Re: la forza di gravità...

Inviato da  metas il 14/7/2011 21:26:54
Citazione:

RedPill ha scritto:
metas,
non devi leggere i giornali, devi leggere i libri!!!
Te ne ho già parlato... quelle cose bianche con i segni neri...

Comunque i giornalisti scrivono gli articoli in maniera che la gente li legga incuriosendosi.

I libri scrivono le cose come sono.
E se leggi il trattato di Verlinde ti accorgi che non dice che la gravità non esiste, dice che la forza di gravità è la risultante di un entropia cosmica che come risultato da' la forza di gravità.
Non si sogna minimamente di dire che tutto deriva dal vortice o dalla pressione dell'atmosfera

Pensa un po'... fra l'altro dice che è necessario partire dalla teoria della relatività di Einstein e sviluppare delle deviazioni da questa.
Ma da quanto mi dici tu, la teoria della relatività è una cazzata. Quindi non dovresti essere d'accordo con Verlinde.


Comunque, siccome vorrei tanto che anche tu iniziassi ad informarti seriamete, ti allego un estratto:

Da
"On the Origin of Gravity and the Laws of Newton"
di Erik Verlinde


The derivation of the Einstein equations presented in this paper is analogous to
previous works, in particular [7]. Also other authors have proposed that gravity has
an entropic or thermodynamic origin, see for instance [14]. But we have added an
important element that is new. Instead of only focussing on the equations that govern
the gravitational eld, we uncovered what is the origin of force and inertia in a context
in which space is emerging. We identi ed a cause, a mechanism, for gravity. It is driven
by di erences in entropy, in whatever way de ned, and a consequence of the statistical
averaged random dynamics at the microscopic level. The reason why gravity has to
keep track of energies as well as entropy di erences is now clear. It has to, because
this is what causes motion!

Peace
RedPill



Se io avessi dovuto aspettare che qualcuno, presuntuosamente, mi suggerissi cosa leggero o, peggio ancora, cosa studiare, certamente non avrei scoperto assolutamente niente, ma da te, come da tutti coloro che si limitano solo a leggere i vari testi imposti ed accettati come dottrina dogmatica, non fa sperare nessun progresso per la futura scienza. Io mi sono posto ed imposto di scoprire cosa c’è, oltre la “siepe” leopardiana. Io ho imparato a vivere solo secondo le mie scelte personali e non in funzione di preconcettuali consiglieri inetti.
Ti allego qui, cosa dice la scienza ufficiale circa le bizze di Mercurio nei confronti della teoria di Newton, dati inconfutabili, che possono essere spiegati solo se si ha l’umiltà di fare scienza per la scienza, non scienza per imporre concetti e teorie stravaganti e prive di dimostrabilità, come l’attrazione gravitazionale, incompatibile con ogni elemento che genera tutti i fenomeni naturali ed universali. Nonostante il tuo modo sgarbato e poco promettendo per istaurare una civile discussione, se vuoi, ti fornirò gli elementi matematici, relativi alla forza di gravità, con i quali potrai procedere a calcolare alcuni eventi e riscontrare che i conti, ovviamente applicando la teoria di Newton, matematicamente non tornano, salvo ostinata ingenuità di negare la realtà, come testardamente hai dato atto di fare, insieme a tutta la ghenga che professa congetture irrazionali. Metas-
MERCURIO: UN PICCOLO PIANETA, UN GRANDE GUASTAFESTE
Mercurio è uno dei cinque pianeti visibili ad occhio nudo e noti fin dalla più remota antichità; a differenza degli altri quattro Mercurio è molto difficile da osservare poiché, essendo il pianeta più vicino al Sole, viene a trovarsi sempre molto vicino alla nostra stella e quindi la sua luce è sempre offuscata da quella solare. Di conseguenza bisogna andarlo a cercare immerso nelle luci del tramonto o in quelle dell’alba in quei periodi in cui si trova alla massima distanza angolare dal Sole.
Mercurio è veramente un pianeta molto piccolo (è appena più grande della Luna); dista mediamente dal Sole 58 milioni di chilometri, ruota su se stesso una volta ogni 58 giorni e compie un giro intorno al Sole una volta ogni 88 giorni.
Il piano su cui giace l’orbita che Mercurio percorre intorno al Sole non coincide con il piano su cui giace l’orbita terrestre; di conseguenza Mercurio, quando viene a trovarsi fra la Terra e il Sole, in genere passa appena sopra oppure appena sotto il disco solare. A volte, però, capita che i tre corpi (Sole, Mercurio e Terra) vengano a trovarsi perfettamente allineati; in queste rare occasioni Mercurio, visto da Terra, appare proiettato sul Sole ed è possibile scorgerlo con un piccolo telescopio come un puntino nero in movimento attraverso il disco solare.
Nel 1700 e 1800 i transiti di Mercurio sul Sole erano fenomeni molto importanti poiché venivano osservati per confrontare il movimento reale del pianeta con quello previsto dalle effemeridi ed, eventualmente, per correggere queste ultime. Fu subito chiaro, però, che qualcosa non funzionava a dovere; infatti il transito sul Sole previsto per il 5 maggio 1707 risultò errato di un giorno; quello previsto per il 6 maggio 1753 risultò errato di diverse ore; stessa sorte ebbero i transiti del 1789, 1799 e 1802.
Nel 1849 Urbain Jean Joseph Le Verrier (Saint-Lo, 1811 - Parigi, 1877), un matematico francese famoso in tutta Europa per avere scoperto (grazie alla Teoria della Gravitazione Universale) il pianeta Nettuno in base alle anomalie del movimento di Urano, annunciò di avere identificato con precisione il problema.
Come abbiamo detto in precedenza l’orbita di Mercurio è una ellisse e il Sole non si trova nel centro ma un po’ spostato; il punto dell’orbita più vicino al Sole si chiama perielio. Ora il perielio dell’orbita di Mercurio non è fisso nello spazio ma, molto lentamente, si muove in direzione del moto del pianeta. Per questo motivo si dice che il perielio di Mercurio precede oppure che è soggetto ad un moto di precessione. La precessione del perielio di Mercurio, e dei pianeti in generale, é un fenomeno previsto e ben spiegato dalla Teoria della Gravitazione Universale ma Le Verrier scoprì che il perielio di Mercurio si muove più velocemente di quanto previsto dalla teoria; una discrepanza molto piccola ma comunque misurabile e quindi inspiegabile.
In un primo momento la causa di questa anomalia venne ricercata nella presenza di uno sconosciuto pianeta che si doveva trovare ancora più vicino al Sole il quale, con la sua attrazione, era in grado di perturbare il moto di Mercurio. Il presunto pianeta intramercuriale fu battezzato con il nome di Vulcano.
Ma quando, dopo cinquant’anni di infruttuose ricerche e di furiosi scontri fra astronomi favorevoli all’esistenza di Vulcano e non, risultò chiaro che non esisteva alcun pianeta intramercuriale gli scienziati dovettero arrendersi all’evidenza: esiste almeno un caso, la precessione del perielio di Mercurio, in cui la Teoria della Gravitazione Universale fornisce risultati non corretti.
... e ce ne sono una lunghissima serie di altri eventi che non quadrano con l'onnipotenza ma fasulla teoria di Newton e dell'astrattismo einsteniano. saluti, metas.

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