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Economia : I conti dello stato, l'evasione e la corruzione
Inviato da Redazione il 1/11/2015 21:04:28 (6483 letture)

Un breve riassunto su come funzionano - e come potrebbero funzionare - i conti dello stato.



La presentazione è scaricabile in formato PowerPoint. Il visualizzatore PowerPoint è scaricabile gratuitamente dal sito Microsoft.

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Economia : Due sinistre: a loro, Corbyn. A noi, D’Alema
Inviato da Redazione il 3/9/2015 18:21:13 (6134 letture)

di Maurizio Blondet

Addio locomotiva dell’economia globale. La Cina cade in recessione. Ineluttabilmente. La sua leadership “potrà dirsi fortunata se riuscirà a ridurre la sua crisi ad una mera stagnazione con crescita zero o quasi nei prossimi dieci anni. Sarà un successo politico”: così il professor Zhiwu Chen della Yale University in una riunione del Council on Foreign Relations, ha proposto come modello quasi ideale – in confronto al peggio che può accadere a Pechino – il tristissimo “Decennio Perduto” del Giappone, con le banche zombificate tenute in vita col cannello dalla banca centrale.

Ciò farà rallentare la crescita globale a un 2%, che è di fatto, recessione.

“La sola cosa che può fermare la Cina sulla via della recessione è un grosso stimolo di bilancio inteso ad aumentare i consumi, finanziato dal governo centrale, preferibilmente monetizzato dalla Banca centrale cinese”. Questo, l’ha detto Willem Buiter, economista-capo di Citigroup, nella stessa riunione del CFR.

Ambrose Evans-Pritchard del Telegraph, che riporta le suddette dichiarazioni, nota: ciò equivale ad invocare che la Cina applichi la “Corbynomics”.

Corbynomics?

Jeremy Corbyn è il vecchio nuovo astro nascente della Sinistra britannica. Antico nemico di Tony Blair, sta scalando i sondaggi dando nuove speranze al Labour Party, con proposte economiche tipo: [...]

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Economia : La creazione del denaro – Marco Saba vs Giovanni Zibordi
Inviato da Redazione il 30/7/2015 18:38:09 (14000 letture)

di Claudio Messora

Come avviene la creazione del denaro? I salvataggi servono a risolvere le crisi o sono le crisi che servono a giustificare i salvataggi? Perché i bilanci delle banche seguono regole diverse rispetto a quelle seguite da qualunque altra attività commerciale?

Per la prima volta, l’uno davanti all’altro, Marco Saba (spina nel fianco dei consigli di amministrazione delle banche e autore di alcune interrogazioni parlamentari) e Giovanni Zibordi (conosciuto come l’autore di Cobraf). Due ore per confrontarsi, senza esclusione di colpi ma civilmente, su un tema che divide l’opinione pubblica: il meccanismo di creazione del denaro e la sua legittimità.



Nella pagina di Byoblu (fonte) una lunga serie di link interessanti.

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Economia : Grecia: è il momento di Bitcoin?
Inviato da Redazione il 4/7/2015 12:20:00 (7628 letture)

Come leggiamo dalle cronache, nel momento di crisi del contante molte persone in Grecia sono ricorse all'uso di Bitcoin. La nuova moneta elettronica sembra, per certi aspetti, poter rappresentare una soluzione, almeno temporanea, alla chiusura dei conti correnti. Qualcuno aveva anche suggerito che, quando il governo greco ha parlato di una possibile "moneta parallela", Tsipras si riferisse proprio a Bitcoin.

La posizione di Varoufakis però sembra essere quantomeno ambigua al riguardo. Quello che segue è un suo articolo su Bitcoin, pubblicato di recente sul suo blog.

BITCOIN E IL PERICOLOSO SOGNO DI UNA MONETA "APOLITICA"

di Yanis Varoufakis

Che cos'è Bitcoin, e che cosa lo rende un tipo di valuta digitale molto particolare.

Bitcoin è una forma di moneta digitale che può essere usata in Internet per acquistare (un numero limitato di) beni e servizi. Ma la natura digitale di Bitcoin non è ciò che lo rende nuovo e unico. Esiste già infatti una vasta gamma di valuta digitale, compreso i dollari, gli euro, i punti dei frequent flyers, i punti di Amazon, eccetera. Se guardiamo alla semplice moneta (fiat), più del 90% dei dollari, euro, yen eccetera sono di fatto digitali. Quando ad esempio la vostra banca vi fa un prestito, questo appare come valuta digitale nel vostro conto corrente. E quando voi usate una carta di credito o l'Internet per mandare dei soldi a qualcuno da cui avete acquistato beni o servizi, i vostri dollari, euro o yen vanno e vengono come semplici unità di valuta digitale. Soltanto una piccola frazione della normale moneta prende la forma reale di carta o metallo. [...]

