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Medicina : L'UOMO MALATO
Inviato da Redazione il 20/3/2005 22:32:49 (9550 letture)

Il Comitato Nazionale di Bioetica ha recentemente espresso un parere negativo sull'utilizzo della medicina alternativa da parte dei bambini. Il ragionamento è basato sul fatto che "non vi siano prove scientifiche" che ne garantiscono l'efficacia, e che quindi, non potendo il bambino compiere una "scelta informata", va "protetto" a priori con un divieto generale. La forzatura del ragionamento è talmente evidente, che non può che indicare una crescente preoccupazione da parte dell'industria farmaceutica per il ricorso sempre più frequente dei cittadini ai cosiddetti metodi alternativi. Dalla medicina omeopatica a quella ayurvedica, dall'antroposofia di Rudolph Steiner alle "erbe magiche" degli sciamani, questi metodi hanno tutti una cosa in comune, che manca invece alla nostra medicina tradizionale: considerano il paziente, sempre e comunque, come un individuo nella sua totalità, al di là dei sintomi del caso specifico.

Ecco alcune riflessioni sull'argomento da parte di un medico ortodosso che sembra non aver dimenticato il suo Giuramento d'Ippocrate.

L'UOMO MALATO - di Sergio Brundu

Nonostante la malattia sia un fenomeno che si riscontra presso tutti gli esseri viventi (anche le cellule si ammalano), è possibile constatare non solo l'esistenza di un gran numero di patologie che colpiscono esclusivamente l'uomo, …

… ma è anche possibile identificare in esse una specifica modalità evolutiva ed espressiva. Tale constatazione, non trova una spiegazione esauriente in una diversa strutturazione anatomo - funzionale all'interno del regno animale, esistendo forti analogie tra i mammiferi superiori e l'uomo, (non esiste una biochimica specifica dell’uomo).

Il modello animale ha infatti rappresentato in un secolo di medicina positivistica elemento di riferimento nell'analisi della malattia; un concatenarsi di eventi fisici misurabili con altrettanti metodi fisici e biologici. Se le cose stessero diversamente la medicina sperimentale non avrebbe raggiunto cosi notevoli progressi.

Solo l'antropologia consente una chiave di accesso ad una comprensione globale della malattia umana ed ai fenomeni ad essa connessi. Il cervello umano differisce infatti da quello dei mammiferi superiori non solo per la distribuzione della massa cerebrale, ma in particolare per lo sviluppo della neocortex, e per la specificità delle circonvoluzioni frontali e temporali, (Spatz,1949).

Il cervello umano questa sfera vitale, è lo sviluppo della intelligenza, del linguaggio , della coscienza, è la possibilità di strutturare ed integrare in modo originale e peculiare la sfera biologica a quella comportamentale-emozionale “con l’uomo la natura ha inteso creare un nuovo principio di organizzazione”, Gehlen, 1950). Tuttavia i progressi della medicina si sono identificati in modo prevalente con il progresso tecnologico e nell'ultimo secolo per lo più le scuole mediche hanno funzionato come scuole applicate ad una particolare specie biologica e non come scuole di medicina per l'uomo.

Si è proceduto prevalentemente alla cura di una entità biologica senza emozioni, senza comunicazione con i propri simili, priva di interazione sociale, isolata da ogni contesto sociale ed economico; una entità funzionante sulla base di complessi (ed in buona parte sconosciuti) meccanismi di omeostasi biochimica, (l'uomo senza testa, Pancheri,1980). La scienza medica del XXI secolo ha in parte illuso l'umanità sulle sue potenzialità , sulla capacità di sopravvivenza dell'essere umano, sulle possibilità di interferire nei processi naturali per "correggerli", talvolta all'inseguimento immaginativo di un sogno di immortalità della specie.

Nonostante l'ipertecnicismo taluni gruppi di malattie sono in progressivo aumento,altre compaiono ex novo, l'allungamento della vita media appare sostanzialmente attribuibile ad un intervento diretto della tecnologia, mentre gli studi epidemiologici mostrano come l'incidenza di molte patologie e la loro modalità espressività sia solo in parte riconducibile a prefissati schemi fisico-biologici.

I grandi edifici della scienza (ove l'uomo entra misero e timoroso), hanno lavorato privilegiando la medicina tecnicistica e dei grandi risultati dimenticando la dimensione specificamente umana della malattia,coinvolgente l'individuo a tutti i livelli e non sanabile con nessuna delle grandi conquiste del XXI secolo.

In questa visione almeno in parte distorta del rapporto umano e biologismo diviene dunque preponderante il recupero della scienza medica come scienza unitaria dell'uomo.Una medicina che non sia solo santuario di se stessa, bensi medicina capace di coniugare armonicamente tecnicismo scientifico e cultura umanistica.

Sergio Brundu (Vulcan)


Il GIURAMENTO DI IPPOCRATE

Il Giuramento, di attribuzione controversa, è il primo codice di deontologia medica della storia.

Ippocrate fu il primo a suggerire che le malattie umane non siano il frutto di punizioni divine, ma l'effetto di un'alterazione dell'equilibrio di quelli che erano ritenuti i quattro umori dell'uomo (sangue, flemma, bile nera, bile gialla). Questo enorme passo in avanti ha permesso alla medicina di divenire una scienza razionale e di staccarsi così dalla superstizione.

Ippocrate inoltre sosteneva già al suo tempo che la pulizia del medico giovi al paziente, mentre ancora nella metà del XIX secolo, ad esempio, i medici Phillip Semmelweiss, a Vienna, e Wendell Holmes, negli Stati Uniti, furono allontanati dal loro lavoro perchè consigliavano in continuazione gli altri medici di pulirsi le mani prima di visitare il paziente successivo. (Gran parte delle pesti bubboniche medioevali veniva diffusa dagli stessi dottori, senza saperlo ovviamente, che visitavano pazienti in diversi villaggi). Solo con la teoria microbica di Pasteur, i medici si convinsero finalmente dell'utilità della pulizia come norma fondamentale, oltre che come forma di rispetto verso i pazienti. (M.M.)


Giuramento di Ippocrate – Versione Classica (Grecia, ca. 400 A.C.)

Affermo con giuramento per Apollo medico e per Esculapio, per Igea e per Panacea – e ne siano testimoni tutti gli Dei e le Dee – che per quanto me lo consentiranno le mie forze e il mio pensiero, adempirò questo mio giuramento che prometto qui per iscritto.

Considererò come padre colui che mi iniziò e mi fu maestro in quest’arte, e con gratitudine lo assisterò e gli fornirò quanto possa occorrergli per il nutrimento e per le necessità della vita; considererò come miei fratelli i suoi figli, e se essi vorranno apprendere quest’arte, insegnerò loro senza compenso e senza obbligazioni scritte, e farò partecipi delle mie lezioni e spiegazioni di tutta intera questa disciplina tanto i miei figli quanto quelli del mio maestro, e così i discepoli che abbiano giurato di volersi dedicare a questa professione, e nessun altro all’infuori di essi.

