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opinione : La polvere sotto il tappeto
Inviato da soleluna il 2/12/2007 12:50:00 (4574 letture)

di Patrizia Prinzi

Amaro da constatarsi, ma la violenza domestica, che talora sfocia in omicidio parentale, è quasi quotidianamente divenuta una costante nelle cronache. Parallelamente si ballettano opinionisti vari che trovano lineare o semplice leggere in questi avvenimenti variabili intrinseche, ora relative alle caratteristiche personologiche dei soggetti, ora al decadimento della struttura familiare, ora al disgregarsi dei valori nelle società moderne.

Una più attenta analisi rifugge da teorie semplici e rimasticate, visto che è alquanto complesso ed antico tale comportamento aggressivo intra-specie.

Uno sguardo storico ci dice che già dall’etimologia della parola familia, che deriva dal latino famulus, presso i romani si indicava l'insieme dei sottoposti, dei servi, e degli schiavi: di coloro i quali vivevano sotto lo stesso tetto e lavoravano in comune, cioè non era legata da vincoli di parentela; quella era la gens.

Attualmente nelle società industrializzate pare più corretto parlare di famiglie, dato il loro diverso modo di estrinsecarsi, così lontano dallo stereotipo genitori coniugati e figli, assistiamo infatti a famiglie di fatto svincolate da vincoli giuridici e/o ecclesiastici, ...

... famiglie allargate con genitori provenienti da precedenti matrimoni e che recano in dote i figli avuti da precedenti rapporti coniugali, famiglie monoparentali, famiglie formate da persone dello stesso sesso unite da rapporti affettivi di carattere durevole, insomma una varietà notevole.

Pur nel variegato dispiegarsi della famiglia in quasi tutte le culture e le società, esistono strutture primarie deputate alla riproduzione della specie che fungono al tempo stesso da stabilizzatori della personalità dei singoli. È una relazione necessaria per l’identità personale e sociale, il necessario punto di passaggio dalla natura alla cultura.

Essendo la famiglia basata su presupposti genetici e culturali al tempo stesso - essendo quindi umana come costruzione - porta in sé le ambivalenze e le contraddizioni della specie Homo Sapiens vanificando da sempre quell'idea beata che la vuole luogo di amore perenne, incondizionato ed infinito, tant’è che i delitti familiari esistono da secoli in tutte le latitudini, date queste sue caratteristiche essa è in sé stessa problematica, come lo sono tutti i rapporti umani, che forse appariva più coesa e sana solo perché silenzio ed impermeabilità la caratterizzavano in modo estremamente rigido.

Religioni, storia, miti, favole e letteratura non hanno mai escluso dalle loro narrazioni tali eventi.

Il primo parenticidio è stato quello di Caino a danno di Abele, e la rivalità tra fratelli è espressa nella Bibbia per molti altri soggetti: Esaù e Giacobbe, Isacco e Ismaele, Mosè ed Aronne, per restare in ambito di violenza tra fratelli; l’Urbe si narra sia una città fondata da Romolo a spese della vita di Remo, tradizione che ebbe proseliti come Bruto che uccise Cesare suo padre; Nerone che uccise il fratellastro, la madre e la moglie, solo per restare in ambito familiare; Cesare Borgia molto probabilmente mandante dell'assassino di suo fratello Giovanni.

Vi è una ricchissima e quanto mai ampia tradizione mitica, solo per restare nella tradizione greca, che riguarda la violenza domestica nella sua forma più cruenta, il parenticidio. Eumelo uccise suo figlio Botre, Alcatoo il figlio Callipoli, Eracle - che i latini chiamavano Ercole - i figli avuti da Megara, il cui numero varia secondo i differenti autori, Procne uccise il figlio Iti che bollì e diede come cibo al marito Tereo, Idomeneo il figlio o la figlia, anche qui diverse sono le versioni del mito, Crono il figlio Ieudo, Ino gettò il figlio Melicerte in un paiolo d'acqua bollente, nella tragedia familiare di Macareo il fratello maggiore uccise il minore e lo bruciò, fu ucciso dalla madre incollerita, uccisa a sua volta dal marito, Medea uccise i figli per vendicarsi di Giasone, per il quale aveva già ucciso suo fratello e la rivale.

Vi sono anche diverse fiabe, molto note nella nostra tradizione, che parlano di violenze domestiche, e trattano tematiche svariate: Cenerentola, che tratta dei rapporti familiari in quelle che oggi chiameremmo “famiglie allargate”, Pollicino, La piccola fiammiferaia e Hansel e Gretel parlano di abbandono e solitudine dei bambini, Pelle d'Asino tratta la scottante tematica dell'incesto, e infine Barbablù, che esplicitamente parla di omicidi familiari, precisamente uxoricidi.

Questa grande mole di indicazioni si potrebbe leggere come una tendenza degli esseri umani ad avere eventuali rapporti conflittuali, anche tra consanguinei, non raramente sfocianti in comportamenti distruttivi.

Il diritto stesso avvalorava tali comportamenti, che oggi ci appaiono deprecabili, seguendo le logiche ed i costumi dei tempi, le cui norme giuridiche erano evidenti: a Sparta era norma eliminare i figli invalidi, mentre a Roma il [/i]pater familias[/i] aveva il cosiddetto “ius vitae ac necis”, letteralmente diritto di vita o di morte per ogni figlio che nasceva. Se questo oggi può apparirci mostruoso basta spostarsi di continente per vedere che nella modernissima Cina esiste una normativa, inaugurata dal 1978 da Deng Xiaoping e imposta, sebbene adattata alle varie realtà locali, con severe norme riguardo la politica del figlio unico. Tale normativa rende possibili comportamenti tesi alla selezione dei figli con una preferenza per i maschi, fatto che le statistiche demografiche suddivise per sesso rendono palese. [1]

Oggigiorno è delitto ciò che in altri tempi storici non lo era, ciò può forse dare ragione della - da più autori richiamata - difficoltà a far emergere taluni comportamenti violenti che all'interno della famiglia si consumano in silenzio, assurgendo alla visibilità solo laddove un'immensa sofferenza accompagnata da contingenze esterne favorevoli renda possibile tale percorso, ovvero laddove la violenza, esplodendo in comportamenti omicida, renda impossibile nascondere l'evento.

