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media : Avatar: requiem per la settima arte
Inviato da Redazione il 31/1/2010 14:30:00 (12716 letture)



************************


Avatar: requiem per la settima arte

Aveva perfettamente ragione Wim Wenders quando disse, oltre 30 anni fa, che “gli americani ci stanno colonizzando il subconscio”.

Con il successo mondiale di un film come Avatar possiamo affermare che ci sono riusciti in pieno. Questo film infatti decreta la completa, definitiva ed irreversibile morte di quello che una volta era chiamato “cinema”.

Purtroppo non è facile parlare di cinema, poichè non esistono dei canoni assoluti per giudicare i film. L’unico strumento oggettivo a cui possiamo fare ricorso è il cosiddetto "successo di botteghino", che ci permette almeno di stabilire una graduatoria di gradimento universale, che superi il giudizio individuale.

Negli anni ’50 “Via col vento” fu un grande successo commerciale, per cui possiamo dire che ”Via col vento” fosse un film “bello” per la sua epoca. Negli anni 80 “Bladerunner” fu un grande successo commerciale, per cui possiamo definirlo “bello” per i gusti di quegli anni.

Nel caso di Avatar siamo nuovamente di fronte a record assoluti di incasso, per cui possiamo dichiarare che questo film sia certamente "bello", rispetto agli attuali canoni di gradimento.

Tutto questo non significa che non si possano giudicare questi canoni, traendo eventuali conclusioni sul cinema in generale, ...


.. e non sul film in particolare.

Quando nacque il cinema – dal greco “kinèma”, che significa “movimento” - sembrò prima di tutto un grande miracolo della tecnologia di quei tempi: l’idea di poter riprendere degli operai che escono dalla fabbrica, oppure l’arrivo di un treno in stazione, per poi rivederli “tali e quali” sullo schermo di una sala buia, sembrò a tutti eccitante, magica e meravigliosa.

Presto però i primi autori si accorsero che la vera “magia” del cinema non stava nella riproduzione di un fatto reale, ma nel poterne modificare a piacimento il significato finale, grazie alla tecnica del montaggio.

Tali si rivelarono le potenzialità espressive del montaggio, che il regista russo Eisenstein arrivò a teorizzarne le regole principali nel suo famoso libro “La forma del film”.

Da quel momento in poi il cinema si guadagnò il diritto di comparire accanto alle più nobili forme espressive, fino ad essere acclamato universalmente come “settima arte”.

Nel frattempo i film diventavano sempre più lunghi e complessi, e si cominciò a pensare al cinema come strumento narrativo vero e proprio, introducendo così le stesse problematiche di tipo strutturale già conosciute in letteratura.

Fu sempre un russo, Vladimir Propp, a definire i principi universali della struttura narrativa nel suo libro “Morfologia della fiaba”. Dopo aver analizzato un centinaio di fiabe e racconti popolari, Propp si accorse che seguivano tutti lo stesso schema narrativo, nonostante i personaggi e le ambientazioni fossero completamente diversi l’uno dall’altro.

Si trattava, in realtà, degli stessi principi già individuati da Aristotele nella tragedia greca, che però Propp aveva approfondito al punto da poterli rappresentare con una precisa formula matematica, che conteneva oltre trenta funzioni narrative.

Nel frattempo era scesa in campo Hollywood.

Da sempre sensibili alle nuove possibilità di fare soldi, gli americani avevano capito che quella del cinema poteva diventare una fonte di guadagno praticamente inesauribile.

Per ottenere questo risultato occorreva però togliere il cinema dalle mani dell’autore, per trasformarlo in una vera e propria industria, impersonale ed efficiente, in grado di funzionare indipendentemente dalle persone utilizzate nei vari ruoli di volta in volta.

Proprio “Via col vento” ci offre uno degli esempi più eclatanti, in quanto fu possibile realizzare un campione assoluto di incassi ingaggiando tre registi diversi nel corso della produzione.

L’altro elemento che Hollywood si preoccupò di standardizzare fu quello della struttura narrativa. Esattamente come per le favole di Propp – da cui gli americani avevano imparato la lezione – anche i film di Hollywood ricevevano luce verde solo se le sceneggiature rispettavano certi schemi narrativi, che da un lato garantivano una facile ricezione popolare, ma dall’altro limitavano alla radice la fantasia degli autori.

Ecco perchè a molte persone oggi i film americani sembrano “tutti uguali” . In realtà lo sono: cambiano solo personaggi e ambientazione, ma la “storia” intesa come “protagonista”, “identificazione”, “ricerca dell’oggetto desiderato”, “antagonista”, “conflitto” e “risoluzione” è sempre invariabilmente la stessa.

Iniziarono così due vicende parallele: quella del cinema europeo, autoriale e indipendente, e quella del cinema americano, impersonale e programmato, che avrebbero viaggiato senza mai incontrarsi fino alla fine degli anni ‘70.

Mentre Hollywood sfornava prodotti di intrattenimento, che sacrificavano regolarmente i contenuti a favore dell’aspetto commerciale, sulla nostra sponda gente come Rossellini o Visconti realizzava capolavori assoluti improvvisando con attori della strada, utilizzando avanzi di pellicola e set già esistenti, e facendo ovunque ricorso alla nostra proverbiale “inventiva” per supplire alla cronica mancanza di mezzi.

Negli anni ’60 toccava ai francesi imbracciare la cinepresa e tuffarsi fra la gente, dando così vita al cosiddetto cinema-veritè, mentre negli anni ’70 erano i tedeschi a creare la loro “nouvelle vague”, con le opere di Herzog, Wenders e Fassbinder che appartengono oggi alla storia del cinema. Attraverso gli stessi decenni abbiamo anche opere di grande valore da parte di autori isolati, come Ingmar Bergman, Andrei Tarkovsky o Luis Bunuel, che non erano legati ad una cinematografia particolare, confermando così la fondamentale importanza dell’autore nella creazione di un film europeo.

Ma sul finire degli anni '70 avvenne il cortocircuito fra i due sistemi.

Preoccupati da costi di produzione sempre maggiori, dovuti soprattutto alla nascita dello star-system, gli americani si accorsero che il mercato nazionale non era più sufficiente a ripagare con buoni margini i loro investimenti, e cominciarono a guardare al resto del mondo come possibile mercato aggiuntivo. (Oggi il mercato estero rappresenta per un film americano circa il 40% del ritorno sugli investimenti).

Nel frattempo da noi era arrivata la TV, il “cavallo di troia” culturale che aveva già iniziato ad erodere il nostro sistema di valori a favore di quello, molto più vacuo e superficiale, degli americani.

Questo fatto, sommato alla potenza economica del dollaro, rese facile la progressiva conquista del nostro mercato da parte di produzioni molto più commerciali delle nostre, che risultavano ovviamente più gradite al grande pubblico.

Da quel momento il cinema europeo si è andato lentamente estinguendo, senza mai avere la possibilità di riprendersi, poichè condannato in partenza dai costi proibitivi, che gli impedivano di fare concorrenza al prodotto americano. (Per coprirsi le spalle, in ogni caso, gli americani pensarono bene di comperare anche tutti i maggiori circuiti di distribuzione europei, in modo da essere comunque loro a decidere le sorti di qualunque film sul mercato).

Nel 1980 il sottoscritto ebbe la possibilità di conoscere Wim Wenders, a New York, alla presentazione di “Lightning over water”, lo straziante documento da lui realizzato insieme al morente Nicholas Ray. Fu in quell’occasione, mentre gli chiedevo consigli per realizzare il mio primo film, che mi disse con amarezza “lascia perdere, il cinema ormai è morto”. Trovai la cosa sorprendente, soprattutto in bocca ad un autore che si trovava in quel momento all’apice della sua carriera, ma in seguito ebbi a comprendere molto bene il significato di quelle parole. Naturalmente, per “cinema”, Wenders intendeva quello europeo.

Il resto, purtroppo, è storia nota.

Lo strapotere americano nelle nostre sale, e conseguentemente sui nostri schermi TV, si è andato progressivamente rafforzando, fino a portare quell’appiattimento culturale che assimila oggi un italiano ad un portoghese, un tedesco ad un francese, senza più nessuna differenza sostanziale.

Cambia forse il modo di dire “whao!”, ma la parola pronunciata è sempre la stessa.

Arriviamo così ad Avatar, quintessenza del cinema “spettacolare” americano, e ultimo chiodo nella bara di un cinema europeo già agonizzante da oltre 20 anni.

Senza voler entrare nel merito della vicenda, possiamo affermare che l’importanza primaria data al computer rispetto alla cinepresa sancisce già di per sè una sostanziale mutazione nel linguaggio, al punto che l’effetto diventa predominante rispetto al contenuto.

In altre parole, la scena “ha valore” soprattutto se funziona l’effetto visivo, e solo secondariamente se il passaggio narrativo è interessante. (Questo fenomeno si verifica già da tempo, in molti film di Hollywood, ma raramente si era vista una tale preponderanza dell’effetto sul contenuto).

L’utilizzo inoltre di personaggi “artificiali” - generati cioè dal computer, anche se sulla traccia di movimenti umani – permette un enorme risparmio dal punto di vista produttivo (non devi nè pagare il “grande attore” nè costruire dei set reali), ma penalizza l’espressività al punto da ridurla ad un cartone animato, dove i personaggi hanno sei o sette espressioni al massimo, e con quelle ti fanno tutto il film.

Le emozioni sottili, date dalle sfumature della recitazione umana, vengono così sacrificate a favore di un “codice universale”, molto più semplice e comprensibile, ma di portata decisamente limitata. (Anche la grammatica di Word, il noto programma di scrittura della Microsoft, invita apertamente ad usare termini semplici, con frasi brevi, evitando possibilmente la forma passiva).

E’ sempre stato il sogno degli americani, che forse intuiscono i propri limiti culturali, di ridurre ai minimi termini tutto ciò che possa sfuggire alla loro capacità di comprensione, creando un sistema preciso, organizzato e codificato che sia per loro più facile da controllare.

Alcuni lo chiamano pragmatismo, altri vi vedono un poderoso strumento di imperialismo culturale.

Resta in ogni caso da spiegare il grande successo del film, che viene attribuito soprattutto - a quanto si legge un pò dovunque – alla “storia interessante”, o meglio ai “concetti innovativi” che rappresenta.

Nuovamente, senza entrare nel merito, bisogna ricordare che il rapporto forma-contenuto è di fondamentale importanza in qualunque mezzo di espressione artistica. “Ladri di biciclette” farebbe ridere se fosse girato in stile hollywoodiano, con inquadrature “leccate”, attori superstar e contoluce a tutto spiano. Esattamente come farebbe ridere Bladerunner se fosse girato con due lire nel garage di casa nostra.

Più in generale, tutti gli elementi espressivi che compongono un film (soggetto, linguaggio, struttura narrativa, stile di ripresa, montaggio, ecc.) dovrebbere essere armonizzati al meglio fra di loro, mentre un tale abisso fra una “storia interessante” – presumendo che lo sia - ed un utilizzo così pervasivo del computer può soltanto danneggiare il risultato finale.

Se ne può avere un riscontro tangibile ogni volta che la storia passa dal mondo reale a quello reso al computer, e viceversa. Nel primo caso si fatica decisamente a “vivere” la transizione dal punto di vista del protagonista, con il quale manca completamente il meccanismo di identificazione. Nel secondo invece ci si accorge ogni volta di un ritorno brutale alla realtà, che avevamo momentaneamente dimenticato.

Ma i due livelli narrativi non si compenetrano mai in un’unica soluzione, fluida e coinvolgente, proprio a causa della distanza abissale fra i due linguaggi utilizzati.

Eppure, come dicevamo, il film piace.

Questo può solo significare, a mio parere, che gli americani ci hanno rincoglionito a tal punto da indurci ad apprezzare un qualunque frullato di elementi – stilistici, tecnici e narrativi - senza più capo ne coda.

Esiste una regola molto semplice da applicare, per valutare l’equilibrio fra i vari elementi che rende un film degno di quel nome: se gli stessi concetti possono essere espressi con pari efficacia da uno speaker che parla alla radio, vuol dire che quello non è un film ma solo un testo con immagini.

Il mio sospetto – visto la naturale repulsione che provo per i personaggi creati al computer - è che Avatar sarebbe stato addirittura meglio come semplice programma radiofonico.

Almeno quella faccia da melanzana del protagonista potevamo immaginarla come piaceva a noi.

Massimo Mazzucco

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Manfred
Inviato: 31/1/2010 14:50  Aggiornato: 31/1/2010 14:53
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Finalmente una analisi da cui iniziare la discussione


Tschüs machst gut!

P.S. Ho dimenticato "analisi autorevole".

Cassandra
Inviato: 31/1/2010 14:50  Aggiornato: 31/1/2010 14:50
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Bel post, ma hai dimenticato un aspetto fondamentale che secondo me sta condizionando la produzione cinematografica americana in primis.
Effetti speciali, computer grafica, spettacolarizzazione e persino il 3D servono ad un unico scopo: bypassare la pirateria via Rete.
Ladri di biciclette, ammettiamolo, visto al cine è solo poco meglio che goduto nello schermo LCD in casa propria; Avatar invece perde l'80%.

Tutti questi orpelli servono a "costringere" la gente ad andare al cinema, e a far guadagnare bei soldoni. Il film semplice, girato in strada, o con molte scene di interni e dialoghi, viene scaricato dal web e addio quattrini. Perché devo pagare sudati euri per vedere sul grande schermo qualcosa che in TV si vede altrettanto bene?

Per questo il cinema europeo è morto. L'unico da "grande schermo" è Besson. Per sentir chiacchierare Muccino va benissimo il salotto di casa, aggratis.

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
branzac
Inviato: 31/1/2010 14:58  Aggiornato: 31/1/2010 14:58
Mi sento vacillare
Iscritto: 6/8/2009
Da:
Inviati: 416
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Lo chiedo solo a titolo di pura curiosità...sig. Mazzucco, che ne pensi di Tron (1982) di Steven Lisberg?

Una volta è caso, due è coincidenza ma tre è voluto.
Redazione
Inviato: 31/1/2010 15:08  Aggiornato: 31/1/2010 15:18
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
BRANZAC: "sig. Mazzucco, che ne pensi di Tron (1982) di Steven Lisberg"

Mi è venuto in mente proprio mentre scrivevo che gli effetti al computer esistono già da tempo. Quello poi era interamente fatto al computer, ed infatti lo ritengo una porcheria inguardabile.

In confronto Walt Disney è pura poesia.

°°°

CASSANDRA: "Effetti speciali, computer grafica, spettacolarizzazione e persino il 3D servono ad un unico scopo: bypassare la pirateria via Rete."

Veramente la rincorsa a questo genere di mezzi è nata molto prima della rete.

a_mensa
Inviato: 31/1/2010 15:15  Aggiornato: 31/1/2010 15:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/6/2009
Da: roncello (mi)
Inviati: 3180
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
io vado al cinema 4-5 volte all'anno. quando va bene.
sono andato a vedere avatar perchè lo desiderava molto la moglie, ma l'unica cosa che sono riuscito a notare era che la statura degli abitanti del pianeta variava a seconda delle scene (se riferita agli uomini o agli oggetti degli uomini).
la storia era banale, gli effetti non mi hanno ne colpito ne entusiasmato.
sembrava un gioco di playstation2 (lo vedo di sfuggita quando vado dai vicini e i ragazzi ci giocano).

ma ho capito perchè degli unici film che mi piacciono (thriller o polizieschi con una solida storia) ne producano così pochi nonostante la mole enorme di libri bellissimi di quel genere. non seguono lo schema!
che pena ! per fare roba del genere, a mio avviso, potrebbero anche farne a meno di farli.
l'unica utilità è avere un indicatore dell'evoluzione culturale della gente.

non vorrei mai appartenere ad un club che avesse me come socio.
ivan
Inviato: 31/1/2010 15:49  Aggiornato: 31/1/2010 15:57
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Analisi condivisibile.

Purtuttavia rimane il dato degli incassi, del gradimento.

Il pubblico ha gradito il film, fino a ieri sera alla multisala qui vicino casa non era riamsto un solo posto , la fila e la calca c'erano solo per Avatar, le altre sale era semideserte.

Come leggere questi fatti ?

Ci sono diverse interprerazioni, tra cui quella. condivisbile, di cui al presente 3ad.

Purtuttavia c'è un dato di fondo : il film piu' visto, piu' spettacolare, quello che sfonda, è sempre quello americano, questa è la realtà, che ci piaccia o meno. Non che con questo voglio giustificare nulla, ma voglio solo sottolineare come negli sates sanno usare con maestria la tecnologia: effetti spettacolari come quelli di Avatar non li avevo mai visti .. i colori, le scene, i paesaggi, i dialoghi .. tutto bellissimo .

E forse la gente questo cerca: qualcosa che valga la pena di essere visto, un film bello e nulla piu'.

Floh
Inviato: 31/1/2010 15:57  Aggiornato: 31/1/2010 16:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/12/2009
Da: Milano
Inviati: 1056
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Non condivido il punto di vista di Massimo.
Un'arte come il cinema è estremamente complessa proprio perchè deve racchiudere in se stessa più espressioni artistiche.
Non ha alcun senso porre la storia al di sopra della scenografia e della fotografia.
Ognuna di queste forme espressive fa la sua parte nel rendere un capolavoro il film.
Se si deve porre al centro solo la storia e il suo sviluppo tanto vale scrivere libri.
Con questo non prendo le difese di Avatar o del cinema americano in generale, ma intendo solo indicare che i due tipi di cinema (europeo e ameircano) dovrebbero integrarsi a vicenda.
Ognuno dei due ha i suoi pregi e i suoi difetti.
Ad ogni modo non mancano gli esmpi di cinema americano che a mio avviso integrano al meglio tutte le espressioni artistiche.
E poi che vuol dire fare di tutta l'erba un fascio?
Non distinguere tra generi differenti?
Che hanno di male i film comici?
I thriller?
Amore?
Biografici?

Dall'articolo di massimo:
Ecco perchè a molte persone oggi i film americani sembrano “tutti uguali” . In realtà lo sono: cambiano solo personaggi e ambientazione, ma la “storia” intesa come “protagonista”, “identificazione”, “ricerca dell’oggetto desiderato”, “antagonista”, “conflitto” e “risoluzione” è sempre invariabilmente la stessa.

Questa struttura si può affibiare negativamente ai film d'azione, ma non appunto agli altri generi.

Anche sulle potenzialità della computer grafica il commento di Massimo mi lascia perplesso...
Che male c'è a creare ambienti, personaggi e situazioni che altrimenti non sarebbe possibile riprendere realisticamente? se il tutto seguisse un una storia avvincente e insolita con dialoghi complessi, ben strutturati e che abbia anche una funzione propedeutica?

Una lista di film americani che secondo me meritano profonda stima, (a differenza di quanto Massimo dice):

- Requiem for a dream
- La sottile linea rossa
- Le ali della libertà
- Good night and good luck
- Una canzone per Bobby Long
- Il tredicesimo piano
- Bound - torbido inganno
- V per vendetta
- Matrix (solo il primo)
- Trainig Day
- American History X
- Braveheart
- Il mercante di Venezia
- I soliti sospetti
- A.I. Intelligenza Artificiale
- Il Genio della truffa
- Prova a prendermi
- Seven
- Il collezionista di ossa
- Revange, vendetta

(metto le mani avanti inquanto so che ben pochi di voi condivideranno questa lista, ma sarebbe interessante sapere quali siano i difetti di questi film, non in genereale, ma caso per caso, allora le critiche avrebbero un senso)

Oltretutto il cinema Europeo sarà pure sofferente ma è capace di dare alla luce dei bellissimi film anche di recente:

- No man's land
- L'odio
- Sweet Sixteen
- Human traffic
- tutti i film del regista inglese Guy Richie

Ps: Per quato riguarda la perdita di valori dovuta ad altri film kolossal americani sono per decisamente d'accordo.
quello che volevo far notare è: non generalizziamo, è sempre un male.

Salut

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia (William Shakespeare, da Amleto)
Manfred
Inviato: 31/1/2010 16:04  Aggiornato: 31/1/2010 16:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
"RIposto"

PROFEZIE

Nell'anno 2024, la cosa più importante di cui il cinema
avrà favorito la realizzazione sarà l'eliminazione
dal mondo civile di ogni conflitto armato. Attraverso il
linguaggio universale dei film il vero significato della
fratellanza umana sarà diffuso su tutta la Terra..
Tutti gli uomini nascono uguali.

D.W. Griffith, 1924
(Regista di "Nascita di una nazione",
adattamento dal romanzo The Clansmen o Klansmen)

Calvero
Inviato: 31/1/2010 16:22  Aggiornato: 31/1/2010 16:31
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ottimo Post Massimo. In primis per la struttura che porta a riconoscere la visione d'insieme dell'Arte cinematografica ..in un "curriculum storico" almeno per poter palesare cosa di Vero c'è nel cinema a fronte di quello che, purtroppo, è diventato nell'epoca moderna (dì la verità, hai messo le mani avanti prima che qualche rompiballe cominciasse qualche sequela stupida di cosa sia l'Arte nel Cinema e cosa no ..gli hai tagliato le gambe subito ehh furbacchione ..hai fatto bene anti-baco mode/On ).

Comunque, rimane sottinteso che il ciclico ripetersi di una struttura narrativa non debba per forza perdere la sua capacità "deontologica" nella propedeutica capacità che le favole hanno, comunque, sù NOI.. piccoli uomini. Insomma massimo una favola sarà sempre una favola... e una storia d'amore avrà sempre i suoi meccanismi. Lo dico nella consapevolezza che adorando Bergman (anzi ripeto - ADORANDO BERGMAN), comprendo quali confini dovrebbero essere varcati per farci evolvere e creare veramente attraverso un Arte cinematografica.

Della serie: 30 secondi di Magnolia, non valgono 2 ore e 40 di Avatar ..10 secondi de il Monello, non valgono la trilogia di Guerre Stellari e Indiana Jones messi insieme. Un inquadratura di 2 secondi di Sergio Leone sulla Cardinale, non vale tutta la struttura di Avatar e Titanic messi insieme.

Ma tutto ciò non lo dico per un apparente gioco dei paragoni, ma faccio proprio appello a quello che il Cinema può muovere e per quale motivo, quando - nel bene e nel male - tutto ciò trascende, ci possa portare a lobotomizzarci invece che affezionarci. Lobotomizzarci invece di appassionarci. E qui sta il punto, secondo me.