Prescriverò agli infermi la dieta opportuna che loro convenga per quanto mi sarà permesso dalle mie cognizioni, e li difenderò da ogni cosa ingiusta e dannosa. Giammai, mosso dalle premurose insistenze di alcuno, propinerò medicamenti letali né commetterò mai cose di questo genere. Per lo stesso motivo mai ad alcuna donna suggerirò prescrizioni che possano farla abortire, ma serberò casta e pura da ogni delitto sia la vita sia la mia arte. Non opererò i malati di calcoli, lasciando tal compito agli esperti di quell’arte. In qualsiasi casa entrato, baderò soltanto alla salute degli infermi, rifuggendo ogni sospetto di ingiustizia e di corruzione, e soprattutto dal desiderio di illecite relazioni con donne o con uomini sia liberi che schiavi. Tutto quello che durante la cura ed anche all’infuori di essa avrò visto e avrò ascoltato sulla vita comune delle persone e che non dovrà essere divulgato, tacerò come cosa sacra.

Che io possa, se avrò con ogni scrupolo osservato questo mio giuramento senza mai trasgredirlo, vivere a lungo e felicemente nella piena stima di tutti, e raccogliere copiosi frutti della mia arte. Che se invece lo violerò e sarò quindi spergiuro, possa capitarmi tutto il contrario.


Giuramento di Ippocrate – versione Moderna (al rispetto del quale sono vincolati tutti i laureati in medicina e chirurgia che esercitino oggi la professione).

Consapevole dell'importanza e della solennita' dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:

* di esercitare la medicina in liberta' e indipendenza di giudizio e di comportamento;
* di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirero' con responsabilita' e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
* di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
* di attenermi nella mia attivita' ai principi etici della solidarieta' umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzero' mai le mie conoscenze;
* di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
* di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacita' professionali ed alle mie doti morali;
* di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignita' della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
* di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalita', condizione sociale e ideologia politica;
* di prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamita', a disposizione dell'Autorita' competente;
* di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente e' fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
* di osservare il segreto su tutto cio' che mi e' confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Santaruina
Inviato: 20/3/2005 13:59  Aggiornato: 20/3/2005 13:59
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: L'UOMO MALATO
Riflessioni dettate dal buon senso e più che condivisibili quelle di Sergio. Sono d'accordo con tutto quello che scrive. Credo anche che sia arrivato il momento in cui “la scienza” stessa si scrolli di dosso i suoi abiti ottocenteschi e torni a considerare l’uomo nella sua interezza, corpo e psiche, non più semplice macchina insieme di meccanismi come vollero i positivisti che ancora ci opprimono. A proposito … Citazione:
Solo con la teoria microbica di Pasteur, i medici si convinsero finalmente dell'utilità della pulizia come norma fondamentale, oltre che come forma di rispetto verso i pazienti.
Colgo l’assist al volo e insacco il pallone a porta vuota. Pasteur dimostrò una volta per tutte nel XIX secolo che la teoria della generazione spontanea dei microrganismi era falsa. Fino ad allora si credeva che i germi nascessero spontaneamente sugli organismi in putrefazione o sui cadaveri, mentre Pasteur dimostrò che isolando questi ultimi dall’ambiente esterno i germi non si formavano. Ebbene, nell’ Iliade di Omero dopo la morte di Patroclo Achille è sconsolato al pensiero dell’amico il cui corpo verrà divorato dai vermi. Interviene allora la Dea Teti, madre di Achille, e nel consolarlo gli dice che “coprirà” il corpo di Patroclo evitando così che i vermi lo possano attaccare. Omero e i Greci nell’ottocento avanti Cristo sapevano che i vermi non nascono da generazione spontanea, una “scoperta” che la scienza razionalista ha fatto sua nel XIX secolo, con un ritardo di 2.600 anni. Meglio tardi che mai. Ah, l’ignoranza degli antichi superstiziosi… Blessed be

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
ivan
Inviato: 20/3/2005 15:23  Aggiornato: 20/3/2005 15:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: L'UOMO MALATO
A io modesto avviso, la patologia va inquadrata nel suo contesto storico. Una patologia attuale, tra le tante, è il mobbing; il seguente articolo è un buon punto di riflessione sulle contraddizioni della modernità; http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=781 Citazione:
* di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalita', condizione sociale e ideologia politica;
A proposisto di contraddizioni della modernità, vedere quanto accaduto nelle infermerie e negli ospedali durante i fatti del G8 di Genova e ancor prima in quelli di Napoli. Citazione:
Ah, l’ignoranza degli antichi superstiziosi…
Gli antichi erano molto saggi; da loro abbiamo solo da imparare; sul sito http://www.suffritti.it/, la cazzata n. 718 ("Vocabolario") ne fornisce una prova inoppugnabile. [ Modificato da ivan Attivo 20/3/2005 20:24 ] [ Modificato da ivan Attivo 20/3/2005 20:25 ]

Redazione
Inviato: 20/3/2005 21:59  Aggiornato: 20/3/2005 21:59
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: L'UOMO MALATO
Ho saputo che Sergio è assente dall'Italia fino a mercoledì. Nel caso, non potrà quindi rispondere prima ad eventuali commenti a lui diretti.

