Re: Dopo Tunisia e Algeria ora tocca all'Egitto?

Inviato da  redna il 28/1/2011 16:10:56
Via i giubbotti antiproiettile.........la polizia si butta con i dimostranti

IL CAIRO - Via i giubbotti atiproiettile, via i caschi e i manganelli: la polizia egiziana al fianco dei manifestanti. È quanto hanno fatto ad Alessandria d'Egitto, alcuni poliziotti, secondo la tv satellitare al Arabiya. In molti si sono anche rifiutati di usare i lacrimogeni. Scontri sono invece in corso al Cairo, tra manifestanti e polizia nella grande piazza Tahrir. Lo ha detto al Jazira, pochi minuti prima di essere completamenteoscurata in Egitto, aggiungendo che i manifestanti hanno dato fuoco a un mezzo della polizia: negli scontri, in piazza Abdel Moneim Riad, due persone sarebbero morte e ci sarebbero decine di feriti.

I manifestanti hanno preso il controllo della città di Suez e le forze dell'ordine stanno retrocedendo. La città portuale egiziana è da ieri teatro di violentissimi scontri.


Con una battaglia durata mezz'ora, con cariche e lancio di lacrimogeni, la polizia è riuscita a respingere i manifestanti che avevano preso d'assalto il ponte Kasr el Nil, detto anche Ponte dei Leoni, nel tentativo di raggiungere la centrale piazza Tahrir.

Tra i manifestanti caricati c'erano anche donne e bambini.

Anche i giornalisti sono stati allontanati. Adesso l'area è completamente sgomberata.


Un consigliere del presidente Mubarak, Mustafa Fekhi, ex capo della Commissione esteri dell'assemblea del popolo, ha chiesto l'immediato intervento del presidente in persona perchè «le forze di sicurezza da sole non possono gestire la situazione».. In particolare, ha chiesto a Mubarak un'azione di «riforma un favore della popolazione egiziana».

WIKILEAKS: USA DENUNCIARONO ABUSI POLIZIA Il sottosegretario Usa per i diritti umani Micheal H. Posner sottolineò le preoccupazioni di Washington per «abusi e brutalità» della polizia egiziana, soprattutto nelle carceri, in numerosi incontri del gennaio 2010 con i responsabili del Cairo. Lo si legge in un dispaccio siglato dall'ambasciatore Usa, Margaret Scobey, e pubblicato oggi da Wikileaks, il sito di Julian Assange, in concomitanza con le manifestazioni nel Paese. Il sottosegretario incontrò numerosi esponenti del governo egiziano, tra il 12 ed il 13 gennaio 2010 al Cairo, che negarono le accuse, spiegando che gli ultimi «possibili» episodi risalivano agli anni '70, e «solo con qualche terrorista», spiega Hassan Abdel Rahman, direttore del Interior Ministry State Security (SSIS). Ma gli americani commentano che «attendibili avvocati per i diritti umani credono che la brutalità della polizia sia pervasiva, quotidiana nei centri di detenzione», e che il SSIS si è «adattato» all'attenzione dei media, «nascondendo gli abusi e facendo pressioni sulle vittime».

VENERDI' DELLA COLLERA È, come annunciato, il «Venerdì della collera» :cortei e manifestazioni anti-Mubarak stanno paralizzando le principali città egiziane e in particolare il Cairo, dove sono in atto scontri tra le migliaia di manifestanti e le forze dell'ordine. La polizia ha bloccato, senza arrestarlo ma impedendone ogni spostamento, l'esponente dell'opposizione Mohammed el Baradei, rientrato in patria ieri da Vienna, e che stamani si trovava a pregare insieme ad altre centinaia di persone, nella zona delle manifestazioni. Quattro giornalisti francesi sono stati arrestati, e un reporter di al Jazira picchiato. Una battaglia è in corso tra circa 25 mila manifestanti e le forze dell'ordine che cercano di respingere la folla sparando lacrimogeni e proiettili di gomma, nel quartiere di Dokki, vicino allo Sheraton, dove tra la gente si troverebbe l'ex parlamentare nasseriano Hamdiia Sabahi, possibile candidato alla presidenza. Infuriano gli scontri anche davanti alla moschea-università di Al Azhar, il maggior centro teologico sunnita, mentre cortei stanno cercando di raggiungere Piazza Tharir, verso la sede della presidenza del consiglio e a quella del Parlamento Anche ad Alessandria la polizia ha sparato lacrimogeni e pallottole di gomma per disperdere i manifestanti, che si stanno battendo davanti alla moschea el Kaid Ibrahim. Per neutralizzare la capacità dei manifestanti di organizzarsi e riorganizzarsi a seconda dello schieramento delle forze di polizia, è stato disattivato questa mattina il servizio internet in tutto l'Egitto. Anche la rete dei cellulari non è più attiva. In prima mattinata era stato disattivato il servizio sms e ora non c'è più copertura di rete. Anche a Vodafone è stato chiesto di sospendere la copertura In nottata le forze di sicurezza hanno anche provveduto ad arrestare numerosi esponenti dei Fratelli musulmani, inclusi, secondo quanto riferiscono alcune fonti, i due portavoce Essam El Eriane, Mohammed Mursi.

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