Re: finalmente un modulo di atterraggio che non sia fatto di cartapesta!

Inviato da  ivan il 19/3/2014 3:16:34
Black ha ripreso un attimo la storia del propellente spaziale.

Nel ben noto post "Luan bugiarda" unscito in illo tempore il propellente spaziale veniva indicato quale faro portante delle argomentazioni usate contro chi osava dubitare dell'astronave lunare.

Ma da navigatori navigati occorre cogliere la quint'essenza dei discorsi che in questo caso specifico è fatta di due componenti:

Il primo, quello base, è che le controargomentazioni ai dubbi lunari si poggiano sulla tecnica nota come "accecare con la scienza", ossia del fare prosopopea usando termini tecnici complicati ; questa tecncia si basa sul principio che le locuzioni tenciche complicate estorcono rispetto e soggezione anche se non attineti al discorso ed anche se in relatà alla fine esse non provano nulla .

Il secondo è talmente palese da passre inosservato: in relatà chi puo' verificare empircamente i fatti di cui si discute ? Negli scenari spazilai ovviamente nessuno.
Non è una questione da poco, è la base di tutto i discorsi sulle saghe spaziali di questi decenni.

Cerco di spiegarmi con due esempi: il primo, le fiamme colorate o meno dei gas di scarico delle astronavi, il secondo la questione di luci ombre e quant'altro ad questo connesso nelle foto spaziali.

In merito ai colori delle fiamme derivanti dalla combustione del propellente: in letteratura, perlomeno in quella consultabile dai comuni mortali, vi è una sola fiamma incolore, quella aria-idorgeno (che proprio per questo motivo viene evitata come la peste) , viceversa tra le fiamme piu' colorate, luminose e calde (e che quindi trasformano in lapilli incandescenti tutto cioi' che incontrano) vi sono proprio le fiamme che usano il protossido di azoto quale comburente (il protossido d'azoto è l'ingrediente base dei propellenti spaziali) .

Ora la letteratura è una cosa, la verifica empirica è un altra: chi pu' verificare che nel vuoto dei panorami lunari un dato mix di combiustibili e comburenti dà veramente fiamme incolori che per giunta non sollevano polvere e non trasformano in lapilli incandescenti tutto quello che incontrano?

Ovviamente non possiamo verifcarlo brevi manu , possiamo solo fare ulteriore bibliografia.

Andiamo alla storia delle foto spaziali con annessi e connenssi.
Il concetto di base è semplice e si chiama scattering; in sostanza noi viviamao immersi nel gas, gas, l'aria , che per sua natura non è puro ma è composto da una miriade di sostanze diverse per dimensione e composizione e quantità; il risultato è che la luce rimabalza sulle particelle costituenti il gas in cui viviamo immersi e quindi ci arriva in pratica da ogni direzione; non solo ma questo fenomeno fa si che la luce viene anche "filtrata" in quanto determinate lunghezze d'onda sono piu' assorbite di altre.

Ora , siamo da sempre abituati a vedere le cose in un ambiente, il nostro, dove lo scattering della luce domina (quindi vediamo il cielo azzurro, le zone in ombra comuqnue ricevono della luce derivante dalle mille ed una riflessioni che essa subisce e cosi' via).

Nello spazio, nel vuoto siderale lo scattering non c'è (o meglio ai fini pratici è del tutto trascurabile), quindi le cose appaiono appunto "in una luce diversa, appaiono appunto senza che vi sia scattering di luce.
Ora quando è diverso il modo di vedere le cose in assenza di scattering e qual'è la sua ripercussione sulle immagini registrate ? Ovviamente la maggior parte di noi no lo sa perchè non ha nessuna esperienza in merito e nè puo' tantomeno fare una qualsiasi verifica empirica, ancora una volta puo ' solo fare bibliografia e sentire così piu' campane.

Quindi quando si parla di cose spaziali in ultima analisi si sta prendendo il tè con Russel in quanto la veirfica emprica nessuno la puo' fare (nulla di male in cio', basta tenerlo presente).

Ma attenzione, in questo prendere il tò con Russel ci sono i biscotti a corredo, biscotti che si reificano appunto nel gesto di fare ricerche in letteratura (esempio: vediamo un attimo cosa dice la latteratura sul fatto che davvero ci possiamo solllevare tirandoci su con i lacci delle scarpe, se lo ora lo fa il pc e in illo tempore lo faceva un barone ...) .