ivan
Inviato: 21/3/2005 0:27  Aggiornato: 21/3/2005 0:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: L'UOMO MALATO
Siamo abituati a pensare la malattia come alla stessa stregua di pezzi difettosi usciti da una ipotetica fabbrica della vita; pensiamo di conseguenza che vi possa essere un'officina dove sostituire o riparare le parti difettose e ci illudiamo che il progresso man mano farà produrre prodotti sempre più perfetti, che necessiteranno via via sempre di minore "manutenzione". Questo modo di pensare ha un suo fondamento, ma la realtà della vita è molto più complessa. Il pensare il corpo come e soltanto una complessa macchina biochimica, pur se dà buoni risultati nell'immediato, può essere riduttivo e in alcuni casi anche compromettente. Come ogni cosa dell'uomo, anche le patologie vanno inquadrate nel loro contesto storico per essere capite fino in fondo. Il presupposto da dove voglio partire è che l'organismo umano non è una macchina perfetta, ne è una macchina perfettibile, ma è un insieme di compromessi ed equilibri forgiati da millenni di adattamenti; la prima consegeunza di questo assioma è che non esite un corpo "normale" nè un patrimonio genetico "normale". Dalla comparsa dell' uomo fino all'epoca moderna, le principali minacce per esso sono stati gli incidenti, la predazione, la fame e le malattie infettive. Di consegeunza l'organismo si è via via adattato per far fronte a queste minacce. Gli incidenti e la predazione sono eventi che nella maggior parte dei casi provocano ferite, ecco allora che l'organismo in queste situazioni attiva sia il complesso meccanismo della coagulazione del sangue, sia tutta una serie mediatori biochimici che hanno il compito di fornire più energia ai muscoli e di innalzare il livello di attenzione; questo meccanismo si mette in moto già alle prime avvisaglie di situazioni di pericolo, partendo dal presupposto che una situazione di pericolo può compromettre la sopravvivenza stessa. Ma questo stesso meccanismo,indispensabile nella cruda lotta per la vita, nella nostra società frenetica che ci causa continui stress, può diventare un serio fattore di rischio. Lo stesso fenomeno dell'ansia va inquadrato in quest'ottica: essa non è di per sè necessariamente una patologia, ma è un meccanismo di difesa, un sistema di preallarme che la mente genera quando percepisce situazioni di pericolo. La fame è stata poi forse il maggior problema dell'umanità; le diete, nel corso dei millenni, sono state sempre mediamente povere; in particolare grassi e zuccheri erano scarsi e preziosi; pertanto gli individui erano portati a consumarne il più possibile quando se ne presentava l'occasione, accumulandoli poi nell'organismo per i periodi di "magra"; quindi è rimasto in noi l' istinto di consumare preferibilmente grassi e zuccheri, che oggi sono disponibili in quantità tali da non avere precedenti nella storia umana; ma questo stesso istinto è oggi divenuto la casua principale dell'obesità e delle patologie che da essa ne derivano. La stessa nausea delle donne in gravidanza può essere vista come una conseguanza della scarsità di cibo; per capirla bisogna premettere che durante la gravidanza i tessuti del feto sono in rapida differenziazione e sono pertanto molto vulnerabili dall'azione di una tossina; quindi, se un cibo viene percepito come potenzialmente contaminato da una tossina (perchè avariato, perchè molti alimenti contengono fattori antinutrizionali etc), ecco allora scattare il meccanismo del vomito che, nel sacrificare le calorie del pasto, in realtà salvaguarda il corretto sviluppo del feto. Le malattie infettive vanno poi inquadrate nella complessa interazione che ha l'uomo con gli altri organismi. Se l'uomo ha vinto la lotta con la maggior parte dei predatori che lo potevano in qualche modo minacciare ("predare"), la lotta contro i microroganismi, è stata ed è una lotta impari: un batterio può avere in un sol giorno tante opportunità di selezione e di mutazione quanto il genere umano ne ha nell' arco di diversi millenni. I meccanismi di difesa dai micrororganismi sono diversi e complessi; alcuni di quei sintomi che noi consideriamo malattia, quali la febbre, la tosse, la diarrea, l'abbassamento del ferro ematico, in realtà fanno parte di questi meccanismi di difesa. Ad esempio, l' abbassamento del ferro ematico, che si osserva nell malattie infettive, ha lo scopo di sottrarre il ferro quale nutriente ai micorganismi indesiderati. Va considerato poi che la virulenza di un patogeno non sempre è per esso un vantaggio, perchè se l'organismo che lo ospita muore troppo rapidamente, le sue chances di diffondersi diminuisono, a meno che non intevengono dei vettori che ne facilitano la diffusione, come ad esempio le zanzare,le pulci o le mani sporche del personale sanitario. Un caso in cui la virulenza non è si è dimostrata necessariamente un vantaggio per il patogeno, è il caso della sifilide: è stato osservato che la sua virulenza è man mano diminuita dalla sua prima apparizione in Europa, da dove è giunta dalle Americhe. Un altro esempio relativo alla virulenza sono i diversi biotipi del colera (che sono praticamenet ubiquitari): condizioni igieniche pessime favorsicono le specie più virulente, condizioni igieniche migliori favoriscono i biotipi più benigni. Infine, anche quello che noi chiamiano progresso, se da un lato ha migliorato enormemente le nostre condizioni materiali di vita, dall'altro lato ha creato nuove problematiche. Tra le varie problematiche, particolare attenzione meritano le patologie legate al lavoro, perchè fanno ad intaccare la spina dorsale del sistema produttivo delle società. E' pur sempre vero che nel passato la vita di un uomo non è che poi valesse granchè all' interno della società, ma oggi le condizioni sociali sono mutate. La prima conseguenza del lavoro è che spesso esso è usurante, sia fisicamente, sia mentalmente (basti pensare al lavoro nelle miniere o nelle fabbriche). La seconda conseguenza è la diffusione di nuove sostanze su tutto il pianeta, sostanze che semplicemete prima non esistevano, o se esistevano, erano ben confinate. Un caso classico è l'amianto, un minerale noto fin dai tempi remoti, minerale che oggi è noto causare gravi patologie, patologie che erano praticamente sconsociute nell' eopoca pre-industriale, prima cioè che il sistema produttivo lo diffondesse in ogni angolo del pianeta. [ Modificato da ivan Attivo 21/3/2005 0:30 ] [ Modificato da ivan Attivo 21/3/2005 0:31 ] [ Modificato da ivan Attivo 21/3/2005 0:32 ]

Redazione
Inviato: 21/3/2005 7:06  Aggiornato: 21/3/2005 7:06
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: L'UOMO MALATO
Proseguendo il discorso di SANTARUINA: Nei testi gnostici trovati a Nag Hammadi la creatrice dell'Universo è Pistis (Sophia), che partorisce un figlio, Yaldabaoth, che assomiglia a un leone, pieno di forza ma ignorante rispetto alle proprie origini. E quando Yaldabaoth sente la voce della madre, che gli sta sopra, e cerca di conoscerla, non capisce da dove venga, e guarda verso il basso, sempre più in basso, verso l'abisso. E là finalmente crede di vederla, ma è solo un'immagine illusoria, riflessa dalle acque, della vera Sophia, della vera conoscenza, che sta sopra di lui. (Che sarebbe un pò come Bergum de jura e Bergum de juta, giusto?). [ Modificato da Redazione Attivo 21/3/2005 7:08 ]

Santaruina
Inviato: 21/3/2005 10:50  Aggiornato: 21/3/2005 10:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: L'UOMO MALATO
Nel “mito” di Yaldabaoth è racchiusa la storia spirituale del genere umano. Incapaci ormai di scorgere “il divino” in alto, cerchiamo ancora qualcosa che vada oltre la piatta materialità, ma lo cerchiamo guardando “in basso”. La spiritualità del XXI secolo mi fa paura proprio perché è indirizzata “in profondità”, e la psicologia stessa altro non è che un invito a scrutare a fondo dentro di noi, “nell’abisso” come avrebbero detto gli antichi. E gli antichi negli abissi ci mettevano sempre “i demoni”. Consigliavano anche di lasciarli stare, questi demoni. Era pericoloso ricercarli, una volta trovati si svegliavano e si liberavano. Sembrerebbero dei miti ingenui, e per molti sarà così. Ma io non posso non domandarmi se l’esplosione delle turbe psichiche dilagate dal XX secolo in poi non abbiano avuto un solido alleato anche nella psicanalisi. Nei paesi dove la psicanalisi è più diffusa le malattie psichiche sono in aumento. Non il contrario. Gli antichi avrebbero descritto la situazione che stiamo vivendo come la storia di alcuni uomini che sentono delle voci da un pozzo chiuso da secoli e credono di avere sentito la voce di Dio. Aprono quindi il pozzo e da esso escono innumerevoli demoni che invadono la loro comunità. Poi noi uomini razionali avremmo letto questa storiella e ci saremmo messi a ridere: “Che fantasia questi antichi… Dei demoni chiusi in pozzo… Ma dove le pensavano…” Blessed be

