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politica italiana : Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Inviato da florizel il 11/10/2007 11:40:00 (5854 letture)

di Florizel

Non è certo la prima volta che nella gloriosa storia della Repubblica Italiana si verifica una frattura tra potere politico e potere giudiziario, almeno fin da quando le lacune delle istituzioni in materia di “lotta alla legalità” sono state inizialmente riconosciute tali, e dibattute sul piano della loro potenziale risoluzione.

Le vicende dell’Italia degli ultimi decenni sembrano invece dimostrare quanto esse siano una caratteristica rivelatasi fisiologica al potere statuale ed al suo mantenimento (come rivela l’attuale deriva presa dalle classi dirigenti).

Né è la prima volta che il ruolo della magistratura finisce poi per investire competenze istituzionali che sconfinano dal suo ambito, per il semplice fatto di supplire a dei “vuoti decisionali” rispetto a contraddizioni e punti nodali che, quando non affrontati, hanno generato l’impantanamento e la paralisi di importanti traguardi nella denuncia delle grandi (e piccole) illegalità che lo stesso mondo politico dichiara di voler combattere.

In questi ultimi mesi, la querelle tra il ministro di Giustizia Clemente Mastella ed il pm Luigi De Magistris rivela palesemente che la pendenza da “una sola parte” dell’ equilibrio tra i due poteri, ...

... quello politico e quello giudiziario, è un fatto voluto e difeso a vantaggio non solo del mondo politico, e sostenuto anche da una parte dell’apparato giudiziario.

Per De Magistris è arrivata, tradizionalmente puntuale, la richiesta di trasferimento dal ministro di Giustizia Clemente Mastella, proprio nel momento in cui alcune sue inchieste portavano all’emersione dell’esistenza di un "comitato d'affari" che agirebbe in Calabria e Basilicata (in una delle quali risulterebbe indagato per abuso d'ufficio il premier Romano Prodi) e che svelerebbero gli interessi comuni tra politica, imprenditoria, finanza, ed istituzioni (solo poche testate e siti web parlano anche di massoneria) relativi ad ingenti finanziamenti pubblici destinati dall’ Unione Europea alla Calabria, che si aggirano intorno agli 8 miliardi e mezzo di euro a partire dal 2007 fino al 2013.

A muovere l’istituzionale indignazione di Mastella sarebbe l’uso di intercettazioni attraverso l’acquisizione di tabulati telefonici da parte del pm, una sua responsabilità in merito a “fughe di notizie” (con particolare riferimento all’inchiesta “Why not”) che avrebbe intaccato la riservatezza delle indagini preliminari, interviste “inopportune” e un “abnorme” (questo il termine usato dal misurato ministro di Giustizia) decreto di perquisizione nei confronti di alcuni indagati.

Soffermandosi sull’aspetto “tecnico” delle procedure giudiziarie, ed accantonando per il momento le dovute considerazioni circa lo specifico dell’inchiesta di De Magistris, ci si trova di fronte ad un vizio interno al meccanismo che regola il rapporto tra i due apparati dello stato, quello giudiziario e quello legislativo (o esecutivo).

Se è vero che il potere legislativo è la facoltà di fare le leggi, il potere esecutivo è quella di applicarle, ed il potere giudiziario quella di “giudicare, ed eventualmente punire, chi non rispetta le leggi”, (link ) nella vicenda di cui parliamo un magistrato, animato indubbiamente da un grande “senso dello stato”, nell’adempimento del suo compito istituzionale si vedrebbe costretto a prescinderlo, pur di ripristinare una, seppur piccola, porzione di “legalità”.

Nei fatti, tra le cose di cui viene accusato De Magistris c’è che avrebbe violato la legge Boato del 2003, utilizzando intercettazioni dell’utenza telefonica di diversi indagati senza la preventiva autorizzazione delle Camere di appartenenza.

In sintesi, la legge Boato prevede che le intercettazioni degli indagati sono valide solo se la Procura, fattane richiesta al Gip che la richiede al parlamento, riceve autorizzazione da quest’ultimo. Ma se quest’ultimo risponde che senza indagati dalla Procura non c’è motivo di autorizzare le intercettazioni, la Procura non può procedere. Un beffardo gioco del cane che si morde la coda.

E’ accaduto al giudice Clementina Forleo nell’ambito dell’inchiesta Unipol.

E De Magistris deve senz’altro essersene ricordato, quando gli è stata mossa proprio quella obiezione. Nonostante egli stesso abbia chiarito che la norma per il decreto di perquisizione non prevede l’obbligo della firma del capo dell’ufficio, e le circostanze “particolari” di fronte alle quali si è trovato.

«È una accusa falsa in quanto il provvedimento di iscrizione l’ho secretato per un buon motivo: avevo scoperto che il procuratore Lombardi e l’aggiunto Murone erano in rapporti stretti con gli indagati. Non informo Lombardi perché avevo scoperto, un mese prima, che probabilmente era lui la gola profonda che nel maggio del 2005 informò gli indagati di una imminente attività di perquisizione nei loro confronti. E un perito ex Banca d’Italia, Piero Sagona, aveva scoperto che Pittelli era in società con il figlio dell’attuale moglie del procuratore Lombardi»(link).

E, da indagatore, il pm rischia di ritrovarsi indagato da parte di una magistratura che, applicando le regole dettate dal potere legislativo, legittima le stesse scappatoie del sistema politico, e finisce col sostenerne i disvalori, decretando la sua sconfitta nel campo d’azione che le compete.

Riportando la memoria alla vicenda che contrappose l’allora governo presieduto da Andreotti in qualità di Presidente del Consiglio, e Francesco Cossiga, Presidente della Repubblica ed il pm Casson, in merito alla strage di Peteano e alla scoperta di “Gladio”, la struttura clandestina legata alla Nato, una considerazione nasce spontanea: se in quell’occasione lo “stato” sembrò addirittura imbarazzato per l’emersione di un dato allora ritenuto anticostituzionale, negli ultimi tempi il comportamento delle classi dirigenti è diventato assolutamente disinibito ed autoassolutorio di fronte a fatti che ne denuncerebbero il coinvolgimento in faccende di malaffare.

A chi questo dovesse ispirare una “nota nostalgica” per quel momento politico, è utile ricordare che, affidandosi ad elementi concreti, l’attuale degenerazione della struttura statuale, per alimentare la sua infinita avidità e la sua sete di potere, si è fatta forza esattamente di quelle “alte” lezioni di depistaggio, oggi raffinatamente tradotte in “leggi”. E se la faccia tosta non dovesse bastare, la strategia della tensione potrebbe sempre essere ripescata dai polverosi archivi del potere.

La “strategia preventiva” che ai tempi di Gladio risultò utile ad arginare “fuoriuscite insurrezionali” servendosi di “clandestini apparati paralleli”, e che oggi “punisce” un pubblico ministero attraverso procedimenti legislativi, non solo sottrae le istituzioni ad un “giudizio” che potrebbe trasformarsi in aspra critica da parte dell’opinione pubblica, ma va ad infondere nuova linfa a quel cancro costituito dalla commistione tra stati, finanza, poteri forti e poteri “occulti” che non si limita solo agli italici confini.

Il meccanismo autodifensivo diventa una “legge”, e l’effetto che ne scaturisce è quello di costituire, né più né meno, le leggi ad personam da cui l’attuale coalizione di governo, ieri all’opposizione, si è detta tanto scandalizzata.

Resta una domanda da porsi: se Falcone e Borsellino si fossero imbattuti in “leggi” del genere, sarebbero ancora vivi?

Se lo chiedano i ragazzi di Locri, i movimenti che trasversalmente si stanno interrogando ed organizzando ovunque, e chiunque sta cercando disperatamente di “fare pulizia”.

“Mio padre è stato ucciso una seconda volta. Dallo Stato.” - Rosanna Scopelliti.

Florizel

Link utili:

Legge Boato sulle intercettazioni.

Comma 22.


"Why Not".


Fuga di notizie.

Mastella interviene alla Camera in merito al caso "Why Not".

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
ivan
Inviato: 11/10/2007 12:01  Aggiornato: 11/10/2007 12:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Citazione:

Resta una domanda da porsi: se Falcone e Borsellino si fossero imbattuti in “leggi” del genere, sarebbero ancora vivi?



A proposito, un lapsus fresco di stampa: qui.

shevek
Inviato: 11/10/2007 14:02  Aggiornato: 11/10/2007 14:02
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 27/4/2005
Da: Napoli
Inviati: 1249
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Salut y Libertad Flo!

La questione è interessante, in quanto fa capire quanto sia aleatorio ed ideologico l'idea del "controllo dei poteri": basta che il potere politico faccia una legge in base alla quale il controllo diventa impossibile ed il gioco e fatto. Su quest'aspetto sarebbe interessante far riflettere tutti coloro che si avventurano - in perfetta buona fede - sul terreno del "rispetto della legalità": in fin dei conti anche le peggiori dittature, sostanzialmente e nella maggior parte dei casi, applicano le leggi. Le loro leggi. La democrazia, da questo punto di vista, non fa eccezione. Molto più logico ed efficace sarebbe invocare il rispetto della moralità, indipendentemente dalla legalità corrente: sarebbe, però, ben più sovversivo - nessuno Stato può permettersi di invocare un principio del genere, senza abdicare al senso della sua stessa esistenza in quanto tale. Si cadrebbe nell'anarchia...


Shevek

"Il potere è l'immondizia nella storia degli umani" - F. Guccini
www.portadimassa.net - WEB-TV e non solo di Filosofia
BlSabbatH
Inviato: 11/10/2007 14:27  Aggiornato: 11/10/2007 14:36
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
scusate l'OT ma..
adesso adesso google adsense di LC sta sponsorizzando una fiction a tema...


-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
florizel
Inviato: 11/10/2007 14:44  Aggiornato: 11/10/2007 15:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Citazione:
fa capire quanto sia aleatorio ed ideologico l'idea del "controllo dei poteri"


Salut y libertad a te, grande Shevek!

Infatti, con l'unificazione dei poteri il rischio sarebbe costituito dall'accentramento decisionale in merito a ciò che è legale e a ciò che non lo è, con il relativo rischio degli eventuali "abusi"; la loro separazione, "regolata" però dalle leggi della "democrazia", salva in ogni caso la faccia al potere, rendendo legali scappatoie che altrimenti inchioderebbero i "rei" alla necessità della questione "morale".

Tra l'altro, se venisse dimostrato che gli indagati sono davvero colpevoli dei reati descritti da De Magistris, lo stesso Mastella andrebbe paradossalmente imputato per aver violato la legge Boato, ingerendo nel pieno delle attività di un pm alle prese con indagini importantissime in termini di "legalità costituzionale", "trasferendolo" e servendosi per questo della sua alta carica istituzionale.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
nike
Inviato: 11/10/2007 16:02  Aggiornato: 11/10/2007 16:08
Mi sento vacillare
Iscritto: 7/3/2006
Da:
Inviati: 845
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Bell'articolo Florizel.
Per quanto riguarda invece l'informazione che ogni tanto ci prova a fare del giornalismo..anche se sempre di spettacolo in tv, stiamo parlando:
Un intervista a Michele Santoro.