I dati ci dicono che oltre l’80% degli omicidi non sia riconducibile ad attività di criminalità organizzata, e che gli omicidi commessi nell’ambito della famiglia (31,1% nel 2001, 36,8% nel 2002 e 32,7% nel 2003) hanno sempre rappresentato un terzo dell’insieme degli omicidi comuni; considerati a parte sono gli omicidi passionali_ 4,7% nel 2001, 4,2% nel 2002 e 4,1% nel 2003. In particolare, è da sottolineare la ridotta percentuale di cittadini italiani uccisi da cittadini extracomunitari: si va dall’1,4% del 2001, all’1,1% del 2002, al 3,9% del 2003. [2]

L'apporto epidemiologico può indubitabilmente accrescere le nostre conoscenze, fermo restando che esso singolarmente non può in sé essere esaustivo. Si è da tempo consapevoli che l'utilizzo delle statistiche ufficiali sia insufficiente, poiché ignora molti dei comportamenti simili che possono non risolversi in un omicidio, considerato che spesso la differenza tra lesioni aggravate e omicidio sta in qualche cm di traiettoria, o in un più o meno celere soccorso.

Le attività umane sono caratterizzate dall’estrema complessità dell’oggetto in esame e complicate altresì dal fatto stesso che è l’uomo ad osservare se stesso. Non potendo prescindere dalla propria mente nello studio dell’uomo troviamo dunque che oggetto e soggetto di trattazione coincidono. Noi ci muoviamo in mezzo a conoscenze che se da un lato tracciano una mappa, non sono il territorio come ci rammenta Bateson.

Discutiamone, avendo in mente che il luogo dove sicuramente può esserci più amore può essere altresì quello in cui si dispiega più odio e più violenza, e che l'incertezza e l'erranza partecipano del rigore in un cammino di ricerca.

Patrizia Prinzi (Soleluna)


Bibliografia

• Bateson Gregory, Mente e natura, Adelphi, Milano, 1994
•Costanzo Simonetta, Famiglie di sangue, Franco Angeli, Milano, 2003
•De Pasquali Paolo, Figli che uccidono, Rubbettino, Soveria Mannelli (Cz), 2002
•Gasparini Adalinda, La luna nella cenere, Franco Angeli, Milano, 1999
•Lanza Luigi, Gli omicidi in famiglia, Giuffrè, Milano, 1994
•Malmquist Carl, Omicidio, Centro Scientifico Editore, Torino, 1999
•Merzagora Betsos Isabella, Demoni del focolare, Centro Scientifico editore, Torino, 2003

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Autore Albero
utrevolver
Inviato: 2/12/2007 14:02  Aggiornato: 2/12/2007 18:50
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da: Sandalia
Inviati: 411
 Re: La polvere sotto il tappeto
L'articolo sopra dimostra chiaramente come nella storia dell'umanità il fatto di avere una famiglia non sia un antidoto alle tragedie, anzi, spesso la famiglia soccombe alla brama di potere ed alla necessità di mantenere un'egemonia.

Tuttavia non mi sento di considerare il concetto di famiglia pari al concetto di convivenza o pari, almeno, al concetto di convivenze create dalla disgregazione di precedenti famiglie; tali convivenze hanno, a mio parere, un aspetto triste, freddo, squallido se coinvolgono un bambino.
Un figlio cresciuto in una famiglia che poi, di punto in bianco si trovi precipitato in una convivenza della madre o del padre è, a mio parere, sottoposto ad una pressione psicologica deviante.
Penso che un genitore, prima di pensare egoisticamente a se stesso, dovrebbe quanto meno, naufragata una relazione, dedicarsi a ciò che più ha di caro: i figli, se ne ha.

Fermo restando che gli squallori avvengono sia in famiglia che nelle convivenze, io credo fermamente che una famiglia vera e prpria, qualla che ormai viene considerata propagandisticamente roba da "fascisti" o da "fanatici cattolici", sia l'unico nucleo sereno in cui può nascere e crescere un individuo.

cherubino
Inviato: 2/12/2007 14:34  Aggiornato: 2/12/2007 14:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 1/6/2006
Da: Haute-Normandie
Inviati: 430
 Re: La polvere sotto il tappeto
Ci trovo sostanzialmente due difetti.

Il primo è che non viene fornita una definizione di famiglia, se non come stereotipo genitori coniugati e figli (che appunto è uno stereotipo e non una definizione): è importante definire una famiglia altrimenti non si può parlare di omicidi in famiglia.

Il secondo è che non tutti i casi di omicidio riportati hanno la stessa valenza semantica, riguardo il movente dei delitti. e mi sembra semplicistico concludere generalizzando Questa grande mole di indicazioni si potrebbe leggere come una tendenza degli esseri umani ad avere eventuali rapporti conflittuali, anche tra consanguinei, cosa che significa poco (io leggo che "probabilmente tra parenti non è tutto rose e fiori, e si può arrivare ad distruggersi l'un l'altro", che è ovvio e non sarà certo un elenco di precedenti a renderlo ancora più ovvio).

In particolare, se si analizza gran parte degli omicidi del cosiddetto "mito" (dunque escludendo i fatti propriamente "storici"), si vede che questi hanno un chiaro fine ultimo dimostrativo e didascalico, in cui si arriva all'eliminazione del parente non per passione, interessi, follia (come accade nelle cronache odierne e quindi nella "storia vera") ma come atto ultimo di una riflessione interiore profondissima, che conclude l'omicidio come assolutamente necessario ed insormontabile, nonostante e a maggior ragione nella sua nefandezza e bestialità.