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
solenero
Inviato: 21/3/2005 14:04  Aggiornato: 21/3/2005 14:04
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/7/2004
Da: Valle Seriana Superiore
Inviati: 846
 Re: L'UOMO MALATO
Citazione:
Gli antichi erano molto saggi; da loro abbiamo solo da imparare; sul sito http://www.suffritti.it/, la cazzata n. 718 ("Vocabolario") ne fornisce una prova inoppugnabile.
Capperi, alla presidenza del consiglio abbiamo il Guercio, o Loscolosco! L'articolo l'avevi gia in mente o ti è stato ispirato da qualcosa in particolare? No perchè giusto sabato tra i primi titoli del TG5 si parlava di UNA bambina (o UN bambino, non ricordo), che era morto, indicando come causa la scelta dei genitori di affidarne la guarigione alle medicine alternative. Dovessero fare un sevizio per ogni bambino morto ma curato con la medicina ufficiale mi sa che al TG non resterebbe il tempo per nient'altro... P.S. m&m, a luogocomune devono proprio stare simpatiche le mie mosche, visto che non riesco più a sostituirle con niente...

Lentamente, inesorabilmente, la sabbia del tempo ricopre la mente.
- Frankie hi-nrg MC -
ivan
Inviato: 21/3/2005 15:32  Aggiornato: 21/3/2005 15:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: L'UOMO MALATO
Il post me l' ha ispirato una rivista scientifica che avevao letto diversi anni fa, mentro ero in vacanza al mare. Il Tg5 e tutti gli altri TG nostrani semplicemente mi rifiuto di vederli, preferisco vedere ed ascoltare i tg francesi o inglesi o spagnoli sulla tv satellitare, sono molto più professionali dei nostri. Quanto all' avatar, è simpatico, perchè lo vuoi cambiare? Ti ha attacato la malattia Sanataruina? ... Dimenticavo: il mio post non voleva difendere niente, nè la medicina ufficiale nè quella naturale; voleva essere soltanto uno stimolo ad avere una visione più ampia delle cose. [ Modificato da ivan Attivo 21/3/2005 15:41 ]

Santaruina
Inviato: 21/3/2005 19:21  Aggiornato: 21/3/2005 19:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: L'UOMO MALATO
Credo che un punto che potremmo condividere sia la necessita della medicina ufficiale di tornare a considerare l’individuo nella sua totalità, e abbandonare la visione ottocentesca di uomo-macchina in cui bisogna semplicemente intervenire per “sistemare” l’ingranaggio “in avaria.” Potrebbe essere un buon punto di partenza. Ma se questo dovesse portarci ad un incremento delle terapie psicanalitiche, forse potremmo anche farne a meno. Blessed be p.s.: Citazione:
Sanataruina
Come fai a conoscere il mio cugino giapponese?

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
ivan
Inviato: 21/3/2005 21:32  Aggiornato: 21/3/2005 21:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Errata corrige
Citazione:
Sanataruina ... Come fai a conoscere il mio cugino giapponese?
Mi cospargo il capo di cenere .....

Santaruina
Inviato: 22/3/2005 11:26  Aggiornato: 22/3/2005 11:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: L'UOMO MALATO
Rileggendo l’articolo di Sergio e il post di Ivan riflettevo su una sostanza a me molto familiare, il paracetamolo. Il paracetamolo è un antidolorifico, è la sostanza attiva presente nella maggior parte dei farmaci che combattono i sintomi dell’influenza. E’ utile anche contro i mal di testa. Io soffro spesso di mal testa, e non sopportando il mio stomaco l’aspirina faccio largo uso (abuso?) di paracetamolo. Questo farmaco è l’emblema della medicina occidentale: agisce direttamente nei trasmettitori del dolore ed evita che questo venga percepito. Qualunque cosa abbia provocato il mal di testa, rimane, il paracetamolo si limita a non farlo sentire. Geniale. Lui sa che tanto qualcosa che non funziona a dovere ci sarà sempre, e con il suo intervento salva la giornata. Domani poi si vedrà, se il dolore cercherà ancora di comunicare qualcosa ci saranno altre piccole pastiglie pronte a zittirlo. E in fondo simile ad esso è tutta la nostra medicina: intervene sempre all’ultimo per cancellare i sintomi del male; spesso le cause che quel male l’hanno provocato rimangono e si faranno di nuovo sentire. E volendo fare un parallelo più ampio la società occidentale stessa nella sua interezza altro non è che una massiccia dose di paracetamolo. L’uomo contemporaneo “malato” non riesce più a reggere il caos che si è creato attorno, ritmi non umani, vuoti di significati e assenza di senso in tutto quello che lo circonda Incapace però di trovare una soluzione a tutto questo si limita per sopravvivere a riempire il suo tempo con mille invenzioni e mille distrazioni: tutto affinché sia sempre occupato e non abbia mai il tempo necessario per riflettere sull’assurdità del suo vivere. La causa del male non viene minimamente sfiorata, si fa solo in modo di non sentirne il dolore. Paracetamolo, in altre parole.