Così ho detto nel topic di Avatar:
<<sottolinea quanto l'Ego del regista abbia abbracciato la prospettiva di non deludere, ma abbia abbandonato quella di evolversi. >>

Qualche lancia a favore io la spezzo a favore del film. Almeno nel tono della metafora, in cui non c'è redenzione per i "cattivi" di turno.. e per il fatto che la tematica dell'albero della Vita, può comunque innescare la voglia di approfondire quel lato sensato della "matrix" universale e la connessione che abbiamo con la natura e il cosmo.

Io, personalmente, avrei preferito che l'avessero fatto come una mega produzione Televisiva con un allungamento della storia fino a farne una Decina di puntate da un'oretta l'una. Avrebbe avuto la coerenza che al cinema non ha. Almeno come mi par di capire, qui si voglia intendere

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
Calvero
Inviato: 31/1/2010 16:25  Aggiornato: 31/1/2010 16:25
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Bravo Manfred, hai fatto bene a ripostarlo e vediamo se Massimo sa qualche indizio di più su questa faccenda di Griffith..

..mi interessa sempre di più

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
DjGiostra
Inviato: 31/1/2010 16:31  Aggiornato: 31/1/2010 16:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 11/1/2009
Da: Brignano G.D'Adda
Inviati: 5481
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Caro Massimo:
Concordo con te sul fatto che la storia era la solita classica storia a lieto fine dove i buoni vincono sui cattivi a via discorrendo.
Pero' io il film l'ho visto e gli effetti speciali mi sono piaciuti.
Forse perche' io sono un fautore della computer grafica pero' gli effetti
speciali,sia pure con i suoi difetti i ho trovati fatti bene.
Poi che i cinema americano abbia soppiantato il cinema europeo
concordo con te !!!!!
Detto questo trovo che la tua analisi non fa una piega.
Ottimo articolo.
ciao.
Dj..
PS:
Ma V x vendetta non e' un film europeo ?????????

Meglio un dubbio certo che una falsa certezza !!(Nisoli Damiano)
Da oggi chiamatemi Top Gun Su A320 !!

Il rispetto nasce dal rispetto
schottolo
Inviato: 31/1/2010 16:42  Aggiornato: 31/1/2010 19:12
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/7/2007
Da:
Inviati: 772
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Nemmeno io sono daccordo con questo articolo. Ho visto il film e lo ritengo un'altro gorsso passo per un'elevatura di coscenza.

Con messaggi tipo: "la natura prevale su tutto", ecc.

E ripeto nuovamente di andarlo a vedere. Perchè ne vale davvero la pena. E non fare come alcuni che spinti da soli pregiudizi parlano senza aver visto una mazza.

Non è vero che sia come "un cartone-animato". Lo sarà se visto in streaming o simili. Il film utilizza pratiche rivolzionarie, come il "motion capture", che riprende e riproduce fedelmente i tratti facciali degli attori.

Ma questo vale solo per quei personaggi che altrimenti dovrebbero esser sottoposti ad ore ed ore di trucco.. Il risultato è comunque più realistico ed inoltre tutti gli altri recitano e vengono ripresi normalmente.

Il tutto viene poi riportato su fondi reali, o fatti al pc. (a seconda della fattibilità o meno).

I film italiani sono noiosi, si hanno poche idee ed inoltre non ci sono grandi attori, e quei pochi vanno a lavorare all'estero.. (tipo Monica Bellucci,ecc).

Manthrax
Inviato: 31/1/2010 16:48  Aggiornato: 31/1/2010 16:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 14/9/2005
Da: Somewhere Far Beyond..
Inviati: 556
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Di Avatar ne ho le palle piene dell'hype che ci è stato creato attorno, prima, durante, dopo la proiezione delle sale.

Motivo percui voglio contraddire gli incassi al botteghino come unico rilievo oggettivo del valore di un film.

Se te la smenano 24h su 24h con sto film finisce che prima o poi lo vai a vedere. Ho decine di amici che si son vantati di essere riusciti a prenotare un posto la prima sera di proiezione. Con una macchina "indottrinante" del genere, sfido che poi gli incassi seguono a ruota.

La maggior parte dei film nella mia lista "da vedere almeno una volta nella vita" sono film la cui macchina pubblicitaria è stata estremamente limitata.

Detto questo, Avatar lo guarderò in 2D, eventualmente solo in seguito in 3D.

Lo so lo so, vi sento già: "ma così ti perdi tutto il bello, blablabla"

Voglio vedere quanto arrosto c'è dietro a tutto questo fumo.

Considerato che di questo "film" mi è bastato il trailer per avere la sensazione di "averlo già visto", già partiamo col piede sbagliato.

Turn to the light, don't be frightened of the shadows it creates..
Manfred
Inviato: 31/1/2010 16:56  Aggiornato: 31/1/2010 16:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Calvero

Mi scoccia intervenire, ma non mi va' di passare sempre e comunque per scemo; tutti gli indizi che vuoi li trovi su wikipedia.
Bastava chiedersi perché ho scritto Clansmen sia con la C che con la K, o dovevo scrivere KKK direttamente!

RiccardoG
Inviato: 31/1/2010 16:58  Aggiornato: 31/1/2010 16:58
Ho qualche dubbio
Iscritto: 14/1/2010
Da:
Inviati: 88
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Il rincoglionimento indotto è un argomento su cui concordo.

Le storielle frivole per guadagnare sono state presenti anche nel cinema italiano del dopoguerra; Mario Monicelli ne ha sempre sostenuto il ruolo pratico del sostentamento del cinema, per attori alla fame (e ce ne era di fame) come per registi che volevano farsi conoscere e ottenere fondi per progetti più seri (vedi Dino Risi); ma almeno, bene o male, c'era spazio un po' per tutti, proprio perché nella generale povertà la cultura era vista dalle persone come una possibile ricchezza: la base stessa delle persone ha permesso al cinema italiano di nascere e poi di spopolare nel passato, in casa come fuori.

Oggi prevale un ottundimento dei sensi tale da incancrenire quella sfera interiore che ognuno ha in sé, e che nel frastuono del nulla si smette di coltivare.
Questo sia detto in generale.

Quanto al film... beh, se piacciono gli effetti speciali, è giusto goderselo; va da sé che senza quella sovrastruttura di computer-grafica ci si accorge che il re è nudo.
Senza dimenticare la macchina schiacciasassi di pubblicità che già da tempo era in moto, senza dimenticare l'indotto come quello dei videogiochi, senza dimenticare i telegiornali che immancabilmente ci dicono quanto sia figo James Cameron.
La pubblicità lavora in due sensi: primo -come detto-, deve creare il desiderio, anche se non ce l'hai; secondo, all'apice dell'evento tende a far sentire gli autoescludentisi come degli inetti.
Speriamo che un giorno il mondo si riempia di questi inetti.

Mi viene da fare il parallelo con la musica dodecafonica: formalmente fa paura, è matematica astratta, ma non baratterei mai la sola ciaccona di Bach (che ha tanta matematica in sé) per tutto il movimento che è nato dalla dodeca(co)fonica.

Calvero
Inviato: 31/1/2010 17:10  Aggiornato: 31/1/2010 17:10
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
@ Manfred

bada che hai preso lucciole per lanterne..

..non sò a quale fantomatico <<preso per scemo>> ti riferisci, ma credo che hai la coda di paglia.. E non so di cosa stai parlando. Io sto mirando a un concetto. E credo che tu abbia anche interpretato male la questione degli indizi. Bisognerà resettare perché, almeno con me, sei fuori strada.

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
Calvero
Inviato: 31/1/2010 17:24  Aggiornato: 31/1/2010 17:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Per me gli effetti speciali non sono un punto dolente in Avatar. Nel senso che se sono al servizio della Storia e non viceversa, allora ci stanno. E in Avatar sono sensati. E credo invece che Avatar cappelli proprio nella storia invece, ma non nella metafora che trasmette... che è altra cosa ancora. E anche qui in molti hanno avuto frivolezza nel non centrare il preciso distinguo.

Il discorso di Mazzucco è sensato e non è una generalizzazione come qualcuno intende, perché se vogliamo raccontarci le favole che comunque il Cinema d'autore e il Cinema di Qualità non sia agonizzante, come lo è, rispetto a questo standard produttivo Hollywoodiano, allora raccontiamocele pure.

I Film riportati come V x Vendetta, Matrix, ecc. che hanno detto la loro e sono pregevolissimi stanno dando degli ottimi segnali... ma ciò non nasconde il fatto che comunque l' INDUSTRIA cinematografica ha standardizzato la linea generale di quello che Il Film con la C maiuscola purtroppo soffrono a causa di ciò.

E senza contare comunque, che è il pubblico rincoglionito a foraggiare gli escamotage e gli espedienti dell'apparire invece che dell'essere.

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
ayarbor
Inviato: 31/1/2010 17:39  Aggiornato: 31/1/2010 17:39
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/1/2010
Da:
Inviati: 227
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Fosse per me sarrebbe morto sia il cinema d'autore che il cinema industrialcommerciale.

Non ci vado mai a cinema

peonia
Inviato: 31/1/2010 18:00  Aggiornato: 31/1/2010 18:00
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Perfido Max che hai fatto st'articolo ora!!!! ho i biglietti per stasera alle 22....!

Ne ho sentito parlare benissimo e malissimo, poi diro' la mia esperienza.
Tutto il tuo discorso critico su Hollywood e l'invasione deleteria dei films americani sul cinema d'autore europeo lo condivido comunque.
Mio padre e mio fratello, infatti, furono registi cinematografici e la storia lo conosco da vicino...
A quelli a cui e' piaciuto, a parte gli effetti speciali, mi hanno detto che e' una metafora contro lo sfruttamento dell'Uomo su altri uomini (o esseri diversi non credo importi)....mah, si e' smorzata un po' la voglia, ma ho gia' pagato!!!!


Pensavo che ti fossi avatarizzato nella foto...si puo' fare....invece non sei tu!!:))

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
LoneWolf58
Inviato: 31/1/2010 18:35  Aggiornato: 31/1/2010 18:35
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Mah!
Se vogliamo suonare un bel requiem per la settima arte non dobbiamo darne il merito ad Avatar o ai cosiddetti prodotti commerciali... ma alla mancanza di "veri artisti".
Persone che siano in grado di usare lo strumento per realizzare una vera opera d'arte.
Guardiamo la letteratura, oggi chiunque può scrivere... ma quanti capolavori "letterari" abbiamo?
Possiamo dare la colpa della mancanza di opere letterarie decenti al solo fatto che Harry Potter è un successo a livello mondiale?
Mi pare sia lo stesso errore che stiamo facendo in questo thread...

Poi mi piacerebbe veramente che qualcuno mi spiegasse cos'è realmente una "opera d'arte"?

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
ivan
Inviato: 31/1/2010 18:52  Aggiornato: 31/1/2010 18:57
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Giusto Lw, cos'è un'opera d'arte ?

La risposta è alla fine soggettiva, molto soggettiva, cioè arbitraria: a taluni una data cosa piace, ad altri no.

Come uscirne, allora ?

Il bello of today is the money quale metro di misura di ogni cosa.

Se una cosa vale avrà una ricaduta economica, se non vale, non se la fila nessuno e se non se la fila nessuno, no money, semplice .

Ed Avatar ha avuto sucesso economico, quindi qualcosa vale. E a giudicare dall'entità del successo, vale molto.

Poi possiamo disquisire su tutto e il contrario di tutto, ma alla fine sono i biglietti venduti la misura di quanto una cosa è un'opera d'arte o meno.

E sempre LW ha ragione quando dice che di veri artisti c'è ne sono pochi in giro, specialmente nel belpaese dove hanno una vita per nulla facile se non si allineano al pensiero dominante, cosa questa che inaridisce, che distrugge tutto .

Che ci paiccia o meno, l'arte sembra essere migrata lontano, oltre oceano, dove trova terreno fertile e non inaridito da mille cause: la politica, il malaffare, la stramaledetta guerra ideologica e quant'altro .

Witt83
Inviato: 31/1/2010 19:15  Aggiornato: 31/1/2010 19:15
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/1/2010
Da:
Inviati: 419
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Sinceramente non mi ha deluso più di tanto il film "Avatar" ( a parte il prezzo).

Personalmente, ero andato al cinema solo perchè, tra la nebbia e l' inquinamento record, vivere un paio d'ore tra sequoie kilomeriche e meduse fluorescenti, sapevo che mi avrebbe fatto bene.

Gran bel film dal punto di vista dell'impatto visivo ( Jurassic Park però era meglio), belle alcune scene (l'ingresso nella comunità con la catena di abbracci ed il protagonista al centro, la presa del pipistrellone arancione , la caduta dell'albero), interessanti alcuni messaggi.

Deludenti alcuni frangenti (il cativo è sempre "troppo" disumano ed è sempre l'ultimo a morire....).

In generale film da vedere più per la curiosità che gli è stata creata intorno e per gli effetti speciali che per il contenuto.

Commento di un amico presente al cinema che era rimasto super affascinato dal film: "la trama non è molto originale, è la versione fantasy dell'invasione dell'Iraq".

PS: Mssimo meno meno male che non hai ascoltato alla lettera Wenders altrimenti mi sarei perso i tuoi interessantissimi ( ed ottimi ) film-documentario.

Buona serata a tutti.

La terra possiede risorse sufficienti per provvedere ai bisogni di tutti, ma non all'avidità di alcuni. Gandhi
simone707
Inviato: 31/1/2010 19:31  Aggiornato: 31/1/2010 19:31
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/4/2009
Da:
Inviati: 148
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ciao Peonia! Ma chi sei? La sorella di Cristian De Sica, nonchè la figlia di Vittorio De Sica?
In ogni caso, buona visione. E ... naturalmente aspettiamo il tuo commento.
Ciao!

fefochip
Inviato: 31/1/2010 19:37  Aggiornato: 31/1/2010 19:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
vorrei dire alcune cose:

tanto per cominciare non è detto che tutti i film devono per forza essere "d'autore".
non capirò un cazzo per carità ma spesso dei fim di autore mi smaronano cosi tanto che darei foco alla pellicola.
c'è posto anche per questi film il problema sta a mio avviso proprio nell'hipe che si fa intorno prima e durante l'uscita in sala.
i trailer a mio avviso AMMAZZANO tutti i film perche a mio avviso la prima emozione che deve dare un film è lo stupore ,pensare a qualcosa di mai visto ,mai pensato o reinterpretarlo in una altra chiave il tralier sitrugge il film ,le battute e spesso rovina completamente .
non è detto che per forza devo piangere o mi devo commuovere vedendo un film .
non è detto che per forza deve essere "poesia" c'è posto pure per altri contenuti altre emozioni.

detto questo vorrei anche far notare che avatar è sicuramente sopra una spanna alla maggior parte dei film recenti ...magari avessimo film di fantascienza in cui hanno investito cosi tanto tempo e energie.
prediligo i film di fantascienza ma non è detto che mi devo sciroppare il "capolavoro" "solaris" del noto regista russo che praticamente è l'equivalente della corazzata potionkin ...c'è posto pure per "giovannona coscia lunga "l'esorciccio" e "la polizia si incazza".

non è detto che devi per forza rompere i coglioni per essere "profondo" , "intelligente" e "brillante".

poi vorrei far notare a massimo che pensa che ci sono 7 espressioni facciali in tutto per i pupazzi di avatar.
massi ....mi sa non hai visto che hanno usato la motion capture pure sui volti e le espressioni sono state "catturate" direttamente dai volti degli attori e non "sintetizzate" ...comunque è un dettaglio del tutto.

il film mi ha fatto sognare per un po ...per un po mi ha entusiasmato ...sarò un pessimo critico d'arte ma sinceramente me ne frego e il film quindi è riuscito li dove tanti autori mi hanno solo rotto le palle.

insomma sono d'accordo con il discorso dei cliscè americani e nel 95% si usa lo stesso canovaccio da decine di anni ma tutto sommato direi che avatar regala dei bei momenti di piacevole "avventura" e sogno .

massi mi sa che non vai al cinema da un pezzo perche se pensi che avatar è una cagata ...guarda il resto intorno.

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
peonia
Inviato: 31/1/2010 20:12  Aggiornato: 31/1/2010 20:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
LoneWolf, credo che la mancanza di "vera arte" attualmente rispecchi il vuoto ed il nulla che ci circonda, la crisi interiore che vediamo espressa all'esterno.

simone707, no io mi chiamo Costa ed i miei non erano cosi famosi al pubblico, anche se mio papa' e' stato campione di incassi per molti anni, ma oggi avrebbe 106 anni....e mio fratello purtroppo e' morto molto giovane, amareggiato dal mondo dello spettacolo.
Un film di mio padre che avrete credovisto tutti,anche perche spesso pssa in TV e', datatissimo, ARRIVANO I DOLLARI con Alberto Sordi, da cui lafamosa frase..."magna er pappone con le cocce di noci!" esilarante ancora oggi...

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
revolver85
Inviato: 31/1/2010 20:37  Aggiornato: 31/1/2010 20:37
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/1/2006
Da:
Inviati: 68
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
non ho visto il film sui miei conoscenti il marketing di avatar non ha funzionato ma sugli amici di mio fratello si,tanto che lo hanno costretto a vederlo in 3d...10euro buttati a detta di mio fratello!

cmq consiglio la lettura di:
http://pasquinoweb.wordpress.com/2010/01/27/le-colpe-e-il-debito-delloccidente-il-genocidio-di-avatar/

articolo tradotto in ita dal guardian,uscito sull'internazionale,bhè...
la storia di avatar sarà banale,ma scavando è molto molto PROFONDA!

Redazione
Inviato: 31/1/2010 20:40  Aggiornato: 31/1/2010 20:47
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
FEFOCHIP: “massi ....mi sa non hai visto che hanno usato la motion capture pure sui volti e le espressioni sono state "catturate" direttamente dai volti degli attori”

Veramente nell’articolo ho scritto: “L’utilizzo inoltre di personaggi “artificiali” - generati cioè dal computer, anche se sulla traccia di movimenti umani …”

Il problema è che in quel modo non catturi un beato cazzo. Non basta arcuare le sopracciglia e fare “oh” con la bocca per esprimere stupore. O la cosa viene da dentro, oppure non esiste del tutto.

°°°

CALVERO: Non so nulla della frase di Griffith.

Approfitto per aggiungere una cosa: quando ti ho fatto la battuta sui cartoni animati, non sapevo minimamente che il film fosse DAVVERO di cartoni animati.


***

FLOH: “Non ha alcun senso porre la storia al di sopra della scenografia e della fotografia.
Ognuna di queste forme espressive fa la sua parte nel rendere un capolavoro il film.
Se si deve porre al centro solo la storia e il suo sviluppo tanto vale scrivere libri.”

E’ esattamentre quello che ho detto io:

1 - “tutti gli elementi espressivi che compongono un film (soggetto, linguaggio, struttura narrativa, stile di ripresa, montaggio, ecc.) dovrebbere essere armonizzati al meglio fra di loro”.

2 – “se gli stessi concetti possono essere espressi con pari efficacia da uno speaker che parla alla radio, vuol dire che quello non è un film ma solo un testo con immagini.”

Redazione
Inviato: 31/1/2010 20:51  Aggiornato: 31/1/2010 22:15
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Qualcuno ha visto "Lightning over water"? (Chiamato anche "Nick's movie").

Ora che ci penso non era solo un film sulla morte di Nicholas Ray, era anche un film sulla morte del cinema.

Manfred
Inviato: 31/1/2010 20:55  Aggiornato: 31/1/2010 20:55
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Redazione ti offro un panzarotto allo Strippoli se esiste ancora!

PikeBishop
Inviato: 31/1/2010 20:56  Aggiornato: 31/1/2010 20:56
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
BRANZAC: "sig. Mazzucco, che ne pensi di Tron (1982) di Steven Lisberg"

Mi è venuto in mente proprio mentre scrivevo che gli effetti al computer esistono già da tempo. Quello poi era interamente fatto al computer, ed infatti lo ritengo una porcheria inguardabile.


Ehm.... sembra che non fosse vero, cioe' che gli effetti per la maggior parte fossero animazione tradizionale, perche' i computer del 1982 non avevano la capacita' (software o hardware) di fare niente del genere. Ma volevano venderci la "modernita'" cibernetica a tutti i costi.

Che vaccata, comunque...

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
a_mensa
Inviato: 31/1/2010 21:14  Aggiornato: 31/1/2010 21:18
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/6/2009
Da: roncello (mi)
Inviati: 3180
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Questo film, che la pubblicità ha trasformato in una pietra miliare, sulla quale o si plaude o si denigra, ma che comunque per prender posizione lo si va a vedere, l’ho già detto ma mi ha lasciato completamente indifferente.
Storia banale, poi per uno che non ha mai usato una play station, quegli “effetti speciali” proprio non dicevano nulla.
In compenso ho notato come non siano riusciti a mantenere le stesse proporzioni tra alieni e umani ( o attrezzi umani) per tutto il film. Qualche volta 120% altre 180 % dell’altezza, con tutte le gradazioni a seconda della scena.
Ma tutto ciò perché proprio non mi interessava e ci sono andato solo per portarci la moglie che invece ci teneva.
Noto però un fenomeno, e, chissà se qualcun altro l’ha notato:
avatar …. Bellissimo oppure irrilevante
Berlusconi …. Amore o odio.
Cinema … dimostrazione di vitalità o moribondo.
Persone colte e preparate o lobotomizzate.
Tutto dove guardo vedo solo contrapposti estremi.
Come è possibile che sullo stesso argomento si creino valutazioni tanto distanti ?
Eppure viviamo a contatto di gomito gli uni con gli altri, arriviamo dalla stessa scuola, abbiamo la stessa storia (almeno quella recente) e pensavo la stessa cultura di base.
Non dico che dovremmo avere gli stessi pareri, ma mi aspetterei una gamma di grigi molto più evidente del bianco o nero.
Sembra che si vivano emozioni, sensazioni, sempre esasperate, portate all’acme, da usare in contrapposizione anziché usarle per comprendere l’altrui punto di vista, ed usarlo per ampliare il proprio.
Cerchiamo ormai ogni scusa per dividerci, e difficilmente per unirci. Eppure siamo tutti fatti al 95% di acqua!


ps. un tentativo contrario alla tendenza cheho rilevato , potrebbe manifestarsi se un detrattore chiedesse ad un entusiasta "ma cosa ha evocato in te ?, quali emozioni ha sollecitato ?, cosa hai "provato" vedendo quel film, ovvero tutte quelle domande tendenti a cercar di comprendere la sensazione opposta dell'altro.
di tutto ciò..... nulla!

non vorrei mai appartenere ad un club che avesse me come socio.
Manfred
Inviato: 31/1/2010 21:24  Aggiornato: 31/1/2010 21:26
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ivan

Una domanda semplice semplice: hai letto abbastanza articoli postati in circa sei 6 anni qui su luogocomune?
Se si, significa che l'industria cinematografica e non, investe al meglio il suo denaro!