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Economia : Vendo, regalo... o permuto?
Inviato da Redazione il 24/6/2015 20:30:00 (5891 letture)

Il sito Permute.it mi ha chiesto di pubblicizzare la loro attività con questo loro articolo. Oltre a trattarsi di una iniziativa lodevole, il servizio viene offerto gratuitamente, per cui lo pubblico volentieri. (M.M.)

**********************

La sfida di Permute.it per far ripartire l’economia che conta, fatta di scambi e condivisioni tra individui, eliminando gli sprechi ed incentivando il riuso.

Il mondo è inondato da oggetti, spesso inutilizzati. Prodotti in serie e destinati ad essere buttati quanto prima. Acquistati quando pensavamo potessero servirci, ed invece, sono finiti in soffitta. Siamo affranti e titubanti nel doverli cestinare: “sono ancora nuovi”, “è uno spreco”, “potrebbero servire ad altri”, “potremmo venderli”. Sono tutti concetti corretti, lo spreco non è mai la cosa giusta.

Il riuso, ridare vita ad oggetti che pensiamo inutili, è una cosa bella e nobile. Per noi, per gli altri, ma anche per l’ambiente che ci circonda. Il primo pensiero che ci balena nella mente è sicuramente quello di provare a vendere l’oggetto ma… la crisi morde le caviglie, la disoccupazione avanza, i soldi nel portafoglio sono sempre pochi. Risulta quindi molto difficile vendere degli oggetti. Chi non ha provato a mettere in vendita i propri beni su internet, nei classici siti di annunci? Credo tutti. Chi ci è riuscito? Chi di voi ha portato a casa il gruzzoletto che si aspettava? Lasciamo a voi la risposta.

Oggi è veramente difficile vendere una macchina, una casa, un hi-fi, una chitarra, un mobile, una barchetta,… qualunque cosa. E’ molto semplice invece permutarli, scambiarli, barattarli. Perchè? [...]

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Economia : Siriza alle Termopili: proclama il debito “illegale, illegittimo e odioso”
Inviato da Redazione il 18/6/2015 22:40:00 (7667 letture)

di Maurizio Blondet

Il Comitato di Verità sul Debito Pubblico, creato due mesi fa ad Atene dal parlamento ellenico, ha dato il suo rapporto.

In esso si legge: “Tutte le prove che presentiamo mostrano che la Grecia non solo non ha la possibilità di pagare questo debito, ma che non deve pagare questo debito, prima di tutto perché il debito che emerge dagli arrangiamenti della Troika è una diretta violazione dei diritti umani fondamentali degli abitanti di Grecia, Da cui siamo giunti alla conclusione che la Grecia non ha da pagare questo debito in quanto illegale, illegittimo ed odioso”.

Un’altra frase va sottolineata perché è semplicemente, la verità: “E’ risultato al Comitato che l’insostenibilità del debito pubblico greco era evidente fin dall’inizio ai creditori internazionali, alle autorità elleniche, ai media del sistema. Ma le autorità elleniche, insieme con altri governi nella UE, hanno cospirato contro la ristrutturazione del debito pubblico nel 2010 onde proteggere le istituzioni finanziarie, I media del sistema hanno nascosto la verità al pubblico dipingendo una situazione in cui il salvataggio era detto essere a beneficio della Grecia, mentre si agitava una narrativa intesa a dipingere la popolazione come colpevole delle sue disgrazie”. [...]

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Economia : Manifestazione presso le banche centrali
Inviato da Redazione il 2/6/2015 22:30:00 (4374 letture)



Qui l'originale con i link alla pagina di Facebook.

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Economia : BoT a zero, in attesa del grande botto
Inviato da Redazione il 3/5/2015 22:10:18 (7477 letture)

di Claudio Conti

La notizia è da prima pagina. Ma siccome nessuno sa bene come trattarla quasi tutti spingono il tasto “ottimismo” e fanno finta di non vedere l'altra faccia della medaglia.