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
ivan
Inviato: 23/3/2005 16:04  Aggiornato: 23/3/2005 16:04
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: PARACETAMOLO/ACETAMINOPHEN
Citazione:
Il paracetamolo è un antidolorifico,è la sostanza attiva presente nella maggior parte dei farmaci che combattono i sintomi dell’influenza. E’ utile anche contro i mal di testa.
Manufacturing/Use Information: Major Uses: MFR AZO DYES [Budavari, S. (ed.). The Merck Index - Encyclopedia of Chemicals, Drugs and Biologicals. Rahway, NJ: Merck and Co., Inc., 1989., p. 8] ANALGESIC AGENT FOR HEADACHE & DYSMENORRHEA; ANTIPYRETIC AGENT; STABILIZER FOR HYDROGEN PEROXIDE; CHEM INT FOR PHARMACEUTICALS, CHEMICALS. [SRI, p. ] Stabilizer for hydrogen peroxide, photographic chemicals. [Sax, N.I. and R.J. Lewis, Sr. (eds.). Hawley's Condensed Chemical Dictionary. 11th ed. New York: Van Nostrand Reinhold Co., 1987., p. 11] Citazione:
Io soffro spesso di mal testa, e non sopportando il mio stomaco l’aspirina faccio largo uso (abuso?) di paracetamolo.
Range of Toxicity: A) Ingestion of as little as 150 mg/kg or 7.5 grams has caused liver injury. [Rumack BH POISINDEX(R) Information System Micromedex, Inc., Englewood, CO, 2005; CCIS Volume 123, edition expires Feb, 2005. Hall AH & Rumack BH (Eds): TOMES(R) Information System Micromedex, Inc., Englewood, CO, 2005; CCIS Volume 123, edition expires Feb, 2005., p.] MOST SERIOUS ADVERSE EFFECT OF ACUTE OVERDOSAGE OF ACETAMINOPHEN IS A DOSE-DEPENDENT, POTENTIALLY FATAL HEPATIC NECROSIS. RENAL TUBULAR NECROSIS ... & HYPOGLYCEMIC COMA MAY ALSO OCCUR. ... IN ADULTS, HEPATOTOXICITY MAY OCCUR AFTER INGESTION OF A SINGLE DOSE OF 10-15 G (140 TO 250 MG/KG) OF ACETAMINOPHEN; DOSES OF 20 TO 25 G OR MORE IS POTENTIALLY FATAL. [Gilman, A.G., T.W. Rall, A.S. Nies and P. Taylor (eds.). Goodman and Gilman's The Pharmacological Basis of Therapeutics. 8th ed. New York, NY. Pergamon Press, 1990., p. 658] ACETAMINOPHEN SHOULD NOT BE ADMIN FOR MORE THAN 10 DAYS OR TO YOUNG CHILDREN EXCEPT UPON ADVICE OF PHYSICIAN. [Gilman, A.G., T.W. Rall, A.S. Nies and P. Taylor (eds.). Goodman and Gilman's The Pharmacological Basis of Therapeutics. 8th ed. New York, NY. Pergamon Press, 1990., p. 659] Citazione:
Questo farmaco è l’emblema della medicina occidentale: agisce direttamente nei trasmettitori del dolore ed evita che questo venga percepito.
Mechanism of Action: ... REDUCES FEVER ... BY INHIBITING ACTION OF ENDOGENOUS PYROGEN ON HYPOTHALAMIC HEAT-REGULATING CENTERS. ... MORE ACTIVE THAN ASPIRIN AS INHIBITOR OF PROSTAGLANDIN SYNTHETASE OF BRAIN, BUT ... ONLY VERY WEAK INHIBITOR OF PROSTAGLANDIN SYNTHESIS BY PREPARATION FROM SPLEEN ... . [Goodman, L.S., and A. Gilman. (eds.) The Pharmacological Basis of Therapeutics. 5th ed. New York: Macmillan Publishing Co., Inc., 1975., p. 344] Citazione:
Domani poi si vedrà, se il dolore cercherà ancora di comunicare qualcosa ci saranno altre piccole pastiglie pronte a zittirlo.
O, alle brutte, una dose di morfina; quella si che funziona come antidolorifico. Comunque, se non si elimina la casua del dolore, hai voglia a prendere pasticche. Ma il dolore in se non è necessariamente una malattia: paradossalmente è un sintomo di buona salute, coì come lo è il prurito; sono messaggi che manda l'organismo affinchè si intervenga ad eliminare un problema che si è presentato. Citazione:
La causa del male non viene minimamente sfiorata, si fa solo in modo di non sentirne il dolore.
In effetti, la medicina, si sa, in tutti questi anni, non ha fatto progressi. In effetti, poi, lo vediamo tutti, le farmacie sono vuote, dai dottori non c'è mai la fila, a medicina non si iscrive più nessuno, i certificati medici hanno valore scarso valore legale: tutti sintomi di una scienza , la medicina occidentale, che non si ritiene più affidabile .... C'è una cosa che non capirò mai: come è che quando tanti buontemponi (sciamani, stregoni, miracolati, invasati, alternativi, etc) stanno male sul serio, vanno quasi tutti a farsi ricoverare all'ospedale (possibilmente pubblico, se la cosa è seria) che pratica la medicina occidentale? [ Modificato da ivan Attivo 23/3/2005 16:10 ]

Santaruina
Inviato: 23/3/2005 19:20  Aggiornato: 23/3/2005 19:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: PARACETAMOLO/ACETAMINOPHEN
Ivan Non si discuteva, mi sembra, di una presunta infondatezza della nostra medicina ufficiale, ma dei suoi limiti. Limiti che sono evidenti e spesso negati. A proposito poi delle farmacie sempre piene, cosa dire del fatto che circa il 60% delle medicine assunte e prescritte risultano totalmente inefficaci se non dannose? Sono dati che ho letto qualche mese fa sul Corriere Salute, non su “sciamano.org” , e mi ricordo anche l’intervista del responsabile della celeberrima Pfizer che sulla questione dichiarava :”E’ un dato che non abbiamo mai nascosto”. Senza parole… Per quanto riguarda il paracetamolo, purtroppo so abbastanza bene di cosa si tratta… Il primo che mi mise in guardia fu un ragazzo conosciuto per caso in nave qualche anno fa. Studiava medicina e sosteneva che il paracetamolo è un veleno vero e proprio per il fegato. Non lo presi troppo sul serio forse perché lo vidi mandar giù due aspirine alla volta bevendo birra, sostenendo che grazie all’alcol le medicine vengono assorbite più velocemente dallo stomaco. Ma sul paracetamolo aveva ragione. Il fatto è che sono giunto alla conclusione che la causa dei miei mal di testa è l’aria che respiro, quindi non potendo eliminare la causa mi limito tristemente a curare i sintomi. Da buon occidentale. Stammi bene p.s.: hai dato un’occhiata nella sezione dei commenti liberi?

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
ivan
Inviato: 23/3/2005 20:17  Aggiornato: 23/3/2005 20:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: PARACETAMOLO/ACETAMINOPHEN
Citazione:
Il fatto è che sono giunto alla conclusione che la causa dei miei mal di testa è l’aria che respiro, quindi non potendo eliminare la causa mi limito tristemente a curare i sintomi. Da buon occidentale.
Da buon occidentale, nascondi la testa sotto la sabbia, come si dice facciano gli struzzi (a proposito, leggevo da qualche parte che non è mai stato visto uno struzzo fare una cosa simile). Io abitavo in una citta dall'aria irrespirabile: semplicemente me ne sono andato (anzi, scappato). Nello scegliere la casa dove abitare, nello scegliere il luogo dove andare a passeggiare, semplicemente mi sto alla larga dai posti pieni di smog. Addirittura evito le strade trafficate, mi studio i percorsi che mi tengano lontano dagli scarichi diesel di camion ed autovetture. Citazione:
A proposito poi delle farmacie sempre piene, cosa dire del fatto che circa il 60% delle medicine assunte e prescritte risultano totalmente inefficaci se non dannose? Sono dati che ho letto qualche mese fa sul Corriere Salute, non su “sciamano.org” , e mi ricordo anche l’intervista del responsabile della celeberrima Pfizer che sulla questione dichiarava :”E’ un dato che non abbiamo mai nascosto”. Senza parole…
Dal codice Rocco: <<art. 443: chiunque detiene per il commercio, pone in commercio o somministra medicinali guasti o imperfetti è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni ... >> <<art. 582: chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dal quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito ....>> << art. 43: il delitto ("reato") : è doloso ...., è preterintenzioanle... è colposo .... quando l' evento ... non è voluto dall' agente e si verifica a causa di negligenza, imprudenza o imperizia ...>>> Veramente non ci sono parole ... Citazione:
p.s.: hai dato un’occhiata nella sezione dei commenti liberi?
Si. [ Modificato da ivan Attivo 23/3/2005 20:22 ]