Per esempio potresti rileggere quello sulla canapa indiana o sulle attività in America del nipote di Freud.

Saluti

Manfred
Inviato: 31/1/2010 21:28  Aggiornato: 31/1/2010 21:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
A a_mensa

c'è il sessantotto o sessantanove o per dirla meglio ci sono i "decreti delegati" 1975 di mezzo

ciao

a_mensa
Inviato: 31/1/2010 21:36  Aggiornato: 31/1/2010 21:36
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/6/2009
Da: roncello (mi)
Inviati: 3180
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
@ Manfred

pensidavvero che i "decreti delegati" siano riusciti a modificare così profondamente gli uomini ?
ma , e all'estero, che non li hanno avuti, non si vive forse la stessa estrema contrapposizione?

non vorrei mai appartenere ad un club che avesse me come socio.
Manfred
Inviato: 31/1/2010 21:44  Aggiornato: 31/1/2010 21:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Scusa la sintesi, ma la crisi voluta del 1973 e la successiva inversione di tendenza erano una manovra a livello mondiale. Gli obiettivi dei padroni del mondo o chiamali come ti pare non sono in agenda da ieri.

ciao

roberto__
Inviato: 31/1/2010 21:56  Aggiornato: 31/1/2010 21:56
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/8/2006
Da: FIRENZE
Inviati: 289
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Non ho ancora v isto il film, ma sicuramente prima o poi lo farò. Volevo solo intervenire in merito alla questione "morte del cinema" più che sul film stesso.

Non vedo perchè il cinema dovrebbe essere una attività che si comporta in maniera differente rispetto a tutte le altre attività artistiche o no nei confronti dell'attenzione del grande pubblico.
Ci sono i telegiornali di stato che riportano la versione di stato e quindi quasi sempre edulcorata e c'è l'informazione che verifica le fonti, ci sono i romanzi che cercano di scavare nell'animo umano e ci sono i romanzetti rosa, ci sono i programmi televisivi cafoni e ciarlieri e ci sono i documentari seri, come quelli di Massimo per esempio. E' solo questione di saper scegliere. Il pensiero unico è sempre alle porte, bisogna solo resistere. con il ragionamento che sta a lla base di questo tread bisognerebbe evincere che è morta anche:
- l'informazione
- la televisione
- la letteratura
- ecc. ecc.

LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA' E' SCHIAVITU'
L'IGNORANZA E' FORZA

1984 - Orwell
Redazione
Inviato: 31/1/2010 22:12  Aggiornato: 31/1/2010 22:12
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
MANFRED: "Redazione ti offro un panzarotto allo Strippoli se esiste ancora!"

Piazza S. Stefano?

schottolo
Inviato: 31/1/2010 22:20  Aggiornato: 31/1/2010 22:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/7/2007
Da:
Inviati: 772
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Approfitto per aggiungere una cosa: quando ti ho fatto la battuta sui cartoni animati, non sapevo minimamente che il film fosse DAVVERO di cartoni animati.


Quindi non hai visto il film

Floh
Inviato: 31/1/2010 22:29  Aggiornato: 31/1/2010 22:35
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/12/2009
Da: Milano
Inviati: 1056
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Massimo dice:
dovrebbero essere armonizzati al meglio fra di loro

Il punto è quì! che s'intende per armonizzare...?
Dal mio punto di vista, l'estetica raggiunta da Hollywood è al top, e "armonizzando" va da sè che essa debba essere riveduta e ricalibrata.
A mio parere sarebbe un passo in dietro.

Massimo dice:
“Ladri di biciclette” farebbe ridere se fosse girato in stile hollywoodiano, con inquadrature “leccate”, attori superstar e contoluce a tutto spiano. Esattamente come farebbe ridere Bladerunner se fosse girato con due lire nel garage di casa nostra.

Il discorso regge per "Bladerunner" girato nel garage, ma non per "ladri di biciclette" con stile grafico hollywoodiano...un film del genere sarebbe azzeccato con lo stile alla Olver Twist di Roman Polanski.

A mio avviso il lato estetico dei film europei (vedi "ladri di biciclette") lascia davvero a desiderare esteticamente, non tanto per mancanza di mezzi, ma per la non curanza nel girarle, non gli si da l'importanza dovuta .

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia (William Shakespeare, da Amleto)
Redazione
Inviato: 31/1/2010 22:33  Aggiornato: 31/1/2010 22:33
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
SCHOTTOLO: "Quindi non hai visto il film"

Non lo AVEVO visto. Non ancora.

°°°

FLOH: "Il discorso regge per "Bladerunner" girato nel garage, ma non per "ladri di biciclette" con stile grafico hollywoodiano...un film del genere sarebbe azzeccato con lo stile alla Olver Twist di Roman Polanski."

E' possibile. Sarebbe sicuramente un'altra cosa, ma è possibile.

Ocean
Inviato: 31/1/2010 22:57  Aggiornato: 31/1/2010 22:57
So tutto
Iscritto: 31/1/2010
Da:
Inviati: 3
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Non stiamo parlando di morte del cinema ma di evoluzione del cinema, stiamo parlando di una struttura cinematografica (quella hollywoodiana) che in puro stile americano cerca di seguire le evoluzioni del mondo in cui viviamo... non si tratta di certo di "morte" ma di "cambiamento" o meglio "evoluzione"...
La morte semmai è il distaccamento che continuate a voler creare tra pubblico e critica, più un film piace, più appassiona, più emoziona la gente, più ci sarà qualcuno in attesa di lanciare la sua critica e la sua condanna, qualcuno in attesa di prendersi la sua rivincita e far vedere che chi capisce di cinema non appoggia di certo questi titoli.

Il cinema, come le altri arti, non è di certo per i critici ma per le persone, per la gente comune.
Certo poi sicuramente Avatar non piacerà a tutti, c'è chi lo trova banale, chi non gioca alla playstation e non vede l'evoluzione tecnologica che porta con sè questo film ( cosa c'entra la playstation è tutto da scoprire)... le critiche dello spettatore ci stanno, ma è il risultato che non si puo' minimizzare in questo modo, Avatar parla alle persone, parla attraverso il suo messaggio, parla attraverso il mondo in cui esso ti proietta, è questo che ha portato milioni di persone al cinema è inutile girarci intorno, ci propone un mondo unico che tocca l'istinto naturale umano.

Tra qualche anno vedremo Avatar e penseremo alla sua arretratezza tecnologica, Avatar è il precursore di un nuovo cinema che si adegua al nostro tempo e cerca di proiettarsi nel futuro, viviamo in un mondo in cui l'analogico non esiste praticamente piu' e qualcuno si aspetta veramente che il cinema nel suo futuro non si digitalizzerà completamente? Se il Cinema Europeo non si adeguerà presto le sue quote di mercato diventeranno irrisorie. E' questo il futuro del cinema, è un arte che ha la fortuna di poter crescere con l'evolversi delle tecnologie.

Avatar è all'avanguardia pura sotto questo profilo ma decisamente mediocre se si guardano alle effettive potenzialità dietro a questo campo, ma già queste nuove tecnologie sono in grado di emozionare lo spettatore e coinvolgerlo nei personaggi virtuali, e questo prima di Avatar era pura illusione. Prima erano computerizzati, con Avatar prendono vita.

Il "grande pubblico" ha scelto Avatar non di certo per l'enorme campagna di marketing che lo ha lanciato ( volete paragonarla a quella di 2012? ) ne perchè siamo stati rincoglioniti dagli americani, il successo di Avatar è stato dato dalle esperienze degli spettatori e dai passaparola che hanno generato, l'elemento più forte di qualsiasi campagna di marketing. Il suo successo supera ogni tipo di confine culturale, linguisitco, territoriale e religioso, non si puo' minimizzare questo dato.
La sua vittoria è universale.

Redazione
Inviato: 31/1/2010 23:19  Aggiornato: 31/1/2010 23:26
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ciao OCEAN, e benvenuto.

Va benissimo tutto quello che hai detto, ognuno sul cinema ha una opinione personale, ed è notoriamente impossibile mettere tutti d'accordo su un qualunque film.

Vorrei solo ricordarti che io ho parlato di morte "di quello che una volta si chiamava cinema", non del cinema in generale. Come dici tu, tutto si evolve, e non è certo morto il mezzo di comunicazione. Anzi, mi pare più vivo e salutare che mai.

Citazione:
Il suo successo supera ogni tipo di confine culturale, linguisitco, territoriale e religioso, non si puo' minimizzare questo dato.
Infatti, nessuno minimizza, anzi, è proprio quello che io trovo preoccupante. Lo definisco imperialismo culturale.

Tu ne vedi il lato positivo, io quello negativo.

Manfred
Inviato: 31/1/2010 23:20  Aggiornato: 31/1/2010 23:20
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Il nome della via o spiazzo non me lo ricordo, comunque Brera.

Redazione
Inviato: 31/1/2010 23:24  Aggiornato: 31/1/2010 23:25
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
MANFRED: Allora "battevamo" due zone diverse. Il panzerotto comunque è nato in Piazza S. Stefano, davanti alla Statale. (Cazzo compagni cordone, arriva la pula porcozzio!)

Been there, done that.

Ciao

LoneWolf58
Inviato: 31/1/2010 23:39  Aggiornato: 31/1/2010 23:39
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Autore: Ocean Inviato: 31/1/2010 22:57:04
...
( volete paragonarla a quella di 2012? )
...
Ecco... 2012... quello si che è un capolavoro

p.s. a me Avatar è piaciuto, mi sono divertito e rilassato... anche se gioco con la playstation, anzi giocavo ora preferisco il PC.

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
Silver
Inviato: 1/2/2010 0:13  Aggiornato: 1/2/2010 0:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/9/2005
Da: Torino
Inviati: 615
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Massimo,

io ho visto Avatar e posso dire che mi è piaciuto.
Non già appunto per la storia-fotocopia, ma per il 3D.

Avatar è il primo film in 3D che valeva la pena vedere perché portato al massimo della spettacolarità.
Il film UP in 3D, per esempio, non valeva il prezzo del biglietto.


Quando io cercavo di prenotare il biglietto on-line, potevo vedere le sale con i posti liberi od occupati: erano occupate SOLO quelle in 3D e quelle in 2D erano praticamente deserte!

Avatar non è da record per la storia ma solo per la tecnologia.
E' un classico boom del momento.
Quando il 3D sarà omologato (sta arrivando anche nelle nuove televisioni), probabilmente ci scorderemo quasi di Avatar.


Credo, quindi che il tuo discutere di tecnica cinematografica e di cinema in generale (per quanto condivido a pieno il tuo discorso), prendendo spunto dalla pochezza di Avatar, sia come parlare di Formula1 prendendo spunto dalla nuova Ford Fiesta (che è a mio giudizio tra le più carine tra le ultime uscite e sicuramente tra le più vendute)...

nockisrock
Inviato: 1/2/2010 0:26  Aggiornato: 1/2/2010 0:58
So tutto
Iscritto: 22/1/2010
Da:
Inviati: 28
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Considero Avatar-3d un capolavoro, e cinema allo stato puro quanto lo è C'era una volta in America (per esempio)...

è solamente un genere differente in un epoca cinematografica differente.

il messaggio che trasmette il film è molto vicino ai temi cari allo stesso sito luogocomune.net: Big Pharma, Potere Militare, Colonialismo, Ecologia, Rispetto per l'ambiente, Amore Universale.
UN CHIARO MESSAGGIO PER LE MASSE... riferimenti continui a quello che sta avvenendo nel nostro mondo. Chi vuole capire capisce...

esprimo il mio dissenso per l'analisi di Mazzucco, (che considero un grande regista).
condivido invece quello che ha detto Ocean, ottimo commento.

il film va visto con il cuore

Mi hanno colpito i colori, e l'atmosfera.... e devo dire che la storia non è per niente banale, ma è una trama "Facile" che non vuol dire "Scontata" -> e che può quindi arrivare al cuore di tutti.
Bisognerebbe essere meno critici da salotto e più semplici come approccio.
James Cameron è un grande regista e lo ha dimostrato anche con questo film, un film intelligente sotto molti aspetti.
Se il computer è usato bene come nel caso di Avatar, non vedo cosa ci sia di male...anzi
-non poniamoci limiti, la bellezza non ha limiti.-

Ps: amo il cinema a 360°, e di film ne ho visti e ne voglio vedere di tutti i tipi, non sono indottrinato, non mi faccio fare il lavaggio del cervello dai media e sono anzi il più delle volte critico verso la computerizzazione sfrenata.

(ed infine sono conscio del fatto che esistono dei "film" che sono solo "effetti speciali" e fatti pure male - ma non è il caso di Avatar)

Questa ovviamente è la mia umile opinione.


Ciao!

Makk
Inviato: 1/2/2010 1:03  Aggiornato: 1/2/2010 1:03
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/12/2009
Da:
Inviati: 933
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Dissento dall'equazione incassi=trionfo di un certo tipo di cinema su un altro.

Dubito che Avatar rappresenti un punto di svolta. E' solo l'equivalente moderno dei kolossal, inclusa la volontà di raccontare una "storia infinita". Cioè una Saga.

La standardizzazione è roba vecchia: già 15 anni fa si studiava il manuale di sceneggiatura di "nonmiricordocomesichiama", che insegnava a portare a termine lo script senza avere una buona idea, una trama, niente... era così scientifico che ti trovavi ineluttabilmente a scrivere una sceneggiatura "funzionante" sempre e comunque. E gli americani sbarcavano in Italia per girare portandosi nel cargo i tubi Innocenti dagli USA, affittandoli da noi (che li abbiamo inventati) avrebbero potuto spendere un decimo ma non si fidavano che i nativi fossero in grado di trovarglieli "timely"...

Eppure il cinema francese e britannico non si sono lasciati intimidire. E continuano a girare fregandosene degli incassi. E gli orientali si fanno la loro cosa.

E gli stessi americani sputano megaproduzioni ma tirano fuori anche Clint Eastwood o Spike Lee. woody Allen continua a girare

Ed è pieno di piccoli fiori come Caramel, Grazie Signora Thatcher, Interview, Juno, Persepolis, Illusionist, Diario di uno scandalo, quattro minuti, love actually, il segreto dell'isola di rohan...

Cameron sa fare i soldi, a palate, scientificamente.
Ma non è Il Cinema.

E' solo un regista.
Uno dei tanti.


p.s.:
Son già in due che mi dicono che "A Christmas Carol", come 3D, era avanti ad Avatar e di brutto...

Imer
Inviato: 1/2/2010 1:18  Aggiornato: 1/2/2010 1:18
So tutto
Iscritto: 2/5/2008
Da:
Inviati: 21
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Scusa massimo ma l'hai almeno visto il film?? Che sia un'americanata e fuori da ogni dubbio ma, se vedi fra le righe parla di come il nostro stile di vita abbia "ucciso" la terra (si svolge nel 2154), è un film che tenta di farci ricordare come potremmo e dovremmo vivere, liberi e rispettosi del pianeta.

Non sai più vedere il buono da nessuna parte? Se un regista furbescamente usa uno stile "commerciale" per far passare alla massa un messaggio che altrimenti non recepirebbe meglio così! Cameron ha già fatto la serie Dark Angel, troncata ufficialmente per il calo di ascolti; io vi consiglio di guardarla poi mi dite se siete daccordo :D

Questo articolo potevi risparmiartelo, ciao!

Ps. son contento che molti abbiano visto non solo con gli occhi ma anche con il cuore!

Redazione
Inviato: 1/2/2010 1:55  Aggiornato: 1/2/2010 2:42
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
IMER: Citazione:
Scusa massimo ma l'hai almeno visto il film??
Evidentemente non con i tuoi occhi.

Citazione:
Non sai più vedere il buono da nessuna parte? Se un regista furbescamente usa uno stile "commerciale" per far passare alla massa un messaggio che altrimenti non recepirebbe meglio così!
Certo, sarebbe il massimo dei massimi!

Bisogna però vedere se per caso non abbia invece usato il messaggio “di richiamo” per fare un film commerciale. (Non ci vogliono antenne particolari per capire che quello è l'argomentio "in" del momento).

Quindi, la vera domanda da fare è questa: ha davvero reso un servizio ai temi che ha trattato, o li ha piuttosto sminuiti, appiattendoli con il racconto a fumetti?

Come sarebbe stato lo stesso film, fatto in modo tradizionale? (Intendo un film sullo stesso argomento, fatto però con attori veri, con recitazione vera, e con un racconto magari anche leggermente meno banale?)

Sei sicuro che il pubblico non lo avrebbe recepito ancora meglio?

Quando parlo di rispettare il rapporto forma-contenuto, è proprio perchè ciò ti permette di raggiungere la massima efficacia nella comunicazione.

Citazione:
Questo articolo potevi risparmiartelo, ciao!
Perchè, scusa? Io gli articoli li scrivo per poterne discutere, mica per avere ragione a tutti i costi (ciao a te ).

peonia
Inviato: 1/2/2010 1:55  Aggiornato: 1/2/2010 1:55
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Sono appena rientrata dal cinema e devo dire che tutto sommato, critiche lette a parte, mi sono divertita, mi sono piaciute molte cose, meno altre, il film e' chiaramente in alcuni momenti "n'americanata", ma godibile!! eccome...
Ovviamente io sono andata a vederlo sapendo cosa andavo a vedere: un film d'azione, fantascienza, tecnologicamente innovativo, che pero' vuole anche portare un messaggio. Beh le due ore e 45, senza intervallo, sono abbastanza volate. Mi hanno incantata i colori ed i fiori, insomma un godimento estetico quella foresta con i suoi strani animali...Certo ci sono alcuni errori, e' vero che i Navi una volta sono alti 2 metri, l'altra 4....ehehhe, ma nell'insieme e' poco importante.
Se voglio vedere un film che piu' impegnato sicuramente cerco altro...ma dipende molto dallo stato emotivo in cui mi trovo scegliere solo spettacolo o impegno intellettuale...
Cosi spettacolari i film sono solo americani, forse' perche hanno piu soldi da investire? Credo che il discorso della crisi del cinema parta da molto prima e per svariati motivi, perche prendercela con AVATAR?
Volevo fare una critica migliore, mi rendo conto che invece sono stanca!!
Voto 8...

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Dr-Jackal
Inviato: 1/2/2010 2:04  Aggiornato: 1/2/2010 2:19
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/3/2006
Da:
Inviati: 1028
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ah, bene. Tra tutta la gente che lo osannava e si stracciava le vesti in adorazione di questa nuova americanata, cominciavo a credere di essere l'unico matto a cui Avatar non è proprio piaciuto.
L'ho trovato insipido, banale, prevedibile, irrealistico e spudoratamente pro-americano. Il protagonista ex-marine che in due settimane diventa il capo di una milionata di indigeni e il migliore di tutti in qualunque cosa, nonostante gli autoctoni si allenassero da una vita e lui solo nei ritagli di tempo tra una trombata e l'altra con (indovinate un po'?) la figlia del capotribù, mi ha disgustato. Anche se non quanto il lieto fine forzatissimo che dà il colpo di grazia a un film già mediocre fin dalle premesse e trasmette il pericolosissimo messaggio: "alla fine il pianeta sa difendersi perfettamente da solo, non ha bisogno che facciamo qualcosa noi, continuate pure a produrre & consumare come sempre e state tranquilli: va tutto bene. Alla fine, quando saremo nella merda fino ai capelli, un deus ex machina arriverà al galoppo a tirarcene fuori, per ora non serve preoccuparsi di niente. Non dimenticate di comprare i pop corn".
Nel complesso mi ha annoiato e infastidito (non tanto per una questione di principio, ma per la banalità della trama e la piattezza degli pseudo-attori).

E il fatto che il cinema americano è un potentissimo e subdolo mezzo di propaganda che ci sta "colonizzando l'inconscio" lo vado dicendo da anni, ma passo sempre per fissato paranoico. Fa piacere vedere di non essere l'unico.

Redazione
Inviato: 1/2/2010 2:09  Aggiornato: 1/2/2010 2:37
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
MAKK: "La standardizzazione è roba vecchia: già 15 anni fa si studiava il manuale di sceneggiatura di "nonmiricordocomesichiama", che insegnava a portare a termine lo script senza avere una buona idea, una trama, niente... era così scientifico che ti trovavi ineluttabilmente a scrivere una sceneggiatura "funzionante" sempre e comunque."

Credo tu ti riferisca ai "corsi di sceneggiatura" di uno scoppiato qualunque - infatti nemmeno io ricordo il nome - che credeva di venire in Italia a venderci le sveglie da mettere al collo.

Ma COLCAZZO che "ti trovavi ineluttabilmente a scrivere una sceneggiatura funzionante". Il mondo è pieno di boccaloni che hanno creduto di prendere i testi di analisi strutturale per tirare fuori il film miracoloso. (In rete ci sono anche gli "story generator", i generatori automatici di un racconto, basati sulla formula di Propp. Provane uno, poi vedi le risate che ti fai),

L'analisi è una cosa, la sintesi è un'altra.

L'analisi strutturale ti dice, ad esempio, che un essere umano ha un tronco, quattro arti e una testa. Ma prova tu a prendere un tronco, quattro arti e una testa e fare un umano, se ci riesci.

L'analisi strutturale serve SOLTANTO a capire perchè un film non funziona (oppure perchè funziona), e ti aiuta eventualmente a correggerne i difetti. E' come il pediatra che viene a visitare il bambino, non è il padre del bambino.

Ed infatti, è proprio con l'analisi strutturale che puoi vedere i difetti di Avatar:

1 - L'identificazione col protagonista è praticamente nulla (perchè manca l'episodio iniziale che la determina).

2 - La motivazione (gambe da recuperare) risulta quindi molto debole.

3 - La finalità dell'azione non è chiara ( o meglio, sembra molteplice).

4 - Il rapporto fra plot e sub-plot è inesistente. I due livelli sono appiccicati con lo scotch.

5 - Tutto questo si traduce in un coinvolgimento emotivo dello spettatore estremamente limitato. Catarsi: ZERO.

Senza effetti speciali quel film vale meno del biglietto che hai pagato per vederlo.

kinbote
Inviato: 1/2/2010 2:26  Aggiornato: 1/2/2010 2:26
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/11/2009
Da: Zembla
Inviati: 201
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Non ho visto il film, ma ci tenevo a dire che Wenders, il cinema, l'ha ammazzato lui, e proprio con l'unico vero snuff movie della storia del cinema.