Sull'informazione Prodi come Silvio - 10-10-07


Intervista di Riccardo Barenghi con Michele Santoro - da wwwlastampait


«L'unica differenza tra Prodi e Berlusconi – ma non è una differenza da poco – è che il famoso editto di Sofia si concretizzò, nel senso che Luttazzi, Travaglio e io fummo cancellati dalla televisione. Oggi questo non è successo, almeno finora. Siamo ancora in onda

Ma per il resto la reazione di Prodi è uguale a quella di Berlusconi: dimostra un'insofferenza nei confronti dell'informazione libera». Michele Santoro è nel suo ufficio, ha appena finito la riunione di redazione su «Annozero» di dopodomani. Per ora hanno deciso di farlo come previsto, sulla sicurezza, lasciando stare le violente polemiche che ha provocato la scorsa puntata. Ma in quest'intervista, la prima che il conduttore concede dopo la bufera, lui risponde agli attacchi. Ecco come.

Però Berlusconi parlò di episodi criminosi mentre Prodi si è limitato a dire che la trasmissione non era professionale...
«Premettendo che non l'aveva neanche vista... Ma andiamo, un leader politico, tanto più se fa il presidente del Consiglio, che si mette a delegittimare una trasmissione e, appunto, senza neanche averla vista e quindi senza poter entrare nel merito. Io lo trovo un atteggiamento di una gravità senza pari».

E secondo lei come mai il potere, chiunque ce l'abbia in mano, reagisce nello stesso modo di fronte a trasmissioni fastidiose?
«Perché sono tutti immersi fino al collo in quella che io chiamo la malattia del sistema, incarnata da Berlusconi. Il quale per me non è un demonio, anzi tra i politici è pure quello più simpatico. Ma è il risultato di quel conflitto di interesse, appunto la malattia della democrazia, che continua anche oggi per colpa di tutti i soggetti che governano la politica. Non c'è niente da fare, né a destra e né a sinistra riesce a passare l'idea che ci sia un'informazione libera che controlla il potere. Loro vogliono il contrario».

Eppure lei è tornato in televisione anche grazie a una battaglia del centrosinistra...
«E ci mancava che non la facessero. Comunque noi siamo in onda grazie a una sentenza. A proposito, vorrei dire al senatore Nicola Latorre, che sul Corriere della sera ha dichiarato che l'Unione mi ha aiutato, che quando lui doveva essere eletto nelle elezioni supplettive in Puglia mi chiamò per aiutarlo a vincere. Io manco volevo andarci, ma lui insistette molto, c'erano anche Prodi, D'Alema Rutelli... Alla fine mi si avvicina uno e mi fa: “Ma lei lo sa che Latorre ha distribuito pacchi di pasta in campagna elettorale?”. Mi sono vergognato di me stesso. E già che ci sono voglio aggiungere pure che io ho sbagliato a fare il parlamentare europeo, un grave errore: ho indebolito la mia credibilità di giornalista. Anche per questo non andrò a votare alle Primarie del Partito democratico, nonostante abbia fatto molte trasmissioni che spingevano in quella direzione. Ma andare a votare è un gesto che ti colloca da una parte, e io non lo faccio più».

Torniamo alla sua ultima trasmissione, c'è chi dice che non doveva far parlare i magistrati, chi l'accusa di mettere in mezzo il politico di turno. Insomma di creare una gogna mediatica.
«Questa storia della gogna mi ha proprio stancato. Noi abbiamo invitato Mastella e lui non è voluto venire: che dovevamo fare, bloccare la trasmissione per questo? Non potevamo cedere a un ricatto del genere. In studio c'era il sottosegretario Scotti e, il giorno dopo, Mastella ha replicato su tutti gli schermi del paese, i telegiornali hanno anche aperto con le sue dichiarazioni. Non stiamo parlando di poveri disgraziati messi in mezzo, stiamo parlando degli uomini più potenti del
Paese. Possono difendersi come e quando vogliono. E infatti lo fanno».

E sui giudici in tv?
«Vorrei vedere se qualcun altro avesse avuto la possibilità di far parlare Clementina Forleo in diretta o trasmettere un'intervista a Luigi De Magistris, cosa avrebbe fatto. Non li avrebbe mandati in onda? Non scherziamo. Tra l'altro nessuno dei due è entrato nel merito delle loro indagini, dunque nessuna violazione del segreto istruttorio».

Però questa presenza dei magistrati è stata criticata non solo dai politici ma anche da diversi giornali...
«Sono tre giorni che Repubblica usa qualsiasi tipo di argomento contro di noi, e alcuni sono palesemente falsi. Non è vero che io ho iniziato la trasmissione facendo un parallelo tra De Magistris e Borsellino. La Forleo si è limitata a citare il figlio Manfredi, parlando della solitudine del magistrato. E alla fine, il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, ha paragonato quello che sta succedendo a De Magistris con quello che faceva Corrado Carnevale, ossia annullare le sentenze che condannavano i mafiosi attaccandosi a vizi di forma».

Dunque lei domani la rifarebbe tale e quale?
«Guardi, io penso che noi siamo solo un alibi. Noi facciamo vedere una parte della realtà, quella che i politici non vogliono vedere. Loro si sentono aristocratici incompresi dalla gente che non capisce quanto sia bello pagare le tasse, come ha detto il ministro Padoa-Schioppa. Non si rendono conto che non sanno rispondere alle domande e alla rabbia delle persone. Adesso poi siamo arrivati al colmo, i ragazzi di Locri che due mesi fa Veltroni aveva preso come testimonial della nuova Italia sono diventati dei barbari. La figlia del giudice Scopelliti, assassinato dalla ‘ndrangheta, cos'è, una barbara anche lei? Io vorrei chiedere a Prodi una cosa molto semplice: il suo governo con chi sta? Se non sta con la figlia di Scopelliti, con chi sta?».

------------------------------------

Video:
[Annozero] - A Ciascuno il suo_MicheleSantoro domanda

-----

Citazione:
Quelli che creano sono duri di cuore. Nietzsche, Friedrich. Così parlò Zarathustra: II, Dei compassionevoli
rosalba
Inviato: 11/10/2007 17:08  Aggiornato: 11/10/2007 17:08
So tutto
Iscritto: 28/4/2006
Da:
Inviati: 15
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Volevo suggerire una petizione per mandare a casa mastella.
http://firmiamo.it/sign/list/dimissionidelministroclementemastella



Pyter
Inviato: 11/10/2007 18:19  Aggiornato: 11/10/2007 18:19
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
IVAN:
A proposito, un lapsus fresco di stampa: qui.

Già: è facile attaccare un esponente di forza italia per una semplice gaffe
sommergendolo di giuste critiche e poi subito dopo sparare a zero
su de magistris e il programma di santoro.

Bella informazione, quella di www.republica.shit

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
florizel
Inviato: 11/10/2007 20:14  Aggiornato: 11/10/2007 22:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Citazione:
è facile attaccare un esponente di forza italia per una semplice gaffe sommergendolo di giuste critiche e poi subito dopo sparare a zero
su de magistris e il programma di santoro.


"Par condicio" oblige... Soprattutto quando la par condicio para il culo ad un governo messo "troppo" in discussione.

Come, allo stesso modo, para il culo presentare un'interrogazione parlamentare circa un abuso legato alla Guardia della Finanza commesso 2 anni fa. Vergognoso quanto vogliamo, ma se darne solo ora notizia serve a sedare le polemiche sul comportamento del governo nei confronti di De Magistris, e a dirottare l'attenzione dalla gravità del trasferimento del pm (e la contraddizione interna ai due apparati dello stato) è ancor più vergognoso che informazione e politica continuino a mischiare le carte in tavola.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Infettato
Inviato: 12/10/2007 10:17  Aggiornato: 12/10/2007 10:17
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Ottimo flo, quando gli intrallazzzi vengono spiegati in questo modo semplice ma pungente, quando sono alla portata di tutti (parlo per chi magari non sapeva nulla o chi era informato grossolanamente), venedo al dunque per quello che riguarda il caso De Magistris, voglio risottolineare il punto fondamentale e cioè il tutto sistema ben oliato che ora scricchiola un pochino e in particolare alcuni magistrati di "vertice" che tracciano le linee guida...

La mia preoccupazione maggiore è che di De Magistris di Forleo non c'è ne sono molti, il resto si "adatta" con le conseguenze ben note...

Come, allo stesso modo, para il culo presentare un'interrogazione parlamentare circa un abuso legato alla Guardia della Finanza commesso 2 anni fa. Vergognoso quanto vogliamo, ma se darne solo ora notizia serve a sedare le polemiche sul comportamento del governo nei confronti di De Magistris, e a dirottare l'attenzione dalla gravità del trasferimento del pm (e la contraddizione interna ai due apparati dello stato) è ancor più vergognoso che informazione e politica continuino a mischiare le carte in tavola

Probabilmente su questo caso sarà difficile risalire ai veri motivi non il viaggio famigliare di Speciale che se non fosse per la spesa sostenuta la vedo più come una notizia di gossip con il fine come gia scritto da te, di mischiare le carte in tavola.

Ritornando al caso De Magistris, da qualche parte ho letto una petizione per cacciare Mastella.. a mio parere lui è solo il periscopio del sommergibile che sta sotto ben coperto, per cui è inutile se il sistema rimane in piedi....,ragazzi quando affermo alcune cose ci penso ci ripenso eppure non riesco a trovare alternative

Con la speranza che queste notizie abbiano la capacità di risvegliare il torpore globalizzato che a dire il vero sta nettamente diminuendo.

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
Pausania
Inviato: 12/10/2007 21:05  Aggiornato: 12/10/2007 21:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 6/4/2006
Da:
Inviati: 3872
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Un interessante articolo a riguardo:

LA MALA POLITICA E I GIUDICI-CORAGGIO

GreatGig
Inviato: 12/10/2007 22:56  Aggiornato: 12/10/2007 22:59
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/10/2006
Da: Napoli
Inviati: 77
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Articolo molto interessante, che mette in prospettiva gli eventi di questi giorni.
In particolare, sono andato a rileggere qualcosa su Cossiga e le sue "picconate", nate da avvenimenti gravissimi che lo videro coinvolto.
E' incredibile come oggi lo si tratti da simpatico vecchietto che ogni tanto dice qualche stronzata, sempre utile quando si può riportare una sua dichiarazione in tv o sui giornali. Nessuno che ricordi la sua implicazione nell'affare Gladio, che gli faccia qualche domanda seria, che dia almeno l'impressione di preoccuparsi per le conseguenze gravissime che le sue dichiarazioni comporterebbero.
Ma si sa, oggi i giornalisti sono più interessati al linguaggio colorito di un Grillo che alla realtà dei fatti...

"Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri."
florizel
Inviato: 13/10/2007 20:05  Aggiornato: 13/10/2007 20:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Pausania, un articolo molto eloquente, quello del giudice Imposimato.
Soprattutto in un passaggio, fa una considerazione si cui riflettere.

