Re: capire la propaganda

Inviato da  _gaia_ il 23/5/2007 22:27:39
Ja, caro Pausania, non metto in dubbio ciò che dici; probabilmente sono stata troppo sintetica (e molto poco chiara) nella mia teoria super-complottara.. per cui passo a mettere i puntini sulle i in base al tuo post.

1) Non ho prove: ho infatti solo esposto una mia "intuizione", un'ipotesi nata facendo un'intuitivo 2+2 dalle nozioni che ho appreso in storia e in antropologia. Non ho alcuna pretesa di dichiarare verosimile la mia idea, solo semmai il desiderio di confrontarmi con chi, come te, ha la pazienza e la voglia di discutere.
Sul discorso sintesi/analisi, non posso dire altro se non ribadire che la mia è solo una semplice "intuizione".

2) Premesso ciò, devo anche dire che la mia ipotesi non postula per forza che ci sia un piano preordinato che data fin dal '700: infatti potrebbe darsi che dall'800 (ma anche solo a inizio '900, secondo me), "qualcuno" ha intuito la portata delle ricerche in ambito accademico che si stavano portando avanti, e ha abilmente spinto (sovvenzionando) enti e ricercatori che propugnassero ciò che in quel momento tornava utile venisse propugnato come "verità scientifica incontrovertibile".

3) Ergo:

- il '700 lascialo pure da parte, perché l'ho inserito solo come introduzione (per far capire "da dove si è partiti", nel ristretto ambito della disciplina antropologica);

- sull'800 c'è un gran casino, ma è indubbio credo che sia un periodo di grandi sommovimenti, in cui si creano gli stati (scusa l'estrema sintesi, ma hai già ben detto tu su questo punto *); qui potrebbe anche essreci stato qualcuno che ha "preso la palla al balzo" e ha iniziato a propugnare il nazionalismo "istituzionalizzato", ma credo meno inverosimile che ciò sia avvenuto dopo; cioè:

- ai primi del '900 collocherei il vero inizio di un progetto come quello che ho descritto: spingere in una certa direzione un "sentimento comune" (creato ad hoc o nato spontaneamente, non fa molta differenza: ci si impadronisce di qualcosa e lo si incanala dove si vuole), sfruttando la scienza, gli studi sulla psicologia di massa e sulla propaganda.
(Stiamo parlando di meno di 100 anni fa.. quando in giro circolava gente che in pratica è ancora al potere attraverso qualche discendente e/o linea di sangue continuata tramite matrimoni ben allestiti.)

4) Antitesi egualitarismo/nazionalismo: mi riferivo solo al nostro presente, in cui mi pare si stia spingendo affinché le due cose siano viste come antitetiche.

E' pura questione di propaganda: se sono nella "giusta" posizione (e ho quindi i mezzi giusti), non è un problema diffondere le idee che voglio, e arrivare a far pensare alle persone quel che io voglio, facendo loro credere che siano pensieri che essi elaborano, e non invece una forma-mentis plasmata da anni di condizionamento sociale..

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*) Dici molto bene: ..ha portato alla creazione di nuovi Stati, come la Germania o l'Italia, che però erano costruzioni artificiali, che infatti richiesero la guerra prima e l'educazione obbligatoria dopo per avere un minimo di consenso popolare
E' proprio quello che intendevo quando parlavo di "propagandare il nazionalismo" da parte delle istituzioni. Sorto spontaneamente o creato dall'alto, da un certo momento in poi non fa più sta gran differenza..

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PS: non so se questa ipotesi sia del tutto strampalata o se possa avere un qualche punto con una parvenza di probabilità.. Prendetela solo come un'intuizione in cerca di riscontri.

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