Silver
Inviato: 1/2/2010 2:38  Aggiornato: 1/2/2010 2:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/9/2005
Da: Torino
Inviati: 615
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Nel caso di Avatar siamo nuovamente di fronte a record assoluti di incasso, per cui possiamo dichiarare che questo film sia certamente "bello", rispetto agli attuali canoni di gradimento.


Citazione:
Senza effetti speciali quel film vale meno dei biglietto che hai pagato.


Il film è bello PROPRIO per gli effetti speciali.
E' per loro che le persone (e io) hanno comprato il biglietto.

Anche secondo me, quindi, il soggetto del topic dovrebbe spostarsi sul cinema in generale piuttosto), e smettere di prendere Avatar nel particolare.

Altrimenti si rischia di perder tempo...

Redazione
Inviato: 1/2/2010 2:48  Aggiornato: 1/2/2010 2:49
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
SILVER: "Il film è bello PROPRIO per gli effetti speciali."

Il film è bello perchè è piaciuto. Non puoi dire altro. Qui la tautologia è obbligatoria.

Come vado dicendo dall'inizio, non è possibile stabilire un criterio oggettivo per valutare la "bellezza" di un film, per cui prendi atto del successo e discuti magari sull'evoluzione del linguaggio. Ma non puoi AFFERMARE nulla, rispetto al gradimento, che non sia contraddetto da qualcun altro nell'arco di tre minuti.

liberta
Inviato: 1/2/2010 2:53  Aggiornato: 1/2/2010 2:53
So tutto
Iscritto: 23/8/2007
Da:
Inviati: 28
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Mi ricordo quando andavo a fare i corsi dal professor Cohen a USCSD, sinceramente non ci ho mai capito una sega e tutte le opere d'autore mi facevano schifo.
Stessa cosa mi accade con le opere d'arte, amo la grandeur e il
Kitch (si scrive cosi'?) ma non capisco cosa separa un maestro da un poveraccio che dipinga bene (lasciamo stare Leonardo ed altri due o tre).
Insomma sono un illettestupiartisnullitario.
Detto tutto cio' non ho visto avatar ma andro' sicuramente al cinema per vederlo in 3D. Se fosse stato in 2D non avrei mai speso i soldi. Ultimamente i film mi fanno veramente cagare ed andare al cinema per uscire dopo una ora non mi sembra piu' opportuno.

Comunque un Film che mi ha impattato parecchio e' Equilibrium (FANTASTICO) molto meglio di 1984 o Matrix.
Non so nemmeno perche' ho scritto questo reply visto che non aggiungo niente alla conversazione pero' se potete guardatevi Equilibrium.
http://www.imdb.com/title/tt0238380/

Silver
Inviato: 1/2/2010 3:04  Aggiornato: 1/2/2010 3:04
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/9/2005
Da: Torino
Inviati: 615
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
possiamo dichiarare che questo film sia certamente "bello", rispetto agli attuali canoni di gradimento


Riprendevo il tuo "bello" facendo riferimento proprio alla citazione: non bello perché piace a me, ma perché lo dice il botteghino.

Che poi sia per il 3D, lo si evince dal fatto che le sale del 2D ERANO DESERTE (e lo sono ancora ed è facilmente verificabile se prenotate i biglietti on-line).
In più, con chiunque ho parlato ci si è espressi solo sul 3D e no sul film in se. (E' vero che non faccio testo io e quei pochi amici con cui parlo, ma credo sia cmq un indice di tendenza)

Cito semplicemente dei dati di fatto.

Citazione:
per cui prendi atto del successo e discuti magari sull'evoluzione del linguaggio.


Ma non era quello che ho invitato a fare? evitare di parlare nel dettaglio del film per concentrarsi su qualcosa di più costruttivo?

Probabilmente mi esprimo male data l'ora (03:01) e la stanchezza, quindi me ne vo' a dormire...

Vi leggerò domani.
Buona notte

nockisrock
Inviato: 1/2/2010 3:16  Aggiornato: 1/2/2010 3:26
So tutto
Iscritto: 22/1/2010
Da:
Inviati: 28
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
“Posso dire che Avatar è un capolavoro. Tecnico, visivo, emotivo. Durante la proiezione non riuscivo a credere ai miei occhi. E’ il film di fantascienza più bello che abbia mai visto dai tempi di Guerre Stellari e già allora avevo visto giusto. (…) George Lucas era convinto che Star Wars sarebbe stato un totale fallimento. Abbiamo scommesso: io ho puntato più su Guerre Stellari che sul mio Incontri ravvicinati del terzo tipo e ho avuto ragione. Sono convinto che succederà la stessa cosa con Avatar, penso che sarà la spinta decisiva che porterà i cinema a convertirsi al digitale e al 3D. Con questo film Cameron ha alzato il livello del genere fantascienza, per stile, tecnica, poetica, portando il confine molto molto in alto. Oggi chiunque vorrà in futuro fare un film di fantascienza dovrà confrontarsi con lui e con il suo film. Sono sempre stato un suo fan e per questo ero molto arrabbiato con lui perché da Titanic (1997) non ci aveva più dato un film. Ma ora, dopo aver visto Avatar, Cameron ti perdono tutto”. Steven Spielberg

Il blog cinematografico /Film ha raccolto una lista di citazioni relative ad Avatar da parte di quattordici scrittori e registi di Hollywood. Frank Wilson Marshall ha scritto: «Avatar è audace e maestoso. È veramente straordinario». Richard Kelly ha definito il film "sbalorditivo". John August l'ha definito una "master class". Michael Moore ha consigliato: «Andate a vedere Avatar, un film brillante [per] i nostri tempi». L'unica reazione negativa nella lista è da parte di Duncan Jones: «non è tra i miei tre film preferiti di Jim Cameron. [...] a che punto del film avete avuto qualche dubbio su cosa sarebbe successo subito dopo?»
Anche in Italia il film ha generalmente ricevuto recensioni e commenti positivi. Il database cinematografico MyMovies riporta quattro stelle su cinque in base al voto del pubblico e ai giudizi dei dizionari di cinema, e tre stelle e mezzo su cinque in base ad un ampio campione di recensioni raccolte, italiane e non. Tra le critiche più dure, invece, compare quella dell'Osservatore Romano, periodico ufficiale della Città del Vaticano. In esso il giornalista Gaetano Vallini afferma che nel film «la tecnologia non riesce a tradursi in emozione, e la storia si perde in un polpettone sentimentale», riducendo il tutto ad «una parabola antimperialista e antimilitarista facile facile, appena abbozzata». Inoltre viene criticata la concezione panteistica che si cela dietro alla storia: «il film strizza abilmente l'occhio a tutte quelle pseudo-dottrine che fanno dell'ecologia la religione del millennio. La natura non è più la creazione da difendere, ma la divinità da adorare, mentre la trascendenza si svuota materializzandosi in una pianta e nelle sue bianche liane che nutre gli spiriti diramandosi nella forma di un vero e proprio panteismo». Vallini conclude la propria recensione ribadendo che Avatar «non segnerà la storia del cinema».


in più vi consiglio un link
http://www.slate.com/id/2241542/

Marcellino
Inviato: 1/2/2010 4:06  Aggiornato: 1/2/2010 4:06
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/4/2006
Da: Milano
Inviati: 62
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Premetto che non ho visto il "film", in ogni caso mi sento di fare alcune banali considerazioni:

- per quanto riguarda il "successo di botteghino", oltre a condividere la posizione di chi già ha espresso la contrarietà alla semplicistica equazione successo/incassi=valore dell'opera d'arte (e penso che anche Massimo si sia limitato a constatare il dato di fatto che c'è questo triste fenomeno), mi sorge una riflessione. Il biglietto la gente lo compra e lo paga prima di aver visto il film giusto ? Se ho capito bene questo lavoro uscito da nemmeno un mese ha già battuto ogni record. Ricordo ad esempio che qualche anno fa quando il primato toccò a "Titanic" si diceva che uno dei motivi fu che molta gente lo volle vedere più volte, direi che questo non può essere il caso. Quindi, personalmente mi sento portato a pensare che siamo semplicemente di fronte ad un caso di promozione decisamente molto aggressiva che sta dando i suoi frutti. Del resto ci hanno menato il torrone di brutto con 'sto "Avatar" che forse se anche al suo posto avessero proiettato "La Pornazzata Pompemkin" con Rocco Siffredi e Anita Blond gli incassi sarebbero stati uguali, e perdonate il disfattismo ;-p

- per quanto sia innegabile la componente "business" di Hollywood, opulenta macchina da soldi e quant'altro, penso che proprio in questa sede sarebbe interessante non trascurare l'altra componente, e cioè quella di grande ed efficientissima macchina di propaganda. L'esercito ha sempre messo a disposizione dei produttori i propri mezzi in cambio di modifiche alle sceneggiature e in cambio di pubblicità, a quanto leggevo sembra che la CIA a partire dalla metà degli anni '80 abbia offerto consulenze e assistenza e che i servizi segreti abbiano creato addirittura una qualifica "relazioni pubbliche con Hollywood".
Sarà una coincidenza che la vicenda di Pearl Harbor (meglio sarebbe dire la sua versione ufficiale) venne riesumata proprio nel 2001 dall'omonima produzione cinematografica, proprio prima della "nuova Pearl Harbor" ?

A proposito di dibattiti sulla settima arte, vi lascio, con un documento molto interessante:

http://video.google.it/videoplay?docid=2538858215645213184&ei=E0JmS6mMKqes2ALyn8i8CA&q=fantozzi+la+corazzata&hl=it#

I maestri aprono la porta, ma devi entrare da solo !
Ghilgamesh
Inviato: 1/2/2010 9:13  Aggiornato: 1/2/2010 9:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/10/2005
Da:
Inviati: 3001
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
In linea generale son d'accordo con Massimo, ma devo dire che il bello del "rincoglionimento globale" è che a volte piccoli gioiellini riescono a passare le maglie della censura su certi temi.

Checchè se ne dica, nessuno mi toglierà dalla testa che V per Vendetta è una feroce denuncia dei fatti dell'11 settembre.

Chiaramente non sono molti i film mainstream che riescono a nascondere simili messaggi ... ma qualcuno ancora c'è e finchè ci saranno ... il cinema non sarà morto ^__^

Sarevok
Inviato: 1/2/2010 9:26  Aggiornato: 1/2/2010 9:26
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/4/2007
Da: Pesaro
Inviati: 191
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Tutto questo si traduce in un coinvolgimento emotivo dello spettatore estremamente limitato. Catarsi: ZERO.


Io infatti quando l'ho visto sono rimasto con l'amaro in bocca. Mi è sembrata una sorta di tragedia mancata, io l'avrei fatto finire molto male.
In sostanza mi è sembrato una ripetizione di "Balla coi Lupi" in versione fantascientifica e con il lieto fine.

Lunga vita e prosperità.
PikeBishop
Inviato: 1/2/2010 9:41  Aggiornato: 1/2/2010 9:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
ci hanno menato il torrone di brutto con 'sto "Avatar" che forse se anche al suo posto avessero proiettato "La Pornazzata Pompemkin" con Rocco Siffredi e Anita Blond gli incassi sarebbero stati uguali

Gl'incassi magari sarebbero stati uguali ma il film, porcozzio, molto piu' meglio: che emozione sarebbe finalmente identificarsi totalmente con Rocco Siffredi nel fantastico ed emozionante treddi', con il distributore di sperma sintetico al gusto di granita al limone che ti colpisce in faccia quando il grande Roccco eiacula, la fica (o buchino, a seconda della scena) vibrante in puro lattice disinfettato affittata dalle maschere e un dildone che spunta dalla poltrona e s'incula le signore in sala!!! La nuova frontiera del cinema d'autore, porcozzio!!! E sia chiaro che non lo andremo certo a vedere per la trama, minkia, ma per il fantastico, coinvolgente e strepitoso treddi' e i coadiuvanti sessuali delle migliori sale. Finalmente un pornazzo che non dovrete vedere in compagnia della vostra morosa, quella stronzetta, per godervelo veramente nel senso letterale del termine. E poi i film di Rocco, a ben vedere trasmettono un messaggio che non ho ben capito cosa sia ma certamente e' importante, ma vado a vederli per il treddi' e comunque se tutti sanno chi e' Rocco vuol dire che alla ggente piace (si, ci hanno anche sfrucugliato i maroni con l'unica star porno che si possa nominare in TV) e questo attesta della sua maestria artisctica (o comeddiavolo si scrive), personale e umana.
Un grande reggista, insomma, tutta quella ggente non si puo' sbagliare. Anche le mosche nel loro piccolo pero'......

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
Vincent51
Inviato: 1/2/2010 9:44  Aggiornato: 1/2/2010 9:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 29/7/2006
Da: Barcelona
Inviati: 326
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Considero Avatar-3d un capolavoro, e cinema allo stato puro quanto lo è C'era una volta in America (per esempio)...


Va bene non capire un cazzo di cinema, ma qui si sta esagerando...

Che poi a te sia piaciuto sono affari tuoi, se vuoi decantarne le qualità va anche bene, ma per cortesia non scomodiamo registi come Leone per paragoni che definire azzardati è davvero un eufemismo.

Il messaggio o metafora viene visto da chi ce l'ha già in testa, se non si conoscono a fondo i temi ambientalisti e tutto il resto che tu pensi questo film voglia trasmettere, col cavolo che vedi "il messaggio".

Altrimenti, come già detto nel topic del forum, poteva spendere un decimo del budget, prendere una troupe ed andare a girare un bel documentario su quello che sta succedendo oggi, non nel 2154, nella foresta amazzonica.
O forse senza 3D e colori sgargianti il "messaggio" non sarebbe arrivato?
Forse abbiamo voglia di scherzare.

È anche normalissimo che molti registi di Hollywood ne siano affascinati, visto che tutti si troveranno a dover fare un film 3D visto l'andazzo.
Non dimentichiamoci che stiamo parlando di cinema industriale, che ha dei processi di produzione simili a quelli di un auto o di un condizionatore d'aria. Che poi in mezzo a tante cagate si producano anche opere d'arte (ben poche) è un altro discorso.

È solo sintomo di una involuzione del cinema, si è tornati a l "Cinema d'attrazione" quello dei fratelli Lumiere e delle sale Nickelodeon per intenderci. Quello che "dice" il cinema ha perso importanza, vale il mezzo in sé come spettacolo ed intrattenimento. Se sia un bene o un male non lo so e sinceramente chi se ne frega

La merda la puoi anche mettere in una bella scatola colorata e luccicante, ma sempre merda rimane.

Cassandra
Inviato: 1/2/2010 9:45  Aggiornato: 1/2/2010 9:45
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 10/5/2006
Da:
Inviati: 1551
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Come sarebbe stato lo stesso film, fatto in modo tradizionale? (Intendo un film sullo stesso argomento, fatto però con attori veri, con recitazione vera, e con un racconto magari anche leggermente meno banale?)
Sei sicuro che il pubblico non lo avrebbe recepito ancora meglio?


Massimo, credo proprio di no. Come mai la gente va a vedere i film di Michael Moore, che fa documentari sugli ospedali e le armi, mentre invece NON va a vedere The Corporation? (Faccio questi esempi perché sono i film che vedo io )
Semplice: perché Michael Moore fa anche ridere. Aggiunge un "qualcosa" di popolare che attira la gente al cinema. Mentre chi fa il documentario puro e semplice, per quanto fatto bene, si ritrova con le sale vuote.

Lo stesso vale per Avatar. Il messaggio "ambientalista", in un film girato con attori che stanno lì a disquisire sulla distruzione del mondo, lo avrebbero visto in 12. Mettici il 3D, gli effetti speciali e le scenografie grandiose e tutti accorrono.

Poi se il messaggio passa davvero è un altro discorso: ho la sensazione che certi messaggi, comunque li trasmetti, arrivano solo a chi li vuol sentire...

"Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,
per paura del senso comune" (Alessandro Manzoni)
Doru
Inviato: 1/2/2010 10:05  Aggiornato: 1/2/2010 10:05
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 133
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ci sonno andato a vedere Avatar perché non avevo mai visto un film con questa tecnologia polarizzata 3D o come si chiama. Se facevano un documentario sulla vita degli insetti o tre ore di filmato in un acquario sarei stato lo stesso contento, forse mi sarebbe piaciuto di più.

Il film e una stronzata pazzesca e un insulto al intelligenza. Problema è che qualsiasi porcata di filmato acquista una forza immensa visto in 3D. E posso dire che arriva proprio a meraviglia, adesso che la propaganda americana cominciava a risultare evidente a qualsiasi mucca a due game che popola il mondo.

Tra qualche decennio quando questo tipo di tecnologia diventerà comune sarà interessante leggere le varie analisi scientifiche su gli effetti che ha sul condizionamento del cervello, sulla facilità con quale riesce a bypassare le difese psicologiche naturali e via di questo passo. Naturalmente questi discorsi saranno sempre semi-clandestini in qualche angolo buio della rete. (Se ci sarà ancora qualcosa come la rete)

Comunque per chi ha visto il film, con qualche bomba termonucleare in atmosfera si pacificava tutto, e se uno ci teneva veramente si poteva usare prima fosforo bianco e napalm a volontà. Forse nel Avatar 2 quando gli umani torneranno (e che umani sarebbero se non tornano, no) avranno un po più di buonsenso e non porteranno con loro i coltelli da cucina ma vera tecnologia degna del nome della Terra.

Doru
Inviato: 1/2/2010 10:16  Aggiornato: 1/2/2010 10:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 133
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ma lasciamo stare Avatar

Vigili del Fuoco vs Polizia

questo si che e interessante. Chi vuole scommettere? Io dico Vigili del Fuoco anche perché penso che siano più preparati fisicamente e mentalmente.

Se ci capite l'inglese date un occhiata ai commenti, sono veramente grandiosi.

Pyter
Inviato: 1/2/2010 10:21  Aggiornato: 1/2/2010 10:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Lonewolf:
Poi mi piacerebbe veramente che qualcuno mi spiegasse cos'è realmente una "opera d'arte"?

L'opera d'arte è la rappresentazione del Bello che necessariamente deve coincidere con il Bene, unica strada che conduce a Dio.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
a_mensa
Inviato: 1/2/2010 10:24  Aggiornato: 1/2/2010 10:24
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/6/2009
Da: roncello (mi)
Inviati: 3180
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
@ Cassandra
il tuo commebnto mi pare esalti l'infantilismo acuto della maggior parte della popolazione, il suo rifiuto all'analisi e soprattutto all'introspezione.
nessuno si domandi ed esprima veramente il PERCHE' sia piaciuto tanto a così tanti.
se ci limitiamo a pensare che sia il 3d allora qualsiasi cagata in 3d dovrebbe poi piacere (oppure no se si pensa a quanto in fretta ci si abitui alle cose).
non si cerca più il messaggio forte, penetrante che ti spnge a pensare e riflettere.
no, basta la distrazione, la novità, il portarti "fuori", e poi ci si domanda perchè in tanti si droghino !
l'amore per il guardarsi dentro, mi pare proprio l'antitesi dell'amore per cose come queste, fatte solo per appagare sensazioni effimere.

non vorrei mai appartenere ad un club che avesse me come socio.
PikeBishop
Inviato: 1/2/2010 10:33  Aggiornato: 1/2/2010 10:35
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Problema è che qualsiasi porcata di filmato acquista una forza immensa visto in 3D.

Solo perche' e' una novita'. Quando sara' la norma l'effetto sara' assolutamente minore.

Facciamo un esperimento:

Vediamo un bel film che abbia tutto, grandiosita', storia, capacita' di innescare riflessioni etc., LAWRENCE OF ARABIA (possibilmente coi 20 minuti tagliati via dalla produzione Yankee/Cia, che danno piu' senso a tutta la storia).
Guardiamolo su un grande schermo con il suono dolby: bello eh? Che fotografia, che musica!
Guardiamolo a casa: manca qualcosa ma il film resta bellissimo.
Se ne facessero una copia in 3D probabilmente ci guadagnerebbe qualcosa, ma neanche tanto. Sarebbe come colorare il bianco e nero: non male a volte, ma in un bel film neanche tanto necessario.

La tecnologia puo' (dico puo' perche' gli effetti al computer a me, che sono cresciuto con la fotografia chimica, fanno ancora cagare, al momento. Ne debbono ancora mangiare di pastasciutta e tetrafantabytes!) essere un fattore che migliora il film, ma una cazzata rimane una cazzata, ed un bel film resta un bel film anche dopo 70 anni.

Recentemente ho rivisto il famoso Hollywoodiano Niente di Nuovo all'Ovest di 75 anni fa e, sinceramente, gli effetti mi sono sembrati meglio di quelli moderni perche' non e' necessario RICREARE la realta' quando non la si puo' mostrare direttamente, basta RICREARE L'IMMAGINE NELLA MENTE DELLO SPETTATORE e si ottiene quasi sempre un risultato migliore. In fondo e' quello che fanno oggi: gli effetti scadenti non sono percepiti nella loro mediocrita' da gente assuefatta ai giochini al computer perche' loro sono stati abituati a riconoscere quella come una rappresentazione sufficientemente evocativa della realta'. Ai non ipnotizzati invece si rivelano in tutta la loro pochezza.

Quanto a Cameron ha sfornato l'ennesima cazzata di una produzione personale di cazzate di successo. Quel che uccide il cinema e' il fatto che non ci sia la volonta' di percorrere strade diverse perche' il pubblico abbocca anche con schifezze come Avatar, dopo un buon bombardamento pubblicitario.

L'ho visto anche io, purtroppo, e mi ha fatto venire la diarrea, ma come quando vai a votare e' l'entrare nel seggio che ti fotte: la democrazia e' bbuona...
L'ultima volta che Hollywood si e' riformata, alla meta' degli anni '60, la ragione principale era stata, pensa un po', l'astensionismo del pubblico, pubblico che pero' premiava gli inglesi e gli italiani!

E' da quell'astensionismo che sono nati i film migliori della nostra vita.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
Redazione
Inviato: 1/2/2010 10:34  Aggiornato: 1/2/2010 10:50
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
CASSANDRA: Citazione:
"Mentre chi fa il documentario puro e semplice, per quanto fatto bene, si ritrova con le sale vuote".
Certo che il documentario non va a vederlo nessuno, ma cosa c'entra? Io parlavo di mettere gli stessi concetti narrativi in un film normale, con attori veri, set veri, eccetera.