"Il Parlamento dovrebbe decidere sulla autorizzazione alla utilizzazione delle conversazioni telefoniche tra alcuni imputati e politici di maggioranza ed opposizione: é difficile che quegli stessi parlamentari, in grado di controllare molti voti, sia tra la maggioranza che nell’opposizione, possano dare il loro consenso all’uso delle telefonate, che invece, essendo per loro «irrilevanti penalmente», dovrebbe essere concesso senza problemi."

Se, in fondo, l'immunità parlamentare "copre" di molto (oltre ai tempi lunghissimi e alle modalità farraginose che consentirebbero ai parlamentari indagati di trovare vie d'uscita, o contrattazioni, plausibili, o quanto meno "concilianti" con il lavoro della magistratura) c'è da ritenere che la cosa più temuta, dallo stato, è che venga creato un "precedente", ossia la concreta possibilità che la punizione possa essere applicata ANCHE a figure istituzionali di alto spicco e di elevato livello istituzionale.

Un precedente che non solo "tecnico", ma soprattutto politico.

E si cerca anche di salvare la faccia.

Mastella: "Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris chiese al Csm di essere trasferito a Roma, Milano o Napoli il 29 giugno, ben prima di quando io presentai istanza per farlo trasferire".

Pilato conferma le domande presentate al Csm da De Magistris, prima dell'estate, per essere trasferito in un'altra sede giudiziaria. Ma spiega che è una prassi tra i magistrati presentare domande senza avere l'intenzione di andar via davvero.
"Non è che tutti coloro che presentano domanda di trasferimento hanno intenzione di andare via", osserva. Anzi, finora proprio i tempi lunghi delle procedure di trasferimento ("un anno e mezzo, addirittura anche due a volte...") hanno convinto i magistrati a presentare domande per altre sedi, "ben sapendo di avere davanti tutto il tempo per ripensarci".


Mastella mette il carro davanti ai buoi, e l'informazione non si sbatte troppo nel chiedere a De Magistris SE quel trasferimento l'avrebbe chiesto PRIMA di approdare alle importantissime piste a cui è approdato.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
_gaia_
Inviato: 14/10/2007 11:31  Aggiornato: 14/10/2007 11:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Ottimo articolo, complimenti. E anche alcuni commenti sono ricchi di spunti importanti.

Anche a me ha colpito molto quella frase: Citazione:
Resta una domanda da porsi: se Falcone e Borsellino si fossero imbattuti in “leggi” del genere, sarebbero ancora vivi?

C'è davvero da chiederselo, molto seriamente.

Concordo poi con Shevek quando scrive: Citazione:
fa capire quanto sia aleatorio ed ideologico l'idea del "controllo dei poteri": basta che il potere politico faccia una legge in base alla quale il controllo diventa impossibile ed il gioco e fatto. Su quest'aspetto sarebbe interessante far riflettere tutti coloro che si avventurano - in perfetta buona fede - sul terreno del "rispetto della legalità": in fin dei conti anche le peggiori dittature, sostanzialmente e nella maggior parte dei casi, applicano le leggi. Le loro leggi.

E' talmente facile, per chi detiene il potere, rendere candide come neve anche le più sconce sozzerie... Alla faccia di chi invoca la "legalità" come principio cardine per dare o meno fiducia a un "rappresentante del popolo" (!). E la cosa più "divertente" è che c'è una schiera infinita di persone pronte a scagliarsi contro il nano megalomane per le sue "leggi ad personam", ma ben pochi di questi si accorgono (o vogliono riconoscere) che è proprio il meccanismo di fondo che non va; che tutti gli altri fanno lo stesso; e che se si continua a discutere sul colore delle vesti del potere, e non su ciò che c'è dentro, nulla mai cambierà davvero.

florizel
Inviato: 18/10/2007 23:29  Aggiornato: 18/10/2007 23:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Citazione:
E' talmente facile, per chi detiene il potere, rendere candide come neve anche le più sconce sozzerie...


Ed è talmente facile risolvere le contraddizioni...

proiettili a De Magistris e Forleo

> Prodi solidale con i magistrati minacciati. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha espresso la sua solidarietà a entrambi i magistrati per le minacce ricevute, e al suo messaggio si sono aggiunti quelli delle massime cariche dello Stato. Le intimidazioni sono state definite "gravi" ed "estremamente allarmanti" dal segretario dell'Associazione nazionale magistrati Nello Rossi, che, continua, "non possono essere in alcun modo sottovalutate e devono essere oggetto di rapidi interventi".

> Mastella: solidarietà per il gesto intimidatorio. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, ha espresso al pm di Catanzaro "tutta la sua solidarietà condannando il gesto intimidatorio". "So che cosa significa - afferma il guardasigilli - ricevere minacce e proprio per questo, come ho sempre fatto nei confronti di chiunque sia stato vittima di episodi del genere, non posso che esprimere la mia solidarietà e manifestare il mio sdegno per chi, con qualunque motivazione, cerca di intimorire gli altri".

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 20/10/2007 20:30  Aggiornato: 20/10/2007 20:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
La "solidarietà" di Mastella a De Magistris non è servita a molto...

E' arrivata, per il guardasigilli, l'iscrizione nel registro degli indagati, e l'ipotesi di un suo coinvolgimento nell'inchiesta "Why Not".

E la reazione non si è fatta attendere.

"Luigi De Magistris costretto dalla Procura di Catanzaro a lasciare l’inchiesta Why not."

Nell'articolo si legge:

"La richiesta in corso di trasferire De Magistris da Catanzaro avrebbe dovuto, secondo la Procura,far desistere il pm dall’iscrivere il ministro Mastella, ovvero colui che ha chiesto di mandarlo via dalla Calabria, nel registro degli indagati. Ma non è andata così, e il procuratore Favi ha sentito il bisogno di intervenire direttamente.

Favi ha applicato l’articolo 372 lettera A del codice di procedura penale, secondo il quale il procuratore è obbligato a disporre l'avocazione dell’inchiesta nel momento in cui si presenti una situazione di incompatibilità con il titolare dell’inchiesta stessa."


Se avessero scritto a chiare lettere che al ministro di "giustizia" è stata tolta la pietra dalla scarpa, ci avrebbero fatto una figura meno barbina.

Il pm avrebbe appreso la notizia dalla stampa, senza riceverne alcuna notifica precedentemente.

"La notizia dell'avocazione è stata riportata oggi da diversi media citando non meglio precisati ambienti giudiziari, per una presunta incompatibilità di De Magistris nel procedimento, legato alla richiesta di trasferimento fatta nei suoi confronti dal Guardasigilli Clemente Mastella, che risulterebbe indagato nell'inchiesta."

Incompatibilità. E' ben strano che questo termine venga così disinvoltamente utilizzato dalla stessa coalizione di governo, e neppure contestato da una sua frangia cosidetta "estrema", che prima della sua elezione, e durante il governo berlusconi, si è spesso riempita la bocca con la necessità di una legge sul "conflitto di interessi".

Si condannava che l'imprenditore berlusca, detentore di multeplici canali "informativi", non potesse ricoprire una carica istituzionale di quel livello per evidenti "interessi", ed oggi si considera "incompatibile" il lavoro di un magistrato, se esso procede in direzione contraria ai diktat di una "legge" che impedisce, di fatto, di procedere giudiziariamente. Anche SE il procedimento è previsto dal punto di vista della "costituzione".

In pratica, De Magistris avrebbe dovuto prendere la richiesta del suo trasferimento come un "avvertimento". Avendola ignorata, iscrivendo comunque Mastella nel registro degli indagati, il caso gli è stato tolto.

Ai sensi dell'art. 372 c.p.p. (obbligo di avocazione in caso di incompatibilità), naturalmente...

"I reati ipotizzati nei confronti di Mastella, invece, secondo quanto si è appreso, sarebbero finanziamento illecito al partito, truffa e abuso d'ufficio. L'inchiesta riguarda il presunto utilizzo illecito di finanziamenti pubblici da parte di un gruppo di esponenti politici, amministratori ed imprenditori che avrebbero fatto capo ad un comitato d'affari con base operativa e finanziaria nella Repubblica di San Marino."

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
redna
Inviato: 20/10/2007 21:16  Aggiornato: 20/10/2007 21:16
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
..bisognerebbe andare in fondo e vedere la base operativa finanziaria era SOLO nella repubblica di san marino.

Forse era meglio fermarlo/fermarsi proprio li.....

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
dr_julius
Inviato: 20/10/2007 22:12  Aggiornato: 20/10/2007 22:12
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/8/2006
Da:
Inviati: 1637
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Rifletto sul tutto e anche sui recenti INviluppi.

Continuo a pensare che le fughe di notizie siano sempre "volute". Anche in questo caso basta pensare a chi abbia giovato...



Per tirarmi su il morale vado a rivedermi una puntata de "Il caso Scafroglia" dove il capo-mafia si sceglie i giudici ("no, quello no... ha la faccia prevenuta.. è troppo prevenuto... non mi piace")

Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
florizel
Inviato: 20/10/2007 22:28  Aggiornato: 20/10/2007 22:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Citazione:
Continuo a pensare che le fughe di notizie siano sempre "volute". Anche in questo caso basta pensare a chi abbia giovato...


Ti riferisci a quali "fughe"? A quelle che sarebbero "scappate" al pm o a queste ultime che annunciano l'avocatura del caso "Why Not"?

Io continuo a pensare che in caso di "caduta" di questo governo, il PD è bell'e pronto... E che chi aveva fiutato l'aria che tira dalle parti di De Magistris si è preparato in tempo...

Citazione:
vado a rivedermi una puntata de "Il caso Scafroglia" dove il capo-mafia si sceglie i giudici


Perchè vuoi rigirarti il coltello nella piaga...?
Attenzione, potresti avere la conferma del fatto che la "realtà" è peggio di qualsiasi film...

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
dr_julius
Inviato: 20/10/2007 22:51  Aggiornato: 20/10/2007 22:51
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/8/2006
Da:
Inviati: 1637
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Intuisci bene, florizel: ritengo si sia preferito "far sapere che Mastella è indagato" e, di conseguenza, avocare il caso "Why not", piuttosto che fare andare avanti l'inchiesta con De Magistris.
Escludo che quest'ultimo avesse motivo di indurre una "fuga di notizie".
(Se avesse voluto, per "uscire dal gioco" poteva bastargli il trasferimento di ufficio).


E' un film già visto:
successivamente l'inchiesta, gradualmente, andrà avanti. Mastella innocente. E De Magistris magari lo sapremo: era anche un personaggio un po' dubbio...


(In effetti come pm, De Magistris, "è prevenuto": pretende di fare tutto il suo lavoro (vedi sopra)



...
..
.

Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
_gaia_
Inviato: 21/10/2007 10:22  Aggiornato: 21/10/2007 10:22
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Qui una brevissima considerazione di Alessandro Iacuelli sulle buste con proiettili firmate con la stella a cinque punte:
Tensioni
Da cui:
Ed oggi, in Italia, siamo pronti ad una nuova strategia della tensione?
O qualcuno crede che possano essere veritiere le stelle a cinque punte con proiettile allegato recapitate a due noti magistrati? (un po' chiacchieroni, però)
Se i due indagassero su chi usa la stella a cinque punte, allora (certo, semplificando molto), la letterina minatoria ci potrebbe anche stare. Ma si da il caso che uno dei due indagasse su cose che hanno tirato in ballo uno dei ministri più cari agli italiani, e l'altra stesse indagando su certe cose che avvengono dietro le quinte delle banche Antonveneta e BNL.
Quindi, gli unici che potrebbero avere interesse a minacciarli... vengono da ambienti (partiti, ministeri, banche) che sinceramente con la stella a cinque punte non mi pare che abbiano molto a che fare.


L'articolo di Repubblica linkato è questo:
Intimidazioni ai magistrati
proiettili a De Magistris e Forleo

Da cui:
(...) in serata dal gip milanese è arrivata una reazione decisa: "Respingo al mittente - ha detto - la solidarietà di taluni soggetti indirettamente responsabili del mio isolamento e di quel che mi sta accadendo"

Ricorda.. vagamente.. qualcosa.

carloooooo
Inviato: 21/10/2007 10:23  Aggiornato: 21/10/2007 10:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/7/2006
Da: marca gioiosa et amorosa
Inviati: 1386
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
«Contro di me i poteri occulti. Ora rischio pallottole e tritolo»

Allora, dottor de Magistris, c'è una strategia in ciò che sta accadendo?

«È evidente. C'è una strategia in atto. Una strategia ben nota all'Italia. Si chiama strategia della tensione».

Come fa a dirlo?

«Le intimidazioni istituzionali, le pallottole, la richiesta di trasferimento da parte del ministro, e da ultimo l'avocazione di un'altra mia indagine e la fuga di notizie sull'iscrizione del ministro tra gli indagati, tutto questo è opera di una manina particolarmente raffinata».

Quale manina?

«Poteri occulti. Massoneria, soprattutto. Coadiuvati da pezzi della magistratura, non solo calabrese, che in questa vicenda hanno svolto un ruolo fondamentale L'ultimo gol, secondo questo ragionamento, lo hanno fatto segnare al procuratore generale Favi? «Beh, è un dato di fatto che il dottor Favi, soprattutto negli ultimi mesi, sembra che abbia svolto soltanto un ruolo: una intensa attività epistolare in cui si è occupato di me, come magistrato e come persona fisica. Voleva togliermi anche l'inchiesta Toghe lucane. Finora non c'è riuscito, ma non è detto che non abbia già pensato di concludere il lavoro ».

Per quali ragioni lei teme che si voglia spingere il Paese in un clima da anni di piombo?

«Perché con questa avocazione, me lo lasci dire, torniamo alla magistratura fascista, forte con i deboli e debole con i forti. Davanti alla legge, i potenti non sono uguali come tutti gli altri. Questo è il messaggio. E il pericolo è che si apra la strada a un periodo buio: ognuno stia al suo posto e non si immischi, perché rischia ».

Lei rischia?

«Certo. E non solo io. Anche tutti gli altri che si sono occupati di queste vicende. E tutti i cittadini».

Cosa si rischia?

«Dopo un'avocazione di un'inchiesta del genere, distrutto lo Stato di diritto, rischi le pallottole e il tritolo».

Come le pallottole inviate a lei e al gip di Milano, Clementina Forleo, firmate Brigate rosse?

«Ma quali Brigate rosse! Per fortuna, oggi siamo in un momento storico diverso, non c'è il terreno di coltura dell'ideologismo fanatico degli anni '70 e c'è una grande attenzione al tema dei diritti. No, non c'è il rischio di iniziative violente da parte di improbabili sigle terroristiche vecchie e nuove. Quei proiettili inviati a me e alla collega Forleo provengono da settori deviati di apparati dello Stato, che già in passato hanno messo in pericolo le istituzioni e oggi cercano di riprodurre quel clima».

Dica la verità, lei ritiene che sia in atto un golpe giudiziario?

«La parola golpe la usa lei. Certo è che è accaduta una cosa senza precedenti, della quale non so ancora ufficialmente nulla, poiché nulla mi è stato notificato. L'ho appreso dall'Ansa. No, non mi pare ci siano più le condizioni per fare il magistrato, specie in Calabria, avendo come punto di riferimento l'articolo 3 della Costituzione (principio di uguaglianza di tutti i cittadini, ndr) ».

florizel
Inviato: 21/10/2007 13:05  Aggiornato: 21/10/2007 13:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
_gaia_Citazione:
Ricorda.. vagamente.. qualcosa.


Di diverso da quel "qualcosa" che potrebbe ricordare, stavolta, c'è che tutto avviene alla luce del sole. E per questo, deve necessariamente ammantarsi di "costituzionalità".

L'avocatura dell'inchiesta "Why Not" sarebbe giustificata dall'articolo 412
per mancato esercizio dell'azione penale o per la non archiviazione nei termini stabiliti dalle legge.

Ma, dichiara il pm, "Se è così, è ancora peggio. Le indagini preliminari sono in corso e quella norma può intervenire solo quando scadono i termini delle indagini. Le mie indagini erano in pieno svolgimento. Quindi, quella norma, è completamente inapplicabile".

Anche De Magistris parla di "strategia della tensione":

"...come è che la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati di Mastella, una notizia così riservata, è uscita su Libero? Io credo che faccia parte di una vera strategia della tensione. Prima la fuga di notizie su Prodi, poi la revoca delle indagini, poi l'articolo di Libero che è servito a scatenare un processo mediatico per arrivare all'avocazione. Senza questa fuga di notizie su Mastella, non sarebbe accaduto tutto questo. E poi il procuratore generale non potrebbe sapere della notizia di Mastella, è vietato dalla legge. Di quella iscrizione lo può sapere il procuratore della repubblica, il procuratore aggiunto. Il procuratore generale non può conoscere le indagini. E la velocità del suo provvedimento mi ha lasciato esterrefatto".

"...io stavo facendo un percorso di indagine molto lineare e all'improvviso si inserisce una richiesta di trasferimento del ministro che poi - sembrerebbe - è stata utilizzata per dire tu ti dovevi astenere perché c'era la richiesta di trasferimento. Quindi arriviamo al punto che si equipara una richiesta di trasferimento d'ufficio con un atto istituzionale a una specie di denuncia presentata da un indagato."

Con la "forzatura" di cui parla De Magistris nell'articolo si vorrebbe imprimere un marchio di "legalità" ad intenti che hanno tutta l'aria di rifarsi ad un codice che, in altri tempi, nessuno avrebbe esitato a definire mafioso.

"Il segnale che hanno lanciato è molto chiaro: la magistratura non può più indagare in alcune direzioni. Questo è evidente. Poi è anche la conferma di come una parte del potere giudiziario sta dentro il sistema. Una parte della magistratura è funzionale a certi sistemi oggetto di investigazioni, è fondamentale capire questo."

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 21/10/2007 13:12  Aggiornato: 21/10/2007 13:15
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
«Perché con questa avocazione, me lo lasci dire, torniamo alla magistratura fascista, forte con i deboli e debole con i forti. Davanti alla legge, i potenti non sono uguali come tutti gli altri. Questo è il messaggio. E il pericolo è che si apra la strada a un periodo buio: ognuno stia al suo posto e non si immischi, perché rischia ».

De Magistris è indubbiamente mosso dalla buona fede e dalla grande convinzione che qualcosa debba aver segnato la fine di una dittatura, di un regime, e l'inizio di quella che viene definita la "democrazia".

I fatti dimostrano ben altro.

“Poteri occulti. Massoneria, soprattutto. Coadiuvati da pezzi della magistratura, non solo calabrese, che in questa vicenda hanno svolto un ruolo fondamentale... è un dato di fatto che il dottor Favi, soprattutto negli ultimi mesi, sembra che abbia svolto soltanto un ruolo: una intensa attività epistolare in cui si è occupato di me, come magistrato e come persona fisica. Voleva togliermi anche l'inchiesta Toghe lucane. Finora non c'è riuscito, ma non è detto che non abbia già pensato di concludere il lavoro”.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
redna
Inviato: 21/10/2007 14:41  Aggiornato: 21/10/2007 14:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
In tutto questo non vedo altro che la prosecuzione di quanto inziato con il re di arcore.La magistratura deve essere ridicolizzata.
Nello stato democratico, lo ripeto, la magistratura è preposta al fine che uno stato democratico non diventi....una associazione a delinquere!!!
Quindi in questo momento questi attacchi arrivano proprio "da-quella-direzione".

Ogni giorno leggiamo che berlusconi dice che il governo cade, che il governo cadrà, che il governo deve cadere...
Quindi i massmedia sono avvertiti....
A primavera si va alle urne,dice.
Prima era l'unto del signore, aveva bevuto l'amaro calice, ora diventa un profeta di 'ebraica' memoria....
...i tempi cambiano e kippà....coglie al volo...
D'altra parte,di fronte ad un profeta, che potrebbe mai fare la magistratura????

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
_gaia_
Inviato: 21/10/2007 15:47  Aggiornato: 21/10/2007 15:47
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Non so se avte notato quest'altro "particolare" dal link postato da Carloooo:

[De Magistris]: «Mi chiedo: chi e perché ha fatto venir fuori la notizia dell'iscrizione di Mastella? E come mai è stata fatta pubblicare una cosa non vera, e cioè che Mastella fosse indagato anche per violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete?».

E che cosa si risponde?
«Che è opera della stessa manina raffinata. Suggerisce qualcosa il fatto che prima ancora che le agenzie lanciassero la notizia, Mastella abbia dichiarato che con le associazioni massoniche lui non ha nulla a che fare?»

redna
Inviato: 21/10/2007 18:42  Aggiornato: 21/10/2007 18:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Il ministro della giustizia: "Il tritolo a de magistris?Stia tranquillo.Ho incontrato il papa, sono sereno".

Lo sfogo del magistrato: "contro di me i potere occulti"
fonte: corriere.it
----
Certo che se incontranto il papa si diventa tanto sereni...capisco lo sfogo del magistrato!!!
Ma tutto questo è sempre più inquietante.Soprattutto perchè dal papa si è 'prostrato' anche prodi.
A Napoli si sarà sentito sereno anche lui????

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
felice
Inviato: 21/10/2007 20:46  Aggiornato: 21/10/2007 20:50
Mi sento vacillare
Iscritto: 14/3/2006
Da: Parma
Inviati: 759
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
penso che mastella e prodi dopo questa cosa tutta italiana raddoppieranno i voti di preferenza a Cristo se non altro delle suore e de frati con o senza cappuccio e cappuccino-

DDDio quanto amo gl'italiani tutti!!!