Santaruina
Inviato: 24/3/2005 15:01  Aggiornato: 24/3/2005 15:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: PARACETAMOLO/ACETAMINOPHEN
Citazione:
Il fatto è che sono giunto alla conclusione che la causa dei miei mal di testa è l’aria che respiro, quindi non potendo eliminare la causa mi limito tristemente a curare i sintomi.
Trattasi di linguaggio simbolico. Blessed be

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
ivan
Inviato: 24/3/2005 22:04  Aggiornato: 24/3/2005 22:04
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: PARACETAMOLO/ACETAMINOPHEN
Citazione:
Trattasi di linguaggio simbolico.
.... <<Il linguaggio simbolico è un linguaggio universale, anzi l'unico linguaggio universale che l'umanità abbia creato e di cui abbiamo quotidiana esperienza, ad esempio nei nostri sogni. Il linguaggio simbolico potrebbe essere inteso come qualcosa che dietro un senso oggettivo, visibile, ne nasconde uno più profondo e invisibile; nel linguaggio simbolico le esperienze interiori, i sentimenti, i pensieri vengono espressi come se fossero esperienze sensoriali, avvenimenti del mondo esterno. I simboli possono avere più di un significato, anche significati opposti tra loro, in relazione ai diversi tipi di esperienza che possono essere connessi al medesimo fenomeno naturale. L'esperienza soggettiva può essere determinante nel caratterizzare il valore simbolico di un evento. Il significato particolare del simbolo può essere quindi determinato attraverso il contesto globale in cui appare e tenendo presenti le caratteristiche predominanti della persona. Il fatto che un oggetto sia o no un simbolo dipende in primo luogo dall'atteggiamento della coscienza che osserva, ossia dal fatto che un uomo abbia la possibilità e la capacità di guardare un oggetto non solo nella sua manifestazione concreta in quanto tale (atteggiamento descrittivo) ma come espressione, simbolo appunto, di qualcosa di ignoto o di non meglio esprimibile>> [http://www.geocities.com/HotSprings/Spa/7190/rrs/s_main.htm] <<Per dare ragione della definizione di linguaggio simbolico Fromm parte da una definizione molto generale di simbolo (la parola simbolo deriva dal greco sunballein che significa mettere insieme, unire. Indicava l'oggetto che rappresentava il rapporto di ospitalità tra le famiglie e che veniva spezzato in più parti ciascuna delle quali rimaneva a uno dei contraenti e nel loro combaciare era un segno di riconoscimento) inteso come qualcosa che sta al posto di qualcos'altro. In questa definizione viene compreso anche quello che dalla semiologia viene indicato come segno, cioè come un rapporto convenzionale, definito nell'ambito di una certa cultura o gruppo sociale tra una parola e un oggetto o tra un disegno e un oggetto, o i segnali stradali, e così via. Nel simbolo vero e proprio invece c'è una relazione intrinseca tra il simbolo e ciò che rappresenta; oppure la relazione intrinseca è data dalla realtà personale del soggetto, oppure la relazione intrinseca è data dall'esperienza di ogni essere umano. >> [http://www.geocities.com/HotSprings/Spa/7190/rrs/s_from1.htm] [ Modificato da ivan Attivo 24/3/2005 22:07 ]

vulcan
Inviato: 25/3/2005 1:16  Aggiornato: 25/3/2005 1:16
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: l'uomo malato
Ciao a tutti, mi scuso per l'assenza involontaria... Ho letto i vostri interessantissimi interventi e riflettevo: La medicina positivistica non è in discussione in quanto tale , ciò che è in discussione è la possibilità che questa possa esser in grado di spiegare la "malattia dell'ìuomo" in senso totale ricorrendo ai ben noti mecanismi di causa effetto. E' possibile che i sintomi attraverso cui si manifesta una patologia possiedano per il corpo umano un "messaggio" , (significato simbolico), che và oltre l'aspetto esteriore (cefalea, febbre,prurito etc). Azzardandosi ancor più lontano ritengo che la "malattia" abbia a sua volta un significatosimbolico se relazionata alla stessa esistenza dell'essere umano. Dopo una prima visione magica in cui la malatttia era vissuta ed interpretata come punizione e a causa del peccato ed inflitta per mezzo di spiriti maligni ,la medicina positivistica dimostra che la malattia non ha nulla a che fare con il comportamento morale dell'uomo. Nonostante ciò al momento attuale possiamo concludere che la medicina ad orientamento biologico non è riuscita ancora a chiarire la genesi di molte malattie specificatamente umane e sconosciute agli animali , nè è in grado di dare una definizione precisa della malattia umana in senso più generale. La medicina biologica infatti, indaga soltanto l'aspetto somatico dell'uomo ( ciò che l'uomo ha in comune con i mammiferi superiori), ed essa può chiarire solo le malattie che sono comuni all'uomo e all'animale. L'alterata funzione di un organo è solo un aspetto parziale della malattia ma non l'intera malattia! La medicina positivistica ( e sarebbe comunque stolto negarne i progressi ), secondo un mio sospetto continua imperterrita ad occuparsi sempre più di se stessa e sempre meno dell'uomo nella sua interezza! Essa non rappresenta più il mezzo che conduce al benessere dell'uomo bensi persegue il fine recondito del suo primato! L'uomo è ordinato secondo un'aspetto gerarchico dall'alto verso il basso e non viceversa; non è il corpo la guida della vita umamna , ma è la psiche che costituisce l'istanza direttrive! (La neocortex ). La medicina ha per lo più ignora questa forza direttrice studiandone la parte che viene guidata illudendosi spesso che quest'ultima sia il vero motore dell'esistenza, ed in questa esistenza vi è una profonda rottura dell'equilibrio con l'universo che lo circonda!..... La malattia è spesso il risultato di questo squilibrio. (e a Santa gli viene la cefalea! ) Ma l'essere umano in origine nasce vive e muore in armonia con questo universo, e la sua vera malattia è spesso l'espressione del suo ripetuto "tradimento " ! - In quanto al giuramento di ippocrate , scherzosamente e con buona dose di verità, esso viene tra gli addetti ai lavori scherzosamnete ribatezzato ; il giuramento degli ipocriti!! - [ Modificato da vulcan Attivo 25/3/2005 1:17 ]

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
vulcan
Inviato: 25/3/2005 1:32  Aggiornato: 25/3/2005 1:32
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: paracetamolo
E volendo fare un parallelo più ampio la società occidentale stessa nella sua interezza altro non è che una massiccia dose di paracetamolo. --------------------------------------------------------------------------------------- Si potrebbe anche affermare che la Società Occidentale è come un cane che si morde la coda; come in una catena di montaggio "inventa" le malattie del secolo: (neoplasie da tossici , obesità, ipertensione, diabete, dilsipidemie , malattie psichiche, etc ), e poi si impegna come se niente fosse a curar questi mali con i suoi "paracetamolo"! [ Modificato da vulcan Attivo 25/3/2005 1:32 ]