Citazione:
Lo stesso vale per Avatar. Il messaggio "ambientalista", in un film girato con attori che stanno lì a disquisire sulla distruzione del mondo, lo avrebbero visto in 12.
Di nuovo, chissà perchè l'alternativa dovrebbe essere un film "con attori che stanno lì a disquisire"? Mica vogliamo fare Rohmer.

Ci sono dozzine e dozzine di film "seri" (intendo di genere drammatico) che hanno veicolato temi importanti nella storia. Bisogna aver voglia di farli però.

E' molto più impegnativo che prendere gli stessi concetti e sbatterli in un fumetto 3-D, dove alla fine non sai nemmeno bene che cosa ti è piaciuto e cosa no.

La "formula" narrativa ideale (la famosa combinazione soggetto-linguaggio-struttura) prevede il massimo impatto emotivo a parità di argomenti trattati. E credimi, con quegli argomenti fra le mani è difficile sostenere che non si potesse ottenere un impatto migliore.

Ma la vera domanda è: gente come Cameron - cioè la macchina di Hollywood - vuole davvero un profondo impatto emotivo nel pubblico? O preferisce forse allungargli la minestrina, accontentando soltanto le sue volute cerebrali più esterne?

Tanto, una volta pagato il biglietto, sai a loro cosa gliene frega della crescita interiore della gente.

Doru
Inviato: 1/2/2010 11:01  Aggiornato: 1/2/2010 11:01
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 133
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Solo perche' e' una novita'. Quando sara' la norma l'effetto sara' assolutamente minore.


corretto, ma quando succederà, cioè quando l'attenzione scenderà a livelli pericolosi, qualche altra innovazione tecnica sbucherà fuori da qualche parte. Per attenzione intendo l'attenzione delle massa di gente che non ha tempo ne capacità di capire cosa c'è dietro.

Questo non significa che questa tecnologia e male. A me piace, e pensa quanto sarebbe bello qualche documentario o film che sfrutta tutto questo per informare e divertire senza avere sempre qualche interesse nascosto sotto-sotto. E questo mi porta alla domanda di Massimo, cioè

Citazione:
Ma la vera domanda è: gente come Cameron - cioè la macchina di Hollywood, vuole davvero un profondo impatto emotivo nel pubblico?


e io dico di si. Ma per "parlare" a orecchie semplici serve un linguaggio semplice, e ripetitivo, cioè ipnotico. Fare un opera d'arte, se fossero capace a crearla certamente, servirebbe ben poco se poi e apprezzata solo di una piccola parte della popolazione. Come la sceneggiata del 11 settembre. Perché farla bene quando cosi com'è, va alla grande?

Dico di più, i film sono cosi superficiali e stupidi di proposito. Un film complesso fa pensare, ti fa lavorare di immaginazione, insomma allena il cervello, e questo non si può, come ben sappiamo.

EL_GUERCIO
Inviato: 1/2/2010 11:19  Aggiornato: 1/2/2010 11:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/11/2006
Da:
Inviati: 177
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
BOH?
Alla fine credo si tratti del classico "filmone" mmericano, che vai a vedere per gli effetti speciali. Almeno io andrei giusto per quelli, sapendo in partenza che la storia è nulla, perchè sono curioso verso la tecnologia (anche se poi questo lascia il tempo che trova), mi interessa il lavoro svolto dai grafici e dai designer, allo stesso modo in cui mi godo un videogame ben progettato e realizzato.Ovviamente, l'interesse verso il regista, la sceneggiatura è nullo, perchè sono consapevole che seppure ci fosse un messaggio sarebbe inevitabilmente appiattito dal mezzo. Insomma, vado al cinema incuriosito dal baraccone tecnologico e niente più. L'importante è essere consapevoli che si sta guardando una cazzata colossale, senza gridare al capolavoro come qualcuno ha fatto.

"Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia". Otto von Bismarck
a_mensa
Inviato: 1/2/2010 11:19  Aggiornato: 1/2/2010 11:31
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/6/2009
Da: roncello (mi)
Inviati: 3180
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
nel mio precedente ho usato la parola "infantilismo" che ha una connotazione un po dispregiativa. non era mia intenzione dare questa connotazione al mio intervento.
ad uno spettacolo, ma non solo agli spettacoli , in genere chiedo una delle seguenti cose:
farmi "vivere" quanto rappresentato oppure
innescarmi una riflessione.
difficilmente posso apprezzare qualsiasi evento che io riesca a vivere solo come spettatore passivo.
nel primo caso, entro subito in empatia con un personaggio (non necessariamente il protragonista, e quindi l'evento lo vivo "dal di dentro" , partecipandovi attivamente.
nel secondo caso mi innesca subito un paragone per analogia o per contrasto, schiudendomi le porte ad una nuova comprensione di quanto mi circonda.
forse sono troppo pretenzioso, ma uno spettacolo che abbia solo la funzione di distrarmi per due ore, lo detesto, preferisco leggere un buon libro.
la necessità di fuggire mentalmente dalla realtà per un certo tempo, francamente non la capisco.
e questa è forse la ragione per cui anche spettacoli di intrattenimento, discussioni sul più o meno ma che non riescano ad approfondire alcunchè, li detesto ed anzi, proprio non li sopporto più.
anche un evento negativo non cerco di fuggirlo, anzi mi trova ancora più impegnato a decodificarlo, capirne i ruoli, la struttura, ecc...
ecco perchè non avendo provato alcuna empatia per nessuno dei personaggi, non avendo decodificato alcun messaggio (almeno per me nuovo), quel film mi ha lasciato completamente indifferente.
insomma, una perdita di tempo!

non vorrei mai appartenere ad un club che avesse me come socio.
Witt83
Inviato: 1/2/2010 11:24  Aggiornato: 1/2/2010 11:24
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/1/2010
Da:
Inviati: 419
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Secondo voi, il pianeta Pandora nasce come idea attorno alla trama, oppure la trama nasce attorno all'idea di questo pianeta lussureggiante e fantastico?

Io penso che l'obiettivo principale (se non unico) era quello di affascinare il pubblico attorno all'idea di "pianeta perfetto", in seguito si è appiccicata una trama.

Come dice Massimo è difficile immedesimarsi nel personaggio, però per molte persone è troppo facile entratre nel paesaggio. Troppo bello Pandora o troppo triste la realtà che abbiamo intorno?

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/avatar-istiga-al-suicidio-e-alla-depressione-202055/

La terra possiede risorse sufficienti per provvedere ai bisogni di tutti, ma non all'avidità di alcuni. Gandhi
PikeBishop
Inviato: 1/2/2010 11:29  Aggiornato: 1/2/2010 11:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Ma la vera domanda è: gente come Cameron - cioè la macchina di Hollywood, vuole davvero un profondo impatto emotivo nel pubblico?

e io dico di si. Ma per "parlare" a orecchie semplici serve un linguaggio semplice, e ripetitivo, cioè ipnotico.


E io dico di no.

Se vai a vedere quanto hanno incassato i vari films (inflazione compresa) scopri che al momento Avatar e' al no. 21 (e magari salira') ma anche che DOCTOR ZHIVAGO e' il numero 8 di incassi di tutti i tempi (un film che ritengo non perfetto, ma ne facessero...) e che tra i primi cento ci sono film come: THE STING (praticamente teatrale), THE GRADUATE (una storiella romantica ma non idiota), ambedue prima di AVATAR ed in seguito IL PADRINO (di nuovo, ne facessero...), BUTCH CASSIDY, LOVE STORY (melenso ma molto ben fatto), NATIONAL LAMPOON ANIMAL HOUSE (!!!), il gia' menzionato incredibile LAWRENCE OF ARABIA, THE BRIDGE ON THE RIVER KWAI, MASH, REAR WINDOW, e persino l'inpareggiabile ONE FLEW OVER THE CUCKOO NEST. L'unico altro film di quello spacciatore di effetti banali che e' Cameron e' al fondo, Terminator 2.

Si possono fare grandi films che siano anche grandi successi di pubblico, ma bisogna volerlo. Hollywood e' diventato un centro per il riciclaggio di denaro, chi glielo fa fare? Il cinema e' morto perche' i gangsters si sono appropriati della cinepresa. Sic & Simpliciter.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
a_mensa
Inviato: 1/2/2010 11:38  Aggiornato: 1/2/2010 11:39
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/6/2009
Da: roncello (mi)
Inviati: 3180
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
@ PikeBishop
non per difendere il film (vedi miei precedenti) ma per correttezza scientifica, i paragoni non reggono.
paragonare l'incasso di film che restavano in visione per mesi, con la possibilità di esser visti e rivisti più volte (conosco persone che TITANIC sono andate a vederlo anche4 volte), con film che vengono "bruciati" in meno di 15 giorni, per la concorrenza di internet, dei DVD, e tutti gli altri strumenti moderni, mi pare almeno un po scorretto.
l'incasso di un film andrebbe rapportato all'incasso medio dei film dell'epoca, per dare un senso statistico a questo dato.

non vorrei mai appartenere ad un club che avesse me come socio.
mangog
Inviato: 1/2/2010 11:39  Aggiornato: 1/2/2010 11:46
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 5/1/2007
Da:
Inviati: 2857
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Più che agli incassi si dovrebbe guardare alla quantità di bliglietti venduti ( ma nel 2010 con sky-tv internet e tutti i dvd disponibili sul mercato diventa oltremodo difficile basare il successo di un film solamente sui biglietti venduti al box-office )
Ridley Scott "fa" ancora bellissimi film.
Io personalmente sto rivalutando Fellini che 40 anni fa nemmeno mi sognavo di andare a vedere al cinema. Mi piace molto Giulietta degli spiriti.
Avatar mi sembra un videogioco per bambini... sarà anche un bel film di successo...

Tato_p2p
Inviato: 1/2/2010 11:42  Aggiornato: 1/2/2010 11:42
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/10/2006
Da: da qui a là.
Inviati: 211
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Rifletendoci, credo che la "banalità" di Avatar, sia invece funzionale proprio a spingere il 3D (bene o male che sia). Anche "L'era glagiale 3" l'ho visto in 3D, anche quel film è stato più che visto, ma tutti ricordano le battute, le scene, i parsonaggi. L'Era glaciale "funziona" anche in 2D, Avatar no.
Per questo non riesco proprio a paragonare "Avatar" ad altri film.

Condivido comunque lo sconforto di Massimo. Succede anche nella musica o in altri ambiti. Ciò pero' non toglie il pregio ad opere di valore, anche se purtroppo, troppo spesso la massa le ignora, un po' per ignoranza, un po' perchè si lascia "traviare" dal marketing spinto e dalle mode.

Se Avatar ha il pregio di diffondere un elemento in più, per quel che mi riguarda, benvenga, non lo vedo come "la morte del cinema". A quella, in italia, ci hanno già pensato registi italioti...

Mirco B.

"...oggi la malattia fa passi da gigante!"
"Quella è la medicina!"
"Vabbè, diciamo che camminano di pari passo, dottore..." -dal film "La matassa" -
fefochip
Inviato: 1/2/2010 11:44  Aggiornato: 1/2/2010 11:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
L'opera d'arte è la rappresentazione del Bello che necessariamente deve coincidere con il Bene, unica strada che conduce a Dio.


con il mio commento vorrei fosse chiaro che me la prendo con un concetto vecchio di millenni e non con la persona.

innanzi tutto non è scritto da nessunissima parte (e pure se ci fosse scritto non sarebbe dimostrabile in alcun modo e smentibile in tanti altri ) che l'arte sia "la rappresentazione del Bello" e per quanto appunto sia soggettiva ogni definizione di "arte" questa mi pare proprio molto restrittiva ovvero la mera "rappresentazione" del "bello".
poi c'è da discutere all'infinito su cosa sia "bello" perche come per i gusti alimentari a me piace una cosa e a all'altro un altra ma non è detto che una cosa piace a tutti (la nutella non piace a tutti).

ma la vera stortura filosofica alla base dell'assunto iniziale sta come dicevo nel concetto basato sul adagio degli antichi greci "kalos kai agathos".

ovvero ciò che è bello allora è necessariamente è buono e viceversa.
questo è un assunto che non solo parte zoppo perchè come dicevo si basa sulla definizione di "bello" ma è sbagliato sia filosoficamente che praticamente.

lucifero era il piu bello tra gli angeli che io sappia (tanto per fare un esempio nella nostra cultura) pur tuttavia per definizione non possiamo attribuirgli la "bontà" come qualità.
sul piano pratico ci sono una infinità di esempi di persone e cose "belle" che sono cattive come poche.
tralasciando esempi umani che sono fin troppo semplici vorrei a questo punto far notare che ad esempio una stupenda pianta carnivora non è certo "brutta" ...anzi .
è bella e attraente il piu possibile proprio per attirare a se gli insetti.
come definiremmo noi questa pianta ?bella e buona? e come la potrebbero definire gli insetti ? forse brutta? e/o cattiva?
vai a chiedere a un topo che il gatto è "kalos kai agathos" ....

insomma a questo punto vediamo di tirare fuori una definizione che abbia uno straccio di condivisibilità in più.

tanto per cominciare l'arte è un qualcosa che scaturisce da un soggetto (artista) e come tale è un pezzetto del tutto.
poi direi che l'arte è l'espressione dell'anima che non è necessariamente comprensibile da tutti .
l'anima è già un pezzetto di dio e come tale comprende tutto: buono e cattivo brutto e bello ...è solo questa mania umana della dicotomizzazione a separare l'uno dall'altro.

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
PikeBishop
Inviato: 1/2/2010 11:50  Aggiornato: 1/2/2010 11:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
non per difendere il film (vedi miei precedenti) ma per correttezza scientifica, i paragoni non reggono

Non c'era niente di scientifico nel mio ultimo intervento!!!

Potrei controbattere che oggi il numero delle persone in grado di pagare il biglietto del cinema, nel mondo, si e' moltiplicato, ma non se ne uscirebbe piu'. Gli incassi sono solo un modo di mettersi d'accordo grossomodo sul concetto che alcuni films sono stati successi di pubblico. E molti erano capolavori anche di difficile assimilazione. Il pubblico non e' cretino ma semplicemente mancano le alternative e la pubblicita' lo condiziona come non mai.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
Ocean
Inviato: 1/2/2010 12:59  Aggiornato: 1/2/2010 12:59
So tutto
Iscritto: 31/1/2010
Da:
Inviati: 3
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Grazie per il benvenuto,

Sinceramente non vedo nessun messaggio di imperialismo culturale americano in Avatar.
E' vero è un film che tratta dell'arroganza degli umani nei confronti dell'ambiente, ma il messaggio è chiaro e forte, e il motivo per cui ha toccato così tante persone si trova nel mondo in cui Avatar ti porta, così magico e così staccato dal nostro. Certo poi gli effetti, il motion capture, il 3D etc hanno creato la magia e hanno permesso il successo ma la base del successo è insita nel messaggio di Avatar, se non ci fosse Pandora e se quel mondo non entrerebbe cosi tanto nell'intimo di chi lo guarda non si sarebbe ripetuto questo successo ve lo garantisco.
Quindi è sterile dire che il suo successo dipende solo dalla tecnologia perchè la tecnologia fine a se stessa non trasmette emozioni, e il passaparola generato da Avatar è frutto delle emozioni che ha lasciato allo spettatore.
Anzi vi dirò di più, io Avatar lo ho visto sia in 2D che in 3D e vi posso garantire che il modo in cui rapisce nel 2D è superiore, i colori sono fuori da ogni logica, il film è più fluido e scorrevole, ti travolge.
E' normale che poi il pubblico preferisca il 3D al 2D perchè è l'innovazione, ma personalmente credo che in 2D avrebbe avuto il medesimo successo e più gradimento anche da parte degli scettici in partenza. Siamo ancora all'inizio sia con il 3D sia con il con il Motion Capture sia con il Performance Capture, ma ripeto con Avatar il digitale prende vita, si personalizza e cattura lo spettatore.

Per quanto riguarda la campagna di marketing sono stati investiti gli stessi soldi di altri kolossal che non hanno guadagnato neanche la metà di Avatar ai botteghini (vedi 2012) quindi è un discorso fine a se' stesso.

Il tema di Avatar è sicuramente "IN" e sicuramente ha contribuito al successo ma Cameron ha iniziato a scrivere il film nel 1995, vivevamo ancora in un altro mondo (Al Gore era ancora vicepresidente) e anche volendo prendere per buono che abbia fatto il film su questo tema perchè di moda stiamo parlando comunque di un tema etico di rilevanza.

Se voi aveste carta bianca per fare un film che possa raggiungere milioni e milioni di persone che tema scegliereste? Ci avete mai pensato?

Ultima cosa, Hollywood come strumento di propaganda funziona fino ad un certo punto, considerato che le Major americane sono sotto il controllo dei Banchieri ( Rotschild, Rockfeller e compagnia bella) sicuramente molti titoli che escono sono mirati (ogni volta mi viene in mente Attacco al Potere del 1998 che fu il preludio all'11 settembre). Io ho 24 anni e da 6 anni seguo quotidianamente tutto quello di cui si parla anche in questo sito, non mi faccio intortare dalla propaganda e posso dire con tranquillità che in Avatar non vedo nessun messaggio propagandistico, non vedo neanche quel filo-americanismo che distinguono quasi sempre i film delle Major, anzi qui gli americani le prendono, vince la natura come vincerà la natura qui sulla Terra. E' banale? io non credo forse semplice e immediato, ma non banale.

Pyter
Inviato: 1/2/2010 13:09  Aggiornato: 1/2/2010 13:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
fefochip:
insomma a questo punto vediamo di tirare fuori una definizione che abbia uno straccio di condivisibilità in più.

Lo scopo dell'artista è proprio quello di rifuggire ogni tentativo di dire qualcosa di forzatamente condivisibile, cioè accettato da tutti.
Altrimenti uno si accontenterebbe dei film di Cameron.

buono e cattivo brutto e bello ...è solo questa mania umana della dicotomizzazione a separare l'uno dall'altro.

Io infatti ho parlato del bello e del bene, il brutto l'hai tolto fuori tu.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
blu23
Inviato: 1/2/2010 13:16  Aggiornato: 1/2/2010 13:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Il mio parere in merito al film l'ho già espresso su "altri schermi", volevo solo postare una dichiarazione di Peter Jackson creatore della saga del "signore degli anelli" produttore di "District 9" e proprietario della struttura dove è stato creato Avatar.

Il futuro del Cinema è nella tecnologia?

No la tecnologia è solo un grande strumento d'aiuto. Il futuro, come il pasato è nelle storie da raccontare

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
schottolo
Inviato: 1/2/2010 13:29  Aggiornato: 1/2/2010 13:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/7/2007
Da:
Inviati: 772
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
L'ultimo commento di Ocean sarebbe da incorniciare e far rileggere 300 volte a chi deve vedere per forza il marcio in ogni dove.

METAL4EVER
Inviato: 1/2/2010 13:37  Aggiornato: 1/2/2010 13:49
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/1/2009
Da:
Inviati: 507
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Concordo solo in parte con quello che ha detto Massimo se è indubbio che avatar dimostra che il cinema dei Blockbuster americano si è omologato da un punto di vista narrativo(che poi perchè ce ne dovremmo stupire adesso visto che è dal 2000 che si vedono certe porcate stellari al cinema)...non arriva al nocciolo della questione...e cioè:
Il cinema (da colossal) cos'è diventato con avatar? e io rispondo ...un'esperienza, come se fosse un videogioco. non a caso questo film ha senso vederlo esclusivamente in 3d...perchè non comunica altro che immagini da assaporare in maniera sensoriale.
Preso in questo senso io dico che avatar rappresenta nuovo modo di fare un film.. poichè non si tratta di un vero e proprio film...ma come ho già detto,solamente di un'esperienza visiva molto piacevole. niente di +.


cmq per spiegarvi meglio come la penso riguardo a questo film vorrei riproporre la mia recensione postata sul forum di lc nel 3nd apposito:

AVATAR: FILM SCOMODO?
Intanto diciamo che assolutamente non è un film scomodo...anzi basterebbe riprendere la frase di michelle rodriguez verso la fine del film"non sono entrata nell'esercito per fare queste stronzate!"per distruggere l'idea che questo film sia scomodo....in secondo luogo però posso dire che il film mi ha sostanzialmente spaccato a metà.
La trama è trita e ritrita...ma i personaggi tengono e coinvolgono abbastanza per coinvolgere lo spettatore più suscettibile,gli effetti speciali sono una vera e propria rivoluzione...infatti a livello tecnico è,al momento, un film stellare soprattutto per quanto riguarda il 3-d.
Poi come ho già detto prima la sceneggiatura è rozza...semplice,in puro stile cameron,ma qui lo è un pò troppo.

Non a caso è stato visto come una sorta di ritrasposizione(per non dire scopiazzatura) di porcahontas(....sorry).
diciamo che io sono rimasto a bocca aperta per tutto il film che cmq si è lasciato guardare senza troppi problemi,anzi diciamo che mi ha letteralmente ipnotizzato, infatti capisco chi si è sentito depresso dopo la visione del film per aver abbandonato un mondo come pandora...cioè la nostra amata terra prima dell'avvento dell'essere più stupido tra i viventi
.....però diciamo che + o - a metà film...ho ripensato a District 9(che consiglio a tutti)...e alla profondità immensa di quella pellicola che con un badget medio-basso, ma con effetti speciali assolutamente invidiabil da colossal con badget da capogiro, e con una sceneggiatura-capolavoro, che ti fa vedere la realtà attraverso la fantascienza(ricordiamoci di star trek,e del vero significato di fantascienza ogni tanto)che non ti illude con delle facilonerie per farti ingoiare un boccone meno amaro (come il finale di avatar invece fa)...ma che attraverso la sofferenza del protagonista riesce a farti esclamare,ANZI A FARTI URLARE A SQUARCIAGOLA una frase che racchiude in se la rabbia per una specie come la nostra,che pretende che la parola così specista come Umano contenga in se concetti come pace e amore,....e cioè "UoMINI DI MERDA!!!" ...una frase che avrei voluto sentire verso la fine di avatar magari mascherata...ma che in sostanza non c'è...poichè cameron preferisce accontentare un pò tutti...non a caso è un colossal...ecco spiegato perchè il personaggio della rodriguez sembra stupita quando vede il suo esercito massacrare degli esseri pacifici che volevano solo vivere per vivere...stupita che l'esercito degli stati uniti(il più sanguinoso della terra)si trovi a combattere per il guadagno di multinazionali o robe simili...beh diciamo che tutto ciò mi suona come un'enorme alibi per dire che non tutti quelli che entrano nell'esercito credono di poter morire per una causa così schifosa...signore e signori:
eccovi salvato dalle critiche l'esercito degli stati uniti d'america...che non è sanguinoso a causa dell'essere un'esercito in se...ma a causa di qualche militare stronzo a discapito di qualche militare buono...
Eh SI è proprio scomodo questo film

mc
Inviato: 1/2/2010 14:37  Aggiornato: 1/2/2010 14:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ma guardate quanto s'e' scritto per quella cazzata di film...

