della serie... la Chiesa non fa politica

Inviato da  padegre il 10/11/2010 18:24:50
Con il solito stile viscido, indiretto, subdolo, il quotidiano dei vescovi, l’Avvenire, per bocca del suo direttore, Marco Tarquinio, attacca Fini perché tra l'altro ha osato enunciare una evidente verità: “credere ancora nella famiglia fondata sul matrimonio è un chiaro sintomo di arretratezza culturale”.
Si aggiunga che Fini ha osteggiato la legge governativa sulla “fine della vita” a favore del civilissimo e individuale testamento biologico, ed ecco scattare un sostanzioso aiuto al buon cristiano Berlusconi, in quanto queste osservazioni nella sostanza sono un diktat che vieta ai cattolici alleanze con il capo futurista.

In questo momento è un intervento di una pesantezza notevole, e si vogliono tutelare gli interessi economici garantiti da un cristiano esemplare, abbandonato dalla moglie, calunniato da giudici e giornali comunisti,che garantisce sovvenzioni alle opere cattoliche, sottraendo risorse a pubblici servizi.
Ci avvolgeranno con le solite litanie: non è questa la posizione ufficiale della Chiesa, abbiamo il diritto di parlare ai credenti, questi valori sono per noi irrinunciabili ma sono solo balle per deficienti.

Se contestualizziamo il “pronunciamento”, in questo preciso momento politico, è un regalo a Berlusconi, che, ben conoscendo le regole del gioco, presto si sdebiterà con i soldi degli italiani, ed è un avvertimento al democratico cristiano Pierfurbi Casini affinché non pensi ad una alleanza con Fini.
In Italia viviamo ancora la anomalia del peso della religione sui risultati elettorali, un peso che se vediamo contenuto entro il 10% è comunque decisivo.
L’abolizione della legge che destina l’8 per mille alla Chiesa non è altro che una via obbligata per una democrazia, senza interferenze.
Paolo De Gregorio

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