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
Redazione
Inviato: 25/3/2005 5:02  Aggiornato: 25/3/2005 5:02
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: paracetamolo
BUTTO LA' UN'IDEA: Perchè quando mangi male e non digerisici, ti viene "mal di testa"? Se diamo per valido il rapporto mentre/corpo, non potrebbe essere che il mal di testa "serva" a fare in modo che tutto il resto della baracca "aspetti" che lo stomaco si rimetta a posto, per poi proseguire di nuovo in equilibrio? Se ci pensi bene, quando hai mal di testa si rallenta tutto, non combini più niente, e non riesci nemmeno più a pensare correttamente. Non è che dici "ho mal di testa, non potendo muovermi troppo ne approfitto per leggermi un bel libro". Il cervello non ne vuole sapere nemmeno di pensare, e tutto si ferma finchè lo stomaco non si rimette a posto, e poi tutto riparte come prima. O no?

patchacuti
Inviato: 25/3/2005 9:29  Aggiornato: 25/3/2005 9:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2004
Da: Trieste
Inviati: 255
 Re: paracetamolo
Perchè quando mangi male e non digerisici, ti viene "mal di testa...... A me succede spesso, perche' ceno tardi ed il piu' delle volte non riesco a digerire......tremendo...appena ho il sentore che mi sta venendo mal di testa devo prendere subito una Cibalgina senno' sono a pezzi tutto il giorno dopo...

vulcan
Inviato: 25/3/2005 16:08  Aggiornato: 25/3/2005 16:08
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: paracetamolo
citazione Perchè quando mangi male e non digerisici, ti viene "mal di testa"? ---------------------------------------------------------------------------- Hai proprio descritto bene la questione. La cefalea in medicina psicosomatica assume il significato di messaggio dell'unità psico fisica.. il messaggio dice che c'è un'alterazione dell'equilibrio complessivo.. i cinesi descriverebbero il fenomeno come un disordine delle due enegie primarie Inn e Yang. citazione A me succede spesso, perche' ceno tardi ed il piu' delle volte non riesco a digerire......tremendo...appena ho il sentore che mi sta venendo mal di testa devo prendere subito una Cibalgina senno' sono a pezzi tutto il giorno dopo... ------------------------------------------------------------------------------------ Patchacuti, a partire dall'avatar che hai selezionato, mi balza alla mente la possibilità che tu sia di sesso femminile ed anche il fatto che magni di gran corsa ...se non voracemete! Ed ecco spuntar il mal di capo .. ...invece di prendere la cibalgina consentiti in anticipo una cena tranquilla e sopratutto goditela (se possibile) !! Il tuo caso rientra emblematicamente nella questione prima citata; un'alterazione dell'equilibro psicosomatico che è a sua volta espressione di un disordine di rapporto con "il mondo". Per gli Orientali ad esempio (non troppo occidentalizzati), il mangiare non è solo questione di sopravvivenza, è anche un momento di socializzazione e relax interiore, un'occasione di equilibrio con se stessi e con l'universo,una specie di rituale! Sono tutti concetti presi o forse mai esistiti nel mondo occidentale! Quindi in sintesi: quando magni , mastica bene e con calma ! Sorridi tra un boccone e l'altro! Consentiti una interazione con chi hai davanti! Percepisci attentamente il sapore di ciò che magni ,ed esegui una piccola pausa di tanto in tanto pensando concetti semplici e rilassando il soma! p.s. magari anche un bel bicchierozzo di vino rosso!! Se ho sbagliato tutto correggimi pure! ciao

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
Santaruina
Inviato: 25/3/2005 16:16  Aggiornato: 25/3/2005 16:16
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: paracetamolo
Ciao Vulcan direi che i tuoi pazienti sono in buone mani

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
Santaruina
Inviato: 25/3/2005 16:22  Aggiornato: 25/3/2005 16:22
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Simbolo
Simbolo Dal greco syn - ballo , ossia metter insieme, unire. Etimologicamente tutto ciò che "unisce" il "terreno" con il "celeste", l'umano con il divino. Simbolo è tutto ciò che comunicando con la sfera non razionale degli esseri umani mette loro in comunicazione con gli strati superiori dell'essere. Il contrario di Syn - ballo è Dia - ballo, Diavolo , ovvero ciò, colui che , divide il piano umano dal piano divino. Etimologicamente compito del diavolo è separare l'uomo da Dio, far credere che il piano sovrannaturale non esista. Blessed Be

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
ivan
Inviato: 25/3/2005 17:20  Aggiornato: 25/3/2005 17:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: Simbolo
Citazione:
Il contrario di Syn - ballo è Dia - ballo, Diavolo ,
.... non andare in discoteca! Ciao.

vulcan
Inviato: 25/3/2005 19:47  Aggiornato: 25/3/2005 19:47
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: paracetamolo
Ciao Vulcan direi che i tuoi pazienti sono in buone mani ............................................................ Hai ragione, infatti tutti i giorni li rimpinzo di un buon vino rosso !! ( meglio il canonau)

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
Redazione
Inviato: 25/3/2005 21:10  Aggiornato: 25/3/2005 21:10
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: paracetamolo
IVAN: Ah ah ah ah ah (Syn-ballo.... dia-ballo... manca il tin-ballo) ********* Direi che con Vulcan e Santaruina luogocomune ha finalmente realizzato la tanto agognata riunione fra scienza e spiritualità! Era dai tempi di Pitagora che la cosa era andata persa.

ivan
Inviato: 25/3/2005 21:39  Aggiornato: 25/3/2005 21:39
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: paracetamolo
Citazione:
IVAN: Ah ah ah ah ah (Syn-ballo.... dia-ballo... manca il tin-ballo)
La mia non è stata una battuta molto felice, anzi, è pessima, ma non mi veniva in mente niente di meglio. Comunque, per ogni buon fine: << ridi davanti a questo bel paio di baffi >> [da un film di A. De Curtis]

ivan
Inviato: 25/3/2005 21:42  Aggiornato: 25/3/2005 21:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: paracetamolo
Citazione:
Per gli Orientali ad esempio (non troppo occidentalizzati), il mangiare non è solo questione di sopravvivenza, è anche un momento di socializzazione
Anche per i Calabresi.

vulcan
Inviato: 26/3/2005 2:11  Aggiornato: 26/3/2005 2:11
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: paracetamolo
anche per i Calabresi ........................... Infatti i Calabresi ( ma anche i sardi) sono meno "occidentalizzati" dei lumbard

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
vulcan
Inviato: 26/3/2005 2:56  Aggiornato: 26/3/2005 2:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: equilibrio e malattia
Riprendendo il tema dell'equilibrio ne intendevo il conceto non in senso strettamente scientifico, bensi equivalente ad "armonia" delle cose tra loro. ivan sostiene che l'equilibrio si addice ai sistemi statici, un pò meno ai sistemi dinamici. Anche in senso più strettamente tecnico credo che i sistemi dinamici quali ad esempio l'universo ed il sistema psocofisico ( che non sono affato statici) siano rappresentati dentro una condizione di quilibrio ammirabile; ...momento in cui le forze, le loro reazioi ed i loro effetti si compensano vicendevolmente. La peste del Manzoni è infatti un esempio estremo dove l'equilibrio è drasticamente rotto a favore di un sistema di forze rispetto ad un'altro! Del predatore rispetto al predato.