Partiamo dunque dalla notizia semplice semplice: ieri il ministero del Tesoro (ora accorpato a quello dell'Economia) ha collocato BoT a scadenza di sei mesi a un tasso di interesse pari a zero. In pratica, il Tesoro chiede un prestito sui mercati e tra sei mesi non pagherà nulla come “retribuzione del capitale”, limitandosi a restituire la cifra ricevuta.

L'Italia non è l'unico paese europeo a godere di questa eccezionale situazione finanziaria. Tutti i paesi del Nord Europa (Germania, Olanda, Finlandia, ecc), più paesi fuori dell'euro come Svizzera, Svezia e Danimarca, sono da qualche mese in una situazione ancora migliore perché possono addirittra restituire meno di quel che hanno ricevuto in prestito, visto che pagano interessi sia pur infinitesimamente negativi: -0,2%.

Se si spinge il tasto “evviva” il quadro è splendido: un paese in queste condizioni può rifinanziare il proprio debito gratis, o addirittura guadagnandoci, togliendo così un peso enorme dai conti pubblici (chiamato “servizio del debito”, ossia interessi). Anche la spiegazione tecnica resta semplice: tutto merito della Bce, che da due mesi ha messo in moto il quantitative easing, cominciando ad acquistare sui mercati titoli di stato dei paesi europei (ma non della Grecia, che invece non può rifinanziarsi perché altrimenti dovrebbe pagare interessi al di sopra del 20%).

La domanda che apre la porta sul “lato oscuro” è altrettanto semplice: perché un investitore (una banca, un fondo di investimento, o persino un normale cittadino con qualche risparmio da parte) accetta di prestare i propri soldi sapendo in anticipo che non ci guadagnerà nulla o addirittura ci rimetterà qualcosina? [...]

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Economia : Breve storia della nascita della Federal Reserve
Inviato da Dusty il 10/2/2015 21:10:00 (9043 letture)


Nel 1907 il sistema bancario americano fallì. Per salvare il sistema, il governo degli Stati Uniti vendette il controllo dell’economia ad un gruppo di banchieri privati.

di Alex Gorale

Il sistema della Federal Reserve degli Stati Uniti d’America è una società privata per azioni. La frase non è una contraddizione: il sistema è un ibrido pubblico/privato. Reso legge da Woodrow Wilson nel 1913, il congresso riconosce quella banca privata, conosciuta come la Federal Reserve, come la banca centrale che controlla il sistema bancario americano. Venne istituita per realizzare tre obiettivi: massimizzare l’impiego, stabilizzare i prezzi, e mantenere moderati i tassi d’interesse a lungo termine. Da allora il suo potere si è espanso notevolmente. Oggi controlla la politica monetaria degli Stati Uniti e cura gli interessi del dollaro. Supervisiona e regola le istituzioni bancarie e fornisce servizi bancari al proprio governo e ad altri.

La Fed è la padrona dell’universo.

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Economia : Money, Banking and the Federal Reserve
Inviato da Redazione il 4/1/2015 21:30:00 (6395 letture)

Un video di grande importanza per comprendere come è nato, e come funziona, il moderno sistema bancario.


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Economia : Il denaro - Conversazione con Silvano Borruso
Inviato da Redazione il 14/11/2014 16:30:00 (14154 letture)

Una interessante intervista di Elia Menta a Silvano Borruso. Disquisizione sulla natura del denaro. Denaro come strumento di scambio e come strumento di accumulo. Definizione di interesse e di usura. Meccanismo della riserva frazionaria. Il credito bancario come "forma di magia". Il prestito come ricetta per il fallimento. Benedetto XIV e l'enciclica sull'usura. Inflazione, deflazione, stabilità. Napoleone ultimo nemico dell'usura. Il denaro, servo o padrone dell'economia? Lincoln, McKinney, Kennedy. Scomparsa dell'artigianato e della piccola proprietà contadina. I nemici naturali dell'usura: baratto, agricoltura di sussistenza, cambiale. Storia e demonizzazione delle taglie. Valore facciale (nominale) e valore intrinseco del denaro. Velocità della circolazione del denaro. Creazione intenzionale della crisi del '29. Un interessante esperimento nell'Austria dell'anteguerra. Cosa accadrebbe se gli 8000 comuni italiani emettessero moneta locale? Mantenere l'euro, affiancandolo alle monete nazionali. Interessante esperimento di E-money in Kenya.


