L’undici settembre sbarca in Giappone

Data 17/1/2008 9:20:00 | Categoria: 11 settembre

Yukihisa Fujita, un membro del Partito Democratico giapponese, ha improvvisamente sollevato la questione dell’undici settembre, di fronte a un parlamento a metà fra lo stupefatto e il divertito. La questione in ballo è una nuova legislazione “antiterrorismo”, all’interno della quale si colloca il dilemma – che pare essere profondamente vissuto in questi giorni dai giapponesi - se rifornire o meno i voli americani che partono per andare a bombardare l’Afghanistan. Bisogna dire che il finale è in un certo senso sorprendente.

PRIMA PARTE:

All’interno seconda e terza parte (totale 25 min. circa). Segue trascrizione completa del segmento (praticamente, la copia stampabile dei sottotitoli).
II PARTE:

III PARTE:

Naturalmente possiamo solo rispondere per la traduzione dall’inglese all’italiano, ma non per quella dal giapponese all’inglese.

Massimo Mazzucco


TRASCRIZIONE:

FUJITA: Vorrei parlare delle origini di questa guerra al terrorismo. Come potrete ricordare, in novembre io ho posto la domanda se il terrorismo sia da considerare una atto di guerra oppure un crimine. La "guerra al terrorismo" è iniziata con gli attacchi dell'11 settembre.

Quello che vorrei sapere è se questo fatto è stato causato dal Al-Queda oppure no. Noi non abbiamo visto nessuna prova reale che si trattasse di Al-Queda.

Vorrei sapere perché il Primo Ministro pensa che siano i Talebani i responsabili degli attacchi dell'11 settembre. Voglio chiederlo al Primo Ministro perché lui era Ufficiale Capo di Gabinetto in quel periodo.

PRIMO MINISTRO: Secondo le informazioni segrete ottenute dal nostro governo e secondo i rapporti pubblicati da governi stranieri, gli attacchi dell'11 settembre sono stati portati a termine da una organizzazione terroristica internazionale conosciuta come Al-Queda.

FUJITA: Quindi lei sta parlando sia di informazioni segrete che pubbliche.

Mi domando se il governo giapponese abbia condotto una propria indagine, usando la polizia e altri mezzi. Si tratta di un crimine quindi è certamente necessario che sia fatta un'indagine. Quando un giornalista giapponese è stato ucciso a Myanmar voi avete fatto un'indagine. Nello stesso modo sono morti oltre venti giapponesi, quindi certamente il governo avrà fatto la sua indagine. Quindi, che tipo di indagine avete fatto? In quel periodo lei era Segretario Capo di Gabinetto, e sicuramente lo sa meglio di chiunque altro, per cui chiedo a lei della vostra indagine.

PRIMO MINISTRO: Dopo gli attacchi dell'11 settembre l'Agenzia di Polizia Nazionale ha mandato una squadra di emergenza antiterrorismo a New York. Si sono incontrati con gli ufficiali del governo americano e hanno raccolto le informazioni sui giapponesi dispersi.

FUJITA: Quindi lei mi sta dicendo che oltre 20 persone sono morte come risultato di un crimine, e che la maggior parte di quelle persone lavorava a New York. C'erano anche dei giapponesi che sono morti sui quattro aerei che sono stati dirottati. Vorrei sapere esattamente quante persone sono morte negli edifici e quante sono morte sugli aerei. Vorrei anche sapere come si è avuto la conferma di queste informazioni, e vorrei che il Ministro degli Esteri mi rispondesse.

MINISTRO DEGLI ESTERI: Abbiamo trovato i corpi di oltre una dozzina di giapponesi in seguito ai simultanei attacchi terroristici portati a termine l'11 settembre. Siamo anche stati informati della morte di altre 11 persone dalle autorità americane. In totale 24 giapponesi sono morti negli attacchi. Di questi, due si trovavano sugli aerei.

FUJITA: Vorrei chiedere quali erano i voli nei quali sono morti i due giapponesi, e come avete determinato la loro identità.