E questo non e' fare promozione?
Bah...

mc

lanzo
Inviato: 1/2/2010 14:56  Aggiornato: 1/2/2010 14:56
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
[email protected]

Strano che il "Wild Bunch" non sia stato neanche menzionato tra i film + belli... Altro che c'era una volta l'America ! Strano che non l'hai fatto notare visto che il tuo avatar e nickname sono ispirati a quel film !

E poi Monica Bellucci (detto da un altro "intenditore" } "grande attrice" pleaaase ! Give me a breack !

rekit
Inviato: 1/2/2010 15:15  Aggiornato: 1/2/2010 15:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
onestamente non capisco bene tutta questa discussione su Avatar....
qualcuno parla di lavaggio del cervello.....
Scusate ma mi sfugge in che modo dovrebbe lavarmi il cervello un film del genere...il messaggio e' palese, la trama e' la stessa di balla coi lupi, prevedibile e scontata.
Gli effetti speciali e il 3d sono ben fatti e il marketing dietro al film ha funzionato benissimo...nulla di nuovo!
E' stato fatto con Batman, con Titanic e con altri molti film....
Che hollywood fosse una macchina da propaganda lo sanno anche i bambini....
Insomma tutto sto articolo mi sa di inutile e banale aria fritta.....senza offesa verso nessuno.

ayarbor
Inviato: 1/2/2010 15:30  Aggiornato: 1/2/2010 15:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/1/2010
Da:
Inviati: 227
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
"Almeno quella faccia da melanzana del protagonista potevamo immaginarla come piaceva a noi."


Ovviamente si tratta di un caso equivoco che beffardamente il film sia stato mandato nelle sale sotto il periodo di carnevale

Manfred
Inviato: 1/2/2010 15:57  Aggiornato: 1/2/2010 15:57
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Anche la mitologia a 3D! Dal vaso di Pandora ora esce ogni bene, per voi fortunati credenti nella benevolenza dei manipolatori occulti.
Incapace di esimermi: SVEGLIA

Qui non si sta parlando solo di cinema ma, parlare di cinema non è mai stato dalla sua nascita parlare unicamente di cinema.

Ciao

Spanna
Inviato: 1/2/2010 15:57  Aggiornato: 1/2/2010 15:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/11/2005
Da:
Inviati: 35
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Sarà che io sono un cazzone incapace ma non me la sento di sputazzare su
centinaia di persone che hanno creato con la fantasia(e i soldi naturalmente) e l'impegno più di 2,30 ore di serio divertimento innovativo(in alcuni settori)
La mia domanda è <Quante persone con gli stessi soldi riuscirebbero a fare tanto?>
Una risposta me la do da solo<0 in Italia>
Ps:il film per goderselo appieno andrebbe visto in IMAX-3d

Oldboy
Inviato: 1/2/2010 16:07  Aggiornato: 1/2/2010 16:09
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2007
Da:
Inviati: 411
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
A mio giudizio, i veri capolavori dell'ultimo quindicennio provengono dall'Estremo Oriente.

Il grande cinema oggi è quello: Park Chang-Wook, Kim Ki-Duk, Kitano, Zhang Yimou...
Solo lì, forse, sanno coniugare il successo al botteghino con il vero talento artistico.

Il cinema italiano non produce più nulla di interessante, quello americano è dominato dallo strapotere delle grandi case di produzione, e quindi dalle logiche commerciali.

In Oriente invece si fa ancora grande cinema (pur facendo anche ottimi incassi).

branzac
Inviato: 1/2/2010 16:09  Aggiornato: 1/2/2010 16:49
Mi sento vacillare
Iscritto: 6/8/2009
Da:
Inviati: 416
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Redazione:

Mi è venuto in mente proprio mentre scrivevo che gli effetti al computer esistono già da tempo. Quello poi era interamente fatto al computer, ed infatti lo ritengo una porcheria inguardabile.

In confronto Walt Disney è pura poesia.


Ohibò....non capisco se la "porcheria inguardabile" è riferito ad Avatar o a Tron.
Solo a titolo di cronaca: il film non era stato fatto integralmente al computer.
Gli attori recitavano indossando dei costumi in bianco e nero su sfondi neri. L'effetto di luminosità era ottenuto tramite una lavorazione abbastanza complessa che prevedeva l'ingrandimento di ogni singolo fotogramma della pellicola, dal quale venivano poi ricavate una serie di mascherine da applicare su diversi strati in modo da filtrare la luce sottostante e quindi ricavare il fotogramma finale....(non so se sono stato abbastanza chiaro )
Riguardo alle scene create al computer, ad esempio quella delle lightcycles, ogni fotogramma veniva creato spostando gli oggetti tridimensionali.
L'unico difetto era che l'operatore doveva inserire manualmente tutti i parametri (tenete presente che per ogni posizione sono necessarie 3 coordinate, più i dati di inclinazione/rotazione e questo per ogni oggetto ).....
Un'ultima cosa: la Walt Disney è presente solo in veste di produttore/distributore; non ha avuto voce in capitolo nè per la storia, nè per le tecnologie usate....
Dimenticavo: il regista Steven Lisberger ha avuto il supporto di Syd Mead e Moebius per la creazione dei modelli, degli artworks e dello storyboard.

Una volta è caso, due è coincidenza ma tre è voluto.
utrevolver
Inviato: 1/2/2010 17:14  Aggiornato: 1/2/2010 17:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da: Sandalia
Inviati: 411
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Beh, nessuno che parli del cinema orientale? Lasciando perdere gli eccessi di John Woo, che comunque rimane un regista marcatamente occidentale, penso che il cinema più sincero e spontaneo sia quello giapponese e cinese.

HomSapiens
Inviato: 1/2/2010 17:20  Aggiornato: 1/2/2010 17:20
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/1/2010
Da:
Inviati: 123
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
ok passata la voglia di andarlo a vedere...cmq. qualche film italiano carino esce ogni tanto,
l'ultimo visto "due amici" mi sento di consigliarlo.
I miei film preferiti sono tutti americani:
Il padrino
Arancia meccanica
Le ali della libertà
per dirne tre, certo non sono film nuovi quindi il discorso di massimo non fa una piega.
l'ultimo film americano che mi è piaciuto è stato "The Departed" ma anche l'ultimo di Tarantino non è male.
Ora capisco il nick Oldboy(bellissimo film) mi ha molto colpito, come mi è piaciuto tantissimo Ferro 3 di Kim KI-Duk.
Per quando riguarda il genere animato consiglio vivemente La città incantata e Il castello errante di Howl di Miyazaki...
poi per il resto South Park a palla!!!

cmq se mi consigliate qualche film bello che non si conosce mi fa sempre piacere
grazias!

Oldboy
Inviato: 1/2/2010 17:33  Aggiornato: 1/2/2010 17:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2007
Da:
Inviati: 411
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
A proposito di South Park: mi pare che la maggiore concentrazione di talento, intelligenza e inventiva oggi si trovi nelle serie animate.

I Simpson, Family Guy, American Dad, South Park sono piccoli capolavori (anche se ovviamente la qualità delle singole puntate può variare parecchio, d'altronde sono ormai centinaia!...).

Mentre Hollywood propone (quasi) solo banalità e prodotti di interesse soltanto commerciale, la tanto deprecata TV produce queste serie che coniugano il grande successo di pubblico con l'intelligenza e l'originalità della scrittura.

E anche diverse serie non animate registrano un tasso di talento e di inventiva molto, molto superiore a quasi tutta la produzione di Hollywood.

(Penso alla serie del Dr.House, ad esempio, di cui non sono un grande estimatore, ma che dai pochi episodi che ho visto mi pare scritta in modo davvero ammirevole, con dialoghi spesso notevoli per ironia e acume psicologico.)

Farvatus
Inviato: 1/2/2010 18:08  Aggiornato: 1/2/2010 18:08
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/4/2005
Da: Torino
Inviati: 220
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Mi trovo abbastanza d'accordo con il parere di Mazzucco, questo passaggio per puri motivi commerciali al 3d, non ha credibili ragioni artistiche, se non quelle di immergere lo spettatore dentro prospettive fittizie, al fine di nascondere il piattume narrativo desolante. Si tratta sempre di più di un arte cinematografica che si fa simile al "genio maligno" Cartesiano, che inganna il fruitore per perderlo e consumarlo in un paese dei balocchi, da cui si sveglierà asino e piatto quanto le illusioni alienanti di cui si sarà nutrito. Svanendo la dimensione narrativa che come medium "divino" trasportava dal significante al significato, resta solo un'espressione vuota, pura forma astratta senza contenuti, che ricade infinitamente su se stessa come un giro in ottovolante al luna park, una soggettività che si ripiega in caleidoscopici solipsimi masturbatori. Basta allungare la mano libera per rendersi conto che è tutto finto... Coitus interruptus!

"In un certo senso tutto il nostro universo è tempo, è irreversibilità. Però il tempo emerge da una realtà eterna che è il vuoto." Ilya Prigogine
Calvero
Inviato: 1/2/2010 18:13  Aggiornato: 1/2/2010 18:15
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
considero Avatar-3d un capolavoro, e cinema allo stato puro quanto lo è C'era una volta in America (per esempio)...


minchia e io che credevo che le bestemmie più grandi erano già state scritte.. (o dette)


Citazione:
<<c'era una volta in America>>
niente po' po' di meno ...dopo questa , possiamo riscrivere nuovi canoni quantistico matematici

..se Avatar è un capolavoro, mi domando come bisognerà chiamare i capolavori veri

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
Calvero
Inviato: 1/2/2010 18:18  Aggiornato: 1/2/2010 18:19
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 ussignur
quello che veramente mi schifa, nella più grande ipocrisia mai sentita da un addetto ai lavori (preferisco chiamarlo così và, che è meglio ) sono le parole di Spielberg.

.. ah Spielberg, me' senti? ..ma vaffanculo

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
Zenit
Inviato: 1/2/2010 18:30  Aggiornato: 1/2/2010 18:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/8/2009
Da:
Inviati: 263
 Re: ussignur
Come avevo già detto nel forum, ecco cosa ci vedo io nel film, al di la del 'primo livello di lettura', la 'trama'....
una palata di boiate fintoambientaliste malthusiane alla Al Gore,
il mito (nefasto) del 'buon selvaggio',
badilate di spiritualità neopagana di stampo new age,
palate di 'senso di colpa',
la tematica del 'doppio' alla Lewis Carroll,
il risveglio della "kundalini",
la tematica del 'Mondo Nuovo' (e dell'Uomo Nuovo),
la dicotomia gnosticheggiante corpo/spirito (corpo astrale permanente),

il tutto, rafforzato dalla pervasività sensoriale del 3D, rende questa operazione una perfetta 'Iniziazione Di Massa' alla Religione Globale che il NWO ha confezionato per il gregge dei "trascurabili".

Non sfuggirà ai più accorti che già dal titolo, "Avatar", il riferimento alla Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky è palese.
La dottrina degli 'Avatar', mutuata dall'induismo, è infatti uno dei cardini della teosofia blavatskyana

Foster Bailey (alto dirigente della Società Teosofica,1888-1977) in Running God's Plan (Lucis Publishing 1972- ex Lucifer Trust) affermò chiaramente "La New Age produrrà un Nuovo Governo Mondiale, nuovi obiettivi per l'istruzione publica e una "Nuova Religione Mondiale"

Iniziamo a riconoscerne le manifestazioni, prima che sia troppo tardi.

PikeBishop
Inviato: 1/2/2010 18:34  Aggiornato: 1/2/2010 18:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Strano che il "Wild Bunch" non sia stato neanche menzionato tra i film + belli...

No, non e' strano, perche' non ho mai menzionato in film "piu' belli", ma invece quelli che hanno fatto i maggiori incassi nella storia del cinema. Leggere un po' meglio invece, eh?

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
Ressa
Inviato: 1/2/2010 18:34  Aggiornato: 1/2/2010 18:34
Ho qualche dubbio
Iscritto: 14/1/2010
Da: San Benedetto Val Sambro BO
Inviati: 60
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Visto che siamo in Topic Cinema approfitto per avere una vostra opinione a riguardo del "Quarto tipo", precisando che nonostante sia una storia falsa spacciata per vera, il suo messaggio mi ha profodamente colpito.
In particolare sono stato incuriosito da alcune "frequenze" come onde (tipo HAARP per fare un esempio stupido) che si sentono durante il film nelle scene di maggior tensione... Qualcuno ne sà qualcosa di più ho ha notato la stessa cosa??
Comunque consiglio la visione per il contenuto "scottante" più che per la trama del film che comunque regge.

Per quanto riguarda Avatar:
Personalmente ho preferito in segno di protesta per il bombardamento mediatico su questo film non andare al cinema... scaricherò e poi giudicherò..

PikeBishop
Inviato: 1/2/2010 18:35  Aggiornato: 1/2/2010 18:35
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
una soggettività che si ripiega in caleidoscopici solipsimi masturbatori. Basta allungare la mano libera per rendersi conto che è tutto finto... Coitus interruptus!

Sono sempre piu' convinto che il treddi' sia il futuro del porno...

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
Santro
Inviato: 1/2/2010 18:42  Aggiornato: 1/2/2010 18:43
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/11/2005
Da:
Inviati: 748
 Re: ussignur
Citazione:
Autore: Zenit Inviato: 1/2/2010 19:30:15 Come avevo già detto nel forum, ecco cosa ci vedo io nel film, al di la del 'primo livello di lettura', la 'trama'.... una palata di boiate fintoambientaliste malthusiane alla Al Gore, il mito (nefasto) del 'buon selvaggio', badilate di spiritualità neopagana di stampo new age, palate di 'senso di colpa', la tematica del 'doppio' alla Lewis Carroll, il risveglio della "kundalini", la tematica del 'Mondo Nuovo' (e dell'Uomo Nuovo), la dicotomia gnosticheggiante corpo/spirito (corpo astrale permanente), il tutto, rafforzato dalla pervasività sensoriale del 3D, rende questa operazione una perfetta 'Iniziazione Di Massa' alla Religione Globale che il NWO ha confezionato per il gregge dei "trascurabili". Non sfuggirà ai più accorti che già dal titolo, "Avatar", il riferimento alla Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky è palese. La dottrina degli 'Avatar', mutuata dall'induismo, è infatti uno dei cardini della teosofia blavatskyana Foster Bailey (alto dirigente della Società Teosofica,1888-1977) in Running God's Plan (Lucis Publishing 1972- ex Lucifer Trust) affermò chiaramente "La New Age produrrà un Nuovo Governo Mondiale, nuovi obiettivi per l'istruzione publica e una "Nuova Religione Mondiale"

Dopo questa 'recensione' di Zenit, dovrò rivalutare la cattiva impressione che avevo del film!

ETERNAL SALVATION
(or triple your money back)
LoneWolf58
Inviato: 1/2/2010 19:06  Aggiornato: 1/2/2010 19:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Autore: PikeBishop Inviato: 1/2/2010 18:35:56
...
Sono sempre piu' convinto che il treddi' sia il futuro del porno...
Aggiornati ormai dilaga il 4D...
e credo che per la tipologia artistica da te indicata sia ancor meglio
Un consiglio... meglio scegliere le ultime file

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
trotzkij
Inviato: 1/2/2010 19:58  Aggiornato: 1/2/2010 20:02
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Avatar, e già il nome dovrebbe insospettire, è un puro prodotto merceologico. Chi vuole vedere critiche a chissà cosa, lasci perdere. Cameron fa parte della corrente eco-pacifintista hollywoodiana. Aveva già diretto un film in tutto e per tutto uguale (a parte il costo) Abyss. E si veda cos'altro ha prodotto.
Cos'avrebbe mai da criticare del sistema in cui sguazza e fa i miliardi? Qualche buffetto alle autorità (il successo glielo consente), ma alla fine prodotti seriali, standard, ottusamente USacentrici (che al popolino piace). Tutti rigorosamente uguali, anche gli effetti speciali! (Hanno fatto ricorso al 3D solo perchè l'unica tecnica non sfruttata a fondo, finora. Si chiamano optional, nel marketing.)
E' la gente come lui che ha desertificato Hollywood (gliene si deve dare merito), gli autori sono scappati verso altri lidi, più accoglienti e salutari: la TV (serie come Veronica Mars, Prison Break o Jericho fanno 'qualche' critica, altro che quel plagio di Soldato Blu che è Avatar) e i cartoni animati (gli americani hanno salvato il cinema d'animazione, essendo stato ridotto ai minimi termini quello russo, essendo insopportabili quelli nipponici attuali e ridicoli quelli europei).
Il cinema italiano è morto grazie a mostriciattoli come Muccino, che produce in serie snuff-movie mentali sulle prurigini degli adolescenti trentenni della squallida borghesia dabbene italica. Sfido che poi, oltre al battage pubblicitario martellante, tizi simili abbiano successo di botteghino (appunto).
Tanto vale guardare un film assai meno ipocrita, e altrettanto spettacolare, 'nonchè profetico', come Starship Troopers.

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono
NeXuS
Inviato: 1/2/2010 20:27  Aggiornato: 1/2/2010 20:27
So tutto
Iscritto: 1/2/2010
Da: Correggio
Inviati: 1
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Io non darei tanta importanza ad un film.....
poi un film che non ti lascia niente, per cui non credo faccia grossi danni

Voglio più vita padre....
Floh
Inviato: 1/2/2010 20:38  Aggiornato: 1/2/2010 20:38
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/12/2009
Da: Milano
Inviati: 1056
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Che dire allora di Crminal Minds?
La più bella serie televisiva di sempre.
Certo che la propaganda si fa sentire non poco, c'è addirittura una puntata dedicata al terrorismo islamico (che ad ogni modo risulta ugalmente strutturata benissimo), ma per il resto beh tanto di cappello...

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia (William Shakespeare, da Amleto)
LoneWolf58
Inviato: 1/2/2010 20:40  Aggiornato: 1/2/2010 20:40
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Autore: trotzkij Inviato: 1/2/2010 19:58:45
...
Tanto vale guardare un film assai meno ipocrita, e altrettanto spettacolare, 'nonchè profetico', come Starship Troopers.
Se vuoi qualcosa di profetico ti consiglio... Idiocracy

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
trotzkij
Inviato: 1/2/2010 20:59  Aggiornato: 1/2/2010 20:59
Sono certo di non sapere
Iscritto: 18/9/2006
Da:
Inviati: 3704
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Se vuoi qualcosa di profetico ti consiglio... Idiocracy


Sembra la trama ottimista dell'elezione di Obama...

I complotti non esistono, ... tranne quando ci sono
Gianlore
Inviato: 1/2/2010 21:02  Aggiornato: 1/2/2010 21:02
So tutto
Iscritto: 27/3/2008
Da:
Inviati: 7
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Però alla fine ci sono caduto pure io ,che per tutto il giorno non faccio che dire ste cose!!!!
Sotto influenza di figlie, parenti, conoscenti, mi sono collegato e ho acquistato due biglietti per Avatar 3D (gli spettacoli in 3 D li compri o prenoti da una settimana all'altra, negli spettacoli normali, 2 D, c'è posto anche una ora prima dell'inizio).
C'è poco da stare allegri, ti "bevono" il cervello semza che manco te ne accorgi.
salutos

Manfred
Inviato: 1/2/2010 21:04  Aggiornato: 1/2/2010 21:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
PROFEZIE Nell'anno 2024, la cosa più importante di cui il cinema
avrà favorito la realizzazione sarà l'eliminazione
dal mondo civile di ogni conflitto armato. Attraverso il
linguaggio universale dei film il vero significato della
fratellanza umana sarà diffuso su tutta la Terra..
Tutti gli uomini nascono uguali.

D.W. Griffith, 1924
(Regista di "Nascita di una nazione",
adattamento dal romanzo The Clansmen o Klansmen)
Libro: "The Clansman" di Thomas Dixon

"The Clansman: An Historical Romance of the Ku Klux Klan" del Reverendo Thomas Dixon, appare nel 1906. Nell'introduzione si legge "Nell'ora più nera della vita del Sud, quando il suo popolo ferito giaceva impotente nella cenere e nella desolazione sotto il rostro e gli artigli dell'avvoltoio, d'improvviso apparve il Klan, anima reincarnata dei Clan della vecchia Scozia..."

Nel libro si affrontano in gruppi compatti i buoni (I bianchi sudisti) e i cattivi (I repubblicani con il loro seguito di milizie nere).

I cavalieri delle bianche tuniche che appaiono in The Clansman sono eroi senza macchia e senza paura che sfilano in silenziose processioni e ricorrono alla violenza solo per autodifesa in tragici versanti.

L'epilogo del romanzo segna la vittoria dei buoni. Il male incarnato di tutto il libro è un certo Thaddeus Stevens, un nero assetato di potere che tenta di africanizzare dieci Stati dell'Unione, corrompendo diversi senatori. Ma i suoi turpi intrighi sono destinati a fallire grazie alla vigilanza del Klan.

The Clansman è stato preceduto da altre opere dello stesso filone e anche molti storici affermati sostengono la veridicità degli eventi narrati nel libro.

Il Successo di pubblico del romanzo è tale che nel 1914 il regista David Griffith, uno dei più grandi della storia del cinema, chiede all'autore di The Clansman di preparargli la sceneggiatura per un film ispirato alle vicende del Ku Klux Klan.
Da questa collaborazione nasce "The Birth of a Nation" (Nascita di una Nazione), il primo Kolossal di Hollywood, costato 100.000 Dollari e destinato a incassarne 15 milioni.

Foster Bailey (alto dirigente della Società Teosofica,1888-1977) in Running God's Plan (Lucis Publishing 1972- ex Lucifer Trust) affermò chiaramente "La New Age produrrà un Nuovo Governo Mondiale, nuovi obiettivi per l'istruzione publica e una "Nuova Religione Mondiale"

Vaso di Pandora
Pandora disobbedì: aprì il vaso e da esso uscirono tutti i mali del mondo (la vecchiaia, la gelosia, la malattia, la pazzia, ecc.) che si abbatterono sull'umanità. Sul fondo del vaso rimase solo la speranza, l'ultima a morire. Secondo un'altra versione il vaso, aperto da Epimeteo, conteneva tutti i beni, che volarono verso gli dei, lasciandone sprovvisti gli uomini.