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Economia : Marco Della Luna: il lavoro rinasce con una moneta sovrana
Inviato da Redazione il 10/11/2014 19:50:00 (7994 letture)

Finanziare la spesa pubblica con le tasse, magari una patrimoniale? Sbagliato due volte, protesta Marco Della Luna. Primo, perché i grandi patrimoni sono finanziari, dunque volatili e sfuggenti. E soprattutto perché chiedere altre tasse significa rassegnarsi al sistema-truffa dell’emissione privatizzata del denaro: per uscire dalla crisi, infatti, basterebbero iniezioni di valuta sovrana a sostegno dell’economia reale, cioè posti di lavoro. Possibile che la sinistra sindacale non lo capisca? Purtroppo sì. Perché «il sindacato e gran parte della sinistra non hanno le basi culturali o la libertà di azione necessarie per poter imporre al dibattito pubblico, politico, sindacale, parlamentare, di trattare i veri temi nodali». Ovvero: «Come viene creato il denaro, da chi, a vantaggio di chi, con che diritto, con quali profitti, con quale tassazione su questi profitti». L’uscita dal tunnel è una sola: «Creazione di denaro direttamente da parte dello Stato, senza che lo Stato lo debba comperare dando in cambio titoli pubblici, cioè indebitandosi». Questo dovrebbero chiedere, Landini e Camusso, e con loro i quasi 5 milioni di italiani iscritti alla Cgil.

Secondo Della Luna, il pericolo è lo strapotere del capitale finanziario, cresciuto fino a 15 volte l’economia reale. Come? In due modi: autorizzando le banche a compiere azioni di pirateria speculativa e, prima ancora, concedendo ai mercati finanziari di ricattare gli Stati mediante l’acquisto del debito pubblico, nel momento in cui – in Italia dagli anni ‘80 – si è vietato alla banca centrale di continuare a finanziare il governo, cioè i cittadini, emettendo moneta a costo zero. Ora, con l’euro, siamo all’incubo elevato a sistema. [...]

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Economia : "Eterna" - Documentario sulla crisi economica
Inviato da Redazione il 4/11/2014 19:00:00 (8095 letture)

L'amico Aldo Oliva mi ha chiesto questo spazio, che gli offro volentieri.

Gentili amici e lettori di Luogocomune.net,

Mi chiamo Aldo Oliva. Alcuni di voi mi conosceranno già, sono un blogger, un giornalista, da un paio d'anni curo, insieme a Roberto Roverselli, un blog sociale e giornalistico, chiamato Inthenews.it. E da qualche anno ho avuto il piacere e anche la fortuna umana di conoscere, parlare, intervistare, Massimo Mazzucco, con il quale ho un rapporto di stima reciproca, e che spesso, essendo io un ragazzo di meno di 29 anni (e all'epoca molti di meno), mi è stato di aiuto per consigli inerenti il mondo del web e dei documentari. Soprattutto ho capito che potevo anche io, giovane giornalista senza grossi mezzi e senza grande esperienza, essere in grado di “creare” un progetto mio, importante. Perché le idee erano le cose che contavano davvero, nonché i fatti, i documenti, le testimonianze. Massimo, pur non curando il progetto che in questa lettera vi presento, mi ha dato uno sprone per potermi cimentare in quello che io ho sempre considerato un sogno: realizzare un documentario di forte impatto sociale, e fortemente divulgativo.

Da pochissimi mesi abbiamo portato a termine un “progetto” sulla crisi economica, chiamato ETERNA. Eterna è il nome del film-documentario della durata di circa due ore, ...

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Economia : Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
Inviato da Redazione il 19/10/2014 19:00:00 (11442 letture)

di Johnny Contanti

Qualche settimana addietro è stato pubblicato questo decalogo di domande sul sito Luogocomune, in cui si invitavano coloro che masticassero di economia a presentare delucidazioni su questioni di carattere prettamente concernente la natura del debito estero e interno. In questo breve pezzo elencherò una serie di risposte mirate a quello che si voleva conoscere avanzando quelle domande.

1) Quando si parla di "debito estero", che cosa si intende esattamente?

