settentrionale. [...]
Mi autocensuro.
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sick-boy |
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #155 |
Dubito ormai di tutto 
Iscritto il: 18/10/2006
Da Leith
Messaggi: 2710
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florizel |
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #156 |
Sono certo di non sapere
Iscritto il: 7/7/2005
Da dove potrei stare meglio.
Messaggi: 8195
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"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
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Cassandra |
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #157 |
Dubito ormai di tutto 
Iscritto il: 10/5/2006
Da
Messaggi: 1551
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"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
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francesco7 |
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #158 |
Mi sento vacillare 
Iscritto il: 25/5/2006
Da Tarentum
Messaggi: 886
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Citazione: Riprendo dal sito che hai postato: Già un mese fa l’amico Wayne Madsen riportava: «Nostre fonti libanesi e il quotidiano libanese Aldiyar riferiscono che la NATO si accinge a costruire una base sul terreno di una vecchia base abbandonata a Klieaat nel nord-Libano. La base servirà come quartier generale delle forze di dispiegamento rapido NATO, squadroni di elicotteri e forze speciali […] L’allestimento di tale base si fa su pressione di individui del Dipartimento della Difesa USA e dello Stato Maggiore riunito. L’amministrazione Bush ha di recente avvertito le autorità libanesi della presenza di gruppi di Al Qaeda nel Libano del Nord». Guarda caso, ecco comparire battagliero il gruppo sconosciuto Fath al-Islam, da tutti (proprio tutti) i media additato immediatamente come un’emanazione di Al Qaeda. Chi li avrà informati con tanta tempestività, lo possiamo immaginare. E dove appare il nuovo ente terrorista con le sue armi pesanti? Proprio vicino alla base di Kleiaat nel Libano del nord. Secondo Madsen il gruppo, che non esisteva un anno fa, è stato lanciato con fondi della CIA e della Falange Libanese (Geagea), con la scusa di fare da contrappeso ad Hezbollah nel sud. In realtà, Fath al-Islam sembra fatto apposta per «giustificare» l’accesso delle forze USA e NATO nella base del Libano del nord, finora risparmiato dalla sovversione interna ed esterna. Guarda caso questa neonata formazione terrorista, secondo i media occidentali, sarebbe manovrata dal regime siriano mentre gli Hezbollah che agiscono nel sud del Libano sono finanziati dall'Iran....e quì direi che il cerchio si chiude.
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La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità. (Plutarco)
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Ramingo |
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #159 |
Mi sento vacillare 
Iscritto il: 13/10/2005
Da Puglia
Messaggi: 657
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Libano: Usa pronti a intervenire http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo362983.shtmlLeggiamo anche su http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2000¶metro=esteriCitazione: Già all’inizio dell’anno sono usciti sulla stampa alcuni dettagli dell’operazione, quando ancora Fatah al-Islam era sconosciuto e nessun evento era stato segnalato a suo riguardo. Si faceva dunque il nome di Fateh al-Islam e veniva indicato il nome dei due «ufficiali» a cui Hariri aveva affidato il comando del suo settore «sicurezza», entro cui veniva collocato Fateh al-Islami. Già allora si riferiva che il Fateh al-Islami-Hariri aveva reclutato un primo gruppo di 200 «palestinesi dissidenti» (in realtà appartenenti ai più diversi Paesi, reduci da tutti i più bassi servizi «islamisti» a servizio dei «liberatori» israelo-americani). Poi, da due mesi circa, con i primi crimini di Fateh al-Islam, si è cercato di trascinarne l’immagine verso l’immancabile e ubiqua Al-Qaida, verso la Siria, verso l’Iran. Peccato che fosse già documentata la filiazione Fatah al-Islam-Hariri. Dunque Hariri-USA, ecc. ...e anche Citazione: Yinon proponeva, scrisse Shahak, «un metodo di dominio fondato sulle ‘Haddad Forces’, o associazioni di villaggio: forze locali sotto il comando di leader completamente dissociati dalla popolazione, privi persino di strutture feudali o di partito (come hanno per esempio i falangisti). Queste parole mi hanno risvegliato stamattina una "elucubrazione mentale" di qualche notte fà....mentre leggevo (ancora devo finire) questo: http://www.mathaba.net/www/militia/index.shtmlOgni stato ha una o più milizie fatte da brave persone,"patrioti" che nutrono (giustamente) qualche dubbio nei confronti del governo federale,ed elementi come Timoty McVeigh.Tutti molto manovrabili,tutte abbastanza"completamente dissociati dalla popolazione, privi persino di strutture feudali o di partito (come hanno per esempio i falangisti)"..... Quando la popolazione statunitense si romperà definitivamente gli zebedei.... Quando il governo statunitense finirà la vasellina.... Quando "qualcuno" deciderà di intervenire.... Si troveranno comode comode... 
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La storia insegna che quando si diventa indifferenti e si perde la volontà di combattere, qualcuno che ha la volontà di combattere prenderà il sopravvento. Colonel Arthur "Bull" Simons
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javaseth |
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Re: "On the Lebanon side of the border..." | #160 |
Dubito ormai di tutto 
Iscritto il: 11/3/2006
Da
Messaggi: 1182
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Da RepubblicaGerusalemme, 13:59LIBANO: PRODI, SE CHIEDE ONU CAMBIEREMO REGOLE INGAGGIO "Credo che le regole di ingaggio abbiano funzionato bene. Ma se ci fosse l'invito dell'Onu, siamo pronti a cambiarle". Cosi' il presidente del Consiglio Romano Prodi, nella conferenza stampa al termine dell'incontro bilaterale con il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, in merito alla possibilita' di modificare le regole di ingaggio della missione Unifil che vede il contingente italiano schierato in prima fila nel sud del Libano. Prodi spiega anche che "il rinnovo della missione e' la via piu' naturale che si presenta davanti e noi siamo pronti alla massima collaborazione per giungere rapidamente al rinnovo del mandato della missione Unifil in Libano". Ed ha aggiunto: "quando si va in missione con l'Onu bisogna sempre essere pronti, quando necessario, a cambiare le regole. Finora hanno funzionato bene, ma - ribadisce - se ci fosse l'invito Onu siamo pronti a cambiarle. Il mio giudizio e' che abbiano funzionato".
Ciao -javaseth
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"..io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe"
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