Re: Filmati Speciale TG1

Inviato da  Henry62 il 11/6/2006 20:26:27
Ciao Salistrari,
io penso che comunque il muro della facciata non sia l'unico parametro di cui tener conto.
La distruzione dell'aereo si dovrebbe essere concretizzata praticamente in una sequenza che ha visto man mano arretrare verso l'interno del Pentagono la zona resistente dell'edificio e, contemporaneamente, avanzare verso l'interno l'aereomobile che andava verso la distruzione impattando contro la zona resistente. In pratica, l'ipotesi che avanzo Ú che la carlinga si sia distrutta al primo impatto, con il resto della fusoliera che collassava, come una lattina vuota, verso il pavimento dell'aereomobile man mano che questa entrava in contatto con la facciata (ricordo che la zona dell'aereo in cui si colloca la radice alare Ú all'incirca un metro al di sopra del piano passante per gli assi dei rotori dei motori, zona in cui possiamo collocare la presenza degli elementi strutturali di maggior robustezza e in cui sono collocabili anche gli elementi di maggior densitÓ sezionale).
In pratica, la distruzione delle superfici dell'aereo Ú assimilabile ad una immagine che qualcuno scherzosamente ha messo fra i commenti di una notizia: un enorme imbuto in cui si sarebbe infilato l'aereomobile, solo che da imbuto ha agito la facciata e il corridoio creatosi con la distruzione e la deformazione delle colonne.
Penso che la distruzione della facciata, al confronto con l'energia necessaria per sfondare e deformare le colonne all'interno, sia poca cosa.
E' per questo che ti dico che comunque l'aereo avrebbe operato lo sfondamento della facciata e avrebbe avuto un tramite di lunghezza inferiore nel Pentagono ma, attenzione, quando dico che avrebbe avuto un tramite inferiore non significa che l'aereo sarebbe rimasto fuori! A quelle velocitÓ, penso che comunque l'aereo si sarebbe ridotto ad un cumulo di rottami. Da dati ufficiali risulta che i rottami che si sono trovati alla maggior distanza dalla facciata sono a 95 m, cioÚ hanno percorso un tragitto nel Pentagono pari a due volte la lunghezza dell'aereo e avrebbero subito una decelerazione, provocata dall'attrito e dal lavoro di deformazione plastica negli urti, stimata pari a 30g (nell'ipotesi di impatto a 850 Km/h). Se anche ammettiamo una velocitÓ di impatto inferiore, otteniamo comunque valori tali da rendere difficile poter pensare che parte della struttura dell'aereo possa resistere senza collassare, infatti la decelerazione sarebbe ancora dell'ordine indicato (30g) ma si sarebbe tradotta in un percorso inferiore per la minore energia cinetica all'impatto.
Ciao

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