Quando si parla di debito estero si intendono tutte quelle passività dovute ad entità (siano essi singoli investitori, o società, o istituti bancari) al di fuori del territorio nazionale. Nel caso dello stato italiano, abbiamo a che fare con l'emissione di titoli di stato. Il suddetto è uno dei modi attraverso i quali lo stato raccoglie finanziamenti. Lo stato può finanziarsi in tre modi: tasse, debito pubblico, stampando i soldi. Con quest'ultimo metodo gli incentivi a stampare e spendere sempre di più sono fortissimi, ma la moneta in circolazione finisce per andare fuori controllo ed aumenta esponenzialmente (facendone diminuire, di conseguenza, il potere d'acquisto). Le tasse sono "antipatiche" e soprattutto rendono chiaro all'individuo quale sia il ruolo parassitario dello stato. Il debito pubblico consiste nell'emettere titoli di debito (o cambiali, per semplificare l'immagine mentale) che vengono collocati sul mercato e sono acquistabili da tutti. In Italia la Banca d'Italia gestisce le aste, ovvero, fa il banditore ma non li compra essa stessa. Chi compra sono altri soggetti (es. banche commerciali, investitori comuni, fondi pensione, hedge fund, ecc.), mentre alla BCE è vietato l'acquisto di titoli di stato dei paesi dell'Eurozona dall'accordo di Maastricht. [...]

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Economia : TTIP: cosa c'è dietro al nuovo Trattato Transatlantico?
Inviato da Redazione il 30/9/2014 15:47:47 (8652 letture)

TTIP: il video che nessuno vi farà mai vedere.



Segue una analisi di Giulietto Chiesa sulle vere finalità del TTIP.


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Economia : Claudio Moffa: "Rompere la gabbia".
Inviato da Redazione il 22/9/2014 16:40:47 (5595 letture)

Claudio Moffa: Rompere la gabbia. Sovranità monetaria e rinegoziazione del debito contro la crisi, Arianna Editrice, Bologna 2014

Recensione di Enrico Galoppini

La “gabbia” che Claudio Moffa col suo saggio pubblicato da Arianna Editrice invita a “rompere” non è quella dell’euro, se con ciò s’intende una ‘romantica’ operazione di “ritorno alla lira”.

Come recita il sottotitolo nella copertina di "Rompere la gabbia", la questione cruciale è quella della sovranità monetaria, che il docente di Storia e Istituzioni dei Paesi afro-asiatici all’Università di Teramo auspica venga ristabilita al più presto, in Italia e negli altri Paesi occidentali, per uscire dall’attuale “crisi”.

Esiste tuttavia un ostacolo insormontabile: la mancanza di volontà da parte di un ceto politico ed una classe dirigente che nel migliore dei casi, quando non si tratta di personaggi collusi e a libro paga, s’illudono che l’attuale abnorme finanziarizzazione dell’economia e della vita degli Stati nel suo complesso possa durare ancora a lungo senza ridurre la stragrande maggioranza nelle persone in una schiavitù che la ‘gabbia’ del titolo di quest’opera evoca al meglio.

Per procrastinare quest’inevitabile esito, già in parte realizzatosi, questi cosiddetti politici delle moderne “democrazie”, su imbeccata dei loro padroni e dei media di loro proprietà, si sono inventati l’ondata di “antipolitica” e la “crisi”.

Ma la “crisi” non è il risultato di “sprechi” e “ruberie” (che pure ci sono), come vorrebbe farci intendere anche tutta una saggistica interessata che ha preso a bersaglio l’ormai celebre “casta” e non il mondo della grande finanza speculativa.

Perché se di “casta” si deve parlare, essa va cercata tra quell’élite, invero ristretta e potentissima, dei “signori del denaro”. [...]

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Economia : 10 domande a chi si intende di economia
Inviato da Redazione il 19/8/2014 11:20:00 (14757 letture)

Rivolgo queste domande a chi si intende di economia, per aiutarci a capire meglio la situazione attuale dell'Italia. Prego chi risponderà di farlo con concetti semplici e chiari, comprensibili anche da noi "gnurant". (Se qualcuno avesse da offrire risposte diverse da chi lo ha preceduto, lo faccia notare senza per questo mettervi a discutere fra di voi. Non ci interessa assistere a una battaglia fra esperti, ci interessa capire). Grazie.

1 - Quando si parla di "debito estero", che cosa si intende esattamente?

2 . Come è venuto a crearsi, nel tempo, questo debito?

3 - A chi li dobbiamo, esattamente, questi soldi? [...]

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Economia : Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità
Inviato da Redazione il 25/7/2014 20:00:53 (34299 letture)

di Wendell Gee

C'è una storia che viene raccontata da anni agli italiani, soprattutto dall'arrivo della crisi, e sarebbe che il debito pubblico c'è perché abbiamo vissuto per anni al di sopra delle nostre possibilità, che ora dobbiamo risparmiare, e per questo il governo ci impone l'austerità.