Ma queste sono tutte stronzate, hanno chiamato il pianeta "Pandora" perché essendo da poco passato il natale dovevano lanciare il messaggio ai consumatori di acquistare i pandori e i panettoni invenduti .

Salve

Makk
Inviato: 1/2/2010 21:11  Aggiornato: 1/2/2010 21:11
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/12/2009
Da:
Inviati: 933
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
METAL4EVER
anzi basterebbe riprendere la frase di michelle rodriguez verso la fine del film"non sono entrata nell'esercito per fare queste stronzate!"

Tsk, tsk Cameron è più furbo di così

la frase è "Fottiti! Non mi sono arruolata per questa merda!"

non dice "nell'esercito" perché non è l'esercito, i militari sono contractors della Compagnia.

Le corporations, è tutta colpa loro. L'esercito si salva
anzi, all'inizio del film:
"questi sono marines. Una volta erano combattenti della libertà, qui sono solo mercenari"

Ti punta contro blackwater, non contro i nostri ragazzoni che combattono valorosamente Al Qaeda

Ripeto che i compitini a casa li ha fatti...

LoneWolf58
Inviato: 1/2/2010 21:13  Aggiornato: 1/2/2010 21:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
C'è poco da stare allegri, ti "bevono" il cervello semza che manco te ne accorgi.
oh! raga'... ma se non sbaglio stiamo parlando di un film?

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
Makk
Inviato: 1/2/2010 21:19  Aggiornato: 1/2/2010 21:19
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/12/2009
Da:
Inviati: 933
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Redazione: Credo tu ti riferisca ai "corsi di sceneggiatura" di uno scoppiato qualunque - infatti nemmeno io ricordo il nome - che credeva di venire in Italia a venderci le sveglie da mettere al collo.
Beh, le sveglie le ha messe al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove veniva usato come testo almeno fino a qualche anno fa, ma comunqe il nocciolo era la standardizzazione che io (e a quanto leggo non solo io) ritengo influente solo fino a un certo punto: Hollywood non riesce a fermare i talenti, per quanto ci provi con tutte le sue forze

Il punto era che i produttori pagano, spendono dunque pretendono.
Hanno paura del flop e hanno i loro bravi consulenti specializzati per spianare i "punti deboli" del film.
Ovviamente l'arte vive di arsi e tesi, di contrasti, e quindi i consulenti facilmente trovano che i "vuoti" (che precedono i "pieni") siano deboli e spianano l'arte invece che i prodromi-di-flop.

Eccola lì la standardizzazione. Non vorrei stuzzicare qualcuno ma devo dire che c'è tutta un'organizzazione "spianatrice d'arte" che è tipica dell'industria capitalistica e Hollywood è un'industria.
Bean counters, scimmiette sceneggiatrici, effetto sullo spettatore calcolato al PC con le statistiche del Minimo Sentimento Denominatore, tecnica al servizio del nulla, durata ottimizzata in funzione del consumo di pop-corn e diet-coke, inseriscimi un fumatore quì e un computer Apple là, ecc

Tutto giusto.
Ma i registi possono re[a]gire.

Possono subire per sempre o solo quanto basta per essere abbastanza famosi da imporsi; possono non subire e rivolgersi a produzioni e budget minori, possono arricchirsi e poi prodursi da soli, possono...

possono e lo fanno, nel bene e nel male

Si parlava di morte del cinema come lo conosciamo.
Io dubito che Avatar abbia i numeri per costituire 'sto gran punto di svolta per la 7a arte.

Non lo è per gli incassi: film che hanno incassato mostruosamente non erano poi così brutti (e IMHO neanche Avatar lo è). E di contro Titanic è l'ex re dei dollari, ma è atroce lo stesso. Non possiamo affidarci a una cosa tipo il Pritchard de l'Attimo Fuggente (il cinema è botteghino alle ascisse per emozioni-suscitate alle ordinate, calcola l'area e se è ampia avrai il film-pietra-miliare)

E non è punto di svolta per la standardizzazione, ovvero l'appiattimento sia della fattura che dei gusti del pubblico. Come hanno detto anche altri, film belli se ne fanno ancora e li vanno a vedere. Film brutti-e-costosi fanno flop. Ca*ate pazzesche sbancano ma ci son capolavori che non vengono neanche doppiati. C'è di tutto.

Non lo è per il 3D (in Italia non abbiamo neanche le sale con IMAX e infatti alcuni lamentano scarsa focalizzazione della tridimensionalità e altri il mal di testa). Sottoscrivo che la tecnica da sola non è mai punto di svolta. L'uso degli special fx in Sin City è inimitabile, ne La Guerra dei Cloni è insopportabile, in 300 è ininfluente e in Nirvana è inutile e infatti la storia ne fa a meno tranquillamente pur essendo molto fantascientifica...
Dopo la novità arriva la consuetudine, e solo dopo che i registi si cimenteranno si vedrà se il 3D è così rivoluzionario o solo uno dei tanti attrezzi a disposizione di registi buoni e meno buoni.


Dubito non solo che Avatar sia una svolta ma anche del concetto di "film-svolta": addirittura dubito del concetto di film "capolavoro per il suo tempo". Secondo me (tolto il cinema muto che considero infanzia del mezzo e gli anni 40 che sono adolescenza), un bel film degli anni 50 rimane immutato come potenziale per lo spettatore e comparabile a un bel film del 3° millennio (a trovarlo, questo lo concedo).

Sono i film "di genere" e "di cassetta" che invecchiano male, non Angeli con la Pistola, il Gattopardo, Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, Alien.

Makk
Inviato: 1/2/2010 21:36  Aggiornato: 1/2/2010 21:40
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/12/2009
Da:
Inviati: 933
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Aproposito
Recensione spassosissima postata da un utente di un altro forum che frequento (gli "inaspettatamente" sono grandiosi):


Il soldatino di latta, aiutato dalla Dottoressa Giò e da Sceldon Cuper, parte per la terra dell'albero azzurro.
Il Generale Shvarzcofff, della dinastia dei Giaigiò, lo convince a fare il doppio gioco (in cambio gli impianteranno le gambe della Fracci che non è più una giovincella, ma se sei zoppo fanno comodo) e si fa dare i PDI del village.
Lui prima accetta, ma poi, inaspettatamente, si innamora di Pocaontas (già figlia di grande puffo e Mobu) e, ancora più inaspettatamente, le confessa tutto (dopo aver giaciuto con una di 3 metri nella pineta wireless ci sta che ti fai prendere dalla cosa).
Lei si fa nervosissima, peggio di Ninamorich con Corona, e chiede la separazione per colpa, come Ninamorich con Corona.
Ma i problemi sono altri.
Anche se il tomtom non prende bene, quelli dell'Anas, scortati dalle Starscip-ruspers, sono ormai giunti a destinazione pronti a radere al suolo oratorio, albero di natale gigante e pineta...niente può fermarli, nemmeno Gec Doson!

Il nostro eroe è ormai vinto, quando....finalmente...inaspettatamente....si ricorda di avere l'uccello più grosso di tutti.
Decide allora di andare in giro a vantarsi con certi altri tipi, che fino a poco prima non c'erano, ma che poi si scopre che ci sono e stanno litigati tra di loro e con tutti. Questi vedono ZioToruccio, il maestoso uccello rosso, e non possono che unirsi alla lotta contro gli alieni che nel film sono i terrestri (l'ha capito quello della fila avanti alla mia e lo sta dicendo a tutti).

Partono schiaffi, mazzate, e simili (col 3D le scene d'azione sono un po' confuse, ma forse sono io che non le ho capite).
Shvarzcoff-Bazzlaitiar è ridotto malissimo, roba che manco la SA-RC...e, inaspettatamente, soccombe!
Alla fine degli schiaffi sono morti quasi tutti, quadrupedi e volatili compresi (anche quelli in sala non stanno granchè bene), ma.....inaspettatamente.......ma...niente.
Bacini, bacetti, un po' di gospel-vudù-dance e applausi scroscianti in sala (quello della fila avanti alla mia ha capito "il fatto degli avatar" ed è veramente entusiasta).




era il caso di premettere "Attenti chi non l'ha ancora visto, che potrebbero esserci degli spoiler"?

naaahhhhh

nockisrock
Inviato: 1/2/2010 21:43  Aggiornato: 1/2/2010 21:43
So tutto
Iscritto: 22/1/2010
Da:
Inviati: 28
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
ocean... che dire... condivido in pieno....

ELFLACO
Inviato: 1/2/2010 23:18  Aggiornato: 1/2/2010 23:18
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 1839
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Più in generale, tutti gli elementi espressivi che compongono un film (soggetto, linguaggio, struttura narrativa, stile di ripresa, montaggio, ecc.) dovrebbere essere armonizzati al meglio fra di loro, mentre un tale abisso fra una “storia interessante” – presumendo che lo sia - ed un utilizzo così pervasivo del computer può soltanto danneggiare il risultato finale.


Che vuoil dire "al meglio"??

Al meglio rispetto a cosa?? A quale parametro???


Citazione:
Se ne può avere un riscontro tangibile ogni volta che la storia passa dal mondo reale a quello reso al computer, e viceversa. Nel primo caso si fatica decisamente a “vivere” la transizione dal punto di vista del protagonista, con il quale manca completamente il meccanismo di identificazione. Nel secondo invece ci si accorge ogni volta di un ritorno brutale alla realtà, che avevamo momentaneamente dimenticato.


Questo è giustamente un'opinione molto personale , come lo è anche la mia .
Io non ho fatto molto fatica ad identificarmi col personaggio e non credo che questo sia un sintomo di un qualche punto debole .Mio o di questo "cinema"

Come in tutte le così dette "arti" il concetto di REGOLA è molto soggettivo.

Personalmente a me è piaciuto molto .Nel insieme. Storia più effetti speciali.
Forse perchè il genere è di mio gradimento e basta.

PS: Blade runner, ESPECTACULAR!!!!

“Le persone non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi a dover aver paura delle persone.”
Vincent51
Inviato: 1/2/2010 23:18  Aggiornato: 1/2/2010 23:18
Mi sento vacillare
Iscritto: 29/7/2006
Da: Barcelona
Inviati: 326
 Re: Avatar: requiem per la settima arte

ELFLACO
Inviato: 1/2/2010 23:28  Aggiornato: 1/2/2010 23:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 1839
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Domenica 24 Gennaio c'è stato Gabriele Muccino a "Che temp che fà" e parlava proprio di come il cinema americano sia tutto uguale. Dove c'è poco spazio per l'improvvisazione.
Sopratutto nelle grandi produzioni.

Ci sono come dei format prestampati per film. Se fai un film di un certo genere devi seguire un pò tutti quei film di quel genere che hanno già avuto sucesso.

Forse per questo i film di successo si somigliano un pò tutti.

“Le persone non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi a dover aver paura delle persone.”
Ocean
Inviato: 1/2/2010 23:42  Aggiornato: 1/2/2010 23:42
So tutto
Iscritto: 31/1/2010
Da:
Inviati: 3
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
ringrazio schottolo e nockisrock per la condivisione
che dire si era partiti da un buono spunto ma la discussione è degenrata e molte critiche sono veramente puerili e prive di fondamento... l'unica cosa che mi viene in mente di dire è visto il grande successo ottenuto universalmente da Avatar e visto che qui la stragrande maggioranza delle persone è stata disgustata dal film mi vengono in mente due cose:

- le persone che girano su siti di "controinformazione" ( è giusto come termine?) sono talmente ossessionate dal complottismo da vederlo ovunque e da denigrare qualsiasi cosa esca dai tentacoli dei potenti. E questa sarebbe una grandissima limitazione.

- Oppure questo "settore" porta a doverla pensare ad ogni modo al di fuori della massa considerata stupida e indottrinata, uscire dalla visuale della massa ci fa' sentire diversi e per certi versi migliori. Quindi condanna a priori perchè io non sono una pecora.

Sinceramente io nella stragrande maggioranza dei commenti ho notato questo, non è una critica alle vostre critiche di per sè avete pagato il biglietto ci mancherebbe che non potete criticare se non vi è piaciuto, ma è l'accanimento e la totale infondatezza di molte critiche che mi fanno pensare a quei due punti sopraelencati.

Grazie a Avatar milioni di persone sono state trasportate in un mondo unico e utopistico ad un livello in cui nessuno mai neanche lo aveva immaginato prima. Certo non basta questo per svegliare le masse ma il messaggio arriva nell'inconscio delle persone.
Voi questo non lo vedete perchè siete troppo occupati a vedere il losco e il marcio ovunque.
Mi spiace ma Avatar merita di più di questa sterilità di contenuti
Saluti

Manfred
Inviato: 1/2/2010 23:57  Aggiornato: 1/2/2010 23:57
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/11/2009
Da: Osnabrück
Inviati: 2094
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Infatti anche i messaggi come i Jeans e qualsiasi soggetto alla moda oggi, devono essere firmati.

salve

Vincent51
Inviato: 2/2/2010 9:20  Aggiornato: 2/2/2010 9:21
Mi sento vacillare
Iscritto: 29/7/2006
Da: Barcelona
Inviati: 326
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
ringrazio schottolo e nockisrock per la condivisione
che dire si era partiti da un buono spunto ma la discussione è degenrata e molte critiche sono veramente puerili e prive di fondamento.


Quali esattamente?
spero tu ti renda conto che si potrebbe dire la stessa identica cosa delle tue di critiche, anche se positive.
Si chiama Cinema, non matematica.

Citazione:
- le persone che girano su siti di "controinformazione" ( è giusto come termine?) sono talmente ossessionate dal complottismo da vederlo ovunque e da denigrare qualsiasi cosa esca dai tentacoli dei potenti. E questa sarebbe una grandissima limitazione.


Ma di quali potenti stai parlando scusa?
Cameron è "potente?"
Olamadonna...

Citazione:
- Oppure questo "settore" porta a doverla pensare ad ogni modo al di fuori della massa considerata stupida e indottrinata, uscire dalla visuale della massa ci fa' sentire diversi e per certi versi migliori. Quindi condanna a priori perchè io non sono una pecora.


Oppure semplicemente uno è andato al cinema e il film gli ha fatto schifo... sai, succede, guarda un po'...

Citazione:
Sinceramente io nella stragrande maggioranza dei commenti ho notato questo, non è una critica alle vostre critiche di per sè avete pagato il biglietto ci mancherebbe che non potete criticare se non vi è piaciuto, ma è l'accanimento e la totale infondatezza di molte critiche che mi fanno pensare a quei due punti sopraelencati.


Specifica quali sarebbero le critiche infondate e se ne discute, così pare che tu stia volutamente generalizzando per mancanza di argomenti.

Citazione:
Grazie a Avatar milioni di persone sono state trasportate in un mondo unico e utopistico (CUT)


E speriamo che ci rimangano.

Citazione:
Voi questo non lo vedete perchè siete troppo occupati a vedere il losco e il marcio ovunque.


"Voi" chi? Io invece penso che sia tu a vedere il marcio in chi non è d'accordo con te.

Citazione:
Mi spiace ma Avatar merita di più di questa sterilità di contenuti


Eggià, d'altra parte è un "capolavoro"... Minchia.

schottolo
Inviato: 2/2/2010 10:11  Aggiornato: 2/2/2010 10:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/7/2007
Da:
Inviati: 772
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Vincent51

Citazione:
Oppure semplicemente uno è andato al cinema e il film gli ha fatto schifo... sai, succede, guarda un po'...


Ma li leggi i commenti?

Di solito, quando una cosa a me fa schifo non inizio a pensare che dietro ad essa ci sia tesa chissa quale trama oscura.

E da alcuni commenti si deduce proprio questo, (anzi, certi lo dicono propio apertamente).

Che motivino le proprie speculazioni.

(Io ho analizzato il film e ne ho tratto le mie conclusioni, con tanto di affermazioni convergenti del regista).

http://11settembrenews.blogspot.com/2010/01/avatar-un-film-scomodo.html

Poi se a te non piace chi sene frega. Ognuno ha le proprie opinioni. Ma spero che tu abbia capito a che genere di persone sia riferito il commento.

(comunque , come si è visto, non è la stra-grande maggioranza, MENOMALE!)

furion2012
Inviato: 2/2/2010 13:36  Aggiornato: 2/2/2010 13:36
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/8/2009
Da:
Inviati: 174
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
salve a tutti

il film dal punto di vista grafico è fantastico.
in alcuni punti sono d accordo con massimo, il cinema come la televisione ormai gioca un ruolo importante nella soggezione delle masse.
bisognerebbe rifare la linea di confine tra realtà e finzione.
mi spiego

dopo la sagra star trek esistono comunità che vivono pensando di far parte dell enterprice, poi abbiamo quelli che pensano di vivere guerre stellari e cosi via.
ciò dimostra come il cinema e la televisione sia un mezzo molto potente per assoggettare le persone.
di sicuro e ne sono certo avremmo vere e proprie comunità di avatar.

a mio parare la risposta è semplice , prima si leggevano i fumetti o libri e la nostra mente creava il paesaggio che più ci piaceva, in poche parole si lavorava di immaginazione. il cervello lavorava e pensava creava i personaggi i paesaggi un cervello creativo.
con l avvento della televisione e del cinema , la nostra immaginazione ha iniziato a affievolirsi sino a scomparire , lasciando il lavoro pesande al regista , il cevello assimila come una spugna. e non lavora.

ora qui sta la fregatura, il cervello associa le immagini suoni come se fossero reali non cè una reale distinzione di realtà , la linea fra finzione e realtà è talmente sotile che persone molto suggestionabili subiscono l influenza del film.
chi non ha mai detto se li avessi avuti io ... avrei fatto..... oppure spettacolare ...... lo vorrei ....... ecc....

l uomo è una macchina programmabile. ( questo è un mio parere )

il film avatar lo visto il messaggio è questo la terra è un organismo completo e complesso, unico , tutti fanno parte della terra nessuno si può considerare parte estranea della terra, e non si può fare quel che si vuole.
esistono leggi naturali che vanno rispettate per salvaguardare la terra.

la terra è un sistema chiuso non ne abbiamo altre , eppure l uomo la sfrutta male con sistemi o modelli di consumo distruttivi.

Ora se la terra è un sistema finito quanto pensate che duri questo modello tecnologico industriale intelligente dell uomo, che tende solo a consumare una cosa che sta per finire?

ciao a tutti

Pyter
Inviato: 2/2/2010 14:01  Aggiornato: 2/2/2010 14:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Pare che sia in arrivo una pioggia di Oscar tridimensionali per il film Avatar.
La trama prosegue anche fuori delle sale, inaspettata e avvincente.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Vincent51
Inviato: 2/2/2010 15:16  Aggiornato: 2/2/2010 15:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 29/7/2006
Da: Barcelona
Inviati: 326
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Ma li leggi i commenti? Di solito, quando una cosa a me fa schifo non inizio a pensare che dietro ad essa ci sia tesa chissa quale trama oscura. E da alcuni commenti si deduce proprio questo, (anzi, certi lo dicono propio apertamente). Che motivino le proprie speculazioni.


Ah no, allora ti chiedo scusa, hai perfettamente ragione su questo.

Sono sicuro anche io che non ci sia nessuna trama oscura o simil teoria di complotto nascosta nella trama del film.

Anzi, non c'è proprio niente.

Ma inceve di continuare a parlare di 'sta ciofeca, perchè non guardi il film della sua ex-moglie Kathryn Bigelow?
Si chiama "The Hurt Locker"
Storia di un artificiere impegnato in Iraq, se vuoi della retorica anti-guerra lì la troverai esposta, cinematograficamente parlando, con molta più classe.
Senza lucine, colori ed effetti speciali. Tutto molto realistico e ti assicuro molto più impattante.
Anche lei è candidata all'oscar insieme a Cameron, che ovviamente stravincerà, su questo purtroppo ho pochi dubbi.

Tutto rigorosamente IMHO eh.

Spanna
Inviato: 2/2/2010 16:21  Aggiornato: 2/2/2010 16:21
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/11/2005
Da:
Inviati: 35
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
The Hurt Locker è assolutamente da vedere,per motivi diversi da Avatar...

matteog
Inviato: 2/2/2010 23:30  Aggiornato: 2/2/2010 23:30
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/9/2009
Da: Roma
Inviati: 966
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Salve Massimo e lettori del forum,
premetto come al solito e scusandomi che non ho potuto leggere tutti gli interventi per ordine di tempo, quindi rispondo direttamente a Massimo e al suo articolo.
Allora devo dire che sono d'accordo con Massimo al 90% cercherò di spiegare il 10%.
Parto col dire che l'argomento Cinema mi tocca personalmente perché mi sono laureato in Cinema e sto cercando di diventare un regista.
Concordo pienamente con te Massimo sul giudizio su Avatar ma non lo affosserei come dici tu. Perché il film in questione ha più importanza per l'evoluzione tecnologica che per l'apporto in termini di Cinema come dicevi tu. E' un po' come "L'innaffiatore innaffiato" che raccontava una gag banalissima ma dava inizio al Cinema con la lettera maiuscola. Cameron ha iniziato una nuova serie di film 3d, fatti con un'innovativa cinepresa a due obbiettivi. Questo secondo me è il dato importante. Se poi parliamo del film in se per se ti dico che aveva ottime premesse e le ha sprecate. Ma per me è importante l'evoluzione che ha portato, che può essere sfruttata bene per fare film che non sono americanate come appunto Avatar. In questo ci vedo del positivo.
Perché è campione di incassi? A quanto pare Cameron sembra essere un uomo molto fortunato dato che quasi tutti i suoi film sono stati campioni d'incassi. In realtà è campione di incassi semplicemente perché fa funzionare perfettamente la pubblicità. Il cinema che si vede oggi come oggi, e come tornasole ci sono i dati del botteghino, è quello meglio pubblicizzato non meglio fatto. La storiella per cui mancano bravi registi è una cazzata, scusami il termine, perché alla fine la gente non sceglie il film migliore e l'Italia è l'esempio: basti vedere che i film di Neri Parenti sono sempre campioni di incassi.
Il grave problema è che la gente non si è rincoglionita, sta diventando semplicemente sempre più stupida e senza cultura. La causa non è Avatar che è 10000000 volte migliore dei vari "Natale a..." ma io direi della TV e dei vari governi, che cercano di far morire ogni senso critico e quindi gusto artistico. Se tu consigli di vedere un Sorrentino al posto di un Vanzina ad un tizio che va al cinema una volta all'anno per vedere il cinepanettone, questi non ne vorrà sapere e ti ignorerà, e credimi che di queste persone ne conosco a bizzeffe.
Quindi a far morire il cinema non è Hollywood perché se la gente non andasse a vedere i cinepanettoni o l'equivalente americano, Hollywood o i vari produttori dovrebbero considerare di puntare più sulla qualità e la storia che su altro. E' la gente che vuole gli effetti speciali non altri.
Io non ho fiducia nella massa, la massa elegge i suoi dittatori e condanna i deboli, così come sceglie un Neri Parenti invece di un Amenabar ecc.
Poi sono dell'opinione che agli americani piace l'americanata, e non la vedono così, come a noi piace l'europeata, vista dagli americani. Io penso che il miglior cinema sia l'integrazione fra il cinema ben fatto americano, anche hollywoodiano, e quello ben fatto europeo. Non ci vedo tanto male in Hollywood che non si può dire che non abbia sfornato capolavori.
Quindi penso che Cameron abbia volutamente fatto un film così, americanata al tal punto da unire astronavi e armi a proiettili, perché magari a lui come agli americani piace così il cinema.
E comunque penso che alla fine, benché io sia un forte sostenitore dell'idea originale, della storia con struttura originale, che non conta tanto la storia ma il modo con cui la racconti. E il cinema americano dopo il 70 ha numerosi esempi di strutture classiche magnificamente raccontate (Seven ha una struttura classicissima).
Avrei tanto da dire ancora ma mi piacerebbe chiacchierare di persona.