Solo col governo di sinistra possono passare SORDIDE e SILENTI le riforme di destra. Il SOLE é storto! Sento di navigare su una nave tarmata. Le tarme sono tante che la nave sulla quale viaggio é destinata a risolversi consumata nel fuoco delle GUERRE.
florizel
Inviato: 21/10/2007 21:07  Aggiornato: 21/10/2007 21:07
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
_gaia_Citazione:
Non so se avte notato quest'altro "particolare" dal link postato da Carloooo


«Mi chiedo: chi e perché ha fatto venir fuori la notizia dell'iscrizione di Mastella?

Altro "particolare": perchè, come per l'"excusatio non petita, accusatio manifesta" della dichiarazione circa la massoneria, il guardasigilli continua a parlare di "stato di salute" del governo?

"laddove non ci fosse una maggioranza o saltasse al Senato bisogna andare al voto".

Intanto, il terremoto si fa sentire anche nel mondo della magistratura, che (perchè?) solo oggi, ad avocatura avvenuta, fa sentire la sua voce.

Ci aspettiamo dal Csm "una parola chiara e severa" che punti a ripristinare, "nell'accavallarsi di messaggi contraddittori e non di rado interessati, legalità, professionalità e immagine della giustizia nonché a consentire all'autorità inquirente una serena ed efficace prosecuzione delle indagini sulle gravi ipotesi di reato prospettate nel contesto calabrese". E' quanto afferma il segretario di Magistratura Indipendente Carlo Coco in merito allo scontro tra il Guardasigilli Mastella e il pm di Catanzaro De Magistris.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
redna
Inviato: 21/10/2007 21:17  Aggiornato: 21/10/2007 21:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
...e stiamo a vedere come va a finire...
intanto su www.dagospia.com ce la raccontano alla loro maniera...

fosse vero...fosse vero...che l cerchio si stringe!!!!

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
florizel
Inviato: 21/10/2007 21:58  Aggiornato: 21/10/2007 21:58
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Stasera, "Report" dedica la sua seconda parte alla vicenda De Magistris.

Da questo sito, diversi link utili.

Per redna: forse sarebbe più utile linkare direttamente la pagina con l'articolo relativo ai fatti di cui si discute qui. Se non altro, per renderne l'accesso più facile a chi volesse informarsi.

Grazie.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 23/10/2007 10:34  Aggiornato: 23/10/2007 10:34
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
CATANZARO: NOTIFICATA A DE MAGISTRIS AVOCAZIONE INCHIESTA


"Catanzaro, 22 ott. - E' stato notificato al sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris il provvedimento con il quale la Procura generale del capoluogo calabrese ha deciso di avocare a se l'inchiesta "Why Not", relativa ad un presunto uso illecito di fondi comunitari e nazionali destinati alla Calabria."

L'anomalia denunciata da De Magistris circa la diffusione a mezzo stampa dell'avocatura dell'inchiesta "Why Not", prima ancora che essa gli venisse notificata, è stata "corretta": è di stamane la notizia dell'aggiornamento della prassi.

E' utile ricordare che lo stesso Mastella, tra le altre cose, accusava il pm di avere un rapporto troppo "disinibito" con la stampa, e di aver causato una "fuga di notizie".

Altri dettagli si aggiungono alla già complicata vicenda:

"A quanto si apprende in ambienti vicini alla Procura di Catanzaro, c'è anche il fatto che l'iscrizione nel registro degli indagati del ministro della Giustizia Clemente Mastella sarebbe avvenuta ''senza la preventiva comunicazione e comunque senza previo concerto con il procuratore capo Mariano Lombardi'', ai cui controlli il pm si sarebbe ''costantemente sottratto'', tra i motivi che hanno indotto il procuratore generale facente funzioni di Catanzaro Dolcino Favi a togliere al sostituto procuratore Luigi De Magistris e ad avocare a sé l'inchiesta 'Why Not'. "

"Prendo atto che quando si fanno determinate inchieste ci sono una serie di personaggi, anche all'interno dell'ordinamento giudiziario, che si muovono per bloccarle. Questo è un dato che ha capito anche mio figlio piccolino".

Per quanto riguarda il procuratore capo Mariano Lombardi, vale la pena di rinfrescarsi la memoria:

"Contrariamente a quanto aveva affermato alla stampa in un primo momento, il procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi sapeva dell'iscrizione nel registro degli indagati del premier Romano Prodi nell'ambito dell'inchiesta 'Why not', condotta dal sostituto procuratore Luigi De Magistris. "

"Dalla relazione dell’ispettorato depositata al Csm, emerge ora un fatto inedito, e cioè che sulle indagini a carico di Prodi ci sarebbe stato un “apparente contrasto” tra Lombardi e De Magistris."

"De Magistris si sarebbe rifiutato di comunicare gli sviluppi e gli esiti delle inchieste “Poseidone” e “Why not” ai suoi superiori, il capo Lombardi e l’aggiunto Salvatore Murone, per «scongiurare» che alcuni indagati (il senatore Giancarlo Pittelli e il generale Lombardo Cretella) venissero a conoscenza dell’attività investigativa che li riguardava, a seguito dei rapporti di amicizia con alcuni magistrati."

"Al vaglio della I Commissione, probabilmente anche le dichiarazioni rilasciate dal pm De Magistris nel corso della trasmissione Rai di Michele Santoro 'Annozero'."

Alcuni link dettagliati chiariscono l'avvicendarsi delle notizie.

Ma una sorta di "condanna" del pm è intuibile anche dalle parole del presidente Napolitano:

''Considero essenziali, come sempre, la riservatezza e il rispetto delle regole fissate da leggi e codici deontologici. E' indispensabile evitare dichiarazioni e commenti che determinano sconcerto nella opinione pubblica''.

Praticamente, invece di intervenire sulla SOSTANZA dei provvedimenti su De Magistris e conseguentemente sull'inchiesta "Why Not", avrebbe "consigliato" di non fare troppo "rumore".

L'articolo 3 della costituzione ("Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge") e l'art. 104 ("La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere") si dileguano, sottomessi all'appiglio della "deontologia" procedurale.

E che fine farebbe l'indagine su Mastella e Prodi?

"L’affaire Prodi-Mastella finirà al tribunale dei ministri di Roma. Il fascicolo che vede l’attuale Guardasigilli indagato per abuso d’ufficio, concorso, truffa e finanziamento illecito ai partiti, dopo essere stato avocato dalla procura generale di Catanzaro prossimamente partirà alla volta della Capitale. Destinazione, appunto, il collegio per i reati ministeriali."

Da Catanzaro, direttamente a Roma. Si gioca "in casa", "dove il tribunale dei ministri porterà avanti le indagini riunendo in sé i poteri sia del pubblico ministero che del gip. E alla fine dovrà decidere se archiviare o rinviare a giudizio."

"Data chiave nei vorticosi sviluppi di una vicenda sempre più complessa è il 19 ottobre. In quella giornata, infatti, il procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi chiede al Pg di avocare a sé l’inchiesta, nel giro di poche ore Favi accoglie la richiesta ed emette il decreto. E poi tira in ballo il tribunale dei ministri. Ed è sempre venerdì che la procura generale del capoluogo calabrese, senza nemmeno informare preventivamente il pm titolare del inchiesta «Why Not» Luigi De Magistris, bussa alla porta del sostituto e «costringe» la sua segretaria ad aprire la cassaforte e a consegnare gli atti d’indagine."

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 24/10/2007 10:44  Aggiornato: 24/10/2007 10:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
L'intera vicenda continua a produrre elementi sintomatici dello "stato di salute" della cosidetta costituzionalità, nel cui nome il ministro Mastella si esibisce in quelle che sono le migliori performances di un governo che di "diverso" dal precedente ha solo una maggiore sfacciataggine nel fare i suoi porci comodi impunemente, spacciandoli per "affari istituzionali".

Il Guardasigilli Clemente Mastella promette che continuerà la battaglia per difendere la sua onorabilità, che non farà mai più il nome del pm Luigi De Magistris e chiede alla magistratura di procedere rapidamente per fare chiarezza nell'inchiesta in cui risulterebbe indagato.

In una nota Mastella "chiede con fermezza che l'inchiesta vada avanti, ma velocemente, per non lasciare i cittadini-elettori nel limbo dell'incertezza. Ma si dica al sen. Mastella presso quale giudice - non essendo egli a conoscenza di alcun fatto e di alcuna ipotesi di reato a lui - debba recarsi: se a Roma o a Berlino, per difendersi come un normale cittadino che non pretende e non vuole alcun privilegio."

Intanto, un primo privilegio (da "normale cittadino, ovviamente...) l'avrebbe già ottenuto: "Da più parti del Csm è stata avanzata la richiesta di anticipare la decisione rispetto al 17 dicembre"

Dagli esiti che avrà la valutazione della "posizione" di De Magistris, anticipata rispetto alla data stabilita in precedenza, sapremo anche che strada prenderanno le inchieste portate avanti dal pm.

Il caso De Magistris ha attirato l'attenzione dei media e ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto che vigilerà sul corretto sviluppo delle indagini.

E allora siamo a posto. La "giustizia" è garantita.

...il magistrato afferma di essere stato "costretto" a intervenire pubblicamente perché "ci sono stati troppi silenzi colpevoli e inquietanti" anche da parte della Anm calabrese, sui rapporti tra potere politico e magistratura. "Sono dovuto intervenire quasi per legittima difesa di fronte al silenzio assordante generale. Ora - ha aggiunto - bisogna aspettare che il Csm decida senza interferenze e senza pressioni in tempi rapidi. Io ho denunciato una situazione grave di carattere generale fondata su fatti concreti".

"Nel frattempo, il magistrato sarà nuovamente in tv, ospite giovedì prossimo della trasmissione Anno Zero."

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 25/10/2007 10:43  Aggiornato: 25/10/2007 10:59
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
De Magistris non si arrende.

In attesa che lunedì prossimo, 29 ottobre, il Csm si pronunci circa i collegamenti tra affari illegali e politica relativi all'inchiesta "Why Not" (ma non sull'avocazione), il pm chiede il rinvio a giudizio per Agazio Loiero, presidente della regione Calabria accusato di aver favorito la ditta Ital Tbs di Trieste, "pilotando" l'assegnazione di appalti per la fornitura di apparecchiature elettromedicali.

Tbs Trieste.

L'accusa, oltre che per gli illeciti nell'assegnazione degli appalti, è anche per associazione a delinquere.

Oltre che per Loiero il rinvio a giudizio è stato chiesto per altre otto persone tra cui c'é Michele Lanzo, capo di gabinetto del presidente della Regione ed ex commissario straordinario dell'Asl di Crotone.

De Magistris chiede il processo per Loiero

«Agazio... Ciccillo sono... Ti volevo ricordare quella cosa di Reggio, che è urgentissima. Ti chiedo scusa e ti ringrazio. Ciao».

Il messaggio viene lasciato sulla segreteria telefonica di Agazio. Che è Agazio Loiero, presidente della giunta regionale di centrosinistra della Calabria. Ciccillo è Francesco De Salvia, rappresentante per le vendite della società Ital Tbs di Trieste. La «cosa di Reggio» riguarderebbe uno dei capitolati d'appalto dell'Ital Tbs e dell'Ati (associazione temporanea di imprese) di cui quella triestina è capofila, da far passare nell'Asl 11 di Reggio Calabria.