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
vulcan
Inviato: 26/3/2005 3:01  Aggiornato: 26/3/2005 3:01
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: equilibrio e malattia
continuando sull'equilibrio; disseminare il pianeta di oncogeni e tossici, depredare l'ambiente dei suoi eco sistemi, intasare l'atmosfera di detriti chimici, manipolare il DNA dei prodotti vegetali, imbottirsi di alimenti ricchi di grassi e zuccheri,etc sono tutti esempi di forze e reazioni che alterano "l'equilibrio " e l'armonia delle cose tra loro , ed il rapporto tra l'uomo ed il suo l'universo. Percorrere strade alternativa all'intesamento atmosfrico e allo smog o agli scarichi delle automobili, è invece un esempio di ricerca attiva e mantenimento più o merno inconsapevole di questo equilibrio armonia, nel tentativo estremo di allinearsi alla natura, cioè all'intima parte del mondo. E' proprio nel momento in cui l'uomo rompe l'equilibrio con il suo universo che insorge la malattia! Sono malattie strettamente umane e non comuni ad altri mammiferi e su queste patologie la medicina positivistica interviene descivendone bene i meccanismi che le sostengono e magari indicandone i rimedi pur senza spiegarne la vera essenza. Nei mammiferi non si riscontra l'arteriosclerosi e l'ipertensione arteriosa, le malattie allergiche o l'asma, l'ictus o la calcolosi biliare,le malattie reumatiche o l'adiposità estrema. Gli stessi tumori sono rappresentati con una frequenza assai più bassa di quelli umani e con connotazioni molto diverse. Poichè per l'appunto la spiegazione di queste discrepanze non è spiegabile nella diversa struttura anatomico o funzionale dell'uomo rispetto ai mammiferi .... la comprensione di queste e altre patologie và ricercata altrove .. .............. esattamente nella corteccia cerebrale dell'homo sapiens! O forse... "del'homo insipiens" Nel comportamento che ne scaturisce , nel modo in cui vive il proprio universo, nel modo in cui è capace di rompere l'equilibrio e l'armonia, nel modo in cui egli rigetta e manipola l'equilibrio naturale delle cose . In definitiva l'uomo non vive , bensi governa la propria esistenza, agli animali e alle piante la natura garantisce in se il progetto di "vita", all'uomo invece conferisce il primato unico di adempimento della propria esistenza!

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
ivan
Inviato: 29/3/2005 2:13  Aggiornato: 29/3/2005 2:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: equilibrio e malattia
Citazione:
sono tutti esempi di forze e reazioni che alterano "l'equilibrio " e l'armonia delle cose tra loro , ed il rapporto tra l'uomo ed il suo l'universo.
Non è mai esistito un equlibrio armonico tra l'uomo e le cose, nè mai esisterà. Ma non è colpa dell'uomo: le "cose" della vita sono fenomeni caotici. E' il mondo ad essere in continua, perenne e caotica trasformazione. [ Modificato da ivan Attivo 29/3/2005 1:25 ]

ivan
Inviato: 29/3/2005 2:23  Aggiornato: 29/3/2005 2:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: equilibrio e malattia
Citazione:
E' proprio nel momento in cui l'uomo rompe l'equilibrio con il suo universo che insorge la malattia!
Ho guidato 5 ore di fila, ho troppo sonno per rispondere ... mi aspettano poi delle giornatacce ... ma ne riparleremo.

patchacuti
Inviato: 29/3/2005 10:19  Aggiornato: 29/3/2005 10:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2004
Da: Trieste
Inviati: 255
 Re: paracetamolo
Vulcan hai sbagliato in parte le cose..... sono una "femmina" !!!!!!! mangio tardi perche' mi ritrovo sempre con 3500 cose da fare... pero' mastico sempre bene e con calma......... sorrido sempre (sono una persona molto molto positiva anche quando le cose vanno a rotoli!!!), mi piace ridere e scherzare ... parlo fin troppo .... mi piace mangiare ma mi piace il vino bianco!!!!!!!! ps.....adoro magna' e mi rilassa cucinare!! ciaooooooooooo

vulcan
Inviato: 30/3/2005 9:45  Aggiornato: 30/3/2005 9:45
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: equilibrio e malattia
Ho guidato 5 ore di fila, ho troppo sonno per rispondere ... mi aspettano poi delle giornatacce ... ma ne riparleremo. ........................................................................................................... Va bene Ivan.. in ogni caso anche questo è un esempio di squilibrio nel mondo moderno!

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
vulcan
Inviato: 30/3/2005 9:51  Aggiornato: 30/3/2005 9:51
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: paracetamolo
Lo so voi femmine siete sempre super indaffarate. E va bè, ho sbagliato diagnosi! cambia medico! ciao ciao

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
ivan
Inviato: 30/3/2005 22:32  Aggiornato: 30/3/2005 22:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: L'UOMO MALATO
Citazione:
in ogni caso anche questo è un esempio di squilibrio nel mondo moderno!
Bè, già che ci sei, fai qualche esempio di equilibrio nel mondo non moderno.

vulcan
Inviato: 30/3/2005 23:17  Aggiornato: 30/3/2005 23:17
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/1/2005
Da: Sardigna
Inviati: 2092
 Re: L'UOMO MALATO
Ad esempio tutti gli ecosistemi presenti in natura e non modificati dall'home insipiens Ma bisognerebbe prima capirci su cosa intendiamo singolarmente sul concetto di "equilibrio".

"Indaga le parole a partire dalle cose e non le cose a partire dalle parole." Misone
kex
Inviato: 22/7/2005 18:45  Aggiornato: 22/7/2005 18:45
Ho qualche dubbio
Iscritto: 19/7/2005
Da: calabria
Inviati: 180
 Re: L'UOMO MALATO
mi rendo conto che appena si parla dei nostri figli, si drizzano molto di piu' le orecchie e anche se il parere del comitato di bioetica e' solamente un "PARERE" io come genitore ho comunque dovuto fare una scelta. Mi curo con l'omeopatia da piu' di 10 anni, sono ancora vivo e direi che sto' bene. Con mia moglie abbiamo condiviso la decisione di curare i nostri figli nello stesso modo ed in particolare il piccolo (6anni) che non ha mai -o quasi- fatto ricorso alla medicina allopatica, reagisce in maniera sorprendente ai vari preparati, o intrugli come vengono definiti da medici puristi, che gli somministriamo. Morale, un torello che gestisce e debella i suoi malanni in pochissimo tempo. Non so' se al comitatato potranno interessare queste esperienze, ma per fortuna molte famiglie la pensano ed agiscono come la mia , con le proprie responsabilita' e rischi di essere genitori, ma con la consapevolezza che la natura, da cui deriviamo, potra' sempre dare una risposta (non una soluzione) alla nostra vita.

una goccia fara' traboccare il vaso

vorrei regalare ai miei figli un po' di consapevolezza in piu'

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