Penso a Medea, che uccide non per raptus o per fatalità (come forse è accaduto a Gravina di Puglia e a Cogne), ma come in tutte le tragedie classiche da Eschilo a Shakespeare uccide al termine di un percorso interiore in cui la dicotomia "uccidere o non uccidere" divora il personaggio fino a stremarlo, finchè questo comprende che l'omicidio (o addirittura il suicidio, che è ancora più incomprensibile - in un ottica familiaristica - dell'omicidio tra parenti!) è paradossalmente l'unica via di scampo per ottenere la catarsi (solo quella spirituale, perchè la galera esisteva anche e soprattutto allora). Medea in fin dei conti uccide i figli perché li ama sopra ogni altra cosa, e questo la rende un'eroina da tragedia.

Penso a Crono, che mangiava sì tutti i figli (non solo Ieudo), ma come rappresentazione della bestialità oggettiva del "tempo" che prima o poi divora tutto ciò che in esso viene creato. Se lo interpretiamo come fatto di cronaca nera ne deturpiamo il vero significato.

L'omicidio di Abele è carico di profondissimi significati metaforici storici e religiosi (qui).

Il tentato omicidio di Ismaele e l'omicidio di Remo, lungi dall'essere una squallida sequenza telegiornalistica di camorra, significano che si è disposti a sacrificare la cosa più amata che si ha per uno scopo ancora più grande (sebbene per noi opinabile) come la fede in Dio o la nascita di una superpotenza (che guarda caso si imbrattano di sanque fin dalle origini).

Pyter
Inviato: 2/12/2007 14:37  Aggiornato: 2/12/2007 18:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: La polvere sotto il tappeto
Essendo la famiglia basata su presupposti genetici e culturali al tempo stesso - essendo quindi umana come costruzione - porta in sé le ambivalenze e le contraddizioni della specie Homo Sapiens vanificando da sempre quell'idea beata che la vuole luogo di amore perenne...
----------------------------------------------------------------------------------------------------------

Sinceramente non so se ci siano presupposti genetici a fondamento della famiglia, mentre ce ne sono molti su quelli culturali. E anche presupponendolo, perchè mai allora l'Homo Sapiens è l'unica specie animale che uccide la sua "gens" senza nessun apparente motivo contingente legato a qualche giustificazione di tipo evolutivo-naturale o altro?

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Rickard
Inviato: 2/12/2007 15:44  Aggiornato: 2/12/2007 16:03
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/9/2007
Da: Un mondo pervaso di follia
Inviati: 1609
 Re: La polvere sotto il tappeto
Sono d'accordo con Cherubino sull'inadegutezza dei riferimenti agli omicidi "mitici" che sono non da interpretare alla lettera (ossia come un fatto di cronaca) ma in chiave metaforistica percui non sono validi esempi per la tesi delle violenze domestiche esistite fin dall'antichità.
------------------------------------------------------------------------------------------------
Pyter: Noi siamo l'unica specie che uccide per motivi non legati ai cicli naturali, è vero, ma siamo anche l'unica dotata di una (buona) dose di intrinseca malvagità e non si tratta di semplice retorica, dato che siamo gli unici ad uccidere per motivi che esulano totalmente da quelli legati alla natura (vedi rabbia, vendetta, calcolo, dominio, interesse ecc. tralasciando quelli legati a schizofrenia e motivi clinico-psicologici).

Aldilà degli esempi legati a fiabe, divinità greche e personaggi mitici la violenza domestica potrebbe anche essere un semplice sottoprodotto delle peggiori inclinazioni umane.
La famiglia intesa come due esseri umani di sesso opposto che procreano e allevano la prole per un certo periodo di tempo è un'istituzione puramente genetica: Nella specie Homo Sapiens Sapiens le femmine non vanno in calore come in molte specie animali, percui il maschio deve necessariamente stare accanto alla compagna per un periodo di tempo più lungo di un singolo rapporto sessuale, in modo da assicurarsi che sia rimasta incinta (il cosiddetto estro casuale), questa potrebbe essere una delle cause primarie della successiva nascita di istituzioni artificiali come il matrimonio, ma la famiglia in sé rimane qualcosa che serve a perpetuare la specie.

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
Pyter
Inviato: 2/12/2007 16:09  Aggiornato: 2/12/2007 16:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: La polvere sotto il tappeto
Rick :
ma la famiglia in sé rimane qualcosa che serve a perpetuare la specie.

Ho capito. Visto che nella specie Homo Sapiens la donna non va in calore in periodi stabiliti (ci sono però numerose eccezioni), si rende necessario da parte del maschio stare vicino alla femmina per approfittare del momento buono per coglierla di sorpresa ( magari "forzandola" un pò ) per metterla incinta una o più volte, a seconda della bisogna e delle capacità singole.
Dopo ciò è chiaro che il compito dell'uomo è finito, per cui si può procedere all'abbandono o alla soppressione definitiva.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
blackbart
Inviato: 2/12/2007 16:24  Aggiornato: 2/12/2007 16:24
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/10/2007
Da:
Inviati: 1224
 Re: La polvere sotto il tappeto
L'uomo non è affatto l'unica specie che uccide gli individui appartenenti a "tribù" rivali.