De Magistris si occupò di questa faccenda già nel 2005.

Appalto da 7 milioni, 10 indagati

"Secondo il sistema adottato, a predisporre il capitolato sostituendosi all'azienda ospedaliera, era la ditta stessa, che, tramite il suo referente di zona, unitamente all'amministratore pubblico colluso, gestiva il procedimento fino all'aggiudicazione. Era sempre la ditta ad ideare "ad arte" il capitolato vincendolo gioco forza."

E già nel 2005, Loiero auspicava «Che la magistratura vada fino in fondo, non ci sono santuari da tutelare - ha detto all'Ansa il presidente della Regione, Agazio Loiero - Noi abbiamo preso decisioni che vanno esclusivamente verso il risanamento della sanità e se qualcuno ha ritenuto di poter continuare con il vecchio andazzo è giusto che la magistratura agisca, per ristabilire la legalità compromessa in un settore in passato tanto chiacchierato».

Ma nemmeno nel 2006 se ne venne a capo.

Nei suoi confronti vengono ipotizzati i reati di abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti. Loiero dovrà presentarsi il 15 dicembre per essere interrogato, secondo quanto stabilito in un invito a comparire emesso nei suoi riguardi.

Da allora, il pm si sarà trovato a percorrere piste che evidentemente si incrociano con le quelle vicende di corruzione, disegnando un unico schema di illegalità dagli infiniti approdi.

Pochi giorni prima che la prima commissione del Csm lo ascolti in merito alle sue inchieste, sembra quasi che con questo provvedimento il pm voglia segnalare su quanto marcio ci sia ancora da fare luce, e che stia cercando farlo emergere prima che determinati provvedimenti possano metterlo a tacere definitivamente.

Intanto, sul fronte delle polemiche legate all’indagine Why Not c’è da registrare l’esternazione di Silvio Sircana, portavoce di Prodi, in relazione a un articolo del giornale inglese The Guardian che parlava di interferenze del premier nell’inchiesta calabrese «soffiata» al pm De Magistris: «Mai nessuna interferenza. L’unico commento risale a luglio quando Prodi apprese dalla stampa che il pm lo aveva indagato. E aveva espresso totale fiducia nel lavoro della magistratura».

E se si lamenta Sircana, che di "interferenze" ne ha patite già parecchie, uscendosene pulito pulito...

E stasera, Santoro riprenderà la già accesa discussione durante il suo "Anno Zero".

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 25/10/2007 20:14  Aggiornato: 25/10/2007 20:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Ora, anche non volendo attribuire alla trasmissione di Santoro un'eccesso di "incisività" nella questione, sta di fatto che il pm sarà in collegamento davanti a milioni di italiani.

E, puntuale, come da copione, arriva il proiettile a Mastella.

Si tratta di un proiettile calibro 38 Smith & Wesson Special. Nel testo del messaggio anonimo era scritto: "Altri 30 di questi ti colpiranno se il pm De Magistris non tornerà al suo posto".

Insomma, lo stato e i politici devono essersi convinti che il popolo italiota ami così tanto le favolette che nonostante tutte le analisi, e tutto quello che si sa, sulla strategia della tensione, non possono fare a meno di raccontarcene.

E non è finita.

Inchiesta Why Not, polizia giudiziaria nella sede del giornale dell'Udeur

"La polizia giudiziaria - si legge in una nota de 'Il Campanile Nuovo' - molto correttamente ha evidenziato che la ragione della loro presenza era legata ad una richiesta di acquisizione di copie di documenti. Quindi nè una perquisizione nè alcuna richiesta imperativa. Sostanzialmente, la polizia giudiziaria ci ha informato che potevamo o meno, discrezionalmente, mostrare quanto oggetto di richiesta di esibizione. Siamo contenti che le indagini proseguano e facciano il loro corso perché non abbiamo nulla da nascondere nè tantomeno da temere per quanto concerne la nostra gestione".

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 27/10/2007 15:08  Aggiornato: 27/10/2007 15:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
DE MAGISTRIS INDAGATO A SALERNO

Mastella iscritto nel registro degli indagati a Roma.

L'intera vicenda si sta assestando sullo scontro frontale, e mediatico, tra il ministro Mastella ed il pm De Magistris, dirottando l'attenzione sui presunti coinvolgimenti di Prodi nel "comitato di affari" su cui indaga il pm.

Secondo le fonti, alla procura di Roma non è arrivato da Catanzaro nessun fascicolo su Prodi.

"Il furgone carico dei 30 faldoni dell’inchiesta Why not arriva da Catanzaro a Roma e, invece di dirigersi direttamente al Tribunale dei ministri, si ferma alla Procura per un’ulteriore valutazione degli atti. Che riguardano solo Clemente Mastella (e le persone a lui collegate), non Romano Prodi."

Il presidente del consiglio preferisce tacere sull'argomento, e presenziare alla "nascita" del nuovo PD:

"Care democratiche, cari democratici: dopo 12 anni possiamo chiamarci così". Inizia così, interrotto dagli applausi dei 2800 delegati, il discorso di Romano Prodi all'Assemblea costituente del Partito democratico. Dopo il rituale omaggio al presidente della Repubblica, "sicuro e sereno garante delle nostre istituzioni", Prodi ha subito ringraziato il segretario Walter Veltroni e gli altri candidati delle primarie. E ha concluso con un 'esortazione: "Walter, abbi cura del Partito democratico perché un giono possimao dire insieme: 'abbiamo l'Italia che vogliamo' ".

Ed evidentemente, quella che vogliono è un'Italia imbavagliata, i cui governi, succedendosi, ereditano l'impunità e la corruzione l'uno dall'altro.

E l'argomento "massoneria" sembra sparire definitivamente dai quotidiani.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 30/10/2007 11:55  Aggiornato: 30/10/2007 11:55
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
"Piuttosto bisogna chiedersi - ha aggiunto De Magistris - perché si è arrivati al punto di aspettare che un magistrato denunciasse pubblicamente alcuni fatti gravi di cui molti erano a conoscenza".

Sembra essere, questa, la frase chiave che denuncia le grandi difficoltà in cui qualunque "togato" potrebbe incorrere, mettendo le mani su argomenti come quelli trattati dall'inchiesta "Why Not".

Una dichiarazione, quella del pm De Magistris, che denuncerebbe il clima di ostilità "politica" verso chi si mostra incorruttibile, e che supplisce alle omertà della stessa informazione ufficiale, ormai ridotta a "riportare" le notizie, senza suscitare alcun interrogativo nell'opinione pubblica.

Come quest'altra affermazione, del resto, denuncerebbe la perfetta sintonia tra due settori della politica che, ufficialmente, si prodigano per dare di se stesse due immagini contrapposte:

"Sin dal 2005 è stato messo in atto il tentativo di sottrarre al pm di Catanzaro Luigi De Magistris le sue inchieste sui rapporti tra politica e affari. E l'atto di inizio, è stata l'ispezione inviata alla procura di Catanzaro dall'allora ministro della Giustizia Castelli."

E se quanto afferma il pm dovesse rivelarsi fondato, la tanto evocata "imparzialità" della magistratura si rivelerebbe tale solo nel prevenire denunce che evidenzierebbero la continuità dei rapporti tra politica e "malaffare":

"Il pm è partito da una premessa. spiegando di essere stato costretto a esporsi pubblicamente dopo aver preso atto dell’impossibilità di toccare gli intrecci tra pubblica amministrazione e affari. Quanto ai nomi, ha confermato i suoi sospetti sul procuratore capo Mariano Lombardi che avrebbe informato il senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli di una perquisizione a suo carico nell’ambito dell’inchiesta Poseidone; come pure avrebbe ribadito i suoi dubbi sul procuratore aggiunto Salvatore Murone, anch’egli amico di Pittelli. Parole che il magistrato intenderebbe documentare anche attraverso una consulenza su flussi telefonici del perito Gioacchino Genchi."

E questo, è solo quello che si è arrivati a sapere grazie alle dichiarazioni di De Magistris e della
Forleo.

Nella missiva, il magistrato sela prende direttamente con i carabinieri e spiega di aver deciso di rinunciare alla scorta avendo rilevato "protratte condotte omissive e attive di taluni esponenti dell'Arma".

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 2/11/2007 16:40  Aggiornato: 3/11/2007 15:18
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Aggiorno stoicamente:

E' stato revocato l'incarico al più importante dei consulenti di De Magistris nell'inchiesta "Why Not".

"Gioacchino Genchi, esperto di intercettazioni che ha assistito il PM negli accertamenti sulle telefonate degli indagati. Il licenziamento di Genchi, che ha annunciato di voler devolvere i compensi alle vittime della mafia, segue di 24 ore il trasferimento del capitano Pasquale Zaccheo, anch'egli collaboratore di De Magistris.

Si capisce benissimo il senso dell'operazione, passata sotto silenzio. Ci sono poche righe in fondo ad una pagina di Repubblica del 1/11/07. Gli stanno facendo il vuoto intorno."


Ed un tortuoso articolo di D'Avanzo, da Repubblica (eheheh...) in cui il giornalista si chiede innocentemente "Chi minaccia o ha minacciato Clementina Forleo? Quale potere occulto assedia Luigi De Magistris?"

"E dunque... Per un passo abusivo del ministro di Giustizia e di un'iniziativa impropria (e forse illegittima) del procuratore generale di Catanzaro, a De Magistris è stata sottratta un'inchiesta che vede indagati il capo del governo e Clemente Mastella. Se si conserva la testa fredda, in questo caso si può dire che un momento di indubbia criticità sta faticosamente trovando soluzione perché la fisiologica dialettica del sistema di controllo degli atti e verifica dei comportamenti è al lavoro."

Bene. D'Avanzo riconosce che quello di Mastella è stato un abuso. Siamo già a buon punto.

Quello che però non riesce a comprendere, a quanto pare, è che un pm, o un giudice, possano sentirsi TALMENTE tanto intimiditi (per non dire MINACCIATI) da "avvertimenti" e "consigli" vari, così tanto ISOLATI, o intralciati nel loro lavoro, da dover ricorrere a pubbliche esternazioni nonostante l'etichetta e le procedure ne limitino l'uso (ma solo riguardo a materiale da non diffondere per segreto istruttorio).

Giusto per lasciare un segnale della serie "se ci ammazzano, qualcosa siamo riusciti a lasciarlo detto".

Quasi come se, per D'Avanzo, la "stampa" stesse lì a raccogliere notizie piuttosto che andare a vendere le patate al mercato.

E visto che si trova a manifestare tanto "accorato appello" affinchè dei giudici vessati si esprimano chiaramente, ne approfitta per chiamare in causa Falcone e Borsellino senza nemmeno chiedersi se la morte (anzi, l'omicidio) dei due coraggiosissimi giudici dica ancora oggi "qualcosa" a chi oggi mette le mani sul marciume della politica e delle istituzioni.