Se per caso il Ministro degli Esteri non lo sapesse, va bene anche la risposta di un funzionario.

CAPO DIPARTIMENTO DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RYOJL TANIZAKI: Visto che si tratta di fatti posso rispondere io. Come ha detto il Ministro degli Esteri, delle 24 persone morte due si trovavano sugli aerei.

Uno di loro era sul volo 93, e l'altro era sul volo American Airlines 11.

Riguardo al modo in cui l'abbiamo saputo, non ho le informazioni davanti a me, ma ci è stato comunicato dalle autorità americane, e in generale loro usano il test del DNA, quindi crediamo che sia questo il modo in cui noi sappiamo di quelle due persone.

FUJITA: Quindi lei mi sta dicendo che non lo sa perchè non ha la documentazione davanti, e mi sta anche dicendo che lei crede che si sia stato l'esame del DNA, ma non è sicuro.

Quello che voglio dire oggi è che si è trattato di un crimine, e i crimini dovrebbero essere investigati. In seguito il governo deve informare i familiari delle vittime dei risultati della loro investigazione.

Invece di osservare semplicemente l'anniversario dell'11 settembre, ogni anno, dovreste raccogliere informazioni e comportarvi di conseguenza.

Quindi negli ultimi sei anni avete dato alle famiglie delle vittime delle informazioni? Vorrei chiedere al Ministro degli Esteri di rispondere.

MINISTRO DEGLI ESTERI MASAHIKO KOMURA: Quindi lei non vuole più sapere come hanno confermato le morti dei giapponesi, lei vuole sapere di che cosa abbiano informato i familiari delle vittime? Abbiamo dato alle famiglie informazioni riguardo ai resti, e riguardo alla ricompensa economica. Inoltre, per 13 giapponesi di cui sono stati trovati i resti abbiamo aiutato le famiglie per le formalità.

Finanziamo anche le visite dei familiari delle vittime al World Trade Center ad ogni anniversario.

FUJITA: Non ho molto tempo. Parliamo delle informazioni sospette che stanno venendo fuori, e dei dubbi che la gente ha nel mondo sui fatti dell'11 settembre.

Molti fra gli scettici sono persone importanti. In queste circostanze io credo che il governo giapponese, che sostiene che gli attacchi siano stati portati a termine da Al-Queda, dovrebbe fornire ai familiari delle vittime queste nuove informazioni.

E' in questo contesto che vorrei porre svariate domande. Vorrei chiedere a tutti i membri della Commissione di guardare le fotografie che vi ho fatto avere.

Si tratta di prove concrete, nella forma di fotografie e altro tipo di informazioni.

La prima immagine è un fotomontaggio che mostra quanto grande fosse l'aereo che ha colpito Pentagono. Un 757 è un aereo decisamente grande, con una larghezza di 38 metri. Come potete vedere, nonostante un aereo di queste dimensioni abbia colpito il Pentagono, c'è solo un buco che è troppo piccolo per l'aereo.

In questa immagine potete vedere dei pompieri in azione. Non ci sono i danni che normalmente un aereo di quelle dimensioni dovrebbe causare. Guardate il prato antistante, notate come non ci siano le parti dell'aereo.

Guardiamo anche la terza immagine, sempre del Pentagono, che è presa da una trasmissione televisiva. Le didascalie indicano che il tetto del Pentagono è ancora intatto.

Nuovamente, nonostante debba essere stato colpito da un aereo enorme, non ci sono sufficienti danni corrispondenti.

Passiamo adesso alla prossima immagine, che mostra un foro. Come il Ministro Komura sa, il Pentagono è un edificio molto robusto, con molti muri, eppure l'aereo li ha perforati.

Ma come voi sapete gli aerei sono fatti coi materiali più leggeri possibile. Un aereo fatto di materiali così leggeri non può aver fatto un foro del genere.

Ora vorrei mostrarvi un'immagine di come l'aereo ha colpito l'edificio.

L'aereo ha fatto una inversione a "U" evitando l'ufficio del Ministro della Difesa, e ha colpito l'unica parte del Pentagono che era stata specialmente rinforzata per reggere a un attacco con esplosivi.