Fernanda
Inviato: 2/12/2007 17:14  Aggiornato: 2/12/2007 18:49
So tutto
Iscritto: 30/8/2005
Da:
Inviati: 30
 Re: La polvere sotto il tappeto
C`e` una parte del bellissimo articolo di Soleluna(complimenti) che io vorrei evidenziare. I comportamenti violenti all`interno del nucleo di convivenza,non sono soltanto quelli dei casi piu`eclatanti di cui veniamo a conoscenza.La maggior parte dei soprusi vengono vissuti in silenzio dai soggetti piu` deboli.Silenzio per paura,pudore o convenienza sociale.E` molto piu` facile per una donna denunciare la violenza subita da un estraneo che non quella del proprio compagno ,fratello o padre.Accettare anche che domani sul giornale tutti possono leggere che il signor Rossi 3piano scala B,picchia la moglie o abusa della figlia. Si tace e si nasconde. Non servono leggi speciali.Non serve il poliziotto di caseggiato.E` la violenza che si riscontra nella societa`che non puo` certo fermarsi sull`uscio di casa. Approfitto per mandare un caro saluto a tutti.Fernanda ipso

Lestaat
Inviato: 2/12/2007 17:33  Aggiornato: 2/12/2007 18:49
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/7/2005
Da: Perugia
Inviati: 1774
 Re: La polvere sotto il tappeto
Piaccia o meno la famiglia rimane una pura e semplice struttura sociale che ogni individuo si crea da se.
Nella maggior parte dei casi nella nostra società tende a coincidere con la famiglia vera e propria, quella che lo cresce, ma soltanto quando le persone che ne fanno parte si conquistano il rispetto e la fiducia. In caso contrario la famiglia diventa quell'insieme di amicizie/amori che ognuno sceglie di avere intorno.
La forzatura del sacralizzare la famiglia "parentale" è non solo sbagliata ma anche e soprattutto proprio la causa del silenzio che nasconde violenze e soprusi.
Nel caso dei bambini purtroppo non è evitabile il pericolo, ma almeno a chi può scegliere lasciamoglielo fare senza rotture di scatole e falsi moralismi di forma.
Solo così, probabilmente, le "due" famiglie ricominceranno a coincidere.

In nomine libertatis vincula edificamus.
In nomine veritatis mendacia efferimus.
florizel
Inviato: 2/12/2007 18:06  Aggiornato: 2/12/2007 18:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: La polvere sotto il tappeto
Citazione:
Essendo la famiglia basata su presupposti genetici e culturali al tempo stesso


Credo che sia errato far discendere la “famiglia” da fattori genetici, pur considerando questi ultimi solo parzialmente, o innestati su dati culturali.
Se questo fosse vero, la famiglia, per come oggi viene comunemente identificata, sarebbe stata una costante presso popoli e culture diversi tra loro, ad ogni latitudine e ad ogni epoca.
E questo non è stato vero, come non è vero ancora oggi: presso alcuni popoli la struttura familiare assume configurazioni diversificate da quelle reputate genericamente “standard”; per alcuni gruppi tribali è ancora la comunità a prevalere su quei legami che noi definiamo addirittura genetici.

Nell’antico passato non è esistita nemmeno la certezza della paternità, e studi relativi parlano di organizzazioni sociali in cui era il gruppo a costituire l’unico ambito umano ritenuto valido ed idoneo, e in cui la cura della discendenza era affidata a diversi suoi membri.

Dalla preistoria sociale ad oggi, quindi, ci viene confermato che di genetico c’è forse solo la relazione deputata alla riproduzione e la difesa dei discendenti, e che le diverse strutture “familiari” riflettono esigenze pratiche legate alla sopravvivenza e alla sussistenza. Strutture variabili e varie, allora, in perenne trasformazione ed assetto.

Dal momento che il delinearsi della famiglia come unità sociale procede parallelamente al formarsi delle prime forme di stato, che esigevano un’organizzazione sociale e degli individui assoggettata alle priorità politiche ed economiche della gerarchia, appunto, credo che giovi solo alla storiografia ufficiale considerare inevitabile il punto di congiunzione tra fattori genetici e fattori sociali.

Tralasciando una serie di considerazioni, e soffermandoci sulla situazione attuale, direi che ci troviamo di fronte al paradosso di come siano invece i fattori sociali, attraverso una cultura sempre più imposta da gruppi oligarchici, a determinare quelli genetici.

Da questo punto di vista, se cioè ipotizziamo il prevalere dei dati culturali su quelli genetici, è ipotizzabile anche che siano proprio questi ultimi ad allontanare l’individuo da una sua istintualità in altre epoche (e non mi riferisco a pochi secoli fa, sia chiaro) ben lontana dalla paventata aggressività come dato specifico della specie umana.

In breve, ho la sensazione che questa famiglia, quella inerente al nostro contesto sociale, è diventata una destinazione inevitabile al di fuori della quale, per la stragrande maggioranza degli individui, c’è ancora solitudine e diffidenza; per questo, è anche una condanna.
Perde progressivamente le sue caratteristiche funzionali alle esperienze affettive diventando la sintesi tra la negazione di ciò che la “società" richiede, e la sua imposizione.
In questa ottica, nell’ambito familiare, quello più facilmente attaccabile è anche il nostro più prossimo.

Quindi, parlare di violenze domestiche, credo abbia molto specificamente a che vedere con la disgregazione del concetto di vita, più in generale.
In questo senso, la polvere ha preso il posto del tappeto. In tutti i sensi.

Un articolo molto stimolante.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

ps: Pyter, se l'autrice dell'articolo gli ha dato quel titolo, aveva le sue buone ragioni...

Cacchio, quando il titolo si deve apporre (nei commenti liberi) non lo fate MAI. Dove lo fate? Dove non compete. Mah...