Insomma, D'Avanzo sembra voler dire che se un giudice non si lascia fare la pelle, sta facendo solo delle sceneggiate.

Grandioso.

Sorvolando, tra l'altro, sul fatto che Clementina Forleo, come a riprova delle minacce ricevute, abbia dichiarato pubblicamente di aver lasciato una sua lettera al giudice Imposimato: "Se dovesse succedermi qualcosa - aveva detto la Forleo - quella lettera verrà tirata fuori".

Insomma, non resta che chiedersi come mai D'Avanzo non abbia messo nel mucchio anche Imposimato.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 7/11/2007 12:23  Aggiornato: 7/11/2007 12:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Un aggiornamento circa Genchi, l'esperto di intercettazioni nominato da De Magistris e poi rimosso dal suo incarico dalla Procura di Catanzaro.

Tritolo? Why Not?

"Gioacchino Genchi, l’esperto nominato da Luigi De Magistris è stato rimosso dal suo incarico dalla Procura di Catanzaro insieme al capitano dei Carabinieri Pasquale Zacheo che aveva seguito l’inchiesta Why Not dal suo inizio. Nella relazione di Genchi, riportata dal Secolo XIX, compaiono i nomi dei protagonisti dell’indagine. Oltre ai risaputi Romano Prodi, Clemente Mastella, Lorenzo Cesa, ci sono Francesco Rutelli, Giuseppe Pisanu, Gianni Alemanno, l'immancabile giornalista Renato Farina e il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini."

"Avrei potuto continuare ad occuparmi di rapine, mafia ed omicidi. Mi chiedo se sia anche per questo che qualcuno voglia fermarmi. Non ho paura delle minacce e ho la coscienza a posto. Ho sempre messo nel conto i rischi del mio lavoro. Invero, non avevo mai considerato quello di essere sequestrato, a scopo di estorsione. Con i milioni di euro che Mastella mi attribuisce di avere ricevuto da De Magistris, andare in Calabria diventa pericoloso anche per questo! A parte l’ironia, questo è il mio lavoro e ne sono fiero".

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Infettato
Inviato: 7/11/2007 13:28  Aggiornato: 7/11/2007 13:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Le coincidenze il tempismo..sarà ot

Un risultato di straordinaria importanza con cui dimostriamo di riuscire a colpire ripetutamente i vertici di Cosa Nostra”. Con queste parole il ministro dell’Interno Giuliano Amato si è congratulato con la Polizia di Stato per la brillante operazione

Dall'articolo I poliziotti, che da mesi osservavano giorno e notte da lontano la villetta, subito dopo la cattura si sono lasciati andare anche a lacrime di gioia

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flo dall'articolo

De Magistris ha parlato di poteri occulti e di tritolo. Sarà questa la prossima mossa?

Per noi alcune cose sono evidenti, sono chiare, ma le cortine fumogene negli occhi delle persone viene sistematicamente cosparso... non lo so, mi viene un detto, batti il ferro finchè è caldo.

Questi magistrati ci danno l'opportunità di chiedere con forza giustizia

Infettato dal morbo di Ashcroft
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Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
florizel
Inviato: 7/11/2007 13:46  Aggiornato: 7/11/2007 13:48
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
InfettatoCitazione:
Per noi alcune cose sono evidenti, sono chiare, ma le cortine fumogene negli occhi delle persone viene sistematicamente cosparso...


Soprattutto quando ci sono di mezzo enfatizzate affermazioni del genere:

"Intanto ad attendere le auto della polizia che hanno accompagnato in questura i 4 boss c’erano moltissime persone pronte a condividere la soddisfazione dell’arresto insieme alla Polizia di Stato. Un arresto importante arrivato proprio nel giorno della memoria, celebrato a Palermo per ricordare tutte le vittime della mafia."

Tutti a "ricordare" le vittime della mafia insieme alle "oneste" istituzioni, coraggio.

Giusto per screditare "altre" indagini che vanno in direzione di svelare intrecci innominabili.

Falcone e Borsellino docet.

Baciamo le mani.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
_gaia_
Inviato: 7/11/2007 21:52  Aggiornato: 7/11/2007 21:52
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/2/2006
Da:
Inviati: 1460
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Il sito di Gioacchino Genchi

Il suo blog: "Legittima difesa" (aperto di recente con questo sottotitolo: Tutto pensavo, tranne che, con le tante cose che ho da fare, avrei pure dovuto creare un Blog. Dicono che in fondo è anche "In". Per me è solo "legittima difesa")

E altri due link interessantissimi segnalati nel thread sulla Forleo (per chi se li fosse persi):

La relazione integrale di cui si parla in questo articolo

E una "Lettera aperta a Clementina Forleo", in cui si spiega come i PM scomodi debbano più probabilmente temere, più che "pallottole e tritolo", un incidente stradale dovuto a "rottura accidentale dello sterzo"...

florizel
Inviato: 8/11/2007 13:51  Aggiornato: 8/11/2007 13:52
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Da questo "passaggio" e da queste consegne di lettere, sembra cogliere un disperato tentativo, da parte di chi le scrive, di voler lasciar qualcosa di "tangibile" su cui approfondire, come dei tasselli da mettere insieme quando, e se, il silenzio cadrà su tutto.

Genchi che apre un blog per "legittima difesa", la relazione integrale, la lettera aperta di Paolo Franceschetti... Tutto sembra voler supplire ad un clima di isolamento e di distorsione delle informazioni, modalità che si è sempre rivelata "efficace" per rendere "innocue" affermazioni scomode...

Riporto uno stralcio dalla lettera aperta di Franceschini.

"Una mia collega di studio si occupa di cosiddetti poteri occulti. In una settimana io e lei abbiamo subito tre incidenti da cui siamo scampati per un pelo: una rottura dello sterzo, e due rotture del perno della ruota posteriore (su due moto diverse). Le rotture dello sterzo e della ruota erano dirette a questa mia collega, perché si trattava della sua moto che io avevo malauguratamente preso in prestito. Dopo questi incidenti mi è venuto qualche sospetto; mi sono informato meglio e sono diventato mio malgrado un "esperto" di incidenti stradali.

In incidenti analoghi sono morti molti testimoni di Ustica: il maresciallo Zummarelli, travolto da una moto; poi il colonnello Sandro Marcucci precipitato col piper. Il colonnello Giorgio Teoldi, comandante dell'Aeroporto Militare di Grosseto è morto in un incidente stradale di cui non sono riuscito a capire le modalità. Giorgio Furetti, Sindaco di Grosseto, poco tempo dopo aver manifestato l'intenzione di volere raccontare alcune cose ai giudici muore investito da un motorino. E questi sono solo alcune delle morti di Ustica che sono molte di più. In un incidente analogo – per fare un solo esempio diverso da Ustica - è incappato il carabiniere Placanica, implicato nei fatti del G8: rottura improvvisa dello sterzo in un rettilineo ma per fortuna l’auto non ha cozzato contro ostacoli e si è salvato."

La lettera contiene materiale PREZIOSO per comprendere come, partendo da quello che appare, si possa poi arrivare a quello che lo genera, e che si DEVE tenere nascosto.

In questa ottica, il lavoro della Forleo e di De Magistris, va BEN OLTRE quello a cui sembra limitarsi.

Segnalo un articolo dal blog di Ferdinando Imposimato sull'avocazione dell'inchiesta "Why Not".

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
florizel
Inviato: 9/11/2007 18:43  Aggiornato: 9/11/2007 18:43
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Why not, respinto ricorso De Magistris Vizio di forma: "L'avocazione era legittima"

"la procura generale della Cassazione ha ritenuto che legittimato al reclamo contro il provvedimento di avocazione sia soltanto il capo dell'ufficio, cioè il procuratore della Repubblica"

Certo.

"Ora la tranche dell'inchiesta che riguarda l'ipotesi di reato contestata al Guardasigilli - finanziamento illecito ai partiti, abuso d'ufficio e concorso in truffa - pende davanti al Tribunale dei ministri. "

Certo.

"Sarà quell'ufficio a valutare se i reati ipotizzati sono stati commessi da Mastella quando già era ministro oppure prima."

Certo.

"Quanto al presidente del Consiglio Romano Prodi(i reati ipotizzati nei suoi confronti sarebbero stati commessi quando ricopriva la carica di presidente della Commissione dell'Unione Europea) e agli altri indagati, l'inchiesta rimarrà a Catanzaro e sarà coordinata dalla Procura generale."

Certo.
Se poi dovesse occuparsene la "procura generale della Cassazione", siamo a cavallo.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Infettato
Inviato: 12/11/2007 12:02  Aggiornato: 12/11/2007 12:02
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive

Infettato dal morbo di Ashcroft
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Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
florizel
Inviato: 12/11/2007 19:00  Aggiornato: 12/11/2007 19:00
Sono certo di non sapere
Iscritto: 7/7/2005
Da: dove potrei stare meglio.
Inviati: 8195
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
L’imprenditore Antonio Saladino, indagato nell’inchiesta “Why not” aperta dal pm Luigi De Magistris della procura di Catanzaro ed ora avocata dalla procura generale, ha reso noto di aver “deposito in data odierna una querela nei confronti del sig. Gioacchino Genchi, in relazione all’intervista pubblicata sul “Corriere della Sera” del 9 novembre u.s. a firma Carlo Vulpio”.

Come dire? Tolta di mano l'inchiesta a De Magistris, ognuno si sente autorizzato a riabilitarsi, e a parare colpi prima ancora che la magistratura possa fornire prove concrete per eventuali incriminazioni.

L'articolo contestato da Saladino è questo:

"A Romano Prodi stavano tendendo una trappola", spiega Genchi. "Senza dubbio, ben al di là del fatto tecnico dell'iscrizione di Prodi, il modo stesso con cui è stata propalata la notizia si è rivelato un chiaro tentativo di strumentalizzare l'indagine".

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando Libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Infettato
Inviato: 12/3/2008 11:54  Aggiornato: 12/3/2008 11:54
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Otto anni per scrivere una sentenza, boss liberi forse è ot, ma puzza tanto di "assoluzione preventiva".

Infettato dal morbo di Ashcroft
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Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
Infettato
Inviato: 15/5/2008 9:04  Aggiornato: 15/5/2008 9:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive

Infettato dal morbo di Ashcroft
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Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
Infettato
Inviato: 19/1/2009 11:00  Aggiornato: 19/1/2009 11:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive
Riporto per intero un articolo di De magistris, il succo delle situazioni passate odierne e future, e l'invito a non mollare.....