Di seguito potrete vedere un grafico che mostra l'andamento del debito pubblico. La serie va dal 1994, che è l'anno del precedente massimo storico, fino al 2007, inizio della crisi finanziaria ed economica mondiale.



Durante il periodo selezionato, il debito pubblico è sceso costantemente perché tenuto sotto controllo dai vari governi che si sono succeduti. Ce lo chiedeva l'Europa con il trattato di Maastricht.

Ora, guardate il grafico successivo che mostra l'andamento del debito pubblico dal 2007 al 2013. [...]

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Economia : Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Inviato da Redazione il 14/7/2014 19:24:35 (8918 letture)

di Maurizio Blondet

Il 14 luglio si terrà a Fortaleza (Brasile) l’annuale riunione dei BRICS, i Paesi emergenti di successo. Con una novità: su invito ufficiale di Brasile, Russia, India, Cina e Africa del Sud, vi parteciperà Cristina Kirchner, la presidentessa dell’Argentina, che non è un BRICS, al contrario. Il senso politico dell’invito è inequivocabile. L’Argentina è sotto persecuzione e minaccia degli USA per la questione del debito.

Ricapitoliamo: nel 2001 l’Argentina (pagando l’errore di agganciare la sua moneta al dollaro per tentare di non svalutarla) fece crack. In piena rovina, cessò i pagamenti sul debito sovrano, pari 80 miliardi di dollari. I possessori di titoli del Tesoro argentino, per lo più, nel corso di lunghe trattative, si sono accontentati di ricevere il molti anni dopo 30 per cento, condonando il 70%. Non così Paul Singer, miliardario ebreo-americano possessore di un fondo speculativo, lo Elliott Capital Management: costui, dopo il crack, ha comprato da creditori titoli di debito argentino per 220 milioni di dollari a prezzi stracciati, pagandolo soltanto 49 milioni, meno di un quarto del suo valore facciale: dopodiché, s’è appellato ai tribunali americani per esigere il pagamento pieno dei titoli in suo possesso. Valore che, dopo 13 anni, è salito 832 milioni.

È il modus operandi tipico dei «Fondi Avvoltoio», che si nutrono di cadaveri. O più precisamente, che pretendono la polpa dagli ossami dei cadaveri dentro cui puntano i loro becchi. Singer – con l’appoggio delle leggi e tribunali americani – è riuscito a spolpare il poverissimo Congo nel 2002, obbligandolo a pagargli 90 milioni di dollari per i 20 milioni di titoli di debito pubblico congolese in suo possesso, e prima aveva obbligato il Perù a versargli 58 milioni per gli 11 milioni di titoli sovrani peruviani che aveva raccattato.

Per l’Argentina, i profitti attesi dall’avvoltoio sono molto maggiori. [...]

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Economia : What is Fiscal Compact?
Inviato da Redazione il 22/5/2014 23:50:00 (18536 letture)

[Scarica il PDF dell'articolo].

di Riccardo Pizzirani

L’economia è davvero un argomento distante e complicato, per il quale dobbiamo affidarci al parere degli esperti del settore, o siamo vittima di un sistema che ci fa filtrare solo notizie confezionate per dirigere altrove il nostro interesse? Con questo articolo è mia intenzione illustrare in modo chiaro e semplice il funzionamento del Fiscal Compact, la norma europea che entrerà in vigore l’anno prossimo, e che condizionerà le nostre vite più di qualsiasi altra norma finora applicata nel nostro paese.

Per far questo è necessario introdurre due argomenti distinti: primo, come sono strutturati i conti dello stato, in semplici termini di entrate, uscite e debito; e secondo, elencare alcuni dei parametri richiesti per entrare e permanere nell’Unione Europea e nell’Euro. Questi due argomenti convergeranno poi nella trattazione del Fiscal Compact vero e proprio, e di cosa comporta per l’Italia l’adozione.

In conclusione, verranno mostrati anche i vari strati di menzogne e di mistificazioni che i media tradizionali hanno finora riservato a questo scomodo e fondamentale argomento.

Il bilancio dello stato

Innanzi tutto valutiamo la situazione economica attuale dello stato italiano. Il funzionamento del sistema-Italia non può essere descritto interamente usando quali esempi le logiche delle imprese o i normali funzionamenti di una famiglia, ...