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
fiammifero
Inviato: 2/12/2007 18:14  Aggiornato: 2/12/2007 18:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: La polvere sotto il tappeto
Citazione:
non viene fornita una definizione di famiglia, se non come stereotipo genitori coniugati e figli (che appunto è uno stereotipo e non una definizione): è importante definire una famiglia altrimenti non si può parlare di omicidi in famiglia.

veramente questo è lo stereotipo più strombazzato ed assimilato da 2000 anni in qua ,solo per poter meglio gestire e tramandare il "possesso"
Solo con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo ( 1948)viene "concesso" alle donne : " Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento " .
Quindi diritti ed amore sono concezioni moderne,che hanno stravolto alleanza,trattative,economie,diritto legislativo e non ultimo i costumi.
E' logico che dove esistono ancora resistenze e retaggi culturali dove il capo famiglia è il padre-marito-padrone,i sottoposti in quanto deboli subiscono violenze e soprusi e quasi li giustificano con l'omertà.

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
florizel
Inviato: 2/12/2007 18:25  Aggiornato: 2/12/2007 18:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: La polvere sotto il tappeto
FernandaCitazione:
E` la violenza che si riscontra nella societa`che non puo` certo fermarsi sull`uscio di casa.


Esattamente. E l'uscio di casa è anche l'ambito nel quale ci si sente "in diritto" di fare quello che si vuole: è apparentemente "casa propria".
Questo è ciò che pensa non solo chi perpetra violenza, ma anche chi ne è a conoscenza o chi vi assiste.

E' d'obbligo il sempre valido "cui prodest?"

ps: saluti ricambiati.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Pyter
Inviato: 2/12/2007 18:47  Aggiornato: 2/12/2007 18:47
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: La polvere sotto il tappeto
ps: Pyter, se l'autrice dell'articolo gli ha dato quel titolo, aveva le sue buone ragioni...

Io non ho cambiato niente...ho solo cliccato su replay di utrevolver.
E' stato lui...ho anche i testimoni.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
LoneWolf58
Inviato: 2/12/2007 19:00  Aggiornato: 2/12/2007 19:00
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: La polvere sotto il tappeto
Il problema è uno solo... il progresso dell'umanità è solamente "tecnologico" per il resto siamo ancora "quelli della pietra e della fionda"

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
etrnlchild
Inviato: 2/12/2007 20:45  Aggiornato: 2/12/2007 20:45
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1200
 Re: La polvere sotto il tappeto
Citazione:
ma la violenza domestica, che talora sfocia in omicidio parentale, è quasi quotidianamente divenuta una costante nelle cronache


Vista l' "antichità" della tragedia domestica (seppur, come gia' notato, con molteplici sfumature e cause) c' e' da chiedersi perche', oltre ad esserne una costante, occupi l' 80% di un notiziario...

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
Rickard
Inviato: 2/12/2007 21:33  Aggiornato: 2/12/2007 21:33
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/9/2007
Da: Un mondo pervaso di follia
Inviati: 1609
 Re: La polvere sotto il tappeto
Citazione:
Vista l' "antichità" della tragedia domestica (seppur, come gia' notato, con molteplici sfumature e cause) c' e' da chiedersi perche', oltre ad esserne una costante, occupi l' 80% di un notiziario...

Perché fa più notizia un morto sotto l'uscio di casa che 10000 in un paese di cui nessuno riesce a pronunciare il nome. Senza poi contare la morbosa voglia della gente di essere a conoscenza anche dei particolari più turpi dei vari delitti.

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
prealbe
Inviato: 2/12/2007 21:33  Aggiornato: 2/12/2007 21:33
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/1/2007
Da:
Inviati: 478
 Re: La polvere sotto il tappeto
Citazione:
quell'idea beata che la vuole luogo di amore perenne, incondizionato ed infinito...

Mmmmmmmmhhhhh……..

Citazione:
...tant’è che i delitti familiari esistono da secoli in tutte le latitudini, date queste sue caratteristiche essa è in sé stessa problematica, come lo sono tutti i rapporti umani, che forse appariva più coesa e sana solo perché silenzio ed impermeabilità la caratterizzavano in modo estremamente rigido.

Beh, dire che un fenomeno in sé è sempre esistito ha una significatività tendente allo zero, se non se ne precisa la portata nei diversi tempi e contesti.

Citazione:
Questa grande mole di indicazioni si potrebbe leggere come una tendenza degli esseri umani ad avere eventuali rapporti conflittuali, anche tra consanguinei, non raramente sfocianti in comportamenti distruttivi.

La famiglia è, innanzitutto, un ambito di alto coinvolgimento personale ed emotivo, cioè di rapporti interpersonali forti. Mi sembra vada da sé che tali presupposti possano sfociare in atti di norma altrettanto forti e significativi e talora estremi, in positivo come in negativo. Ma mi sembra lapalissiano.

Citazione:
Le attività umane sono caratterizzate dall’estrema complessità dell’oggetto in esame e complicate altresì dal fatto stesso che è l’uomo ad osservare se stesso. Non potendo prescindere dalla propria mente nello studio dell’uomo troviamo dunque che oggetto e soggetto di trattazione coincidono. Noi ci muoviamo in mezzo a conoscenze che se da un lato tracciano una mappa, non sono il territorio come ci rammenta Bateson.

Anche questa osservazione mi pare giusta, ma evidente.

In sintesi, chiedo scusa ma non ho ben capito la tesi (se c’è) dell’articolo. Se non c’è, allora non ne ho capito il senso tout court.


Prealbe

soleluna
Inviato: 2/12/2007 23:44  Aggiornato: 2/12/2007 23:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
Salve, intanto posto i due link che non riesco a mettere nell'articolo

[1]

[2]

Leggo e rispondo

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
soleluna
Inviato: 3/12/2007 0:11  Aggiornato: 3/12/2007 0:11
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
Cherubino Citazione:
Il primo è che non viene fornita una definizione di famiglia


Una definizione concorde non esiste, tant'è che la stessa varia secondo i luoghi ed i tempi ed oggi si parla appunto di famiglie.

Citazione:
mi sembra semplicistico concludere generalizzando


non era infatti una conclusione, solo una constatazione, per rimarcare lo scollamento tra l'entità dei fatti per come viene riportata dai media, come fosse una novità dei nostri tempi.