A metà della pagina 5 c'è anche il commento di un ufficiale dell'aviazione americana: "Ho pilotato i due modelli di aereo usati l'11 settembre, e non posso credere che qualcuno che sta volando per la prima volta riesca a compiere quel tipo di manovra".

Come inoltre sapete non sono state recuperate le scatole nere della maggioranza di questi quattro aerei.

C'erano poi più di 80 telecamere di sicurezza al Pentagono, ma ci hanno negato di vedere quasi tutto il materiale.

In ogni caso, come avete visto, non c'è un'immagine dell'aereo o dei suoi resti in alcuna di queste fotografie. E' molto strano che nessuna immagine di questo genere ci si sia stata mostrata.

Come sapete le forze di difesa giapponesi hanno la loro sede Ichigaya.

Potete immaginare se un aereo colpisse una grande città, se un'ora e mezza dopo che un aereo ha colpito New York, che un aereo colpisca il Pentagono?

In questa situazione, come possono i nostri alleati aver permesso un attacco del genere? Vorrei che il Ministro della Difesa rispondesse a questa domanda.

MINISTRO DELLA DIFESA FUYUSHIBA ISHIBA: Non sono preparato, quindi risponderò a braccio. In una situazione del genere la nostra aviazione manderebbe dei jet per abbattere qualunque aereo.

La Corte Costituzionale tedesca ha escluso questa possibilità. Nel caso del Giappone la nostra reazione dovrebbe dipendere dal tipo di aereo, da chi lo sta pilotando, e dalle sue intenzioni.

Probabilmente avremmo delle forze di difesa che gli volano accanto, e aspetteremmo una decisione a livello governativo. Visto che un aereo avrebbe a bordo molte persone, dovremmo discutere che cosa fare.

C'è stato un caso, molto tempo fa, quando un aereo Cessna si è abbattuto sulla casa di una persona che si chiamava Yoshio Kodama.

C'è stato anche un aereo delle aerolinee All Japan che è stato dirottato, e il pilota è stato ucciso.

Sarebbe meglio che cose del genere non succedessero, ma dobbiamo preparare nuove leggi per situazioni simili e discuterle in parlamento.

FUJITA: Poiché il tempo sta finendo vorrei mostrarvi un nuovo indizio. Per favore guardate questo cartello.

La prima immagine è quella che vedete spesso delle tue torri colpite dagli aerei dirottati.

Io potrei capire se questo fosse successo subito dopo che sono state colpite, ma qui si possono vedere ei grossi pezzi di materiale che volano a grandi distanze nell'aria.

Alcuni sono volati a 150 metri di distanza. In questa immagine si possono vedere oggetti che volano come se ci fosse stata un'esplosione.

Questo è un'immagine che ho preso da un libro. Vi può dare un'idea di quanto lontano siano volati gli oggetti.

La terza immagine è quella di un pompiere che ha partecipato ai soccorsi, il quale parla di una serie di esplosioni nell'edificio, che sembravano quelle di una demolizione professionale.

Non possiamo presentare il video oggi, quindi ho la traduzione di quello che dice il pompiere: "E' stato un boom boom boom, come se ci fossero delle esplosioni".

Qui c'è qualcosa che ha detto una squadra di ricerca giapponese riguardo agli ufficiali del corpo dei pompieri e al ministro delle costruzioni. Hanno intervistato una sopravvissuta giapponese, che ha detto che mentre scappava ha sentito delle esplosioni. La sua testimonianza compare in un rapporto preparato con l'aiuto del ministero delle costruzioni e del corpo dei pompieri.

Ora vorrei che osservaste la seguente immagine. Normalmente si dice che le torri sono crollate perchè sono state colpite dagli aerei. Ma a un isolato di distanza dalle Torri Gemelle c'era l'edificio numero 7.

Lo si può vedere in questa cartina, a un isolato di distanza dal World Trade Center. L'edificio è crollato sette ore dopo che le torri del World Trade Center sono state colpite.

