Re: L' eterna contraddizione degli alternativi...

Inviato da  florizel il 23/11/2007 23:15:03
luca11Citazione:
definire mafia antistato mi sembra anche a me anacronistico, ma il principio da cui è nato è quello di opporre alla legalià un altra cultura, quella della mafia appunto.


Eppure, luca11, se ci si riflette, i “codici” operativi e le premesse fondanti di mafia e stato sono estremamente simili. Come il percorso che li ha condotti ad avere le stesse caratteristiche.
Entrambe le strutture, inizialmente hanno avuto bisogno del più largo “consenso” per affermarsi: oggi vivono di vita propria.
La mafia, come lo stato, ha un suo apparato centrale decisionale ed esecutivo, ed un suo sistema “punitivo”, che, come per lo stato, tiene sempre meno conto dei soggetti più deboli, economicamente e socialmente. Ed entrambi fanno sempre più leva sui circuiti economici più elevati e sulle loro leggi per garantirsi la sopravvivenza.
Mafia e stato, sono oggi più descrivibili come vere e proprie “aziende”, ed entrambi chiedono soldi in cambio di “protezione”: tangenti, pizzi, e tasse.

Per entrambi, vige il codice del “segreto”: l’omertà ed il “segreto di stato”.

Fatti come Portella della Ginestra, ad esempio, dimostrano inequivocabilmente che le due strutture, se non sinergiche, sono necessarie l’una all’altra, e che l’una e l’altra sono funzionali al loro vicendevole sostegno.

Ancora oggi, rintracciare il momento in cui la mafia si è fatta “stato”, e lo stato si è fatto “mafia”, o individuarne le modalità, è impresa ardua.

Citazione:
Io voglio solo puntualizzare sulla contraddizione della gente che acquista la droga ma rifiuta la cocacola o la carne a fini morali.


Non ti si può dare torto: come per la carne e la cocacola, bisognerebbe chiedersi cui prodest quello che consumiamo, ammesso che si divenga coscienti del fatto che spesso farsi una canna equivale a “consumare” esattamente come si consumano carne e schifezze assortite.
Parlo di un “consumo” che non è solo materiale, di un’attitudine mentale, che spesso prescinde il reale desiderio di questa o quella cosa.

Personalmente, ritengo che una particolare scelta alimentare, possa definirsi coerente solo se prende in considerazione l’intero meccanismo che genera l’induzione al consumo.

In effetti, fa un po’ sorridere (amaramente) il fatto che, originariamente, l’uso di droghe contrassegnava uno stile di vita ed una “filosofia” che si opponevano al “sistema” (alternativo, come lo definisci te); e che con il loro acquisto, da circuiti inequivocabilmente legati alle strutture criminali in collaborazione con il potere, ci si sottomette a quel potere, spesso sorvolando sulla sua capacità di averne intravisto il potenziale “business”.


blackbart Citazione:
Se tutti fossero vegani alcune specie animali, allevate unicamente per scopi alimentari, non potrebbero sopravvivere in natura.


Perché?

Citazione:
Non mi risulta infatti che ci siano mandrie di mucche, greggi di agnelli o sciami di galline allo stato brado: se anche fosse, è chiaro che alcuni animali esistono solo perchè qualche allevatore gli ha permesso di nascere e sopravvivere.


Oggi no, ma originariamente le galline, le mucche e gli agnelli vivevano allo stato brado, o quasi.
Basterebbe non allevarne con lo scopo di ucciderli, e lasciarli liberi di pascolare, o no?
Pensi che si estinguerebbero?

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