Citazione:
In particolare, se si analizza gran parte degli omicidi del cosiddetto "mito" (dunque escludendo i fatti propriamente "storici"), si vede che questi hanno un chiaro fine ultimo dimostrativo e didascalico, in cui si arriva all'eliminazione del parente non per passione, interessi, follia (come accade nelle cronache odierne e quindi nella "storia vera") ma come atto ultimo di una riflessione interiore profondissima, che conclude l'omicidio come assolutamente necessario ed insormontabile, nonostante e a maggior ragione nella sua nefandezza e bestialità.


Prima che il tramandare le conoscenze fosse codificato nella scrittura e nella cultura così come oggi la intendiamo, erano miti e fiabe popolari, con delle differenze, attraverso la tradizione orale che si facevano carico di fornire gli strumenti cognitivi atti a comprendere il mondo e le sue regole.

Afferma Mircea Eliade “il mito, quale che sia la sua natura, è sempre un precedente e un esempio, non soltanto rispetto alle azioni (<<sacre>> o <<profane>>) dell'uomo, ma anche rispetto alla propria condizione; meglio: il mito è un precedente per i modi di fare in generale, è il mitico che ci dota di una struttura differente dal biologico animale e ci fa transitare verso l'Umano, e non solo, ma esso “scopre una regione ontologica inaccessibile all'esperienza logica superficiale”. In più essi sono destinati a riconciliare la coincidentia oppositorum e riunire gli opposti (Eliade Mircea, Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, Torino, 1999).
Nel mito è come se ci sia un elemento compensatorio e catartico, il quale realizzandosi in moto fantasmagorico allevia le tensioni offrendo alla mente possibilità altre di gestire impulsi violenti ed aggressività.
Un prototipo di pensiero che prende il posto di un agito.

Citazione:
Penso a Crono, che mangiava sì tutti i figli (non solo Ieudo), ma come rappresentazione della bestialità oggettiva del "tempo" che prima o poi divora tutto ciò che in esso viene creato. Se lo interpretiamo come fatto di cronaca nera ne deturpiamo il vero significato.


Dubito che il mito in quanto tale abbia uno ed un solo significato, meno che mai vero, la sua ricchezza per il nostro cognitivo sta proprio nel suo parlare a differenti matrici di significanza.

Pat

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
soleluna
Inviato: 3/12/2007 0:21  Aggiornato: 3/12/2007 0:21
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
Pyter Citazione:
perchè mai allora l'Homo Sapiens è l'unica specie animale che uccide la sua "gens" senza nessun apparente motivo contingente legato a qualche giustificazione di tipo evolutivo-naturale o altro?


L'uomo non è affatto l'unico animale ad uccidere la prole, ve ne sono esempi in tutte le specie.
Spesso ciò ha a che fare con un registro utilitaristico che apparentemente sembra paradossale, la sopravvivenza della specie, a discapito del singolo.
In certi casi una bocca in meno da sfamare può voler dire la sopravvivenza della madre o di parte della cucciolata, o impegnarsi in lunghe cure parentale per un solo nato può essere rischioso per cui uccidendolo, ad esempio gli orsi, le femmine della specie rientrano in estro e riaccoppiandosi possono sperare in un parto multiplo,le lupe spesso uccidono le cucciolate delle femmine gerarchicamente inferiori perché vi siano maggiori risorse per i propri neonati, i maschi invece uccidono i cuccioli generati da altri maschi per poter tramandare i propri geni.

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
soleluna
Inviato: 3/12/2007 0:25  Aggiornato: 3/12/2007 0:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
Rick Citazione:
Nella specie Homo Sapiens Sapiens le femmine non vanno in calore come in molte specie animali, percui il maschio deve necessariamente stare accanto alla compagna per un periodo di tempo più lungo di un singolo rapporto sessuale, in modo da assicurarsi che sia rimasta incinta (il cosiddetto estro casuale), questa potrebbe essere una delle cause primarie della successiva nascita di istituzioni artificiali come il matrimonio, ma la famiglia in sé rimane qualcosa che serve a perpetuare la specie.


Tuttavia siamo la specie che ha l'allevamento della prole più lungo e che si riproduce normalmente con un solo piccolo per volta, quindi non è solo per fecondare la femmina che istituzioni atte a preservare la diade madre-figlio sono nate, ma soprattutto per garantire alla stessa un tempo lungo di accudimento.

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
florizel
Inviato: 3/12/2007 0:26  Aggiornato: 3/12/2007 0:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: La polvere sotto il tappeto
Faccio presente che, tra le altre cose, il mito e le favole sono spesso il risultato degli "archetipi" e del loro divenire.
La stessa favola, ha dei particolari differenti da regione a regione del mondo, e spesso anche una "morale" differente.

Le figure parentali, da questo punto di vista, sono unicamente dei "mezzi", rappresentano simbolicamente delle situazioni, sono dei "contorni" della figura principale della narrazione, quasi dei suoi "alter ego".

Il riferimento a Medea, comunque, è già qualcosa di estremamente articolato ed attinente ad un contesto sociale ben definito.

ps: Pyter, hai un pm.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
soleluna
Inviato: 3/12/2007 0:48  Aggiornato: 3/12/2007 0:48
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
Florizel
probabilmente non era chiaro nello scritto, ma appare quantomeno inutile la dicotomia natura/cultura, proprio perché entrambe si sono nel tempo estrinsecate in modi differenti, tuttavia una struttura atta al sostegno della prole si evidenzia ovunque ed in ogni tempo, difficile appunto per questo trovare una definizione condivisa di famiglia.
Citazione:

Credo che sia errato far discendere la “famiglia” da fattori genetici, pur considerando questi ultimi solo parzialmente, o innestati su dati culturali.

