Re: Chi siamo veramente, cosa siamo veramente?

Inviato da  incredulo il 9/6/2013 17:03:35
Ciapanna ha teorizzato una umanitÓ, in grado di fare cose straordinarie nel passato, un passato neanche tanto lontano come crediamo.

Di pi¨, la realtÓ l'Universo ci risponde in quanto noi abbiamo un potere creativo innato, l'Universo non Ŕ meccanicistico come crediamo.

Il mondo che desideriamo, si realizza nel tempo, le cose avvengono perchŔ le vogliamo, saremmo dunque in un Paradiso, che non riconosciamo come tale perchŔ non lo sappiamo.

Chiedi e ti sarÓ dato Ŕ sempre stata la Natura del nostro Essere al mondo.

Di fatto il mondo come lo conosciamo, sarebbe stato costruito dai fratelli muratori, compreso cittÓ e cattedrali moderne in appena qualche centinaio di anni.

Con la loro opera, hanno determinato la visione del mondo che abbiamo all'interno di noi stessi e, quella visione del mondo lo crea di fatto.

La conoscenza sarebbe questa.

Siamo noi a creare il mondo attorno a noi, noi siamo il mondo.

Quella conoscenza, che Ciapanna definisce il Vello d'Oro, Ŕ riconducibile nel mito ai Dioscuri, Castore e Polluce.

Questa coppia di gemelli Ŕ presente anche nei Veda, nella fondazione di Roma e richiama alla mente una coppia di gemelli poco conosciuta dal grande pubblico come Esa¨ e Giacobbe figli di Isacco.

Per la Torah Esa¨ viene considerato ebreo apostata, Esa¨ si ricollega a Roma e alla romanitÓ che per Ciapanna Ŕ destinata a finire male nel piano generale in atto.

Non credo che sia un caso che le nazioni che stanno soffrendo di pi¨ ora siano Grecia, Italia e Spagna.

Ciapanna spiega bene nel pdf cosa significhino Roma, la Grecia e la Spagna nell'ottica del piano in atto.

Isacco il Patriarca (יִצְחָק, "figlio del riso"; Bersabea - Mamre) Ŕ un personaggio della Bibbia, uno dei grandi patriarchi; Ŕ il figlio di Abramo e Sara. La sua vita Ŕ narrata in Genesi 15-35. Nell'Islam Ŕ chiamato Ishāq, e la sua vita Ŕ narrata nel Corano. Il suo nome ("figlio del riso"), proviene dalla reazione di sua madre Sara all'udire la profezia della sua nascita: ella era assai anziana. ╚ venerato come santo da tutte le chiese cristiane, dalla religione ebraica e dalla religione islamica.

Isacco riconosciuto da tutte e tre le religioni monoteiste come figlio di Abramo.

Non esistono testimonianze indipendenti dal Genesi dell'esistenza di Abramo[1]: non Ŕ quindi possibile attestare la sua storicitÓ. Se realmente esistette, fu tra il XX ed il XIX secolo a.C. La redazione del testo biblico che parla di lui Ŕ opera di un redattore sacerdotale, ai tempi dell'esilio babilonese[2]. Come in genere i testi riguardanti i tre patriarchi (Abramo, Isacco e Giacobbe), non si tratta di biografie, nÚ di racconti storici nel senso comune del termine, ma di fissazione per iscritto di tradizioni orali, con ridondanze e contraddizioni[1].

Ricordiamoci di MosŔ, che era un sacerdote egiziano, dotato sicuramente di conoscenze "magiche" di alto livello, visto che la costruzione delle piramidi, evento ancora oggi misterioso, Ŕ avvenuta proprio in Egitto, una nazione che viene ricordata molto spesso fra i riti eseguiti dalla massoneria

Tutto questo, per andare avanti con il ragionamento di Ciapanna, ha creato due realtÓ parallele, una per la massa e una per gli iniziati.

All'interno delle pubblicazioni del nostro mondo, esistono dei codici di decifrazione diversi, a seconda del livello di conoscenze raggiunte e del ruolo sociale che si occupa, cosa che non Ŕ mai disgiunta visto che, l'appartenenza alle "societÓ segrete" Ŕ una caratteristica "sine qua non" per avere posizioni di prestigio fra il pubblico, per la massa.

Ciapanna ne ha individuata una nello specifico, quella che lui chiama il "codice 92".

Caratteristica scoperta per caso, perchŔ quando si occupava del problema dell'Aids rendendosi conto della montatura della questione, si accorse che il numero 92 era ridondante inutilmente nelle notizie che riguardavano il problema.

Lui parla del 492, perchŔ la ricollega al mito della Fenice, che rinasce ogni 500 anni dalle sue ceneri, quella Fenice che Ŕ uno dei simboli di questa volontÓ di potere, basta ricordarsi delle ultime Olimpiadi di Londra dove la simbologia di questo potere Ŕ stata talmente evidente per il mondo da lasciare attoniti.

Una esibizione di potenza, un mostrare i muscoli, un rendersi visibile come mai prima nella Storia.

E l'inno parlava in maniera sinistra di vendetta, un inno olimpico che inneggia alla vendetta Ŕ un pelo anomalo nell'ottica dello "Spirito Olimpico" dell'importante Ŕ partecipare.

Per cui tutta la cultura, sarebbe una costruzione di questo potere, tutta.

In principio era il "verbo".

Ogni parola data in pasto ai media, ogni personaggio, ogni pubblicazione, ogni certezza scientifica, non sarebbero altro che strumenti di mistificazione per l'inconscio collettivo della massa e nello stesso tempo, codici e messaggi che solo gli "iniziati" hanno gli strumenti per decifrare e comprendere...

Continua...

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