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Economia : The American job: quello che il giornalista Alan Friedman non ha voluto dire sul “golpe” del 2011
Inviato da Redazione il 25/2/2014 18:00:00 (8795 letture)

di Francesco Amodeo

Quando gli americani vengono a salvarci io sento sempre puzza di bruciato, la storia è piena di testimonianze di interessi made in Usa spacciati per aiuti filantropici al nostro paese. Non entro nei dettagli ma a buon intenditor poche parole.

Ultimo il caso del giornalista Alan Friedman che sembra essere venuto a smascherare il complotto ai danni del popolo italiano che di fatto dal 2011 ha favorito un governo non legittimato dal consenso popolare che a sua volta ha svenduto l’Italia all’Europa e ai suoi potentati finanziari. Se così fosse allora perché non ha voluto dire tutta la verità? Perchè mettere fertilizzante sulle foglie se si sa bene che è la radice ad essere marcia? Perchè fare credere a tutti che l’incontro tra Napolitano e Monti nel Giugno 2011 seguito poi dall’incontro tra Monti e Prodi e tra Monti e Carlo De Benedetti nell’agosto dello stesso anno siano davvero la prova del complotto ai danni del governo in carica e quindi di tutti gli italiani?

Perchè non proviamo ad analizzare insieme cosa è davvero accaduto in quei mesi che ha coinvolto su cose ben più gravi i protagonisti di quella vicenda. Cosa c’hanno tenuto nascosto per coprire scenari ben più ampi. Cominciamo col dire che il punto cruciale sul quale andava focalizzata l’attenzione non risiede nella constatazione che Napolitano a Giugno 2011 (quando Berlusconi aveva la maggioranza e lo spread era di parecchio sotto il livello di guardia) avesse già in mente di sostituire Berlusconi con Monti, perchè è evidente che quella non fu una sua personale volontà bensì un diktat arrivato dalle lobby finanziarie di cui proprio Monti ha in passato occupato i vertici (membro Direttivo Bilderberg, Presidente europeo Commissione Trilaterale, Presidente lobby belga Brugel).

Quello che è grave, è capire come hanno costretto un governo democraticamente eletto a dare le dimissioni ...

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Economia : Le vere casalinghe di Wall Street
Inviato da Dusty il 4/2/2014 20:36:50 (7098 letture)


Guardate un po' chi guadagna dai piani di salvataggio.
di Matt Taibbi, apparso sull'edizione del 28 Aprile 2011 della rivista americana Rolling Stone.

L'America possiede due bilanci nazionali, uno ufficiale e uno segreto. Quello ufficiale è pubblico ed è oggetto di molti dibattiti:i soldi entrano tramite le tasse ed escono sotto forma di aerei militari, agenti della DEA (agenzia federale antidroga), sussidi per l'agricoltura e l'assistenza sanitaria oltre che a pensioni e indennizzi per quella minaccia selvaggia socialista rappresentata dai tutti i dipendenti pubblici, sindacalizzati, di cui i repubblicani sono soliti lamentarsi. Secondo una famosa leggenda, gli stati uniti hanno finito i soldi e sono talmente indebitati che tra 40 anni i nostri pronipoti dovranno lavorare anche nei fine settimana per pagare le spese mediche degli impiegati dell'IRS (l'agenzia delle entrate americana), della SEC e del DOE che quest'anno entreranno in pensionamento.

Perché Wall Street non è ancora in carcere?

Molti Americani sono al corrente di quel bilancio. Quello che non sanno è che esiste un altro bilancio, all'incirca della stessa portata,che viene mantenuto completamente segreto. Dopo il crollo finanziario del 2008 è cresciuto a dimensioni mostruose, per colpa degli interventi del governo con l'intento sbloccare i mercati del credito, distribuendo migliaia di miliardi alle banche e ai fondi speculativi privati. Grazie ad una pletora di piani di salvataggio contorti e dai nomi composti da acronimi incomprensibili, il bilancio segreto ha raggiunto dimensioni talmente grandi da poterlo paragonare a quello ufficiale: un fiume di denaro che scorre dalla Federal Reserve (o più brevemente Fed,la banca centrale americana) verso destinatari che non sono scelti nè dal presidente nè dal Congresso, bensì distribuito da vari funzionari della Fed con metodologie apparentemente senza senso nè criterio.

In seguito ad un atto del Congresso che ha obbligato la Fed ad aprire i suoi registri del periodo dei "salvataggi", questo bilancio non ufficiale diventò per la prima volta, almeno in parte, di dominio pubblico.