Da questo punto di vista, se cioè ipotizziamo il prevalere dei dati culturali su quelli genetici, è ipotizzabile anche che siano proprio questi ultimi ad allontanare l’individuo da una sua istintualità in altre epoche (e non mi riferisco a pochi secoli fa, sia chiaro) ben lontana dalla paventata aggressività come dato specifico della specie umana.


Questa potrebbe anche essere una posizione particolarmente ostica, quella che vede una supremazia dei fattori culturali, visto che questi si innestano su una matrice biologica ben lontana dalla velocità di cambiamento cui ci siamo abituati culturalmente, il che crea uno scollamento sempre più vasto in un Umano che si trova tirato fra due velocità: quella dei mutamenti biologici e quella delle variazioni culturali.

Citazione:
Quindi, parlare di violenze domestiche, credo abbia molto specificamente a che vedere con la disgregazione del concetto di vita, più in generale.


O forse, come negli animali, e noi sebbene evoluti tali siamo, c'è anche una valenza per cui la sopravvivenza genetica pesa più di quella individuale.

Lo stimolo è reciproco.

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
soleluna
Inviato: 3/12/2007 0:49  Aggiornato: 3/12/2007 0:49
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
Fernanda Citazione:
I comportamenti violenti all`interno del nucleo di convivenza,non sono soltanto quelli dei casi piu`eclatanti di cui veniamo a conoscenza.La maggior parte dei soprusi vengono vissuti in silenzio dai soggetti piu` deboli


Faccio due osservazioni:
la prima riguarda appunto la già difficile evidenza della violenza, l'aumento nelle denunce può essere una buona notizia; può significare cioè che si ha finalmente il coraggio di denunciare, che si erode il numero oscuro, quello di cui non si ha notizia nè conteggio (Merzagora Betsos). Probabilmente molti “incidenti domestici” potrebbero non essere casuali e fanno ancora parte di questo numero oscuro e chissà quanti di questi non abbiano nascosto in passato comportamenti violenti o addirittura omicidiari;
la seconda è relativa al progressivo spostamento che si evidenzia del sopruso su elementi via via sempre più deboli e marginali all'interno delle società, cioè del suo palesarsi su soggetti che hanno pochi o nulli strumenti di difesa.

Grazie per i complimenti

Pat

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
florizel
Inviato: 3/12/2007 1:34  Aggiornato: 3/12/2007 1:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: La polvere sotto il tappeto
Citazione:
appare quantomeno inutile la dicotomia natura/cultura, proprio perché entrambe si sono nel tempo estrinsecate in modi differenti


Infatti, solo che il concetto deviante questo dato sembra disperdersi nell'affermazione secondo cui

Citazione:
esistono strutture primarie deputate alla riproduzione della specie che fungono al tempo stesso da stabilizzatori della personalità dei singoli.
È una relazione necessaria per l’identità personale e sociale, il necessario punto di passaggio dalla natura alla cultura.


Se parliamo di strutture "primarie", non stiamo parlando di fattori culturali.
Evidenziavo, appunto, come la presunta necessità questi ultimi abbiano forgiato relazioni che hanno dello schizofrenico.

La riflessione secondo cui l'individuo sarebbe pressato tra due "tempi" è un'argomentazione centrale, che predispone all'indagine del rapporto tra socialità come naturale esigenza dell'umana condizione, e società, come rappresentazione di un "ordine" talvolta tanto lontano da quelle strutture primarie, ed illusoriamente affrancato da esse, da costituire, e generare, un "disordine", piuttosto.

La mia non è una posizione di rigoroso estremismo alla "Thoreau", ma la constatazione concreta del fatto che ciò che viene definito "fattore culturale" spesso mira invece alla sua disgregazione, e alla sua sostituzione con l'artificioso.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Lestaat
Inviato: 3/12/2007 9:54  Aggiornato: 3/12/2007 9:54
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/7/2005
Da: Perugia
Inviati: 1774
 Re: La polvere sotto il tappeto
-.-
Scusate l'acidulo ma tutta la discussione fatta con più che giustificati e azzeccati (ci mancherebbe visto che c'è flo di mezzo :P) paroloni non è detta più terra terra nel mio post?
Insomma, la famiglia è una struttura sociale che, quando si vive in una società sana coincide per lo più con la parentela, quando la società è malata come la nostra ha la tendenza a non coincidere, il sacralizzare la famiglia parentale in una situazione come la nostra spinge ancora di più ad avere le deviazioni di cui parliamo.
A m sembra che stiate quasi tutti dicendo la stessa cosa anche se con le sottolineature dovute per lo più alla vostra estrazione culturale.
O mi sbaglio?

In nomine libertatis vincula edificamus.
In nomine veritatis mendacia efferimus.
etrnlchild
Inviato: 3/12/2007 11:04  Aggiornato: 3/12/2007 11:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1200
 Re: La polvere sotto il tappeto
Riguardo l' articolo "La politica governativa (cinese) del controllo delle nascite ha portato le famiglie a preferire i figli maschi.", c' e' anche da aggiungere che una societa' a prevalenza maschile tende ad essere piu' aggressiva e violenta. Mi sa che i cinesi, se non corrono ai ripari, dovranno affrontare anche questo problema.

Qui uno studio sull' epidemiologia dell' infanticidio.

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
Linucs
Inviato: 3/12/2007 11:14  Aggiornato: 3/12/2007 11:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: La polvere sotto il tappeto
"Va anche detto che la famiglia è un retaggio della società patriarcale, il cui scopo è mantenere la donna sotto il dominio dell'uomo becero e violento. E' chiaro che una possibile soluzione al problema potrebbe essere scoraggiare la formazione di inutili "famiglie" socializzando per intero la produzione di figli, cosa che tra l'altro ci consentirebbe di amministrare la riproduzione del popolo in modo appropriato e con criteri scientifici a garanzia di una sostenibilità della specie umana."