Ora dicevano nella saga di Dune "Ogni credenza può essere manipolata. Soltanto il sapere è pericoloso."

Il sapere è pericoloso in primis per il potere autoritario che ovviamente deve prendere le opportune contromisure se vuole perpetuare se stesso e non cedere il passo all democrazia.

Ecco quindi che in letteratura si assite a fenomeni curiosi: tutto cio' che è "scomodo " man mano , poco alla volta, sparisce dalla cricolazione.

Faccio un esempio: su wikipedia vie era una pagina dedicata al principio di escusione di Pauli (la storia che gli elettroni non si sopportano a vicenda e tendono a scansarsi ); la pagina spiegava le conseguenze di questo fenomeno sulle proprietà della materia per come la conosciamo (ad esempio spiegava ill perchè esistono le porte); successe che in forum, adesso non ricordo quale era il sito, qualcuno fece notare, citando quella pagina di wikipedia, che il principo di esculsione di Pauli palesemente contraddiceva alcuni pilastri fondamentali della divulgazione scientifica attuale. Bè, dopo qualche tempo la pagina di wikipedia fu modificata da mano ignota e il pricnipio di esclusionedi Paluli venne illustrato non per quello che è in termini di significato fisico reale e tangibile ma quale cosa mistica che confermava ulteriorlmente il mantra "ufficiale" divulgato dai media al popolino.

Un altro esempio è il felino marziano: se si osservano le immagini di marte proproste dai media nei decenni scorsi si nota sempre la presenta di una specie di felino e in merito anni fa usci' sia un libro sia un sito web dedicato; curiosamente nelle foto attuaili di marte il felino non compare piu' .

Altro esempio ancora è la velocità di fuga : esite o non un motore capace di portare un oggetto alla velocità di fuga ? La prima cosa che si cerca è vedere un pò che succede nel mondo degli aerei: il mig XYZ arriva a tremila chilometri l'ora, Il caccia XYZ1 poco meno , e cosi' via; analogalmente si cerca qualcosa sull'artigleria: il cannone di Parigi , la grande Berta e cos' via. Ora sul web, con il tempo si è assitito ad un fenomeno curiso: man mano alla chetichella nelle pagine che parlano di qual'è l'aereo piu' veolce o di quale è la gitta massima di un missile o di perzzo d'artglieria sono iniziati a comparire riferimenti a tale veciolo spaziale capace tranquilalmenente di surclassare tutti gli aerei e tutte le artiglierie finora prodotte.

In sostanza si nota come in letteratura gli argomenti "scomodi" man mano alla chetichella o vengono levati di torno o vengono resi inoffensivi.

Infine Black citava gli la stora degli insulti.
Qui è il caso di aprire una parentesi scevra per semplicità espositiva da casi personali , parentesi in cui ripetero' alcuni concetti già espressi in altri forum.

Allora, in illo tempore, circa 10-12 anni fa, vi era un sito, Indymedia incentrato, come tanti altri siti, sul dibbattito su vari temi.

Quel che si notava che nei forum le discussioioni eranao feroci fino all'inverosimile al punto che il sito fu poi chiuso dalle autorità.

Sbancor, che su quel sito ogni tanto si affacciava, faceva notare che questo fenomeno, il fenomeno degli insulti che volano facilmente nei forum, era la delusione di Internet che non era piu' uno strumento di liberazione ed emancipazione dei popoli in quanto permette, almeno in linea di principio, di attingere all'intelligenza collettiva, ma era sic et simpliciter solo e soltanto lo spalancare la porta di casa ai troll di tutto il mondo.

La situazione è ben riassunta da questa immagine presente nel forum di là :



(source: http://pajamasandcoffee.com/)

In sintesi il dibattito civile sul web è un'altro di quei fenomeni tipo il bigfoot o gli alieni o gli ufo o ancora atlantide di cui se ne parla ma di cui nonostante tutto non si hanno ancora prove certe della loro reale esistenza.

L'origine di questo cuiroso fenomeno (la mancanza di prove circa la reale esistenza sul web del dibattito civile) è nel benedetto bias di conferma che a sua volta è una manifestazione dell'id che come al solito è sempre capriccioso e tiene comportamenti non urbani.

Le conseguenze sono ovvie e sono state illustrate in dei diagrammi di flusso in un forum di là.

Messaggio orinale: http://old.luogocomune.net/site/newbb/viewtopic.php?forum=13&topic_id=7636&post_id=253868