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Economia : Nino Galloni: intervento a "Oltre l'euro"
Inviato da Redazione il 20/1/2014 10:35:12 (5680 letture)

Alla conferenza di venerdì scorso ("L'altra faccia della moneta") ho conosciuto il prof. Nino Galloni. Mi è sembrato una persona estremamente preparata e seria.

Questo è un suo intervento al recente incontro di Chianciano "Oltre l'euro", dell'11 gennaio scorso.



[Grazie a Ste79 per la segnalazione]

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Economia : Conferenza: "L'altra faccia della moneta"
Inviato da Redazione il 15/1/2014 13:30:00 (4071 letture)

Il prossimo venerdì 17 si terrà a Roma una conferenza intitolata "L'altra faccia della moneta", organizzata da Francesca Salvador (salusbellatrix).

Orario: 17.30. Località: via Nomentana 54, presso l’aula magna dell’I.S.S.R.

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Economia : "Il salvataggio"
Inviato da Redazione il 2/1/2014 21:06:08 (7992 letture)

Questo video è stato realizato da un nostro utente, Wendellgee. Merita certamente una seria discussione.

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Economia : Euro o Lira: questo il dilemma
Inviato da Redazione il 16/12/2013 21:45:44 (30316 letture)

di Paolo De Gregorio

Sento sempre abbaiare sul ruolo dell’Europa, in termini che ricordano più rozze tifoserie piuttosto che una analisi seria, impermeabile sia agli schieramenti che alle convenienze politiche.

Una cosa è certa, la crisi strutturale dell’Italia è maturata all’interno dell’Europa, dell’Euro, della globalizzazione, della WTO, ed è una crisi da cui non si vede una via d’uscita: aumenta il nostro debito che ci costa 90 miliardi di euro l’anno di interessi, aumenta la disoccupazione, aumentano le vendite all’estero dei pezzi pregiati dell’economia e del made in Italy, aumentano gli imprenditori che delocalizzano dove pagano meno tasse e meno salari, per cui mi sembrano folli tutti coloro che fanno professione di ottimismo e vedono luce in fondo al tunnel. Mi fanno pure una sgradevole impressione quelli che urlano che basterebbe uscire dall’Europa e dall’Euro per sistemare ogni cosa.

Una cosa su cui tutti potremmo convenire è che gli Stati Uniti d’Europa non sono mai nati, per volontà di USA, Regno Unito e Israele, ...

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Economia : “Quantitative easing”: è solo una questione di termini
Inviato da Redazione il 4/11/2013 19:50:00 (10088 letture)

Non senza una velatura di orgoglio, la BBC annuncia che l’economia del Regno Unito sembra essere quella che “cresce più velocemente di tutte le altre economie occidentali”.

Secondo un rapporto della ICAEW (l’associazione dei commercialisti anglo-gallesi), nell’ultimo quadrimenstre del 2013 è in corso una crescita dell’ 1.3%. La CBI (business lobbying organisation euopea) conferma il trend di crescita.

Come mai, mentre la maggioranza dei paesi europei soffre la recessione, il Regno Unito gode di questa vistosa fase di crescita? Sarà forse il “quantitave easing” a fare da motore dell’economia britannica?

Il “quantitative easing”, come spiega la stessa BBC, …

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Economia : "The Great Euro crash"
Inviato da Redazione il 30/10/2013 15:40:00 (5409 letture)



Fonte KappaKappa

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Economia : In difesa dell'Euro
Inviato da Redazione il 18/9/2013 22:01:32 (8995 letture)

Una voce fuori dal coro?


In difesa dell'euro from amagifilms on Vimeo.



[Grazie a Dusty per la segnalazione].

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Economia : Come è divisa la ricchezza nel mondo
Inviato da Redazione il 26/7/2013 3:00:00 (12047 letture)



Testo del video:

Oggi si parla molto dell'ineguaglianza, e del fatto che l'1% dei più ricchi abbia così tanto di più di tutti gli altri. Il discorso però è focalizzato soprattutto sugli Stati Uniti, mentre sembra che la situazione dell'ineguaglianza sia molto simile anche a livello globale.

Questi sono i risultati di una serie di ricerche fatte su fonti affidabili, come ad esempio le Nazioni Unite.

Mentre risulta che le cose siano decisamente sbilanciate negli Stati Uniti, la situazione è addirittura peggiore se si guarda al mondo intero.

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