Spectral84
Inviato: 3/12/2007 17:31  Aggiornato: 3/12/2007 17:31
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/10/2004
Da: Monfalcone
Inviati: 265
 Re: La polvere sotto il tappeto
e linucs continua a colpire :D

All the Best and Fuck the Rest
Davide71
Inviato: 3/12/2007 17:44  Aggiornato: 3/12/2007 17:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 2108
 Re: La polvere sotto il tappeto
Ciao Soleluna;

Citazione:
I dati ci dicono che oltre l’80% degli omicidi non sia riconducibile ad attività di criminalità organizzata


Faccio però notare che i membri della criminalità organizzata vengono spesso chiamati "la famiglia".

Comunque non ho capito il senso dell'articolo. Cosa cerca di dimostrare?

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
soleluna
Inviato: 3/12/2007 21:37  Aggiornato: 3/12/2007 21:37
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
prealbe Citazione:
In sintesi, chiedo scusa ma non ho ben capito la tesi (se c’è) dell’articolo. Se non c’è, allora non ne ho capito il senso tout court.


Davide71 Citazione:
Comunque non ho capito il senso dell'articolo. Cosa cerca di dimostrare?


L'articolo non ha alcuna tesi da dimostrare nè alcun senso delineato a-priori cui condurre.
Vuole solo essere una riflessione più ampia di tematiche pregnanti, su cui tanto i media insistono, cercando di ampliare lo sguardo e moltiplicando i vertici osservativi

libera-mente
Pat

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
cherubino
Inviato: 3/12/2007 22:59  Aggiornato: 3/12/2007 22:59
Mi sento vacillare
Iscritto: 1/6/2006
Da: Haute-Normandie
Inviati: 430
 Re: La polvere sotto il tappeto
Citazione:
Dubito che il mito in quanto tale abbia uno ed un solo significato, meno che mai vero, la sua ricchezza per il nostro cognitivo sta proprio nel suo parlare a differenti matrici di significanza.

Non lo so.. non mi convince molto. Crono è il tempo: punto e basta. Non si tratta della spiegazione di un significato, ma della traduzione del termine greco. Come se noi lo chiamassimo Tempo.

Ok, tu affermi che i turpi atti si facevano anche migliaia di anni fa.
Ma mi sfugge la conclusione! Forse che non è solo un male moderno?
Ma non è il mito che ce ne deve dare conferma, quanto la storia. Per esempio va bene citare la legislazione di Sparta. Ma anche qui mi sfugge la conclusione... un omicidio legittimato, oggi non ha alcun senso, quindi non è possibile fare paragoni con la società odierna.

cherubino
Inviato: 3/12/2007 23:03  Aggiornato: 3/12/2007 23:03
Mi sento vacillare
Iscritto: 1/6/2006
Da: Haute-Normandie
Inviati: 430
 Re: La polvere sotto il tappeto
Citazione:
Vista l' "antichità" della tragedia domestica (seppur, come gia' notato, con molteplici sfumature e cause) c' e' da chiedersi perche', oltre ad esserne una costante, occupi l' 80% di un notiziario...

Fa massa come le fibre nell'intestino.
Se non dai la notizia che Rete4 è abusiva, con tanto di servizio di 15 minuti con plurimi collegamenti esterni ed opinionista in studio, puoi sempre dire che non ti rimaneva abbastanza tempo nel palinsesto!

prealbe
Inviato: 3/12/2007 23:27  Aggiornato: 3/12/2007 23:27
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/1/2007
Da:
Inviati: 478
 Re: La polvere sotto il tappeto
Soleluna
Citazione:
Vuole solo essere una riflessione più ampia di tematiche pregnanti, su cui tanto i media insistono, cercando di ampliare lo sguardo e moltiplicando i vertici osservativi

Sintetizzabile anche in “La violenza nella famiglia: parliamone.”?

Soleluna, scusami, ma approcciato così l’argomento è virtualmente infinito. Servono, diciamo, qualche decina di volumi in formato grande solo per cominciare. Un forum mi sembra un pelino inadeguato.

Amichevol-mente.


Prealbe

soleluna
Inviato: 4/12/2007 6:32  Aggiornato: 4/12/2007 6:32
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
Prealbe Citazione:
Servono, diciamo, qualche decina di volumi in formato grande solo per cominciare. Un forum mi sembra un pelino inadeguato.


Infatti qui i volumi si scrivono, con i pensieri di tutti noi

Libera-mente
Pat

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
soleluna
Inviato: 4/12/2007 6:34  Aggiornato: 4/12/2007 6:34
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 29/3/2005
Da: orbita di Anarres
Inviati: 1309
 Re: La polvere sotto il tappeto
Cherubino Citazione:
Crono è il tempo: punto e basta. Non si tratta della spiegazione di un significato, ma della traduzione del termine greco. Come se noi lo chiamassimo Tempo.


Ma così non è più mito, ma storia o letteratura...

E poi riguardo a Cronos, di che tempo parli? Del tempo soggettivo o di quello che misuriamo secondo un arbitrario per quanto condiviso calendario?
E l'infinito?

Dubbiosa-mente
Pat

"perche' ballate e vi fate l'acconciatura, visto che qua e' impossibile anche comprare da mangiare?"
"perche' magari oggi e' l'ultimo giorno che viviamo, e vogliamo amarlo quanto piu' possibile"
Grozny
cherubino
Inviato: 9/12/2007 14:15  Aggiornato: 9/12/2007 14:15
Mi sento vacillare
Iscritto: 1/6/2006
Da: Haute-Normandie
Inviati: 430
 Re: La polvere sotto il tappeto
soleluna: Ma così non è più mito, ma storia o letteratura...

no no!
Cronos è il tempo, quello universale, la quarta dimensione, quella in cui è possibile il movimento e la vita (e la morte).

Ma forse andiamo OT rispetto all'articolo.


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