L’altro giorno, in uno dei tanti viaggi tra Napoli e Catanzaro, ascoltavo la bellissima canzone di Francesco De Gregori e mi venivano in mente frammenti di storia scritti da magistrati della Repubblica italiana.
Pensavo al coraggio del Procuratore della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa, che, da solo, si assunse la responsabilità di firmare degli ordini di cattura, al coraggio di Rosario Livatino ed Antonino Scopelliti che non piegarono la testa e decisero di esercitare il loro ruolo con rigore ed indipendenza, a quello di Paolo Borsellino che consapevole di quello che stava accadendo ai suoi danni cercava di fare presto per giungere alla verità e per comprendere anche le ragioni della morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta.
Pensavo a quanta mafia istituzionale accompagna tanti eccidi accaduti negli ultimi trent’anni.
Pensavo a quello che sta accadendo in questi mesi in cui si consolidano nuove forme di “eliminazione” di magistrati che non si omologano al sistema criminale di gestione illegale del potere e che pretendono, con irriverente ostinazione, di adempiere a quel giuramento solenne prestato sui principi ed i precetti della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al fascismo.
Pensavo a quello che possono fare i singoli magistrati oggi per opporsi ad una deriva autoritaria che ha già modificato di fatto l’assetto costituzionale di questo Paese.
Pensavo a quello che può fare ogni cittadino di questa Repubblica per dimostrare che, forse, ormai, l’unico vero custode della Costituzione Repubblicana non può che essere il popolo, con tutti i suoi limiti.

In attesa di quel fresco profumo di libertà – del quale parla il mio amico Salvatore Borsellino e per il quale ci batteremo in ogni istante della nostra vita, in quella lotta per i diritti e per la giustizia che contraddistingue ancora persone che vivono nel nostro Paese – che ci farà comprendere quanto concreto sia il filo conduttore che accomuna i fatti più inquietanti della storia giudiziaria d’Italia degli ultimi 30 anni, non dobbiamo esimerci dall’evidenziare alcune brevi riflessioni.
In attesa dei progetti di riforma della giustizia (che mi pare trovano d’accordo quasi tutte le forze politiche) che sanciranno, sul piano formale, l’ulteriore mortificazione dei principi di autonomia ed indipendenza della magistratura, non si può non rilevare che i predetti principi – che rappresentano la ragione di questo mestiere che, senza indipendenza ed autonomia, è solo esercizio di funzioni serventi al potere costituito – sono stati e vengono mortificati proprio da chi dovrebbe svolgere le funzioni di garanzia e tutela di tali principi.

Dall’interno della Magistratura, in un cordone ombelicale sistemico di gestione anche occulta del potere, con la scusa magari di evitare riforme ritenute non gradite, si procede per colpire ed intimidire (anche con inusitata deprecabile violenza morale) chi, all’interno dell’ordine giudiziario, non si omologa, non intende appartenere a nessuno, non vuole assimilarsi alla gestione quieta del potere, ma rimane fedele ed osservante dei valori costituzionali di uguaglianza, libertà ed indipendenza che chi dovrebbe garantirne tutela – anche con il sistema dell’autogoverno – tende, in realtà, a voler governare, dall’interno, la magistratura rendendola, di fatto, prona ai desiderata dei manovratori del potere.

Ma non bisogna avere timore. La storia – ed ancora prima la conoscenza e la rappresentazione di fatti quando essi saranno pubblici – ci faranno capire ancor meglio di quanto tanti hanno già ben compreso, le vere ragioni poste a fondamento di prese di posizione anche di taluni magistrati (alcuni dei quali ritengono anche di svolgere una funzione di “rappresentanza”, in realtà, concretamente, insussistente).
Quello che rileva in questo momento e che mi pare importante è che, in attesa del fresco profumo di libertà, che spazzerà via alcuni protagonisti indecenti di questo periodo, ogni magistrato abbia un ruolo attivo, non si disorienti, diventi attore principale – nel suo piccolo ma nella grande “forza” di questo mestiere che richiede oneri prima ancora che onori – della salvaguardia dei valori costituzionali.

Ognuno di noi, chi ha deciso di fare questo lavoro con amore, passione e forte idealità, ha un luogo, interno alla propria coscienza, al proprio cuore ed alla propria mente, dal quale attingere forza e determinazione nei momenti bui. E’ questa l’ora delle risorse auree: se insieme sapremo esercitare le nostre funzioni in autonomia, libertà, indipendenza, senza paura di essere eliminati da intimidazioni istituzionali o da “clave” disciplinari utilizzate in violazione della Costituzione Repubblicana.
Per me, le riserve energetiche sono state e sono tuttora, soprattutto, le immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, anche perché nei giorni delle stragi mafiose – con riferimento alle quali attendiamo verità e giustizia anche per le complicità sistemiche intranee alle Istituzioni – avevo appena consegnato gli scritti nel concorso in magistratura. Quando Antonino Caponnetto disse che tutto era finito, nel mio cuore ed in quello di molti altri magistrati è scattata una molla per dimostrare che non doveva essere così, che, invece, bisogna lottare e non mollare mai. Anche nella certezza di poter morire - come diceva Paolo Borsellino nella consapevolezza che tutto potesse costarci assai caro – vi sono magistrati che ogni giorno cercano di applicare, nei provvedimenti adottati, il principio che la legge è uguale per tutti.

Da quando le organizzazioni mafiose hanno dismesso la strategia militare di contrasto ed eliminazione dei rappresentanti onesti e coraggiosi delle Istituzioni, il livello di collusione intraneo a queste ultime si è consolidato enormemente, tanto da rappresentare ormai quasi una metastasi istituzionale che conduce alla commissione di veri e propri crimini di Stato. Questo comporta che oggi dobbiamo difendere, ogni giorno e con i denti, la nostra indipendenza e l’esercizio autonomo della giurisdizione – nell’ossequio del principio costituzionale sancito dall’art. 3 della Costituzione – anche da veri e propri attacchi illeciti, talvolta condotti con metodo mafioso, provenienti dall’interno delle Istituzioni.

Che può fare, allora, un magistrato? Che può fare un Uditore Giudiziario che a febbraio prenderà le funzioni giurisdizionali? Che può fare un Giudice civile? Che può fare un Giudice del Tribunale del Riesame? Che può fare un Giudice del settore penale? Che può fare un Pubblico Ministero? Che possiamo fare quelli di noi che non si piegano al conformismo giudiziario? Che possiamo fare quelli che vogliono esercitare solo questo lavoro con dignità e professionalità, senza pensare a carriere interne o esterne all’ordine giudiziario?

Credo che la ricetta è semplice, anche se sembra tutto così complicato in questo periodo così buio per la nostra Costituzione per la quale non dobbiamo mai smettere di combattere: si deve decidere senza avere paura – innanzi tutto di chi dovrebbe tutelarci e che si dimostra sempre più baluardo di certi centri di interessi e poteri, nonché fonte di pericolo per l’indipendenza del nostro stupendo lavoro –, senza pensare a valutazioni di opportunità, senza scegliere per quella opzione che possa creare meno problemi, decidere nel rispetto delle leggi e della Costituzione, pronunciarsi nel segno della Verità e della Giustizia. In tal modo, avremmo adempiuto, con semplicità e nello stesso tempo con coraggio, al nostro mandato, la coscienza non si ribellerà con il trascorrere del tempo, magari potremmo anche capitolare, ma, come dice Salvatore Borsellino, lo avremmo fatto senza “esserci venduti”. Non avremo svenduto la nostra indipendenza, non avremo piegato la nostra coscienza, non avremo abdicato al nostro ruolo, non avremo abbassato la testa: ci ritroveremo con la schiena dritta, con il morale alto, con il rispetto di tutti (anche dei nostri avversari). Questo ci chiedono le persone oneste: di non “consegnarci” e mantenere alto il prestigio dell’ordine giudiziario in un momento in cui la questione morale assume connotati epidemici anche al nostro interno. Non bisogna avere paura di un potere scellerato che pretende di opprimere la nostra libertà ed il nostro destino.

Ai giovani colleghi mi permetto, con umiltà e per l’immenso amore che preservo per questo lavoro, di esortarli a non temere mai le decisioni giuste e di perseguire sempre la strada della giustizia e della verità anche quando questa può costare caro. Io ero consapevole che mi avrebbero colpito e che mi avrebbero fatto del male, ma non ho mai piegato, nemmeno per un istante, il percorso delle mie scelte ed oggi mi sento, come sempre, sereno, ricco di energie, molto forte, perché dentro il mio cuore e la mia mente sono consapevole di aver espletato ogni condotta nell’interesse della Giustizia e nel rispetto delle leggi e della Costituzione Repubblicana.
Non ascoltate quelle sirene, anche interne alla nostra categoria, che vi inducono – magari in modo subdolo e maldestro – a piegare la testa in virtù di una pseudo-ragion di stato che consisterebbe nel pericolo imminente di riforme sciagurate, per evitare le quali dobbiamo, strategicamente, “girarci” dall’altra parte quando ci “imbattiamo” nei cd. “poteri forti”. Le riforme – anzi le controriforme – ci saranno comunque, forse saranno terribili, ma almeno non dobbiamo essere noi a dimostrarci timorosi e con le gambe molli, malati, come diceva Piero Calamandrei, di agorafobia. L’indipendenza si difende senza calcoli e ad ogni costo, l’amore della verità può costare l’esistenza. Ed essa si difende anche da chi la mina, in modo talvolta anche eversivo, dal nostro interno. Nella mia esperienza gli ostacoli più insidiosi sono sempre pervenuti dall’interno della nostra categoria: non sono pochi i magistrati, oramai, pienamente inseriti in un sistema di potere criminale che reagisce alle attività di controllo e che si muove, dal sistema, per evitare che sia fatta verità e giustizia su tanti fatti criminali inquietanti avvenuti nella storia contemporanea del nostro Paese.

Sono convinto che la magistratura non soccomberà definitivamente solo se saprà ancora esercitare la sua funzione senza paura, ma con coraggio, nella consapevolezza che anche da soli, nella solitudine propria della nostra funzione, quando ognuno di noi deve decidere e mettere la firma sui provvedimenti, e, quindi, valutare fatti e circostanze, lo farà senza farsi intimidire dalle conseguenze del suo agire. La paura rende gli uomini schiavi, così come le decisioni dettate con un occhio a carriere e posti di comando sono destinate a mortificare le funzioni prima ancora che rendere indegne le persone che le rappresentano.

Quindi, in definitiva, la storia la dobbiamo scrivere anche noi, nel nostro piccolo mondo, pur nella consapevolezza che alcuni di noi pagheranno un prezzo ingiusto e magari anche molto duro, ma questo è per certi versi ineluttabile quando si è deciso di svolgere una funzione che ci impone di difendere, nell’esercizio della giurisdizione, i valori di uguaglianza, libertà, giustizia, verità, quali effettivi garanti dei diritti di cui i cittadini, ed in primis i più deboli, ci chiedono concreta tutela.

Luigi De Magistris è giudice del Riesame a Napoli

(19 gennaio 2009)

Fonte

Infettato dal morbo di Ashcroft
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Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
francesco7
Inviato: 22/1/2009 10:58  Aggiornato: 22/1/2009 10:58
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Tarentum
Inviati: 886
 Re: Il pm De Magistris e le assoluzioni preventive

La mente non è un vaso da riempire ma un legno da far ardere perché s'infuochi il gusto della ricerca e l'amore della verità. (Plutarco)

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