Se potessi mostrare un video sarebbe facile capire, ma guardate questa immagine: è un edificio di 47 piani che è crollato in questo modo.

L'edificio cade in 5-6 secondi, più o meno alla velocità di un oggetto in caduta libera nel vuoto.

Questo edificio cade come lo vedreste cadere in uno spettacolo kabuki. Inoltre cade mantenendo la sua forma.

Ricordate che non è stato colpito da un aereo. Bisogna quindi chiedersi come fa un edificio a cadere in quel modo a causa del fuoco dopo sette ore.

Questa è la copia del rapporto della commissione 11 settembre. Il rapporto è stato pubblicato dal governo americano nel luglio 2004, ma questo rapporto non parla del crollo dell'edificio che ho appena descritto. Non è nemmeno citato. Anche la FEMA ha pubblicato un rapporto nel quale dimentica di citare questo edificio.

Molte persone credono, specialmente per la storia dell'edificio numero 7, che ci sia qualcosa di strano. Poiché questo è incidente in cui molte persone sono morte, molti pensano che debba essere investigato.

Vorrei chiedere all'esperto economico Sr. Asao di dirmi qualcosa di più sulle "put options".

Perchè una cosa del genere avvenisse, sarebbe stato necessario un gruppo di persone con grandi quantità di soldi, precise informazioni dall'interno e una certa esperienza finanziaria.

E' possibile che una manciata di terroristi in Afghanistan e Pakistan abbia portato a termine una serie di transazioni così delicate e su larga scala?

Chiedo al Sr. Asao di rispondere.

ASAO: Per "put options" si intende un accordo per vendere delle azioni in un certo giorno a un prezzo prefissato.

In questo caso qualcuno deve aver avuto informazioni riservate per portare a termine queste operazioni, perchè nessuno avrebbe potuto prevedere che queste aerolinee avrebbero visto i loro aerei dirottati.

Quindi io credo che questo sia stato certamente un caso di "insider trading".

FUJITA: Quindi, io non credo che il nostro governo abbia agito correttamente, indagando su questo incidente e chiedendo spiegazioni al governo americano.

Per adesso non abbiamo ancora iniziato a rifornire le navi americane, e credo che dobbiamo tornare al punto di partenza, invece di fidarci ciecamente della spiegazione fornita dal governo americano, e delle informazioni indirette che ci hanno fatto avere.

Ci sono state troppe vittime, quindi credo che dobbiamo nuovamente partire da zero.

Dobbiamo domandarci quali siano le vere vittime di questa guerra al terrorismo, e io penso che le vittime siano i cittadini del mondo intero.

Qui in Giappone scompaiono le pensioni e scompaiono i dati sulle vittime del sangue contaminato dall'epatite C.

Ma tutto quello che vi ho mostrato oggi è basato su fatti e su prove dimostrabili.

Parliamo delle scatole nere che scompaiono, degli aerei che scompaiono, dei resti umani che scompaiono.

Anche molti dei resti di questi edifici sono scomparsi.

Persino la FEMA ha detto che questo ha impedito una investigazione adeguata.

Dobbiamo guardare a queste prove, e domandarci che cosa sia davvero questa "guerra al terrorismo".

Io credo che per porre fine al terrorismo dobbiamo approvare una legge che aiuti davvero la gente dell'Afghanistan.

Mi piacerebbe che Mr. Inuzuka parlasse della legge e della lotta al terrorismo.

INUZUKA: Fra i problemi sollevati dal PM Fujita quello di cui dobbiamo preoccuparci di più è che la gente in Afghanistan possa vivere in pace. Questo sta al cuore del problema di porre fine al terrorismo.

Senza affrontare il cuore del problema, e continuando semplicemente a rifornire il carburante, senza pensare alla situazione nel suo insieme, nè alle persone coinvolte, non ha senso discutere questa legge.

Questa legge deve essere fatta per la pace e la sicurezza del popolo afghano. Il nostro paese deve promulgare una vera legge contro il terrore.

FINE TRASCRIZIONE



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