Matteo

"Cercare il complotto è sano, trovarlo dappertutto è follia." M. Galante
peonia
Inviato: 3/2/2010 22:43  Aggiornato: 3/2/2010 22:43
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
SE QUALCUNO ANCORA LEGGE QUESTO THREAD, SEGNALO QUESTA ANALISI INATTESA DI AVATAR....

L CASO
La religione di Avatar? È nata in Piemonte

Il film di James Cameron Avatar unisce a una tecnologia prodigiosa e apprezzabile solo in 3D e sul grande schermo, davvero in grado di riportare al cinema chi si nutre di solo Internet e televisione, una trama tutto sommato molto semplice e un’ideologia discutibile. I Na’vi, i pacifici abitanti del pianeta Pandora attaccati da mercenari terrestri al soldo di una multinazionale, sono infatti un’ovvia metafora di tutti i «diversi»: e il messaggio è che i «diversi» sono sempre e comunque migliori di noi. Se si trattasse solo di una critica di quello che Giulio Tremonti chiama il «turbocapitalismo» delle multinazionali – compreso il suo scarso rispetto per la cultura e per l’ambiente - non ci sarebbe niente da obiettare. Ma il fatto – come hanno notato molti critici cristiani negli Stati Uniti - è che la superiorità morale dei Na’vi deriva dalla loro religione, che lo spettatore è indotto ad ammirare e condividere.

Questa religione è superiore a quelle dei terrestri, insegna il film, perché non divide ma unisce. Perché non è dualista, ma monista, non distingue fra Creatore e creature e venera Eywa, la Madre o il Tutto, una sorte di mente collettiva dell’universo che lo rivela come una rete fittissima di interconnessioni. Tutto è collegato con tutto, e le sciamane Na’vi compiono prodigi, guarigioni comprese, perché riescono a penetrare in queste linee di collegamento e ad entrare in sintonia con Eywa. Il nome classico di questa religione – non usato nel film di Cameron – è panteismo: ma si tratta di un panteismo rivisitato in salsa ecologistica e New Age. Il riferimento al New Age è ovvio, e convince di più dell’ipotesi - che in India è arrivata fino alla prime pagine dei quotidiani - di vedere nella religione dei Na’vi una variante neppure troppo modificata dell’induismo. L’espressione «New Age» indica tuttavia un genere, non una specie. I gruppi New Age sono moltissimi, e abbastanza diversi tra loro.

Chi ha qualche familiarità con questo mondo di fronte ad Avatar non può fare a meno di notare che il gruppo New Age che si avvicina di più alle idee dei Na’vi non sta negli Stati Uniti ma in Italia, in provincia di Torino. È Damanhur, il centro «acquariano» fondata nel 1976 in Valchiusella da Oberto Airaudi, famosa per il suo grande tempio sotterraneo e che, per quanto i suoi «cittadini» – come preferiscono farsi chiamare – non amino questa etichetta rappresenta la più grande comunità New Age del mondo. L’ipotesi secondo cui Cameron potrebbe essersi ispirato a Damanhur non è peregrina. Libri e video in inglese su Damanhur sono molto diffusi nel circuito New Age americano, e la storia del tempio sotterraneo che la comunità è riuscita incredibilmente a tenere segreto fino al 1992 ha affascinato anche i grandi quotidiani. Le somiglianze sono sorprendenti. Come il tempio sotterraneo di Damanhur, il centro del potere e della spiritualità dei Na’vi è nascosto: in un enorme albero.

Come i damanhuriani, i Na’vi hanno una loro lingua sacra, il cui uso sia nel film di Cameron sia a Damanhur in Valchiusella aiuta a segnare la differenza con chi non fa parte della comunità. Sia i Na’vi sia i cittadini di Damanhur sottolineano il valore dell’appartenenza un «popolo» che non è solo etnica ma iniziatica e – come dimostra il caso stesso del protagonista del film – volontaria. I damanhuriani si salutano, riconoscendo la comunione profonda che regna fra loro, con le parole «Con te», non con il consueto buongiorno; lo stesso fanno i Na’vi dicendo «Ti vedo». A Damanhur ogni fedele stabilisce uno speciale legame – bilaterale – con un animale, di cui prende il nome. Tra i Na’vi ogni guerriero o guerriera diventa tale scegliendo un animale alato da cavalcare ed essendone nel contempo scelto.

Il cittadino di Damanhur, scrive il fondatore Airaudi, diventa «goccia cosciente di sé e di tutte le altre gocce formanti il mare dell’Essere». I Na’vi sarebbero d’accordo. Sia i Na’vi sia i damanhuriani credono panteisticamente in un grande Tutto dove ogni manifestazione della natura e della vita è in collegamento con tutte le altre. Come i Na’vi, i damanhuriani cercano di interagire con queste connessioni – anche attraverso l’uso di speciali simboli – ottenendone, o così dicono, risultati anche in campo terapeutico.Si capisce – negli Stati Uniti e altrove – la diffidenza delle Chiese e comunità cristiane, per cui il panteismo e la negazione della differenza ontologica fra il Creatore e il creato sono nemici secolari che oggi ritornano con il New Age. Ma finora non sono stati in molti a vedere l’origine di questa nuova religione hollywoodiana molto vicino a casa nostra, in Valchiusella.

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
soter
Inviato: 4/2/2010 10:59  Aggiornato: 4/2/2010 10:59
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/9/2007
Da:
Inviati: 88
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
E' veramente riduttivo parlare del cinema americano come di quello commerciale e standardizzato e quello europeo come quello autoriale e impegnato. E' falso a mio modo di vedere che le due cinematografie sono vissute come entità separate fino agli anni 70??? La maggior parte degli autori europei è andata a fare cinema negli stati uniti che davano i soldi ad autori come Lang, Hitchcock e Lubitsch.
il mercato europeo ha vissuto e ha reso possibile la nascita di autori importanti sulle spalle del cinema più biecamente commerciale: trash movie, franco e ciccio, spaghetti western, totò etc etc.
Da regista lei sai perfettamente che la vera rivoluzione non è stata il passaggio dal B\N al colore ma il passaggio dal muto al sonoro. Fu un mutamento di linguaggio. Come in Viale del Tramonto chi non si adatta forse scomparirà ma non sono d'accordo che Avatar significhi la fine del cinema. Forse Avatar è semplicemente il mutamento del cinema come lo fu il muto.

Paxtibi
Inviato: 4/2/2010 11:44  Aggiornato: 4/2/2010 11:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Mind control allo stato puro. E sulle povere menti già ben piallate dal sistema scolastico, a quanto pare, funziona benissimo.

Redazione
Inviato: 4/2/2010 11:51  Aggiornato: 4/2/2010 11:51
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Ciao SOTER, diamoci del tu perfavore.

Citazione:
E' falso a mio modo di vedere che le due cinematografie sono vissute come entità separate fino agli anni 70??? La maggior parte degli autori europei è andata a fare cinema negli stati uniti che davano i soldi ad autori come Lang, Hitchcock e Lubitsch.
Gli davano i soldi se venivano a fare i film americani, mica glieli davano per girare prodotti europei.

In ogni caso, è vero che la suddivisione commeriale-artistico è schematica, ma è anche innegabile, almeno al primo tratto. Poi al suo interno si può scavare, e trovare tentativi artistici anche in America (tipo il Brat-Pack di Lucas, Coppola, ecc.), ma alla fine sono tutti tentativi falliti.

Rickard
Inviato: 4/2/2010 12:50  Aggiornato: 4/2/2010 12:50
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/9/2007
Da: Un mondo pervaso di follia
Inviati: 1609
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
L'unica cosa che considero buona di quest'obbrobrio di film è che mi ha ricordato come mai odiavo in maniera così assoluta James Cameron (dopo tutto sono passati 12 anni da Titanic e la memoria è quella che è). Ora ricordo.

Uno schifo commerciale con zero immedesimazione, zero originalità e soprattutto zero messaggi. Una troiaiata in cui non si va a personaggi ma a caricature.

Quello lì è quello che si ribella perché è il bel soldato tormentato, quell'altro è il cattivo perché ha la cicatrice sulla faccia, quella è la scienzata geniale burbera ma buona, quell'altra è la principessa che dopo l'iniziale ostilità si innamora del soldato e quest'ultima è la soldatessa che si ravvede e si unisce ai buoni.

Tutto di una prevedibilità e di uno stereotipo incredibile. Così come gli indigeni di Pandora, dei puffi nel corpo di Watussi che venerano la solita Grande Dèa Madre Che Tutto Ha Generato e passano il tempo a vedere chi ha l'uccello più grosso e in danze vodoo.

Io non l'ho visto in 3D, ma a coloro che sostengono che questo film andava visto in 3D per "goderselo" rispondo:

Se un film per essere bello, godibile e per veicolare il suo messaggio (ammesso che ne abbia uno) deve essere in 3D allora possiamo chiudere baracca e burattini e dichiarare chiuso questo esperimento chiamato Cinema.

Davvero, vedendo il film ti viene in mente la frase di Hartman quando viene svegliato da Palla di Lardo e, dirigendosi adirato verso il bagno, urla: Ma che cazzo di cinematografo è questo?

Invece ai vari "registi" che sbraitano al capolavoro, al "pre e post-Avatar d'ora in poi" mi approprio di una frase di Al Pacino da Scent of Woman che adatto per l'occasione:

E voi, Spielberg, Bay, Cameron... Ovunque siate laggiù, andate a fare in culo!

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
soter
Inviato: 4/2/2010 13:06  Aggiornato: 4/2/2010 13:06
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/9/2007
Da:
Inviati: 88
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Si Massimo hai ragione diamoci del tu.
Ritengo che gli autori europei sopracitati, riguardo loro inserimento nel cinema americano anche a causa della seconda guerra mondiale, abbiano comunque avuto piena salvaguarda della loro autorialità e la loro taglio stilistico con le dovute eccezioni.
Penso che la cosiddetta New Hollywood non abbia fallito e che anzi sia stata una scuola autoriale pienamente riuscita anche se di breve durata.
Il problema risiede probabilmente nel fatto che l'approccio al cinema è nettamente diverso in America e in Europa soprattutto nel ruolo del regista.
In America questi è visto come un assemblatore ed efficiente organizzatore delle varie parti e componenti del film, in Europa l'idea è ancora quella del Demiurgo assoluto alla Kubrick che ha l'assoluto controllo su ogni fase di lavorazione.
Spettacolo o messaggio?Evasione o impegno? Qual'è la visione giusta del cinema? Non lo so, penso tutte due.
Sono sicuro del fatto che il cinema sia fatto per condividere con gli altri ed arrivare ad un Pubblico quindi rifiuto le opere che il regista fa per se stesso e comprende solo lui. Ecco perchè i fratelli Lumiere al Salon Indien hanno vinto la sfida con Edison, avevano capito che il cinema ha una fruizione collettiva ed è un'esperienza collettiva.
Sono sicuro però che certi lavori d'autore sono fatti da persone che non amano neppure il cinema e lo utilizzano semplicemente per veicolare un loro messaggio filosofico.

puzzetto
Inviato: 8/2/2010 19:58  Aggiornato: 8/2/2010 19:58
So tutto
Iscritto: 25/1/2010
Da:
Inviati: 1
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Non è vero che avatar è un film tutto effetti senza contenuti ,lo conferma il fatto che Survival International, l'organizzazione che difende i diritti dei popoli indigeni, chiede , oggi 8 febbraio a Cameron di aiutare la tribù dei Dongria Kondh dello stato di Orissa (India), la cui storia è incredibilmente simile a quella dei Na'vi di Avatar. "Avatar non è solo fantasia... è anche realtà.

LoneWolf58
Inviato: 8/2/2010 20:10  Aggiornato: 8/2/2010 20:10
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Alla faccia di Avatar... moolto meglio Paranormal Activity

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
schottolo
Inviato: 8/2/2010 21:27  Aggiornato: 8/2/2010 21:28
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/7/2007
Da:
Inviati: 772
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Essendo uno dei film più visti di sempre alcuni sono troppo occupati a trovare messaggi loschi anche quì..
http://boxofficebenful.blogspot.com/2010/02/2-miliardi-di-dollari-per-avatar-nel.html

Comunque, per ora, solo il nome del pianeta che riporterebbe ad una nota marca di panettone.

Citazione:
Alla faccia di Avatar... moolto meglio Paranormal Activity


Per non parlare di un certo manipolo di sfigati ebrei..
http://www.comingsoon.it/scheda_film.asp?key=1932&film=Bastardi-senza-gloria

francesco7
Inviato: 9/2/2010 10:03  Aggiornato: 9/2/2010 10:03
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Tarentum
Inviati: 886
 Re: Avatar: requiem per la settima arte

La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità. (Plutarco)
Redazione
Inviato: 9/2/2010 11:09  Aggiornato: 9/2/2010 11:09
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
SOTER: "Sono sicuro però che certi lavori d'autore sono fatti da persone che non amano neppure il cinema e lo utilizzano semplicemente per veicolare un loro messaggio filosofico."

Si dice che i primi lavori degli autori siano tutti autoreferenziali. Poi fortunatamente qualcuno "cresce" e si occupa anche degli altri.

Ciao, e grazie per lo scambio.

schottolo
Inviato: 9/2/2010 15:37  Aggiornato: 9/2/2010 15:39
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/7/2007
Da:
Inviati: 772
 Re: Avatar: requiem per la settima arte

audisio
Inviato: 10/2/2010 16:39  Aggiornato: 10/2/2010 16:39
Sono certo di non sapere
Iscritto: 29/4/2008
Da:
Inviati: 3471
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Non ho visto Avatar e non lo vedrò mai.
Come può essere decente un film sponsorizzato da Spielberg, autore di alcune fra le maggiori nefandezze mai viste nella storia del cinema (ET, Incontri ravvicinati, Schindler's List con l'esilarante bambina colorata e via dicendo)?
E come può essere vedibile un film che tutti vogliono vedere, quei "tutti" che mi fanno arrotolare le budella quando sento i loro commenti ad un film meraviglioso e coinvolgente del tipo "eh, però 'sto film E' LENTO"?????
Ma tutto mi è confermato da quello che leggo nei vostri post, tipo l'irresistibile battuta da Fratelli Marx:
"questi sono marines, una volta erano COMBATTENTI PER LA LIBERTA' (!!!!!), ORA sono mercenari".
UAH UAH UAH
Andatelo a dire ai contadini del Vietnam bruciati vivi dal napalm...
La solita nefandezza colonialista yankee.
E per cortesia, basta cò 'sto 3d, mi sembra di tornare agli anni '50...
Se voglio effetti speciali, me sparo un videogioco sulla PS3...

sandor
Inviato: 15/2/2010 22:23  Aggiornato: 15/2/2010 22:23
So tutto
Iscritto: 15/2/2010
Da:
Inviati: 1
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Il sito contiene moltissime pagine interessanti, concordo - come credo la stragrande maggioranza delle persone - con alcune e con altre magari no, la discussione mi sembra sempre di buon livello. Eppure ho deciso di intervenire solo adesso, leggendo questa discussione su un filmetto banale, furbo, superficiale-spettacolare, ma fondamentalmente TRISTISSIMO.

La banalità dei personaggi, la povertà dei passaggi narrativi e il fatto che manchi identificazione emotiva: tutto corretto. Il fatto che però "piace" e in qualche modo coinvolge: altrettanto corretto.

Ma sentivo che c'era qualcosa di non espresso in tutto questo, che mi infastidiva: mi domandavo "chi se ne frega è solo un filmetto iperpubblicizzato che sarà presto dimenticato".

Non penso nemmeno che la settima arte sia morta, ci sono eccellenti film di eccellenti registi che non sono per nulla noiosi (a proposito di tematiche importanti e toccanti di cui parlano alcuni sostenitori del film, vedere "Le vite degli altri" dopo aver sorbito il soporifero "Avatar" è quasi scioccante! ).

In sintesi, cosa manca a tutte queste analisi? Una semplice considerazione: il film fa sentire soli, "divide", allontana, svuota fingendo di fare il contrario!

"Avatar" opera su un doppio livello: il primo livello è quello "emotivo-bambino", che tocca una parte superficiale dell'emotività di chi lo guarda attraverso una storiella stravista in tutte le salse ma presentata in maniera roboante (il 3D migliorato, i colori, il messaggino naturalistico, l'identificazione fra alieni blu e nativi americani, così ci si lava la coscienza con qualcosa che è successa qualche secolo fa...); il secondo livello è subliminale - e chi si meraviglia che Hollywood sia al servizio di certa propaganda mi sconcerta, è cosa risaputa.

Evitando un reale coinvolgimento emotivo, questo è il livello subliminale, si crea uno straniamento innaturale. Le tematiche sono fumose e buone per qualsiasi occasione, ma prive di reale sostanza e "svuotate" della componente di denuncia e rabbia. Così puoi essere d'accordo come saresti d'accordo con Biancaneve e non con la strega! Nel mondo delle favole, appunto...

Ecco: la cosa che mi ha profondamente intristito è che il punto focale dell'attenzione dello spettatore è spostato su qualcosa di nebuloso, immateriale, non esiste contrasto o discussione possibili, quindi in mancanza di confronto e di discussione sul tema del film non esiste pensiero: ci sono solo concetti vaghi che chiunque potrebbe sottoscrivere, anche un bimbo di prima elementare, estrapolati da un contesto reale, trasformati in fantascienza ipertecnologica e GLACIALE.

Avatar oltre a essere un film mediocre è quindi anche pericoloso, perché non si presenta come semplice animazione/divertimento/favola, ma illude lo spettatore che crede di essere coinvolto in chissà quale "cammino evolutivo" mentre in realtà ne è "escluso" ed è reso ancora più solo di prima - una cosa che si sente in maniera istintiva ma non chiaramente, che scava nell'inconscio senza che te ne accorgi: ecco il livello subliminale.

Esci dalla sala con due idee: "mi sono piaciuti i buoni e voglio che la natura sia salvaguardata". Ma anche con una certezza: che in quel Panteismo privo di radici e vagamente New Age che permea il film e la popolazione degli "uomini blu" sono lontanissimi, lontanissimo è il tempo in cui certe tematiche saranno affrontate e lontanissima e irreale è qualsiasi possibilità di aggregazione fra "persone vere" per combattere chi sta distruggendo il "mondo vero".

Avatar, paradossalmente, è un inno "lisergico" e subliminale alla solitudine e all'impossibilità di essere partecipi di qualcosa. Ecco perché dico che può essere pericoloso!

Allora: se Avatar dev'essere un film da vedere per svagarsi, ochei, ognuno si diverte nella maniera che preferisce e non c'è niente da dire.

Ma se si vuole parlare di "messaggio", allora la cosa si fa molto pericolosa: perché il messaggio è vago, banale e straniante, ma fingendo di aggiungere in realtà toglie.

Non aggiunge perché certe tematiche le conoscono tutti sin da bambini (già ai miei tempi se ne parlava a scuola, 30 anni fa!), toglie perché dà l'illusione di "risvegliare" le coscienze e in realtà le svia e le priva del necessario carburante emozionale.

Apprezzo piuttosto chi ha detto: mi sono divertito senza pensare a niente. Lo trovo un modo saggio di vedere questo film. L'unico. Se no diventa pericoloso.

Redazione
Inviato: 16/2/2010 1:50  Aggiornato: 16/2/2010 1:51
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
SANDOR: Dopo aver letto il tu post posso solo augurarmi che tutti quelli che "ci leggono ma non scrivono" siano persone come te.

(E' la mia grande illusione, lo confesso).

Grazie e benvenuto.

ELFLACO
Inviato: 16/2/2010 12:31  Aggiornato: 16/2/2010 12:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 1839
 Re: Avatar: requiem per la settima arte
Citazione:
Esci dalla sala con due idee: "mi sono piaciuti i buoni e voglio che la natura sia salvaguardata". Ma anche con una certezza: che in quel Panteismo privo di radici e vagamente New Age che permea il film e la popolazione degli "uomini blu" sono lontanissimi, lontanissimo è il tempo in cui certe tematiche saranno affrontate e lontanissima e irreale è qualsiasi possibilità di aggregazione fra "persone vere" per combattere chi sta distruggendo il "mondo vero".



Ovviamente il "...privo di radici.." è un'opinione tutta tua. La mia opinione o quello che avevo capito è il contrario .

Si rappresenta un popolo che vive e fa parte di un tutto. Non si tratta di panteismo, si tratta (secondo il film ,è chiaro!) di appartenere a una specie di "anima" o "spirito", o chiamatelo come volete ,che c'è in uttti gli esseri viventi.

Poi per quel che riguarda la sensazione per la quale certe tematiche saranno affrontate fra tanto tanto tempo è,sempre secondo me, una costattazione.

Basta guardarsi in giro per vedere che ci mancano tanti ma tanti ma tanti anni per poter un giorno capire , almeno , i benefici che apporterà l'aver rispetto e amore per il pianeta che ci ospita.

Parlo di noi come esseri umani terrestri.


Detto questo Avatar è un film. Un intrattenimento e va preso con le dovute pinze.

Io mi sono divertito

“Le persone non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi a dover aver paura delle persone.”

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